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Bucchioni: “Non bisogna toccare il Napoli, Reina fondamentale”

Bucchioni: “Non bisogna toccare il Napoli, Reina fondamentale”

Ai microfoni di Tmw Radio, è intervenuto il giornalista Bucchioni, il quale ha dichiarato: “Reina non mi fa impazzire, ma è fondamentale nello spogliatoio. Non bisogna toccare questo Napoli. Credo però che al Napoli serva anche un esterno come Mario Rui, che già conosce Sarri”.

OGGI AVVENNE- Como-Napoli, gol di Renica nella stagione 88-89

OGGI AVVENNE- Como-Napoli, gol di Renica nella stagione 88-89

Il giorno 25 giugno il Napoli ha giocato quattro partite, una in serie A, una in serie B, una in coppa Italia ed una nella coppa delle Alpi ed ha sempre vinto. Ricordiamo l’1-0 a Como nell’ultima giornata della serie A-1988/89 Questa è la formazione schierata da Ottavio Bianchi: Giuliani; Corradini, Francini; Fusi, Alemao (72? Filardi), Renica; Carannante (90′ Bigliardi), Crippa, Ferrante, De Napoli, Neri I gol: 36′ Renica (rigore) Il Napoli si piazzò al secondo posto alle spalle dell’Inter di Trapattoni. Il rigore decisivo per la vittoria di Como porta la firma di Alessandro Renica. Il difensore vanta 16 gol nelle sue 194 presenze in maglia azzurra.

Fonte: SSC Napoli

Napoli, arrivano i giorni di Pepe Reina: nel frattempo gli azzurri sondano Perin

Napoli, arrivano i giorni di Pepe Reina:  nel frattempo gli azzurri sondano Perin

I prossimi saranno i giorni di Pepe Reina. Una priorità per il Napoli precedenza assoluta nella speranza che si riesca a trovare un accordo. Il Napoli propone al portiere un altro anno di contratto (nuova scadenza 2019) rispetto all’attuale. Sulle cifre c’è un po’ di distanza, ma emerge la volontà di arrivare a una soluzione. Per Sarri la presenza di Reina è fondamentale, ma ora bisogna risolvere i problemi che restano. Intanto, nelle ultime ore il Napoli ha sondato Mattia Perin, già al centro di un discorso con il Milan poi archiviato, una pista che diventerebbe attuale se non si arrivasse a un’intesa con Reina.

Fonte: Alfredo Pedullà

 

 

Juve Stabia – nord, sud, ovest, est..le vacanze dei gialloblù

In attesa del via ufficiale della stagione, che vedrà l’esordio in Coppa Italia il 30 luglio, i calciatori della Juve Stabia si godono le vacanze.
Tante, come vi stiamo raccontando, sono le voci di mercato; per i diretti interessati meglio ascoltarle sotto l’ombrellone.
Tante le mete scelte dai calciatori delle Vespe: dall’esterno, all’Italia, preferendo in alcuni casi anche casa.

Vacanze di gruppo per i gemelli diversi del centrocampo gialloblù, Izzillo e Mastalli, e Liotti, terzino trasferitosi a gennaio alla Fieralpisalò.
I tre si sono ritrovati ad Ibiza e proprio tra Ibiza e Formentera si stanno godendo le meritate vacanze.
Altra meta gettonata è Mykonos; l’isola greca sta ospitando Allievi e Bacci, che non i rispettivi amici, hanno scelto la Grecia per il loro relax. A proposito di Grecia, anche Riccardo Cazzola, sta trascorrendo nelle isole bianche elleniche le sue vacanze; per l’ex Cuor di Leone gialloblù la meta estiva è Santorini. Meta diversa per Tommaso Cancellotti che, insieme alla compagna, è partito alla volta di Cuba per scoprire tutte le sfaccettature di una terra affascinante come poche.

