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Il Napoli gioca senza idee: troppi errori così si lasciano le penne

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Il quotidiano Il Roma analizza il Napoli che è uscito sconfitto dalla partita contro lo Shakhtar all’esordio in Champions League

L’allarme Maurizio Sarri lo aveva dato: «Attenti che se continuiamo a giocare solo per mezzora prima o poi ci lasciamo le
penne», ebbene,  il Napoli le penne ce le ha lasciate contro lo Shakhtar all’esordio in Champions League. Dopo cinque risultati
utili consecutivi, composti da 2 vittorie ai preliminari e tre in campionato, gli azzurri sono tornati con i piedi per terra uscendo sconfitti dalla prima gara della fase a gironi della Champions. Un crollo incredibile che ha messo in luce le debolezze di un gruppo alle quali in Italia non avevamo dato un giusto peso. Ieri sera si è lasciato il gioco nelle mani degli ucraini che, grazie alle proprie qualità offensive, sono riusciti a festeggiare davanti ai loro tifosi. Paulo Fonseca l’ha studiata bene la partita e per un’ora ha comandato il campo segnando due gol a Reina. Sul primo il portiere non ha colpe. Sul secondo, purtroppo, deve fare ammenda perchè è uscito a vuoto lasciando a Ferreira la possibilità di colpire di testa. Sarri ha capito che questo Napoli senza Mertens non può pensare di mettere paura agli avversari e appena l’ha lanciato nella mischia la musica è cambiata. Il belga ha conquistato un calcio di rigore che Milik ha trasformato e in modo continuativo ha messo in difficolta la difesa dei padroni di casa. E solo per poco non è arrivato un incredibile e forse anche meritato pari con quel tiro di Callejon che il portiere ha deviato in angolo. È cominciata male, dunque, questa esperienza nell’Europa ch conta per il Napoli. L’anno scorso si riuscì ad espugnare il campo della Dinamo Kiev.

Stavolta è stato pagato dazio. Le colpe vanno cercate nelle prestazioni negative di alcuni elementi. In primis Hamsik. Ma anche in una scelta tattica non all’altezza della situazione. Va dato merito pure agli avversari che hanno saputo capire da subito dove gli azzurri erano deboli. Sulle fasce si è andati in difficoltà ma in particolare sono stati regalati troppi palloni in fase di
ripartenza. E farlo contro dei brasiliani molto veloci ha condizionato la gara sin da subito. Ma si stava riuscendo a pareggiare. Milik, se avesse avuto più precisione sotto porta dopo aver segnato il calcio di rigore, adesso si parlerebbe di altro. Il polacco ha tirato altissimo sul passaggio di Insigne. Il gigante Arek non può prendere il posto in questo momento di Mertens. Dries deve giocare altrimenti si danno alcuni vantaggi agli avversari. C’è da valutare una frazione di gioco senza idee e con tante carenze. Le stesse viste con Atalanta e Bologna. Mentre in Italia le individualità hanno avuto la meglio mentre in Europa, contro una squadra ben preparata, si è perso. L’unica cosa che si può dire è che questa sconfitta serva da lezione ad un Napoli che sembra aver smarrito la strada della continuità di gioco.

Non ci si può svegliare sempre dopo un’ora. Altrimenti si lasciano le penne. Il pari sarebbe stato un ottimo risultato, anche in ottica del grande successo del Manchester City in casa del Feyenoord ma significa che l’eventuale qualificazione dovrà essere sudata ancora di più. Iniziando già dal prossimo incontro proprio con gli olandesi al San Paolo. Poi ci sarà il grande scontro con gli inglesi. Ma questo può aspettare. Sarri a fine partita ha provato a spiegare il motivo della sconfitta. Ha voluto chiarire che Mertens ed Allan necessitavano bisogno di riposo. Ma difficile trovare un accordo. «Sono apparsi più brillanti rispetto agli altri che avevano giocato sessanta minuti», ha chiarito l’allenatore. Che, però, è stato molto chiaro nell’ammettere che quando non si fa una grande prestazione si perde. Ed è successo. Ma di sicuro non si può fare un dramma. La sconfitta ci sta ma niente è deciso. Ora testa al Benevento.

L’Italia di stupri e femminicidi

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L’ha ammazzata a colpi di pietra e poi ha nascosto il corpo nelle campagne. Il caso di Noemi Durini, sedicenne della provincia di Lecce, uccisa dal fidanzato, è solo l’ultimo di una lunga serie. Stupri, violenze, femminicidi? Tutte reazioni – scrive Dacia Maraini – all’emancipazione femminile, perché «più le donne diventano libere, più provocano reazioni violente negli uomini che identificano la loro virilità nel possesso». In oltre sei casi su dieci il carnefice è il partner o un ex.

Uomini che non accettano la nostra emancipazione

Il commento di Dacia Maraini

Stupri, violenze, femminicidi? Tutte reazioni all’emancipazione femminile: più le donne diventano libere e autonome, più provocano reazioni violente negli uomini che identificano la loro virilità nel possesso, nel dominio, nel potere.

C’è stato un rivolgimento dei ruoli della famiglia, la famiglia è cambiata, le donne hanno acquistato la capacità di scegliere per se stesse, di decidere della propria vita. Questo per molti uomini è insopportabile, diventano matti. Sono uomini apparentemente normali, bravi ragazzi, padri di famiglia, ma non reggono alla perdita del privilegio, del potere. Non reggono allo smacco, alla sconfitta. Non si uccide per amore, si uccide quando si perde qualcosa e non si sopporta di averla perduta.

