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De Laurentiis: “5 dirigenti lavorano al brand Napoli all’estero. Higuain? Non voleva Callejon”

De Laurentiis: “5 dirigenti lavorano al brand Napoli all’estero. Higuain? Non voleva Callejon”

Intervenuto all’associazione Stampa Estera, Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha dichiarato:  “Abbiamo assunto Serena Salvione con altri quattro elementi, proprio qui a Roma, per averla sempre sotto gli occhi, un’entità con 5 dirigenti che lavorano sul brand all’estero.  Dopo 13 anni di Calcio Napoli nuovo, perché il club era morto, non esisteva più, lo chiamammo Napoli Soccer infatti per creare una distinzione, un nuovo viaggio, partendo dalla terza divisione. Non ereditammo nulla dal passato, se non la storia, perchè non c’erano calciatori, nessun tipo di ricchezza, è stato come creare una cosa nuova. In 13 anni abbiamo fatto due anni in C, un anno in B e da otto anni è l’unico club italiano consecutivamente in Europa, rispettando il fair play finanziario che non esisteva prima di Platini. Credo sia stato un percorso di successo, anche considerando che Juve, Inter e Milan hanno fatturati estremamente più alti mentre il Napoli è su una base di 140mln quando riusciamo a giocare in Europa. Il successo più importante è stato giocare sempre all’interno delle regole imposte, senza mai creare debiti, costruendo una valorizzazione del Napoli che ora ha un valore alto visto che non ha debiti. Al di là del parco giocatori, l’entità Calcio Napoli ha un suo valore economico, ma anche morale ed etico perchè ha riqualificato un qualcosa in una città malata, distrutta da una gestione malata e da anche tanta stampa internazionale. Volendo si può lavorare con successo, se uno ha le idee chiare, la forza di non ascoltare la politica e la sfrontatezza di andare avanti con coraggio per la propria strada.  Immaginate che nel 2004 ero a Los Angeles, da un film prodotto per 70mln di dollari, lascio Angelina Jolie, Gwineth Paltrow e Jude Law e durante una settimana di vacanza a Capri con De Vito, leggo che il Napoli non esisteva più ed in una settimana decido di cacciare 33mln per comprare una denominazione. Brand? Sì, ma non esisteva più.  Di una società che non ha vinto nulla, due Scudetti, ma che ha avuto la fortuna unica di avere il più grande di tutti, Maradona. Avendo messo 33mln per comprare la scritta ‘Napoli’, non sapevo dove avremmo giocato, mi dissero di C1 invece che C2, a Martina Franca a prendermi gli sputi in testa. In un’altra città mi volevano ammazzare, ci chiudemmo negli spogliatoi. Io non sapevo nulla, il 4-4-2 poteva essere come sedersi a tavola. Ero uno spettatore, ma che apprendeva, studiava. Se fossi stato un tifoso acceso dall’inizio, mi sarei fatto trascinare in una meno attenta visione dei fatti. Non reagisco mai ad esempio, mia moglia invece si dispera, anche essendo una ginevrina. Io sono impassibile, cerco di evitare anche di parlare nel post perché c’è il tifoso in te e dichiarazioni possono disturbare e voi giornalisti provate sempre ad accendere la miccia. Mi sono abituato a non passare più per la sala stampa, evitando di parlare da tifoso.”

SULLO STADIO- “Servirebbe un ragionamento decennale, su come era la frequentazione dieci anni fa, diversa rispetto a quella di oggi perchè non era sviluppato lo stadio virtuale, non così clamorosamente perchè quando nel ’99 provai a comprare il Napoli, parlai di stadio virtuale e nessun giornalista riuscì a capire. Io venivo dal cinema, già sapevo della mondializzazione. Anche 5 anni dopo lo stesso, solo nel 2007 in serie A lo stesso, ma lo spiegai, anche se non voglio fare il professore. Spiegai che le tv avrebbero trasportato gli umori dalle tribune alle case o in mobilità. Più andremo avanti e più avremo un dispositivo piegabile che ci farà vivere la partita. I ragazzini oggi hanno una capacità di essere attenti molto ridotta, la loro voracità su internet mobile è tale che sono meno riflessivi. Loro sono per scorrere, noi ancora per approfondire. Loro non è detto che avranno la capacità di assistere ad una partita di calcio per 90 minuti più l’intervallo. Loro vogliono avere subito i gol, poi mentre vedono quelli sono su altre squadre e campionati. La televisione ci fa vivere di sport, prima non vedevamo tutti i campionati. Si è passati dalla carta stampata a miliardi di immagini e decodifichiamo solo ciò che ci piace. Quando parliamo di stadio bisogna capire chi va allo stadio. Secondo un rapporto Nielsen i simpatizzanti del Napoli sono 120mln nel mondo mentre tifosi veri 35mln di cui 17 negli Usa. Possono 35mln di tifosi andare allo stadio? E una perforabilità di 0,0001%, così come quando ci sono le contestazioni”.

SU HIGUAIN- “Non è una delusione. Quando tu stabilisci una clausola rescissoria per evitare la cessione, poi se c’è un pazzo che paga quella cifra e la Juventus che non avrebbe dovuto, una squadra italiana in maniera eticamente… e Higuain non avrebbe dovuto accettare. Maradona dice che ha vinto due scudetti, non sarebbe mai andato in nessun’altra squadra italia, è troppo facile se no. La cosa sgradevole è che il fratello mi diceva che Higuain si lamentava della scarsità dei compagni, ma a me non sembrano così scarsi. Se pensiamo che Mertens è diventato un centravanti da 30 gol. Siamo l’unica squadra con 4 giocatori in doppia cifra di gol. Lui ce l’aveva con Callejon, il fratello mi continuava a ripetere… e quando ho allungato il contratto a Callejon – che è straordinario ed io premio sempre la persona, altrimenti è solo un freddo e sterile contratto – il problema è stato suo. Se il fratello mi dice che lui va lì per vincere, io gli potrei dire che la Juve ha vinto anche senza di lui tanti scudetti, sei di rimorchio a quel punto, non fondamentale. E’ una sua scelta, inopportuna, non di stile, vedete Cavani e Lavezzi invece dove sono andati”. 

SUL CALCIO ITALIANO- “Bisogna dare un calcio alla legge Melandri, senza aggiustarla. Lotti sta provando a modificare, ma è un grande errore, bisogna avere il coraggio di cancellare la legge del 1981, sostituendola con una più snella. Il ministro dello sport dovrebbe fare una legge innovativa, che privilegi il fatto di poter crescere economicamente per essere competitivi con la Premier, la Bundes, la Liga aumentando il fatturato. Andare a vedere come fanno le assegnazioni dei diritti tv in quei paesi e prendere il meglio”.