Vacanze romane e casalinghe invece per Paolo Capodaglio, rimasto a Roma in quanto sempre innamorato della propria città. Per Marotta, invece, Ischia non è mai una cattiva idea; la bellissima isola campana è sempre tra le mete preferite del fantasista napoletano.

Non solo mare e spiaggia però; Matteo Liviero sta trascorrendo l’estate a Villa Stuart dopo l’operazione al menisco. A distanza di due settimane dell’intervento, primi palleggi per il terzino stabiese, che vuole ripresentarsi al meglio allo start della stagione. Anche per Yaye Kanoute estate fa rima con allenamento; il puma si sta rimettendo in forma dopo l’infortunio che lo ha tenuto fuori nelle ultime, decisive, gare della stagione della Juve Stabia. Per lui tanto sudore e lavoro tra Castellammare e Pompei.

Giaccherini e Pavoletti via, decise già le due formule

Giaccherini e Pavoletti via, decise già le due formule

Non solo il mercato in entrata, l’arrivo di De Laurentiis servirà anche a fare chiarezza: “Sul fronte cessioni, Giaccherini potrebbe andar via a titolo definitivo, Pavoletti invece in prestito con diritto di riscatto. La posizione di Strinic è legata a quella di Ghoulam e anche per loro (entrambi in scadenza nel 2018) si attende il ritorno del presidente che dovrà abbassare la sua richiesta tra i 25 e i 30 milioni per Zapata, altrimenti il Torino si farà da parte ed il colombiano, come De Guzman e Zuniga finirebbe con l’essere il classico esubero da portare in ritiro”.

Basta giochi, è ora che la sinistra italiana faccia l’Europa

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Uno Stato unico dei Paesi comunitari è ben lungi dall’esistere: questo è il punte centrale sul quale dovrebbe misurarsi un’alleanza delle forze che si ispirano a Renzi e Pisapia

C’è sempre molto da dire in un mondo che sta attraversando una crisi epocale come di rado accade nella storia del nostro pianeta. L’ho già scritto più volte, approfondendo l’analisi su vari aspetti che è difficile completare. La scelta di oggi è la sorte della sinistra italiana e anche europea e anche il valore della cittadinanza europea che è ancora ben lungi dall’essere stata realizzata.

Ma comincerò segnalando un fatto che è passato del tutto inosservato, mentre a me sembra inconcepibile. Il fatto è la strage di piazza della Loggia che avvenne quarantatrè anni fa. Ce lo ricordiamo ancora noi vecchi e molti giovani l’hanno appreso dal racconto dei padri. Ebbene: la Cassazione ha condannato pochi giorni fa i due superstiti autori alla pena dell’ergastolo in varie modalità esecutive, data anche la loro vecchiaia. Oltre quarant’anni per una sentenza definitiva. Vi sembra possibile una lentezza di quel genere? Quale effetto ha sull’apprezzamento della giustizia nel nostro Paese? Non ho sentito nessuna voce critica, segno che gli italiani considerano normale una giustizia che impiega quasi mezzo secolo per una sentenza di questa gravità. Lo ripeto: sono stupefatto e allibito. Fine.

E veniamo al tema di oggi: la sinistra in Italia e in Europa e la cittadinanza del popolo europeo. Comincio da questa seconda questione.

Si dice ormai abitualmente che tutti noi nati in Europa in una delle Nazioni che fanno parte dell’Unione, siamo naturalmente cittadini della Nazione, con tutti i diritti e i doveri che essa ci ha attribuito. Qualche diritto in questo senso lo abbiamo: in quegli Stati europei che hanno aderito alla moneta comune (sono 19) i loro cittadini vivono con quella moneta, che è stata chiamata euro. La guadagniamo, la spendiamo, abbiamo una Banca centrale comune, che sovraintende alle Banche centrali nazionali. Otto Stati dell’Unione non hanno invece aderito alla moneta comune e conservano le proprie. Questo li rende alquanto diversi ma non li priva affatto di quella parte di sovranità che prescinde dalla moneta comune, compresa anche la politica economica.

