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Macron l’europeista e la saggezza perduta della sinistra

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È difficile che un Paese ingovernabile abbia un’economia in buona efficienza. Questa ipotesi di ingovernabilità dovrà essere superata

Macron l’europeista e la saggezza perduta della sinistra

IL NOSTRO giornale di ieri ha pubblicato un ampio articolo di Jürgen Habermas, uscito pochi giorni fa su Der Spiegel, il cui titolo è: “Si può ancora fare politica contro le false idee sull’Europa”. E quali sono le false idee sull’Europa secondo Habermas? Quelle che emergono a Berlino nelle classi dirigenti e nella pubblica opinione: le istituzioni europee debbono restare così come sono; sovranismo delle Nazioni confederate, sulle quali prevale la forza della Germania che è il Paese più importante dal punto di vista geopolitico e da quello economico.

La Germania ha da tempo superato la sconfitta subita nella guerra mondiale che cominciò nell’autunno del 1939 e terminò nel ’45. Sono passati 72 anni da allora e il tempo corre con una velocità molto notevole. Perciò la sconfitta è stata dimenticata, le responsabilità della guerra sono anch’esse dimenticate.

Hitler di certo non è dimenticato, la strage dei campi nazisti nei quali furono uccisi milioni di donne, uomini, bimbi e vecchi, è sempre presente nella memoria dei tedeschi ma la Germania di oggi è un Paese diverso, certamente democratico; perciò non ha nulla a che vedere con ciò che avvenne quasi un secolo fa. Questo pensano tutti i tedeschi ed anche tutti gli europei e il mondo intero: la Germania d’oggi è un’altra e per fortuna è con quella che dobbiamo parlare.

C’è però un problema tutt’altro che secondario, che Habermas ha individuato e al quale ha dedicato gran parte del suo articolo. Il problema è Macron e il suo europeismo. Finora l’europeismo non era un tema francese, al contrario. La Francia non è mai stata europeista, anzi è stata l’avversaria dell’europeismo. De Gaulle uscì perfino dalla Nato. In seguito, quando tutta l’Europa decise di darsi una Costituzione che avrebbe finalmente realizzato la Federazione analoga a quella degli Stati Uniti, con un presidente della Repubblica dotato di pieni poteri di governo, il compito di presiedere quel gruppo di lavoro fu affidato al francese Giscard d’Estaing, con vice presidente l’italiano Giuliano Amato. Una volta terminato il lavoro il documento fu inoltrato a tutti gli Stati membri dell’Unione europea per l’approvazione e quindi la messa in opera per realizzarla. Gli Stati l’approvarono salvo la Francia e l’Olanda che indissero un referendum in proposito e la Costituzione preparata dal quel gruppo di lavoro fu bocciata dal popolo francese e olandese. Naturalmente la Francia rimase isolata in Europa ma questo era l’umore dei suoi cittadini elettori.

Per rompere l’isolamento fu trovata una furbizia diplomatica: redigere un Trattato che avrebbe accolto gran parte dei temi contenuti nel progetto costituzionale sotto forma non di regole anzi esclusivamente di principi. Si chiamò il Trattato di Lisbona poiché era stato redatto nella capitale portoghese ed è tuttora vigente ma i principi non sono impositivi. Gli Stati dell’Unione, se vogliono, possono attuare quei principi, ciascuno a suo modo. Siamo quindi ben lontani da una Costituzione. Habermas si è innamorato delle proposte di Macron in materia.

Macron si è presentato come europeista fin da quando si aprì la battaglia per la presidenza francese ma sembrava allora una delle tante dichiarazioni d’opinione d’un programma con il quale Macron riuscì ad eliminare al primo turno Marine Le Pen e il suo europeismo fu una delle carte che lo aiutò a vincere. Sembrava però che fosse appunto una specie di tema elettoralistico anche perché la Germania non era ancora arrivata alle proprie elezioni politiche e quando si parlava d’Europa federata Merkel non apriva bocca, non diceva né sì né no. Ma in questi giorni Macron ha ripreso la battaglia europea che anzi sembra diventata il suo principale tema di riferimento.

Habermas è anch’egli a favore dell’Europa federata tanto più oggi in quanto il suo Paese, sempre guidato da Merkel ma alleato e quindi condizionato da partiti antieuropei, rende il tema più che mai attuale e quindi è completamente allineato con Macron il quale a sua volta ha alle spalle un Paese che ha guidato l’Europa nella politica, nell’economia e nella cultura, dai tempi del Re Sole e poi di Napoleone I e Napoleone III. Le classi dirigenti di tutto il nostro continente avevano come lingua franca il francese e i valori dopo la grande Rivoluzione diffusi in tutto l’Occidente erano quelli che i francesi avevano definito: liberté, egalité, fraternité.

Macron certamente sa che l’Europa d’oggi avrà come vertice la Francia e non la Germania e neppure la coppia dei due Paesi insieme. L’Italia deve certamente far parte di questa campagna europeista ed è stata anche la politica europeista del Partito democratico da quando fu fondato da Prodi (l’Ulivo) poi da Veltroni (Partito democratico) e infine anche da Renzi quando trovava il tempo di occuparsi dell’Europa e che oggi, a dire il vero, non trova più. Perciò, per quanto mi riguarda, dico anch’io con Habermas: evviva Macron.

Anche l’Italia come quasi tutte le altre nazioni europee sta migliorando la sua economia: il reddito, gli investimenti, i consumi, le esportazioni ed anche l’occupazione (precaria). Lo dice il nostro ministro delle Finanze, lo dice la Commissione europea e — quel che più importa — lo dice il presidente della Bce, Mario Draghi. Il miglioramento rispetto all’inizio della crisi nel 2008, e importato dalla vera catastrofe americana del 2007, è più lento degli altri Paesi ma c’è. Molti economisti dubitano che esso continui, è temporaneo ma forse tra qualche mese si arresterà. Personalmente non condivido questa tesi ma certo il governo non deve commettere errori che siano gravi e che capovolgano il ciclo.