Pulvirenti: “Il campo in sintetico non deve essere un alibi”

A Torre del Grifo Village, si è tenuta la conferenza pre-gara dell’allenatore del Catania, Giovanni Pulvirenti. Il tecnico rossazzurro ha risposto alle domande dei giornalisti, in sala stampa, analizzando i temi principali relativi al confronto con la Juve Stabia in gara unica, valido per la prima fase playoff:

“Mi aspetto determinate risposte dalla squadra. L’avversario di domenica ha qualità e un organico importante che si è rafforzato a gennaio. La Juve Stabia farà una gara molto aggressiva. Noi abbiamo analizzato bene l’avversario e cercheremo di fermarli. Però i play-off sono particolari. Subentrano fattori emotivi. Fino a qualche settimana fa eravamo in difficoltà dal punto di vista mentale, poi abbiamo realizzato prestazioni che ci hanno aiutato a risollevare il morale. Si tratta però di una gara secca che potrebbe essere decisa da episodi. Le nostre individualità potrebbero anche decidere la partita. Personalmente affronto questa partita con grande serenità. Mi sono messo a disposizione della società e della squadra per cercare di trovare la strada e mai la scusa”.

CAMPO SINTETICO – “Può essere un vantaggio per la Juve Stabia così come giocare in casa, ma alla fine non deve essere un alibi per noi. Non ci abbiamo pensato in realtà”.

Fonte: https://www.tuttocatanianews.com/primo-piano/catania-pulvirenti-juve-stabia-aggressiva-mi-aspetto-delle-risposte-dalla-mia-squadra-208779

Fonte foto: https://www.calciocatania.com

Giovanni Finocchiaro: “Catania con tante assenze”

In esclusiva le dichiarazioni di Giovanni Finocchiaro

Nel corso della trasmissione Il Pungiglione Stabiese 2.0, abbiamo ascoltato il collega Giovanni Finocchiaro del quotidiano La Sicilia, con il quale abbiamo presentato l’avversario del primo turno dei play-off delle Vespe che sarà il Catania degli ex Pisseri e Baldanzeddu.

Destino crudele tra Juve Stabia e Catania. Le due squadre si incontrano di nuovo dopo l’esordio in campionato con la vittoria del Catania e in seguito poi, con la vittoria per 4-0 dello Stabia a fine dicembre. Storia passata, adesso si fa sul serio, il Catania che ha acciuffato i play-off sul filo di lana, in che condizione arriva a questa partita?

Il Catania ci arriva nelle condizioni non migliori sia fisiche sia mentali. Dal punto di vista fisico perché mancheranno alcuni calciatori che hanno tirato la “carretta” per tutto il campionato, su tutti Biagianti e Bergamelli che é il perno della difesa, soprattutto nella prima parte del campionato quando il Catania aveva la difesa meno battuta. Poi mancherà anche Di Cecco che è un elemento di grande esperienza che non gioca da tante partite per infortunio. Mancherà anche Fornito che gioca nel ruolo di centrocampista centrale. Se ci mettiamo pure il giovane Sessa che ha collezionato zero presenza in tutto il campionato il conto allora é completo. Non credo che ci saranno dei recuperi lampo, i nomi citati credo che qualcuno andrà in panchina e aldilà di pochi scampoli di gara di più non possono sostenere. Ad oggi i nomi che ti ho citati sono di sicuro fuori dalla lista. Il Catania arriva mentalmente in condizioni non brillanti, gli ultimi mesi di campionato sono stati deleteri, il Catania aveva agguantato anche il sesto posto per poi avere un blackout dopo il derby di Agrigento a metà del girone di ritorno e non si è ripreso più ad eccezione delle vittorie contro Matera, Messina, Francavilla e Siracusa. Intanto si sono susseguiti altri due allenatori da Rigoli a Petrone per poi virare su Giovanni Pulvirenti che era l’allenatore della Primavera. Al di là dei cambi di allenatore le prestazioni sono state scoraggianti, per quanto mi riguarda sono stato molto duro con i calciatori, con la società stessa perché francamente una situazione del genere ha creato anche uno scollamento con la tifoseria negli ultimi mesi, tant’é che la Curva Nord ha disertato lo stadio. Ci sono stati tanti malumori e le ripercussioni sull’ambiente, sulla squadra sono stati dettati dai risultati; non perché il club si chiama Catania, soprattutto perché a metà stagione tutti avevano pronosticato che si poteva ambire quantomeno al sesto posto, che di certo nella griglia play-off garantisce un buon vantaggio. Adesso il Catania parte dall’ultimissima posizione, quell’undicesimo posto lasciato dal Matera qualificato in finale di Coppa Italia, altrimenti sarebbe rimasto fuori.

Per quanto riguarda gli ex Pisseri e Baldanzeddu, che campionato stanno facendo e come sono visti dalla piazza e dagli addetti ai lavori?

Pisseri resta il miglior calciatore che abbia avuto il Catania in questa stagione. Ha salvato la squadra facendole guadagnare una marea di punti in alcune partite, ha parato davvero l’impossibile. Ci sono state anche alcune partite di ordinaria amministrazione, ma non è andato mai al di sotto della sufficienza, perché è rimasto concentrato e ha sfoderato davvero tanti interventi da campione, tant’è vero che a gennaio si era anche detto dell’interessamento di un paio di squadre di serie A per acquisirne intanto il cartellino e poi lasciarlo qui a Catania. Ha ancora un altro anno di contratto con il Catania e dovrebbe rimanere qui qualora il Catania l’anno prossimo abbia intenzione di disputare una stagione da vertice. Baldanzeddu è arrivato dal Venezia in prestito e in effetti tutt’ora ancora é considerato come un rinforzo di lusso per la categoria. Il problema è che si è infortunato dopo due partite ed è rientrato solo giocando gli ultimi minuti di gara contro il Siracusa e a Caserta. In pratica non l’abbiamo mai visto e non so che apporto potrà dare in questi play-off perché ha un chilometraggio limitato dovuto dalla condizione fisica, e anche questo lungo infortunio probabilmente lo ha messo fuori dai giochi. Accennando un po’ alla formazione, in questo momento il Catania dispone di 3 terzini destri che sono Baldanzeddu, Parisi che ha giocato 24 partite e poi c’è De Rossi che ha giocato l’ultima da titolare è l’ultimo spezzone contro il Siracusa e a dire il vero ha giocato davvero bene. Toccherà al mister decidere su chi puntare. De Rossi é un classe’94 proveniente dal vivaio della Roma poi ha girato diverse piazze: Perugia, Benevento e Akragas giocando addirittura in Eccellenza. Anche lui è stato relegato per tutta la stagione in panchina, non per infortunio ma per scelta tecnica, solo per necessità lo hanno rispolverato adesso. De Rossi diciamo che ha convinto mentre invece sulla fascia sinistra che si interseca tra le linee di centrocampo e attacco cambiandosi la posizione con Mazzarani, il Catania ha fatto debuttare un ragazzo che secondo me farà strada, si chiama Manneh, e in quei pochi minuti quando è stato impiegato ha dimostrato quasi di essere un veterano. Credo che giocherà anche a Castellammare, in modo tale da poterlo sfruttare sulle fasce qualora dovesse esserci qualche accelerazione in più perché in questa seconda parte del campionato purtroppo il Catania ha pagato anche la lentezza nell’impostare il gioco negli ultimi 20 metri, Probabilmente Pozzebon non segna, proprio perché magari non si crea in avanti la superiorità numerica.

