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È il giorno del B-Day, un salto nel buio pesto senza rete

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Il Big Bang di Brexit sarà un divorzio, “un salto nel buio pesto senza rete”, scrive Francesco Guerrera, ma è ancora tutto da inventare.

Un viaggio ancora senza mappe

Oggi, verso mezzogiorno, fermatevi un istante e «appizzate» le orecchie: dovreste sentire un boato che partirà da Londra, passerà per Bruxelles e riecheggerà rapidamente in tutta Europa.

Quando sir Tim Barrow, il barbuto rappresentante del Regno Unito all’Unione Europea consegnerà una piccola lettera a Donald Tusk, il capo del Consiglio europeo, il Vecchio Continente entrerà ufficialmente nella più grave crisi del dopoguerra.

La dichiarazione di divorzio del Regno Unito è un evento storico. Nei prossimi due anni di negoziati scopriremo i dettagli di una relazione tutta da inventare tra un Paese che è stato parte integrante dell’Ue suo malgrado e 27 nazioni che della Gran Bretagna hanno bisogno ma non lo vogliono ammettere.

Una realtà è già chiara. Da oggi, in Europa cambia tutto: geopolitica, economia, e società non saranno mai più le stesse sui due lati della Manica.

Incominciamo dalla Gran Bretagna, visto che il suo elettorato è l’«autore» di questo nuovo capitolo della storia europea.

Per il Regno Unito, lasciare l’Europa è un salto nel buio pesto senza rete.

L’Ue è partner commerciale di primissimo piano della Gran Bretagna, fonte pressoché infinita di lavoratori e cervelli, e sponda fondamentale nel gioco di fumo e specchi della politica estera internazionale.

Senza l’Europa, Theresa May e i suoi possono o sperare nell’appoggio degli Stati Uniti di Donald Trump, che però odia la Nato e non ama offrire aiuti gratuiti. O pregare che i molti nemici dell’Occidente – dai terroristi medio-orientali a Putin alla Corea del Nord – non pensino che una Gran Bretagna isolata non sia più tanto Grande e possa essere vulnerabile ad attacchi, pressioni ed intimidazioni.

La percezione internazionale del Regno Unito – e il potere di May nei negoziati-Ue – dipenderanno dalla salute dell’economia nei prossimi anni. Anche qui le domande sono molte. Finora sta andando tutto bene, con crescita positiva, consumatori in grande spolvero e mercati abbastanza tranquilli.

Ma finora non è successo quasi nulla di concreto sul fronte-Brexit. Una volta fuori dall’Ue, la Gran Bretagna perderà un’enorme vantaggio: la capacità di esportare beni e servizi senza tariffe ad un mercato «interno» di 743 milioni di persone.

La May ha promesso una politica industriale che ovvierà alla mancanza del mercato unico, ma non ha spiegato come replicarne i vantaggi, soprattutto perché ci vorranno anni per concludere nuovi trattati commerciali con l’Ue e altri grandi economie.

Dal punto di vista sociale, che succede alla Gran Bretagna se noi ce ne andiamo? «Noi», in questo caso, siamo i circa tre milioni di idraulici, baristi, banchieri e giornalisti nati in Europa ma trapiantati nel Regno Unito.

Il buon senso detta che la «nostra» situazione (e quella del milione e mezzo di britannici che vivono nell’Ue) si risolva presto. Ma ogni giorno che passa erode la nostra voglia di rimanere, il senso di essere i benvenuti in terra straniera. Non è un caso che il numero di crimini razziali e religiosi sia aumentato del 40 per cento dopo il referendum su Brexit.

L’Ue non esce certo vincitrice da questa saga. Il fallimento delle riforme politiche, lo spettacolo d’indecenza economica di Paesi come la Grecia, e lo spettro agghiacciante dell’immigrazione sono stati cruciali nello spingere i britannici a dire «No» all’Europa.

Senza il Regno Unito, sarà ancora più difficile creare un blocco politico-economico capace di tenere testa agli Usa e alla Cina. E la stanca risposta provenuta dal summit di Roma questo weekend – un’Europa «a più velocità» – è demoralizzante, deprimente e disfattista.

Il Big Bang di Brexit è l’inizio di una nuova era. Speriamo che il tuono di oggi non sia presagio di tempesta futura.

