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Insigne, il passaggio con Raiola mette ansia ai tifosi

Insigne, il passaggio con Raiola mette ansia ai tifosi

Lorenzo Insigne è uno dei giocatori più forti in Italia ed il rinnovo di contratto fino al 2022 con stipendio da 4,5 milioni a stagione ha certificato il suo status. La Gazzetta dello Sport scrive: “A meno che non dovessero giungere offerte talmente indecenti. Il cambio di manager ha destato timori nell’ambiente, il passaggio nella scuderia di Raiola tiene in ansia i tifosi, preoccupati anche dalle indiscrezioni a proposito di un interessamento del Barcellona per sostituire Neymar. Chiacchiere di mercato, ovviamente, che avranno fatto vacillare il giovane Lorenzo, ma che non hanno trovato riscontro. Per nulla al mondo il ragazzo vorrà perdersi lo spettacolo della festa per il terzo scudetto”.

Convocazioni in Nazionale, prima volta per Mario Rui!

Convocazioni in Nazionale, prima volta per Mario Rui!

Dieci calciatori del Napoli sono stati convocati sinora per le qualificazioni Mondiali.

  1. Marek Hamsik giocherà nella doppia sfida Slovacchia – Slovenia (1 settembre a Trnava) e Inghilterra – Slovacchia (4 settembre a Londra).
  2. Dries Mertens di scena in Belgio-Gibilterra (31 agosto a Liegi) e Grecia-Belgio (3 settembre a Pireaus).
  3. Milik e Zielinski convocati per Danimarca-Polonia (1 settembre a Copenaghen) e Polonia-Kazakhstan (4 settembre a Varsavia).
  4. Faouzi Ghoulam sarà in campo per Zambia-Algeria (2 settembre a Lusaka) e Algeria-Zambia (5 settembre a Constantine).
  5. Marko Rog impegnato in Croazia-Kosovo (2 settembre a Zagabria) e Turchia-Croazia (5 settembre a Eskisehir).
  6. Vlad Chiriches giocherà in Romania-Armenia (1 settembre a Bucarest) e Montenegro-Romania (4 settembre a Podgorica).
  7. Nikola Maksimovic di scena in Serbia-Moldova (2 settembre a Belgrado) e Irlanda-Serbia (5 settembre a Dublino).
  8. Mario Rui convicato per Portogallo-Isole Faroe (31 agosto a Porto) e Ungheria-Portogallo (3 settembre a Budapest).
  9. Kalidou Koulibaly sarà in campo in Senegal-Burkina Faso (2 settembre a Dakar) e Burkina Faso-Senegal (il 5 settembre a Ouagadougou).

Prima convocazione per Mario Rui nella nazionale campione d’Europa: il calciatore ha fatto tutta la trafila delle nazionali giovanili, giocando per l’Under-17, per l’Under-19, per l’Under-20 con cui ha partecipato al Mondiale Under-20 2011, e per l’Under-21.

Quagliarella: “Mertens capocannoniere, il gol più bello contro il Napoli”

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L’intervista di Quagliarella alla Gazzetta dello Sport

Lo stabiese Fabio Quagliarella, giocatore della Sampdoria, ha rilasciato delle dichiarazioni al quotidiano sportivo La Gazzetta dello Sport.

Lei è il nuovo re dei bomber in attività in Serie A con i suoi 108 gol, la inseguono anche Higuain, Borriello, Hamsik. Chi teme?

“Tutti, certo che Higuain ne fa 25 a stagione quindi…, ma la vera sorpresa è trovare Hamsik, un centrocampista vicino ai 100 gol. Tanto di cappello“.

108 gol, qual è stato il più difficile?

Con l’Udinese, contro il Napoli: cross da destra e tiro al volo, mi premiarono con una statuetta per il gol più bello del campionato. Pure a Napoli, l’anno dopo, ne ho fatti di belli: penso a quello con l’Atalanta e alla traversa colpita all’esordio da  centrocampo. Quella mi è rimasta qui“.

Come vede la nuova classifica dei cannonieri?

Mertens in pole, a giocarsela con Higuain, poi Dzeko, anche se senza Salah sarà più dura, e Belotti“.

Lazio, Lotito: “Dal Napoli offerta ufficiale di 30mln per Keita!”

Le sue parole

Claudio Lotito, presidente della Lazio, ha parlato alla Gazzetta dello Sport:

Veniamo a Keita.

«Per prima cosa non è vero che al giocatore non è stato proposto il rinnovo. Con il suo agente Calenda ci siamo incontrati due volte nei miei uffici di Villa San Sebastiano. C’era anche il fratello di Keita, non so a quale titolo peraltro. Al giocatore abbiamo proposto lo stesso ingaggio di Klose (oltre 2 milioni, ndr), il calciatore più pagato sotto la mia gestione. La risposta è stata che il ragazzo voleva andar via dalla Lazio».

Così avete provato a cederlo. Ma il suo agente sostiene che non ci siano state offerte.

«Ce ne sono state tre ufficiali, tutte documentabili. Il Milan ci avrebbe dato 35 milioni, il West Ham 32, il Napoli 30. Keita e il suo procuratore hanno risposto che non interessava nessuna delle tre, che la destinazione gradita era la Juve. Il giocatore me lo ha ribadito ad Auronzo di Cadore».

La Sampdoria tenta il doppio acquisto in casa Napoli

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La Sampdoria tenta il doppio acquisto in casa Napoli

Secondo quanto riportato dall’edizione genovese de La Repubblica Tonelli è di nuovo nel mirino di Ferrero, Romei, Osti e Pradè. Il difensore potrebbe arrivare con la formula del prestito con diritto di riscatto a 8 milioni. Su Tonelli oltre ai blucerchiati ci sono anche Torino, Chievo e Fiorentina, ma solo la Samp ha già trovato l’accordo con il Napoli.

