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Mertens: “Le squadre iniziano a studiare il nostro gioco, il pallone è uno stimolo”

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Le parole di Dries Mertens nel post partita Napoli-Benevento

Le parole di Dries Mertens ai microfoni di premium al termine del derby Napoli-Benevento: ” In Ucraina abbiamo sbagliato. Le squadre iniziano a studiare il nostro gioco e prendono le contromisere, fanno tutte per non farci giocare. Rigore? Il mister dice sempre che dobbiamo tirarli io e Jorginho. Quando c’erano la mamma e la sorella glieli ho lasciati, oggi non potevo. Il pallone che mi porto è uno stimolo per me e la squadra. Il campionato è ancora lungo. Hamsik stato sfortunato, sappiamo le abilità di Marek.”

 

F1, GP Singapore 2017 – Ordine d’arrivo, classifica piloti e costruttori 2017, pagelle

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Il GP di Singapore rischia di avere deciso anzitempo il Mondiale 2017 di Formula Uno, e non per colpa della pioggia che si manifesta a sorpresa.

Non è facile analizzare e descrivere una corsa quando tutto, o quasi, si decide nel giro di poche centinaia di metri. La gara più lunga del calendario, che quasi sempre tocca le due ore (anche oggi, infatti, le ha sforate) si decide alla partenza, con il contatto che elimina le due Ferrari di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen e la Red Bull di Max Verstappen. Da quella carambola emerge Lewis Hamilton (Mercedes) che, partendo indietro, evita i guai e sale al comando. Una posizione che non lascerà più, nonostante il pressing di Daniel Ricciardo (Red Bull). Per l’inglese 25 punti pesantissimi anche perchè inattesi, in una corsa nella quale si aspettava di gareggiare in difesa. Il Mondiale ormai lo ha nelle mani. 28 punti di vantaggio a sei gare dalla fine sono un tesoro che non si lascerà certo scappare.

Completano le prime dieci posizioni: un ottimo Carlos Sainz (Toro Rosso), quarto ad una decina di secondi dalla vetta, quindi Sergio Perez (Force India) al quinto posto, un sorprendente Jolyon Palmer (Renault) sesto, Stoffel Vandoorne (McLaren) settimo, Lance Stroll (Williams) ottavo, Romain Grosjean (Haas) nono e Esteban Ocon (Force India) decimo. Non ritirati Felipe Massa (Williams) undicesimo e Pascal Wehrlein (Sauber) ultimo a due giri.

L’analisi: Ferrari ko, Lewis Hamilton sopravvive e domina la gara, con Ricciardo che nulla può

FERRARI – Doveva essere l’occasione della svolta. Dopo il doppio pugno subito a Spa e Monza, la scuderia di Maranello voleva fare bottino pieno a Marina Bay. La pole di ieri di Sebastian Vettel aveva dimostrato che il fine settimana poteva andare nella giusta direzione. L’avevamo detto e scritto, la partenza sarebbe stata decisiva. E così è stato, ma non come si aspettavano i protagonisti in rosso. Doppio, sanguinoso, ritiro e sogni di Mondiale di Vettel che rischiano di svanire. Un peccato enorme, sia per come è avvenuto, sia perché la vittoria era alla portata. Rialzarsi dopo questo pugno, ora sì, da ko, non sarà per niente semplice.

MERCEDES – Lewis Hamilton quest’oggi ha incassato un “Jolly” enorme. Ritiro del rivale diretto nonché grande favorito della gara e, addirittura, successo finale. 25 punti che regalano una iniezione al morale non da poco e che vanno ben oltre ai meriti di una vettura che, fino a ieri, balbettava nei confronti dei rivali. La pioggia, prima ancora dell’incidente, ha dato una generosa mano alle W08. In condizioni di pista bagnata e, successivamente, umida, la vettura sa esprimesi al meglio. Tutta un’altra musica rispetto all’asciutto e al caldo di ieri. Tutto quello che poteva avvenire per dare una mano alla scuderia di Brackley è intervenuto. C’è poco altro da aggiungere.

RED BULL – Discorso simile rispetto a quello della Ferrari. Max Verstappen e Daniel Ricciardo avevano messo in mostra un passo gara impossibile per tutti e, in condizioni normali, avrebbero messo grande pressione a Vettel. Anche per loro, invece, quanto accaduto in curva 1 ha scombinato i piani. Olandese fuori e australiano costretto a combattere in primis con una vettura non performante sul bagnato (non come sull’asciutto) e con Hamilton. Era l’ultima grande chance per il team di Milton Keynes in questo 2017, ma si conclude con un pugno di mosche, o poco più.

TORO ROSSO – Carlos Sainz quarto. Già questo vale una bella fetta della stagione della scuderia di Faenza. Lo spagnolo riesce a evitare i problemi al via (nonostante un paio di uscite di pista innocue) e conquista la migliore prestazione in carriera. La vettura sul bagnato paga meno dazio del previsto e lo conduce ad un risultato insperato. Il suo compagno di box, Daniil Kvyat, è protagonista di un incidente in curva 5 davvero banale e conferma la sua annata quanto mai negativa.

FORCE INDIA – Le vetture “all pink” dopo un sabato complicato ringraziano pioggia e parapiglia al viache consentono a Sergio Perez (fresco di rinnovo) di centrare un insperato quinto posto, mentre Esteban Ocon, dopo una gara molto combattuta, si accontenta di un punto. La Force India non sta attraversando il suo miglior momento della stagione, ma i punti arrivano sempre.

RENAULT – Anche se ha i giorni, o forse le ore, contate in scuderia, Jolyon Palmer si regala un ottimo sesto posto, a pochi secondi dalla quarta posizione. Dopo le buone avvisaglie dei giorni scorsi, invece, Nico Hulkenberg è costretto al ritiro, dopo aver mantenuto a lungo la terza posizione. Poteva essere il suo primo podio in carriera e di conseguenza anche per la Renault dopo il rientro in F1, ma per colpa della sfortuna non è stato possibile.

MCLAREN – Discorso simile a quello della Renault. Il settimo posto di Stoffel Vandoorne ribadisce che la macchina inglese migliora gara dopo gara, ma il ko di Fernando Alonso priva la scuderia di una chance più concreta per puntare a qualche altro punto. Dopo l’annuncio del divorzio con la Honda sembra che il team viva la stagione con un clima migliore.

WILLIAMS – Guardando il bicchiere mezzo pieno si può valutare che entrambe le vetture giungono al traguardo. Ottavo Lance Stroll, che prosegue nel portare a casa buoni risultati, mentre Felipe Massa non riesce a esprimersi al meglio con la sua vettura e chiude fuori dalla zona punti a ben 46 secondi da Hamilton. Come prestazioni, dunque, bicchiere mezzo vuoto.

