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ESCLUSIVA – Fontana: “Juve Stabia, obiettivi cambiati: via tanti calciatori forti. Lo scorso anno serviva più calma”

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Le sue parole

Alla puntata de Il Pungiglione Stabiese di ieri è intervenuto l’ex allenatore della Juve Stabia Gaetano Fontana che ha fatto il punto sulle difficoltà incontrate dalla squadra di Caserta in questa prima parte di campionato, ricordando anche la sua esperienza da tecnico dello scordo anno. Queste le sue parole:

“Ci sono stati tanti cambiamenti nella Juve Stabia, tra cui anche gli obiettivi della società. C’è stata una trasformazione dell’organico e tanti giocatori che potevano fare la differenza sono andati via, sono rimasti solo quelli sottocontratto. Da questo punto di vista si doveva mettere in conto che mister Caserta potesse trovare delle difficoltà iniziali, ma la sua determinazione, la sua voglia di fare e soprattutto il sentimento che prova per la piazza stabiese sono elementi fondamentali per superare questa sfida. Conosco il valore tecnico di Fabio e sono sicuro che riuscirà in questa impresa.

Sono d’accordo con quello che ha detto il ds Logiudice lo scorso lunedì qui al Pungiglione, ovvero che ci sono delle fasi del campionato che vanno vissute con estremo equilibrio e freschezza mentale. Se lo scorso anno quel periodo difficile fosse stato affrontato con più di calma, avremmo potuto dare fastidio fino alla fine. A gennaio è accaduto una cosa semplicissima: abbiamo giocato col Monopoli in casa, e non siamo riusciti a vincere. Poi abbiamo perso a Messina immeritatamente. È stato un continuo mettere toppe perché eravamo in emergenza. A Siracusa, ad esempio, ho dovuto forzatamente far giocare Lisi terzino perché mancava Cancellotti. Se quelle emergenze fossero state risolte con i risultati tutto sarebbe andato meglio. Poi il presidente ha deciso di cambiare allenatore sperando in un evoluzione positiva della squadra, ma sappiamo come sono andate le cose.

Nella prima parte della mia stagione alla guida della Juve Stabia c’era entusiasmo, i ragazzi si presentarono al ritiro con la smania di fare bene e, effettivamente, ci sono stati i risultati. Poi qualcosa è mutato, sembrava tutto così facile e scontato che qualcuno ha deciso di staccare la spina. Noi non eravamo ai livello del Lecce o del Foggia, quindi dovevamo essere sempre al massimo per dare fastidio.

Sono rimasto umanamente legato alla Juve Stabia e a Castellammare. Ho ricevuto trasparenza e correttezza dalla società. Ricordo con affetto Clemente Filippi, Vincenzo Guida e i vari collaboratori. Ho vissuto 3 anni stupendi come giocatore a Castellammare e un anno altrettanto stupendo da allenatore. Mi dispiace aver lasciato un percorso a metà, anche la squadra ne ha sofferto. Sono contento che Cancellotti sia approdato in serie B, Camigliano al Cittadella e che Mastalli suscita l’interesse di squadre importanti.

Quando Sandomenico a termine del match Sicuracusa-Cosenza ha detto che è contento dei suoi risultati perché così può dimostrarmi che l’anno scorso sbagliavo, ho pensato che ha pochi obiettivi nella testa. Aveva già manifestato la volontà di non essere più a Castellammare, voleva il “posto fisso” in campo e io non potevo garantirglielo, non garantirei una cosa del genere nemmeno a mio figlio. Dopo la Juve Stabia mi sono arricchito tanto a livello di esperienza. Il gruppo è più importante del nome del singolo giocatore, le prime donne non vanno bene in una squadra. Sandomenico ha delle grandi qualità, ma qualcosa non va nei suoi programmi, trova solo scuse e non soluzioni per andare avanti.

Auguro a Fabio Caserta tutto il bene perché ci tiene tanto alla Juve Stabia, è la sua famiglia. Ringrazio Manniello perché ha puntato su di me quando nessuno l’avrebbe fatto.”