L’altro nome nella lista è quello di Duvan Zapata. Un nome che fino a pochi giorni fa destava gli interessi di Giampaolo. Avvicinandosi alla fine del mercato più si abbassa la quotazione di Zapata. De Laurentiis fino ai primi di agosto chiedeva 25 milioni, ora la richiesta è scesa intorno a 20.

Juve Stabia, diversi giovani in prova nel settore giovanile: ecco alcuni nomi

Juve Stabia, diversi giovani in prova nel settore giovanile: ecco alcuni nomi

C’è chi va perchè svincolato e c’è chi viene magari in prova. La Juve Stabia, settore giovanile, prosegue il lavoro sul campo dell’Aura Sport di Torre del Greco. I vari e importanti mister, arma in più dell’intero settore, gli unici protagonisti, con i propri ragazzi, della passata stagione con traguardi prestigiosi raggiunti, lavorano sodo.

Secondo quanto raccolto dalla redazione di ViViCentro.it, due dei giovani che sono stati in prova, dai primi giorni di ritiro, sono Rigotti ed Esposito, tutti e due classe 2003. I due giovani calciatori appartengono alla Gioventù Partenope Testa.

a cura di Ciro Novellino

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Generazioni di violenti. Ma non si nasce così. Quattro potenziali soluzioni

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Nelle settimane scorse, siamo tutti rimasti affranti dalla tragica vicenda di Niccolò, ventiduenne di Scandicci, pestato fino a morire, intorno alle 3 di notte tra venerdì e sabato 11-12 agosto 2017, in una discoteca di Lloret de Mar, sulla costa di Barcellona in Spagna, per cui sono stati arrestati tre giovani violenti di origine cecena di 20, 24 e 26 anni, residenti in Francia, ove avevano chiesto asilo politico, dei quali due sono stati poi rilasciati dalla Magistratura spagnola e uno solo di essi è ancora in carcere.

I tre aggressori avrebbero colpito il giovane con pugni, calci in faccia e in testa prima di darsi alla fuga ed essere però individuati e fermati dalla polizia. Il povero Niccolò è rimasto in coma un giorno in un ospedale della città catalana. Faceva il fruttivendolo al mercato centrale di Firenze.

Nessuno tra i presenti in discoteca ha mosso un dito per fermare quella mattanza. Anzi stavano tutti intorno come sociopatici a filmare la morte in diretta del povero Niccolò. Il servizio di vigilanza della discoteca si e rivelato inesistente è infatti non è intervenuto per tempo, tanto più che c’erano pochi cosiddetti buttafuori a fronte di un “carnaio” (così vengono ormai definiti i luoghi dove si assembrano giovani e adulti di solito in stato di alterazione da stupefacenti, alcol, eccitanti e anabolizzanti). Per questo la discoteca è stata chiusa (il minimo).

Ma non è stato un caso isolato. In calce all’articolo sono elencati alcuni tra tanti di questi analoghi fatti, dal 2008 ad oggi, pure altrettanto sociopatici, violenti e alcuni finiti tragicamente:

E circoscrivendo, per necessità di sintesi, le considerazioni al solo nostro territorio italiano, si ritiene in linea generale che quattro potenziali soluzioni e anche piuttosto fattibili, possano di certo attenuare tanta violenza.

Infatti, uno dei fattori scatenanti di tanta connaturata violenza, propria del primate-umano (quali siamo), è da ricercarsi nella carenza quasi cronica di quotidiana educazione, formazione e istruzione civile scientifico-psicologica, specialmente scolastica, che oggi appare più che mai indispensabile in questa complessa e tecnologica società, affinché l’individuo (e l’insieme di questi che costituiscono una società) possa acquisire una certa consapevolezza di sé, degli altri e di ciò che lo circonda. Pertanto:

  • Innanzitutto introdurre in proporzione in tutta la scuola dell’obbligo, lo studio giornaliero al pari dell’italiano dei “Diritti e Doveri”. Già solo in questo (e pure altro), la quasi totalità dei genitori siamo notoriamente degli insipienti e nella fattispecie si sta facendo crescere altrettanto impreparati i nostri ragazzi, i quali spesso si cacciano anche nei guai poiché non sanno nulla di norme, giurisprudenza e regolamentazioni, che invece sono la base della nostra quotidiana vita civile e sociale, diversamente saremmo tutti dei barbari.
  • Inoltre, in una civiltà moderna, si dovrebbe accostare, parallelamente al medico di famiglia, quello dello psicologo (certo, serio e competente). Prima infatti delle leggi, numeri e filosofie varie, noi siamo Mente. Quindi, altrettanto dovrebbe questa figura dello psicologo, essere introdotta in ogni scuola al pari delle altre materie fondamentali, affinché lo studio del nostro fantastico cervello, il vero artefice di tutto nel mondo degli umani, divenga una conoscenza popolare e non più di nicchia.
  • E ancora, sarebbe indispensabile il timore delle pene e sanzioni. Non può e non deve al contrario diffondersi in una società e particolarmente tra le nuove generazioni (che poi diventano adulti e pertanto più difficilmente rieducabili) la certezza che tanto si rimane impuniti, che la Giustizia fa acqua da tutte le parti, che i tempi sono lunghi, che tanto non si rischia che poco o quasi nulla.
  • Infine, almeno la televisione pubblica, dovrebbe ciclicamente mandare in onda campagne e programmi culturali e scientifici di sensibilizzazioni contro la violenza di qualsiasi genere.

Abbiamo la fortuna di vivere in un’epoca in cui la Scienza, da qualche decennio, ci ha fatto conoscere, seppure ancora in parte, chi siamo, da dove veniamo, cosa ci circonda, come funziona l’Universo e tanto altro. Non possiamo ancora organizzare, gestire e amministrare le nostre società come quando il Sole girava intorno alla Terra, poiché travisare nell’assistenza civile e psicologica la crescita dell’essere umano, significa poi rischiare di ritrovarsi una bestia (in tutti i sensi).

