Conferma in difesa per la Juve Stabia di mister Caserta. In seguito all’incontro tra l’agente Cattoli e lo staff stabiese (ulteriori dettagli su Vivicentro.it) le vespe hanno trovato l’accordo per il rinnovo del contratto di Nicholas Allievi. Allievi, difensore nativo di Varese arrivato a Castellammare via Feralpisalò lo scorso gennaio, ha allungato il suo contratto con i gialloblu fino al 2019. Ecco il comunicato delle vespe:
“S.S.Juve Stabia rende noto che il difensore Nicholas Allievi, accettando la proposta della societa’ nell’ottica della piena condivisione dell’attuale progetto, ha deciso di ridursi l’ingaggio per la stagione calcistica 2017/2018 e, nel contempo, di prolungare di un anno il relativo contratto avente scadenza giugno 2019.
La societa’ ringrazia Nicholas per la disponibilita’ mostrata in segno di forte attaccamento ai colori gialloblu’.
Nel contempo si rende noto che e’ stato raggiunto l’accordo con il difensore Matteo Liviero, classe ’93, per la risoluzione contrattuale.
A Liviero vanno i ringraziamenti per il contributo dato durante la permanenza in maglia gialloblu’ ed un augurio di un futuro ricco di soddisfazioni personali e professionali.”
S.S.Juve Stabia rende noto che il difensore Nicholas Allievi, accettando la proposta della societa’ nell’ottica della piena condivisione dell’attuale progetto, ha deciso di ridursi l’ingaggio per la stagione calcistica 2017/2018 e, nel contempo, di prolungare di un anno il relativo contratto avente scadenza giugno 2019.
La societa’ ringrazia Nicholas per la disponibilita’ mostrata in segno di forte attaccamento ai colori gialloblu’.
Nel contempo si rende noto che e’ stato raggiunto l’accordo con il difensore Matteo Liviero, classe ’93, per la risoluzione contrattuale.A Liviero vanno i ringraziamenti per il contributo dato durante la permanenza in maglia gialloblu’ ed un augurio di un futuro ricco di soddisfazioni personali e professionali.
A Radio Kiss Kiss Napoli, nel corso di ‘Radio Gol’, è intervenuto il conduttore Diego De Luca rilasciando alcune dichiarazioni:
“Emanuele Giaccherini resterà almeno fino al preliminare di Champions. Solo più avanti si valuterà la possibilità di una sua cessione e l’eventuale arrivo di un nuovo esterno offensivo”.
Pranzo di mercato per il tecnico della Juve Stabia Fabio Caserta. Come testimonia una foto postata sul profilo Facebook dell’agente Fifa Andrea Cattoli, l’ex numero 10 delle vespe ha pranzato con il procuratore, tra gli altri, di Liviero e Allievi. Conosciuto come uno dei procuratori più influenti del calcio italiano, Cattoli ha da sempre buoni rapporti con il patron Franco Manniello. Alcuni dei suoi assistiti, come Del Sante e Cazzola, hanno facilmente trovato accordi con la compagine stabiese proprio grazie al rapporto consolidato tra i due. L’incontro tra Cattoli e lo staff gialloblu è servito per siglare due accordi: la rescissione del terzino, ormai ex stabiese, Matteo Liviero e il prolungamento del contratto di Nicholas Allievi.
Avviso agli sportivi e tifosi di quella che fu l’Ischia, quella dei colori giallo blu quella del Rispoli, quella degli isolani tutti!
Giovedì 10 agosto alle ore 21, presso il teatro polifunzionale di Ischia, ci sarà un incontro per gettare le basi per la ripartenza, che sia seria, che dia calore anima e passione, la stessa che ha appassionato tanti adolescenti degli anni ottanta.
Sara’ presentato il progetto che vuole unicamente far rinascere il calcio ad Ischia.
Tutti gli sportivi e i tifosi sono inviati a partecipare per sostenere e condividere un sogno.
