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Lasagna, l’agente: “Non c’è nessuna trattativa con il Napoli, ne sarei a conoscenza”

Massimo Briaschi, agente di Kevin Lasagna e Christian Maggio, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Crc nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’. Ecco quanto evidenziato:

“Il Napoli ha dimostrato d’esser una grande squadra e di avere una grande rosa. Chiunque viene chiamato in causa dà sempre il massimo. Il Napoli deve saper sfruttare i possibili passi falsi della Roma. Entrambe le squadre però devono anche guardarsi le spalle, Lazio e Inter possono insidiarle fino all’ ultimo.

Lasagna? Ho un ottimo rapporto con il direttore Giuntoli, ma non c’è nessuna trattativa con il Napoli. Se ci fosse qualcosa ne sarei a conoscenza. Per quanto riguarda Maggio è ancora troppo presto per capire cosa farà la prossima stagione”.

Kiss Kiss – Napoli già proiettato sul mercato estivo: occhi puntati su Klaassen e Keita

Stagione non ancora terminata ma il Napoli ha già gli occhi puntati sulla prossima sessione di calciomercato. Stando a quanto riferito dal direttore Valter De Maggio ai microfoni di Radio Kiss Kiss, sarebbero già due gli obbiettivi per la prossima stagione finiti nel mirino di Giuntoli. La società sta infatti valutando i profili di Klaassen e Keita per rinforzare ulteriormente l’ organico.

Venerato: “Rinnovo Mertens? La situazione è complicata ma il Napoli non vuole perderlo”

Ciro Venerato, giornalista di Rai Sport ed esperto di calciomercato, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’. Ecco quanto evidenziato:

 

“Per quanto riguarda il rinnovo di Mertens la situazione è davvero complicata. A fine dicembre la trattativa sembrava cosa fatta. Il Napoli non vuole perderlo ed è disposto ad arrivare a 3 milioni netti a stagione. Circolano diverse voci riguardo un interessamento del Manchester United mentre la società partenopea non lo darebbe mai all’Inter. Magari con l’ aggiunta di vari bonus e in un momento più sereno dal punto di vista familiare, l’ accordo può arrivare. De Laurentiis ha garantito a Sarri la permanenza dell’ attaccante”.

Rai – Rinnovo Insigne, la trattativa prosegue: possibile accordo entro un mese

Ciro Venerato, giornalista di Rai Sport ed esperto di calciomercato, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc in merito al rinnovo di Lorenzo Insigne. Ecco quanto evidenziato:

 

La trattativa per il rinnovo procede bene nonostante le smentite che arrivano dalla società e dall’ entourage del calciatore. Alla fine l’ accordo verrà raggiunto. Il Napoli spera di concludere il tutto entro un mese, sul piatto un prolungamento di altri cinque anni. Insigne potrebbe rinunciare totalmente ai diritti di immagine andando a guadagnare 3,5 milioni a stagione, più il 5% che spetterebbe ai procuratori. Le parti sono in continuo contatto, potrebbe essere inserita anche una clausola. La cifra proposta dal Napoli era stata valutata troppo alta dai procuratori del ragazzo”.

Guido Carboni: Juve Stabia squadra che mi è sempre piaciuta. Dobbiamo ritrovare coraggio! (VIDEO)

È andata in scena oggi al Romeo Menti la presentazione del nuovo tecnico della Juve Stabia, Guido Carboni. Di seguito riportiamo i tratti salienti delle dichiarazioni del neo allenatore gialloblù:
Sono contento di essere arrivato in una piazza ambiziosa come Castellammare. Già in passato sono stato vicino alla Juve Stabia, quindi mi fa piacere essere finalmente qui. La chiamata delle Vespe è arrivata lunedì, ho dato immediatamente la mia disponibilità e si è concretizzato tutto. Nonostante vivessi in Toscana, ho sempre seguito il Girone C di Lega Pro, quindi ho subito accettato la proposta. Ho avuto modo di vedere dal vivo la gara d’andata contro il Foggia e la Juve Stabia mi ha fatto una grandissima impressione. È un peccato che la situazione sia un po’ cambiata, ma puntiamo a rimetterci in carreggiata senza piangerci addosso. È imprescindibile ora remare tutti dalla stessa parte; è impensabile fare bene senza il supporto della piazza e dei nostri tifosi. Ho accettato la chiamata perché questa squadra mi è sempre piaciuta e ho difficoltà a credere che si sia perso tutto quanto di buono fatto. Non stravolgeró, almeno nei primi tempi, le dinamiche tattiche; conterà prima di tutto ritrovare grinta e determinazione. Sarà importante ritrovare equilibrio e certezze a prescindere dagli assetti tattici. Voglio vedere in primo luogo orgoglio così da tornare ad essere una squadra vera. Nei mesi scorsi sono stato contattato da due società di Lega Pro ed una di Serie B ma le situazioni non mi convincevano; a Castellammare invece vedo un progetto ambizioso nonostante il momento difficile e questo è stato un fattore importante per la mia scelta. Ora ci danno tutti per morti, cercheremo di far ricredere quante più persone possibili. Puntiamo ad azzerare tutto quanto detto e fatto fino ad ora, si dobbiamo solo a lavorare in silenzio. Non posso ancora soffermarmi sul modulo che useremo, devo prima valutare bene la rosa a disposizione; sarà importante l’atteggiamento con cui si scende in campo. Il problema principale ora sono gli infortuni; a Cosenza infatti, salvo miracoli, andremo senza Paponi, Ripa e Kanoute. Da valutare sono anche le condizioni di Atanasov. Sono qui per aiutare la squadra a uscire da questa situazione, e darò il massimo per riuscirci. Ciò che conta non sono io ma solo ed esclusivamente la Juve Stabia.
 
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ESCLUSIVA – Paolo Specchia: ”Fontana ha sbagliato, mai parlare a caldo!”

L’intervento dell’ex allenatore della Juve Stabia Paolo Specchia al Pungiglione Stabiese

Nel corso della puntata de “Il Pungiglione Stabiese”, programma radiofonico a cura della nostra redazione di ViviRadioWeb abbiamo avuto come ospite telefonico l’ex mister della Juve Stabia Paolo Specchia. Con lui abbiamo discusso di questo momento del campionato di Lega Pro e della Juve Stabia in generale. Queste sono state le sue dichiarazioni

Buonasera mister, parliamo un po’ della Juve Stabia che stava facendo davvero un campionato importante fino alla sosta, ovvero fino all’apertura del mercato di gennaio. Poi un 2017 orrendo con 6 punti in 8 partite! In questi casi purtroppo una legge del calcio non scritta recita che se risultati non arrivano, per dare uno scossone all’ambiente, si manda via sempre l’allenatore. Lei cosa ha da dirci su questa “legge”?

Guardi, non posso dire che la soluzione si trova con l’esonero. Secondo me il lavoro di un allenatore va guardato al di là dei risultati, mi rendo conto che però se una squadra cade in una serie negativa di risultati, il proprio operato viene sempre discusso. Chiaramente è difficile essere apprezzati oggi e chi presidia l’area tecnica dovrebbe capire che al di là dei risultati c’è un buon lavoro, per cui mandare via un tecnico che ha fatto così bene all’inizio potrebbe essere un rischio e una conseguenza non giusta anche sul piano personale dello stesso allenatore, tant’è che risulta difficile trasmetterlo all’ambiente.

