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Chat erotiche e sesso online: sotto inchiesta studentesse napoletane

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Chat erotiche, sesso online, foto sensuali e video audaci. Non sono delle escort nè delle professioniste del mestiere, ma semplici studentesse liceali di Napoli.

Un’inchiesta avviata dal Corriere del Mezzogiorno che ha messo in luce cinque chat incriminanti, in cui signori, talvolta sposati, chiedevano prestazioni osè alle giovani in cambio di soldi.

La magistratura indaga sul caso. Circa una ventina di studentesse sono coinvolte in questa faccenda, tutte di buona famiglia.

Nuovo Responsabile Scounting: la Famiglia del Siracusa Calcio si allarga

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Nuovo Responsabile Scounting al Siracusa

La Famiglia del Siracusa Calcio si allarga, un nuovo membro si aggiunge allo staff aretuseo. Giuseppe Trigilia andrà a ricoprire il ruolo di Responsabile Scouting.  

il comunicato rilasciato dalla società siracusana:

Giuseppe Trigilia nuovo Responsabile Scouting

Si allarga lo staff del Siracusa Calcio. Giuseppe Trigilia è infatti il nuovo Responsabile Scoutingdella nostra società.

Ieri, allo stadio Nicola De Simone, l’incontro con il presidente Gaetano Cutrufo alla presenza del direttore sportivo Antonello Laneri.

Oggi avvenne: nel 2007 il 3-1 alla Juventus

Nello stesso giorno anche il primo gol azzurro di Busani nel ’40

Il giorno 27 ottobre il Napoli ha giocato tredici partite, undici in serie A, una in serie B ed una in coppa Italia conquistando quattro vittorie e quattro pareggi, con cinque sconfitte.

Nel 2-2 contro la Juventus del 1940 il primo gol di Umberto Busani.

Ricordiamo il 3-1 alla Juventus nella nona giornata della serie A-2007/08

Questa è la formazione schierata da Edy Reja:

Iezzo, Cupi, Cannavaro, Domizzi, Garics (84′ Contini), Blasi, Gargano, Hamsik, Savini, Zalayeta (90′ Sosa), Lavezzi (78′ Calaiò)

I gol: 46′ Del Piero, 49′ Gargano, 62′ (rig) e 70′ (rig) Domizzi

Nel 3-1 alla Juventus due rigori trasformati da Maurizio Domizzi

Il Napoli ha chiuso quel suo primo massimo torneo dell’era De Laurentiis all’ottavo posto.

 

fonte: sscnapoli.it

Anm, da novembre tariffe più alte per i trasporti pubblici napoletani

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L’Anm ha stabilito un aumento dei costi dei biglietti per bus e funicolari. La nuova tariffa sarà in vigore dal 15 novembre prossimo e il prezzo sarà di 1,50 €, circa 40 centesimi in più rispetto al valore del ticket in vigore fino ad oggi.

Cambiamenti anche sulle modalità di acquisto: i biglietti saranno venduti direttamente dall’autista del bus, che sarà fornito di un blocchetto da cento biglietti. La compravendita si dovrà effettuare nel momento in cui il passeggero fa il suo ingresso nel veicolo Anm. Saranno multati coloro che aspetteranno le sollecitazioni dell’autista.

Per le funicolari, invece, i biglietti verranno venduti nell’aria riservata ai varchi d’ingresso del servizio.

Napoli, Albiol in dubbio contro il Sassuolo

La febbre potrebbe costringere al forfait l’ex Real Madrid

Un imprevisto preoccupa Maurizio Sarri in vista della sfida contro il Sassuolo. Uno dei “titolarissimi” potrebbe non essere della partita. Secondo quanto riferito dall’edizione napoletana di Repubblica oggi in edicola, infatti, Albiol sarebbe un po’ febbricitante e non è sicuro di ritrovare il suo posto da titolare accanto a Koulibaly per la gara di domenica (mercoledì è stato sostituito da Chiriches). Le condizioni dello spagnolo saranno valutate oggi.

Oer nulla una buona notizia per Maurizio Sarri. Senza l’ex Real Madrid, la difesa non è così affidabile. A parlare sono i numeri: 7 gol in campioato e 5 in Champions: totale 12 gol subiti in stagione dal Napoli. 6 di questi, la metà, sono stati incassati nelle partite in cui è mancato lo spagnolo, solo 4 fino ad ora. Una rete subita dal Verona, due dalla Spal e due nell’ultima contro il Genoa, a cui bisogna aggiungere il gol incassato contro il Feyenoord in Champions.

ViViRadioWEB sarà la voce della Givova Scafati | ViViCentro

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Sei un appassionato di Basket? Vuoi essere aggiornato sulle partite della Givova Scafati? Non puoi essere presente al Palamangano?

Non c’è nessun problema. noi di ViViCentro Network saremo i tuoi occhi e le tue orecchie. Si, perché con il solito dispiegamento di forze, da domenica sera, la nostra redazione sportiva si avvarrà della propria radio ufficiale ViViRadioWEB per trasmettere in diretta le radiocronache delle partite della Givova Scafati.

ViViRadioWEB quindi affiancherà i gialloblù di coach Giovanni Perdichizzi in tutte le gare e su tutti i campi del girone ovest del secondo torneo nazionale, sia in casa sia in trasferta, con il commento esperto ed appassionato del giornalista Mario Di Capua, che sarà affiancato nel coordinamento tecnico dall’amico Alessandro Russo.

Per ascoltare ViViRadioWEB è possibile farlo in diversi modi:

  1. collegandosi al sito https://vivicentro.it/viviradioweb/
  2. scaricando l’app gratuita Tune In Radio

           Android (https://play.google.com/store/apps/details?id=tunein.player&hl=it)

           IPhone (https://itunes.apple.com/it/app/tunein-radio/id418987775?mt=8)

           cercando poi ViViRadioWEB tra le radio disponibili

  1. Sulla nostra pagina facebook @vivicentroradio (https://www.facebook.com/ViViCentroRadio) cliccando sul tab di sinistra Ascolta ViViRadioWEB (non funziona dai dispositivi mobili)

Oltre a queste opportunità in versione streaming sarà possibile ascoltare le radiocronache delle gare della Givova Scafati Basket in maniera tradizionale su Radio S.Anna (92.500 mhz) grazie all’accordo con l’emittente di Lettere.

