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Indomita Salerno, domani in scena sul campo della Sacs Napoli

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Ripartire dall’ottima prestazione contro la capolista Rione Terra; trasformare il rammarico e la rabbia in grinta e voglia di rilanciarsi subito per restare incollata alle zone alte della classifica. Con quest’obiettivo l’Indomita maschile domani, sabato, con fischio d’inizio alle 18 sarà di scena sul campo della Sacs Napoli. Una sfida sicuramente molto insidiosa contro una compagine esperta, formata da diversi elementi che conoscono benissimo questa categoria. La Sacs Napoli fin qui ha raccolto dieci punti. Dopo le prime tre sconfitte stagionali, una delle quali a Nola al tie break, la squadra affidata a coach Esposito che ha preso il posto di Montuori, ha inanellato tre vittorie consecutive contro Sparanise, in casa, San Paolo in trasferta e Atripalda in casa, per poi perdere l’ultimo match giocato sul difficile campo del Pompei. Una squadra quindi assolutamente da non sottovalutare e che soprattutto tra le mura amiche sa farsi rispettare. Lo sanno bene capitan Morriello e compagni che nel corso della settimana hanno preparato la sfida con grande attenzione, studiano diverse situazioni di gioco da utilizzare magari nel corso della partita. Per quanto riguarda la formazione, diversi i dubbi per lo staff tecnico che dovrà tenere conto anche del calendario che costringerà l’Indomita a tre gare in pochi giorni, considerato che mercoledì prossimo, 29 novembre, è in programma il turno infrasettimanale con il Nola che sarà di scena alla Senatore, mentre domenica 3 dicembre è in programma la sfida in trasferta sul campo dello Sparanise. Tre gare che potranno dire sicuramente tanto sul campionato della formazione cara alla presidente Maria Ruggiero, fin qui protagonista di una stagione davvero positiva con un record di cinque vittorie e due sconfitte, per un totale di sedici punti. Infine, per quanto riguarda i precedenti sono in tutto tre le sfide tra Sacs Napoli e Indomita e tutte relative alla scorsa stagione. Le due squadre si sono, infatti, incontrate nella Fase 2 di Coppa Campania alla Senatore con la vittoria dell’Indomita al tie break e nella fase 1 dei play off per la serie B con l’Indomita capace di vincere sia a Napoli, con il punteggio di 3-1 sia nel ritorno a Salerno con il punteggio di 3-0.

 

Il programma dell’ottava giornata: Sacs Napoli-Indomita Salerno, Elisa Volley Pomigliano-Volley World, Eboli-Ischia, Vitolo Volley-Romeo Normana, Sparanise-Atripalda, Nola-McDonald’s Pompei, Rione Terra-Alcatel Pianura, Azzurra Volley-Folgore Massa, Colli Aminei-San Paolo

La classifica: Rione Terra Pozzuoli e Volley World 20, Ischia 18, Indomita 16, Atripalda 15, Colli Aminei 14, Pompei 12, Nola, Folgore Massa e Sacs Napoli 10, Azzurra Volley, Sparanise e Pianura e Pomigliano 9, San Paolo 6, Vitolo ed Eboli 1, Romeo Normanna 0

Fonte: Ufficio Stampa Indomita Salerno

Basket Scafati, si torna in scena contro Trapani. La partita sarà trasmessa su ViViRadioWeb

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La Givova Scafati domenica sera sarà di scena al Palamangano contro il Lighthouse Trapani, per la nona giornata del campionato di Serie A2. Ecco il comunicato della società scafatese:

 

Dimenticare la sconfitta di Latina, riorganizzare le idee e le energie per spalmarle equamente in tutto l’arco della prossima gara di campionato, evitando cali di tensione e di concentrazione, che hanno condizionato i risultati finali delle gare di campionato perse fino ad oggi. Con idee chiare e tanta voglia di riscatto, la Givova Scafati si avvicina alla nona giornata del campionato di serie A2 (girone ovest), per affrontare, domenica sera (ore 18:00) al PalaMangano, il Lighthouse Trapani.

I siciliani hanno in classifica gli stessi punti dei campani e non effettueranno la lunga trasferta per fare da sparring partner, bensì per arricchire la propria classifica e proseguire nella marcia di avvicinamento ai play-off.

