Home Blog Pagina 5578

Polizia, operazione Leopardo: in manette 14 trafficanti e spacciatori (VIDEO)

0

Trento, operazione Leopardo, 14 arresti per circa mille episodi di spaccio. Sequestrati 19 kg di droga per un valore sul mercato di circa 900mila euro

Un’organizzazione di marocchini e tunisini residenti in Italia e ben inseriti, con le famiglie anch’esse coinvolte nel traffico, nel tessuto sociale trentino da molti anni, è stata fatta oggetto di un’indagine della Polizia denominata “Leopardo” e portata avanti per circa 11 mesi (dalla fine del 2016).

L’indagine è stata condotta dalla Polizia di Trento con la partecipazione anche delle Squadre mobili di Bergamo e Milano, il Reparto prevenzione crimine della Lombardia ed i cinofili di Padova, ed ha portato alla luce un vasto traffico illecito tra Trento, Milano e Bergamo accertando, complessivamente, circa mille episodi di spaccio per cui ha potuto eseguire 15 perquisizioni e fatto scattare l’arresto per 19 persone di cui 14 già in custodia e 5 ancora ricercate.
Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati 19 chili di sostanze stupefacenti (18 kg di hashish e 270 grammi di cocaina) che, come accertato poi dalle analisi dei laboratori, poteva essere utilizzata per confezionare circa 85 mila dosi di hashish e circa 1100 dosi di cocaina per un valore sul mercato di circa 900 mila euro.

© Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo del presente contenuto senza citazione della fonte.

copyright-vivicentroTUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo.

Corbo: “Zielinski con Hamsik, una coppia impossibile: solo Diawara di salva”

Il suo pensiero

Scrive Antonio Corbo nel suo editoriale per La Repubblica: “Il Napoli entra con mezz’ora di ritardo, prima esaltato dalla cascata di sospetti elogi di Guardiola, poi spaventato assiste al prepotente avvio del Manchester City. Quasi si rivede nel gioco degli inglesi: proprio vero, le due squadre hanno lo stesso modello di calcio, con ostinato possesso palla, triangoli veloci, scambi di posizione e di gioco, con qualche pregio in più per il City, che ha cinica ampiezza, ed arriva al tiro con 5, massimo 6 passaggi. Il Napoli ne ricama anche 14. Che il Napoli non sia quello della prima mezz’ora lo dimostra, e come: basta attendere. Ribalta la scena. Reagisce anche allo choc del rigore sbagliato da Mertens. Con un profondo respiro tradisce la sua insicurezza. E si capisce da come calcia. È un colpo di zappa nel terreno. Perché si è preso il compito, senza essere pronto? Una serata difficile per lui. Con tante corse a vuoto. Gli darà una lezione il giovane Diawara, che si assume la responsabilità di battere il secondo rigore, con la severità dell’uomo senza età, non conta l’età se si ha coraggio ed un passato fatto di sacrifici e sogni. I risvolti psicologici sono determinanti in una sfida come questa, se il City non ti aggredisce all’inizio, ti avvilisce, giocando quasi da solo, la sua grandezza è la normalità, nessuno poteva immaginare che soffrisse tanto nel finale. Non dà punti di riferimento chiedendo alla prima punta Gabriel Jesus movimenti orizzontali, sulle fasce scivola veloce perché Sanè è di infinito talento e a sinistra fa soffrire Hysaj, sulla destra opera Sterling che merita anche il secondo gol quando scende con la scorta di Walker.