La redazione sportiva di ViViCentro ringrazia Nello Longobardi Patron della Givova Scafati, il Presidente Alessandro Rossano e l’azienda Givova, sponsor tecnico, nella persona del titolare Giovanni Acanfora per l’opportunità concessa ai nostri giornalisti di raccontare le gesta sportive del roster di Scafati.

Ringraziamo inoltre Antonio Pollioso capo dell’ufficio stampa della Givova Scafati per la disponibilità, la professionalità e sopratutto la pazienza mostrata nei nostri riguardi.

Benjamin Ortner approda alla Sidigas Avellino

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La Sidigas Scandone Avellino comunica ufficialmente di aver ingaggiato l’atleta Benjamin Ortner. Il centro austriaco, classe 1983 di 206 centimetri, Ortner è reduce da due stagioni con la Reyer Venezia. Con la maglia orogranata nell’ultimo campionato ha giocato 31 partite con 4.1 di media punti, vincendo lo scudetto. Il centro ha esordito nella seconda Division NCAA con il Metropolitan State College di Denver. È uscito dall’Università chiudendo con 15.9 punti, 7.1 rimbalzi e 1.4 assist per gara. Nel 2005-2006 è sbarcato in Italia, a Reggio Emilia dove ha disputati due campionati di serie A ed uno di Legadue. Dopo aver vestito la maglia della Snaidero Udine, è approdato nel 2009 a Cantù, per poi passare nel 2011 è alla Benetton Treviso. Nella estate del 2012 ha firmato per i tedeschi del LTi Giessen, nell’inverno dello stesso anno è tornato in Italia alla Montepaschi Siena dove ha totalizzato 4,6 punti in 14,4 minuti, 4,2 rimbalzi nei 30 incontri di stagione regolare e 3,6 punti, 13,6 minuti, 2,5 rimbalzi nelle 17 partite di playoff.
Il neo acquisto biancoverde sarà a disposizione della stampa domani al termine della seduta di allenamento pomeridiana.
Questo il commento del direttore sportivo biancoverde, Nicola Alberani sull’ingaggio del pivot austriaco: “La firma di Ortner è molto importante per noi, ci consente di avere in squadra un elemento di sicuro affidamento che già dalle prime partite saprà aiutarci e darà respiro alle nostre rotazioni. L’atleta non ha bisogno di presentazioni né come giocatore né come uomo, su di lui abbiamo ricevuto solo commenti positivi. L’arrivo di Ben è un chiaro segnale di come la società cerchi di non lasciare nulla al caso; anzi, la spinta per questa importante addizione è arrivata proprio da un confronto complessivo in seno al Club. Ora possiamo concentrarci con cura sulle prossime partite e sulla totale riabilitazione di Fesenko. Ribadisco che poter contare sul gruppo Sidigas è fondamentale per noi, sia per la fiducia nelle nostre scelte, sia per i sacrifici compiuti nello starci sempre vicino”.

/Comunicato Stampa

Falsava registrazione dei consumi di energia, arrestato commerciante

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Castellammare di Stabia, carabinieri arrestano commerciante

Castellammare di Stabia –  Utilizzata una calamita sul contatore dell’energia elettrica per falsare la registrazione dei consumi ed è stato arrestato. Il proprietario di una macelleria, originario di Gragnano, è stato scoperto dai carabinieri dopo degli accertamente con cui hanno appurato il furto di energia elettrica piazzando un magnete sul contatore per far ridurre la registrazione dei cosumi. L’imprenditore è stato arrestato ed accusato per furto aggravato e continuato di energia elettrica, sarà processato per direttissima.

Draghi non cambia strategia

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Mentre il premier Gentiloni propone – nonostante l’opposizione del suo partito – la conferma di Ignazio Visco al vertice di Bankitalia, il presidente della Bce Mario Draghi tiene a bada i falchi del suo comitato esecutivo ed estende la durata del Qe, per quanto dimezzato. Con il sollievo dei mercati.

Draghi non cambia strategia

Dalla riunione della Bce esce un messaggio chiaro: c’è una ricalibratura del programma di acquisto dei titoli, ma non è indicata alcuna data per la fine del Quantitative easing. Così la Banca centrale continua a essere il più forte collante dell’Eurozona.

Le decisioni della Bce

Niente tapering. Ovvero, nessuna riduzione progressiva e nessuna data di fine del Quantitative easing. Piuttosto, una ricalibratura del programma di acquisti, che durerà almeno ancora sino a settembre prossimo. Nel 2018, il ritmo mensile degli acquisti sarà dimezzato (da 60 a 30 miliardi al mese), ma resta l’opzione di prolungarli e addirittura di aumentarli nuovamente, se necessario. E c’è di più: non solo l’Eurosistema (cioè la Bce più le 19 banche centrali nazionali) continuerà a reinvestire i titoli in scadenza, ma continuerà a farlo per un “prolungato periodo di tempo dopo la conclusione degli acquisti netti di attività”. Insomma, l’eccezionale sostegno monetario della Bce continua e nessuno oggi può dire quando finirà. Mancava solo l’annuncio di un nuovo Tltro, e non è detto che Mario Draghi non se lo tenga in serbo per i prossimi mesi.

La decisione del 26 ottobre è coerente con le parole pronunciate da Mario Draghi a settembre. La Bce considera il programma di acquisti uno strumento flessibile che può essere manovrato al bisogno. Nessuna fine annunciata, dunque, che avrebbe potuto provocare (come era accaduto alla Fed di Ben Bernanke nel 2013) un repentino rialzo dei tassi a medio e lungo termine, pregiudicando una strategia in atto da più di tre anni.

Resta intatta la forward guidance: i tassi non si schioderanno dal livello attuale per un periodo prolungato di tempo e comunque “ben oltre” la fine degli acquisti netti. Già, perché il reinvestimento dei titoli comunque continuerà anche dopo il Qe. E su questo, la Bce fornirà, a partire dal 6 novembre, elementi di maggiore trasparenza sulle modalità del riacquisto dei titoli. Insomma, allungare la vita al Qe significa rinviare il rialzo dei tassi. E quando finirà, e anche quando i tassi dovessero risalire, la Bce potrà comunque continuare a reinvestire i titoli scaduti.

In questo senso, la decisione sulla più lunga durata del programma appare più significativa di quella del calo degli acquisti mensili. Peraltro, l’effetto del Qe non è determinato dalla dimensione dei saldi liquidi che le banche ottengono in cambio dei titoli venduti dai propri clienti, ma è soprattutto un effetto segnaletico e di riallocazione del portafoglio che abbassa i tassi alle medie e lunghe scadenze.

