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Insigne al 45′: “Esultanza? Nulla di personale con l’Empoli. Mertens? Abbiamo un grande rapporto”

Insigne al 45′: “Esultanza? Nulla di personale con l’Empoli. Mertens? Abbiamo un grande rapporto”

Al termine della prima frazione di gioco di Empoli-Napoli, ai microfoni di Premium Sport, Lorenzo Insigne ha dichiarato: “Sono contento per i due gol, soprattutto perché giochiamo in un campo difficile. Esultanza polemica? Ci sarà modo di chiarire, nulla di personale con l’Empoli, che sperò continuerà a giocare un grande campionato. C’era la mia famiglia lì. Ho chiesto a Mertens di lasciarmi tirare il rigore, lui non ha fatto problemi: abbiamo un grande rapporto.” 

Empoli-Napoli, formazioni ufficiali: out Koulibaly, c’è Chiriches

Empoli-Napoli è il lunch-match della ventinovesima giornata di Serie A. Diramate le formazioni ufficiali con Sarri che lancia Chiriches al posto del diffidato Koulibaly. A centrocampo Allan e Jorginho vincono il ballottaggio con Zielinski e Diawara. In avanti solito tridente leggero. Nell’ Empoli la sorpresa è Thiam, sarà lui a fare coppia con Pucciarelli.

 

Empoli (4-3-1-2): Skorupski; Laurini, Bellusci, Costa, Pasqual; Croce, Krunic, Diousse; El Kaddouri; Pucciarelli, Thiam.   All. Martusciello.

Napoli (4-3-3): Reina; Hysaj, Chiriches, Albiol, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Insigne, Mertens.   All. Sarri.

19 marzo 1907 – 19 marzo 2017: 110 anni di passione. Auguri Juve Stabia!

19 marzo 1907 – 19 marzo 2017: la Juve Stabia compie 110 anni di storia, una storia gloriosa, fatta di momenti positivi e negativi ma uniti sempre da un fattore indissolubile: la passione incondizionata del popolo stabiese.

Proprio per festeggiare i 110 anni dalla nascita dello Sporting Club Stabia (questo era il nome originario di quella che sarebbe poi diventata Juve Stabia), la Curva Sud si è riunita ieri in un noto ristorante della Città per festeggiare in allegria il compleanno della nostra “Lei”. La serata, a tinte rigorosamente gialloblù, ha visto la partecipazione di tanti tifosi, non solo della Curva Sud, che hanno celebrato tra canti, cori e passione la gloriosa storia delle Vespe. E’ stato un po’ come essere allo stadio, con la sala del ristorante diventata una mini Curva Sud, ed abbellita con gli striscioni e le bandiere che ogni settimana accolgono i tifosi nella Curva del Romeo Menti. Momento di forte emozione è stato, inoltre, quello della proiezione del video realizzato da Mario Vollono, vicedirettore di ViViCentro, raffigurante i momenti ed i personaggi più importanti di questi 110 anni di storia gialloblù. Commozione ed applausi scroscianti per le immagini del Presidente Roberto Fiore, appena scomparso ma tutt’ora icona di alcuni dei momenti più belli della storia del calcio stabiese. Gli applausi hanno accompagnato e scandito le immagini dei vari Musella, Lunerti, Onorato, colonne della Juve Stabia targata Roberto Fiore, e dei loro “eredi” Corona, Molinari, Sau, Danilevicius ecc. Non sono invece mancati fischi contro personaggi lontani da quelli appena ricordati. Dopo la cena la festa si è spostata al Romeo Menti, illuminato solo dalle torce, dai fumogeni e dai fuochi d’artificio della Curva Sud, con i quali è stato realizzato il classico spettacolo nello spettacolo. La festa infatti non poteva non toccare il tempio del tifo stabiese nonché la casa della Juve Stabia; se dieci anni fa il centenario dei gialloblù coincise con il derby vinto dalla Juve Stabia contro la Salernitana, anche ieri il Romeo Menti è stato teatro, in modo differente ma altrettanto toccante, del compleanno della Juve Stabia.

Proprio come 10 anni fa, quando quel derby fu vinto con la maglia celebrativa “Stabia100”, anche i 110 anni oggi vengono celebrati con una maglia realizzata dallo sponsor tecnico Fly Line. La maglia “110eVespe”, stupenda e “tradizionalista” in quanto raffigurante tanti simboli di Castellammare (l’Amerigo Vespucci, le sorgenti termali, il castello, la cassarmonica) sarà oggi sfoggiata dalla Juve Stabia prima di scendere in campo a Cosenza, ed è già disponibile per i tifosi presso lo store Fly Line.

Quella di ieri non è stata semplicemente la festa per il compleanno della nostra Juve Stabia, uno tra i vessilli più antichi di tutto il Sud Italia. La festa rappresenta invece l’ennesima dimostrazione di affetto, passione, aggregazione e tifo, quello positivo e da insegnare ai più piccoli, della Curva Sud. Nonostante il momento non semplice che sta vivendo il nostro “anziano” ma sempre bellissimo Stabia, il cuore del tifo gialloblù ha voluto cementare e rafforzare ancor di più il proprio amore per una squadra che rappresenta lo stato d’animo e la passione di un’intera Città. Dimostrazione di quanto detto è anche ciò che è accaduto domenica scorsa al Menti; i tifosi hanno contestato in modo verbale e civile la squadra dopo 95 minuti passati ininterrottamente a sostenere e spingere i calciatori al pareggio.

Passando a un pensiero esclusivamente personale, non è semplice esprimere in poche parole cosa sia la Juve Stabia per me. Semplicemente è il motivo per il quale aspetto il fine settimana, tanto atteso non per il relax post settimana lavorativa, ma perché finalmente vanno in scena le Vespe; è il motivo per cui ogni anno, dopo appena un mese, sono stanco dell’estate e conto i giorni che mancano alla nuova stagione calcistica; è il fattore in base al quale guardo il calendario, cercando di rendere i tanti impegni compatibili con gli appuntamenti dei gialloblù; è la ragione per la quale ho iniziato, quasi per scherzo, a scrivere di sport, cosa che continuo a fare dopo tanti anni. In definitiva la Juve Stabia è un sentimento che coinvolge ogni aspetto della vita di un tifoso.
Tanti auguri Juve Stabia!!!

