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ESCLUSIVA – Juve Stabia, Polverino e la possibile cessione: si è fatto avanti un club di D

ESCLUSIVA – Juve Stabia, Polverino e la possibile cessione: si è fatto avanti un club di D

Qualcosa si muoverà ancora sia in entrata che in uscita per la Juve Stabia che prosegue il lavoro in vista della prossima stagione che comincerà a fine agosto. Il mercato resta in fermento e qualche novità potrebbe arrivare anche nel ruolo del portiere. Certi della permanenza Bacci e Zanotti, qualcosa potrebbe accadere per il giovane Polverino.

Infatti, secondo quanto raccolto dalla redazione di ViViCentro.it, Polverino sembra avere attirato su di se le attenzioni della Nocerina a caccia di un portiere da inserire nel proprio organico per la prossima stagione di serie D.

a cura di Ciro Novellino

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VIDEO ViViCentro – Amichevole, Juve Stabia-Equipe Campania 3-1: gli highlights del match

VIDEO ViViCentro – Amichevole, Juve Stabia-Equipe Campania 3-1: gli highlights del match

Una sgambata importante e impegnativa per la Juve Stabia che sul terreno di gioco di casa, lo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia, ha affrontato l’Equipe Campania. Avversario complicato e rognoso, ma a spuntarla sono le Vespe con il risultato di 3-1. Rivivi le immagini del match con gli highlights.

dai nostri inviati al Menti, Ciro Novellino e Mario Vollono

Ma Renzi si sente un uomo di sinistra?

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NONOSTANTE che in agosto (almeno nel nostro emisfero) il potere legislativo e i politici siano in vacanza, quest’anno la situazione è diversa in tutto il mondo. In particolare per quel che ci interessa in Italia, in Europa e nel Mediterraneo.

Questo da un punto di vista geopolitico. Ma se vogliamo indicare i problemi che colorano il quadro, essi sono quelli politici, economici e sociali propriamente detti e di essi dovremo occuparci anche oggi.
Ripeteremo quanto in proposito abbiamo già detto domenica scorsa? Non credo. Il mondo intero sta cambiando giorno per giorno e quindi cambiano anche le diagnosi e le terapie. Non è facile, ma è questo che tenteremo oggi di fare.

Per quanto riguarda l’Italia i nomi indicativi sono quelli di Gentiloni, Renzi, Minniti, Delrio, Alfano, Pisapia. Per quanto riguarda l’Europa Merkel e Macron. Infine Mario Draghi, sia per l’economia sia per la politica delle singole nazioni e per l’Europa nel suo complesso. La situazione è multiforme per quanto riguarda il quadro e i colori che gli confermano forma e contenuto. Viene fatto di usare l’antico motto militaresco applicato al nostro mestiere giornalistico: «All’erta, sentinella!». E la volenterosa risposta: «All’erta sto! ».
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L’attuale partito di maggioranza relativa, alla Camera ma non al Senato, è il Partito democratico, definito da tutti i suoi esponenti “partito di centrosinistra” o se volete “socialdemocratico”.

Queste definizioni ebbero un passato storico di settant’anni e uno slogan che mi fa personalmente piacere ricordare perché è oggi attuale come settant’anni fa: si chiama “Giustizia e Libertà”. Ricorda i fratelli Rosselli e poi Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni, Ugo La Malfa, Leo Valiani, Riccardo Lombardi, Antonio Giolitti, Sandro Pertini e tanti altri. Ma ricorda anche uomini, idee, battaglie assai più lontane nella storia europea: l’Illuminismo di Diderot e di Voltaire, i fisiocratici, Smith e Hume, Ricardo e Hobbes, la Grande Rivoluzione del 1789 e tutto quel che venne dopo in Europa e nel mondo occidentale.

Non si tratta qui d’una inutile esibizione culturale ma di una società storica che mai come oggi illumina la modernità. Non capiremo il passato senza aver nelle mani i suoi ideali e i suoi orrori, le sue bassezze e i suoi valori. Il mondo cambia ogni giorno ma senza l’immenso deposito d’un passato di questa vastità di azioni e di pensieri sarebbe praticamente impossibile vivere un presente operativo e immaginare un futuro adeguato.
Il presente operativo: ecco quello col quale siamo sempre più alle prese. Matteo Renzi dovrebbe esserne conscio perché è da come l’affronterà che dipenderanno i destini dell’Italia moderna e quindi almeno in parte quelli dell’Europa.

La domanda che faccio a Renzi (non è la prima volta ma non ho mai avuto risposte e non solo di parole ma di fatti e interventi concreti) è la seguente: si sente un uomo di sinistra, di quella che ho qui cercato di ricordare nei pensieri e nei fatti degli ultimi tre secoli della storia d’Europa?

Se la riposta è affermativa, allora non ha bisogno di Pisapia, di Bersani di D’Alema. L’uomo di sinistra deve essere lui con chi come lui avverte lo stesso obiettivo e la necessità degli interventi che realizzino quell’ideale e i suoi valori.

Non deve trattarsi di rivalità ma della ricostruzione d’una classe dirigente che ai valori e agli ideali affianchi interventi concreti.

L’obiettivo è di sollevare le condizioni del popolo, la sua occupazione, il suo reddito, la sua consapevolezza culturale e politica.

Questo deve essere l’obiettivo di Renzi se vuole impersonare, insieme alla classe dirigente del Pd, la sinistra moderna italiana ed europea, di cui l’Italia deve essere gran parte.

Non starò a ripetere i nomi più altisonanti di quella classe dirigente; li ho fatti più volte e oggi mi taccio, ma Renzi dimostri di aver capito ed operi. Le elezioni le avremo nella primavera dell’anno prossimo. Prima ci saranno quelle siciliane, molto importanti per le sfide che comportano e per un problema politico di notevole peso: quello della nascita di un centro democratico che si associ alla sinistra come ho già ricordato nell’indicare la natura del Partito democratico. Natura ulivista che nacque con Prodi e che è sempre stata il sottofondo politico del riformismo democratico italiano, dai tempi di Cavour, Rattazzi, Minghetti e di Garibaldi. La storia deve pur servire a costruire il presente e il futuro. Studiatela e applicatela aggiungendole quanto utile e necessario.

Tra le tante questioni che il presente richiede ce ne sono alcune che dobbiamo esaminare. La prima è il programma di Minniti per rimpatriare i fuggitivi dell’Africa tripolitana con una serie di investimenti da attivare subito a loro beneficio.

Il piano Minniti, condiviso da Gentiloni, sia applicato subito. Caro ministro, non perda un solo minuto. Si tratta di decine di migliaia di fuggitivi da riconquistare alle condizioni già approvate con i governi africani dell’Africa tripolitana, ma si tratta soprattutto di una politica del futuro che punta sulla crescita dell’Africa da tutti i punti di vista.

Se mai volessimo rivangare un passato assai antico ma proprio per questo più che mai impegnativo ricordiamoci di Scipione l’Africano e alcuni secoli dopo di Agostino vescovo d’Ippona, uno dei santi più grandi della storia cristiana, non a caso ricordato da papa Francesco come uno dei santi essenziali di quella cultura religiosa.

