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Football Leader 2017, Inzaghi è l”allenatore dell’anno, Chiesa il ‘Leader Under 21’

Football Leader 2017, Inzaghi è l”allenatore dell’anno, Chiesa il ‘Leader Under 21’

Si va ampliando il parterre de roi di Football Leader 2017, il premio dell’AIAC (Associazione Italiana Allenatori Calcio) organizzato dalla DGS Sport&Cultura, con altri due prestigiosi premiati.
L’allenatore della SS Lazio Simone Inzaghi ha vinto il premio “Football Leader-Allenatore dell’anno” con la seguente motivazione:
Per aver guidato con personalità e intelligenza la Lazio, conferendole una precisa identità tattica, un gioco vincente e uno spirito di gruppo encomiabile. Simone Inzaghi si è rivelato quest’anno un autentico Leader delle panchine”.

Federico Chiesa, talento della Fiorentina, si è invece aggiudicato il riconoscimento “Football Leader Under 21” con questa motivazione: “Per aver mostrato talento e leadership in campo e fuori per capacità tecniche e per spiccata personalità. Chiesa, al debutto in massima serie, ha mostrato con carisma e classe le due doti, entrando immediatamente nel cuore dei tifosi e degli appassionati di calcio, conquistando con merito il proscenio della Nazionale Under 21”.

Simone Inzaghi e Federico Chiesa saranno presenti alla cerimonia di premiazione di Football Leader 2017 in programma il 6 giugno a Napoli, nello splendido proscenio di Castel dell’Ovo.

Ad assegnare i riconoscimenti a Simone Inzaghi e a Federico Chiesa sono state le giurie speciali di Football Leader 2017, ovvero gli allenatori iscritti all’AIAC che hanno espresso i voti a Coverciano e la commissione composta da prestigiose firme del giornalismo sportivo italiano. Tutti i dettagli sul sito www.football-leader.it.


Widmer nel mirino, Napoli disposto a cedere Zapata all’Udinese

Widmer nel mirino, Napoli disposto a cedere Zapata all’Udinese

In occasione dello scontro diretto di sabato, i dirigenti del Napoli hanno avuto dei nuovi contatti con quelli dell’Udinese per alzare concretamente l’offerta per il terzino Widmer, offrendo anche la disponibilita’ a cedere Zapata, come scrive Il Mattino. Sul taccuino di Giuntoli ci sono anche altri tre giocatori dell’Udinese: il portiere Meret (protagonista della Spal) e i classe ’96 Fofana e Jankto. Va prestata molta attenzione anche alla pista Andrea Conti: il procuratore guarda con favore al Napoli ma sa che l’Atalanta ha in mente una valutazione molto alta, almeno 20 milioni per il terzino.

Roma, attenta al Pescara degli ex! E la squadra di Zeman non ha mai battuto i giallorossi in A…

NOTIZIE AS ROMA – Non solo Zeman tra gli ex di questa sfida, che si giocherà lunedì 24 aplrile alle 20.45 all’Adriatico. Sono ben 5 i giocatori che militano attualmente nel club abruzzese e che sono cresciuti nel vivaio giallorosso: Valerio Verre, Gianluca Caprari, Alessandro Crescenzi, Simone Pepe e Cesare Bovo. Pepe è l’ex di più vecchia data: nella stagione 200/2001 passò dalla Roma Under 19 al Lecco per poi, nel corso degli anni, arrivare fino alla Juventus dove ha subito un brutto infortunio che ne ha ridimensionato la carriera. Bovo passò alla Roma dal Lecce nella stagione 2005/2006 ed in quella successiva fu venduto al Palermo. Tutti più “recenti” gli altri ex: il terzino sinistro Crescenzi è stato spesso utilizzato come merce di scambio dalla società giallorossa, fino ad arrivare nel 2015 a Pescara, dove sta trovando una certa continuità di rendimento. Nel 2009, fu proporio Spalletti, tra l’altro, a farlo esordire in Serie A (lo riporta Il Tempo). Stessa sorte per Verre e Caprari, il quale era ben visto da Luis Enrique ma fu poi mandato a farsi le ossa nelle serie minori  ed in questa stagione ha messo a segno ben 8 reti: un bottino niente male.
Due vittorie e due pareggi tra Roma e Pescara nelle ultime 4 sfide tra queste due squadre nella massima serie: mai una vittoria per i biancazzurri. Difficile che l’impresa riesca proprio ora: il club abruzzese ha incassato 72 gol totali in questo 2016/2017, ben 45 più della Roma (dato tratto da LaRoma24.it) ma si tratta di una statistica che potrebbe avere il suo peso.

Claudia Demenica

Lotito spara una cifra alta, l’affare Keita si è bloccato

Lotito spara una cifra alta, l’affare Keita si è bloccato

Il Napoli, nonostante i rinnovi più vicini di Insigne e Mertens, si guarda intorno. Nel mirino di Giuntoli e del suo scout ci sono Castillejo del Villarreal e soprattutto Deulofeu: il destino del milanista e’ nella mani del Barcellona (oltre che dell’Everton) ma il ds azzurro attende sornione l’evoluzione della situazione. Come riporta l’edizione odierna de Il Mattino, piace Keita della Lazio ma Lotito ha fatto una valutazione molto alta del suo gioiellino e il tutto si è arenato.

