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Tajani: “Con Trump occorre dialogare, Italia miglior ambasciatore per Ue”

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(Adnkronos) –
Per trovare un compromesso con la nuova amministrazione americana di Donald Trump, che ha già iniziato una guerra commerciale con Messico, Canada e Cina, "occorre dialogare, e l'Italia è il migliore ambasciatore dell'Unione europea".Questo è quanto sostenuto dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nella sua audizione a Montecitorio sul Consiglio affari esteri dell’Unione europea dello scorso 27 gennaio. "Mi sembra che il presidente Trump stia dando i primi segnali di volontà di negoziare.

Lo dimostra quanto accaduto nelle ultime ore con la sospensione dei dazi per Canada e Messico, dimostra che il dialogo serve", ha aggiunto.   "A Bruxelles ho ribadito l’importanza di individuare un’agenda positiva su cui lavorare con gli Stati Uniti, mantenendoci pragmatici e aperti.La politica commerciale della nuova Amministrazione americana rappresenta un banco di prova per tutta l’Unione europea. È una sfida che vogliamo affrontare uniti, senza reazioni scomposte e spirali incontrollate.

Le guerre commerciali non convengono a nessuno", ha detto. "Noi ci faremo trovare pronti.Stiamo elaborando una strategia per aumentare il raggio d’azione del nostro export e raggiungere sempre più nuovi mercati, come già avvenuto nel 2024, quando abbiamo raggiunto la cifra record di 305 miliardi di euro di export nell’area extra Ue", ha aggiunto.  "L’economia europea e quella americana sono profondamente legate.

Il volume dell’interscambio rappresenta un terzo dell’intero commercio mondiale.Di tutti i beni statunitensi all’estero, due terzi sono in Europa – ha proseguito il ministro – Sono pertanto fiducioso che riusciremo a trovare dei punti di intesa anche sul piano commerciale, nel quadro del nostro rapporto solido con Washington". "L’unità fra le due sponde dell’Atlantico è peraltro cruciale per tutelare i nostri interessi strategici, dal Mediterraneo allargato al Mar Rosso.

Una tutela che deve essere garantita anche dallo strumento di una difesa comune.La Nato ne è la pietra angolare.

Come ho sottolineato lo scorso mese di dicembre al Segretario Generale Rutte.Dobbiamo rafforzare il suo pilastro europeo.

L’Europa deve dimostrare di sapersi assumere le proprie responsabilità.Serve infatti un salto di qualità nel processo d’integrazione, a cominciare appunto dal tema della difesa – ha detto Tajani – Cruciale sarà il tema dei finanziamenti.

Dovremo pensare a soluzioni innovative, superare i tabù, scorporare le spese della difesa dai vincoli del Patto di Stabilità e Crescita, utilizzare gli eurobond e attingere a fondi del Next Generation Eu non utilizzati".   "Tornerò domani in Israele.L’Italia vuole essere protagonista di questo processo di pacificazione e di ricostruzione della Striscia", ha poi sottolineato poi Tajani aggiungendo: "Sul fronte israelo-palestinese, il Consiglio ha discusso della situazione sul terreno all’indomani del cessate il fuoco a Gaza.

Abbiamo tutti accolto con sollievo le prime liberazioni di ostaggi e l’aumento dell’accesso di aiuti umanitari nella Striscia". "È un risultato a cui abbiamo lavorato senza sosta anche come presidenza del G7, sostenendo la mediazione di Stati Uniti, Qatar ed Egitto – ha ricordato – Proprio per questo ho voluto essere in Israele e Palestina già il giorno dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco.Ho incontrato il Presidente Herzog e il Ministro degli Esteri Sa’ar, e a Ramallah il Premier palestinese Mustafa, al quale ho annunciato un nuovo contributo da 10 milioni di euro a favore della popolazione di Gaza". "Hamas non può tornare a controllare la Striscia.

La popolazione di Gaza ha pagato un prezzo troppo alto per la sua follia terroristica.Per questo siamo in prima linea nel sostegno all’Autorità palestinese nel suo processo di riforme.

A tale riguardo, il ridispiegamento della Missione europea Eubam a Rafah è un segnale fondamentale, dall’alto valore anche simbolico: una significativa presenza europea, con il compito di assistere l’Autorità Palestinese nella gestione del valico che collega Gaza all’Egitto – ha proseguito – Si tratta di uno snodo fondamentale per l’accesso umanitario e per la ripresa economica della Striscia". "Come ha ribadito anche il ministro Crosetto, l’Italia garantirà ogni contributo necessario.I nostri Carabinieri dispiegati all’interno della missione hanno già raggiunto Rafah.

Li incontrerò domani, insieme al Comandante generale dei Carabinieri Salvatore Luongo e al personale impegnato nella missione Miadit a Gerico che contribuisce alla formazione delle forze di sicurezza palestinesi.I nostri militari saranno una garanzia di equilibrio e stabilità, così come lo sono da tempo al confine tra Serbia e Kosovo", ha detto ancora il vicepremier. "Il valico di Rafah sarà gestito in prima battuta da personale dell’Autorità palestinese in uniforme. È un punto molto importante, che consente all’Anp di tornare ad esercitare la propria sovranità su una porzione del territorio della Striscia. È un passo in avanti verso la seconda fase dell’accordo, ma anche la dimostrazione che l’Europa può fornire un contributo rilevante alla costruzione di una nuova stagione in Palestina, tanto in Cisgiordania quanto a Gaza – ha detto, per poi conculudere che – Con la nuova Amministrazione americana potremo lavorare anche per ridare slancio agli Accordi di Abramo per normalizzare i rapporti dei Paesi arabi con Israele.

Quel percorso si era interrotto con gli attacchi del 7 ottobre.Adesso si devono riannodare i fili. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terremoto ai Campi Flegrei oggi, sciame sismico in corso

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(Adnkronos) – E' in corso uno sciame sismico nell'area dei Campi Flegrei oggi.Dalle prime ore del mattino sono state registrate scosse dall'Osservatorio Vesuviano, la sede napoletana dell'Ingv, tra 1.1 e 1.4 di magnitudo nell'area Pisciarelli, nelle vicinanza della Solfatara (Pozzuoli).  L'ultima scossa, secondo l'Ingv, è stata registrata alle 8.52: di magnitudo 3.1, si è verificata a una profondità di 3 km.