I Paesi dell’Unione erano fino ad un anno fa 28; poi il Regno Unito (Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda del Nord) si è staccato dall’Unione europea ed ha perso i diritti e i doveri che finora aveva, tra i quali quello di partecipare al Parlamento europeo. Le trattative per perfezionare questo distacco, che comporta la perdita dei diritti e dei doveri di stampo europeo, sono ancora in corso. Sono previsti due anni per completare questo discorso a meno che non accada entro il suddetto periodo l’impossibile e cioè la sconfitta elettorale dell’attuale governo inglese e la decisione dei vincenti di rientrare nell’Unione europea come se nulla fosse accaduto.
Personalmente mi sembra improbabile, ma non si può escludere. Secondo me sarebbe un fausto evento, anche se non privo di alcune complicanze. Ma torniamo ai cittadini dei 27 Paesi dell’Unione. Quali sono i veri loro diritti e i relativi doveri che li accompagnano? Nessuno, quasi nessuno.

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Quasi in tutti gli Stati d’Europa c’era un monarca assoluto, i cittadini erano merce se non addirittura schiavi. Il monarca era tutto e aveva tutto. Le famiglie nobili avevano qualche loro diritto, ma mai concesso dal popolo, ma dal Re. Potevano avere la loro milizia, un loro diritto sui contadini che lavoravano i campi, insomma il loro feudo, ma lo governavano in nome del Re ed erano sempre e comunque agli ordini del sovrano, salvo che non si ribellassero e non disputassero il potere col Re e/o con i loro competitori.

In Inghilterra ci fu la guerra delle due Rose, in Francia la rivolta della Borgogna e quella della Normandia. In America, inizialmente colonia in parte inglese, in parte francese nel Nord e in parte spagnola nel Sud, la prima guerra si chiamò di Indipendenza, guidata da Washington che riscattò l’America del Nord dal colonialismo. Poi, parecchi anni dopo ci fu la guerra di Secessione guidata da Lincoln che era alla testa dei nordisti contro i sudisti e fu vinta dopo molti anni con almeno 600 mila morti, una cifra immensa.

Insomma affinché il popolo si componga di cittadini occorre che vi sia uno Stato democratico, gestore del governo e depositario degli interessi generali. Esiste uno Stato europeo di questo tipo? No, non esiste. C’è una confederazione composta dai 27 Stati e da un parlamento composto da delegati eletti in ciascuna delle 27 nazioni in proporzione alla loro popolazione, all’estensione del loro territorio e alla misura del reddito nazionale. Infine esiste la Commissione europea i cui membri sono indicati dai 27 Paesi con l’approvazione del parlamento.

Questo è tutto. I cittadini? Eleggono la loro quota di parlamentari europei, possono circolare liberamente in tutti i Paesi dell’Unione esibendo un documento d’identità. In questo modo sono effettivamente cittadini europei? Direi assolutamente no. Per essere cittadini ci vuole l’esistenza di uno Stato. Ai tempi nostri e in Occidente, quello Stato dev’essere democratico, cioè i suoi dirigenti devono essere eletti dai cittadini o dal Parlamento eletto dai cittadini medesimi. Ma uno Stato europeo è ben lungi dall’esistere. Questo è anzi il punto centrale e su di esso credo debba misurarsi, almeno in Italia, la sinistra. Ed ecco l’altro tema col quale dobbiamo confrontarci.

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Il Partito democratico nasce dall’Ulivo creato da Romano Prodi che riuscì a mettere insieme i cattolici democratici e i laici post-comunisti. L’Ulivo affrontò le elezioni del 1996 ed ebbe la meglio su Berlusconi che era andato al potere nel 1994. Dopo l’Ulivo Veltroni fondò il Partito democratico. Questa storia l’ho già raccontata domenica scorsa e non starò dunque a ripeterla.