Rinnovo Mertens, c’è distanza sulla clausola: possibile incontro con Kat

Rinnovo Mertens, c’è distanza sulla clausola: possibile incontro con Kat

Le distanze diminuiscono ancora, anche se la strada che porta al rinnovo di Mertens con il Napoli è ancora lunga per il divario di cinque milioni di euro tra le due parti, ovvero l’entita’ della clausola rescissoria che sarebbe utilizzabile solo a partire dall’estate del 2018: i legali belgi la vorrebbero di 18 milioni, i dirigenti azzurri di almeno 23 milioni.

Come rivela Il Mattino: “Nel giro delle ultime ventiquattro ore, in ogni caso, sono stati fatti dei concreti passi in avanti. A sbloccare la situazione e’ stato di sicuro l’incontro di sabato al San Paolo tra De Laurentiis e Francis Stijn. Un faccia a faccia di almeno una trentina di minuti: De Laurentiis e’ stato chiaro nel ribadire la sua volonta’ di non cedere Mertens questa estate. Anche senza rinnovo, il giocatore restera’ nella rosa. Kat vuole lasciare la citta’ e il presidente ha chiesto di poter incontrare, al ritorno in Italia la signora Mertens. Alla finestra, a seguire l’evolversi della trattativa, ci siano Inter, Roma e un bel po’ di pretendenti, ed e’ possibile che abbiano avanzato anche qualche offerta al giocatore”.

Approvato il biotestamento: il malato può abbandonare le cure

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La Camera dei Deputati approva l’emendamento chiave nel disegno di legge sul Biotestamento: in futuro il malato potrà decidere liberamente di interrompere le cure ma …… l’Italia ricasca nella trappola della “Obiezione di coscienza” che è stata inserita anche in questa nuova legge come lo fu, a suo tempo, per quella sull’aborto, e ben si sa a cosa ha portato: ad oggi si è dovuto ricorrere ad indire concorsi specifici per Medici NON obiettori. Comunque e a prescindere, siamo anche di fronte all’ennesimo venir meno dell’uguaglianza tra i cittadini sancita anche dalla Costituzione all’Art. 3. Perché i Medici posso Obiettare mentre, ad esempio, Poliziotti, Carabinieri, Soldati in genere NON possono avanzare l’obiezione di Coscienza nel compimento del loro “mestiere”? Eppure anch’essi possono trovarsi nella condizione di dover uccidere un essere umano.  IDEM poi per alcuni lavoratori: perché alcuni possono obiettare al lavoro festivo mentre altri, in condizioni di lavoro anche ben più dure (ad esempio in acciaieria ad altoforni e convertitori o cocheria ecc ecc) non possono obiettare? Ma questo è ancora altro!

Biotestamento, il malato potrà interrompere il trattamento

Approvato l’emendamento chiave del ddl. Ma c’è l’obiezione di coscienza

ROMA – Il cuore della proposta di legge sul testamento biologico resiste grazie all’insolito asse di maggioranza costituito da Pd e Movimento 5 stelle e supera il primo ostacolo a Montecitorio.

LEGGI ANCHE – La convergenza tra il Movimento Cinque Stelle e la Chiesa è in essere da due anni

Approvati ieri i primi due articoli del provvedimento che disciplina la fase terminale del malato. Le modifiche più importanti, nel corso della discussione in Aula sono state apportate al primo articolo, considerato il perno centrale della proposta di legge che, nelle intenzioni, restituisce al malato la possibilità di disporre secondo le proprie intenzioni del suo fine-vita. Secondo le modifiche apportate durante la discussione di ieri in Aula, oltre a disciplinare il consenso informato, il primo articolo prevede ora che il paziente possa rifiutare l’idratazione e la nutrizione artificiali, equiparandoli a normali trattamenti sanitari. Non un abbandono del malato alla morte, quanto piuttosto un accompagnamento a una conclusione serena dell’esistenza senza dolore (grazie al diritto alle cure palliative). Nel riconoscimento del fine-vita del paziente, si introduce la cosiddetta «sedazione palliativa profonda, in associazione con la terapia del dolore». Si intende evitare, poi, un accanimento terapeutico nei confronti del malato: nessuna «ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure», ma piena libertà di scelta al paziente, anche prima della malattia.

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Nel caso in cui il malato non sia cosciente, o sia minorenne, il secondo articolo approvato ieri prevede che un tutore legale o i parenti più stretti del paziente possano prendere una decisione al suo posto. Il medico, ovviamente, è esonerato da ogni responsabilità rispetto alla scelta di non sottoporsi a terapie. Il testo gli riconosce, grazie a un emendamento passato ieri tra le polemiche, il diritto a una sorta di obiezione di coscienza e, quindi, la possibilità di rifiutarsi di ottemperare alle richieste del malato. L’obiezione di coscienza non è espressamente prevista dalla legge sul biotestamento, ma di fatto il testo la introduce, dando la possibilità al medico di rifiutarsi di interrompere le cure e, comunque, di poter fare delle valutazioni cliniche preventive. L’inserimento di questo emendamento, fortemente voluto dai centristi di Angelino Alfano, ha messo a dura prova la tenuta dell’intesa tra i Dem e i Cinque stelle. «Siamo stanchi dei continui contentini che il Pd fa ai suoi alleati di governo – mette in guardia Silvia Giordano, M5S -. A questo punto potremmo votare contro sul terzo articolo della legge, che rimanda proprio a questa obiezione di coscienza camuffata prevista dal primo articolo».

Sedata poi sul nascere un’altra polemica nata dalle obiezioni etico religiose poste alla legge sul biotestamento in questi giorni. L’associazione che riunisce gli ospedali cattolici aveva annunciato che si sarebbe rifiutata di accettare pazienti che avessero già firmato un testamento biologico con l’interruzione delle terapie. Nel testo, però, non viene riconosciuto nessun distinguo o trattamento particolare alle strutture sanitarie private convenzionate. E anzi, è stato bocciato l’emendamento centrista che mirava a consentire loro «di poter essere esonerate da applicazioni non rispondenti alla carta dei valori su cui fondano i propri servizi».