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Lotito: “Salernitana, crediamoci! Adesso riempiamo l’ Arechi per la sfida con il Frosinone”

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Il co-patron della Salernitana, Claudio Lotito, ha parlato ai microfoni dell’ edizione odierna del quotidiano salernitano La Città. Ecco un estratto delle sue parole: “Se ripete la prestazione fatta nel secondo tempo ad Avellino, perché no… È chiaro che poter battere chiunque vuol dire anche avere i mezzi per puntare in alto. Ma ovviamente tutto va dimostrato sul campo”.”Nel prossimo turno arriva il Frosinone. Vorrei vedere tanto pubblico all’Arechi”: “Lo so, ma io non parlo di chi è sempre presente, che continuerò a ringraziare. Mi riferisco a coloro che allo stadio non vengono. Se la Salernitana sente calore, affetto, responsabilità, è come se giocasse in dodici. È un invito alla compattezza: crediamoci tutt’insieme. La tifoseria in primis. La nostra stagione non finisce con un derby vinto”.

Quante spine nel Rosatellum

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Con solo un terzo dei parlamentari scelti con il maggioritario, la legge elettorale approvata alla Camera non riesce a ristabilire un rapporto tra eletto e territorio. In più permette candidature multiple e sembra (ma è una finta) consentire ai cittadini di indicare il premier. Difficile garantire governabilità in un sistema tripolare. Ma qui ci si affida per forza a opachi accordi tra partiti dopo le elezioni.

Quante spine nel Rosatellum

Il sistema elettorale previsto nel Rosatellum non avvicina eletti ed elettori né valorizza i candidati locali. Anche le candidature plurime non sono una buona notizia. In più sembra davvero molto difficile che possa assicurare la governabilità.

Come funziona il Rosatellum

Il 12 ottobre 2017 la Camera dei deputati ha approvato il testo della nuova legge elettorale per Camera e Senato. Il testo passa ora al Senato per tentare la definitiva approvazione.
Il Parlamento accoglie così l’invito espresso più volte dal Presidente della Repubblica di superare un sistema elettorale diverso tra le due camere e, in entrambi i casi, frutto di sentenze della Corte costituzionale. Al di là di eventuali considerazioni politiche, quali la reale necessità del ricorso alla fiducia da parte del governo, del voto segreto o dell’opportunità di approvare una legge elettorale a fine legislatura, qui ci soffermiamo su alcuni dettagli tecnici, quelli che più allontanano il testo approvato da un impianto efficace per il nostro paese.

Il progetto di legge (già ribattezzato Rosatellum) prevede l’elezione di circa il 37 per cento dei membri di Camera e Senato in collegi uninominali con metodo maggioritario (è eletto il candidato che ottiene più voti) e il restante con metodo proporzionale, utilizzando collegi plurinominali relativamente piccoli (massimo otto candidati sia per Camera sia per Senato), senza possibilità di esprimere preferenze e nel rispetto delle quote di genere. Per quanto riguarda quest’ultimo punto, per ogni lista, i candidati di un genere non possono essere più del 60 per cento nei collegi uninominali e nella posizione di capolista in quelli plurinominali; nelle liste proporzionali c’è l’obbligo di alternanza di genere.

Ogni candidato in collegio uninominale – così come tutti quelli nei collegi proporzionali – può presentarsi in altri cinque collegi proporzionali. Sono possibili coalizioni, che devono essere identiche su tutto il territorio nazionale. Non è invece possibile il voto disgiunto, vale a dire esprimersi per un candidato nella parte maggioritaria e per una lista che non lo sostiene nella parte proporzionale.

Ci sarà una sola scheda elettorale per la Camera e una sola per il Senato: sulla scheda sono riportati i nomi dei candidati nel collegio uninominale, nonché l’elenco dei partiti che lo sostengono e i nomi dei candidati per ogni partito alla parte proporzionale di quel collegio. Se il voto è espresso tracciando un segno sul nome del partito, va sia a quel partito sia al candidato uninominale collegato. Se invece il segno è tracciato sul nome del candidato uninominale, il voto è assegnato al partito che sostiene quel candidato o, nel caso di coalizione, ripartito tra le liste della coalizione in proporzione ai voti ottenuti in quel collegio uninominale. Il riparto dei seggi per la parte proporzionale è comunque svolto a livello nazionale per la Camera e a livello regionale per il Senato, mentre la verifica delle soglie di sbarramento avviene in entrambi i casi a livello nazionale: 3 per cento per ogni partito e 10 per cento per ogni coalizione (con eccezione al Senato per le liste che superino il 20 per cento a livello regionale). Infine, ogni partito deve depositare un contrassegno, un programma e l’indicazione del nome del capo della forza politica.