Raffaele Izzo

 

 

 

 

 

 

 

 

Eccellenza-Una doppietta di De Felice salva il Real Forio nel derby con il Barano,finisce 2-2

 

 

 

 

 

Pareggio scoppiettante nell’ultimo derby isolano,tra Barano e Real Forio finisce 2-2. Al “Don Luigi Di Iorio” i biancoverdi riescono a trovare il gol del pareggio al 90′ grazie a De Felice,autore di una doppietta di giornata. Al vantaggio del Barano con il solito Sogliuzzo nel primo tempo,ha risposto il giovane attaccante di Scafati per poi siglare ad un quarto d’ora dal termine il nuovo vantaggio Arcamone che era riuscito a riportare avanti gli aquilotti,non a caso un ex di questa gara. Ma al 90′ esatto De Felice è stato più lesto di tutti a depositare in rete il gol del definitivo 2-2. Il pareggio è forse il risultato più giusto per quanto si è visto in campo,per il gioco e le occasioni da entrambe le parti. Un pizzico di rammarico però ancora una volta è di Billone Monti che viene beffato di nuovo nei minuti finali per l’ennesimo errore in fase difensiva.

Formazioni. Solito 3-5-2 per mister Impagliazzo che ritrova Mora e Trofa, ma perde Conte per squalifica. Castagna va in panchina e allora davanti al Sollo la solita difesa composta da Mora, Di Dato e Calise. A centrocampo Iacono F. e Vitagliano sugli esterni, con Trofa, Fanelli e Sanninno in mezzo al campo. In attacco il duo Chiaiese – De Felice. Il Barano deve rinunciare all’infortunato Accurso. 4-3-3 il modulo scelto da “Billone” Monti: Palmiero tra i pali, Sirabella e De Simone i terzini con Trani e Monti centrali. A centrocampo Esposito, Ferrari e Kikko Arcamone, in attacco il tridente composto da Farina, Savio e Sogliuzzo.

La gara. Allo stadio “Don Luigi Di Iorio” si registra il pubblico delle grandi occasioni per il derby isolano,tra Barano e Real Forio. Sin dai primi minuti i ritmi sono abbastanza alti. Al 3′ Savio sfiora il gol trovando la risposta di Sollo che allontana il pericolo. All’11’ ancora i padroni di casa in attacco, questa volta gli aquilotti si divorano un’occasione clamorosa: cross di Savio dalla sinistra, Ferrari stacca di testa a pochi metri dalla porta, ma con un grande riflesso Sollo sventa un gol che sembrava già fatto. Il Forio non riesce a rendersi pericoloso e a passare in vantaggio è il Barano al 23′: pallone filtrante di Farina per Sirabella, il giovane terzino destro in area e sul tiro ad incrociare trova solo il palo interno; sulla ribattuta arriva Mario Sogliuzzo che a colpo sicuro insacca il pallone e porta i bianconeri in vantaggio. Dopo la rete subita, è il Forio a creare maggiori pericoli negli ultimi 20′ della prima frazione. Al 35′ Trofa si divora un gol incredibile: sul suggerimento dalla sinistra di Iacono, l’ex Ischia perde l’attimo e calcia in ritardo nonostante la porta fosse rimasta vuota dopo l’uscita di Palmiero e l’azione sfuma in un nulla di fatto. Dopo due minuti ancora Forio in avanti. Su una punizione di Mora, Di Dato stacca di testa e Palmiero la tocca quanto basta per far sbattere il pallone sulla traversa. Due palle-gol importanti sprecate dal Forio, ma anche il Barano non scherza. Nel minuto di recupero assegnato dall’arbitro, Sirabella impensierisce nuovamente la difesa foriana sulla fascia destra e serve un cross basso perfetto per Esposito, il quale dal cuore dell’area calcia male. Il primo tempo termina sull’1-0 per il Barano. Nella ripresa inizia subito forte il Real Forio che si vede annullare un gol di De Felicedopo che Chiaiese aveva colpito la traversa a porta praticamente vuota. Impagliazzo prova a cambiare qualcosa prima rilevando proprio Chiaiese e mandando in campo Castagna e poi sostituendo Iacono con Vittorio De Luise. Nella seconda frazione di gioco i foriani sembrano avere qualcosa in più e non a caso arriva il gol del pari al minuto 61: su un calcio d’angolo battuto dalla sinistra, la difesa del Barano respinge sui piedi di De Felice appostato al limite dell’area; l’attaccante del Forio prende le misure e mette a segno un vero e proprio eurogol calciando da fermo e indirizzando il pallone dritto dritto all’incrocio dei pali. Applausi dei tifosi biancoverdi, ammutolito il pubblico di fede bianconera. Gol del pari assolutamente meritato per il Forio. Eppure, la squadra di “Billone” Monti non demorde. Al 27′ della ripresa entra l’ex Forio Angelo Arcamone e dopo esattamente tre minuti il bomber del Barano mette a segno la rete del 2-1 (su assist di Farina) purgando nel peggiore dei modi la sua ex squadra. Il Real Forio non molla, Impagliazzo tenta il tutto per tutto mandando in campo anche Lorenzo Costagliola. Dall’altra parte l’amico Monti prova a chiudersi togliendo un attaccante (Savio) e schierando un difensore (Lubrano). Mossa che si rileva inefficace perchè i padroni di casa, al 90′, si addormentano e permettono a De Felice di calciare da zero metri e riportare nuovamente il match in equilibrio. Dopo quattro minuti di recupero arriva il fischio finale. Il derby ischitano termina 2-2.

 

BARANO  2

REAL FORIO  2

 

BARANO: Palmiero, Sirabella, De Simone, Ferrari, Monti, Trani, Farina, Esposito, Savio (40’s.t. Lubrano), Sogliuzzo, Arcamone K. (27’s.t. Arcamone A.) (In panchina: D’Errico, Di Scala, Romano, Cantelli, Lombardi) All. Monti

R.FORIO: Sollo, Di Dato, Mora, Calise, Iacono F. (24’s.t. De Luise  V.), Sannino (35’s.t. Costagliola L.), Vitagliano, Trofa, Fanelli, Chiaiese (11’s.t. Castagna), De Felice. (In panchina: Verde, Boria, Costagliola A., De Luise M.) All. Impagliazzo

ARBITRO: Luongo di Napoli (Ass. Castiglione di Frattamaggiore e Fresa di Battipaglia)

RETI: 23′ Sogliuzzo (B),  61′, 90′ De Felice (RF), 74′ Arcamone A. (B)

NOTE: Calci d’angolo 6-6. Ammoniti Monti, Trani (B); Di Dato, Fanelli (RF). 1′ di recupero nel p.t.; 4′ di recupero nel s.t.