Il nostro futuro di nazione europea mediterranea deve prevedere la crescita dell’Africa soprattutto nella sua parte di Nord-Ovest che è quella che più di tutti interessa Paesi come l’Italia, la Francia, la Spagna, il Portogallo. Questa è la grande strategia del futuro mediterraneo e questa dovrebbe essere la politica di quelle nazioni europee qui indicata.

C’è una seconda questione e un secondo nome da ricordare a Gentiloni e a Renzi ed è quello di Macron.

Ho già ricordato domenica scorsa l’attitudine napoleonica del nuovo Presidente della Repubblica francese. Ebbene, l’Europa attuale dovrebbe procedere al più presto verso una struttura federale e non più soltanto confederale. L’eventuale Napoleone di una Repubblica federale ha di fronte a sé un Congresso democratico senza la collaborazione del quale la situazione diventerebbe impraticabile.

L’Italia, a mio avviso, dovrebbe puntare a fondo alla federazione. Renzi ha dato buona prova in proposito. Continui. Faccia appello in via immediata al ministro delle Finanze preposto all’Eurozona; faccia applicare una sorta di Polizia europea del tipo Fbi e un ministro europeo preposto a tale fondamentale strumento operativo.

Infine Angela Merkel. Tra poche settimane ci saranno le elezioni decisive per la Germania e per l’Europa. Per Gentiloni e per Renzi una vittoria di Merkel e una rinnovata coalizione con i socialisti sarebbero molto importanti proprio per far valere l’europeismo della Germania.

Il nostro non deve essere un continente dittatoriale, ma presidenziale che è cosa ben diversa. Questo dovrebbe essere il senso della politica europea e, per quanto più direttamente ci riguarda, di quella italiana.
Agosto è capo d’inverno, dice un nostro antico proverbio. E questo dovrà essere un inverno che si gioca gran parte del nostro futuro. Giustizia e Libertà, ricordatelo tutti, per il bene di un Paese e del suo popolo sovrano.

/larepubblica

Equipe Campania, D’Orsi: “Il pari nel primo tempo, che soddisfazione. Cerchiamo squadra per rilanciarci” (VIDEO)

Raffaele D’Orsi, calciatore dell’ Equipe Campania, ha dichiarato ai nostri microfoni:

“Gli allenatori dell’Equipe mettono insieme un po’ di nozioni e noi cerchiamo di farlo nel migliori dei modi. Lo facciamo per rilanciarci e cercare una squadra.

Pareggio alla fine del primo tempo? Non era semplice, erano messi meglio in campo. Buona soddisfazione chiudere il primo tempo in pari.

Under? Non si vede più la meritocrazia, oggi giocano gli Under a prescindere. Con me a Cava giocava un Under forte, Lorenzo Insigne”.

Dai nostri inviati Mario Vollono e Ciro Novellino

© RIPRODUZIONE DEL TESTO, TOTALE O PARZIALE, CONSENTITA ESCLUSIVAMENTE CITANDO LA FONTE– Qualunque violazione del diritto di copyright sarà perseguita a norma di legge.

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Juve Stabia – Filippi, parla delle prime tre giornate, dello stadio e di Paponi e Ripa (VIDEO)

Clemente Filippi, direttore generale della Juve Stabia, ha parlato dopo l’amichevole contro l’Equipe Campania:

“Quando si creano i calendari, al di là della nostra richiesta esaudita con un po’ di fortuna, non ci si può aspettare niente. Osservare un turno di riposo diventa una cosa anomala, bisogna accettare le regole e provare questa nuova esperienza. Sarà dura giocare e poi fermarsi, per poi ritornare in trasferta. In questo modo abbiamo dato i tempi necessari per avviare i lavori. Notizie in nostro possesso sono poche, pensiamo dalle labbra dell’amministrazione comunale. Non sono stati assegnati i lavori ancora perchè ci sono due offerte da valutare. Poi cominceranno i avori.

Sandomenico? Parliamo di chi ha accettato, Allievi e Paponi che per noi è importante. Ha fatto della sua carriera anche in serie B e in A. Fa piacere quando un calciatore viene in contro alle richieste del club. La sua voglia è un’arma in più per noi.

Ripa? In bocca al lupo. Le dinamiche le potrebbe raccontare lui. E’ stato 3 anni qui, per due anni ha dato tanto. Ora si volta pagina. I calciatori passano, resta la maglia.

Altre amichevoli? Almeno ce ne sarà uno”.

Dai nostri inviati Mario Vollono e Ciro Novellino

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Juve Stabia, Caserta: “I fischi non sono di contestazione. Avvio duro? Le affronteremo tutte” (VIDEO)

Al termine del match vinto per 3-1 contro l’Equipe Campania, allo stadio Romeo Menti di Castellammare, abbiamo raggiunto in mixed zone mister Fabio Caserta:

“Siamo in fase di preparazione, abbiamo finito da poco il ritiro e lavoriamo per cercare più soluzioni durante il match. Giocheremo anche con un modulo diverso dal 4-3-3. Cerco quello che ci possa dare maggiori garanzie. Mercato? I ragazzi che sono qui si stanno impegnando al massimo e cercano di farsi trovare pronti. I dirigenti valutano il mercato e decideranno se serve o meno qualche altra cosa. Arriverà qualcuno, qualche altro andrà via. Speriamo che si chiuda presto il calciomercato

Campionato? I risultati ci diranno se il riposo alla seconda sia meglio o peggio. Saranno tutte gare difficili, partire ad Andria e poi Catanzaro non è facile. Le affronteremo tutte.

Calò? C’è da migliorare tanto. In questa fase gli aspetti sono sia positivi che negativi per tutti. Lavoriamo per affrontare un campionato dignitoso anche dal punto di vista fisico. Non c’è una cosa che mi piace meno dell’altra, ma stiamo lavorando per migliorare i lati negativi.

Fischi? I tifosi vogliono sempre una squadra bella da vedere. Pensiamo a lavorare, non era contestazione. Lisi? Ha sentito un affaticamento, ieri abbiamo lavorato tanto”.

Dai nostri inviati Mario Vollono e Ciro Novellino

© RIPRODUZIONE DEL TESTO, TOTALE O PARZIALE, CONSENTITA ESCLUSIVAMENTE CITANDO LA FONTE– Qualunque violazione del diritto di copyright sarà perseguita a norma di legge.