Alla sua terza stagione consecutiva sulla panchina trapanese, è coach Ugo Ducarello al timone del team granata, allenatore che Giovanni Perdichizzi conosce molto bene, avendolo avuto come proprio assistente in ben due occasioni: all’Orlandina Basket tra Legadue e serie A dal 2004 al 2007; al Basket Barcellona in serie A2 Gold nella stagione 2013/2014.

La rosa a disposizione del tecnico oriundo del trapanese è ampia e variegata. Sono tre i nomi che destano maggiore attenzione: l’ala grande Perry (17,5 punti e 8,7 rimbalzi di media), il playmaker Jefferson (14,1 punti e 5,4 assist di media) e il centro Renzi (13,5 punti di media). Intorno a loro un gruppo ben assortito ed amalgamato, che si compone dell’esperta ala piccola Ganeto, della vivace guardia Viglianisi, dell’esplosivo play di scorta Bossi, della solidità dell’ala grande Spizzichini (fratello maggiore dello scafatese Gabriele), della freschezza dell’ala piccola Mollura, della grinta e reattività dei giovani Testa (guardia) e Simic (centro).

La Givova Scafati arriva a questo incontro con la rosa al completo, seppur condizionata nel corso della settimana da qualche fastidiosa noia muscolare, che comunque, sorprese a parte, non dovrebbe limitare la disponibilità di utilizzo di tutti i suoi uomini a coach Perdichizzi, che si attende una prova di orgoglio.

Dichiarazione dell’assistente allenatore Alessandro Marzullo: «Siamo ancora amareggiati per la sconfitta rimediata a Latina, sia per la maniera rocambolesca con la quale è maturata, ma soprattutto per la prestazione offerta, perché ancora una volta non siamo riusciti ad essere continui nel rendimento per 40’: abbiamo disputato un ottimo secondo tempo, nel quale abbiamo attuato il programma partita prefissato, ma non siamo stati altrettanto bravi all’inizio, incapaci di rispondere all’impeto di Latina e ad avere la giusta lucidità. Abbiamo voglia di rivincita, di riscatto immediato. In settimana abbiamo registrato qualche acciacco muscolare che speriamo di risolvere entro domenica. Siamo pronti sia mentalmente che tecnicamente, sperando di riuscire ad affrontare il match con un rendimento costante per tutto l’arco della sfida. Affronteremo Trapani, una squadra valida, che ha i nostri stessi punti in classifica e dispone di una rosa ampia, tant’è che ruotano in dieci. Le punte di diamante dei siciliani sono il playmaker Jefferson, gran tiratore, e l’altro statunitense Perry, oltre al pivot Renzi, forse nel suo ruolo il migliore italiano della categoria, e altri atleti italiani di buon livello, come ad esempio Spizzichini (fratello del nostro Gabriele). Non sarà facile imporsi, ma abbiamo fame di vittoria e di punti».

Dichiarazione del pivot Vincenzo Pipitone: «Giochiamo contro Trapani, una squadra ben attrezzata, che occupa la nostra stessa posizione in classifica, anche se, a differenza nostra, è reduce da una vittoria. E’ una partita importante, sia in ottica Coppa Italia, sia per riscattare la sconfitta patita domenica scorsa a Latina, nella quale abbiamo commesso degli errori che non intendiamo più replicare. Siamo carichi, motivati, reduci da una settimana dura di allenamenti e vogliamo fare del nostro meglio per aggiudicarci l’incontro. Abbiamo lavorato molto sulla difesa e in attacco sul pick and roll, per cercare di mettere la difesa avversaria in seria apprensione».

Arbitreranno l’incontro i signori D’Amato Alex di Roma, Longobucco Andrea di Ciampino (Roma) e Del Greco Stefano di Verona.

La partita sarà trasmessa in diretta video streaming dal sito internet della Lega Nazionale Pallacanestro (tramite il servizio in abbonamento prepagato “LNP TV Pass”). Sarà inoltre trasmessa in diretta radiofonica sui sui 92,50 mhz di Radio Sant’Anna ed in streaming su ViviRadioWeb dal sito internet https://vivicentro.it/viviradioweb/ (media partner della Givova Scafati). Inoltre, sarà possibile assistere alla visione della gara in differita su TV Oggi (tasto 71 del digitale terrestre) nei giorni di lunedì (ore 15:00) e, in replica, martedì (ore 21:00).