HAAS – Romain Grosjean conclude in nona posizione ed è davvero poca cosa. Kevin Magnussen, invece, dopo diverse battaglie, anche rudi, nella pancia del gruppo è costretto al ritiro. La vettura rimane lontana dalla competitività, per cui ormai il team americano deve pensare alla stagione 2018.

SAUBER –  Marcus Ericsson si pianta sul ponte di curva 15, mentre Pascal Wehrlein al traguardo arriva, ma con due giri di ritardo, nonostante le Safety Car. Un campionato 2017 che assomiglia sempre più ad un lungo calvario per la scuderia elvetica.

Ordine d’arrivo:

vittoria di Lewis Hamilton, fuga per il Mondiale! Vettel marca uno 0 pesante: incidente con Raikkonen e Verstappen in partenza

1. Hamilton
2. Ricciardo
3. Bottas

4. Sainz
5. Perez
6. Palmer
7. Vandoorne
8. Stroll
9. Grosjean
10. Ocon
11. Massa
12. Wehrlein
13. Magnussen
14. Hulkenberg
15. Ericsson
16. Kvyat
17. Alonso
18. Vettel
19. Verstappen
20. Raikkonen

Classifica Mondiale piloti 2017:

Lewis Hamilton allunga su Sebastian Vettel dopo il GP di Singapore

Il 14° round del Mondiale 2017 di F1 costa caro alla Ferrari. Il ritiro al via di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, consente a Lewis Hamilton di allungare in graduatoria con 28 punti di vantaggio sul tedesco della Ferrari. A -6 gare dal termine, è chiaro che il pilota della Mercedes ha un vantaggio non trascurabile.

CLASSIFICA MONDIALE PILOTI 2017

POS DRIVER NATIONALITY CAR PTS
1 Lewis Hamilton GBR MERCEDES 263
2 Sebastian Vettel GER FERRARI 235
3 Valtteri Bottas FIN MERCEDES 212
4 Daniel Ricciardo AUS RED BULL RACING TAG HEUER 162
5 Kimi Räikkönen FIN FERRARI 138
6 Max Verstappen NED RED BULL RACING TAG HEUER 68
7 Sergio Perez MEX FORCE INDIA MERCEDES 68
8 Esteban Ocon FRA FORCE INDIA MERCEDES 56
9 Carlos Sainz ESP TORO ROSSO 48
10 Nico Hulkenberg GER RENAULT 34
11 Felipe Massa BRA WILLIAMS MERCEDES 31
12 Lance Stroll CAN WILLIAMS MERCEDES 28
13 Romain Grosjean FRA HAAS FERRARI 26
14 Kevin Magnussen DEN HAAS FERRARI 11
15 Fernando Alonso ESP MCLAREN HONDA 10
16 Jolyon Palmer GBR RENAULT 8
17 Stoffel Vandoorne BEL MCLAREN HONDA 7
18 Pascal Wehrlein GER SAUBER FERRARI 5
19 Daniil Kvyat RUS TORO ROSSO 4
20 Marcus Ericsson SWE SAUBER FERRARI 0
21 Antonio Giovinazzi ITA SAUBER FERRARI 0

Classifica Mondiale costruttori 2017:

Mercedes sempre più sola in vetta dopo il GP di Singapore

Il successo di Lewis Hamilton ed il terzo posto di Valtteri Bottas a Marina Bay (Singapore) consentono alla scuderia di Stoccarda di allungare in maniera importante nella graduatoria costruttori con 6 gare al termine. Ferrari a -102 punti dalle Frecce d’Argento.

CLASSIFICA MONDIALE 2017 COSTRUTTORI

POS TEAM PTS
1 MERCEDES 475
2 FERRARI 373
3 RED BULL RACING TAG HEUER 230
4 FORCE INDIA MERCEDES 124
5 WILLIAMS MERCEDES 59
6 TORO ROSSO 52
7 RENAULT 42
8 HAAS FERRARI 37
9 MCLAREN HONDA 17
10 SAUBER FERRARI 5

Le pagelle:

Lewis Hamilton freddo e veloce, Ferrari colpita e affondata? Che gara Sainz e Perez!

Sebastian Vettel 5: Partenza non eccezionale e l’essersi spostato in maniera così evidente sulla sinistra, generando in qualche modo l’incidente dal via, potrebbe costargli il Mondiale. Una condotta da valutare negativamente in un GP che avrebbe dovuto portare a ben altri risultati

Kimi Raikkonen 6: Forse rischia un po’ troppo entrando sulla sinistra, con il muretto dei box così vicino, ma è un pilota per correre…Difficile dargli delle responsabilità in questo caso.

Max Verstappen 6: Si è spesso stati critici nei confronti del pilota olandese ma stavolta, forse, è quello che meno avrebbe potuto fare qualcosa nel caso dell’incidente. Stretto nella morsa delle due Rosse è stato costretto a stringere leggermente Kimi per un Sebastian troppo aggressivo. Ci sentiamo di assolvere Mad Max.

Lewis Hamilton 8.5: Una gara da campione del mondo: lontano dai guai al via, stando all’esterno e poi volando sul bagnato. La pioggia lo ha aiutato perchè con l’asciutto ieri la vettura aveva problemi. Oggi ne aveva di più di chiunque: 7° successo stagionale e 60° trionfo in carriera. Il +28 in classifica nei confronti di Sebastian è un tesoretto importante a 6 gare dal termine.

Carlos Sainz 8: Il quarto posto con la Toro Rosso ha il sapore della vittoria per lo spagnolo che ancora una volta ha dimostrato di avere grande talento. Le condizioni difficili incontrate non lo hanno spaventato…Un driver che merita un palcoscenico più importante di quello attuale e forse con la Renault…

Daniel Ricciardo 7: Il secondo posto merita una valutazione positiva anche se con la Red Bull vista a Marina Bay e le due Ferrari e Verstappen out, la vittoria poteva essere un obiettivo realizzabile. Oggi, però, Hamilton ha fatto la differenza.

Valtteri Bottas 6.5: Sfrutta come meglio non potrebbe il caos del via ritrovandosi in terza piazza e gestendo la gara senza patemi. Una prestazione senza infamia e senza lode per il finlandese della Mercedes.

Sergio Perez 7.5: 12° in prova,  il messicano si rende protagonista di una rimonta furiosa e su pista umida/asciutta dà spettacolo risalendo con grinta e mettendo in luce tutte le sue qualità velocistiche con la Force India

Stoffel Vandoorne 7: Arrivano dei punti mondiali per il pilota belga della McLaren che, con bravura e fortuna, fa suo un settimo posto davvero di pregevole fattura per il suo morale, visto anche il ritiro del compagno di squadra Alonso nel caos della partenza.