Non è corretto spiegare la iniziale subalternità del Napoli con le scelte di Sarri. Ma è evidente: infelice la decisione di schierare Zielinski, astratto come l’altro mediano Hamisik. I due sono in affanno e non possono neanche accostarsi alle corsie dove il City impone il concetto di ampiezza. Non si capisce perché siano fuori dei tori come Allan e Rog, in una partita che chiede anche fisicità. Lo stesso Zielinski deve poi sostituire Insigne, lasciando spazio ad Allan che crea grade di vivacità nella ripresa, giocata dal Napoli con assoluta dignità. Allan diventa protagonista: dirige e trascina, dimostrando che meritava un posto da titolare, ma è finito nella lotteria del turn- over di Sarri. Non c’è chiave tattica per spiegare i due Manchester e i due Napoli. Di sicuro la subalternità della squadra italiana ad un confronto che chiedeva subito maturità e certezze. Ma il Napoli non è quello della prima mezz’ora, e lo dimostra per un’ora creando anche imbarazzo alla capolista di Premier. Cominciare con Hamsik e Zielinski fuori misura, tollerare un Callejòn impalabile, e recuperare campo e autorevolezza quando la formazione deriva da cambi fortuiti: tutto questo deve far riflettere sulla staticità del progetto tattico. Possibile che giochino sempre e comunque gli stessi all’inizio? Hamsik costretto per l’ennesima volta ad uscire, Zielinski che cambia posizione e rende di più, Albiol e Koulibaly che con Reina devono triplicarsi, Allan che s’improvvisa condottiero quando entra. Peccato, era una partita da giocare tutta, ma proprio tutta alla pari”.

Basket: Capobianco nuovo allenatore della Nazionale: “Sono felicissimo”

0

Andrea Capobianco 

Nessun contatto con altre squadre.

“Felice di allenare la Nazionale.

Mai parlato con altre società”

 

In riferimento a quanto apparso oggi su alcuni organi di informazione, coach Andrea Capobianco smentisce categoricamente di aver avviato contatti con altre società e conferma il proprio impegno full-time al servizio della Fip. “La mia intenzione è quella di onorare il contratto con la Federazione. Per me è un onore poter allenare la Nazionale Under 18 maschile, coordinare i Centri Tecnici Federali e il Comitato Nazionale Allenatori”.

 

Ufficio Stampa Fip

Roberto Pruzzo: “Il Napoli può ancora passare il turno”

Intervenuto sulle frequenze di Radio Radio, l’ex attaccante Roberto Pruzzo ha parlato della sconfitta del Napoli all’Etihad: “Guardiola è il migliore allenatore del mondo, in due anni ha cambiato il Manchester City. I giocatori sono forti ma il suo lavoro è straordinario. Ha vinto con merito nonostante un bel secondo tempo del Napoli, che ha reagito, non è uscito fuori dalla carreggiata e ha tenuto botta, rischiando anche di pareggiare. C’è però la coperta corta nel reparto offensivo. Speriamo non ci sia niente di grave per Insigne. Sono mancati un po’ i leader: Callejon, Hamsik, Mertens e Insigne hanno fatto un po’ poco. Al momento ci sono buone possibilità di passare il turno, battere lo Shakhtar con due reti di scarto è possibile”.

Man City, Otamendi: “E’ stata una vittoria fondamentale. Napoli squadra tosta”

“Difficile difendere quando fanno possesso. Al San Paolo sarà dura”

Bicolas Otamendi, difensore del Manchester City, dopo la vittoriosa gara di Champions League contro il Napoli ha rilasciato alcune dichiarazioni alla TV ufficiale dei Citizens: “Sono contentissimo per quest’altro risultato positivo, bisogna continuare così. Ogni partita è diversa dall’altra, in Champions è tutto complicato ed è un buon risultato per noi. Sapevamo delle difficoltà che avremmo incontrato con la palla in loro possesso, ma abbiamo fatto un grande lavoro difensivo. Dobbiamo continuare così, questa vittoria ci dà fiducia e dobbiamo proseguire su questa scia partita dopo partita”.

Parla anche del rigore parato da Ederson nel primo tempo a Mertens che avrebbe potuto riaprire la gara“In squadra abbiamo due portieri importantissimi, sono contento per la parata, ma speriamo non arrivino più rigori (sorride, ndr)”.

Gli viene chiesto anche un commento su De Bruyne“E’ importante averlo in squadra, lavora partita dopo partita per migliorarsi. Cerchiamo di metterlo nelle migliori condizioni per far bene, è al top e speriamo che possa fare sempre meglio”.

Infine, si guarda alla gara di ritorno al “San Paolo”“Abbiamo un gruppo complicato, il Napoli gioca un buon calcio e sapevamo che vincere oggi sarebbe stato un passo importantissimo. Cercheremo di vincere ancora”.

