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Torre Annunziata, alla vista della polizia scappa: arrestato pericoloso pregiudicato

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Torre Annunziata, alla vista della polizia scappa: arrestato pericoloso pregiudicato

Torre Annunziata, un pericolo pregiudicato alla vista della polizia, ha eseguito una manovra pericolosa, investendo un pedone. L’uomo è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale, detenzione di sostanza stupefacente e violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale. Si tratta del pregiudicato oplontino F. Gallo, 37 anni, arrestato dagli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Torre Annunziata.

I poliziotti, hanno intercettato Gallo verso le ore 13 di mercoledì 28 febbraio in via Vittorio Veneto – intersezione con via Melito, alla guida di un’autovettura. L’uomo, avendo notato la Volante dei poliziotti, ha fatto una serie di ripetute manovre azzardate mettendo a rischio la vita dei pedoni. Ma nonostante gli fosse stato ordinato di fermarsi, l’uomo ha continuato verso Parco Trento, dove poi è stato raggiunto e bloccato.

Una volta fermato, è stato perquisito, e addosso è stato trovato un involucro di cellophane trasparente contenente marijuana per un peso di circa 4 grammi. Gallo è stato così arrestato e sarà giudicato con direttissima. L’uomo è ritenuto un pericoloso pregiudicato, ed attualmente era sottoposto alla sorveglianza speciale, per cui non poteva guidare un’auto, con obbligo di dimora nella città oplontina. Per fortuna questa persona, ritenuta pericolosa per lui e epr gli altri, è stato arrestato.

 

Dries Mertens, un campione dal cuore d’oro

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Il centravanti del Napoli, Dries Mertens si è calato completamente nel contesto partenopeo legandosi sempre di più alla città

L’attaccante belga del Napoli, Dries Mertens si dimostra ancora una volta un ragazzo dal cuore d’oro, ha fatto un gesto di solidarietà che merita di essere sottolineato ed applaudito. Come raccontanto dal quotidiano Corriere del Mezzogiorno, il belga azzurro, ha comprato tante pizze Margherita e le ha portate personalmente ai clochard delle strade napoletane.

Mertens, di ritorno dalla trasferta di Torino contro i granata, ha chiamato uno dei suoi amici più stretti dicendogli: “Portiamo da mangiare ai clochard, loro sì che avranno fame“. Fu questa la prima volta per il entravanti del Napoli tra i clochard della Stazione Centrale: con un cappellino con visiera che gli copriva anche gli occhi, senza dare peso in quel momento di chi fosse e soprattutto senza preoccuparsi di chi avrebbe potuto riconoscerlo, andò in pizzeria e comprò moltissime Margherite. Tagliò le pizze a tranci e quella volta si preoccupò non dei tifosi che lo applaudono allo stadio o davanti alla tv. Con questo gesto Regalò un sorriso ai più deboli. E’ successo anche altre volte nei giardini o sotto i portici di una città che vive l’emergenza dei senzatetto in questi ultimi giorni sotto la neve.

Dries, noto ormai come Ciro, si è calato completamente nel contesto partenopeo legandosi alla città, vivendo con serenità la passione napoletana. Non stupisce che anche un campione come lui abbia si preoccupi delle sorti dei meno fortunati: ha fatto spontaneamente visita ai senzatetto, senza cercare la ribalta dei riflettori. Non una foto o un selfie. Mertens ha soltanto voluto dare un aiuto: un vero e proprio esempio positivo.

La solidarietà è un lato importante della vita del calciatore. Non solo pizze per i cloachard ma anche vestiti per i bambini poveri. Visite negli ospedali dove ai suoi piccoli tifosi porta magliette da gioco e gadget. Il caso di Aurora, la bimba ammalata di cancro alla quale fa visita spesso. «L’ho voluto sposare e adesso siamo marito e moglie», ha raccontato Aurora felice. Mertens con la moglie Katrin adotta cani abbandonati, i due hanno sposato la causa di un rifugio per cani di Ponticelli, che senza aiuto il loro aiuto avrebbe rischiato la chiusura.

Mertens ha dimostrato ancora una volta di essere un ragazzo semplice: poco importa se è tra i cinque centravanti migliori d’Europa, se c’è da aiutare qualcuno lui non si tira indietro. Spedisce medicine ai bambini del Venezuela, raccoglie abiti dismessi per i piccoli che a Napoli non hanno la possibilità di comprare vestiti. Basti ricordare quando arrivò a Napoli notò una foto sul profilo Instagram di National Geographic, che ritraeva un bambino in una scuola di Meliandou, in Guinea, con addosso proprio la sua maglia numero 14. Non appena visto lo scatto, si attivò per trovare il fotografo (Peter Muller), che si rese disponibile per aiutarlo a trovare il bambino che indossava quella maglia. Il centravanti azzurro inviò altre sue maglie e altri generi di prima necessità. Un vero campione dentro e fuori dal campo.

 

Castellammare, questione Chalet: ecco la data della chiusura del bando

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Castellammare, questione Chalet: ecco la data della chiusura del bando

Castellammare di Stabia, lunedi 5 marzo ci sarà l’ultima possibilità per presentare offerte per aggiudicarsi uno degli otto chalet da realizzare sulla banchina del none Acqua della Madonna. Quello che più si teme è di  di incappare in un altro flop, come quello che accadde durante l’era Bobbio. Il tutto è stato affidato all’Autorità Portuale con il monitoraggio della Prefettura per verificare ed eludere qualsiasi tentativo di infiltrazione da parte delle organizzazioni malavitose. Una delle poche iniziative giuste a Castellammare.

Un progetto, che di base è a stampo turistico, non è mirato solo allo sviluppo turistico ed economico della città, ma anche alla valorizzazione delle tradizioni del territorio, da salvaguardare attraverso un percorso mirato a premiare l’originalità della strategia imprenditoriale e l’impiego di giovani disoccupati, rilanciando in tal modo un quartiere da sempre ritenuto terra di nessuno.Ma non solo, attraverso questo bando, se portato a termine nel modo più onesto possibile, potrebbe risolversi anche la possibilità che gli chalet possano finire nelle mani della malavita della zona. Questo bando potrebbe rappresentare una vera e propria svolta per la città di Castellammare di Stabia.

Castellammare, stalker di Quagliarella: secondo processo rinviato

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Castellammare, stalker di Quagliarella: secondo processo rinviato

Castellammare di Stabia, tutti conosciamo la storia di Fabio Quagliarella e del suo stalker che era stato condannato in primo grado a 4 anni e 8 mesi di reclusione, appena 4 mesi in meno rispetto alla richiesta della procura che ne aveva chiesti 5, di anni. Pochi giorni fa per R. Piccolo, il poliziotto della Postale accusato di essere lo stalker dei vip, tra cui non solo il calciatore e lo show-man Guido Lembo, si è aperto il processo nei suoi confronti. Un processo che è iniziato ed è stato subito rinviato per un difetto di notifica proprio nei confronti dell’unico imputato.