SPETTATORI: circa 250

L’editoriale di Scalfari su Renzi e la sinistra in Italia e in Europa

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L’ex premier si dedicherà a riformare il partito soprattutto nella sua struttura territoriale. Ma nel frattempo studierà un modello di Pd che persegue quello impostato da Veltroni al Lingotto di oltre dieci anni fa: riformatore e soprattutto europeista

Cosa pensa Matteo Renzi della sinistra in Italia e in Europa

SI AVVERA di tanto in tanto una rivolta popolare contro la classe dirigente. La rivolta si può anche chiamare rivoluzione oppure sono due fenomeni diversi? Domande come questa sono attualissime e riguardano il mondo intero, ma siamo in pochi a pensarle. I popoli che ne sono i protagonisti non le pensano, agiscono, mossi da uno scatenamento di rabbia profonda, dal desiderio di spazzare il terreno sociale, economico, istituzionale da tutto ciò che esiste. Ma ricostruiranno dove e come? Questa è una domanda a cui non rispondono. O meglio pensano che la risposta sulla costruzione di un nuovo modo di vivere insieme, di una nuova società, di nuove istituzioni, verrà dopo. Adesso dobbiamo distruggere e quando tutto l’esistente sarà travolto allora e soltanto allora ricostruiremo.

Questo sta accadendo e da poco. Direi da una dozzina d’anni, cioè dall’onda della crisi economica scoppiata in America e di lì arrivata in Europa in forme ancora più gravi. Una crisi però avvenuta in una società ormai globalizzata con le conseguenze che la globalizzazione comporta, prima fra tutte la mobilità di popoli interi che a prezzo dell’eventuale morte fuggono dal paese d’origine verso quelli più ricchi. La globalizzazione però non si limita a questo: è nata dalla tecnologia e a sua volta la esalta e la trasforma. Sono reciprocamente madre e figlia. Ecco perché la crisi è una delle maggiori a dimensioni appunto mondiali.

Ma l’Occidente ne è il più colpito perché è il più agiato e il più democratico. In tutto il mondo i pochi comandano i molti, la classe dirigente esiste dovunque, ma in Occidente i molti riescono ad influenzare l’atteggiamento dei pochi. La democrazia è comunque un’istituzione fragile. “Quando il popolo si desta / Dio si mette alla sua testa / la sua folgore gli dà”. Era una canzone del nostro Risorgimento ed era costruttiva. Il popolo era in quel caso un fenomeno numericamente ristretto e aveva un programma costruttivo non distruttivo. Voleva l’Italia unita e quindi una nuova classe dirigente. Non era una rivolta ma una rivoluzione, un’ideologia e una cultura nuove. E la società non era ancora globale.

La storia ci dà altri esempi di rivoluzioni. Quella più classica è la Rivoluzione francese che aveva alle spalle la cultura di Diderot e di Voltaire. Non a caso si scrive con la lettera maiuscola fino al Terrore di Robespierre. Lì diventa rivolta e finisce nella dittatura del Direttorio e poi con quella militare oltreché politica di Napoleone.

Non so come finirà oggi. Le dittature sono più rare nella società globale. Quella attuale è una rivolta popolare contro alcuni esempi di dittature in Russia, soprattutto nella Turchia di Erdogan e perfino contro alcuni aspetti della presidenza di Donald Trump. In Europa non ci sono dittature ma ci sono gruppi di populisti che si stanno rafforzando e che in Olanda sono stati sconfitti dalla destra democratica e non a caso le riposte economiche sono state positive a cominciare dalle Borse in tutto il mondo, Italia compresa. Ma che accadrà nel nostro Paese quando l’effetto olandese sarà finito? La dittatura da noi non sembra possa instaurarsi ma la rivoluzione popolare si sta saldando con quella populista dei Grillo e dei Salvini. La sinistra è democratica ma fragile. Per fortuna non mancano i cavalli di razza come definiva i suoi la Dc. Vediamo ora chi sono, centrodestra moderato compreso.

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Per dovuta gentilezza indico anzitutto due donne: Laura Boldrini ed Elena Cattaneo e poi Veltroni che dieci anni fa fondò il Partito democratico al Lingotto, Enrico Letta, Gentiloni, Renzi, Prodi, Minniti e poi Zanda, Orlando ed Emiliano, Franceschini, Padoan, Zagrebelsky, Bersani, Parisi. Probabilmente ne dimentico alcuni, ma questi nomi comunque danno un quadro abbastanza completo della classe dirigente del nostro Paese. La divisione dei poteri limita con la propria esistenza il potere della classe politica. Il garante di questa divisione di poteri e del rispetto delle norme costituzionali è innanzitutto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella le cui prerogative costituiscono l’importanza della sua presenza, alle quali si aggiunge la possibilità di mediazione più o meno pubblica, di arbitraggio e suggerimento alle forze di governo.

Infine, per completare, c’è un italiano che opera sul piano economico europeo meritando per come pensa ed agisce il primo posto ed è Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea che ha come base operativa i 19 Paesi che hanno accettato la moneta comune.

In questo momento di crisi economica e sociale Draghi, appoggiato da una larga maggioranza del Consiglio di amministrazione della Bce, nonostante la costante opposizione della Bundesbank tedesca che gli vota quasi sempre contro senza però impedirgli di andare avanti con la sua politica monetaria, ha nelle sue mani una politica economica della quale la moneta è soltanto uno strumento. La Germania con il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble e il capitalismo tedesco rivolto principalmente verso le esportazioni cerca e ottiene l’appoggio di Angela Merkel. La cancelliera ha allo stesso tempo una linea “double face” nei confronti di Draghi. Si destreggia tra tutte e due le diverse visioni economico-sociali in vista delle elezioni che avverranno tra pochi mesi in un Paese che è uno dei pilastri dell’Europa e che ondeggia tra politica di rigore e politica di crescita dando tuttavia la prevalenza alla prima sulla seconda. Ma Draghi comunque non indietreggia dalla sua visione monetariamente espansiva che punta su una serie di riforme: maggiore produttività, minore depressione e una politica fiscale antidepressiva che viene praticata sui Paesi più deboli dell’Eurozona, a cominciare dall’Italia. Ma l’Italia adesso che cos’è? E che cos’è adesso la sinistra italiana?

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Ne ho parlato nei giorni scorsi con Matteo Renzi e l’ho trovato molto cambiato da come avevo interpretato allora la sua politica. Abbiamo parlato sia dell’Europa sia della società globale sia dell’Italia e della sinistra italiana ed anche del governo Gentiloni che rappresenta soprattutto il Partito democratico chiamato renziano dopo la scissione di Bersani e dei suoi compagni di strada.