Bimba italiana discriminata dagli stranieri

0

Una mamma di Modena decide di far cambiare scuola alla figlia. Il motivo? In classe (seconda elementare) sono tutti stranieri, lei è l’unica italiana e per questo sarebbe stata pesantemente discriminata.

In classe tutti stranieri tranne un’allieva. “Mia figlia discriminata, cambio scuola”

MODENA – «Con mia figlia non ci giocava e non ci stava nessuno, le ho fatto cambiare scuola». La madre della sola bambina italiana contro diciotto stranieri, d’origine o tout court, di una seconda elementare di Modena, ha ritirato la figlia iscrivendola alla seconda elementare in un altro istituto.

I motivi sono spiegati da Rosaria Piccinno, mamma della piccola, che ieri si è presentata nella nuova elementare dopo aver abbandonato la sua classe originaria e i compagni che la lasciavano da parte: «Mia figlia li ha sempre invitati a casa a fare i compiti, ma loro non sono mai venuti, e alle feste che facevano gli altri non veniva mai chiamata. Durante la ricreazione gli altri gruppi etnici della classe si mettevano insieme senza considerarla, perché era diversa da loro».

Un caso di discriminazione al contrario, secondo la ricostruzione della donna, che sostiene come alla base del rifiuto della figlia, oltre al profilo socio-culturale, ci sarebbe anche il fatto che la bimba sia cattolica, anche se non ricorda riferimenti espliciti nei racconti della piccola. Una vicenda spinosa, complicata da episodi di bullismo: «Una volta una bimba è stata spinta per le scale, in un’altra occasione sono stati tagliati i capelli con le forbici a una bambina. È una classe molto difficile», aggiunge la madre.

Il quartiere dove ha sede la scuola primaria Cittadella, teatro della vicenda, ospita una parte consistente di immigrati di prima e seconda generazione, normale dunque che la composizione etnica delle classi esprima la stessa presenza, anche se qui sembra si sia andati un po’ oltre, pure per cause contingenti: «L’anno scorso, in prima, all’inizio c’erano cinque italiani che via via sono stati ritirati dai genitori perché c’erano troppi extracomunitari. Quest’anno ho chiesto di incontrare la preside e poi ho segnalato la situazione della classe al Comune e al provveditorato, finché, non avendo avuto ascolto, mi sono rivolta al giornale Il Resto del Carlino e la cosa è diventata pubblica».

Qui sarebbero pure partite le minacce da parte di alcuni genitori dei bambini stranieri, che però, precisa la preside della primaria Cittadella, Silvia Zetta, proprio stranieri non sono: «La metà di loro è nata in Italia, e comunque i giusti criteri di formazione delle classi sono stati seguiti rigorosamente. Poi, per pura casualità, due alunni italiani hanno lasciato la classe e si è creata questa composizione. La bambina peraltro ha seguito il suo percorso e le insegnanti non mi hanno segnalato anomalie. Sono comunque dell’idea che una scuola pubblica debba garantire la possibilità di raggiungere il successo scolastico a tutti i ragazzi».

Rosaria Piccinno però riporta un altro episodio spiacevole: «La madre marocchina di una compagna ha istigato sua figlia a minacciare la mia, e lei si è messa a piangere». Intanto, l’approdo della bambina nella nuova scuola è avvenuto nel migliore dei modi e la madre ci tiene a sottolineare che crede in una scuola che mescoli bimbi di ogni provenienza: «Nella nuova elementare ho scelto che mia figlia venisse iscritta in una classe dove la metà degli alunni sono stranieri. Io chiedevo solo una situazione più equilibrata, di certo non una soluzione con soli italiani, ma neanche le condizioni opposte che si erano venute a creare. Ora mia figlia si trova benissimo, mentre prima non riusciva a giocare con nessuno. Ha subito fatto amicizia con due bambine e si sono già messe d’accordo per una festa».

