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Vialli: “Non invidio Higuain, l’amore del San Paolo è finito”

Le sue parole

“Higuain e’ tra i piu’ forti centravanti, ma domani non vivra’ una serata semplice: un conto e’ affrontare i fischi di uno stadio che ti teme, un altro i fischi di uno stadio che ti ha amato e ora ti odia e dove fino a poco tempo fa andavi sotto la curva a saltare e cantare”, sono le parole dichiarate da Gianluca Vialli ai microfoni de Il Mattino: “Non lo invidio. Quando capisci che l’amore si e’ tramutato in altro, o sei un robot o dentro scatta un tumulto di emozioni che non aiutera’ certo a giocare nel migliore dei modi”.

Puo’ riaprire il discorso scudetto la partita di domani sera?

“Si, direi proprio di si. Il calendario delle prossime settimane e’ piuttosto complicato per la squadra di Allegri. C’e’ il Barcellona, c’e’ l’altro scontro diretto con la Roma all’Olimpico. C’e’ un discreto cuscinetto tra la Juve e le inseguitrici, pero’ una caduta al San Paolo puo’ riaprire i giochi per il primo posto”.

Si aspettava questa esplosione di Mertens?

“Il belga ha una predisposizione a imparare e a una grande velocita’ ad apprendere. Si e’ rimesso in discussione a 30 anni. Ma non sono sorpreso dal suo boom: io penso che se mettessi Caressa ad allenarsi con Sarri per un mese, alla fine qualche gol lo farebbe pure Fabio in una simile organizzazione di gioco”.

Che cosa si augura per la gara di domani?

“Tanto spettacolo e nessuna polemica arbitrale. Tutti sono convinti di subire dei torti arbitrali, ma se si entra in uno spogliatoio, troverete sempre giocatori sicuri di essere stati danneggiati dalle decisioni arbitrali: questo ti regala carica. Ma la squadra più forte, proprio essendo la più forte, si guadagna sul campo delle decisioni a suo favore, proprio perché sei la più forte. Io con la Samp ho avuto rigori a favore contro Juve, Inter e Milan e lo stesso succedeva al Napoli di Maradona”.

Man Utd al San Paolo, a Mertens piace la corte di Mourinho

Man Utd al San Paolo, a Mertens piace la corte di Mourinho

Secondo la Gazzetta dello Sport in tribuna al San Paolo ci saranno osservatori del Barcellona (spieranno la Juventus) e del Manchester United. Gli inglesi saranno a Fuorigrotta per vedere da vicino invece Dries Mertens: “In tribuna ci saranno emissari del Barcellona, prossimo avversario della Juventus, nei quarti di Champions e alcuni osservatori del Manchester United, il club inglese interessato a Dries Mertens. L’esterno belga, che non ha ancora rinnovato il contratto col Napoli, potrebbe essere attratto dalle proposte di José Mourinho che è un suo estimatore. Insieme alle problematiche familiari, potrebbe esserci anche l’interesse del Manchester a far riflettere il giocatore sull’opportunità di restare”.

Dubbio Reina, Sarri è preoccupato per la Juve

Dubbio Reina, Sarri è preoccupato per la Juve

Come riporta La Gazzetta dello Sport, Maurizio Sarri è preoccupato dalle condizioni del suo portiere: “Pepe Reina si è allenato in disparte, non ha ancora recuperato dal problema muscolare che gli ha impedito di restare in ritiro con la Spagna. Sarri è preoccupato, oggi ne valuterà le condizioni e soltanto domani deciderà se rischiarlo o impiegare il secondo, Rafael. Intanto, dopo la rifinitura, stasera la squadra resterà in ritiro, nell’albergo di Castelvolturno”.

Grazie alla dieta mediterranea gli italiani sono i più sani al mondo

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E’ l’Italia il Paese in cui si mangia meglio al mondo, e non è una questione di palato: la dieta mediterranea, che detta le regole in tavola, rende gli italiani il popolo più in salute in assoluto. E’ quanto emerge dal “Bloomberg Global Health Index” che passa al microscopio le abitudini alimentari di 163 Paesi, concludendo che un bambino nato in Italia ha un’aspettativa di vita di oltre 80 anni contro i 52 anni di un bimbo della Sierra Leone.

La dieta mediterranea fa vivere fino a 80 anni

La crescita economica italiana è stagnante da decenni – sottolinea Bloomberg -, il 40 percento dei giovani è disoccupato e il Paese si ritrova con un debito pubblico tra i più alti al mondo rispetto alla sua economia. Tuttavia “gli italiani sono molto più in forma degli americani (che si attestano al 34esimo posto), dei candesi (17esimi) e dei britannici (23esimi), impegnati a combattere con pressione alta, colesterolo e problemi mentali. Il perché è da ricercare nel piatto: vegetali, frutta, olio di oliva, carne e pesce sono alla base della dieta. Tutti alimenti sani, spiega Adam Drewnowski, direttore del Center for Public Health Nutrition dell’Università di Washington. A conferma di ciò arriva anche il buon piazzamento della Spagna, che è sesta.


La TopTen:

  1. Italia
  2. Islanda
  3. Svizzera
  4. Singapore
  5. Australia
  6. Spagna
  7. Giappone
  8. Svezia
  9. Israele
  10. Lussemburgo

Islanda e Svizzera chiudono il podio. Ben diversa, ma ugualmente salutare, l’alimentazione degli islandesi che ha fatto guadagnare al Paese dei Ghiacci il secondo posto nella classifica. Seguono Svizzera, Singapore e Australia. Gli Usa sono penalizzati dal tasso di obesità.

Dal Porramatur islandese al formaggio svizzero, i piatti dei Paesi più sani

Ma quali sono i piatti tipici dei Paesi più virtuosi? In Islanda, pesce, patate e pecora la fanno da padrone, ma gli islandesi non disprezzano il muschio – proprio così – che fanno essiccare  e che utilizzano nelle minestre e nel pane. Il piatto forte è il Porramatur, un mix di pesce e carne d’agnello accompagnato da pane di segale e burro. Si prepara testicoli di montone, marmellata  di testa di pecora, sanguinaccio di ovino e pesce essiccato.