In fondo, in altro ambito, pensiamo alle lotte terribili tra operai e proprietari, pensiamo alla canzone «Se potessi avere mille lire al mese», a quel tempo in cui lavorare otto ore al giorno era un miraggio. Quelle otto ore sono state una conquista che è costata tante vite. Perché anche lì, in un ambito diverso, era una questione di potere, di privilegio di una parte su un’altra parte.

Per accettare la volontà di autodeterminazione della donna, bisogna essere maturi, razionali, bisogna avere la capacità di adeguarsi, Non sempre gli uomini lo sanno fare. E hanno paura. La violenza nasce sempre dalla paura. La violenza non appartiene alle persone sicure, forti, armoniose, la paura appartiene agli insicuri, ai deboli, ai malati di nervi.

Prima dell’autonomia magari la donna odiava il marito, ma lo sopportava perché fuori dal matrimonio la donna semplicemente non esisteva. Non è che i sentimenti fossero diversi, ma nessuna osava ribellarsi. Magari aveva un amante, magari più di uno. Ma non rompeva il matrimonio. Pensiamo ad Anna Karenina, una donna che si separa dal marito ma poi si butta sotto un treno perché non può restare in vita, perché la società la ostracizza. Pensiamo a Effi Briest, il romanzo di Theodor Fontane, che sostanzialmente racconta la stessa storia.

Lo stupro poi è l’atto di violenza estremo. Simbolicamente è l’aggressione verso la sacralità del ventre della donna, dove nasce la vita, dove nasce il futuro. In guerra era lecito, faceva parte dei diritti del vincitore perché in questo modo si agiva sul futuro della generazione vinta. Tutti coloro che lo compiono, anche inconsapevolmente, fanno questo. Umiliare la donna nel suo potete di procreare.

La cosa che fa ridere – se non fosse tragica – è che tutti gli stupratori si difendono dicendo la stessa cosa, che la donna era consenziente. Se si vanno a studiare i verbali, il copione non cambia. È la loro unica difesa, soprattutto quando, come nel caso che ha visto coinvolti i due carabinieri, ci sono tracce biologiche di un rapporto fisico. Non possono dire che non è vero. Dicono che la donna ci stava. Perché nessuno dice di una persona rapinata che quella era consenziente? Basta pensarci, è la stessa cosa.

Testo raccolto da Laura Anello

Abusi sessuali
EDITORIALI

Abusi sessuali: solo il 4,6% è commesso da estranei

Come spiega Linda Laura Sabbadini «solo il 4,6% degli abusi sessuali è commesso da estranei». In oltre sei casi su dieci il carnefice è il partner o un ex Solo…

vivicentro.it/opinioni
vivicentro/L’Italia di stupri e femminicidi
lastampa/Uomini che non accettano la nostra emancipazione DACIA MARAINI

Guidolin: “Il Napoli migliora di anno in anno, i campani fondano la loro forza su un gioco a memoria”

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Francesco Guidolin ha rilasciato queste dichiarazioni al quotidiano Tuttosport

Il tema tecnico pare invariato: la Juventus sembra avere un passo in più.

Si sono giocate appena tre giornate, presto per emettere giudizi definitivi. La Juve c’è sempre, il Napoli di Sarri migliora di
anno in anno ed è lì, e poi c’è l’Inter di Spalletti che può battersi ad armi quasi pari. Queste tre per me si contenderanno lo
scudetto. I bianconeri hanno un organico molto competitivo e la solita solidità; i campani fondano la loro forza su un gioco
ormai recepito a memoria mentre i nerazzurri ora hanno un tecnico che può far lievitare il collettivo e ciascun singolo. Un po’
dietro ci sono le due romane che, con un po’ di fortuna, possono inserirsi nella lotta“.

Che campionato prevede?

“Spero si riveli spettacolare. Raggiungere risultati senza giocare bene per me è impossibile. Non credo che si possa andare a caccia solo speculando. Sarebbe brutto se si ripetesse la storia dello scorso anno, quando a gennaio sembrava tutto definito. Mi sembra che dietro tutte le squadre si siano attrezzate. Per esempio la Spal ha un buon progetto, un gioco consolidato, un’ottima squadra e ha centrato colpi importanti sul mercato”.

Gazzetta distrugge Hamsik: “E’ un caso!”

Gazzetta distrugge Hamsik: “E’ un caso!”

La Gazzetta dello Sport va giù duro contro la prestazione offerta da Marek Hamsik“Difficile non parlare di crisi. Soprattutto quando devi metabolizzare la prima sconfitta della stagione. E che sconfitta, perché rimediata in Champions League. Non si può nascondere l’evidenza e, dunque, non si può non evidenziare il momento no di Marek Hamsik. Ormai, si è dinanzi a un caso che Maurizio Sarri sta provando a gestire evitando ulteriori contraccolpi. Ma il centrocampista slovacco è la brutta copia di quel giocatore talentuoso che tanto ha intrigato, in un recente passato, Milan e Juventus. Vederlo arrancare su ogni pallone è davvero imbarazzante, come potrebbe essere controproducente continuare a insistere su di lui”.

Al San Paolo in 40 mila con il Benevento: ecco quanti ospiti ci saranno

Al San Paolo in 40 mila con il Benevento: ecco quanti ospiti ci saranno

Sono previsti 40mila spettatori sulle tribune dello stadio San Paolo di Fuorigrotta per il primo derby in serie A tra Napoli e Benevento. Si torna a giocare alle ore 15 di domenica, un po’ il calcio all’antica. Il dato sugli spettatori lo riporta La Repubblica. Sarebbero in 1100 a giungere dal Sannio al capoluogo campano.

