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Napoli, Giuntoli va a caccia di terzini

Dopo il ko, si cerca il sostituto di Ghoulam

In seguito al grave infortunio che terrà Ghoulam lontano dal terreno di gioco per almeno 5 mesi, il Napoli, tramite il suo ds Giuntoli, è alla ricerca di un sostituto.
Nel campionato italiano ci sono tre opzioni che portano a Masina del BolognaAli Adnan dell’UdineseAntonelli del Milan. Ma l’elenco di opzioni è più lungo e non si ferma alla serie A e porterebbe all’esperto terzino dello Zenit San Pietroburgo, Domenico Criscito.
Un’ultima soluzione, prevederebbe un investimento importante da parte del club di De Laurentiis e porterebbe a Barreca del Torino.

Deliberazione Giudice Sportivo Serie C 12^Giornata : 2 società sanzionate

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GARE DAL 3 AL 5 Novembre 2017

Serie C Girone C – 12ª giornata

Il Giudice Sportivo Not. Pasquale Marino, assistito dal Rappresentante dell’A.I.A. Sig. Roberto Calabassi, nelle sedute del 6 Novembre 2017 ha adottato le deliberazioni che di seguito integralmente si riportano:

PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI

 In base alle risultanze degli atti ufficiali sono state deliberate le seguenti sanzioni disciplinari:

SOCIETA’

  • € 1.500,00 SIRACUSA CALCIO S.R.L. perché tre isolati propri sostenitori durante la gara assumevano un comportamento offensivo e minaccioso verso l’osservatore arbitrale posizionato in tribuna, costringendolo ad allontanarsi in altra postazione per svolgere la propria funzione (r.cc.).
  • € 500,00 CATANZARO CALCIO 2011 SRL perché propri sostenitori in campo avverso danneggiavano la struttura del settore dello stadio loro riservato (obbligo risarcimento danni, se richiesto, r.proc.fed.).

DIRIGENTI
INIBIZIONE A SVOLGERE OGNI ATTIVITA’ IN SENO ALLA F.I.G.C. A RICOPRIRE CARICHE FEDERALI ED A RAPPRESENTARE LA SOCIETA’ NELL’AMBITO FEDERALE A TUTTO IL 31 DICEMBRE 2017
TORMA GIANLUCA (MATERA CALCIO S.R.L.) per comportamento gravemente e reiteratamente offensivo nonché minaccioso verso l’arbitro al termine del primo tempo di gara (espulso).

AMMONIZIONE
FRACCHIOLLA DOMENICO (FRANCAVILLA CALCIO S.R.L.) per proteste verso l’arbitro durante la gara (espulso).

ALLENATORI
– SQUALIFICA PER TRE GARE EFFETTIVE E AMMENDA € 500.00 PASTORE PASQUALE (CATANZARO CALCIO 2011 SRL)
per comportamento gravemente offensivo verso l’arbitro, reiterato dopo la notifica del provvedimento di allontanamento (panchina aggiuntiva, r.A.A.).
DI MAURO GIUSEPPE (MATERA CALCIO S.R.L.) per comportamento offensivo verso l’arbitro durante la gara (espulso, panchina aggiuntiva).

SQUALIFICA PER DUE GARE EFFETTIVE CRISTALDI GIANLUCA (SIRACUSA CALCIO S.R.L.) per comportamento gravemente scorretto verso un calciatore della squadra avversaria (espulso, r.A.A.).

AMMONIZIONE
GRECO MARCO (CASERTANA S.R.L.) per proteste verso l’arbitro durante la gara (espulso, preparatore atletico).
TROCINI BRUNO (RENDE CALCIO 1968 SRL) per comportamento non regolamentare in campo durante la gara (espulso).
RIGOLI GIUSEPPE (SICULA LEONZIO S.R.L.) per comportamento non regolamentare in campo durante la gara (espulso).

CALCIATORI ESPULSI

GOMIS LYS (PAGANESE CALCIO 1926 SRL) per comportamento offensivo e provocatorio verso i sostenitori avversari durante la gara e, al termine della stessa, richiamato da un addetto federale, assumeva verso lo stesso un atteggiamento irriguardoso (r.cc.)

QUAINI ALESSANDRO (RACING CLUB FONDI S.R.L.) per atto di violenza verso un avversario senza avere la possibilità di giocare il pallone.
LAEZZA GIULIANO (URBS REGGINA 1914 S.R.L.) per atto di violenza verso un avversario a gioco fermo (r.A.A.).

SQUALIFICA PER UNA GARA EFFETTIVA

– ALFAGEME LUIS MARIA (CASERTANA S.R.L.) per atto di violenza verso un avversario a gioco fermo, in reazione (r.A.A.).

SQUALIFICA PER UNA GARA EFFETTIVA PER DOPPIA AMMONIZIONE
– CRIALESE CARLO (JUVE STABIA S.R.L.) per condotta non regolamentare e per condotta scorretta verso un avversario.
– DAFFARA MANUEL (SIRACUSA CALCIO S.R.L.) entrambe per condotta scorretta verso un avversario.

SQUALIFICA PER UNA GARA EFFETTIVA PER RECIDIVITA’ IN AMMONIZIONE (V INFR)
– DEROSE FRANCESCO (CASERTANA S.R.L.)

-FORTUNATO JACOPO (URBS REGGINA 1914 S.R.L.)

AMMONIZIONE CON DIFFIDA (IV INFR)
RUSSO GENNY (AKRAGAS CITTADEITEMPLI)

SIRRI ALEX (CATANZARO CALCIO 2011 SRL)

NOLE ANGELO RAFFAELE (RACING CLUB FONDI S.R.L.)

