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Roma-Genoa, Spalletti: “Non so se la Roma cambierà allenatore, ci si rivede con la società lunedì o martedì”

NOTIZIE AS ROMA – Quella di domani sarà una giornata storica, destinata ad entrare negli annali del calcio e non solo: Roma-Genoa del 28 maggio 2017 sarà l’ultima partita di Francesco Totti con la maglia della Roma. Lo stadio sarà gremito per l’ultimo saluto all’immenso capitano che per 25 lunghi ed emozionanti anni ha guidato la Roma verso gioie (poche) e dolori (parecchi). In tutto questo, però, c’è un secondo posto da blindare definitivamente perché il Napoli (in scena al Marassi contro la Sampdoria sempre alle 18), sarebbe pronto ad approfittare di un eventuale passo falso dei giallorossi. Quella di domani, dovrebbe essere anche l’ultima partita di Luciano Spalletti sulla panchina: il tecnico toscano dovrebbe, infatti, approdare all’Inter per un ricongiungimento ormai annunciato con Walter Sabatini. Ultima conferenza stampa nella sala di Trigoria, quindi, quella di oggi per il mister. Andiamo a vedere cosa ha detto ai cronisti presenti:

Quali sono le insidie per la partita di domani in una giornata così particolare?
“Sempre le stesse: che la testa venga portata su un momento lucentissimo e importante e si potrebbe perdere di vista l’obiettivo primario. Che festa sarebbe senza 3 punti? Bisogna riesibire la nostra forza, quella è la benzina che ci ha portato a giocarci questa partita”.

In cosa la squadra è cresciuta di più ripercorrendo la stagione?
“Forse la cosa fondamentale è aver usato la strategia che ogni volta si riparte da zero. Quando vinci aumenta l’ego e diventa più un io che un noi. Ci vuole il noi per fare risultati. Se ogni volta che vinci una partita fai loro capire che bisogna ripartire da zero, quella è la miglior medicina. Il ripartire da zero è stato fondamentale: noi non abbiamo mai preso imbarcate. Abbiamo perso delle partite fondamentali e ce le ricordiamo tutte ma siccome ne abbiamo vinte tante, molla oggi molla domani…il ripartire da zero tutte le volte è stata la forza di questa squadra”.

Totti domani gioca dal 1’? Cosa rappresenta questa partita per un giocatore che ha fatto la storia?
Totti giocherà un bel pezzo di partita, quello più importante. Significa essere fortunati perché ho avuto la possibilità di apprezzarlo non solo quando c’è stata la partita, ho avuto la fortuna di accorgermi della qualità del suo piede e delle sue giocate, di accorgermi in ritardo delle sue anticipazioni di lettura per cui sono uno fortunatissimo. Io l’ho visto segnare per tante volte e ce ne sono molti che potrebbero essere messi in fila in una lista lunghissima come i più belli ma poi rischi di mettere in trentesima posizione gol che meriterebbero di stare nella prima, poi ci sono quelli in allenamento. Lui ancora si deve esprimere sul suo futuro. Vorrei sentirlo parlare contento della sua decisione per il futuro”.

Sarà anche la sua ultima o aspetta il presidente per chiarire il suo futuro?
Bisogna arrivare in fondo, mi sono appuntato che in questa partita c’è tutto quello che cerchiamo da un anno, ci sono i discorsi che ci siamo fatti negli allenamenti, nello spogliatoio, nei 5 minuti di confronto con la squadra. Per noi questo era un obiettivo fondamentale e non vogliamo sbagliare niente, dobbiamo tutti essere concentrati per la vittoria, questi 3 punti sono fondamentali per far venire bene questa festa, sennò la festa ce la fanno gli altri. Il Napoli è una squadra che non mollerà fino all’ultimo, gioca bene. Noi siamo una squadra fortissima che qualche volta ha perso ma che non ha mai tradito. Di questa squadra ci possiamo fidare, è una squadra da Roma che ogni volta ha fatto vedere il suo valore”.

Qual è il ricordo che la lega di più a Totti e quella che le può aver dato fastidio?
Il pensiero che mi lega di più a Francesco è quello della forza del giocatore, della personalità quando entra in campo perché poi una qualità fondamentale per il calciatore oltre alla tecnica e alla fisicità è il carattere: quando sei in una situazione in cui tutti ti fanno sentire scomodo e tu fai il contrario; che qui comando io nel senso che datemi la palla sui piedi e vi faccio vedere io. Ci sono stati dei momenti i cui io non ho condiviso le sue prese i posizione. Siamo colpevoli tutti, lo abbiamo creato questo grandissimo calciatore che può ricoprire qualsiasi cosa di cui si parla perché è Totti. Ha qualità, in qualcuna bisogna che faccia conoscenza più approfondita perché essere capitano significa qualche volta donare tutto quello che hai agli altri. Magari lo ha fatto, ma agli altri il messaggio non è arrivato. Per noi tutti, è sempre stato messo davanti e magari annullando quella che è la qualità di un altro calciatore cosa che invece dal punto di vista di un allenatore, club, tifoseria dovrebbe essere sviluppata nel senso che la Roma deve vincere, non ci dobbiamo accontentare se ha vinto Totti, perché lui ne ha avuti tanti ma lui da solo non basta anche se dei numeri importanti li ha fatti. Poi voi la rigirate che io ce l’ho con Totti. Siamo io e te, poi ci si mette di mezzo lui. Lui sbagliò sei rigori di fila, ogni volta D’Ubaldo titolava ‘il prossimo lo tiro io’. Secondo me un giocatore quando sbaglia 3 rigori, si può cominciare a parlarne però poi l’allenatore sei tu e ti avvicini a quei 2 o 3 che possono batterlo ma ti dicono ‘eh no mister, se si avvicina Francesco…’ Se se ne fosse segnato qualcuno in più qualche punto in più si sarebbe fatto. In quel momento lì la cosa non mi andò bene. Secondo me Totti è un dono che è stato fatto a tutti quelli che amano questo sport e qui gli vogliamo tutti bene. Poi qualche volta Totti viene usato per altri fini. Lasciategliela fare, a Vocalelli, la prima pagina come vorrebbe. Vuole stanare, ma poi finisce per essere stanato. Vuole far vedere che gli vuole bene, ma poi scrive ‘Totti stana la Roma’ ed è una cosa brutta in questo momento. Menomale che si è ricreduto, è un appello: lasciategli fare il titolo che vuole in prima pagina”.

Se decidesse di interrompere l’avventura 2.0 con  la Roma, ci conferma che sarebbe l’Inter la squadra prescelta?
“Questa fa più ridere di quella di prima. Si tenta di andare a mettere un po’ di veleno affinché ci si morda tra di noi. Noi si tenta di remare verso la stessa direzione che è quella di fare grande la Roma e adesso si pensa solo a questa partita qui, il resto non conta”.

Nel caso in cui dovesse andar via, la Roma sarebbe costretta a prendere il 14° allenatore in 14 anni. È veramente così difficile lavorare in questa città?
“Non è complicato, è una situazione corretta dove si può lavorare benissimo ma l’essenziale è fare chiarezza che si lavora nella stessa direzione. Siamo un corpo unico, poi gli allenatori si cambiano, succede. Sono situazioni che fanno parte dell’intuizione della professione che facciamo. Non so se il prossimo anno la Roma avrà cambiato allenatore. Ci rincontreremo la prossima settimana, credo si possa dire. Domani c’è da dare spazio allo sviluppo della partita ma se poi effettivamente Francesco dice che è l‘ultima partita lo spazio è tutto per lui. Ci si rivede lunedì o martedì con la società per parlare di quello che è l’ordine del giorno in quel momento lì”.