È difficile però che un Paese ingovernabile abbia un’economia in buona efficienza. Questa ipotesi di ingovernabilità dovrà essere superata. Come? Con alleanze abbastanza solide negoziate prima o dopo le imminenti elezioni. Ma la situazione è tale da rendere impossibile che avvengano prima: sarebbe un handicap elettorale per tutti. E tuttavia il quadro delle forze in campo parla chiaro e vale la pena di esaminarlo.

Cominciamo dai 5 Stelle. Sappiamo che per loro le alleanze non debbono farsi, sperano di vincere da soli ma certo non ottenendo il 51 per cento dei voti come è necessario sia alla Camera sia al Senato ma con l’obiettivo di essere comunque il partito vittorioso rispetto agli altri. Stando ai sondaggi che registrano la realtà attuale potrebbero superare tutti gli altri partiti realizzando tra il 30 e il 35 per cento e non è escluso che arrivino anche al 40 ma certo non al 51. Non fanno alleanze ma Di Maio ha trovato un modo per superare questo principio che non può e non deve almeno oggi essere abbandonato: ha già detto che se riusciranno ad essere loro a fare il governo avranno come ministri pochi provenienti dal Movimento e molti presi invece tra personalità che abbiano notevole competenza nel dicastero che saranno chiamati a gestire.

Non è affatto escluso che questa trovata, abbastanza geniale, non nasconda anche un sotterfugio: i ministri più competenti possono esser presi da alcuni partiti che non hanno un’opposizione accanita contro i 5 Stelle ma possano però agganciare forze politiche minori. Una specie di alleanza non dichiarata ma effettuata. Ricorda Verdini. Per tramutare un’operazione del tipo in una alleanza sia pure indiretta è molto difficile trovare persone come Verdini. Lui è un santo e un demonio. Non se ne trovano in giro molti e dubito assai che quei pochi disposti all’alleanza indiretta con i 5 Stelle rappresentino partiti con un discreto numero di voti. In conclusione, nonostante la furbizia politica di Di Maio, i 5 Stelle potranno superare gli altri partiti ma non certo presiedere un governo.

Ed ora passiamo alla Lega di Salvini (probabilmente insieme a Meloni, la quale viene data tra i 4 e i 5 punti). Alla Lega viene attribuito tra il 14 e il 15 per cento più il 5 di Meloni si arriva al 20. Forza Italia è valutata attorno al 14-15 e perciò uniti insieme viaggiano verso il 35 per cento. Potrebbero anche arrivare al 40, più o meno come i 5 Stelle, ma anche loro ovviamente ben lontani dal 51.
La sinistra dissidente uscita dal Pd non è neppure unita. È composta da tre o quattro confraternite (non saprei come altro chiamarle per non usare la parolaccia schegge) che oscillano, se si unissero tutte insieme, tra il 10 e il 15 per cento. Sarebbe molto utile se, facendo valere la loro unione, e la possibilità che le percentuali di oggi siano leggermente più alte al momento delle elezioni, rientrassero nel partito, naturalmente come corrente molto bene individuabile. Senza porre inutili condizioni ma combattendo la loro battaglia interna di corrente e naturalmente esponendone i temi e le soluzioni sia per l’Italia sia per l’Europa poiché è indispensabile occuparsi anche dell’Unione, cosa che attualmente la sinistra dissidente non fa affatto.

Dubito molto che questa apertura avverrà, mentre credo che Renzi l’accoglierebbe. Durante la celebrazione del decennale dalla fondazione del Pd Renzi disse che concepiva un partito non chiuso ma aperto e forse alludeva a questa ipotesi. È anche vero che dopo quella giornata nella quale Veltroni fu chiamato padre del partito e quindi padre anche suo, Renzi è ritornato al “comando da solo” con tutti gli errori e le brutture che il “comando da solo” comporta. Tuttavia su questo tema di un rientro dei dissidenti potrebbe ritrovare un bernoccolo di saggezza politica.

La conclusione di questo esame di cifre politiche è purtroppo pessima: andiamo verso un Paese ingovernabile con i tre partiti maggiori che più o meno si equivalgono. Il Pd attuale è valutato tra il 25 e il 30 e quindi se non ci saranno novità o alleanze adeguate non sarà il primo ma il terzo partito, dopo la destra berlusconiana salviniana e i 5 Stelle grillini.

Ieri si è svolta a Napoli la conferenza programmatica del Pd. I programmi sono necessari e anzi indispensabili per poter essere attuati; ma se nessuno li attua ed anzi agisce al contrario di quanto previsto in quei documenti, i programmi diventano come il Trattato di Lisbona rispetto ad una Costituzione europea: affermano principi e valori e poi fanno esattamente il contrario.

Per questo mi ha dato una sensazione positiva l’intervento di Marco Minniti in quella riunione. Ha parlato di varie cose, di immigrati, sicurezza interna, Libia e della sua politica nei Paesi dove l’immigrazione è non un fenomeno di emergenza ma uno stato di fatto che durerà per moltissimi anni. Ma poi ha detto una frase che affrontava un problema di altro genere, con parole che implicitamente ponevano il tema del rafforzamento del partito e del governo e in qualche modo alludevano all’unificazione di tutta la sinistra.

