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Su Pavoletti un nuovo club di A, i dettagli

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Su Pavoletti un nuovo club di A, i dettagli

Pavoletti potrebbe indossare la maglia del Cagliari come raccontato a Radio CRC dal giornalista della RAI Ciro Venerato: il Napoli attende una chiamata dal Cagliari che ha già parlato con la dirigenza. Il club partenopeo è disponibile a trattare, ma bisogna trovare l’accordo perchè i sardi non possono permettersi l’acquisto a titolo definitivo se non tramite sconti o pagamenti a rate, tuttavia si può parlare di un prestito con diritto di riscatto ed ingaggio pagato dal Napoli. L’offerta del  Cagliari è vista di buon occhio dal Pavoletti. Anche il Chievo Verona ha chiesto del giocatore, l’Udinese continua a marcarlo stretto, rimane più defilata la pista della Premier League, l’Everton chiede informazioni.

 

Mertens, nuovi dettagli del rinnovo: spunta la cifra esatta della clausola

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Mertens, nuovi dettagli del rinnovo: spunta la cifra esatta della clausola

Come riportato nell’edizione odierna del quotidiano Il Corriere dello Sport, nell’accordo tra il Napoli e Mertens c’è la clausola: nel contratto triennale, da 4 milioni di euro, l’unica possibilità di svincolarsi per andare in altri campionati, tranne quello italiano, è concessa pagando 22 milioni di euro: «Nella vita bisogna imparare e dopo quell’errore solo un club straniero potrebbe strapparci Dries, che ovviamente spero resti sempre con noi».

 

Chi era Luca Russo, il 25enne di Bassano investito sulla Rambla

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Luca Russo, la seconda vittima italiana di Barcellona, era un Ingegnere elettronico di 25 anni, il suo profilo Facebook è uno struggente inno alla vita e alla speranza

Il secondo italiano vittima dell’attentato di Barcellona è Luca Russo, 25 anni, ingegnere originario di Bassano del Grappa (Repubblica). Secondo quanto risulta ad Agi è originario di Marostica. Laureatosi un anno fa all’Università di Padova, lavorava per un’azienda di Carmignano del Brenta (Il Mattino di Padova). Non ci sono conferme ufficiali ma un profilo Facebook che risponde a queste informazioni in questi minuti si sta riempendo di messaggi di cordoglio da parte di amici e parenti della vittima. La prima vittima è stata confermata questa mattina e si tratta di Bruno Gullotta.

“Nasciamo senza portare nulla, moriamo senza portare via nulla”
L’ultimo post pubblicato il 15 giugno recita: “Nasciamo senza portare nulla, moriamo senza portare via nulla. Ed in mezzo litighiamo per possedere qualcosa”.  Il 4 dicembre 2016, appena laureato, condivide una sua foto che lo ritrae sorridente con una corona d’alloro:108 motivi per essere felice. Grazie davvero a tutte le persone che mi hanno sostenuto in questi anni”. E poi una citazione di Steve Jobs: “Adesso prontissimo per incominciare una nuova esperienza lavorativa. Siate affamati, siate folli”.

“Io sono di quelli che ancora ci spera”

Il suo profilo è un continuo inno alla vita, in ogni post, in ogni aggiornamento condiviso: “Io sono uno di quelli che ancora ci spera, che se in un sogno credi tanto prima o poi si avvera!” scriveva il 10 ottobre, e ancora il 26 settembre: Siccome là fuori è pieno di gente che vi dice che non c’è speranza, che non c’è futuro, voi sappiatelo che nel momento in cui pensate che non ci sia speranza e non ci sia futuro, allora la speranza smette di esistere, il futuro smette di esistere. Portate a far vedere le vostre facce, e diteglielo a quelli là, che il meglio deve ancora venire! citando il discorso finale del cantante Ligabue ad uno dei suoi concerti. Le foto lo ritraggono sempre sorridente, i suoi messaggi sempre positivi. “L’amicizia e l’amore sono importantissimi per la vita umana. Possiamo dire che nessun essere umano può farne a meno e d’altra parte tutti ne conosciamo, chi più chi meno, l’influenza sulla nostra vita” scriveva un anno fa.

“Working to make my dreams come true…”, al lavoro per trasformare i miei sogni in realtà: è questa la frase con cui il 25enne – che viveva a Bassano del Grappa – si definiva, sempre sul social network.

Nato a Marostica, aveva studiato ingegneria presso l’università di Padova, dopo aver frequentato il liceo scientifico G. B. Brocchi. E la sorella, Chiara Russo, proprio su Facebook ha scritto: “Aiutatemi a riportarlo a casa. Vi prego” si legge in un post, con tanti commenti di condoglianze degli amici. Mi dispiace”, ”Dio mio”, ”non ci posso credere”, si legge sul profilo della ragazza.

agi/adnkronos

Serie A, gli esperti: è l’anno del Napoli, Insigne il giocatore-rivelazione

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Una squadra di esperti del mondo del calcio esprime la proprià opnione sul prossimo campionato di Serie A che prevede il calcio di inizio domani 19 agosto con il match Juventus-Cagliari.

