Presso la Stazione di Napoli Centrale, la Polizia Ferroviaria è riuscita a bloccare un uomo in flagranza di reato. Si tratta di Aoumicr Hadji, nato in Algeria il 29.07.1999, pluripregiudicato, il quale veniva notato dagli operatori RFI nel mentre sottraeva il bagaglio alla vittima insieme ad un complice al momento in corso di identificazione. Gli agenti della Polizia Ferroviaria hanno prontamente acciuffato l’uomo, il quale aveva rubato del materiale fotografico costoso. L’algerino è stato arrestato e deferito per clandestinità.
Italia, Ventura e le dimissioni: “C’è da valutare, parlerò con la Federazione”
Italia, Ventura e le dimissioni: “C’è da valutare, parlerò con la Federazione”
Giampiero Ventura, dopo la disfatta con la Svezia, dichiara così: “”Io credo che la gara di stasera… è difficile parlare di calcio adesso. Ha confermato il contrario, ci sarebbe molto da disquisire. L’unica cosa che posso fare è chiedere scusa agli italiani”. Passando poi alle probabili dimissioni afferma: “Questo è un argomento che potrà essere trattato, ma non dipende da me. Ma non ho uno stato d’animo per affrontare. Ci vedremo, dirò tutto quello che ho passato e penso. Prima ne parlo e poi lo comunico, qualsiasi essa sia. La mia colpa maggiore, fino alla partita con la Svezia eravamo in piena… era quello che ci aspettavamo tutti. La colpa è di non aver segnato in due partite. Sono nel calcio da tanti anni, questa è la cosa prominente. Qualsiasi altra parola è abbastanza inutile. Non mi sono dimesso perché non ho ancora parlato con il presidente. Sono orgoglioso di aver allenato grandi campioni e altri che spero possano diventarlo. Sono dispiaciuto perché lo stadio, stasera… ho capito per l’ennesima volta cosa significa allenare la nazionale”. Infine sui senatori:“I toni saranno quelli di sempre, c’è un rapporto… sia con Tavecchio che con gli altri. Il fatto che De Rossi, Buffon e company… lo sapevamo. La posta in palio era il Mondiale, il loro Mondiale, ma anche quello di tutti gli altri. Se posso anche il mio, a essere sincero”.
Italia, Buffon in lacrime: “Dispiace che sia stata questa la mia ultima partita”
Italia, Buffon in lacrime: “Dispiace che sia stata questa la mia ultima partita”
Gigi Buffon, il capitano azzurro, protagonista di mille battaglie, ha rilasciato, in lacrime, le seguenti notizie per Rai Sport: “”Dispiace non per me ma per il movimento calcistico, perché abbiamo fallito qualcosa. Anche a livello sociale poteva essere importante questo Mondiale. Questo è l’unico rammarico che ho, non certo quello di finire. Il tempo passa ed è tiranno. Dispiace che l’ultima partita ufficiale sia coincisa con una mancata qualificazione mondiale”.
– Forse avete sottovalutato l’impegno?
“No, chi gioca queste partite sa cosa vuol dire quanto sia dura recuperare un gol. Probabilmente non siamo riusciti ad esprimere il meglio di quello che avremmo potuto fare”
– Cosa è mancato??
“L’energia e la lucidità per fare gol. Loro hanno fatto la stessa gara dell’andata. E’ stato uno spareggio che s’è deciso per degli episodi che a loro sono andati bene e a noi male”.
-C’è ancora un futuro per il calcio italiano?
“Sicuramente sì. Abbiamo orgoglio, forza, siamo testardi, caparbi. Dopo delle brutte cadute troviamo il modo di rialzarci. Lascio una Nazionale di ragazzi in gamba che faranno parlare di loro compresi Donnarumma e Perin che non mi faranno rimpiangere. Voglio abbracciare tutti, chi mi ha sostenuto sempre, a Chiellini, Barzagli, Bonucci e tutti gli altri. Spero che a livello d’esempio qualcosa possano portarsi dietro”.
-Ventura capro espiatorio?
“Lo sport insegna a perdere e vincere in gruppo, condividendo gioie e dividendosi meriti. Il mister ha le colpe di tutti quelli che hanno fatto parte di questa spedizione”.