La critica di Corbo: “Sarri è muto per un’ora!”

Antonio Corbo su La Repubblica

Antonio Corbo scrive:

Ma sta così male l’Italia? La Champions chiama il Napoli a rivalutarne l’immagine. Da una Nazionale sbagliata alla Juve trinciata a Barcellona, alla più affannata Roma che pareggia con l’Atletico Madrid: l’Europa ha lasciato l’ultima parola a Sarri, muto però per per un’ora, attento a prendere nota di quanto non aveva previsto o potuto far comprendere al suo disincantato gruppo di esteti. Tardiva la reazione. Il punto della Roma sui 9 a disposizione delle italiane è nulla. Lo Shakhtar gioca nell’Ucraina Orientale, ma domina agilmente il suo campionato perché non ha nessuno e niente di quel calcio, è sudamericano nel palleggio, vagamente europea nel 4-2-3-1 ma soprattutto nel terzetto offensivo che insegue l’argentino Ferreyra. Il terzetto ha tecnica finissima, eleganza di direzione in Bernard, cambi di marcia in Marlos, tempismo nelle incursioni di Taison, brevilineo scuro e riccio che schioda la partita con un diagonale che condanna Reina, stavolta senza grandi colpe, ma complice sulla seconda rete per il mancato balzo sull’ennesima sventura subita dal Napoli. Cross dalla destra e colpo di testa di un avversario trascurato in area, Ferreyra.

La sudditanza iniziale del Napoli si spiega. Sottovaluti gli ucraini, che non gli consentono di giocare nella metà campo avversaria. Lo Shakhtar che impone il ritmo più alto ottenendo il possesso palla, quello che fa grande il Napoli in Italia. Terzo, il centrocampo non fa fatto argine, assiste e non interviene, marca così largo da perdere contrasti e spazi. Marlos e Bernard dominano tra le linee, Taison appena può si inserisce. Hamsik non è il peggiore, ripaga in parte Sarri della estrema fiducia che gli dimostra, quasi fosse la conferma terapeutica, ma il discreto Hamsik deve subire suo malgrado l’ennesima sostituzione. Forse perché coinvolto nella inerzia dell’intero centrocampo, tradito da Zielinski, preferito ad Allan tra i migliori a Bologna. Dopo Hamsik (sostituito da Mertens) anche Zielinski deve uscire , per rendere giustizia ad Allan. Sullo 0-2 il Napoli ritrova finalmente energie proprio con Allan ed un rigore con Mertens, travolto in area dal rude croato Stepanenko che costituisce con Fred una sbrigativa coppia di mediani.

Con Mertens è un’altra musica, la sua intraprendenza trasmette allegria e coraggio anche a Milik, che rimane prima punta di un vago 4-2-3-1 con Diawara e Allan binomio in mediana ed il terzetto avanzato di giocatori finalmente più vivaci: Callejon (in ombra per un’ora), Insigne al di sotto dello standard, quindi Mertens che tatticamente fa supplenza ad Hamsik come regista offensivo. Il Napoli ha tempo per riflettere e recuperare: ma sono troppe le volte. In Italia e fuori, spreca un’ora prima decollare. In Europa si vola alto o si resta a terra. 

‘Visto dalla panchina’ – Altro che il vestito…

‘Visto dalla panchina’ – Altro che il vestito…

Altro che il vestito, per questa serata di gala… qui ci vuole il giubbotto! Non so nemmeno come si scriva Shakhtar, ma so che questi ucraini sono la squadra più pericolosa del girone; guai a sottovalutarli! Allora via alla fisicità di Arek Milik lì davanti, supportato da Lorenzo e Callejon. Coppia assortita dietro, Kalidou e Albiol; Marek insostituibile, l’ho detto e lo penso. Mi aspetto muscoli e corsa da Diawara e Zielinski. Eppure quel Taison ci scappa di continuo, e già si affaccia dalle parti di Pepe dopo 4 minuti con un tiro diagonale insidioso. Questi giocano bene come dovremmo fare noi, ve l’ho detto anche nello spogliatoio, questi ci faranno soffrire! Nemmeno il tempo di dirlo, che con un’azione tiki taka ci mettono sotto. Mille volte avrò detto a Piotr di non cercare sempre l’anticipo! Gol a freddo. Maledizione. Va bene ragazzi, non ci disuniamo, teniamo botta e cerchiamo di imbastire calcio come sappiamo fare. Ma quella coppia in mezzo non funziona stasera, dobbiamo fare di più. Sfortunati anche quando potrebbe scapparci il loro autogol, e niente da fare… Lorenzo, cerca la porta, dai che il tuo tiro a giro da queste parti non lo conoscono! Accidenti, Pyatov sarà un portiere un po’ fuori forma, ma l’istinto lo ha conservato intatto.

Fine primo tempo.

Ragazzi non stiamo giocando come sappiamo, soffriamo troppo i tre di centrocampo loro. Adesso però si cambia musica, niente distrazioni e giochiamo palla a terra! Ecco, neanche il tempo di dirlo e Pepe mi esce a farfalle. 2 a 0. Incredibile, regaliamo i gol adesso?!?!?! Marek, tu e Zielinski uscite, entrano Mertens e Allan, cerchiamo di vivacizzare per vie centrali. Finalmente un po’ di brillantezza, e questo rigore ci serviva come il pane! Bravo Arek, uno che finalmente tira i rigori nell’angolino, forte e deciso! Palla al centro, e partiamo con il forcing finale, crediamoci ragazzi!!! Accidenti, questi ripartono forte, e il palo ci salva stavolta… Il tempo vola… Se Milik e Callejon sbagliano queste occasioni, allora la giornata è proprio “no”… Peccato, potevamo limitare i danni… Adesso ragazzi, la partenza è in salita, già non si può sbagliare più!

a cura di Fabiano Malacario

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Ex Juve Stabia – dopo Napoli e Vespe la discesa in Serie D. Ecco di chi si tratta

Matteo Contini, ex Juve Stabia, sta per diventare un nuovo calciatore della Pergolettese

Prosegue in Serie D la carriera di Matteo Contini, ex difensore tra le altre di Napoli, Siena e delle Vespe.