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lastampa/Biotestamento, il malato potrà interrompere il trattamento FEDERICO CAPURSO

Juve Stabia, tanti auguri al presidente del settore giovanile Andrea De Lucia

Juve Stabia, tanti auguri al presidente del settore giovanile Andrea De Lucia

Oggi è un giorno di festa per il settore giovanile della Juve Stabia. Tutte le componenti abbracciano il presidente Andrea De Lucia che festeggia il suo compleanno. Dal direttore Alberico Turi, al responsabile Saby Mainolfi, e tutte le componenti dello staff dirigenziale e delle squadre fanno i migliori auguri al presidente, che sia una giornata ricca di amore.

La redazione di Vivicentro.it, nelle figure di Ciro Novellino e Mario Vollono, vogliono unirsi agli auguri al presidente Andre De Lucia.

a cura di Ciro Novellino

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Oggi in Cattedrale l’ultimo saluto a Don Bartolo, l’amato sacerdote di Castellammare di Stabia

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Don Bartolo
Don Bartolo

Oggi verrà dato l’ultimo saluto a Don Bartolo Del Gaudio, l’amato sacerdote di Castellammare di Stabia che, dopo una lunga malattia, si è spento ieri all’età di 85 anni.
I funerali verranno celebrati dall’arcivescovo Alfano, alle ore 15:30 presso la Cattedrale della città.

Teologo, dedito alle attività di volontariato sia in Africa che sullo stesso territorio stabiese, è stato un simbolo della parrocchia di Sant’Antonio di Padova, un punto di riferimento per i tanti giovani cresciuti ascoltando le sue omelie, sempre molto chiare e dirette.

Negli ultimi anni, l’arcivescovo Alfano gli aveva affidato il ruolo di presidente dell’OIERMO (OPERA PER L’ISTRUZIONE E L’EDUCAZIONE RELIGIOSA E MORALE DELLA GIOVENTÙ), associazione Onlus molto impegnata nel sociale, nata a Castellammare di Stabia con sede in Via Annunziatella.

Una vita spesa nel bene per il bene quella di Don Bartolo. Rimarrà impresso nei cuori dei tanti fedeli che hanno trovato in lui sempre una parola di conforto, un abbraccio di un padre spirituale comprensivo e umano.

Rinnovo Insigne, entro lunedì l’ufficialità: sarà un vero evento mediatico

Rinnovo Insigne, entro lunedì l’ufficialità: sarà un vero evento mediatico

Come riporta La Gazzetta dello Sport entro lunedì dovrebbe arrivare l’ufficialità del rinnovo di Lorenzo Insigne: “Aurelio De Laurentiis e Lorenzo Insigne metteranno nero su bianco il rinnovo di contratto dell’attaccante del Napoli in una conferenza stampa che il club azzurro sta organizzando proprio in queste ore. Appuntamento a Castel Volturno sabato o, al massimo, lunedì per una cerimonia che sancirà l’accordo trovato la scorsa settimana tra le parti. Insigne si legherà al Napoli fino al 2022, guadagnerà cinque milioni a stagione e lascerà alla società di De Laurentiis i diritti di immagine. Un matrimonio attesissimo dai tifosi e che dunque verrà ufficializzato in pubblico rendendo l’evento il più mediatico possibile. Ecco perché si sta valutando se sovrapporre la conferenza per il rinnovo di Insigne a quella di presentazione da parte di Sarri del match contro il Sassuolo (al momento sembra questa la decisione) o posticipare quello che può essere definito l’«Insigne day» a lunedì, dopo la sfida del Mapei Stadium”.

ESCLUSIVA- Fulvio Pea: “La Juve Stabia ha il potenziale per vincere i play-off. Sarà determinante lo spirito di squadra”

L’intervento dell’ex allenatore della Juve Stabia, Fulvio Pea al Pungiglione Stabiese

Intesa tra il Movimento Cinque Stelle e la Chiesa

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La scena politica vede affiorare un’inedita intesa tra il Movimento Cinque Stelle e la Chiesa sui temi del contrasto alla povertà e del reddito di cittadinanza. L’obiettivo di Grillo sono i voti dei moderati e, come spiega Marcello Sorgi, “sono almeno due anni che la convergenza si è realizzata”.

Nasce il TeoGrillismo, così il M5S chiede alla Chiesa i voti dei moderati

Il feeling con i cattolici è su povertà e reddito di cittadinanza

ROMA – La nascita del TeoGrillismo è annunciato da due interviste parallele. La prima la concede Beppe Grillo ad Avvenire, il quotidiano dei vescovi. La seconda, Marco Tarquinio, che di Avvenire è il direttore, al Corriere della Sera. Grillo, nel suo linguaggio a metà tra Osho e Napoleone, dice che il problema planetario è «il dopo sbornia dei cittadini sbattuti sul piatto del business mondiale come manodopera per uscire dalla Grande Crisi». Tarquinio dice: «Se guardiamo ai grandi temi, nei trequarti dei casi abbiamo la stessa sensibilità». Non è vero. Ma ci sono due nodi di fondo che sono prioritari per i TeoGril e per la Chiesa: la povertà e il lavoro. Su questo terreno, incomprensibilmente sottovalutato dal resto della politica, il messaggio è lo stesso: diseredati, non abbiate paura, noi siamo qui a proteggervi. Come? La Chiesa con la preghiera e finalmente con i preti di strada. I 5 Stelle con la promessa del reddito di cittadinanza. Ma la soluzione prospettata importa relativamente. Quello che conta è un sentimento diffuso di rabbia e frustrazione che i Cinque Stelle, e in modo del tutto diverso Papa Francesco, intercettano e gli altri no.