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Amichevole, Juve Stabia-Equipe Campania 3-1: il tabellino del match

Amichevole, Juve Stabia-Equipe Campania 3-1: il tabellino del match

90′ Fime partita

87′ Dentice serve Nava che va al cross, parato senza problemi

84′ Contropiede delle Vespe, palla in area di rigore per Rafael che calcia alto di sinistro

83′ Calcia verso la porta Mounard, para Bacci in tuffo

53′ GOOOOOOOOOL della Juve Stabia. Ancora Costantini trova il gol col mancino dall’interno dell’aria di rigore e fa 3-1

52′ Ragosta cerca la doppietta ma la sua conclusione va a lato

51′ Matute prova la giocata col tacco, ma il gioco è fermo per fuorigioco

45′ Parte il secondo tempo. GOOOOOOOOOL della Juve Stabia. Dentice si invola sulla fascia sinistra e trova un gol incredibile 

SECONDO TEMPO, girandola di cambi da una parte e dall’altra

 

45′ Finisce il primo tempo

40′ Arriva il pareggio dell’equipe Campania. Ragista aggancia e cerca il palo lungo: tiro debole ma piazzato che supera zanotti

38′ Bella apertura di Calò per Cancellotti che serve al centro. La palla arriva a rRosafio che calcia, ma la difesa fa buona guardia

34′ Costantini serve Mastalli al limite dell’area, l’ex Milan calcia alto di sinistro

29′ Calcio di punizione basso nel cuore dell’area di rigore di Calò per Mastalli che calcia alto un rigore in movimento

11′ GOOOOOOOOOOOOOOOL della Juve Stabia. Sul dischetto lo stesso Costantini spiazza il portiere col mancino e fa 1-0

10′ Atterrato in area Costantini, è calcio di rigore

6′ Traversone di Cancellotti. Mastalli si fa trovare pronto sul secondo palo e batte di testa ma Novelli mette in corner

1′ Partiti. Dopo pochi secondi conclusione di Ragosta, para Zanotti senza problemi

Le formazioni ufficiali:

JUVE STABIA – Zanotti, Cancellotti, Crialese, Calò, Atanasov, Morero, Mastalli, Viola, Costantini, Berardi, Lisi. A disp. Bacci, Polverino, Nava, Bachini, Redolfi, Dentice, Capece, Matute, Rafael, Rosafio, Gaye, Allievi. All. Ferrara-Caserta

EQUIPE CAMPANIA – Novelli, De Lucia, Nicolao, Vitiello, Esposito, D’Orsi, Mansour, Giacinti, Ragosta, Mounard, Tulimieri. A disp. Padulano, Mannhè, Marseglia, Joof. All. Langella-Viscido

dai nostri inviati, Novellino e Vollono

Castellammare. Giornate piene di eventi, e ‘ritorni’: Villa alla città, sorveglianza Terme, Funivia, Metrò del mare. La soddisfazione di Pannullo.

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Dopo tanta attesa sembra finita la consegna a pezzettini (anche se ne manca ancora uno) di un bene da sempre orgoglio di Castellammare: il suo lungomare con ‘La Villa’, elegante e godibile insieme che ora, in TUTTA la sua completezza, torna a dispiegarsi e donarsi, fascinosa e sinuosa, per centinaia, centinaia ed ancora centinaia di metri lungo la “Perla del golfo di Napoli” con il Vesuvio che le fa da sfondo e, nelle giornate limpide, con anche Capri che le fa l’occhiolino da lontano.

Ci sono voluti più di due anni, dal venerdì mattina del 22 maggio 2015, quando si celebrò l’inizio dei lavori di riqualificazione, ad oggi: 12 agosto 2017 (per la precisione quindi, 26 mesi e 20 lunghi, lunghissimi, e chiaccchierati, nonché tromentati, giorni), ma finalmente “l’opera” è stata ‘quasi’ consegnata ed i cittadini (come anche, si spera, i turisti) potranno tornare a godersene fatto salvo il prato nelle aiuole del nuovo, e finale, tratto oggi consegnato nonché la parte dei “Servizi Pubblici” che restano ancora interdetti e dovrebbero essere resi agibili nel giro di 10 giorni.

E sì, siamo ancora al “quasi” e speriamo che realmente duri poco come si spara che, al contrario, i lavori fatti durino tanto. Per tutto ciò, solo il tempo potrà darci una risposta chiara e sincera.

Intanto giunge la soddisfazione di Pannullo che dichiara:
“Oggi la città di Castellammare riabbraccia il suo lungomare. Sono stati mesi lunghi e difficili ma in un anno siamo stati capaci di restituire la villa agli stabiesi. Un luogo che in tutti noi ha un posto speciale: il teatro dei primi amori e la zona ideale per passeggiare con i nostri figli. Adesso finalmente è fruibile e spero veramente che i cittadini sappiano curarlo. Ma ne sono sicuro: in questi mesi non ci sono stati grandi difficoltà. Chi si lamenta, lo fa in cattiva fede: sfido chiunque a venire alle 20 in villa comunale e trovare le carte a terra.

Ringrazio anche i tecnici e i giardinieri. Potevano benissimo prendermi in giro e mettere il prato che sarebbe morto nel giro di qualche giorno. D’accordo con la ditta, abbiamo deciso di fissare il verde entro settembre. Le targhe, invece, saranno posizionate nelle prossime settimane mentre i bagni entro 10 giorni saranno attivi. Questione arenile? Abbiamo parlato con alcuni professori universitari che ci hanno consigliato di lasciare l’erba così da avere un diverso colpo d’occhio. Cureremo, comunque, tutta la sabbia per evitare l’inquinamento. Ringrazio pubblicamente sia i lavoratori della Rf Appalti sia il volontario Andrea Lambiase che con amore sta curando il primo lotto del lungomare”.

A margine di questa notizia c’è da segnalare anche un’importante iniziativa, segno di civiltà e di attenzione ad una delle nefandezze costantemente in cronaca.

Tra le tante panchine che si dispiegano per tutto il lungomare, ve n’è una che spicca per colore e significato.

E’ una panchina rosa contro la violenza sulle donne. La panchina è stata collocata nei pressi del nuovo anfiteatro proprio per manifestare la vicinanza degli stabiesi a tutte le donne, stabiese e non, vittime di violenza.

Altra notizia che fa da corollario alla (quasi) riconsegna del lungomare in (quasi) tutta la sua interiezza, c’è da segnalare un altro “ritorno”: la “sorveglianza” alle Terme Stabiesi.

Penserete, come noi del resto, “ora che i buoi sono fuggiti si chiudono le porte” e, in effetti avete ragione visto che tutto l’asportabile, il vandalizzabile ed ultimamente anche incendiabile, sono cose ormai eseguite ma tantè, finalmente, da ieri sera, il presidente della Sint, Biagio Vanacora, ha (ri)attivato un servizio di sorveglianza per proteggere lo stabilimento che, da quando è stato chiuso per il fallimento , è stato costante oggetto di raid vandalici, razzie e, ripetiamo, incendi.

Questa la nota rilasciata, nel merito, dal presidente della Sint Biagio Vanacore:

“Con parere favore dell’azionista, si è provveduto ad attivare un servizio di sorveglianza non armata e vigilanza armata supportata da sistemi di video sorveglianza. Il servizio sarà svolto in maniera continuata per ventiquattro ore il giorno, e riguarderà tutta l’area immobiliare del complesso termale con le relative pertinenze inclusi il parco idropinico, Villa Ersilia, il Centro Congressi, l’Hotel delle Terme, e il parcheggio di viale delle Puglie”.