Ma osserviamo la situazione di oggi. Ci saranno proprio oggi le elezioni amministrative in un centinaio di Comuni piccoli e grandi. Il loro peso amministrativo è importante, ma politicamente limitato. Il vero voto politico avverrà nell’aprile del 2018, cioè alla fine della legislatura e del governo Gentiloni che – si spera – lascerà un ricordo positivo per le molte cose ben fatte.

Al suo posto si presenterà Renzi. Da solo o in compagnia? Il Pd è, almeno in teoria, un partito di sinistra, anche se in questi mesi è una sinistra piuttosto decaduta. Ma c’è anche una sinistra dissidente, formata da piccolissime formazioni che rispondono a varie persone. Giuliano Pisapia sta tentando di unificare queste piccole formazioni. L’obiettivo sembrava quello di un’alleanza o addirittura di una coalizione con Renzi e il Pd. Come è la situazione di oggi della sinistra dissidente? Si tratta di cinque o sei piccoli gruppi: Rifondazione comunista, Vendola e i suoi amici politici, Civati, Pisapia e il suo gruppo, Bersani, D’Alema, Cuperlo (che però è ancora dentro il partito). Dei vari incontri alcuni osservatori presenti riferiranno a Franceschini, a Zingaretti, e forse anche a Calenda. Veltroni è fuori gioco, ma osserva con attenzione. Prodi guarda anche lui agli incontri e non più come federatore ma come persona interessata alla sinistra.

Il primo luglio all’iniziativa di Pisapia finalmente sapremo cosa faranno le frazioni dissidenti. Potrebbero arrivare a un 8 per cento tutte insieme o addirittura a un 10 e forse più. Sommato al Pd che conta oggi il 25 per cento ma potrebbe crescere fino al 30-35, l’alleanza con le frazioni di sinistra unificate avrebbe un senso politico. Tutti insieme potrebbero arrivare al 40 per cento. Ma per fare che cosa? In Italia certo, ma a mio avviso soprattutto in Europa.

La cosa più strana di tutti è che questa sinistra che s’intitola ora a Pisapia, dell’Europa non parla affatto. Se li interroghi, rispondono: “L’Europa? Ma certo, noi siamo europeisti”. E che farete? “Tutto quello che bisogna fare”. E se insisti ancora nella domanda alla fine ripetono quella risposta ma nulla più.

Renzi il tema europeo lo conosce invece a fondo, ma dovrebbe parlarne soprattutto con Macron. L’ha fatto? Sì, un colloquio sull’Europa c’è stato. A fondo? Con un programma d’azione che coinvolga anche la Merkel e, per la parte che lo riguarda, anche Draghi? No, questo discorso non risulta che ci sia stato. E invece il tema è questo che giustifica anzi rende indispensabile l’alleanza con la sinistra dissidente. Il resto sono baggianate. Come diceva Spinelli e come dissero molto prima Mazzini e Garibaldi: o si fa l’Europa o si muore. Tenetelo presente, amici di Pisapia. Il resto sono giochi da bambini che attirano purtroppo anche Renzi.

Mazzini, Garibaldi e Cavour. Questa è la triade che dovrebbe essere la bandiera di tutta la sinistra italiana.

vivicentro.it/editoriale
repubblica/Basta giochi, è ora che la sinistra italiana faccia l’Europa (EUGENIO SCALFARI)

Piccoli robot e non solo: Sarri rivoluziona la preparazione fisica a Dimaro

Piccoli robot e non solo: Sarri rivoluziona la preparazione fisica a Dimaro

Ci saranno tante novità nella preparazione fisica e non solo degli azzurri in quel di Dimaro. Sarri ed il suo staff hanno messo a punto un programma diverso per quanto riguarda la preparazione della squadra. Innanzitutto ci saranno meno doppie sedute e più partitine questo per sincronizzare ancora di più l’aspetto tecnico che tanto sta a cuore al mister. Come riporta il Corriere dello Sport oltre ai famosi droni, ci saranno anche dei piccoli robot che provvederanno a mantenere invariata l’altezza dell’erba del prato di Carciato.