Capisco che soprattutto da noi in Campania e in Lega Pro contano le grandi ambizioni, quando i risultati non arrivano il primo pensiero e di cambiare la guida tecnica. Non sempre si tratta di una decisione giusta, bisognerebbe guardare un po’ oltre, per decidere se sia necessario farlo. Non conoscendo le vicissitudini di casa vostra e facendo un’analisi a largo spettro, ci sono anche dei casi in cui ci sono situazioni contingenti che ti portano a cambiare allenatore, a prescindere dal suo valore. L’avvicendamento non sempre risolve la questione, magari vieni un tecnico che va a peggiorare le sorti di una squadra, come spesso è capitato.  Non sempre si va a cambiare in meglio, molte volte si cambia perché sull’onda emotiva di volerlo fare. In alcuni casi però si butta a “mare” magari quanto di buono è stato fatto in quel momento. Spesso ho visto situazioni che sono peggiorate anche con il cambio dell’allenatore, però tante volte diventa quasi una “legge non scritta”, dettata da tutti e quindi diventa una legge.

Da pochi giorni è venuto a mancare il grande Presidente Roberto Fiore. Lei è stato un suo uomo, ci può dire qualcosa in merito ai ricordi del presidentissimo?

Il Presidente Fiore è stato un uomo molto in gamba, per quello che ha fatto soprattutto con il Napoli, si è saputo ritagliare uno spazio importante nel calcio che conta, cioè ha fatto il presidente in serie A e quindi nessuno può parlare male. Nella mia valutazione della persona Fiore gli dò un voto altissimo, come Presidente della Juve Stabia nei miei confronti invece gli dò un voto meno alto, perché prima mi osannò come l’uomo della provvidenza, e poi in seguito cominciò a pensare che io giocassi a zona non accettando determinate scelte mie. Anche lui mostrò dei limiti presenti in tanti Presidenti. Quando i risultati non arrivano, mettono in discussione l’operato del tecnico e dei calciatori. Anche Roberto Fiore mi allontanò dalla guida tecnica della Juve Stabia.  Vi voglio però ricordare che ho portato a Castellammare calciatori importanti come Bachini che è stato un grande calciatore e sappiamo tutto il valore che aveva anche se poi ha chiuso la carriera in malo modo. La divergenza tra me e Fiore, che scatenò il mio allontanamento, si ebbe quando, per la partita con il Siena, mi disse che io senza conoscere bene Bachini lo avevo portato con me in panchina mandando Dell’Aquila in tribuna. Al di là di tutto io sono una persona che comunque non porta rancore contro nessuno e ho sempre apprezzato le qualità di Fiore a prescindere. Ci siamo incontrati successivamente, diciamo che l’ho perdonato, nel senso ritenevo mi avesse fatto un torto, e nella vita si riesce sempre a perdonare e quindi l’ho riscoperto anche dopo. È stato gentilissimo con me e io con lui, in sintesi è stato un grande Presidente, però come spesso capita “scivolava” un po’ in qualche piccola debolezza. Non ricordo poi dopo di me i cambiamenti che ci furono, però non è che ci fu un cambio in positivo, quindi in sostanza non è che i successori abbiano fatto parlare di sé nell’ambito della propria carriera futura. Quindi sono scelte che in quel momento sono fatte “di pancia e di petto” e non vengono mai approfondite con cura. Eppure Fiore, è stata una persona intelligente, molto competente di calcio, e ripeto il concetto che anche lui da presidente qualche volta non è che sia stato sempre esemplare non solo nel mio caso. Ricordo che pagava tantissimo Romei e quando io portai Nicodemo, che prima di Castellammare avevo già fatto benissimo, senza se e senza ma iniziò a mettere in dubbio le qualità di questa mia scelta, salvo poi rendersi conto che Attilio poi era davvero un ottimo calciatore. Tante volte diciamo che l’uomo prevale sulla competenza. Aldilà di tutto per me Fiore è stato un grande Presidente a prescindere di come mi ha trattato, perché l’ho conosciuto come un uomo di altissimo profilo sul piano generale, intelligente e pieno di generosità. Posso solo parlarne bene ma la perfezione è di Dio e non di questa terra, anche lui qualche volta ha avuto modo di sbagliare su determinate cose.

Della sua gestione ci ricordiamo la partita vinta contro il Lecce, e in particolare il titolo del Corriere dello Sport “Il Lecce scivola su Dell’Oglio”, tant’è che poi è stata l’ultima volta che la Juve Stabia ha vinto contro il Lecce:

Bisogna tener presente un fattore importante, sono ritornato spesso a Castellammare. Ho visto il campo sintetico che in questi ultimi anni ha permesso di fare risultati importanti a tanti colleghi che sono venuti dopo di me. Noi invece giocavamo su un campo pessimo che doveva essere rizzollato tante volte, e nonostante ciò, ho provato a far giocare la squadra con palla a terra. Ricordo però di non aver vinto solo contro il Lecce, in quell’occasione ci fu l’apoteosi, che in quell’annata perse solo contro di noi in trasferta. I salentini erano una squadra che fece un filotto di vittorie, eppure noi giocammo alla pari mostrando un calcio importante su un campo improponibile, mentre invece oggi il sintetico che c’è a Castellammare aiuta sul piano del gioco. Quest’anno ho visto la Juve Stabia giocare bene molte volte, avevo avuto un’ottima impressione di mister Fontana, poi non so come sono precipitati i rapporti, tant’è che ho visto la squadra giocare diverse volte nelle prime dieci domeniche, e mi è piaciuto molto il modo da parte del tecnico di saper gestire dalla panchina la sua squadra.

Dopo poche ore dall’esonero, Mister Fontana ha rilasciato un’intervista presso un giornale on-line. L’ex tecnico ha affermato che non è stato mandato via per una decisione della società, ma che in modo indiretto è stato esonerato dalle pressioni che ha esercitato la tifoseria. Dall’alto della sua esperienza lei avrebbe rilasciato una dichiarazione del genere dopo poche ore dall’esonero?

Assolutamente no. Queste sono cose  che non bisogna mai fare, non si deve mai parlare quando si va via, perché qualsiasi parola o dichiarazione fa sempre male, e può scatenare polemiche. Non so dirvi cosa abbia detto nello specifico Fontana e per questo non posso commentare nello specifico. Posso solo dire che in queste situazioni sicuramente si è distrutti dal dolore ma comunque in questi casi è bene trincerarsi nel silenzio. Il tempo, il futuro, sono galantuomini, e se un tecnico è capace sicuramente arriverà in alto, magari proprio Fontana prossimamente allenerà in serie B avendo modo di poter dimostrare di essere un grande tecnico e che è stato esonerato ingiustamente. A caldo è bene non parlare mai.

Lei ha avuto tante esperienze da allenatore, più di 40 anni su svariate panchine in Lega Pro, cosa pensa possa essere successo nell’ambiente e nello spogliatoio qui a Castellammare? Ci può essere qualche via d’uscita da questa situazione?

Non ho proprio idea e nè la possibilità di dire cosa sia successo, perché non vivo la realtà di Castellammare, e non avendo sempre la possibilità di vedere le partite, non posso assolutamente permettermi di giudicare e di fare ipotesi.

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METEO dal 15 al 21 marzo: alta pressione, ma con veloci temporali al Sud

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Vediamo il tempo che fara per i Prossimi tre giorni, Una Previsione semplice date Che L’Alta Pressione di Primavera ha conquistato Ormai Tutta l’Italia.

SITUAZIONE – Un campo di Alta Pressione domina l’Italia, Oggi (mercoledì 15) un passaggio Veloce temporalesco interesserà parte del Sud. Un veloce impulso fresco interesserà quest’oggi il Sud portando qualche temporale

MERCOLEDI 15 – Bel tempo prevalente. Una nuvolosità maggiore interesserà Abruzzo, Molise, poi Calabria e Sicilia. Qualche pioggia mattutina tra Abruzzo e Molise, e veloci piogge o brevi temporali pomeridiani su Basilicata meridionale, Calabria e Sicilia orientale.