Poi non si può non segnalare la rimessa in funzione della Funivia per il Monte Faito. Altra perla della città che consente di poter passare dal livello del mare ai 1.100 metri del Faito in soli 7′. Anche questa è stata oggetto di una lunga e “faticosa” rimessa in esercizio culminato con l’ultimo fermo per la ristrutturazione di un pilone da sempre stato in quello stato ma che solo alla fine degli altri lavori lo si è preso in carico (farlo nel mentre sarebbe stata cosa troppo ovvia, comunque non in linea con il procedere dei lavori di manutenzione stabiesi). Comunque, anche per questo, accontentiamoci del noto: Piuttosto che niente, meglio il piuttosto.

Per finire, un altro gradito ritorno: il “Metrò del mare” una risorsa resa disponibile dalla Regione Campania che ha reinserito anche lo scalo di Castellammare di Stabia tra i porti serviti dall’Archeolinea. La nuova tratta, che collega i Campi Flegrei con la Costiera Amalfitana, torna quindi anche nel porto di Castellammare e fornisce un ulteriore porta di accesso alla città oltre a collegarla con altri gioielli del Golfo di Napoli.

QUINTA RAPPRESENTAZIONE DI AIDA EDIZIONE STORICA 1913, PER L’ARENA DI VERONA OPERA FESTIVAL 2017

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Domenica 13 agosto alle ore 20.45 va in scena per il 95° Opera Festival 2017 la quinta recita di Aida di Giuseppe Verdi, nell’edizione storica ispirata alla prima messa in scena del 1913 che ha dato vita al Festival lirico.

L’opera simbolo dell’Arena di Verona, che conta oltre 670 recite dal suo esordio sul palcoscenico areniano nel 1913, è in scena nello storico allestimento ideato dal regista Gianfranco de Bosio nel 1982, grazie allo studio dei bozzetti per le scene originali di Ettore Fagiuoli; acompletamento di questa messa in scena, applaudita da milioni di spettatori in ben 20 stagioni, le coreografie di Susanna Egri create ex novo sempre nel 1982. L’anfiteatro si trasforma così nell’Egitto dell’immaginario collettivo, con obelischi, palme, templi e sfingi, in mezzo ai quali si dipana la vicenda senza tempo tra la bella schiava etiope che dà il nome all’opera e il valoroso guerriero egizio Radamès. Un successo che da 104 anni crea sul palcoscenico più grande del mondo una magia immortale ricca di esoticità, grazie all’alchimia tra la musica di Giuseppe Verdi e il libretto di Antonio Ghislanzoni, che ancora oggi sa coinvolgere lo spettatore con i grandi temi dell’umanità: amore, fedeltà alla patria, onore, morte e redenzione.

Sul podio ritroviamo Andrea Battistoni impegnato a dirigere Cellia Costea in Aida, accanto a Marianne Cornetti nella rivale Amneris, aHovhannes Ayvazyan in Radamès e a Carlos Almaguer come Amonasro.

Completano il cast: Il Re di George Andguladze, Ramfis di Rafał Siwek, Un messaggero di Paolo Antognetti e la voce di Tamta Tarieli per laSacerdotessa.

Nel ruolo coreografato della Sacerdotessa nel I atto e della Schiava nella celebre scena del Trionfo del II atto danzano rispettivamente le prime ballerine Alessia Gelmetti e Petra Conti, accanto ai primi ballerini Davit Galstyan ed Alberto Ballester.

Il titolo vede impegnati l’Orchestra, il Coro preparato da Vito Lombardi, il Corpo di ballo coordinato da Gaetano Petrosino ed i Tecnici dell’Arena di Verona, insieme a un gran numero di corifee e figuranti.

Repliche: 16, 20, 24, 27 agosto, ore 20.45

Biglietteria – Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona

tel. (+39) 045 59.65.17 – fax (+39) 045 801.3287 – email biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 800.51.51 – www.arena.it – Punti di prevendita Geticket

Prezzi: da € 19,00 a € 189,00

Promozione,Procida Calcio: ingaggiato Luca Di Spigna,un terzino e cinque under

Ecco un altro ritorno nella famiglia biancorossa, questa volta si tratta del centrocampista centrale classe 1986, Luca Di Spigna!
Di Spigna torna a vestire la maglia del Procida Calcio dopo una breve parentesi che risale a circa 6 anni fa, alla prima apparizione del Procida nel campionato di Eccellenza.
Ragazzo di Forio, ha militato nell’ Ischia e nello stesso Forio, senza mai però dimenticare la sua esperienza a Procida, breve ma affascinante.
E se è vero che Procida ti entra nel cuore da subito, Luca Di Spigna non ha mai dimenticato quest’isola ed è tornato per lottare ancora per i colori biancorossi!
Prende sempre più forma la rosa del Procida Calcio, che quest’oggi si è riunita per il primo raduno ufficiale, a rinforzare la difesa di Mister Iovine e Mister Lubrano, è l’arrivo del terzino classe 1995 Paolo Lubrano Lavadera!
Il ragazzo ha già collezionato (da “under”) molte presenze con la maglia del Procida Calcio, nel campionato di Eccellenza e proprio in questa categoria vanta anche una brillante stagione da titolare con la maglia del San Marco Trotti Calcio, dove ha ben figurato per la lotta al vertice della squadra casertana.
Un colpo dunque molto importante per il Procida Calcio, che può riabbracciare Paolo Lubrano Lavadera dopo circa 2 anni. Un innesto giovane ma con la giusta esperienza per fare bene in questa categoria e soprattutto anche lui PROCIDANO DOC, pronto a dare cuore e sudore per la sua isola!
Innesti mirati per fare bene in questa categoria, ma anche tanti giovani e soprattutto tanti procidani per dare quella boccata di appartenenza che serve sempre in un gruppo vincente!
E’ questo il diktat ormai palese che il Procida Calcio ha imposto per ripartire.
Ed ecco dunque altri ragazzi pronti a dare una mano alla causa biancorossa!
Si tratta di: Francesco Esposito (classe 1999), esterno di centrocampo, lo scorso anno protagonista con la “Futura Procida”, squadra di calcetto dell’isola.
Il centrocampista Emanuele Calise (classe 1999) ed il classe 1998 Angelo Vanzanella, altro esterno di centrocampo.
Tra i “millenials” vi sono: Giuseppe Santoro (classe 2001) ed Andrea Tedisco (classe 2000).

Sion: ritrovate sepolture di notevole pregio

A Sion, una cittadina svizzera, durante i lavori per porre le basi di un nuovo parcheggio, è stata rinvenuta una sepoltura contente tre corpi adornati da preziosi manufatti e gioielli.

Già la zona era oggetto di attenzioni archeologiche dal 2016, riportando alla luce poco più di trenta sepolture in un’area di 10.000 metri quadri.

Il contesto funerario è databile tra l’850 e il 400 a.C. (pressappoco fra la fine dell’età del bronzo e l’inizio dell’età del ferro).

Le sepolture sono dei tumuli delimitati da massicce pietre poste in verticale.