Nel rispetto di tutti gli stereotipi, sulle tavole svizzere non mancano mai i formaggi. Segue la polenta. Mentre tra i piatti tipici troviamo il fegato alla griglia. Tra i dolci, il re è il cioccolato, in buona compagnia con i dolci alle mele.

Anche la cucina di Singapore, come quella mediterranea, è ricca di pesce e frutti di mare e risente delle influenze di tradizioni diverse: dal laksa, una ricca zuppa di noce di cocco, arricchita da spaghetti di riso, vongole e gamber; al ayam golek, piatto a base di pollo cotto in un’abbondante salsa speziata, arricchito con cipolle, pomodori, aceto e l’onnipresente latte di cocco.

Alimentazione dieta mediterranea benefici errori

SALUTE E SCIENZE

Dieta mediterranea: benefici ed errori di quella odierna.

(Marta Albè)

Osannata, ma nello stesso tempo travisata. E’ la dieta mediterranea, quella vera, che nel 2010 è diventata Patrimonio…

Alimentazione dieta Mediterranea

SALUTE E SCIENZE

La dieta della longevità

aumento della frutta

SALUTE E SCIENZE

Diabete 2, piccole modifiche alla dieta riducono il rischio del 20%. ELVIRA NASELLI*

Al congresso internazionale dell’Ada riuniti 14 mila esperti da tutto il mondo. L’attenzione puntata sui pre-diabetici e sul regime alimentare. Il…

/vivicentro/agi

Report lunedì 3 aprile 21.30 Rai3

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Gentili lettori, vi comunichiamo che lunedì 3 aprile alle 21.30 su Rai3 andrà in onda la nuova puntata di Report.

Le inchieste di questa settimana:

“DIO COCA COLA”
di Claudia Di Pasquale

La Coca Cola è la più venduta al mondo: circa due miliardi di bottiglie al giorno, cinquecento marchi distribuiti in duecento Paesi. Per capire come è diventata la numero uno abbiamo fatto un viaggio negli Stati Uniti, nella sede storica di Atlanta, dove c’è la cassaforte che conserva la sua formula magica, il primo segreto del suo successo.
L’inviata di Report ha viaggiato tra Canada, Messico, Colombia, Mauritania e poi negli stabilimenti italiani di Nogara (VR), Oricola (AQ), Marcianise (CE) e nella Sibeg di Catania.
L’uso delle concessioni delle falde, il braccio di ferro con le autorità sanitarie che tentano di limitare i danni dello zucchero introducendo la tassa sulle bevande gasate e zuccherate, i finanziamenti e le sponsorizzazioni, le spy stories: sotto la lente di Report sono passate tutte quelle strategie che hanno consentito alla Coca Cola di mantenere il primato per centotrenta lunghi anni. Report ha poi fatto analizzare il contenuto della Coca Cola, e di alcuni degli altri duecento prodotti di punta dell’azienda di Atlanta. I risultati nell’inchiesta.

“BIBERON A TUTTO GAS”
di Emanuele Bellano

Cinquecentomila neonati italiani ogni anno succhiano, direttamente dai biberon dell’ospedale, residui di ossido di etilene, un gas cancerogeno secondo l’Oms. Oltre un anno fa, la direzione prevenzione sanitaria del ministero della Salute aveva raccomandato di non utilizzarli se non in casi particolari, ma alle Asl italiane non è stato comunicato e nel frattempo gli appalti sono andati avanti. Sette milioni di biberon e tettarelle trattati con l’ossido di etilene continuano ad essere utilizzati negli ospedali italiani, anche se in Europa già dal 2007 è vietato sterilizzare con questo gas i contenitori ad uso alimentare. Com’è possibile?

Per la rubrica “ONORE AL MERITO”:
“PRESENZE INGIUSTIFICATE”

di Antonella Cignarale

Ai professori universitari la legge Gelmini aveva bloccato gli scatti di stipendio per cinque anni.  Allora per compensarli è stato stanziato un incentivo una tantum di 108 milioni che ogni Ateneo distribuisce ai più meritevoli con le proprie regole. A Perugia per esempio l’incentivo va da ottocento a cinquemila euro, ma capita che i soldi se li intasca anche il luminare che non si fa mai vedere in facoltà, mentre  i docenti che si impegnano restano esclusi

Video e trascrizioni delle inchieste saranno disponibili sul sito www.report.rai.it  e sulla nostra pagina RaiPlay https://www.raiplay.it/programmi/report/ pochi minuti dopo la fine della trasmissione.

Segnaliamo inoltre che sabato 1 aprile alle 16.30 su Rai3 andrà in onda in replica la puntata di lunedì scorso, con “Sotto le stelle“, l’inchiesta su ristoranti chef e guide di Bernardo Iovene e “Ricercatori e ricercati” di Giulio Valesini: come gestisce il suo budget il Cnr? Ci occupiamo anche di candeline pirotecniche e per la rubrica onore al merito: “La decadenza“, di Alessandra Borella

Buona visione,

La redazione

Otto radiotelescopi insieme per un’unica, grande foto

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Sarà davvero una foto molto speciale. Forse ineguagliabile. Sicuramente sarà la foto più incredibile che sia possibile concepire. Stavolta siamo alle prese non con una foto di uno straordinario panorama. Nemmeno abbiamo a che fare con una normale reflex. La lente sarà costituita da radiotelescopi che proveranno a fotografare – udite udite – l’orizzonte degli eventi.

Stiamo per scattare la foto del millennio (se ci riusciamo) di Emilio Santoro, Fisico Nucleare


Che cosa è l’Orizzonte degli Eventi

Un orizzonte degli eventi è, nell’accezione più diffusa, un concetto collegato ai buchi neri, una previsione della relatività generale. È definita come la superficie limite oltre la quale nessun evento può influenzare un osservatore esterno.

Secondo la teoria della relatività, lo spazio e il tempo formano un unico complesso con quattro dimensioni reali (detto spazio-tempo), il quale è deformato dalla presenza di massa (o di energia).


Con questo esperimento, gli astrofisici dell’EHT (Event Horizon Telescope) puntano a mettere in luce l’ultimo punto, immediatamente prima del buco nero che è al centro della nostra galassia, la Via Lattea.