Il calciatore classe 1980 in estate si era legato alla Carrarese, per poi però sciogliere in breve il legame con la sua nuova squadra.

Ora Contini è in procinto di accasarsi alla Pergolettese, squadra del girone B di Serie D.

Per Contini nefasta l’esperienza alla Juve Stabia nel 2013/14 con la retrocessione delle Vespe e le prestazioni da horror del centrale.

Foto: Tuttomercatoweb

La rivolta dei presidi sulle vaccinazioni

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La legge sulle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola scatena la rivolta dei presidi: «Siamo favorevoli, ma il nostro lavoro non è fare gli sceriffi».

“Non facciamo gli sceriffi”. La protesta dei presidi sui vaccini

Favorevoli alla legge ma preoccupati per i nuovi compiti di controllo

ROMA – «Non devono metterci nelle condizioni di dover fare i carabinieri. Stiamo applicando la legge sui vaccini ma ci sentiamo presi tra l’incudine del principio etico dell’accoglienza e del diritto allo studio e il martello della tutela della salute». Ezio Delfino parla a nome dei suoi colleghi della Disal, una della associazioni dei dirigenti scolastici, in prima linea nell’applicazione della legge sulle vaccinazioni obbligatorie. «Parlare di caos mi sembra esagerato perché abbiano notizia di casi molto sporadici di mancato ingresso ad asili e materne, però ci stanno facendo fare un lavoro di accertamento delle documentazioni che non è il nostro ma di chi ha competenze sanitarie nelle Asl», gli fa eco Giorgio Rembado, a capo del’Anp, l’associazione nazionale presidi.

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Nel frattempo qualche no vax, come alla materna “Dozza” di Bologna, fa arrivare una diffida legale ai dirigenti che chiedono il curriculum vaccinale, e qualcun altro si appella alle forze dell’ordine. Ma le segnalazioni di “respingimenti” pervenute alle diverse organizzazioni dei dirigenti scolastici non arrivano al centinaio. Anche se per i presidi tutto ciò non esclude ci siano tensioni. Che stanno cercando di allentare con la moral suasion. «La legge ci concede 10 giorni prima di trasmettere la lista degli inadempienti alle Asl e noi – confida Delfino – stiamo utilizzando questo tempo per spiegare alle famiglie come adeguarsi, anche perché in molti casi non sono ideologicamente contrarie ai vaccini, ma magari non hanno capito cosa fare o semplicemente sono tornate ora dalle vacanze».

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Il motto dei presidi è «niente pugno duro ma dialogo con le famiglie». Sembra essere lo stesso anche di parecchi uffici scolastici regionali. Come quello dell’Emilia Romagna, dove il direttore generale, Stefano Vasari, ha stilato le linee guida per i presidi, invitandoli a un lavoro di persuasione con telefonate, mail e incontri, evitando «qualsiasi conflitto relazionale e clamore comunicativo con le famiglie».

Facile a dirsi meno a farsi, soprattutto in quelle parti d’Italia, e sono la maggioranza, dove le carenze di personale rendono difficile già garantire la normale attività didattica, denunciano le associazioni dei presidi.

Intanto la Disal ha scritto alle ministre della Salute e dell’Istruzione, Beatrice Lorenzin e Valeria Fedeli, per chiedere una piccola deroga nell’applicazione della norma «che è stata convertita in legge solo il 31 luglio», lamentano. Un appello destinato a restare inascoltato, perché entrambe le ministre hanno ribadito che la legge è già molto chiara così.

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In realtà un chiarimento importante lo abbiamo raccolto dal Dicastero della salute: per far rientrare i propri figli all’asilo o alla materna basta presentare in qualsiasi momento la documentazione che era stata richiesta entro l’11 settembre, comprese mail, raccomandate o registrazioni di telefonate che attestino la sola volontà di prenotare un appuntamento con il centro vaccinale. Insomma, a deroghe si stanno sommando deroghe. Ma anche questo non basta ai no vax, alla ricerca di qualsiasi cavillo per non cedere nemmeno all’autocertificazione, nella quale dichiarare il falso comporta comunque la commissione di un reato. E allora in Friuli, ma episodi analoghi si starebbero verificando anche in altre regioni, le Asl sono state invase da centinaia di raccomandate-fotocopia dove mamme e papà «chiedono un appuntamento con medici e dottori delle strutture per effettuare possibili vaccinazioni». Dove in quel «possibile» si aprirebbe un’autostrada verso l’aggiramento dell’obbligo. Tant’è che questo genere di richieste sono già state bocciate come irregolari dal ministero di Lorenzin. Che intanto incassa l’approvazione del presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker: «Appoggiamo le misure nazionali di vaccinazione. Non è pensabile – ha ammonito davanti al Parlamento europeo – che nell’Ue muoiano ancora bambini per malattie evitabili».