CAMILLERI VINCENZO (SICULA LEONZIO S.R.L.)
GIORDANO CARMINE (SIRACUSA CALCIO S.R.L

AMMONIZIONE (VI INFR)
BIASON CARLOS EZEQUIEL (FRANCAVILLA CALCIO S.R.L.)

AMMONIZIONE (III INFR)
MILETO FRANCESCO (AKRAGAS CITTA DEI TEMPLI)
CARRIERO GIUSEPPE MATTIA (CASERTANA S.R.L.)
TEDESCHI LUCA (CATANIA SPA)
CURCIO FELIPE (FIDELIS ANDRIA 1928 S.R.L)
PICONE GIUSEPPE (PAGANESE CALCIO 1926 SRL)
CESARINI ALESSANDRO (REGGIANA 1919 S.P.A.)
FORTE FRANCESCO (RENDE CALCIO 1968 SRL)
SPINELLI FERNANDO (SIRACUSA CALCIO S.R.L.)

AMMONIZIONE (II INFR)
MOREO RICCARDO (AKRAGAS CITTADEITEMPLI)
GABRIELLONI ALESSANDRO (BISCEGLIE S.R.L.)
LETIZIA ANTONIO (CATANZARO CALCIO 2011 SRL)
CORSI ANGELO (COSENZA CALCIO S.R.L.)
MATUTE EWOME KELVIN (JUVE STABIA S.R.L.)
VIOLA LUIGI (JUVE STABIA S.R.L.)
RICCARDI DAVIDE (LECCE SPA)
BATTISTA IGNAZIO (MATERA CALCIO S.R.L.)
DE FALCO ANDREA (MATERA CALCIO S.R.L.)
SCARPA FRANCESCO (PAGANESE CALCIO 1926 SRL)
GHINASSI TOMMASO (RACING CLUB FONDI S.R.L.)
GENEVIER GAEL (REGGIANA 1919 S.P.A.)
PAMBIANCHI FRANCESCO (RENDE CALCIO 1968 SRL)
GAMMONE ANTONIO (SICULA LEONZIO S.R.L.)
CATANIA EMANUELE (SIRACUSA CALCIO S.R.L.)
SANDOMENICO SALVATORE (SIRACUSA CALCIO S.R.L.)
FURLAN JACOPO (TRAPANI CALCIO S.R.L.)
SILVESTRI TOMMASO (TRAPANI CALCIO S.R.L.)
CUCCHIETTI TOMMASO (URBS REGGINA 1914 S.R.L.)

AMMONIZIONE (I INFR)
BOLJAT DOMAGOJ (BISCEGLIE S.R.L.)
DE MARCO SIMONE (CASERTANA S.R.L.)
TURCHETTA GIANLUCA (CASERTANA S.R.L.)
LATTANZIO RICCARDO (FIDELIS ANDRIA 1928 S.R.L)
ALBERTINI ALESSANDRO (FRANCAVILLA CALCIO S.R.L.)
GALLU FRANCESCO (FRANCAVILLA CALCIO S.R.L.)
BRANDUANI PAOLO (JUVE STABIA S.R.L.)
BONFIGLIO FRANCESCO (SICULA LEONZIO S.R.L.)
LIOTTI DANIELE (SIRACUSA CALCIO S.R.L.)
DI LIVIO LORENZO (URBS REGGINA 1914 S.R.L.)

 

 

Choc in Campania: il padre prima la droga e poi la violenta con un amico. La testimonianza

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La drogava, la violentava e quando non aveva più voglia la concedeva a un suo amico, come se fosse merce di scambio invece era sua figlia. È quello di cui è accusato un 39enne di San Marzano sul Sarno, che avrebbe più volte abusato e lasciato abusare di sua figlia.

Nei giorni scorsi si è tenuta l’udienza al tribunale di Nocera Inferiore. In quell’occasione si è aggiunta anche la testimonianza dell’attuale fidanzato della vittima. Il ragazzo, di origine marocchine, ha confermato tutte le accuse rivolte all’uomo, aggiungendo alcuni particolari: quando andava in quella casa, il padre usciva dalla stanza della figlia con la cerniera dei pantaloni abbassata e lei  che chiedeva aiuto, stremata, senza forza, stanca.

Le indagini sono iniziate nel 2013 quando la madre della vittima e moglie dell’imputato denunciò tutto alle autorità. Tempo fa le il tribunale lo condannò con rito abbreviato a 2 anni e 6 mesi. Ora si aspetta la sentenza definitiva.

Napoli, piove anche nel teatro Trianon!

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Napoli, piove anche nel teatro Trianon!

Disagi non solo per le strade ma la pioggia a Napoli crea problemi anche all’interno del teatro Trianon, facendo saltare il concerto di “Sanitansamble”, l’orchestra giovanile del quartiere popolare Sanità che avrebbe dovuto esibirsi oggi alle 20.30. Lo stop, arrivato per motivi precauzionali, sarebbe stato causato da alcune infiltrazioni in seguito alle violente piogge notturne, ma i lavori d’urgenza cercheranno di fare il possibile per garantire  il regolare inizio della stagione teatrale, fissato per giovedì, con lo spettacolo di Carlo Buccirosso.