Un po’ come fotografare l’occhio del ciclone

In un certo senso, sarà come provare a fare una fotografia all’interno dell’occhio di un uragano, solo che, al posto delle nuvole ci sono le stelle, e i venti, saranno fiammeggianti lampi di plasma incandescente. Osservare da vicino il profilo di un uragano e quello di certe galassie, come la nostra Via Lattea, non può non stimolare una certa curiosità riguardante il fatto che entrambi gli oggetti presentano forti analogie morfologiche, con lo sviluppo spiraliforme che essi presentano alla stessa maniera.

E questo lo si deve peraltro alle magie di una certa successione matematica, quella di Fibonacci, che tanto peso ha in natura. Ma se al centro di un uragano troviamo una zona di bassa pressione ‒ l’occhio ‒, cosa si nasconde al centro di una galassia?

Il pozzo che tutto divora: il buco nero

Perché l’espressione giusta è proprio questa: nascondersi. L’occhio di una galassia del tipo che abbiamo menzionato (galassie ellittiche) è generalmente costituito da un oggetto particolare, una sorta di  ‒ mi sia concessa questa espressione ‒  “bassa pressione dello spaziotempo”, un pozzo che tutto divora senza far uscire nulla, neppure la luce: un buco nero.

Siamo alle estreme conseguenze di quella teoria che descrive la gravitazione in base a come la presenza di materia produca variazioni nella geometria dello spaziotempo: la Relatività Generale di Einstein. Dopo l’esaurimento del combustibile nucleare, alcune stelle esplodono in modo estremamente violento. Il residuo di ciò che resta può risultare tanto massiccio da curvare le linee dello spaziotempo fino a far scomparire, come in un gioco di prestigio, l’oggetto alla vista, dietro una cortina sferica detta “orizzonte degli eventi” (Event Horizon), la superficie di separazione tra ciò che è visibile e ciò che non può più esserlo: ecco formarsi il “buco nero”, un vorace oggetto che attrae materia per il forte campo gravitazionale di cui è dotato, triturandola e poi divorandola.

A caccia del lamento del Supermassiccio

Guardando verso la costellazione del Sagittario, è come se puntassimo gli occhi verso il centro della nostra galassia, dove si nasconde un mostruoso buco nero che ha però la massa non confrontabile con il residuo di una stella esplosa, bensì con quella di ben quattro milioni di stelle come il nostro sole, un buco nero come si dice “supermassiccio”. Si tratta della sorgente Sgr A* (Sgr sta per Sagittarius). Per definizione, un buco nero non risulta visibile, ma la materia che disgrega e che precipita in essa spiraleggiando sotto forma di gas surriscaldato emette una specie di “lamento” che alcuni ricevitori terrestri opportuni (i telescopi che raccolgono i rumori delle onde radio, i radiotelescopi) possono essere in grado di catturare.

Otto radiotelescopi insieme per un’unica, grande foto

Ai primi di aprile di quest’anno, se le condizioni climatiche contemporanee in alcuni siti sparsi sul pianeta lo consentiranno, otto radiotelescopi congiungeranno le loro forze per captare quei segnali della materia morente attorno a Sgr A* e definire, con la risoluzione più spinta possibile per ottenere una sorta di “fotografia” molto particolareggiata, l’estensione di questo enorme buco nero, la cui dimensione dovrebbe essere di oltre dieci milioni di chilometri. Si tratta del progetto EHT, Event Horizon Telescope, un sistema integrato di radiotelescopi sparsi sulla superficie terrestre quasi a far diventare il pianeta stesso un enorme ricevitore, al fine di raggiungere quell’altissima definizione nella trama dell’immagine che si vorrebbe ottenere.

Sarà un lavoro straordinario che, dopo l’elaborazione di tutti i dati raccolti, tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo offrirà agli studiosi (e non solo!) una mappa di dettaglio di quest’area oscura ma fondamentale fornendo informazioni preziose sulla sua struttura e sull’influenza che esso ha sul resto della galassia. Non dimentichiamo che quest’ultima ruota attorno al suo centro e che anche il nostro sole, alla periferia di uno dei suoi bracci (il Braccio di Orione), si sposta nello spazio alla velocità di circa duecentoventi chilometri al secondo, con tutta la sua corte di pianeti, ruotando attorno al medesimo buco nero che è posto alla distanza di ventiseimila anni luce. Indirettamente, quindi, anche noi siamo interessati…

/agi/Stiamo per scattare la foto del millennio (se ci riusciamo) di Emilio Santoro Fisico Nucleare

A ogni età la sua imposta (Luca Micheletto)

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Ritorniamo al confronto sull’ipotesi di aliquote Irpef legate all’età del contribuente. Tra i possibili vantaggi indicati da alcuni studi c’è quello di legare la loro entità a una caratteristica certa del contribuente. E anche che il trattamento, alla lunga, riguarda tutti i cittadini.

A ogni età la sua imposta (Luca Micheletto)

La letteratura economica offre vari argomenti a sostegno di imposte sul reddito modulate in funzione dell’età del contribuente. Le obiezioni fondate su un presunto conflitto con il principio di equità orizzontale non appaiono molto convincenti.