Invece per quanto riguarda Pozzebon, accostato alla Juve Stabia nella sessione invernale di calciomercato, a Catania ha segnato solo due gol. Quali sono stati i problemi che hanno limitato il potenziale del calciatore?

É un problema mentale perché il Catania lo ha soffiato a tante squadre di Lega Pro. A Messina aveva fatto benissimo, 8 gol nel solo girone di andata e si distingueva anche per il modo di giocare, molto fisico, faceva sportellate con chiunque. Il Messina giocava per lui, poi ad un certo punto si è rotto il feeling tra lui e l’allenatore Lucarelli. Ha espresso il desiderio di andare via facendo la fortuna dei giallorossi visto che a Messina è stato girato Anastasi che poco aveva giocato con il Catania mentre Pozzebon a Catania ha segnato solo due gol contro Matera e Messina. Ha sbagliato dei gol incredibili, ha inciso poco e anche in trasferta quando gli vengono serviti i palloni ha commesso diversi errori e credo che abbia pesato tanto sull’economia della squadra, perché un centravanti del suo calibro doveva incidere sulla classifica dei rossoazzurri. Certo, adesso, con i play-off si azzera tutto ed essendo una partita secca, un errore individuale può condizionare la partita, magari a favore del Catania. Vi ho descritto la situazione attuale del Catania, poi magari durante la partita può succedere di tutto, un episodio favorevole magari può spianare la strada al Catania.

Un tuo pensiero su Pulvirenti allenatore, se il Catania ne ha giovato o meno: Conosco bene Pulvirenti, anche personalmente perché allena da 12 anni il settore giovanile del Catania. In qualche modo ci si vede, anche se spesso lui lavora a porte chiuse. È capitato spesso di andare a vedere le partite del settore giovanile, a volte ho discusso con lui e negli anni ha costruito una realtà interessante soprattutto lavora forgiando la testa dei ragazzini. A microfoni spenti mi ha sempre detto che non interessano i risultati, da importanza che un ragazzo riesca a fare un percorso morale. Ha ottenuto anche importanti qualificazioni nella seconda parte del Campionato di Primavera, poi si é ripetuto anche con la Berretti quando il Catania non ha più militato in serie A. Ha intrapreso un certo tipo di lavoro anche con un certo metodo, riuscendo a portare le sue idee anche alla prima squadra, rilevando un gruppo in crisi di risultati e mentale. Non è stato affatto semplice, é stato il terzo allenatore a guidare il Catania e bisogna dire che è stato bravo in questa gestione del collettivo, ha cercato di riportare un pò di ordine e anche cercando di inserire alcuni calciatori interessanti, su tutti Manneh che ha appena 17 anni.

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Vaccini e scuole, scontro al governo

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L’obbligo dei vaccini per accedere alle scuole apre lo scontro nel governo. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin annuncia il testo di una legge, pronta da portare al consiglio dei ministri. Ma il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli replica: l’obbligo non può ledere il diritto all’educazione.

Lorenzin: “A scuola solo se vaccinati”. Ma il piano divide il governo

La ministra della Salute : pronta la legge. Alt della Fedeli: a rischio il diritto all’istruzione

ROMA – L’annuncio coglie tutti di sorpresa. La ministra della Salute Beatrice Lorenzin sceglie la trasmissione «Night Tabloid» di Rai 2 per annunciare una rivoluzione nei vaccini a scuola. «Ho pronto un testo di legge», spiega, in cui «si prevede l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’accesso alla scuola dell’obbligo» e anche «un ampliamento delle vaccinazioni obbligatorie indicate dal nostro ministero».

Sarebbe già sufficiente ma la ministra aggiunge una frase. «L’ho mandato oggi al presidente del Consiglio e lo porterò domani in Consiglio dei ministri». Su queste parole si scatena lo scontro. Il primo a rispondere è palazzo Chigi precisando che la questione vaccini non è all’ordine del giorno.

Subito dopo arriva la risposta della ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli che ricostruisce la vicenda. Le due ministre si sono incontrate il 7 febbraio. Nessun problema da parte della titolare dell’Istruzione sull’obbligatorietà dei vaccini a scuola. Il nodo da sciogliere è un altro ed è ancora lì dal 7 febbraio, si tratta di trovare il modo per «garantire al contempo anche il diritto costituzionale all’istruzione». Le strade allo studio dei tecnici potrebbero essere molte ma il piano ha bisogno ancora di tempo per vedere la luce. In via non ufficiale quella della ministra Lorenzin appare a molti, insomma, una fuga in avanti non concordata nei tempi, quindi prematura e inopportuna.

Nulla di tutto questo, replica la ministra Lorenzin che sottolinea di non aver mai annunciato che la questione fosse all’ordine del giorno del consiglio dei ministri di oggi. E precisa il suo obiettivo: «Aprire una discussione con i colleghi di governo, in ampio spirito collaborativo».

Oggi, quindi, si presenterà comunque con la bozza alla riunione. Nel testo si preciserà che ogni anno il ministero della Salute darà una lista dei vaccini che riterrà obbligatori per l’iscrizione a scuola: «Tutte le vaccinazioni che sono nel piano vaccinale approvato nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) sono necessarie per la salute delle persone, poi ce ne saranno un gruppo che saranno obbligatorie per l’accesso alla scuola dell’obbligo. Ovviamente questa è una norma che può avere degli aspetti di complessità, per questo l’ho mandata alla presidenza del consiglio. Spero che ci sia un approfondimento con il ministero dell’Istruzione, che ha il timore che venga leso il diritto all’accesso alla scuola». L’obiettivo è anche quello di «avere norme uniche in tutta Italia visto che le regioni si stanno muovendo in ordine sparso». In realtà saranno norme che avranno comunque un ampio margine di flessibilità. In caso di epidemie locali come è il caso del focolaio di meningite in Toscana che sta creando problemi da mesi, sarà previsto l’obbligo di vaccino nelle zone coinvolte.

Nel frattempo, alcune Regioni stanno già procedendo. Esiste l’obbligo dei vaccini per frequentare la scuola dell’infanzia in Toscana, Emilia Romagna e Venezia Giulia. In Piemonte è iniziata la discussione della legge per l’obbligo all’asilo.

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lastampa/Lorenzin: “A scuola solo se vaccinati”. Ma il piano divide il governo FLAVIA AMABILE

Ischia piange ancora…Ciao Tonino….