Diploma in quattro anni, al via la sperimentazione in 100 classi. La ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha firmato il decreto che dà l’avvio a un Piano nazionale di sperimentazione che coinvolgerà Licei e Istituti tecnici. Fino ad oggi 12 scuo le hanno sperimentato percorsi quadriennali sulla base di progetti di istituto autorizzati di volta in volta dal ministero. Per rendere maggiormente valutabile l’efficacia della sperimentazione, viene previsto ora un bando nazionale, con criteri comuni per la presentazione dei progetti, per 100 classi sperimentali in tutta Italia che partiranno nell’anno scolastico 2018/2019.
L’avviso sarà pubblicato a fine mese sul sito del Miur e le scuole potranno fare domanda dall’1 al 30 settembre. Si potrà attivare una sola classe per scuola partecipante. Un’apposita Commissione tecnica valuterà le domande pervenute. Le proposte – possono candidarsi sia scuole statali che paritarie – dovranno distinguersi per un elevato livello di innovazione, in particolare per quanto riguarda l’articolazione e la rimodulazione dei piani di studio, per l’utilizzo delle tecnologie e delle attività laboratoriali nella didattica, per l’uso della metodologia Clil (lo studio di una disciplina in una lingua straniera), per i processi di continuità e orientamento con la scuola secondaria di primo grado, il mondo del lavoro, gli ordini professionali, l’università e i percorsi terziari non accademici.
Nessuno ‘sconto’. Alle studentesse e agli studenti dovrà essere garantito il raggiungimento di tutti gli obiettivi specifici di apprendimento del percorso di studi scelto. Il tutto entro il quarto anno di studi. L’insegnamento di tutte le discipline sarà garantito anche eventualmente potenziandone l’orario.
Nel corso del quadriennio, un Comitato scientifico nazionale valuterà l’andamento nazionale del Piano di innovazione e predisporrà annualmente una relazione che sarà trasmessa al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Il Comitato sarà nominato dalla ministra dell’Istruzione e dovrà individuare le misure di accompagnamento e formazione a sostegno delle scuole coinvolte nella sperimentazione.
A livello regionale, invece, saranno istituiti i Comitati scientifici regionali che dovranno valutare gli esiti della sperimentazione, di anno in anno, da inviare al Comitato scientifico nazionale.
Sui social raffica di stroncature per il progetto varato dal ministro Fedeli che diminuisce gli anni, ma non comprire i programmi. Ma proviamo a capire come funziona
Il primo passo: iscriversi. Ma non tocca agli studenti
Per rendere maggiormente valutabile l’efficacia della sperimentazione, viene previsto ora un bando nazionale, con criteri comuni per la presentazione dei progetti in tutta Italia che partiranno nell’anno scolastico 2018/2019. Possono candidarsi sia scuole statali che paritarie. Un’apposita Commissione tecnica valuterà le domande pervenute.
Ecco su cosa dovranno puntare le scuole per entrare sperimentazione:
Elevato livello di innovazione
Rimodulazione dei piani di studio
Utilizzo delle tecnologie e dei laboratori
Metodologia Clil (lo studio di una disciplina in una lingua straniera)
Continuità e orientamento con la scuola media, il mondo del lavoro, gli ordini professionali, l’università e i percorsi non accademici.
L’insegnamento di tutte le discipline sarà garantito anche eventualmente potenziandone l’orario. Nel corso del quadriennio, un Comitato scientifico nazionale valuterà l’andamento nazionale del Piano di innovazione e predisporrà annualmente una relazione che sarà trasmessa al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione.
FOTO ViViCentro – Funivia di Castellammare sospesa in aria per diversi minuti: problema tecnico o prove?
Un problema tecnico con ogni probabilità o prove tecniche. La Funivia di Castellammare di Stabia è rimasta bloccata e sospesa in aria a metà percorso per circa 15/20 minuti dalle 11:05 alle 11:25 circa. Il problema dovrebbe essere stato risolto, come ci fa sapere Aniello Sabatino, che era sulla statale e che ci ha concesso le foto allegate.