Licenza Creative Commons 
Alcuni diritti riservati

vivicentro.it/attualità
vivicentro/Bimba italiana discriminata dagli stranieri
lastampa/In classe tutti stranieri tranne un’allieva. “Mia figlia discriminata, cambio scuola” – FRANCO GIUBILEI

Osanna (Dir.Gen. Scavi di Pompei): “Addio museo a Quisisisana. Il comune stabiese non da i locali”

0

La convenzione doveva essere firmata da un anno: il Palazzo Reale di Quisisana doveva essere affidato al Parco archeologico di Pompei per aprire (finalmente) il Museo dell’antica Stabiae e una scuola di formazione in beni culturali. Ma fino a ora nessuna risposta è venuta dal Comune di Castellammare di Stabia, proprietario della reggia. Tanto che il Parco archeologico di Pompei dice addio al museo a Quisisana, allontanando la possibilità di aprire a Castellammare di Stabia anche la scuola.

“Stabiae e il suo territorio meritano un museo e una scuola di specializzazione di alto livello – dichiara il direttore generale del Parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna – e la direzione del Parco archeologico, con il pieno sostegno del ministero dei beni e delle attività culturali, si è mossa da tempo in questa direzione per definire un accordo con il Comune di Castellammare di Stabia, individuando nella Reggia del Quisisana una location di prestigio per i tanti reperti stabiani, oltre che logisticamente opportuna. Devo, tuttavia, constatare con delusione che a oggi aggiunge Osanna – nonostante i nostri continui solleciti, non si è ancora giunti alla firma della convenzione da tempo programmata “.

Di qui lo stop al progetto – inseguito da anni – di trasformare l’ex residenza borbonica in museo per esporre gli straordinari affreschi romani provenienti dalle ville di Stabiae e la collezione dell’Antiquarium stabiano, chiuso dal 1997. Un progetto per il quale Osanna ha previsto un impegno di due milioni di euro, ma che per il terzo anno consecutivo rischia di saltare. Ma non è solo il progetto di valorizzazione dei reperti dell’antica Stabiae che va in fumo, ma anche la scelta – condivisa dal ministro Dario Franceschini – di portare nelle stanze del Quisisana studenti da tutto il mondo per formarsi in beni culturali e turismo.

E se la Reggia di Quisisana resterà vuota, rischia di impantanarsi definitivamente anche il rilancio del sito archeologico di Stabiae, con le due ville di Arianna e di San Marco aperte al pubblico, e una gran parte di città antica ancora da scavare. Anche qui Osanna usa parole dure contro il Comune stabiese: “Per la collina di Varano non ci sono stati, nonostante i nostri appelli, segnali di seri di interventi a favore della lotta

all’abusivismo e del recupero del territorio su cui insistono le aree archeologiche. La nostra volontà – denuncia Osanna – nel voler restituire dignità al ricco patrimonio archeologico di Stabiae, per quanto forte, incontra dei limiti che vanno oltre la nostra gestione. E purtroppo senza una sinergia consapevole tra le forze del territorio, che in altre situazioni hanno risposto in maniera proficua, non si può raggiungere alcun obiettivo concreto di rilancio”.

Vico Equense, una giornata alla Capitaneria di Porto per i disabili

0

Per un giorno questi “giovani” vivranno l’emozione di veleggiare come uomini di mare della Guardia costiera scoprendo i segreti della navigazione. Venerdì prossimo, 20 ottobre 2017, i ragazzi disabili del centro diurno residenziale “Il cielo in una stanza” di via Madonnelle a Vico Equense, assistiti dai responsabili della struttura, visiteranno i locali della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia.

La gita, organizzata dai “Diportisti Equani”, in collaborazione con il Comune di Vico Equense, su invito del Comandante Guglielmo Cassone, permetterà, grazie anche alla disponibilità degli ufficiali della Capitaneria di Porto, di osservare da vicino le attività di un luogo così importante per la sicurezza.

All’iniziativa parteciperà il Sindaco di Vico Equense Andrea Buonocore, che ha sostenuto la manifestazione. L’escursione fa seguito ad altre attività che gli utenti del centro diurno di Vico Equense hanno svolto nei mesi precedenti sempre in collaborazione con l’associazione “Diportisti Equani”, presieduta da Francesco Savarese, come “Un sorriso fra le onde”, una giornata in mare sulle imbarcazioni messe a disposizione dai diportisti lungo tutta la costa della penisola sorrentina, dalle acque del “Bikini” fino al Capo di Sorrento.