Fabio Quagliarella, tramite i suoi difensori, aveva preannunciato una richiesta di risarcimento di cinquecentomila euro.

Il meccanismo con cui operava lo stalker era bene o male sempre lo stesso: avvicinava le vittime fingendosi loro amico, per aiutarli grazie al suo ruolo alla Polizia Postale a risolvere problemi con gli account Facebook, che spesso venivano hackerati. Instaurato un rapporto di fiducia, partivano incessanti richieste di regali e favori che, se disattese, a volte sfociavano in minacce anche esplicite. A quanto pare Piccolo, non sarebbe solo lo stalker di Fabio Quagliarella e Guido Lembo, ma anche di altre persone del mondo dello spettacolo, di cui sono ancora estranei, i nomi.

Castellammare, per il nuovo piano rifiuti manca l’ordinanza: tutto rinviato

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Castellammare di Stabia, per il nuovo piano rifiuti manca l’ordinanza: tutto rinviato

Castellammare di Stabia, manca l’ordinanza per il nuovo piano rifiuti. A quanto pare il commissario Cupello ne fa slittare l’entrata in vigore. Avrebbe dovuto essere operativo da oggi il nuovo piano della raccolta rifiuti varato nello scorso mese di ottobre dalla giunta dell’ex sindaco Antonio Pannullo che ha modificato il calendario e le modalità di conferimento dei sacchetti della spazzatura. Il tutto dovrebbe essere facilitato e ottimizzato per i dipendenti della Am Tecnology, la ditta che gestirà il ciclo rifiuti per i prossimi 5 anni dopo aver vinto la maxi-gara d’appalto da circa 50 milioni di euro. Ma anche se in queste settimane il Comune sia sui social network sia con la squadre di addetti incaricati dall’ente aveva iniziato un’ azione di informazione e sensibilizzazione della cittadinanza in vista del cambio del calendario, questo cambio in realtà non è avvenuto.

Guai a dire però che la campagna non sia avvenuta: sono state fornite dagli addetti, porta a porta, brochure e materiale informativo, ed è stata colta l’occasione per fornire nuovi kit di sacchetti. Ma l’operazione slitterà per la prossima metà del mese di marzo. Il tutto rimandato, quindi, tra due settimane, con la speranza che il commissario prefettizio, firmi l’ordinanza.

Castellammare, spiagge libere: via al bando per la gestione

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Castellammare, spiagge libere: via al bando per la gestione

Castellammare di Stabia, via al bando per le spiagge libere. In tutto sono tre e saranno presentate  in un unico bando che sarà approntato all’inizio del 2019. Il Comune di Castellammare di Stabia ha accettato la proposta di affidamento temporaneo della spiaggia “La Palombara”, che era stata riconsegnata al Comune, perché erano scaduti i termini dell’ultimo contratto di gestione. Ciò che ha spinto il Comune a dare in gestione la spiaggia è stato l’ipotetico degrado igienico ambientale in cui sarebbe caduta la spiaggia  in assenza di controllo. Di conseguenza la spiaggia è stata data in concessione temporanea al precedente gestore per poter assicurare la manutenzione dell’area e la sicurezza dei bagnanti mediante un apposito servizio di salvataggio, a fronte del numero elevato di utenti che ogni anno affollano il lido.

Il comune prenderà così due piccioni con una fava, infatti l’affidamento consentirà al Comune anche di recuperare il canone da pagare al demanio, pari a circa 2mila e 600 euro, ma soprattutto garantirà all’ente l’opportunità di predisporre il bando pubblico per la gestione biennale di tutte e tre le spiagge libere che si trovano all’interno del territorio comunale. invece, per il prossimo 31 dicembre, è segnalata la scadenza per le spiagge libere attrezzate “La Rotonda” e “Pozzano”, per le quali dovrà essere individuato un nuovo gestore.

Castellammare, picchiato per un debito: arrestato esponente del clan Cesarano

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Castellammare, picchiato per un debito: arrestato esponente del clan Cesarano

Castellammare di Stabia, picchiato per un debito, va in ospedale e rilascia false dichiarazioni. Non è servito mentire, in quanto i carabinieri  hanno scoperto l’estorsione con metodo mafioso; eseguita così l’ ordine di custodia cautelare in carcere. I carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal tribunale di Napoli su richiesta della locale Dda per estorsione e lesioni personali gravi aggravate dal metodo mafioso nei confronti di S. Martone, un 40enne di Castellammare di Stabia ritenuto appartenente al clan camorristico dei “Cesarano” attivo tra Pompei e il comune stabiese.

La vicenda: le indagini partirono il  22 novembre 2015 quando all’ospedale di Castellamare giunse un imprenditore 29enne del luogo gravemente ferito. L’uomo raccontò ai medici  di essersi infortunato a causa di un improbabile indicente domestico, una caduta, ma le lesioni non erano compatibili con la versione dei fatti raccontata. Di conseguenza i militari attraverso la ricostruzione dei fatti ha scoperto che la famiglia dell’imprenditore da tempo subiva richieste estorsive da parte dell’arrestato, il quale chiedeva l’estinzione di un debito di 7 mila euro contratto dal padre del 29enne. Per estinguere il debito, Martone si era impossessato di arbitrariamente di alcune sue piccole imbarcazioni ormeggiate nel porto cittadino e poi, ritenendo che non fosse abbastanza, aveva pestato il 29enne in maniera così violenta da costringere i medici ad esportagli la milza. Martone è in arresto presso Poggioreale.

Juve Stabia-Sicula Leonzio arbitra Federico Dionisi di L’Aquila

Sono due i precedenti del fischietto aquilano con le vespe che sabato a Castellammare festeggia il suo trentesimo compleanno

Federico DIONISI della sezione di L’Aquila è l’arbitro designato per la direzione di gara tra Juve Stabia e Sicula Leonzio valevole per la nona giornata di ritorno del campionato di serie C girone C che si disputerà a Castellammare sabato 3 marzo alle ore 14 e 30 allo stadio “Romeo Menti”.

Dionisi, nato a L’Aquila il 3 marzo 1988, è al suo quarto campionato in Serie C, sono due i precedenti nelle stagioni passate con la Juve Stabia, in entrambe le gare disputate lontano da Castellammare, i gialloblù sono usciti sconfitti.