Francesco Guerrera è condirettore e caporedattore finanziario di Politico Europe a Londra. fguerrera@politico.eu e su Twitter: @guerreraf72  

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vivicentro/È il giorno del B-Day, un salto nel buio pesto senza rete
lastampa/Un viaggio ancora senza mappe (Francesco Guerrera)

Il giorno della Brexit vissuto dagli inglesi, dai scozzesi e dagli italiani a Londra

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È il giorno del B-Day: Londra attiva l’articolo 50, la Brexit prende forma e il Regno Unito abbandona l’Unione europea. A poche ore dall’annuncio ufficiale, la Scozia prova a smarcarsi chiedendo un nuovo referendum per separarsi da Londra e rimanere in Europa, ma il primo ministro Theresa May si oppone. Il capo del Desk Esteri de La Stampa, Alberto Simoni, è a Londra per raccontare questa giornata storica e parte dai volti degli italiani del Regno Unito.

Tra gli italiani emigrati a Londra: “Adesso ci sentiamo ospiti sgraditi”

Ma c’è anche chi scommette sul futuro nel Regno Unito: «Qui sei artefice del tuo destino»

LONDRA – Antonio Polledri è il proprietario del Bar Italia, avamposto italiano a Londra. Siamo a Soho, il quartiere che per primo ospitò gli immigrati italiani, come gli avi di Antonio, in cerca di fortuna oltre Manica. Il locale ricorda i bar di paese. Polledri sorride al paragone, gli piace l’idea. In fondo, spiega alternando l’inglese a un italiano che «ho imparato stando dietro al bancone», questo posto è come una comunità. Il pavimento che posò lo zio di Antonio l’hanno calpestato in tanti, non solo turisti italiani, viaggiatori in cerca di lavoro, ma anche vip e star, Francis Ford Coppola è un habituè, Kylie Minogue ci viene per assaporare il gusto dell’espresso. Quando tocchiamo il tema Brexit, Polledri sorride: «Nessuna paura – dice – certo l’economia soffrirà un po’, ma non ci sarà l’impatto sui turisti che possono godere di una sterlina più debole del 15-20 per cento rispetto a nove mesi fa». Polledri ha votato Remain, e come lui moltissimi di origini italiane che stanno a Londra. Sono tranquilli, partecipi però dei timori che albergano in molti connazionali che hanno portato armi e bagagli in Gran Bretagna negli ultimi anni.

 

Alberto Costa è invece un deputato conservatore, ha votato Remain, si sente europeo ma lavora per la Brexit «perché questa è la volontà popolare». Sulla terrazza di Westminster racconta di aver ricevuto tantissime chiamate di italiani disperati. «Bisogna stare calmi, non succederà nulla». Costa ha ottenuto da Theresa May un impegno perché i diritti delle migliaia di italiani (600 mila nel Regno Unito) siano salvaguardati.

 

La tranquillità di Costa non basta a placare quelle che più che paure sono delusioni. Barbara Fassoni, milanese 48 anni, architetto sposata con una figlia di 12 anni, ha scelto Londra due anni fa. Non è pentita ma «sento un clima di incertezza, non so cosa accadrà». «È come – si sfoga – sentirsi non più ospite gradito». Andrea Guerini rischia invece di essere un cervello doppiamente in fuga. Ha 21 anni e presiede il gruppo studentesco italiano alla London School of Economics. Originario di Crema, quando arrivò a Londra tre anni fa ebbe uno choc pazzesco. «Il Regno Unito dà chance ai giovani di essere artefici del proprio destino», dice. Lui però il futuro lo edificherà negli Stati Uniti. «Il prossimo anno sarò alla Columbia University», aggiunge. La scelta americana non è del tutto estranea alla vittoria del Leave: Andrea aveva offerte da Cambridge e Oxford e dalla stessa Lse. Ha preferito i grattacieli di New York al Tamigi. «Vedevo un vantaggio nello stare qui se Londra fosse rimasta in Europa, ma chi può dire cosa accadrà?».

Myriam Zandonini, anche lei lombarda trentenne, da 5 anni a Londra, lavora alla City dove spifferi sempre più forti narrano di banche e istituti sul piede di partenza. L’idea di tornare indietro, per Myriam, magari a Milano dove la sua società sta pensando di aprire una sede dall’anno scorso, ha messo radici. Ma c’è pure chi non ci pensa nemmeno a riporre tutto in un container e ripartire.

