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Givova Ladies,il gm Prete: “A Viterbo per raggiungere un sogno”

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Le neroarancio partono dal +6 dell’andata. Il dirigente scafatese: “Non pensiamo al vantaggio. Le ragazze in campo per vincere”

Saranno 40’ tutti da vivere per la Givova Ladies Scafati. La compagine di coach Nicola Ottaviano domani sarà di scena al PalaMalè per giocare il ritorno della semifinale dei playoff nazionali contro Ants Viterbo. Forti del 67-61 maturato al PalaFusco, Iozzino e compagne dovranno sciorinare un’altra prestazione d’altissimo spessore per raggiungere una finale, che proietterebbe le neroarancio nella storia del giovane club del presidente Antonio Prete. Di fronte ci saranno delle avversarie pronte a tutto per ribaltare il passivo di sette giorni fa. Il gm Maurizio Prete è, però, fiducioso in vista dell’incontro e alla vigilia esprime tutta la sua carica.

Le è piaciuta la reazione avuta dalla squadra dopo il -18?

 La squadra ci ha abituato a queste rimonte pazzesche, è già capitato un paio di volte nel corso della stagione. Hanno deciso di farmi venire un infarto, prima o poi. A parte gli scherzi le ragazze erano attive e si notava. Anche quando stavano subendo un break pazzesco, in campo si vedeva che c’erano e non volevano mollare. Infatti poi hanno recuperato, portando a casa la vittoria. Se evitassero di beccare break del genere, però, sarei contento lo stesso e sarebbe meglio anche per la mia salute (dice ridendo)”.

Quanto peseranno questi 6 punti di vantaggio in vista del ritorno di domani sera?

Non dobbiamo assolutamente pensare al gap dell’andata. Le ragazze hanno una mentalità positiva e partono da Scafati con lo scopo di vincere. Andiamo lì per raggiungere un sogno”.

Ecco l’appuntamento: Ants Basket Viterbo- Givova Ladies Scafati – domani 12 maggio ore 19 – PalaMalè, via dei Monti Cimini 17 Viterbo

UFFICIO STAMPA

Sorrento, niente unioni civili al Chiostro di San Francesco: il Comune accusato di discriminazione

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Sorrento, niente unioni civili al Chiostro di San Francesco: il Comune accusato di discriminazione

Sorrento, il Chiostro di san Francesco è la location preferita per la celebrazioni di matrimoni in riti civili, infatti ospita anche tre o quattro cerimonie al giorno. Finora i riti hanno sempre riguardato sposi etero. Ma al Chiostro, quando è arrivata la richiesta di celebrare un unione civile, base alla legge Cirinnà, tra due persone dello stesso sesso gli uffici comunali hanno respinto la richiesta.

Questo è quello che è successo a Vincenzo D’Andrea. Come riportato dal giornale “il mattino”, all’uomo è giunta una risposta chiara e secca: «Nel Chiostro di San Francesco non si svolgono cerimonie riguardanti unioni civili». Vincenzo, 26 anni, napoletano,  convive con Heriberto Vasquez Ciro, da ormai 6 anni. I due dopo anni di convivenza, avevano deciso di convolare a nozze, al cospetto di amici e parenti, ma tutto questo a Sorrento non potrà accadere.

Per i due ci si ritrova dinnanzi ad una vera e propria discriminazione nei confronti degli omosessuali. Per questo ha segnalato la vicenda all’Arcigay di Napoli. Il Sindaco di Sorrento, però non tarda ad esprimersi sulla questione: «La struttura, nella quale si svolgono diverse attività, è del Comune  ma ospita su un piano le celle dei monaci francescani, i quali per accedervi passano dal Chiostro. Sin dall’approvazione della legge Cirinnà abbiamo stretto con loro un accordo verbale ma chiaro: sì ai matrimoni civili, ma niente unioni civili».

da queste parole, Cuomo chiarisce che la sua città non discrimina i gay e non vieta le unioni civili, tanto che ci sono tre luoghi nei quali si possono celebrare e sono strutture altrettanto belle. Si tratta di una sala del Municipio, il Museo Correale e Villa Fiorentino.