Gazzetta boccia Zielinski: “Non prende mai David Silva”

Gazzetta boccia Zielinski: “Non prende mai David Silva”

Tra i peggiori in campo, secondo le pagelle della Gazzetta dello Sport, c’è anche Piotr Zielinski che si prende un 5 in pagella: “Arranca nel seguire David Silva: non lo prende mai. Resta sulle gambe sul taglio dello spagnolo in occasione del primo gol”.

Trova bomba della Seconda Guerra Mondiale e la porta ai carabinieri

Una bomba a mano della Seconda Guerra mondiale, in un secchio con altro ferro vecchio. L’ha trovata un pensionato bolognese di 78 anni all’interno di un centro missionario di San Giovanni in Persiceto, dove l’anziano svolge attività di volontariato.
Con un po’ di imprudenza, l’uomo ha preso la bomba a mano e l’ha portata ai Carabinieri di San Matteo della Decima. Alla vista dell’ordigno, i militari hanno attivato le procedure di sicurezza evacuando l’area e chiamando gli artificieri del Comando Provinciale di Bologna, che lo hanno esaminato: era una ‘Srcm modello 35’ di colore rosso, di produzione italiana in uso durante la Seconda Guerra mondiale. Ed era inerte, poiché priva di esplosivo e detonatore.
In seguito all’episodio, l’Arma lancia un appello a coloro che casualmente o a seguito di ricerche di reperti storici trovano ordigni bellici simili, a rischio di deflagrazione. La raccomandazione è di avvisare subito le forze dell’ordine senza prendere altre iniziative e senza spostare la bomba.

Sconcerti: “Napoli incompiuto in Europa: sconfitta dettata dall’assenza di Hamsik!”

Il suo pensiero

Scrive Mario Sconcerti nel suo editoriale per Il Corriere della Sera: Il Napoli ha perso la partita per l’assenza di Hamsik su De Bruyne nella prima mezzora, qualcosa di inconcepibile ma anche punito con troppa forza. Quando ha segnato i due gol in 12 minuti il City non aveva ancora cominciato a giocare. Il punteggio è arrivato senza qualcosa di irresistibile, niente davanti a cui fosse giusto affondare. Niente schemi marziani, solo due azioni semplici con errori di spazi evidenti nel Napoli. C’era però una squadra passiva, quasi triste, in quella stessa sudditanza psicologica che tante volte la città rimprovera agli arbitri. Per un quarto d’ora ancora il City è stato molto bello, poi si spaventato e ha confermato nel resto del tempo che nel calcio di adesso fenomeni non ce ne sono. Il Napoli poteva pareggiare, forse doveva. La cosa in più del City è stato alla fine solo la traversa di De Bruyne. Ma il Napoli ha sbagliato un rigore con Mertens, anche lui impaurito dal compito fino a calciare basso e centrale, cioè il minimo del possibile. In sostanza non ho visto né un grande City né il solito Napoli. Hanno avuto entrambe i loro periodi nella partita e si sono fondamentalmente equivalsi. Si è vista poco anche la grazia dei due maestri, Guardiola e Sarri. Il City gioca in modo automatico, con estro ma quasi senz’anima. Guardiola pretende l’esattezza anche dalla difesa che infatti commette errori poco concepibili a questi livelli solo per passarsi la palla fino allo sfinimento. Sinceramente è stato un City nel complesso deludente contro un Napoli ancora incompiuto in Europa. Ma la differenza è poca”.