Tra i corpi ritrovati figurano quelli di un guerriero (maschio adulto), per gli studiosi, appartenente all’età del bronzo. All’interno della zona archeologica sono stati rinvenuti diversi manufatti di grande pregio, tra cui: una spada con il pomello in avorio finemente decorato a cesellatura, un rasoio e altri oggetti di uso maschile.

Un altro corpo ritrovato all’interno della sepoltura, è quello di una donna, per i gioielli indossati è stata definita “La donna con le Torques”. Il corpo femminile indossava gioielli in bronzo tra cui: quattro Torques (la torque è un tipo di collana e bracciale, solitamente in bronzo o in oro, chiamato con tale appellativo proprio per la disposizione del metallo a tortiglione), due bracciali, una cavigliera, una cintura e uno spillone.

L’altro corpo apparteneva ad una giovane donna con una collana con dischi in oro e bracciali.

Per la particolare preziosità dei manufatti trovati all’interno della sepoltura si può ritenere che, le donne e l’uomo facessero parte ad un gruppo importante della società di appartenenza.

Il rinvenimento è anche di notevole importanza per capire il cambiamento delle pratiche funerarie del periodo storico e del mutamento dello stile di vita nella zona del vallesano.

Allarme uova contaminate al Fipronil, Ue: 15 Paesi coinvolti, anche l’Italia. Come leggere il codice identificativo

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Il ministero della Salute precisa: ‘Sequestrati prodotti di un’azienda francese, mai messi in commercio’

Lo scandalo delle uova al fipronil si allarga, e ormai coinvolge più della metà dei Paesi Ue, tra cui l’Italia, che come altri 14 (Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Austria, Irlanda, Polonia, Romania, Danimarca, Slovenia, Slovacchia, Lussemburgo, Hong Kong e Svizzera) ha importato uova da aziende coinvolte nello scandalo. Fatto però, che di per sé, non significa abbia ricevuto uova contaminate dall’insetticida. Roma comunque ha già alzato il livello di guardia. Il ministero della Salute ha confermato che in Italia, per ora, non risultano uova o ovoprodotti contaminati dall’antiparassitario, il cui uso, in Ue, è proibito nella catena alimentare. Ma, in via cautelativa, è stato predisposto un piano di campionamenti con le autorità sanitarie regionali e i Carabinieri del Nas “in considerazione delle nuove segnalazioni sul sistema di allerta comunitario che provengono da Paesi prima non coinvolti”. 

E le autorità hanno già sequestrato prodotti provenienti da un’azienda francese che aveva usato le uova di uno degli allevamenti olandesi coinvolti nello scandalo. Prodotti che non sono mai arrivati sugli scaffali per la vendita grazie alla segnalazione della Francia, lo scorso 8 agosto. Intanto Bruxelles ha convocato per il 26 settembre un incontro di alto livello con le autorità interessate dalla vicenda. “Non è una riunione di crisi”, ha chiarito un portavoce della Commissione Ue, l’obiettivo è “migliorare l’efficacia del sistema di allerta dell’Unione sulla sicurezza alimentare”. Ma una prima discussione sul punto si avrà già il 4 e 5 settembre, a margine della riunione dei ministri dell’agricoltura Ue a Tallinn. 

Nelle ultime settimane i controlli hanno portato alla sospensione delle attività (solo in alcuni casi già ripresa) per centinaia di aziende in quattro paesi: Olanda (195), Belgio (86), Francia (5) e Germania (4). Ad oggi in soli due lotti – uno proveniente dai Paesi Bassi e l’altro dal Belgio, entrambi ritirati dal mercato – si è riscontrata una concentrazione di fipronil superiore allo 0,72 mg/kg. Si tratta del valore limite generalmente accettato dalle agenzie per la sicurezza alimentare di tutta Europa per indicare la concentrazione massima di fipronil nelle uova di gallina per cui non esiste rischio acuto per la salute. Secondo il ministero dell’agricoltura francese, 250mila uova con tracce di fipronil potrebbero essere finite nei supermercati dell’Esagono da aprile in poi. La Food Standards Agency britannica ha aumentato da 21mila a 700mila la stima del numero di uova provenienti dalle aziende coinvolte nello scandalo. Si tratta, precisa l’agenzia, dello 0,007% delle uova consumate Oltremanica ogni anno. Ma le più importanti catene di supermercati del Regno Unito hanno iniziato a ritirare dagli scaffali uova, sandwich, maionese e insalate. L’Ue produce 6,6 milioni di tonnellate di uova l’anno, 110 miliardi di pezzi stimati. Il mercato si sviluppa in gran parte su filiere nazionali, anche se esistono scambi nel mercato interno e con i paesi terzi (250mila tonnellate di export e 18mila di import), soprattutto di ovoderivati. Secondo Coldiretti nei primi cinque mesi del 2017 in Italia sono arrivate 610 tonnellate di uova in guscio di gallina dai Paesi Bassi ai quali si aggiungono 648 tonnellate di derivati. 

L’organizzazione agricola chiede di rendere “finalmente pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero”. I Verdi chiedono il ritiro “in via cautelativa tutte le partite di non prodotte in Italia su tutto il territorio nazionale”.

Come leggere il codice identificativo
257 a testa, 36,5 milioni consumate in totale ogni anno fra fresche o contenute in dolci e cibi preparati. Le uova, protagoniste delle tavole italiane, sono oggi nell’occhio del ciclone in tutta Europa per l’allarme contaminazione da Fipronil, un insetticida ad ampio spettro. A far esplodere il caso, l’esportazione di migliaia di uova ‘tossiche’ da Olanda e Belgio, ora impegnate in un reciproco scambio di accuse. Coinvolti nell’esportazione bel 15 Paesi, fra cui l’ItaliaMa quanto è reale il pericolo? In generale, nel Belpaese i controlli sono serratissimi grazie al lavoro dei Nuclei Antifrodi dei Carabinieri: basti pensare ad esempio che solo nel 2017 hanno sequestrato 2,5 milioni di uova ‘non sicure’, cioè prive di tracciabilità o con un’origine italiana falsa.

Ma volendo aggiungere qualche cautela in più, è bene imparare a leggere la ‘carta d’identità’ delle uova di tipo A (quelle fresche) obbligatoria ai sensi del Regolamento CE 2295 del 2003 e non a discrezione del produttore. Si tratta del codice che ogni singolo uovo riporta stampato sul guscio: attraverso di esso è possibile sia raccogliere tutte le informazioni necessarie sul prodotto e sia, soprattutto, rintracciarne la provenienza. A spiegare nel dettaglio significato e lettura di ogni carattere è il Codacons Piemonte.

Le prime cifre indicate nell’etichettatura del guscio – spiegano -, risultano le più importanti e facilmente comprensibili al consumatore. Esse indicano il tipo di allevamento da cui provengono le uova e il paese di origine. Le cifre successive indicano la provincia e il comune di allevamento e l’allevamento specifico da cui proviene”.

Come mostrato dalla grafica, la prima cifra indicata (che va da 0 a 3) indica la tipologia di allevamento (0 agricoltura biologica, 1 uova da allevamento all’aperto, 2 allevamento a terra, 3 allevamento in gabbia).