– 2015 – 2016 – Campionato Nazionale di lega Pro girone ‘ C ‘

6 settembre 2015 – 1° giornata d’andata: MELFI – JUVE STABIA 2 – 0 autore della doppietta gialloverde fu Cason.

– 2016 – 2017 – Campionato Nazionale di lega Pro girone ‘ C ‘

6 dicembre 2016 – 17° giornata d’andata: FIDELIS ANDRIA – JUVE STABIA 2 – 1 al vantaggio iniziale degli azzurri con Cruz, rispose nella ripresa la Juve Stabia con Salvatore SANDOMENICO, ma una sfortunata autorete di Tommaso CANCELLOTTI, regalò i tre punti ai baresi.

L’assistente numero uno sarà Giuseppe MACADDINO della sezione di Pesaro;

l’assistente numero due Davide BALDELLI della sezione di Reggio Emilia.

Giovanni MATRONE

Si autorizza l’uso dei contenuti ai fini di cronaca, a condizione di citare ViViCentro come fonte in riferimento alla legge n° 633/1941 sul diritto d’autore italiano.

 

Caserta, messe sataniche e foto ai bambini: dopo don Barone, altro prete coinvolto

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Caserta, messe sataniche e foto ai bambini: dopo don Barone, altro prete coinvolto

Caserta, dopo il caso di don Michele Barone, è emerso altro, tutta una serie di fascicoli che andranno a riempire la scrivania del vescovo e che lo impegnerà molto. La crepa sta diventando una voragine.  Dopo il caso del prete esorcista arrestato, si è alzato il velo su giri strani che ruotano intorno alla comunità ecclesiastica aversana e dei comuni a nord di Napoli. Spunta così un ulteriore storia, quella di un prete napoletano , che per alcuni anni è stato in servizio proprio tra Casapesenna, San Cipriano d’Aversa, Caivano e Villa di Briano e che, da qualche tempo, celebra in un comune della provincia di Napoli. Secondo quanto ricostruito dalle varie testimonianze, il parroco non solo teneva messe sataniche, fotografava anche a loro insaputa i suoi parrocchiani, e infine, ma non per la poca importanza, anzi, il parroco avrebbe scattato di nascosto foto ai bambini inquadrando il loro sedere mentre sono in parrocchia o all’oratorio e cercherebbe di portarseli a casa raccontando loro di essere amico di famosi calciatori.

Queste sono le accuse contro un prete che ha operato nel casertano e che ora opera in un comune di Napoli. Accuse che vengono «documentate» con una serie di file che finiscono sulla scrivania del vescovo, ma che a quanto pare, portano solo, e ancora una volta, al solo trasferimento di quest’ultimo, senza un reale procedimento disciplinare.

Napoli, tre uomini scomparsi in Messico: ieri fiaccolata in piazza Municipio

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Napoli, tre uomini scomparsi in Messico: ieri fiaccolata in piazza Municipio

Napoli, un giallo che si fa sempre più fitto, quello che vede coinvolta la scomparsa dei tre napoletani: Raffaele Russo, 60 anni, del figlio Antonio, 25 anni e del nipote Vincenzo Cimmino, 29 anni, tutti napoletani e scomparsi il 31 gennaio scorso nella regione di Jalisco, in Messico. Ieri è stata fatta in Piazza Municipio, sotto Palazzo San Giacomo, una fiaccolata e un corteo per chiedere la liberazione dei tre uomini.  . È così che parenti e amici, a Napoli, hanno, ancora una volta, chiesto l’attenzione «delle istituzioni e di quanti possano aiutarci a riportare a casa i nostri fratelli».

La manifestazione è stata silenziosa, con in piazza oltre 100 persone. C’è preoccupazione sui volti della famiglia degli scomparsi. Ma c’è anche rabbia «perché solo in queste ore vediamo che qualcuno si sta muovendo». Dopo l’intervento, oggi, del ministro degli Esteri, Angelino Alfano, «siamo più fiduciosi e certi che qualcuno si sta interessando», dice Gino Bergamè, portavoce della famiglia Russo. Urlano «liberi, liberi» mostrando i volti dei tre italiani sulle loro magliette e sugli striscioni.

Ma quella di ieri non sarà l’unica manifestazione, infatti ne annunciano altre affinché «qualcuno ci metta la faccia e si prenda la responsabilità». In piazza c’è anche la moglie, la mamma, dei sequestrati. E poi amici, parenti.

Napoli, ex raffineria Kuwait: ad Astaldi il lavoro di bonifica

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Napoli, ex raffineria Kuwait: ad Astaldi il lavoro di bonifica

Napoli, è Astaldi ad aggiudicarsi due contratti di costruzione in Italia per complessivi 110 milioni. Il primo contratto da 67 milioni riguarda i lavori di completamento delle gallerie Colombo, San Tommaso e Polcevera, in località ligure, nell’ambito del programma di potenziamento del nodo ferroviario di Genova. L’appalto rappresenta un tassello indispensabile per il completamento del nodo ferroviario del capoluogo ligure.

Ma l’altro contratto da 40 milioni, di cui il 50% in quota Astaldi, è stato previsto per la zona di Napoli, in particolare per la realizzazione in raggruppamento di imprese dei lavori di bonifica del Lotto 2 dell’ex raffineria Kuwait Petroleum Italia di Napoli. Astaldi ricorda poi che ieri il Cipe ha approvato il progetto definitivo della seconda tratta del terzo megalotto della strada statale Jonica 106. L’approvazione pone le condizioni per lo sviluppo della progettazione esecutiva dell’intero terzo Megalotto e l’avvio delle attività propedeutiche alla realizzazione delle opere. Il contratto per la statale Jonica è già nel portafoglio del gruppo Astaldi per un valore di circa 960 milioni, come riporta il giornale “il Mattino”.

Napoli, bufera Anm: 9 addetti nelle stazioni chiuse della M6

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Napoli, bufera Anm: 9 addetti nelle stazioni chiuse della M6

Napoli, continua la bufera Anm, che affoga tra i debiti e spera in un salvataggio attraverso la procedura concorsuale avviata lo scorso dicembre. Nel corso dei mesi s’è  parlato della necessità di tagliare i costi e di ridurre il personale che, però continua ad essere poco per le esigenze della città. A dare l’ultimo allarme è stato l’evento che  risale a tre giorni fa quando la funicolare di Mergellina è rimasta chiusa per l’intera giornata a causa di un picco di assenze dovute a malattia: tutto il personale disponibile venne indirizzato verso le altre tre funicolari cittadine e quella di Mergellina tenne i cancelli chiusi per l’intera giornata.