/oasport

Napoli-Benevento 6-0, i voti di ViViCentro: troppo facile!

Questi i voti di ViViCentro

Una vittoria semplice per il Napoli sul Benevento con risultato molto largo. Questi i voti di ViViCentro.it:

Reina sv; Hysaj 6.5, Albiol 6.5, Koulibaly 6.5, Ghoulam 7; Allan 7, Jorginho 7, Hamsik 6; Callejon 7.5, Mertens 7, Insigne 7.5. A disp. Rafael, Sepe, Mario Rui, Maggio, Giaccherini 6.5, Maksimovic, Zielinski, Chiriches, Rog 6, Ounas 6, Diawara, Milik. All. Sarri 7

dal nostro inviato al San Paolo, Ciro Novellino

Allan: “L’importate giocare bene, ma più importanti sono i punti”

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Allan ai microfoni di premium al termine del primo tempo della partita Napoli-Benevento

Al termine del primo tempo tempo del derby campano Napoli-Benevento, Allan ha dichiarato ai microfoni di premium: “Oggi non volevamo sbagliare l’approccio. Abbiamo inizato bene la partita, è importate giocare bene, ma più importanti sono tre i punti”

La formazione del Napoli contro il Benevento

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Oggi al San Paolo va in scena il derby campano campano Napoli-Benevento, valido per la quarta giornata del campionato di Serie A.

Al fischio di inizio i giocatori del Napoli in campo scelti da Sarri saranno:

Portiere: Reina

Difensori: Albiol, Ghoulam, Hysaj, Koulibaly.

Centrocampisti: Jorginho, Allan, Hamsik.

Attaccanti: Callejon, Insigne, Mertens.

RILEGGI LIVE – Napoli-Benevento 6-0 (3′ Allan; 15′ Insigne; 27′, 65′, 90′ Mertens; 32′ Callejon)

LIVE – Napoli-Benevento

90′ GOOOOOOOOOOL del Napoli. Mertens non sbaglia e fa 6-0!

89′ Rigore per il Napoli per altro fallo su Giaccherini

83′ Spunto per personale di un ottimo Ounas che calcia piano e para Belec

78′ Azione personale di Hysaj che calcia dal limite, Belec mette in corner

77′ Dentro Parigini e fuori Lombardi per il Benevento

73′ Dentro Rog e fuori Allan per il Napoli

65′ GOOOOOOOOOOOOOL del Napoli. Mertens non sbaglia, anche se Belec intercetta e fa 2-0. Fuori Callejon e dentro Ounas

65′ Rigore per Il Napoli: Giaccherini atterrato in area

63′ Mertens ci prova, intercetta Callejon che calcia e Belec mette in corner

57′ Fuori Insigne e dentro Giaccherini per il Napoli

54′ Fuori Armenteros e dentro Cataldi per il Benevento

46′ Callejon ci prova, Belec risponde e salva i suoi

45′ Partiti, palla al Napoli!

SECONDO TEMPO

 

47′ Fine primo tempo

45′ Vengono concessi 2 minuti di recupero. Ci prova Hamsik a giro sul servizio di Ghoulam, palla deviata in corner da Belec

43′ Albiol per Mertens, palla alta sopra la traversa dal limite dell’area piccola

42′ Calcio d’angolo a rientrare di Ghoulam, Belec ancora in corner

37′ Giallo per Letizia per fallo sulla trequarti su Insigne

32′ GOOOOOOOOOOOOOL del Napoli. Ancora Ghoulam mette al centro e Callejon cala il poker! Cambio per il Benevento, fuori Venuti e dentro Letizia

27′ GOOOOOOOOOOOOOOL del Napoli. Palla perfetta di Insigne per Mertens che al volo di esterno fa 3-0!

24′ Bella palla al centro di Callejon, Hamsik in tuffo ma Belec dice di no al 3-0

16′ Mertens crea scompiglio in area di rigore, palla messa in corner da Chibsah

15′ GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL de Napoli. Ghoulam tocca in area per Insigne che si gira in un fazzoletto e mette a segno il 2-0

8′ Palla al bacio di Insigne per Callejon che tocca di testa ma indirizza a lato di poco

6′ CI prova Coda per il Benevento da fuori, palla alta

3′ GOOOOOOOOOOOOOOOOL del Napoli. Allan porta palla e serve Mertens che calcia, Belec respinge male e Allan deposita a porta vuota il gol del vantaggio!

2′ Cross sul secondo palo di Callejon che mette al centro, para Belec a terra

1′ Partiti, palla al Benevento!

PRIMO TEMPO

 

14:53 – Il saluto del San Paolo a Carmelo Imbriani, un lungo applauso da tutto l’impianto

14:46 – Il Napoli rientra negli spogliatoi

14:45 – Il Benevento rientra negli spogliatoi

14:30 – Squadre in campo per il riscaldamento

Le formazioni ufficiali:

NAPOLI – Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Mertens, Insigne. A disp. Rafael, Sepe, Mario Rui, Maggio, Giaccherini, Maksimovic, Zielinski, Chiriches, Rog, Ounas, Diawara, Milik. All. Sarri

BENEVENTO – Belec: Venuti, Lucioni, Antei, Di Chiara; Lombardi, Viola, Chibsah, Lazaar; Coda, Armenteros. A disp. Brignoli, Letizia, Del Pinto, Cataldi, Gyamfi, Memushaj, Kanoute, Parigini, Puscas, Gravillon, Brignola. All. Baroni

Buongiorno e benvenuti alla diretta testuale della gara di campionato tra Napoli e Benevento. ViVicentro vi aggiornerà in tempo reale.

dal nostro inviato al San Paolo, Ciro Novellino

F1 oggi (domenica 17 settembre), GP Singapore 2017: orario d’inizio e come seguire la gara in tv.

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Il programma e la Diretta Streaming

Domenica 17 settembre alle ore 14.00 scatterà il GP di Singapore, 14° round del Mondiale 2017 di F1. Sul tracciato di Marina Bay la Ferrari di Sebastian Vettel partirà in pole position e vorrà portarsi a casa il massimo possibile sfruttando i problemi della Mercedes. Sarà una gara cruciale in ottica Campionato, con la Red Bull nel ruolo del più classico terzo incomodo che potrebbe sparigliare le carte.

Il quinto e sesto posto di Lewis Hamilton e di Valtteri Bottas descrivono tutte le difficoltà della scuderia di Brackley che, come si poteva immaginare, fatica a trovare il bandolo della matassa su circuiti troppo “lenti” per la propria monoposto. Le 23 curve ed i rapidi cambi di direzione sono risultati indigesti, fino ad ora, alla macchina di Stoccarda.