Juve Stabia – Francavilla. Cristina Cavallo al Pungiglione Stabiese: La Virtus sta facendo bene; giocherà a viso aperto

E’ intervenuta ieri al Pungiglione Stabiese, programma di approfondimento sulla Juve Stabia in onda ogni lunedì sulla pagina Facebook di ViViCentro, Cristina Cavallo, giornalista di Canale 85, che ci ha parlato della Virtus Francavilla, avversario di stasera della Juve Stabia

Questa l’analisi di Cristina Cavallo:

La Virtus è una squadra che anche quest’anno sta facendo bene, nonostante l’assenza del proprio stadio. I pugliesi, infatti, non stanno giocando nel proprio impianto ma a Brindisi; la squadra di D’Agostino però viene costantemente sostenuta dai tifosi che con la loro passione fanno riescono a tamponare una mancanza così rilevante.

D’Agostino sta facendo bene; dopo un normale periodo iniziale, ha preso le misure al suo organico ed è in grado ormai di guidarlo bene. In rosa ci sono giocatori importanti, che stanno esplodendo: uno su tutti il bomber Saraniti, che dopo l’ottimo campionato alla Vibonese, si sta facendo ancora conoscere a suon di gol al pubblico della Lega Pro.

In difesa uomini di spessore sono Abbruzzese e Maccarrone, su cui puntare ad occhi chiusi. D’Agostino vivrà una vigilia colma di dubbi: ha infatti confessato di avere almeno quattro calciatori ancora da valutare, anche a causa di alcune assenze. Il mister teme il nuovo manto erboso del Menti, del tutto nuovo per la sua squadra ed a cui il Francavilla dovrà adattarsi immediatamente.

Penso che sarà un gran bel match, aperto ed in cui entrambe le squadre potranno puntare ad un risultato importante. Vinca il migliore e buona partita a tutti!

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Svezia-Italia: Insigne va verso la panchina

Sarri gioirà

L’edizione odierna de Il Mattino scrive che Ventura, ct dell’Italia, alla vigilia degli spareggi contro la Svezia, ricorre alle sue solite abitudini tattiche con la difesa a tre e cinque centrocampisti. In questo modo Insigne finirebbe in panchina, con Sarri che non potrà che esserne felice.

“Con la Svezia le gerarchie semoventi del ct torneranno a balbettare: ci sarà il 3-5-2 e quindi gli indizi su colui che dovrà cedere il passo portano tutti a Lorenzo Insigne, ovvero il talento migliore della nostra serie A. Nella gara che vale tutto. Non è una bocciatura: Insigne lo sa e nelle prossime ore Ventura glielo spiegherà nel momento in cui toglierà i veli sull’Italia anti-Svezia. Gli dirà che è solo una scelta di convenienza, legata all’esigenza di puntare su una squadra più fisicamente di sostanza, visto pure come sono messi gli svedesi. Mister Sarri farà i salti di gioia, perchè finalmente potrà tirare il fiato un poco, visto che con il Napoli la parola riposo è praticamente un tabù. Insigne è comunque sereno: il clima che si respira a Coverciano è assai disteso”.

Maltempo, Apecar finisce in un tombino !

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Maltempo, Apecar finisce in un tombino!

Le torrenziali piogge cadute in penisola hanno recato non pochi disagi alla popolazione. Ad esempio, ieri sera presso Sant’Agnello, nei pressi di Via Iommella, il flusso delle acque ha portato un tombino a sollevarsi lasciando sulla strada una pericolosissima voragine. All’interno di questa, cosi, è finita la ruota di un’Apecar che ha rischiato il ribaltamento. Tanta paura per il conducente che fortunatamente, però, ne è uscito illeso.

Maxi operazione della polizia: arresti e sequestri ai clan della camorra

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Un bliz serrato quello svolto dalla Squadra Mobile di Napoli nei confronti del clan Mallardo e degli scissionisti

Gli operatori del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, gli agenti della Squadra Mobile di Napoli e Firenze stanno eseguendo misure cautelari, emesse dal Gip presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di diverse persone, responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso, della violazione della normativa sulle armi, di riciclaggio e di intestazione fittizia di beni.

È in corso di esecuzione altresì un sequestro preventivo di beni, tutti riconducibili al clan Mallardo.

/il Mattino

Napoli, dirigenti non coinvolti nel caso biglietti omaggio alla criminalità

Ecco quanto emerge dai documenti

L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport scrive che oggi il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, sarà ascoltato dal procuratore federale Giuseppe Pecoraro in merito alla questione dei biglietti omaggio per le partite di calcio concessi alla criminalità organizzata.

“Dai documenti emergerebbero rapporti fra alcuni calciatori della squadra di Sarri e i fratelli Esposito, tre imprenditori di Posillipo arrestati tempo fa con l’accusa di aver agevolato gli affari di due clan della camorra. Nella vicenda non sarebbero coinvolti, comunque, i dirigenti della società, De Laurentiis in primis. L’obiettivo di Pecoraro è quello di capire la natura di queste frequentazioni dei calciatori con gli accusati. Con De Laurentiis si chiuderà probabilmente il cerchio dell’indagine sportiva. Che in parte ricorda il precedente Juve che ha portato alla condanna di Andrea Agnelli a un anno di inibizione (il 15 c’è l’appello)”.