GIOVEDI 16 – Bel tempo su tutte le regioni.

VENERDI 17 – Sole su tutte le regioni.

TEMPERATURE – I valori termici resteranno sopra la media del periodo di qualche grado. I valori massimi potrebbero superare di ben oltre i 20° soprattutto al Nord, e a partire da metà settimana e soprattutto nel weekend 18/19 marzo..

Evoluzione generale

18-21 marzo:  è sempre l’alta pressione di Primavera che domina il Paese, portando tempo asciutto, prevalentemente soleggiato e clima mite su tutte le regioni.

Nel corso del weekend la nuvolosità tenderà ad aumentare un po’ su tutte le regioni, ma senza precipitazioni.

Un peggioramento più esteso è atteso per martedì 21 marzo, quando le piogge raggiungeranno il Nord e le regioni adriatiche.

Temperature in ulteriore leggero aumento.

METEO ITALIA – Previsioni meteo per tutte le regioni italiane

Nord
Valle d’Aosta
Piemonte
Liguria
Lombardia
Trentino Alto Adige
Veneto
Friuli Venezia Giulia
Emilia Romagna
Centro
Toscana
Marche
Umbria
Abruzzo
Lazio
Molise
Sud e isole
Puglia
Campania
Basilicata
Calabria
Sicilia
Sardegna

ilmeteo.it

Torino, sedute spiritiche con stupri di gruppo

Curava il malocchio con pratiche sessuali in una mansarda di Torino. Paolo Meraglia, 69 anni, si spacciava per un maestro dell’occulto. Tanto bastava per convincere le donne a sottoporsi ai riti, che finivano in stupri di gruppo. Prima di essere arrestato, insieme a due complici, ha abusato per mesi di una ragazza di 17 anni.

Sedute spiritiche con stupri di gruppo. Abusi su una 17enne

Torino, arrestati il santone e due complici. Almeno 20 vittime

TORINO – «Sei vittima di forti negatività. Sei in pericolo di vita, per colpa dell’ostilità dei tuoi familiari. Dentro di te c’è il demonio. Così dicono le carte. Esse non mentono». Angela di quelle persone si fidava. Le dicevano che doveva farsi curare, sottoponendosi «ai riti liberatori». A 17 anni, come si fa a non credere al fidanzatino di quattro anni più grande, che lei chiamava amore, e alla madre di lui, all’apparenza così affettuosa. Insieme le hanno fatto conoscere il «professore». Un uomo anziano: diceva di conoscere il modo di guarirla, perché «maestro dell’occulto», di pratiche esoteriche, di magia nera.

Per oltre un anno e mezzo, Angela è diventata «una vestale», vittima di abusi di gruppo, in una soffitta di Torino – quartiere Crocetta, poco distante dalla stazione – «tempio» della setta casalinga, inventata da questo sedicente professore, compositore neomelodico con due soli dischi incisi negli Anni 70. Ora sono in cella in tre, su ordine di custodia cautelare, con l’accusa di violenza sessuale di gruppo su una minorenne: il «santone», il fidanzatino che aveva il ruolo di «apostolo» e il proprietario della mansarda, consapevole delle violenze e «catalizzatore» degli incontri. Indagata la madre del ragazzo, anche lei in fondo un po’ vittima.

Setta fai da te  

Il maestro chiamava i riti «scambi di forza», diceva di riuscire a scacciare le negatività attraverso incontri che finivano sempre in atti sessuali. Lui è Paolo Meraglia, 69 anni, originario di Gioia Del Colle. Il complice, Biagino Viotti, classe ’43, non avrebbe mai partecipato attivamente alle «sedute» con Angela. L’ex fidanzato di lei, oggi ha 21 anni. Malgrado la gravità dei fatti commessi, la sua posizione, che si inserisce in un quadro familiare difficile, è al vaglio degli investigatori.

Questa storia emerge nel settembre scorso, quando Angela conosce un nuovo ragazzo. Lei vive con il padre e la sua nuova compagna, perché con la mamma non ha buoni rapporti. Al nuovo fidanzato confida tutto. Lui ascolta e comprende la gravità. La convince a parlarne con il padre e la sua convivente. Insieme si rivolgono al centro Antiviolenze della zona e denunciano tutto alla polizia. Da qui l’indagine della squadra Mobile, coordinata dai pm Fabiola D’Errico e Marco Sanini. Interrogatori, intercettazioni e sequestri di materiale esoterico permettono di ricostruire gli orrori di questa setta «fai da te». Una volta messa alle strette, anche la mamma «dell’apostolo» confessa tutto, descrivendo le manipolazioni del Meraglia.

La fama del maestro

Lui non usava i social network e internet. La sua fama è affidata al passaparola. In questa sua trappola sarebbero cadute altre donne, forse una ventina. Alcune, stando alle indagini, sarebbero rimasta incinta nel corso dei riti sessuali. Prima le carte, la divinazione, poi la profezia dei demoni e della negatività. Angela, al momento, sarebbe l’unica ragazza minorenne coinvolta in questa storia. Anche lei, la prima volta, si era fatta leggere le carte. E Meraglia le aveva ripetuto dettagli che aveva carpito dal suo fidanzatino. Per vincere la sue difesa, ai primi incontri, sarebbe stata drogata, con «pozioni magiche». Poi, le avevano detto che doveva essere lucida, mentre si sottoponeva agli «scambi di forza». Così, dagli abusi di gruppo, consumati anche alla presenza di più persone, si è passati alle minacce: «Se racconti quello che succede qui, facciamo vedere a tutti i tuoi video». Meraglia filmava gli incontri con un telefonino.

Nel corso delle perquisizioni, la polizia ha sequestrato computer, cd e vhs: trovati filmini dove compaiono altre vittime e materiale pornografico. Di Angela, per ora, non c’è traccia. E poi c’è il materiale esoterico: tarocchi, pozioni, amuleti. Due libri: «Magia pratica» e il «Grande libro della magia», evocazioni incantesimi e sortilegi «svelati a tutti». Altro che studi esoterici: in mezzo alle pagine c’era anche un foglio di scommesse della Sisal.

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Il Napoli piomba su Lasagna, c’è il gradimento di Sarri

Lo riporta Il Roma

Zapata che resta a Udine, il Napoli che in cambio prende Kevin Lasagna. Questo lo scenario di mercato che potrebbe aprirsi a breve. Dopo che il “Roma” ha anticipato il gradimento del club azzurro per l’attaccante 24enne del Carpi, si comincia a pensare alla formula per arrivare al giocatore, molto gradito a Sarri e “creatura” di Giuntoli che lo ha portato al Carpi.

Di fatto, però, Lasagna è oggi un giocatore dell’Udinese, che lo ha acquistato a gennaio a titolo definitivo proprio dalla società biancorossa. Operazioni da 5 milioni più un altro di bonus, e una futura percentuale di rivendita per il Carpi, che si è riservato anche una percentuale sulla futura rivendita.

Cosa che potrebbe accadere presto, perché l’Udinese vorrebbe tenere Zapata (anche se Pozzo non ha ancora comunicato nulla, dipenderà anche dall’allenatore) e al Napoli piace Lasagna. Si può fare uno scambio, che però non potrà essere alla pari.

Per Giuntoli è un’operazione interessante, in quanto Zapata non è più nei piani dopo l’acquisto di Pavoletti, e sarà quindi utilizzato come pedina di scambio. Lasagna, invece, è assai gradito perché può fare più ruoli ed è considerato un calciatore con molto potenziale ancora da esprimere. A breve, quindi, partirà la proposta del Napoli, con Lasagna che potrebbe cambiare aria senza neanche passare da Udine.