Ormai Renzi ha scartato l’ideale iniziale di accelerare sia le primarie sia il Congresso per chiedere poi lo scioglimento anticipato delle Camere e le elezioni ad aprile o a giugno o perfino ad ottobre, ora ha cambiato idea: farà il suo lavoro fino al 2018 a legislatura automaticamente terminata. Lui nel frattempo penserà a riformare il partito soprattutto nella sua struttura territoriale della quale non si era mai occupato. Questo compito lo assorbirà totalmente. Nel frattempo studierà e che cosa? La struttura territoriale e culturale del nostro Paese nelle sue varie espressioni. Mi ha anche detto di aver letto i libri che in precedenti occasioni gli avevo suggerito: quelli su Cavour, e quelli di Giustino Fortunato, di Salvemini, di Antonio Labriola. Lui ne ha letti alcuni e li leggerà tutti ed altri ancora. Gli ho suggerito anche alcune pagine della storia della letteratura italiana di Francesco De Sanctis che parlano dei valori e degli ideali politici a cominciare da Machiavelli e da Giambattista Vico. Forse voleva accaparrarsi la mia simpatia e gliel’ho detto, ma lui ha risposto che quando ci parleremo di nuovo mi farà un resoconto dei libri letti come prova che non mi stava prendendo in giro (riferisco perché merita di esser riferito).

Sulla sinistra ha detto che persegue in tempi cambiati quella impostata da Veltroni al Lingotto di oltre dieci anni fa: un partito riformatore e soprattutto (cosa che ai tempi di Veltroni non era ancora dell’importanza attuale) europeista. Il Pd deve principalmente operare in Europa e nell’Eurozona. Apprezza molto la politica di Draghi con il quale ha frequenti contatti da quando era presidente del Consiglio.

La sinistra del Pd deve battere su vari tasti: deve insistere sulla creazione del ministro delle Finanze unico per l’Eurozona; si deve impegnare nell’accoglienza dell’immigrazione e deve portare avanti in Italia e in Europa il suo contenimento nei paesi di origine con le politiche necessarie. Infine una nuova proposta: i paesi europei votino sulla base di un’unica legge elettorale chi deve essere il presidente della Commissione europea che è il vero potere di governo della Ue. Sarebbe un passo avanti verso il rafforzamento dell’Unione.

Questa è stata la sostanza della nostra conversazione. La mia domanda finale è stata se spera, nel caso di una vittoria alle elezioni del 2018, di diventare di nuovo presidente del Consiglio. La risposta è stata: “Certamente desidero vincere ma non è detto che voglia ridiventare presidente del Consiglio. Forse sarebbe meglio che restassi alla guida del partito e della sinistra in Italia e soprattutto in Europa. Vedrò”.

Ci siamo salutati con la parola Ventotene, sia per la scuola dedicata ai giovani sul Manifesto di Spinelli sia per gli ideali europeisti da realizzare

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repubblica/Cosa pensa Matteo Renzi della sinistra in Italia e in Europa EUGENIO SCALFARI

Mercatelli: “110 anni…d’amore!”

Il suo messaggio di auguri alle Vespe

19 marzo 1907, sulla terrazza più bella del mondo, sulla terrazza dove è possibile vedere il cielo stringersi al mare…sulla terrazza del nostro porto, avviene il miracolo. Un giovincello proveniente da Barcellona, sbarca a Castellammare di Stabia e porta con sé una “magica” sfera: il pallone. Il porto subito si trasforma in uno stadio….19 marzo 1907 nasce il calcio stabiese. Da quel giorno tanto è successo, infinite sono state le battaglie, indelebili le sfide vinte con il cuore…..quel cuore che non ha padroni ma semplicemente due colori: il giallo ed il ble. Colori che da 110 anni sanno accarezzare l’anima di tutti noi. 110 anni vissuti con fierezza….110 anni dove tanto è cambiato….110 anni di pianti e di sorrisi….110 anni di un amore unico e vero. 110 anni di…. Grazie a tutti coloro che hanno difeso con onore la maglia gialloble,  sia in campo che sugli spalti. Augurissimi Stabia, augurissimi JuveStabia…..per questi 110 anni di storia VERA…..Augurissimi a noi tutti stabiesi….”padroni assoluti” di un meraviglioso ed indelebile amore.

Giuseppe Mercatelli

Eccellenza-Real Forio,Mister Impagliazzo:”Il pareggio il risultato più giusto”

 Di Simone Vicidomini

Pareggio scoppiettante nel derby isolano tra Barano e Real Forio,che termina sul risultato di 2-2. I biancoverdi riescono a trovare il gol del pareggio nel finale di partita grazie a De Felice che trova una doppietta personale. Un derby che a fine gara accontenta entrambe le squadre,visto il grande equilibrio in campo per l’intero arco della gara. A fine partita  l’allenatore del Real Forio Franco Impagliazzo dichiara di essere d’accordo sul risultato finale in campo-“Sicuramente la partita è stata equilibrata ci sono state tante occasioni da gol da una parte e dell’altra credo che il risultato alla fine sia giusto,anche se noi abbiamo creato qualche occasione in più a loro,perchè abbiamo colpito due traverse però non dimentichiamoci che anche loro sul 2-1 hanno avuto un paio di ripartenze per chiudere definitivamente la gara”. Un Forio che nei primi 25′ di gara non riusciva a costruire gioco per poi essere essere poco incisivo sotto porta. Nella ripresa è uscito Chiaese ed entrato Castagna,un giocatore con qualità diverse grazie anche alla sua velocità,capace di mettere in difficoltà la difesa bianconera. L’approccio alla gara è stato giusto? “Nemmeno tanto l’approccio e che la palla circolava troppo lenta,anche se nel primo tempo due-tre palle gol l’avevamo create. Ho sostituito Chiaese perchè al primo minuto di gioco ha avuto un risentimento muscolare ed infatti ho mandato Castagna a riscaldarsi già dalla prima metà del primo tempo. Ho preferito farlo continuare a giocare per poi sostituirlo nella ripresa“. Un pareggio arrivato in extremis con De Felice che ha trovato un’altra doppietta personale salendo così a 16 gol stagionali. Un commento su questo giovane attaccante classe 96′ che ha firmato il gol del pareggio con una magia. Impagliazzo su questo elogia il suo giovane attaccante-“De Felice è sprecato per questa categoria. E’ un giocatore che può fare tranquillamente la serie D e anche la stessa Lega Pro è sempre un 96′ e ha dei colpi fantastici. Io non se sia merito mio o altro però anche negli anni passati qualsiasi attaccante che io alleni riesce a raggiungere sempre la doppia cifra”. Un risultato che comunque accontenta entrambe le squadre che possono festeggiare la salvezza con qualche giornata di anticipo anche se manca ancora la matematica,con il Barano che dovrà conquistare qualche altro punto. “Io credo che noi per grandi linee eravamo già salvi. Avevo detto anche alla vigilia del derby che il Barano comunque non avesse avuto problemi per la salvezza,anche perchè è un’ottima squadra”. 