Juve Stabia-Menti, il bando scade domani ma i lavori cominciano dopo il 15?
Se lo chiedono tutti, ma quando iniziano i lavori allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia? Quando vedremo le prime attrezzature pronte a rimuovere il vecchio manto per collocarci il nuovo? Restando alle date certe, con il bando ormai in chiusura, domani ci sarà la scadenza ufficiale, le buste dovrebbero essere aperte tra il 9 e l’11 agosto, vale a dire tra mercoledì e venerdì. L’inizio dei lavori, visto anche, oltre al sabato e alla domenica, l’arrivo del ferragosto, dovrebbero cominciare almeno da mercoledì 16 agosto in poi.
Secondo alcuni media, le Vespe si sarebbero dovute allenare già da questa settimana a Sant’Antonio Abate, ma in realtà la preparazione prosegue sul terreno di gioco del Menti, in attesa proprio dell’avvio dei lavori e come attesta anche il comunicato emesso dal club che annuncia la doppia amichevole di domani, contro l’Ercolanese, e di sabato contro l’Equipe Campania.
La Citroen Dyane, auto di grande personalità, molto amata ma anche tanto odiata, ha fatto il suo ingresso sul mercato in agosto del 1967.
Citroen Dyane 6 classe 1982
La Dyane compie i suoi primi 50 anni e, nonostante ciò, ancora oggi non è rarissimo vederne qualcuna che gira indisturbata e disinvolta per le strade di qualche paesino, ancora in servizio, o in giro la domenica, lucida e brillante, in qualche grande città.
L’oggettivamente un po’ goffa vetturetta francese era nata per sostituire la mitica 2 cavalli. Il confronto con un mito di portata mondiale, l’ha resa inevitabilmente il brutto anatroccolo, riscuotendo un consenso di molto inferiore rispetto alla sua musa ispiratrice. La Dyane nacque perché la 2CV era sul mercato dal 1948 e il suo ‘stilista’ e scultore Flaminio Bertoni, già autore delle mitiche Traction Avant e DS, era scomparso. Il progetto della Dyane fu affidato a Louis Bionier, proveniente dalla Panhard, e poi aggiustato in corso d’opera.
La base meccanica rimase fondamentalmente quella della 2CV, tanto che l’Auto Journal parlerà di “minestra riscaldata”. Eppure la Dyane, allora come oggi, aveva i suoi fan e chi la preferisce alla più gloriosa 2CV.
In Francia fu bocciata dal mercato, nonostante fosse sicuramente più moderna e funzionale della 2CV, grazie alle 5 porte e al portellone per accedere al bagagliaio posteriore molto capiente. In Italia, ebbe un grande successo sia perché l’importazione della 2CV venne sospesa nei primi anni 70 per favorire la penetrazione sul mercato della Dyane, e sia perché, proprio per il mercato italiano, la Dyane fu oggetto di una piccola modifica al motore. La cilindrata salì da 435 cc a 602 cc (da qui la dicitura Dyane 6 rispetto alla primordiale Dyane 4) e i cavalli diventarono 28. Toccherà il massimo dei 35 cavalli nel 1970 con il motore di provenienza Citroen Ami.
La famosa pubblicità in pieno clima di 68, la classificava come ‘L’auto in jeans’ e un più coreografico ‘E’ uno scooter da città e pulmino per il weekend’, con una serie molto simpatica di combinazioni pubblicitarie.
Auto in jeans
Considerando che la Citroen Dyane è lunga 3 metri e 87 centimetri, 50 anni dopo possiamo dire che è stata un po’ l’antesignana dell’oramai diffusissimo segmento B dei nostri giorni. E’ rimasta in produzione con vendite discrete fino ai primi anni ’80 con soluzioni e una linea ancora originali. Si può affermare che, proprio come la 2CV, si è dimostrata un’auto senza tempo in grado di fare grandissime cose.