SSC Napoli: “Napoli-Juve, promozione speciale per i biglietti!”, i dettagli

Lo riporta il sito sscnapoli.it

A partire dalle ore 10.00 di venerdì 17 marzo saranno in vendita i biglietti per la gara di campionato SSC Napoli vs Juventus del 2 aprile 2017 ore 20.45 e per la gara di Tim Cup Napoli vs Juventus del 5 aprile 2017 h. 20:45.

La SSC Napoli è lieta di annunciare una promozione che concede la possibilità di acquistare un biglietto per la gara di Tim Cup SSC Napoli-Juventus ad una tariffa speciale; infatti coloro che acquisteranno un biglietto per la gara SSC Napoli-Juventus di Campionato, potranno acquistare solo contestualmente, nello stesso settore un biglietto ad una tariffa speciale cosiddetta “Promo Juventus”.

La promozione è valida solo se si acquisteranno contestualmente e per lo stesso utilizzatore, sia il tagliando per l’evento Napoli-Juventus di Campionato, che il tagliando per l’evento Napoli-Juventus di Coppa Italia, presso le ricevitorie abituali del circuito Listicket.

E’ riservata una speciale promozione anche agli abbonati della stagione 2016_17: essi potranno acquistare il tagliando valevole per la gara di Tim Cup, per lo stesso settore e posto di validità del proprio abbonamento, al prezzo ridotto, previa esibizione dello stesso abbonamento (prezzo valido per tutti i settori).

Inoltre per gli abbonati è previsto un periodo di prelazione fino alle h. 23.59 di giovedì 23 marzo. Si precisa che, in tale  periodo  non sarà possibile effettuare l’acquisto on- line per i posti  NON  in prelazione.

La vendita  libera on-line avrà inizio il 24 marzo pv alle h. 10:00.

I posti liberi da abbonamento saranno in vendita dal 17 marzo 2017.

Questi i prezzi ordinari di Napoli-Juventus

SETTORE    Prezzo
Tribuna d’Onore     Euro 110
Tribuna Posillipo     Euro 90
Tribuna Nisida    Euro   70
Distinti    Euro   60
Tribuna Family    Euro   40
Curve    Euro   45
Tribuna Family ridotto: Euro 5

 

Tariffa speciale cosiddetta “Promo Juventus” applicabile solo per abbonati e per coloro che acquisteranno contestualmente un biglietto per la gara di campionato.

Questi i prezzi di “Promo Juventus”:

SETTORE    Prezzo
Tribuna d’Onore     Euro 12
Tribuna Posillipo     Euro  10
Tribuna Nisida    Euro   8
Distinti    Euro   7
Tribuna Family    Euro   10
Curve    Euro   5
Tribuna Family ridotto: Euro 5

 

Questi i prezzi ordinari di Napoli-Juventus di Coppa Italia (non in abbinamento con biglietto campionato)

SETTORE    Prezzo
Tribuna d’Onore     Euro 110
Tribuna Posillipo     Euro  90
Tribuna Nisida    Euro   70
Distinti    Euro   60
Tribuna Family    Euro   40
Curve    Euro   45
Tribuna Family ridotto: Euro 5

Insigne-Napoli, De Laurentiis pronto ad aumentare di mezzo milione l’offerta di rinnovo

Insigne-Napoli, De Laurentiis pronto ad aumentare di mezzo milione l’offerta di rinnovo

La trattativa per il rinnovo di contratto di Lorenzo Insigne con il Napoli sembra andare verso il lieto fine, secondo La Gazzetta dello Sport: le parti si sono avvicinate abbastanza, anche se resta in discussione la questione legata ai diritti d’immagine che il presidente Aurelio De Laurentiis non ha alcuna intenzione di cedere.

In estate la richiesta dell’entourage del calciatore era stata di circa cinque milioni di euro a stagione fino al 2021: “nelle ultime settimane le parti hanno ripreso a parlarsi e l’accordo sembra possibile. Si sta ragionando sulla base di un quadriennale da 3 milioni a stagione, con una serie di bonus legati ai risultati e alla Nazionale, fino al 2021. Rispetto all’offerta iniziale (2,5 milioni a stagione), quindi, De Laurentiis mollerebbe altri 500 mila euro all’anno“.

Reina guadagna 2mln, c’è l’ipotesi di andare a scadenza di contratto

Reina guadagna 2mln, c’è l’ipotesi di andare a scadenza di contratto

Si parla tanto delle questioni riguardanti i rinnovi contrattuali di diversi giocatori del Napoli: si parla molto dell’attaccante belga Dries Mertens, si parla di Lorenzo Insigne ed uno dei casi riguarda anche il terzino sinistro algerino Faouzi Ghoulam.

La Gazzetta dello Sport pone l’accento anche su Pepe Reina: il portiere spagnolo ha il contratto fino al 2018 e “è ipotizzabile che si possa arrivare alla scadenza naturale, considerata anche l’età. Compirà 35 anni a fine agosto. E guadagna 2 milioni all’anno“.

L’Ue deve affrontare con urgenza le tensioni tra Ankara e le cancellerie dei vari Paesi europei

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L’Ue – scrive Lorenzo Vidino – deve affrontare con urgenza le tensioni tra Ankara e le cancellerie dei vari Paesi europei, «culmine di un progressivo deterioramento dei rapporti iniziato almeno dieci anni fa» a causa della scelta di Erdogan di creare delle proprie reti di sostenitori nelle comunità di emigrati nel Vecchio Continente.

La rete di Erdogan nell’Ue

Le tensioni che in questi giorni hanno contrapposto il regime di Ankara e le cancellerie di vari Paesi europei rappresentano il culmine (almeno per ora, visto che un’ulteriore escalation non è da escludere) di un progressivo deterioramento dei rapporti iniziato almeno dieci anni fa e che è andato di pari passo con l’acuirsi della deriva autoritaria di Recep Tayyip Erdogan.

Da una parte è chiaro che Erdogan stia strumentalmente utilizzando le tensioni con l’Europa per ottenere il proprio obiettivo principale, la vittoria al referendum costituzionale che gli consentirebbe di acquisire poteri pressoché assoluti. Il presidente turco è più che disposto a creare danni anche permanenti alle relazioni con l’Europa, che comunque tiene in scacco con la minaccia di riaprire il flusso di migranti, per scatenare e sfruttare alle urne un’ondata di orgoglio nazionalista in patria e nell’enorme diaspora turca in Europa.

Se queste dinamiche sono chiare, forse lo sono meno i motivi per cui tutti i Paesi europei che ospitano una significativa popolazione di origine turca hanno adottato posizioni intransigenti contro il regime di Ankara. Siano essi di destra o di sinistra, i governi di Germania, Austria, Olanda, Belgio, Danimarca, Francia e Svizzera hanno infatti assistito negli ultimi dieci anni ad una serie di dichiarazioni e azioni volte ad influenzare le locali comunità turche, quelle che erano state considerate inizialmente indebite ingerenze oggi sono viste come vere e proprie azioni sovversive ed illegali.

Le prime tensioni sorsero circa dieci anni fa, quando Ankara cominciò a mutare l’orientamento della Diyanet, l’agenzia di Stato che fornisce servizi religiosi alle comunità turche della diaspora. Per decenni i governi europei avevano stretto forti legami con la Diyanet, che era vista come un’alternativa moderata e laica ad organizzazioni islamiste turche quali Milli Görüs, che in Germania è schedata come estremista. Quando però Ankara cominciò ad assumere alla Diyanet imam dalle visioni islamiste, in certi casi provenienti dall’ex arci-nemico Milli Görüs, e a stampare libri i cui contenuti non esprimevano più il tipo di islam dello stato kemalista ma avevano toni intolleranti e antisemitici, i governi europei cominciarono a riconsiderare gli accordi che permettevano agli imam della Diyanet di insegnare nelle scuole, essere accreditati nelle moschee o predicare nelle carceri.