City-Napoli, una lezione che può essere salutare…

Lo riporta Il Corriere del Mezzogiorno

Il più sfrontato della squadra di Sarri, quello che non ha paura neanche dei diavoli, ha calciato senza neanche guardare il portiere. Ha abbassato lo sguardo, ha tirato debole e centrale. I rigori si sbagliano e la storia del calcio ci racconta di tanti errori dei «grandi», ma la paura di Mertens dice di più dell’errore in sè. Era stato onesto, Sarri, alla vigilia della partita, definendola una «sfida impossibile». Più onesto del collega Guardiola che rispetto al Napoli aveva gridato «wow». La sconfitta non è pesantissima nei numeri. Ma il risultato conta in maniera relativa, così come è relativo lo scatto d’orgoglio e di grande personalità che gli azzurri hanno avuto nel secondo tempo, trovando il gol su rigore con Diawara che, dieci anni in meno di Mertens, non ha avuto paura. Conta invece la consapevolezza che il giardino fiorito del Napoli si chiama Italia. Che i top player in maglia azzurra sono tali in senso assoluto entro i confini della serie A, del campionato che legittimamente la squadra di Sarri sta dominando. Il girone di Champions non passa certo dalla sconfitta all’Etihad Stadium, ma su quel campo è arrivata una battuta d’arresto che può essere addirittura salutare per la stagione «nazionale» del Napoli. Se gestita, a livello mentale, può dare ancora maggiore consapevolezza verso il raggiungimento del traguardo tricolore. Sarà importante metabolizzare il concetto «relativo» di grande, senza però viverlo come una diminutio. L’oggettività a Sarri non è mai sfuggita e siamo certi che la mezzora micidiale del City non l’ha sorpreso più di tanto. Ai suoi non aveva certo detto di mettersi lì ed aspettare, sarebbe stata idea suicida, ma lo strapotere degli avversari è stato nella forza del gioco e in quella mentale e fisica dei singoli. Ed è stato in quei trentacinque minuti iniziali che la partita è stata scritta. La ripresa è stata più sciolta, più a misura del Napoli, che ha potuto dar sfoggio di personalità e carattere. Sabato c’è l’Inter in campionato, nel giardino dove le rose possono e devono fiorire. Anche ripartendo dalla sconfitta di ieri.

 

The Sun: “City, nessun problema a battere il Napoli”

L’edizione odierna del Sun apre con i fantastici risultati ottenuti dalle tre formazioni inglesi impegnate in Champions League. Il Tottenham è riuscito a strappare un punto al Bernabeu, mentre il Liverpool ha passeggiato a Maribor (0-7). Le attenzioni sono rivolte anche al successo del Manchester City contro il Napoli: “I ragazzi di Pep Guardiola battono la squadra imbattuta in Serie A grazie anche al rigore parato da Ederson su Mertens”, si legge nel taglio alto.

ESCLUSIVA – Nava: “Dobbiamo migliorare la fase difensiva, ma stiamo crescendo. Sicula? Punto prezioso, ora battiamo l’Akragas”

Le sue parole in esclusiva a ViViCentro

Valerio Nava, esterno destro della Juve Stabia, è stato raggiunto, in esclusiva, dalla redazione di ViViCentro.it. Queste le sue dichiarazioni:

Sei arrivato per giocartela alla pari con Cancellotti, poi la sua partenza e per te il via libera iniziale. Impatto positivo… “Sì, impatto molto positivo. Mi sono ambientato subito bene, anche quando è andato via Tommaso, nulla è cambiato. Tutti ce la giochiamo alla pari”.

Ora ti contendi il posto con Pietro Dentice, un ballottaggio costante che fa sempre bene e aiuta a crescere… “La sana competizione è giusto che ci sia. Fa bene a me e al gruppo”.

Prestazioni alternanti, bene poi qualche errore. Quale, secondo te, il punto nel quale devi migliorare? “Secondo me devo migliorare maggiormente la fase difensiva, però, di recente ho fatto passi da gigante. In effetti tutto il reparto arretrato deve ancora apprendere i giusti movimenti e certi meccanismi che verranno col tempo. Bisogna solo lavorarci”.

Contro la Sicula Leonzio sei tornato a Catania, che effetto ti ha fatto? “Un ottimo effetto. A Catania, anche se solo per sei mesi, sono stato alla grande. E’ sempre bello ritornarci”.

Ma ci spieghi cosa è accaduto sul calcio di rigore? “Io dalla panchina non ho capito nulla. C’è stato un rapido passaggio tra i due giocatori avversari vicini al dischetto, dopodiché c’è il dubbio su cosa sia successo. E’ stato un episodio strano, ancora nessuno riesce a darne una spiegazione. Per noi è stato meglio così”.