La Lega Nazionale Pallacanestro, nella giornata odierna, ha eccezionalmente attivato l’offerta denominata “One Shot”, consentendo a chiunque lo volesse di abbonarsi alla piattaforma LNP TV PASS per dodici mesi, al prezzo vantaggioso di soli € 24,95. L’offerta è valida solo se sottoscritta entro e non oltre le ore 24:00 di oggi, venerdì 24 novembre 2017.

 

Fonte: Antonio Pollioso- Ufficio stampa basket Scafati

Studenti contro l’alternanza scuola – lavoro

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Questa mattina gli studenti di tutt’Italia  sono scesi in piazza per protestare contro l’alternanza scuola-lavoro.

Da Genova a Torino, fino a Napoli in piazza Garibaldi, gli studenti di diverse scuole, come l’Istituto d’Istruzione Superiore “Luigi Sturzo” di Castellammare di Stabia, sono scesi a protestare per la seconda giornata di sciopero contro il provvedimento di stato.

«E’ stata un’esperienza che non ci ha insegnato nulla». Questa è la dichiarazione ricorrente che hanno rilasciato le centinaia di ragazzi che hanno riempito le piazze d’Italia.

La legge, contro cui si protesta, prevede che i ragazzi vengano formati non solo sulla teoria, ma anche nella pratica. In modo da introdurre i giovani nell’ottica del lavoro e prepararli a spiegare le ali nel mondo reali.

La normativa sulla carta sembrerebbe avere un fine giusto. Ma i ragazzi lamentano il fatto che i luoghi di lavoro in cui vengono mandati a fare pratica, non hanno nulla a che fare con l’indirizzo di studio che stanno seguendo e quindi ai fini di un’adeguata preparazione al mondo del lavoro, si tratta di una pratica del tutto inutile e priva di interesse.

Marano, viaggiava nella notte con mezzo chilo di hashish

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Viaggiava con 500 grammi, suddiviso in 5 pacchetti da 100 grammi, all’interno della sua auto

Matteo Capocotta, 37enne residente a Quagliano, è stato arrestato nella tarda serata di ieri. L’uomo era già noto alle forze dell’ordine, infatti è stata eseguita dal nucleo operativo radiomobile della locale Compagnia dei Carabinieri. Capocotta è stato subito intercettato dai dai Militari dell’arma di Marano, guidati dal tenente Francesco Tessitore e dal capitano Gabriele Lo Conte, all’altezza del corso Mediterraneo. Una zona questa, sotto la sfera del clan Polverino.

Castellammare, pazienti in barella in attesa al Pronto Soccorso

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Insorgono i sindacati Fsi ,Usae e Nursing up: il tempo di attesa in barella, all’Ospedale San Leonardo, è troppo lungo

Da alcune settimane la direzione sanitaria insieme ai vertici dell’Asl Na 3Sud ha approvato il ricovero di pazienti in barella per un determinato periodo di ore. Ma i sindacati non ci stanno, si pretende una modifica del provvedimento. “La barella è solo un mezzo di trasporto, per la determinazione di una diagnosi sono necessarie 4-6 ore, non intere giornate” così dichiarano in un nota stampa. Al seguito le condizioni disastrose in cui sono costretti a lavorare al pronto soccorso del nosocomio stabiese. Il personale infatti non è numericamente adeguato e uno tra i tanti problemi presentati sarebbe quello dell’assenza degli spazi necessari alle manovre assistenziali e d’emergenza. Si chiede dunque che sia redatto un un “documento di valutazione rischi”. Infatti nel caso ci fossero incidenti ci sarebbero responsabilità penali per azienda e personale.

Napoli sei da 100 e lode!

Napoli sei da 100 e lode!