In un’intervista rilasciata al giornale TV Sorrisi e Canzoni, i conduttori delle maggiori trasmissioni sportive hanno detto la loro sulla favorita allo scudetto, la squadra rivelazione dell’anno e sul giocatore dell’anno.

Secondo il parere di Piccinini, Pardo, Rossi, Caressa, la D’Amico, Bonan e infine la Cardinaletti, il Napoli è la squadra che quest’anno vincerà lo scudetto.

Inoltre per la D’Amico il Napoli sarà la rivelazione dell’anno.

Per quanto rigurada su chi sarà il giocatore dell’anno Piccinini, Pardo, Caressa e Costacurta, concordano che quest’anno sarà l’anno della consacrazione di Insigne, mentre Paolo Rossi si aspetta molto da Mertens

Milano, anziana trovata morta in casa con la gola tagliata

MILANO- Una donna di 73 anni è stata trovata nella sua abitazione di Rho (cittadina al confine di Milano) con la gola tagliata. Il cadavere è stato scoperto dalla figlia, preoccupata del fatto che la madre non rispondesse al telefono per tutto il giorno.

La casa era in ordine e la porta socchiusa non mostrava segni di effrazione. La donna – trovata morta nel bagno dalla figlia – aveva la gola tagliata. La tragedia è ancora avvolta dal mistero, l’unica certezza è che l’anziana è stata trovata ormai esanime in una pozza di sangue nella sua abitazione in via Belvedere, giovedì sera verso le 21.

Nessuna ombra nella vita dell’anziana. Vedova, un’esistenza tranquilla e una famiglia senza particolari problemi. Viveva sola, e il fatto che non rispondesse al telefono aveva messo in allarme la figlia, la quale si è immediatamente precipitata nella casa per controllare la salute della madre.

La vittima era a terra in una pozza di sangue con delle ferite da arma da taglio, ma nessun coltello è stato ritrovato nella stanza. Stando a quanto è emerso, non sono stati trovati altri segni di violenza. Gli inquirenti al lavoro per sentire i vicini e verificare la presenza di eventuali telecamere di sorveglianza della zona. L’omicidio rimane comunque l’ipotesi più accreditata.

 

Hellas-Napoli, i convocati di Sarri: assenti in tre!

Hellas-Napoli, i convocati di Sarri: assenti in tre!

Attraverso il proprio sito ufficiale, la SSC Napoli fa il punto della situazione da Castel Volturno divulgando anche i convocati di Maurizio Sarri in vista di Verona-Napoli di domani:

I convocati: Reina, Rafel, Sepe, Albiol, Chiriches, Ghoulam, Hysaj, Koulibaly, Maksimovic, Maggio, Mario Rui, Jorginho, Allan, Diawara, Hamsik, Rog, Zielinski, Giaccherini, Callejon, Ounas, Insigne, Mertens, Milik.

Juve Stabia, sabato 19 agosto altro test amichevole

Castellammare di Stabia – Continua la preparazione della Juve Stabia per l’esordio in campionato di sabato 26 agosto con la Fidelis Andria (salvo eventuali scioperi proclamati dall’AIC).

Come già anticipato dal D.G. delle Vespe Clemente Filippi dopo la fine del test con l’Equipe Campania,i gialloblù hanno organizzato un altro test contro una formazione campana, si tratta del Sorrento Calcio formazione militante nel campionato di eccellenza.

Questo il comunicato ufficiale della società:

“S.S.Juve Stabia rende noto che domani sabato 19 agosto, con inizio alle ore 18.00, le vespe sosterranno al Menti di Castellammare di Stabia il test amichevole con il Sorrento Calcio, compagine che milita nel campionato di Eccellenza Campana.

Juve Stabia, cambio di maglia per un grande ex. Le Vespe lo ritroveranno da avversario

Adriano Mezavilla é ormai un calciatore della Reggina

Adriano Mezavilla, ex centrocampista della Juve Stabia, si accasa alla Reggina. Il mediano brasiliano lascia l’Alessandria dopo tre stagioni condite da 13 gol.

Mezavilla era arrivato ai Grigi dopo essere stato un pilastro del ciclo bello e vincente della Juve Stabia targata Piero Braglia. Per il calciatore 118 presenze e 9 gol solo in campionato nelle quattro stagioni vissute alla Juve Stabia.

Mezavilla è a Reggio Calabria da due giorni e già ha sostenuto il primo allenamento con la sua nuova squadra. Firmerà un contratto biennale, si attende soltanto l’annuncio ufficiale.

Foto: Corriere del Mezzogiorno

Chi era Bruno Gulotta, il papà travolto sulla Rambla

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Barcellona, una vittima italiana: “Bruno, il mago dei computer”L’azienda Tom’s Hardware, sul proprio sito web,  scrive: “Ci stringiamo tutti con affetto alla compagna Martina e ai loro due figlioletti”

L’attentato terroristico di ieri sulla Rambla ha fatto anche una vittima italiana, è Bruno Gulotta, trentacinquenne esperto di informatica d’origine campane ma residente a Legnano. La conferma stamattina dove l’azienda di lavoro dell’uomo, la Tom’s Hardware, sul proprio sito web  scrive: “Ci stringiamo tutti con affetto alla compagna martina e ai due figlioletti di Bruno”.