Allievi regionali, Bagnolese-Juve Stabia 2-3: il tabellino del match

Allievi regionali, Bagnolese-Juve Stabia 2-3: il tabellino del match

Vittoria per la Juve Stabia, categoria Under 16 che hanno affrontato, in trasferta, la Bagnolese. Primo tempo non positivo per le Vespette. A inizio ripresa arriva la doppietta di Thiam per i padroni di casa, ma la grande reazione fa ribaltare il risultato con Guadagno, doppietta per lui e Di Maio.

Così in campo:

BAGNOLESE – Cozzolino, Arena, Merlino, Di Napoli, Guzzo, De Rosa, Sarnataro, Cipriano, Cotroneo, Ferrante, Ciccinello. A disp. Thiam, Scognamillo, Palmentieri, Cosenza, Esposito, Mercogliano, Catapano.

JUVE STABIA – D’Agostino, Arno, Vilardi, Marrone, Del Prete, Daniele, Ruocco, Capasso, Guadagno, Scalera, Fontanella. A disp. La Rocca, Loffredo, Spavone, De Cicco, Gargiulo, Di Maio, Esposito. All. Macone

a cura di Ciro Novellino

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Under 15, Foggia-Juve Stabia, i convocati di Belmonte: segui la diretta su ViViRadioWeb

Under 15, Foggia-Juve Stabia, i convocati di Belmonte: segui la diretta su ViViRadioWeb

A Foggia, la Juve Stabia Under 15 affronta un match importante per proseguire nella corsa al primo posto. Si gioca domani alle ore 12. Potrete seguire la diretta su ViViRadioWeb dalle ore 11:45. Questa la lista dei convocati:

Spina, Esposito, De Blasio, Liccardo, Boccia, Annibale, Zaccariello, Arzaniello, Grimaldi, Pulcino, Selvaggio; Costanzo, Cautero, Gaudino, Mauriello, Guastella, Guarracino, Pascale, Masotta, Vitiello.

a cura di Ciro Novellino

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Analizzando l’avversario – Ad Empoli per i tre punti

Analizzando l’avversario – Ad Empoli per i tre punti

La sfida di domani allo Stadio Castellani servirà agli azzurri a prendere la marcia giusta per queste ultime dieci giornate, dove gli azzurri devono almeno provare a raggiungere i giallorossi al secondo posto attualmente due punti sopra i partenopei.
L’Empoli si trova in diciassettesima posizione con sette punti di distacco dalla zona rossa. Di gran lunga il peggior attacco del campionato con soli 15 gol fatti in 28 giornate. Il giocatore più prolifico è Mchedlidze con 5 gol in Serie A.
I toscani sembrano avere pochi stimoli e quest’anno hanno avuto difficoltà ad esprimere il loro gioco, la salvezza come obbiettivo primario sembra raggiungibile. Non dovrebbe essere una partita particolarmente difficile per i ragazzi di Sarri, ma i cali di attenzione e le distrazioni non sono ammessi. Dalla parte dell’Empoli c’è però la curiosa statistica che li vede imbattuti in casa contro il Napoli in serie A.

L’Empoli scenderà in campo con il seguente 4-3-1-2: Skorupski; Laurini, Bellusci, Costa, Pasqual; Krunic, Diousse, Croce; El Kaddouri; Pucciarelli, Maccarone.

Nello scorso campionato la sfida al Castellani si giocò ad inizio stagione quando il Napoli ancora non aveva rodato per bene gli schemi di Maurizio Sarri, la partita si concluse con il risultato di 2-2.

a cura di Andrea Bosco

RIPRODUZIONE RISERVATA

VIDEO ESCLUSIVO – Giovanissimi regionali, Juve Stabia-Mariano Keller 0-1: le immagini del match

VIDEO ESCLUSIVO – Giovanissimi regionali, Juve Stabia-Mariano Keller 0-1: le immagini del match

Arriva una sconfitta per i Giovanissimi regionale della Juve Stabia. Finisce 0-1 contro la Mariano Keller, in casa, allo stadio Menti di Castellammare di Stabia. Il gol è messo a segno nel primo minuto di gioco della ripresa. Buona la prova delle Vespette che, stto età, ha comunque giocato alla pari contro una squadra che presentava tutti 2002.

Così in campo:

JUVE STABIA – Spina, Fabrizio, Abissinia, Campagnuolo, De Lucia, Minicozzi, Roma, Romilli, Iengo, Tosto, Damiano. A disp. Tornincasa, Amore, Criscio, Lieto, Martino, Sannino, Migliaccio, Vinciguerra.

MARIANO KELLER – Donzetti, Gallicchio, Capano, Sorrentino, Rosito, Donzetti, Fiorenzano, Salvati, Melisi, Mungiguerra, Orefice. A disp. Di Biase, Montesano, Milone, Perrone, Percope.

a cura di Ciro Novellino

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Maglia celebrativa dei 110 anni della Juve Stabia

S.S. Juve Stabia è orgogliosa di presentare #110eVespe, la maglia celebrativa realizzata dallo sponsor tecnico Fly Line per festeggiare i 110 anni del calcio a Castellammare.

La maglia, prodotta in serie limitata e da collezione, sarà indossata dai calciatori gialloblù all’ingresso in campo, prima del fischio d’inizio della partita di campionato a Cosenza, che si terrà proprio il 19 marzo, la data in cui è nata la prima squadra di calcio a Castellammare nel 1907.

Maglia Juve Stabia 2017 #110eVespeCurata nei minimi dettagli, la maglia presenta alcuni dei simboli della Città delle Acque, dalla Cassa Armonica al Castello medioevale, dal magnifico veliero della Marina Militare “Amerigo Vespucci” alle 28 fonti minerali, senza dimenticare alcuni dei luoghi più importanti della città, come Piazza Principe Umberto, con il suo monumento ai caduti di tutte le guerre, e Piazza Cristoforo Colombo con la sua torre dell’orologio.