Anche la retorica di Erdogan e dei suoi ministri, in particolare quella espressa nelle frequenti campagne elettorali condotte negli ultimi anni su e giù per l’Europa, ha contribuito ad intensificare le tensioni. Se le recenti accuse di nazismo contro Germania e Olanda rappresentano l’apoteosi, già in passato il regime di Ankara aveva lanciato accuse dai forti toni populisti contro Paesi europei, tacciandoli di islamofobia, neo-colonialismo e costanti violazioni dei diritti umani. Nel fare ciò aveva esortato la diaspora turca, ormai composta in larga parte da seconde e terze generazioni nate e cresciute in Europa, a sentirsi parte di una neo-ottomana Grande Turchia, e così cozzando con i tentativi di integrazione dei vari governi europei.

Questo tipo di messaggio non viene solo dai leader dell’Akp, ma è propagato da un network di influenza turco che negli ultimi anni ha visto crescere il proprio budget in maniera esponenziale. Organizzazioni islamiche turche, siano esse di Stato come la Diyanet o (teoricamente) indipendenti come Milli Görüs, hanno moltiplicato le proprie attività, operando congiuntamente con il duplice obiettivo di supportare l’Akp e di disseminare un’interpretazione dell’islam ortodossa e politicizzata. In molti casi soldi turchi sono andati a finanziare, vista l’affinità ideologica, anche organizzazioni musulmane europee tradizionalmente legate Fratelli musulmani (il cui baricentro, dopo la fine del governo di Mohamed Morsi, si è spostato in toto a Istanbul).

La situazione è completamente degenerata negli ultimi mesi, in seguito al fallito colpo di Stato dello scorso luglio. Da allora alle purghe e agli arresti di massa in Turchia sono corrisposte azioni di vero e proprio spionaggio contro sospetti «nemici dello Stato» in territorio europeo. In Austria il deputato verde Peter Pilz ha presentato un dossier, basato su documenti interni delle sedi diplomatiche turche a Vienna e Salisburgo, che dimostra come le moschee del network turco siano state usate per un’attività di dossieraggio su esponenti del movimento Gulen, accusato da Erdogan di aver orchestrato il colpo di Stato. Simili sospetti esistono in altri Paesi europei.

Appare quindi chiaro che le tensioni di questi giorni non siano solo dettate da opportunismi politici decretati dalle rispettive campagne elettorali, ma hanno delle radici ben più profonde che l’Europa deve affrontare urgentemente, ancor di più in caso di vittoria di Erdogan al referendum.

vivicentro.it/opinioni
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Olanda alle urne, test per l’Europa, favorito il premier Rutte

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L’Europa ha gli occhi puntati sull’Olanda dove i movimenti populisti puntano a vincere le elezioni odierne per disintegrare l’Ue. Ma se fossero invece i Verdi la grande sorpresa? Marco Bresolin, inviato a Utrecht, racconta sogni e speranze del partito guidato da Jesse Klaver.

A Utrecht, nella roccaforte dei Verdi che sognano di fermare i populisti

Oggi l’Olanda al voto. È il primo test elettorale sulla tenuta dell’Ue

UTRECHT – «Siamo qui dalle 6,30 di stamattina e ci resteremo fino al tramonto». Intorno a mezzogiorno quattro ragazzi distribuiscono volantini all’uscita della stazione di Utrecht. Hanno delle giacche a vento verdi e una bicicletta nera con tre ruote che spinge un carretto tappezzato di foto di Jesse Klaver, il leader dei Verdi olandesi.

Alla vigilia del voto sono loro gli unici a fare campagna elettorale in fondo alla scala mobile che porta i pendolari alle fermate degli autobus. Puntano agli indecisi, un quinto dell’elettorato. Dicono che nelle urne non dovrà esserci spazio per la rabbia: «Bisogna entrare con il sorriso e uscire con la speranza». L’intera Europa guarda a questo voto: è il calcio d’inizio di un 2017 elettorale che poi si giocherà in Francia e Germania. Tutti gli occhi sono puntati sui movimenti populisti che minacciano di disintegrare l’Ue. Ma se fossero i Verdi la grande sorpresa del voto olandese?

L’ultimo sondaggio diffuso ieri da I&O Research dice che i «GroenLinks» potrebbero addirittura arrivare al secondo posto. La rilevazione è stata effettuata nelle ultime 48 ore, dopo lo scoppio della crisi diplomatica tra l’Olanda e la Turchia per i comizi vietati ai ministri di Ankara. I liberali del premier Mark Rutte (Vvd) hanno consolidato il primato, salendo a 27 seggi, e rosicchiato consensi al Partito della Libertà (Pvv) di Geert Wilders, che è scivolato al quinto posto con solo 16 deputati. In salita, dall’altro lato dell’emiciclo, i liberali di sinistra D66 e soprattutto i Verdi, entrambi con 20 seggi. L’alto numero di indecisi fa sì che i sondaggi siano molto divergenti, quindi è presto per tirare conclusioni. Ma i Verdi dovrebbero quadruplicare o quintuplicare i loro consensi rispetto a cinque anni fa.

Il sogno del «Jessiah»  

Merito soprattutto del «Jessiah», come viene chiamato Klaver dai sostenitori. Per la stampa internazionale è «il Trudeau d’Olanda», ma al di là di una vaga somiglianza fisica, il paragone con il premier canadese non regge troppo. Klaver ha 30 anni, un padre marocchino e una madre con origini indonesiane. Da sette anni è in Parlamento e da due guida i Verdi. Marcatamente europeista e pro-migranti, ha trascinato il partito con una campagna basata tutta sulla speranza: «È stata l’estrema destra a distruggere i valori del nostro Paese, non l’immigrazione. Sono loro che hanno cancellato anni di tolleranza e libertà». È agli antipodi di Wilders.

Giovedì scorso cinquemila persone si sono radunate all’Heineken Music Hall di Amsterdam, altrettante hanno seguito la diretta live su Facebook. La rockstar sul palco era lui, capello spettinato e camicia bianca con le maniche arrotolate fino ai gomiti. «Rivogliamo indietro la nostra Olanda» ha gridato alla folla che ha fatto di lui la nuova icona olandese dell’ambientalismo, dell’uguaglianza e dei diritti sociali.

Il nodo alleanze  

«La politica deve smetterla di gridare e iniziare ad ascoltare». Kathalijne Buitenweg è la numero due dei Verdi, candidata in lista subito dopo il leader. Ciò che è successo alle presidenziali in Austria, dove il verde Van der Bellen ha fermato il candidato dell’ultradestra Norbert Hofer lasciandosi alle spalle i partiti tradizionali, potrebbe avere un seguito nei Paesi Bassi. «Rutte ha dimezzato i suoi consensi perché insegue Wilders – ci spiega Buitenweg -. Oggi lui fa una distinzione tra gli olandesi “puri” e quelli con origini straniere. Non era mai successo: cinque anni fa non si sarebbe mai azzardato». I laburisti pagano invece la mancanza di incisività in questi anni di governo: «I costi della crisi non sono stati redistribuiti – aggiunge Buitenweg -, il divario tra ricchi e poveri è aumentato. La questione sociale è una delle principali preoccupazioni. Noi vogliamo dare risposte». Da domani anche i Verdi puntano a sedersi al tavolo dei negoziati: «Siamo pronti a coalizzarci con gli altri partiti – avverte l’ex eurodeputata -, con tutti ma non con Wilders». Anche con Rutte? «Preferiremmo di no, cercheremo altre opzioni. Ma se dovessero fallire, non possiamo escludere un’alleanza».