Ne riporto una breve frase ma il tema era diffuso in tutto il discorso: «Da Napoli deve partire una grande passione unitaria. La sinistra senza la sfida del governo non esiste, questo è il cuore del problema. Se uno si ritira, si mette di lato, la sinistra perde se stessa e il popolo della sinistra non lo capirebbe e non lo perdonerebbe. La sfida è quella di lavorare insieme per battere la destra e sconfiggere i populismi. Adesso ho finito, abbraccio Renzi e abbraccio Paolo (Gentiloni)».

Queste sono le parole dette da Minniti alla conferenza programmatica di Napoli. I programmi sono cartapesta, bisogna attuarli. Perciò datevi da fare.

repubblica/Macron l’europeista e la saggezza perduta della sinistra di EUGENIO SCALFARI

Fernandinho: ” Con il Napoli sarà una grande sfida, ma noi siamo pronti”

Al termine della partita vinta 3-2 col WBA, il centrocampista del Manchester City, Fernandinho,  ha parlato alla stampa inglese della prossima sfida contro il Napoli in Champions League. Ecco un estratto delle parole del nazionale brasiliana degli inglesi: “E’ un momento speciale per noi, abbiamo iniziato bene, stiamo segnando tanto. Sono felice della squadra e del primo posto in classifica. Dobbiamo continuare così. Napoli in Champions? Sarà una grande sfida. Avranno il supporto del loro pubblico, è una grande squadra ma siamo pronti, dobbiamo vincere per garantirci la qualificazione”.

Castellammare, al via la quinta edizione per lo “Stabia Teatro Festival – Premio Annibale Ruccello”

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Castellammare – Si terrà dall’8 al 30 novembre la quinta edizione per lo “Stabia Teatro Festival – Premio Annibale Ruccello”, organizzata dal “Teatro Tunica” , con l’ “Achille Basile, Le ali della lettura” di Maria Carmen Matarazzo.

L’edizione di quest’anno sarà diretta dal giovane commediografo stabiese Luca Nasuto e dal 2015 ha anche una sezione deicata alla poesia, con un riconoscimento di carattere internazionale che ha come scopo la diffusione dell’arte di Annibale Ruccello oltre i confini locali.

Di seguito il programma completo:

S’inizia l’8 novembre ore 18, – Museo Diocesano – con “Temi di performance art: alle origini di jazz e poesia” con Raffaele Ragone e Gino Romano.

L’11 novembre alle 18 – Museo Diocesano – l’attrice Martin Brochard in “I miracoli esistono solo per quelli che ci credono”. Sempre al Museo ci sarà l’anteprima della “Rassegna d’arte sacra” promossa dalla “Fede e Arte”, curata dall’arch. Gerarda Cimmino. Alle 19, conclusione con Marina Bruno in “Respiri on piano” con il maestro Giuseppe Di Capua.

Domenica 12 novembre alle 19 nella Sala “Ruccello” del “Montil” l’attrice Giulia Conte sarà la protagonista di “Signorì. Una storia quasi d’amore”.

Martedì 14 novembre alle 18 alla CPS presentazione del romanzo “Una lettera così lunga” della scrittrice Mariama Ba, a cura di Amalia Dema, con l’attore Marco Cannavacciuolo. La raccolta poetica “Globalizzazione” di Maria Criscuolo a cura dell’associazione “Moika” sarà presentata giovedì 16 novembre ore 18 al Circolo Nautico, con Maria Carmen Matarazzo.

Venerdì 17 novembre alle 18 al “Supercinema” l’attrice Margherita Di Rauso è protagonista della recente edizione curata dal regista Luca De Bei del ruccelliano “Week-End”, dopo un’introduzione critica di Matteo Palumbo, sotto l’egida del “Rotary” stabiese.

Alessandro Criscuolo sarà invece il protagonista de “Le 4 stagioni”, collage di canzoni e poesia, sabato 18 novembre alle 19 presso il Museo Diocesano. Nella stessa cornice domenica 19 alle 10.30 Vincenzo Zurlo “Oltre la trattativa” nella cura di “Trame d’autore” di Ciro Daino. In serata, alle 19, sala «Ruccello» del “Montil”, la voce di Enrico Vicinanza in “Casa Mozart”, con il pianista Francesco Aliberti.

Mercoledì 22 novembre alle 18 – Museo Diocesano – “Dalla tradizione orale alla poesia: una voce per il mito “con Raffaele Ragone e Bruno Di Pietro. Nella giornata contro la violenza sulle donne, il 25 novembre l’appuntamento della FIDAPA stabiese della presidentessa Filomena Varvo, alle ore 10.30 nell’Auditorium del “Severi” con lo psicologo e psicoterapeuta Angelo Gismondi. Nella stessa giornata – Museo Diocesano – ore 19, la “Basile” curerà la presentazione del testo della scrittrice Marcella Continanza “Poesia al cinema”.

Domenica 26 novembre alle 19 nella sala “Ruccello” del “Montil” l’attore Ernesto Lama, con il chitarrista Aniello Palomba, nello spettacolo di prosa e musica “Assolo per due”.

Lunedì 27 novembre al Museo Diocesano alle ore 18, Carmen Matarazzo ed Angelo Putignano presenteranno il libro di Angelo Mascolo, “La primavera cade a novembre (Homo scrivens editore)”. Clou la consegna dei premi di drammaturgia e poesia «Annibale Ruccello». Quest’anno la premiazione si terrà nel Salone Conferenze della Banca Stabiese alle 18 di mercoledì 29 novembre: i vincitori riceveranno i premi scolpiti dal maestro Umberto Cesino.

Il 30 novembre ore 11 al “Supercinema” spettacolo curato dagli allievi del laboratorio guidato da Luca Nasuto, con la piéce “Romeo e Giulietta, sogno d’amore a breve”. Chiuderà Valentina Stella con un concerto al “Supercinema” il 30 novembre ore 21.

