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Juve Stabia, parla l’ex Acosty: “La mia carriera è partita da Castellammare”

Juve Stabia, parla l’ex Acosty: “La mia carriera è partita da Castellammare”

La freccia ghanese, Maxwell Acosty, ex asso della Juve Stabia nel suo secondo anno di cadetteria e attuale protagonista sui palcoscenici di mezza Europa con il Rijeka, si racconta sulle colonne di Gianlucadimarzio.com: “Dovessi scegliere – spiega l’ex numero 27 gialloblè –, dopo la Reggiana collocherei la Juve Stabia nella scala dei club fondamentali della mia vita. Agli emiliani va dato atto di avermi scoperto e portato in Italia donandomi persino i soldi per i vestiti, alle vespe va riconosciuto il merito di avermi valorizzato prendendomi in prestito dalla Fiorentina. Per me si è trattato del primo club professionistico dopo l’esperienza nella Primavera viola, un’avventura indimenticabile. Come allenatore ho avuto Piero Braglia, un martello cui devo tantissimo per avermi aiutato nel salto dalle giovanili alla serie B. In quella stagione giocai quasi tutte le partite con un bilancio più che positivo, posso dire che la mia carriera è partita lì». 

Poi il salto di categoria e l’arrivo in Croazia: “Avevo bisogno di cimentarmi in una nuova avventura pur essendomi trovato benissimo ovunque sia stato. Quando il Rijeka ha presentato l’offerta al Crotone ho deciso di accettare dopo averla valutata attentamente, scelta che rifarei dato che qui il calcio è vissuto con uno spirito ben differente con i tifosi che ti applaudono a prescindere dal risultato. Il gol al Milan in Europa League ha rappresentato un’emozione unica, ho impiegato qualche giorno prima di comprendere cosa fosse accaduto. Al di là della soddisfazione estemporanea, si è trattato di una giocata importante in quanto da lì in poi ho trovato più spazio anche in campionato. Il futuro? Per ora mi trovo benissimo qui, poi un giorno tornerò in Italia dove ho ad attendermi la mia famiglia”.

La Guardia di Finanza ferma due gambiani pronti a spacciare droga

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La Guardia di Finanza ha trovato circa 30 grammi di sostanze stupefacenti ai due uomini

La Guardia di Finanza di Salerno ha fermato due gambiani sul Lungomare Trieste in possesso di sostanze stupefacenti pronte ad essere vendute. Si tratta di due personaggi già noti alle forze dell’ordine . Il primo è stato trovato in possesso di circa 23 grammi di marijuana avvolta in un foglio di cellophane, nascosta in una tasca interna del giubbotto creata ad hoc per risultare invisibile. Quest’uomo oltre a spaccio ha avuto precedenti anche come incendio doloso, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. Il secondo gambiano è stato colto in flagrante, mentre vendeva dell’hashish ed è stato immediatamente arrestato dalle Fiamme Gialle, mentre l’acquirente è stato segnalato per possesso di sostanze stupefacenti.

Napoli-Fiorentina, Pioli: “Gara difficile ma non impossibile”

“Gli azzurri hanno un bel gioco, ma sono in difficoltà”

Stefano Pioli ha avuto modo di vedere e studiare le ultime due partite disputate dal Napoli. Le gare che hanno messo in evidenza i limiti della squadra di SarriJuventusShakhtar Donetsk hanno, rispettivamente, fatto perdere la testa della Serie A e la qualificazione agli ottavi di Champions League.
L’ assenza di Ghoulam e un Insigne a mezzo servizio ha limitato il Napoli contro la Juventus; le loro assenze, unite alla stanchezza degli uomini del reparto avanzato e al fattore psicologico dopo le notizie che arrivavano dall’Ucraina, sono costate il passaggio del turno.

Tutto ciò potrebbe condizionare le prossime gare degli azzurri. La testa pensa a quanto è successo nel giro di 5 giorni e Sarri dovrà, ora, essere bravo a riportare i suoi nei binari giusti.
Pioli lo sa, e cercherà di approfittare di questo momento di appannamento per poter tornare, poi, a Firenze con almeno un punto in tasca. Infatti, come ha dichiarato ai microfoni dell’Ansa“Il Napoli ha qualità ed organizzazione, un allenatore molto bravo e pratica un gioco spettacolare. Ma nel calcio non esistono partite impossibili”.

Dunque, Pioli ci crede. Crede nei suoi e nella possibilità di fare risultato a Napoli.

Ponte dell’Immacolata, il maltempo guasta la festività!

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Ponte dell’Immacolata, il maltempo guasta la festività!