Ma la sindaca di Roma, Virginia Raggi, torna ad attaccare: «Se i bambini non saranno ammessi verranno favoriti i nidi abusivi», ha denunciato, ribadendo che «la normativa è carente e si presta a numerose interpretazioni». «La legge è chiarissima – replica Lorenzin – si vuole solo far confusione». Intanto però la ministra ammette di aver ricevuto segnalazioni di istituti privati che non chiederebbero alcuna documentazione.

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lastampa/“Non facciamo gli sceriffi”. La protesta dei presidi sui vaccini PAOLO RUSSO

ASD San Paolo ringrazia i tifosi per l’amore verso la squadra

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Il Calcio a Solarino appartiene ai Tifosi

L’ ASD San Paolo è una giovane società calcistica, ma sin dal primo momento ha ben capito che il punto focale della loro avventura sono i tifosi, che malgrado la disavventura degli ultimi giorni, hanno deciso di rimanere “Fedelissimi”.

Per questo il San Paolo ringrazia con un comunicato i propri tifosi:

La società sportiva ASD San Paolo 2017, ringrazia con sentimenti di profonda vicinanza i tifosi del Gruppo Fedelissimi di Solarino.
A nome del Presidente e di tutti i tesserati della società, ringraziamo i tifosi per l’affetto, la passione e il sostegno. Nel pomeriggio,
hanno dimostrato durante l’ingresso in campo della squadra una passione unica, grande dimostrazione di vicinanza ed affetto.
E’ stata una bellissima sorpresa e lo spettacolo regalato dai tifosi è stato emozionante e capace di trasmettere una carica positiva alla squadra.
Orgoglio e soddisfazione, oltre che certezza che la strada intrapresa è quella giusta e dove i capisaldi restano in primis correttezza e fairplay sportivo.

Ufficio Stampa Asd San Paolo 2017

Un tifoso non si sceglie è  lui a sceglierti per la vita e così è stato per i Fedelissimi.

Champions, Sarri cambia modulo e prova a recuperare la partita

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Sarri durante la partita contro lo Shakhtar Donetsk adotta una soluzione per scuotere i suoi Sarri durante la partita contro lo Shakhtar Donetsk adotta una soluzione per scuotere i suoi e provare a recuperare la partita iniziata sui binari sbagliati

L’edizione di oggi del Corriere del Mezzogiorno analizza la partita di ieri sera dal Napoli in Ucraina contro lo Shakhtar Donetsk. il quotidiano a riguardo ha scritto: “Sarri scuote i suoi e cambia modulo, sceglie la soluzione disperata del 4-2-3-1 inserendo Mertens per Hamsik ancora una volta non brillante nonostante un paio di spunti interessanti. La svolta tattica dura solo sei minuti, poi entra Allan per Zielinski e si torna al 4-3-3″.

Paolo Bianco incontra i tifosi all’associazione “Amici di Siracusa”

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Paolo Bianco ospite all’Associazione “Amici di Siracusa”

Ieri Paolo Bianco, Mister del Siracusa Calcio è stato ospite dell’associazione “Amici di Siracusa”. Si è reso disponibile a interagire e a rispondere alle varie curiosità dei tifosi.

Ciò che è saltato subito all’occhio è stata la sua affabilità con i tifosi e la familiarità che ha avuto con tutti quanti.

Il Mister è davvero un punto importante come disse Laneri. Infatti, la società ha sempre puntato a restaurare un rapporto particolare con la tifoseria e Paolo Bianco è l’uomo adatto. Non si erge a nessun piedistallo, sta alla battuta e risponde alle domande un po’ ostiche con sorriso.

Si è parlato tanto con Bianco, della salsiccia buona di “zio Franco”, delle bellezze di Siracusa e soprattutto del Siracusa Calcio.

Mister Bianco parla di una squadra che vuole ottenere ottimi risultati, in grado di scalare la classifica e dopo dare anche spettacolo.

All’affermazione che a Trapani comunque la squadra ha ottenuto un buon risultato malgrado una sconfitta risponde con una giusta osservazione:

“È comunque una sconfitta[…] non puoi partire con una sconfitta.”

Una delle domande forse che tutti avrebbero voluto fare era il perché di un centrocampo così lento e a volte mancante:

“La colpa non è mai di un singolo reparto e questo tocca a me migliorarlo”.

È prematuro parlare di aspettative? qualcun altro chiede.

“Ci sono sempre -risponde Bianco- non bisogna porsi dei limiti, ma neanche fare proclami.”

Si discute anche del nuovo sintetico, afferma che i giocatori sono abituati ad un simile campo allenandosi al “Centro Sportivo Pantanelli” o  sul campo di Palazzolo, ma nel nuovo prato sarà diverso all’inizio. Infatti malgrado l’esperienza dei giocatori sul manto sintetico, sarà  una superficie dura proprio perché ancora non collaudata.

Comunque lunedì si tornerà a casa e quindi gli azzurri potranno finalmente provare il nuovo manto erboso.

Arriva anche la domanda che tasta alcuni settori tattici del calciomercato Siracusano, chiedendo chi avesse tenuto dei calciatori non più nella rosa aretusea. Il Mister risponde con decisione:

“Nessuno”- continuando a spiegare che a chi è stata concessa l’opportunità di rimanere ha chiesto un ingaggio più elevato e quelli che adesso giocano per il Siracusa sono contenti di farlo perché come lui credono nella squadra.

Paolo Bianco chiude con un rinnovo ai Tifosi dell’apertura delle porte dello stadio durante gli allenamenti, perché per i tifosi i cancelli dello Stadio saranno sempre aperti.