Fonte: Blastingnews.com

Per il Napoli prove generali in vista del big match di Champions contro il City

Come riporta l’edizione odierna di Repubblica, le quattro giornate del San Paolo cominciano oggi (ore 15), con il turno di campionato sulla carta abbastanza abbordabile contro il Sassuolo, che rappresenta per il Napoli anche l’ultima prova generale in vista della supersfida di Champions League in programma mercoledì sera a Fuorigrotta, contro il Manchester City di Pep Guardiola. Diverso sarà però solo lo spessore dell’avversario, ovviamente di gran lunga più prestigioso e impegnativo all’appuntamento internazionale. Ma la posta in palio conta tantissimo anche nell’undicesima giornata della serie A, in cui gli azzurri scendono in campo per blindare e se possibile pure per consolidare il loro primato in classifica. Nonostante la sua straordinaria partenza, infatti, la squadra di Maurizio Sarri non è ancora riuscita a trasformare il suo allungo in una vera e propria fuga, come sarebbe stato invece lecito sperare con un bilancio di 9 vittorie e appena un pareggio nelle prime dieci partite. Non molla un centimetro la Juve, che ha vinto (2-0) ieri a San Siro nell’anticipo con il Milan. C’è un motivo in più, dunque, per non mollare la presa e continuare a spingere al massimo sull’acceleratore, mettendo da parte per il momento la rivincita europea contro gli inglesi. Lo hanno capito benissimo anche i tifosi, la cui festosa invasione trasformerà la domenica della capolista in un vero e proprio happening, con oltre 50 mila tifosi annunciati allo stadio. Hamsik e compagni potranno contare ancora una volta sulla spinta di un pubblico da record, insomma, deciso a diventare un fattore decisivo nella appassionante volata per lo scudetto. Il dodicesimo uomo è già sceso in campo con successo nel turno infrasettimanale di mercoledì scorso a Marassi, dove i seimila tifosi al seguito hanno aiutato il Napoli a conquistare la laboriosa vittoria contro il Genoa, in rimonta. Con il Sassuolo, almeno in teoria, la sfida di oggi dovrebbe presentare un coefficiente di difficoltà inferiore, anche se nella scorsa stagione gli azzurri sono stati fermati per due volte sul pareggio dalla formazione emiliana: 1-1 al San Paolo e 2-2 nella rivincita al Mapei Stadium, costato il secondo posto in classifica. Dopo la staffetta in panchina tra Di Francesco e Bucchi, però, la formazione capitanata da Paolo Cannavaro (che ha recuperato in extremis ed è stato convocato), ha perso un po’ di sicurezza e sarà oltretutto priva nella trasferta di Fuorigrotta della sua stella, l’infortunato attaccante Berardi. Per Sarri, che ha tutto l’organico a disposizione tranne Milik, ci saranno invece solo problemi di abbondanza. Scontato il turn over, con Albiol, Allan e Jorginho pronti al rientro dopo il pit stop a Marassi (fuori Chiriches, Diawara e Zielinski) e la probabile staffetta sulla fascia destra tra Hysaj e Maggio. Dietro l’angolo c’è pure la decisiva sfida di Champions con il City e s’impone dunque una saggia rotazione tra i titolari. Il Napoli ha dato la priorità soprattutto al campionato, finora, ma non ha ancora rinunciato a essere protagonista anche in Champions. Lo hanno capito pure i tifosi, che hanno preso d’assalto il botteghino sia per la sfida di oggi pomeriggio contro il Sassuolo, sia per quella di mercoledì sera con il Manchester City. Saranno almeno in centomila a dare la carica agli azzurri, dunque, in quattro giornate molto importanti su entrambi i fronti. Sarri non farà calcoli, turn over a parte. Gli osservati speciali al San Paolo saranno Insigne (alla gara numero 53 consecutiva) e Hamsik, alla ricerca del gol che gli permetterebbe di eguagliare il gol di Maradona. Ma prima di tutto viene la difesa del primato. Con il Sassuolo, che ha già fatto troppi danni, c’è un conto aperto da regolare.

Camolese: “Con Mertens il Napoli ha risolto due problemi”

Camolese: “Con Mertens il Napoli ha risolto due problemi”

Giancarlo Camolese ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Kiss Kiss Napoli: “E’ un turno di campionato interessante anche se manca molto alla fine della stagione. Milan-Juve resta comunque una gara di livello perchè i rossoneri vogliono recuperare posizioni mentre i bianconeri non possono perdere punti visto il cammino che stanno facendo Napoli e Inter. La Juve lo scorso anno sembrava irraggiungibile mentre ora perde qualche colpo, il Napoli è cresicuto molto ed è meritatamente in testa. Il divario tra le grandi e le piccole è aumentato anche se in testa ora c’è molto equilibrio. Mertens? Per come giocava il Napoli uno come Gabbiadini non mi semrbava l’uomo giusto. Sarri in un colpo ha risolto due cose dando continuità ad Insigne e trovando uno come il belga che si è reso conto di poter fare grandi cose da punta centrale. Il Napoli è fortissimo, deve fare un ultimo passo e mi riferisco al fatto di essere consapevole delle sue qualità e non concedere 20 minuti agli avversari come contro il City”

Il Podio Gialloblù di Juve Stabia – Rende 1 – 0

Esordio al Menti vittorioso per la Juve Stabia, che supera il Rende con il minimo scarto grazie alla rete di Daniele Paponi

PODIO
Medaglia d’oro: a Luigi Canotto, migliore in campo per la seconda volta consecutiva. Dopo un inizio di stagione condizionato da una preparazione fisica un po’ affrettata, l’esterno offensivo ex Trapani sta mettendo in luce tutte le sue qualità. Altra grande prestazione e, soprattutto, altro assist decisivo per la rete che consente alla Juve Stabia di portare a casa i tre punti. L’accelerazione con cui, al 40esimo del primo tempo, il numero 18 salta il suo avversario sull’out sinistro è bruciante, così come “solo da appoggiare in rete” (per usare la descrizione di un gol ben più importante: Semifinale Mondiale 1982 Italia – Polonia, doppietta di Paolo Rossi) è il pallone servito a Daniele Paponi. E’ la rete che rilancia le Vespe e che segna, in tutti i sensi, un nuovo capitolo della storia di questa stagione. Da apprezzare anche l’importante lavoro in fase di copertura e ripiego difensivo ben fatto da Canotto.