Di Simone Vicidomini

L’Isola di Ischia piange ancora una volta…addio ad Antonio Di Meglio ma per tutti “Tonino” classe 1966. L’uomo di 49 anni è stato vittima di una brutta malattia…il suo cuore ha smesso di battere nella giornata di ieri. Tonino per chi lo conosceva era una persona con un cuore enorme,e tanta voglia di vivere…Non ha mai smesso di lottare nemmeno da quando si era ammalato. Tonino grande tifoso dell’Ischia,ma sopratutto credeva nel progetto e della rinascita del calcio ad Ischia,proprio con la Nuova Ischia fondata lo scorso anno. Lui da sempre vicino ai colori gialloblu…

L’isola perde non una persona qualunque…ma un’uomo con un cuore d’oro disposto ad aiutare chiunque.

La vita è fatta di giorni che non significano niente e di momenti che significano tutto…e la perdita tua caro “Tonino” significa tanto per l’isola intera…

La redazione di ViVicentro.it si stringe attorno alla moglie Letizia,ai figli,alla mamma Giuseppina,ai fratelli Gianni,Stella ed Isidoro in questo momento di dolore.

Banca d’Italia e Banca Etruria. Visco e i dialoghi con le procure

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Le rivelazioni sulle richieste di aiuto per Banca Etruria investono anche la quiete di via Nazionale, dove la Banca d’Italia prepara l’assemblea annuale, l’ultima che dovrebbe tenere il governatore Ignazio Visco. Il suo mandato scade il 3 novembre e il Pd di Matteo Renzi non sembra intenzionato a proporre un suo rinnovo, scrive Marco Zatterin.

Visco pronto a svelare i dialoghi con le procure

Così Bankitalia difende l’onore e la continuità

Il caso Etruria, il governo, Matteo Renzi e il futuro della Banca d’Italia. Tutto si tiene, in questi giorni di polemiche e il rumore dei nuovi retroscena sul commissariamento dell’istituto toscano – con il coinvolgimento presunto di più elementi della squadra dell’ex premier nel tentativo di evitarne il tracollo – rompe anche la quiete di via Nazionale, dove tutti gli uomini del governatore preparano l’assemblea dei partecipanti di fine mese. «Finali» per definizione, le considerazioni di Ignazio Visco potrebbero essere “finali” davvero, visto che il mandato scade il 3 novembre e la sua conferma, per usare un eufemismo, non è la soluzione favorita dal segretario del Pd appena rieletto, probabile mossiere nel palio di Palazzo Koch. Il leader fiorentino vorrebbe un ribaltone, ma il banchiere napoletano non intende rinunciare alla difesa. Con la tranquillità di sempre, mentre scrive il discorso del 31, ragiona anche su come salvare la poltrona e l’anima della sua istituzione.

LEGGI ANCHE: Banca Etruria, un nuovo caso nel governo

DOMANDE E RISPOSTE – Dopo due anni Arezzo è tornata al centro dell’agenda politica

Renzi risulta soprattutto imputare a Visco di aver mostrato una limitata sintonia rispetto alle esigenze della politica nella gestione della crisi bancaria. Bankitalia gli è parsa poco attiva nell’evitare lo sconquasso delle quattro banche. Nei dintorni di Palazzo Chigi avrebbero voluto un governatore disposto a sporcarsi un poco di più le mani, cosa che non hanno visto accadere.

Chi ha seguito da vicino le manovre nella “war room“ della Banca d’Italia attribuisce buona parte dei dissidi agli effetti, non capiti da tutti allo stesso modo, della rivoluzione normativa scatenata nel luglio del 2013 dalla Commissione Ue e dalla sua Banking Communication, scritta con l’input degli stati membri che poi l’hanno apportata. La conseguenza più immediata della strategia è stata l’assunzione dal dicembre 2014 da parte della Bce del ruolo di vigilante delle banche sistemiche dell’Unione, quindi anche di tutte le altre.

Nel nuovo contesto, la Banca d’Italia ha perso una parte consistente delle sue prerogative di garante. Ma, si fa notare dalle parti di via Nazionale, questo non ha limitato l’operato della vigilanza. La corrispondenza fra Roma e le istanze europee sulle quattro banche finite in alto mare risulta essere stata abbondante. Non solo. Quello che via Nazionale non ha mai comunicato ufficialmente, ma che è emerso in tempo reale informalmente dal fronte degli inquirenti, è che segnalazioni di allerta sono partite anche alla volta delle procure interessate, a cominciare da quella di Arezzo. I magistrati sapevano e hanno agito di conseguenza. Per chiudere il cerchio, pure il pubblico era informato dei pericoli: nei bollettini dell’ex istituto di emissione il rischio che i crediti deteriorati diventassero un problema è stato menzionato ripetutamente. Nessuna ragione di sorpresa, dunque.

Visco e la sua squadra si sentono con la coscienza a posto. E vogliono che si sappia. L’occasione potrebbe essere l’avvio dei lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sulle quattro banche che decolla il 24 maggio. Il governatore sarebbe pronto a raccontare dei contatti ufficiali con Bruxelles e Francoforte, come delle segnalazioni comunicate alle procure. Potrebbe ricordare che toccava alla Consob garantire la trasparenza e la correttezza degli emittenti (banche comprese), dunque dei bond subordinati rivelatisi tossici. Infine potrebbe sfidare la Commissione Ue che ha sorpreso tutti a Roma impedendo l’intervento diretto del fondo interbancario per la tutela dei depositi a in modo da agevolare la messa delle quattro disastrate banche sul mercato.

Il governatore giocherà la carta della trasparenza in una partita fortemente politica e dai toni che si faranno via-via più accesi. Renzi starebbe facendo pressione su Paolo Gentiloni perché la soluzione del rinnovo sia esterna, circostanza che ha già scatenato l’inevitabile totonomine che coinvolge – in ordine di quotazione dei bookmaker – Ignazio Angeloni (Bce) e Andrea Enria (Eba), ma gira anche il nome di Lorenzo Bini Smaghi (ex Bce, ora a Société Générale). Ma l’ipotesi di un ribaltone da fuori non convince tutti.

Si raccoglie il racconto secondo cui il presidente Sergio Mattarella concederebbe le sue preferenze ad una soluzione di continuità. Oltretutto, si fa notare, il primo degli italiani riterrebbe che cambiare contemporaneamente i vertici di Consob (l’addio di Giuseppe Vegas è più scontato di quello di Totti) e Banca d’Italia potrebbe introdurre troppi elementi nuovi di criticità. Un simile orientamento potrebbe favorire una permanenza di Visco. O, in alternativa, accendere le polveri di due candidati interni, il direttore generale Salvatore Rossi o il vice Fabio Panetta. Nomi tutti buoni e tutti no, in questo momento. Salvo colpi di scena, la corsa è ancora maledettamente lunga.

vivicentro.it/economia
vivicentro/Banca d’Italia e Banca Etruria. Visco e i dialoghi con le procure
lastampa/Visco pronto a svelare i dialoghi con le procure MARCO ZATTERIN

EAV, previste 24 ore di sciopero venerdì 19 maggio. La lista dei treni garantiti

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Un’intera giornata di disagi per chi utilizza i mezzi EAV 

Venerdì 19 maggio è previsto uno sciopero di 24 ore dei trasporti pubblici proclamato dalle Organizzazioni Sindacali (OO.SS.), dall’Or.S.A e dall’ U.S.B.