Inflazione, occupazione e crescita

L’obiettivo è noto: riportare l’inflazione al 2 per cento sostenendo la domanda interna per ridurre l’output gap e far crescere i salari. Un’impresa da realizzare senza alcun aiuto della politica fiscale, che resta ancorata a regole politiche che nulla hanno a che fare con le esigenze e le urgenze dell’economia della moneta unica. Quel che la banca centrale può fare è mantenere un costo del credito eccezionalmente basso, contando sulla domanda estera (dei paesi che crescono più di noi) per avviare uno stimolo moltiplicativo delle esportazioni sulla domanda interna. Per questo era importante rinviare l’apprezzamento dell’euro, che rimane comunque nello scenario e resta la maggiore sfida dei prossimi dodici mesi. L’annuncio del 26 ottobre è riuscito, per ora, a rinviare il problema (vedi grafico 1).

Rivendicando il successo delle misure monetarie nel sostenere la ripresa, Draghi ha tuttavia ribadito che c’è ancora troppa disoccupazione nell’Eurozona. La Bce ha stimato che al dato ufficiale (9,1 per cento ad agosto) va aggiunto un 3 per cento di lavoratori sotto-occupati (che lavorano meno ore di quanto vorrebbero) e un altro 3,5 per cento di persone inattive (che non cercano lavoro, ma sarebbero pronte a farlo in un’economia più forte). Evidentemente, anche la Bce può guardare all’occupazione, sia come mezzo per ristabilire l’inflazione al livello desiderato, sia perché occupazione e crescita sono due suoi obiettivi, ancorché subordinati alla stabilità dei prezzi, come recitano gli articoli 105 e 5 del Trattato UE.

La Bce sa di essere il maggior collante dell’Eurozona e sa che l’incompletezza della moneta unica giustifica, e anzi esige, l’anomalia di una banca centrale che acquista e garantisce, seppur condizionatamente, i debiti delle entità “locali” e cioè dei paesi che ne fanno parte. Sarà così finché non ci sarà un titolo europeo.

lavoce.info/Andrea Terzi

Diego Armando Maradona jr: “Il Napoli deve temere se stesso e poi la Juventus”

“Il Napoli deve temere se stesso ed eventualmente la Juventus”. Dice Diego Armando Maradona jr, ai microfoni dell’ edizione odierna del quotidiano Il Corriere del Mezzogiorno: “Il gioco è una certezza ormai, ma la qualità dei giocatori del Napoli è imbarazzante rispetto agli avversari. E’ normale che alla lunga, con tante gare ravvicinate, si paghi un po’ di stanchezza e questa può essere l’insidia maggiore per le ambizioni degli azzurri”. Le antagoniste? “La Juventus resta l’avversario più temibile; è la squadra con maggiore esperienza e soprattutto con un rosa ampia”.

Napoli: Archivio di Stato e Chiesa dei Santi Severino e Sossio

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La Chiesa dei Santi Severino e Sossio è una della Basiliche di Napoli tenuta aperta dai Volontari del Touring per il Patrimonio Culturale e che rientra nel Progetto Aperti per Voi.
Fa parte dell’antico Complesso benedettino, che comprende anche gli spazi occupati dall’Archivio di Stato, oggi separati dalla chiesa. Questa iniziativa si propone di offrire una visita agli spazi dell’intero complesso.
Scheda della visita
Chiesa Santi Severino e Sossio
“La più bella ecclesia che era in la dicta cita”definizionecheGiulioCesare Capaccio utilizzanel 1643 per definire la struttura fondata nel X secolo dai benedettini. La Chiesa è caratterizzata da: pianta a croce latina ad unica navata sulla quale si aprono meravigliose cappelle (eccelsa quella Medici di Gragnano); abside rettangolare profonda (impreziosita dall’altare di Cosimo Fanzago (1640) e dalla balaustra del presbiterio.) e dalla cupola di Sigismondo Coccapani (tra le prime in terra partenopea del 1561) che con i suoi affreschi fiamminghi si erge imponente. Il complesso ecclesiastico costituisce una vera meraviglia nella quale si dispiegano: 374 m2 di affreschi (della seconda metà del ‘600); ricchissimi intarsi lignei del 1500; preziosi pavimenti cosmateschi (vennero impiegati marmi di 14 diverse provenienze dalla Spagna alla Turchia) e finissime modanature in stucco (opera di Giuseppe Scarola) che, espressione del fasto e della ricchezza di committenti religiosi e privati, ripartiscono l’apparato pittorico. Si ricorda l’elaboratissimo coro ligneo, opera di Benvenuto Tortelli da Brescia, che per intagli ed ornato divenne presto un modello da seguire. Dall’antica sagrestia un corridoio del XV secolo conduce alla chiesa Inferiore, rinascimentale, nella quale “riposano” numerose tombe del‘500.
Archivio di Stato
La visita riguarderà gli spazi monumentali al primo piano (Sala Tasso, chiostro di marmo, chiostro del Platano, sala Catasti, sala Filangieri) e sarà condotta da personale dell’Archivio di Stato afferente al Servizio Visite.
L’Archivio di Stato di Napoli, organo periferico del Ministero per i beni e le attività culturali, provvede alla conservazione e alla promozione del suo ricco patrimonio documentario come fonte per la memoria storica e ne favorisce la fruizione da parte degli studiosi. Presso l’Istituto funziona la Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica, che, attraverso corsi di durata biennale, mira a formare le competenze specialistiche che il lavoro con gli archivi richiede. L’Istituto esercita la sorveglianza sugli archivi delle amministrazioni statali che hanno sede nella provincia di Napoli, allo scopo di assicurarne il buon funzionamento e la corretta conservazione dei documenti.
L’Archivio di Stato di Napoli, con i suoi oltre 50.000 metri lineari di scaffalature, è di fondamentale importanza per la storia dell’Italia Meridionale dal X secolo ad oggi.
L’Archivio, ospitato nei chiostri della chiesa dei Santi Severino e Sossio, nacque nel periodo napoleonico, il 22 dicembre 1808, per concentrare in un sol luogo gli antichi archivi del regno (“Archivio Generale del Regno”). Con la restaurazione, l’istituzione mutò il nome in “Grande Archivio del Regno” e fu stabilito di conservare anche le carte delle amministrazioni vigenti dopo autorizzazione del relativo ministero titolare. Primi direttori ne furono Michele de Dominicis, (dal 1808 al 1820), Giuseppe Ceva Grimaldi Pisanelli di Pietracatella (fino al 1826), Antonio Spinelli di Scalea (fino al 1847) e Angelo Granito di Belmonte fino al 1860.
Dopo l’Unità d’Italia vi furono raccolti anche i documenti provenienti dalla Consulta di Stato e della Gran Corte dei Conti del Regno delle Due Sicilie. In continuità con il lavoro critico iniziato da Camillo Minieri Riccio nel 1874, l’archivio napoletano, sotto la direzione di Bartolommeo Capasso, dal 1882 al 1900, poté beneficiare di un rigoroso ammodernamento e, in particolare, di un «magistrale riordinamento della Cancelleria angioina».