In questi giorni avrai letto tutte le considerazioni fatti sul tuo futuro su un’altra partita. Questo ti ha dato fastidio o ti ha dato una carica in più?
“Io ho fatto vedere che nonostante il campionato difficilissimo venuto fuori, facendo queste vittorie di fila si è visto che questa è una squadra di campioni. Se non ho vinto nessun titolo la responsabilità è mia, ma si è fatto vedere che ogni volta che la squadra ha perso non ne ha mai perse 2 o 3 di fila, ha portato un risultatino a casa che permettesse di avere fiducia. Gente come Vermaelen, Alisson, Gerson va ringraziata, non li ho fatti mai giocare ma sono stati fondamentali per arrivare a questi risultati. Che domenica si deve vincere lo sanno tutti, poi si deve vedere che hai dentro e soprattutto chi ha giocato poco che continua ad allenarsi sempre alla stessa maniera pigiando l’acceleratore fino in fondo. Quelli che ho fatto giocare non li devo ringraziare, il mio pensiero va a quelli che hanno giocato poco. Abbiamo avuto a che fare con dei calciatori professionisti e con degli uomini veri”.

Diretta testuale di Claudia Demenica copyright-vivicentro

UFFICIALE- Mertens ha rinnovato il suo contratto con gli azzurri

UFFICIALE- Mertena ha rinnovato il suo contratto con gli azzurri

E’ arrivato il rinnovo di Mertens: il presidente ha annunciato il prolungamento del contratto dell’attaccante ai microfoni di Radio Kiss Kiss. E’ arrivato, in questi minuti, anche il tweet della società azzurra, che ufficializza il buon fine della trattativa.

 

Analizzando l’avversario – Cala il sipario su questa stagione, Sampdoria-Napoli

Analizzando l’avversario – Cala il sipario su questa stagione, Sampdoria-Napoli
Un’altra stagione calcistica è giunta al termine, un’altro Napoli da record ma che non basta a surclassare le rivali, basti pensare che il Napoli è primo in classifica nel girone di ritorno, statistica che ci fa rammaricare pensando ai punti persi per strada. Il secondo posto dista un solo punto ma a questo punto della stagione non servono tanti calcoli, bisogna vincere semplicemente sperando che in quel di Roma – Genoa accada l’improbabile. La Sampdoria prossima avversaria del Napoli arriva da una stagione del tutto anonima tra alti e bassi è riuscita a piazzarsi al decimo posto, anche se il nono posto occupato dal Torino dista solo due punti sarà difficile vedere un sorpasso.  I tre bomber della squadra sono l’ex Quagliarella, Muriel è il talentuoso Schick, tutti e tre a quota 11 gol, di gran lunga i più pericolosi.  La Sampdoria schiererà il seguente 4-3-1-2: Puggioni; Bereszynski, Silvestre, Skriniar, Regini; Barreto, Torreira, Linetty; Bruno Fernandes; Schick, Quagliarella. La scorsa stagione il match si concluse con il risultato di 2-4, inoltre il Napoli è imbattuto contro la Sampdoria da 11 incontri di campionato (8V, 3N), con 27 gol segnati nel parziale (2.5 in media a match).

A cura di Andrea Bosco

 RIPRODUZIONE RISERVATA

 

De Laurentiis su Mertens: “Il ragazzo ha rinnovato! C’è la clausola valida solo per l’estero, voluta da lui”

De Laurentiis su Mertens: “Il ragazzo ha rinnovato! C’è la clausola valida solo per l’estero, voluta da lui”

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha dichiarato: “Questa è una vigilia importante, tutto può accadere, auguriamoci che domani il Genoa giochi con grande impeto visto che è gemellata col Napoli e lotti come noi per non perdere questa opportunità che ci vedrebbe direttamente nei giorni Champions.”

SUL RINNOVO DI MERTENS- “Vi do un’altra notizia: pur nell’incertezza del risultato dettato dai preliminari Champions, avremmo potuto stabilire implementazioni di budget solo negli ultimi dieci giorni di agosto ma così non si va da nessuna parte, quindi ieri sera mi sono regalato una giornata intensissima e lunghissima. Dalle 14.30 del pomeriggio fino all’1.40 del mattino di oggi, anche grazie alla collaborazione di Chiavelli e Giuntoli, siamo stati con gli avvocati di Mertens, i suoi consulenti milanesi, al telefono coi suoi e i miei fiscalisti, e finalmente dopo tante ore di discussione abbiamo messo a punto tutti un rapporto bilateralmente perfetto per Dries e per il Napoli che protegge voi tifosi e me. Mertens sarà ancora degli anni con noi a meno che non voglia andare a giocare in Cina dato che c’è una clausola che lui ha voluto e non ho potuto rifiutare, anche se sulle clausole non sono più favorevole. Nella vita bisogna imparare, l’esperienza insegna, nessuno nasce professore allora dopo l’errore Higuain la nuova clausola sarà esercitabile solo da una squadra straniera dal prossimo anno. In Italia, dunque, Mertens giocherà solo con il Napoli. Stiamo mettendo a punto una macchina da guerra, non possiamo più lasciare punti per strada con squadre minori. Sarri ha fatto una crescita incredibile ed ogni volta, dimostrando di essere colto e intelligente, mette a frutto la sua esperienza e questa è la più grossa garanzia. Gli errori compiuti non saranno più ripetibili, sono felice e contentissimo che lui stia con noi”.

SU INSIGNE- “Quando ha rinnovato ha riacquisito occhi furbi e dolci, ormai basta uno sguardo tra noi per entrare in sintonia. Prima non era così, ci si guardava con un po’ di sospetto, ora non più e da lui mi aspetto grandi cose che già ci sta dando da qualche anno, altrimenti non sarei stato così contento di proseguire con lui con un contratto così importante. Mi piace molto la sua famiglia, voglio fare altre cose con loro. Recentemente ho incontrato Zeman, mi ha detto: mi puoi dare Insigne. Gli ho risposto: hai già fatto un miracolo con Lorenzo, ora ti mando suo fratello Roberto così fai un altro miracolo. Mi farebbe piacere se giocasse a Pescara”.

SU PAVOLETTI- “Ho scoperto uno showman, un ragazzo simpaticissimo, molto capace. “. 

GP di Monaco 2017, prima fila tutta rossa: Kimi in pole, Vettel lo affianca

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Kimi Raikkonen ha conquistato la pole position del GP di Monaco 2017, sesta prova del Mondiale di Formula Uno. Al suo fianco, per soli 43 millesimi, il compagno di squadra Sebastian Vettel.

La Ferrari ha incantato durante le qualifiche del GP di Monaco 2017, conquistando tutta la prima fila in vista della gara di domani. Un risultato fondamentale e determinante che vale una seria ipoteca sul successo finale: partire davanti a tutti a Montecarlo è spesso sinonimo di vittoria, a maggior ragione se si sono piazzate due macchine davanti a tutti. È difficile sorpassare sulle strette vie del Principato e la Ferrari pregusta una domenica da leoni ma c’è ancora tutta una gara da vivere dove può succedere di tutto.

Kimi Raikkonen è tornato in pole position dopo addirittura 9 anni dall’ultima volta (GP di Francia 2008, da Campione del Mondo in carica), facendo meglio di Sebastian Vettel per soli 43 millesimi. Il tedesco ha provato a contrastare fino all’ultimo il compagno di squadra, oggi apparso davvero indemoniato e scatenato, martellante per tutti i tre turni di qualifica e difficilmente battibile: il finlandese ha guidato divinamente, in giornata di grazia e raggiante come non mai una volta sceso dalla macchina.