Aspetti critici

Se l’obiettivo è quello di avvicinare eletti, candidati ed elettori, nonché quello di valorizzare candidature locali e “dal basso”, la quota uninominale appare decisamente troppo esigua. Alla Camera i collegi uninominali saranno 232 (231 più il collegio Valle d’Aosta), al Senato 116 (109 più il collegio Valle d’Aosta e i sei collegi in Trentino e Alto Adige). Al di là degli aggiustamenti per la popolazione e al netto delle approssimazioni, significa che un senatore e due deputati rappresenteranno un’area vasta come una provincia. Impossibile che sia così valorizzato il legame territoriale. D’altro lato sarà anche difficilissimo che a competere siano candidati semplicemente espressione del territorio. In pochi saranno in grado di finanziarsi una campagna elettorale in collegi così ampi, perlomeno senza l’aiuto finanziario del partito, che quindi avrà potere massimo nella scelta dei candidati (le elezioni primarie non sono contemplate ma, ovviamente, nemmeno escluse). Peraltro, tecnicamente, il voto si esprime rispetto al partito e non al candidato, tanto che il voto dato solo al candidato è ripartito tra tutti i partiti che lo sostengono. Anche se in pochi se ne accorgeranno, comunque, questo dettaglio è riportato sulla parte esterna della scheda elettorale.

Non è una bella notizia nemmeno l’esistenza delle candidature multiple, leggermente addolcita dalla previsione di un criterio oggettivo per la scelta del collegio di elezione. Resta l’indicazione del capo della forza politica, reiterato e maldestro tentativo di illudere gli elettori che abbiano il potere di scegliere il presidente del Consiglio. Il che può anche essere casualmente vero: ma il costo dell’operazione è quello di creare solo confusione sulle specifiche prerogative e compiti di corpo elettorale e Parlamento.

Infine, anche se ha poco senso fare previsioni ora, sembra davvero molto difficile che questo sistema elettorale assicuri governabilità. Non che sia facile imporla attraverso un sistema elettorale, alla luce della nostra Costituzione: tuttavia, persiste il timore che anche nei prossimi cinque anni il paese sarà governato da ampie e timide coalizioni.

lavoce.info/Quante spine nel Rosatellum (Paolo Balduzzi)

Il Barcellona mette gli occhi su due gioielli del Napoli, ecco di chi si tratta

Le ottime prestazioni messe in campo dal Napoli non sono di certo passate inosservate. Secondo quanto riporta uno dei massimi quotidiani spagnoli, il Mundo Deportivo, alcuni emissari del Barcellona sarebbero stati allo Stadio Olimpico, a vedere la gara tra Roma e Napoli, vinta dagli Azzurri per 1-0. Gli occhi dei catalani si sarebbero fiondati sull’attaccante Lorenzo Insigne e sul difensore Kalidou Koulibaly. Quest’ultimo sarebbe riuscito a strappare al patron dei partenopei, Aurelio De Laureniis, che a fine stagione, lo lascerà andare, nel caso che si paghi l’intera clausola di rescissione. Sono attese altre novità, il mercato inizia già a prendere forma.

Porchetta flambè al ristorante, ai commensali bruciano capelli e abiti

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Un pranzo domenicale fuori per festeggiare una ricorrenza di famiglia. Scelto il rinomato ristorante di Mirabella Eclano, il gruppo ordina la porchetta flambè, quella preparata direttamente sul tavolo dal cameriere.

Qualcosa, però, va storto e le fiamme emanate dalla carne raggiungono anche i commensali che si ritrovano con i vestiti e i capelli bruciati.

Le donne sono state accompagnate al pronto soccorso dove sono state medicate per le lievi bruciature al volto e al cuoio capelluto.

I carabinieri di Mirabella Eclano stanno accertando eventuali responsabilità del ristorante e del suo dipendente.

 

Esercizio Delle Proprie Funzioni (Lo Piano, Saintred)

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Guai a usare violenza o trattenere un delinquente mentre e’ nell’esercizio delle proprie ” funzioni “: per il cittadino onesto, si potrebbero spalancare le porte del carcere.