Lo sciame è stato avvertito anche a Fuorigrotta, area occidentale di Napoli.  "Le scosse sono state avvertite, si sono verificate in coincidenza con l'orario di ingresso delle scuole, quindi in qualche istituto lo stesso ingresso è stato ritardato.Al momento ci sono verifiche in corso sul territorio da parte della Protezione civile regionale e della Polizia municipale", dice all'Adnkronos il sindaco di Pozzuoli, Gigi Manzoni.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

MotoGp, via ai test di Sepang: Marquez debutta al fianco di Bagnaia

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(Adnkronos) – La MotoGp scalda i motori.Oggi, mercoledì 5 febbraio, inizia a Sepang, in Malesia, la tre giorni di test che si concluderà venerdì 7 febbraio.

Fondamentale per la Ducati e gli altri team della griglia raccogliere dati e sensazioni dei piloti sulle nuove moto, a meno di un mese dall'inizio del Mondiale 2025.La nuova stagione partirà infatti a Buriram, in Thailandia, il weekend del 2 marzo.  Tutti gli occhi sono puntati, ovviamente, sulla Ducati.

Dopo aver perso il titolo all'ultima gara, Pecco Bagnaia rimane uno dei grandi favoriti per la vittoria finale, ma molto dipenderà dalla moto che gli metterà a disposizione la scuderia italiana e dal rapporto che si verrà a creare con il suo nuovo compagno di squadra, Marc Marquez. Lo spagnolo, terzo nella classifica piloti lo scorso anno, è arrivato in Ducati con l'obiettivo dichiarato di tornare a vincere un Mondiale, ed è consapevole che il primo avversario rimane proprio Bagnaia.Marquez debutterà in rosso proprio nei test di Sepang, quando entrambi i piloti saliranno sulla Desmosedici GP25, ovvero la moto con cui la Ducati correrà il Mondiale 2025. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Traffico aereo sospeso a Ciampino, fiamme in locale tecnico

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(Adnkronos) – Enav informa che, a causa di un piccolo incendio divampato in un locale tecnico posto alla base della torre di controllo dell’aeroporto di Ciampino, il personale della sala operativa è stata fatto allontanare per il fumo.Decolli e atterraggi sono dunque momentaneamente sospesi nell’attesa che il fumo si disperda. Non si registra alcun danno alle apparecchiature utili all’ operatività della torre di controllo.

Le cause dell’incendio sono al momento al vaglio da parte delle autorità competenti. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Almasri, oggi informativa di Piantedosi e Nordio. Opposizioni contro Meloni

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(Adnkronos) – Non la premier Giorgia Meloni, come richiesto a gran voce dalle opposizioni, ma saranno i ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio a riferire sul caso sulla vicenda del comandante libico Almasri, accusato di crimini contro l'umanità e rilasciato dalle autorità italiane, nel corso della doppia informativa di oggi alla Camera e in Senato.  Informativa che sarà trasmessa anche in diretta tv dopo le proteste della minoranza, in onda sui canali Rai rispettivamente dalle 12.15 e dalle 15.30. Il governo, incalzato dalle opposizioni, proverà dunque a fare chiarezza su un nodo spinoso, soprattutto alla luce dell'indagine per favoreggiamento e peculato che vede coinvolti la premier Giorgia Meloni, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e gli stessi ministri Piantedosi e Nordio.La linea su cui poggerà la doppia informativa del governo sarebbe questa, essenzialmente: a sbagliare è stata la Corte penale internazionale (dalla quale sarebbero arrivati atti quantomeno "pasticciati"), mentre l'esecutivo ha agito a tutela dell'interesse e della sicurezza nazionale quando ha deciso di rispedire in Libia Almasri a bordo di un volo di Stato.  Al guardasigilli – spiegano fonti di governo – dovrebbe toccare il compito di ripercorrere tutti gli avvenimenti che hanno portato al fermo e poi al rilascio del criminale libico, in una cronistoria dettagliata dove il titolare della Giustizia ribadirà la correttezza del suo operato.

Nordio, spiegano le stesse fonti, dovrebbe insistere sul fatto che il ministero è stato rispettoso delle norme e della procedura e che nessuna colpa è attribuibile al governo, rimarcando come invece siano stati commessi "palesi errori" da parte della Corte penale internazionale.Proprio la premier Meloni aveva attaccato la Cpi nel video social in cui dava notizia dell'avviso di garanzia: "La Corte penale internazionale dopo mesi di riflessione emette un mandato internazionale nei confronti del capo della polizia giudiziaria di Tripoli.

Curiosamente – le parole di Meloni – la Corte lo fa proprio quando questa persona stava per entrare sul territorio italiano dopo che aveva serenamente soggiornato, per circa dodici giorni, in altri tre Stati europei". Nell'informativa dei ministri – rinviata di una settimana dopo l'annuncio dell'indagine – dovrebbero essere analizzati ai raggi X tutti i passaggi del caso Almasri fin dall'inizio: spostamenti in Europa del libico, arrivo in Italia, fermo e rimpatrio.Su quest'ultimo aspetto dovrebbe concentrarsi l'intervento in Aula del ministro dell'Interno Piantedosi soprattutto nella parte che concerne l'utilizzo del volo di Stato.

Del resto una prima relazione del governo sul caso Almasri era stata fornita dal capo del Viminale nel question time al Senato dello scorso 23 gennaio.  In quella sede Piantedosi aveva evidenziato come, dopo la decisione della Corte d'Appello di Roma di disporre il 21 gennaio l'immediata scarcerazione di Almasri giudicando il suo arresto "irrituale", l'uomo sia stato rilasciato nella serata dello stesso giorno per poi essere rimpatriato a Tripoli "per ragioni di urgenza e sicurezza, vista la pericolosità del soggetto": un atto che per Piantedosi mirava a salvaguardare "la sicurezza dello Stato e la tutela dell'ordine pubblico".Nel question time, il ministro aveva comunicato la disponibilità del governo ad approfondire diversi aspetti della questione, come "la tempistica riguardante la richiesta, l'emissione e l'esecuzione del mandato di cattura internazionale, che è poi maturata al momento della presenza in Italia del cittadino libico". La presenza oggi in Parlamento dei ministri dell'Interno e della Giustizia, rappresenterebbe però il "minimo sindacale", perché l'opposizione continua a "pretendere" che sia il presidente del Consiglio a presentarsi in Parlamento.