Lo scenario esiste, ma nel quartier generale dei Verdi il sogno è un governo di sinistra. La sede nazionale si affaccia sull’Oudegracht, il canale che attraversa il centro di Utrecht, città giovane e culturalmente dinamica. Qui i «GroenLinks» sono il secondo partito dietro a D66. Con i primi caldi raggi di sole le rive del corso d’acqua sono ricoperte dalle sedie e dai tavolini colorati dei locali. Per i circa 40 dipendenti del partito e gli oltre 100 volontari, però, non è tempo di rilassarsi. Lotte Jeursen, una funzionaria, ci porta negli uffici distribuiti su quattro piani, dove non si contano i thermos di té appoggiati sui tavolini di cartone riciclato. «Siamo al rush finale», dicono. E non c’è un minuto da perdere. Adrenalina e ottimismo. Su una scrivania campeggia uno slogan di obamiana memoria, ma riadattato per l’occasione: «Jesse we can».

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vivicentro/Olanda, test per l’Europa
lastampa/A Utrecht, nella roccaforte dei Verdi che sognano di fermare i populisti MARCO BRESOLIN – INVIATO A UTRECHT

Rinnovo Mertens, se ne riparlerà in primavera

Rinnovo Mertens, se ne riparlerà in primavera

Dries Mertens e quel rinnovo contrattuale che dovrebbe legarlo al Napoli fino al 2021 con stipendio di 2,4 milioni, al momento e’ in alto mare. Il rinnovo discusso l’ultima volta a dicembre, non e’ stato ancora ratificato dai suoi due agenti, Laurens Melotte e Francis Stijn. Il perche’ e’ semplice: vogliono di piu’. Comprese delle clausola (basse) come exit strategy per l’Oriente e l’Europa. Come riporta l’edizione odierna de Il Mattino: “La società azzurra sta ancora riflettendo sul da farsi, forte del fatto che, in ogni caso, l’ultima parola spettera’ a De Laurentiis. Non ci sono clausole, dunque per andar via il club acquirente dovra’ trattare col patron. E’ vero che Mertens puo’ liberarsi a parametro zero a giugno del prossimo anno, ma è anche vero che 14 mesi sono tanti.

Addio Ghoulam, l’impressione è che il Napoli lo lascerà andare

Addio Ghoulam, l’impressione è che il Napoli lo lascerà andare

Il difensore algerino del Napoli Faouzi Ghoulam in questi giorni potrebbe cambiare il suo procuratore, lasciando Alessandro Moggi per affidarsi al potentissimo portoghese Jorge Mendes. A prescindere dalla questione manager, il calciatore ha un contratto che scade nel 2018 e per rinnovarlo, riporta la Gazzetta dello Sport, vuole un riconoscimento abbastanza consistente rispetto agli 800 mila euro che ha guadagnato finora: “la richiesta si aggira intorno ai 2 milioni. L’impressione è che il Napoli lo lascerà andare: per lui ci sarebbe la possibilità di trasferirsi al Paris SaintGermain“.

Allarme del Viminale sugli sbarchi

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Il Viminale lancia l’allarme sui profughi: nel 2017 saranno 250 mila quelli in arrivo dalla Libia, 70 mila in più rispetto allo scorso anno. Secondo la proiezione che circola sui tavoli dei ministri saranno infranti tutti i record di accoglienza: il piano di collocamento nei Comuni di 2,5 migranti per mille residenti non basterà.

L’allarme del Viminale sui profughi

Le previsioni del governo: «Quest’anno gli arrivi saranno 70 mila in più del 2016». Accoglienza da ripensare: il piano di 2,5 migranti per mille residenti non basterà

ROMA – I dati sono impietosi: nei primi 73 giorni del 2017 i migranti soccorsi in mare sono aumentati del 67%. Se erano 9.496 quelli sbarcati al 14 marzo 2016, sono stati 15.852 quelli giunti dalla Libia in pari data del 2017. E così nelle stanze del governo ci si prepara al peggio. Secondo una proiezione che circola sui tavoli dei ministri, ci si attende che nel 2017 saranno infranti tutti i record di accoglienza degli anni scorsi. La nuova stima è che dalla Libia arriveranno 250 mila persone. L’anno scorso ne sono arrivate 181 mila.

Un fiume inarrestabile, ecco che cosa sembra la rotta mediterranea della migrazione. E c’è da dire che la Guardia costiera libica – su cui facciamo molto conto, in prospettiva – ha cominciato a dare segni di risveglio. Avevano soccorso in mare appena 600 persone nel corso del 2015; ne hanno fermato 16 mila l’anno scorso. Evidentemente non basta, però. Se ne è parlato anche ieri, in una riunione al Viminale del comitato misto italo-libico. «Da entrambe le parti è stata manifestata determinazione a portare avanti un impegno deciso, volto al raggiungimento di risultati tangibili», si legge nel comunicato ufficiale. Già ad aprile, conclusi i corsi per ufficiali, saranno consegnate le prime motovedette «libiche», che nel 2011 erano riparate in Italia: sei sono pronte e ormeggiate a Biserta, in Tunisia; quattro ancora in manutenzione in Italia.

In attesa degli auspicati «risultati tangibili» sulla sponda libica, intanto, al Viminale osservano i numeri e si adeguano. I piani di redistribuzione tra i Comuni – applicando il coefficiente di 2,5 migranti per mille residenti – erano tarati su una accoglienza globale di 200mila stranieri a cui assicurare vitto e alloggio. Ma se i numeri aumentano del 67%, probabilmente quel piano andrà rivisto e si consideri che il Viminale si trova attualmente a gestire già 173.973 persone.

Il ministero, poi, avrebbe visto con favore la nascita di una sezione dedicata ai minori non accompagnati nell’ambito del sistema Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) che è gestito dagli enti locali e pagato dallo Stato. Ma siccome i tempi sono lunghi, e i minori non accompagnati continuano a sbarcare in massa (al 6 marzo sono arrivati in 2.230), i prefetti sono stati incaricati di predisporre nuovi centri di prima accoglienza per minorenni. Era una richiesta storica dei Comuni. «Già la materia è delicata, figurarsi quando ci sono di mezzo degli adolescenti. I Comuni rischiano davvero di andare in crisi», racconta il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, responsabile Immigrazione dell’Anci.

L’Associazione nazionale dei comuni italiani è in prima fila. Si batte per convincere i sindaci ad aderire al sistema Sprar. Si registra però più di qualche ritrosia da parte dei Comuni retti dal centrodestra, specie quando il sindaco è leghista. Ci sono anche frizioni in molte realtà tra i prefetti e i sindaci. «In generale – dice ancora Biffoni – c’è un buon clima. Mi dicono che sarebbero una sessantina i nuovi Comuni in Liguria che hanno deciso di aderire. Io dico sempre a tutti: è una rogna di cui avremmo fatto volentieri a meno, ma ora c’è e dobbiamo gestirla». Domani il presidente dei sindaci, il barese Antonio Decaro, salirà al Viminale con una delegazione dell’Anci per fare il punto con il ministro Marco Minniti.

Il piano del ministro, che coniuga severità verso i clandestini e accoglienza per chi ha diritto ad essere accolto, incontra qualche difficoltà in Parlamento. Il gruppo Sinistra italiana annuncia che mai voterà il suo decreto, ma era una posizione dichiarata. «L’accoglienza – ripeteva Minniti anche ieri – ha un limite nell’integrazione. Un Paese che non pensa all’accoglienza e non pensa insieme all’integrazione, rischia di mettersi in una condizione difficile nel rapporto con il suo presente e il suo futuro».