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A Torino, prima della campagna elettorale, Monsignor Nosiglia, vescovo della città, spiegò a Chiara Appendino l’importanza delle periferie. Appendino costruì la sua corsa al Municipio sulle difficoltà degli emarginati. Da quel momento l’idea del futuro del Vescovo e della Sindaca si è divaricata fino a diventare inconciliabile, dalle scuole paritarie alle coppie gay. E allora che cosa unisce la Chiesa cattolica alla chiesa messianica immaginata da Gianroberto Casaleggio? Chi è che ha più bisogno dell’altro? E come è possibile che la strada che porta a Gaia, un universo che odia i massoni, la finanza e la croce, sia la stessa che porta al Paradiso?

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A prima vista il lancio sincronizzato delle due interviste è l’endorsement della Cei a favore dei 5 Stelle, in realtà è l’ennesimo tentativo dei 5 Stelle di parlare ai moderati. Non solo ai cattolici, ma a quel mondo di centro che detesta il movimentismo complottista e rissoso incarnato dai Vaffaday. Essendo la Chiesa un sistema inerziale rispetto a chi governa, o potrebbe governare, non stupisce la crescente anche se controversa attenzione verso il nuovo che avanza. Ma il TeoGrillismo a quale necessità risponde? All’idea del vero partito nazione, capace di contenere nella sua pancia tutto e niente grazie al più affascinante specchietto per le allodole dell’era contemporanea, la parola «post-ideologico». Non stiamo né di qua né di là, stiamo con il popolo che soffre. E lo facciamo con affetto. Non significa nulla, però funziona.

I dettagli aiutano a capire. L’intervista di Grillo è stata rilasciata la settimana scorsa prima delle dichiarazioni del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio contro il lavoro domenicale e a favore delle famiglie. E prima della presenza dello stesso Di Maio alla messa di Pasqua in San Pietro. Strategia che suscita qualche sorriso. Grillo, fingendo di non essere più fiero delle sue oscenità da caserma, nelle foto su Avvenire sembra il Pensatore di Rodin. La giacca, la cravatta, lo sguardo serio, lontano, tre dita a proteggere la bocca. Niente a che vedere col pazzo sudato da palcoscenico. Un uomo pacato. Istituzionale. Che non sceglie come bersaglio «il bugiardo Renzi», ma il Nembo Kid degli agnelli, Silvio Berlusconi. I sondaggi segnalano la crescita dell’ex Cavaliere e Grillo lo prende a spallate. Lo considerava politicamente morto, è spaventato dal suo ritorno in vita.

Così arriva la sterzata TeoGril. Il comico genovese è più un uomo di temperamento testardo che di volontà risoluta, però ha fiuto, è malleabile, una sagoma di pongo capace di adattarsi a mille forme, un milionario che blandisce i poveri. Un modello che in giro per il pianeta funziona, che non ha bisogno di spiegare le contraddizioni di chi ammicca a Francesco e al francescanesimo, ma vuole fuori dal paese gli immigrati, attacca i romeni, sogna il ritorno dei nazionalismi, invoca il sovranismo, appoggia il testamento biologico, l’eutanasia, la canna libera e irride la liturgia vaticana imboccando la propria classe dirigente con grilli essiccati dispensati come ostie. Grillo e i TeoGril non credono nella Chiesa, spesso la detestano, ma oggi ne hanno bisogno, perché come diceva Longanesi, l’Italia è l’unico paese al mondo dove tutti vogliono fare la rivoluzione a braccetto con i carabinieri.

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lastampa/Nasce il TeoGrillismo, così il M5S chiede alla Chiesa i voti dei moderati ANDREA MALAGUTI

I sospetti sulla nuova pirateria dalla Libia

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Gianni Riotta parla dei “sospetti sulla nuova pirateria” e aggiunge che “il piano per salvare i dannati del mare deve essere condiviso perché nessuno può illudersi di risolvere da solo una migrazione epocale”.

I sospetti sulla nuova pirateria

Il leggendario diplomatico inglese Brian Urquhart, già sottosegretario alle Nazioni Unite, ammoniva i giovani reporter: «Voi cercate nelle crisi internazionali buone o cattive soluzioni, mentre spesso si fatica giusto perché tra cattiva e pessima soluzione non prevalga, infine, la tragica». L’amaro realismo di Urquhart torna in mente davanti alla biblica migrazione che, da decenni ormai per crisi economica, guerre, cambio del clima, muove generazioni di africani verso l’Europa. L’idea, popolare tra ingenui e demagoghi, che esista una magica bacchetta, «Accoglieteli a braccia aperte!» o «Risbatteteli in mare!», è assurda, gli emigranti partiranno ancora per anni e occorre una serie costante di misure, geopolitiche, umanitarie, sociali, economiche, culturali, militari perché, limitando le sofferenze, non si cada in guerre aperte e genocidi.

LEGGI ANCHE: Una regia dietro gli sbarchi record di migranti

I numeri sono noti, e feroci, il mare delle nostre vacanze ha visto affogare nel 2016 oltre 5000 esseri umani, 170.000 si sono messi in viaggio dalla Libia all’Italia e il 2017 non sarà diverso. Servono riforme pazienti, lo sviluppo in Africa, tecnologie, la riduzione dei pingui dazi Ue che soffocano l’agricoltura subsahariana, contrasto a guerre e dittature avide.