Mondiale Russia 2018: Azzurro tenebra
Un Mondiale senza l’Italia. Ma soprattutto un’Italia senza il Mondiale. Addio notti più o meno magiche, gruppi di ascolto con pizza al taglio e birra ghiacciata, illusioni di contare ancora qualcosa almeno nel calcio. L’ultimo fuoriclasse ha quasi quarant’anni e lo avete visto piangere a fine partita, mentre rendeva onore ai vincitori senza una recriminazione né un lamento.
Non esiste frase più abusata e insopportabile di «io ci metto la faccia», ma Buffon ce l’ha messa davvero. A restare a casa è la Nazionale peggiore da quando siamo nati. Poco talento, e quel poco messo male in campo o tenuto addirittura fuori. Per aprire gli armadi svedesi sarebbero bastate due ali agili e veloci come El Shaarawy e Insigne. Il primo ha giocato un bocconcino di partita, il secondo neanche quella. È stata una notte rovesciata. Nel senso che la figuraccia dell’andata ha costretto gli azzurri a giocare contro natura, all’attacco, un modulo che non ci è mai riuscito troppo bene. Mentre la Svezia ha potuto truccarsi da Italia, tra catenaccio, botte, simulazioni e perdite di tempo, con quel portiere che non tratteneva nulla, ma prendeva tutto.
E adesso? È la fine di un Mondiale, mica la fine del mondo. Si ricomincia. Speriamo con Ancelotti al posto di Ventura e chiunque altro al posto di Tavecchio, il presidente delle figuracce che giustamente si congeda con la più umiliante di tutte.
Massimo Gramellini/Azzurro tenebra/corrieredellasera
Azzurri: una caduta ed una figuraccia (solo) anticipata
Gli azzurri sbagliano l’esame più importante: a San Siro finisce 0-0 e a far festa sono gli scandinavi. Buffon dà l’addio alla maglia azzurra in lacrime e ora si rende necessaria una rifondazione del calcio italiano. “Possiamo provare a consolarci pensando, anzi sapendo che in Russia avremmo comunque fatto una brutta fine. Ma adesso, fa male, brucia proprio da morire” commenta Gigi Garanzini.
Una caduta (quasi) mai vista, l’Italia torna indietro di sessant’anni
Questa eliminazione tra i peggiori risultati della nostra Nazionale
Stavolta, a trenta secondi dalla fine, quando Florenzi ha baciato il pallone prima di battere l’ultimo corner, con Buffon in area a saltare, eravamo ancora lì a sperare nel miracolo, nel supplementare della catarsi. Invece Buffon, il solito, vero capitano che ha sentito ancora una volta il dovere di metterci per primo la faccia, resterà scolpito nella memoria di tutti per le sue lacrime in diretta a fine partita. Maronna, che magone. Maronna, in napoletano, perché nessuno degli azzurri in campo stasera merita la benché minima censura: ma l’unico attaccante italiano attualmente di vera caratura internazionale continua a chiamarsi Insigne. E nemmeno un minuto ha giocato, accidenti a Ventura e prima ancora a chi gli ha messo in mano un giocattolo chiamato Nazionale.
Povera Italia. Nella sua attuale pochezza, ha comunque messo in campo tutto quello che aveva, anche di più, e davvero non si può dire che non ci abbia provato. Giocando col cuore in gola per la prima mezz’ora, a discapito di creatività e precisione, poi con una fiammata prolungata che ha prodotto tre palle gol negli ultimi cinque minuti, grazie a Immobile e Florenzi. Lì la squadra avrebbe strameritato di passare in vantaggio, dopo uno strano avvio in cui l’arbitro spagnolo ha prima negato un probabile rigore a Parolo e poi per andar pari, con gli interessi, un altro paio agli svedesi per falli di mano di Darmian e Barzagli. Il momento migliore è arrivato quando Jorginho, messi a fuoco avversari e soprattutto compagni, ha cominciato a dettare i tempi e a trovare spazi profondi per Immobile: così è maturata l’occasione più nitida, salvata da un’uscita anche fortunata del portiere svedese.