Il ponte dell‘Immacolata rischia di essere guastato dalle cattive condizioni meteorologiche. In tutta Italia, infatti, sono previste precipitazioni, nevi e abbassamenti delle temperature. Forse solamente il nord-ovest riuscirà a godersi le festività senza eccessivi problemi, ma per il resto, compresa la nostra regione, le previsioni non sono affatto rosee.

Solamente domenica, probabilmente, si avrà un miglioramento climatico ma per il resto l’esperto Edoardo Ferrara precisa: “Una nuova perturbazione in discesa direttamente dal Nord Europa – spiega il meteorologo – raggiungerà la nostra Penisola proprio il giorno dell’Immacolata. Il fronte attraverserà lo Stivale da Nord a Sud portando piogge, nevicate e un nuovo calo delle temperature in quanto seguito da aria decisamente fredda, di estrazione artica. Non tutte le regioni saranno tuttavia coinvolte in modo diretto, in particolare il Nordovest”. Venerdì, in particolare, precisa Ferrara, sono attese piogge e rovesci sparsi.

Superenalotto, centrato un terno sulla ruota di Napoli, ecco la vincita record!

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Non solo al Superenalotto, la Campania vince anche al 10 e lotto

Ci vorrebbe proprio un terno al Superenalotto. Quanti di voi avranno detto questa frase? Tanti, probabilmente. La ruota di Napoli ha portato bene, infatti a Cisterna di Latina è stata vinta la cifra di 47500 euro, la seconda più alta in quest’anno. Per la Campania è stata anche una giornata fortunata al 10 e lotto, dove una donna si è aggiudicata la cifra di 50 mila euro. Beh, quindi giocare sulla ruota di Napoli porta molto bene.

Crollo dell’università di Aversa, i responsabili del progetti rinviati a giudizio

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Tutti i responsabili del progetto accusati per omissioni nell’atto di valutazione

Sono state rinviate a giudizio 10 persone dopo il crollo di un solaio nell’università di Aversa in quel tragico 29 ottobre 2015, che costò la vita di un operaio impegnato nei lavori di restaurazione della struttura. Alle ore 18:45 si sentì, secondo quanto raccontano i testimoni un boato fortissimo e Luciano Palestra, originario di Massa di Somma, paese alle pendici del Vesuvio, non ebbe scampo, con lui c’erano altri due operati che però sono riusciti a scappare. Il giudice che si sta occupando del caso ha rinviato a giudizio i 10 responsabili del progetto, per una serie di omissioni nell’atto di valutazione della struttura.

Napoli, Sarri bocciato dalla stampa: “La sconfitta col Feyenoord è un disastro”

“Due sconfitte pesanti nel giro di pochi giorni”

La gara di ieri contro il Feyenoord non è stata per nulla felice per Maurizio Sarri, tecnico del Napoli. La sua squadra esce a testa bassa dalla competizione, due sole vittorie non possono bastare per superare il turno, le quattro sconfitte in sei gare sono un macigno troppo duro da sopportare, soprattutto se le altre l’ davanti non sbagliano. Lo sa Sarri, lo sa la squadra. Gran parte dei calciatori ha definito la gara di andata contro lo Shakhtar Donetsk come quella che ha complicato il discorso qualificazione, ed è probabilmente lì che si è deciso tutto. Troppo forte il Manchester City quando gioca al completo.

Il day after di Sarri non è dei migliori. La stampa, infatti, si schiera contro il tecnico azzurro (anche se lui poco interesserà) dispensando insifficienze. Tre sono i quotidiani più severi: La Gazzetta dello SportIl Corriere dello SportTuttoSport.
Ecco quanto hanno scritto:

Gazzetta dello Sport 5: “Non sempre con il possesso palla si vince. Juve e Feyenoord hanno messo a nudo le difficoltà del momento. Due sconfitte di seguito. Una novità per lui”. 
Corriere dello Sport 5,5: “L’uscita è malinconica e chissà quanto abbiano contribuito i segnali arrivati dall’Ucraina. Un po’ di calcio, all’inizio. Poi un calo soprattutto nelle idee”. 
Tuttosport 5,5: “La qualificazione non la perde stasera e lo Shakhtar batte il City 2-0. Tuttavia perdere 2-1 in trasferta col Feyenoord non ammette giustificazioni. I suoi ragazzi partono bene, poi si sciolgono. In 4 giorni due sconfitte pesantissime”. 

Adesso è ufficiale: la pizza diventa patrimonio dell’Unesco!

Adesso è ufficiale: la pizza diventa patrimonio dell’Unesco!