Raikkonen è attardato in ottica classifica generale dove invece Vettel è il leader e punta ad allungare ulteriormente: la prima curva sarà già molto importante in ottica successo finale che potrebbe garantire di accumulare un po’ di punti di vantaggio su Lewis Hamilton. Il britannico, infatti, è andato letteralmente in crisi, eliminato in Q2 e costretto a partire in settima fila! Il pluri Campione del Mondo ha totalmente steccato, non è mai riuscito a controllare al meglio la sua Mercedes, ha commesso diverse sbavature ed è stato costretto all’ultimo giro disperato per staccare il tempo, fallendo visto l’incidente di Vandoorne che lo ha obbligato ad alzare il piede dall’acceleratore nell’ultimo settore. Domani è chiamato a una gara tutta in rimonta: dovrà giocare sulla strategia e approfittare di eventuali safety car per limitare i danni.

Alle spalle delle Ferrari scatterà la Mercedes di Valtteri Bottas, a soli 45 millesimi da Raikkonen. A seguire le due Red Bull di Ricciardo e Verstappen. Lewis Hamilton è stato clamorosamente eliminato nel Q2 e domani scatterà addirittura dalla 13esima posizione (14° in pista, sfrutta la penalità di Button). Il britannico sarà costretto a una clamorosa rimonta sul circuito in cui è praticamente impossibile sorpassare.

La prestazione delle Frecce d’Argento è stata discordante: Hamilton non ci ha capito nulla mentre Bottas si è destato proprio all’ultimo istante, strappando una preziosa terza piazza a soli 2 millesimi da Vettel! Un distacco minimo per il finlandese che ha dimostrato di poter lottare con la Ferrari almeno sul giro secco. Ci si aspettava invece qualcosa in più dalle Red Bull di Ricciardo e Verstappen che, dopo un arrembante Q1, si sono dovute arrendere alla forza degli avversari chiudendo in quarta e quinta posizione, molto bene anche le Toro Rosso e la McLaren che senza Fernando Alonso (domani correrà al 500 Miglia di Indianapolis) ha piazzato comunque Vandoorne e Button in top ten (Jenson partirà però ultimo, deve scontare una penalizzazione di 15 posizioni in griglia).

Domani può davvero succedere di tutto. La prima curva di Santa Devota, vero imbuto di questo GP, avrà un’incidenza determinante. Attenzione ai possibili incidenti e all’ingresso della safety car (anche virtual) che potrebbe cambiare tutto in pista. Circa il tempo, invece, contrariamente a quanto visto nella passata stagione, laddove il GP di Monaco fu condizionato largamente dal maltempo alla domenica, con una prima parte di gara corsa sul bagnato ed un tracciato capace, via via, di asciugarsi, l’edizione 2017 dell’evento nel Principato non subirà scossoni a tal proposito.

Infatti, le previsioni sulla città monegasca vedono un cielo sereno sin dalle prime ore del mattino, con temperature, per l’ora del Gran Premio, alquanto elevate, nell’ordine dei 30-31°. Umidità non particolarmente severa, con una percentuale che si attesta intorno al 34-38%.

Di seguito la griglia di partenza del GP di Monaco 2017 che si correrà domani sulle strade di Montecarlo.

# PILOTA
1. Raikkonen
2. Vettel
3. Bottas
4. Verstappen
5. Ricciardo
6. Sainz
7. Perez
8. Grosjean
9. Vandoorne
10. Kvyat
11. Hulkenberg
12. Magnussen
13. Hamilton
14. Massa
15. Ocon
16. Palmer
17. Stroll
18. Wehrlein
19. Ericsson
20. Button

redazione/oasport

Sarri: “Abbiamo l’obbligo di crederci, ma Samp forte. Mertens centravanti? Errore mio non averlo capito subito”

Sarri: “Abbiamo l’obbligo di crederci, ma Samp forte. Mertens centravanti? Errore mio non averlo capito subito”

Dopo Giampaolo, ecco Sarri: anche il tecnico del Napoli ha rilasciato interessanti dichiarazioni alla vigilia di Samp-Napoli, ai microfoni della stampa: “Abbiamo l’obbligo di crederci, dobbiamo fare una partita seria e prendere i punti. Poi vedremo l’altro risultato, non ci sono molte possibilità ma dobbiamo provarci. Troviamo una squadra che stimo molto, un allenatore forte, una società che s’è mossa benissimo, facendo una squadra forte con elementi di prospettiva. E’ una squadra organizzatissima, quindi non sarà facile. La linea difensiva è in crescita, anche se il nostro modo di giocare ti porta a tante letture e qualcuna la puoi sbagliare. Spero ci sia crescita anche in altri giocatori, facendola diventare competitiva con più interpreti. Mia vittoria se Mertens dovesse vincere il titolo di capocannoniere? Le scelte devono essere avallate dal campo, ma le possibilità si moltiplicano quando c’è la qualità del giocatore. Aiutarlo? La squadra deve prima aiutare se stessa, il resto arriva di conseguenza. Se facciamo una grande partita Mertens avrà le opportunità”.

SU TOTTI- “Mai visto uno che spalle alla porta ti mette in porta il compagno, è un suo marchio di fabbrica, ha fatto anche l’attaccante in una parte della sua carriera. Un fuoriclasse assoluto, non c’è altro che alzarsi in piedi e applaudire”.

PROSSIMO INCONTRO CON ADL- “Può darsi ci sarà, sono affari interni. Se succede va bene, altrimenti è uguale perchè c’è un ds che può incontrarlo”.

ALBIOL E INSIGNE PARLANO DI SOGNO SCUDETTO- “Entrambi hanno parlato di un sogno, mi fa piacere perché porterà grandi motivazioni, a Dimaro dovremo pensare solo a trovare la condizione”.

SULLA SAMP-“E’ un’ottima squadra, ha giocatori forti e di prospettiva, è organizzata, quindi può mettere in difficoltà chiunque. Noi dobbiamo crescere come mentalità, quindi è un banco di prova, perchè se vuole farà una grande partita anche nella situazione nostra di domani”.

L’OSCAR VA – “Al gruppo che s’è messo in discussione, non ha mai traballato dopo sconfitte e disavventure”

SULLA SQUADRA- Ci sono giovani che stanno crescendo in modo esponenziale, come Diawara, Rog, poi Milik ha tanto da tirare fuori e Zielinski può diventare un fuoriclasse”.

LAVORO MERTENS E HIGUAIN- “Sono cose gratificanti, il record di gol in serie A arriva perché Gonzalo è un fuoriclasse, c’è solo da tirare fuori il potenziale. Dries è un altro giocatore fenomenale, se sta facendo bene solo ora è un limite nostro, ce ne siamo accorti con qualche anno di ritardo. Dopo un mese era già un attaccante centrale nato, abbiamo sbagliato tutti, me compreso, che lo ritenevamo un fenomeno a partita in corso”.

INFORTUNI O I 14 RIGORI CONCESSI ALLA ROMA, COSA HA INCISO DI PIU’-  “Non so, sono 8 rigori in più, qualcuno ininfluente, altri hanno portato punti. Bisognerebbe sindacare episodio per episodio, ma mi sembra illogico. La Roma è con noi la squadra che gioca più palloni in area, è meno comprensibile il nostro dato sui rigori, ma se andiamo su episodi può darsi sia giusto, ma statisticamente è difficile..”

Premium- Reina fondamentale, ma lite con ADL rischia di aprire qualche crepa

Premium-  Reina fondamentale, ma lite con ADL rischia di aprire qualche crepa

Il caso Pepe Reina fa discutere. Il portiere potrebbe lasciare il club azzurro questa estate. La redazione di Premium Sport spiega: “C’è da risolvere il caso Reina: come uomo spogliatoio è fondamentale, ma la recente lite con De Laurentiis rischia di aprire qualche crepa. Non solo: come portiere non dà più le garanzie di prima. Giuntoli, allora, pensa a Szczesny e a Neto”.