Adduso Sebastiano

Alcuni tra tanti di questi analoghi fatti, dal 2008 ad oggi:

Da riviera24.it/2008/03/09 “Giovane PESTATO fuori dalla discoteca, a Sanremo, dà in escandescenze contro tutti. Sul posto sono intervenuti la polizia, l’automedica del 118 e i volontari della Croce Rossa. I soccorritori sono stati costretti a sedare il giovane che, in evidente stato di agitazione, ha cominciato ad aggredire tutti. Al momento del pestaggio, decine di giovani in discoteca si sono riversati fuori. Al termine dello ‘spettacolo’ sono tutti rientrati a ballare”;

Da ilgiornaledivicenza.it 26.10.2013 ” Pestato in discoteca. Luigi 30 anni, di Valli del Pasubio, viene violentemente picchiato alla “Corte degli Aranci” di Marano in due momenti diversi, riportando lesioni guarite in diverse settimane”;

Da gallipoli.lecceprima.it 12/08/2014 “Difendono amica dalle avance, accerchiati dal branco e pestati dopo la notte in discoteca. Difendono amica dalle avance, accerchiati dal branco e pestati dopo la notte in discoteca. Tre napoletani di 20 anni aggrediti poco prima dell’alba in località Baia Verde. Gli autori sarebbero una decina di salentini, ma non si sa se del posto o di altri centri della provincia di Lecce“;

Da ilgazzettino.it 24.03.2014 “Pestato all’uscita dalla discoteca, 17enne finisce in ospedale. Un padovano, domenica pomeriggio, si stava divertendo nella discoteca “Atmosfera” di via dei Colli. Secondo una prima ricostruzione dei fatti ha litigato con un gruppetto di romeni per una ragazza. Intorno alle 18 è uscito dal locale per tornare a casa. Ma mentre aspettava l’autobus è stato aggredito da quattro giovani con calci e pugni. Il 17enne è stato trasportato con un’ambulanza all’ospedale civile”;

Da leggopassword.it 01.11.2014 “Jesi, Pestato a sangue fuori dalla discoteca “Miami”, arrestato anche il terzo aggressore”;

Da ilcentro.it 29.06.2016 “Pestato a sangue dopo la serata in discoteca a Vasto. Trentenne di Vasto riempito di pugni: operato d’urgenza per il setto nasale rotto, ha riportato anche ferite alla testa”;

Da corrieredelveneto.corriere.it/2017/08/16 “Jesolo, picchiato in disco: è in coma. Ancora una rissa in discoteca, che per un soffio non si è trasformata in una tragedia. Ancora una lite stupida, forse dettata dall’alcol o da una bevanda rovesciata più o meno intenzionalmente. Poi quei pugni, dritti sul volto. E Daniele un 24enne di Pianiga (Venezia), che finisce a terra, svenuto. La corsa in ospedale, l’intervento chirurgico”;

Da iltempo.it/2017/03/26 “ Alatri, è morto Emanuele massacrato a sprangate dal branco per difendere la fidanzata. Il pestaggio mortale fuori da un locale nel centro della città. Si indaga per omicidio Sotto torchio per l’omicidio del 20enne nove persone;

Da gazzettadelsud.it del 07/04/2017 “Finisce in ospedale un giovane di Davoli vittima del branco. È Stato costretto a ricorrere alle cure dei medici dell’ospedale di Soverato il 24enne. Aggredito all’uscita della discoteca”;

Da ilgiorno.it 10/05/2017 “Pestati fuori dalla discoteca perché gay: ecco la drammatica sequenza. Otto persone arrestate, tra cui 6 minorenni, per l’aggressione omofoba ai danni di due giovani gay, la notte del 22 gennaio scorso in zona Porto di Mare a Milano”;

Da ilmessaggero.it 17/08/2017 “Venezia, giovane picchiato in discoteca: è in coma, caccia all’aggressore”;

E ancora e persino, da lastampa.it/2017/08/17 “C’è una ragazzina che sta morendo ma i suoi amici non chiedono aiuto”. Genova, un netturbino chiamò l’ambulanza per Adele stroncata dall’ecstasy. Ora è un teste-chiave. Si aggrava la posizione del fidanzato e di un diciannovenne. i due giovani – entrambi da una decina di giorni ai domiciliari dopo una settimana di carcere – potrebbero rispondere non solo della morte come conseguenza della cessione di droga ma anche del reato di omissione di soccorso”.

ESCLUSIVA- Juve Stabia, nuovo nome caldo per l’attacco

Potrebbe pescare dalla serie B la Juve Stabia per trovare il suo nuovo attaccante. Le vespe, in attesa delle ultime uscite, deve puntellare la rosa con pochi acquisti e uno di questi è sicuramente l’attaccante. In rosa, infatti, c’è il solo Paponi che si è ridotto l’ingaggio pur di rimanere. Insieme all’ex Ancona, i gialloblu, sarebbero intenzionati di inserire un nome relativamente giovane e con tanto entusiasmo. L’identikit, al momento, sarebbe quello di Irakli Shekiladze, attaccante nato il 7 maggio 1992 a Zugdidi, in Georgia, e arrivato in Italia grazie all’Empoli, con il quale ha esordito anche in B. Al momento la trattativa è in stand by a causa del voler restare in B da parte dell’attaccante ora di proprietà dello Spezia. In caso di cambiamento, la Juve Stabia sarebbe in pole per aggiudicarsi le prestazioni del giocatore. Shekiladze, dopo la lunga parentesi ad Empoli, ha vestito con poca fortuna le maglie di Latina e Sudtirol prima della consacrazione al Tuttocuoio, con 60 presenze condite con 16 reti nelle ultime due stagioni. Seguiranno aggiornamenti…

Attentato di Barcellona: Carmen Lopardo, terza vittima italiana

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Carmen Lopardo, originaria della Basilicata ma residente in Argentina, stava camminando lungo La Rambla quando il camion della cellula terroristica si è lanciato sulla folla. Era in vacanza in Spagna.