Medaglia d’argento: a Daniele Paponi, che con la sua rete decide una gara per lunghi tratti bloccata. Gara non appariscente quella dell’ex punta del Latina, ma estremamente concreta nella sua semplicità. Due palle gol avute ed un gol realizzato: percentuale di realizzazione del 50%. Dopo un colpo di testa ravvicinato e che avrebbe dovuto indirizzare decisamente meglio, il numero 10 stabiese si prende la rivincita capitalizzando al massimo l’invito di Canotto. Gol decisivo, impegno e tanto lavoro sporco per il centravanti cresciuto nel Bologna; se riuscisse a far salire quel 50% del rapporto gol – occasioni avute, sarebbe un calciatore devastante. Ad ogni modo, la doppia cifra si avvicina sempre più.

Medaglia di bronzo: a Luigi Viola, metronomo del centrocampo stabiese. Ad oggi è Viola il motore della squadra di Caserta e Ferrara, il calciatore cui affidare il pallone quando scotta o quando la giocata diventa difficile. Altre prestazione di spessore per il centrocampista napoletano, che ben dirige la squadra dispensando palloni, dinamismo ed intelligenza tattica. Ci sta che non tutti i palloni smistati possano essere col “contagiri”, ma per il lavoro che fa, è giusto perdonare a Viola qualche errore. Il numero 15 detta i tempi senza trascurare il lavoro sporco e di contrato sugli avversari: fioretto e sciabola.

CONTROPODIO
Medaglia d’oro: al nervosismo finale dovuto al gol (poi non gol) Simeri – Lisi. Dispiace che una bella serata, conclusasi con la vittoria, sia stata in parte “sporcata” dalla reazione di Simeri contro il compagno di squadra, reo di avergli soffiato il gol del raddoppio. Va detto che probabilmente la palla sarebbe stata spazzata dal difensore, quindi l’intervento di Lisi è stato giusto più che egoista e, rivedendo le immagini, è da sottolineare che il fuorigioco sbandierato è un errore macroscopico della terna arbitrale. Al netto di queste precisazione, vedere Caserta fiondarsi sul suo attaccante per placare la sua reazione non è stato un bel segnale. Il gruppo prima di tutto, sperando che l’episodio sia già chiuso, chiarito e dimenticato.

Medaglia d’argento: a Valerio Nava, troppo impreciso al cross. Tanta generosità e corsa nella gara del terzino destro, che sbaglia però troppe volte la misura del cross. Almeno due i traversoni “comodi” e potenzialmente decisivi sbagliati dal 7 tra la disperazione dei compagni. Serve un pizzico di freddezza in più.

Medaglia di bronzo: a Filippo Berardi, che non incide all’esordio al Menti. Gara subito in salita per il giovane esterno, atterrato dopo pochissimi minuti con un brutto fallo che ha il valore di un segnale da parte degli avversari. Berardi non riesce a sgusciare tra le maglie biancorosse e non replica l’ottima prova offerta contro l’Akragas. Alti e bassi più che comprensibili alla sua età.

Basket – La Givova Ladies si perde sul più bello. Salerno vince nel finale

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Trasferta amara a Salerno per la Givova Ladies Scafati che perde 57-52 al PalaSilvestri. Delusione per il team di coach Nicola Ottaviano, che poteva sicuramente avere maggior fortuna in alcuni frangenti.
Inizio in salita per la formazione in canotta arancio, che subisce le realizzazioni di Ceccardi e Melin (9-5). Scibelli tenta di tenere botta, ma De Mitri firma addirittura il +8 (15-7), che costringe le ospiti al time out. Poi l’ingresso sul parquet di Negri dà la scossa giusta a Scafati che recupera e solo a causa di due liberi falliti da Iozzino non finisce avanti il primo quarto (15-14). Nei secondi dieci giri di lancetta la Givova Ladies prende in mano l’inerzia della gara. E’ Čičić storidre le locali con una serie di centri che danno alle viaggianti un cospicuo vantaggio (20-29). Sul finire Melin, dai 6,75 cerca di limitare i danni, ma una bomba allo scadere sempre della croata spedisce le squadre negli spogliatoi sul 23-32.
Scafati poi si dimentica di rientrare in campo e permette a Salerno di rimontare subito il gap. Sono sempre Ceccardi e Melin a trovare il fondo della retina che porta in un amen al 32 pari. Le ospiti perdono così la maniglia in attacco e le padrone di casa ne approfittano per tenersi a debita distanza con le mani roventi di Melin e Ingrassia (44-40). Negli ultimi dieci giri di lancetta la Givova Ladies tenta l’ultimo sforzo e raggiunge anche la parità a quota 47 con Negri. Poi alcune amnesie difensive e qualche errore di troppo al tiro mandano Scafati fuori giri. Ne approfitta una fredda Ingrassia, che mette a segno i tiri della staffa. A fine partita Salerno festeggia assieme ai propri tifosi.
Amarezza, ma non rassegnazione, nelle parole di coach Nicola Ottaviano al termine dell’incontro. “All’inizio siamo stati un po’ molli in difesa, poi siamo saliti di giri arrivando fino alle nove lunghezze di differenza. Non è facile vincere quando si sbagliano troppi tiri puliti e diventa normale che in difesa si possa abbassare l’intensità. Complimenti comunque a Salerno che ha preparato bene la sfida. Non posso, però, rimproverare nulla alle mie ragazze. Hanno cercato sempre di dare il massimo, anche se ad un certo punto la palla non voleva proprio saperne di entrare. Adesso pensiamo a Cercola, altra sfida importante per la nostra stagione”.