Le successive lettere sono invece l’identificativo dello Stato di produzione (IT nel caso dell’Italia).

Le cifre seguenti indicano invece il codice Istat del comune di produzione.

Le lettere che seguono sono invece identificative della provincia di produzione.

Le ultime cifre indicano invece nome e luogo dell’allevamento in cui la gallina ha deposto l’uovo.

Nel rigo successivo è invece presente la data di scadenza del prodotto oppure la data di deposizione.

La normativa, spiega il Codacons, è valida solo per la Comunità Europea: se la provenienza delle uova è di Paesi terzi, la dicitura sugli imballaggi sarà invece “sistema di allevamento indeterminato”. “Questo – assicurano – non deve preoccupare il consumatore italiano, poiché le uova consumate direttamente (uova fresche), di norma sono prodotte in Italia. L’Italia è un Paese esportatore di uova, quindi le uova comprate in Italia, salvo possibili rarissime eccezioni sono prodotte nel nostro Paese“.

“Ovviamente il consumatore – ricorda ancora il Codacons Piemonte -, a parte il codice sul guscio dell’uovo, avrà sempre a disposizioni le informazioni che obbligatoriamente per legge devono essere sempre ben visibili sulle confezioni delle uova, come per esempio la categoria delle uova (A), il sistema di allevamento, la data di consumo preferibile, il numero di uova confezionate, il peso, il nome e la ragione sociale dell’azienda produttrice, le modalità di conservazione e il sistema di allevamento delle uova”.

redazione/ansa/adnkronos

Pavoletti-SPAL, il Napoli lo presta pagando parte dell’ingaggio

Pavoletti-SPAL, il Napoli lo presta pagando parte dell’ingaggio

Come riporta la Nuova Ferrara, il Napoli sarebbe disposto a cedere Leonardo Pavoletti in prestito alla SPAL pagandogli anche l’ingaggio: “Pavoletti, il Napoli lo presta e questo è assodato. E partecipa pure alla corresponsione dell’ingaggio, che è stratosferico: 2 milioni e 2. Ma se anche il Napoli paga luglio e agosto, e magari un altro po’, la Spal può arrivare al resto? Ci si lavora, consapevoli che esiste pure la concorrenza di Bologna, Benevento, Udinese, forse Fiorentina, Sassuolo”

Prandelli: “Il Napoli passerà il turno col Nizza”

Le sue parole

Cesare Prandelli, ex Ct della nazionale italiana e attuale tecnico dell’Al Nasr, ha rilasciato un’intervista a Il Mattino: “Balotelli? Forse ce l’ha fatta davvero. Ha spento quella voglia che aveva di incendiare il mondo e ha trovato la giusta identità al Nizza. Ma Mario o non Mario, il Napoli è più forte e passerà il turno. Gli voglio bene e se in Francia è felice, io sono felice per lui. Ma nel preliminare Champions vedo la squadra di Sarri nettamente favorita. Il suo gioco è già ai livelli della passata stagione. E stiamo solo ad agosto”.

Prandelli sa bene come si battono le maledizioni: perché negli ultimi diecianni per due volte ha superato l’ostacolo del playoff di agosto. Allora, comesi fa Prandelli?

“Facendo proprio come ha fatto il Napoli: cambiando poco senza farsi trascinare dalle sirene del mercato, puntandos ulla solidità di un gruppo che ha fatto cose straordinarie nella passata stagione. Non era questa l’estate giusta per cambiare, c’èda chiudereunciclo”.

Lei ha eliminato nel 2009 lo Slavia Praga e l’anno dopo lo Sporting Lisbona. C’è un segreto?

“È una doppia-sfida complicata che costringe a scombussolare la preparazione e i programmi estivi. Eche ti spinge a puntare sulle motivazioni dei calciatori, senza avere il tempo di provare ed allenarti come si dovrebbe, facendo tanti test prima di essere pronto per una ppuntamento così importante, che condiziona la stagioneper intero. Enon solo sotto il profilo economico”.

Questo Nizza sembra inferiore al Napoli. Vero? 

“Come si fa a dare una valutazione di questo tipo? La terza del campionato francese non è una sprovveduta, non può esserlo. Hacambiato molti dei suoi giocatori ma a questi livelli non possono esistere squadre deboli. Il Napoli deve pensarea giocare da Napoli e passare il turno”.

Vince sempre la Juve. Cambieràqualcosa quest’anno?

“Io penso che Napoli e Juventus partano dallo stesso piano. Perché aver tenuto tutti i migliori è stata la mossa vincente di De Laurentiis”.

Dybala avrà la 10, a Insigne darebbe la 10 del Napoli?

“No, io se fossi in Lorenzo mi terrei stretta la maglia numero24. Maradona è Maradona e quella maglia è meglio che resti per sempre legata a Diego”. 

Sarri ha già scelto la formazione anti-Nizza: questo l’undici

Sarri ha già scelto la formazione anti-Nizza: questo l’undici

Come riporta la Gazzetta dello Sport, Maurizio Sarri avrebbe già scelto l’undici anti-Nizza: “Maurizio Sarri sta lavorando al Play off di Champions League senza stravolgimenti. Il suo Napoli è già ben delineato, è fatto di certezze. E per affrontare il Nizza, nel doppio confronto, è orientato ad affidarsi alla vecchia guardia, a quel gruppo di giocatori che lavorano con lui sin dall’inizio della sua esperienza napoletana. La formazione, in pratica, è già fatta. eranno coloro che hanno giocato gran parte delle partite nella passata stagione: Reina in porta, Hysaj e Ghoulam sugli esterni bassi, Albiol e Koulibaly la coppia centrale; Allan e Hamsik in mediana con Jorginho metodista, mentre in attacco il solito tridente formato da Callejon, Mertens e Insigne”.

Napoli in campo in dodici contro il Nizza: si sfonderà il muro dei 50mila

Napoli in campo in dodici contro il Nizza: si sfonderà il muro dei 50mila

I numeri del pubblico del San Paolo per Napoli-Nizza sono incredibili. Fino a ieri è stato sfondato il muro delle 40.000 presenze, ma il dato è destinato a crescere ancora in modo vertiginoso. Come riporta il Corriere dello Sport, saranno in 55.000 a spingere Sarri e la squadra contro il Nizza. Ad oggi il dato ha già superato ampiamente le sfide Champions contro Marsiglia, Arsenal e Dinamo Kiev.

Zinchenko a Napoli dopo il preliminare di Champions

Zinchenko a Napoli dopo il preliminare di Champions

Come riporta Il Corriere dello Sport, Oleksandr Zinchenko, a meno di clamorosi colpi di scena, sarà del Napoli. Il calciatore ha rifiutato tutte le proposte che gli sono giunte ed ha solo un obiettivo in testa: il Napoli. Si è lasciato sedurre dagli azzurri. Affare in dirittura d’arrivo.