A suggellare il rapporto esistente da oltre un secolo tra la squadra di calcio e la città, lo sponsor tecnico Fly Line ha proposto uno speciale scudetto commemorativo, con una vespa, simbolo del club, ed i colori gialloblù, che si incontrano col motto “post fata resurgo”, presente nello stemma del comune stabiese. Trovano spazio infine sulla maglia, subito sotto il logo dello sponsor tecnico Fly Line, anche il 110 in numeri romani, accompagnato dalle date, “1907-2017”, e dalle parole “Noi… per la storia!”. La maglia sarà in vendita a partire da sabato 18 marzo presso lo Store Fly Line a Castellammare di Stabia (Viale Europa, 51) e on-line all’indirizzo https://www.flylinesport.it/store/

S.S. Juve Stabia

Under 17, Foggia-Juve Stabia, i convocati di Di Somma: segui la diretta su ViViRadioWeb

Under 17, Foggia-Juve Stabia, i convocati di Di Somma: segui la diretta su ViViRadioWeb

A Foggia, la Juve Stabia Under 17 affronta un match delicato per la qualificazione ai playoff. Si gioca domani alle ore 14. Potrete seguire la diretta su ViViRadioWeb dalle ore 13:45. Questa la lista dei convocati:

Pezzella, Menzione, Follo, Maiorino, Casella, Sannino, Diomaiuta, Mercatelli, Matarazzo, Imperato, Cucca, Stallone, Ceparano, Bozzaotre, Masi, Capasso, Pistola, Del Prete, Esposito, De Luca.

a cura di Ciro Novellino

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Inglese: “Io al Napoli? Giuntoli non mi ha cercato, ma avrei rifiutato”

Inglese: “Io al Napoli? Giuntoli non mi ha cercato, ma avrei rifiutato”

Ai microfoni della Gazzetta dello Sport, Roberto Inglese, attaccante del Chievo Verona, ha dichiarato: “Giuntoli mi ha cercato per portarmi nel suo Napoli? No, non c’è mai stata questa possibilità. Le dico la verità però: io non avrei accettato! Non era il momento. Se sei un fenomeno, e non lo sono, devi fare molta esperienza prima di andare in una squadra così importante”.

Juventus, Allegri: “Sono stato deferito, mi difenderò”

Juventus, Allegri: “Sono stato deferito, mi difenderò”

Ai microfoni della stampa, al termine della conferenza di mister Allegri alla vigilia di Sampdoria-Juventus, è intervenuto il presidente della Juventus Agnelli, il quale ha dichiarato: “Buongiorno a tutti  grazie di essere qua. Nella giornata odierna,  qualche minuto fa, una mezz’oretta fa, mi è stato notificato un deferimento da parte della Procura federale. Tale deferimento riguarda il sottoscritto, il dottor Francesco Calvo, all’epoca nostro dirigente, il signor Alessandro D’Angelo e il signor Stefano Merulla. Questa società, i suoi dipendenti e il sottoscritto, non hanno nulla da nascondere e da temere, ed è questo il motivo per cui oggi sono qui davanti a voi, seppur per pochi minuti. Nei mesi scorsi i dipendenti della Juventus, che godono della mia massima fiducia, hanno collaborato con la Procura della Repubblica di Torino in veste di testimoni, nel quadro di un’indagine riguardante alcuni personaggi legati al mondo della criminalità organizzata. Questa veste di testimoni è stata sottoposta ad un controllo invasivo e meticoloso, anche con l’uso di intercettazioni ambientali e telefoniche e non è mai montata. Erano testimoni e sono rimasti testimoni fino alla chiusura delle indagini penali. Oggi la Procura Federale, anziché limitarsi a contestare  eventuali irregolarità nella vendita dei biglietti emette un deferimento nel quale il mio nome, quello dei nostri dipendenti, rivestirebbe un ruolo di collaborazione con la collaborazione con la criminalità organizzata. Tutto ciò è inaccettabile, ed è frutto di una lettura parziale e preconcetta nei confronti della Juventus e non rispondente a logiche di giustizia. Ricordo che l’attività di ordine pubblico e di prevenzione  per le partite di calcio vengono svolte in stretta collaborazione con tutte le forze dell’ordine e dal personale della Juventus. Mi difenderò, difenderò i nostri collaboratori e soprattutto difenderò il buon nome della Juventus che per troppe volte è già stato infangato e sottoposto a curiosi procedimenti sperimentali da parte della giustizia sportiva. Tale difesa avverrà nelle sedi opportune, ma vi invito, signori, vi invito fin da oggi ad approfondire con grande attenzione le tematiche di un’inchiesta curiosamente scomparire dalla scena mediatica gli accusati di reati mafiosi per essere sostituiti da testimoni che hanno l’unica colpa di lavorare in una società molto famosa e sulla bocca di tutti. Per evidenti motivi non rispondo nel merito  del provvedimento davanti a voi, perchè penso che sia doveroso farlo davanti alla giustizia sportiva. Vi invito tuttavia ad essere a vostra volta testimoni e non strumenti per conclusioni pregiudiziali, che sarebbero a mio avviso sbagliate e in pieno contrasto con quelle tratte dalla giustizia penale. Come ho scritto alcuni giorni fa, non ho incontrato boss mafiosi, a cadenze regolari ho incontrato tutte le categorie di tifosi, siano essi club doc, siano essi Juventus Member o siano essi gruppi ultras. E’ sempre stata un’attività fatta alla luce del sole  che penso rientri a pieno titolo nei doveri di un presidente di una società calcistica. Se alcuni di questi personaggi hanno oggi assunto una veste diversa negli occhi della giustizia penale, questo è un aspetto che all’epoca dei fatti non era noto, nè a me, nè a nessuno dei dipendenti della Juventus. E all’argomento che qualcuno di voi potrebbe opporre, che gli ultrà o i loro capi non sono stinchi di santo, io vi posso dire che potrei anche condividere, ma rispetto  le leggi di stato e queste persone erano libere e non avevano alcuna restrizione a frequentare lo stadio o partite di calcio”.