Per “funzioni” di un delinquente si intendono il furto, la violenza privata, il sequestro di persona, la rapina fino ad arrivare all’omicidio.Giornalmente in tutt’Italia, centinaia di abitazioni e villette, vengono “attenzionate” da ladri e delinquenti che entrano ed escono dalle patrie galere, come se il carcere fosse un albergo “a ore”.
Piu’ si ha la fedina penale costellata di reati, piu’ facilmente si ottengono permessi premio, sconti di pena, “Oscar alla carriera”.Tenere in prigione un delinquente seriale e’ controproducente, ha un costo per la Comunita’, ma lasciarlo in liberta’ ha un prezzo ancora maggiore.
E poi parliamo con franchezza, le carceri sono sovraffollate, potrebbe fare “cattive amicizie”, meglio mandarlo agli arresti domiciliari, dove e’ piu’ semplice evadere per compiere altri reati. Non e’ la 1a volta che nell’arco di 24 ore, un farabutto venga arrestato, giudicato e rispedito ai domiciliari.
Negli ultimi anni vi e’ stata una massiccia recrudescenza della criminalita’, i reati contro le persone ed il patrimonio sono aumentati a dismisura, quelli che balzano agli onori della cronaca nera sono quelli piu’ efferati, e rappresentano solo la punta di un iceberg.
In molti casi, le visite di questi signori del crimine, sono finite in tragedia; anziani torturati, lasciati morire asfissiati con un fazzoletto in bocca, donne stuprate, intere famiglie tenute per ore sotto la minaccia delle armi.
Il cittadino che “osa” in casa propria difendersi con le armi e fa la “bua” ad un rapinatore, gli viene addossato o l’omicidio volontario o in subordine l’eccesso di legittima difesa. Questo e’ capitato all’Avv. Francesco Palumbo di Latina, che ha ucciso uno dei 3 ladri sorpresi a rubare nell’abitazione del padre. Verra’ sicuramente rimandato a giudizio, subira’ un “giusto” processo e magari sara’ costretto a risarcire i danni morali e materiali alla famiglia del delinquente di turno.
Le Leggi “aiutano” chi commette un reato, non certo chi ne e’ rimasto vittima passiva, bisognerebbe inasprire le pene ed averne la certezza dell’espiazione, le  persone stanno perdendo la fiducia per la troppa permissivita’ di uno Stato spesso assente ingiustificato.

Dries Mertens protagonista annunciato della sfida di Manchester, ecco perchè…

Uno dei protagonisti della gara di stasera tra Manchester City e Napoli, sarà sicuramente l’attaccante belga Dries Mertens. Ecco un estratto tratto dall’ edizione odierna del quotidiano Il Corriere dello Sport, che parla del folletto partenopeo: “Nella partita contro il Manchester City occorre una grande serata dell’attaccante belga. Serve la sua capacità realizzativa per lottare alla pari con i Citizens“. “Ci sarà stasera e ci sarà sabato prossimo contro l’Inter. Del resto, se uno gioca come lui e segna quanto lui, come fa a stare fuori?”.

Medaglia d’Argento

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Interpretando un’opinione largamente diffusa, una giovane lettrice mi ha scritto parole intense sulle ragioni per cui si rifiuta di collocare Asia Argento nel pantheon delle vittime del sistema. Perché avrebbe avuto la possibilità di ribellarsi ai ricatti del maschio di potere e non lo ha fatto. Lei invece sì: alla vigilia della laurea, quando ricevette le avance del professore con cui stava preparando la tesi. Non disse nulla, ma stracciò la tesi e cambiò professore, preferendo diventare dottoressa con qualche mese di ritardo piuttosto che venire meno ai suoi principi.

La riflessione della lettrice è ineccepibile e il suo comportamento straordinario. Però, ci avete fatto caso? Dal momento in cui è esploso lo scandalo, il produttore bavoso di Hollywood è uscito dal radar del dibattito, quasi si trattasse di un fenomeno naturale e inevitabile: premesso che la pioggia esiste, discutiamo se si debba o meno aprire l’ombrello. Invece il problema rimane la pioggia, cioè il comportamento di un uomo che ha abusato del suo ruolo per esercitare pressioni nei confronti di una donna. È di questo che si dovrebbe discutere. Perché il modo in cui la donna ha reagito alla prevaricazione è affare che riguarda il tribunale della sua coscienza. Mentre l’atteggiamento del prevaricatore riguarda tutti. Il fatto che sia ancora così diffuso non significa che lo si debba dare per scontato. Soltanto il giorno in cui il diritto delle vittime sarà tutelato davvero, potremo arrogarci quello di giudicare le loro strategie di sopravvivenza.