Forcing che è continuato in una ripresa in cui la Svezia si è chiusa, se possibile, anche di più. Gli azzurri non hanno mai smesso di provarci, Florenzi ha sfiorato il palo, Ventura ha buttato nella mischia punte e mezzepunte, El Shaarawy alla fine ha costretto il portiere svedese alla vera prodezza. Insomma, e per l’appunto, tutti meno che Insigne, che o non stava bene o avrà detto al ct che cosa pensava di lui e delle sue formazioni. Un mistero, uno dei tanti. Non mancherà, purtroppo, il tempo per chiarirli.
vivicentro.it/cronaca sportiva
vivicentro/Azzurri: una caduta ed una figuraccia (solo) anticipata
lastampa/Una caduta (quasi) mai vista, l’Italia torna indietro di sessant’anni GIGI GARANZINI
Azzurri anno zero: dopo 6o anni nuovamente fuori da un mondiale
Per la 2ª volta nella storia azzurri eliminati nelle qualificazioni: a distanza di 60 anni è nuovamente disfatta totale per l’Italia che, a San Siro, non va oltre lo 0-0 con la Svezia
Si possono sprecare tante parole per descrivere l’eliminazione dell’Italia dai Mondiali 2018, per parlare dellamancata qualificazione della nostra Nazionale alla rassegna iridata, evento successo soltanto una volta nella storia e correva il lontano 1958. Dopo 60 anni gli azzurri rimangono a casa da uno degli eventi sportivi più importanti a livello assoluto (solo le Olimpiadi estive hanno più clamore, a livello economico è in linea solo con la Coppa del Mondo di rugby), lo facciamo in quello che è il nostro sport nazionale, nella disciplina praticata da qualsiasi ragazzino nella sua vita, chiunque nello Stivale ha toccato un pallone nella propria vita, chiunque ha sognato di diventare un calciatore professionale e di vestire la maglia azzurra. L‘ecatombe si è materializzata a San Siro, i Cavalieri dell’Apocalisse sono vestiti di giallo.
Una vera e propria Caporetto, un’Apocalisse di dimensioni inaudite, una tragedia, una catastrofe totale. Siamo all’anno zero, abbiamo raschiato il barile, peggio di così non poteva andare: a 11 anni dal mitologico trionfo di Berlino, dopo due eliminazioni consecutive alla fase a gironi, arriva addirittura una mancata qualificazione. Un cappotto totale che per dimensioni sociali, storiche, sportive può essere paragonato solo dalla figuraccia contro i dilettanti della Corea del Nord ai Mondiali 1966: dentisti, insegnanti, fruttivendoli, macellai ci mandarono a casa dall’Inghilterra e lì cambiò anche la storia del nostro calcio.
C’è un’atmosfera funebre su tutta la Nazionale, è la pagina nera per eccellenza e soprattutto il futuro non è roseo, anzi. Non c’è ottimismo: oggi si sono ritirati i senatori Buffon, Barzagli, De Rossi e tra poco lasceranno anche Bonucci e Chiellini. Non abbiamo un fenomeno, non abbiamo un vero e proprio talento che ci possa trascinare, non ci sono grandi nomi in giro, fatichiamo tecnicamente e fisicamente: siamo usciti contro una modesta Svezia, non siamo riusciti a segnare in 180 minuti, a Stoccolma siamo stati troppo contratti e la spinta di San Siro non è bastata (mista a tanta sfortuna, occasioni sfumate e un calcio di rigore non concesso). Si dovrà ripartire dai vivai, si dovrà dare più fiducia agli italiani, le società dovranno dare una mano alla Nazionale ma di tutto questo se ne parlerà nei prossimi giorni.
Siamo colati a picco con un pessimo CT che non ha avuto nemmeno la forza di presentarsi davanti ai microfoni, incapace di dare la carica giusta a tutta la squadra, confuso anche nella definizione della formazione, azzardando un undici inatteso. Dopo il ko contro la Spagna, l’Italia ha perso la propria identità tattica e il doppio match contro la Svezia ci ha affossato totalmente. Siamo semplicemente fuori dal Mondiale, è tutto il Paese ad aver perso, è il calcio a essere colato a picco.
redazione – Stefano Villa/oasport
Italia-Svezia 0-0: fuori dal Mondiale!
Italia-Svezia 0-0: fuori dal Mondiale!
L’Italia è fuori dal Mondiale. Dopo lo 0-0 ottenuto a San Siro, e complice la sconfitta in terra svedese per 1-0, non accede alla fase finale della massima competizione mondiale. Una gara ben giocata, ottimo Jorginho, ma non è bastato. E’ mancato solo il gol, in quella che è stata l’ultima gara di Buffon con la maglia azzurra.