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“La notizia ci è giunta all’improvviso ieri sera nel clima spensierato della settimana di ferragosto. Il collega e amico Bruno Gulotta è stato travolto e ucciso da un infame terrorista nel cuore di Barcellona“. E’ quanto scrive il country manager di ‘Tom’s Hardware’ per l’Italia, Roberto Buonanno, sul sito della società dove lavorava il giovane italiano, responsabile marketing e vendite della compagnia specializzata in tecnologia.

Una compagna, Martina, con la quale era in vacanza in Spagna, un figlio, il piccolo Alessandro, “che si prepara a iniziare le scuole elementari” e un’altra figlia, si legge, la piccola Aria, “che non ha negli occhi la scena tremenda ma che non conoscerà mai il suo papà”.

Una persona piena di gentilezza e professionalità, con “una fame insaziabile di conoscenza” e “vero smanettone” che “aveva deciso dedicarsi a tempo pieno al marketing e alle vendite, di cui era diventato responsabile”. E ancora, lettore insaziabile e avido ricercatore della perfezione.

LA VACANZA – Il ricordo di Buonanno è commosso, ricordando come Bruno fosse “lì in ferie, insieme con la sua compagna e con i due figli. Aveva postato su Facebook le tappe del suo percorso e tutto sembrava procedere come uno si aspetterebbe da un viaggio di vacanza. Una foto da Cannes, una dalle Ramblas di Barcellona. E poi quello che nessuno si aspetta: la morte di un giovane uomo, padre e compagno di vita della madre dei suoi figli” si legge sul sito.

LE PRIME NOTIZIE – “Abbiamo passato la sera e la notte cercando di mantenerci lucidi, a comunicare ai colleghi e ai conoscenti più stretti la notizia e tutti mi chiedevano se fosse uno scherzo macabro o la realtà. E poi – prosegue Buonanno – abbiamo iniziato a leggere le pubblicazioni dei giornali online che fanno a gara a raccogliere quante più notizie, foto o video di questo giovane italiano morto in un attentato terroristico a Barcellona”.

LA COMPAGNA E I FIGLI – “È una tragedia che ci colpisce sotto tanti aspetti, uno più drammatico dell’altro. Ci immedesimiamo nella compagna Martina, che con la forza di una giovane mamma si troverà davanti prove che nessuno dovrebbe mai sostenere. Ci mettiamo nei panni del piccolo Alessandro, che si prepara a iniziare le scuole elementari con la consapevolezza che la vita sua e della famiglia non sarà più la stessa. E poi pensiamo alla piccola Aria, che non ha negli occhi la scena tremenda ma che non conoscerà mai il suo papà”, si legge nell’articolo.

I COLLEGHI – “Bruno era un punto di riferimento per tutti quelli che lo hanno conosciuto. Per noi di ‘Tom’s Hardware’ era una colonna portante. Chiunque entrava in contatto con lui, che si trattasse di clienti, fornitori o star del web, restava colpito dalla sua gentilezza e dalla sua professionalità. Aveva una fame insaziabile di conoscenza ed era un vero smanettone, uno di noi, anche se poi aveva deciso dedicarsi a tempo pieno al marketing e alle vendite, di cui era diventato responsabile. E in quel ruolo – prosegue Buonanno – non ho mai conosciuto una persona più capace. Amava studiare ogni aspetto della propria vita e professione, era un lettore insaziabile e un avido ricercatore della perfezione.

LE PASSIONI – “Abbiamo conversato per ore e ore sui sistemi di produttività e sviluppo personale e ci scambiavamo consigli di letture. Era inoltre un punto di riferimento costante anche per chi dovesse smanettare su computer, software o piattaforme web. Portava sempre con sé un kit di emergenza ed era in grado di risolverti ogni problema, in qualsiasi momento – si legge – anche se non gli competeva. Perché Bruno era una persona veramente generosa e di cuore. Che riusciva a condurre una ricca vita familiare e una brillante carriera professionale con un equilibrio che gli invidierò sempre”.

LA COMMOZIONE – “Personalmente, sento mancare il terreno sotto i piedi. Ogni volta che avevo un problema o una questione complessa che mi arrovellava, ne parlavo con lui. E non si parlava solo di business, anzi. Discutevamo di educazione dei bimbi, di vaccini, di medicina alternativa, di alimentazione naturale, di diete e di preparazione fisica. Non so come farò a sopportare la vista della sua postazione di lavoro vuota in ufficio e penso a quanto mi mancherà questo compagno di vita e di carriera. E poi realizzo che è un pensiero egoista perché ora tutto quello che conta e che è importante è dare il massimo supporto alla famiglia, per la quale ci sarò e ci saremo sempre” scrive infine il country manager.