A spiegarlo ieri al termine della Conferenza dei capigruppo, i presidenti dei senatori del Pd Francesco Boccia, di AVS Peppe De Cristofaro, di Iv Enrico Borghi, e la vicepresidente vicaria dei senatori del Movimento 5 stelle, Alessandra Maiorino.  "Abbiamo chiesto la presenza della presidente del Consiglio – affermava Boccia – che continua a non venire in Parlamento, qui in Senato ci manca un 'Premier time' da un anno e mezzo e siamo a metà legislatura, è venuta una volta sola, è molto grave.Lo abbiamo ribadito in maniera unitaria che vogliamo sottoporre al presidente del Consiglio una serie di quesiti a partire dalla vicenda Almasri". "Intanto verranno il ministro della Giustizia e il ministro dell'Interno con quindici giorni di ritardo, è molto grave perché hanno lasciato il Paese in una condizione oggettivamente di grande imbarazzo di fronte al mondo", le parole del dem.  "L'informativa che vengono a fare domani Nordio e Piantedosi – aggiungeva Maiorino – è un atto dovuto, visto che invece la settimana scorsa improvvisamente sono fuggiti dal Parlamento con una motivazione che è assolutamente insostenibile e certifica il grande imbarazzo e l'incapacità di Meloni di gestire questa situazione, perché noi abbiamo naturalmente richiesto che fosse lei a venire in Aula a riferire.

Invece continua a mandare avanti i colonnelli nonostante la situazione diventi sempre più imbarazzante".  "Che ci sia stata un gestione quantomeno opaca è chiarissimo – continuava la pentastellata -, Meloni continua a parlare soltanto attraverso i social e si rifiuta di venire in Parlamento.Noi continueremo a pretendere che venga in tempi ragionevoli, perché non può venire tra un mese, un mese e mezzo per spiegare cosa ha fatto con questo boia libico che abbiamo rimandato a casa su un aereo di Stato". "La presenza dei ministri – proseguiva quindi De Cristofaro – è il minimo sindacale se possiamo dire così.

Qui non c'è una singola responsabilità di un singolo ministro, ma c'è una responsabilità politica generale dell'intero Governo.Non è una vicenda di cavilli, è una scelta politica presa dall'Esecutivo e proprio perché non è una vicenda di cavilli o di singole responsabilità la cosa più giusta e il vero atto dovuto al Paese sarebbe la presenza della Meloni in Aula.

Invece purtroppo la Meloni scappa, evidentemente preferisce fare propaganda dai video piuttosto che confrontarsi con il Parlamento".  "Ci sono due dati politici: il primo – spiegava quindi Borghi – è l'unità delle opposizioni, che in maniera compatta hanno esercitato un'azione parlamentare per richiamare il Governo alle proprie responsabilità: non è vero che abbiamo fatto l'Aventino, perché i lavori nelle commissioni sono proseguiti e le opposizioni hanno partecipato".  "Il secondo dato politico – le parole del renziano – è che la motivazione con la quale i ministri si erano negati la scorsa settimana è del tutto farlocca: non stava né in piedi, né in cielo, né in terra ed evidentemente il fatto che oggi, con ritardo, i due ministri interessati vengano a fare un'informativa è certamente un successo dell'opposizione unita e compatta, ma è anche la dimostrazione che le motivazioni che hanno addotto non sono reali.E domani naturalmente entreremo nel merito della questione".  
Ma per i rappresentanti dell'esecutivo, "il governo non scappa dal Parlamento", assicurava dopo le proteste il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani al termine della capigruppo di Montecitorio. "Avevamo già dato la disponibilità a riferire ma avevamo chiesto una piccola sospensione per approfondire una questione importante, non c'era nessuna volontà dilatoria ma di rispondere al Parlamento", ha aggiunto Ciriani a proposito dell'informativa sul caso Almasri.  Sulla richiesta delle opposizioni di avere in aula la premier Meloni, Ciriani aveva poi spiegato: "Ci saranno due ministri importanti per una risposta adeguata e informata.

I due ministri sono in grado di garantire la massima informazione".   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Incidente aereo Washington, recuperati tutti i 67 corpi delle vittime

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(Adnkronos) – Le autorità statunitensi hanno confermato di aver recuperato i corpi di tutte le 67 vittime dell'incidente aereo della scorsa settimana, quando un volo di linea American Airlines e un elicottero militare si sono scontrati a mezz'aria vicino all'aeroporto nazionale Ronald Reagan di Washington, sulle rive del fiume Potomac. “Dopo estese operazioni di ricerca e recupero, il Comando unificato conferma il recupero di 67 vittime dell'incidente aereo.Al momento, 66 dei resti sono stati identificati con certezza.

Questo è un passo importante per dare una conclusione alle famiglie e alla comunità”, ha annunciato il Dipartimento dei vigili del fuoco e dei servizi medici di emergenza degli Stati Uniti.  In una dichiarazione pubblicata su X, ha sottolineato il “lavoro instancabile” dei vigili del fuoco, così come delle varie forze di polizia coinvolte, del personale aeroportuale, delle squadre di soccorso marittimo e della Guardia Costiera. “La loro dedizione e competenza sono state fondamentali in questa missione complessa e delicata”, si legge. L'agenzia ha aggiunto che le squadre continueranno a lavorare nel fiume Potomac e in altre aree “per cercare eventuali resti da recuperare”, mentre l'ufficio del medico legale sta lavorando per assicurare “un'identificazione dignitosa dei resti e sostenere le famiglie in questo processo”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Berrettini a Bellucci-Medvedev: orario e dove vedere in tv gli italiani

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(Adnkronos) – Dopo gli Australian Open, la stagione degli azzurri del tennis entra nel vivo.Da Matteo Berrettini a Matteo Arnaldi: sono tanti i tennisti italiani impegnati in vari tornei, aspettando il ritorno di Jannik Sinner, a riposo dopo il trionfo di Melbourne.

Oggi, mercoledì 5 febbraio, aprirà la giornata Andrea Vavassori, che sfiderà Felix Auger-Aliassime nel primo turno dell'Atp 500 di Rotterdam. Sempre in Olanda, ma agli ottavi di finale, andrà in scena la partita tra Mattia Bellucci, che all'esordio ha sconfitto il padrone di casa Rottgering in tre set, e Daniil Medvedev, fresco di lite con il giudice di sedia e divorzio dal proprio allenatore.Sempre oggi è prevista la sfida tra Matteo Berrettini e Tallon Griekspoor, inizialmente prevista per ieri.

Infine Matteo Arnaldi affronterà lo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina sul cemento di Dallas.  La sfida tra Vavassori e Auger-Aliassime è prevista oggi, mercoledì 5 febbraio, per le ore 13, mentre alle 14.30 è in programma Berrettini-Griekspoor.Alle 17 Arnaldi invece affronta Davidovich Fokinae e 19.30 andrà in scena l'incontro tra Bellucci e Medvedev.  I match dei tennisti italiani saranno trasmessi in diretta televisiva sui canali SkySport.