Alla fine ci saranno ancora Sepe e Rafael alle spalle di Reina

Alla fine ci saranno ancora Sepe e Rafael alle spalle di Reina

Pepe Reina, Luigi Sepe e Rafael Cabral. Secondo Il Mattino, alla fine sarà ancora questo il terzetto di portieri per la prossima stagione. Piuttosto che l’arrivo di un nuovo estremo difensore o l’addio del brasiliano, saranno sempre loro i due scudieri dello spagnolo sempre avanti nelle gerarchie con un netto distacco, mentre sono fondamentalmente alla pari gli altri due.

Juve Stabia su Evacuo? La verità sulla trattativa…

Juve Stabia su Evacuo? La verità sulla trattativa…

Nei giorni scorsi è circolata sul web la voce relativa alla Juve Stabia pronta ad offrire a Felice Evacuo la possibilità di avvicinarsi a casa, lui che è nativo di Pompei. In realtà, secondo quanto raccolto dalla redazione di ViViCentro.it, da fonti molto vicine al calciatore, questa possibilità non è mai esistita, anzi, “è una voce che viene fuori ogni anno ma non ha fondamento: nessuna chiamata e nessun contatto c’è stato”, insomma nulla di vero.

Che la Juve Stabia, in attesa di capire cosa decidesse Paponi, che ieri ha rinnovato, stesse cercando un attaccante dal profilo importante è vero, probabilmente il pensiero Evacuo è anche circolato nella mente dei dirigenti, oltre al possibile ritorno di Ripa, ma non è stato affondato alcun colpo. Di sicuro al momento ci sono Paponi e Costantini, ma ciò non toglie che si potrebbe pensare all’acquisizione ulteriore di un attaccante da qui alla fine del mercato. Staremo a vedere…

a cura di Ciro Novellino

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Corea. Kim, ‘Cancelleremo Usa’. Trump, ‘Si pentirà di minacce’. Che succede ora? Le 4 opzioni sul tavolo

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Tokyo e Mosca schierano missili. Convocato Comitato sicurezza Ue

Scambi di minacce e venti di guerra tra Stati Uniti e Corea del Nord, con quest’ultima che afferma di voler cancellare gli Usa. Kim si pentirà, assicura Trump annunciando di valutare nuove sanzioni contro Pyongyang. Telefonata tra il presidente Usa e Xi: no a retorica o azioni rischiose, chiede il leader cinese. Tokyo ha schierato intanto i missili intercettori.

Xi a Trump, no retorica e azioni rischiose  – Il presidente cinese Xi Jinping, in una telefonata avuta oggi con l’omologo americano Donald Trump, ha detto che tutte le parti coinvolte dovrebbero “evitare retorica o azione tali da peggiorare le tensioni sulla penisola coreana”. Lo riporta la tv di Stato Cctv, secondo cui Xi avrebbe osservato che Pechino e Washington sono entrambe interessate alla denuclearizzazione della penisola. Trump aveva anticipato ieri che avrebbe avuto un colloquio telefonico con il presidente cinese.

Giappone, operativi missili intercettori – Le forze di autodifesa nipponiche hanno completato lo schieramento e l’operatività dei missili intercettori in vista dell’attacco balistico ventilato dalla Corea del Nord al territorio americano di Guam. “Farò di tutto, al meglio delle mie abilità, per proteggere la sicurezza e i beni del popolo nipponico”, ha affermato il premier giapponese Shinzo Abe.

Kim, ‘cancelleremo Usa’. Trump, ‘si pentirà di minacce’  – I venti di guerra tra Stati Uniti e Corea del Nord soffiano sempre più forti. Un incubo per l’intera comunità internazionale e per i mercati, che ora temono di potersi davvero trovare sull’orlo di un conflitto atomico. E gli ultimi scambi verbali tra Pyongyang e Washington non lasciano spazio all’ottimismo. “Vi spazzeremo via, vi cancelleremo, ridurremo gli Stati Uniti in cenere”, e’ l’ultima tremenda provocazione lanciata dal regime di Kim Jong-un, che accusa Donald Trump di portare il mondo “sull’orlo di una guerra nucleare”. “L’America e’ pronta a colpire”, replica il presidente americano, che in serata rincara la dose: “Spero Kim si renda conto della gravita’ di quello che ho detto. Si pentirà delle minacce agli Stati Uniti”. Nonostante le divisioni all’interno della sua amministrazione, quindi, Trump mantiene una posizione durissima, soprattutto dopo la minaccia di un attacco all’isola di Guam, nel Pacifico, territorio Usa che ospita una delle principali basi militari e navali americane. Parole di fuoco dall’una e dall’altra parte, dunque, che non aiutano a fermare un’escalation senza precedenti. E non aiutano nemmeno il tentativo di trovare una soluzione diplomatica che – nonostante tutto – va avanti dietro le quinte. “Ci stiamo lavorando con i nostri alleati”, ha confermato il capo del Pentagono James Mattis, parlando di “catastrofe” in caso di conflitto ma sottolineando gli sforzi compiuti con Giappone e Corea del Sud per risolvere la situazione pacificamente. Del resto – spiegano fonti di Washington ben informate – l’amministrazione Trump da parecchi mesi ha avviato un canale di dialogo segreto con Pyongyang. Dialogo per affrontare sia la questione dei prigionieri americani detenuti nel Paese sia quella del deterioramento delle relazioni. Un canale che si spera possa diventare la base per una discussione piu’ seria, anche sul programma nucleare nordcoreano. Ma la preoccupazione nel mondo cresce inevitabilmente. “Ritengo che i rischi di una guerra siano molto alti”, ammette il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, con Mosca che lancia un appello ad abbassare i toni e che intanto ha deciso di rafforzare i sistemi anti-aerei dislocati nell’Estremo Oriente del Paese, proprio nelle aree limitrofe alla Corea del Nord. Anche il Giappone – uno dei Paesi piu’ a rischio in caso di una guerra – sta rafforzando le sue difese e procedendo allo schieramento di missili intercettori nella parte occidentale del Paese, in risposta al piano di Kim per attaccare il territorio Usa di Guam. In Europa l’Alto Rappresentante Federica Mogherini ha convocato il Comitato per la sicurezza per il 14 agosto, mentre la cancelliera tedesca Angela Merkel alza la voce. E le sue parole sembrano essere riferite a Donald Trump: “Non c’e’ una soluzione militare nella crisi della Corea del Nord. E la retorica dell’escalation e’ sbagliata”. Il presidente Usa incassa il colpo, ma cio’ che lo preoccupa di piu’ e’ la Cina: “Basta dimostrazioni di forza. Tutte le parti dovrebbero fare di più per allentare le tensioni”, tuona il portavoce del ministero degli esteri di Pechino Geng Shuang. Per fare il punto il presidente americano ha quindi riunito nella sua residenza estiva di Bedminster, in New Jersey, un vertice di crisi con il segretario di stato Rex Tillerson, quello alla difesa James Mattis e i suoi piu’ stretti collaboratori sul fronte dell sicurezza nazionale. Allo studio tutte le opzioni, comprese quelle militari. “Vedremo…”, aveva del resto risposto Trump a chi ieri gli chiedeva dell’ipotesi di un attacco preventivo. Per seguire la crisi, il presidente farò ritorno a Washington il 14 agosto in giornata, la vigilia dell’annunciato attacco nord coreano su Guam. E l’isola, intanto, distribuisce un vademecum ai suoi abitanti, fornendo indicazioni su cosa fare in caso di attacco nucleare.