In Europa nessuno come gli azzurri. Gli uomini di Sarri in 39 partite ufficiali, esattamente proprio dalla partita con l’Udinese del 19 novembre 2016, hanno infatti raccolto ben 100 punti. Dietro ai partenopei addirittura squadre come il Barcellona (99), Bayern Monaco e PSG (98) e Chelsea (93). Una sola nota stonata a guastare questo incredibile record: tutte le squadre citate hanno vinto il proprio campionato, il Napoli, invece, è arrivato addirittura terzo nella scorsa stagione. Incredibile davvero come il calcio in certi casi possa essere crudele.

Casoria, macabro ritrovamento presso i binari dell’Alta Velocità

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Presso i binari dell’alta velocità di Casoria è stato ritrovato il corpo senza vita di un uomo.

Non sono ancora state rese note le generalità dell’uomo, ma è certo che sia stato identificato. Sul posto sono giunti immediatamente i soccorritori del 118 – che però non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo – le forze dell’ordine e il magistrato di turno, che ha disposto l’autopsia per indagare sulla morte che, ad ora, restano ignote.

La notizia è stata data proprio dalla Rete ferroviaria italiana: “Dalle 8.50 traffico ferroviario rallentato sulle linee AV Napoli, Roma/Salerno per il rinvenimento di un cadavere nei pressi dei binari all’altezza di Casoria. Ritardi fino a 30 minuti per i treni in viaggio” questo è quanto comunicato in una nota da Rfi. Si attendono, adesso, i risultati degli esami più approfonditi per capire se l’uomo sia stato vittima di un malore oppure se sia stato vittima di un delitto.

Sparatoria a Forcella: la polizia indaga

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Ancora spari verso l’imbrunire nel cuore storico di Napoli: nessun ferito.

Non si conoscono ancora le motivazioni della sparatoria avvenuta in vico Zuroli e via Vecchia Vicaria giovedì 23 novembre a Forcella. Tutto è avvenuto alle 18:00, proprio ad un passo dalla sede dei Tribunali. I colpi sarebbero esplosi tra due auto molto vicine, senza creare lesioni a persone, ma la polizia una volta arrivata sul posto non ha ritrovato elementi per poter stabilire i particolari. Dalle dinamiche, si tratterebbe di un’azione della criminalità organizzata. In corso le indagini.

 

Pioli chiude alla cessione di Chiesa: “Crede nel progetto”

Pioli chiude alla cessione di Chiesa: “Crede nel progetto”

Il gioiellino della Viola, Federico Chiesa, obiettivo del Napoli, continuerà ad esultare ancora sotto la Fiesole. Questo è quello che si evince dalle parole di Stefano Pioli, il quale ha annunciato, in un intervista rilasciata per il Corriere dello Sport: “rimarrà a Firenze perché convinto del nostro piano”. Si chiude cosi un possibile scenario di mercato, visto anche il recente prolungamento di contratto del figlio d’arte.

Arrestato in Croazia il condannato per omicidio di Benevento

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Il latitante Paolo Messina Junior, di 35 anni, è stato catturato dalla Polizia di Stato in Croazia. Condannato dalla Corte di Assise di Benevento a 24 anni di reclusione per l’omicidio volontario di Antonello Rosiello, un imprenditore ucciso per ragioni economiche a colpi di pistola nelle prime ore del 25 novembre del 2013, era fuggito all’estero da 23 giorni.

I particolari della complessa operazione che ha portato alla cattura in territorio estero saranno resi noti in mattinata nel corso di una conferenza stampa presso la Procura della Repubblica di Benevento.

Al termine della vicenda processuale, l’uomo, anch’egli imprenditore nel settore dell’impiantistica da riscaldamento, si era reso irreperibile. I poliziotti della Squadra Mobile di Benevento, coordinati dal Servizio Centrale Operativo, della Direzione Anticrimine della Polizia di Stato, che ha loro fornito il supporto operativo e tecnico necessario, attraverso articolate attività tecniche, hanno individuato l’uomo.

La tratta dei migranti «non sarà volta a nostro danno»

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La nuova rotta dei migranti, per confondersi con i turisti, parte dalla Turchia al sud d’Italia con yacht e barche a vela.

Per Giampiero Massolo la questione della tratta «non sarà volta a nostro danno», ma può essere utile a «superare quel senso un po’ inconfessato di lesa maestà quando altri si occupano della crisi libica, ricordandoci che non ne siamo gli unici titolari».