Castellammare di Stabia, LeU: più di 200 persone in fila per sottoscrivere la lista

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Castellammare di Stabia, LeU: più di 200 persone in fila per sottoscrivere la lista

Castellammare di Stabia, all’interno di un comunicato del partito Liberi e Uguali, da noi ricevuto, si legge:

“Castellammare di Stabia, 11 maggio 2018 – Nel pomeriggio e nella serata di ieri, oltre 200 persone, davanti ad un cancelliere, si sono messe in fila per sottoscrivere la lista di Liberi e Uguali.

È stato un momento straordinario per la democrazia. La legalità inizia da questi piccoli ma significativi passi.
Stanno facendo tutti questo? Chi deve vigilare cosa sta facendo? E le forze politiche che si riempiono la bocca di legalità stanno partecipando a questa ennesima farsa? Questa mattina nei bar, nelle piazze, nei negozi girano persone con in mano moduli vuoti per raccogliere firme. 
Quale pubblico ufficiale si sta prestando a questo atto carnevalesco? Addirittura in alcune scuole ci dicono che stanno girando per raccogliere sottoscrizioni. Se il buongiorno si vede dal mattino, non osiamo immaginare cosa sarà la sera e soprattutto la notte.”

La Storia Infinita Dei Vitalizi (Lo Piano – Saint Red)

La storia infinita dei vitalizi, sembra non dover avere mai fine, si trascina da anni, senza che abbia mai avuto una soddisfacente soluzione.

Da un approfondito studio eseguito da alcuni tecnici di Palazzo Madama, si è appreso che, sospendere i vitalizi ai parlamentari, avrebbe costi talmente alti, che sarebbe preferibile lasciarli in vita.

Si parla di una spesa superiore ai 150 milioni di euro, costo totale per le 2 Camere, a fronte dei 30 attualmente corrisposti.

A questo già esoso esborso, bisognerebbe aggiungere anche la restituzione delle tasse pagate dai parlamentari tra il 1993 ed il 2011, quando fu vietato di portare in detrazione i contributi versati.

Questi, emolumenti, furono considerati alla stregua di premi assicurativi, quindi soggetti a tassazione.

Dal 2012, dopo la riforma Fornero, con il passaggio al sistema contributivo, essendo stato equiparato il lavoro dell’onorevole a quello del dipendente pubblico, quelle tasse non furono più dovute, quindi andrebbero per la transitiva restituite al mittente.

Questo è il motivo per cui converrebbe, sempre secondo il parere degli esperti, lasciare le cose come stanno, visto che la pezza sarebbe più piccola del buco che si andrebbe a coprire.

Per farla breve, la volontà del Movimento 5 Stelle di estinguere i vitalizi, cozza contro un muro di numeri, sembra impossibile frantumare le priorità acquisite dalle migliaia di parlamentari, in tanti anni di “praticantato”.

Solo che i problemi da risolvere sono ben altri, si dovrebbero attuare tutte le misure necessarie per ridurre drasticamente gli sprechi, dove ci sono i finanziamenti pubblici, ci sono gli illeciti.

Nessuna amministrazione ne è esclusa, sarà una battaglia dura, si spera sempre che possa dare i frutti sperati.

Salvini e Di Maio, saranno giovani, non molto esperti, in ogni caso bisogna giocare con queste carte, quelle precedenti hanno già lasciato un brutto ricordo.

Lo Piano – Saint Red

Castellammare, mise a disposizione l’albergo per i D’Alessandro: a processo l’albergatore

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A processo l’imprenditore originario di Castellammare di Stabia che mise a disposizione l’albergo per i D’Alessandro

Il suo albergo nel centro di Castellammare di Stabia era diventato uno dei luoghi in cui si tenevano summit di camorra.

A distanza di poco più di un anno, inizia il processo nei confronti dell’imprenditore stabiese che mise a disposizione il proprio albergo per il sodalizio criminale dei D’Alessandro. L’uomo è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa di cui deve rispondere dinanzi ai giudici del Tribunale di Torre Annunziata. Secondo l’accusa il suo hotel ospitava gli incontri degli uomini del clan ed in particolare dei latitanti che avevano bisogno di riservatezza

L’imprenditore originario di Castellammare non dovrà solo rispondere all’accusa di concorso esterno ai giudici oplontini deve rispondere anche di tentata estorsione ai danni di un imprenditore delle pompe funebri di Torre del Greco. Dalle indagini condotte lo stabiese avrebbe costretto a pagare di tasca proprio le spese per il trasporto di una salma da Castellammare di Stabia a San Giorgio a Cremano.