Ci sono tutta una serie di cose che non funzionano: l’ azienda dei trasporti paga nove persone, le quali risultano in servizio alla Linea 6 della metropolitana che, però, dal 2015 non è in funzione; l’Anm paga anche lo stipendio a nove persone destinate al servizio di consegna dei contrassegni per l’accesso alle ztl, un lavoro non esattamente collegato alla mission aziendale di un’azienda di trasporto pubblico locale. Il tutto è stato affrontato ieri durante la riunione della Commissione Mobilità presieduta dal consigliere Nino Simeone. Proprio Simeone nei giorni scorsi aveva chiesto chiarezza ai vertici di Anm e ieri, nel corso dell’incontro, ha preteso risposte che, però, non è riuscito ad ottenere.

Salerno, abusi sessuali in ospedale: medico assolto dopo 13 anni

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Salerno, abusi sessuali in ospedale: medico assolto dopo 13 anni

Salerno, si è concluso il procedimento legale contro un medico accusato di aver perpetrato abusi sessuali in ospedale.  Assolto, con formula piena. Si tratta di un medico del pronto soccorso dell’azienda ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, che era stato accusato di violenza sessuale. La sentenza è stata emessa ieri pomeriggio dai giudici della Corte di appello di Salerno che hanno ribaltato il verdetto di primo grado che aveva condannato il professionista a due anni con pena sospesa.

Per concludere il tutto ci sono voluti, però, 13 anni tra indagini e processi per arrivare alla sentenza di assoluzione per il dottor G. De Vita. Il tutto partì con la denuncia della presunta vittima, all’epoca 17enne, che nell’aprile 2005 si recò al pronto soccorso del nosocomio cittadino lamentando forti dolori addominali: secondo quanto raccontato dalla ragazza, il medico non si limitò a visitarle l’addome ma le palpeggiò anche la zona pelvica. Ma secondo quanto riferito dalla ragazzina, dopo la visita, la ragazza trovò un bigliettino con scritto il numero di telefono del dottore che la invitava ad uscire con lui con la promessa di un regalo in denaro. Ciò che ha destato  stranezza e che è stato evidenziato in arringa dai difensori del De Vita, fu che la ragazza in una prima denuncia al Drappello ospedaliero parlò solo del biglietto e non di aver subito palpeggiamenti. Di questo ne raccontò in un secondo momento. Inoltre secondo un esperto, la visita è stata eseguita in maniera corretta.

Salerno, eredità contesa tra fratellastri: la causa va avanti da 47 anni

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Salerno, eredità contesa tra fratellastri: la causa va avanti da 47 anni
Salerno, eredità contesa tra fratellastri, la cui causa va avanti da 47 anni. La vicenda è avvenuta tra tre sorelle e un fratellastro, avuto da una relazione extraconiugale del padre ma regolarmente riconosciuto. I 4 sono finiti a farsi la guerra tra di loro a causa di un mancato testamento.
Il procedimento, avuto inizio nel 1971, è ancora pendente in Cassazione ma, ad oggi, molti di quei beni rappresentati da immobili, terreni e fabbricati, per un valore stimato di 480mila euro, si sono deteriorati; altri, in particolare alcuni appartamenti, sono rimasti a godimento di chi se ne era appropriato al momento della morte del padre e attualmente, in seguito ad una serie di lavori di ristrutturazione promossi dal beneficiario a proprie spese, hanno aumentato il loro valore complicando ulteriormente le sorti del procedimento civile.

Potremmo dire che questo è  l’ennesimo esempio dei «processi lumaca» che affollano le aule dei tribunali del distretto di Salerno calpestando il concetto della «durata ragionevole del processo» sancito dalla Legge Pinto.

Napoli, le rubano gli strumenti: la musicista fa un appello in rete

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Napoli, le rubano gli strumenti: la musicista fa un appello in rete

Napoli, la vicenda del furto è successo un paio di settimane fa: i ladri sono entrati nel garage della sua abitazione di Scisciano e le hanno portato via il basso, gli accessori annessi e perfino gli spartiti. A quanto pare un furto mirato, considerato che lì dentro c’erano cose di maggior valore, come la stessa auto all’interno della quale, sul sedile posteriore, era riposto lo strumento musicale, che non è stato toccato dai ladri. Sembrerebbe essere stato fatto per sottrarle la possibilità di continuare a suonare, almeno questa è la convinzione di Valentina, che ha fatto anche un appello sul web.

La ragazza, musicista 28enne, è ancora scossa per quanto accaduto e non solo per il danno finanziario subito. Una situazione difficile per la ragazza, che non ha i genitori e vive con la nonna, a cui ha cercato di far fronte rivolgendosi ai social network. La ragazza ha aperto una pagina su facebook, in cui offre da 10 a 50 euro, ricevendo in cambio lezioni di basso elettrico e, in caso di massima generosità, anche una visita-studio in una sala prove; tutto questo per cercare di recuperare dei soldi per poter ricomprare gli strumenti. E per adesso sono sette le persone che hanno aderito alla campagna, donando 250 euro.

Napoli, scuole chiuse anche oggi: il pasticcio delle previsioni meteo

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Napoli, scuole chiuse anche oggi: il pasticcio delle previsioni meteo

Napoli, anche oggi le scuole resteranno chiuse, per il terzo giorno consecutivo. Si parladi un vero e proprio pasticcio che riguarda le previsioni meteo. La Protezione civile della Regione ha emanato una nuova allerta meteo per «un’anomalia termica negativa» che ha indotto il Comune – con un’ordinanza del sindaco Luigi de Magistris – a tenere per un altro giorno a casa studenti e professori.

Ma far fronte alla cosa non è stato facile: gli allarmi meteo fino alle 20  di ieri non si sono concretizzati. C’è stato un vero via vai di ordinanze, tra cui anche a Castellammare di Stabia, dove è stata pubblicata sul web e nei diversi social scolastici, un ordinanza falsa, che ha portato il Comune ha diramare un avviso sulla pagina ufficiale del Comune.

Diciamo che la paura che potesse nevicare di nuovo e che si potesse essere nuovamente impreparati all’accaduto, ha spaventato la popolazione, facendo avvenire, conseguentemente un balletto di comunicati e affermazioni tra le varie Istituzioni in questione, vale a dire Comune, Regione e Protezione civile, che hanno generato più di una polemica.

Cure palliative: il Card Parolin scrive a Mons Paglia

Il Cardinale Parolin scrive a Mons Paglia: “Nessuno deve morire in solitudine, cure palliative per i malati terminali”
Per la prima volta nella storia della Santa Sede la necessità di pensare a come far fronte all’invecchiamento della popolazione viene apertamente affrontata e discussa. E questo porta direttamente a discutere delle “ cure palliative ” per i malati terminali. Ma il passo successivo è, inevitabilmente, quello che porta all’ eutanasia.