Curva A e B: “Ci dissociamo dall’episodio di Verona”

“Siamo prima uomini e poi ultras”

Dopo i fatti accaduti a Verona, in seguito alla gara col Chievo, dove sembra che un gruppo di tifosi napoletani abbiano causato danni ad un bar, le Curve A e B hanno diramato un comunicato in cui si dichiarano estranee ai fatti:

“Napoli, la Napoli ultras (quella che conta), si dissocia totalmente dall’episodio accaduto domenica a Verona. Noi ultras abbiamo regole (non scritte) dettate da codici comportamentali che non hanno nulla a che vedere con l’accaduto. Un episodio che non ha nulla di etico e nulla di ultras. Ribadiamo a voce alta la nostra totale estraneità, assumendoci la responsabilità di ripristinare (con una colletta) il bar dove c’erano vecchi, donne e bambini. Assurdo! Prima uomini e poi ultras!

Le due curve di Napoli”

Terra dei fuochi, in due mesi 146 arresti e 678 roghi domati

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Terra dei fuochi, in due mesi 146 arresti e 678 roghi domati. È quello emerso dai dati presentati alla prefettura di Napoli, in occasione della riunione della sezione operativa interforze

Funziona la macchina messa a punto del commissario straordinario di Governo per controllare e contrastare gli sversamenti illegali di rifiuti nell’area della Campania nota come Terra dei fuochi. E’ quanto emerso dalla riunione della sezione operativa interforze per il contrasto al fenomeno, tenutasi in prefettura a Napoli. Al tavolo, presieduto dal commissario Michele Campanaro, erano presenti i rappresentanti di carabinieri, Guardia di Finanza, Esercito, vigili del fuoco e la delegazione di Sma Campania con l’amministratore delegato Lorenzo Di Domenico. L’aggiornamento sui risultati operativi conseguiti dal primo luglio al 30 settembre tra Napoli e Caserta ha fornito questi dati: 59058 pattugliamenti, 16254 veicoli controllati, 14360 persone identificate, 146 persone fermate o arrestate, 3583 siti di sversamento identificati, 678 roghi domati. “Numeri positivi – sottolinea Campanaro – che certificano l’efficienza di questa cabina di regia e l’importanza della struttura informatica che Sma Campania ha messo a disposizione delle forze dell’ordine. Un sistema fondamentale per il monitoraggio del territorio che ci consente di intrecciare i dati e orientare le scelte su dove intervenire. Diverse altre Regioni d’Italia, in particolare il Lazio, hanno chiesto informazioni sul nostro metodo di lavoro”. La piattaforma informatica Iter-Dss (quest’ultima in fase di sviluppo e ultimazione) e’ al centro delle attivita’ di contrasto allo sversamento illecito dei rifiuti e ai roghi tossici. Progetto implementato dal protocollo sottoscritto a luglio tra Regione Campania e vigili del fuoco che ha portato all’istituzione di 4 presidi operativi Sma (Massa di Somma, Marcianise, Mondragone, Giugliano) per segnalazioni e interventi in tempo reale. (AGI) Lil

Monti Lattari, si contano i danni!

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Monti Lattari, si contano i danni!

Frane, smottamenti, piani di emergenza destinati a rimanere fermi a causa della mancanza di risorse, una burocrazia praticamente assente. L’ondata di maltempo che ha colpito l’intera area del napoletano non ha solamente causato danni e disagi a centinaia e centinaia di abitanti ma anche riacceso i riflettori sulle falle del sistema di protezione civile. Le situazioni più critiche si sono verificate, sicuramente, a Vico Equense ,dove il Faito ha ceduto in più punti, e a Gragnano, dove una colata di fango ha inondato strade e negozi. Disastri annunciati, se si pensa agli incendi che hanno devastato i Monti Lattari nella scorsa estate. E di questo ne è convinto Claudio d’Esposito, presidente del Wwf  Terre del Tirreno, secondo il quale “sbancamenti di terreno, taglio di alberi, captazione delle acque e cementificazione di alvei e montagne hanno alterato gli equilibri del territorio“. In particolare, la scomparsa di ettari di vegetazione non ha fatto altro che agevolare il cedimento del terreno e delle rocce sotto la pioggia battente.

Nelle pieghe del voto tra impresentabili e lo spirito di Pirandello

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Marcello Sorgi si addentra tra le pieghe del voto tra impresentabili e lo spirito di Pirandello, invece, nel suo editoriale, Giovanni Orsina spiega l’«alchimia che ha deciso la sfida». Il tutto prende spunto dall’elezione di Nello Musumeci che è divenuto il presidente della Regione Sicilia con quasi il 40% dei consensi mentre Giancarlo Cancelleri si ferma 5 punti più sotto. Il Movimento 5 Stelle è primo partito, ma denuncia brogli ma Luigi Di Maio guarda avanti: «Quest’onda ci porterà al governo». Silvio Berlusconi applaude, ma non vuole una coalizione anti sistema.

Intanto a Ostia CasaPound sfiora il 10%. E quando tra due settimane M5S e centrodestra si sfideranno al ballottaggio, l’estrema destra potrebbe essere il vero ago della bilancia.