Samp-Napoli, Giampaolo: “Gli azzurri squadra fuoriclasse, non ti concedono nulla”

Samp-Napoli, Giampaolo: “Gli azzurri squadra fuoriclasse, non ti concedono nulla”

Ai microfoni della stampa, alla vigilia di Samp-Napoli, ha parlato il tecnico dei padroni di casa Giampaolo, il quale ha dichiarato:  Oggi siamo arrivati all’ultimo atto. Forse è la recita più difficile perché incontriamo una squadra di fuoriclasse che ha fatto 90 in questo campionato e che non ti concede nulla. L’appello che volevo fare ai calciatori è che quando siamo stati in condizione di giocare alla pari lo abbiamo sempre fatto. Ai nostri tifosi che ci hanno sostenuto e spinto nei momenti di difficoltà di unire le forze per chiudere al meglio questo campionato e ribadire ancora una volta che siamo stati squadra”.

LA PARTITA- “La gara sul piano tecnico sarà difficile perché il Napoli è una macchina da gol, che veramente gioca il miglior calcio. Quello è il classico esempio dove l’allenatore ha migliorato i calciatori e viceversa. Il Napoli ora è una delle più belle realtà del calcio italiano e spero l’anno prossimo sia la squadra che insidierà la Juventus o la presunta migliore. Domani siamo chiamati a misurarci contro lo spessore di queste squadre. Ben venga una partita così che fa statistica nella miglior comprensione di quello che possiamo fare e vedere quale via intraprendere”.

ITS Sturzo Castellammare di Stabia, mercato del lavoro: Prospettive?

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Nel pomeriggio di ieri, venerdì 26 maggio 2017, si è svolta presso la Sala Conferenze dell’ITS “Luigi Sturzo” di Castellammare di Stabia l’interessante incontro sul tema “ Mercato del lavoro: Quali prospettive? ” rivolto agli alunni delle classi quinte e ai loro  genitori.

Durante la conferenza, orientatori esperti e consulenti del lavoro hanno parlato delle possibilità offerte da un mercato del lavoro in continua evoluzione, delle tendenze del futuro e dei lavori ad esse collegate, delle strategie vincenti da adottare,  delle difficoltà da superare.

La dott.sa Daniela Mazza, consulente del lavoro, ha illustrato ai presenti le opportunità dell’ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro) e di “Garanzia Giovani”, il programma europeo che favorisce l’avvicinamento dei giovani tra i 15 e i 29 anni al mercato del lavoro offrendo, entro 4 mesi dall’inizio della disoccupazione o dall’uscita dal sistema di istruzione, percorsi di orientamento, formazione e inserimento  al lavoro.

Testimonial  di tale programma, la dott.sa Filomena Vitiello, praticante consulente del lavoro, che ha presentato la sua esperienza di un tirocinio formativo retribuito con “Garanzia Giovani”, sottolineando pertanto l’importanza per i ragazzi in cerca di occupazione di informarsi costantemente, collegandosi sul sito, su tali o simili percorsi.

La prof.ssa Adelaide Cesarano, orientatrice esperta e referente per l’orientamento dell’ITS “Luigi Sturzo,” ha parlato delle dieci professioni per le quali, da un’analisi obiettiva della società attuale, è previsto un incremento nel futuro prossimo. Medici e operatori sanitari, biologi, traduttori e interpreti, tecnici specializzati in sostenibilità e rinnovabilità, social media manager, nano scienziati, ingegneri robotici, guide turistiche, artigiani, chimici farmaceutici: questi i profili professionali su cui puntare. Un trend positivo è previsto anche nei settori del commercio e della ristorazione.

Sui cambiamenti radicali del mondo del lavoro negli ultimi anni e sulla necessità di un approccio olistico al sistema lavoro  ha relazionato il dott. Sergio Troiano, economista e politologo, formatore ed esperto di orientamento, autore del saggio ‘Il futuro glocale’,  relazionando sulle conoscenze e le competenze indispensabili per intraprendere con successo qualsiasi  professione, sulla necessità di un continuo aggiornamento professionale, sull’importanza di un bilancio delle competenze per un progetto professionale e di vita.

Infine, si è discusso, ancora con la prof.ssa Cesarano, delle differenze di genere nel mercato del lavoro e di quanto permangano ancora notevoli differenze tra uomini e donne dal punto di vista occupazionale, soprattutto per la persistenza di stereotipi.

A cura di Patrizia Esposito

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ESCLUSIVA: Stefano Dicuonzo: Con Castellammare legame indissolubile, la mia Juve Stabia giocava per un’intera Città..

Alla vigilia della gara tra Juve Stabia e Reggiana abbiamo ascoltato in esclusiva Stefano Dicuonzo. Il legame tra Castellammare e l’ex difensore delle Vespe non si è mai interrotto, tanto che Stefano sperava di poter vedere i gialloblù arrivare in fondo ai play off.

Ciao Stefano, come è andata la tua stagione? A gennaio hai lasciato la Paganese per accasarti alla Racing Roma. La mia stagione fino a dicembre è andata abbastanza bene; a Pagani, fin quando sono stato bene fisicamente, ho giocato con continuità. Dopo ho avuto dei problemi fisici che mi hanno portato a trasferirmi alla Racing Roma, dove ho finito la stagione. Attualmente mi sto curando a Bologna e la mia priorità è stare bene fisicamente; non so ancora dove giocherò il prossimo anno ma credo che se sto bene posso trovare una squadra che punti su di me.

Hai avuto modo di incontrare la Juve Stabia da avversario, che impressione ti hanno fatto le Vespe? A tuo avviso possono arrivare in fondo ai play off? Avendo visto la Juve Stabia da vicino, posso dire che per mesi la squadra mi ha fatto un’ottima impressione, ed anzi pensavo potesse giocarsela fino all’ultimo con Lecce e Foggia. Fino a febbraio l’avrei data come una delle favorite per la vittoria finale, poi c’è stato un calo, penso comprensibile, che ha fatto perdere alla Juve Stabia una decina di punti per strada. Credo che i play off siano il momento giusto per ritrovare la compattezza della prima parte di stagione; se i calciatori riusciranno a tirare fuori la grinta dei mesi scorsi, potranno arrivare in fondo.

Hai vestito la maglia della Juve Stabia per tre stagioni ma non hai vissuto in campo quei magici playoff causa squalifica. Qual è il tuo ricordo più bello della tua esperienza in gialloblù? Non posso dirti soltanto un ricordo perché ce ne sono tantissimi. Per quanto riguarda i play off, ricordo che da bordo campo vidi i nostri 3000 tifosi che riempivano il Flaminio; fu una sensazione indescrivibile e mi fece sentire, ancora una volta, parte integrante di una Città, un pezzo di un mosaico. A Castellammare ho sempre avuto la sensazione di giocare non solo per una società, per una squadra o per dei tifosi, ma per una Città intera, e poche volte ho provato emozioni del genere. Forse proprio il legame fortissimo tra squadra e Città è venuto meno negli anni seguenti e questo diverso trasporto ha poi condizionato i risultati successivi.

Nel campionato 2010/11 contro la Cavese al Menti mettesti a segno un gol meraviglioso con una conclusione al volo diretta all’incrocio da 25/30 metri. Ci racconti quella rete? Sì, è stato probabilmente il gol più bello della mia carriera. Ci fu un calcio piazzato e fui coraggioso e fortunato a tentare, dopo la respinta, la conclusione al volo dalla distanza che si insaccò nel sette. Vincemmo quella gara 2 a 1; fu un gol importante perché decisivo in un derby molto sentito da squadra e tifosi.