L’EAV avvisa che “durante l’orario di sciopero l’effettuazione delle corse è subordinata al numero di lavoratori aderenti allo sciopero”.

Di seguito le corse dei treni garantiti:

LINEE VESUVIANE

ULTIME PARTENZE GARANTITE PRIMA DELLO SCIOPERO – fascia operatività servizio dalle 6.17 alle 8.03

  • Da Napoli per:
  1. Sorrento 07.39
  2. Sarno 08.02
  3. Baiano 07.48
  4. Poggiomarino 07.54
  5. S. Giorgio via CD 07.41
  • Per Napoli da:
  1. Sorrento 07.55
  2. Sarno 07.59
  3. Baiano 08.02
  4. Poggiomarino 07.57
  5. S. Giorgio via CD 07.4
  • Da Acerra per:
  1. Pomigliano 07.16

PRIME PARTENZE GARANTITE DOPO LO SCIOPERO – fascia operatività servizio dalle 13.18 alle 17.32

  • Da Napoli per:
  1. Sorrento 13.41
  2. Sarno 14.02
  3. Baiano 13.18
  4. Poggiomarino 13.24
  5. S. Giorgio via CD 13.41
  6. Acerra 14.04
  • Per Napoli da:
  1. Sorrento 13.25
  2. Sarno 13.20 Via Scafati
  3. Baiano 13.32
  4. Poggiomarino 14.04
  5. S. Giorgio via CD 13.19
  6. Acerra 13.18

ULTIME PARTENZE GARANTITE PRIMA DELLO SCIOPERO

  • Da Napoli per:
  1. Sorrento 17.09
  2. Sarno 17.32
  3. Baiano 17.18
  4. Poggiomarino 17.24
  5. S. Giorgio via CD 17.11
  6. Acerra 17.04
  • Per Napoli da:
  1. Sorrento 17.25
  2. Sarno 16.49
  3. Baiano 17.02
  4. Poggiomarino 17.04
  5. S. Giorgio via CD 17.19
  6. Acerra 17.18

LINEE FLEGREE

ULTIME PARTENZE GARANTITE PRIMA DELLO SCIOPERO – fascia operatività servizio dalle 5.00 alle 8.00

  • Da Montesanto per:
  1. Torregaveta 07:41
  2. Licola 07:43
  • Per Montesanto da:
  1. Torregaveta 08:00
  2. Licola 07:43

PRIME PARTENZE GARANTITE DOPO LO SCIOPERO – fascia operatività servizio dalle 14.30 alle 17.30

  • Da Fuorigrotta per:
  1. Montesanto 14:30
  • Da Montesanto per:
  1. Torregaveta 14:41
  2. Licola 14:43
  • Per Montesanto da:
  1. Torregaveta 14:40
  2. Licola 14:43
  • Da Quarto per:
  1. Montesanto 14.32

ULTIME PARTENZE GARANTITE PRIMA DELLO SCIOPERO

  • Da Montesanto per:
  1. Torregaveta 17:21
  2. Licola 17:23
  • Per Montesanto da:
  1. Torregaveta 17:20
  2. Licola 17:23

LINEE SUBURBANE

Di seguito le uniche corse garantite:

  • Da Napoli per:

Benevento TRENO 3402 07:22

Benevento TRENO 3404 08:22

Piedimonte TRENO 7860 07:45

Piedimonte TRENO 7872 17:59

  • Per Napoli da:

Benevento TRENO 3405 06:04

Benevento TRENO 3407 07:01

Benevento TRENO 3423 17:56

Piedimonte TRENO 7859 05:24

Piedimonte TRENO 7861 06:14

Piedimonte TRENO 7873 17:28

Radio Crc – Strinic vuole maggiore continuità, se resterà Ghoulam chiederà la cessione

A Radio Crc, nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’, è intervenuto il direttore Raffaele Auriemma rilasciando alcune dichiarazioni:

“E’ previsto un incontro la prossima settimana a Roma tra De Laurentiis e l’agente di Strinic. Il terzino vuole maggiore spazio, se resterà Ghoulam chiederà la cessione. La Fiorentina e altri club stranieri hanno fatto i primi sondaggi”.

Carboni :”Arriviamo abbastanza bene ai play off. Vogliamo andare avanti”

Alla vigilia della gara con il Catania che segna l’inizio ufficiale dei play off per la Juve Stabia abbiamo ascoltato, durante la conferenza stampa, le parole di Mister Guido Carboni.

Questo è l’estratto di quello che ci ha riferito:

“Siamo contenti di essere arrivati ai play in una condizione fisica abbastanza bene. Ora azzeriamo tutto, i play off sono gare in cui c’è bisogno anche di fortuna e di sbagliare pochissimo.”

Rispetto per il Catania da parte di Mister Carboni: “Sappiamo di affrontare una squadra con individualità importanti, dobbiamo fare una prestazione importante.

Sappiamo di affrontare la squadra più difficile tra quelle possibili per il primo turno e sappiamo anche di dover sudare molto per portare a casa il passaggio del turno.”

Sui play off: “Ho letto qualche dichiarazione di altri dirigenti e altri tecnici e tutti partono per vincere, bisognerà essere più bravi degli altri.

Siamo consapevoli di essere una squadra forte. Sarei ipocrita se dicessi che non sono agitato. Abbiamo fatto sacrifici per essere qui e siamo cresciuti molto soprattutto alla fine. Ora, però, bisogna dimostrarlo. Dobbiamo remare tutti nella stessa direzione per superare il turno.

Non dobbiamo fare calcoli e dobbiamo giocarcela fino all’ultimo secondo.Nei play off vanno portati dalla propria parte gli episodi, perché saranno gli episodi a fare la differenza.”

Sulle condizioni dei singoli Mister Carboni ci riferisce che tutti hanno recuperato e stanno bene eccetto Allievi: Atanasov è rientrato e si è allenato con la squadra, solo Allievi sarà out. Stiamo abbastanza bene fisicamente, il segreto è crederci tutti insieme, dalla squadra allo staff passando per piazza e addetti ai lavori.

In merito ai tifosi, mister Carboni è molto chiaro: “Abbiamo bisogno di tutti, i grandi obiettivi si raggiungono tutti insieme. Abbiamo ritrovato un po’ di autostima nelle ultime tre gare e abbiamo invogliato anche la gente, ora ci auguriamo che ci aiuteranno ad andare avanti.”

© RIPRODUZIONE DEL TESTO, TOTALE O PARZIALE, CONSENTITA ESCLUSIVAMENTE CITANDO LA FONTE – Qualunque violazione del diritto di copyright sarà perseguita a norma di legge.

Rai – Per la porta il Napoli valuta quattro profili: colloqui anche per Sirigu

Ciro Venerato, giornalista della Rai, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc facendo il punto sulla questione portieri in casa Napoli. Ecco quanto evidenziato:

“Il Napoli sta valutando quattro profili. Sarri preferirebbe uno tra Szczesny e Neto in quanto già esperti. Skorupski è da tenere in considerazione perché potrebbe anche accettare la panchina. Non da escludere la pista Sirigu, la società partenopea ha già avuto un colloquio con il suo entourage”.