Kim-Trump, che succede ora? Le 4 opzioni sul tavolo
La misura è colma. Gli Stati Uniti lo hanno ribadito più volte: “la Corea del Nord rinunci ai suoi atteggiamenti provocatori e da escalation”, hanno concordato Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping nel corso di un colloquio telefonico. E se è vero che Pechino ha esortato alla moderazione le parti coinvolte nella questione nucleare, sono diverse le soluzioni che potrebbero essere messe in atto per frenare l’escalation di provocazioni e minacce del ‘regno eremita’.
Cosa potrebbero fare gli Stati Uniti? E che peso potrebbe avere la Cina per arginare l’intransigenza di Kim Jong-un? Le opzioni attualmente sul tavolo possono essere riassunte in quattro scenari possibili: infliggere ulteriori sanzioni a Pyongyang, tentare la strada della diplomazia, come ha rimarcato il segretario alla Difesa americano, Jim Mattis, ricorrere all’opzione militare, oppure giocare la carta di un attacco cibernetico come aveva ipotizzato qualche mese fa il ‘New York Times’.

L’OPZIONE MILITARE: DISTRUGGERE LA COREA DEL NORD – Trump non ha mai fatto giri di parole: per impedire a Kim Jong-un di sviluppare un missile nucleare capace di colpire gli Stati Uniti, è pronto a dichiarare guerra a Pyongyang e distruggere la Corea del Nord. Tuttavia, la soluzione militare o quella di una guerra preventiva, come aveva annunciato il consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, H.R. McMaster, non risolverebbe la crisi ma potrebbe provocare la perdita di migliaia di vite umane. In caso di conflitto con la Corea del Nord a pagare il prezzo più alto in termini di vite umane sarebbe la Corea del Sud, Paese sul quale potrebbe scatenarsi tutta la violenza dei missili nordcoreani.
Secondo un’analisi della ‘Cnn’, mentre gli Stati Uniti uscirebbero vittoriosi da un grande conflitto militare, il rischio sarebbe un coinvolgimento da parte di Pyongyang della Corea del Sud, che determinerebbe molte vittime anche nelle truppe Usa stanziate lì. L’opzione militare è dunque inevitabile? La portavoce della Casa Bianca Sarah Huckabee Sanders ha ripetuto che tutte le opzioni sono sul tavolo, ma ha precisato che se la Corea del Nord va fermata, va fermato il suo programma nucleare anche se non è ancora stato deciso nulla. Non è impossibile, tuttavia, che l’amministrazione di Trump prenda in considerazione un ampio spettro di opzioni militari, sperando così di poter avviare con la Corea del Nord una negoziazione.

LA CARTA DELLA DIPLOMAZIA – Gli Stati Uniti non rinunciano però alla carta della diplomazia, sperando di raggiungere la soluzione più prudente per fermare il programma missilistico in rapida evoluzione della Corea del Nord e utilizzare l’azione militare solo di fronte a una minaccia imminente. Per Washington una guerra con la Corea del Nord sarebbe infatti “catastrofica”, come ha ammesso il segretario alla Difesa americano, Jim Mattis, parlando alla stampa in occasione di un evento a Mountain View, in California. Mattis ha ribadito che il Pentagono si sta concentrando sulla diplomazia, ottenendo risultati in questa direzione. “La tragedia della guerra – ha sottolineato – è abbastanza nota e non c’è bisogno di altri eventi, oltre al fatto che ciò sarebbe catastrofico”.

L’IPOTESI DI UNA GUERRA CIBERNETICA – Il ‘New York Times’, già nel marso scorso, aveva avanzato l’ipotesi di una guerra cibernetica segreta contro la Corea del Nord, parlando di un programma messo a punto dall’amministrazione Obama. Per i giornalisti del quotidiano statunitense, David Sanger e William Broad, se è vero che è tardi ormai per frenare lo sviluppo di armi nucleari nella Corea del Nord, tentare di sabotare i lanci missilistici per via informatica potrebbe essere l’unica difesa possibile. Già nel 2014 sarebbe stato impartito l’ordine di preparare un attacco cibernetico da assestare nel caso del lancio di ordigni nucleari, ma il problema principale è che la Corea del Nord sa nascondere bene agli Stati Uniti tutti i progressi che sta facendo. Ad esempio, è in grado di pilotare rapidamente missili fuori dai rifugi sotterranei e di lanciarli, fornendo ai satelliti Usa poco tempo per osservare le attività di pre-lancio. Pyongyang, inoltre, sta anche diversificando il numero di siti da cui lanciare missili. Tuttavia, fa notare il ‘New York Times’, utilizzare armi cibernetiche – anche in uno Stato totalitario come la Corea del Nord – autorizzerebbe Russia e Cina a fare lo stesso. Disattivare segretamente i controlli atomici di un avversario, potrebbe essere più rischioso che lanciare un attacco preventivo.

SANZIONI ED EMBARGO, IL RUOLO DELLA CINA – A impartire ulteriori dure sanzioni alla Corea del Nord ha pensato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che qualche giorno fa ha limitato ulteriormente gli scambi commerciali e la possibilità di investimenti per il Paese. Le sanzioni colpiscono le esportazioni nei settori del ferro, del carbone e della pesca e dovrebbero privare la Nordcorea di risorse annuali stimabili in un miliardo di dollari. Emblematica in tal senso è la posizione della Cina. Pechino rifornisce di greggio Pyongyang, tenendo di fatto in vita le raffinerie nordcoreane.
Il Paese infatti non produce né carbone né petrolio e lo importa dall’estero. Se la Cina chiudesse l’oleodotto, troncando i rifornimenti di greggio, l’economia di Pyongyang crollerebbe. Un’ipotesi che appare piuttosto remota, visto che in Nord Corea la Cina ha in ballo diversi interessi. Secondo l’analisi di Jennifer Lind della ‘Cnn’, quello che preoccupa maggiormente la Cina sono gli equilibri precari della penisola coreana. I cinesi temono che una massiccia pressione economica possa far collassare il regime di Kim Jong-un, scatenando il caos nel Paese, e avviando una serie di problemi a lungo termine. Se Pyongyang collassasse, migliaia di rifugiati si riverserebbero verso i confini cinesi, provocando un esodo di proporzioni enormi.
Il presidente cinese Xi Jinping, in un colloquio telefonico con Donald Trump, ha esortato alla moderazione le parti coinvolte nella questione nucleare. Per Xi Jinping Usa e Corea dovrebbero astenersi dal fare dichiarazioni o compiere azioni che possano portare a una escalation della tensione della penisola coreana, assicurando che la Cina è pronta a lavorare con gli Stati Uniti al fine di risolvere la vicenda nel modo più appropriato.

redazione/ansa/adnkronos