Comunque, il team di Maranello dovrà guardarsi dalle Red Bull eccezionalmente performanti su questa pista e dotate di un ottimo spunto al via. Dalla seconda e terza piazza, Max Verstappen e Daniel Ricciardo potrebbero rappresentare un pericolo concreto per Seb. L’olandese, in particolare, non ha nulla da perdere, dunque servirà fare molta attenzione alla sua aggressività. Si preannuncia dunque un corsa molto tesa.

Di seguito il programma completo e l’orario d’inizio della gara del GP di Singapore 2017, prova del Mondiale di Formula Uno. La gara sarà trasmessa in diretta tv su Sky Sport F1 e su Rai Uno, in diretta streaming su Sky Go e sul sito della Rai, in DIRETTA LIVE scritta su OASport.

DOMENICA 17 SETTEMBRE:

14.00       GP Singapore 2017 – Gara

Juve Stabia vs Trapani (1-3), le foto della partita giocata a Caserta

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Guarda le foto di Juve Stabia vs Trapani realizzate dai nostri inviati che ci raccontano così la sconfitta delle Vespe allenate dal duo Caserta – Ferrara con i ragazzi di Mister Alessandro Calori allo stadio Pinto di Caserta.

Arriva la prima sconfitta per la Juve Stabia di Fabio Caserta e Ciro Ferrara, surclassata nel secondo tempo da un grande Trapani che approfitta degli errori colossali della difesa, soprattutto sui calci piazzati, ma perdere 3-1 in casa con il proprio portiere migliore in campo fa capire come dopo un buonissimo primo tempo le vespe sono praticamente scomparse dal campo. Trapani troppo forte per questa squadra ancora in assemblamento, ora non resta che attendere partite più alla portata.

Sul campo neutro di Caserta la squadra di casa, all’esordio casalingo dopo aver riposato alla seconda giornata e aver pareggiato le due gare precedenti in trasferta (3-3 ad Andria, 0-0 a Catanzaro), rinuncia allo squalificato Viola e agli infortunati Dentice e Paponi, portato comunque in panchina. Per l’undici di mister Calori, dal primo minuto Felice Evacuo, soffiato in estate proprio alla concorrenza dei campani, preferito a Murano, favorito della vigilia, e Ferretti toglie il posto a Reginaldo, che parte dalla panchina. Assente Girasole.

Finisce 3-1 per il Trapani, che continua ad essere una vera e propria “bestia nera” per la Juve StabiaFinisce 3-1 per il Trapani, che continua ad essere una vera e propria “bestia nera” per la Juve Stabia

Juve Stabia (4-3- 3): Branduani; Nava, Morero, Redolfi, Crialese; Matute, Calò, Mastalli; Canotto, Simeri, Lisi. A disp: Bacci, Polverino, Awua, Allievi, Capece, Paponi, Costantini, Gaye, Bachini, Berardi, Strefezza, D’Auria. All. Fabio Caserta – Ciro Ferrara.

Trapani (4-3- 3): Furlan; Fazio, Pagliarulo, Silvestri, Visconti; Maracchi, Taugourdeau, Palumbo; Marras, Evacuo, Ferretti. A disp: Pacini, Biajic, Rizzo, Legittimo, Bastoni, Reginaldo, Murano, Ferrara, Da Silva, Steffè, Canino, Minelli. All. Alessandro Calori.

ARBITRO: Alessandro Prontera di Bologna, assistenti Alessio Saccenti di Modena e Daniele Marchi di Bologna.
Marcatori: 27’ pt Simeri su rig. (J), 9-12’ st Pagliarulo (T), 26’ st Murano (T).
Ammoniti: 40’ Morero (J)
Note: Corner: 1-4. Recuperi: 1’ – 4’. Spettatori complessivi mille circa.

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Napoli-Benevento: i convocati di Sarri

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Oggi al San Paolo va in scena il derby campano campano Napoli-Benevento, valido per la quarta giornata del campionato di Serie A.

I giocatori convocati da Sarri sono:

Portieri: Reina, Rafael, Sepe

Difensori: Albiol, Chiriches, Ghoulam, Hysaj, Koulibaly, Maksimovic, Maggio.

Centrocampisti: Mario Rui, Jorginho, Allan, Diawara, Hamsik, Rog, Zielinski.

Attaccanti: Callejon, Giaccherini, Ounas, Insigne, Mertens, Milik.

Trigoria, la Roma non si ferma: appena terminato il primo allenamento in vista di Benevento

NOTIZIE AS ROMA – La stagione dei giallorossi è entrata ormai nel vivo e gli impegni portano i ragazzi di Di Francesco a giocare praticamente ogni 3 giorni. Già mercoledì sarà tempo di scendere in campo a Benevento (con l’insolito orario delle 18) per il primo turno infrasettimanale del 2017-2018.

Già oggi la squadra comincia a prepararsi in vista del match di Benevento. Allenamento iniziato alle 11.15 con lavoro di scarico per chi ha giocato ieri e focus tattico e palestra per tutti gli altri. Lavoro individuale per Schick e Karsdorp ancora fermo.

Il raduno a Trigoria è terminato pochi minuti fa.

Claudia Demenica

Genoa-Lazio, le probabili formazioni: out Parolo, assenze pesanti in casa Genoa

Dopo il rocambolesco 2-3 in Europa League in casa del Vitesse, la Lazio affronta il Genoa che in questo avvio di campionato ha raccolto un solo punto nelle prime tre giornate.

Lazio, out solo Parolo- Inzaghi sarà costretto a dover fare a meno di Parolo per l’espulsione rimediata domenica scorsa con il Milan e di Wallace, uscito dopo appena 13 minuti nella gara coi rossoneri. Nella linea a 3 di difesa sarà Bastos a prendere il posto di Wallace, mentre a centrocampo dovrebbe spuntarla Murgia per una maglia da titolare, ma occhio ad un possibile impiego dal 1′ di Lukaku sulla corsia sinistra, con Lulic che a quel punto sarebbe schierato in mediana al fianco di Lucas Leiva. In avanti nessun dubbio: Luis Alberto e Milinkovic alle spalle dell’unica punta Ciro Immobile.

Tante assenze in casa Genoa- Juric non potrà contare  su Bertolacci espulso la scorsa giornata e in attacco non ci saranno Pndev e Lapadula alle prese con i rispettivi infortuni. Con ogni probabilità il tecnico croato si affiderà in avanti al solo Galabinov supportato da Ricci e Taarabt. In difesa ballottaggio tra Rosi e Zukanovic.

Probabili formazioni- 

Genoa(3-4-2-1): Perin, Rosi, Rossettini, Gentiletti, Lazovic, Veloso, Cofie, Laxalt, Ricci, Taarabt, Galabinov

Lazio(3-4-2-1): Strakosha, Bastos, De Vrij, Radu, Basta, Lucas Leiva, Murgia, Lulic, Luis Alberto, Milinkovic, Immobile.