I ‘dyanisti’, sfegatati quanto i 2cavallisti, sempre originali e a bordo di mezzi coloratissimi come andavano allora, dal verde all’arancio passando per il giallo, potevano contare sulla particolare leva del cambio “infilzata” nella plancia come la 2CV, tetto in tela o ‘hard-top’ e macinavano chilometri consumando poco. Questo rendeva la Dyane facile preda dei più giovani.
A bordo di una Dyane
La caratteristica che la rende probabilmente unica agli occhi di tutti, sono le sospensioni in grado di assorbire qualsiasi buca e una fantastica tenuta di strada che, contrariamente a quanto si possa pensare all’apparenza, ne fa un’auto molto sicura. Nonostante non abbiano potuto godere del successo delle ‘auto con gli occhi’, tante Dyane fanno ancora sfoggio di se nei raduni per auto d’epoca e alle fiere di settore, con una fortissima presenza nei raduni dedicati alle Citroen 2cavalli e derivate, che sono tantissimi in tutta Italia ma anche all’estero.
Francesco Bei analizza la giornata e sottolinea come “il Quirinale abbia fatto la parte di Gentiloni” per garantire la tenuta del governo.
Se il Colle si sostituisce a Gentiloni
La crisi istituzionale che ha investito ieri il governo, arrivando a far traballare la poltrona del ministro dell’Interno, sembra rientrata solo grazie all’intervento diretto del capo dello Stato. Secondo la Costituzione (articolo 95), spetta al presidente del Consiglio mantenere l’unità di indirizzo politico del governo, coordinando l’attività dei ministri. Ora era evidente da giorni che, sulla materia del contrasto all’immigrazione clandestina, la cacofonia nell’esecutivo aveva raggiunto livelli di guardia.
Ma lo sforzo di persuasione di Gentiloni con quei ministri più propensi ad ascoltare il grido di dolore delle Ong, non era stato sufficiente ad evitare l’isolamento e la conseguente minaccia di dimissioni del titolare del Viminale. Così si è resa necessaria la copertura del capo dello Stato, che ieri ha rimesso in equilibrio l’asse del governo facendo capire a tutti che Minniti gode dell’apprezzamento del Quirinale. A conferma della legge della fisarmonica presidenziale: quando la politica è debole i poteri del capo dello Stato si dilatano. Per Mattarella è la prima volta.
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vivicentro/Mattarella costretto ad intervenire per garantire la tenuta del governo
lastampa/Se il Colle si sostituisce a Gentiloni FRANCESCO BEI
Juve Stabia, in programma al “Menti” due amichevoli: data e ora dei match
Altre due gare amichevoli, dopo le fatiche di coppa Italia per le Vespe:
S.S.Juve Stabia rende noto che, nell’ambito delle attivita’ finalizzate alla preparazione in vista dell’inizio del campionato, mercoledi 9 agosto, con inizio alle 18.00, le vespe sosterranno al Menti una gara di allenamento al quale partecipera’ l’Ercolanese. Sempre al Menti, sabato 12 agosto con inizio alle ore 18.00, si disputera’ l’incontro amichevole con l’AIC Equipe Campania di Antonio Trovato.
Napoli-Nizza, è probabile la presenza di tifosi francesi al San Paolo
Novità in vista di Napoli-Nizza per quanto riguarda la tifoseria ospite, come scrive la Gazzetta dello Sport: “Giorni di riflessione e di passione in casa Napoli. L’entusiasmo in città è palpabile, oggi saranno messi in vendita i biglietti per il match d’andata del preliminare Champions contro il Nizza ed è facile prevedere grande affluenza nelle ricevitorie autorizzate. A proposito, è probabile che anche i tifosi francesi saranno presenti al San Paolo ma si attendono certezze in merito da parte delle autorità di pubblica sicurezza (in tal caso anche i napoletani potranno andare all’Allianz Riviera nel settore ospiti per il principio di reciprocità, ndr). Intanto, la squadra si è goduta ieri il primo giorno di riposo dopo la settimana trascorsa tra Germania e Inghilterra. Per domani è fissata la ripresa degli allenamenti prima dell’esordio stagionale a Fuorigrotta, giovedì sera, contro l’Espanyol”.