Altre informazioni utili:

Programma di massima
– Ritrovo dei partecipanti (con mezzi propri) presso la chiesa di San Severino in via Bartolomeo Capasso – Napoli
– Visita guidata alla Chiesa dei Santi Severino e Sossio e all’Archivio di Stato
– Due turni di visita alle ore 10 e alle ore 11
Numero max partecipanti: 40 persone
È necessaria la prenotazione presso il Club di Territorio di Napoli inviando una email a:
napoli@volontaritouring.it 
.Trasporti: mezzi propri
.Volontario Tci Organizzatore: Eduardo Amato, console del Touring
.Guida: a cura del Tci
Quote: la manifestazione prevede una contribuzione di 5 € per i soci e gli amici del Tci a copertura dei costi organizzativi e della guida del Touring.
I soci e gli amici del Tci regolarmente iscritti alla manifestazione sono coperti da apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile.
Le prenotazioni sono aperte.
Il Volontario Touring organizzatore ha la facoltà di variare l’itinerario.
La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia.
Il Club di Territorio di Napoli del Touring Club Italiano si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del Tci e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della

Campania.
Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l’interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.

Fulmine A Ciel Sereno (Lo Piano Saint Red)

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La notizia e’ stata diffusa stamattina, un fulmine a ciel sereno per milioni di Italiani che si dovranno recare al lavoro.
L’Italia si ferma per una raffica di scioperi, il ( 27,28, e 29 cm) per 72 ore, incroceranno le braccia gli addetti ai trasporti per la distribuzione merci. Il rinnovo del loro contratto di lavoro e’ fermo da anni.
Sara’ solo di 4 ore, quello che interessera’ il trasporto aereo, navale, ferroviario, autobus pubblici e privati.
Sembra che all’appello non manchi nessuna categoria, segno di un “benessere stagnante” in ogni campo lavorativo. Le 3 Confederazioni sindacali, CGIL, CISL,e UIL, hanno dato il loro placet per la protesta: vi sono troppe discriminazioni nei salari dei loro assistiti.
Le televisioni partitiche hanno dato per giorni ampio spazio al risatellum, al treno renziano, ai battibecchi fra Renzi e Gentiloni, alla possibile rielezione di Ignazio Visco, alla “immissione in ruolo” della MPS nel mercato borsistico, solo poche notizie frammentarie sono state diffuse sul “bordellum” nei servizi che oggi e nei prossimi giorni ci saranno in tutt’Italia.
Questo Governo non lascia nulla al caso, e’ capace di smembrarsi e al tempo stesso di ricompattarsi a fisarmonica, l’importante e’ solo continuare ad avere la propria Leadership sino alla fine della legislatura. Inutile aggiungere che, a fine legislatura, tutti i deputtati saranno “premiati con i vitalizi.
Ieri, Pietro Grasso, seconda carica dello Stato, dopo l’approvazione del Rosatellum, ha abbandonato il PD, lo stesso partito che 5 anni fa lo aveva sostenuto per ricoprire l’importante carica.
Ancora nessun commento da parte dei massimi dirigenti del partito democratico, oggi, prenderanno, come hanno fatto in altri casi, le distanze, faranno finta che nulla sia accaduto, il silenzio in alcuni casi e’ d’oro.
Il Governo, ancora una volta cerca di mascherare la reale situazione in cui si trovano milioni di lavoratori, costretti a subire situazioni occupazionali anomale al limite della sopportazione umana.

Casaluce(CE): Chiesa di S. Maria ad Nives e Castello Normanno

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In esclusiva per i soci e gli amici del Tci mattinata dedicata ad un’interessante visita guidata per conoscere da vicino Casaluce, cittadina dell’Agro Aversano, attraverso un’affascinante percorso tra storia, arte e fede. Guide d’eccezione: Don Michele Verolla, Parroco della Chiesa di Santa Maria ad Nives ed il Prof. Vincenzo Marrandino, autorevole esperto di storia locale nonchè “storico” socio del Touring Club Italiano.
Casaluce (da castrum loci, cioè castello del bosco), già borgo alle porte di Aversa, deve la sua notorietà, dal punto di vista artistico, ad un ciclo di affreschi di scuola giottesca, custodito nella Chiesa di Santa Maria ad Nives, prima cappella gentilizia del castello di fondazione normanna (1020/1030 ca) della Famiglia Del Balzo, poi cappella abbaziale del convento dei monaci Celestini, ai quali il sito fu donato dopo il 1339. Quest’ordine monastico, già officiante in Aversa sin dal 1308, era stato fondato nel 1264 dall’eremita iserniano Pietro da Morrone, divenuto poi papa nel 1294 con il nome di Celestino V e dimessosi appena cinque mesi dopo.
Una parte degli affreschi, riguardanti la “Storia di San Guglielmo di Gellone”, commissionati a Niccolò di Tommaso, furono strappati nella prima metà degli anni ’70 e poi, dopo il restauro, esposti nella Cappella di Santa Barbara al Maschio Angioino a Napoli.
All’inizio di quest’anno sono ritornati in sede. Nel frattempo tutti gli altri affreschi della Chiesa, notevolissimi, sono stati restaurati e l’edificio, con una parte del castello, è ritornato all’antico splendore, compreso lo storico organo dell’organaro Di Martino del 1730 ca.
La Chiesa di Santa Maria ad Nives, elevata recentemente allo status di Santuario, offre, tuttavia, a Casaluce un’innegabile importanza anche dal punto di vista religioso.Infatti, in una preziosa cappella si custodiscono – salvate a Gerusalemme da Ruggero Sanseverino, cognato di Beltramo Del Balzo – un’Icona della Madonna, particolarmente venerata, perché ritenuta dipinta dall’Evangelista San Luca e due Idrie, anch’esse venerate, perché associate alle giare utilizzate da Gesù nel miracolo di Cana.
Secondo un’antica tradizione Casaluce ed Aversa condividono la devozione per l’Icona della Madonna,che ogni anno dimora dal 15 ottobre al 15 giugno presso la citata Chiesa di Santa Maria ad Nives a Casaluce e dal 15 giugno al 15 ottobre presso la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo di Aversa.
Il Castello Normanno, che conferisce a Casaluce la sua notorietà dal punto di vista storico, è legato poi alla storia ed alle vicende di Giovanna d’Angiò, il cui marito, Andrea d’Ungheria, fu strangolato ad Aversa a seguito di una congiura.
La visita a Casaluce si presenta, dunque, particolarmente intrigante, in un affascinante percorso tra storia, arte e fede.
(a cura del Prof. Vincenzo Marrandino, in collaborazione con il Console Sergio D’Ottone).