ITALIA-SVEZIA 0-0 (primo tempo 0-0)
Italia (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Candreva (dal 75′ Bernardeschi), Florenzi, Jorginho, Parolo, Darmian (dal 63′ El Shaarawy); Gabbiadini (dal 63′ Belotti), Immobile. Allenatore: Ventura. (A disposizione: Donnarumma, Perin; Astori, Rugani, Zappacosta; De Rossi, Gagliardini; Bernardeshi, El Shaarawy, Insigne, Belotti, Eder).
Svezia (4-4-2): Olsen; Lustig, Lindelof, Granqvist, Augustinsson; Claesson (dal 70′ Rhoden), Johansson (dal 19′ Svensson), S. Larsson, Forsberg; Berg, Toivonen (dal 54′ Thelin). Allenatore: Andersson. (A disposizione: Johnsson, Nordfeldt; Krafth, Olsson, Helander; Svensson, Jansson, Rhoden; Guidetti, Thelin, Sema).
AMMONIZIONI: Chiellini, Barzagli (I), Johansson, Forsberg, Lustig, Thelin (S)
Juve Stabia, ecco il prossimo protagonista di “30 Minuti con le Vespe”
Capitan Morero prossimo ospite di 30 Minuti con le Vespe
Sarà Santiago Morero a rispondere, questo giovedì, alle curiosità dei tifosi della Juve Stabia tramite la diretta delle 19 sulla pagina Facebook delle Vespe.
#30minuticonlevespe
Ottavo appuntamento da non perdere con #30minuticonlevespe, iniziativa promossa dalla società stabiese per far scoprire aneddoti e curiosità sulla vita calcistica e privata dei calciatori gialloblù. Giovedì 16 novembre alle ore 19,00 sarà il turno del capitano Santiago Morero #AskMorero, nel corso del quale, in diretta facebook, avrete la possibilità di conoscere qualcosa in più sul difensore argentino, che risponderà alle domande dei tifosi, attraverso la fan page ufficiale delle vespe www.facebook.com/juvestabiaofficial/.
Seguiteci su www.facebook.com/juvestabiaofficial/
S.S. Juve Stabia
Gf Vip 2, ‘caso’ Moser-Rodriguez: denunciati per atti osceni, saranno squalificati?
Gf Vip 2, ‘caso’ Moser-Rodriguez: denunciati, saranno squalificati?
La passione che ha travolto Cecilia e Ignazio nella casa del Gf Vip sta facendo discutere. Dopo le urla di alcune persone contro l’argentina e il richiamo della produzione, su Cecilia Rodriguez e Ignazio Moser si sta abbattendo un vero e proprio ciclone. Sui social chiedono a gran voce che vengano squalificati “per atti osceni in luogo pubblico”.
E a complicare le cose ci si mette pure un procedimento penale arrivato in Procura. Come rivela il giornalista Giuseppe Sciascia su Twitter: “Confermata denuncia penale a carico di Ignazio Moser e Cecilia Rodriguez”, si legge sul profilo social del giornalista. (Clicca qui per vedere il video dell’accaduto)
FOTO ViViCentro – Castellammare, rapina a Via Plinio: la città si ribella e sventa il reato
FOTO ViViCentro – Castellammare, rapina a Via Plinio: la città si ribella e sventa il reato
E’ di pochi minuti la notizia di una rapina sventata in via Plinio il Vecchio. La tabaccheria presente in prossimità della Posta è stata presa di mira da due malviventi. I due, a volto scoperto, erano su uno scooter: il guidatore del mezzo è rimasto in strada pronto a ripartire, mentre l’altro è entrato nel negozio minacciando il titolare. Lo stesso titolare, però, con sprezzo del pericolo si è ribellato e lo ha spinto fuori. Una volta in strada, è stato malmenato dal titolare e dai passanti che hanno visto l’accaduto, mostrando solidarietà alla tabaccheria e le persone in difficoltà. Castellammare di Stabia si unisce e fa fronte comune. Infine, immobilizzato da un carabiniere in borghese. Pronto l’intervento della Polizia che è giunta sul posto e ha arrestato (come si vede dalla foto) il malvivente, mentre il ‘palo’ è riuscito a fuggire. In loco anche l’ambulanza per capire se ci fossero stati o meno feriti.