Cure palliative: il Card Parolin scrive a Mons Paglia

Ieri e Oggi,  in Vaticano, un convegno internazionale dedicato alle cure palliative voluto da papa Francesco per discutere sull’assistenza medica e familiare negli ultimi istanti di vita.

Il titolo è esplicito, diretto:

“Palliative Care: everywhere & by Everyone in every religion or belief” (Le cure palliative: ovunque e per ciascuno, per ogni religione o fede.).

L’argomento, dunque, è di quelli scottanti. Riguarda venti milioni di persone ogni anno. Tante persone che chiedono di essere assistite per affrontare gli ultimi giorni di vita. In Italia se ne possono contare 313.000,

Nel merito, in una lettera a mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita, il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, afferma:

“Il limite richiede non solo di essere combattuto e spostato, ma anche riconosciuto e accettato. E questo significa non abbandonare le persone malate, ma anzi stare loro vicino e accompagnarle nella difficile prova che si fa presente alla conclusione della vita”.

Eccovi, a seguire, un’ampio stralcio della lettera del card. Parolin:

“si tratta di argomenti che riguardano i momenti conclusivi della nostra vita terrena e che mettono l’essere umano a confronto con un limite che appare insuperabile per la libertà, suscitando a volte ribellione e angoscia.

Per questo nella società odierna si cerca in molti modi di evitarlo e di rimuoverlo, trascurando di ascoltare l’ispirata indicazione del Salmo:

«Insegnaci a contare i nostri giorni e acquisteremo un cuore saggio» (89,12).

Ci priviamo così della ricchezza che proprio nella finitezza si nasconde e di una occasione per maturare un modo più sensato di vivere, sul piano sia personale sia sociale.

Le cure palliative, invece, non assecondano questa rinuncia alla sapienza della finitezza, ed è qui un ulteriore motivo dell’importanza di queste tematiche.

Esse indicano infatti una riscoperta della vocazione più profonda della medicina, che consiste prima di tutto nel prendersi cura: il suo compito è di curare sempre, anche se non sempre è possibile guarire.

Certamente l’impresa medica si basa sull’impegno instancabile di acquisire nuove conoscenze e di sconfiggere un numero sempre maggiore di malattie.

Ma le cure palliative attestano, all’interno della pratica clinica, la consapevolezza che il limite richiede non solo di essere combattuto e spostato, ma anche riconosciuto e accettato.

E questo significa non abbandonare le persone malate, ma anzi stare loro vicino e accompagnarle nella difficile prova che si fa presente alla conclusione della vita”.

Accompagnare le persone nella fase conclusiva della vita, ricorda il cardinale, se mira a combattere il dolore, è cosa diversa dall’eutanasia.

“Già Papa Pio XII aveva legittimato con chiarezza, distinguendola dall’eutanasia, la somministrazione di analgesici per alleviare dolori insopportabili. Dolori non altrimenti trattabili, anche qualora, nella fase di morte imminente, fossero causa di un accorciamento della vita (cfr Acta Apostolicae Sedis XLIX [1957],129-147).

Oggi, dopo molti anni di ricerca, l’accorciamento della vita non è più un effetto collaterale frequente. Ma lo stesso interrogativo si ripropone con farmaci nuovi, che agiscono sullo stato di coscienza e rendono possibili diverse forme di sedazione.

Il criterio etico non cambia, ma l’impiego di queste procedure richiede sempre un attento discernimento e molta prudenza.

Esse sono infatti assai impegnative sia per gli ammalati, sia per i familiari, sia per i curanti:

con la sedazione, soprattutto quando protratta e profonda, viene annullata quella dimensione relazionale e comunicativa che abbiamo visto essere cruciale nell’accompagnamento delle cure palliative.

Essa risulta quindi sempre almeno in parte insoddisfacente, sicché va considerata come estremo rimedio, dopo aver esaminato e chiarito con attenzione le indicazioni”.

Stanislao Barretta/ vivicentro/ Cure palliative: il Card Parolin scrive a Mons Paglia

vivicentro.it/ATTUALITA’

* lettera da Asianews

ANDIAMO TUTTI A VOTARE. Andiam, Andiam, a prenderci l’Ital

Se i cittadini italiani anche di origini straniere e aventi insieme buona volontà, il 4 marzo 2018 ANDIAMO TUTTI A VOTARE, c’è ancora speranza. Non c’è altro modo civile …

Non si era forse mai visto il popolo italiano, quello produttivo, lavoratore, operoso e privato, così diviso, confuso, depresso, distratto ma anche impaurito, insofferente, immiserito e dolorante. Al suo interno, destra contro sinistra ed entrambe avverse ai 5stelle. Poi italianofobi contro antiimmigrati. Mantenuti nel sistema pubblico contro stratassati privati e imprese. Pensionati contro giovani disoccupati. Ecc. Sono queste, continue ferite sociali che possono risaputamente condurre al graduale depauperamento di una civile Nazione. E allora, i cittadini italiani pure di origini straniere e aventi insieme buona volontà, il 4 MARZO ANDIAMO TUTTI A VOTARE anche per non dovere perire civilmente di lenta agonia.

I cittadini italiani pure di origini straniere e aventi insieme buona volontà, il 4 marzo 2018, hanno ancora la speranza di estromettere elettoralmente dai “palazzi” tutte le stantie pletore del sistema “associativo”, corporativo, politico, istituzionale, giuridico, burocratico, di categoria, professionale, sindacale, imprenditoriale, che in questi decenni hanno forzosamente (per leggi, sentenze e regolamentazioni, le LORO e solo per LORO) assoggettato, spolpato e annichilito questa Penisola.

Un solo ma eloquente motivo tra gli innumerevoli che si potrebbero citare. Dal 1° di gennaio 2018, ci sono categorie nella Pubblica Amministrazione di Stato, Regioni, ecc. che hanno avuto un aumento, per (preordinata) decadenza del tetto dei 240 mila euro, di quasi 10 mila euro al mese (con stipendi annui fino a 340 mila euro e più). E molti altri, 8, 6, 4, 2, mila euro a scalare. E pertanto, ognuno di noi, normale cittadino-contribuente e sano di coscienza, non può non domandarsi come si possa ancora votare questo famelico sistema pubblico-politico.

I cittadini italiani anche di origini straniere e aventi insieme buona volontà, possono ancora liberarsi dalle organizzate fiumane di lautamente strapagati e mantenuti nel sistema pubblico-politico, che con i loro rispettivi eserciti di subordinati, sovvenzionati, appaltati, controllati e precari, continuano attraverso l’inquadrato consenso del sistema pubblico, a dominare questa Nazione (analogamente, guarda caso, a sparse delinquenze locali e diverse criminalità organizzate).