Se Ghoulam non rinnova entro il 31 agosto potrebbe scalare nelle gerarchie di Sarri
Su Tuttosport, Raffaele Auriemma racconta un retroscena che riguarda Faouzi Ghoulam e Ivan Strinic: “Strinic (piace a Fiorentina, Galatasaray e West Bronwich) è stato bloccato dal club. Motivo? Ghoulam non ha ancora completato l’iter della contrattazione sul suo rinnovo con il Napoli e, se non dovesse firmare entro il 31 agosto, potrebbe anche scalare (a favore dello stesso Strinic) nella graduatoria degli esterni a disposizione di Sarri”.
Accordo raggiunto tra Napoli e Man City per Zinchenko, ma De Laurentiis pone una condizione
Raffaele Auriemma scrive su Tuttosport: “Fino a quando non si sarà completato il playoff di Champions, nulla si muoverà nella rosa del Napoli, dove potrebbe arrivare quanto prima l’esterno ucraino Zinchenko: il ds Giuntoli è già d’accordo con il Manchester City per un prestito da circa 5 milioni. Però il presidente De Laurentiis chiede che prima venga effettuata un’operazione in uscita. Cosa non semplice soprattutto con Giaccherini che non ha estimatori disposti ad investire 1,5 milioni chiesti dal Napoli per il suo cartellino. Oppure con Zapata, valutato dal patron 25 milioni, così da respingere l’offerta del Torino da 18 milioni più 2 di bonus”.
La Fiorentina si avvicina a Strinic, il croato è fuori dalla lista Champions del Napoli
Secondo la Gazzetta dello Sport la Fiorentina ha avuto i primi contatti con Ivan Strinic. Pantaleo Corvino è molto interessato al terzino in uscita dal Napoli ed è pronto a fare un’offerta di 4 milioni. Ad accelerare la partenza di Strinic c’è un altro indizio: il calciatore non è stato inserito nella lista Champions.
Il presidente della Repubblica Mattarella scende in campo ed esprime “grande apprezzamento” per il lavoro di Marco Minniti, titolare degli Interni, ma la polemica non è chiusa e Delrio insiste: ”dal ministro metodo sbagliato”.
“Devi parlare con noi”. “Allora lascio”. E Gentiloni chiede aiuto a Mattarella
Lo sfogo di Delrio a Palazzo Chigi:Marco ha sbagliato metodo. Imbarazzo del premier. L’intervento risolutore del Quirinale
ROMA – Quando ormai è sera, conclusa la giornata più burrascosa di questi otto mesi alla guida del Viminale, il ministro Marco Minniti si sente finalmente rassicurato. Palazzo Chigi ha diffuso un comunicato per ricordare che l’unica linea del governo su Libia, contrasto ai trafficanti e immigrazione è la sua. Ma, soprattutto, il Quirinale ha redatto una nota informale per garantirgli tutto il suo appoggio e apprezzamento per il lavoro che sta facendo, tentativo estremo e riuscito di scongiurare le sue dimissioni e sedare la rivolta che si stava sviluppando tra i ministri contro di lui. Mettendo fine a un pomeriggio ad altissima tensione, che lascia per qualche ora seriamente in difficoltà il governo: «O mi tutelate o lascio. Se la linea politica non è più condivisa, il mio compito è finito», minaccia Minniti a un certo punto.