Massimo Gramellini / Medaglia d’Argento / corrieredellasera

La reliquia del corpo di San Pio tornerà nel vecchio Santuario di Santa Maria delle Grazie

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SAN GIOVANI ROTONDO  – La reliquia del corpo di San Pio, d’inverno, tornerà nel vecchio Santuario di Santa Maria delle Grazie per facilitare l’accesso ai pellegrini anche in caso di cattive condizioni meteorologiche.

Lo rende noto l’ufficio stampa dei Frati Minori Cappuccini in un comunicato in cui è precisato che la decisione è stata presa considerando le difficoltà evidenziate dai fedeli pellegrini in questi ultimi anni, e in taluni casi l’impossibilità, di raggiungere in inverno il luogo dove attualmente è venerata la reliquia del santo, nella parte inferiore della nuova chiesa dedicata dal santo di Pietrelcina.

La reliquia sarà trasferita nel vicino santuario nell’ultima domenica di novembre fino alla quinta di Quaresima. Pertanto – riferisce la nota – dal 26 novembre prossimo il corpo di san Pio sarà esposto alla pubblica venerazione, sempre all’interno di un’urna di vetro, nel luogo che lo ha custodito per 42 anni e sarà riportato nella chiesa inferiore a lui intitolata il 18 marzo 2018.

/ANSA

Nebbia su Napoli, posticipati i voli dei tifosi azzurri diretti a Manchester

Nelle ultime ore i voli per Manchester non sono semplici da affrontare. Prima la squadra di Sarri che ha avuto un viaggio di certo non morbido, a causa delle forti raffiche di vento provenienti dall’ uragano Ophelia, ora i tifosi del Napoli, bloccati all’aeroporto di Capodichino a causa della nebbia, che questa mattina si è avvolta su Napoli, causando il rinvio di 14 voli, inclusi alcuni charter diretti a Manchester, dove tanti tifosi azzurri hanno intenzione di trascinare gli uomini di Sarri alla vittoria contro il Manchester City di Guardiola. Prima delle 11 la situazione non dovrebbe sbloccarsi.

La sfida dei Bitcoin

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Via libera alla manovra per il 2018 : tra le novità anche detrazioni per giardini e terrazzi. Resta invece il superticket sulla sanità.  Alberto Mingardi ragiona invece sulla sfida dei Bitcoin e in particolare “su chi ne prevede un imminente tracollo”.

La sfida che lanciano i Bitcoin

«Quel che sale deve anche scendere». Ogni volta che Bitcoin raggiunge un nuovo picco, qualcuno ne prevede l’imminente tracollo. Una delle caratteristiche delle bolle finanziarie è che è difficile accorgersi che sono tali. Prima della crisi dei mutui subprime, erano in pochi a pensare che il perenne rialzo dei prezzi degli immobili, negli Stati Uniti, non obbedisse a qualche legge naturale.

Bitcoin invece ha già le sue Cassandre, a cominciare da Jamie Dimon, l’Ad di JP Morgan, che non perde occasione per attaccarlo. D’altronde è difficile non insospettirsi innanzi a qualsiasi cosa che nel giro di dieci mesi passa dal «valere» 1000 dollari a 5600. A inizio settembre, Bitcoin è molto sceso di prezzo, quando la Cina ne ha annunciato una più stretta regolamentazione. Poche settimane dopo, un’analoga iniziativa da parte della Corea del Sud non ha avuto effetti.

Ricordiamoci che non esistono prezzi giusti o sbagliati. Il sistema dei prezzi serve a comunicare informazioni. Le persone che vendono Bitcoin a una certa cifra, oppure ne acquistano a un dato valore, fanno l’una cosa e l’altra sulla base di aspettative maturate con la loro comprensione delle circostanze in cui questi scambi avvengono. E’ difficile avere aspettative salde sulle cose nuove.