I cittadini italiani pure di origini straniere e aventi insieme buona volontà, se vogliono ritrovare la loro dignità, devono civilmente liberarsi da queste incanalate masse pubbliche, compiacenti, conniventi e convittuali e in buona parte anche subalterne, di Stato, Regione, Enti, Partecipate, Provincie, Uffici vari e Comuni, che attraverso il nepotismo, lo scambio di voto, il mercimonio e il favoritismo, concentrano i propri voti verso i decennali partiti e rispettivi rappresentanti che ne garantiscono la perenne certezza retributiva e prerogative varie, nonché la nota generale manciugghia quando anche legittimata.

I cittadini italiani anche di origini straniere e aventi insieme buona volontà, devono ripudiare i raffermi leader politici, che a loro volta, raggirando e sapendo di farlo per l’ennesima volta, propagandano mediante l’informazione allineata e i media assoldati, che cambierà tutto senza che di fatto poi nulla muti, sicché il sistema così assicura i propri interessi e perpetra la medesima estorsione fiscale e sudditanza della gente comune.

I preorganizzati agglomerati pubblico-politici infatti, specialmente nei livelli medio-alti, facendosi costantemente rieleggere, si consolidano nelle Istituzioni e si arricchiscono (in modo costituzionale) succhiando fiscalmente ogni risorsa per farsi mantenere con generose remunerazioni, vitalizi, privilegi, indennità, laute pensioni, incarichi, nomine, bandi, appalti, contributi, finanziamenti, sovvenzioni, agevolazioni, prepensionamenti e numerosi compensi spesso solo per comparsa.

Si tratta nel suo insieme di una notoria fetta allineata di società italiana, unita da mimetizzati scopi reciproci, venali e di potere, che per tale motivo va a votare compatta, così da garantire il sostegno al trasversale intreccio regnante pubblico-politico. Sono questi un quarto di concittadini, obbedienti per interesse al reazionario sistema che così da sempre seguita ad essere riconfermato.

È un pluricollaudato metodo elettoralmente ben organizzato. Un diagonale apparato politico feudale, con vassalli, valvassori, valvassini, cui molti pure senza alternativa occupazionale se non fare gli assoldati o lucciole, anche in danno dei propri concittadini. Una ragnatela di potere che permette di controllare il territorio e di padroneggiare il popolo.

Una macchina da guerra elettorale con a capo presidenti, governanti, senatori, deputati, boiardi, sindaci, assessori, ecc. che al loro passaggio ci distribuiscono da sempre solo elusioni, illusioni, sussidi e molliche, mentre parallelamente, con i rispettivi codazzi, profittatori, faccendini, cortigiane, esperti, consulenti, intellettuali, imbonitori, showman, ecc.  s’ingrassano forzosamente con le nostre stratasse e con quelle che pagheranno i nostri ragazzi per i prossimi decenni.

Non andare a votare è dunque di tutta evidenza ciò che (in maniera dissimulata) vuole il sistema. Come anche questi coincidenti scontri ideologici di piazza ad ogni campagna elettorale nazionale che giovano chiaramente agli apparati per ingenerare tra la gente comune insicurezza, ansia, preoccupazioni, così pure sviando dalla mangiatoria di sempre che c’è invece a detta di tutti nei Palazzi e affini.

E non è neanche un caso, tranne per chi non può o vuole vedere, che c’è un’Italia che sta regredendo socialmente e languendo economicamente, dovendosi di conseguenza piegare per bisogno. Un’Italia quest’ultima, talmente rassegnata da non capire che il sistema pubblico-politico non ha interesse che cittadini italiani anche di origini straniere e aventi insieme buona volontà vadano a votare, finendo così con l’essere maggiormente sottomessa in modo “democratico”.

A ciò si aggiungano i prezzolati kapò del sistema, diffusi ovunque e specialmente nella televisione e ora pure sui social, i quali veicolano e amplificano il disgusto al voto. Tutto questo consente ai reggimenti elettorali degli apparati, pure se inferiori in percentuale, di ottenere ad ogni elezione la maggioranza relativa così che i rispettivi “referenti” possono seguitare a comandare, anche ricorrendo a governi di compromesso tra di “Loro”.

Ma se i cittadini italiani pure di origini straniere e aventi insieme buona volontà, andiamo tutti a votare, forse c’è ancora una speranza. E questo 4 marzo potrebbe essere l’ultimo treno elettorale per cercare di uscire dal putrido acquitrino in cui siamo immersi da troppo tempo.

Ritroviamo quindi la dignità umana persa da anni: ANDIAMO A VOTARE.

Solo così, forse, si neutralizzerà questo annoso imbroglio costituzionale. Non c’è altro modo civile. Di contro potremo solo ancora piangerci addosso e soccombere sotto stratasse, inoccupazione, disoccupazione, sottosviluppo, disorganizzazione, avvilimento, fallimenti, sopravvivenza ed altre (criminali) vessazioni ed oppressioni, giuridiche, fiscali e anche prepotenti, dell’autocratico rancido sistema pubblico-politico italiano.

Adduso Sebastiano

vivicentro.it/POLITICAOPINIONI

voto

ESCLUSIVA – Castellammare, Cirillo, LeU per il Senato: “Io la migliore espressione del territorio”

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Castellammare di Stabia, Vincenzo Cirillo è il candidato uninominale per Liberi e Uguali alle elezioni del Senato che si terranno il 4 marzo

Castellammare di Stabia, domenica 4 marzo si voterà per le elezioni politiche del 2018. I vari candidati dovranno ultimare la campagna elettorale entro venerdì e dovranno portare al termine tutti i loro impegni politici prima di domenica. La Redazione di VIVICentro.it ha incontrato Vincenzo Cirillo, candidato uninominale al Senato, con il partito Liberi e Uguali. Con un’esperienza di 20 anni alle spalle, Cirillo 43 anni, Presidente del Consiglio comunale di Trecase in carica, ha deciso di sfidare quelli che lui chiama i “Colossi” della politica, presentandosi come “Homo Novus”.

Quali sono le proposte politiche di Liberi e Uguali sul territorio campano? 