Finalmente dopo anni di battaglie e continui rinvii a Jeju, in Corea del Sud,  la creatività alimentare della comunità napoletana, esclusiva candidatura del nostro Paese, è stata riconosciuta dall’Unesco come unica al mondo. Ad annunciare la lieta notizia è Maurizio Martina, Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali sul proprio profilo Twitter: “L’arte del pizzaiuolo napoletano è patrimonio culturale dell’Umanità Unesco. Vittoria! Identità enogastronomica italiana sempre più tutelata nel mondo”. 

L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha premiato così il lungo lavoro del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che già nel 2009 aveva iniziato a redigere il dossier di candidatura con il supporto delle Associazioni dei pizzaiuoli e della Regione Campania.

Per l’Unesco, si legge nella decisione finale, “il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale. I pizzaiuoli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale, il cui bancone e il forno fungono da palcoscenico durante il processo di produzione della pizza. Ciò si verifica in un’atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti. Partendo dai quartieri poveri di Napoli, la tradizione culinaria si è profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità. Per molti giovani praticanti, diventare Pizzaiuolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalità sociale”.

Verso Siracusa – Juve Stabia. Dionisia Pizzo: La squadra di Bianco sta sorprendendo tutti; l’attesa per il derby è palpabile

Durante l’ultima puntata de “Il Pungiglione Stabiese”, programma sulla Juve Stabia, la corrispondente di ViViCentro da Siracusa, Dionisia Pizzo, ci ha presentato la squadra di Bianco ed il derby di domenica contro la Juve Stabia.

Questa l’analisi di Dionisia Pizzo:

 Il Siracusa sta disputando un grande campionato, in parte inaspettato. A inizio stagione, infatti, nessuno avrebbe scommesso molto sul cammino dei siciliani, che invece stanno stupendo persino loro stessi. Il problema di questa prima parte di stagione sono però le partite in casa: il rendimento interno non è sempre stato positivo, quindi anche domenica, contro la Juve Stabia, sarà dura.

C’è da dire che l’addio di Sottil aveva lasciato molto sconforto nella piazza aretusea, invece Bianco non sta facendo rimpiangere il suo predecessore, anzi migliorando il rendimento. Bianco ha la qualità di esaltare le qualità dei suoi uomini, sfruttando al massimo le caratteristiche difensive della sua squadra. La retroguardia del è l’arma principale della squadra. Nessuno, senza nulla togliere a Sottil, sente la sua mancanza proprio alla luce dell’ottimo lavoro di Mister Bianco.

Francamente ancora non mi spiego il perché del rendimento casalingo del Siracusa così altalenante. Si parla del nuovo manto erboso, non del tutto assimilato dalla squadra, e di una identità tattica non ancora ben definita. Solo da poco, infatti, il Siracusa ha “scelto” il 4-2-3-1 e forse questo aspetto ancora condiziona il gruppo. C’è poi da dire che c’è un problema ambientale: infatti questa stagione il Siracusa può contare molto meno sul sostegno della tifoseria. I supporter che assistono alle gare al De Simone sono sensibilmente meno rispetto allo scorso anno: magari l’ultima vittoria casalinga porterà maggiore entusiasmo in vista del derby con la Juve Stabia

La formazione anti Juve Stabia? Manca ancora il difensore centrale Turati, ultimamente sostituito da Mucciante, che però contro il Bisceglie ha accusato problemi. Sono quindi al vaglio varie ipotesi, anche quella di Liotti spostato al centro; è ancora presto però per dirlo. Potrebbe avere una chance, a proposito di ex, anche Sandomenico alle spalle dell’intoccabile Scardina.

Come detto poc’anzi, non ci si aspettava un rendimento immediato così esaltante, anche perché Bianco è alla prima vera esperienza in Serie C come prima guida. Questo cammino sta cimentando anche il legame tra la squadra e la tifoseria, quella che sostiene sempre, a prescindere dal risultato. Tra tifosi e calciatori è nato un rapporto “a tu per tu”: parlano di tutto con assoluta serenità prima e dopo la gara sulla base appunto di un legame che è nato ed è cresciuto in modo naturale.

Posso dire che la piazza di Siracusa non vede l’ora di abbracciare i fratelli stabiesi: è la partita che aspettiamo dall’inizio del campionato. Forza Sirastabia!