Carmen Lopardo è nata in Italia, nella provincia di Potenza, ma da 60 anni che vive in Argentina . Nei giorni scorsi aveva deciso di lasciare l’inverno americano per una estate europea e si era recata a Barcellona per conoscere una delle città più cosmopolite del mondo. L’identificazione è stata resa nota da una nota del ministero degli Esteri argentino che ha segnalato di aver trasmesso le condoglianze «alla famiglia della signora Carmen Lopardo, 80 anni, cittadina italiana residente nel nostro paese da più di 60 anni». «Nel momento del tragico attentato, la vittima si trovava a Barcellona da turista», ha precisato il ministero, che sottolinea «la ferma condanna dell’Argentina al terrorismo in tutte le sue manifestazioni». Carmen Lopardo, in un primo momento, si trovava nella lista dei dispersi.

La storia di Carmen Lopardo, sebbene con sfumature diverse, va ad aggiungersi a quella di altri due nostri connazionali morti nell’attentato di Barcellona. Ieri era stata confermata la morte dell’informatico di 35 anni Bruno Gulotta (di Legnano) e del neo-ingegnere Luca Russo (25 anni residente a Bassano del Grappa). Per l’Italia, si tratta di uno dei tributi più pesanti in termini di vittime per un attentato avvenuto su territorio straniero.

Le vittime accertate sono al momento 14 e 126 le persone rimaste ferite, 75 delle quali si trovano ancora in ospedale.

Il re Felipe e la regina Letizia oggi si recheranno in ospedale per far visita ai feriti. La visita, annunciata ieri, è stata confermata stamattina sul sito ufficiale della Casa reale spagnola.

Le nostre società attraversate dai fuggitivi nelle guerre tra poveri

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La globalizzazione ha seminato speranze e creato possibilità. Lo ha fatto nei paesi sviluppati (apertura dei mercati, importazioni a basso prezzo, possibilità di esportare e di produrre). Lo ha fatto nei più grandi paesi arretrati (afflusso di capitali, possibilità enormi di produrre ed esportare…). Insieme a merci e capitali si sono mosse anche persone (dall’est all’ovest dell’Europa, dai paesi asiatici verso l’Europa, dal sud al nord delle Americhe). Oggi questa fase espansiva si è arrestata.

Nei paesi avanzati le speranze si sono tramutate in paure (perdita di lavoro, incertezze sul futuro, abbassamento dei salari) alimentando un bisogno di protezione ed una tendenza a chiudersi. Nei paesi arretrati si è consolidata un’area dei paesi fermi che hanno visto peggiorare le condizioni di vita dei loro popoli (guerre, condizioni climatiche….) ai quali non rimane che la speranza di una fuga disperata verso i paesi ricchi. La coincidenza temporale tra queste due opposte spinte determina quella che possiamo chiamare la grande contraddizione dei nostri tempi.

Come governare una situazione così complessa? Ci vorrebbe un governo mondiale capace di varare un progetto di riequilibrio e di governo dei processi. Ci vorrebbe una grande ondata di solidarietà e l’assunzione del tema della redistribuzione come necessità storica di fronte alla grande stagnazione. La chiesa e Papa Francesco predicano e praticano con le loro missioni ed opere caritatevoli – sono le loro forme di azione – accoglienza e solidarietà. Due parole che appartenevano alla sinistra. Ma la sinistra di oggi sembra non avere le parole adatte per fronteggiare la grande contraddizione. Non le ha perché per la sinistra non è sufficiente dire parole giuste. Le parole non possono essere prediche, ma debbono essere strumenti di azione, strumenti che convincono, trascinano, impegnano a lottare per cambiare.

Le parole della sinistra dovrebbero unire i poveri dei paesi ricchi con quelli che arrivano dai paesi poveri. Ma questo non avviene e la sinistra appare debole quando apprezza e fa proprie le giuste parole della Chiesa ed appare succube quando finisce per accodarsi alle parole della destra. Nel frattempo la destra con le sue parole che seminano paure ed odio fa opinione, alimenta chiusure, esplosioni di razzismo.

Che fare allora? Non ci resta che sentirci impotenti e tagliati fuori dal corso degli eventi e della storia? Le risorse ci sono. Nelle tante forze giovanili ed impegnate nei movimenti per l’accoglienza, sono nelle tante persone che sanno cosa significano razzismo ed esclusione. Ma l’insieme di queste forze non riesce a fare massa critica, a creare opinione diffusa, a mobilitare. Il fatto che la sinistra tutta abbia più consensi nelle aree centrali e meno in quelle periferiche parla da solo e spiega perché essa non riesce a legare il disagio degli italiani a quello degli immigrati.

Ma pensiamoci bene. Anche quelli che urlano contro i migranti e magari vivono in periferie desolate, senza lavoro e senza servizi, sono dei fuggitivi: sfuggono dai problemi che li assillano, riversando le colpe sui poveri che arrivano invece di lottare e semmai di unirsi a loro. E così gli ultimi si dividono, si contrappongono, si disarticolano. Ma non è colpa loro se questo accade. Chi dovrebbe fare questo, proporlo, organizzarlo se non la sinistra? Ecco allora il problema. La sinistra non può oscillare tra l’accogliere in nome della solidarietà gli ultimi che arrivano senza mettersi in regola con gli ultimi che stanno tra noi. Né può pensare di affrontare il problema sposando la linea dura per recuperare consensi. Su questo terreno vincerà la destra, perché l’ha detto per prima ed è più credibile.

Quando parliamo di sinistra del futuro dovremmo parlare di queste difficoltà ad unire i tanti fuggitivi, interni ed esterni, in una grande battaglia per una più equa distribuzione, intanto, di quello che c’è, dei redditi, del lavoro, dei poteri. Altrimenti mentre noi parliamo di sinistra del futuro rischiamo di assistere al ritorno del passato, del razzismo, dei nazionalismi, della guerre.