Devid, 27 anni, romano fa il cameriere in uno dei locali adiacenti a Covent Garden. È qui dal 2013, divide un appartamento con alcuni amici italiani. «Voglio una mia attività» dice mentre distribuisce caffè e hamburger. E la Brexit? «Qui c’è lavoro e ce ne sarà ancora, poi se qualcosa cambia me ne vado altrove, magari in Spagna o in Australia, il mio sogno». La fuga o il ritorno in patria lo toglie subito dal tavolo Alba Lamberti, 41 anni napoletana, lavora per un think tank. «Per me Londra è casa da 10 anni, i miei figli sono nati qui e sono inglesi. Io sono europea dalla testa ai piedi e non so immaginare un futuro diverso per loro». Theresa May stamane dirà ancora che il Regno Unito si sente parte dell’Europa. Non basterà a togliere l’incertezza agli italiani d’Oltremanica.

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lastampa/Tra gli italiani emigrati a Londra: “Adesso ci sentiamo ospiti sgraditi” ALBERTO SIMONI – INVIATO A LONDRA

IL MIO NOME E’ NESSUNO L’ ULISSE (Recensione di Diana Marcopulopulos)

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Bello! Spettacolare!Unico!

Tre aggettivi che non bastano per definire la piece “ Il mio nome è Nessuno, l’Ulisse” andata in scena al Teatro Sociale di Brescia Martedi 28 in replica fino a Giovedi 30 Marzo.

Una trasposizione teatrale del grande poema di Omero che è stato degnamente rappresentato . L’Odysseo racconta se stesso e Sebastiano Lo Monaco lo interpreta .

Una recita accattivante, una narrazione passionale dove il talento di Lo Monaco è stato sciorinato attraverso parole , balli , gesta che hanno carpito l’attenzione dei giovani spettatori . Un Ulisse buono, sognatore,che ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie create da Elena. La Disperazione, l’Orgoglio, il Tradimento, vengono messe in evidenza da una straordinaria interpretazione di : Maria Rosaria Carli, Turi Moricca, Carlo Calderone , nei panni di Elena, di Circe, della ninfa Calypso donna bellissima e immortale , della bella Nausicaa che si innamora di Odysseo. Rappresentati anche Athena, Achille , Patroclo , Penelope, Telemaco.

In scena un’eccellente orchestra di 14 sassofonisti del conservatorio Perosi di Campobasso dà un tocco piacevole e leggero al dramma di Odysseo.

Sebastiano Lo Monaco in, il mio nome è Ulisse (foto di Tommaso Le Pera)

NORD – TERZA PAGINA

CTB Brescia, ”Il mio nome è nessuno. L’ ULISSE”

TEATRO SOCIALE Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia RASSEGNA ALTRI PERCORSI DA MARTEDI’ 28 a GIOVEDI’ 30 MARZO 2017 (ore 20.30) Sicilia Teatro presenta…

L’ex arbitro Bergonzi: “Napoli-Juve? Fiducia a Orsato e Rocchi”

L’ex arbitro Bergonzi: “Napoli-Juve? Fiducia a Orsato e Rocchi”b

Ai microfoni di Radio Crc, è intervenuto l’ex arbitro Bergonzi, dichiarando: “La Var è in via di sperimentazione. Il mezzo tecnologico serve a diminuire l’errore dell’arbitro e l’utilizzo della Var mi convince perché il calcio è sempre più veloce e i regolamenti vanno rivisti. Il fallo di mano è più veloce del battito delle ciglia e l’arbitro non può valutare in così poco tempo se il braccio è largo, se il movimento è volontario, se il movimento è congruo o meno o se il braccio va verso il pallone. Siamo arrivati ad un punto in cui l’arbitro interpreta quello che vede o riesce a vedere ed è una situazione complicatissima e di difficile risoluzione. Serve regolamentare i falli non eclatanti e con una chiarificazione delle regole e l’utilizzo della Var le cose possono migliorare.  Bisogna semplificare le regole e anche quella della chiara occasione da rete va migliorata, non complichiamo la vita agli arbitri. Napoli-Juve? Fossi nel designatore manderei i più forti e i più bravi e i miei due nomi sono Orsato e Rocchi”

Koulibaly: “L’albergo è stato pagato dalla federazione, non da me”

Koulibaly: “L’albergo è stato pagato dalla federazione, non da me”

Attraverso i social, Kalidou Koulibaly ha smentito le voci che vedevano il difensore pagare in prima persona l’albergo alla nazionale, scrivendo: “Voglio chiarire la situazione! L’albergo è stato pagato della federazione senegalese di calcio (FSF) e non da io! Ho solo offerto un modo di pagamento! La somma è stata rimborsata ! Grazie a tutti! Forza Senegal !”.