Cosa dice la teoria

Alcune recenti proposte di modulazione delle aliquote Irpef in funzione dell’età anagrafica del contribuente (Fabio Marchetti e Luciano Monti, Dario Stevanato) si inquadrano nella cornice teorica della teoria della tassazione ottimale. Nella ricerca di forme di imposizione che riescano a coniugare il soddisfacimento delle aspirazioni di carattere redistributivo con la minimizzazione delle inefficienze dovute agli effetti distorsivi delle imposte, è stata così ripresa l’idea, originariamente formulata da George Akerlof, di ricorrere a forme di “tagging” dei contribuenti.
Nel caso della nostra Irpef, l’idea si traduce nel differenziare il carico tributario non più solo in funzione del reddito, ma anche in funzione di caratteristiche individuali (“tag”) che siano non alterabili (o poco) dal contribuente e al tempo stesso siano correlate con la capacità potenziale di generare reddito o con le modifiche che le variazioni dell’aliquota di imposta inducono sui comportamenti.
Tra le varie caratteristiche considerate, l’età anagrafica ha attratto a più riprese l’attenzione degli economisti (Michael Kremer; Sören Blomquist e Luca Micheletto; Matthew Weinzierl; Spencer Bastani, Sören Blomquist e Luca Micheletto).
Secondo James Banks e Peter Diamond, l’analisi di forme di differenziazione del carico tributario che tengano conto anche dell’età del contribuente rappresenterebbe uno dei campi più fecondi di indagine della teoria della tassazione. Innanzitutto, perché i guadagni in termini di benessere legati all’adozione di simili imposte sul reddito appaiono significativi. In secondo luogo perché rispetto ad altre forme di “tagging” proposte in letteratura, ad esempio imposte sul reddito differenziate per uomini e donne (Alberto Alesina, Andrea Ichino e Loukas Karabarbounis), questo tipo di tassazione è più in sintonia con il principio di equità orizzontale, secondo il quale gli individui che appaiono uguali negli aspetti economicamente rilevanti debbono essere trattati in modo uguale. Nell’attraversare le varie fasi della vita, infatti, tutti gli individui risultano via via assoggettati alle funzioni di imposta previste per le diverse classi di età (Daniel Hemel).

Gli elementi da considerare

Per capire le giustificazioni economiche di un’imposta che tenga conto dell’età del contribuente nella tassazione dei redditi da lavoro è opportuno considerare gli elementi da cui dipende la scelta ottimale delle aliquote marginali: elasticità dell’offerta di lavoro, distribuzione dei redditi e incertezza sulle prospettive future di reddito. Ciascuno di questi elementi tende a variare a seconda della fase del ciclo vitale e dunque ciò è una prima ragione a favore dell’introduzione di imposte differenziate in ragione dell’età. Per esempio, il fatto che l’elasticità dell’offerta di lavoro risulti maggiore per i giovani rispetto ai lavoratori di età intermedia (“prime-age”) suggerisce l’opportunità di applicare, a parità di reddito, aliquote marginali più basse per i giovani. Lo stesso ragionamento vale per il livello medio e la variabilità delle remunerazioni, che risultano più alte tra i lavoratori “prime-age” rispetto ai giovani così come l’incertezza sulle prospettive future di reddito tende a essere maggiore per i lavoratori giovani rispetto a quelli di età intermedia.
Per quanto riguarda invece i lavoratori anziani, il fatto che l’elasticità dell’offerta di lavoro risulti relativamente elevata (soprattutto rispetto alla scelta se proseguire o cessare l’attività lavorativa) porterebbe a giustificare l’applicazione di un’imposta caratterizzata da aliquote medie più basse rispetto a quelle applicate ai lavoratori “prime-age”.
Anche l’esistenza di vincoli per l’accesso al credito da parte dei giovani costituisce una ragione per prevedere imposte differenziate e caratterizzate da aliquote medie più basse per loro. E se si può dimostrare (Spencer Bastani, Sören Blomquist e Luca Micheletto) che solo un’imposta in funzione dell’età permette sempre di influenzare il livello di accumulazione del capitale senza produrre effetti indesiderati sul piano equitativo, sul piano pratico ciò permette di giustificare uno spostamento dell’onere medio del prelievo dai giovani ai lavoratori di età intermedia.
Tra l’altro, l’adozione di imposte age-dependent sui redditi da lavoro consente di replicare in larga misura gli effetti dell’ottima tassazione dei redditi da capitale. Di conseguenza, se l’imposta in funzione dell’età sui redditi da lavoro fosse scelta in modo ottimale, la tassazione dei redditi da capitale perderebbe rilevanza quale strumento di politica redistributiva.

BIO DELL’AUTORE

LUCA MICHELETTO – Professore ordinario di scienza delle finanze all’Università degli studi di Milano.

/lavoce.info

Inflazione, la tassa occulta che piace allo stato

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Torna un po’ di inflazione, e con essa i suoi effetti redistributivi poco visibili. A guadagnarci sono i debitori (che restituiscono denaro dotato di un minor potere d’acquisto) a discapito dei creditori. Da noi, il principale debitore è lo stato mentre i creditori sono le famiglie. Ecco perché l’inflazione è una tassa.

Inflazione, la tassa occulta che piace allo stato (Tommaso Monacelli)

L’inflazione non comporta solo l’aumento del prezzo di beni e servizi consumati dalle famiglie. Ha anche effetti redistributivi. Per questo una fiammata inflazionistica dovuta all’uscita dall’euro e al ritorno alla lira avvantaggerebbe soprattutto lo Stato.

Effetto redistributivo

Generalmente si pensa all’inflazione come mero aumento del costo di beni e servizi consumati dalle famiglie. In realtà i suoi effetti più importanti sono sottili, poco visibili, e sono di natura redistributiva.
In ogni economia esiste una distribuzione aggregata della ricchezza tra debitori e creditori. Un debitore detiene una posizione finanziaria netta (cioè la differenza tra attività, ad esempio depositi in banca, e passività, ad esempio un mutuo) negativa, mentre un creditore detiene una ricchezza finanziaria netta positiva. Poiché la quasi totalità della ricchezza finanziaria netta è espressa in termini nominali (cioè in Euro) è anche soggetta al rischio di vedere il proprio valore reale (espresso non in Euro ma in unità di beni) eroso dalla salita dei prezzi.  Ciò è positivo per un debitore, ma è negativo per un creditore. Perciò variazioni al rialzo nel livello generale dei prezzi determinano una redistribuzione reale di ricchezza dai creditori a favore dei debitori. Al contrario, periodi di deflazione, cioè di discesa del livello generale dei prezzi, determinano una redistribuzione che favorisce i creditori. Ecco perché la deflazione è un fenomeno particolarmente dannoso durante periodi di crisi causati da un eccesso di accumulazione di debito. Questo spiega anche la preferenza delle banche centrali per mantenere stabile l’inflazione, proprio per evitare redistribuzioni di ricchezza in una o nell’altra direzione.
Quanto è rilevante, dal punto di vista quantitativo, l’effetto redistributivo dell’inflazione? E soprattutto, quali agenti (settori) dell’economia colpirebbe e favorirebbe? Quali paesi della zona euro in particolare?
La tabella 1 presenta alcuni dati di sintesi sulla posizione finanziaria netta (riferita al 2010) dei due settori principali: “famiglie” e “settore pubblico”. I dati sono estrapolati da uno studio di Klaus Adam e Junyi Zhu e si riferiscono alla zona euro, nel dettaglio all’Italia e, come termine di paragone, alla Germania. La posizione finanziaria netta è riportata sia in termini di euro pro capite che in percentuale del Pil.