Il progetto di Liberi e Uguali nasce per rispondere a milioni di cittadine e cittadini che non si sentono più rappresentativi. La lunga crisi ha accresciuto le diseguaglianze nel nostro territorio ed ha costretto alla chiusura tante aziende campane, per questo vogliamo riportare al centro della vita sociale: il lavoro, l’istruzione e l’ambiente. In merito a quest’ultimo punto, sto portando avanti delle campagne di sensibilizzazione; in realtà sono un precursore, ho lanciato il primo progetto di fitodepurazione degli scarichi reflui a Trecase, dove gli scarichi reflui delle case venivano depurati da piante attraverso questo processo di fitodepurazione e se ne ricavava acqua che era possibile usare per le irrigazioni. Al di là di questo, per tutti i terreni abbandonati che si trovano in Campania, sto cercando di recuperarli ad opera dei comuni per fare in modo che si attivino delle coltivazioni biologiche, e là dove i proprietari terrieri non li vogliono più coltivare, invece di tenerli abbandonati, noi li rimettiamo in funzione e li affidiamo attraverso i meccanismi degli orti urbani, a tutti coloro che se ne vogliono occupare. In questo modo produrremo cose che sono il fiore all’occhiello delle nostre zone. 

Liberi e Uguali è molto criticato soprattutto dal Pd, cosa pensa al riguardo? 

La polemica del Pd sul voto utile, usando le parole di Massimo Alema è meschina. Gli elettori di LeU non avrebbero mai votato quello che oggi è diventato il Pd, quindi la scelta di un partito di sinistro alternativo al Pd resta totalmente in campo, ed è l’unica opzione realmente presente nel paese per cambiare le leggi sbagliate degli ultimi governi.

In una sua dichiarazione, ha affermato che in anni di politica ha dovuto affrontare molti soprusi, a cosa si riferiva?

A 18 anni compiuti decido di candidarmi, chi mi aveva candidato, chi aveva insistito, lo aveva fatto solo a mero scopo di riempilista. Io mi sono candidato e ho pensato di non farmi l’elezione per fare un regalo a qualcuno, ma volevo andare contro i pregiudizi e ho fatto capire di avere le idee chiare su quello che volevo fare. In campagna elettorale, da 20 anni ad oggi, non ho mai promesso posti di lavoro, o altro in cambio, se non la mia competenza e il mio modo di lavorare e l’attenzione al territorio. La gente ha creduto in me, ha avuto modo di capire che io facevo sul serio, e da sempre sul territorio sono quello più votato. Sono stato sempre nelle file di sinistra, perchè vengo da una famiglia di quel tipo di estrazione, con principi cattolici saldi, in pratica quegli ibridi che si trovano sono dalle nostre parti, persone di sana e robusta costituzione morale e politica. Sono stato per 5 anni il segretario dell’Assessore Mario Casillo, sono stato nel Pd e nella Margherita, ma sempre e solo in questo ambito. Quando ho iniziato, mi sono stati affidati l’informa giovani, il turismo, le politiche comunitarie, il turismo, il parco nazionale del Vesuvio, quelle che venivano considerate banalità, delle deleghe che, secondo alcuni, non mi avrebbero fatto lavorare, e invece ho trasformato questi assessorati in assessorati vincenti. Ho fatto cose sul territorio, che dopo 20 anni sono ancora lì. Ho portato 10 milioni di euro nel giro di 5 anni nelle casse del Comune. Dopo tutto il mio lavoro, dopo aver fatto politica per passione, dopo 20 anni, dopo aver onorato i miei incarichi, in maniera egregia, sono stato rigettato dalla macchina politica, ma io non ho mai mollato e posso affermare di essere uno dei pochi politici sani. 

Lei in campagna elettorale ha fatto dei riferimenti sul lavoro, istruzione e sanità, e di tutte le nuove proposte per Napoli e il mezzogiorno. Ce ne parli. 

Le politiche sociali devono essere la priorità del nostro sistema pubblico. Dobbiamo estendere il reddito di inclusione in modo da renderlo uno strumento di contrasto alla povertà; la scuola deve essere ancorata ai principi costituzionali rendendola gratuita e riqualificando il “tempo scuola”, perchè a Napoli, l’abbandono scolastico colpisce un bambino su 5; si deve adottare un piano socio sanitario nazionale per la non autosufficienza in quanto tantissimi campani hanno smesso di curarsi e perchè spesso curarsi nel pubblico costa di più che nel privato, a causa della scusa delle liste d’attesa

In merito alla questione stabiese, come intende affrontare il caso Fincantieri e Terme?

Da anni il ricatto della precarietà ha eroso la qualità della vita dei lavoratori, anche della Fincantieri, portando i salari a livelli molto bassi. E’ necessario intervenire superando il Jobs Act e tornare a considerare il contratto a tempo indeterminato come la forma prevalente di assunzione. L’alta professionalità del lavoratori della Fincantieri deve essere supportata da nuove commesse, in primis dagli armatori napoletani; il ruolo del Governo è fondamentale per aiutare questo comparto. Le Terme devono tornare ad essere il fiore all’occhiello della città. Posso anticipare che insieme a mio cognato Enzo Miccio, maestro del wedding, abbiamo elaborato un progetto di riqualificazione nel Luxury, che riporti le terme ai livelli di altri centri benessere già affermati affinchè possano essere di richiamo per una clientela nazionale e internazionale. Il comune dovrebbe affidare le terme a grandi investitori, senza interessi a locali. Noi abbiamo la nostra proposta, puntando al luxury, senza ovviamente togliere posto a chi invece fa i trattamenti per curarsi, che sarebbero messi sempre e comunque al primo posto.

Ormai a Castellammare non si fa altro che parlare, giustamente, del Sottopasso di Via Nocera, cosa pensa al riguardo?

E’ un caso che inizialmente non avevo compreso, poi ho capito quale era la reale problematica. Il sottopasso è uno spreco di soldi della collettività di Castellammare di Stabia. E’ una cosa abominevole. Bloccare con una voragine e rovinare quel poco di economia che c’è e regge nella zona San Marco, lo trovo un grande spreco di soldi e un danno grave ai residenti della zona.  Piuttosto di realizzare quest’opera sarebbe molto più utile ripristinare la fermata a Ponte Persica, oppure utilizzare quel denaro per l’apertura delle Terme.

Dalla sua campagna elettorale fatta sul territorio, che atteggiamento ha potuto notare da parte dei vari cittadini, di apertura o chiusura al mondo della politica?