Roma-Hellas Verona, le pagelle: Dzeko sugli scudi con doppietta personale, Florenzi in grande spolvero

NOTIZIE AS ROMA – Prosegue il filotto di risultati utili per la Roma di Di Francesco. Dopo il pareggio a reti bianche in Champions contro l’Atletico di Madrid, la squadra giallorossa ieri sera si è aggiudicata 3 punti contro il Verona di Pecchia (allenatore che sembra decisamente in bilico in questo nmomento). Ma andiamo a vedere chi sono stati i peggiori ed i migliori di questo match:

ALISSON sv: Dopo gli autentici miracoli della notte di Champions, questa volta risulta quasi essere uno spettatore non pagante

FLORENZI 8 : Di rientro dall’infortunio, il jolly di Vitinia tiene botta per 90′ macinando km sulla fascia destra. Confeziona assist e si sacrifica per i compagni. Scheggia un legno. In mixed poi dice: “Mi sono riposato 11 mesi, ora è tempo di tornare a fare sul serio”. Insomma, bentornato Alessandro.

MANOLAS 5.5 : Il lLeonida giallorosso viene riproposto in campo nonostante fosse stato uno dei protagonisti contro i colchoneros. Di Francesco lo sostituisce ad un quarto d’ora dalla fine ma non rinuncia a lui anche in una serata di turnover.

FAZIO 6 : Ha avuto a che fare per 92′ con Kean, che non è certamente un cliente facilissimo ed ha saputo cavarsela bene. Si attendono, però, test più probanti per riuscire a capire se si sta adattando per giocare a 4.

KOLAROV 7 :  Autore dell’assist per il 3-0 di Dzeko è onnipotente sulla fascia mancina che percorre incessantemente senza mai arrancare. Decisamente il miglior acquisto di questa estate.

PELLEGRINI 7.5 : Al suo esordio da titolare con la Roma Lorenzo non ha tradito le aspettative. Ha giocato l’intera partita non facendo per nulla rimpiangere Strootman (rientrato nelle turnazioni). Esame di maturità superato a pieni voti per lui.

NAINGGOLAN 7.5: Ormai non è più una sorpresa. Autore dell’1-0, mago degli inserimenti, maestri nel recupero di palloni. Radja ha fornito una prestazione delle sue.

CENGIZ UNDER 6.5: Anche lui è al suo esordio da titolare con la maglia giallorossa. Nel primo tempo prende la traversa, nel secondo tira alto un pallone che avrebbe potuto rendere questa “prima volta” indimenticabile. È uno che si dà da fare, può solo migliorare ulteriormente.

DZEKO 8.5: Dopo le polemiche degli ultimi giorni, il bosniaco sembra davvero carico. Doppietta personale, un assist al bacio poi sprecato da Under sul finale e tanto sacrificio in ripiegamento per i compagni. Forse le critiche fanno bene a questo ragazzo, che è diventato papà da pochi giorni per la seconda volta.

EL SHAARAWY 7.5: Di Francesco finora gli ha sempre preferito Péerotti e allora ha cercato di fare il meglio possibile per ribaltare le gerarchie nella testa di Di Francesco. Ha provato più volte a sorprendere NIcolas con tiri velenosi, ma non è riuscito a segnare. Pazienza, Stephan, sarà per la volta prossima!

Claudia Demenica

Il Podio Gialloblù di Juve Stabia – Trapani 1 – 3

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Una Juve Stabia inesistente nella ripresa stende il tappeto rosso alla rimonta del Trapani. Questa l’analisi del Podio Gialloblù

PODIO

Medaglia d’oro: a Simone Simeri, che trova la prima rete con la maglia della Juve Stabia. Passi in avanti per il 9 gialloblù, che conferma le buone impressioni suscitate a Catanzaro; Simeri si muove bene, fa salire la squadra, fa a sportellate con gli avversari, difende la palla muovendosi come un centravanti possente ma dinamico. Simeri è bravo poi a conquistare il penalty del vantaggio e poi a trasformarlo con freddezza, illudendo le Vespe.

Medaglia d’argento: a Paolo Branduani, ancora efficace e sicuro tra i pali. Paradossale la gara per il portiere stabiese, che deve raccogliere per tre volte la palla dalla sua porta pur mostrando ottimi interventi. Incolpevole sui tre gol fotocopia del Trapani, Branduani evita, nel primo tempo, che i siciliani pareggino i conti già prima dell’intervallo e, nella ripresa, che la squadra di Calori arrivi alla goleada.

Medaglia di bronzo: ad Alex Redolfi, unica nota lieta della difesa. L’ex centrale della Cremonese acquisisce sicurezza match dopo match, candidandosi ad essere il leader del pacchetto arretrato. Primo tempo di altissimo livello per Redolfi, che fronteggia il Trapani come un gigante. Non è un caso che la sostituzione del difensore, obbligata visti i problemi fisici, dia il via nella ripresa alla riscossa del Trapani.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: alla difesa, immobile e spaesata in tutti i suoi elementi. Ad eccezione di Rodolfi, tutti i difensori delle Vespe vanno in black out, lasciando al Trapani reti per certi versi imabarazzanti. Incredibile la doppietta concessa in tre minuti a Pagliarulo, lasciato per due volte solo a pochi passi dalla linea di porta. Sviluppo di azione diverso ma epilogo identico per la terza rete dei siciliani firmata da Murano, ancora con un tap-in ravvicinato. Errori e disattenzioni da distribuire equamente tra tutti i difensori, sia centrali che di fascia, non in grado di fronteggiare la reazione del Trapani.

Medaglia d’argento: a Kelvin Matute, incapace di fare filtro nella ripresa. Già nel primo tempo il numero 8 delle Vespe non è apparso brillante ed anzi sulle gambe; la ripresa conferma gli scricchiolii della prima frazione, con Matute completamente in balìa degli avversari e in piena difficoltà, sia tecnica che fisica. Il centrocampista non riesce ad essere dominante fisicamente, punto forte del repertorio, mostrando tanti errori elementari in fase di appoggio ed un ritardo di condizione abbastanza evidente.

Medaglia di bronzo: ad Alessandro Mastalli, che naufraga con i compagni. Il golden boy non riesce ad essere la guida dei compagni nel momento di maggiore difficoltà, rendendosi protagonista di indecisioni nemmeno comprensibili per un calciatore della sua qualità. Emblema della prestazione sottotono del 24 sono l’unica occasione per la Juve Stabia nella ripresa, con palla calciata male da ottima posizione, ed i tanti calci piazzati stranamente sprecati.