Ad Annibale si attribuisce una frase pronunciato  quando i suoi generali gli riportarono che era impossibile attraversare le Alpi con gli elefanti (ovviamente detta in Punico, noi qui la riporteremo in Latino):

 “Aut viam inveniam aut faciam“-  “Troverò un modo, o ne inventerò uno”

È azzardato accostare la figura di Annibale al Mister, ma mai frase è sembrata più adatta a lui.

 

Si ringrazia L’Associazione Amici di Siracusa per lo splendido incontro organizzato con Paolo Bianco.

Gazzetta: “Quando il Napoli di Sarri non fa il suo gioco diventa fragile”

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La Rosea bacchetta il Sarri della partita contro lo Shakhtar, soffermandosi su diversi punti

La Gazzetta dello Sport critica la tattica adottata da Sarri nella partita di ieri contro lo Shakhtar: “Una regola fondamentale del calcio recita: prima di ricevere il pallone, devi aver già pensato a chi appoggiarlo. Cioè: la rapidità di esecuzione è tutto. E proprio la velocità, sia di applicazione nella manovra sia di circolazione della palla, è stato il punto debole del Napoli. Per lunghi tratti della partita gli uomini di Sarri sono stati imprigionati dallo Shakhtar: gli ucraini hanno scelto di tenere i ritmi bassi, sono rimasti molto corti e molto stretti e, così facendo, hanno tolto lo spazio vitale al Napoli che non ha potuto ricamare e tocchettare com’è abituato. A sorprendere è la difficoltà dei Sarri Boys nel creare le consuete ragnatele di passaggi. Il terzetto di centrocampo, con Diawara in mezzo e Zielinski e Hamsik ai lati, non riesce mai a disegnare azioni pericolose: manca rapidità, gli appoggi sono spesso all’indietro e per gli attaccanti non ci sono i presupposti per aggredire gli spazi offensivi. Una delle giocate preferite della squadra di Sarri è la seguente: passaggi stretti tra Hamsik, Insigne e Ghoulam sulla sinistra, e lancio dalla parte opposta dove piomba Callejon. Quante volte si è vista questa soluzione a Donetsk? Mai, o quasi mai. Perché? Va dato merito alla disposizione degli ucraini, sempre pronti a raddoppiare sul portatore di palla, e sempre abili a scalare in fase difensiva. Le grandi squadre, e il Napoli ha tutto per diventare grande, sanno gestire anche i momenti difficili, riescono a sopportare le sfuriate dei nemici e, magari, piazzano la giocata decisiva quando nessuno se l’aspetta. Il Napoli, invece, perlomeno il Napoli di adesso, per vincere deve essere sempre rapido, aggressivo, imprevedibile. Purtroppo, però, non sempre si può essere belli

Coppa Italia- Il Real Forio cala il tris alla Pompeiana e accede ai sedicesimi

Seconda vittoria consecutiva in Coppa Italia Eccellenza e Promozione per il Real Forio, che batte la Pompeiana 3-1 e si qualifica per i sedicesimi di finale. Partita abbastanza semplice per i biancoverdi nonostante l’1-1 messo a segno dagli ospiti allo scadere del primo tempo dopo l’1-0 di Trofa. Le reti di Boria e Castagna nel secondo tempo hanno permesso  agli isolani di conquistare altri tre punti e quindi di passare il primo turo a punteggio pieno. Una vittoria che serviva più che altro al morale della squadra dopo il brutto 4-0 rimediato in campionato.

LE FORMAZIONI. Tante le assenze da una parte e dall’altra. In casa Forio, Naldi era squalificato (così come il nuovo arrivato Matarese), mentre Di Dato, Chiaiese e Francesco Iacono hanno riposato per evitare l’aggravarsi di qualche problemino fisico. Dunque Impagliazzo tra i pali, poi solita difesa a tre: dal 1′ Mancusi, Nicola Calise e Conte; a centrocampo Trofa e Sannino nel mezzo, con Iacono C. e Aiello sugli esterni. A completare il 3-4-3 di mister Leo, il tridente d’attacco composto da Castagna, Cantelli e Savio. Tanti giovani in campo anche per la Pompeiana, presentatosi sull’isola senza diversi titolari. Questo l’undici titolare scelto da mister Blando: Capaccio, Vitiello, De Vito, Esposito, Morano, Salvatore, Salvato, Carnevale, Liccardi, Palomba e Contieri.