La metafora più appropriata per Bitcoin è l’«Internet della moneta» (Giacomo Zucco su VanityFair). Quando avviene un pagamento in Bitcoin, questi si trasferiscono dal portafoglio di chi li cede a quello di chi li acquisisce. Non c’è un «bonifico» né una controparte centralizzata.

Il nostro primo problema, in una compravendita, è accertarci che l’altra persona ci stia cedendo un bene che è effettivamente nelle sue disponibilità. Dopo Totò non sono stati in molti a vendere la Fontana di Trevi, ma per noi tutti è di fondamentale importanza sapere che l’appartamento che stiamo acquistando non è gravato da ipoteca. Nel corso della storia abbiamo sviluppato registri di diverso tipo (a cominciare dalla partita doppia), abbiamo inventato professionalità specifiche come il notaio, e per questo chiediamo allo Stato di essere il garante di ultima istanza dei contratti che sottoscriviamo.

La blockchain di Bitcoin è un «libro mastro» che contiene tutte le transazioni che avvengono in Bitcoin. Queste informazioni non sono archiviate al catasto: non c’è un unico punto d’ingresso, ma sono registrate, replicate e distribuite su tutta la rete. E, ovviamente, crittate per ragioni di sicurezza. Il processo rende inimmaginabili le frodi: non esiste un singolo documento da contraffare, ma un’infinità di copie dello stesso, tutte costantemente aggiornate.

A questa innovazione, che potrebbe avere vaste applicazioni, Bitcoin unisce una logica che è quella dell’oro, per secoli la vera moneta dell’umanità. A differenza della valuta emessa dagli Stati, l’oro è scarso: la sua disponibilità dipende da quanto si riesce a estrarne. Noi sappiamo già ora che le «miniere» di Bitcoin andranno pian piano ad esaurirsi fino a essere vuote nel 2140. Ciò lo rende molto attraente agli occhi di chi teme la deriva «inflazionistica» delle banche centrali.

Bitcoin «capitalizza», ma il termine è improprio, meno di 100 miliardi di dollari. Le dimensioni del fenomeno sono ancora contenute, ma il potenziale d’innovazione è grande. Si capisce che ci siano molti timori, soprattutto se l’esito ultimo può essere davvero la «disintermediazione» dei tradizionali sistemi di pagamento: una sfida a banche e finanza.

Siamo spesso tentati di regolamentare ciò che non capiamo. Oscillazioni di prezzo violente sembrano esigere regole più stringenti. Ma forse prima di deliberare sarebbe meglio darsi l’opportunità di conoscere: e capire le novità richiede tempo e pazienza.

Twitter @amingardi

vivicentro.it/editoriale
vivicentro/La sfida dei Bitcoin
lastampa/La sfida che lanciano i Bitcoin ALBERTO MINGARDI

Insigne: “A Manchester senza paura. Bérnabeu? Un gol indelebile…”

Le sue parole al sito della Uefa

Lorenzo Insigne ha parlato al sito dell’Uefa: “Per crescere bisogna affrontare i top club. L’anno scorso abbiamo pescato subito il Real Madrid campione d’Europa in carica, una squadra fortissima. Però ce la siamo giocata e siamo stati anche sfortunati in determinati episodi”.

E come dimenticare lo splendido gol messo a segno al Santiago Bérnabeu? “Ancora oggi non riesco a credere di aver segnato al Bérnabeu. Per me è uno dei piu stadi piu belli al mondo, in cui hanno giocato i più grandi. Purtroppo il risultato finale non è stato positivo, ma a un napoletano, tifoso del Napoli, non capita tutti i giorni di segnare un gol al Bernabeu. Mi auguro che presto un altro ragazzo di Napoli possa vivere un sogno del genere”.

Ora però all’orizzonte incombe il Manchester City: “Il Manchester City è un top club, cercheremo di prepararare la partita al meglio. Il mister ci chiede sempre di giocare il nostro calcio contro qualsiasi squadra, le qualità le abbiamo. Dovremo solo avere fiducia in noi stessi e scendere in campo senza paura”.