Altre informazioni utili:

Programma di massima
– ore 10.00: raduno dei partecipanti (mezzi propri) presso la Chiesa di Santa Maria ad Nives – Piazza Castello – Casaluce (CE);
– ore 10.30: visita guidata alla Chiesa di Santa Maria ad Nives;
– ore 11.30: visita guidata al Castello Normanno di Casaluce;
– ore 12.30: termine della manifestazione.

È necessaria la prenotazione presso il Club di Territorio“Terra di Lavoro” inviando una email a:
terradilavoro@volontaritouring.it 
oppure telefonando a:
333.9808553 (Antonio La Gamba)
Le prenotazioni sono aperte. 
.Trasporti: mezzi propri
.Volontario Tci Accompagnatore: Sergio D’Ottone,console del Touring
.Guide: prof. Vincenzo Marrandino e Don Michele Verolla
.Partecipanti: max 40 persone
Quote: La manifestazione è gratuita per i soci e gli amici del Tci.
I soci e gli amici del Touring Club Italiano regolarmente iscritti alla manifestazione sono coperti da apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile.
Il Volontario Touring accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario.
La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia.
Il Club di Territorio “Terra diLavoro” del Tci si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del Tci e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.
Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l’interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.

Comunicato stampa

Scontro Renzi-Gentiloni su Visco

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E’ scontro aperto fra Renzi e Gentiloni sulla riconferma di Visco a Bankitalia. «È un braccio di ferro che ha lasciato sul terreno i cocci di regole non scritte e galatei istituzionali antichi e classici della nostra democrazia» scrive Federico Geremicca nel suo editoriale.

Dritti contro il muro

Se si fosse trattato di una sfida a scacchi – e se fosse possibile una semplificazione – la si potrebbe perfino mettere così: la giornata di ieri – tesa e nervosa quanto mai – si è conclusa con una vittoria per parte. Prima partita – quella su una legge elettorale approvata a colpi di voti di fiducia – a Matteo Renzi; la seconda – sulla conferma di Ignazio Visco, apertamente osteggiata dal leader Pd – a Paolo Gentiloni.

LEGGI TUTTO: Grasso sulla fine del Pd

Ma non si è trattato, appunto, di una partita a scacchi: e il braccio di ferro tra il segretario e il premier ha lasciato sul terreno i cocci di regole non scritte e galatei istituzionali antichi e classici della nostra democrazia. In quest’epoca incerta, fatta di furbizie e scorciatoie, altri due muri – insomma – sono fragorosamente caduti. Il primo: la prassi che vuole che le leggi elettorali – le cosiddette regole del gioco – non diventino materia di governo, venendo per di più varate a colpi di voti di fiducia. Il secondo: l’autonomia di Bankitalia, i cui assetti – a partire dalla nomina del Governatore – non possono esser decisi (o osteggiati) da questo o da quel segretario di partito. Non proprio dettagli. E se a tutto questo aggiungiamo il fragoroso addio al Pd annunciato dal presidente Grasso, il livello raggiunto dalle tensioni politiche in atto diventa ancor più chiaro.

Che il crollo dei muri di cui dicevamo sia cosa giusta e utile per il Paese, è tutto da dimostrare: e vedremo se il tempo lo dimostrerà. Per ora si può annotare che molte delle tensioni vissute nelle ultime settimane erano senz’altro evitabili: e che sulla legge elettorale in particolare – al di là del ricorso alla fiducia – nessuna delle forze in campo è scevra da responsabilità, compreso il Movimento di Beppe Grillo, sospettato di aver mandato per aria (nel giugno scorso) un buon accordo su una legge elettorale che ricalcava il modello tedesco.

Molti, mettendo tra parentesi il varo non ancora avvenuto di una manovra economica dalla quale dipende parte del futuro del Paese, valutano l’attuale legislatura conclusa – di fatto – con l’approvazione del cosiddetto Rosatellum. Da un punto di vista fattuale non è così, anche se è vero che da stamane l’attenzione dei partiti sarà inevitabilmente ancor più rivolta all’ormai vicino scontro elettorale. Ma prendendo per buona quella valutazione, una considerazione allora appare inevitabile: cominciata male – con la mancata elezione di un nuovo Presidente della Repubblica e il succedersi di tre diversi governi – questa legislatura si va concludendo ancor peggio.

Le ultime settimane, per stare solo alla cronaca recente, sono – in fondo – un po’ la cartina di tornasole di questa evidente parabola. E del resto, era difficilmente ipotizzabile che due passaggi così delicati – intendiamo le regole con le quali andare al voto e la nomina del Governatore di Bankitalia (dopo tanti scandali bancari) – potessero esser compiuti in maniera lineare e trasparente nel fuoco di una rissa politica che non si è mai interrotta dal giorno dell’insediamento del Parlamento a oggi.

Nulla, insomma, che non fosse prevedibile: mentre un po’ sorprendente – questo sì – è stato il cambio di passo di Matteo Renzi nei confronti del governo di Paolo Gentiloni. Vedremo nelle prossime settimane l’evoluzione di un rapporto nato, inevitabilmente, con luci e ombre. Ma già oggi, invece, è legittimo porsi degli interrogativi circa i sempre più frequenti smarcamenti del segretario pd da un Presidente del Consiglio non solo amico, ma da lui stesso indicato.

La pressione affinché fosse posta la fiducia sulla legge elettorale, l’attacco a Visco per cercare di bloccarne la conferma, la richiesta che l’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita sia rinviato a dopo il voto e l’idea che anche lo Ius soli possa esser approvato grazie a voti di fiducia (scontando la rottura con l’Ncd di Alfano) sono chiari segnali di un cambio di rotta.