Raffaele Izzo

Due gol per il record e per dimenticare l’avvio negativo: Hamsik a caccia del riscatto

Due gol per il record e per dimenticare l’avvio negativo: Hamsik a caccia del riscatto

Hamsik piu’ altri dieci. Sarri e’ stato fin troppo chiaro in Ucraina. Come riporta Il Mattino: “In difficolta’ Hamsik, la sua corsa non e’ ancora sciolta, libera, fluida e le sue giocate non fanno la differenza. L’eclissi di Marek sta oscurando il Napoli, gia’ perche’ la luce del capitano illumina i compagni. Ma lo slovacco per Sarri e’ comunque insostituibile e il tecnico lo fa rifiatare sostituendolo dopo un’ora di gioco, cosa che e’ sempre avvenuta in queste prime sei partite. La condizione migliore da trovare mettendo minuti nelle gambe ma poi e’ chiaro che l’aspetto psicologico ha un peso determinante e un evento positivo (magari un gol) potrebbe aiutarlo a svoltare in modo molto piu’ veloce. Un gol che Hamsik non ha ancora segnato in questa stagione: lo slovacco e’ fermo a quota 113 e cioe’ a due lunghezze dal recordman Maradona. Il capitano gentile, il leader silenzioso, l’amico di tutti, il compagno ideale che riesce ad ascoltare con pazienza ed umilta’: il suo peso nello spogliatoio e’ fondamentale, ecco perche’ quando vive lui un momento di difficolta’ gli sono tutti vicini e tutti sono pronti a dargli una mano. Hamsik, insomma, non e’ in discussione: è solo alla ricerca di se stesso”.

CorrSport: “Sarri ha capito che gli elogi non riempiono le bacheche”

CorrSport: “Sarri ha capito che gli elogi non riempiono le bacheche”

Dopo lo scivolone in Ucraina, Maurizio Sarri ha ripetuto ai suoi che il testacoda contro il Benevento può nascondere delle insidie. Il Corriere dello Sport, dopo gli elogi dello scorso anno, scrive su Maurizio Sarri: “Ha capito che i complimenti fanno piacere ma non riempiono le bacheche. Quindi un solo obiettivo nel mirino, con l’imperativo di vincere”.

Al San Paolo come al Bernabeu, il Napoli e i gol: le buone abitudini vanno conservate

Al San Paolo come al Bernabeu, il Napoli e i gol: le buone abitudini vanno conservate

Numeri straordinari quelli dell’attacco del Napoli come riporta Il Corriere dello Sport: “Ventuno volte. Ventuno partite sempre a segno, sempre a bersaglio, al San Paolo come al Santiago Bernabeu: 53 volte. In casa e in trasferta: non è mica un caso che il Napoli abbia realizzato 94 gol nel campionato precedente, 9 in quello appena cominciato (secondo attacco dietro Juve e Inter) e abbia concluso la stagione 2016-2017 con 115 reti complessive in tutte le competizioni. Record assoluto della storia azzurra. E ora? Semplicissimo: bisogna continuare su questa strada e prolungare la striscia sin da oggi con il Benevento. Le buone abitudini vanno conservate”.

Gazzetta: “La situazione Hamsik sta creando imbarazzo in Sarri”

Gazzetta: “La situazione Hamsik sta creando imbarazzo in Sarri”

La Gazzetta dello Sport scrive su Marek Hamsik“Il dubbio resta. Probabilmente, Maurizio Sarri lo scioglierà soltanto stamattina, prima della riunione tecnica. Il dibattito, non tanto per lui ma per la critica, è su Marek Hamsik, il caso del momento. Chi l’avrebbe mai detto che il capitano sarebbe finito in discussione? Eppure, potrebbe anche succedere che oggi pomeriggio, nel derby col Benevento, il centrocampista slovacco resti fuori per fare spazio a Zielinski. Una supposizione, nulla di più, che viene fuori ragionando sulle sue condizioni di forma. Dopo sei partite ufficiali, i dati parlano chiaro: Hamsik è il giocatore con il rendimento peggiore, un qualcosa che ne sta condizionando quest’avvio di stagione e, soprattutto, sta creando imbarazzo anche nello stesso allenatore, cui spettano le scelte. Logica vorrebbe che Sarri gli concedesse un po’ di riposo, che gli desse la possibilità di recuperare e di ritornare ad essere il punto di riferimento dei compagni”.

FOTO ViViCentro – Un Renate cinico affonda il Modena 0 a 3

FOTO ViViCentro – Un Renate cinico affonda il Modena 0 a 3
A Forlì i ragazzi di Capuano vengono strapazzati da un Renate molto ben organizzato e sempre attento. Il Modena è sempre più lontano da casa ed orfano dei suoi tifosi si va travolgere già al 4’ di gioco da una bella incursione di Lunetta che trafigge sul suo palo Manfredini. Il gioco, nonostante tutto, è in mano ai padroni di casa che con un bel fraseggio arrivano quasi sempre alla trequarti ma senza mai concludere. Gli uomini di Mister Cevoli si chiudono bene e spesso con ripartenze fulminee sono i più pericolosi. Nel secondo tempo ci si aspetta un Modena reattivo e aggressivo ma è proprio il Renate a scendere con questo appiglio e senza troppi sforzi segna due reti con Gomez e Teso e chiude ogni spiraglio ai canarini che finiranno la partita con 2 tiri in porta. Adesso la Classifica preoccupa con un Modena sempre più fanalino di coda.
MODENA (3-5-2): Manfredini ; Ambrosini (dal 45’ Louzada), Polverini, Sosa; Calapai, Giorno (dal 45’ Badjie), Carraro, Capellini (dal 62’ Momentè), Popescu; Maritato, Galuppini (dal 66’ Castagna). A disp. Chiriac, Remedi, Arcaleni, Persano, Aldrovandi, Garofalo. All. Capuano.

RENATE (4-3-3) – Di Gregorio; Anghileri, Di Gennaro (dal 33’ Mattioli), Teso, Vannucci; Simonetti, Pavan, Palma (dal 74’ Antezza); Ungaro (dal 58’ Finocchio), Gomez (da 74’ Musto), Lunetta (dal 74’ Piscopo). A disp. Cincilla, Savi, Makinen, De Micheli. All. Cevoli.

Arbitro: Carella di Bari (Segat-Miniutti).

Reti: Lunetta al 3’, Gomez al 53’, Teso al 70’

Note: Partita giocata a porte chiuse al Morgagni di Forlì. Ammoniti Giorno, Lunetta, Anghieri. Angoli 4-4. Fuorigioco 3-0

Recupero: 3’ pt, 3’ st.

dal nostro inviato, Christian Mastalli

Un nome per guidare la nuova Europa di Ventotene

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Nel vecchio Continente attuale una figura simile è molto difficile da trovare. Ma un personaggio c’è: è tedesco ma non è un allievo di Angela Merkel, semmai potrebbe essere il contrario. Ha un’esperienza politica di prim’ordine; è social-democratico; ha 73 anni, età perfetta per quella carica; è stato Cancelliere tedesco dal 1998 al 2005. Si chiama Gerhard Schröder.