Sei sempre stato forse il calciatore più utilizzato da Braglia, anche grazie alla tua duttilità. Che rapporto avevi con il tuo ex allenatore? Con il Mister ho sempre avuto ed ho tutt’ora un ottimo rapporto; lavorando tre anni insieme si è sviluppata tra noi una fiducia reciproca e senza dubbio anche lui è stato uno degli artefici principali di quelle vittorie. Braglia è stato un allenatore importantissimo per la mia carriera.

Molti tuoi ex compagni di squadra hanno confessato che l’arma in più in quegli anni era il gruppo. È così e ci sono ragazzi della tua Juve Stabia che senti ancora o con cui è rimasto un rapporto costante? E’ stato certamente così, prima di essere compagni di squadra eravamo amici. Non posso farti un nome, dovrei fartene tredici/quattordici proprio perché ci sentiamo ancora spesso; la cosa più bella è sentire la stima e ed il rispetto reciproco tra di noi anche a distanza di anni. Siamo ancora consapevoli di aver fatto qualcosa di speciale a Castellammare ed anzi spero che la Città possa rivivere presto le stesse emozioni.

In più occasioni, nel corso degli anni, a Castellammare si è diffuso il tormentone Dicuonzo; sei mai stato concretamente vicino ad un ritorno alla Juve Stabia? Innanzitutto va detto che sono andato via dalla Juve Stabia a causa di quello che all’epoca era il mio procuratore, che non ha fatto i miei interessi, perché il mio desiderio era rimanere alle Vespe. Anzi, la mia ambizione, quando vestivo la maglia gialloblù, era quella comunque di scalare la classifica delle presenze totali con quella maglia, proprio perché avevo saltato pochissime gare in tre anni. Tornando alla tua domanda, a volte in passato c’è stato un avvicinamento tra le parti; altre volte, invece, vedendomi a Castellammare, i tifosi hanno pensato che fossi in trattativa con la società, ma purtroppo non era così. Ad ogni modo sarei tornato in passato, e tutt’ora tornerei, con estremo piacere alla Juve Stabia, a prescindere dagli aspetti economici. Ancora oggi provo una sensazione a tratti di incompletezza proprio perché rivestire la maglia della Juve Stabia sarebbe il massimo nonché un’ambizione concreta.

Se non sbaglio la scorsa estate hai trascorso qualche giorno di vacanza proprio a Castellammare e sei stato sommerso dell’affetto dei tifosi stabiesi. Che soddisfazione si prova ad essere così apprezzato anche dopo tanti anni? E’ una sensazione che non si può descrivere. Penso sia la soddisfazione più grande per un calciatore; sicuramente le vittorie sono importanti, ma la riconoscenza e l’affetto delle persone valgono più di ogni risultato sportivo. Il legame che dura ancora oggi con la Città e la tifoseria è, per me, qualcosa di impagabile e che mi riempie di orgoglio. Castellammare è ormai la mia seconda casa, quindi appena posso vengo con piacere a trascorrere qualche giorno lì. Allo stesso modo, spesso capita che compagni o colleghi mi chiedano notizie e pareri sull’ambiente stabiese ed io non posso che parlarne in termini entusiasti ogni volta.

Al termine dell’ultima gara tra Paganese e Juve Stabia si è parlato di alcuni attriti che ti avrebbero coinvolto con dei componenti della panchina delle Vespe; è un qualcosa che si è verificato realmente e, se sì, come mai? Sì, e mi fa piacere spiegare cosa successe. Io tenevo molto a giocare quella gara, sia perché era contro la mia ex squadra, e sia perché volevo dimostrare il mio valore anche ai tifosi ed all’ambiente stabiese, lasciando capire che quella partita avrei potuto giocarla anche con la maglia gialloblù. Purtroppo per tutta la settimana ebbi dei problemi che nella rifinitura si riacutizzarono, quindi fui costretto ad accomodarmi in panchina. Ero molto nervoso e dalla panchina vidi Izzillo che durante la prima frazione di gioco perdeva tempo; mentre rientravamo negli spogliatoi, poco dopo, gli diedi un buffetto leggerissimo, ma senza alcuna cattiveria; fu un gesto dettato dall’amarezza per non aver potuto giocare una partita a cui tenevo tantissimo e finalizzato anche a dare la sveglia ai miei compagni, con cui non vivevamo un bel periodo. Sicuramente ho sbagliato, ma ci tengo a dire che nei giorni successivi mi misi in contatto con Izzillo, scusandomi per il mio gesto ed anzi è nata tra noi una sorta di amicizia che ci porta a sentirci ogni tanto. Dispiace che il mio gesto, assolutamente sbagliato, sia stato frainteso ed abbia innescato tensione; è stato dettato solo dalle dinamiche di gioco e dall’amarezza per aver dovuto saltare una gara a cui tenevo tanto. Mi è capitato di fare gesti simili anche in passato per difendere i colori della Juve Stabia.

Il tuo personale saluto ai tifosi stabiesi. Saluto con tanto affetto tutta Castellammare e tutti i tifosi stabiesi, che ogni volta mi riempiono di affetto. Porto la Città nel cuore e spero che si possa tornare a festeggiare quanto prima un risultato importante. A presto e Forza Juve Stabia!

A cura di Raffaele Izzo

Credit Foto: Tuttomercatoweb

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Ds Osasuna: “Berenguer? Piace in Italia ma non solo. In tanti mi chiamano, presto ci saranno novità”

Alex Berenguer, giovane esterno offensivo, è il nome caldo degli ultimi giorni per il Napoli. La redazione di Radio Kiss Kiss Napoli ha contattato in esclusiva Braulio Vazquez, direttore sportivo dell’ Osasuna. Queste le sue dichiarazioni, riportate sul profilo Twitter dell’emittente:

“Berenguer piace in Italia, ma non solo. Tanti club europei lo cercano e mi chiamano. Presto altre news”.

Reina, futuro in bilico: offerte dalla Spagna, la frattura con il Napoli c’è stata

In casa Napoli resta da capire quale sarà il futuro di Pepe Reina. Il portiere ha il contratto in scadenza nel 2018 e un rinnovo difficilmente gli verrà proposto. Come riporta l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport la frattura c’è stata ed è difficilmente sanabile. Alcune battute, alla cena di fine stagione, del presidente De Laurentiis hanno indispettito lo spagnolo che ha pure qualche offerta dalla Spagna. Si attendono sviluppi sulla vicenda nelle prossime settimane.

Napoli su Berenguer, c’è l’ok del calciatore: l’Osasuna chiede nove milioni

Napoli sulle tracce di Alex Berenguer, talentuoso esterno dell’ Osasuna. Stando a quanto riporta l’ edizione odierna del quotidiano Repubblica, ci sarebbe già l’ok del ragazzo al trasferimento. L’ Osasuna chiede nove milioni di euro ma il Napoli è disposto ad arrivare a sette. Si lavora per regalare a Maurizio Sarri un esterno giovane che possa dare manforte ai vari Mertens, Insigne e Callejon. La società partenopea è anche alla ricerca di un portiere ed un terzino, pedine fondamentali per completare ulteriormente l’organico.

INFN Napoli: Premio “A scuola di Astroparticelle” a Futuro Remoto

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Verranno premiati domenica pomeriggio a Futuro Remoto gli studenti che hanno partecipato al progetto ‘A scuola di Astroparticelle’ promosso dalla sezione INFN di Napoli. Alla stazione Toledo per studiare i raggi cosmici.

E’ stata inaugurata ieri, unitamente a Futuro Remoto, l’esposizione dei primi nove progetti di divulgazione scientifica realizzati da scuole secondarie della Regione Campania nell’ambito del concorso “A scuola di Astroparticelle” promosso dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) con la collaborazione del Dipartimento di Fisica “Ettore Pancini” della Federico II di Napoli, dell’Azienda Napoletana Mobilità (ANM) e del Rotary International e il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale (USR).