Che poi conclude: “Riposa in pace Bruno, ti ricorderemo per sempre. Siccome sei stato un maestro di vita, ti giuro che trarrò anche da questo tuo ultimo atto sulla terra una lezione profonda. E sarai sempre nei miei pensieri ogni volta che sentirò la necessità di una voce amica, come se fossi sempre a disposizione, come lo sei sempre stato, a ogni ora del giorno e in qualsiasi momento”.

agi/adnkronos

Ghoulam-Napoli, Giuntoli fissa la deadline per il rinnovo: c’è il Bayern alle spalle

Ghoulam-Napoli, Giuntoli fissa la deadline per il rinnovo: c’è il Bayern alle spalle

Faouzi Ghoulam ed il Napoli stanno ancora trattando il rinnovo contrattuale. Il terzino sinistro algerino ha ricevuto un’offerta dal club di 2 milioni di euro a stagione con un contratto di cinque anni. Il Napoli ha fissato un termine ultimo, la gara con l’Atalanta, per far decidere al calciatore ed al suo entourage. Secondo Tuttosport, ci sarebbe anche il Bayern Monaco che aspetta che il calciatore si liberi a parametro zero per proporgli un ingaggio da 5 milioni di euro all’anno.

Hysaj a rischio per Verona, dentro Maggio: Zielinski e Milik dal primo minuto?

Hysaj a rischio per Verona, dentro Maggio: Zielinski e Milik dal primo minuto?

Secondo Il Corriere del Mezzogioro, bisogna gestire le energie, per le due trasferte di Verona e Nizza ci sarà un turnover mirato, Hysaj mercoledì sera è andato via dal San Paolo con una fasciatura al polpaccio destro, le sue condizioni sono buone ma, se non dovesse essere al massimo, scenderà in campo Maggio. Allan ha speso molte energie nella gara contro il Nizza, è probabile che giochi Zielinski mentre c’è già il dilemma Milik che potrebbe essere rilanciato dopo il gol fallito al San Paolo.

Tonelli tra la Samp e la Turchia, anche Zapata…

Tonelli tra la Samp e la Turchia, anche Zapata…

Come riporta Il Corriere dello Sport, la Sampdoria pensa a  Tonelli. Altrimenti, bisognerà verificare gli echi che arrivano dalla Turchia: si racconta che ci siano movimenti, che possa scapparci qualche affare, non uno ma persino due, che Tonelli abbia qualche chanche di approdare al Fenerbache, magari assieme a Zapata che comunque potrebbe scuotere anche il Besiktas.

San Paolo, accordo Ssc Napoli-Comune: subito la convenzione

San Paolo, accordo Ssc Napoli-Comune: subito la convenzione

De Laurentiis-De Magistris, come riporta Il Mattino, sono finalmente tornate ad avere un dialogo per il futuro del San Paolo e per la convenzione. Al presidente del Napoli verrà proposta una bozza per la gestione della struttura per il prossimo biennio dopo i lavori da 25 milioni da parte di Palazzo San Giacomo attraverso il credito sportivo, dopo di che si lavorerebbe per trovare un accordo pluriennale con la società che si impegnerebbe a un riutilizzo e rifunzionalizzazione delle parti interne ed esterne dello stadio. Saranno Installati sulla pista di atletica dei box per tifosi vip, strutture smontabili da utilizzare solo quando ci sono le partite. La società partenopea si impegnerebbe anche nell’installare locali commerciali, ristoranti, punti vendita griffati SSC Napoli e parcheggi all’interno dello stadio.

Si lavorerà alla pista d’atletica, oltre ai sediolini e ci sarà il rifacimento dei gradoni alle balaustre con l’inevitabile intervento anche per i bagni pubblici. Non verrà smantellata invece la copertura, poiché avrebbe un costo di 15 milioni di euro.

Jorginho: “Sarebbe bello vedere unite le tifoserie di Napoli ed Hellas”

Jorginho: “Sarebbe bello vedere unite le tifoserie di Napoli ed Hellas”

Il centrocampista del Napoli, Jorginho ha rilasciato un’intervista ai microfoni de la Gazzetta dello Sport: “Sono felice di ritornare a Verona, lì conservo ancora tanti amici, so che quando gioca il Napoli loro sono dinanzi alla tv e fanno il tifo per me. Mi dispiace che ci sia tanta rivalità tra le due tifoserie, sarebbe bello vederle unite”.  Utopia allo stato attuale per i rapporti pessimi e storici tra le due realtà.

L’Angolo di Samuelmania – Col Nizza è fatta: ora parte il campionato!

L’Angolo di Samuelmania – Col Nizza è fatta: ora parte il campionato!