E servono interventi immediati, un Frontex, la prima linea di intervento europeo con 250 milioni di budget e centinaia di addetti, più flessibile, una politica Ue scevra da dispute di valico (l’Austria minaccia ancora di chiudere il Brennero) e più cosciente di un sostegno non ipocrita all’Italia. Ciascuno deve fare il proprio dovere, invadersi a vicenda il campo diffonde caos, non ragione. Bene fa Papa Francesco a ripetere l’appello evangelico alla carità, ma un governo ha – purtroppo – l’obbligo di agire secondo «a Cesare quel che è di Cesare», e chi aprisse i confini spensierato, verrebbe travolto dalla popolazione infuriata. Le misure del premier Gentiloni e del ministro Minniti ricordano che anche la sicurezza è diritto civile e temere di perderlo genera odio. Polizia, Marina, Guardia costiera devono assicurare che l’ancestrale «legge del mare» salvi i naufraghi, ma non possono, sole, fronteggiare l’emergenza politica. Le organizzazioni umanitarie, ong, devono per sussidiarietà, intervenire laddove il pubblico non arriva, aggiungendo tenerezza e calore come sanno bene fare.

Illudersi di risolvere, ciascuno da sé, una migrazione epocale, seminerà zizzania, confusione, ulteriori dolori agli sfortunati, aizzando reazioni populiste prima, razziste poi. Frontex, come documentato dal «Financial Times» già da mesi, teme che ong, di fama o meno celebri ed efficienti, stiano concorrendo con una campagna «fai da te» di intervento sulle barcacce dei trafficanti libici ad aggravare il problema. Il racket spingerebbe in mare i disperati, puntando sul soccorso dei volontari, e ci sono accuse – contestate – di fondi esagerati, chiamate al cellulare non limpide, poca trasparenza. Una delle migliori organizzazioni, la storica «Save The Children», ha respinto gli addebiti tramite la dirigente Aurelie Ponthieu, altri gruppi sembrano ancora intenti alla campagna «fai da te» che Frontex, magistratura italiana e fonti Onu ritengono «non utile» perché non contrasta il racket, non affonda i barconi, non controlla infiltrazioni possibili di malavita e terrorismo, in alcuni casi pare istruisca gli immigrati a non collaborare con le autorità.

Salvare vite umane è precetto comune a fede, etica civile, legge. Ma questa non è stagione da Cavalieri Solitari, la tragedia in corso è troppo grande perché ci si possa arrogare di risolverla in proprio. Serve, oggi, un passo di ragione da parte di tutti, con il coordinamento chiaro di governi, militari, ong e organizzazioni umanitarie, che attribuisca, di intesa comune, a ciascuno un ruolo preciso. È la soluzione più razionale, più seria ed efficace, quella che salverà più vite. L’alternativa, «la pirateria a fin di bene», darà un effimero brivido di eroismo, ma intralciando – sia pur a fin di bene – i soccorsi nel Mediterraneo e diffondendo, boomerang velenoso, rancore e risentimento contro i dannati del mare.

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Una regia dietro gli sbarchi record di migranti

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Gli sbarchi record di migranti degli ultimi giorni hanno una regia precisa. A sostenerlo è il governo italiano che teme un piano della criminalità libica per indebolire il primo ministro Sarraj e i suoi alleati a Roma. In questo contesto anche le navi umanitarie delle Organizzazioni non governative finiscono nel mirino. Gianni Riotta parla dei “sospetti sulla nuova pirateria” e aggiunge che “il piano per salvare i dannati del mare deve essere condiviso perché nessuno può illudersi di risolvere da solo una migrazione epocale”.

Il governo: sbarchi record non casuali: “Una regia guida i migranti in mare”

Dall’inizio dell’anno soccorsi in 37mila, anche i team umanitari nel mirino. Save the Children: le organizzazioni più grandi hanno conti trasparenti

ROMA – L’impennata di sbarchi nei giorni di Pasqua ha avuto l’effetto di un’onda tellurica nelle stanze del governo. Non è normale che dai porticcioli libici partano 8500 migranti in poche ore. Un pullulare di barconi tutt’insieme ha preso il mare ed è andato incontro alle navi umanitarie. Un concatenarsi di eventi che ha messo in ginocchio il sistema di accoglienza dell’Italia e nelle stanze del governo ha generato il sospetto che questa escalation non sia stata casuale. «Un’azione logistica fuori dal comune, quasi di stampo militare», dice chi è a conoscenza del dossier. Un’azione sicuramente concertata. E ora è caccia ai registi.

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È più che un sospetto. È una certezza consolidatasi con l’affinarsi delle indagini: gli investigatori italiani hanno ricostruito la rotta dei gommoni, i porti di partenza, gli orari, i punti di incontro con le navi umanitarie, e si sono convinti che la Pasqua del 2017 abbia segnato un punto di svolta. Dietro le partenze si pensa che quantomeno ci sia la grande criminalità organizzata della Libia, ma non solo. Si guarda alle connection politiche in loco. Potrebbe essere scattata un’operazione per minare definitivamente il ruolo del premier Sarraj, che si era impegnato con l’Italia a far qualcosa contro gli scafisti. Ma non si perde di vista il secondo protagonista di questa vicenda: le navi delle Ong. Chi sono i veri finanziatori, da dove giungono le loro navi, quali inconfessabili accordi potrebbero avere alcune organizzazioni. Intelligence, polizia e militari sono stati tutti mobilitati, ciascuno per la propria parte, a trovare le risposte.