Ps. Mi ha stimolato a scrivere questo articolo la lettera al manifesto di Mauro Polidori di Acilia che ci invita a guardare alle periferie urbane ed anche, aggiungo, ai piccoli centri, dove una informazione tutta centrata sui migranti nasconde la crisi da abbandono che essi vivono.

Aldo Carra/ilmanifesto

Hellas Verona-Napoli, le probabili formazioni: qualche cambio per Sarri rispetto al Nizza

Torna la Serie A e il Napoli fa visita all’Hellas Verona per la prima giornata. Match in programma domani, ore 20:45, allo stadio Bentegodi.
Dopo la vittoria contro il Nizza nel play off di Champions League per gli uomini di Maurizio Sarri è tempo di esordire in campionato. Sul campo della neopromossa Hellas, il Napoli prova a sfatare un tabù della gestione Sarri: quello di centrare la vittoria alla prima giornata. Sfida delicata contro la compagine allenata dall’ex Pecchia, al centro del doppio impegno di Champions League. Rivalità molto accesa per questioni territoriali ma una cosa è chiara: gli obbiettivi sono differenti.

LE ULTIME SUL VERONA – Pecchia deve fare i conti con le assenze di Brosco, F. Zuculini e Bianchetti. Subito in campo i nuovi acquisti: Caceres al centro della difesa, Buchel a centrocampo, Verde e Cerci in attacco. Questi ultimi due comporranno il tridente offensivo insieme a Pazzini.

LE ULTIME SUL NAPOLI – Non convocati Pavoletti, Strinic, Tonelli e Duvan Zapata, ormai sulla lista dei partenti. Solito 4-3-3 per Sarri che opererà dei cambi rispetto al match di mercoledì. Maggio favorito su Hysaj, Zielinski su Allan. Ballottaggio Jorginho/Diawara in mezzo al campo. In attacco non ci dovrebbero essere sorprese: tocca a Insigne, Mertens e Callejon.

VERONA (4-3-3): Nicolas; A. Ferrari, Caceres, Hertaux, Souprayen; Romulo, Buchel, Bessa; Cerci, Pazzini, Verde.   All. Pecchia

NAPOLI (4-3-3): Reina; Maggio, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Zielinski, Jorginho, Hamsik; Callejon, Mertens, Insigne.   All. Sarri

 

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Spagna sotto attacco: cosa sappiamo e cosa, finora, ignoriamo

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Il punto delle notizie certe, quelle che ancora non hanno conferma sul doppio attacco che ha ucciso 14 persone e ferite 130

Notizie che si susseguono, ultim’ora con arresti e caccia all’uomo. E’ alta la tensione e forte il dolore dopo l’attacco terroristico da parte di un commando che ha colpito la Spagna, a Barcellona e a Cambrils .

A Barcellona, giovedì pomeriggio, un furgone ha percorso a tutta velocità la Rambla investendo decine di persone. Nell’altra località della Catalogna, si è verificato uno scontro a fuoco con la polizia: cinque gli attentatori rimasti uccisi. Cosa si sa di certo fino a questo momento?

IL BILANCIO – Con la morte di una donna, rimasta ferita nella notte proprio a Cambrils, si aggrava il bilancio: sono 14 le persone che hanno perso la vita per gli attacchi.

  • Le vittime accertate – Le vittime dell’attentato verrebbero da almeno 34 nazioni, scrive il New York Times. 26 francesi, 11 di questi in gravi condizioni, secondo il ministro degli esteri francesi. Tra le vittime, anche due nostri connazionali: Bruno Gulotta e Luca Russo. E’ il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a scrivere su Twitter: “L’Italia ricorda Bruno Gulotta e Luca Russo e si stringe attorno alle loro famiglie. La libertà vincerà la barbarie del terrorismo”. Ci sarebbe anche un altro italiano, ma solo ferito.

RIVENDICAZIONE IS – Lo Stato islamico ha rivendicato la responsabilità dell’attacco con un comunicato pubblicato su Amaq in cui si afferma che “soldati dello Stato islamico hanno portato a termine l’operazione agli ordini del califfato contro i Paesi della coalizione” della lotta all’Isis.

GLI ARRESTI – I Mossos hanno confermato l’arresto di una quarta persona legata agli attentati in Catalogna, secondo quanto riportato da ‘El Pais’. Due degli arresti sono stati effettuati, rispettivamente, a Cambrils e a Ripoll (località a un centinaio di chilometri da Barcellona); un terzo arresto era stato invece effettuato mercoledì, in relazione ad un’esplosione ad Alcanar.

ALCANAR – Mercoledì scorso si verifica un’esplosione in una casa della località spagnola, provocando la morte di una persona e il ferimento di una seconda. La polizia intervenuta sul posto ritrova 20 bombole di gas propano.

IL COMMANDO – Al momento, per quanto riguarda il commando entrato in azione, cinque persone sono state uccise in uno scontro a fuoco a Cambrils e tre sono state arrestate. All’appello ne mancherebbero quindi quattro. Secondo El Pais, l’autore dell’attentato di Barcellona sarebbe tra i 5 terroristi uccisi a Cambrils.

CHI E’ MOUSSA – Si tratta de fratello di Driss Oukabir, arrestato a Ripoll, località a un centinaio di chilometri da Barcellona, dopo essersi presentato in commissariato e negando ogni responsabilità nell’attentato. Secondo quanto riferito dal sindaco di Ripoll, Driss Oukabir ha detto agli agenti che i suoi documenti sono stati rubati.

Cosa ancora non sappiamo 

  • L’identità dell’autista del furgone non è certa. Moussa Oukabir al momento è solo sospettato.
  • Al momento i nomi e le nazionalità delle vittime non è ancora del tutto chiarita. Sappiamo degli italiani.
  • Il coinvolgimento dello Stato Islamico è un’ipotesi, concreta, ma non si sa se il piano è stato condotto dall’Isis o se l’organizzazione terroristica abbia solo ispirato il commando.