In un’intervista rilasciata venerdì al nostro giornale Romano Prodi rilancia la legge sullo “Ius soli” presentata da tempo al Parlamento. Il testo è fermo al Senato dove il Pd non raggiunge da solo la maggioranza assoluta e quindi ha bisogno di essere rafforzato con apporti esterni. Successivamente però le opposizioni a quel progetto sono aumentate e la maggioranza l’ha congelato, almeno fino a quando la legge di stabilità finanziaria non sarà stata approvata. Ciò significa che lo “Ius soli” tornerebbe in Parlamento nel gennaio 2018 senza tuttavia escludere che bisognerebbe forse emendarlo e rendere possibile il formarsi di una maggioranza assoluta. Il 2018 è tuttavia l’anno di fine legislatura e quindi di un nuovo Parlamento. La conseguenza di tutto questo discorso è che la sorte dello “Ius soli” è diventata quanto mai dubitabile.

Di qui l’intervento di Prodi il quale, per evitare che quella legge finisca in un cassetto e lì rimanga per un tempo indeterminato, ne chiede la ripresentazione immediata, magari con qualche emendamento di poca importanza e senza il voto di fiducia. Il tema a suo giudizio è talmente importante che il voto parlamentare deve esser dato per coscienza e non col vincolo politico della fiducia. Naturalmente la posizione di Prodi è interamente per il sì: chi nasce in Italia deve essere italiano e quindi europeo, sempre che, subito dopo la nascita, quel neonato e la sua famiglia restino in Italia per un periodo ragionevole di tempo e non per pochi giorni.

Romano: quasi sempre e ormai da molti e molti anni la pensiamo allo stesso modo. In questo caso tuttavia vedo parecchie e notevoli difficoltà. Le elenco anche se alcune di queste mie domande potrebbero sembrare paradossali.

1. La cittadinanza viene concessa a qualunque neonato figlio di genitori stranieri, provenienti da qualunque altro Paese, oppure alcuni ne sono esclusi ed altri no? Faccio un esempio: una famiglia anagraficamente nata in un qualunque Stato dell’Unione europea fa automaticamente parte dei 27 Paesi dell’Ue e non ha quindi bisogno di chiedere la cittadinanza ad uno di essi diverso da quello dei genitori?

2. Questo principio — se esiste per l’Europa dell’Ue — può essere esteso anche ad altri Paesi la cui storia abbia valori comuni con i nostri? Per esempio l’Inghilterra uscita dall’Ue ma comunque europea a tutti gli effetti; o anche gli Stati Uniti d’America e il Canada? E l’America del Sud e quella Centrale, di origini spagnole o portoghesi? Se queste ipotesi fossero applicate tutto il mondo occidentale avrebbe un’unica cittadinanza. Ma se non fosse così e per quanto ci riguarda, la cittadinanza italiana sarebbe singolare e non condivisibile se non si nasce sul nostro territorio. Nel qual caso si pongono altri e complessi problemi.

3. Accenniamo ad uno di questi. Supponiamo che i genitori del neonato in Italia sono di New York o di Los Angeles o di qualsiasi città Usa. E mettiamo che il neonato in Italia, una volta raggiunta l’età della ragione, preferirà avere la cittadinanza americana oppure inglese o tedesca o francese o brasiliana. Butterebbe via quella italiana e ne chiederebbe un’altra? Oppure si possono avere insieme tre o anche più cittadinanze?

4. Infine un’altra ipotesi: la famiglia che fa nascere il figlio in Italia appartiene ad una etnia profondamente diversa e anche a una diversa religione. Supponiamo che la famiglia sia turca oppure del Ghana, oppure dell’India o del Pakistan. Quel neonato è italiano se nasce a Roma o a Bari o a Palermo. Se è anagraficamente italiano, quando sarà adulto e avrà figli italiani, quei figli avranno profonde tracce dei genitori e dei nonni. L’americano no e l’arabo o il cinese sì? Ha un senso tutto questo?
Oppure in una società globale, sei giudicato e devi rispettare i doveri e i diritti del luogo dove ti trovi e non necessariamente in quello dove sei nato?

Caro Romano, mi piacerebbe conoscere la tua risposta a queste domande. Papa Francesco, come certamente sai, suppone che nella società globale in cui viviamo interi popoli si trasferiranno in questo o quel Paese e si creerà, man mano che il tempo passa, una sorta di “meticciato” sempre più integrato. Lui lo considera un fatto positivo, dove le singole persone e famiglie e comunità diventano sempre più integrate, le varie etnie tenderanno a scomparire e gran parte della nostra Terra verrà abitata da una popolazione con nuovi connotati fisici e spirituali.

Ci vorranno secoli o addirittura millenni affinché un fenomeno del genere accada ma — stando alle parole del Papa — la tendenza è questa. Non a caso egli predica il Dio Unico, cioè uno per tutti. Io non sono credente, ma riconosco una logica nelle parole di papa Francesco: un popolo unico e un unico Dio. Non c’è stato finora nessun capo religioso che abbia predicato al mondo questa sua verità.

Per lo “Ius soli” se ne riparlerà tra qualche mese in Parlamento e vedremo come andrà a finire. Nel frattempo però è accaduto in Europa un evento che nessuno si attendeva: di fronte alla Plenaria del Parlamento europeo Jean-Claude Juncker ha raccontato una situazione che sembrava poco ascoltata ma era invece molto importante e oserei dire rivoluzionaria a pochi giorni di distanza dalle elezioni politiche in Germania.

Ho scritto “una situazione rivoluzionaria” ed è effettivamente questa la realtà, ma se si guarda con occhio storico si vedrà che essa era già in corso di attuazione ai tempi del primo governo Prodi e poi quando lo stesso Prodi diventò Presidente della Commissione Ue ed estese i confini a molti altri paesi dell’Europa ex sovietica ed infine fu fatta propria da Matteo Renzi tre anni fa, all’epoca della sua visita con Hollande e con Merkel all’isola di Ventotene in seguito alla quale lo stesso Renzi formulò un programma europeista e quindi spinelliano, per l’attuazione del quale l’ex premier aveva cominciato a battersi senza tuttavia ottenere nulla di concreto.

Quel programma che per brevità possiamo chiamare Ventotene, è da tempo condiviso da Mario Draghi con un campo di competenze molto diverso ma con analoghe o addirittura identiche finalità ed ora, con una mossa improvvisa e radicale, è stato fatto proprio da Jean-Claude Juncker. In che cosa consiste? Nel rafforzamento e mutamento dell’Europa sulla linea di Ventotene.