Al San Poalo si è giocata la gara di andata del preliminare di CHampions League tra Napoli e Nizza. Una grandissima partita per il Napoli anche se il Nizza ha iniziato molto prima la preparazione estiva e ha gia’ nelle gambe due partite di campionato. Azzurri in vantaggio con un goal di Dries Mertens che è stato incontenibile e in ogni partita è sempre più goleador. Nella ripresa rigore per il napoli, dal dischetto si presenta Jorginho che non fallisce e fissa il risultato sul 2-0. Adesso c’è il ritorno a Nizza il 22 agosto ma non dimentichiamo che sabato sera comincia il campionato e la prima è contro il Verona.

a cura di Samuele Esposito

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Utilitarie di lusso: tutto è nato dalla Y10

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Le grandi Case automobilistiche, a partire dagli anni 80, nell’epoca degli stimoli visivi e della libera espressione dei più grandi estri creativi, ma anche del piacere e dell’esaltazione del sé, hanno inventato le utilitarie di lusso. Hanno sempre più spogliato le proprie automobili di tutta una serie di valori d’uso quali l’abitabilità, la maneggevolezza, i bassi consumi e il confort per focalizzarsi sull’esaltazione della vettura, che è divenuta un mezzo capace di donare felicità al proprio utilizzatore, aiutandolo a definire i tratti salienti della propria identità, del proprio ruolo sociale o, comunque, un escamotage per raggiungere una forma di edonismo individuale.

Da ciò è nata quella che si può definire la duplice natura dell’automobile moderna, capace di rispondere sì ai bisogni tramite l’utilizzo, quindi vista come un mezzo di trasporto dotata di determinate caratteristiche tecniche, ma anche e soprattutto considerata come oggetto capace di esaudire dei desideri quali la ricerca di eleganza, la raffinatezza, l’ostentazione del lusso e una sempre maggiore esclusività. La nascita di innumerevoli versioni speciali e limitate e sempre più personalizzate e personalizzabili , per ogni firma operante nel settore, spiega come il ruolo meno utilitarista dell’automobile stia affermando il proprio predominio.

In questo scenario, complice il traffico che attanaglia le nostre città e la necessità di passare più ore alla guida, si è affermato sempre più il settore delle cosiddette automobili utilitarie di lusso, oggi ‘compatte’ automobili dalle dimensioni ridotte, molto maneggevoli, ma che non richiedono nessun tipo di rinunce in termini di confort o di dotazioni rispetto alle grandi berline.

Per rimanere in Italia, il successo di Ypsilon, recente modello di ingresso del mercato di casa Lancia ne è la più viva e diretta testimonianza. Nonostante la modernità e l’estrema attualità del fenomeno, si possono trovare forme arcaiche di richiami alle medesime tematiche in un lontano passato che ha fondato le basi della fortuna di Ypsilon.

Come è ben noto, Lancia assieme ad altre grandi Firme automobilistiche, fa parte del gruppo Fiat. Tra tutte queste, Autobianchi si è distinta poiché, grazie all’acquisizione di questo marchio, la Fiat ha potuto realizzare e fabbricare dei modelli da affiancare ai propri per clienti mossi dalla voglia di distinzione ed esclusività, ma soprattutto per acquisire un vero e proprio laboratorio per sperimentare soluzioni alternative e un po’ azzardate, senza avere ricadute negative di immagine sul proprio marchio.

La prima idea fu la realizzazione di una vettura piccola, particolare, differente, una novità: nacque così la Bianchina.

Autobianchi Bianchina
Autobianchi Bianchina

La Lancia, nel 1969, incorporò completamente l’Autobianchi e presentò l’A112, che aveva il compito di sostituire la Bianchina e lo fece stravolgendo gli schemi delle utilitarie prodotte in Italia fino a quel momento: eccellenti rifiniture e design gradevole, dotata di un aspetto signorile, che le consegnò un forte grado di distinguibilità. Va inoltre detto che, se il pubblico non avesse accettato le caratteristiche e l’aspetto della vettura, non le avrebbe dato il successo che di fatto ebbe.

Autobianchi A112
Autobianchi A112

Nel 1985, dopo il grande successo della A112, l’Autobianchi presentò la Y10. Un’auto rivoluzionaria, tutto venne prodotto da zero, realizzata per dare al gruppo Fiat un’automobile piccola ma di classe superiore, per proporre alla sempre più esigente clientela del tempo una vettura che, pur mantenendo non solo gli ingombri, ma anche la funzionalità tipica dei segmenti bassi del mercato: in poche parole, una automobile antesignana di quelle che sarebbero poi diventate le utilitarie di lusso. Un’automobile contenuta sul piano dimensionale ma collocabile in segmenti superiori per finitura e dotazioni, anche per il fatto che avrebbe dovuto essere venduta all’estero col marchio Lancia per “risanarne” le sorti, in quanto la commercializzazione di alcuni modelli non molto indovinati ne avevano seriamente intaccato l’immagine.

Autobianchi Y10
Autobianchi Y10

Con Y10 nasce quella tanto “fortunata” generazione Y, che intanto ha visto scomparire il marchio Autobianchi inglobando in Ypsilon (Y) di Lancia, la natura fatta di innovazione, ricercatezza stilistica, eleganza e distinzione che aveva indirizzato il percorso Autobianchi nel tempo. In seguito alla prima serie di Y, debutta in casa Lancia la Ypsilon, dall’appeal moderno, capace di riproporre un modello nel così oramai consolidato mercato delle utilitarie di lusso, che intanto è diventato mercato delle “Compatte”, unendo la praticità alla voglia di distinzione proprie della mission Lancia.