Intanto è stato formalizzato l’ingresso legale di 30.850 lavoratori extracomunitari per il 2017. E oggi Minniti vedrà il suo collega Maurizio Martina, dell’Agricoltura, che preme per l’attuazione del piano di accoglienza dei migranti stagionali. Minniti concorda: «Un Paese civile non può permettersi ghetti. Siamo partiti da quello di Rignano per una serie di iniziative che porterà a cancellare i ghetti di lavoratori sfruttati». Per avere successo, però, «dobbiamo affrontare una questione più grande, quella dell’immigrazione illegale».

Anche il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, tiene il tema in evidenza nel suo tour di candidato alle primarie. «Niente ipocrisie – dice -. Nei prossimi decenni la Nigeria avrà 500 milioni di abitanti, come l’intera Unione Europea. Raccontare che si possano fare muri è un modo di prendere in giro la gente. Il problema è gestire questo fenomeno e fare in modo che l’impatto sulla nostra società non abbia effetti negativi».

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lastampa/L’allarme del Viminale sui profughi FRANCESCO GRIGNETTI

KILLING DESDEMONA al Teatro Sociale di Brescia dal 15 al 19 marzo 2017

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TEATRO SOCIALE
Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia

Da mercoledì 15 a sabato 18 marzo 2017 (ore 20.30)
Domenica 19 marzo 2017 (ore 15.30)

Balletto Civile, Festival delle Colline Torinesi, Ravello Festival, Teatro Olimpico di Vicenza, Conversazioni 2016, Compagnia Gli Scarti, in collaborazione con Mare Culturale Urbano, CTB Centro Teatrale Bresciano, Festival Resistere e Creare, Centro Dialma Ruggiero-Fuori Luogo e con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali presentano

KILLING DESDEMONA

KILLING DESDEMONA

di Michela Lucenti e Maurizio Camilli

regia e coreografia Michela Lucenti
aiuto regia Enrico Casale
musica originale eseguita dal vivo Jochen Arbeit
scene Alessandro Ratti – costumi Chiara Defant
luci di Stefano Mazzanti – suono Tiziano Scali
acting coach Francesco Origo
interpretato e creato da
Fabio Bergalio, Maurizio Camilli, Andrea Capaldi, Ambra Chiarello,
Michela Lucenti, Demian Troiano, Natalia Vallebona

Durata dello spettacolo: 65’ senza intervallo

Da mercoledì 15 a sabato 18 marzo 2017 alle ore 20.30 e domenica 19 marzo 2017 alle ore 15.30 al Teatro Sociale di Brescia andrà in scena lo spettacolo Killing Desdemona liberamente tratto da Otello di W. Shakespeare, ideazione di Michela Lucenti e Maurizio Camilli, regia e coreografia di Michela Lucenti.

Killing Desdemona sostituisce lo spettacolo precedentemente annunciato nella stagione di prosa 2016/2017 “Faust una ricerca sul linguaggio dell’Opera di Pechino” che non potrà essere replicato per motivi organizzativi della Compagnia.

Una produzione di Balletto Civile coprodotto da Festival delle Colline Torinesi, Ravello Festival, Teatro Olimpico di Vicenza, Conversazioni 2016, Compagnia Gli Scarti, in collaborazione con Mare CulturaleUrbano, CTB Centro Teatrale Bresciano, Festival Resistere e Creare, Centro Dialma Ruggiero-Fuori Luogo e con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

Uccidere Desdemona è come spegnere una visione tutta femminile e fragile del mondo, far cessare un incanto, forse un mistero. L’uomo ammazza quando non può possedere. Nel dramma di un femminicidio, il più famoso del teatro, Desdemona è circondata da maschi, una donna con la forza di un usignolo, una simil-Edith Piaf, urla il suo diritto di essere così com’è. Killing Desdemona risulta anche un manifesto danzato della libertà creativa. Con partitura musicale scritta ed eseguita dal famoso compositore berlinese Jochen Arbeit.

Si ricorda che sabato 18 marzo 2017 al Teatro Sociale di Brescia, dalle ore 11.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 16.00, si terrà un incontro pratico con la Compagnia BALLETTO CIVILE, diretto da Michela Lucenti, promosso dal CTB Centro Teatrale Bresciano, in collaborazione con SOMEBODY Teatro delle Diversità, nell’ambito delle giornate FuoriNorma Formazione, si tratta de “l’Altro Masterclass”.

BALLETTO CIVILE

Killing Desdemona

liberamente tratto da Otello di W. Shakespeare
ideazione Michela Lucenti e Maurizio Camilli
regia e coreografia Michela Lucenti
assistente alla regia Enrico Casale
musica originale eseguita dal vivo Jochen Arbeit (Einstürzende Neubauten)

interpretato e creato da Fabio Bergalio, Maurizio Camilli, Andrea Capaldi, Ambra Chiarello, Michela Lucenti, Demian Troiano, Natalia Vallebona
scene Alessandro Ratti
costumi Chiara Defant
disegno luci Stefano Mazzanti
suono Tiziano Scali
acting coach Francesco Origo
organizzazione Andrea Cerri
una produzione Balletto Civile
coprodotto da Festival delle Colline Torinesi, Ravello Festival, Teatro Olimpico di Vicenza / Conversazioni 2016,

Compagnia Gli Scarti in collaborazione con Mare Culturale Urbano, CTB Centro Teatrale Bresciano, Festival Resistere e Creare, Centro Dialma Ruggiero-FuoriLuogo e con il sostegno del MIBACT

Io lavoro tra le crepe, dove la voce inizia a danzare, dove il corpo inizia a cantare, dove il teatro diventa cinema

(Meredith Monk)

Uccidendo il mistero. La poesia dell’amore è fragilissima, per noi è canto, gesto.

Il discorso non c’entra e quando arriva distrugge il mistero, cerca di spiegarlo di dipanare i suoi rivoli più
profondi.

Cerchiamo di razionalizzare ciò che per essenza è irrazionale, quello che lega due persone, ciò che per definizione è intangibile. E che cosa ci definisce puri se non l’essere incorruttibili sul nostro profondo sentire.

Quando lo spazio privato, intimo diventa pubblico, lì il nostro io profondo deve essere difeso preservato.

Otello sente con forza ed è questo che lo rende affascinante, ma è troppo fragile nel difendere quello che ama, che sente, ha paura di essere ingannato soprattutto da se stesso, vive in pieno l’insicurezza occidentale, che destruttura ogni antica certezza.

Jago è un conquistatore, entra a gamba tesa sul terreno fragile, entra per distruggere per disilludere. È un one man show senza quarta parete, il suo spazio ė il proscenio (dove tra l’altro lo colloca da libretto anche Boito nella versione Verdiana), dialoga con il pubblico, è il tramite, il veicolo che cerca di far intendere, è lui che crea la possibilità della storia.

Jago distrugge il mistero, prepara con lunga gettata la parabola di uccisione di Desdemona, malgrado le menzogne, rimane sempre se stesso, nascondendosi dietro la maschera della normalità e della correttezza, solo negli a parte gli spettatori vedono la sua vera natura, in un work in progress simile a quello di un artista, dove si trasformerà con disinvoltura in uno straordinario, intelligente improvvisatore, portando alle estreme conseguenze il suo individualismo, fino a trasformare l’etica in estetica del male.

Desdemona è appunto il mistero, l’intangibilità del corpo di Desdemona che corrisponde alla sua purezza è
l’unica risposta che il dramma può offrire di fronte all’incalzare del caos.

Tutti i personaggi maschili, anche Roderigo, lo stesso Cassio, vogliono esercitare il loro potere su Desdemona e sul suo corpo. Niente di più attuale direi.

Solo una solidarietà femminile nei gesti quotidiani, il semplice accudire come contenitore di senso al di là
delle parole, questo le donne lo sanno fare. Questa come unica sapienza antica nostro malgrado.