LA PARTITA. Primi 25′ giocati ad altissimo livello dal Real Forio. Belle giocate palla a terra, corsa e tante occasioni da gol. Alla prima utile passano in vantaggio i padroni di casa. Al 13′ scambino in maniera splendida il pallone Castagna e Cantelli, per poi arrivare a Trofa che non può sbagliare davanti al portiere avversario. La Pompeiana soffre e dopo quattro minuti i biancoverdi sprecano un’importante palla-gol per il raddoppio: Savio lancia Castagna sull’out di destra, l’esterno classe ’97 di mister Leo non è precisissimo nel tiro e il portiere para; sulla ribattuta non arriva Cantelli. Il Real Forio gioca bene e al 27′ è sempre Castagna – servito da Trofa –  a divorarsi il gol a tu per tu con il portiere. Dopo i primi 25′ i ritmi calano, i ragazzi di mister Leo probabilmente si rilassano. A dieci minuti dalla prima frazione, Christian Iacono è costretto ad abbandonare il campo per infortunio, al suo posto entra Diego Boria. Il neo entrato va vicinissimo al gol al 39′, quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo il suo colpo di testa sfiora il palo. Al 43′ occasione clamorosa sbagliata dal Forio: ottimo il cross di Davide Trofa dalla sinistra, sul pallone arriva puntualissimo Savio che, però, da zero metri sbaglia il colpo di testa. Sul ribaltamento di fronte, la Pompeiana (mai pericolosa) passa in vantaggio grazie alla rete siglata da Salvato, bravo ad inserirsi nel cuore dell’area approfittando della dormita difensiva foriana. Il primo tempo termina sull’1-1, Forio colpevole di non aver concretizzando le tante occasioni create. Nella ripresa non accade praticamente nulla nei primi 15′, da segnalare i due cambi di mister Blando che manda in campo Granato e Gessosi per Liccardi e Contieri. Al quarto d’ora esatto, Boria prova un tiro dalla distanza, il portiere ci arriva, ma il pallone si insacca ugualmente; gol e sobria esultanza per il foriano DOC classe ’98. Al 21′ il Real Forio chiude definitivamente i conti con un’altra bella azione: uno-due tra Savio e Trofa, quest’ultimo scatta sulla destra e serve l’assist perfetto per il tocco a porta vuota di Castagna. I restanti minuti della gara servono ai due tecnici esclusivamente per provare altri giocatori. Mister Leo manda in campo Reale, Mazzella (appena annunciato) e Nicolella, mentre la Pompeiana fa entrare anche Saldamaro. Finisce 3-1 per il Real Forio, che passa il turno e digerisce la sconfitta subita in casa della Maddalonese. Sabato pomeriggio (ore 15.30), allo stadio “Calise” arriverà la forte Afragolese. Servirà una grande prestazione per riuscire a fare risultato. Non dovrà mancare anche il supporto del pubblico, che pure in occasione della partita di coppa si è presentato in numero sufficiente. L’incasso di questa gara e di quella con l’Afragolese sarà interamente devoluto ai terremotati isolani.

 

REAL FORIO  3

POMPEIANA  1

 

R.FORIO: Impagliazzo, Mancusi, Iacono C. (35’p.t. Boria), Conte (30′ s.t. Mazzella), Calise N., Aiello (23’s.t. Onorato), Castagna, Trofa, Savio, Sannino, Cantelli (38’s.t. Nicolella). (In panchina: Iacono G., Calise G., Granillo). All. Leo

POMPEIANA: Capaccio, Vitiello, De Vito, Esposito, Morano, Salvatore, Salvato, Carnevale, Liccardi (9’s.t. Granato), Palomba, Contieri (14′ Gessosi). (In panchina: Abbellito) All. Blando

ARBITRO: Decimo di Napoli (Ass. Savino e Marletta di Napoli)

RETI: 13′ Trofa (RF), 45′ Salvato (P), 60′ Boria, 67′ Castagna (RF)

NOTE: Calci d’angolo 2-0. Ammoniti Boria (RF), Salvatore (P)

SPETTATORI: circa 100

Contro il Benevento Sarri potrebbe far esordire un giocatore

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Con la mente già  rivolta al match di domenica contro il Benevento, Sarri pensa al turnover

Dopo una giornata di riposo per il Napoli, Maurizio Sarri tornerà a lavorare in vista del match di domenica contro il Benevento.
Dopo la sconfitta di ieri in Ucraina contro lo Shakhtar è giusto pensare a qualche cambio, in particolare nel reparto difesa. Secondo quanto riporta l’edizione di oggi de La Repubblica, Sarri starebbe pensando di mettere in campo Maggio al posto di Hysaj. Far esordire Nikola Maksimovic dal primo minuto che è ancora a zero nei minuti giocati sia in campionato che è in coppa. Una possibilità ci potrebbe essere anche per Marko Rog e Zielinski.

La prudenza non fa parte di Sarri, ora qualificazione più difficile

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L’analisi di Repubblica sulla sconfitta del Napoli e sulle scelte di Sarri

L’edizione di oggi del quotidiano Repubblica analizza la sconfitta del Napoli in Ucraina per 2-1 contro lo Shakhtar Donetsk. Gli azzurri non sono riusciti a recuperare una partita messa ormai su binari non positivi. Il giornale scrive che adesso, dopo questo ko, la qualificazione alla fase ad eliminazione sarà più difficile.
Poi lo stesso quotidiano commenta le scelte di Maurizio Sarri: la prudenza non fa parte del Dna dell’allenatore toscano, che ha deciso lo stesso di affrontare la trasferta in Ucraina con una formazione troppo spregiudicata: da cui sono rimasti inizialmente esclusi Allan e Mertens, sostituiti con i polacchi Zielinski e Milik

Siracusa Calcio: Lunedì si ritorna allo Stadio Nicola De Simone

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Finalmente si ritorna a casa!

Il Siracusa Calcio  tornerà lunedì allo stadio Nicola De Simone. Notizia data da Mister Bianco durante la sua visita all’associazione “Amici di Siracusa”.

Il Mister ammette che all’inizio sarà difficile giocare sul manto nuovo perché, malgrado l’esperienza dei giocatori sul manto sintetico, sarà  una superficie dura proprio perché ancora non collaudata.

Paolo Bianco apre le porte ai tifosi durante l’allenamento ed aggiunge che, malgrado sia a porte chiuse a ridosso della data del match, per i tifosi aretusei gli accessi saranno sempre consentiti.

Lo stadio Nicola De Simone sarà il terzo impianto sportivo del girone C munito di un manto sintetico (ad oggi presente solo a Trapani e Castellammare di Stabia)

 

CTB: la stagione teatrale 2017-18

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Il Cartellone 2017/2018 del CTB, con i suoi 35 titoli, punta ad ampliare ancora di più la proposta di spettacolo, mantenendo l’obiettivo di offrire un teatro d’arte per tutti.