Nelle pieghe del voto tra impresentabili e lo spirito di Pirandello

I dispetti degli elettori e i nuovi equilibri nella Regione siciliana

Forse non aveva proprio torto Renzi, a dire che le elezioni siciliane tutto sommato sono un fatto locale. Seppure saranno molto forti le conseguenze dei risultati – il ritorno del centrodestra, con Musumeci, alla guida della Regione, la «non vittoria», verrebbe da dire, citando un indimenticabile Bersani, del Movimento 5 Stelle, e la dura sconfitta del centrosinistra, con il candidato battuto, Micari, che subito ha annunciato il suo ritiro dalla politica -, per capire il significato vero del voto occorre addentrarsi nelle pieghe del lunedì in cui lo spoglio lentissimo, inesorabile, delle schede, aveva fatto temere, al mattino, perfino un ribaltamento del quadro politico che alla fine è uscito confermato.
Musumeci ha parlato per ultimo e ha citato Verga, per definire retoricamente la Sicilia «terra dei vinti». Ma forse c’è un di più di Pirandello e dello spirito di contraddizione di Sciascia, nelle menti indecifrabili, per il leader Pd, degli elettori siciliani, e nelle urne che gli hanno inflitto una grande delusione, seconda solo a quella della sera del referendum 4 dicembre 2016.
Prendiamo gli «impresentabili»: protagonisti, nel bene e nel male, di una campagna elettorale combattuta senza esclusione di colpi. Dal Pd ai 5 Stelle, allo stesso Musumeci, perfino (più blandamente) a Berlusconi, tutti avevano invitato gli elettori a non votarli. E invece sono andati benissimo: il campione, eletto con più di ventimila preferenze, è quel Luigi Genovese, figlio di Francantonio, ex-segretario regionale del Pd trasmigrato in Forza Italia condannato a undici anni.
Luigi ha avuto un plebiscito a Messina, nella città in cui l’elezione del sindaco pacifista in sandali Accorinti aveva segnato quattro anni fa l’apice della rivolta contro suo padre e la partitocrazia di cui era l’emblema. E in cui invece Musumeci, con l’appoggio del campione degli «impresentabili», ha superato il cinquanta per cento. Come possano gli stessi messinesi cambiare idea in così poco tempo e votare in due modi opposti è difficile da spiegare, se non con il fatto che sanno distinguere tra Comune e Regione, e con la seconda non scherzano. In un sol colpo, son tornati a votare per i «poteri forti», hanno dato un avvertimento al primo cittadino e, pur premiandolo, hanno fatto un dispetto politico a Musumeci, che s’era schierato pubblicamente contro le candidature opache.
Anche il successo del nuovo governatore va radiografato. Nel quasi quaranta per cento che lo ha eletto, il nucleo forte è rappresentato da Forza Italia, guidata dal coordinatore Micciché, cioè dallo stesso che la volta scorsa, come avversario, riuscì a impedire l’elezione di Musumeci, dall’Udc e da liste locali e personali di provenienza post-democristiana. «Diventerà Bellissima», la lista di Musumeci, insieme a quella di Meloni e Salvini hanno ballato per molte ore sulla soglia del 5 per cento, correndo il rischio di restare fuori dall’Assemblea regionale. Vale a dire che chi ha fatto vincere Musumeci ha voluto al contempo ricordargli quali sono i reali rapporti di forza interni della coalizione, per far sì che ne tenga conto al momento della formazione del suo governo.
Sono in molti ora a chiedersi come farà il vincitore a trovare la maggioranza che i voti, malgrado il successo, non gli hanno garantito. All’inizio, sarà giocoforza consentirgli di prendere il largo, perché se l’Assemblea regionale non lo appoggia e non lo mette in condizione di presentare il bilancio e la legge di stabilità, va a rischio di scioglimento. Ma poi? Nasceranno anche qui larghe intese, o Musumeci dovrà cedere al sostegno occasionale, negoziato di giorno in giorno, con gruppi diversi? Per rispondere a queste domande, c’è chi guarda Totò Cardinale, l’ex-ministro delle Comunicazioni del governo D’Alema, che ha lasciato in eredità alla figlia Daniela il seggio alla Camera e come passatempo s’è costruito un piccolo partito personale. «Sicilia futura», quotato oltre il 6 per cento e definito dal suo fondatore, con perfetta ambiguità, «corrente renziana esterna al Pd», era schierato ufficialmente con il centrosinistra e il suo sfortunato candidato sconfitto Micari.
Cardinale è pronto a offendersi per le allusioni, giunte anche alle sue orecchie, all’eventualità che alcuni eletti suoi amici possano occasionalmente schierarsi, per senso di responsabilità, a favore di Musumeci, o offrire i propri voti per eleggere Micciché presidente dell’Assemblea. L’ex-ministro infatti ha la figlia che sta per ricandidarsi e può essere rieletta con l’appoggio del partito del padre in un collegio uninominale. Sa bene che in questo frangente, almeno fino alla prossima primavera, Renzi non tollererebbe un cedimento. Ma dopo le elezioni politiche, chi potrebbe considerare imperdonabile una piccola apertura di «Sicilia futura» alle ragioni della governabilità siciliana?
Si tratterebbe, in fondo, di una sorta di voto disgiunto, tra Roma e Palermo. Come quello che ha penalizzato oltremisura il rettore Micari, per l’azzardo di volersi cimentare – lui, ingegnere, uomo di studi tecnici – con la politica siciliana. Nel voto per la presidenza, Micari ha avuto l’8 per cento in meno delle liste che lo sostenevano, dirottato verso Cancelleri, il candidato pentastellato che ha superato della stessa percentuale la lista del suo Movimento. Mentre a Fava e alla sinistra, i dispettosi elettori anti-Micari hanno riservato solo le briciole. Una doppia punizione, che ha reso la sconfitta ancora più amara.

vivicentro.it/opinione
lastampa/Nelle pieghe del voto tra impresentabili e lo spirito di Pirandello (Marcello Sorgi)

I grillini contestano la vittoria del centrodestra in Sicilia

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Nello Musumeci è il presidente della Regione Sicilia con quasi il 40% dei consensi. Giancarlo Cancelleri si ferma 5 punti più sotto. Il Movimento 5 Stelle è primo partito, ma denuncia brogli. Luigi Di Maio guarda avanti: «Quest’onda ci porterà al governo». Silvio Berlusconi applaude, ma non vuole una coalizione anti sistema. Nel suo editoriale Giovanni Orsina spiega l’«alchimia che ha deciso la sfida». Marcello Sorgi, invece, si addentra tra le pieghe del voto tra impresentabili e lo spirito di Pirandello.