Su Tripoli una gara pericolosa

La richiesta francese di riportare urgentemente all’attenzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu la questione della tratta degli esseri umani e delle condizioni dei migranti nei centri di accoglienza libici non sarà volta a nostro danno, ma merita comunque qualche riflessione.

Per l’Italia, che il Consiglio proprio in questo mese presiede, si tratta anzitutto di superare quel senso un po’ inconfessato di lesa maestà quando altri si occupano della crisi libica, ricordandoci che non ne siamo gli unici titolari. Di vincere poi il sospetto di un tentativo un po’ capzioso di far giudicare a livello internazionale le nostre politiche di contenimento dei flussi migratori, basate anche sulla gestione delle persone in loco e sugli accordi con le Ong (che guarda caso la sola Médecins sans frontières non ha tuttora sottoscritto). Di non cedere infine alla tentazione di ipotizzare ad ogni passo l’intento di disfare gli accordi a guida Onu di Skirath (l’accordo sulla transizione in Libia), in esaurimento il 17 dicembre, magari con l’intento di togliere legittimità giuridica al premier al Serraj, a tutto vantaggio del generale Haftar e degli interessi altrui in Cirenaica.

Sul lato positivo, infatti, va pur rilevato come la nostra gestione del dossier libico in Consiglio di Sicurezza sia stata particolarmente attenta, culminando solo pochi giorni fa su iniziativa italiana in un apprezzato dibattito aperto, con anche la membership africana, sui temi della schiavitù e dei flussi di persone e dunque inevitabilmente sulla situazione in Libia. Il passo di Parigi appare su un simile sfondo quantomeno intempestivo e senza la prospettiva di poter molto aggiungere a quanto già discusso. Né può sottacersi come siano state proprio le nostre attività e contatti in Libia e con i Paesi di transito, come con quelli di origine non solo a frenare i flussi e a ridurre i numeri dei migranti, ma a consentire altresì alle organizzazioni internazionali, dall’Unhcr all’Oim, di tornare ad operare sul terreno; con ciò, cercando di incidere più efficacemente su realtà che sono peraltro risaputamente drammatiche e insostenibili non certo da oggi. Sono dati di fatto, che giova ricordare. Come quello del ridursi dei dispersi in mare.

Banalizzare tuttavia quanto accade – al Palazzo di Vetro, anche per bocca di importanti responsabili delle agenzie dei diritti umani, come su importanti organi di stampa internazionali, assai attenti specie alla nostra gestione dei migranti – sarebbe fuorviante.

La Libia resta uno scacchiere importante delle relazioni internazionali. Come possibile piattaforma di infiltrazioni terroristiche, a maggior ragione dopo la sconfitta delle ambizioni territoriali di Isis e la conseguente diaspora dei foreign fighters; come retroterra per chiunque coltivi sogni di destabilizzazione dei Paesi arabi limitrofi e di quelli del Sahel; come laboratorio delle prospettive future di un Islam politico che conserva sullo scenario libico non poche potenzialità; come terra di conquista di concessioni energetiche assai ambite da molti nostri partner anche europei. L’aspetto umanitario invocato dai francesi parla a tutte le coscienze, ma potrebbe non esaurire tutte le motivazioni. Ce n’è abbastanza per scatenare logiche di potere e tentativi di influenza, perseguiti con mezzi anche diversi dagli auspici e mediazioni della diplomazia. Non deve stupire che ci si possa e ci si debba attrezzare, a difesa dei nostri interessi nazionali, con strumenti idonei a tutelarci.

Certo, una coerenza con i nostri principi e con la nostra linea politica va salvaguardata. In questo, gli accordi di Skirath e il quadro di legittimità internazionale che ne è scaturito non possono essere liquidati come nulla fosse. Una cornice internazionale è necessaria e ci salvaguarda. A condizione, tuttavia, di prendere realisticamente atto dei suoi limiti – l’Onu da sola non basta – e di essere pronti a adattarla e sostenerla con iniziative prese anzitutto al nostro livello nazionale che coinvolgano chiunque conti sul territorio e, malgrado le evidenti difficoltà, chiunque soffi sul fuoco dall’esterno.