L’interrogativo è dunque scontato: qual è la nuova direzione? Alla luce delle ultime mosse di Matteo Renzi – e se fosse accettabile un’azzardata semplificazione – verrebbe quasi da dire che il leader Pd si stia preparando ad una campagna elettorale contro il governo da lui stesso sostenuto: qualcosa che più che il trito slogan del «partito di lotta e di governo», ricorda le famose «mani libere» spesso invocate (da Bettino Craxi in particolare) al tempo della Prima Repubblica.

Naturalmente, non può essere così. Ma tra lo stare appiattiti sui risultati del governo oppure l’attaccarlo frontalmente («Con Gentiloni abbiamo idee diametralmente opposte su Bankitalia»…) molte altre posizioni sono possibili. Per esempio quella – e se non concordata almeno annunciata – di una reciproca autonomia. Con i tempi che corrono e con il modo che ha di intendere la battaglia politica, è difficile immaginare Renzi in campagna elettorale sdraiato sui risultati ottenuti dai governi pd in questa legislatura. È forse così? Ritorna il vecchio «marciare divisi per colpire uniti?». Lo si vedrà. Quel che importa, al momento, è che il cambio di passo e la nuova possibile strategia non aggiungano altre macerie ai cocci lasciati da una partita a scacchi ancora tutta da decifrare.

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lastampa/Dritti contro il muro FEDERICO GEREMICCA

VIDEO – “Napoli, sporchi terroni”, identificati i 25 ultras degli scontri tra Hellas e Napoli

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“Napoli, sporchi terroni”, identificati i 25 ultras

Le indagini della polizia di Stato avviate in seguito ai disordini avvenuti prima della partita tra Hellas Verona-Napoli dello scorso 19 agosto, hanno porato all’identificazione di 23 ultras veronesi e 2 ultras laziali. E’ stato emesso nei loro confronti il Daspo, perchè ritenuti i responsabili dei disordini. I 25 ultras coinvolti sono accusati di di resistenza, violenza e lesioni pluriaggravate a pubblico ufficiale, lancio, utilizzo e possesso di oggetti contundenti e travisamento in luogo pubblico. Tra loro vi erano già diversi soggetti sottoposti al regime del Daspo. Di seguito il video degli eventi del 19 agosto

Prata di Principato Ultra(AV): tra pellegrinaggi, feudatari ribelli e archeologia

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Un appuntamento dedicato alla scoperta di un territorio ai margini del capoluogo irpino, tra feudatari ribelli, vie di pellegrinaggio e memorie archeologiche. Si parte dalla piazza P. Freda di Prata e si visita il centro storico e il suo Palazzo Baronale dei ragusei Zamagna. Nel pomeriggio, dopo la pausa pranzo, con una breve passeggiata si giunge a piedi alla basilica della SS. Annunziata e alle catacombe paleocristiane.
Manifestazione in collaborazione con l’Associazione Calendula e la Pro Loco di Prata di Principato Ultra.
Prata di Principato Ultra: Prata è l’archetipo dell’antico villaggio irpino e porta d’ingresso alle terre del Greco di Tufo Docg.
L’abitato storico sorge su una rupe con vista sulle anse del fiume Sabato ed è dominato dal Palazzo Baronale degli Zamagna, già castello d’età normanna.
Nel centro storico, caratterizzato da palazzotti della borghesia d’Ancien Regime (portali), sorgono la Torre Civica, il Monte di Pietà, le chiese settecentesche di San Giuseppe e di San Giacomo (tela di D. A. Vaccaro), l’oratorio abbandonato dell’Immacolata e alcuni elementi residui dell’antica cinta muraria (torri).
Nel Palazzo Baronale, abitato lungamente da famiglie ragusee (da Dubrovnik, antica Ragusa), si conservano le decorazioni neoclassiche e tardo barocche delle finte volte e alcune testimonianze della lunga storia dell’edificio.
Prata, posta all’incrocio di una importante rete viaria tra Napoli e la Puglia e tra Benevento e Salerno, soffrì numerosi assedi a partire dal 1134.
Ai piedi del borgo, presso l’alveo fluviale, sono i vasti ruderi del mulino feudale (siamo sulla tratta del grano per la capitale del regno) e i resti dell’acquedotto sannitico.
A breve distanza dall’abitato, tra sorgenti e antichi sistemi di irrigazione, sorge il celebre complesso paleocristiano della Arcibasilica della SS. Annunziata. Una vera pinacoteca di affreschi, frutto della devozione bimillenaria per il sito sacro. Le catacombe e i resti di una vasta necropoli pagana fanno da corona alla rara architettura della basilica. La navata, parzialmente sotterranea, esalta una originale struttura absidale d’ispirazione orientale.

Altre informazioni utili:

Programma di massima
Abbigliamento consigliato – vestiario leggero e a strati, scarpe da trekking, acqua.
– ore 9.45: ritrovo dei partecipanti (con mezzi propri) nel piazzale antistante la basilica dell’Annunziata (parcheggio libero e gratuito nell’area);
– ore 10.00 – 12.00: visita guidata alla basilica e alle catacombe paleocristiane a cura della Associazione Calendula e della Pro Loco di Prata P. U.;
– ore 12.00 – 13.00: passeggiata, in leggera discesa, alla sorgente Fontana del Prete, ai margini della ferrovia ottocentesca e degli antichi sistemi di irrigazione agricola (acquedotto su arcate);
– Percorso alternativo su sentieri e tra i campi coltivati a cura delle associazioni pratesi con guide esperte; istruzioni dettagliate ad inizio giornata (livello E);
– 13.15: pranzo libero oppure presso il ristorante convenzionato “Il Nocciolo” via Nocelleto 5 – Prata di Principato Ultra – al costo di 25,00 euro a persona – prenotazione libera a cura dei singoli partecipanti – per prenotare telefonare al numero 0825.961279 – con il seguente menù: Antipasto (Antipasto del Nocciolo), Primi (Fusilli al sugo, Ravioli alle noci), Secondo (Misto alla Brace: maiale e vitello) (oppure Pezzente al sugo, con contorno di patatine e insalata mista), Dessert (Macedonia con gelato, Dolce della casa), acqua minerale, vino e caffè.
– ore 15.45: breve spostamento in Piazza P. Freda – Prata di Principato Ultra (parcheggio libero e gratuito nell’area retrostante la Chiesa di San Giuseppe – via Municipio) breve spostamento a piedi (circa 15 minuti in leggera discesa, livello T) in direzione del centro storico;
– ore 16.00: visita guidata al Palazzo Baronale, al borgo abbandonato e agli edifici religiosi a cura di Fiorentino Pietro Giovino.
È necessaria la prenotazione presso il Club di Territorio “Paesi d’Irpinia” inviando una email a: 
dinofpg@libero.it 
Le prenotazioni sono aperte. 
. Trasporti: mezzi propri