Il 6 agosto il Napoli giocherà un’amichevole in Inghilterra

Il 6 agosto il Napoli giocherà un’amichevole in Inghilterra

Il Corriere dello Sport ufficializza di fatto una nuova partita amichevole che il Napoli disputerà in questo lungo ritiro precampionato che inizierà il 5 luglio a Dimaro. Gli azzurri infatti il 6 agosto giocheranno in Inghilterra contro il Bournemouth. Per motivi logistici, potrebbero arrivare nel Regno Unito direttamente dalla Germania dove giocheranno l’Audi Cup qualche giorno prima contro Bayern Monaco, Atletico Madrid e Liverpool.

Reina, l’agente: “Non abbiamo offerte da altri club, aspettiamo il Napoli”

Reina, l’agente: “Non abbiamo offerte da altri club, aspettiamo il Napoli”

“Non abbiamo offerte di altri club, noi pensiamo solo al Napoli con cui stiamo in contatto ogni giorno. Ci aspettiamo a breve delle novita’”, Manuel Garcia Quilon non da’ certezze ma lascia apertissima la porta per la permanenza in azzurro di Pepe Reina. Come riporta Il Mattino: “Lo hanno fatto fino a venerdi in maniera costruttiva. Il mancato accordo fino ad adesso per il prolungamento del contratto non ha messo in discussione il feeling tra Reina e Giuntoli che continuano a messaggiarsi in continuazione. Il Napoli e’ entrato nell’ordine di idee di aspettare Reina almeno fino a venerdi: entro quel giorno sarà data una risposta. Reina deve dire se accetta o no la proposta di un altro anno di contratto, con stipendio piu’ o meno intatto. Ma, dicono le indiscrezioni, il club azzurro alza il livello dei bonus e della parte variabile della busta paga, ma Quilon gli ha spiegato la situazione: l’ideale sarebbe quello di strappare un triennale, ma se vuole restare a Napoli il club azzurro non offre di piu'”.

ESCLUSIVA – Modena, Manfredini è seguito da Cesena e Reggiana

ESCLUSIVA – Modena, Manfredini è seguito da Cesena e Reggiana

Secondo quanto raccolto in esclusiva dalla redazione di ViViCentro.it, Niccolò Manfredini portiere del Modena classe ’88, 39 partite in stagione, è seguito da diversi club: tra questi, stando alle notizie in nostro possesso, ci sono il Cesena e la Reggiana che lo vorrebbe a tutti i costi.

a cura di Christian Mastalli

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ESCLUSIVA – Juve Stabia, per Mastalli richieste anche da un club di A: questa la squadra, i dettagli

ESCLUSIVA – Juve Stabia, per Mastalli richieste anche da un club di A: questa la squadra, i dettagli

Mercato, mercato e mercato in attesa di avere novità riguardo il futuro societario. Vi abbiamo parlato di Sandomenico, Marotta, Cutolo, Santacroce e altri relativi al mercato in uscita. Vi abbiamo già parlato anche di Alessandro Mastalli, talento della Juve Stabia che, però, sarà ceduto. Secondo quanto raccolto in esclusiva dalla redazione di ViViCentro.it, su di lui c’è un forte interessamento da parte del Benevento che entra, quindi, in lotta con il Venenzia e altri club per acquisirne le prestazioni. Sirene di serie A, quindi, per il giovane talento scuola Milan.

a cura di Ciro Novellino

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Calcio, Europei Under21 2017: Italia vs Germaina 1-0, ed è semifinale con la Spagna

Con la qualificazione dell’Italia, si è conclusa la prima fase degli Europei Under21 2017 in programma in Polonia. L’ultima giornata ha regalato emozioni incredibili: gli azzurrini hanno battuto la Germania 1-0 e, sfruttando la vittoria della Danimarca sulla Repubblica Ceca, hanno passato il turno addirittura come primi nel girone C. I tedeschi passano come migliore seconda.