Solo dando la percezione di un disegno italiano compiuto e deciso per la Libia potremo dare man forte all’Onu e scoraggiare gli altri partner da fughe in avanti non certo utili a stabilizzare la situazione libica.

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Napoli, monitorato anche Hateboer dell’Atalanta

Napoli, monitorato anche Hateboer dell’Atalanta

L’ottimo inizio di stagione del 23enne olandese dell’Atalante, Hans Hateboer, non è di certo passato inosservato. L’esterno, infatti, sembrerebbe essere finito nel mirino del Napoli che, come è ampiamente risaputo, è alla ricerca di un giocatore che possa rimpiazzare Ghoulam. L’affare sembrerebbe però molto difficile, soprattutto per gennaio. A riportarlo è Il Roma.

Nel Napoletano si fa come “Gomorra”, accade a Pozzuoli

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Nella località di Monteruscello, due persone in sella ad una moto erano armati di mitragliatrice

Il guidatore era coperto e l’altro uomo armato, in via Pierpaolo Pasolini hanno sparato nove colpi di pistola contro un furgone in sosta di un commerciante. Dopo aver corparso il veicolo di benzina la corsa riparte verso via Umberto Saba. Lì hanno esploso dieci colpi di pistola contro un  55enne, ritenuto affiliato ad un clan camorristico dei Longobardi-Beneduce.  L’uomo è rimasto illeso ma la notizia è arrivata fino a via De Curtis. Il proprietario di un bar viene intimato con il mitra di riferire che presto li avrebbero uccisi tutti.

 

 

Napoli, rapinatore incastrato grazie al dna

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Rapinatore incastrato dal dna

I carabinieri hanno arrestato un rapinatore trentunenne, che ha rapinato una sala scommesse di Napoli, grazie alla videosorveglianza e al dna ritrovato sul passamontagna che aveva indosso.

I militari della stazione di Marianella hanno così dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli a carico di Vincenzo Di Lorenzo, un 31enne già noto alle forze dell’ordine. Anche attraverso immagini di videosorveglianza i militari dell’arma hanno accertato che dopo “sopralluoghi” in una sala scommesse nel quartiere Chiaiano, l’uomo vi aveva fatto irruzione la mattina del 16 ottobre insieme a un complice in via di individuazione.

Con il volto coperto da passamontagna, aveva bloccato i dipendenti facendosi dare le chiavi e chiudendo la porta dall’interno: a quel punto minacce, improperi e uno schiaffo per esortare a fare in fretta, il tutto durante le fasi concitate della ricerca dei soldi nei cassetti e nella cassaforte dell’attività.

Carmen Di Pietro rivela: “Sono stata a letto con Maradona”

Carmen Di Pietro rivela: “Sono stata a letto con Maradona”

Ha davvero dell’incredibile la notizia riportata dal settimanale Spy che ha riportato un intervista a Carmen Di Pietro, la quale avrebbe rivelato uno scoop sensazionale. La show girl, infatti, avrebbe dichiarato di aver avuto una relazione con Diego Armando Maradona: “Ho avuto una storia con Maradona. Non l’ho mai detto, per non fare scoppiare un casino. Era l’inizio degli anni 90 e con Diego ci siamo frequentati per un anno e mezzo. Una sera in cui ero andata a trovarlo a Napoli – ha raccontato Carmen Di Pietro – stavo facendo il bagno in un hotel vicino alla stazione. Lui è arrivato in anticipo, io ero ancora nella vasca. Così ho indossato un accappatoio e sono andata alla porta. Gli ho aperto che ero ancora tutta bagnata. ‘Posso continuare a lavarti io?’, mi ha detto – ha proseguito -. Così siamo tornati nella vasca. Una volta per me Maradona è scappato dal ritiro dicendo che un suo parente stava male. ‘Certo che sto rischiando’, mi disse. Lo sto facendo per te – ha aggiunto Carmen-. Allora ero spensierata, libera e lui era un idolo. Ero innamoratissima, ma non è che pensassi al matrimonio”.