Roma-Sassuolo, Spalletti: “Non sono uno sfigato, sono fortunatissimo. Le prossime 4-5 partite possono determinare la volata finale”

NOTIZIE AS ROMA – La Roma, ormai fuori dall’Europa League, è chiamata ad una difficile rimonta nel derby di Coppa Italia contro i “cugini” biancocelesti oltre che a rimanere attaccata al treno scudetto. Le distanze dalla Juve capolista sono considerevoli (8 lunghezze) ma il calendariodele prossime gare potrebbe agevolare i giallorossi. La Juve se lavedrà contro la Sampdoria in trasferta, mentre la squadra di Spalletti ospiterà il Sassuolo che sta attraversando un momento difficile. Queste le parole del mister nella consueta conferenza stampa pre partita:

“Ho visto buonissime intenzioni e disponibilità a rimettere a posto quello che viene fuori da una sconfitta del genere. La pesantezza dei duelli, degli scontri quando esci sconfitto fanno ancora più male. Per cui ci sono molte botte da rimettere a posto, da vedere che fine hanno. Avete visto anche in TV che Edin ha preso un calcio e una botta in faccia, ci sono stati altri contrasti, però di infortuni veri e propri per il momento non se ne ha il sentore. L’allenamento di oggi è fondamentale per andare a vedere se le sensazioni sono giuste o no. Poi non ci sono situazioni di cui bisogna parlare in modo approfondito”.

Il Sassuolo rispetto al sesto posto dell’anno scorso che squadra è? E su Di Francesco?
“È un professionista di assoluta qualità, l’anno scorso ha fatto qualcosa di al di sopra delle aspettative, quest’anno ha avuto delle difficoltà ma è una cosa normale: non è facile tenere una squadra come quella lì a quel livello. Ci può stare un momento in cui le cose non vanno per il verso giusto ma hanno giocatori forti che abbiamo guardato anche noi. Hanno Defrel, Berardi che è un nazionale, hanno un modo di giocare che portano avanti da anni. È una squadra con una vocazione offensiva, fraseggio, verticalizzazione, è una squadra forte in un momento in cui non sta evidenziando tutta la sua qualità”.

Manolas e Ruediger sono due ottimi giocatori ma non hanno il fraseggio. Come si migliora l’autorevolezza nel possesso palla?
“Secondo me ci sono degli spunti corretti nella domanda che fai, degli spunti di dialogo nel senso che spesso quando si va a parlare di comandare la partita si vede che le squadre forti incominciano da dietro, con il portiere che gioca con i piedi. Ogni tanto si è parlato di mettere De Rossi sulla linea difensiva ed è un discorso corretto. Napoli e Juventus hanno buoni registi difensivi, noi qualche cosa sotto questo aspetto dobbiamo migliorare. Ruediger e Juan Jesus lo sanno fare ma si può migliorare. Noi abbiamo margini di miglioramento clamorosi. Leggo analisi parziali. Che tempo ho avuto io per lavorare su questi qui per essere a livello di questi club? Ruediger durante la preparazione si è fatto male, Peres è arrivato il giorno prima che iniziasse il campionato, Vermaelen e Fazio una settimana prima… Mario Rui si è fatto male. Metti dentro questi giocatori, devi vedere come metterli in campo, come lavorarci. In quel periodo lì si è preso qualche gol di troppo e voi giustamente ce lo avete fatto notare. Ora la difesa è tutta un’altra perché è passato un po’ di tempo. Con tutte queste partite ravvicinate,poi, non t’alleni. Ti alleni individualmente, ma non puoi fare un allenamento intensivo. Io l’altra sera la difesa l’ho vista perfetta: in alcuni momenti abbiamo fatto il 3 contro 3, siamo stati 30 metri più su come squadra, gli siamo saltati addosso sempre, abbiamo soffocato quasi ogni tentativo di ripartenza. Noi non siamo stati bravi in quel secondo tempo lì andando a parlare delle 2 partite nel complesso. Ci vuole tempo, bisogna che tu li faccia esercitare nella situazione reale. Tra giugno e ora si vede la differenza. I registi della squadra li fanno i difensori centrali che salivano a centrocampo. In alcuni momenti in cui li abbiamo schiacciati come linea difensiva,lì ci siamo andati meno di quello che bisognava fare ma l’inizio dell’azione l’abbiamo fatta bene”.

Come è cambiato lei nell’ultimo mese e mezzo? Parlava di ossessione della vittoria, poi ha detto ‘forse sono io che porto sfiga…’
“Io non sono sfigato: ho raggiunto un livello di vita e professione per cui la sfortuna non può togliermi niente se non la mancanza di una vittoria. La sfiga non mi può determinare niente rispetto a ciò che ho raggiunto. Tutti si parla degli episodi e quindi ho detto in questa maniera. Io sono fortunatissimo, professionalmente ho raggiunto quel livello lì, io sono a posto. Secondo me fortuna e sfortuna hanno una connessione con il sudore, con l’impegno. Sto a fare l’allenatore con la Roma, tu stai a fare la psicoanalisi a me…avete mandato agenti sotto falso nome a vedere che luna ho oggi. Poi non ce l’ho fatta a leggere tutta la rassegna stampa, ma prometto che durante la settimana mi metto in pari. Siete sempre a tentare di capire che luna ho e a fare un’analisi a me, a volte gli articoli sportivi mi sembravo oroscopi. Io sono una persona fortunatissima. Spero che possa tu avere la stessa fortuna”.

Sfigato però lo hai detto tu, non il collega…
“Sì, ma sfigato o nolo determina quello che la fortuna può darti e la sfortuna può toglierti. A me non può togliere nulla, ho allenato 20 anni in serie A, voi quanti siete? Vi interessano più le ombre, l’umore… quante volte mi hai scritto che vedo ombre dappertutto? Io lo dico per prendere per culo te, come tu tenti di prenderci me. Stai tranquillo che io alleno pure il prossimo anno”.

Cosa ne pensi della possibilità che Lotito diventi presidente della Lega di B?
“Sapete come la penso sulle ultime elezioni: mi sentivo più dalla parte dei giocatori ma non essendo dentro le trattative non ho potuto giudicare. La conoscenza dei programmi non mi garba e devo ancora documentarmi. Però faccio l’allenatore, voglio parlar di calcio e sono anche apprezzato. Se vuoi ti posso dire le presenze di Ricci con il Sassuolo in campionato (20) e in Europa League (7), se volete su queste cose ci sia sta anche un’ora”.