 

Anche Matteo Renzi si è arrabbiato e ha dato voce ai retropensieri del governo: «Noi siamo accoglienti e salviamo vite umane, ma non possiamo essere presi in giro da nessuno, né in Europa, né da Ong che non rispettano le regole».

Renzi cita espressamente il «lavoro straordinario» del ministro Marco Minniti e l’indagine conoscitiva della Commissione parlamentare guidata da Nicola Latorre. «Si sta gettando una luce sulla vicenda».

Migranti - rotte

Dalle audizioni che si tengono al Senato emerge come negli ultimi mesi le navi umanitarie abbiano surclassato le flotte ufficiali. Sistemandosi al limite delle acque territoriali libiche ed esercitando una «ricerca attiva», l’internazionale della solidarietà francese, tedesca e spagnola fa il pieno di migranti e poi, appellandosi alla legge del mare, li consegna nei porti italiani. Secondo lo stesso Renzi, «c’è un problema europeo, che prima o poi verrà fuori. Non è possibile che l’Europa abbia 20 navi che prendono e portano solo in Sicilia».

Anche la procura di Catania indaga su questo aspetto. E il tema riemerge di continuo nelle audizioni del Senato. Ieri finalmente qualcuno ha riconosciuto: «Quando girano così tanti soldi, non si può escludere qualche affare sporco». Era il commento di Valerio Neri, direttore generale di Save the Children in Italia, una Ong storica che si appresta a festeggiare i suoi 100 anni di storia e che il procuratore Carmelo Zuccaro considera «al di sopra di ogni sospetto». Neri però circoscrive l’area del sospetto: «Escludo categoricamente che qualcosa possa macchiare il profilo delle Ong più grandi, più strutturate, più storiche. Conosco le loro procedure interne e so che sono inattaccabili».

Di certe associazioni più piccole si sa che affrontano spese pazzesche e sono evasive sulle entrate. Più di un senatore cita il caso di Moas, una Ong con base a Malta fondata nel 2014 dal filantropo statunitense Chris Catrambone e da sua moglie Regina, che dispone di una nave di 40 metri, il Phoenix, battente bandiera del Belize, e di un aereo con cui pattuglia il mare. L’anno scorso utilizzava anche due droni per il cui nolo pagava 400 mila euro al mese. Moas dichiara di aver salvato 33 mila migranti.

Monta la polemica anche del centrodestra. Laura Ravetto, di Forza Italia, presidente del Comitato Schengen,sostiene che soltanto il 50% delle segnalazioni che ricevono le Ong arriva dalla nostra Guardia Costiera. «È una situazione delicata perché, se fosse vera, stiamo creando dei corridoi umanitari privati in mare».

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Juve Stabia-Fidelis Andria arbitra Fabio Schirru di Nichelino

Sono due i precedenti del fischietto piemontese con le vespe

Per la diciassettesima giornata di ritorno del campionato di Lega Pro girone C che si disputerà domenica 23 aprile alle ore 14 e 30 allo stadio “Romeo Menti” di Castellammare è stato designato Fabio SCHIRRU della sezione di Nichelino a dirigere la gara tra Juve Stabia e Fidelis Andria.

Schirru, nato a Torino il 15 aprile 1985, è al suo terzo campionato in Lega Pro, due sono i precedenti con le vespe, ecco quali:

– 2015 / 2016 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

– 13 marzo 2016 – 9° giornata di ritorno: CATANIA – JUVE STABIA 1 – 1 nel primo tempo ci fu il vantaggio degli etnei con l’ex Bombagi e pari delle vespe dopo dieci minuti con Abou DIOP.

– 2016 / 2017 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

– 3 dicembre 2016 – 16° giornata d’an1data: JUVE STABIA – VIRTUS FRANCAVILLA 1 – 0 gol vittoria per i gialloblù di Alessandro MASTALLI a dieci dalla fine.

L’assistente numero uno sarà: Claudio CANTIANI della sezione di Venosa;

l’assistente numero due Santo BURGI della sezione di Matera.

Giovanni MATRONE

Cucchi, annullata assoluzione medici

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Da Cassazione. Prescrizione imminente, ci sarà inutile appello ter.

Per il caso Cucchi il procuratore generale aveva chiesto l’accoglimento del ricorso della Procura di Roma perché per lui il verdetto dell’appello bis, emesso il 18 luglio 2016 su rinvio della Suprema Corte, presentava “molteplici aspetti critici”

ROMA, 19 APR – Sono stati annullati dalla Cassazione i proscioglimenti dei cinque medici indagati per l’omicidio colposo di Stefano Cucchi: lo ha deciso la Suprema Corte che ha accolto il ricorso della Procura di Roma contro le assoluzioni dei Camici Bianchi, richiesta che ha trovato una valida sponda nel Pg Antonio Mura. “La prescrizione é imminente ma c’è ancora tempo per fare giustizia e annullare con rinvio le assoluzioni dei cinque medici prosciolti per l’omicidio colposo di Stefano Cucchi: il verdetto dell’appello bis presenta molteplici aspetti critici e i giudici hanno sovrapposto il loro punto di vista a quello dei periti senza avere gli stessi requisiti scientifici”.
Questo il ‘cuore’ della requisitoria del Pg Mura davanti alla Prima sezione penale che gli ha dato ascolto. Ci sarà dunque un inutile appello ter ma per la famiglia Cucchi si tratta di un ‘segnale di speranza’ come ha precisato la sorella Ilaria.