Pistorius: pena raddoppiata a 13 anni e 5 mesi per l’atleta paralimpico

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Corte d’appello Sudafricana raddoppia la pena per Oscar Pistorius, riconosciuto colpevole di omicidio

Il ricorso è stato accolto, Oscar Pistorius è condannato ad una pena detentiva di 13 anni e 5 mesi, così annunciato dal giudice Willie Seriti. Il ricorso è stato presentato dalla procura di Stato, che aveva contestato una pena troppo leggera per l’omicidio della fidanziata Reeva Steenkamp. La pena infatti inzialmente era di sei anni, elevata a 15 è stata poi ridotta tenendo conto del periodo già scontato in carcere dall’atleta 30enne.

Le proposte per migliorare il turismo di Boscoreale

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Il tavolo di lavoro che si è tenuto ieri a Boscoreale, tra il sindaco Giuseppe Balzano e gli operatori delle strutture recettive del territorio, ha portato alla realizzazione di un’App e di un portale del turismo per i visitatori che vorranno visitare il territorio.Realizzazione di un’App e di un portale del turismo per i visitatori che faranno tappa sul territorio, e maggiore sinergia tra comune  e operatori turistici locali per sostenere la crescita dell’accoglienza turistica.

«Il nostro obiettivo è di mettere in rete tutti gli operatori turistici del territorio per consentire d promuovere le attività turistiche e ricettive – dice il vicesindaco e assessore all’Urbanistica e alle Attività produttive Angelo Costabile -. L’applicazione servirà da supporto informativo e pratico a quanti vorranno visitare la nostra città e i nostri tesori».

Gli operatori turisti locali hanno tutti condiviso la necessità di creare condizioni per trattenere i turisti il più possibile sul territorio, anche con lunghi pernottamenti nelle tante strutture di qualità che la città offre.

Il comune, intanto, a breve metterà a disposizione degli operatori turistici uno spazio nell’home page del portale internet istituzionale per promuovere le loro attività e le offerte ai visitatori.

 

Del Genio sulla Champions: “Il Manchester ha poche motivazioni, solo il 20% di possibilità”

Del Genio sulla Champions: “Il Manchester ha poche motivazioni, solo il 20% di possibilità”

Paolo Del Genio è intervenuto su Kiss Kiss Napoli e ha rilasciato alcune battute sulle possibilità Champions del Napoli: “Man City? A giocare se la gioca. Sapete però che quando le motivazioni tue non sono al meglio, contro un avversario con motivazioni a mille e la spinta del pubblico, può uscire anche un pareggio che ci penalizza. Il Napoli realisticamente ha un 20% di possibilità. Non dipenderà dai titolari o meno ma sarà solamente un discorso di motivazioni”.

Napoli – Juve, i social in agitazione: “Spostate gli episodi di Gomorra”

Napoli – Juve, i social in agitazione: “Spostate gli episodi di Gomorra”

Incredibile cosa una partita di calcio possa fare. Infatti in vista del big match Napoli-Juve del 1 dicembre numerosissimi tifosi hanno fatto sentire la propria voce sui social per richiedere il rinvio della messa in onda degli episodi di “Gomorra”. La famosissima serie infatti, come da programma, dovrebbe essere trasmessa nella stessa serata e tanti appassionati temono di dover perdere gli episodi 5 e 6.

I migranti arrivano dalla Turchia

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Dalla Turchia al sud d’Italia con yacht e barche a vela. È la nuova rotta dei migranti per confondersi con i turisti. Per salire a bordo servono fino a seimila euro. Con uno sconto del 50 per cento riservato ai bambini. Non sono viaggi solo per “i ricchi”, ma per tanti disperati che hanno impegnato tutto ciò che avevano per fuggire clandestinamente.

Per Giampiero Massolo la questione della tratta «non sarà volta a nostro danno», ma può essere utile a «superare quel senso un po’ inconfessato di lesa maestà quando altri si occupano della crisi libica, ricordandoci che non ne siamo gli unici titolari».