Salerno Basket ‘92- Givova Ladies Scafati 57-52

Salerno Basket ‘92: Ingrassia 14, Caputo, De Mitri 5, Galdi, Arase n.e., Ceccardi 14, Esposito, Ledda n.e., Assentato 6, Giulivo 3, Melin 15. All. Palumbo

Givova Ladies Scafati: Sicignano n.e., Iozzino 8, Busiello n.e., Porcu, Sapienza 4, Ottaviani n.e., Serra, Scibelli 13, Negri 10, Baglieri n.e., Falanga, Čičić 17. All. Ottaviano

Arbitri: Femminella e Sacco di Salerno

Parziali: 15-14, 23-32, 44-40

Buffon: “Il Napoli è stato più bravo di noi, ma non incarna la nostra filosofia di gioco”

Al termine della partita vinta con il Milan, Gianluigi Buffon ha parlato ai microfoni di Mediaset Premium:”Abbiamo giocato una partita più umile e con maggiore spirito di sacrificio del solito. Siamo stati molto bravi nel capire cosa serviva per vincere. Abbiamo fatto bene anche nelle prime partite, se le altre vincono sempre noi possiamo farci poco. Noi ora dobbiamo cercare di vincere e migliorare sempre. Rugani e’ un ragazzo molto talentuoso e affidabile. Non è facile vestire i panni del giocatore navigato in una squadra come la nostra da cui si pretende sempre tanto. È giovane, ha bisogno del tempo necessario anche per sbagliare. Il modo in cui lo stanno gestendo è quello più giusto per farlo crescere. Napoli? Siamo due squadre che fanno un tipo di calcio diverso e hanno qualità diverse. Quindi noi non vogliamo essere il Napoli, che non rappresenta la nostra idea di calcio. Il Napoli è stato più bravo di noi finora”.

Agerola, cade durante un’escursione sul sentiero degli Dei. Muore turista americana

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Il Sentiero degli Dei è una delle meraviglie della zona dei Monti Lattari tra Agerola e Positano, metà ogni anno di escursionisti più e meno esperti. Vi ha trovato però una tragica morte una turista  americana di 63 anni, caduta mentre percorreva nella giornata di ieri il sentiero.

Pare che la donna fosse sola al momento del dramma e che abbia impattato con la testa al suolo dopo essere scivolata, provocandosi una profonda ferita lacerocontusa alla testa che le è stata fatale.

Sul posto sono intervenuti i sanitari della Misericordia di Agerola, come era pronto  a intervenire anche una eliambulanza, fermata dopo la comunicazione del decesso della turista.

La salma è stata trasferita presso l’obitorio di Castellammare Di Stabia in attesa della conclusione  delle indagini dei Carabinieri di Positano.

VIDEO ViViCentro – Menti, il sindaco Pannullo: “Atto dovuto, Fiore ha dato tanto a questa città”

VIDEO ViViCentro – Menti, il sindaco Pannullo: “Atto dovuto, Fiore ha dato tanto a questa città”

Un momento particolare quello vissuto prima del match che la Juve Stabia ha giocato contro il Rende al Menti. E’ stata svelata la targa in ricordo del presidente Roberto Fiore: oggi la Tribuna Centrale sarà a lui intitolata. Un messaggio toccante del presidente Franco Manniello ha anticipato il momento alla presenza della moglie del compianto presidente, la Sig.ra Carmela. Erano presenti anche la figlia di Fiore, con l’Head of operations del Napoli, Alessandro Formisano, Gianni Improta, il sindaco di Castellammare di Stabia, Antonio Pannullo e il consigliere Giovanni Nastelli, mente e braccio di questa iniziativa. Al termine della cerimonia abbiamo ascoltato il sindaco Antonio Pannullo.

VIDEO ViViCentro – Tosto: “Canotto sta crescendo, un gran giocatore. Napoli? Può essere l’anno giusto”

VIDEO ViViCentro – Tosto: “Canotto sta crescendo, un gran giocatore. Napoli? Può essere l’anno giusto”

Ad assistere al match vinto dalla Juve Stabia contro il Rende, anche l’ex calciatore del Napoli, nonchè agente di Canotto, Vittorio Tosto. Queste le sue dichiarazioni in esclusiva alla redazione di ViViCentro.

dal nostro inviato, Ciro Novellino

https://youtu.be/gBWLEHIBXfA

Napoli, ancora violenza su medici. Aggrediti sanitari del 118

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Ennesimo episodio di violenza ai danni dei medici a Napoli. Nel tardo pomeriggio di ieri è stato richiesto l’intervento di una ambulanza in zona Porta Nolana. Già al proprio arrivo i sanitari hanno trovato un clima di astio, con i parenti della donna da soccorrere a spingerli con modi bruschi a sbrigarmi.

Giunti all’ospedale Loreto Mare, i parenti della donna hanno preteso di sorpassare gli altri  pazienti che attendevano soccorsi ed hanno aggredito con calci e pugni un medico della struttura.

L’episodio è stato segnalato anche dalla pagina Facebook “Nessuno tocchi Ippocrate” nel cui comunicato si legge: Ormai medici e infermieri sono stanchi, impauriti e stressati per le continue aggressioni e minacce di morte che subiscono sul lavoro dalle aggressioni verbali alle fisiche manchiamo di qualsiasi forma di tutela.