Paolo Capodaglio: ”Carichi per i play off, siamo pronti” (VIDEO)

Per la conferenza della vigilia del match valido per i play off tra Juve Stabia e Catania, si è presentato in sala stampa il capitano della Juve Stabia Paolo Capodaglio.

Ecco le sue parole:

“Abbiamo avuto tempo per preparare questa gara e siamo carichi per questa partita difficile, sperando sia la prima di tante gare. Nelle ultime gare ci siamo assicurati il fatto campo e credo sia molto importante per noi giocare in casa. Ci inorgoglisce essere qui a giocarcela per la promozione contro una signora squadra come il Catania. Domenica spero che ci sarà il pienone perché abbiamo bisogno dei tifosi per vincere, siamo contenti di averli fatti riavvicinare e ora vogliamo farli felici. 4-0? Quel ciclo è finito ed è iniziato un nuovo ciclo, quella partita non fa testo, ora dobbiamo affrontare questa gara secca con grinta e voglia di vincere. Siamo molto uniti e crediamo tanto in questi play off, siamo carichi al massimo ma dobbiamo restare un po’ più calmi e affrontare questa partita al massimo. Siamo pronti. Ai tifosi dico si starci vicino perché sono determinanti per noi”.

Salvatore Sorrentino

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Maggio, l’agente: “Ci siamo dati appuntamento con Giuntoli a fine stagione, valuteremo la giusta soluzione”

Massimo Briaschi, agente di Christian Maggio, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Crc. Ecco quanto evidenziato:

“Non so se il Napoli vuole continuare con Christian. Con Giuntoli ci siamo dati appuntamento a fine campionato per valutare le intenzioni del Napoli e di conseguenza la soluzione più giusta per Christian. Il Napoli non ha mai espresso la volontà di sostituirlo, poi se il mercato porterà soluzioni che vanno bene ad ambo le parti non ci saranno problemi. Se c’è la volontà di tenerlo noi siamo a disposizione, altrimenti valuteremmo altre soluzioni. Nei test atletici è sempre tra i primi, non è solo un uomo spogliatoio. C’è un 51% di possibilità che possa restare anche la prossima stagione. Abbiamo una richiesta importante in Italia da un club di Serie A, non posso dire altro”.

Rai – Rinnovo Mertens, De Laurentiis spera di annunciarlo prima di Napoli-Fiorentina ma…

Ciro Venerato, giornalista Rai esperto di calciomercato, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc nel corso di ‘Si Gonfia la rete’. Ecco quanto evidenziato:

Rinnovo Mertens? De Laurentiis sta pensando di annunciarlo prima della gara contro la Fiorentina. Non è semplice perché ci sono da stabilire varie clausole legate a un eventuale addio dopo il primo anno, dopo il secondo e dopo il terzo. Restano da sistemare anche le parcelle degli avvocati del belga e i diritti di immagine. I procuratori stanno cercando di ottenere il massimo. Quello che importante è che il calciatore ha detto sì al Napoli. La società inserirà una clausola non inferiore ai 30 milioni”.

Dolberg, l’agente: “Nessun contatto con il Napoli. Apprezzo il gioco di Sarri, è una realtà interessante”

Ai microfoni di Radio Crc, nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’, è intervenuto Jans Steppensen, agente del giovane attaccante  Kasper Dolberg. Ecco quanto evidenziato:

Attualmente abbiamo un contratto con l’Ajax, sarà il club a decidere il suo futuro. Non è escluso che potrebbe restare per altri tre anni.
Il Napoli può acquistarlo e lasciarlo in Olanda? Mi fate domande difficili, E’ tra i giocatori più richiesti in Europa, per il momento non posso dire di più. Non ho avuto contatti, credo neanche l’Ajax. Ma è una realtà interessante, non solo per i turisti. Apprezzo il modo di giocare di Sarri”.

Juve Stabia vs Catania: I convocati di Mister Giovanni Pulvirenti

Domenica pomeriggio alle 15 ci sarà Juve Stabia vs Catania, gara valida come primo turno ad eliminazione diretta dei play off 2016-2017. Entrambe le formazioni si stanno preparando al meglio per questo incontro che vale tutta la stagione.

Al Menti arriva il Catania di Mister Pulvirenti (non parente dell’ex Presidente rossoblu n.d.r.) che ha preso il posto di Mario Petrone che a sua volta aveva preso il posto di Pino Rigoli. L’elefantino non è al meglio della condizione, tanto che per domenica ci saranno molti indisponibili e molti aggregati dalle formazioni giovanili.

Saranno 20 i calciatori rossoblù convocati da Giovanni Pulvirenti. Russotto, che non è al meglio e si è dedicato ad un lavoro differenziato, sarà della partita anche se sarà da valutare le sue condizioni.

Convocato anche il difensore Gil. L’infermeria è ancora piena, tantìè che restano fermi ai box Piermarteri, Bergamelli, Biagianti, Di Cecco, Fornito e Sessa.

Quella che segue è l’elenco dei convocati:

PORTIERI

1 Martinez, 12 Pisseri.

DIFENSORI

34 Baldanzeddu, 26 De Rossi, 20 Djordjevic, 6 Gil, 33 Manneh, 16 Marchese, 15 Mbodj, 28 Parisi.

CENTROCAMPISTI

4 Bucolo, 23 Di Grazia, 18 Di Stefano, 32 Mazzarani, 8 Rizzo, 5 Scoppa.

ATTACCANTI

11 Barisic, 9 Pozzebon, 10 Russotto, 35 Tavares

Banca Etruria, un nuovo caso nel governo

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Un alto esponente del governo Renzi chiese alla Banca Popolare dell’Emilia Romagna (Bper) di valutare un intervento per aiutare Banca Etruria. La notizia che ricostruisce Gianluca Paolucci rappresenta un nuovo tassello della delicata storia che intreccia l’esecutivo e il destino della banca di cui era vicepresidente il padre dell’allora ministro Maria Elena Boschi.

Etruria, un altro esponente del governo chiese aiuto a Popolare Emilia Romagna

A inizio 2015 la richiesta per il salvataggio arrivò anche a Bper. Mediobanca: non abbiamo organizzato noi l’incontro con Unicredit

MILANO – Nelle settimane che precedettero il commissariamento di Banca Etruria un influente membro del governo chiese alla Banca Popolare dell’Emilia Romagna (Bper) di valutare un intervento in favore della banca aretina.