Tabella 1  Posizione finanziaria netta riferita al 2010

Fonte: Adam and Zhu 2014

Tre aspetti sono particolarmente rilevanti. Primo, la posizione finanziaria netta è espressa in termini nominali. Secondo, il settore pubblico, essendo generalmente un debitore (emette sistematicamente debito pubblico), ha una posizione finanziaria netta negativa; mentre il settore famiglie ha generalmente una posizione finanziaria positiva. In sintesi: il grande debitore, nell’economia, è lo Stato. Il grande creditore è il settore delle famiglie. Sarebbe quindi lo Stato a beneficiare in modo sostanziale da un incremento del livello dei prezzi e il settore delle famiglie invece a subirne una perdita. Terzo, esiste eterogeneità tra i paesi della zona euro. In termini netti il settore pubblico italiano è molto più indebitato di quello tedesco. E le famiglie tedesche hanno ricchezza nominale netta positiva più grande di quella delle famiglie italiane. Ecco perché le famiglie tedesche avversano così tanto l’inflazione.

Chi perde e chi vince

Quale sarebbe l’effetto sulla ricchezza reale di un inatteso incremento del livello dei prezzi del 10 per cento? Stiamo qui immaginando un rialzo una tantum del livello dei prezzi, con un tasso di crescita (l’inflazione) che dopo la momentanea accelerazione ritorna al livello precedente. In altri termini: l’aumento del livello dei prezzi è permanente, mentre quello dell’inflazione è puramente temporaneo.
Dalla tabella è immediato dedurre che in Italia il settore famiglie subirebbe una perdita pro capite di 810 euro (8100/10) mentre il settore pubblico avrebbe un guadagno di 2320 Euro pro capite (23200/10). I dati in percentuale del Pil sono ancora più significativi. Il settore famiglie subirebbe una perdita del 3,5% del Pil, cioè circa 58 miliardi di euro; mentre il settore pubblico otterrebbe un guadagno del 10% del Pil, cioè di circa 167 miliardi di euro. Una redistribuzione di ricchezza ingente. Una tassa occulta ben più grande di presunte patrimoniali mai ipotizzate finora.
È bene tenere conto di questi numeri quando si immaginano dilettanteschi scenari di uscita dell’Italia dall’euro. Piaccia o no, è pressoché inevitabile immaginare che il ritorno alla lira, e la conseguente svalutazione, porterebbero a una fiammata inflazionistica. Magari, nel migliore degli scenari, contenuta e puramente temporanea, esattamente come nel nostro esempio. Ma anche in questo roseo scenario, è bene essere consapevoli del fatto che i veri perdenti sarebbero le famiglie italiane; e il trionfatore più sardonico sarebbe, ancora una volta, lo stato.

TOMMASO MONACELLImonacelli

Tommaso Monacelli è professore ordinario di Economia all’Università Bocconi di Milano, e Fellow di IGIER Bocconi e del CEPR di Londra. Ha ottenuto il Ph.D. in Economia presso la New York University, ed è stato in precedenza assistant professor a Boston College e professore associato all’Università Bocconi. E’ associate editor di riviste scientifiche internazionali, tra cui il Journal of the European Economic Association, il Journal of Money Credit and Banking, e la European Economic Review. E’ stato adjunct professor presso la Columbia University, visiting professor presso la Central European University, e research consultant per Bce, Ocse, IMF, e Riksbank. I suoi interessi di ricerca riguardano la teoria e politica monetaria e la macroeconoma internazionale.

/lavoce.info

Alex Sandro: “Contro il Napoli partita importante come tutte le altre. Higuain? Saprà gestire la situazione”

Napoli-Juventus non sarà mai una partita come le altre. Soprattutto per uno che in maglia azzurra ha giocato e si è affermato come campione assoluto. Prima di cedere alle lusinghe (economiche ma non solo) del club di Torino. Stiamo parlando ovviamente di Gonzalo Higuain, che domenica tornerà per la prima volta al San Paolo dopo il tradimento estivo, ma che secondo Alex Sandro, intervistato in esclusiva da Sky Sport 24, non subirà alcun contraccolpo emotivo: “Gonzalo, oltre a essere un grande campione, è un giocatore esperto e sa gestire benissimo tutte le situazioni alle quali va incontro. E’ tranquillo, si sta preparando bene e sta facendo ottimi allenamenti”.
La partita col Napoli, oltre alla questione Higuain, sarà fondamentale per mantenere le distanze dallo stesso Napoli e dalla Roma, impegnata sabato sera nel posticipo contro l’Empoli, anche se, sempre secondo Alex Sandro, non sarà decisiva: “E’ una partita importante come tutte le altre, una sfida da 3 punti ma non decisiva. Giocheremo contro una squadra forte, che ha molta qualità. Sarà una partita molto bella. Il Napoli ha buoni giocatori, ha un’ottima struttura ed è una squadra di qualità. Però affronteremo il Napoli come affrontiamo le altre squadre”.

Tanti i giocatori del Napoli da temere. Ma Alex Sandro ne conosce uno in particolare, sin dai tempi in cui ancora giocava in Brasile: “Ho giocato molto con Allan nelle Nazionali giovanili, ha molta forza, qualità ed è un giocatore molto intelligente. Sarà una sfida tra due grandi squadre. Sarà emozionante. Sarà un clima caldo, perché la città vive con passione ed è tutta dietro alla squadra, partita che esalta i giocatori e anche la gente”.