La nostra Venezia avrà pochi elementi a segnare uno spazio metafisico, tutto è aperto, condiviso, non ci sono altro che corpi in relazione che non possono difendersi né nascondersi, poi ci sarà il proscenio come una ribalta da commedia dell’arte, che sarà percorso da un veneto vero e proprio che saprà parlare senza mezzi termini di quello che tiene in piedi questo nostro paese, i soldi, e lo farà solo attraverso le parole di Shakespeare.

Il ritmo non si allenterà non importa se si ride o si piange, tutto deve continuare alla luce del sole.

Per noi non è mettere in scena il dramma della gelosia, ma l’interruzione di una sensibilità altra, poetica, fisica, musicale, femminile.

Una sensibilità che è difficile spiegare, che sta all’origine del mistero e dell’atto vero e proprio del creare, che produrrà sempre azioni di distruzione da parte del mondo maschile che lotta per comprenderla, per possederla, che quando non può averla la annienta.

Un cast per lo più al maschile intorno ad una fragilissima donna, che con la forza di un usignolo, una simil Edith Piaf, è forte nel difendere sino in fondo la sua purezza di senso, solo con un canto che urla al mondo il suo diritto di esistere.

Un manifesto di libertà creativa femminile a partire dall'esistere.

Una partitura musicale tutta dal vivo scritta ed eseguita dal compositore Berlinese Jochen Arbeit (chitarrista e compositore degli Einstürzende Neubauten e degli Automat) maestro del noise elettronico contemporaneo, che tenderà un filo dall’inizio alla fine, per portare lo spettatore dal sogno alla rottura.

Vendita biglietti:

TEATRO SOCIALE

I biglietti sono in prevendita alla biglietteria del Teatro Sociale in orario della stessa.

Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia

Biglietteria tel. 030 2808600 biglietteria@centroteatralebresciano.it

Nella mezz’ora che precede l’inizio dello spettacolo saranno in vendita esclusivamente i biglietti per la

serata stessa.

SEDE PIAZZA LOGGIA

Punto vendita nella sede del CTB in Piazza della Loggia, 6 – dal martedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00 (esclusi

i sabato e festivi) – Tel. 030 2928609

Inoltre, i biglietti possono essere acquistati anche in rete o in tutti i punti vendita del circuito Vivaticket/Charta

www.vivaticket.it

Ticket point presso la Libreria Serra Tarantola – via F.lli Porcellaga, 4 – Brescia

Tel. 030290171 – Fax 0303772569

ORARI: 9.15-12.15 /15.30- 19.00

(LUNEDI’ MATTINA E DOMENICA CHIUSO)

Prezzo dei biglietti singoli:

Platea – intero € 27,00 – ridotto gruppi € 24,00 – Ridotto speciale € 19,00

Galleria centrale – Intero € 19,00 – Ridotto Gruppi € 17,00 – Ridotto speciale € 14,00

Galleria laterale – Intero € 13,00 – Ridotto Gruppi € 12,00 – Ridotto speciale € 11,00

INFORMAZIONI:

Sede – CTB Centro Teatrale Bresciano

Piazza della Loggia, 6 – 25121 Brescia – tel. 030 2928617 – fax 030 2928619

(dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 17.30)

E-mail: info@centroteatralebresciano.it – www.centroteatralebresciano.it

 

Napoli Comicon 2017, il manifesto ufficiale

Napoli, marzo 2017 – È il rapporto tra Fumetto e Web il tema della XIX edizione di Napoli COMICON (28 aprile – 1 maggio) rappresentato nel manifesto ufficiale da Roberto Recchioni, Magister del Salone Internazionale del Fumetto. Recchioni ha realizzato un’immagine potente ispirandosi alla copertina di Reinventing Comics, opera seminale di Scott McCloud, autore che maggiormente ha influenzato la visione e la percezione di oggi del Fumetto.

  

Se nella cover di Reinventing Comics, Scott McCloud ritraeva se stesso come una dea Kālī che mostrava al pubblico l’impatto della tecnologia sul mondo dell’Arte e del Fumetto, Recchioni, mantenendo la stessa impostazione, ha raffigurato una figura femminile circondata dai simboli dell’era digitale. Come modella di riferimento, l’autore romano ha preso quella che per lui è stata l’icona più rappresentativa dello sviluppo del Web dagli anni zero a oggi: la pornoattrice Sasha Grey.

Napoli Comicon 2017
Napoli Comicon 2017

“Internet è nato e si è sviluppato per il porno. Per il porno e per i gattini. Potevo scegliere tra uno di questi due elementi ma ho pensato che i gattini fossero troppo volgari” – Roberto Recchioni.

La scelta di dedicare l’edizione 2017 di Napoli COMICON al rapporto tra Fumetto e Web nasce dalla volontà di analizzare come questi due media e i loro rispettivi linguaggi si influenzino a vicenda e di come il fumettista abbia utilizzato la piattaforma della Rete per promuovere la propria arte. Dopo i Magister Milo Manara e Silver, che nei due anni precedenti hanno esplorato il rapporto tra Fumetto e Stampa e tra Fumetto e Audiovisivo, Roberto Recchioni è il fumettista che meglio rappresenta la connessione tra Fumetto e Web.

Recchioni (curatore editoriale di Dylan Dog e creatore di serie a fumetti di successo come John Doe e ORFANI) è stato infatti il primo autore in Italia a impiegare la piattaforma del web come fonte di promozione dei fumetti. Nessuno come lui è stato capace, sin dagli albori del World Wide Web di utilizzare le varie dinamiche della rete (forum, siti, blog, social network, Facebook) per glorificare la propria attività. Utente molto attivo anche nei forum di fumetto, Recchioni ha accorciato la distanza tra lettore e autore e tra lettore e opera. Con l’avvento dei social network è diventato un vero e proprio influencer coinvolto in numerose campagne di promozione per aziende e case produttrici cinematografiche e di videogiochi, tramite i suoi canali social. Ha oltre 44.000 follower sui social e da un paio di anni gestisce anche un Tumblr dove pubblica disegni erotici.

Al Magister sarà dedicata una mostra personale all’interno di Napoli COMICON e un volume pubblicato da COMICON Edizioni. Recchioni sarà anche curatore delle mostre del Festival e presente nei giorni di fiera.

L’edizione 2017 di Napoli COMICON si preannuncia quindi ricca di novità. Tra le prime anticipazioni, la partecipazione di Daniel Pennac che presenterà Un amore esemplare, opera teatrale tratta dall’omonima graphic novel dell’autore francese disegnata da Florence Cestac; la presenza di del mangaka di Dragon Ball Toyotaro, le mostre ‘77 – Anno Cannibale (con le opere di Pazienza, Scòzzari, Liberatore, Vauro…), quelle dedicate alla casa editrice americana Image Comics e a Grzegorz Rosinski, gli eventi di COMIC(ON) OFF e tante novità nelle sezioni CartooNa (tra Animazione, Cinema, Serie e Web), Cosplay, Gamecon (con Giochi e Videogiochi), Asian Village, Musica, Mercato (con le ultime proposte editoriali), ComiconKids.

Ufficio Stampa Comicon

Ghoulam-Napoli, rinnovo in stand by: un top club inglese interessato all’algerino

Ghoulam-Napoli, rinnovo in stand by: un top club inglese interessato all’algerino

La questione rinnovi tiene banco in casa Napoli: Insigne, Mertens, ed ultimo Ghoulam, stanno trattando con la dirigenza azzurra per pervenire ad una soluzione che soddisfi tutte le parti in causa. L’algerino, in scadenza con gli azzurri nel 2018,  appare, ora dopo ora, sempre più lontano da Napoli: secondo quanto riporta TuttoMercatoweb, nelle ultime ore, si sarebbe fiondato sul calciatore il Manchester City di Guardiola.