A questa significativa iniziativa di divulgazione scientifica partecipano 18 scuole superiori con 26 progetti scientifici, aventi come riferimento il telescopio per raggi cosmici installato dall’INFN nel 2014 nella stazione Toledo della metropolitana di Napoli.

Oggi gli studenti stanno presentando al folto pubblico di Futuro Remoto altri nove progetti, mentre domani sabato 27, sarà la volta degli ultimi nove. Domenica saranno inoltre presentati i progetti delle sette scuole che hanno avviato con INFN un percorso di Alternanza Scuola-Lavoro.

La manifestazione si concluderà domenica pomeriggio alle ore 15.30 con una cerimonia di premiazione dei tre progetti migliori.

L’INFN partecipa alla manifestazione Futuro Remoto, insieme Centro Italiano Ricerche Aerospaziali, l’Agenzia Spaziale Italiana e l’Istituto Nazionale di Astrofisica, anche nel grande padiglione dedicato al COSMO, che propone al pubblico un viaggio affascinante dal bosone di Higgs alle missioni spaziali. Ascoltare il cosmo, Esplorare la materia, Osservare la Terra e Abitare lo spazio sono le parole chiave di questa area espositiva. Qui i visitatori potranno scoprire come i fisici rivelano la radiazione cosmica o interagire con un modello dell’interferometro per onde gravitazionali, Virgo. Navigare virtualmente nella grande rete sottomarina di rivelatori per neutrini Km3neT. E infine scoprire come quelle stesse conoscenze e tecnologie abbiano applicazioni, ad esempio, nello studio di reperti archeologici, opere d’arte o per le ‘radiografie’ muoniche della struttura interna del Vesuvio.

Domenica alle 15.30 per la premiazione del progetto “A scuola di Astroparticelle” sul palco di Piazza Plebiscito si alterneranno il Direttore della Sezione INFN di Napoli, Prof. Giovanni La Rana, il Presidente Nazionale INFN, Prof. Fernando Ferroni, , il Vice Sindaco Raffaele Del Giudice , il Direttore dei Laboratori Nazionali INFN del Gran Sasso, Prof. Stefano Ragazzi, il Direttore del Dipartimento di Fisica dell’Università “Federico II” di Napoli, Prof. Leonardo Merola, il Prof. Rocco Gervasio per USR e, per il Rotary, il Prof. Giancarlo Spezie, già Preside della Facoltà di Scienze Ambientali dell’Università Parthenope di Napoli. Accoglieranno le scuole sul palco i responsabili del progetto, Dr. Michelangelo Ambrosio, Dr.ssa Carla Aramo e Dr. Paolo Mastroserio dell’INFN di Napoli, mentre la Commissione di valutazione dei lavori, Prof. Paolo Russo, Dr.ssa Donatella Campana e Dr. Fabio Garufi proclamerà le prime tre scuole classificate.

I premi consisteranno in uno stage degli studenti vincitori presso i Laboratori INFN di Fisica Nucleare di Frascati.

Contatti: Dr. Carla Aramo INFN Sezione di Napoli Cell 3939710635 Phone: +39081676806, 243 FB A scuola di astroparticelle

Quagliarella: “Quello striscione al San Paolo mi ha fatto sentire la maglia azzurra nuovamente addosso. Su De Laurentiis…”

Fabio Quagliarella, ex attaccante azzurro attualmente in forza alla Sampdoria, domenica sera affronterà il Napoli al Ferraris. L’attaccante di Castellammare di Stabia ha rilasciato una lunga intervista a Il Mattino, ecco alcuni passaggi:

“Tutto quello che Napoli e i tifosi di Napoli mi hanno dato in questi ultimi mesi è nettamente superiore a quello che ho dovuto sopportare allora. Il 12 marzo, quando i tifosi hanno esposto quello striscione, è come se avessi indossato nuovamente la maglia del Napoli”.

Come si vedrebbe nella squadra di Maurizio Sarri? “In panchina! (ride, ndr). Il Napoli sta consolidando un percorso: mentale, tecnico, tattico. Il tutto e subito nel calcio può essere casuale, mentre è la costruzione nel tempo che porta al risultato. E il Napoli lo fa attraverso un gioco spettacolare”.

Insigne bandiera del Napoli, potrebbe indossare la 10 di Maradona? “Sono contento per lui, rientra in quel percorso che la squadra di Sarri sta facendo. Ma comunque vada, la 10 sarà sempre di Maradona… giustamente”.

Ha sentito De Laurentiis dopo la vicenda dello stalker? “So che, prima o poi, capiterà l’occasione: succede sempre così, tra uomini”.

Schick? “È cresciuto molto rispetto a quando è arrivato. Ha talento, senza dubbio, ma per un attaccante il difficile arriva quando gli altri iniziano a conoscerti, è in quel momento che devi dimostrare di avere qualcosa in più degli altri. Lui, in tal senso, può completare la formazione e farlo in una squadra come la Samp, potrebbe essere la soluzione migliore”.

De Laurentiis-Sarri, martedì importante summit a Roma tra i due: i dettagli

La prossima settimana potrebbe essere quella decisiva per quanto riguarda il futuro di Maurizio Sarri. Martedì il tecnico si recherà a Roma per ricevere il Premio Bearzot. Come riporta l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, nella stessa giornata potrebbe esserci l’importante faccia a faccia con Aurelio De Laurentiis. Un incontro importante non solo per progettare la prossima stagione ma anche per rivedere il contratto dell’allenatore e gettare le basi per il futuro.

G7, l’ultimo giorno di un sostanziale possibile flop. Nessuna conferenza stampa per Trump

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Niente accordo su clima, migranti e commercio. Il vertice di Taormina deve ancora vivere la sua seconda giornata e già sembra fallito. E’ l’opinione di tutti i giornali italiani che sottolineano come, a parte un impegno comune sul terrorismo, con la volontà comune di “azioni più dure” per fermare l’Isis e i suoi seguaci in Occidente, la prima giornata del vertice del G7 ha evidenziato che il club dei Grandi sa fare quadrato per un’emergenza come la strage di adolescenti a Manchester, ma ha anche un nuovo socio scomodo come Donald Trump pronto a rimettere in discussione politiche consolidate su clima, commercio e migranti.

Ultimo giorno del G7 di Taormina. Il summit dei grandi della Terra terminerà formalmente alle 15 con la conferenza stampa del premier Paolo Gentiloni che, in qualità di presidente, parlerà per primo per illustrare le conclusioni, poi sarà la volta degli altri leader. La giornata conclusiva del vertice vede, insieme ai confronti su tematiche di politica estera globale, anche temi che toccano le economie internazionali come la sicurezza alimentare, l’accesso al cibo, la lotta alla malnutrizione.

Stretta di mano tra Donald Trump ed Angela Merkel alla sessione mattutina del G7. Tra gli ultimi ad arrivare nella sala dove si tiene la sessione ‘outreach’ del summit di Taormina con i leader di cinque Paesi africani e i responsabili delle organizzazioni internazionali, il presidente americano si ferma a salutare la cancelliera tedesca, già seduta, e le porge la mano. Quindi, preso posto al tavolo dei lavori, Trump, ‘diviso’ dalla Merkel dal presidente tunisino Beji Caid Essebsi, scambia qualche parola con la cancelliera.

Il presidente degli Stati Uniti non farà alcuna conferenza stampa alla fine del summit. Terminati i lavori del vertice, Trump lascerà infatti Taormina in elicottero diretto alla base di Sigonella, dove, prima di partire, intorno alle 17.15, parlerà ai militari americani. Quindi, secondo quanto si legge sull’agenda della Casa Bianca, il decollo per rientrare a Washington è fissato alle 17.45.