Castellammare, concessione acqua Acetosella a rischio: i dettagli

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Castellammare, concessione acqua Acetosella a rischio: i dettagli

Castellammare di Stabia, sembrerebbe essere a rischio la concessione per l’acqua Acetosella e con lei sembra che siano stati dimenticati anche tutti i dipendenti. A farne lamentela sono proprio i lavoratori dello stabilimento che si riferiscono, in maniera particolare, contro il commissario prefettizio, che non ha ancora accolto i 14 operai a Palazzo Farnese per avviare il percorso che potrebbe vederli protagonisti dopo il recupero della concessione delle fonti Acidule Plinio da parte del Comune.

La chiusura dello stabilimento si era resa necessaria dopo il fallimento della società Stabia di Mare srl, risalente allo scorso anno. Di conseguenza i lavoratori sono stati costretti a ricorrere alla quota derivante dalla disoccupazione, che però terminerà tra 12 mesi. Se le fonti non saranno riattivate e rese produttive entro 6 mesi dall’assegnazione delle concessioni al Comune, la Regione sarà tenuta a riprendersi la gestione sottraendole all’ente, e questo comporterebbe a segnare per sempre il destino dei lavoratori dello stabilimento Acetosella.

Oggi avvenne, un gol di Zapata in Sampdoria-Napoli del 2014

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Il giorno 11 marzo 2014 si giocò Sampdoria-Napoli

Il giorno 11 maggio il Napoli ha giocato otto partite, sette in serie A ed una in serie B, ottenendo cinque vittorie ed un pareggio, con due sconfitte.

Ricordiamo il 5-2 alla Sampdoria nella penultima giornata della serie A-2013/14

Questa è la formazione schierata da Rafael Benitez:

Reina (78′ Doblas), Maggio, Fernandez, Mesto, Reveillere, Jorginho, Inler, Callejon (72′ Zuniga), Hamsik (Mertens), Insigne, Zapata

I gol: 19′ Zapata, 27′ Insigne, 30′ Eder, 32′ Callejon, 47′ Hamsik, 61′ Mustafi (autogol), 88′ Wszolek

A due giornate dalla fine il Napoli era terzo alle spalle di Juventus e Roma.

Il gol che ha aperto le marcature contro i doriani porta la firma di Duvan Zapata che vanta 15 gol nelle sue 53 presenze in maglia azzurra: 11 in serie A e 4 in Europa.

Fonte: sscnapoli.it

Castellammare, rischio dissesto: 115mila euro per 51 creditori

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Castellammare, rischio dissesto: 115mila euro per 51 creditori

Castellammare di Stabia, il Comune stabiese rischia il dissesto, ma a Palazzo Farnese si fa di tutto per evitarlo. A lavorare sylla questione è l’Organismo indipendente di valutazione, al quale Palazzo Farnese si è affidato per saldare tutti i suoi debiti. Per ora sono stati messi a disposizione 115mila euro per far fronte ai debiti contratti nei confronti di 51 creditori.

Si prevede un pagamento limitato al 50% di quanto dovuto. Questo significa che  le aziende e professionisti che attendono la liquidazione delle fatture o accettano subito e si accontentano della metà, oppure possono rifiutare dovendo attendere anni, con il rischio che si possa presentare un nuovo dissesto. Ricordiamo che il Comune della città delle acque, proprio nel dicembre scorso è uscito formalmente dal dissesto finanziario.

Sembrerebbe che diversi creditori, soprattutto quelli le cui cifre non sono esorbitanti, stiano accettando il compromesso. Mentre, per quelli la cui cifre sono più alte, potrebbe scattare la rinuncia a questo tipo di compromesso e rifiutare la proposta. In questo caso il Comune andrebbe in forte difficoltà. Comunque in caso di risposta positiva del creditore, il Comune si impegna a liquidare la somma oggetto della transazione in circa 30 giorni. In caso di rifiuto, invece, il creditore viene posto in coda in attesa di un nuovo piano.

‘Maradona’, l’omaggio al Pibe in oltre cento foto inedite

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‘Maradona’, l’omaggio al campione argentino che regalò al Napoli gli scudetti e la Coppa Uefa dal 1987 al 1990

 Se c’è un campione che non si identifica in una squadra, ma bensì in una città è Diego Armando Maradona. E la celebrazione del Pibe, che un anno fa fu nominato cittadino onorario di Napoli in piazza del Plebiscito, resiste anche per questo motivo al tempo.