La nuova rotta dei migranti. Dalla Turchia all’Italia anche con le barche a vela

Per confondersi con i turisti. I trafficanti originari dei Paesi dell’Est

Per salire a bordo servono fino a seimila euro. Con uno sconto del 50 per cento riservato ai bambini. Si parte dalle coste meridionali della Turchia e poi lo skipper punta verso il Sud dell’Italia. Si sbarca in un porto minore e, se tutto va bene, si fugge a piedi. Anche i viaggi della speranza hanno una loro «prima classe», in barca a vela nel Mediterraneo. Ma non è detto che tutti i migranti che usano questa rotta siano «ricchi». Anzi, alcuni hanno impegnato tutto ciò che avevano per fuggire clandestinamente nel nostro Paese, un investimento alla ricerca di un futuro migliore. Con un viaggio meno rischioso di quelli sui gommoni «made in China».

Chiuso (anche se non sigillato) il portone della rotta libica, per entrare in Europa (e in particolare in Italia) si aprono altre porte. C’è la rotta tunisina, che al momento risulta essere la più dinamica. C’è quella algerina, che spesso punta verso la Sardegna. E ce n’è una terza che parte dalla Turchia e arriva fino alla Sicilia (sulle coste del siracusano), in Calabria e in Puglia. «Abbiamo registrato una diversificazione dei viaggi» ammette Pascale Moreau, direttrice dell’Ufficio Europa dell’Unhcr. Ed è proprio un report dell’agenzia Onu per i rifugiati a fare luce sul «cambiamento nelle rotte» usate dai migranti per arrivare nel Vecchio Continente e in Italia. I numeri non hanno ancora superato il livello «afflusso di massa», ma è il trend a preoccupare.

Nel terzo trimestre del 2017, complice la stagione estiva, si è intensificato il traffico di barche a vela sulla rotta turca. Un canale d’accesso che aveva iniziato ad aprirsi, piano piano, nella primavera del 2016, parallelamente alla chiusura della rotta balcanica. Ma negli ultimi mesi gli sbarchi sono aumentati. Gli agenti di Europol stanno monitorando la situazione e fanno sapere di aver già intercettato 160 imbarcazioni. E chissà quante sono sfuggite ai radar, mischiate tra i turisti. C’è un identikit preciso dei trafficanti: il business è nelle mani di gruppi criminali transnazionali. Gli skipper sono ucraini, russi, bielorussi e georgiani. In alcuni casi – dicono dall’Aja – si tratta di turchi, siriani o azeri.

Il prezzo arriva «fino a 6.000 euro per passeggero», ma varia molto. Fonti di Europol spiegano che il costo del biglietto «dipende dalla nazionalità, dal tipo di barca e dal numero di migranti a bordo». Per questo «non si può dedurre che la rotta sia accessibile esclusivamente a migranti ricchi». Anche per i «clienti» c’è un preciso identikit: in Italia, a bordo delle barche a vela gestite dal racket dell’Est, arrivano iracheni, pachistani, iraniani, afghani e siriani.

Ma non è l’unica via di fuga dalla Turchia. Perché nonostante il patto tra l’Ue ed Erdogan sia ancora in vigore, i dati dimostrano che il sistema scricchiola. A settembre la Grecia ha registrato 4.800 arrivi, il numero mensile più alto dal marzo 2016, quando è stata firmata l’intesa tra Bruxelles e Ankara. C’è poi la rotta del Mar Nero, attraversato da chi scappa dal Nord della Turchia per andare in Romania.

Nel Mediterraneo sono invece le coste spagnole a registrare l’incremento maggiore di sbarchi: +90% nel terzo trimestre di quest’anno, principalmente dal Marocco. Per quanto riguarda le partenze, il primato spetta alla Tunisia: +120%, con circa mille arrivi nel solo mese di settembre. I tunisini hanno scavalcato i nigeriani nella classifica delle nazionalità sbarcate in Italia. Ma anche l’Algeria ha fatto segnalare un aumento del 60%. È sceso invece a quota 21.700 il numero degli arrivi dalla Libia nell’arco del trimestre estivo, «il dato più basso in quattro anni per questo periodo». Nonostante ciò, dall’inizio dell’anno il numero di morti nel Mediterraneo sfiora già quota 3.000.

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lastampa/La nuova rotta dei migranti. Dalla Turchia all’Italia anche con le barche a vela MARCO BRESOLIN – INVIATO A BRUXELLES