Nessuna offerta per la gestione della Venezia protostorica di Poggiomarino
Nessuna offerta per la gestione della Venezia protostorica di Poggiomarino
La gara per affidare la gestione del parco archeologico e naturalistico di Longola si è rivelata un flop. La mancanza di offerte da parte del settore privavo rischia di far slittare nuovamente l’inaugurazione del patrimonio, scoperto casualmente 17 anni fa da alcuni operai e non ancora consegnato alla cittadinanza. Nella giornata di venerdi era prevista l’apertura delle buste del bando all’affidamento dei servizi integrati per il parco di Longola, nessuna ditta privata ha presentato offerte. Il Comune, ha iniziato ad avviare le procedure per studiare le modifiche da apportare al bando. L’amministrazione Annunziata, è finita sotto i riflettori delle forze di minoranza presenti in consiglio comunale, perchè era convinta di poter fare affidamento sui privati. Il bando, valido per i prossimi cinque anni, nel dettaglio prevedeva servizi di promozione e valorizzazione del sito archeologico, la custodia, la sorveglianza, la pulizia, le visite guidate e le attività didattiche da effettuare all’interno della Venezia protostorica
Fonte: metropolis
Ruba attrezzatura fotografica, arrestato algerino
Ruba attrezzatura fotografica, arrestato algerino
Rubano una borsa ad un turista in vacanza a Napoli ma uno dei ladri viene fermato dalla Polizia Ferroviaria grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza del Presidio di Protezione Aziendale.
Intorno alle 18:00 di ieri due agenti della Polfer, mentre svolgevano l’attività di controllo presso lo scalo FS di Napoli Centrale, hanno notato due dipendenti del locale Presidio di Protezione Aziendale indicare uno straniero in fuga, che pochi attimi prima aveva compiuto un furto ai danni di un viaggiatore.
Grazie alle immagini del sistema videosorveglianza, gestito direttamente dal citato presidio, il ladro è stato velocemente identificato. L’algerino A.H., era osservato dagli operatori mentre entra intento a sottrarre il bagaglio alla vittima con l’aiuto di un complice non ancora identificato.
Il veloce intervento della Polfer ha permesso di bloccare il fuggitivo, recuperare refurtiva e restituirla al legittimo proprietario.
L’algerino è stato condotto negli uffici Polfer e verificata la dinamica dei fatti, veniva dichiarato in arresto per il reati di furto aggravato e deferito per clandestinità.
Torres, presidente dell’Atletico Madrid: “Vrsaljko? Non escludo possa sentire il Napoli a gennaio
Enrique Cerezo Torres, presidente dell’Atletico Madrid, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla redazione di Radio Kiss Kiss Napoli: “Vrsaljko ha la nostra fiducia, oltre che un contratto lungo. Non escludo che il Napoli possa farsi sentire a gennaio”
Queste le sue parole:
“Ad oggi ancora non ho sentito il presidente del Napoli De Laurentiis per Sime Vrsaljko. Posso dire che il calciatore ha la nostra fiducia, oltre che un contratto lungo. Non escludo che il Napoli possa farsi sentire per il mercato di gennaio. E’ ovvio, comunque, che sarà la volontà del calciatore a fare la differenza ma al momento Vrsaljko è concentrato per la sua stagione con l’Atletico Madrid. A gennaio se ne riparlerà e vedremo cosa potrà accadere”.
Totò, la storia del cinema: un ‘regalo’ per i 50 anni dalla sua morte, i dettagli
Totò, la storia del cinema: un ‘regalo’ per i 50 anni dalla sua morte, i dettagli
Totò, l’arte in persona. Ora avrà un suo francobollo. La filatelia parteciperà alla commemorazione dei cinquant’anni dalla morte di Totò. Gli sarà dedicato un francobollo e le Poste Italiane hanno reso nota la vignetta che raffigurerà il suo volto sorridente in calcografia. Il francobollo costerà 95 centesimi e sarà commercializzato il 16 novembre; il primo giorno di emissione sarà proprio a Napoli. La presentazione del francobollo avverrà presso la sede delle Poste Italiane a Napoli in piazza Matteotti.