I cittadini sono stanchi delle vane promesse. Il riscontro è stato positivo, vedono LeU come l’unico partito competente sul territorio. Molti miei concittadini e altri abitanti dei comuni vicini sono stati molto contenti della mia candidatura, questo mi rende orgoglioso perchè è la candidatura di una persona del loro territorio, che domani non fuggirà via e che sarà pronta nel rispondere alle loro istanze. Dopo aver incontrato le persone, chi mi ha incontrato è sempre felice di averlo  fatto, ma purtroppo siamo sempre messi in posizione dove è matematicamente impossibile essere eletti perchè dovrei combattere contro il potere di partiti che a livello nazionale sono maggiormente riconosciuti. Il M5S è considerato da tutti l’onesta, per me è gente impreparata politicamente. Io spero che le persone non vedano il partito ma la persona, io sono in LeU, sono il candidato all’uninominale  di un partito che in percentuale è più piccolo rispetto agli altri, e lotto come Davide contro Golia. Io sono la migliore espressione del territorio perchè sono effettivamente del territorio e non come alcuni candidati, miei competitor che non solo non sono del territorio, ma che in realtà sono stati calati nella realtà politica attuale, da un padrino politico che io mi pregio di non avere, o  che avevo e che ora, per fortuna, non ho, perchè mi ero reso conto che non mi permetteva di poter fare politica a mio modo. Io sono una valida alternativa in campo. 

a cura di Vincenza Lourdes Varone

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Concorso Inps 2018 – Parola d’ordine: Disorganizzazione

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Uno degli eventi da cerchiare in rosso sul calendario, per tanti più e meno giovani in cerca di lavoro, è stato senza dubbio il Concorso Inps per 365 posti da analisti di processo-consulenti professionali le cui prime prove preselettive si sono tenute alla Fiera di Roma il 27 ed il 28 febbraio 2018. Sono giunte alla nostra redazione alcune considerazioni, che pubblichiamo integralmente, da parte di molti partecipanti alla prova.

Abbiamo partecipato alla prova svoltasi martedì 27 febbraio 2018 presso la Fiera di Roma e, alla luce di quanto vissuto, siamo rimasti stupiti dei giudizi con cui alcuni telegiornali nazionali hanno esaltato l’organizzazione predisposta; è per questo motivo che intendiamo precisare alcuni aspetti forse sfuggiti ai media nazionali. L’organizzazione ha lasciato parecchio a desiderare, creando innumerevoli disagi alle migliaia di persone presentatesi alla Fiera di Roma. Va innanzitutto detto che l’imprevista e copiosa nevicata che ha colpito il sud Italia non ha facilitato le cose; in molti, per questa ragione hanno invocato un rinvio delle prove. Non ci esprimiamo in tal senso, ma probabilmente la strada del rinvio non sarebbe stata praticabile, anche perché i tanti che avevano la prova alle 8.30 del mattino del 27 febbraio, erano già a Roma la sera precedente in alberghi e ostelli; per loro un rinvio avrebbe rappresentato un grosso disagio, con conseguente perdita di denaro. Detto questo, le avverse condizioni meteo hanno “facilitato” gli atti organizzativi in virtù della scelta di tanti candidati di non presentarsi alla prova. Voci, non certe per carità, riferiscono addirittura che per le prove della mattina circa 1/3 dei candidati non era presente; una diminutio che avrebbe dovuto incidere sulla celerità delle operazioni. Perché, allora, con inizio della prova fissato per le 8.30, i candidati hanno materialmente iniziato il quiz all’incirca alle 13.30, uscendo dal padiglione alle 14.30, ammassandosi inevitabilmente con le migliaia di persone giunte per la seconda tranche del quiz, fissata proprio per le 14.30? Noi eravamo presenti nel gruppo pomeridiano ed abbiamo potuto constatare una disorganizzazione coi fiocchi. Preliminarmente, l’aspetto maggiormente penalizzante è stato l’orario: ci è stato concesso di iniziare il quiz solo alle 18.45, con circa quattro ore e mezza di ritardo rispetto all’ora prefissata. Inevitabili i disagi di tanti ragazzi: molti di essi, dopo circa due ore (in totale saranno quattro) trascorse al banco in attesa che la prova iniziasse, hanno abbandonato il padiglione in preda alle proteste pur di non perdere i mezzi già prenotati per il ritorno nelle varie zone d’Italia da cui provenivano. Alle surreali lungaggini procedurali, si è aggiunto l’incredibile errore in fase di stampa della prova scelta. Veniva infatti sorteggiata la prova “2”, ma dopo circa 30 minuti di attesa inerte, veniva annunciato che per errore era stata stampa la prova “1”, dunque altro tempo perso in migliaia di stampe errate e in successive migliaia di stampe della copia giusta del quiz. Per meglio inquadrare il contesto, va precisato che queste quattro ore di attesa, i candidati le hanno trascorse all’esterno dei padiglioni, con temperatura vicina allo 0 o seduti ai banchi, dopo aver conquistato l’agognato banchetto, ma ugualmente al freddo per la mancanza del benché minimo impianto di riscaldamento. Tralasciando poi la presenza di un solo punto bar per 22000 persone, facendo un passo indietro, segnaliamo brevemente due aspetti altrettanto gravi: il punto consegna bagagli e la sicurezza. Non potendo portare borse nel padiglione del quiz, i candidati erano tenuti a consegnare borse varie prima di entrare. Per circa 6000 persone è stato predisposto UN SOLO punto di raccolta, in cui UN SOLO ADDETTO aveva il compito di prendere ogni singola borsa, posarla e consegnare al proprietario la ricevuta. Riuscite ad immaginare quanto tempo ci sia voluto per questa operazione moltiplicata per 6000 persone? Ovviamente, a causa di tale incombenza, durata circa 3 ore, il quiz è stato ulteriormente ritardato. Perché non predisporre tre, quattro,cinque o più punti raccolta bagagli, visto l’afflusso di candidati ben anticipato dalla quantità di domande di partecipazione arrivate in questi mesi? Infine la sicurezza: nelle circa sei ore trascorse presso la Fiera di Roma non abbiamo visto nemmeno un poliziotto, un carabiniere, un finanziare o qualsiasi altra autorità addetta alla sicurezza e alle perquisizioni. Tralasciando gli aspetti elementari (probabili cellulari e calcolatrici entrati senza problemi nel padiglione del quiz), fa riflettere che chiunque sarebbe potuto entrare e sedersi in mezzo a migliaia di ragazzi con coltelli, armi, ordigni e quant’altro. Possibile che a nessuno sia minimamente fregato della sicurezza di circa 22000 persone giunte a Roma in due giorni? L’unico personale in divisa avvistato è stato quello della Polizia Municipale all’esterno dei padiglioni che indirizzava verso le poche corse di navette e treni.
Ci teniamo a segnalare tutto questo non per fare polemiche, ma per dare una visione maggiormente completa rispetto a quella da paese dei balocchi, in cui tutto funziona che è trasparsa tramite molti telegiornali.
Siamo una generazione sfortunata ed in difficoltà, alla disperata ricerca di un posto di lavoro, magari pubblico ed a tempo indeterminato ma meritiamo rispetto. Chi di dovere lo tenga a mente.