Alle quattro e mezza del pomeriggio, al termine della riunione del governo, è chiacchierando con i colleghi che il responsabile delle Infrastrutture, Graziano Delrio, sfoga tutta l’irritazione covata in questi giorni sulla vicenda del trattamento delle Ong: «Le scelte strategiche non si fanno fuori dal Consiglio dei ministri, è un problema di metodo, mi sarei aspettato di discutere oggi della questione del codice di condotta». Nel corso della riunione dell’esecutivo si parla di scuola, di stato d’emergenza per la crisi idrica in Lazio e Umbria, di equo compenso nelle prestazioni legali: non una parola invece sul protocollo destinato alle associazioni non governative fonte di tensioni tra lui e Minniti. Anzi, il titolare dell’Interno a Palazzo Chigi non si presenta proprio e avverte il premier Paolo Gentiloni, pare addirittura con una lettera: tutti lo aspettano per avere finalmente chiarimenti sulle sue parole dure dei giorni scorsi (le associazioni che non firmano si mettono «fuori dal sistema di soccorso»), ma dopo la lettura dei giornali che danno conto delle critiche contro la sua linea, decide di disertare.
Una scelta che non piace ai colleghi, a partire da Delrio ma non solo. Nei capannelli a margine della riunione, sono in tanti a mostrarsi scocciati dall’atteggiamento del ministro e delusi dalla mancata discussione sull’argomento, infastiditi non solo dal merito della questione, ma anche dall’atteggiamento “solitario” dal collega: da Andrea Orlando a Maurizio Martina, da Angelino Alfano a Valeria Fedeli e Marianna Madia. Una fronda trasversale che va dalla maggioranza alla minoranza del Pd, passando per Ap, e che decide di rivolgersi al premier.
Così, al capo del governo impegnato in una perenne mediazione tra le diverse sensibilità dell’esecutivo, si presenta un problema cresciuto in pochi giorni a dismisura. Domenica aveva dovuto richiamare all’ordine il viceministro Mario Giro, per un’intervista critica sulla missione in Libia e, in particolare, sul trattamento dei migranti riportati sulle coste di Tripoli («non possiamo condannarli all’inferno»), incassando frasi di sostegno pubbliche anche da esponenti del Pd. Ieri erano filtrate nuove tensioni con Delrio, che già un mese fa, dinanzi alle minacce di Minniti, aveva assicurato «nessun porto chiuso, lo dico da responsabile della Guardia costiera e delle operazioni di soccorso ai migranti». Parole critiche vengono anche dal ministro della Giustizia Orlando, «dobbiamo disciplinare il settore senza correre il rischio di una criminalizzazione indiscriminata». L’allarme si fa rosso, Gentiloni sente il presidente Mattarella e si decide la exit strategy: garantire a Minniti un sostegno pubblico totale per il suo operato, come lui ha richiesto. Camminando su un fragile crinale che consenta però anche di non sconfessare la linea più “morbida” di Delrio, Giro e chi la pensa come loro.
Scongiurato il peggio, evitate dimissioni che avrebbero creato non pochi problemi all’esecutivo, proprio nel momento in cui gli sbarchi invertono la tendenza e nell’opinione pubblica sta passando l’idea che il problema cominci ad essere governato, Minniti può dirsi soddisfatto. Il ragionamento che ha fatto a Gentiloni è chiaro: sono io, in sintesi, quello che da anni, fin dai tempi di Renzi a Palazzo Chigi, tratta costantemente con i libici. Prima da responsabile dei servizi segreti, poi, da dicembre, direttamente da ministro, è lui che ha fatto la spola tra Roma e Tripoli, parlando con il premier Sarraj come coi capitribù, guadagnando il rango di interlocutore con vari attori del complicatissimo panorama libico. Per quanto possa sembrare anomala, la situazione è questa: a chi lo critica, a chi lo definisce troppo decisionista e accentratore, vorrebbe ribattere: e voi dov’eravate? È quello che avrebbe detto loro se fosse andato alla riunione del governo. Ma prima, voleva avere la rassicurazione pubblica che Gentiloni e Mattarella fossero con lui.
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vivicentro/Delrio a Palazzo Chigi: Marco ha sbagliato metodo
lastampa/“Devi parlare con noi”. “Allora lascio”. E Gentiloni chiede aiuto a Mattarella FRANCESCA SCHIANCHI
Jorginho ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport:
Il primo pensiero, sarà scontato dirlo, è per il Nizza. “Che è duro da affrontare, perché arriverà al San Paolo con qualche partita di campionato nelle gambe. Sappiamo che ci darà fastidio, ma ci interessa poco: noi vogliamo la Champions, non abbiamo nessuna intenzione di rinunciarci”.