 

Juve Stabia, i numeri ufficiali della prossima stagione. A Paponi il 10…

La Juve Stabia ha ufficializzato i numeri di maglia delle Vespe per la prossima stagione.

Spicca la 10 a Daniele Paponi e la 12 assegnata, come da tradizione, alla Curva Sud. Mastalli mantiene la 24, Morero abbandona la maglia numero 18 per la 4.

Questo il comunicato della Juve Stabia:

S.S. Juve Stabia rende nota la numerazione delle maglie da gioco adottata quest’anno dai calciatori gialloblù, dalla numero 1 di Bacci alla maglia numero 28 di Calò:

1 Bacci
2 Cancellotti
3 Dentice
4 Morero
5 Atanasov
6 Allievi
7 Nava
8 Capece
9 Sandomenico
10 Paponi
11 Costantini
12 CURVA SUD
13 Redolfi
14 Crialese
15 Viola
16 Gaye
17 Matute
18 Zibert
19 Bachini
20 Berardi
21 Strefezza
22 Zanotti
23 Lisi
24 Mastalli
25 Polverino
26 Osei
27 Rosafio
28 Calò
Anche per questa stagione calcistica la S.S. Juve Stabia, dopo aver chiesto ed ottenuto la relativa autorizzazione dalla Lega di Serie C, intende premiare la Curva Sud, assegnandole la maglia numero 12.
S.S. Juve Stabia

La lunga notte del terrore in Spagna: dopo Barcellona, Cambrils

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La strage di Barcellona apre il fronte iberico dell’assalto jihadista al Vecchio Continente, con gruppi d’attacco che vengono dal Sahel ed agiscono con la mentalità delle faide del deserto: non basta uccidere, bisogna umiliare l’avversario colpendo i suoi simboli più cari. Nella notte attacco nella località turistica di Cambrils, in Costa Brava. Sette feriti e 5 assalitori uccisi: «Attentato collegato a quello di Barcellona».

Nella notte attacco a Cambrils, uccisi 5 attentatori

Volevano replicare l’attentato di Barcellona, investendo pedoni a tutta velocità a bordo di un’Audi A3

BARCELLONA – La giornata nera di Barcellona finisce con una battaglia nella notte. Nove ore dopo la Rambla, 13 morti e 100 feriti nel centro della città, intorno all’una e mezza, un gruppo di terroristi ha cercato di colpire la località turistica di Cambrils della Costa Brava, 100 chilometri a sud di Barcellona nel pieno della stagione turistica. Il tentativo era di replicare l’attentato di Barcellona, investendo pedoni a tutta velocità a bordo di un’Audi A3.

LEGGI ANCHE: Una cellula dal Maghreb porta il terrore a Barcellona (VIDEO)

Tra i passanti i feriti sono cinque, due dei quali gravi. La polizia catalana, dopo aver intercettato l’auto, ha ucciso 5 terroristi, al termine di una sparatoria nel lungomare della cittadina. I membri del gruppo indossavano cinture esplosive, che poi sono risultate false. L’intervento della polizia ha evitato un massacro, visto che la zona è piena di bar con i tavolini all’aperto, gelaterie, ristoranti e negozi aperti di notte. I mossos d’esquadra, la polizia autonoma della Catalogna, contano un ferito grave tra le sue fila, un’agente donna. Dei cinque assalitori, quattro sono morti subito, mentre uno è stato preso ancora vivo, ma è spirato due ore più tardi.

I punti fondamentali delle azioni sono quindi tre: Barcellona, Cambrils e un’esplosione avvenuta mercoledì a Alcanar, una località vicina a Tarragona, nella quale è rimasta uccisa una donna. Quella che era sembrata una banale fuga di gas, sarebbe stato invece un incidente causato dale materiale per un attentato. Collegando gli episodi, gli inquirenti suppongono che il furgone, nel progetto originario, sarebbe dovuto esplodere. Ma l’incidente della casa di Alcanar ha fatto scattare un piano B: quello zig zag mortale sulle Ramblas.

Intanto alle uscite di Barcellona si sono formate lunghe file. Posti di blocco e controlli continui, hanno paralizzato il traffico. Il terrorista che ha colpito Piazza Catalogna e la Rambla è ancora in fuga. Oggi a mezzogiorno grande manifestazione di cordoglio proprio nella piazza dell’attentato, alla presenza di tutti i leader politici e del re Filippo VI.