DOMANDE E RISPOSTE – Dopo due anni Arezzo è tornata al centro dell’agenda politica

Siamo nei primi giorni del 2015 quando un «alto esponente» del governo guidato allora da Matteo Renzi contatta i vertici di Bper e chiede la disponibilità della popolare modenese a intervenire in favore di Banca Etruria. Quello stesso giorno e il successivo l’episodio viene riportato ad alcuni ex esponenti aziendali di Etruria, ai quali i vertici di Bper erano legati da una lunga consuetudine in virtù anche della comune appartenenza alla galassia delle banche popolari. D’altra parte, proprio Bper era stata una delle candidate a prendersi Etruria, della quale conosceva benissimo sia le potenzialità che i problemi, spiega una delle fonti interpellate. L’ultimo tentativo risaliva a qualche mese prima, quando la pressione di Bankitalia per aggregare Etruria si era fatta più forte ma Bper aveva dovuto lasciare il passo alle insistenze della Popolare di Vicenza di Gianni Zonin, preferita da via Nazionale, che tra maggio e giugno sembrava pronta a lanciare un’opa poi mai concretizzata.

WEB DOC – Il grande pasticcio delle banche italiane

L’allora presidente di Bper Ettore Caselli, contattato, nega di aver ricevuto pressioni di alcun tipo: «Guardammo il dossier Etruria come ne guardammo altri e decidemmo di non farne niente». Ma l’episodio si inserisce nelle polemiche sul ruolo del governo nella vicenda di Banca Etruria, il cui vicepresidente era il padre dell’allora ministro e oggi sottosegretario Maria Elena Boschi. E mostra come in quelle settimane l’attenzione dell’esecutivo sulle vicende della piccola Banca Etruria fossero condivise non solo dalla Boschi. Secondo quanto riferisce Ferruccio de Bortoli nel suo libro «Poteri forti (o quasi)», la Boschi chiese all’ad di Unicredit Federico Ghizzoni di interessarsi alla vicenda.

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Lorenzo Rosi, presidente di Etruria dal 2014 fino al commissariamento, avrebbe incontrato Ghizzoni – come ricostruito da La Stampa – per sottoporre una possibile acquisizione da parte di Unicredit. Rosi, tramite il suo legale, conferma l’incontro ma lo retrodata di qualche settimana – a novembre e non a gennaio – e lo colloca presso la sede di Unicredit in piazza Gae Aulenti. Qualche giorno prima, il 5 novembre, la Boschi aveva partecipato alle celebrazioni dei 15 anni di Unicredit. A combinare l’appuntamento tra Rosi e Ghizzoni, si spiega, sarebbe stata Mediobanca, allora consulente di Etruria (da agosto 2014) per la trasformazione in spa e per la ricerca di un partner. Se non che Mediobanca fa sapere di «non aver avuto nessun ruolo nell’incontro e di non esserne stata a conoscenza». Secondo quanto ricostruito, durante il mandato di consulenza le uniche manifestazione d’interesse che furono portate ad Arezzo da piazzetta Cuccia provenivano da fondi speculativi o banche estere. Come l’israeliana Hapoalim, uno degli ultimi soggetti a guardare a Etruria prima del commissariamento arrivato l’11 febbraio del 2015. Mentre dalle banche italiane attraverso Mediobanca non venne registrato alcun interesse. L’avvocato della Boschi, Vincenzo Zeno Zencovich, ricostruisce la vicenda in maniera completamente diversa: «Ho motivo di ritenere che questa richiesta fosse stata avanzata da tempo da Banca d’Italia e che non ci sia stato nessun intervento, così come viene raccontato in questo libro». Quello che è certo è che nelle convulse settimane che precedettero il commissariamento i vertici di Etruria condussero una intensa attività «in proprio», slegati dai consulenti, per cercare un partner. Le pressioni di Bankitalia si facevano sempre più insistenti e il cda guidato da Rosi – con Pier Luigi Boschi vicepresidente – ebbe proprio la ricerca di un acquirente come priorità. Il Fatto Quotidiano racconta anche di un altro incontro, a marzo 2014 (quando il cda di Etruria era guidato da Giuseppe Fornasari), con Vincenzo Consoli e Flavio Trinca – allora alla guida di Veneto Banca.

Il 20 gennaio del 2015 poi il governo Renzi annuncia un provvedimento auspicato da almeno 20 anni e mai realizzato da nessun governo: la riforma delle banche popolari con l’obbligo di trasformazione in spa. Una decisione che non coglie di sorpresa Etruria, che aveva già da tempo deciso di anticiparla trasformandosi in società per azioni. Un procedimento interrotto anche in questo caso dal commissariamento del febbraio 2015. La fine di Etruria e l’inizio di una vicenda che dopo oltre 2 anni continua a catalizzare il dibattito politico.

vivicentro.it/economia
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lastampa/Etruria, un altro esponente del governo chiese aiuto a Popolare Emilia Romagna GIANLUCA PAOLUCCI

Sparatoria al viale Europa, ritrovata a Napoli l’auto dei rapinatori

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Sparatoria al viale Europa, ritrovata a Napoli l’auto dei rapinatori

Sono scappati dopo aver preso a colpi di pistola e derubato il portavalori del Banco di Napoli. Dal Viale Europa si sono diretti verso il raccordo sfrecciando ad alta velocità con la loro Seat Leon.

Con il lunotto posteriore in frantumi e un ricco bottino tra le mani, i rapinatori sono giunti fino a Napoli dove sarebbe stata ritrovata la loro autovettura; di loro però ancora nessuna traccia.

I carabinieri del comando stabiese informano che i malviventi, questa mattina, avrebbero sottratto una cifra che può variare dai 300mila euro al milione.

Gli ideatori del colpo non sarebbero di Castellammare di Stabia ma comunque hanno dimostrato di conoscere molto bene gli orari e le vie di fuga della città.

Non gravi le due guardie giurate ferite stamattina, ma sono ancora all’ospedale San Leonardo.

L’ORDA AZZURRA – Torna questa sera dalle ore 18:30 con la diretta video!

Non mancate…

Questa sera non perderti il primo appuntamento con L’Orda Azzurra, il programma che va in onda sulle frequenze di Vivi Radio Web la radio ufficiale di Vivicentro.it. Tutto quello che c’è da sapere sul Napoli, sempre live…

A condurre il programma, Ciro Novellino (giornalista di Vivicentro) e al suo fianco Mario Vollono (vicedirettore di Vivicentro). Tanti ospiti al telefono e in studio. Mandate i vostri messaggi sulla pagina Facebook della radio, o chiamate allo 081 048 73 45 oppure mandare un messaggio Whatsapp al 338 94 05 888 e seguiteci in diretta video su Facebook alle seguenti pagine:

https://www.facebook.com/vivicentro.it/?fref=ts

https://www.facebook.com/Vivi-Radio-Web-604612696249335/

https://www.facebook.com/ciro.novellino/

e sul contatto personale di Ciro Novellino e Mario Vollono

Non mancate, L’Orda Azzurra sta arrivando…!