Ugolini: “Panchina d’oro a Sarri, silenzio inspiegabile di ADL”

Ugolini: “Panchina d’oro a Sarri, silenzio inspiegabile di ADL” 

Ai microfoni di Sky, il giornalista Massimo Ugolini ha dichiarato: “Eppure si sono sentiti, così pare almeno, subito dopo la premiazione per la Panchina d’oro, i complimenti del presidente a Sarri, in forma privata, e non sui social tanto cari a De Laurentiis. Un silenzio che aveva fatto rumore, considerando la propensione al tweet del numero uno azzurro. Un silenzio per certi aspetti inspiegabile pensando anche al valore del premio raggiunto da Sarri con la collaborazione decisiva di De Laurentiis che lo aveva scelto un un anno e mezzo fa per guidare il Napoli”.

DIECI E LODE è il brand italiano che nasce a Castellammare

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Serata importante quella trascorsa da tanti stabiesi che ieri sono accorsi al Soho Vintage Pub di Castellammare di Stabia per assistere alla cerimonia d’inaugurazione del nuovo marchio italiano della moda DIECI E LODE.

Questo innovativo brand italiano si sviluppa intorno al binomio “CALCIO – MODA”. Offre capi originali ed esclusivamente made in Italy, realizzati con tessuti ricercati e di prima qualità.

Il gestore del Soho Vintage Pub, Gabriele Di Somma, esprime ai nostri microfoni tutta la sua soddisfazione nel poter ospitare nel suo locale l’inaugurazione di una nuova attività stabiese ideata da due suoi amici. Il Pub che gestisce, ha visto la luce solo due anni fa e questo conferma che le nuove attività se ben gestite possono continuare ad esistere.

Il brand DIECI E LODE si interessa, oltre che della moda, anche dell’organizzazione di eventi calcistici e mondani, rivolgendosi ad un target sempre più attento ai dettagli e alla cura dei particolari.

Gli ideatori di questa iniziativa sono Giovanni e Simone Somma originari di Castellammare di Stabia, rispettivamente padre e figlio.

Simone ci spiega che il nome non è casuale ma deriva dalla votazione che ha ottenuto quando ha conseguito la licenza media nel 2013. Da quel momento i genitori hanno continuato a ripetergli: “sei da DIECI E LODE ”. Da lì è nata l’idea di trasformare questo tormentone familiare in un brand.

Simone ci conferma che per ora si è pensato solo a commercializzare magliette e felpe, ma che in un futuro non molto prossimo ci saranno altre idee che saranno messe in campo.

Chi volesse acquistare un capo firmato “ DIECI E LODE ” può farlo contattando la pagina facebook: https://www.facebook.com/diecielodeadmaiora/

Giovanni invece ci illustra come è nata l’idea di abbinare la moda al calcio. L’idea moda nasce dalla passione che ha Simone per l’abbigliamento, tant’è che il padre scherzosamente ci rivela le ingenti cifre che è costretto ad investire, su richiesta del figlio Simone, per l’acquisto di capi d’abbigliamento. Il calcio invece è inserito in questo progetto perché da sempre Giovanni è amante del gioco del calcio e in particolare del calcio giovanile.

Come ha affermato l’Avv. Pasquale Scognamiglio, l’aspetto molto bello di questa idea è sicuramente l’investimento in “coraggio” che Giovanni e Simone hanno realizzato. In un territorio difficile come quello di Castellammare, far nascere una nuova attività è sempre un aspetto importante. In più Simone sta inseguendo questo suo sogno di affermarsi nel campo della moda, non tralasciando però gli studi, che sono fondamentali per la crescita di un uomo di successo.

Noi di ViViCentro facciamo un grosso in bocca a lupo a questi due stabiesi, con la speranza che questo loro sogno sia solo all’inizio e che si trasformi ben presto in una bellissima realtà del territorio stabiese.

Che dire siete già da “Dieci e Lode” e allora… Ad maiora!