La sfida sarà visibile anche il streaming sull'app SkyGo e su NOW. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump a Netanyahu: “Controlleremo Gaza, diventerà la Riviera del Medio Oriente”

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(Adnkronos) – Il presidente americano Donald Trump ha svelato, nell'incontro a Washington con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il piano straordinario con cui gli Stati Uniti potrebbero assumere il controllo della Striscia di Gaza, trasformando il territorio nella "Riviera del Medio Oriente".  In conferenza stampa congiunta con Netanyahu dopo l'incontro tenutosi alla Casa Bianca, Trump ha presentato il suoi piano assicurando di voler rendere l'enclave martoriata dalla guerra "incredibile", rimuovendo bombe inesplose e macerie e riqualificandola sul piano economico. "Gli Stati Uniti prenderanno il controllo della Striscia di Gaza e ci lavoreranno.La possederemo", ha detto. Il tycoon ha assicurato di avere il sostegno della "massima leadership" in Medio Oriente e ha aumentato la pressione su Egitto e Giordania per accogliere gli sfollati di Gaza, nonostante entrambi i paesi e i palestinesi avessero già respinto categoricamente l'ipotesi.

Trump sostiene una "proprietà a lungo termine" di Gaza da parte degli Stati Uniti, che la renderebbe "la Riviera del Medio Oriente.Potrebbe essere qualcosa di magnifico".  Trump ha insistito sul fatto che i palestinesi “non hanno alternative” se non quella di lasciare il “grande cumulo di macerie” che è Gaza dopo oltre 15 mesi di bombardamenti israeliani volti a smantellare Hamas in risposta all'assalto del gruppo terroristico del 7 ottobre.

Il presidente degli Stati Uniti ha quindi ribadito la sua convinzione che i palestinesi dovrebbero essere collocati in uno o più altri Paesi per "vivere in pace". Da quando è tornato in carica, il tycoon ha insistito affinché Egitto e Giordania si offrissero di ospitare i palestinesi, ma i due Paesi hanno rifiutato categoricamente l'idea, sostenendo che ciò li destabilizzerebbe e che ai palestinesi dovrebbe essere permesso di rimanere nelle loro terre, proprio come agli israeliani.  Netanyahu ha mostrato apertura verso il piano di Trump, che potrebbe "cambiare la storia" e verso cui vale la pena "prestare attenzione".Il premier israeliano, giunto alla Casa Bianca per tenere colloqui sulla seconda fase della tregua Israele-Hamas, ha invece visto il focus dell'incontro spostato su un'iniziativa che potrebbe completamente trasformare lo status quo Medio Oriente.

Trump, che ha anche fatto intendere di star ragionando su un possibile viaggio a Gaza, non sembra intenzionato a ricostruirla per i palestinesi. "Non dovrebbe passare attraverso un processo di ricostruzione e occupazione da parte delle stesse persone che hanno…vissuto lì e sono morte lì e hanno vissuto un'esistenza miserabile lì", ha detto. I due leader avevano avuto momenti di tensione in passato, ma Netanyahu ha accolto il ritorno del tycoon alla Casa Bianca, dopo che i rapporti con Joe Biden erano stati messi in crisi dalla postura di Israele nel conflitto.

Il leader israeliano non ha escluso un ritorno alle ostilità con Hamas o con gli altri nemici nella regione, tra cui Hezbollah e l'Iran in Libano. "Metteremo fine alla guerra vincendola", ha insistito Netanyahu, garantendo il ritorno di tutti gli ostaggi tenuti da Hamas.  Netanyahu ha anche espresso fiducia su un possibile accordo con la storica rivale regionale, l'Arabia Saudita, per normalizzare le relazioni.Ma dopo aver ascoltato il piano di Trump, Riad ha ribadito che non avrebbe formalizzato i legami con Israele senza la creazione di uno stato palestinese. Israele e Hamas stanno iniziando a negoziare questa settimana i termini della seconda fase del cessate il fuoco a Gaza, che dovrebbe vedere il rilascio degli ostaggi ancora in vita in cambio della fine definitiva della guerra – cosa che probabilmente lascerebbe Hamas al potere, non rispettando l'impegno di Netanyahu di smantellare completamente le capacità militari e di governo del gruppo terroristico. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

I dazi di Trump e la rappresaglia di Xi, è di nuovo guerra commerciale?

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(Adnkronos) – Pechino non resta ferma davanti alla decisione di Trump di porre dazi aggiuntivi del 10% sui prodotti cinesi importati negli Stati Uniti.Ma manda una risposta che, secondo molti osservatori, è "più simbolica" che altro.

La rappresaglia cinese colpisce il settore dell'energia, delle auto, arriva con "contromisure" che prendono di mira singole aziende americane e con una stretta sulle esportazioni di metalli e metalloidi, oltre a un'indagine antitrust contro Google.Sembra l'inizio di un nuovo round della guerra commerciale tra le due potenze.

Quella in cui, ripetono da tempo i cinesi, "non ci sono vincitori né vinti".  Il leader cinese Xi Jinping, che non fa mistero delle sue ambizioni di una Cina alla guida di un ordine mondiale alternativo, potrebbe vedere persino un'opportunità, evidenzia la Bbc, sottolineando come le contromisure cinesi, tutte mirate, siano limitate nella portata rispetto ai dazi decisi da Trump, come l'impatto sugli Usa possa essere limitato.Gli Stati Uniti sono il principale esportatore di Gnl al mondo, ma riguarda la Cina circa il 2,3% di queste esportazioni e il grosso delle importazioni di auto arriva da Europa e Giappone.

Così, secondo la rete britannica, potrebbe trattarsi di un modo per guadagnare un po' di potere contrattuale in vista di eventuali colloqui, anche se esiste comunque il rischio di una guerra commerciale più vasta fatta di rappresaglie. La rete britannica sottolinea come molto sia cambiato dalla prima Amministrazione Trump, come l'economia cinese non sia più dipendente dagli Stati Uniti, come era nel 2020, come Pechino abbia rafforzato gli accordi con gli 'amici' in Africa, in America Latina e nel Sudest asiatico.E, rimarca la Bbc, mentre le mosse di Trump seminano divisione, con la minaccia di colpire persino l'Ue con i dazi, la Cina vorrà apparire calma, stabile e forse anche un partner commerciale più attraente. 
La risposta cinese ai nuovi dazi "è una mossa più che altro simbolica", secondo Louise Loo di Oxford Economics, che – come riporta il Wall Street Journal – ritiene probabile ulteriori round di dazi.