La caccia all’uomo continua per tutta la catalogna anche dopo l’alba. I Mossos hanno arrestato una terza persona, nella cittadina di Ripoll, provincia di Girona. Mentre un treno è stato fermato per controlli tra Sitges e Castelldefels, nella costa meridionale di Barcellona.

vivicentro.it/cronaca
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lastampa/Nella notte attacco a Cambrils, uccisi 5 attentatori FRANCESCO OLIVO – INVIATO A BARCELLONA

Una cellula dal Maghreb porta il terrore a Barcellona (VIDEO)

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Pomeriggio di terrore sulle Ramblas di Barcellona, una delle zone della città più amate dai turisti. Un furgone bianco ha travolto la folla facendo una carneficina: almeno 13 morti e 100 feriti, di cui 15 in gravi condizioni. Isis rivendica, la polizia arresta due persone. Giordano Stabile traccia il profilo dei terroristi arrestati, fratelli di origine marocchina.

Una cellula dal Maghreb per portare la Jihad nel cuore della Spagna

Gli spostamenti dei fratelli Oukabir tornati dal Marocco. Sospetti sul più grande che ha negato ogni responsabilità

BEIRUT – Due fratelli di origine marocchina, Moussa e Driss Oukabir, forse un terzo uomo ancora in fuga. La cellula che ha colpito a Barcellona ieri aveva ancora contorni vaghi, qualche anomalia, ma un forte connotato maghrebino, lo stesso che caratterizza la galassia jihadista in Spagna. Gli Oukabir sono di Aghbala, un cittadina sull’Atlante, con residenza a Ripoll, in Catalogna. Il responsabile dell’attacco è forse Moussa, appena diciottenne, ma tutti e due erano da poco tornati dal Marocco.

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Un dettaglio importante, per la propaganda islamista: partire dal Maghreb per colpire al cuore la Spagna ribadisce il legame fra il mondo musulmano e le terre che i jihadisti chiamano Andalus, il nome arabo dei loro secolari domini nella penisola iberica. La riconquista di Andalus è fra le “rivendicazioni” dell’Isis, fin dal 2014, e l’attacco di Barcellona è il primo riuscito in Spagna dal 2004, dopo quello nella stazione madrilena di Atocha. Ora, con la prima strage dell’Isis in terra spagnola, siamo di fronte a una staffetta fra le due più pericolose organizzazioni terroristiche, che rispecchia quella avvenuta negli ultimi quattro anni fra i jihadisti iberici.

L’Isis non è riuscito a replicare le dimensioni di Atocha ma l’attacco era pianificato, organizzato, lungo le linee guida dei “manuali” online. Istruzioni su come affittare e usare furgoni per far strage erano presenti sul numero 9 del mensile Rumiyah, uscito tre mesi fa, che incitava a “accoltellare gli infedeli, tagliargli le gole, mozzargli le teste, schiacciarli sotto i camion, e bruciarli vivi finché non pagheranno la jizyah e non saranno umiliati”. La presenza di complici conferma che siamo davanti a una cellula, non si sa quanto vasta, e non a un “lupo solitario”.

La Spagna era stata finora risparmiata, ma non per questo era fuori dal mirino dell’Isis: almeno 40 cellule sono state smantellate dal 2013. Anche se non sono numerosi come i francesi, i foreign fighters spagnoli hanno cominciato a raggiungere la Siria già nel 2012, al ritmo di 30-40 all’anno, secondo il centro studi Cts Sentinel. In principio si uniscono alla branca siriana di Al-Qaeda, Al-Nusra, ma poi la maggior parte passa con l’Isis.

Fra il 2012 e il 2014 almeno 11 jihadisti partono da Ceuta, enclave spagnola sulla costa marocchina, altre decine da Melilla, la città di fronte a Gibilterra. Sono cittadine sulla costa africana con circa il 30 per cento di popolazione islamica, soggette a forti tensioni e a una propaganda martellante da parte delle cellule jihadiste marocchine e algerine. L’alta percentuale di soggetti provenienti da Ceuta e Melilla si conferma nelle statistiche, elaborate dal Combating terrorism center, che riguardano i 178 jihadisti arrestati in Spagna fra il 2013 e il 2016: il 32 per cento proviene dalle due enclave, il 20 per cento da Barcellona e dintorni. In questo campione di islamisti la componente maghrebina è elevata: il 42,7 per cento hanno nazionalità marocchina, contro il 41,5 di spagnoli, la metà sono immigrati di seconda generazione, il 40 per cento di prima generazione, il 10 convertiti.

A maggio è stata individuata una “cellula di collegamento” composta da tre sospetti terroristi. Uno è stato arrestato a Tangeri, gli altri due in Catalogna, marocchini attivi nel reclutamento di giovani da inviare a combattere in Siria. Ieri sera non era ancora chiaro se Driss Oukabir faccia davvero parte della cellula di Barcellona o sia stato tirato dentro dal fratello minore che ha usato i suoi documenti per affittare il furgone. Dal profilo Facebook emerge un personaggio confuso: si dà il nome di battaglia “Soprano” in onore della serie tv sulla Mafia, esalta la “Mafia del Maghreb”, posta immagini e video sugli scontri fra israeliani e palestinesi e denuncia lo stato “pietoso” in cui si trova “l’arabismo”.