Il Pungiglione Stabiese – La Juve Stabia si dimostra ospitale!

Il Pungiglione Stabiese programma sportivo in onda su ViViradioWEB
AGGIORNAMENTO:

SI SEGNALA che purtroppo, per PROBLEMI TECNICI, la trasmissione di questa sera non potrà essere trasmessa.

Questa sera c’è il consueto appuntamento con ” Il Pungiglione Stabiese “, programma sportivo che parla di Juve Stabia a 360° gradi. Come sempre alla conduzione ci sarà Mario Vollono. Collegatevi oggi 20 marzo 2017 dalle ore 19:30 per avere notizie in esclusiva sul mondo gialloblè. Avrete due modi per seguire la puntata:

DIRETTA

DIFFERITA (dopo 2 ore dalla diretta)

In questa puntata in studio ci sarà in studio Andrea Alfano (ViViCentro).

Ci collegheremo telefonicamente con l’allenatore stabiese doc Giovanni Esposito. Con lui discuteremo di questo momento del campionato di Lega Pro e della Juve Stabia in generale.

Presenteremo il prossimo match con la Casertana degli ex Pezzella e Ciotola. La Casertana viene dal pareggio interno con il Cosenza che ha allungato a tre i risultati utili consecutivi (due pareggi ed una vittoria). La Juve Stabia viene anch’essa dal pareggio interno con il Catanzaro che ha rinviato la prima vittoria casalinga di questo 2017.

Avremo come ospite telefonico Serena Li Calzi di GoldWeb TV che ci presenterà la Casertana in vista della partita con le vespe.

Ci collegheremo telefonicamente con Alberico Turi Direttore responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, per discutere sui risultati ottenuti in questa fine settimana.

Avvisiamo i radioascoltatori che è possibile intervenire in diretta telefonica chiamando il numero 081.010.29.29 oppure inviando un messaggio Whatsapp al 338.94.05.888.

Gli ascoltatori possono inoltre scrivere, nel corso del programma, sul profilo facebook “Pungiglione Stabiese” per lasciare i loro messaggi e le loro domande.

“Il pungiglione stabiese” è la vostra casa. Intervenite in tanti!

Vi ringraziamo per l’affetto e la stima che ci avete mostrato nel precedente campionato e speriamo di offrirvi una trasmissione sempre più bella e ricca di notizie.

Martusciello: “Sarri vuole vincere qualcosa al Napoli. Panchina d’Oro? Premio meritato”

Giovanni Martusciello, allenatore dell’ Empoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Crc nel corso della trasmissione ‘Si Gonfia la Rete’. Ecco quanto evidenziato:

 

“Sarri ha vinto la Panchina d’Oro perché è un grande professionista oltre che un grande uomo. Parliamo di un allenatore che mastica calcio 24 ore al giorno. Per lui il calcio è una passione e i risultati in campo lo dimostrano.
Con Saponara ha fatto un lavoro straordinario, con lui il ragazzo ha messo in mostra tutte le sue qualità. Quello che sta facendo con il Napoli lo ha sempre fatto anche in passato. Segnali che qualcosa stesse cambiando li ho avuti già il primo anno a Empoli
Domenica ho parlato con lui un’oretta a fine partita , poi l’ho incontrato anche ieri. Mi ha manifestato il suo grande desiderio di contraccambiare il grande affetto dei tifosi napoletani. Vincere a Napoli non è semplice, lui però vuole spazzar via la forza della Juventus. Ha grande rispetto per le altre squadre, ma crede di poter vincere qualcosa di concreto”.

Sky – Rodriguez pista complicata: clausola alta e ingaggio elevato

Gianluca Di Marzio, giornalista di Sky Sport ed esperto di calciomercato, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Marte. Ecco quanto evidenziato:

 

Rodriguez? Sul laterale l’ Inter sembrava avere una corsia preferenziale, i nerazzurri valutano anche altri nomi. Il ragazzo guadagna 7 milioni lordi al Wolfsburg. Bonus particolari gli permettono di arrivare a 4,5 netti di ingaggio, più del doppio di Mertens. Inoltre va sottolineato che ha una clausola rescissoria da 22 milioni”.