Intanto a Ostia CasaPound sfiora il 10%. E quando tra due settimane M5S e centrodestra si sfideranno al ballottaggio, l’estrema destra potrebbe essere il vero ago della bilancia.

Sicilia, M5S primo partito. Di Maio: “Il nostro nemico è di nuovo Berlusconi”

Il candidato premier: «Quest’onda ci porterà al governo». La scelta di delegittimare Renzi

CALTANISSETTA – Luigi Di Maio compare e scompare a suo piacimento. E l’impressione è che stia ridisegnando la propria strategia, studiando ogni minima apparizione: pretende e seppellisce un confronto tv, si asserraglia in una casa di campagna con Giancarlo Cancelleri, spunta dopo ore al comitato elettorale di Caltanissetta per parlare appena qualche minuto prima di correre via. Fino alle 18 di ieri sera l’ultima volta che è stato avvistato in pubblico è stata alla cena degli sgarbi, venerdì, quando innervosito dalla presenza dei giornalisti ha chiesto al ristoratore di Palermo di farli sloggiare. Dopo quell’episodio Di Maio si è inabissato, per ricomparire su Facebook a spoglio appena iniziato, e ribadire che è lui a decidere con chi sedersi che sia in un ristorante o in un salotto tv. Ha annullato il dibattito con Matteo Renzi, e lo ha liquidato usando toni sprezzanti. Un capriccio o un calcolo preciso? Entrambi, da quello che sembra: perché è vero che non tutti ai vertici del M5S volevano quel confronto nato venerdì come un diversivo per far dimenticare la storia svelata dalla Stampa del condannato nella lista M5S, ma è anche vero che Di Maio aveva l’urgenza di accreditare alle prime proiezioni il risultato siciliano e di rilanciare se stesso. Ecco spiegato il contestuale annuncio del viaggio a Washington, al Congresso e al Dipartimento di Stato, dove sono previsti colloqui con esponenti repubblicani e democratici.

Il diretto protagonista di queste elezioni era Cancelleri, ma il vero volto è stato Di Maio. Lui ha scelto di affiancare il candidato sin dal primo giorno, lui si è praticamente trasferito in Sicilia, lui ha reso ogni singola contrada dell’isola una conquista vitale nell’avanzata verso Palazzo Chigi. E ora è lui a dover spiegare il senso di questa sconfitta che assomiglia a un successo ma non lo è fino in fondo. È solo il voto disgiunto di matrice Pd che ha premiato Cancelleri ma ha anche svelato il differenziale con la lista del M5S ferma al 26,7%. È comunque il primo partito, ma vale otto punti percentuali in meno del candidato. Di Maio ha preso tempo, per studiare e interpretare al meglio questo voto. Lo ha fatto isolandosi con Cancelleri e il fedelissimo consigliere regionale lombardo Stefano Buffagni. È l’uomo del Nord, che teorizza la nuova sfida alle destre che questa elezione certifica nell’isola dell’estremo Sud. Ed è quasi speculare la dichiarazione di fallimento del Pd che pronunciano Di Maio e poi in serata anche Silvio Berlusconi, in questo modo riconoscendosi reciprocamente come unici possibili avversari. Dopo anni di lotta contro il Pd, il M5S rispolvera l’antiberlusconismo per proiettarsi alla sfida contro l’ex Cav, la Lega Nord e i sovranisti emergenti a Ostia come a Catania.

Così di buon mattino Di Maio e lo staff della Casaleggio Associati prendono una decisione: «Se facciamo il confronto con Renzi lo rilegittimiamo, è un perdente, non possiamo più associarci alla sua immagine». La frase è di Di Maio ma in serata la scandirà chiaramente il deputato Manlio Di Stefano. Il capo politico grillino si limita a dire che «il voto ha completamente cambiato la prospettiva» e che non riconosce più Renzi come leader del Pd perché è il Pd a non riconoscerlo come tale. Ma aggiunge ai suoi: «I nostri avversari da ora in poi sono Berlusconi e il centrodestra». Il ballottaggio M5S-destra a Ostia sarà il primo test. E poco importa che sugli amati social e tra gli attivisti la base del M5S non sembra capire la capriola televisiva, Di Maio si convince della scelta giusta e, assaporando la sua personale vendetta, fa circolare la frase con cui Renzi rifiutò la sua offerta di un confronto tv alla vigilia del referendum del 4 dicembre, perché per il leader Pd aveva senso parlare «solo con Beppe Grillo o Davide Casaleggio».