Chissà chi aveva parlato di giocatori viziati e di modelli sociologici sbagliati dove sarà finito dopo la prestazione dell’Italia negli Europei 2017 di calcio… Ci sarebbe proprio da chiederselo, ma magari starà festeggiando. Del resto il tifoso è così: entusiasmo nei momenti positivi e pessimismo cosmico in quelli bui.

Gigi Di Biagio: “Complimenti ai ragazzi ma ora testa alla semifinale. Faremo un altro miracolo!”

È un Gigi Di Biagio visibilmente soddisfatto quello che ha parlato ai microfoni di Rai Sport dopo la vittoria dell’Italia contro la Germania, che è valsa la qualificazione in semifinale. “Niente critiche?“, ha esordito scherzando il CT. Le critiche ci stanno, fanno parte del lavoro. Abbiamo fatto una grandissima partita. Il nostro obiettivo era metterci sull’1-0 e vedere poi cosa poteva succedere. Così è stato“. Tattica azzeccata quindi, soprattutto nella scelta di non schierare una punta di ruolo. “È riuscita perché abbiamo vinto, le scelte contano poco. Abbiamo giocato bene, abbiamo alzato il ritmo contro un avversario che a volte ci ha creato disagi. Però è andata bene e c’è da esserne contenti. Complimenti ai ragazzi“.

La testa però va già al prossimo impegno, durissimo, in semifinale contro la Spagna. “Godiamoci questo successo, ma tra 15 minuti inizieremo già a pensare al prossimo impegno. Cercheremo di recuperare. Il nostro obiettivo è arrivare in fondo alla competizione, per cui c’è ancora da migliorare. Con la Germania abbiamo fatto una grande partita, ora pensiamo alla semifinale: faremo un altro miracolo“.

Diciamolo: questa Nazionale ha zittito tutti o quasi. Era ben poche le speranze per il passaggio di turno e tra un Luigi Di Biagio finito, anche giustamente, sulla graticola per alcune scelte dopo la sconfitta contro la Repubblica Ceca ed i giocatori etichettati come “sopravvalutati”, l’avvicinamento al match decisivo (ultimo del raggruppamento C) contro la Germania, imbattuta e senza subire gol, non era dei più semplici. In conferenza stampa però, alla vigilia dell’impegno contro i tedeschi, determinazione e voglia di vincere albergavano negli occhi del ct e di Federico Bernardeschi, tra i calciatori più attesi della competizione e quelli più deludenti fino ad ora.

Gli Azzurrini erano con le spalle al muro: vittoria obbligata e con tanti gol, in caso di successo contemporaneo della Repubblica Ceca contro la Danimarca, già eliminata. Un impresa impossibile. Invece, il calcio, come la vita, ti sorprende sempre. A Cracovia va in scena un’Italia mai vista per determinazione e spirito di abnegazione. Forse anche pungolati dalle critiche i ragazzi di Di Biagio esibiscono alcuni numeri d’alta scuola e giocano per la squadra e non ognuno per conto proprio. La dimostrazione è il gol del vantaggio: palla rubata da Pellegrini e Bernardeschi a segno.

Un’azione sintomatica frutto anche dei cambiamenti di formazione: Andrea Petagna in panchina ed il n.10 da falso nueve, assistito ai lati da Berardi e Chiesa. Un modulo che convince ed esalta le doti del calciatore della Fiorentina che, giocando a tutto campo e tra le linee, riesce a disegnare calcio come pochi. Qualità ma anche tanta quantità. Il lavoro enorme di Benassi, Pellegrini e Gagliardini è eccezionale nel match di Cracovia dando modo alla difesa di rischiare il meno possibile contro avversari molto forti tecnicamente. L’inoperosità di Gigio Donnarumma nel corso del confronto sta a dimostrare ciò.