Per ridare stimoli a questi giocatori, si può pensare al calendario? È un ultimo momento per poter sperare di ribaltare le cose in campionato?
Mi è sempre sembrato di essere molto disponibile e regolare nel trattare la squadra avversaria in conferenza. Si usa trovare dei momenti e dei perché. Se la squadra fa vedere di essere quello che è stata le può vincere anche tutte e cinque le partite. Dopo 4 o 5 partite gli scenari possono cambiare. Se sei lì nel gruppetto in cima è la volata che conta, li puoi recuperare negli ultimi 100. Alla squadra è stato detto che queste 4-5 partite possono determinare la volata. Non hai capito? Son nervoso.”

Claudia Demenica                                                          Copyright vivicentro common

L’ agente di Sarri replica a Raiola: “Non ti si fila proprio, è diverso…”

Alessandro Pellegrini, agente di Maurizio Sarri, ha risposto alle dichiarazioni di Mino Raiola tramite il proprio profilo Twitter. Ecco il suo messaggio provocatorio:

“Sarri mi conosce poco, lui fa le scelte in base ai suoi interessi e qualcuno gli dice la formazione da fare. NON TI SI FILA PROPRIO È diverso”.

La Nazionale si tinge un po’ di gialloblù. Prima convocazione per un ex stabiese.

Dopo i vari Sau, Pavoletti, Zaza, Verdi arriva la convocazione in Nazionale anche per un altro ex calciatore della Juve Stabia. Stiamo parlando di Danilo D’Ambrosio, terzino destro di Caivano che ha vestito la casacca delle Vespe nella stagione 2008/09 e nei primi sei mesi di quella 2009/10. D’Ambrosio arrivò alla Juve Stabia dal Potenza e fu autore di un anno e mezzo assolutamente positivo e sorprendente, tanto da suscitare l’interesse del Torino. Proprio i granata lo prelevarono dalla Juve Stabia a gennaio 2010 assocurandosi quello che sarebbe diventato un leader e capitano, granata per cinque stagioni (in foto D’Ambrosio al Menti da avversario con la maglia del Toro).
Nel gennaio 2014 per D’Ambrosio l’ulteriore salto di qualità con il passaggio all’Inter, di cui ora è punto fermo della fascia destra.
Il C.T. Giampiero Ventura ha quindi deciso di premiare la crescita di D’Ambrosio convocandolo per il match di venerdì di qualificazione ai prossimi mondiali contro l’Albania, che si terrà a Palermo, e per quello amichevole di martedì contro l’Olanda ad Amsterdam.
Per D’Ambrosio, autore di 41 presenze e 2 reti nella sua esperienza stabiese, arriva quindi la soddisfazione più bella che un calciatore possa provare.
La Nazionale Italiana da oggi ha qualche sfumatura gialloblù.

Questo l’elenco completo dei convocati di Ventura:

Portieri: Gianluigi Buffon (Juventus), Gianluigi Donnarumma (Milan), Alex Meret (Spal);
Difensori: Davide Astori (Fiorentina), Andrea Barzagli (Juventus), Leonardo Bonucci (Juventus), Matteo Darmian (Manchester United), Danilo D’Ambrosio (Inter), Mattia De Sciglio (Milan), Alessio Romagnoli (Milan), Daniele Rugani (Juventus), Leonardo Spinazzola (Atalanta), Davide Zappacosta (Torino);
Centrocampisti: Daniele De Rossi (Roma), Roberto Gagliardini (Inter), Marco Parolo (Lazio), Marco Verratti (Paris Saint Germain);
Esterni: Federico Bernardeschi (Fiorentina), Antonio Candreva (Inter), Lorenzo Insigne (Napoli), Nicola Sansone (Villarreal);
Attaccanti: Andrea Belotti (Torino), Eder Citadin Martins (Inter), Manolo Gabbiadini (Southampton), Ciro Immobile (Lazio).

Raiola: “Sarri fa le scelte in base ai suoi interessi. El Kaddouri? Spero faccia una tripletta”

Raiola: “Sarri fa le scelte in base ai suoi interessi. El Kaddouri? Spero faccia una tripletta”

Ai microfoni di Radio Crc, è intervenuto l’agente di El Kaddouri ed Ibrahimovic, Mino Raiola, il quale ha dichiarato: “Speriamo faccia una grande tripletta al Napoli. Sarri fa le sue scelte in base ai suoi interessi, io no: quando dico una cosa la penso davvero. Lui si fa suggerire la formazione da qualcuno e poi la schiera…”. 

Empoli, Martusciello: “A Napoli con la giusta cattiveria. Sarri? E’ un uomo di poche parole”

Empoli, Martusciello: “A Napoli con la giusta cattiveria. Sarri? E’ un uomo di poche parole”

Alla vigilia di Napoli-Empoli, anche il tecnico dei toscani Martusciello è intervenuto in conferenza stampa: “Non c’è nessuna ricetta. Bisogna mettere la rabbia giusta, perché arriviamo da una sconfitta pesante e per la contestazione della gente. Bisogna mettere quella rabbia là. Dobbiamo giocarcela con le nostre armi. Loro ci metteranno tutta la loro qualità e noi dobbiamo cercare di evitare che emerga. Confronto con i tifosi? Ha dato la giusta spinta. Sono qui da 20 anni e raramente è successa una cosa del genere. Bisogna dare un segnale forte sul senso di appartenenza. La squadra ha risposto, ha fatto una settimana importante, bisogna solo mettere in campo questo carica. Abbiamo provato a vedere dove possiamo farli male, anche se hanno poche vulnerabilità. Sarà importante l’approccio mentale e la reazione. Sulle palle inattive Sarri è un maestro, così come sulle costruzioni di gioco. Abbiamo provato qualcosina, ma niente che stavolga il nostro modo di giocare. El Kaddouri? Mi aspetto che riesca a far emergere la sua personalità, la sua qualità, il suo sapersi muovere tra le linee. Noi abbiamo sempre ragionato in termini di collettivo, è difficile che qualcuno possa farci fare il salto di qualità. Mi aspetto un miglioramento da lui come da qualsiasi altro giocatore. Non ho nessun dubbio. La squadra in settimana lavora bene, con intensità e qualità. Non so se riprongo la stessa formazione, ma lo vedrete domani. Sarri? Non l’ho sentito. Ci siamo mandati un messagio per le grandi prestazioni con Roma e Real. Ci si sente poco, Maurizio è una uomo di poche parole. Fa piacere ritrovarlo. Ci scambierò qualche battuta, sono stato con lui tre anni, ma anche con Calzona, Sinatti, Bonomi. Mi fa un particolare effetto incontrarli da avversari, resta grande affetto. Con lui abbiamo vissuto annate straordinarie, in cui si è fatto notare come grande professionista e grande uomo”.