E alle stelle del City, il Napoli replicherà con il gioco di squadra, un gioco che ha strappato tanti complimenti in Italia e in Europa: “Sappiamo che il City ha tanti campioni, ma se giochiamo come sappiamo, da squadra, possiamo metterli in difficoltà. Per passare il turno dovremo cercare di fare risultato. D’altronde, se vuoi crescere devi sfidare i top club”.

Manchester City, Aguero partirà dalla panchina. Ecco le probabili scelte di Guardiola

Il Manchester City di Guardiola si appresta a giocare la gara di Champions League contro il Napoli di Sarri. Non partirà dal primo minuto il Kun Aguero, reduce ancora dall’incidente stradale. L’argentino ha recuperato però partirà dalla panchina, al suo posto giocherà in avanti Gabriel Jesus. Dietro al giovane attaccante della nazionale brasiliana dovrebbe esserci il “poker d’assi” formato da Sterling e Sanè sulle fasce e De Bruyne e Silva al centro. A guardia della difesa formata dal duo Otamendi – Stones ci sarà il brasiliano Fernandinho, con Walker, appena arrivato nell’ultima sessione di mercato dal Tottenham, e Delph. In porta confermato Ederson. A riportarlo è l’edizione odierna del quotidiano Il Corriere dello Sport.

Auriemma: “Napoli terzo in Europa per una speciale classifica”

Le sue parole

Raffaele Auriemma, giornalista di Mediaset e Crc, ha parlato ai microfoni di Italia Uno, nel corso di Tiki Taka: “Record del Napoli? In Europa è la terza squadra per minor tiri subi, dietro a City e Borussia Dortmund, che è una statistica molto più importante delle alte medie gol”.

Rivieccio: “Sabato al teatro, c’era gente col tablet per Roma-Napoli. Quando ho chiesto ‘come state?’…”

Le sue parole

A Ne Parliamo Il Lunedì, in diretta su Canale 8, è intervenuto Gino Rivieccio: “Ero in teatro sabato sera e non ho visto in diretta la partita. Sono entrato in scena ed ho chiesto ‘come state?’. ‘Il Napoli vince 1 a 0’, mi hanno risposto. Addirittura c’era gente in sala col tablet acceso per seguire la partita. Il Napoli ha sofferto negli ultimi venti minuti, ma nel primo tempo ha giocato solo la squadra di Sarri. I romanisti hanno visto la stessa scenda dell’anno scorso con Reina. Mal di trasferta secondo Gazzetta? Vende più copie al nord ed il titolo l’hanno fatto in base ai lettori”. 

Corbo su Milik: “Un futuro al Chievo? Idea da bocciare, ecco perchè…”

Il suo pensiero

Antonio Corbo, editorialista di Repubblica, ha parlato nel corso di Ne Parliamo il Lunedì, in diretta su Canale 8: “Milik al Chievo è da bocciare, la prima cosa da fare è lasciarlo nelle mani dello staff medico del Napoli. Mercato? Io avrei preso un terzino destro, un ricambio per Hysaj. Poi avrei preso uno di grande esperienza a centrocampo”. 

Sky – Cagliari, esonerato Rastelli: in corsa anche un ex Napoli

Sky – Cagliari, esonerato Rastelli: in corsa anche un ex Napoli

Il Cagliari ha esonerato Massimo Rastelli, lo riferisce Sky Sport. Il presidente del club, Tommaso Giulini, ha deciso in questi minuti di esonerare Massimo Rastelli. Decisiva la sconfitta interna con il Genoa. Potrebbe esserci una corsa a due tra Massimo Oddo e Giuseppe Iachini, già sondati e contattati nella giornata di ieri.

Scontro a Nocera Superiore: tir travolge un auto

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Paura questa mattina a Nocera Superiore dove, alle 7 circa, un tir ha travolto un’auto su via Nazionale, nella zona industriale. Entrambi viaggiavano in direzione di Nocera Inferiore quando, per cause da accertare, l’autoarticolato ha travolto la Lancia Lybra, finendo per schiacciarla contro il muretto di argine del torrente Cavaiola, all’accesso di una delle rampe che conducono agli insediamenti industriali della frazione Camerelle.

Sul posto i carabinieri della stazione di Nocera Superiore, che in breve tempo hanno liberato la Statale 18, consentendo un rapido deflusso dei veicoli in coda in entrambe le direzioni.