Spara al migrante che gli brucia il centro d’accoglienza, condannato al carcere
Il gip del Tribunale di Napoli Nord, Fabrizio Finamore , ha stabilito che Carmine Della Gatta andrà in carcere. L’uomo 43enne aveva ferito gravemente un richiedente asilo del Gambia che aveva appiccato le fiamme alla stanza del centro di accoglienza.
Della Gatta era stato fermato e sottoposto al regime di arresti domiciliari. Ma il gip su richiesta del pm Rossana Esposito, ha deciso di aggravare la posizione dell’uomo.L’avvocato di Della Gatta, Giovanni Cantelli, sostiene che questa decisione sia solo una mosssa mediatica, sottolienando che la situazione non era variata nell’arco dei due giorni.
Hilarry Sedu il legale della vittima, di origine nigeriana esprime la sua soddisfazione evidenziando che un tentato omicidio di questo tipo va punito con il carcere
San Giuseppe Vesuviano, la piazza è in mano alle baby gang
San Giuseppe Vesuviano, la piazza è in mano alle baby gang
Il centro di San Giuseppe Vesuviano sembra essere diventato un inferno. Il sabato sera si trasforma in un ring dove si scontrano bande di ragazzi. Un un problema divenuto ingestibile che obbliga gli agenti del commissariato di polizia a intervenire sempre più spesso. L’ennesima rissa scoppiata nella serata di sabato, nei pressi del santuario di San Giuseppe Vesuviano ha portato nuovamente l’attenzione sull’emergenza sicurezza. Coinvolti in questi scontri tra gang sono ragazzi dai 15 ai 20 anni. Le forze dell’ordine giungono in piazza appena e tutti fuggono per evitare l’identificazione da parte degli agenti agli ordini del vicequestore Avallone. Dalle testimonianze di chi ha assistito all’accaduto si evince che sono spuntati anche dei caschi per motorini usati come armi. Grazie al veloce intervento delle forze dell’ordine, non ci sono state gravi conseguenze.
Tari gonfiata: come scoprirlo e farsi rimborsare
L’importo della tassa, versato in eccesso in numerosi Comuni italiani, potrà essere rimborsato al contribuente
Meno di un mese fa, da un’interrogazione rivolta al Ministero delle Finanze era emersa l’illegittimità dei calcoli eseguiti da molti Comuni relativamente alla Tares e, pertanto, anche alla Tari* che da qualche anno ha sostituito la precedente tassa
La TARI* (Tassa rifiuti), va calcolata una sola volta per tutto l’immobile:
il computo della parte variabile della tariffa va fatto una sola volta e considerando complessivamente tutta la superficie dell’utenza, comprese quindi la parte abitativa e le pertinenze che sono situate nello stesso Comune.
Il calcolo della Tari
Il calcolo della Tari, infatti, deriva da due quote: una quota fissa che è connessa ai metri quadrati dell’immobile e una quota variabile, mutevole a seconda del numero dei componenti della famiglia.
Come è finalmente emerso in maniera palese dal question time, il calcolo corretto è fatto prima sommando i metri quadrati e poi applicando le tariffe. Peccato, però, che in Italia è frequente che le pertinenze siano divise dall’abitazione e che la quota variabile sia quindi applicata per tutte le pertinenze singolarmente, con conseguente moltiplicazione dell’importo complessivo della tassa.).
Tassa sui rifiuti pagata in eccesso
Il MEF ha rammentato che, secondo l’esatta interpretazione della legge, nel calcolo della tassa si prendono in considerazioni due quote, una fissa, applicata a tutta la superficie dell’immobile, e una variabile in relazione al numero di componenti del nucleo familiare, che “va computata solo una volta, considerando l”intera superficie dell’utenzacomposta sia dalla parte abitativa che dalle pertinenze” tenuto conto del numero dei familiari.
Tuttavia, poiché in Italia di frequente le pertinenze sono divise dall’abitazione, si è avuta una moltiplicazione dell’importo complessivo della tassa da parte dei Comuni che hanno calcolato la quota variabile più volte tante quante sono le pertinenze prese singolarmente (ad es. box e cantine) e non solo sulla superficie abitabile. In sostanza, è come se l’immondizia prodotta dalla famiglia fosse aumentata in relazione alle diverse pertinenze presenti.