Per concludere, diamo un’occhiata globale ai 4 temi sul tavolo del G7

  1. TERRORISMO. Come scrive Repubblica, Gentiloni sottolinea come la dichiarazione sul terrorismo sancisce “l’unità dei maggiori paesi del mondo libero” in risposta all’attentato di Manchester . “Combatteremo l’abuso di internet da parte dei terroristi. Pur essendo una delle principali conquiste delle ultime decadi, Internet ha anche dimostrato di essere un potente strumento per gli scopi terroristici”.
  2. CLIMA. Sul clima, invece, c’è un muro contro muro che vede contraopposti Usa e Francia e Germania. Gentiloni, come scrive il Corriere della Sera, ricorrendo a tutta la diplomazia affinata alla guida della Farnesina spiega che “gli Stati Uniti hanno confermato di avere in corso una riflessione sull’accordo di Parigi” sui cambiamenti climatici. Ma Macron e la Merkel insistono perché non vi siano compromessi al ribasso sulla salvaguardia del clima.
  3. COMMERCIO. Sul commercio internazionale, come scrive La Stampa, Trump continua a fare incombere lo spettro del protezionismo e la pressione del nazionalismo economico. La distanza tra il presidente dell'”America First” e i partner è stata ammessa implicitamente dallo stesso consigliere economico di Trump, Gary Cohn, che lo ha definito “un grande tema” precisando che il presidente si riferiva ‘solo’ all’intollerabile disavanzo commerciale con la Germania quando a Bruxelles ha definito i tedeschi “molto cattivi”.
  4. MIGRANTI. Sui migranti, tema che sta a cuore alla presidenza italiana, si profila una concessione alla linea dura del Trump del muro con il Messico e della stessa May post-Brexit. Huffington Post sottolinea come “ben 5 pagine, con riferimenti ai diritti dei rifugiati, le motivazioni di questa emergenza immigrazione senza fine, i contributi positivi dei migranti. Era questo, in origine, il documento che la presidenza italiana del G7 aveva preparato per il vertice. Ma qui la bozza ‘made in Italy’ naufraga, inabissata dalla presidenza Usa, affondata da Stephen Miller, lo sherpa di Donald Trump deputato a trattare sul tema migranti”.

Nella bozza della dichiarazione si afferma:

I governi hanno il diritto “sovrano” di chiudere le loro frontiere e di fissare delle soglie per i migranti. E’ quanto si legge in una bozza di conclusioni che circola al G7 di Taormina. “Nel rispetto dei diritti umani e di tutti i migranti e rifugiati -si legge nel documento citato dall’agenzia tedesca Dpa- riaffermiamo i diritti sovrani degli Stati a controllare i propri confini e a fissare i limiti chiari sui livelli di migrazione come elemento chiave della sicurezza nazionale e del benessere economico”.

Nella bozza si ribadisce poi “la necessità di sostenere i rifugiati il più vicino possibile ai loro paesi di origine, in modo che siano in grado di tornare” e “di creare partnership per aiutare i paesi a creare le condizioni all’interno dei loro stessi confini per risolvere le cause delle migrazioni”.

I paesi devono assicurare inoltre “una migrazione sicura, legale e organizzata” e “proteggere i migranti e rifugiati più vulnerabili come le donne, gli adolescenti, i bambini e i minori non accompagnati”. Inoltre nel documento si mette l’accento sul rafforzamento del controllo ai confini.

Tutti questi, si sottolinea, “sono gli strumenti essenziali per ridurre la migrazione irregolare, combattere il contrabbando, il lavoro forzato, la schiavitù moderna e il traffico degli esseri umani e affrontare le questioni legate alla criminalità organizzata transnazionale, all’estremismo violento, al terrorismo e al commercio illecito”. In questo modo, si legge ancora nella bozza del documento, “saremo in grado di salvaguardare gli aspetti positivi della migrazione riconoscendo il diritto intrinseco dei paesi ospitanti a stabilire politiche nel loro interesse nazionale”, al punto che le Ong hanno parlato di “testo miope e regressivo”.

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G7 di Taormina: le prime intese

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Un summit G7 nato con le peggiori premesse ha ottenuto, ieri, un primo importante risultato: l’impegno dei Sette Grandi a continuare con maggiore determinazione nella lotta al terrorismo, premendo sui colossi di internet perché evitino la diffusione in rete di materiale di propaganda jihadista. Su temi quali il commercio e la lotta al cambiamento climatico si rischia però di giungere a un nulla di fatto a causa delle divergenze tra il neo presidente Usa, Donald Trump, e i suoi partner.

Prima ancora dell’inizio dei lavori, Gentiloni si dice consapevole che “non sarà un confronto semplice”, ma confida anche in quello che chiama “lo spirito di Taormina”, ovvero il connubio di storia, cultura e bellezza che solo la Sicilia può offrire e che “può aiutare nella giusta direzione” e portare “la comunita’ internazionale attraverso il G7 a dare risposte a quello che i cittadini oggi ci chiedono, sul terrorismo e la sicurezza, innanzitutto”. Ed è in quest’ambito che si può annoverare una vittoria per la Presidenza italiana, dato che il rischio di chiudere la due giorni di Taormina con un documento annacquato e senza reali impegni dei paesi che si sono seduti attorno al tavolo erano concreti.

Ma riperorriamo il percorso con i problemi sul tavolo ed i relativi ostacoli.

Il primo ostacolo che si è trovato ad affrontare Paolo Gentiloni è la fase di transizione che attraversano diversi Paesi amici, dagli Stati Uniti alla Francia, passando per la Gran Bretagna in piena Brexit e la Germania che si appresta al voto. Il cambio di testimone alla Casa Bianca, ad esempio, ha di fatto portato a uno stallo sul clima. Già ieri la delegazione italiana aveva dovuto registrare come il confronto, anche a livello di sherpa, si fosse arenato. E non sembra una scelta casuale quella di Gentiloni di sedere proprio tra i due nuovi arrivi in seno al G7, Donald Trump ed Emmanuel Macron.

Le esplosioni di Manchester riecheggiano ancora nella stanza in cui sono riuniti i leader e diventa doveroso per il presidente del consiglio rivolgersi a Theresa May per ribadire la solidarietà del “mondo occidentale, del mondo libero” e l’impegno perché ci sia “una risposta forte all’attacco ignobile che a Manchester è stato sferrato contro innocenti”. Ed è proprio su questo punto che arriva una risposta forte, rappresentata proprio dalla dichiarazione in gran parte centrata sul “rafforzamento della cooperazione delle sette grandi economie del mondo occidentale, dalla collaborazione informativa all’impegno perché i grandi internet service provider” si attivino per contrastare quei contenuti della rete che “spesso anticipano o amplificano degli atti di terrorismo”. May, ripartita in anticipo per l’emergenza terrorismo in patria, ha ringraziato i partner per la solidarietà. “Stiamo lavorando con i provider di Internet per bloccare la propaganda dell’odio che sta annebbiando la mente dei giovani”, ha riferito prima di lasciare Taormina, “abbiamo individuato una serie di strumenti per potenziare la cooperazione con i colossi per eliminare automaticamente i messaggi di odio”.