La definizione della strategia di Di Maio deve passare dallo smantellamento del vecchio avversario e dal riconoscimento del nuovo. Nel suo breve messaggio, l’ eterno leader del centrodestra viene prima dell’ex rottamatore dem: «Da qui parte un’onda che ci può portare al 40 per cento di consensi nel Paese, abbiamo raddoppiato i voti del partito di Berlusconi e triplicato quelli del partito di Renzi. Questa siciliana è la vittoria degli impresentabili. Molti si pentiranno di non essere andati a votare». Quello dell’Isola resta un risultato che rende Grillo e Casaleggio «soddisfatti» ma che replicato a livello nazionale non basterà per agguantare il governo dell’Italia.

vivicentro.it/politica
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lastampa/Sicilia, M5S primo partito. Di Maio: “Il nostro nemico è di nuovo Berlusconi”

Allerta meteo, domani tutte le scuole di Castellammare saranno chiuse

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A seguito del forte maltempo che quest’oggi si è abbattuto sulla città di Castellammare, il sindaco Antonio Pannullo, dopo una riunione con la protezione civile ha scelto di chiudere le scuole. La notizia è arrivata attraverso un comunicato sulla pagina del comune di Castellammare:

+++Scuole chiuse martedì 7 novembre++++

A seguito dell’ultimo bollettino meteo della Protezione Civile regionale, che segnala lo stato di preallarme dalle ore 20.00 di stasera e fino alle ore 20.00 di domani martedì 7 novembre, a causa delle condizioni meteorologiche avverse, per constatare eventuali danni avvenuti sul territorio comunale, per salvaguardare l’incolumità dei tanti alunni che provengono da fuori città, il Sindaco Antonio Pannullo ha emesso ordinanza di chiusura di tutte le scuole cittadine di ogni ordine e grado.

Napoli, allarme maltempo. Crolla un albero, sfiorata la tragedia

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Un forte maltempo si è abbattuto su tutta Napoli e provincia. Nella città partenopea, in via Santa Teresa degli Scalzi, in una zona con un via vai di passanti, è crollato un albero, generando il caos più totale. Si tratta di una tragedia sfiorata, in quanto in quel momento poteva passare chiunque e sarebbe rimasto abbattuto da quest’ albero che sarebbe dovuto essere potato da tempo.

ESCLUSIVA – Juve Stabia. Di Somma al Pungiglione Stabiese: Caserta sta svolgendo un lavoro egregio. Un mio ritorno? Ho le Vespe nel sangue: mai dire mai

E’ intervenuto pochi minuti fa al Pungiglione Stabiese, programma di approfondimento sulla Juve Stabia in onda ogni lunedì sulla pagina Facebook di ViViCentro, Salvatore Di Somma, stabiese doc ed ex D.S. delle Vespe e Benevento.

Queste le dichiarazioni di Di Somma:

Credo che il campionato della Juve Stabia sia assolutamente in linea con le aspettative. Si tratta di un organico composto da giovani importanti e non nascondo che sia il gruppo che l’allenatore mi stanno sorprendendo. Caserta sta dimostrando una ottima lettura della gara a partita in corso e sta raccogliendo frutti ampiamente meritati. Anche il pareggio di Matera conferma l’ottimo lavoro svolto.

Mastalli? E’ uno dei giovani in organico ma è allo stesso tempo già un calciatore importante. Ha dei margini di miglioramento e credo che, tramite il lavoro ed i sacrifici, possa fare il salto di categoria. E’ un calciatore con prospettive di crescita importanti nonché solo di passaggio in Lega Pro.

L’esclusione del Modena dalla Lega Pro? Sparisce purtroppo una piazza di grande tradizione ed importanza. Che una società ed una squadra così rilevante venga meno in breve tempo, la dice lunga sulla difficoltà di fare calcio in Lega Pro. Quanto accaduto conferma ulteriormente quanto di buono sta facendo da anni Manniello. Mettendo da parte screzi passati, dico a tutto l’ambiente stabiese di tenersi stretto un presidente come Manniello.

Un mio ritorno alla Juve Stabia? Da parte mia non c’è nessuna preclusione. Castellammare è la mia città ed alla Juve Stabia ho tirato i primi calci al pallone. Mai dire mai. Sento di un possibile ritorno di Improta, che porterebbe con sé alcuni sponsor: sarebbe un’ottima soluzione, a patto che chi viene alla Juve Stabia sa che si tratta di un ambiente che merita rispetto e, inevitabilmente, giuste risorse da investire.

A Castellammare mi legano ricordi indissolubili: abbiamo conquistato un sogno atteso 60 anni ma lo abbiamo perso dopo solo tre anni. Speriamo di poter rivivere presto emozioni come quelle passate.

Braglia a Cosenza? Non mi aspettavo che i calabresi potessero trovarsi così in difficoltà, anche perché hanno un organico comunque rilevante ed un ambiente caldo. Ho visto la gara tra Lecce e Cosenza e devo dire che la squadra di Braglia ha perso immeritatamente; auguro a Piero ed al Cosenza di riprendersi quanto prima, ma dopo la partita di sabato con la Juve Stabia.

Adesso mi godo un po’ di riposo forzato…nel calcio non c’è riconoscenza, ormai non mi stupisco più di niente. Almeno avrò più tempo per assistere al Menti alle gare della Juve Stabia, la squadra del mio cuore e che ho nel sangue.

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Musumeci: “Sarò presidente di tutti”. Berlusconi: “Grazie di cuore ai siciliani per aver accolto il mio appello“

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Il candidato del centrodestra Nello Musumeci ha praticamente vinto su Giancarlo Cancelleri del M5Se dichiara: “Sarò presidente di tutti”. Berlusconi dice che il centrodestra moderato è l’unica alternativa a M5s: “In Sicilia la vittoria dei moderati, ora sfida riguarderà Italia”

URNE PRESIDIATE – Dopo la chiusura delle urne, alle 22 di domenica, i seggi elettorali sono stati guardati a vista per tutta la notte: polizia, carabinieri e finanzieri hanno controllato le urne contenenti le schede degli oltre due milioni su 4,5 milioni di siciliani andati al voto.