La risposta cinese sembra voler tenere 'in panchina' "misure che potrebbero provocare un danno più importante agli scambi commerciali" tra le due potenze, scrive il New York Times. "Si tratta di una risposta relativamente limitata, che interessa non più del 30% delle esportazioni Usa in Cina", conviene Bert Hofman, con un passato alla Banca Mondiale e ora docente all'East Asian Institute della National University of Singapore.Anche perché, è il ragionamento, probabilmente i cinesi si tengono pronti poiché "questo potrebbe essere solo il primo passo dell'Amministrazione Trump". In questo contesto, secondo Yun Sun, direttore del programma Cina dello Stimson Centre, con "la politica 'America First' di Trump", che "porterà sfide e minacce per tutti i Paesi nel mondo", dal "punto di vista della competizione strategica Usa-Cina, un peggioramento di leadership e credibilità statunitense andrà a vantaggio della Cina". E, come dice alla Bbc John Delury, docente alla Yonsei University di Seul, "la combinazione di dazi contro i principali partner commerciali e il blocco degli aiuti all'estero mandano al Sud Globale e all'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico il messaggio che gli Usa non sono interessati alla collaborazione a livello internazionale".

Così, "il messaggio di Xi sulla globalizzazione 'win-win' assume un significato completamente nuovo mentre l'America fa un passo indietro". Tuttavia, evidenzia Chong Ja Ian di Carnegie China, "molti alleati e partner degli Usa, soprattutto nel Pacifico, hanno motivi per lavorare con Pechino, ma hanno anche ragione per essere prudenti".E per questo, osserva, "abbiamo visto avvicinarsi Giappone, Corea del Sud, Filippine e Australia".

Ci sono i timori per l'assertività cinese nel Mar cinese meridionale, ma anche per Taiwan, isola di fatto indipendente che Pechino considera una "provincia ribelle" da "riunificare" e che è uno dei 'temi caldi' nei rapporti tra Washington e Pechino. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bonus mamme, precisazioni Inps su lavoratrici con figli: cosa c’è da sapere

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(Adnkronos) – Bonus mamma 2025, arrivano precisazioni dall'Inps.Con il messaggio numero 401 del 31 gennaio 2025, l’Istituto riassume e precisa la portata applicativa, sotto il profilo temporale, del cosiddetto 'Bonus mamme' previsto dalla legge di bilancio 2024, alla luce della nuova e diversa misura introdotta dalla legge di bilancio 2025.  Nello specifico, la legge di bilancio 2024 ha previsto un esonero totale della quota di contribuzione previdenziale a carico del lavoratore, nel limite massimo di 3.000 euro annui, in favore delle lavoratrici madri di tre o più figli, fino al compimento del diciottesimo anno di età del figlio più piccolo.

L’esonero è valido dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026 ed è applicabile solo alle lavoratrici con contratto dipendente a tempo indeterminato, con esclusione dei rapporti di lavoro domestico. In via sperimentale, per il solo anno 2024, tale esonero è stato esteso anche alle lavoratrici madri di due figli, con rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, a esclusione dei rapporti di lavoro domestico, fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo, precisa l'Inps in una nota.Dal punto di vista temporale, pertanto, mentre la misura in favore delle lavoratrici madri di due figli ha cessato di avere applicazione alla data del 31 dicembre 2024, l’esonero per le lavoratrici madri di tre o più figli rimane valido fino al 31 dicembre 2026 e si applica anche in caso di nascita, affido o adozione di un terzo figlio intervenuti entro questa data.

La legge di bilancio 2025 ha introdotto un nuovo esonero parziale per le lavoratrici titolari di un rapporto di lavoro dipendente, sia a tempo determinato che indeterminato, con reddito annuo fino a 40.000 euro, nonché in favore delle lavoratrici autonome.  A decorrere dal 1° gennaio 2025, possono beneficiare di tale misura le lavoratrici madri di due o più figli, fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo.Dal 2027, le lavoratrici madri di tre o più figli potranno beneficiare dell’agevolazione fino al compimento dei 18 anni del figlio più piccolo.

Le modalità operative del nuovo esonero saranno definite con un decreto del ministero del Lavoro e dell’Economia e l’Inps fornirà successivamente le istruzioni per la sua applicazione.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Trump vuole le terre rare: Zelensky pronto a trattare in cambio di armi

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(Adnkronos) – Donald Trump intende condizionare gli aiuti degli Stati Uniti all'Ucraina a un accordo sull'export di terre rare, minerali come il litio e il titanio necessari all'industria americana per sfornare componenti strategiche come le batterie delle auto e le turbine eoliche.Il tycoon conferma così il metodo 'transazionale', non ideologico, ma "egoista" secondo il Cancelliere tedesco Olaf Scholz, con cui il presidente Usa intende procedere anche in politica estera, di difesa e sicurezza.  Il 'negoziatore in capo' quindi tratta, dal Messico alla Cina, dal Canada di certo anche alla Russia.

E con l'Ucraina, dove però lo aspetta un altro attento negoziatore: Volodymyr Zelensky, nella veste di venditore in capo, ha ritardato la firma di accordi con la precedente Amministrazione per ingraziarsi la nuova controparte che ora chiede, come Kiev prevedeva, il "pareggiamento" dei conti. "Vogliamo fare un accordo con l'Ucraina in cui Kiev potrà assicurarsi quello che diamo loro grazie alle loro terre rare e altro.Chiediamo una garanzia", ha dichiarato il presidente americano lunedì sera alla Casa Bianca, in occasione della firma di ordini esecutivi, dopo la sospensione degli aiuti allo sviluppo degli Usa in tutto il mondo, inclusa l'Ucraina che dipende dal contributo dell'alleato anche per il sostegno ai veterani di guerra e per la rete energetica messa in ginocchio dai raid russi.  La sospensione dei programmi di UsAid non investe l'assistenza militare, ha confermato il presidente ucraino Zelensky.

Ma Trump non ha mai nascosto la sua riluttanza a continuare a foraggiare lo sforzo bellico ucraino, a suo dire, troppo pesante per gli Stati Uniti.Tanto che in un primo momento, al suo arrivo alla Casa Bianca, aveva provvisoriamente bloccato i trasferimenti di armi inclusi in pacchetti già approvati dalla precedente amministrazione, salvo poi riprendere il flusso lo scorso fine settimana dopo che la Casa Bianca ha accantonato – proprio come ha fatto con i dazi per Messico e Canada, ndr – il piano iniziale di sospendere gli aiuti di qualsiasi tipo a Kiev, secondo quanto hanno spiegato due diverse fonti informate citate da Reuters in un lancio riportato da Meduza.  Ma prima ancora della messa in opera della strategia negoziale di taglio muscolare di Trump, in un loro incontro prima delle elezioni di novembre, era stato l'accorto Zelensky a proporre al tycoon le terre rare su cui può contare l'Ucraina, sottolineando che difendere il Paese è negli interessi economici degli Stati Uniti.  Zelensky aveva addirittura evitato di firmare accordi di cooperazione per lo sfruttamento delle risorse minerarie e per il trattamento dei minerali estratti con la precedente amministrazione proprio per iniziare da zero con il nuovo presidente.