Così la notizia viene riportata e riassunta da Repubblica:

È stata annullata dalla Cassazione la sentenza dell’Appello bis che aveva assolto i cinque medici dell’ospedale romano Pertini accusati dell’omicidio colposo di Stefano Cucchi. I proscioglimenti sono stati annullati con rinvio, ma domani scatterà la prescrizione del reato. Il verdetto è stato emesso dalla I Sezione Penale dopo una Camera di Consiglio di circa 3 ore.

Il procuratore generale Antonio Mura aveva chiesto l’accoglimento del ricorso della Procura di Roma contro le assoluzioni, criticando il verdetto dell’appello bis per aver “eluso il mandato della Cassazione” e non aver disposto “una nuova perizia”.

“La mia giustizia consiste nel fatto che tutti hanno capito come e perché è morto Stefano Cucchi, questo ora l’hanno capito anche nelle aule di giustizia”, ha detto la sorella di Stefano, Ilaria Cucchi.

“Perfetto, sono contento”, è stato il primo commento dell’avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia Cucchi. “La prescrizione la dobbiamo ai medici legali e periti che sono intervenuti in quel processo di parte pubblica”, ha detto il legale, ringraziando poi il pg della Cassazione.

La requisitoria. “Sono passati 7 anni, 5 mesi e 28 giorni dalla morte di Stefano Cucchi e siamo alla vigilia della prescrizione” del reato di omicidio colposo contestata ai cinque medici assolti in appello, “molto turbati da questa vicenda: ma il processo si svolge qui ed ora e si tratta di un reato al momento non prescritto e così lo affronto chiedendo l’annullamento delle assoluzioni e salvando gli aspetti risarcitori”, ha detto il pg della Cassazione, Antonio Mura, nella sua requisitoria.

“Dal 19 ottobre se i medici avessero letto congiuntamente tutti i dati disponibili delle analisi di Stefano Cucchi, avrebbero potuto chiamare un nutrizionista e apprestare le cure necessarie”, ha detto Mura chiedendo l’annullamento con rinvio dei proscioglimenti dei cinque medici dell’ospedale romano Pertini dove Cucchi, arrestato per droga, fu ricoverato dal 17 al 22 ottobre 2009, quando morì nel reparto protetto per detenuti.

I camici bianchi prosciolti nell’appello bis con la formula “perché il fatto non sussiste” sono: il primario Aldo Fierro, Stefania Corbi, Flaminia Bruno, Luigi Preite De Marchis e Silvia Di Carlo. I cinque sanitari erano stati condannati in primo grado, prosciolti in appello, e assolti nuovamente nell’appello bisdisposto dalla Cassazione nel giudizio di rinvio

Data la decisione della Cassazione, resta ora salvo il diritto dei familiari di Cucchi e delle parti civili costituite, tra le quali Cittadinanza Attiva e il Comune di Roma, di avere il risarcimento dei danni.

Otto anni di indagini e processi. Una vicenda, quella legata alla morte di Cucchi, che va avanti da otto anni tra indagini preliminari e processi. Queste le tappe della vicenda:

15 ottobre 2009: Stefano viene fermato dai carabinieri con l’accusa di detenzione di stupefacenti;

16 ottobre 2009: a piazzale Clodio si svolge l’udienza di convalida dell’arresto;

22 ottobre 2009: Cucchi muore all’ospedale Sandro Pertini. La Procura di Roma apre un’inchiesta.

5 giugno 2013: fine del processo in Assise che assolve tre agenti della polizia penitenziaria e tre infermieri del Pertini. Condannati a pene comprese fra gli 8 mesi e i 2 anni di reclusione sei medici in servizi alla struttura protetta dell’ospedale;

31 ottobre 2014: assoluzione per tutti gli imputati nel giudizio di appello;

12 gennaio 2015: la Corte d’assise d’appello deposita i motivi della sentenza, disponendo la trasmissione degli atti al pm per nuovi accertamenti sull’operato di alcuni carabinieri e sul pestaggio subito da Cucchi;

11 dicembre 2015: incidente probatorio davanti al gip che ordina una perizia sul pestaggio subito da Cucchi;

15 dicembre 2015: la Cassazione conferma le assoluzione di agenti, infermieri e del primo medico che visitò Cucchi al Pertini. Nuovo processo, invece, per gli altri medici la cui assoluzione viene ribadita il 18 luglio 2016 dalla corte d’assise d’appello perchè il fatto non sussiste;

4 ottobre 2016: il ‘pool’ di periti nominati dal giudice conclude gli accertamenti escludendo un nesso tra il violento pestaggio e il decesso di Cucchi. Per gli esperti, il geometra è morto improvvisamente di epilessia, ritenuta causa “dotata di maggiore forza e attendibilità”;

17 gennaio 2017: la Procura di Roma chiude l’inchiesta bis contestando il reato di omicidio preterintenzionale a tre carabinieri e negando che la causa della morte sia l’epilessia. Falso e calunnia sono gli altri reati ipotizzati a carico di altri due militari; 

14 febbraio 2017: la Procura firma la richiesta di rinvio a giudizio per i cinque carabinieri; 