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Arrestato Mattia Del Zotto avrebbe ucciso, con il Tallio, la zia Patrizia e i nonni paterni

Mattia Del Zotto, introverso e fissato con l’informatica, avrebbe ucciso la zia Patrizia e i nonni paterni. Intossicati altri cinque familiari. Trovate le ricevute dell’acquisto del tallio. «Fermato prima che facesse altre vittime»

NOVA MILANESE – Un’inchiesta durata due mesi. Tre morti e altri cinque avvelenati. E un killer misterioso: il tallio. Un metallo letale per l’organismo. Nel giorno di Sant’Ambrogio arriva la svolta nell’inchiesta sul caso di Nova Milanese. I carabinieri del Comando provinciale di Milano, guidati dal colonnello Luca De Marchis, hanno arrestato Mattia Del Zotto, 27 anni. Un ragazzo estremamente introverso, fissato con l’informatica, da due anni viveva praticamente isolato davanti al computer. Una spiegazione delirante, la sua: «Volevo punire i soggetti impuri».

Tra questi soggetti, impuri, forse, c’erano anche i suoi genitori. «Abbiamo proceduto all’arresto per scongiurare altre possibili vittime», hanno spiegato gli inquirenti. «Non saprete mai perché l’ho fatto. Non ho da collaborare con la vostra istituzione o con altre istituzioni di questo Stato», sono state le sue parole ai carabinieri. Il giovane è ritenuto responsabile del triplice omicidio della zia Patrizia Del Zotto (63 anni) e dei nonni paterni Giovanni Battista Del Zotto (94 anni) e Gioia Maria Pittana (91 anni). La 63enne e l’anziano padre erano morti per primi, il 2 ottobre; pochi giorni dopo, il 13, si era spenta anche la madre. Gli omicidi – stando alla ricostruzione delle indagini – sono stati premeditati ed eseguiti «a mezzo somministrazione di solfato di tallio». Il gip di Monza Federica Centonze ha disposto la custodia cautelare in carcere ritenendo «concreto e attuale il pericolo di inquinamento probatorio» e «elevatissimo il rischio di recidiva».

Il tallio oggi non viene più utilizzato per i topicidi, come avveniva in passato, ma è ancora commercializzato per essere adoperato in ambito tecnologico e come conduttore elettrico per le fotocellule. Il giovane lo ha acquistato da un’azienda del Padovano. Analizzando il suo computer, i carabinieri hanno trovato i primi contatti con la ditta fornitrice in una mail del 22 giugno. Esperto d’informatica, aveva cancellato le tracce, ma ha dimenticato la bozza della lettera in cui sollecitava la ditta padovana a fargli arrivare il metallo pesante, preoccupandosi che non gli venisse addebitata due volte l’Iva. Il 15 settembre il 27enne si è recato a Padova a ritirare il veleno (lo dimostrano le celle telefoniche agganciate dal suo cellulare), mentre alla famiglia ha raccontato di dover andare a fare un colloquio. Ai carabinieri ha ammesso di aver agito in diversi momenti, continuando ad avvelenare gli elementi della famiglia via via a seconda delle «opportunità». Le boccette comprate erano sei, per 300 euro in tutto. Gliene è bastata una per uccidere tre persone e farne ricoverare altre 3. È stato lo stesso Mattia a portare i carabinieri nella cantina di via Fiume dove custodiva il veleno.

Altre cinque persone della famiglia sono state avvelenate dal tallio e sono sopravvissute: il marito e la sorella di Patrizia Del Zotto, la badante dei due anziani, e infine, ultimi in ordine di tempo, i nonni materni del ragazzo, i coniugi Alessio Palma, di 83 anni, e Maria Lina Pedon di 81, suoceri del 55enne Domenico Del Zotto (il padre del giovane Mattia, che in un’intervista al Corriere aveva dichiarato di non credere all’ipotesi dell’omicidio), ricoverati a metà novembre con gli stessi sintomi da avvelenamento da tallio. Martedì 5 dicembre i carabinieri del Gruppo di Monza, guidati dal tenente colonnello Simone Pacioni, e della compagnia di Desio, diretti dal capitano Mansueto Cosentino, avevano comunicato i risultati delle indagini sui campioni repertati nella villa di via Padova dove vivono i coniugi Palma. I tecnici dell’Istituto zooprofilattico di Torino hanno infatti isolato tracce di tallio in alcune erbe sminuzzate usate per realizzare infusi che gli anziani conservavano in una terrina.

Si è trattato della prima vera svolta nelle indagini, coordinate dal pm di Monza Vincenzo Nicolini, che in una prima fase avevano invece ipotizzato un avvelenamento accidentale avvenuto nella casa di campagna a Varmo (Udine) dei Dal Zotto, originari proprio del Friuli. Un luogo dove l’intera famiglia, compresa la badante degli anziani anche lei avvelenata, aveva trascorso alcune settimane di vacanza ad agosto. Sia le tre vittime, sia i primi tre avvelenati, avevano infatti soggiornato nella casa nello stesso periodo. Per questo si era ipotizzato che il veleno fosse stato assunto accidentalmente attraverso il cibo.