Dopo le sconfitte con Bisceglie e Lecce, il pari contro la Sicula Leonzio. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? “Contro la Sicula non abbiamo sciorinato una grande prestazione. Però, riuscire a portare un punto a casa è sempre una nota positiva. Non siamo molto soddisfatti di come è andata la gara ed è per questo che in noi cresce sempre di più la voglia di rivalsa”.

Ora l’Akragas, servono i tre punti contro una diretta concorrente… “Dobbiamo cercare di andare a Siracusa con l’obiettivo di agguantare l’intera posta in palio. Faremo fatica ad imporre il nostro gioco perché affronteremo una squadra in salute, reduce dal pareggio con il Lecce. Sarà un match tosto contro un avversario fastidioso, ma abbiamo l’obbligo di centrare il nostro obiettivo”.

Sei nativo della provincia di Bergamo, Calcinate. A Bergamo sei cresciuto anche calcisticamente prima di girare un po’ in prestito. Quale l’esperienza più significativa per te? “A Bergamo ho vissuto a lungo anche calcisticamente dove ho imparato tantissimo. Dopodiché ho girato un po’, traendo insegnamenti positivi per la mia crescita. Ovunque sono stato ho portato via qualcosa di costruttivo, aumentando il mio bagaglio personale. L’esperienza più significativa è stata quella di Cittadella seguita a ruota da quella di Carpi”.

A Castellammare di Stabia come ti trovi? “A Castellammare mi trovo da Dio. Vivo a Pompei, però, frequento spesso il centro”.

Con chi hai legato di più dei tuoi compagni? “Il nostro è un gruppo talmente giovane che ho legato facilmente con tutti. Farei fatica ad individuarne uno con cui ho un rapporto più stretto”.

Siete una squadra molto giovane, non mancano calciatori esperti. Con Caserta per raggiungere quale obiettivo? “Il nostro chiodo fisso è quello di migliorarci partita dopo partita e tentare di arrivare più avanti possibile. Ora è il momento di fare un passo alla volta, le somme le tireremo a fine campionato”.

Casoncelli o spaghetto alle vongole? “Casoncelli…tutta la vita”.

Pizza o polenta? “Tra le due non saprei cosa scegliere. Sono un amante della pizza, ma la domenica la polenta a casa della nonna è sempre qualcosa di speciale”.

Chiudi per un attimo gli occhi: cosa sogni per la fine della stagione e, quindi, per la tua carriera futura? “Spero di crescere tanto, di arrivare più in alto possibile e soprattutto di dare una grossa mano alla Juve Stabia. Infine per la mia carriera futura sogno di ritornare a Bergamo e di potermela giocare lì dove sono cresciuto”.

a cura di Ciro Novellino

RIPRODUZIONE RISERVATA

Il City è il più bello del reame: Napoli ancora adolescente in Europa

Il City è il più bello del reame: Napoli ancora adolescente in Europa

La squadra di Sarri ha parzialmente fallito l’esame di maturità, scuotendosi troppo tardi dalle sue paure. Come riporta La Repubblica: “È il City di Pep Guardiola il più bello del reame, come del resto aveva anticipato alla vigilia Maurizio Sarri, mettendo in guardia i suoi sulle insidie della serata. L’allarme del tecnico è rimasto però inascoltato. Nella sofferta e solo alla distanza partita a specchio dell’Etihad, infatti, l’immagine data dal Napoli è stata a lungo quella di una squadra ancora adolescente a livello internazionale. Contro un avversario schierato con lo stesso modulo (4-3-3), ma con qualità tecniche ed esperienza superiori, gli azzurri hanno dimostrato difatti di subire la sindrome del palcoscenico, pagata con avvio da film dell’orrore e troppo brutto per essere vero. Colpa pure di un po’ di presunzione, forse, al di là della solidità degli inglesi, per mezzora di un altro pianeta”.