Fonte:Il Mattino

Mertens appetito da molti top club per la sua clausola rescissoria

Dries Mertens continua a stupire. Gol, assist e giocate a disposizione della squadra ma con una clausola rescissoria da 28 milioni di euro. Ecco un estratto della Gazzetta dello Sport: “ Come Pipita, anche Mertens ha una clausola rescissoria pericolosa: con 28 milioni di euro è disponibile come ha ritwittato uno dei suoi agenti. Certo, Dries non è più un ragazzino, ma sta vivendo davvero una seconda giovinezza, ed è diffcile immaginare che non ci siano club interessati alle sue prestazioni per una cifra così bassa. Discorsi che oggi però passano tutti in secondo piano perché l’unica cosa che interessa a Mertens è quella di tener fede al patto”.

VIDEO ViViCentro – Menti, il consigliere Nastelli: “Sono felice, Fiore ha portato il calcio a Castellammare a certi livelli”

VIDEO ViViCentro – Menti, il consigliere Nastelli: “Sono felice, Fiore ha portato il calcio a Castellammare a certi livelli”

Un momento particolare quello vissuto prima del match che la Juve Stabia ha giocato contro il Rende al Menti. E’ stata svelata la targa in ricordo del presidente Roberto Fiore: oggi la Tribuna Centrale sarà a lui intitolata. Un messaggio toccante del presidente Franco Manniello ha anticipato il momento alla presenza della moglie del compianto presidente, la Sig.ra Carmela. Erano presenti anche la figlia di Fiore, con l’Head of operations del Napoli, Alessandro Formisano, Gianni Improta, il sindaco di Castellammare di Stabia, Antonio Pannullo e il consigliere Giovanni Nastelli, mente e braccio di questa iniziativa. Al termine della cerimonia abbiamo ascoltato il consigliere Giovanni Nastelli.

Napoli, attenzione alla barriera umana a protezione della porta del Sassuolo

Il Napoli ospiterà quest’oggi al San Paolo il Sassuolo di Christian Bucchi che sarà orfano di Berardi. Ecco uno stralcio del quotidiano Il Corriere del Mezzogiorno: “Ci sarà quindi da attendersi un atteggiamento che definiremmo eufemisticamente prudente; i neroverdi proveranno a erigere una barriera umana a protezione della propria porta, e prima riuscirà il Napoli a creare una breccia, più tranquillo sarà il pomeriggio domenicale. Non c’è da stare poi così sereni di fronte a chi è disperato, soprattutto se, come purtroppo è il caso azzurro, si è privi di un ariete che in caso di necessità possa fungere da terminale aereo di cross a scavalcare i difensori. Ma non può essere certo il povero Sassuolo a ostacolare un cammino come quello dei ragazzi di Sarri che, giorno dopo giorno, stanno proponendosi con forza all’attenzione dell’intero mondo pallonaro”.

Castellammare, città di nuovo al buio: rischi ed inconvenienti

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Castellammare – Ci risiamo. La città torna nelle ore notturne a sembrare Gotham City, una scenario tetro, buio, dove però non c’è l’intervento di Batman o di altri supereroi. La foto alleggata all’articolo è stata scattata ieri sera, tra Via Virgilio e Via Petrarca e, come si vede (?) perfettamente, non c’è un pampione o una luce pubblica in funzione che possa assistere la circolazione stradale o i malcapitati pedoni.

Il fenomeno non è certo nuovo. Già alcune settimane fa Castellammare aveva vissuto notti al chiaro di luna, soprattutto nella zona centrale di Piazza Matteotti, di Corso Vittorio Emanuele e Corso Garibaldi. Ieri ad essere al buio erano Via Cosenza, Via Virgilio, Via Petrarca ed in parte Viale Europa.

Proprio in Via Virgilio un’automobile ha rischiato di investire un gatto che attraversava la strada, ovviamente non visto a causa dell’oscurità: necessaria la frenata brusca del veicolo per evitare l’animale.

Possibile che questo fenomeno si riproponga in modo così costante? Non sappiamo i motivi che sussistono alla base della mancanza di illuminazione pubblica, se trattasi di guasti, inconvenienti tecnici o altro, la deve essere trovata quanto prima una soluzione.

Ieri un gatto è stato evitato, in futuro non solo animali, ma anche persone, potrebbero non essere così fortunate.

Un documentario svela gli orrori dietro le caramelle Haribo (VIDEO)

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Haribo sotto accusa. Secondo il documentario  “The Haribo Check” mandato in onda dalla WDR, emittente radiotelevisiva pubblica del Land della Renania Settentrionale-Vestfalia e affiliata ad ARD (principale gruppo radiotelevisivo pubblico del Paese), le famosissime caramelle sarebbero il risultato di lunga catena di crudeltà e semi-schiavitù.

LE ACCUSE

Secondo i produttori del documentario,Haribo estrae la cera di carnauba, ingrediente fondamentale per rendere lucide le caramelle, dalle foglie di palme che crescono solo negli stati nordorientali del Brasile come Piaui, Ceara, Maranhao, Bahia e Rio Grande do Norte, tra le regioni più povere del Paese. In queste piantagioni i lavoratori guadagnano 40 real al giorno, l’equivalente di circa 10 euro, e lavorano nella totale assenza di una qualsiasi norma di sicurezza, dormono all’aperto o nei camion e non hanno accesso ai bagni. I lavoratori sarebbero inoltre costretti a bere acqua non filtrata direttamente dai fiumi.