Si era pensato alle patate usate per fare il puré, poi a un vecchio topicida (fino a trent’anni fa il tallio veniva usato contro i roditori, poi è stato bandito). Era comparsa anche la fantasiosa e del tutto falsa pista del tallio presente negli escrementi dei piccioni che infestavano il granaio della casa di Varmo, e infine l’ipotesi di una contaminazione del pozzo. Poi, cadute tutte queste suggestioni, le attenzioni dei carabinieri si erano poi concentrate sulla casa di via Fiume a Nova Milanese dove vive l’intera famiglia Del Zotto. Qui gli investigatori hanno campionato oltre 70 alimenti in cerca delle tracce del tallio. La svolta era poi arrivata invece dalla casa di via Padova e dalle erbe usate per l’infuso. E la conferma che nulla era accaduto per caso, ma che si doveva dare la caccia a un avvelenatore.

vivicentro.it/cronaca
vivicentro/Arrestato Mattia Del Zotto avrebbe ucciso, con il Tallio, la zia Patrizia e i nonni paterni
corrieredellasera/Avvelenamento da tallio, arrestato Mattia Del Zotto, nipote 27enne delle vittime: «Volevo punire gli impuri» FEDERICO BERNI e CESARE GIUZZI

Trump il guastatore prova ad aprire anche ai palestinesi

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La decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e avviare il processo per trasferire l’ambasciata da Tel Aviv scatena la rabbia dei Paesi arabi.

Dalla Turchia all’Iran si moltiplicano le iniziative contro Trump. Per Hamas “ha aperto le porte dell’inferno”, per Abu Mazen “ci porterà in guerra”. Ma il leader Usa apre ai palestinesi: “Nessuna decisione su sovranità e confini della città”. La difficile scommessa di Trump si può riassumere in tre punti: “Il riconoscimento di Gerusalemme, la soluzione del conflitto israelo-palestinese con due Stati divisi da confini concordati, il ruolo prioritario dell’Arabia Saudita nel superamento delle crisi secolare arabo-israeliana”.

Trump: adesso il negoziato di pace con Gerusalemme capitale d’Israele

Trump: oggi riconosciamo l’ovvio, sposteremo l’ambasciata da Tel Aviv. E apre ai palestinesi: “Nessuna decisione su sovranità e sui confini della città”

NEW YORK – Gli Stati Uniti riconoscono Gerusalemme come capitale di Israele, e avviano il processo per trasferire l’ambasciata da Tel Aviv. Restano però favorevoli alla soluzione dei due stati per il negoziato di pace, e non escludono che una parte della città possa diventare la capitale palestinese. Come anticipato, questa è la sostanza dell’annuncio fatto ieri dal presidente Trump, che da una parte rischia le reazioni violente sul terreno, ma dall’altra apre anche potenzialmente la porta ad un’intesa, perché gli consente di chiedere in cambio concessioni allo Stato ebraico.

Oltre venti anni di attesa  

Trump ha ricordato che nel 1995 il Congresso aveva impegnato il governo americano a compiere questo passo, ma per oltre 20 anni i presidenti lo avevano evitato. Ciò non ha prodotto la pace, e quindi «sarebbe folle ripetere la stessa formula». Gerusalemme è già la capitale di Israele, e quindi «oggi riconosciamo l’ovvio». Il presidente però ha lasciato aperto uno spiraglio per i palestinesi: «Voglio sia molto chiaro un punto: questa decisione non intende in alcun modo riflettere l’abbandono del nostro impegno per facilitare un durevole accordo di pace. Non stiamo prendendo posizione su alcuna questione relativa allo status finale, inclusi i confini specifici della sovranità israeliana su Gerusalemme, o la risoluzione delle frontiere contestate. Tali temi restano nelle mani delle parti. Gli Usa appoggeranno la soluzione dei due Stati, se entrambe le parti si accorderanno su essa. Lo status quo sui luoghi di culto resta in vigore».

Gli obiettivi  

Trump voleva riconoscere Gerusalemme e spostare la capitale perché questa è la sua convinzione, per consolidare l’amicizia con Israele, e soprattutto per rispettare l’impegno preso in campagna elettorale con la sua base evangelica, come dimostra la presenza del vice Pence al suo fianco. I consiglieri però, incluso il segretario di Stato Tillerson, quello alla Difesa Mattis e il capo della Cia Pompeo, lo hanno avvisato che la mossa era rischiosa per la stabilità, e per il futuro del processo di pace gestito ora dal genero Jared Kushner, e gli avevano chiesto di aspettare una settimana per poter attivare misure di sicurezza. Allora nel discorso è stata inserita la parte che lascia aperta la possibilità di arrivare alla soluzione dei due stati, con Gerusalemme Est capitale di quello palestinese. Il problema ora è vedere se le reazioni sul terreno travolgeranno tutto, oppure se questa possibilità è davvero realistica.