L’Isis ha dato prova però di saper attirare nella rete jihadista giovani borderline, al confine fra delinquenza ed estremismo, come l’autore della strage di Nizza del 14 luglio scorso, il tunisino naturalizzato francese Mohamed Lahouaiej Bouhlel. Il fatto che nella rivendicazione lo Stato islamico parli di “soldati del califfato” è un segnale in codice per indicare un legame organico. Mosul è persa, Raqqa quasi, ma l’Isis può contare ancora su migliaia di combattenti europei e maghrebini per colpire l’Europa e prolungare la guerra all’Occidente.

La paura degli italiani  

Mentre il bilancio delle vittime sale di ora in ora (la prima vittima a essere identificata è un belga), la Farnesina dichiara che sono in corso verifiche sui connazionali «ma c’è il rischio di eventuali coinvolgimenti di italiani tra le vittime dell’attacco a Barcellona». Si teme per la vita di un giovane di Legnano. Immediata la solidarietà di Roma. Il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha parlato di «dolore per l’orribile attacco al cuore dell’Europa» e ha disposto l’invio di rinforzi all’ambasciata italiana a Madrid per fornire supporto ai connazionali in Spagna».

Solidarietà dal mondo  

La Spagna si stringe intorno alle vittime e ai familiari. «Tutta la Spagna è Barcellona. Le Ramblas torneranno ad essere di tutti», twitta il re Filippo VI. «I terroristi non vinceranno mai un popolo unito che ama la libertà contro la barbarie. Tutta la Spagna è vicina alle vittime e alle famiglie» è il tweet del premier Mariano Rajoy. Solidarietà anche dal resto dell’Europa. Il portavoce della cancelliera tedesca Angela Merkel. Steffen Seibert, esprime «solidarietà e amicizia» nei confronti della Spagna. Il presidente francese Emmanuel Macron scrive: «Tutti i miei pensieri e la solidarietà della Francia per le vittime del tragico attacco a Barcellona, restiamo uniti e determinati».

vivicentro.it/cronaca
vivicentro/Una cellula dal Maghreb porta il terrore a Barcellona (VIDEO)
lastampa/Una cellula dal Maghreb per portare la Jihad nel cuore della Spagna GIORDANO STABILE – INVIATO A BEIRUT

Forte in Fashion, una settimana di moda all’Argentario

Porto Ercole- Fervono i preparativi per la seconda edizione di Forte in Fashion, manifestazione dedicata ai giovani talenti del fashion design e della fotografia di moda in programma dal 21 al 27 agosto a Porto Ercole. La kermesse è organizzata da StyleBook, il social network della moda (www.stylebook.it), con il contributo della Pro Loco di Porto Ercole e il patrocinio del Comune di Monte Argentario.

Si parte lunedì 21 agosto con il vernissage della mostra fotografica del Fashion Department dell’ISFCI: fotografie di moda realizzate da autori che hanno compiuto il loro percorso di studi all’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata di Roma, scuola che rappresenta da più di 30 anni un importante punto di riferimento didattico nella formazione di fotografi qualificati, creativi ed inseriti nel mondo del lavoro. Sono venti gli autori che esporranno: Marco Ardemagni, Mattia Astolfi, Federica Barboni, Francesco Belcecchi, Giulio Cafasso, Luca Cascianelli, Claudio Cerasoli, Giovanni Cosmo, Tommaso De Dona, Nicole Furlan, Simone Golfieri, Alice Marzi, Francesca Masariè, Federico Oddone, Melissa Pallini, Edoardo Russi, Federico Sguera, Federico Taddonio, Serena Vittorini e Martina Zanin. La mostra resterà aperta al pubblico fino a domenica 27 agosto, dalle 17:00 alle 21:00.

Grande attesa per l‘evento clou, la sfilata di moda in programma sabato 26 agosto. Cinque gli stilisti scelti dalla direttrice di StyleBook, Federica Bernardini: in passerella sfileranno le creazioni di Vanessa Foglia (Abitart), Hilda Falati, Pinda Kida (Nibi), Barbara Iacobucci e Raffaella La Rocca.

Gli ospiti della sfilata saranno accolti con un drink di benvenuto offerto da Banfi, sponsor della manifestazione e punto di riferimento per la produzione vitivinicola. Definita a suo tempo come “il più grande progetto che sia mai stato realizzato nella produzione dei vini di qualità”, nasce nel 1978 grazie alla volontà dei fratelli italoamericani John e Harry Mariani, già titolari di Banfi Vintners, una delle più importanti società di importazione di vini statunitense.

La manifestazione Forte in Fashion si svolgerà anche quest’anno nell’incantevole cornice di Forte Stella, fortificazione spagnola del Cinquecento che domina il mare da un’altura nei pressi di Porto Ercole. Nelle sale al piano terra sarà allestita la mostra fotografica mentre la terrazza del forte, con una spettacolare veduta panoramica sulla costa dell’Argentario, ospiterà la sfilata.

Forte in Fashion 21-27 agosto

Forte Stella – Porto Ercole, Monte Argentario (GR)