Nell”esempio discusso alla Camera si è precisato che, ad esempio nel caso di un appartamento abitato da una famiglia di 4 persone con superficie complessiva di 150 mq (100 per la casa, 30 per il garage e 20 per la cantina), la parte variabile della tariffa relativa ad autorimessa e cantina (punto 4.2, allegato I, DPR n. 158/99) avrebbe dovuto essere sommata alla prima (quote fisse di casa, garage e cantina) una, e solo una volta.
Sulle pertinenze, infatti, la Tari può essere applicata come fossero abitazioni solo se chi le usa non è residente nel Comune, altrimenti vanno considerate come accessori all”appartamento.
Una situazione che negli ultimi anni si è realizzata in tantissimi Comuni italiani, anche tra quelli di maggiori dimensioni come Napoli, Genova, Milano, Ancora, Cagliari e Catanzaro dove il clamoroso errore di calcolo ha fatto lievitare la misura del tributo a dismisura.
Tari in eccesso: come ottenere il rimborso
Nella sua risposta, tuttavia, lo stesso MEF ha lasciato intendere che sarà possibile agire contro i Comuni che hanno applicato la normativa in maniera erronea, per ottenere un rimborso degli importi versati in eccedenza.
Molti consumatori sono pronti a scendere in campo coadiuvati dalle associazioni di categoria che in passato avevano già denunciato i pagamenti eccessivi della tassa. Il Movimento Difesa del Cittadino, ad esempio, ha lanciato la campagna “SOS Tari” invitando i contribuenti ad aderire inviando una mail alle sedi locali che verificheranno il diritto alla restituzione e inoltreranno la richiesta al Comune di residenza.
Se il contribuente desidera, invece, agire in autotutela, potrà richiedere al Comune il rimborso di quanto indebitamente pagato o la compensazione sulla futura bolletta tramite raccomanda A/R o PEC; tuttavia, è consigliabile verificare preventivamente la propria posizione e se la tassa è stata applicata in modo scorretto.
Ciò tramite l”analisi puntuale dell’avviso di pagamento, che contiene le istruzioni per il versamento e il dettaglio delle somme (unità immobiliari con dati catastali, superficie tassata, numero occupati e quota fissa e variabile distinte per ogni unità immobiliare). La quota variabile dovrà, dunque, essere conteggiata per la sola abitazione e non per le eventuali pertinenze.
Ancora, il contribuente potrà chiedere al Municipio l”accesso agli atti amministrativi e verificare i criteri di calcolo nel proprio fascicolo. La richiesta di rimborso, che il Comune dovrebbe effettuare entro 180 giorni dalla presentazione dell’istanza, potrà essere effettuata entro cinque anni dal giorno del versamento come stabilito dall’art. 1, comma 164 della legge 296/2006 (Finanziaria 2007) per le somme versate e non dovute.
Il silenzio-rifiuto dell’amministrazione (che si forma dopo 90 giorni) potrà fondare un successivo contenzioso innanzi alle competenti autorità, il quale, stante la recente interpretazione ministeriale, potrebbe rivelarsi a svantaggio dell’ente. Anche se quest’ultimo, invece, risponde con un diniego espresso, il cittadino potrà ricorrere alla Commissione Tributaria Provinciale competente entro 60 giorni.
Va precisato che, se della gestione della Tari se ne occupa un soggetto diverso (es. società in house) l’istanza andrà rivolta a quest’ultimo.
Lucia Izzo/studiocastaldi
Vrsaljko-Napoli, De Laurentiis pronto ad attendere
Trapela una volontà di Simeone
L’esperto di mercato e giornalista RAI, Ciro Venerato è intervenuto a Radio CRC durante la trasmissione ‘Si Gonfia la Rete’ dove ha rilasciato alcune dichiarazioni:
“Il virgolettato di Vrsaljko dal ritiro della nazionale non va nemmeno calcolato, certo non può esporsi. Il Napoli aspetta l’inizio di dicembre per capire cosa fare, aspetta gli sviluppi dall’Atletico Madrid in Champions League: certo per il girone gli azzurri tifano Roma e Chelsea nel discorso qualificazione.
Ho avuto una notizia da un imprenditore fiorentino: pochi giorni fa il Cholo Simeone è stato a Firenze per andare a trovare il figlio, è stato a cena con degli amici e ha fatto capire di non voler dar via Vrsaljko. Ci sarebbe dunque una indisponibilità tecnica a cedere il croato, mentre la società non dice ‘no’ categorici”.