/adnkronos/agi

Dopo Gianluca Vacchi pignorata anche la Santanchè. Ecco tutti i (cattivi) affari della «pitonessa»

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Pochi giorni fa è toccato a Gianluca Vacchi, il ricco ma evidentemente poco liquido enfant prodige del Web, subire l’onta del pignoramento dei suoi beni da parte delle banche. Suona oggi come un’ironia della sorte, ma lo stesso destino è occorso a un’altra protagonista della scena Vip italiana.

Daniela Santanchè, l’effervescente pluri-deputato forzista, onnipresente sul piccolo schermo, nonché da anni imprenditrice editoriale, ha dovuto subire l’onta del pignoramento dei suoi beni da parte delle banche.

La “pitonessa” è stata raggiunta da un atto di pignoramento immobiliare lo scorso febbraio. A promuovere l’azione la Banca di Caraglio del Cuneese una piccola Bcc dei luoghi natii della deputata cuneese. Evidentemente se la piccola banca si è mossa con quel provvedimento significa che c’è un credito non onorato. Una rata scaduta o un rimborso non effettuato. Contattata da Il Sole24Ore, la banca non ha rilasciato dichiarazioni.
L’atto depositato in conservatoria a Cuneo è di 5 mesi fa.

Non è dato sapersi se nel frattempo tra la Santanchè e la banca sia stata raggiunta un’intesa che scongiuri l’esproprio immobiliare.

Ma tant’è. Resta di fondo la spia rossa di quel pignoramento che segnala sottotraccia le difficoltà finanziarie della protagonista della scena politico-imprenditoriale italiana.

Gli affari imprenditoriali, molteplici, dell’esponente di Forza Italia non vanno affatto bene. Pochi giorni fa ha liquidato la sua Visibilia Magazine srl, la società costituita per rilevare le storiche testate Visto e Novella 2000. Messi alla porta con un licenziamento, dopo mesi di cassa integrazione, i 14 tra giornalisti e dipendenti, quell’avventura di rilanciare le due testate di gossip si è rivelato un flop colossale. Acquistate in perdita per un prezzo simbolico, sotto la gestione Santanchè sono lentamente affondate. Non solo.

L’irruente parlamentare ha voluto nel 2014 fare il grande passo della Borsa. Ha quotato sul listino milanese la Visibilia editore con un’operazione di reverse takeover, fondendo cioè le sue attività in una società già quotata, la Pms.

Dentro Visibilia editore ci sono le testate storiche della Santanchè. Da VilleGiardini a Ciak a PC Professionale. Anche qui le cose non paiono funzionare.

Nell’arco del biennio 2015-2016 la Visibilia Editore quotata ha cumulato perdite per 2 milioni di euro. Il fatturato che era di 4,4 milioni nel 2015 è sceso a 3,8 milioni l’anno scorso. I costi superano i ricavi (calanti) e già a livello di margine industriale la piccola società quotata all’Aim va in rosso. È stato necessario fare più di un aumento di capitale dal 2014 in poi, ma le perdite cumulate continuano a eroderlo. Il patrimonio netto a fine 2016 era di soli 293mila euro. A preoccupare dovrebbero essere i debiti. Quelli totali tra banche e fornitori superano i 6 milioni di euro.

Con un mol in rosso e capitale netto per 300mila euro la tensione finanziaria è più che elevata. In soccorso alla deputata sono arrivate le banche. I debiti, la Santanchè, li ha con la Popolare di Sondrio, la Popolare di Milano e il Credito Valtellinese. Con le prime due ha rinegoziato la scadenza del debito portandolo a nove anni, mentre la trattativa con il Creval era ancora aperta alla data di approvazione del bilancio.

Di fatto senza flussi di cassa e con capitale così esiguo la sorte di Visibilia Editore è appesa alla buona volontà di banche e fornitori che di fatto ne finanziano l’operatività. Senza contare le difficoltà che Santanchè ha incontrato con i suoi azionisti di minoranza: è noto il profondo diverbio con Paola Ferrari, socia di Visibilia e finita in rotta con l’ex amica con tanto di causa intentata. Poi le difficoltà con gli asset ereditati da Pms, in particolare quella Selpress che è stata del tutto svalutata dopo l’acquisizione e per la quale la Santanchè ha promosso un’azione di responsabilità contro i vecchi amministratori.

Ma le cose non sembrano girare bene anche per la “madre” delle società della piccola galassia della Pitonessa.

La sua Visibilia srl è la sua storica concessionaria di pubblicità. Costituita nel lontano 2007 raccoglie da sempre spazi pubblicitari per Il Giornale, diretto dal suo ex compagno Alessandro Sallusti, ma anche per il Corriere di Como e il Sannio e altre minori. Ovviamente fa la raccolta di advertising anche per le testate della sua Visibilia editore. È la sua creatura originaria quella da cui hanno figliato le altre iniziative.

L’aria che tira per la pubblicità editoriale non è certo delle migliori. E anche Visibilia srl ne soffre. Il fatturato della concessionaria si attesta poco sopra i 14 milioni, ma anche qui gli utili non si vedono. Nel 2016 la perdita è stata di 23mila euro, mentre nel 2015 il passivo è stato di 180mila euro. C’è di peggio nell’universo delle concesionarie di pubblicità di questi tempi.

Ma è la struttura finanziaria che replica il vizio storico della deputata di Forza Italia. I debiti. Tanti. Tanti rispetto al capitale e alla modesta marginalità industriale. Su un attivo totale di 17 milioni i debiti totali contano per quasi 16 milioni. Solo con le banche l’esposizione tra breve e lungo termine vale oltre 8,6 milioni. L’esposizione con i fornitori arriva a 6milioni e i debiti tributari sono saliti a un milione. Anche in questo caso il filo rosso è la fortissima dipendenza della società della Santanchè dal credito bancario.