/il Mattino

Corbo: “Un gruppo senza rivali in A, ora serve una maturità europea”

Le sue parole
Antonio Corbo scrive nel suo editoriale per La Repubblica: “Tanti elogi Sarri non li aveva mai ricevuti nella sua lentissima carriera. Apre il suo presidente, qualche giorno fa: «Non lo cambierei con Guardiola». E almeno lui, Aurelio De Laurentiis, dice la verità. La sua profonda cultura del risparmio gli sconsiglia un allenatore da 18 milioni l’anno al posto di chi ne prende 1,4. La dodicesima parte. Prosegue proprio Guardiola. «Sarri ha creato un Napoli perfetto, con il più bel gioco d’Europa». Non è mica una bugia, quasi tutto vero, ma come mai un caposcuola si sofferma tanto sui meriti del collega rivale? Si leggono oggi le sue parole, ma le capiremo stasera. È la stima del tecnico che costruì l’ultimo grande Barcellona verso Sarri che riproduce in Italia il suo modello ritmato, con possesso palla, triangoli corti, dominio asfissiante? Probabile. La sobrietà del personaggio, la sua onestà, il rispetto che ha di sé e dei colleghi fanno pensare che non sia una trappola: illudere Sarri, spingerlo ad osare troppo sul prato verde morbido dell’Etihad, 55mila spettatori e tutte le suggestioni di un impianto avvolgente come sanno essere gli stadi inglesi. Ma la chiave è tutta qui. Guardiola e Sarri, diversi nelle loro figure, uno 46 anni l’altro 58, il primo garbato e diplomatico il secondo imbronciato e schivo, guidano squadre che si somigliano nell’idea di calcio. Il City ha una caratura tecnica più alta, certificata dal valore stimato in 588 milioni, domina la Premier con 7 vittorie su 8, differenza gol di più 25. Molti a Napoli temono un risultato severo per un Napoli che in un solo sabato ha messo la Juve a 5 punti, e aspetta un’Inter ancora grezza nel gioco ma potente in Icardi e Perisic. Il risultato è quello che meno conta, in un girone di Champions che sembra riservare il primato al City. Conta stasera capire se il Napoli ha una dimensione europea. La maturità. La capacità di rimodellarsi in partita. Che abbia un possesso palla elevato in A è certo. Ma non può ripetersi in una trasferta di Champions con il Manchester che ha dato travolto lo Stoke City (7-2) senza cedere quasi mai la palla: 82%. Il Napoli non potrà occupare la metà campo del City e tenerlo per un’ora a bada, come con la Roma. Finirà di abbassarsi di almeno 30 metri, ed è la fascia orizzontale da un out all’altro la scena nevralgica. Vedremo stasera la capacità del Napoli di controllare, senza farsi schiacciare, e ripartire. Cruciale il compito di Hamsik che incrocia il migliore degli inglesi, De Bruyne, mediano in linea con il raffinato David Silva, il rude brasiliano Fernandinho al centro. Se riparte bene, il Napoli negli spazi larghi può sorprendere i centrali Otamendi e Stones, un po’ pesanti per Mertens e Insigne. Per lo stanco Callejòn c’è una riserva, Delph. Altra zona calda: la fascia sinistra del Napoli. La stessa di Walker e Sterling, difensore ed esterno alto, grande qualità. Presentata come la notte della grande bellezza, premia intelligenza tattica e fatica. Il City si conosce. C’è. Napoli e Sarri sono pronti a stupire?”.

Marek Hamsik uomo in più di questo Napoli? Ecco perchè…

Il capitano del Napoli, Marek Hamsik è fondamentale nello scacchiere tattico di Maurizio Sarri. Ma non lo è solo sul campo, ma anche negli spogliatoi. Ecco un estratto sullo slovacco tratto dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport: “Sarri lo ritiene un giocatore inamovibile nei suoi schemi, quello in grado di poter garantire maggiore qualità al centrocampo. «Lo farei giocare anche col febbrone», disse qualche tempo fa l’allenatore. Ed in effetti il centrocampista slovacco è sempre stato tra i titolari, salvo poi essere sostituito nella ripresa. Una condizione che il giocatore non ha mai gradito, ma che ha sempre accettato: la polemica non gli è mai appartenuta, da giocatore e capitano responsabile ha sempre accettato le decisioni del tecnico, evitando di commentarle”