Un’altra parte del documentario penetra nelle aziende della Germania settentrionale che allevano suini per conto di Gelita, società da cui Haribo si rifornisce per la gelatina della sue caramelle. Qui il reportage ha scoperto che la produzione della gelatina è frutto di un processo che vede animali tenuti in condizioni disumane. La gelatina, infatti,  si ottiene utilizzando le parti povere del maiale, come la cotenna, zampe, testa, coda, lingua ed orecchie.

LA RISPOSTA DI HARIBO

Haribo ha dichiarato di non essere a conoscenza di una “violazione delle linee guida”, ma che avrebbe “proattivamente” cercato di chiarire la questione con i suoi fornitori. “Siamo un’azienda che vuole portare gioia a bambini e adulti – ha aggiunto nella dichiarazione – Non possiamo accettare il mancato rispetto degli standard sociali ed etici”.

VIDEO ViViCentro – Fiore, la moglie: “Ricordo indelebile di questa città. Ringrazio tutti!”

VIDEO ViViCentro – Fiore, la moglie: “Ricordo indelebile di questa città. Ringrazio tutti!”

Un momento particolare quello vissuto prima del match che la Juve Stabia ha giocato contro il Rende al Menti. E’ stata svelata la targa in ricordo del presidente Roberto Fiore: oggi la Tribuna Centrale sarà a lui intitolata. Un messaggio toccante del presidente Franco Manniello ha anticipato il momento alla presenza della moglie del compianto presidente, la Sig.ra Carmela. Erano presenti anche la figlia di Fiore, con l’Head of operations del Napoli, Alessandro Formisano, Gianni Improta, il sindaco di Castellammare di Stabia, Antonio Pannullo e il consigliere Giovanni Nastelli, mente e braccio di questa iniziativa. Al termine della cerimonia abbiamo ascoltato la Sig.ra Carmela.

San Paolo quasi sold-out, saranno oltre 50 mila i cuori azzurri che batteranno quest’oggi

Anche ieri è proseguita a grande ritmo la vendita dei biglietti per la gara Napoli–Sassuolo che si disputerà quest’oggi alle 15 presso lo Stadio San Paolo. Secondo Listicket ieri sono andati esauriti anche i biglietti di Curva B inferiore e Distinti inferiori. In queste ultime ore restano disponibili circa un migliaia di tagliandi di Curva A inferiore per raggiungere il sold-out

 

Questi i prezzi e dettagli diffusi dalla Ssc Napoli:

Tribuna d’ Onore € 50,00

Tribuna Posillipo  € 35,00

Tribuna Nisida     € 25,00

Tribuna Family € 10,00 / € 5,00 (tariffa ridotta)

Distinti € 18,00

Curve  € 9,00

 

La SSC Napoli ricorda che per i possessori di tessera del tifoso Club Azzurro Card e di Fidelity Card (Fan Away e Fan Stadium Card) e’ possibile acquistare anche on line.

 

Per effettuare l’acquisto è sufficiente collegarsi al sito web ufficiale della SSC Napoli www.sscnapoli.it e cliccare nelle sezioni “biglietti” o “insieme allo stadio”, oppure accedere direttamente dal banner “ ticket on line” presente nella home page del sito ufficiale SSC Napoli.

Gli utenti saranno indirizzati al sito Listicket.com gruppo TicketOne, nel quale, dopo essersi registrati, potranno acquistare il biglietto caricandolo elettronicamente sulla Club Azzurro Card, Fan- Away o Fan Stadium Card.

Alla transazione potranno essere aggiunte, da Listicket, commissioni di pagamento.

Questa modalità di vendita prevede che il titolo di accesso venga associato alla Club Azzurro Card,  Fan-Away e/o Fan Stadium Card che, quindi, dovrà essere utilizzata sia per inserire il numero identificativo al momento dell’acquisto, sia per l’accesso ai tornelli dello stadio tramite la lettura del codice a barre.

Il posto assegnato allo stadio sarà indicato sul documento segnaposto la cui stampa, è disponibile all’indirizzo internet:

https://www.listicket.com/ticketing/postvendita/stampaSegnapostoStep1.html

inserendo le informazioni richieste sulla pagina e procedendo, nella pagina successiva, attraverso il link Stampa Segnaposto.

Il documento segnaposto deve essere obbligatoriamente stampato e presentato ad ogni richiesta del personale di controllo presente allo stadio, ma il documento segnaposto, da solo, non rappresenta titolo d’accesso valido per l’ingresso.

Infatti per accedere allo stadio, è indispensabile portare con sé la propria Club Azzurro Card o la Fan Away o la Fan Stadium Card , il documento segnaposto ed un documento di riconoscimento.

Da questa stagione sportiva i possessori di tessera del tifoso Club Azzurro Card e di Fidelity Card (Fan Away e Fan Stadium Card)  avranno l’opportunità di acquistare i tagliandi attraverso il Call Center https://www.ticketone.it/biglietti.html?affiliate=ITT&doc=campaign&campaign=call_center_892101

Fonte: sscnapoli.it

Oggi avvenne- Una tripletta di German Denis schianta la Reggina

Il giorno 29 ottobre il Napoli ha giocato quattordici partite, dodici in serie A, una in serie B ed una in coppa Italia conquistando tre vittorie e sei pareggi, con cinque sconfitte.

Ricordiamo il 3-0 alla Reggina nella nona giornata della serie A-2008/09

Questa è la formazione schierata da Edy Reja:

Navarro, Santacroce (68′ Aronica), Cannavaro, Contini, maggio (82′ Montervino), Pazienza, Gargano, Hamsik, Mannini, Denis, Lavezzi (77′ Zalayeta)

I gol: 7′, 16′ e 64′ Denis

Il 3-0 alla Reggina fu deciso da una tripletta di German Denis.

Il Napoli ha chiuso quel torneo al dodicesimo posto con Roberto Donadoni che prese il posto di Edy Reja.

Fonte: sscnapoli.it