Kiev si limita a chiedere agli Stati Uniti di garantire che i minerali non finiscano in mani russe.  Solo lo scorso dicembre – scrive il New York Times – una delegazione del governo ucraino aveva incontrato imprenditori Usa a Washington presentando loro possibili accordi con l'inclusione dell'acquisizione delle licenze di produzione di minerali critici, direttamente o attraverso partnership con i proprietari di licenze.E fonti ucraine citate dal Kiev Times precisano che accordi sulle terre rare con gli alleati sono parte del 'Piano per la vittoria' messo a punto da Zelensky per porre fine alla guerra.  In Ucraina ci sono giacimenti di diverse terre rare – di cui al momento il maggior produttore al mondo è la Cina, con il 70 per cento della produzione globale e la Groenlandia, guarda caso, è una regione con grandi riserve ancora da sviluppare – per un valore di migliaia di miliardi di dollari, secondo stime rilanciate dalle autorità ucraine forse troppo ottimistiche data la difficoltà di accedere alle miniere che in molti casi si trovano in regioni del Paese occupate dalla Russia (le forze di Mosca sarebbero riuscite a mettere le mani sull'equivalente di 12mila miliardi di dollari di asset energetici ucraini fino a ora, scrive il Washington Post) o in regioni verso cui le forze di Mosca stanno avanzando, come una delle principali miniere di litio del Paese, a una quarantina di chilometri dal fronte nella regione di Donetsk.

Un incentivo per convincere Trump a rendere possibile alle forze di Kiev di mantenere e riprendere il controllo delle miniere.  
Zelensky si è detto intanto pronto a ricevere "investimenti da aziende americane" nelle terre rare ucraine: "Vorrei che le aziende americane sviluppassero questo settore qui", ha detto, rivelando di aver già discusso con il tycoon dello sfruttamento delle terre rare ucraine.La trattativa ora è aperta.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sciopero 5 febbraio 2025, si ferma Trenord in Lombardia: orario e treni garantiti

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(Adnkronos) –  Disagi in vista oggi in Lombardia per chi si sposta in treno.Dalle 3 di mercoledì 5 febbraio 2025 alle 2 di giovedì 6 il sindacato Orsa ha proclamato una giornata di sciopero che potrà generare ripercussioni al servizio Regionale, Suburbano, Aeroportuale e la Lunga Percorrenza di Trenord.

Viaggeranno i treni con partenza prevista dopo le 6 e dopo le 18, con arrivo previsto entro le 9 ed entro le 21. Nel caso di cancellazione dei treni del servizio aeroportuale, saranno istituiti bus senza fermate intermedie tra: Milano Cadorna e Malpensa Aeroporto per il Malpensa Express.Da Milano Cadorna gli autobus partiranno da via Paleocapa 1.

Stabio e Malpensa Aeroporto per il collegamento aeroportuale S50 Malpensa Aeroporto – Stabio. Disagi in vista anche per chi viaggia in aereo con lo sciopero del personale delle aziende di handling associate a Assohandlers indetto dalla Flai Trasporti e Servizi. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morto Karim Aga Khan, il principe fondatore della Costa Smeralda aveva 88 anni

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(Adnkronos) – È morto il principe Karim Aga Khan, fu lui il 14 marzo del 1962 a fondare il Consorzio Costa Smeralda e portare al centro del mondo un angolo di Sardegna. "Non abbiamo parole.Solo una: grazie", è il commento ufficiale del Consorzio.

L'annuncio ufficiale della scomparsa arriva dall'Aga Khan Development Network. "Sua Altezza il principe Karim Al-Hussaini, Aga Khan IV, 49° Imam ereditario dei musulmani sciiti ismailiti e diretto discendente del profeta Maometto (pace sia con lui), è deceduto pacificamente a Lisbona il 4 febbraio 2025, all'età di 88 anni, circondato dalla sua famiglia".A breve è previsto l'annuncio del suo successore.  "I leader e lo staff dell'Aga Khan Development Network porgono le nostre condoglianze alla famiglia di Sua Altezza e alla comunità ismailita di tutto il mondo – si legge in una nota -.

Mentre onoriamo l'eredità del nostro fondatore, il principe Karim Aga Khan, continuiamo a lavorare con i nostri partner per migliorare la qualità della vita degli individui e delle comunità in tutto il mondo, come lui desiderava, indipendentemente dalle loro appartenenze religiose o origini". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Coppa Italia, Atalanta-Bologna 0-1: rossoblu in semifinale dopo 26 anni

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(Adnkronos) – Al Bologna di Italiano basta un gol di Castro, appena entrato, all'80' per aggiudicarsi la sfida dei quarti di finale di Coppa Italia con l'Atalanta e regalarsi la semifinale nella competizione dopo 26 anni, dove ora attende la vincente dell'altro quarto di finale tra Juventus ed Empoli.Serata amara per l'Atalanta, finalista l'anno scorso, e Gasperini che aveva confermato tra i pali Rui Patricio, visto l'infortunio di Carnesecchi, e in difesa al fianco di Hien e Djimsiti c'è Toloi.

Sulle fasce Zappacosta e Bellanova e in mezzo al campo Ederson e De Roon, mentre in attacco Pasalic e De Ketelaere alle spalle di Retegui.Italiano, invece, opta per un leggero turnover con Holm al posto di De Silvestri come terzino destro insieme a Lykogiannis, Lucumì e Beukema a proteggere Skorupski.

Pobega sostituisce Moro al fianco di Freuler in mediana e in avanti Dallinga con Ndoye, Odgaard e Fabbian.  Gara subito aperta con continui capovolgimenti di fronte tra due squadre in ottima condizione.Al 7' De Ketelaere punta verso la porta ma la conclusione di destro è troppo centrale e Skorupski devia sopra la traversa.

Il Bologna risponde al 19' con Odgaard che riceve palla al limite dell'area serve Ndoye che di destro prova la conclusione ad incrociare da posizione ravvicinata ma la palla termina al lato.Ancora Atalanta al 38' con Zappacosta che entra in area ma con il controllo si allunga troppo il pallone perdendone il possesso.

Italiano è costretto a cambiare al 40' con Odgaard costretto a dare forfait a seguito di un infortunio al flessore e sostituito da Domìnguez.Al 42' ancora Atalanta pericolosa con Hien che fa tutto da solo e giunto al limite dell'area calcia e sfiora il palo alla sinistra di Skorupski.