Nel 2016 i debiti scadenti a 12 mesi con le banche ammontavano a 5,6 milioni. Impensabile un rimborso. Santanchè ha rinegoziato gli affidamenti in essere.

E con Banca Intesa ha attivato un finanziamento settennale da 3,5 milioni a un tasso del 2,63%. Si prende tempo, si allungano le scadenze come nel caso di Visibilia editore. E si spera che nel tempo si trovino in denari per restituire i prestiti bancari. E che dire della cascata di intrecci societari? Nel bilancio di Visibilia srl, è iscritta la partecipazione in Visibilia Holding, la società che controlla al 76% la Visibilia Editore quotata. Ebbene nel bilancio 2016 quella quota per il 91% è valorizzata per 2,1 milioni. Il valore è certificato da un esperto indipendente. Sarà congruo? A guardare l’evoluzione in Borsa di Visibilia Editore che è scesa ai minimi storici qualche dubbio sul reale valore di quella partecipazione rimane.

Ma il piatto forte di Daniela Santanchè non è solo l’editoria. Ci sono le attività di Ki food, il commercio di prodotti alimentari e Biofood quello biologico. Attività che ruotano attorno alla quotata Bioera. L’azienda è gestita dall’ex marito Canio Giovanni Mazzaro e la Santanchè ne è il presidente. Il fatturato consolidato di Bioera viaggia a fine 2016 sui 54 milioni. Ma anche qui flussi di cassa e utili non se ne vedono. Per ora. Si vedono invece gli intrecci strettissimi tra Mazzaro e il deputato forzista. Bioera infatti, uscita da un doloroso concordato anni fa e riammessa in Borsanel 2011, è il secondo socio con il 40% della madre delle società di Santanchè, quella Visibilia srl che controlla la Visibilia Holding che a sua volta possiede la piccola quotata Visibilia Editore. Come abbiamo visto le cose dalle parti della galassia Visibilia non vanno granchè bene. Santanchè quindi non è sola a sorreggere debiti e impegni, dietro c’è tuttora l’ex marito. Un intreccio familistico che ha funzionato in questi anni. Durerà? E soprattutto saranno contenti gli azionisti di minoranza di Bioera di avere in mano titoli di un gruppo che fa dell’alimentare biologico il suo asset di forza, ma che è anche indirettamente esposto a quel mercato così difficile che è l’editoria?

Fabio Pavesi/ilsole24ore

Eccellenza-Real Forio: lunedì stage a Panza per giovani calciatori

Il Real Forio comunica che lunedì, alle ore 16.30, presso lo stadio S.Leonardo di Panza, si terrà uno stage dedicato ai calciatori delle annate 2001, 2002, 2003, interessati a far parte del progetto biancoverde che sarà impegnato nei campionati REGIONALI Allievi, Mini Allievi e Giovanissimi. Nell’ottica di una maggiore crescita per i giovani calciatori, nel corso della stagione, i 2001(Allievi) meritevoli  saranno inseriti anche nel giro della Juniores e della prima squadra, il cui staff tecnico  seguirà con particolare attenzione le vicende riguardanti il settore giovanile. Tutti i calciatori interessati al raduno di lunedì sono pregati di presentarsi in orario e, ovviamente, in tenuta sportiva adatta alla circostanza.

Ghoulam-Napoli, nuovi dettagli sulla trattativa che porterà al rinnovo

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Continua la trattativa tra Ghoulam e la SSC Napoli

Aggiornamenti sul mercato del Napoli direttamente dalle frequenze di Radio CRC, dove il giornalista della RAI Ciro Venerato ha riassunto le mosse del Napoli sul rinnovo di Ghoulam. La società partenopea era convinta di annunciare il rinnovo entro la fine di luglio. Tuttavia manca l’accordo economico con il fratello, mentre con Jorge Mendes si discute sul valore della clausola rescissoria.

Se Faouzi  Ghoulam non rinnova, si creano nuove possibilità: col passare delle settimane il  Napoli si pone delle domande e al momento ha bloccato Ivan Strinic. Sul fronte del giocatore Mendes spuntano rapporti privilegiati con il Monaco, e si fa avanti anche il Bayern Monaco, che aspetterebbe la scadenza del contratto per prendere il giocatore a parametro zero. A microfoni spenti, il Napoli non smentisce che l’accordo è ancora in alto mare.

Impossibile pensare che si possa chiudere a 1,8 milioni più duecentomila euro di bonus, nè che il Napoli possa arrivare alle cifre di 3,5-4 milioni richiesti da Ghoulam: si può partire da una base fissa da 2,2 milioni di euro più un aumento legato ai bonus. Entro il 31 agosto si dovrà decidere il tutto.

Su Pavoletti un nuovo club di A, i dettagli

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Su Pavoletti un nuovo club di A, i dettagli

Pavoletti potrebbe indossare la maglia del Cagliari come raccontato a Radio CRC dal giornalista della RAI Ciro Venerato: il Napoli attende una chiamata dal Cagliari che ha già parlato con la dirigenza. Il club partenopeo è disponibile a trattare, ma bisogna trovare l’accordo perchè i sardi non possono permettersi l’acquisto a titolo definitivo se non tramite sconti o pagamenti a rate, tuttavia si può parlare di un prestito con diritto di riscatto ed ingaggio pagato dal Napoli. L’offerta del  Cagliari è vista di buon occhio dal Pavoletti. Anche il Chievo Verona ha chiesto del giocatore, l’Udinese continua a marcarlo stretto, rimane più defilata la pista della Premier League, l’Everton chiede informazioni.

 

Mertens, nuovi dettagli del rinnovo: spunta la cifra esatta della clausola

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Mertens, nuovi dettagli del rinnovo: spunta la cifra esatta della clausola

Come riportato nell’edizione odierna del quotidiano Il Corriere dello Sport, nell’accordo tra il Napoli e Mertens c’è la clausola: nel contratto triennale, da 4 milioni di euro, l’unica possibilità di svincolarsi per andare in altri campionati, tranne quello italiano, è concessa pagando 22 milioni di euro: «Nella vita bisogna imparare e dopo quell’errore solo un club straniero potrebbe strapparci Dries, che ovviamente spero resti sempre con noi».