Osservatorio, Longhi: “Il settore ospiti resterà chiuso in occasione di Napoli-Juve, questione di ordine pubblico”

A Radio Crc, nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’, è intervenuto Carlo Longhi, ex arbitro ed attuale ispettore dell’ Osservatorio. Ecco quanto evidenziato:

” Per quanto riguarda la doppia sfida tra Napoli e Juve è stato rinviato tutto al CASMS che ha deciso di non avere tifosi ospiti al San Paolo. Dunque per una questione di ordine pubblico il settore ospiti resterà chiuso. Potranno accedere allo stadio tutti coloro che hanno acquistato il biglietto a Napoli. Per tutte le altre città possono accedere allo stadio solo i tifosi in possesso della tessera del tifoso emessa dal Napoli.”

Sky – Mertens-Napoli, tre fattori potrebbero convincerlo a rinnovare

Continua a tenere banco in casa Napoli la questione legata al rinnovo di Dries Mertens. Gianluca Di Marzio, giornalista Sky esperto di calciomercato, ha fatto il punto della situazione ai microfoni di Radio Marte:

“In carriera il belga non aveva mai segnato così tanto. Considerando che non è più giovanissimo è comprensibile che stia aspettando per cercare di capire quali opportunità ci sono per il suo futuro. Spero per il Napoli che possa decidere in fretta. La società punta sul fatto che il calciatore possa essere indotto a restare da tre fattori. Dal modo di giocare di Sarri, dal rapporto con la città e da un ingaggio che sarà comunque importante. Moglie? Sono cose che appartengono alla vita privata, preferisco non esprimermi al riguardo”.

Juve Stabia, il programma gare del settore giovanile: segui le dirette radio su ViViRadioWeb!

Juve Stabia, il programma gare del settore giovanile: segui la diretta radio su ViViRadioWeb!

Si torna in campo, questo il programma gare del fine settimana del settore giovanile della Juve Stabia:

Berretti: Catanzaro – J. Stabia sabato 01/04 ore 15 Centro Tecnico Federale LND di Catanzaro

Under 17: J. Stabia – Monopoli domenica 02/04 ore 15 campo San Michele di Gragnano (diretta su ViViRadioWeb dalle ore 14:45)

Under 15: J. Stabia – Monopoli domenica 02/04 ore 11 comunale di Casola

Under 16: J. Stabia – Juve Domizia domenica 02/04 ore 12.45 comunale di Casola (diretta su ViViRadioWeb dalle ore 12:30)

2003: V. Riccio – Juve Stabia domenica 02/04 ore 12.30 comunale di Brusciano

2004: Club Napoli – Juve Stabia sabato 01/04 ore 18.30 campo Olimpia di S. Antonio Abate

a cura di Ciro Novellino

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Reja: “Il premio a Sarri è il giusto merito alla gavetta”

Reja: “Il premio a Sarri è il giusto merito alla gavetta”

Edy Reja ha commentato così su Il Mattino il premio “Panchina d’oro” dato ieri a Sarri: “Sono contento che abbia vinto Sarri perché è uno di quegli allenatori la cui mano si vede sulle squadre che guida, basti vedere Empoli e Napoli.E poi è un tecnico che fatto una lunga gavetta e per questo mi fa ancora più piacere che abbia ricevuto questo riconoscimento. Napoli-Juve? Due bellissime partite tra due squadre forti, due partite sicuramente da vedere e molto interessanti”