Nel recupero del primo tempo palla in profondità per Ndoye che arriva sul fondo e sterza per servire l'accorrente Pobega che conclude di potenza impattando sulla difesa avversaria. Ad inizio ripresa ancora la squadra di Gasperini in avanti.Al 51' Djimsiti dalla sinistra punta l'area e mette una palla arretrata per Bellanova che conclude incrociando sul secondo palo ma è prontissimo Skorupski che si allunga e mette in corner.

I rososblu rispondono al 60' con Ndoye che serve a centro area Pobega che calcia potente e sfiora il palo alla destra di Rui Patricio.L'Atalanta alza il baricentro e al 62' sfiora il vantaggio con De Ketelaere che controlla e serve Cuadrado ma il sinistro non è preciso.

Al 70' Brescianini entra nell'area del Bologna con un doppio passo e libera la conclusione, parata da Skorupski.Gara senza sosta con i felsinei che al 72' spaventano Rui Patricio ma Moro conclude da posizione ravvicinata ma manda alto.

Grande occasione per l'Atalanta al 74' con il neo arrivato Maldini, ma l'ex Monza si fa ipnotizzare da Skorupski.  La squadra di Italiano aumenta i giri e al 76' Holm parte da destra e si accentra per cercare il sinistro ma Rui Patrico fa buona guardia e mette in corner.All'80' il Bologna passa con Castro che appena entrato in campo raccoglie l'assist perfetto di Lykogiannis su punizione dalla trequarti e di testa insacca anticipando Rui Patricio, per l'1-0.

L'Atalanta ci prova fino alla fine ma senza riuscire a superare la retroguardia felsinea e con amarezza deve uscire di scena ai quarti dopo la finale persa lo scorso anno.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Zelensky: “Pronto a trattare con Putin, intanto ridateci armi nucleari”

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(Adnkronos) –

Volodymyr Zelensky è pronto a trattare direttamente con Vladimir Putin per porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia che va avanti ormai da 3 anni.Intanto, il presidente ucraino reclama la restituzione delle armi nucleari a Kiev: "Se non possiamo entrare nella Nato, ridateci il nostro arsenale.

Altrimenti, chi ci difenderà?", chiede in un'intervista a Piers Morgan.  Ad una domanda dell'anchorman britannico sulla possibilità di negoziare con Putin, Zelensky apre: "Se questa è l'unica configurazione in cui possiamo portare la pace ai cittadini dell'Ucraina…", dice lasciando comunque trasparire la convinzione che altri Paesi dovrebbero essere coinvolti in eventuali negoziati. 

Zelensky da tempo evidenzia l'importanza delle garanzie di sicurezza per Kiev.L'Ucraina, dice, ha bisogno di certezze.

La soluzione ideale sarebbe l'ingresso nella Nato.L'ammissione nell'Alleanza Atlantica però non si concretizzerà in tempi brevi e, in questo contesto, secondo Zelensky dovranno essere restituite a Kiev le armi nucleari a cui aveva rinunciato nel 1994, dopo il crollo dell'Urss, in cambio delle disattese garanzie di sicurezza iscritte nel Memorandum di Budapest sottoscritto anche da Stati Uniti e Russia.  "Se il processo di adesione all'Alleanza si trascinerà per anni o decenni – non per colpa dell'Ucraina, ma per colpa dei suoi partner – l'Ucraina si chiede giustamente cosa proteggerà il Paese in questo tempo, quale sostegno riceveremo?", si chiede. "Quali armi otterremo?

Ci daranno armi nucleari?Ci daranno così tanti missili da poter fermare la Russia?

Quali missili possono fermare i missili nucleari della Russia?E' una domanda retorica", domanda Zelensky, che torna ad esercitare il pressing per l'arsenale nucleare. "Restituiteci le nostre armi nucleari, forniteci sistemi missilistici.

Aiutateci a finanziare un esercito, spostate le vostre truppe in quelle parti del nostro Stato dove vogliamo che la situazione sia stabile.In questo modo la popolazione sarà tranquilla", esorta. "Putin ha invaso l'Ucraina perché temeva che saremmo entrati nella Nato.

Bene, l'America dice che l'Ucraina non può essere accolta nella Nato.Per logica, allora, Putin se ne deve andare dal nostro paese", afferma ancora. Zelensky spiega di aver volontariamente disertato la cerimonia di insediamento di Donald Trump lo scorso 20 gennaio. "Il presidente Trump mi ha invitato al suo insediamento, ma lo ha fatto in modo generico come probabilmente ha fatto con altri leader.

Ma credo che ci serva tempo per parlare della guerra, l'insediamento è un giorno speciale per il presidente e per il popolo americano.Semplicemente, non era appropriata la mia presenza", dice. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 4 febbraio

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(Adnkronos) – Nessun '6' né '5+1' nell'estrazione del Superenalotto di oggi, 4 febbraio 2025.  Sono stati invece centrati due '5' che vincono 90.860,40 euro ciascuno.Le schedine vincenti sono state giocate in una tabaccheria di Milano e in un'altra di Cisterna di Latina.

Il jackpot per il prossimo concorso sale a 69,1 milioni di euro.Si torna a giocare giovedì 6 febbraio. Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+.

L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo.In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri).

La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita.In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.

L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è una colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro.Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto.

Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. Ecco la combinazione vincente del concorso di oggi, 4 febbraio 2025, del Superenalotto: 10, 29, 41, 77, 83, 85.Numero Jolly: 56.

SuperStar: 80.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ragusa, teneva in casa il cadavere della madre morta nel 2023: infermiere denunciato per truffa

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(Adnkronos) – Ha tenuto per due anni nella sua casa di Comiso, in provincia di Ragusa, il cadavere della madre 96enne.Per questo un infermiere di 58 anni è stato denunciato per occultamento di cadavere e truffa aggravata.  A scoprire il corpo è stata, nel pomeriggio di oggi, 4 febbraio, la polizia.

Nell'appartamento in pieno centro gli agenti sono arrivati dopo la segnalazione di un furto in atto.Giunti sul posto, però, il 58enne, proprietario della casa, ha smentito la notizia.

Non c'era stato alcun furto.L'ispezione dei locali, però, ha consentito agli agenti di fare la macabra scoperta: in camera da letto c'era il cadavere dell'anziana in avanzato stato di decomposizione.  Agli agenti l’uomo ha riferito che il corpo era quello della madre morta a marzo del 2023 per cause naturali.

Elementi che sono stati confermati dal medico legale intervenuto per i rilievi.Per il 58enne è così scattata la denuncia. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Unicredit notifica golden power al governo su Banco Bpm: cosa succede adesso

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(Adnkronos) – Unicredit invia all'esecutivo il documento relativo all'offerta pubblica di scambio su banco Bpm ai sensi del golden power.Per la risposta vi sono 45 giorni di tempo, ma c'è la possibilità per il governo di chiedere un'addizionale di 15 giorni: C'è attesa fino alla metà e la fine di marzo: prima ci dovrà essere il via libera di Consob e Bce.