 

Da sport.sky.it

Roma-Empoli, Spalletti? “Se non vinco un titolo non resto, mi è mancata la Curva Sud”

NOTIZIE AS ROMA – Tutta la città è in trepidante attesa del derby di Coppa Italia di mercoledì sera, ma prima c’è Roma-Empoli da giocare. é un momento nerissimo questo per la società toscana, che ha totalizzato la miseria di un solo punto nelle ultime 8 gare. Nonostante questo score negativo, mantiene una distanza di sicurezza dalla zona rossa della classifica ragguardevole (7 punti in più della terzultima) ma considerando il trittico infernale che attende gli uomini di Martusciello (con Roma, Fiorentina e Milan) c’è da attendersi che faranno tutto ciò che è possibile per portare a casa almeno un punto domani sera.
Come di consueto, Spalletti ha risposto alle domande dei cronisti nella sala stampa di Trigoria alla vigilia di questo match. Queste le dichiarazioni del tecnico:

Uno dei rischi di Roma-Empoli potrebbe essere il pensiero del derby?
“Per me no, perché non cambierebbe il risultato di quella partita a seconda del risultato di Roma-Empoli. Quando confronti l’importanza di due squadre è il modo di prepararla bene che determina chi vince la partita. La mente è tutta lì”.

Molti nazionali sono tornati giovedì ed alcuni di loro hanno giocato 180’. De Rossi come sta?
“Stanno bene, Daniele ha un ematoma alla schiena ma non ci sono problemi nelle radiografie, cammina meglio ma è difficile che ci sia domani. Gli altri si sono allenati bene ieri ma bisogna valutare bene”.

Grenier può giocare o bisogna abbassare Nainggolan?
“Lui ha avuto questo problema al ginocchio nella settimana precedente, lo abbiamo lasciato fermo adesso che c’erano i nazionali fuori ed abbiamo fatto un allenamento prettamente atletico. L’ho rivisto ieri, lo valuto oggi ma in conseguenza di ciò che ci ha fatto vedere può essere presa in considerazione l’ipotesi di farlo giocare”.

Su Monchi? È una garanzia di crescita del club?
“Si va a parlare di cose future mentre per noi la cosa importante è la partita di domani. Non ho parlato con la società di niente di Monchi, il mio direttore è Massara. Bisogna avere rispetto per chi lavora. Lui è una persona squisita, si intende di calciatori e di calcio, ha la capacità di starti vicino in certi momenti per cui io se volete continuo su di lui. Su Monchi so che è un grande professionista ma l’ho solo letto”.

Cosa vi siete detti con Pallotta?
“È stata l’occasione di dirgli di persona ciò che ho sempre detto a voi. Gli ho ribadito ciò che vi ho sempre detto. Quello che ha detto lui bisogna chiederlo a lui, perché io non sono uno spione”.

Sempre in riferimento a quell’incontro, qual è il ruolo di Baldini ed è una figura di garanzia?
“L’organigramma della società non lo decido io, ma Pallotta. A me interessa la partita di domani. Niente deviazioni, dritti verso la partita di domani”.

Considerando l’assenza di De Rossi e Strootman, Nainggolan è giusto farlo riposare in vista del derby o farlo riposare?
“Sono considerazioni che mi tengo per me”.

Se la Roma dovesse vincere domani, si ritroverebbe a -6 dalla Juve e a -5 dal Napoli. Per chi tifa domenica sera?
“Devo essere competente per quello che mi riguarda, devo fare il mio fatto bene. Sarà una partita che guarderò sicuramente perché ci sono grandi allenatori, grandissimi giocatori dalle quali giocate ci sarà da riprendere degli schemi di gioco. Al San Paolo gremito sarà ancora più bello assistere e se posso ci vado”.

Ad oggi che tipo di partite può giocare Totti?
Dipende dal tipo di partita, dal risultato, dal momento che lui sta vivendo, come tutti gli altri calciatori. Lo considero come tutti gli altri”.

Lei ha sempre detto che sarebbe rimasto se avesse vinto. Se dovesse arrivare secondo ma facendo il record di punti?
Io se non vinco non rimango, e vincere significa vincere un titolo. Il mio è sempre stato quel discorso lì. Fare il record di punti sarebbe un piacere. Mi dicevano che la Curva ha deciso di entrare, spero di non leggere delle offese se faccio dei riferimenti alla curva. Ogni volta che la palla andrà fuori io mi girerò verso la curva, perché mi è mancata in questo periodo”.

È il calcio che decide che il secondo posto è un fallimento o è Roma che lo decide?
“In questa sala stampa sono sempre stato seguito da molte grandi firme, saranno loro a raccontare quello che gli sembra più giusto”.
Claudia Demenica Copyright vivicentro

Sepe, l’agente: “Ha bisogno di continuità, andrà via l’anno prossimo. Mertens? Per me non resterà”

Mario Giuffredi, agente fra gli altri di Luigi Sepe, ha rilasciato alcune dichiarazioni a TMW Radio. Dichiarazioni riportate da Tuttomercatoweb.com:

 

“Sepe? Per due anni per vari motivi sta giocando poco. Lo reputo di grandissimo livello: l’anno prossimo andrà via dal Napoli per avere una continuità come a Empoli.
Mertens? Per me non resterà, Insigne invece rinnoverà: se lo merita, per il valore del ragazzo e del calciatore”.

Complimenti dalla Russia per Sarri: il Rostov si congratula per la Panchina d’Oro

Premiato con la “La Panchina d’Oro” 2016, Mister Sarri ha ricevuto, in questi giorni, tanti attestati di stima.

Tra i numerosi complimenti che lo hanno raggiunto, anche quelli dello staff tecnico del Football Club Rostov, squadra vincitrice della Coppa di Russia 2013/14 e, ormai da qualche anno, affermata a livello internazionale.

Nella nota arrivata al Centro Sportivo di Castel Volturno e firmata da Berdyev Kurban, lo staff tecnico ha voluto «congratularsi con Sarri per essere stato votato come miglior allenatore della Serie A» ed esprimere il proprio «sincero apprezzamento per il lavoro svolto».

Un attestato di stima sincera che i tecnici russi hanno sottolineato dichiarandosi «poco sorpresi della scelta di voto compiuta dagli allenatori italiani» che hanno indicato il Mister azzurro per l’assegnazione del prestigioso premio.