E’ vero, senza il 4-2 della Danimarca, le semifinali non potevano essere raggiunte ma ora, sopravvissuti al mare in tempesta, si può puntare all’incontro del 27 giugno contro la Spagna consci delle proprie qualità.

24 giugno 2017, ore 22:56 – Aggiornamento, 25 giugno ore 00:56

redazione sportiva/ oasport.it

EDITORIALE – Juve Stabia – quell’allergia ai grandi nomi..

Quella della Juve Stabia è stata una stagione tutto sommato positiva; il rammarico per il calo del 2017 e la delusione per l’ennesimo torto arbitrale subìto non possono cancellare quanto di buono fatto.  Il campionato delle Vespe ha però evidenziato un aspetto ormai tipico e costante della natura gialloblù: l’allergia al grande nome acquistato in sede di calciomercato. Uniche eccezioni a questa regola ormai certa, negli anni, sono stati Corona, Molinari, Danucci ecc.

Senza andare a scomodare delusioni inarrivabili come Biancolino, Grieco, Molino, Vitale ecc anche i grandi colpi dell’ultimo mercato non hanno reso come ci si aspettava. Inevitabile pensare a Cutolo e Paponi: il primo arrivato per far fare il salto di qualità alla Juve Stabia, ma non pronto né dal punto di vista fisico né mentale; il secondo generoso ma mai incisivo in campo.

Il colpo più deludente è stato però quello di Adriano Montalto. La punta ex Trapani è stata il botto finale del mercato estivo gialloblù, acquistata a peso d’oro per trascinare le Vespe a suon di gol. Lìattaccante sceso dalla Serie B per risalrci subito con la Juve Stabia. Del Sante e Ripa, non certo due che possono far contare pochi gol, nelle gerarchie di inizio stagione avrebbero dovuto tenere solo in caldo il posto da 9 titolare a Montalto, nell’attesa che il numero 30 acquisisse la forma migliore.

Quel momento però non arriva mai, e quello che doveva essere un matrimonio perfetto si trasforma in un incubo, sia per Montalto e sia per la Juve Stabia, che ben presto si rende conto di non aver fatto un affare, come all’inizio ci si aspettava. L’attaccante in gialloblù mette a segno solo una rete (quella del 4 a 1 contro il Foggia al Menti), prima di andare in rotta di collisione con tutto l’ambiente gialloblù e finire fuori rosa. Per Montalto solo 5 presenze nella stagione da poco terminata, in cui spiccano una semi rissa a Pompei nei pressi di un locale ed i messaggi d’amore dedicati al Trapani sui social mentre era a tutti gli effetti un tesserato della Juve Stabia.

La stagione stabiese ha quindi confermato come Castellammare non abbia feeling con i pezzi da 90, preferendo giovani affamati ed ambiziosi. Un monito da tener presente nelle trattative di mercato che attendono i dirigenti gialloblù.

 

Alvino: “Chi semina, raccoglie. Dimaro fondamentale per il gruppo”

Alvino: “Chi semina, raccoglie. Dimaro fondamentale per il gruppo”

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, è intervenuta il noto giornalista napoletano Carlo Alvino, il quale ha dichiarato: “E’ un ritiro importante perché seguendo la filosofia di Maurizio Sarri è in ritiro che si mettono le basi per la stagione, cementando anche il gruppo. E’ una sorta di semina che poi raccoglie durante la stagione. Quest’anno sarà ancora più importante perché c’è da tenere fede al patto dei calciatori per restare tutti insieme e regalare qualcosa di importante a questa città. Quest’anno si può provare a vincere”

Zapata, il Torino pensa a Simeone: il colombiano è la seconda opzione

Zapata, il Torino pensa a Simeone: il colombiano è la seconda opzione

Settimane scorse il nome di Duvan Zapata è stato molto nominato negli ambienti torinesi, tuttavia, ad oggi, la situazione sembra essere un po’ diversa. Il Torino, infatti, sarebbe molto più interessato a Simeone del Genoa, con i colombiano retrocesso al secondo posto in graduatoria.