19 aprile 2017: la Cassazione annulla con rinvio le assoluzioni dei 5 medici dell’ospedale Pertini di Roma accusati di concorso in omicidio colposo

redazione/ansa/repubblica

La Juve Stabia chiama a raccolta i tifosi con #MiPiaciTu

Juve Stabia Vs Fidelis Andria è la penultima occasione per le Vespe di ottenere la prima vittoria casalinga del 2017. Questa mancanza sta diventando un vero tormentone per tutti i tifosi della JuveStabia che non si spiegano come sia possibile un involuzione così netta per la squadra allenata ora da Carboni. Nel girone d’andata il Menti era un vero e proprio fortino con 9 vittorie su 10 incontri. I calciatori della JuveStabia hanno sempre avuto il sostegno della Curva, encomiabile su tutti i campi, fuori e in casa, con un’ottima presenza. Quelli che mancano all’appello sono i cosiddetti indecisi degli altri settori e i disamorati. Per spingere questi a gremire le scalee del Menti, la JuveStabia ha pensato all’hashtag #MiPiaciTu.
Queste sono le info per l’acquisto dei tagliandi di ingresso:
S.S. Juve Stabia rende noto che sono disponibili in prevendita, fino alle ore 14,30 del 23 aprile, i tagliandi di ingresso per assistere alla gara JuveStabia-Fidelis Andria, che si disputerà domenica 23 aprile alle ore 14,30 presso lo Stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, valevole per la 36a giornata del Girone C della Lega Pro Divisione Unica 2016/2017.
In occasione di questa gara, resterà chiusa la Tribuna Varano (distinti). Inoltre, S.S. Juve Stabia rende noto che per la gara Juve Stabia-Fidelis Andria sarà valida l’iniziativa #MiPiaciTu, con i tagliandi del settore Curva San Marco in vendita al costo di € 7, inclusi diritti di prevendita.
Di seguito i prezzi dei tagliandi:
Curva San Marco € 7 compresi diritti di prevendita
Tribuna Quisisana (scoperta) € 20 compresi diritti di prevendita
Tribuna Monte Faito (coperta) € 25 compresi diritti di prevendita
Tribuna Panoramica VIP € 100 compresi diritti di prevendita
I tagliandi potranno essere acquistati esclusivamente presso i punti vendita abilitati che qui di seguito riepiloghiamo:
Bar Dolci Momenti – Via Cosenza
Bar Gialloblù – Viale Europa
Light Break – Corso Vittorio Emanuele
Centro Ricreativo Juve Stabia – Via Bonito
Agenzia B2875 Via Tavernola 113
Asa Gaetano Musella Via G.Cosenza 293
Per la gara Juve Stabia-Fidelis Andria, saranno messi in vendita, in numero limitato, tagliandi RIDOTTI per bambini di età compresa da 0-12 anni al costo simbolico di 5€ comprensivi di diritti di prevendita. S.S. Juve Stabia

Napoli, ritorna di moda il nome di Widmer: i dettagli

Napoli, ritorna di moda il nome di Widmer: i dettagli

Attraverso il suo sito ufficiale, Gianluca Di Marzio, esperto di mercato, ha reso noto un’importante indiscrezione di mercato relativa al Napoli ed a Widmer: “A volte…ritornano. Nome già segnato sul taccuino del ds Giuntoli e tornato ora d’attualità, per il Napoli, quello di Silvan Widmer, terzino destro classe ’93 attualmente in forza all’Udinese: secondo quanto raccolto da Francesco Modugno per Sky Sport, infatti, la società di De Laurentiis si sarebbe mossa nuovamente per capire la situazione contrattuale relativa al calciatore svizzero, in scadenza nel 2020 con il club bianconero e già sondato in estate dal Napoli, ancora alla ricerca di un terzino destro. E che potrebbe trovare proprio in Widmer un obiettivo concreto per rinforzare il parco di esterni della rosa di Sarri”.

Castelvolturno- Il Napoli prepara il “lunch match” col Sassuolo

Castelvolturno- Il Napoli prepara il “lunch match” col Sassuolo

Doppia seduta per il Napoli a Castelvolturno.

Gli azzurri preparano la gara di domenica contro il Sassuolo, “lunch match” della 33esima giornata di Serie A al Mapei Stadium di Reggio Emilia (ore 12,30).

Al mattino la squadra ha svolto attivazione e circuito di forza. I difensori sono poi stati impegnati in un lavoro tattico specifico.

Nel pomeriggio il gruppo al completo ha svolto riscaldamento con il pallone e successivamente seduta tecnico tattica. Chisura con partitina con le sponde.

Domani allenamento di pomeriggio.

Fonte: SSC NAPOLI.

Iezzo dà l’allarme: “Se si vende Mertens, non si vuole crescere!”

Iezzo dà l’allarme: “Se si vende Mertens, non si vuole crescere!”

Iezzo, ex portiere del Napoli, ai microfoni di Radio Marte, ha dichiarato: “Mertens? Se va via anche lui vuol dire che non si vuole crescere e non si vuole dar fastidio alla Juventus. Andare a trovare un calciatore con caratteristiche diverse forse penalizzerebbe il gioco costruito quest’anno da Sarri. Spero che il belga resti e che la squadra si rafforzi in altri settori”.

Zazzaroni: “Szczesny non mi convince, ma in giro non c’è di meglio”

Zazzaroni: “Szczesny non mi convince, ma in giro non c’è di meglio”

Ai microfoni di Radio Marte, è intervenuto il giornalista Ivan Zazzaroni, il quale ha dichiarato: “Szczesny? Quest’anno ha fatto molto bene, ma non mi fa impazzire ed ha un costo importante. In giro, effettivamente, non c’è molto di meglio. Rinnovi Insigne e Mertens? Sarebbe sciocco il contrario, perderli avrebbe modificato nuovamente il sistema di gioco di Sarri. Gli azzurri hanno bisogno di tempo, sono una squadra giovane che col tempo darà grande soddisfazione”.