D sscnapoli.it

Hysaj, l’agente: “Il ragazzo sta bene, domenica sarà della partita. Su Conti…”

Mario Giuffredi, agente fra gli altri di Elseid Hysaj, ha rilasciato alcune dichiarazioni a TMW Radio:

 

“Hysaj sta bene, domenica sarà della partita. Napoli-Juve è molto sentita per i napoletani, più di quella col Real Madrid. Ci si gioca la stagione. Sarri per essere motivato non ha bisogno di vincere la Panchina d’Oro, in tutte la gare dà sempre le giuste motivazioni. E’ un allenatore che viene dalla gavetta e sa che deve fare sempre tutto al massimo.
Conti? Deve finire questo campionato e poi l’Europeo Under 21. Nelle nostre strategie non c’è quella di essere venduto e restare in prestito all’Atalanta. Lui è pronto e sono sicuro che andrà in una squadra importante, ma è ancora prematuro parlare di squadre interessate. All’Atalanta sono molto bravi a formare giovani, in pochi credono nei talenti come questa società. Mi sembra anche giusto che adesso raccolgano i frutti del proprio lavoro, anche dal punto di vista economico.
Grassi? ha dimostrato di essere tornato il Grassi della scorsa stagione. Dopo gli Europei tornerà alla base e poi capiremo cosa fare. Credo abbia bisogno di un ulteriore step prima di tornare a Napoli. Ma con Gasperini è tornato sui suoi livelli”.

Rai – Cragno ipotesi da scartare per il Napoli, occhio a Meret

A Radio Crc, nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’, è intervenuto Ciro Venerato, giornalista Rai esperto di calciomercato. Ecco quanto evidenziato:

“Sul fronte portieri il Napoli ha già sondato Cragno del Benevento. Il ragazzo difficilmente arriverà in azzurro visto che non rientra nei canoni fisici richiesti dalla società. Il Napoli sta cercando un estremo difensore molto alto, Cragno non lo è.
Meret? Profilo interessante di proprietà dell’ Udinese, tra le due società intercorrono buoni rapporti. Resta da capire quale sarà il futuro di Pepe Reina: se il Napoli vorrà cercare un secondo portiere o un titolare”.

METEO: Domenica 2, Piogge e Temporali sull’Italia!

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METEO: Una perturbazione atlantica raggiungerà gran parte delle regioni. Entriamo nel dettaglio del maltempo atteso per Domenica 2 aprile quando una bassa Pressione entrera nel Mediterraneo portando maltempo su molte regioni.

Situazione ed evoluzione generale 31 Marzo-2 Aprile:
ultimo giorno del mese di Marzo nel segno dell’alta pressione Zèfirus. Da sabato 1 aprile inizia a peggiorare su Piemonte, Liguria, Lombardia, Sardegna settentrionale, poi Toscana, Umbria e Lazio con rovesci e temporali. Domenica 2 il maltempo conquisterà buona parte delle regioni, ma soprattutto quelle centro-occidentali. Temperature in diminuzione da Domenica 2 aprile.

SITUAZIONE – Una bassa pressione tra Sabato 1 e Domenica 2 si collocherà nei pressi della Sardegna convogliando nubi e precipitazioni su gran parte delle regioni.

PREVISIONI PER DOMENICA 2 APRILE – Tempo in peggioramento su gran parte delle regioni italiane. Precipitazioni a carattere di rovescio o temporale. Come mostra la mappa tecnica a corredo dell’articolo, possiamo notare come Piemonte, Lombardia, Liguria, Sardegna, e tutte le regioni tirreniche siano le zone più colpite dalle precipitazioni che assumeranno carattere di temporale su bassa Toscana, Lazio, Sardegna e basso Tirreno e da qui verso Campania e Calabria. I settori orientali vedranno precipitazioni più debole, spesso intermittenti e alternate ad ampie schiarite soleggiate, specie al Nordest.

LA NEVE – Cadrà sulle Alpi occidentali sopra i 1400 metri, in Appennino sopra i 1600/1800 metri.

Sabato 1 Aprile
Tempo che peggiora su Piemonte, Liguria, Lombardia, Sardegna settentrionale, poi Toscana,Lazio e Umbria. Rovesci e temporali su queste regioni. Più asciutto altrove.

Situazione ed evoluzione generale 3-6 Aprile:

in questi giorni avremo condizioni di un’accesa instabilità pomeridiana su tutto il settore centro-meridionale, esclusa la Toscana e buona parte della Sardegna. Su queste zone quindi ci attendiamo rovesci e temporali, specie nel pomeriggio. Tempo più soleggiato al Nord, salvo locale instabilità sui settori alpini del Triveneto. Temperature in lenta ripresa.

Lunedì 3 Aprile
I settori centro-meridionali, esclusa la Toscana, sono interessati da rovesci e temporali, specie pomeridiani. Altrove più sole.
Martedì 4 Aprile
Il Sud, localmente il Lazio e i settori alpini del Triveneto sono interessati da rovesci e locali temporali, specie pomeridiani.
Mercoledì 5 Aprile
Temporali pomeridiani al Centro-Sud, sole al Nord.
Giovedì 6 Aprile
Rovesci e temporali al Centro-Sud, più soleggiato sul resto delle regioni.

METEO ITALIA – Previsioni meteo per tutte le regioni italiane

Nord
Valle d’Aosta
Piemonte
Liguria
Lombardia
Trentino Alto Adige
Veneto
Friuli Venezia Giulia
Emilia Romagna
Centro
Toscana
Marche
Umbria
Abruzzo
Lazio
Molise
Sud e isole
Puglia
Campania
Basilicata
Calabria
Sicilia
Sardegna

ilmeteo.it

Incontro con la Storia: Pablo Picasso ritorna a Napoli e Pompei dopo cent’anni

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Pablo Picasso, a distanza di cent’anni, ritorna a Napoli e Pompei, le città che più di tutte lo ispirarono durante il suo tour italiano, avvenuto nella primavera del 1917.

La Napoli popolare, la Pompei degli scavi e delle rovine, furono indispensabili affinchè il padre del cubismo potesse dar vita alla sua opera su tela più maestosa: “Parade”, lunga 17 metri e alta 11.