Napoli, una squadra dal cuore d’oro: da C’è Posta per Te ad Aurora

Napoli, una squadra dal cuore d’oro: da C’è Posta per Te ad Aurora

Come scrive il Corriere del Mezzogiorno, Aurora ha il cancro e la passione per il calcio le ha alleviato molte sofferenze. Ha un amore ideale che non nasconde, lui si chiama Dries Mertens e già due anni fa l’attaccante belga andò a vederla in ospedale dopo un trapianto di midollo. Lei gli aveva chiesto di non andare via da Napoli, rivelandogli il suo amore. E Dries non la deluse. Andò da lei e poi su Instagram postò: «Sei una ragazza meravigliosa, peccato che sono già sposato». Per Aurora fu una gioia. Gli ha inviato un altro messaggio in cui ha insistito: «Non andartene». Mertens come Reina e tanti altri compagni – da Gabbiadini a Milik a Koulibaly a Hysaj – sono sensibili e attenti al mondo del sociale e soprattutto degli ammalati. A Natale scorso hanno visitato i piccoli ricoverati negli ospedali cittadini, hanno portato doni in occasione della festa dell’Epifania. Quest’anno Mertens e Reina sono andati da Maria De Filippi a «C’è Posta per te» per incontrare una coppia napoletana bisognosa. L’opera di charity viene svolta con l’assenso della società e dimostra come una squadra formata essenzialmente da giocatori stranieri non è estranea alla città. Tutt’altro. Ne condivide le gioie in occasione di partite vinte ma anche i dolori e le sofferenze, intervenendo laddove è possibile anche solo per strappare un sorriso a chi soffre. A gennaio Hamsik, Pavoletti e (sempre lui) Mertens avevano fatto visita ai ragazzi detenuti nel carcere di Nisida, avevano portato un messaggio di speranza, trascorrendo un paio d’ore nel laboratorio delle pizze e, insieme con loro, si erano improvvisati fornai. Domenica al San Paolo arriva Gonzalo Higuain e, per la verità, neanche lui si è mai sottratto. A Castel Volturno vengono spesso invitati all’allenamento ragazzini disabili, e ci sono gli spagnoli Reina e Callejon a fare gli onori di casa. La squadra più straniera di tutti i tempi è molto più napoletana di quanto sembra. Nel cuore.

Esperienza, una semplice parola che non sempre risolve i problemi!

Esperienza, una semplice parola che non sempre risolve i problemi!

Esperienza. Una parola, una semplice parola, che nel calcio è usata, strausata e forse anche abusata. Eppure, sia per quanto concerne la classifica sia per la ricorrenza con cui appare nelle parole degli addetti ai lavori, è impossibile non pensarla. Esperienza, quella decantata, quella che per molti è la risoluzione ai problemi, quella che ti regala quel quid in più. Eppure non sempre è così.

La Juve Stabia ha deciso, come sempre fatto nella gestione Franco Manniello, di puntare su un mix di giovani, con al suo fianco i veterani che avrebbero dovuto fare da chioccia ai giovani Mastalli e Izzillo su tutti. Nel periodo ‘Fontana’, proprio questi giovincelli sono stati l’arma in più di una squadra che volava in classifica, che puntava al primo posto e che faceva sognare una città intera. Poi arriva la sosta, il mercato e la storia di questo campionato cambia radicalmente. Si cerca di dare maggior ‘esperienza’ al gruppo ed ecco arrivare i vari Paponi, Cutolo, Santacroce e Matute, oltre ai vari Liviero e Capodaglio già presenti. La musica cambia, anche l’allenatore, arriva Carboni, e il tutto diventa negativo, dopo una vittoria importante in trasferta che tira o sembrava potesse tirare fuori dal periodo ‘no’. Fuori i giovani, dentro l’esperienza ma i risultati sono a dir poco negativi, al di là della prestazione del singolo, è il gruppo a risentirne.

In un calcio dove ci si lava spesso la bocca con progetti e voglia di dare spazio ai giovani, gli stessi finiscono in panchina o nel peggiore caso non vengono fatti salire dal settore giovanile, evitando di dare loro la possibilità, se chi guida la squadra lo ritiene opportuno e li ritiene pronti, di esprimersi e perchè no, mettere in campo la propria voglia di dimostrare.

Esperienza si, ma non sempre è la qualità vincente in una categoria difficile come la Lega Pro. Il mix quello è giusto, forse questa è la strada da seguire!

a cura di Ciro Novellino

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Allegri-Hamsik, le strade potevano incontrarsi per ben due volte

Allegri-Hamsik, le strade potevano incontrarsi per ben due volte

Il Corriere dello Sport fa il nome e il cognome in codice: mister X. Per restare nella privacy, per tutelare le proprie idee, per non avventurarsi in quei sentieri «scabrosi» del mercato: però ci fu un’estate, ed ormai è soltanto un ricordo, in cui si restò aggrappati a quel segreto (pubblico) che aiutò a trascorrere il tempo, ad ingannarlo con l’ironia di cui Massimiliano Allegri sa sempre fare sfoggio. «Vi possono dare un indizio: il numero delle scarpe». C’è stato un Hamsik alla «diavola» e anche uno alla «giovin signore», c’è stata un’epoca – ed in realtà sono state due – in cui Hamsik andava veramente al Max nella lista privilegiata di un allenatore nato per vincere, che con quel centrocampista-incursore-mezzala si sarebbe inventato uno schema sempre diverso. Il talento non ha età e quando Allegri arriva alla Juventus e vince il suo primo scudetto in bianconero, ci riprova con le stesse modalità: nell’elenco dei top players infila (ancora) il vanto dell’Est, un prototipo di calciatore dal quale è intrigato e stavolta la manovra di avvicinamento resta avvolta nelle tenebre sino a quando non viene rivelata direttamente da Aurelio De Laurentiis («ho ricevuto almeno dieci telefonate da Marotta») e confermata dal direttore generale della Juventus. Ma è un’impresa vana, titanica, perfettamente impossibile, praticamente irrealizzabile: casa-Napoli è casa-Hamsik.