Come sempre potrete ascoltarla in diretta a questo indirizzo:

Cliccando questo link https://www.vivicentro.it/viviradioweb/

dalle 20:15 e in differita due ore dopo la fine della trasmissione a questo indirizzo https://www.spreaker.com/show/tracce-di-lorda-azzurra

Pescara: realizzazione della nuova caserma demaniale della GDF

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PESCARA. REALIZZAZIONE DELLA NUOVA CASERMA DEMANIALE OSPITANTE IL REPARTO OPERATIVO AERONAVALE, IL NUCLEO PT E LA STAZIONE NAVALE DELLA GUARDIA DI FINANZA DI PESCARA.

 

Frutto della costante e perfetta sinergia tra Istituzioni, l’Agenzia del Demanio, il Provveditorato alle Opere Pubbliche e la Guardia di Finanza conseguono, nella Regione Abruzzo, un altro importante traguardo del fondamentale ed improcrastinabile processo di spending review, da tempo in atto in tutta la Pubblica Amministrazione.

Ponendo fine ad un contratto di locazione passiva con privati, con oneri annui pari a circa 270.000 euro, la Guardia di Finanza di Pescara si dota di una nuova e funzionale caserma sita sul Lungomare Papa Giovanni XXIII, portata a termine su un’area complessiva di circa 7.500 mq e che domani, sabato 13 maggio, nel corso di una solenne cerimonia alla presenza delle massime Autorità civili, militari e religiose – tra cui il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Generale di Corpo d’Armata Giorgio Toschi, ed il Comandante Interregionale dell’Italia Centrale, Generale di Corpo d’Armata Edoardo Valente – verrà solennemente inaugurata ed intitolata alla memoria del Vice Brigadiere Ermando Parete, in vita testimone attivo ed infaticabile della immane tragedia dell’Olocausto.

Il complesso immobiliare si eleva su quattro livelli, per un volume complessivo di mc 18.000 circa.

La superficie del sedime rimasta libera è di mq 5.000 circa e consente un agevole parcheggio di 80 automezzi, dando nel contempo ampio respiro al complesso infrastrutturale.

L’opera è pienamente conforme alle più recenti normative vigenti in materia tecnica, tra cui:

  • l’alto risparmio energetico, mediante apposita coibentazione atta a garantire un ottimo isolamento caldo/freddo. Gli impianti di riscaldamento e raffrescamento, costituiti da apparati di ultima generazione, sono completati da un efficiente impianto solare termico. L’impianto elettrico presenta la predisposizione per poter essere integrato da un apparato fotovoltaico;
  • l’abbattimento delle barriere architettoniche;
  • l’assorbimento delle sollecitazioni sismiche.

L’intero comprensorio è opportunamente protetto da idonei impianti di videosorveglianza ed antintrusione. Tutti i locali sono serviti da linea telefonica e rete LAN. La caserma, oltre agli uffici, è completata da ulteriori locali indispensabili per assolvere compiutamente ai compiti istituzionali (archivi, magazzini, officine, locali tecnici, mensa ed alcuni posti letto).

La nuova struttura destinata ad “uso governativo” – che, tradotto, sta a significare: “per la collettività e della collettività – è il frutto di una progettualità che parte da lontano allorquando, nel 1999, si diede finalmente avvio ad un ampio programma infrastrutturale volto al potenziamento del patrimonio immobiliare del Corpo della Guardia di Finanza, nell’ottica di una più funzionale presenza del personale sul territorio e di un incremento dell’azione di contrasto alla evasione fiscale ed alla criminalità organizzata.

Una strategia di largo respiro, nell’ambito della quale si confermò, con maggiore incisività, il riconoscimento del ruolo determinante del Corpo per il faticoso risanamento del ciclo della Finanza pubblica.

Sebbene con fasi alterne per l’individuazione del sito più idoneo e dopo momenti di contenzioso con le ditte vincitrici degli appalti, la struttura vede finalmente la luce in un contesto ambientale, il nuovo water front pescarese, in cui l’immobile si inserisce perfettamente in sicura armonia architettonica e nel pieno rispetto dell’intero skyline della Marina.

L’opera portata a termine costituisce valido prodromo all’ambizioso progetto di federal building  che, oramai  a breve, sarà realizzato nella ex Caserma “Berardi” di Chieti, nell’ambito del quale sarà efficacemente acquartierata anche la Guardia di Finanza, ancora una volta con un positivo risparmio finanziario per oneri passivi.

 

Con ”Scacco al Duce” Pingitore racconta l’ultima notte di Mussolini (Debora VELLA)

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Scacco al Duce è l’ultimo libro del regista italiano Pier Francesco Pingitore edito dalla casa editrice di Catignano (Pe) Masciulli Edizioni. L’opera raccoglie la trilogia degli atti teatrali che il re del Teatro Margherita di Roma ha rappresentato in tutta Italia registrando uno straordinario successo di pubblico.

Pingitore elabora così un trittico dedicato alla figura controversa di Mussolini e ai suoi ultimi giorni: è la Storia che si intreccia al destino ineluttabile di uomo.

Scacco al Duce racchiude l’epilogo di Mussolini che converge nell’ultima notte che il Duce e Clara Petacci trascorsero insieme nella cascina De Maria a Bonzanigo. Le ore di angoscia sono scandite dai pensieri e dai dialoghi nei quali Mussolini rivive tutta la sua turbolenta esistenza.

Sul palco la pièce prende forma attraverso le voci e i volti di importanti attori italiani, quali l’abruzzese Federico Perrotta che con grande maestria porta in scena un pastore che vive a Campo Imperatore; Luca Biagini nel ruolo di Benito Mussolini, attore di grande talento e dotato di una sorprendente somiglianza fisica e Barbara Lo Gaglio che invece interpreta Claretta Petacci. Nel 2015 Pingitore ha voluto rappresentare l’opera proprio nei luoghi dove la storia è stata scritta, a Campo Imperatore in Abruzzo dove Benito Mussolini fu prigioniero.

Dalla quarta di copertina:

“Le ragioni per le quali ho scritto e messo in scena la trilogia dedicata all’arresto, alla liberazione e infine alla morte di Benito Mussolini, sono da ricercare nel desiderio di spiegare, per primo a me stesso, i moti dell’animo, o quelli che io ritengo tali, del protagonista assoluto della tragedia italiana e dei vent’anni che la precedettero. Compito arduo, certo, e forse arbitrario, quello di indagare nel labirinto psicologico di un uomo che nella sua vita è stato tutto e il contrario di tutto. Che ha suscitato passioni, entusiasmi, rancori e odii in più generazioni di italiani, quali forse nessun altro nella nostra storia.

Nel bene e nel male, di Mussolini ho cercato di non tacere nulla di essenziale. La mia non è certo l’opera di uno storico, né mai avrei la pretesa, ridicola, di esserlo. Mi basta portare alla luce quella che io ritengo la condizione umana di un uomo che, da bambino, vidi da prima quasi idolatrato e poi, da un giorno all’altro, gettato nella polvere e calpestato.” (Pier Francesco Pingitore)

Il libro è uscito il 5 maggio, edito da Masciulli Edizioni di Catignano, è composto di 154 pagine e ha un prezzo di copertina di 14,00 euro.

Debora VELLA

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