Pablo Picasso, Sipario per Parade, tempera su tela

Il quadro sarà esposto dall’8 aprile al 10 luglio al museo di Capodimonte, insieme ad altri capolavori dell’artista. La mostra è curata dallo storico d’arte Luigi Gallo e dal direttore Sylvain Bellenger, il quale ha dichiarato che si tratterà di un episodio unico per scoprire la storia del Novecento, di cui Napoli è stata una grande protagonista.
Un secondo evento si svolgerà nell’Antiquarium di Pompei, durante il quale si potranno ammirare i costumi realizzati da Picasso per il balletto “Parade”, messo in scena nel maggio del 1917 con l’intento di avvolgere il mondo in un universo poetico, in antitesi alla crudeltà della prima guerra mondiale. Per concludere si terrà la rappresentazione del balletto “Parade” nel suggestivo Teatro Grande degli Scavi di Pompei.

Aumenta la luce e diminuisce il gas. Da Aprile un risparmio di 43 euro

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Aumenta la luce, diminusice il gas, per un risparmio netto di circa 43 euro a famiglia. La bolletta dell’elettricità salirà del 2,9%, mentre quella del gas scendera’ del 2,7%.

Perché aumenta la bolletta elettrica

Sull’andamento dell’elettricità pesano gli effetti dei rialzi di inizio d’anno nel mercato all’ingrosso, innescati dalle emergenze sui collegati mercati europei, specie quello francese, e dall’eccezionale ondata di freddo. Nel dettaglio, per l’elettricità, la spesa (al lordo tasse) per la famiglia-tipo nell’anno compreso tra l’1 luglio 2016 e il 30 giugno 2017 sarà di 505,54 euro, con un incremento dello 0,7% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1 luglio 2015 – 30 giugno 2016), con un aumento di 3,7 euro.

Quanto spenderemo per il gas

Per il gas la spesa della famiglia tipo nello stesso periodo sarà di circa 1.029 euro, con un calo del 4,4% corrispondente a un risparmio di circa 47 euro.

Cosa pesa sul prezzo dell’elettricità

  • L’aumento dei costi sul mercato francese per il fermo di numerose centrali nucleari
  • L’eccezionale ondata di freddo
  • L’aumento dei prezzi del gas.
  • l’aumento dei costi di distribuzione

Perché il gas costa meno se il prezzo aumenta?

  • La componente ‘materia prima’ registra un leggero calo all’ingrosso
  • Meno costosi il trasporto e l’approvvigionamento.
  • Meno costosoa la rinegoziazione dei contratti pluriennali

/agi

Berretti, Catanzaro-Juve Stabia: i convocati di Panico

Berretti, Catanzaro-Juve Stabia: i convocati di Panico

Dopo il successo interno contro la Casertana, la Berretti della Juve Stabia allenata da mister Domenico Panico, torna a Catanzaro per giocare la gara rinviata qualche settimana fa. Si cercano i punti utili per chiudere il discorso primo posto. Questa la lista dei convocati:

Borrelli F, Riccio, Rubino, Bisceglia, Borrelli, Scognamiglio, Berci, Vecchione, Mauro, Spavone, Servillo, Sorrentino F, Loffredo, Del Prete, Langella, Procida, Chirullo, Matassa.

a cura di Ciro Novellino

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Rossi: “Il San Paolo sarà un inferno, non vorrei essere Higuain”

Le sue parole

Paolo Rossi ha rilasciato alcune dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport riguardo il ritorno da avversario di Gonzalo Higuain a Napoli: “Cosa consiglio a Higuain? Intanto non vorrei essere nei suoi panni, perché la sua situazione è certamente più difficile di quanto lo fu la mia, lui a Napoli ha giocato.. Comunque per me fu un inferno: riuscii a segnare su rigore ma appena toccavo palla erano fischi pazzeschi, assordanti. Al Pipita dico proprio questo: i fischi fortificano i campioni. Il mio rifiuto? Passò per tale ma in fondo io parlai al telefono 2’ con Ferlaino: lui manifestò interesse, io evidenziai il fatto che mi sarebbe piaciuto vivere in una squadra competitiva. La mia paura era quella di andare in un club che non potesse primeggiare; e la mia idea era di tornare prima o poi alla Juventus per poter vincere. Credo sia legittimo da parte di un calciatore cercare una situazione del genere, un posto in cui trionfare”. Come ha fatto Higuain. “Esatto, anche se il Napoli di oggi lo è, competitivo, mentre quello di allora, di Ferlaino, lo divenne qualche anno dopo. Comunque, rispetto a me, Higuain ha dato tanto al Napoli, per cui meriterebbe riconoscenza: ha fatto una scelta che va rispettata, il tutto ricordando che prima di lui se ne andarono Cavani e Lavezzi”.

La SSC Napoli ai tifosi: “Rispettino le norme e contribuiscano ad una serata di sport”

Il comunicarto apparso sul sito sscnapoli.it

In occasione della gara di Campionato Napoli vs Juventus , che si disputerà domenica 2 aprile 2017, la SSC Napoli rivolge un appello ai propri tifosi affinché rispettino le norme vigenti in materia di sicurezza, con particolare osservanza alle prescrizioni previste nel Regolamento d’uso dello Stadio, la cui violazione potrebbe comportare pesanti sanzioni fino alla squalifica del campo, compromettendo così altri impegni casalinghi. In particolare si segnala che con il lancio di oggetti in campo, oltre a compromettere l’incolumità degli atleti e delle altre persone presenti, si concretizza un procedimento penale previsto con gli artt. 6 co. 1, 6 bis, 6 ter, 6 quater, 7 della L. 401 del 13 dicembre 1989 e successive modificazioni. Si ricorda inoltre che il biglietto è nominativo, non è cedibile ed è vietato il cambio utilizzatore, e che lo stesso dovrà essere esibito unitamente ad un documento d’identità; si precisa che qualora fosse individuata la mancata corrispondenza tra il biglietto e documento, il possessore non potrà accedere allo stadio e potrà essere perseguito a norma di legge. Pertanto si invitano i tifosi napoletani a contribuire alla serata di sport nel rispetto del clima sereno e della passione autentica dei tifosi azzurri, per poter vivere una splendida serata di calcio caratterizzata da entusiasmo, calore e pacifica passione sportiva.