. Partecipanti: max 50 persone
Quote: La manifestazione è gratuita per i soci e gli amici del Tci.
Pranzo libero o presso il ristorante “Il Nocciolo” – al costo di 25,00 euro a persona – prenotazione libera a carico dei singoli partecipanti – per prenotare telefonare al numero 0825.961279.
I soci e gli amici del Tci regolarmente iscritti alla manifestazione sono coperti da apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile.
Il Volontario Touring accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario. La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia.
Il Club di Territorio “Paesi d’Irpinia” del Touring Club Italiano si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del TCI e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.
Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l’interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.

Comunicato stampa

Grasso sulla fine del Pd. Scontro Renzi-Gentiloni su Visco

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La legge elettorale viene approvata ma il presidente del Senato Grasso esprime il proprio dissenso e parla di “Pd senza futuro”. Come se non bastasse è scontro aperto fra Renzi e Gentiloni sulla riconferma di Visco a Bankitalia. «È un braccio di ferro che ha lasciato sul terreno i cocci di regole non scritte e galatei istituzionali antichi e classici della nostra democrazia» scrive Federico Geremicca nel suo editoriale.

L’addio di Grasso al Pd: “Deriva che non condivido”. Pronta la leadership Mdp

«Non mi riconosco neanche nel futuro dei dem»

ROMA – «Politicamente e umanamente la misura è colma». Poche ore dopo il sì definitivo del Senato alla nuova legge elettorale, il presidente Pietro Grasso lascia il gruppo del Pd. Una notizia «inaspettata e non prevedibile», confida il capogruppo dem Luigi Zanda, cui Grasso ha telefonato pochi minuti prima di ufficializzare la sua scelta. Il Rosatellum, approvato con 5 voti di fiducia nella sua Aula di palazzo Madama, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

La molla che ha spinto l’ex magistrato entrato in politica nel 2013 col Pd di Bersani a lasciare il partito di cui non aveva mai preso la tessera. «Non mi riconosco più nel merito e nel metodo di questo Pd, vedo comportamenti che imbarazzano le istituzioni e ne minano la credibilità e l’indipendenza. Non mi riconosco nemmeno nelle sue prospettive future», spiega Grasso, che aveva cercato con la moral suasion di evitare i voti di fiducia sul Rosatellum, di percorrere la via ordinaria votando i circa 200 emendamenti che erano stati presentati. «La fiducia va evitata, è una forzatura che svuota il ruolo e le funzioni del Senato», aveva spiegato nei giorni scorsi ai vertici del Pd. La stessa legge elettorale non lo ha mai convinto.

«Se avesse votato in Aula non avrebbe votato nè la legge, né la fiducia sugli articoli», racconta amareggiato Zanda, uno di quelli che gli aveva chiesto nei mesi scorsi di correre per la guida della Sicilia sotto le insegne del Pd. E invece nel corso dei mesi le distanze si sono allargate. Prima le critiche durante l’iter della riforma costituzionale, poi l’invito a Renzi (inascoltato) a «non trasformare il referendum in un plebiscito». Fino all’ultima legge elettorale. «L’importante è che sia costituzionale e nell’interesse dei cittadini e non dei partiti», ha ammonito Grasso un mese fa. «Toni antipolitici come quelli del M5S», la gelida risposta del presidente del Pd Matteo Orfini.

Non è un caso che la scelta di Grasso sia arrivata ieri, poche ore dopo lo show di Denis Verdini in aula, con la sua rivendicazione di avere sempre fatto parte della maggioranza. «La mia scelta è l’unica che possa certificare la distanza, umana e politica, da una deriva che non condivido», spiega l’ex magistrato. Deriva che include anche l’alleanza in Sicilia e poi alle politiche con Alfano. «Quando mi sono candidato nel Pd riconoscevo principi, valori e metodi condivisi, che si sono andati disperdendo». Il suo futuro con tutta probabilità sarà ancora in politica. «Sono un ragazzo di sinistra», ha ricordato una ventina di giorni fa alla festa di Mdp a Napoli.

Tra i renziani, ma anche dentro le fila della sinistra, c’è la convinzione che si tratti di una mossa di avvicinamento ad una candidatura con la nuova lista di Bersani. Di cui potrebbe essere il leader, o comunque uno dei front man. «Per il futuro vedremo», taglia corto il presidente. Il senatore renziano Salvatore Margiotta lancia una provocazione: «Per coerenza dovrebbe dimettersi anche da presidente del Senato, ove il Pd lo designò». «Non è la nostra linea, nessuna richiesta di dimissioni», spiegano dal Nazareno. «Una decisione che amareggia», le parole ufficiali del vicesegretario Maurizio Martina.

Nel gruppo dem al Senato la scelta di Grasso viene letta come un «gesto eclatante che dà il via alla sua campagna elettorale con la sinistra radicale». «In questi anni è stato tra i più tenaci avversari del Pd», spiega un renziano. «Ma non trascineremo la seconda carica dello Stato nello scontro politico», taglia corto Orfini. A sinistra Arturo Scotto non nasconde la soddisfazione: «Un ragazzo di sinistra non poteva più stare nel Pd». Nei prossimi mesi non cambierà di una virgola il suo profilo di arbitro del Senato: «Questa scelta non scalfisce in alcun modo la mia imparzialità».

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Ag. Koulibaly: “Anche all’estero guardano il Napoli. Ecco chi consiglierei al Napoli come acquisto”

L’agente del difensore del Napoli, Kalidou Koulibaly, Bruno Satin ha parlato ai microfoni di Piùenne:“Il Napoli è veramente forte, fa risultati ma offre anche spettacolo. E’ divertente, anche fuori dall’Italia vogliono vederlo tutti. Koulibaly? E’ ovvio che quando una squadra gioca così bene ed i giocatori fanno bene ci siano gli occhi delle grandi squadra. E’ il momento di restare concentrati, si gioca ogni tre giorni. Di mercato non si parla. Un giocatore da proporre? E’ difficile trovare giocatori all’altezza del Napoli, non ce ne sono tanti, pure da inserire in rosa che è forte. Forse dietro sull’esterno, ma è difficile. Faccio il nome di un giovane, un ’99 del Lipsia che gioca in Champions, si chiama Konatè che è un centrale difensivo ma difficilmente Sarri farebbe giocare un ’99 (ride, ndr). Sarri? E’ innamorato di Koulibaly, con lui è cresciuto molto, è diventato un punto fermo”.