E con uno Jorginho straordinario: c’è carenza di registi di spessore e il vuoto lasciato da Pirlo si avverte. “Però in me, nelle mie potenzialità, hanno creduto in pochi Il primo è stato Mandorlini, poi è arrivato Sarri: mi sento cambiato, rigenerato, alleggerito ed anche gratificato”.
Ha saltato Benitez. “Cominciai bene, per sei mesi ci siamo divertiti, giocavamo un bel calcio. Poi nella seconda stagione, lui ha voluto cambiare, ha scelto di modificare il modo – non il modulo – andando alla ricerca dei lanci e delle seconde palle. Ho sofferto, ma non è un’accusa”.
Intanto è maturato anche lei: diventare leader è un passo. “Io mi sento tale e lo dico senza presunzione. Ma qui ognuno di noi lo è, perché ci sentiamo importanti tutti. Di mio ci metto l’allegria: penso positivo, cerco di essere d’aiuto. Ogni partita comincia con un rito personale: un saluto per chi scende in campo con me. E’ un tentativo di caricarsi”.
Di questo passo, le verrà sempre più voglia della Nazionale. “Un argomento sul quale eviterei qualsiasi commento. Quando vedi certe cose, meglio concentrarsi sul lavoro e lasciar perdere”.
Pentito di aver preferito l’Italia al Brasile. “Io rispetto le scelte del Ct ma non le condivido, né le capisco. Mi sembra che si stia negando l’evidenza…. Tutto qua”. (Chiaro il riferimento alla convocazione di Montolivo, ormai sul viale del tramonto, ndr”. Si sbilanci sul campionato. “Sarà difficile e bello, più di quelli recenti. La Juventus parte avanti ma non può ritenersi la favorita assoluta, come in questi ultimi sei anni. Noi stiamo facendo grosse cose da due anni e la Roma anche si è comportata benissimo in questo stesso periodo. L’Inter ed il Milan stanno procedendo con un mercato importante”.
Voi avete acquistato poco. “Quello che ci serviva. Siamo forti”.
Ma Jorginho ha sogni? “Io voglio vincere, come tutti i miei compagni. Penso che lo meritiamo per il modo in cui interpretiamo il calcio e credo sia un riconoscimento che sta conquistando la città e la società. Stavolta mi sembra di avvertire sensazioni assai gradevoli, quasi fosse la situazione perfetta”.
Cos’avete di più o di diverso dagli altri?
“La mentalità di Sarri, che ci ha cambiato completamente e ci ha migliorato. Ma va detto anche che la forza del gruppo è notevole: questo Napoli è pieno di talento ed ha anche tanta fame”.
Sul litorale abruzzese, ad Alba Adriatica, le frecce tricolore hanno dato vita ad uno spettacolo mozzafiato. Tutti i turisti presenti nella zona sono rimasti per più di mezz’ora con il naso all’insù ammirando la Pattuglia Acrobatica Nazionale che colorava il cielo di Rosso Bianco e Verde.
L’Angolo di Samuelmania – Con il Bournemouth, Sarri sceglie il suo Napoli per la Champions
Altra amichevole per il Napoli, questa volta contro il Bournemouth in Inghilterra. Il Napoli sembra partire con la formazione base che affronterà il Nizza ai preliminari di Champions League. Le scelte di Sarri, almeno, fanno intendere questo. Primo tempo di marca azzurra con svariate occasioni da goal, spesso non concretizzate, ma grazie ad un tiro di Insigne, sporcato da Mertens, il risultato si sblocca. Nel secondo tempo, la squadra di casa pareggia i conti e poi addirittura si porta in vantaggio, ma con un fallo su Zielinski non sanzionato dall’arbitro. Il Napoli insiste, non molla e trova il pareggio grazie ad un goal di Zielinski. Ultimo test stagionale, giovedì contro l’Espanyol, poi c’è il Nizza per il rpeliminare di Champions e lì si farà sul serio.