 

Chi era Luca Russo, il 25enne di Bassano investito sulla Rambla

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Luca Russo, la seconda vittima italiana di Barcellona, era un Ingegnere elettronico di 25 anni, il suo profilo Facebook è uno struggente inno alla vita e alla speranza

Il secondo italiano vittima dell’attentato di Barcellona è Luca Russo, 25 anni, ingegnere originario di Bassano del Grappa (Repubblica). Secondo quanto risulta ad Agi è originario di Marostica. Laureatosi un anno fa all’Università di Padova, lavorava per un’azienda di Carmignano del Brenta (Il Mattino di Padova). Non ci sono conferme ufficiali ma un profilo Facebook che risponde a queste informazioni in questi minuti si sta riempendo di messaggi di cordoglio da parte di amici e parenti della vittima. La prima vittima è stata confermata questa mattina e si tratta di Bruno Gullotta.

“Nasciamo senza portare nulla, moriamo senza portare via nulla”
L’ultimo post pubblicato il 15 giugno recita: “Nasciamo senza portare nulla, moriamo senza portare via nulla. Ed in mezzo litighiamo per possedere qualcosa”.  Il 4 dicembre 2016, appena laureato, condivide una sua foto che lo ritrae sorridente con una corona d’alloro:108 motivi per essere felice. Grazie davvero a tutte le persone che mi hanno sostenuto in questi anni”. E poi una citazione di Steve Jobs: “Adesso prontissimo per incominciare una nuova esperienza lavorativa. Siate affamati, siate folli”.

“Io sono di quelli che ancora ci spera”

Il suo profilo è un continuo inno alla vita, in ogni post, in ogni aggiornamento condiviso: “Io sono uno di quelli che ancora ci spera, che se in un sogno credi tanto prima o poi si avvera!” scriveva il 10 ottobre, e ancora il 26 settembre: Siccome là fuori è pieno di gente che vi dice che non c’è speranza, che non c’è futuro, voi sappiatelo che nel momento in cui pensate che non ci sia speranza e non ci sia futuro, allora la speranza smette di esistere, il futuro smette di esistere. Portate a far vedere le vostre facce, e diteglielo a quelli là, che il meglio deve ancora venire! citando il discorso finale del cantante Ligabue ad uno dei suoi concerti. Le foto lo ritraggono sempre sorridente, i suoi messaggi sempre positivi. “L’amicizia e l’amore sono importantissimi per la vita umana. Possiamo dire che nessun essere umano può farne a meno e d’altra parte tutti ne conosciamo, chi più chi meno, l’influenza sulla nostra vita” scriveva un anno fa.

“Working to make my dreams come true…”, al lavoro per trasformare i miei sogni in realtà: è questa la frase con cui il 25enne – che viveva a Bassano del Grappa – si definiva, sempre sul social network.

Nato a Marostica, aveva studiato ingegneria presso l’università di Padova, dopo aver frequentato il liceo scientifico G. B. Brocchi. E la sorella, Chiara Russo, proprio su Facebook ha scritto: “Aiutatemi a riportarlo a casa. Vi prego” si legge in un post, con tanti commenti di condoglianze degli amici. Mi dispiace”, ”Dio mio”, ”non ci posso credere”, si legge sul profilo della ragazza.

agi/adnkronos

Serie A, gli esperti: è l’anno del Napoli, Insigne il giocatore-rivelazione

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Una squadra di esperti del mondo del calcio esprime la proprià opnione sul prossimo campionato di Serie A che prevede il calcio di inizio domani 19 agosto con il match Juventus-Cagliari.

In un’intervista rilasciata al giornale TV Sorrisi e Canzoni, i conduttori delle maggiori trasmissioni sportive hanno detto la loro sulla favorita allo scudetto, la squadra rivelazione dell’anno e sul giocatore dell’anno.

Secondo il parere di Piccinini, Pardo, Rossi, Caressa, la D’Amico, Bonan e infine la Cardinaletti, il Napoli è la squadra che quest’anno vincerà lo scudetto.

Inoltre per la D’Amico il Napoli sarà la rivelazione dell’anno.

Per quanto rigurada su chi sarà il giocatore dell’anno Piccinini, Pardo, Caressa e Costacurta, concordano che quest’anno sarà l’anno della consacrazione di Insigne, mentre Paolo Rossi si aspetta molto da Mertens

Milano, anziana trovata morta in casa con la gola tagliata

MILANO- Una donna di 73 anni è stata trovata nella sua abitazione di Rho (cittadina al confine di Milano) con la gola tagliata. Il cadavere è stato scoperto dalla figlia, preoccupata del fatto che la madre non rispondesse al telefono per tutto il giorno.

La casa era in ordine e la porta socchiusa non mostrava segni di effrazione. La donna – trovata morta nel bagno dalla figlia – aveva la gola tagliata. La tragedia è ancora avvolta dal mistero, l’unica certezza è che l’anziana è stata trovata ormai esanime in una pozza di sangue nella sua abitazione in via Belvedere, giovedì sera verso le 21.

Nessuna ombra nella vita dell’anziana. Vedova, un’esistenza tranquilla e una famiglia senza particolari problemi. Viveva sola, e il fatto che non rispondesse al telefono aveva messo in allarme la figlia, la quale si è immediatamente precipitata nella casa per controllare la salute della madre.

La vittima era a terra in una pozza di sangue con delle ferite da arma da taglio, ma nessun coltello è stato ritrovato nella stanza. Stando a quanto è emerso, non sono stati trovati altri segni di violenza. Gli inquirenti al lavoro per sentire i vicini e verificare la presenza di eventuali telecamere di sorveglianza della zona. L’omicidio rimane comunque l’ipotesi più accreditata.