Attraverso il golden power il governo può bloccare o imporre condizioni a specifiche operazion.Giova ricordare che le norme sul Golden Power sono nate per proteggere asset strategici.

Durante il Covid la loro applicazione è stata estesa (prima come misura temporanea e dal 2022 come regola stabile) al settore bancario, già sotto la vigilanza della Bce.Il potere di veto del Governo con riguardo all’operazione Unicredit-Banco Bpm è di piana applicazione?

Quello che gli esperti sottolineano è il rischio di possibili frizioni con l’Unione Europea.  
L’ambito di applicazione: il principio di nazionalità non è indispensabile…
 Gabriele Nuzzo, professore di diritto commerciale alla Bicocca di Milano, spiega all'Adnkronos che a differenza di quanto avviene in altri settori, come la difesa o l’agricoltura, dove l’applicazione del Golden Power si basa sulla sicurezza nazionale, nel settore bancario il criterio è più ampio: il potere di veto del Governo è posto a presidio di interessi essenziali dello Stato, sicurezza pubblica e ordine pubblico.Nel settore finanziario, creditizio e assicurativo, spiega il professore, il Golden Power può essere esercitato indipendentemente dalla nazionalità del soggetto acquirente.

Anche investitori italiani che puntano ad acquisire asset strategici in questi settori potrebbero incontrare il veto, benché le implicazioni giuridiche restino complesse e controverse.  
Stabilità finanziaria: un presupposto controverso..
 La stabilità finanziaria, che emerge come potenziale giustificazione per l’esercizio del Golden Power, è questione spinosa, spiega Nuzzo.Si potrebbe sostenere che essa rientri nel concetto di ordine pubblico, ma il diritto comunitario, continua il professore, tende a escludere motivazioni economiche, come la salvaguardia di una banca “fiore all’occhiello” dell’economia nazionale, dall’ambito di intervento statale.

Il controllo della stabilità patrimoniale e finanziaria degli istituti bancari europei, spiega, è peraltro già garantito dalla vigilanza della Bce, che valuta le operazioni di concentrazione secondo standard rigorosi.  
Il ruolo della Bce…
 Ogni fusione o acquisizione nel settore bancario, spiega Nuzzo, è soggetta al vaglio della Banca Centrale Europea (Bce), che analizza precisi indici di adeguatezza e stabilità patrimoniale delle banche coinvolte, assicurandosi esse che rispettino le regole dei Basel Accords.Un'operazione, dice, che non soddisfi tali criteri non potrebbe proseguire, indipendentemente dall’intervento del governo nazionale.

Questo sistema di vigilanza multilivello, afferma, riduce ulteriormente le possibilità di invocare il Golden Power per motivi di stabilità finanziaria.  
Proporzionalità e diritto dell’Ue: i rischi…
 L’esercizio del Golden Power, afferma, in circostanze non conformi ai parametri europei potrebbe esporre l’Italia a una procedura di infrazione da parte della Commissione Europea.In passato, alcune decisioni italiane su settori definiti strategici sono state contestate a livello comunitario, evidenziando i limiti di un intervento troppo ampio o non proporzionato.

Qualsiasi decisione deve quindi essere giustificata nei minimi dettagli per evitare ricadute legali ed esporre l'Italia a una procedura di infrazione. (di Andrea Persili) —finanzawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terremoto oggi Salerno, scossa di magnitudo 3.6 a Roccadaspide

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(Adnkronos) – Una scossa di terremoto di magnitudo 3.6 è stata registrata oggi, 4 febbraio, dall'Ingv a Roccadaspide, in provincia di Salerno vicino a Castel San Lorenzo, tra gli Alburni e il Cilento.  Il sisma è stato avvertito in diverse località del Cilento.L'evento sismico è avvenuto a una profondità di 336 km.

I comuni limitrofi, tra cui Capaccio Paestum e Altavilla Silentina, non hanno al momento segnalato danni a persone o edifici.Le autorità locali, in collaborazione con la Protezione Civile, stanno monitorando la situazione.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo, Rai fa ricorso contro la sentenza del Tar

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(Adnkronos) –
La Rai ha fatto ricorso contro la sentenza del Tar che aveva dichiarato illegittimo l’affidamento diretto alla televisione pubblica dell’organizzazione del Festival della Canzone Italiana. "Rai informa di aver proposto appello avverso la sentenza del Tar Liguria – comunica l'azienda in una nota – avendo interesse a far accertare la piena legittimità delle delibere con le quali il Comune di Sanremo le aveva concesso in uso esclusivo il marchio 'Festival della Canzone Italiana', fermo restando che, come riconosciuto dalla stessa sentenza appellata, nessuno al di fuori di Rai è titolato a organizzare il Festival nella sua versione attuale i cui diritti spettano a quest’ultima in via esclusiva".  Nel dicembre scorso, una sentenza del Tar della Liguria ha disposto che dal 2026 il Comune di Sanremo indica una gara pubblica per l’affidamento dell’organizzazione del Festival della Canzone Italiana.L’edizione del 2025, affidata a Carlo Conti, non era stata toccata dalla sentenza per ragioni legate all'avanzato stato organizzativo e per evitare effetti sproporzionati. La sentenza del Tar era arrivata in seguito al ricorso presentato dalla società Je, guidata da Sergio Cerruti, presidente dell’Associazione Fonografici Italiani (Afi).

La contestazione verteva sull’associazione tra il marchio 'Festival di Sanremo', di proprietà del Comune, e il format gestito dalla Rai.Secondo i giudici del Tar, il marchio non è inscindibile dal format, e l’organizzazione dell’evento potrebbe essere messa a gara per garantire maggiore qualità e trasparenza. A dicembre, la Rai aveva era già intervenuta con un comunicato chiarendo come non ci fosse possibilità che la manifestazione canora, "nella sua veste attuale", potesse essere "organizzata da terzi". "I Giudici amministrativi – aveva sottolineato la Rai – hanno confermato l’efficacia della convenzione stipulata tra Rai e il Comune di Sanremo per l’edizione 2025, nonché la titolarità in capo a Rai del format televisivo da anni adottato per l’organizzazione del Festival.

Il Tar Liguria ha giudicato irregolari soltanto le delibere con le quali il Comune di Sanremo ha concesso in uso esclusivo a Rai il marchio 'Festival della Canzone Italiana', nonché alcuni servizi ancillari erogati in occasione dell’organizzazione del Festival stesso". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)