Nuovo scontro nel governo sull’immigrazione: Minniti non si presenta al Consiglio dei ministri saltando così il chiarimento con Delrio e facendo trapelare voci di dimissioni. A soccorrere il titolare degli Interni è il presidente della Repubblica Mattarella che esprime “grande apprezzamento” per il suo lavoro.
Codice delle Ong, Minniti minaccia le dimissioni. Scudo del Colle per salvare il governo
Il titolare del Viminale diserta il Cdm:«Le regole stabilite devono essere rispettate». Critica l’area cattolica del Pd. Cresce la tensione nell’esecutivo. Renzi per la linea dura
ROMA – Lo scontro nel governo sull’immigrazione deflagra nel pomeriggio di ieri, quando il titolare dell’Interno Marco Minniti non si presenta a Palazzo Chigi per la riunione del Consiglio dei ministri.
Salta dunque il chiarimento con il collega dei Trasporti Graziano Delrio, fortemente voluto dal premier Gentiloni. Per tutto il pomeriggio si rincorrono voci di dimissioni di Minniti, che non accetta deroghe al codice di condotta per le Ong emanato dal Viminale: chi non ha firmato non dovrebbe accedere ai porti italiani con le navi cariche di migranti. Ma i porti e la Guardia costiera li gestisce Delrio, convinto che, in ogni caso, non si possa negare l’attracco. Il 5 agosto due unità della Guardia costiera avevano prelevato in mare dalla nave Prudence di Medici senza frontiere (che non ha firmato il codice) 127 migranti, poi sbarcati a Lampedusa. Un episodio che ha acceso lo scontro. «Le regole stabilite non valgono se poi chi ha la responsabilità in mare non le fa rispettare», spiegano dagli Interni. Delrio non è il solo ad esprimere dubbi, anche pubblicamente, sulla linea dura voluta da Minniti. Nell’ala cattolica del governo e del Pd da giorni covano malumori.
Per questo il ministro dell’Interno non va a Palazzo Chigi e parte una lunga opera di mediazione per convincerlo a restare al suo posto. Nel pomeriggio il Quirinale fa trapelare «grande apprezzamento» per il lavoro di Minniti. Dal Colle si sottolinea il valore del codice di condotta per le Ong, condiviso con «larga convergenza parlamentare». Parole di sostegno assai inusuali, soprattutto per un presidente della Repubblica che non vuole entrare nella dinamica politica e parlamentare. Ma il messaggio di Minniti alle più alte cariche dello Stato è netto: senza un sostegno esplicito le dimissioni sono inevitabili. «Non si può vacillare proprio adesso che gli sbarchi iniziano a calare». Mattarella e Gentiloni si sentono e concordano la linea. Poco più tardi è il premier a schierarsi a difesa del ministro. Fonti di Palazzo Chigi ricordano come «i risultati sul fronte del contrasto del traffico di essere umani dalla Libia e del fenomeno migratorio cominciano ad arrivare». Questo grazie all’azione «di tutto il governo, in particolare del Viminale, ma anche delle strutture che stanno dando attuazione al codice per le Ong».
In tarda serata la fase più acuta della crisi sembra rientrata, ma i focolai non sono spenti. Sull’uso dei porti per le Ong “ribelli” ancora non c’è accordo tra Minniti e Delrio, e anche nel Pd serpeggiano dubbi sulla linea dura (compresa Maria Elena Boschi, mentre Renzi è sulla linea più decisa). Il ministro della Giustizia Andrea Orlando, ospite di In Onda, difende le Ong: «Far passare il messaggio che sono quasi una promanazione degli scafisti è un errore. E non possiamo chiedere loro di essere il braccio operativo del governo. Ma si devono rendere conto che l’Italia sta facendo uno sforzo. Bisogna arrivare a un punto di intesa». Orlando definisce «giuste» le scelte del governo. «Ma non siamo davanti a un’invasione o un’emergenza».
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