La strategia  

Durante un briefing tenuto martedì sera con i giornalisti, fonti della Casa Bianca hanno detto che il processo di pace sta facendo progressi, anche se non sono ancora pubblici. Lo schema è abbastanza definito. Gli Usa hanno promesso aiuto all’Arabia Saudita contro l’Iran, favorendo un’alleanza su questo punto tra Riad e Israele. In cambio hanno chiesto ai sauditi di appoggiare il piano di pace elaborato da Kushner, spingendo Abu Mazen ad accettarlo. La proposta prevede una qualche forma di sovranità palestinese, che può prendere la forma dello stato; l’ampliamento della Striscia di Gaza con territori nel Sinai, per compensare quelli persi in Cisgiordania; e non esclude Gerusalemme Est capitale, come ha detto lo stesso Trump. Se questa è un’offerta reale, e se può bastare a placare gli animi, è tutto da vedere.

Secondo Dennis Ross, a lungo negoziatore americano nella regione, il discorso del capo della Casa Bianca «ha creato un nuovo scenario, che lo volesse o no». Se la sua apertura ai palestinesi era una mossa di facciata, e l’obiettivo di Trump era solo soddisfare la propria base elettorale interna, l’America perderà la credibilità come mediatore onesto e il processo di pace finirà. Se invece è una cosa seria, e il presidente è davvero pronto a spingere il premier Netanyahu verso il tavolo del negoziato, la sua posizione si è rafforzata.

Da una parte, infatti, l’Arabia ha tutto l’interesse a sostenere il processo, se porta a stabilizzare la regione e isolare l’Iran. Dall’altra Trump, proprio in virtù della concessione storica fatta a Israele, si è creato lo spazio di manovra e la leva necessaria a chiedere in cambio disponibilità da parte dello Stato ebraico sul tema dei confini e degli insediamenti. In altre parole, i sacrifici necessari a concludere davvero l’accordo di pace. A meno che invece il presidente non sia già arrivato alla conclusione che l’intesa è impossibile, e quindi ha preso la posizione che gli conveniva politicamente, sapendo così di chiudere il negoziato e rischiare la rivolta.

vivicentro.it/politica
vivicentro/Trump il guastatore prova ad aprire anche ai palestinesi
lastampa/Trump: adesso il negoziato di pace con Gerusalemme capitale d’Israele PAOLO MASTROLILLI – INVIATO A NEW YORK

Ferrara a gamba tesa: “Napoli impreparato per la Champions”

“De Laurentiis deve investire sul mercato per essere competitivo”

Ciro Ferrara, ex difensore di NapoliJuventus, ha parlato ai microfoni di Mediaset Premium entrando duro su quelle che sono le scelte degli addetti ai lavori.

Ecco quanto ha dichiarato:
“Stasera sarebbe dovuto succedere qualcosa di difficile. Non mi aspettavo la sconfitta, ma c’è da ragionare sul fatto che nelle ultime trasferte gli azzurri sono stati sconfitti per ben quattro volte”. Poi l’attacco alla società: “L’organico per questa competizione aveva bisogna di qualcuno in più. La società deve intervenire. Sarri non cerca alibi, ma il mercato pesa. La rosa partenopea non era sufficientemente adatta per andare avanti in questa competizione”.

Il Napoli esce dalla Champions e giocherà l’Europa League

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Il Napoli esce dalla Champions e giocherà l’Europa League

Contro il Feyenoord il Napoli esce sconfitto e poichè il City ha perso in Ucraina, gli azzurri giocheranno l’Europa League.

Questo il commento della SSC Napoli:

Il Napoli esce dalla Champions e giocherà l’Europa League. Gli azzurri perdono contro il Feyenoord, ma il risultato è ininfluente, così come qualsiasi punteggio sarebbe stato ininfluente ai fini della qualificazione, alla luce della vittoria dello Shakhtar Donetsk sul Manchester City. Finisce tutto virtualmente dopo il primo tempo, fors’anche mezzora. Finisce emotivamente, s’intende, perchè il City è sotto di due gol in Ucraina ed anche l’ipotetico pareggio a Kharkiv darebbe al Napoli l’amaro dell’eliminazione. Gli azzurri partono a bomba sull’onda della speranza e degli ottimi propositi. Segna Zielinski dopo 2 minuti su schema da punizione. Poi le occasioni per far ancora gol ci sono, ma pareggia il Feyenoord al 36′ – con le notizie dall’Ucraina che sono già arrivate impietose. Nella ripresa si gioca per l’onore e anche con un certo furore, ma è evidente il magone per un esito deciso e che non dipende più da nessuno. Nel finale c’è il 2-1 del Feyenoord che regala il primo successo in Champions agli olandesi, pleonastico perchè non vale l’Europa, ma rinfrancante per l’orgoglio. Però il Napoli era già svuotato nel morale. Si va a giocare l’Europa League a febbraio. Ora testa al campionato, si ricomincia domenica nell’urlo del San Paolo. Napoli-Fiorentina, si volta pagina, l’avventura continua…