Neto, il Napoli tentenna: sul brasiliano due club europei

Neto, il Napoli tentenna: sul brasiliano due club europei

Il Napoli tentenna per Neto: secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport, gli azzurri rischierebbero di perderlo perché il portiere piace molto sia al Watford che al Valencia. Il brasiliano preferirebbe gli spagnoli, che offrirebbero alla Juventus un prestito con obbligo di riscatto, mentre i bianconeri gradirebbero di più gli inglesi dato che sarebbero disposti a pagare cash e subito.

Leandrinho piace al Verona: timidi approcci dell’Hellas per il brasiliano

Leandrinho piace al Verona: timidi approcci dell’Hellas per il brasiliano

Leandrinho ha mercato in Italia: nonostante ciò, il brasiliano classe ’98 partirà con il Napoli a Dimaro per il ritiro. Sul ragazzo ci sarebbe fortissimo l’Hellas Verona, che avrebbe già avuto primi contatti con lui. A riportarlo, la Gazzetta dello Sport.

Pepe Reina-De Laurentiis: l’incontrò si farà in Italia

Pepe Reina-De Laurentiis: l’incontrò si farà in Italia

epe Reina e il Napoli: futuro nel club in bilico per il portiere spagnolo. Secondo quanto riporta il Corriere del Mezzogiorno, l’estremo difensore del Napoli incontrerà il presidente Aurelio De Laurentiis quando entrambi saranno in Italia. Solo un incontro diretto tra le parti potrebbe dire fine a questa vicenda.

Padovan: “Napoli e Roma in guerra tra loro, giallorossi su Ounas e azzurri su Mario Rui”

Padovan: “Napoli e Roma in guerra tra loro, giallorossi su Ounas e azzurri su Mario Rui”

Ai microfoni di Radio Crc, è intervenuto il giornalista Padovan, il quale ha dichiarato: “Lo scorso anno il Napoli e la Roma sono state saccheggiate, hanno perso due giocatori importantissimi come Higuain e Pjanic, quest’anno  pare invece che siano in guerra tra di loro. Se il Napoli tenta Mario Rui è normale che la Roma allora vada su Ounas. In ogni caso sono sicuro che entrambe saranno le vere antagoniste della Juve. Gli azzurri ovviamente partono davanti, stanno mantenendo una struttura importante sulla quale Sarri pensa di poter far crescere ancora i tanti giovani, c’è solo il nodo Reina ma credo che alla fine ci si possa accordare per un biennale, Sarri lo vuole e il Napoli sa di dover puntare su di lui: un ottimo portiere e un uomo spogliatoio fondamentale. I giallorossi invece per ora si sono indeboliti, Salah è andato via, Manolas è sul piede di partenza, sappiamo però come lavora Monchi, sul mercato in entrata è un po’ in ritardo ma è un ds che fa delle grandi plusvalenze e poi va a prendere giocatori che pochi conoscono, sui quali pochi scommettono, mettendoli a disposizione di un allenatore capace in modo da esaltarne le qualità.

Ceccarini: “Mario Rui è diventato fondamentale per la Roma, ma il Napoli ci proverà in un caso”

Ceccarini: “Mario Rui è diventato fondamentale per la Roma, ma il Napoli ci proverà in un caso”

Ai microfoni di TMW Radio, è intervenuto il giornalista Ceccarini, il quale ha dichiarato: “Napoli? Con l’infortunio di Emerson Mario Rui diventa importante per la Roma, ma gli azzurri ci proveranno in caso di partenza di Ghoulam o Strinic”.