Un’Europa collettiva, con meno senso di sovranismo nazionale e molto più ampio sovranismo europeo. A questa linea aderiscono già molte personalità ed anche alcuni governi. Abbiamo già indicato i nomi di Renzi e di Draghi ed ora anche quelli di Mattarella, Gentiloni e Minniti. Non è poco, le forze in campo sono autorevoli e sarebbero maggiori se Renzi si risvegliasse dal letargo vacanziero e riprendesse completamente il programma di Ventotene, da lui stesso lanciato ma poi messo a dormire.

L’intervento di Juncker, cui altri ne seguiranno come da lui stesso previsto dopo le imminenti elezioni tedesche, consiste nella creazione di un Ministro delle Finanze europeo, d’una velocità di offerta e di domanda economica promossa dai Paesi dell’eurozona, dal rafforzamento politico all’interno dell’Unione, dal presidente dell’eurozona, dalla creazione d’una vigilanza politica e poliziesca che controlli le cosiddette periferie dell’Isis in Europa, Londra compresa.

Juncker ha poi lanciato un programma di investimento e proposto una serie di accordi di libero scambio con paesi come il Giappone, il Messico, l’Australia e la Nuova Zelanda e tutta l’America Latina, dall’Argentina al Brasile, al Cile e a tutti gli altri. Ha proposto anche la creazione di un nuovo Fondo europeo e una politica dell’immigrazione molto simile a quella praticata da Gentiloni e Minniti per quanto riguarda l’Africa occidentale.

Infine — e sia pure con opportune cautele — Juncker ha lumeggiato la nuova figura d’un Presidente europeo eletto direttamente dal popolo sovrano dell’Unione. Non è da escludere che lo stesso attuale presidente della Commissione di Bruxelles che decadrà dal suo attuale incarico nel 2019, pensi a se stesso come candidato a quella carica presidenziale che oggi è più di forma che di sostanza ma che in un’Europa sulla linea di Ventotene diventerebbe del tutto simile alla struttura costituzionale degli Usa.

L’alternativa è che quella carica, ammesso che la linea Ventotene diventi una realtà, sia rivendicata da Merkel o da Macron. Si tratta tuttavia, in entrambi i casi, delle due figure politicamente più importanti dell’Europa attuale, partecipi di un duumvirato che non può essere rotto a favore dell’uno o dell’altro. Più probabile, sempre che sia una figura conosciuta e approvata dal corpo elettorale europeo, che sia di uno spagnolo o di un italiano. Non credo Renzi e non credo neppure Gentiloni o Mattarella: non sono personaggi di autorità popolare europea. Mario Draghi? È la persona più nota e più internazionale. Forse avrebbe le maggiori chance anche se non è molto amato dalla classe dirigente tedesca. Ma l’idea che Draghi sia pronto a battersi per raggiungere quell’obiettivo mi sembra — conoscendolo bene — da escludere.

Un Presidente europeo con poteri simili a quelli del Presidente americano non è facile da individuare. Il primo negli Stati Uniti americani fu Washington che veniva dall’aver guidato e vinto la guerra anticoloniale contro gli inglesi. Nell’Europa attuale una figura simile è molto difficile da trovare. Ma un personaggio c’è: è tedesco ma non è un allievo di Angela Merkel, semmai potrebbe essere il contrario. Ha un’esperienza politica di prim’ordine; è social-democratico; ha 73 anni, età perfetta per quella carica; è stato Cancelliere tedesco dal 1998 al 2005; adesso presiede un’associazione dedicata ad educare politicamente e culturalmente i giovani.

Si chiama Gerhard Schröder. Sarebbe un eccellente Presidente della nuova Europa. E Juncker potrebbe essere uno dei ministri del suo governo mentre Merkel, come tutti gli altri capi dei 27 governi, continuerebbe ad essere la Cancelliera del proprio, sempre che le elezioni imminenti vadano a suo favore. Quanto all’Italia, in una situazione auspicabile di quel genere, noi avremmo tutto lo spazio per far valere le nostre motivazioni ed anche un ruolo importante nella politica europea, specie sul tema dell’immigrazione e su quello economico dell’occupazione e del liberalismo socialdemocratico.

Se il nome di Schröder che ora abbiamo fatto e la proposta che diventi presidente dell’Europa andassero a buon fine, immagino che Spinelli, Rossi e Colorni ne sarebbero felici. Ed io con loro.

repubblica/Un nome per guidare la nuova Europa di Ventotene di EUGENIO SCALFARI

Al museo Rodolfo Lanciani nuovo allestimento della Triade Capitolina con particolari inediti

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Nuovo allestimento della Triade Capitolina al Museo Lanciani

Guidonia-Monteceli0 (Rm). Venerdì 22 settembre 2017 alle ore 17,00, il gruppo scultoreo della Triade Capitolina, recuperato nel 1994 ed esposto dal 2012 nel Museo Civico Archeologico “Rodolfo Lanciani” di Montecelio, sarà presentato, in anteprima, in un nuovo allestimento che valorizza particolari finora inediti dell’opera.

L’ormai famoso gruppo scultoreo della Triade Capitolina, rinvenuto durante scavi clandestini in una grande villa romana a carattere residenziale della storica Tenuta dell’Inviolata, nel Comune di Guidonia Montecelio (Rm), e recuperato nel 1994 dal Reparto Operativo Carabinieri Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, è rimasto esposto per vari anni nel Museo Archeologico Nazionale di Palestrina, quindi nel 2012 è stato trasportato nel neo-istituito Museo Civico Archeologico “Rodolfo Lanciani” allestito nell’ex convento di S. Michele Arcangelo a Montecelio.

Di ritorno dalla mostra fiorentina, “Il tricolore della tutela” (dicembre 2016 – febbraio 2017), viene presentato ora nella sede museale in un nuovo allestimento, mostrato in anteprima, che consentirà di averne una visione a 360°. Sarà infatti possibile, contrariamente alla vecchia sistemazione, girare intorno all’opera, per ammirare nel lato posteriore le tre piccole Vittorie che incoronano le divinità, nonché scoprire particolari interessanti della tecnica di lavorazione, rivelatori della destinazione e collocazione originarie della scultura databile alla fine del II sec. d.C.

Per inquadrare l’opera nel contesto di rinvenimento, saranno effettuate visite guidate al Museo, ove sono esposti altri reperti provenienti dall’Inviolata; il culto delle divinità olimpiche dello Stato romano in ambito privato sarà illustrato con una video-proiezione dedicata al pantheon delle divinità del territorio tiburtino-cornicolano.copyright-vivicentro