Fonte: sscnapoli.it

Cesari: “C’era rigore netto sull’azzurro Callejon “

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Il commento di Graziano Cesari ai microfoni di premium sul mancato rigore fischiato, sul fallo subito da Callejon

Il commento di Graziano Cesari ai microfoni di premium,  sull’arbitraggio di Feyenoord-Napoli, in particolare sul mancato rigore fischiato, sul fallo subito da Callejon. Queste le sue dichiarazioni: “Su Callejon è stato fatto proseguire l’azione, ma c’è rigore. L’azzurro è stato colpito dietro il ginocchio. Il giudice di porta è a soli undici metri, ma sembra non vederlo. A questo punto meglio utilizzare il VAR

Mertens a Premium: “Non riusciamo ad esprimerci al meglio, ma in campionato…”

“Giocare dopo aver saputo il risultato dell’altra partita è stato difficile”

Al termine della gara, che ha visto il Napoli abbandonare la Champions League, persa per 2-1 a Rotterdam contro il Feyenoord, Dries Mertens ha parlato ai microfoni di Mediaset Premium:

“Stiamo in un momento, in cui non mostriamo le nostre giocate. Vogliamo ritornare ai nostri livelli. E’ stato difficile stasera dopo aver saputo il risultato dell’altra partita. Ora abbiamo una sfida domenica e vogliamo ritornare in testa. Dobbiamo pensare a noi e guardarci allo specchio e vedere dove dobbiamo migliore. Ora testa a domenica per fare risultato. Nello spogliatoio c’è tristezza, ma ora pensiamo a domenica. In campionato stiamo facendo bene e dobbiamo continuare così”.

Feyenoord-Napoli, i voti di ViViCentro: addio Champions!

Questi i voti di ViViCentro

Il Napoli esce sconfitto dall’ultima gara di Champions League contro il Feyenoord per 2-1 ed esce così dalla prima competizione europea per accedere all’Europa League. Questi i voti di ViViCentro.it:

25 Reina 5.5; 11 Maggio 6 (6 Mario Rui 5.5, dal 19° s.t.), 33 Albiol 5.5, 26 Koulibaly 5.5, 23 Hysaj 5.5; 5 Allan 6 (30 Rog 6, dal 15° s.t.), 42 Diawara 6, 17 Hamsik 5.5; 7 Callejon 6 (37 Ounas 6, dal 29° s.t.), 14 Mertens 5.5, 20 Zielinski 6.5. A disp. 22 Sepe, 21 Chiriches, 8 Jorginho, 15 Giaccherini. All. Sarri 5.5.

a cura di Ciro Novellino

Sarri: “Ci siamo fatti condizionare dal risultato della partita in Ucraina. Siamo crollati mentalmente”

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Le parole di Maurizio Sarri ai microfoni di premium al termine di Feyenoord-Napoli

Le parole di Maurizio Sarri ai microfoni di premium al termine di Feyenoord-Napoli: “Ci siamo fatti condizionare dal risultato della partita in Ucraina. Siamo crollati mentalmente, non abbiamo saputo giocare per una partita il cui risultato non importava. Dobbiamo ancora crescere sotto questi aspetti. In questo momento abbiamo un problema in attacco. La mancanza di velocità ci sta penalizzando. Se mancano determinati movimenti anche la circolazione di palla ne subisce le conseguenze. La sconfitta contro la Juve non ci toglie certezze, la mancanza dei nostri movimenti ci fa perdere la nostra forza. L’altro risultato ci ha tolto un po’ di deteminazione. Ora dobbiamo lavorare sui nostri problemini. Le partite dipendono dalle pieghe che prendono nelle fasi iniziali, nel calcio può succedere di tutto. Il City tra tre giorni ha il derby, con la qualificazione già in tasca, è normale che affronti in maniera differente la sfida“.