Giordano e il primo scudetto: “Pensavo che la squadra da battere fosse la Juve, ma poi uscì l’Inter”

L’ex attaccante del Napoli, Bruno Giordano ha rilasciato un’intervista ai microfoni dell’edizione odierna del quotidiano Il Corriere del Mezzogiorno, ricordando l’annata del primo scudetto degli azzurri. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni:“All’epoca pensavamo che la squadra da battere fosse solo la Juventus, poi venne fuori alla distanza l’Inter , ma credo che in questa stagione non andrà così: le uniche vere pretendenti restano Napoli e Juventus, le squadre che si contenderanno il titolo fino alla fine. Hanno maggiore qualità rispetto a tutte le altre formazioni del campionato. Sia Inter, che Roma e Lazio si contenderanno i posti Champions”.

Givova Scafati, c’è la Soundreef Siena per il ritorno al Palamangano

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Dopo due trasferte consecutive, che si sono concluse con altrettanti successi, la Givova Scafati fa ritorno al PalaMangano nella quinta giornata del campionato di serie A2 (girone ovest). Sul cammino di capitan Crow e compagni ci sarà la Soundreef Siena, attesa domenica sera, alle ore 18:00, dal difficile compito di fermare la striscia di risultati positivi (tre vittorie nelle ultime tre giornate) dei padroni di casa, desiderosi, dal canto loro, di dare seguito, anche dinanzi ai propri sostenitori, ai risultati, al gioco e al rendimento offerto contro le due società romane. La formazione che sarà ospitata sulle sponde del fiume Sarno è sicuramente uno dei migliori collettivi del raggruppamento. Guidati in panchina dall’indimenticato coach Giulio Griccioli (a Scafati nelle stagioni 2010/2011 e 2011/2012 in Legadue), la pluriscudettata compagine biancoverde dispone di due statunitensi, Ebanks (centro) e Turner (guardia), che rappresentano un vero lusso per la categoria e che stanno viaggiando a medie stratosferiche: 26,5 punti, col 61% di realizzazione da due punti, e 9,6 rimbalzi di media a partita il primo; 15,3 punti il secondo. I due atleti di colore sono coadiuvati da italiani di comprovata esperienza ed affidabilità, che conoscono a menadito la categoria, come il playmaker Saccaggi, l’ala piccola Sandri e l’ala grande Lestini (ex scafatese, in gialloblù in serie A2 nella stagione 2014/2015). In panchina, poi, spuntano i nomi non solo di veterani come Casella (ala piccola) e Borsato (playmaker), ma anche giovani di belle speranze come Masciarelli (guardia), Vildera (ala grande) e Simonovic (centro). Nel complesso, quindi, il team toscano è un buon mix di energia, dinamicità, talento ed esperienza, a cui non sarà facile farvi fronte, ma la Givova Scafati è determinata ad allungare la striscia di risultati utili consecutivi e regalare la vittoria ai suoi due ex di giornata: Ranuzzi (a Siena, in serie B nella stagione 2014/2015 e in serie A2 nella stagione 2015/2016) e Ammannato (cresciuto nelle giovanili della Mens Sana). Dichiarazione dell’assistente allenatore Alessandro Marzullo: «Siamo contenti di aver fatto bottino pieno nelle precedenti due trasferte ed ora ci attende un ritorno al PalaMangano difficile, contro una squadra che finora ha vinto solo in casa, ma che ha gerarchie molto chiare: gli americani prendono le iniziative, mentre gli italiani, anche di comprovata esperienza ed affidabilità, come Saccaggi, Casella e Sandri, sfruttano gli spazi concessi dalla difesa per contenere Turner ed Ebanks, due atleti ottimi per la categoria, dotati di parecchi punti nelle mani. Inoltre, Siena dispone di un ottimo pacchetto giovani, come Masciarelli, Simonovic e Vildera. Nel complesso, ci troveremo di fronte una squadra insidiosa, che può fare molto bene in questa stagione. Dovremo avere un approccio duro e determinato con la sfida, facendo leva sul lavoro svolto in settimana, con la voglia di collaborare in difesa e di gestire i ritmi in attacco, per sfruttare al massimo il nostro talento ed il calore del nostro pubblico». Dichiarazione dell’ala piccola Alex Ranuzzi: «Conosco molto bene la Men Sana Siena, società che porto nel cuore, dove ho trascorso due indimenticabili stagioni e conosciuto persone straordinarie. Siena per me è come una seconda casa, quindi vivrò la sfida con grande emozione, ma giochiamo in casa, fattore questo che vogliamo sfruttare al massimo, per dare continuità ai risultati conquistati in trasferta e così alimentare il nostro grande entusiasmo. Affrontiamo una squadra reduce dalla sfida contro Napoli, che ha vinto con orgoglio nel finale, dopo una fase centrale in cui ha avuto numerose difficoltà. Ci aspettiamo una squadra agguerrita, che vorrà mettersi alle spalle le difficoltà incontrate nell’ultima gara. Dovremo limitare i due americani, atleti altamente competitivi per la categoria, per le cui mani passa buona parte del gioco senese, mentre in attacco dobbiamo cercare continuità di rendimento nel nostro sistema di gioco».

Arbitreranno l’incontro i signori Terranova Francesco di Ferrara, Wassermann Stefano di Trieste e Martellosio Maria Eugenio di Buccinasco (Mi). La partita sarà trasmessa in diretta video streaming dal sito internet della Lega Nazionale Pallacanestro (tramite il servizio in abbonamento prepagato “LNP TV Pass”). Sarà inoltre trasmessa in diretta radiofonica sui sui 92,50 mhz di Radio Sant’Anna ed in streaming su ViviRadioWeb dal sito internet https://vivicentro.it/viviradioweb/ (media partner della Givova Scafati). Inoltre, sarà possibile assistere alla visione della gara in differita su TV Oggi (tasto 71 del digitale terrestre) nei giorni di lunedì (ore 15:00) e, in replica, martedì (ore 21:00).