Zola: “Il Napoli vincerà se esprimerà il suo gioco fino alla fine”

Intervistato da ” La Repubblica” Gianfranco Zola ha detto la sua sul campionato del Napoli, sulla gara di sabato sera e su chi vincerà lo scudetto:
Chi vincerà lo scudetto?
«Il Napoli se riesce ad esprimere il suo gioco fino al termine del campionato».
Sabato c’è Napoli-Inter.
«Un match affascinante. L’Inter è molto pragmatica: riesce a sfruttare al meglio le occasioni. L’ho vista contro Roma e Milan. È diversa dalle squadre di Spalletti, ma resta insidiosa».
La Juventus è a -5.
«Al momento è ‘colpa’ del Napoli che sta avendo un ruolino di marcia straordinario. Il campionato è appena cominciato e sono convinto che la Juve continuerà a fare bene recitando un ruolo da protagonista. Tra l’altro, se Dybala avesse segnato i due rigori, i bianconeri avrebbero tre punti in più

 

Gazzetta Dello Sport: “Se Insigne salta l’Inter, Sarri ha già il sostituto”

La Gazzetta dello sport in edicola oggi, fa il punto della situazione sull’infortunio di Insigne: “Uscito all’11’ del secondo tempo per un problema all’adduttore, Insigne questa mattina sarà sottoposto a un esame strumentale per capire la gravità dell’eventuale danno. Al momento non ci sono preoccupazioni ma nella tarda mattinata di oggi si saprà con certezza l’entità. Intanto, se dovesse saltare l’Inter, Sarri dovrebbe far giocare Ounas. Il giovane ex Bordeaux, infatti, è entrato poco dopo l’infortunio di Insigne. Sarri l’ha fatto entrare anche per testarlo in vista della gara di sabato sera al San Paolo”

Tifosi del Napoli ubriachi alla partenza: salta il volo per Londra

Giornata caotica all’aereoporto di Capodichino. I voli diretti a Londra, e non solo, sono stati quasi tutti ritardati a causa della nebbia che nelle prime ore della giornata ha avvolto Napoli e provincia. Tanti i voli ritardati, alcuni addirittura cancellati. Alcuni tifosi, per non rischiare di perdere le coincidenze in assenza di voli diretti da Napoli a Londra, hanno dovuto rinunciare alla prestigiosa trasferta. Tanto caos all’aereoporto, con tifosi che hanno minacciato e strattonato il personale aeroportuale a causa, appunto, di questi voli rinviati. Tante le proteste e tanti i dibattiti. Alcuni supporters si sono ubriacati e, al momento di partire, hanno danneggiato l’aereo costringendo il comandante a fermare la partenza e cancellarla, a danno di tutti gli altri tifosi che invece erano rimasti tranquilli. L’avvocato Angelo Pisani, a “Il Mattino” dice: “Ci sono state scene di follia alla partenza per Londra. Per colpa di 3-4 ubriachi che hanno danneggiato l’aereo, tante altre persone hanno dovuto rinunciare al viaggio. Molti di questi sono amareggiati e hanno intenzione di fare causa e denunciare l’episodio”

Il Mattino: “Infortunio Insigne, sabato con l’Inter può esserci.”

Il Mattino, in edicola oggi, aggiorna sulle condizioni di Insigne. L’esterno napoletano, uscito per un problema all’inguine, ha sentito man mano più dolore ma non ha avuto problemi nell’assistere al match dalla panchina. Le sue condizioni, al momento, non preoccupano più di tanto lo staff medico e lo stesso Sarri che, in conferenza, ha ammesso che non dovrebbe essere nulla di serio. Con ogni probabilità, dunque, Insigne dovrebbe essere in campo nella gara di sabato contro l’Inter. Intanto il Napoli è rimasto in Inghilterra e oggi si allenerà al centro sportivo del Manchester United.

Romairone (Ds Chievo Verona): “Ecco la verità su Milik e Inglese”

Intervistato dai collleghi de “Il Corriere di Verona” il ds del Chievo Verona, Giancarlo Romairone, ha parlato della voce uscita nei giorni scorsi che vorrebbe, a gennaio,  Roberto Inglese al Napoli e Arek Milik al Chievo Verona per uno scambio che accontenterebbe tutti: “E’ una voce fuori luogo. Ora è inutile e prematuro parlare di questi scenari, si vedrà”