Champions League, termina a Rotterdam il cammino del Napoli

Fatale la sconfitta contro il Feyenoord

A Rotterdam va in scena il match tra FeyenoordNapoli, una gara decisiva per la qualificazione degli azzurri che però devono aspettare le notizie che arrivano da Kharkiv: solo la vittoria del Manchester City regalerebbe speranza e gioia ai partenopei.

FEYENOORD (4-3-3): Vermeer; Nieuwkoop (76′ St Juste), van Beek, Tapia, Malacia; Amrabat, Toornstra, Vilhena; Berghuis (72′ Larsson), Jorgensen, Boetius.

NAPOLI (4-3-3): Reina; Maggio (64′ Mario Rui), Albiol, Koulibaly, Hysaj; Allan (60′ Rog), Diawara, Hamsik; Callejon (74′ Ounas), Mertens, Zielinski.

MARCATORI: 2′ Zielinski (N), 33′ Jorgensen (F), 90+1′ St Juste (F)
ARBITRO: Oliver (ING)
AMMONITI: Vilhena (F), Mertens (N), St Juste (F), Vilhena (F)
ESPULSO: Vilhena (F)

Il Napoli parte forte e trova subito il vantaggio: al 2′ minuto di gioco Diawara crossa al centro, Albiol fa sponda e Zielinski, in mischia, trafigge Vermeer. Gli azzurri provano a rallentare i ritmi cercando di trovare il varco giusto per il raddoppio e, al 16′ dialogano Zielinski e Mertens col belga che, a tu per tu col portiere, si fa deviare il tiro in angolo. Tre minuti più tardi e Hamsik sfiora il gol del raddoppio e del record ma viene anticipato a pochi metri dalla linea di porta.
Ci prova anche il Feyenoord ma la palla termina sul fondo. Minuto 29: arriva la notizia del vantaggio dello Shakhtar sul City, cala il gelo su tifosi e calciatori. Pochi minuti più tardi arriva il pari del Feyenoord, Berghuis crossa al centro per Jorgensen che di testa batte un incolpevole Reina. Un minuto più tardi e arriva la doccia gelata, si diffonde la notizia del raddoppio dello Shakhtar che fa diventare chimera la qualificazione del Napoli.
Al 45′, senza recupero, l’arbitro manda tutti negli spogliatoi per l’intervallo.

La seconda frazione di gioco si apre a ritmi blandi con gli azzurri che scendono in campo senza motivazioni. Ci prova Mertens che lancia Allan nello spazio ma Vermeer lo anticipa.
Inizia la girandola dei cambi, Sarri prova a smuovere le acque facendo entrare Rog e Mario Rui.
E proprio Rog, al minuto 74, prende palla sulla trequarti e lascia partire il tiro ma la palla fa la barba al palo. 83′ minuto e il Feyenoord resta in 10: Vilhena commette fallo su Ounas e riceve il secondo giallo. Succede nulla, o poco più, fino al 90′. L’arbitro Oliver concede 4 minuti di recupero, al primo di questi il Feyenoord raddoppia addirittura. Da calcio d’angolo St Juste fa 2-1.
Al termine del quarto minuto di extra-time l’arbitro decreta la fine dell’incontro e la conseguente eliminazione del Napoli dalla Champions League.

Gli azzurri escono dalla massima competizione europea, ma resteranno comunque in Europa ma non saranno testa di serie nei sorteggi per i sedicesimi di Europa League.

Maggio: “E’ brutto uscire con una sconfitta, ma dobbiamo rimanere a testa alta”

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Le parole di Christian Maggio ai microfoni di premium al termine di Feyenoord-Napoli

Le parole di Christian Maggio ai microfoni di premium al termine di Feyenoord-Napoli: “Eravamo partiti con la voglia di vincere, è normale che a partita in corso, la mente andava all’altro match. E’ stato brutto uscire con una sconfitta. Ora testa al campionato. Cominciare bene la Champions si è già qualificati, si è già al 50% del percorso. Dobbiamo rimanere a testa alta, domenica c’è Juve-Inter, noi giocheremo contro la Fiorentina, ma il campionato è ancora lungo. Il morale è normale che scenda, ma noi non molleremo

Hamsik: “E’ stato brutto perdere al 90′, ora testa al campionato”

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Le parole di Marek Hamsik, ai microfoni di premium, al teminte della sfida di Champions Feyenoord e Napoli

Le parole di Marek Hamsik, ai microfoni di premium, al teminte della sfida di Champions Feyenoord e Napoli: “Eravamo concentrati sulla nostra partita, è stato brutto perdere al 90imo. Ci è mancata la velocità. La sconfitta in Ucraina, ci ha complicato il percorso in Champions. Ora testa al campionato. Priorità? Dobbiamo pensare sempre a vincere, vogliamo andare avanti”