Rinnovo Mertens, dopo la Juve il punto della situazione

Rinnovo Mertens, dopo la Juve il punto della situazione

Il Mattino scrive sul rinnovo di Dries Mertens: “Il Napoli vuole alzare l’asticella della propria offerta, spingendosi fino ai massimi consentiti: per l’attaccante belga si ipotizza un rinnovo contrattuale triennale o addirittura quadriennale con cifre che toccherebbero quota tre milioni. La società e l’entourage di Mertens faranno il punto della situazione dopo la doppia sfida alla Juventus”.

Sarri: “La Juve va battuta sul campo, molto dipenderà da cosa avremo in testa”

Sarri: “La Juve va battuta sul campo, molto dipenderà da cosa avremo in testa”

La Gazzetta dello Sport riporta altre dichiarazioni rilasciate da Maurizio Sarri dopo la vittoria della Panchina d’oro 2017: “Mi ha dato un gusto speciale arrivare per una volta davanti a Massimo (Allegri ndr). Dite che grazie a questo premio partiamo 1-0 per noi? No. I bianconeri bisogna batterli sul campo. Ed è molto difficile. La Juve ha una società forte e una squadra fortissima. Quale potrebbe essere più agevole delle due “imprese”? Dipende da quello che abbiamo in testa. Noi e la Juve. Anche se la Juve è fortissima con qualsiasi formazione. In Italia in questo momento non ha rivali. Guardando al prossimo campionato, possiamo solo sperare in un loro logoramento. Mi hanno detto che questo riconoscimento può far crescere la mia carriera. Sarà. Io penso che per la carriera ci vogliono punti, non premi. Non mi aspettavo di prendere più voti di tutti. Di solito la Panchina d’oro viene assegnata a chi vince. E lo scudetto lo ha vinto Allegri. Mi riempie d’orgoglio essere stato premiato dagli allenatori. E mi sorprende essere messo sullo stesso piano di Ranieri che alla guida del Leicester ha realizzato un’impresa a dir poco straordinaria. Un pronostico su Barça-Juve? Non la vedrò. Ora che non partecipo più al torneo non mi piace vedere altre gare di Champions. Futuro? Ho tre anni di contratto con il Napoli”.

Omicidio Morganti: il comunicato di De Falco. Movente: controllo del territorio

Nel corso della conferenza stampa del Procuratore Capo della Repubblica di Frosinone Giuseppe De Falco si è appreso che il movente può essere anche l’affermazione di controllo del territorio

Nella conferenza stampa delle 11:00, il Procuratore Capo della Repubblica di Frosinone Giuseppe de Falco ha confermato che i due fermati (rintracciati a Roma) sono i fratellastri Mario Castagnacci, di 27 anni, e Paolo Palmisani, 20 anni. Per gli inquirenti sarebbero responsabili dell’aggressione finale che ha causato la morte di Emanuele.

Queste le sue parole:

 “Le due persone fermate gravitano in ambienti delinquenziali, e non escludiamo che abbiano inteso affermare una propria capacità di controllo del territorio, e stiamo verificando se il comportamento violento sia stato determinato anche da abuso di alcool e sostanze stupefacenti”

ed ha aggiunto:

“Una volta fuori dal locale e in posti diversi ci sono state più aggressioni da parte di alcune persone, aggressioni con modalità diverse ed intensità diverse”

“Dopo la prima aggressione Emanuele ha cercato di allontanarsi ed è stato seguito, poi è ritornato per prendere la ragazza ed è stato nuovamente aggredito”.

 Al vaglio degli investigatori l’ipotesi che causa scatenante dell’efferatezza delle aggressioni forse un mix di alcol e droga assunto dagli autori. Gli indagati sono sette, compresi i due fermati.