Tocca al tema “migranti” e per esso Gentiloni evoca lo “spirito di Taormina”

Sul valore simbolico della location, l’Italia punta molto e Gentiloni lo ripete ai partner appena seduti attorno al tavolo per la prima sessione dei lavori. La Sicilia è un ideale ponte tra le due sponde del Mediterraneo, spiega ancora il premier nel fare riferimento al tema migranti. Tema che sta a cuore alla presidenza italiana, ma sul quale si profila una concessione alla linea dura del Trump del muro con il Messico e della stessa May post-Brexit per cui prevale l’interesse nazionale dato che, nella bozza della dichiarazione, si afferma la necessità di tutelare i profughi e i migranti più deboli, come le donne a rischio e i minori non accompagnati, ma anche il diritto “sovrano” degli Stati di presidiare i propri confini e di fissare “tetti” all’immigrazione. Più che all’accoglienza, quindi, si fa riferimento al diritto di portare avanti “politiche sull’immigrazione nel proprio interesse nazionale”, come si evince dalla Bozza stilata che recita:

I governi hanno il diritto “sovrano” di chiudere le loro frontiere e di fissare delle soglie per i migranti. E’ quanto si legge in una bozza di conclusioni che circola al G7 di Taormina. “Nel rispetto dei diritti umani e di tutti i migranti e rifugiati -si legge nel documento citato dall’agenzia tedesca Dpa- riaffermiamo i diritti sovrani degli Stati a controllare i propri confini e a fissare i limiti chiari sui livelli di migrazione come elemento chiave della sicurezza nazionale e del benessere economico”.

Nella bozza si ribadisce poi “la necessità di sostenere i rifugiati il più vicino possibile ai loro paesi di origine, in modo che siano in grado di tornare” e “di creare partnership per aiutare i paesi a creare le condizioni all’interno dei loro stessi confini per risolvere le cause delle migrazioni”.

I paesi devono assicurare inoltre “una migrazione sicura, legale e organizzata” e “proteggere i migranti e rifugiati più vulnerabili come le donne, gli adolescenti, i bambini e i minori non accompagnati”. Inoltre nel documento si mette l’accento sul rafforzamento del controllo ai confini.

Tutti questi, si sottolinea, “sono gli strumenti essenziali per ridurre la migrazione irregolare, combattere il contrabbando, il lavoro forzato, la schiavitù moderna e il traffico degli esseri umani e affrontare le questioni legate alla criminalità organizzata transnazionale, all’estremismo violento, al terrorismo e al commercio illecito”. In questo modo, si legge ancora nella bozza del documento, “saremo in grado di salvaguardare gli aspetti positivi della migrazione riconoscendo il diritto intrinseco dei paesi ospitanti a stabilire politiche nel loro interesse nazionale”

al punto che le Ong hanno parlato di “testo miope e regressivo” e della perdita dell’annesso che porta con sè quello della stabilizzazione in Libia e Siria e la lotta all’Isis. Sul tema, comunque, le fonti ricordano tuttavia che la discussione vera e propria “ci sarà oggi”. Intanto “si continua a lavorare sui due paragrafi” ad hoc del testo finale, ma “non ci sono problemi” con gli americani, che hanno chiesto maggiore attenzione alla sicurezza.

Ma se dal G7 viene fuori che, comunque, almeno un patto su migranti ci sarà,  su clima e commercio non c’e intesa e Trump gela i partner visto che lascia in sospeso la questione dell’accordo di Parigi sul clima, firmato dall’amministrazione Obama e ora “sotto revisione” da parte di quella Trump. “Gli Stati Uniti hanno confermato di avere in corso una riflessione sull’accordo di Parigi”, sono le parole del presidente del Consiglio. “Ci auguriamo che questa riflessione porti a conclusioni positive nelle prossime settimane”, ha aggiunto, lasciando capire che nessuna svolta arriverà da Taormina. Francia e Germania, peraltro, insistono perché non vi siano compromessi al ribasso sulla salvaguardia del clima.

Sul commercio, la distanza tra il presidente dell'”America First” e i partner è stata ammessa implicitamente dallo stesso consigliere economico di Trump, Gary Cohn, che lo ha definito “un grande tema” precisando che il presidente si riferiva ‘solo’ all’intollerabile disavanzo commerciale con la Germania quando a Bruxelles ha definito i tedeschi “molto cattivi”.

Insomma, si sta avverando la previsione formulata dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, che in mattinata aveva parlato di “vertice più difficile degli ultimi anni”.

In conclusione, una nota anche su Vladimir Putin che, inevitabilmente, è stato convitato di pietra

Nel terzo summit dei Grandi senza la Russia si parla inevitabilmente anche dei rapporti con Mosca, sullo sfondo dello caso ‘Russiagate’ che continua a imbarazzare l’amministrazione Trump con nuove rivelazioni sul genero-consigliere Jared Kushner ritenuto “persona di interesse” dall’Fbi. Trump ha fatto sapere che Washington esclude un alleggerimento delle sanzioni contro il governo di Vladimir Putin, semmai pensa a un inasprimento. Una linea dura contro Mosca che tradisce le promesse di distensione fatte in campagna elettorale. E che, come il raid aereo in Siria, tradisce forse la necessità di sopire le accuse di relazioni troppo strette con il Cremlino di cui Trump continua a essere bersaglio in patria.

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“Problematiche in adolescenza e non solo…”, oggi il meeting a Gragnano

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“Problematiche in adolescenza e non solo…”, questo l’ordine del giorno dell’incontro tenutosi nel pomeriggio nella biblioteca comunale di Gragnano, presentato dalla F.I.D.A.P.A. (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari) con la partecipazione del centro sociale polivalente “Anni d’Argento” e l’UNICEF Sezione di Gragnano. A patrocinare l’evento il comune della città.

“La conflittualità genitori-figlio durante il periodo adolescenziale è più bassa, nelle famiglie in cui durante gli anni dell’infanzia si è respirato un clima di rispetto reciproco e di collaborazione”, sostengono le presidenti F.I.D.A.P.A. di Gragnano e di Castellammare di Stabia, Rosa De Nicola e Annunziata Tavella, moderatrice dell’evento.

Al meeting anche Salvatore Langella, direttore sanitario Distretto 58 Asl Napoli 3 Sud; Rosaria Ambosio, referente UOMI Distretto 58; Alfonso Longobardi, Consigliere Regionale della Campania e vicepresidente Commissione Bilancio.

L’adolescenza, quell’età di transizione dallo stato infantile a quello adulto, è stata considerata nei suoi vari aspetti dai relatori dell’evento: il dottor Diego Ferrante, neuropsichiatra infantile del Distretto 58, il quale ha spiegato l’importanza del ruolo del padre quando i figli cominciano a subire le prime trasformazioni dovute alla particolare età, la dottoressa Angela Gaeta, psicologa-psicoterapeuta S.I.P.I., ha sottolineato, invece, l’importanza della consapevolezza del se nella coppia genitoriale; mentre la dottoressa Rossana Izzo, psicoterapeuta-Spazio Adolescenti del Distretto 58, ha raccontato la sua esperienza personale riguardo all’attività svolta in un consultorio familare.

Ai nostri microfoni la presidente F.I.D.A.P.A. della Sezione Gragnano Rosa De Nicola, che ha spiegato l’operato della sua Associazione; la dottoressa Angela Gaeta, la quale ha sottolineato la funzione fondamentale dei genitori nell’età adolescenziale di un figlio, e la dottoressa Rossana Izzo che ha esposto le difficoltà quotidiane che si incontrano nel consultorio familiare di Pompei.

Ugolini: “Napoli, non mi aspetto grandi colpi. Juve su Schick”

Ugolini: “Napoli, non mi aspetto grandi colpi. Juve su Schick”

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, è intervenuto Massimo Ugolini, giornalista Sky, il quale ha dichiarato: “Da quello che ci risulta in questo momento su Schick ci sono Juventus e Borussia Dortmund con quest’ultima che ha fatto un’offerta importante. La Juventus si  è mossa prima di tutti con argomentazioni convincenti, non credo che sia un giocatore che possa trovare spazio nel Napoli in questo momento. Con Milik che è un ’94, Mertens, Insigne, è un giocatore tutto da scoprire. La vedo dura per il Napoli, per come è impostata la prossima stagione e gli orientamenti del mercato non mi aspetto un grande colpo”.