AFFLUENZA – L’affluenza si è attestata al 46,76% (2.179.474 elettori su 4.661.111), in leggero calo rispetto a cinque anni fa, quando fu del 47,41. A Messina la partecipazione più alta con il 51,69% poi Catania con il 51,58, Siracusa 47,55, Ragusa 47,48, Palermo 46,4, Agrigento 39,6 e Caltanissetta 39,83%. In coda Enna con il 37,68% (dati Istituto Piepoli-Noto per la Rai).

MUSUMECI: “Mi scuso del ritardo, ma sono particolarmente prudente e volevo certezza di un risultato consolidato. Sono felice di avere ricevuto il consenso per un ruolo di così grande responsabilità. Voglio essere e sarò il presidente di tutti i siciliani, di chi mi ha votato e di chi, legittimamente, ha votato altri candidati o non ha partecipato al voto” ha detto in conferenza stampa a Catania il neo presidente della Regione.

LA DEDICA – “Voglio dedicare questa vittoria ai miei tre figli (uno è scomparso negli anni scorsi, ndr) e a tutti i figli dei siciliani. Hanno diritto a un futuro migliore” ha aggiunto Musumeci. “E’ stata una campagna elettorale avvelenata da cadute di stile, ma è acqua passata. Avverto il peso di una grande responsabilità e sono certo che incontrerò problemi per la situazione drammatica della mia terra, la stagione più difficile dei 70 anni dell’autonomia”.

BERLUSCONI: “Il centrodestra moderato nel linguaggio, ma capace di una radicale riorganizzazione della cosa pubblica, è la sola vera alternativa al pericolo che il nostro Paese cada in mano al ribellimso, al pauperismo, al giustizialismo. Siamo sicuri di riuscire a prevalere per riportare al governo la nostra esperienza, concretezza, positività. Un governo di centrodestra è il solo a poter garantire la crescita, la democrazia e la libertà. Sono certo che ci riusciremo, come ci siamo riusciti in Sicilia”. Silvio Berlusconi, in un videomessaggio su Facebook, ha commentato così la vittoriia di Nello Musumeci in Sicilia.

Vitorria che ascrive appunto al campo dei “moderati”, e di cui si intesta buona parte del merito: “Grazie di cuore ai siciliani per aver accolto il mio appello. La Sicilia ha scelto, come avevo chiesto, la strada del cambiamento: vero, serio, costruttivo, basato su onestà, competenza, esperienza. Ho incontrato molti elettori: ho trovato rabbia e delusione, ma molta voglia di ripartire. È la vittoria dei moderati, che credono nella possibilitò di un futuro migliore. Dopo il fallimento definitivo della sinistra, la Sicilia era a un bivio: la nostra rivoluzione positiva, o la rabbia inconcludente dei Cinque Stelle. Il grande risultato di Fi, che ha reso possibile la vittoria del centrodestra unito, significa che la Sicilia ha scelto la rivoluzione del fare, la rivoluzione liberale. Abbiamo impedito che la Sicilia cadesse in mano ai Cinque Stelle, a chi non ha mai realizzato nulla, non ha mai amministrato neppure un condominio, a gente che non ha mai neppure lavoarato”. Ora, è il rilancio del presidente di Fi, “la stessa sfida riguarderà nei prossimi mesi l’Italia intera”.

vivicentro/adnkronos/aska

‘Ndrangheta, a Pioltello arrestato nipote del boss per estorsione

PIOLTELLO- Arrestato per aver fatto esplodere un ordigno in una palazzina  per ricordare alla sua vittima di pagare 32mila euro a fronte di un prestito di 20mila. Roberto Manno, 24enne di Melzo e residente a Pioltello, deve rispondere dei reati che si riferiscono a 10 ottobre scorso, quando provocò un’esplosione alla porta di ingresso dell’abitazione di un operaio ecuadoriano di 45 anni provocando pesanti danni alla palazzina in via Dante.

IL NIPOTE DEL BOSS

Roberto Manno è figlio del 56enne Francesco Manno e nipote del 53enne Alessandro Manno, entrambi originari di Caulonia (Reggio Calabria), detenuti perché condannati nell’ambito dell’indagine “Infinto” rispettivamente ad anni 9 e anni 15 di reclusione per associazione mafiosa. In particolare lo zio, Alessandro Manno, è considerato il reggente della ‘locale’ dei clan nel comune del Nord.

LE INDAGINI

L’indagine, condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Monza e della compagnia di Cassano D’Adda e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano di Ilda Boccassini e Paolo Storari, è scaturita dall’atto intimidatorio commesso nella notte del 10 ottobre scorso, all’1 e 20 circa, quando un ordigno rudimentale venne fatto esplodere davanti alla porta di ingresso dell’abitazione di un 46enne cittadino ecuadoregno. La minaccia è scattata esattamente un’ora e venti minuti alla scadenza imposta per la consegna del denaro. Le indagini hanno inoltre messo in luce lo stato di paura nel quale viveva la famiglia dell’operaio, consapevole dell’appartenenza di Manno all’omonima famiglia di ‘ndrangheta radicata a Pioltello.

 

 

Sorrento, il nubifragio porta dei black out. Disagi per tutta la popolazione

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Nelle ultime ore un forte temporale si è abbattuto su tutta la Penisola Italiana. Ad essere colpita da questo nubifragio è stata anche la costiera sorrentina. A Castellammare di Stabia, molte strade risultano allagate con code immense di traffico, mentre a Sorrento, il nubifragio ha addirittura provocato alcuni black out alternati per circa un’ora provocando gravi disagi per tutta la popolazione.