Tempi teatrali segna una sfida: dare ampio spazio a testi ed artisti di oggi, ma tenendo ben saldo il legame con la nostra immensa tradizione culturale.

Molti i Classici rivisti da autori contemporanei, numerose le nuove drammaturgie ispirate a temi e capolavori della letteratura e del teatro europei. Tanti i giovani registi ed attori chiamati a confrontarsi con i maestri di ieri.

Non mancheranno ovviamente novità assolute, interpretate da grandissimi nomi della scena italiana.
Una Stagione a 360 gradi, alla ricerca di un dialogo necessario, inquieto e fecondo, tra passato e presente.
Per immaginare assieme il teatro di domani

CURAMISTREGA

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DAL 22 SETTEMBRE AL 24 SETTEMBRE

I DUE GENTILUOMINI DI VERONA

I DUE GENTILUOMINI DI VERONA

DAL 24 OTTOBRE AL 05 NOVEMBRE

IL SOCIALE DEI BAMBINI

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DAL 08 NOVEMBRE AL 13 NOVEMBRE

IL MALATO IMMAGINARIO

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DAL 15 NOVEMBRE AL 19 NOVEMBRE

UNA BESTIA SULLA LUNA

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DAL 21 NOVEMBRE AL 10 DICEMBRE

CANTO ALLA CITTÀ

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DAL 29 NOVEMBRE AL 30 NOVEMBRE

SANTA MADERA

SANTA MADERA

02 DICEMBRE

QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO

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DAL 14 DICEMBRE AL 17 DICEMBRE

GIRO DI VITE

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16 DICEMBRE

DAS KAFFEEHAUS

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DAL 19 DICEMBRE AL 20 DICEMBRE

BUONANOTTE BRIVIDO

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31 DICEMBRE

GIULIO CESARE

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DAL 10 GENNAIO AL 14 GENNAIO

PINOCCHIO

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DAL 17 GENNAIO AL 21 GENNAIO

SORELLE MATERASSI

SORELLE MATERASSI

DAL 24 GENNAIO AL 28 GENNAIO

TEMPORALE

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DAL 30 GENNAIO AL 18 FEBBRAIO

PERLASCA. IL CORAGGIO DI DIRE NO

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DAL 01 FEBBRAIO AL 02 FEBBRAIO

PER NON MORIRE DI MAFIA

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DAL 07 FEBBRAIO AL 10 FEBBRAIO

INTRIGO E AMORE

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DAL 14 FEBBRAIO AL 18 FEBBRAIO

ACCABADORA

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20 FEBBRAIO

LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO

LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO

DAL 21 FEBBRAIO AL 25 FEBBRAIO

ALMANACCO SICILIANO

ALMANACCO SICILIANO

DAL 27 FEBBRAIO AL 04 MARZO

MAGNIFICAT

MAGNIFICAT

05 MARZO

I MALAVOGLIA

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DAL 07 MARZO AL 11 MARZO

CASA DI BAMBOLA

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DAL 13 MARZO AL 15 MARZO

SHAKESPEARE / SONETTI

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DAL 14 MARZO AL 24 MARZO

DELITTO E CASTIGO

DELITTO E CASTIGO

DAL 22 MARZO AL 24 MARZO

NON DIRLO, IL VANGELO DI MARCO

NON DIRLO, IL VANGELO DI MARCO

27 MARZO

IFIGENIA, LIBERATA

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DAL 04 APRILE AL 08 APRILE

OTTOCENTO

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DAL 12 APRILE AL 22 APRILE

LA MOGLIE

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24 APRILE

MARILYN

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DAL 26 APRILE AL 29 APRILE

PEER GYNT

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DAL 02 MAGGIO AL 06 MAGGIO

I MISERABILI

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DAL 08 MAGGIO AL 20 MAGGIO

SOLARIS

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DAL 10 MAGGIO AL 11 MAGGIO

ELETTRA, BIOGRAFIA DI UNA PERSONA COMUNE

ELETTRA, BIOGRAFIA DI UNA PERSONA COMUNE

17 MAGGIO

NINA

NINA

19 MAGGIO

 

Auriemma: “Stasera abbiamo visto un Napoli appagato e un Shakthar affamto”

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Le parole di Raffaele Auriemma nel post partita Shakthar Donetsk– Napoli

Raffaele Auriemma, al termine della prima partita della fase a gironi di Champions League del Napoli in trasferta contro Shakthar Donetsk, ha dichiarato ai microfoni di Premium: “La storia di voler preservare Hamsik non funziona, in questo Napoli ci sono diversi elementi cardine che non sono ancora rodati. In questa partita non avrei mai eliminato Mertens e Allan, questi due giocatori sono quelli che sono al top in questo momento. Sarri doveva schierare giocatori più dinamici. Stasera abbiamo visto un Napoli appagato e un Shakthar affamato, in champions non si può giocare come si fa in campionato.”

 

Cesari: “Arbitraggio normale, il fallo che ha portato al rigore era da rosso”

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Le parole di Graziano Cesari nel post partita Shakthar Donetsk– Napoli

Graziano Cesari, al termine della prima partita della fase a gironi di Champions League del Napoli in trasferta contro Shakthar Donetsk, ha dichiarato ai microfoni di Premium:”Arbitraggio normale. L’arbitro ha ammonito uno per squadra per evitare di fare dei torti. Il fallo che ha portato al rigore dovrebbe essere stato punito con un cartellino rosso, è entrato con il piede a martello ad alta velocità”