«Maradona» è il libro dedicato da Sergio Siano, fotoreporter del Mattino, al campione argentino che regalò al Napoli gli scudetti e la Coppa Uefa dal 1987 al 1990. Un’emozionante carrellata di oltre cento foto che appartengono alla famiglia Siano: a Mario, Riccardo, Sergio. I primi scatti sono risalgono al 5 luglio dell’84, quando Diego – neo acquisto dell’allora presidente del club Corrado Ferlaino per 14 miliardi di lire – quando fu accolto al San Paolo da sessantamila tifosi in estasi: quelli che già immaginavano i futuri successi. A quel primo scudetto, al primo trionfo di quella era irripetibile, Siano dedica un’ampia parte di «Maradona», con gli scatti della festa tricolore. Lo riporta l’edizione di oggi del quotidiano Il Mattino.

 

Napoli, macchina travolge in pieno due operai: panico a Corso Umberto

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Napoli, macchina travolge in pieno due operai: panico a Corso Umberto

Napoli, momenti di panico questa mattina  in via eletto Starace, strada che collega il Corso Umberto con la stazione d’arte Piazza Nicola Amore di prossima apertura, dove una macchina ha travolto per almeno una decina di metri due operai della Napolipark.

Come riportato dal giornale “il Mattino”, sembrerebbe che all’auto che ha travolto i due operai, si sia inceppata la retromarcia. Un operaio sta bene, ma l’altro è stato per qualche minuto sotto l’auto. I passanti subito hanno tentato di aiutare l’uomo, cercando di alzare di peso l’auto per permettere all’uomo di essere estratto.

Sul luogo subito è giunta la polizia e due ambulanze che hanno trasportato i lavoratori all’Ospedale Loreto Mare. Probabili fratture per entrambi. Tutti coloro che hanno assistito alla scena, hanno pensato al peggio. Alcuni residenti, che non avevano subito assistito alla scena, credevano che fosse caduto un pezzo di intonaco dal palazzo, ma nel momento in cui hanno visto  lo scooter accartocciato, hanno capito che si trattava di un incidente,  in quanto il boato è stato assordante.

Reina sarà ascoltato dai pm: ecco cosa potrebbero chiedergli

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Il portiere spagnolo Pepe Reina sarà ascoltato dai pm come persona informata sui fatti

L’ormai ex portiere del Napoli Pepe Reina sarà ascoltato dai pm che stanno indagano sui fratelli Esposito, imprenditori napoletani proprietari del locale Club Partenopeo, arrestati lo scorso mercoledì con l’accusa di intestazione fittizia di beni con l’aggravante di aver commesso il fatto per agevolare il clan Contini. A riportare la notizia è l’edizione di oggi del quotidiano sportivo la Gazzetta dello Sport. Ecco quanto scrive la Rosea

“Il portiere ha salutato la scorsa settimana amici e compagni di squadra con un party in una delle strutture gestite proprio dagli Esposito, il Club Partenopeo. I magistrati gli chiederanno, tra le altre cose, perché abbia scelto quella location”

 

Castellammare, la città piange per la morte di Luciano: poliziotto del R.O.S spentosi per una malattia

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Castellammare, la città piange per la morte di Luciano: poliziotto del R.O.S spentosi per una malattia

Castellammare di Stabia, la città piange per la morte di Luciano, un poliziotto del R.O.S morto a soli 36 anni, a causa di una malattia. L’annuncio è arrivato questa mattina, su i vari gruppi social stabiesi, dove in numerosi sono giunti i messaggi di cordoglio, indirizzati alla famiglia per la morte di Luciano, avvenuta proprio poche ore fa.

Luciano, era stabiese, ma a causa del suo lavoro, prestava servizio a Roma già da diversi anni. Tutti lo ricordano come un uomo buono, amato da tutti, una bellissima persona, un ragazzo tranquillo, sempre disponibile ad aiutare il prossimo, e sempre sorridente.  Purtroppo Luciano da tempo combatteva contro una grave malattia che alla fine, l’ha portato via all’affetto dei suoi cari. Ma Luciano  “ha combattuto fino all’ultimo come un leone” così come riportato in uno dei commenti lasciati sul social facebook

Gli Esposito volevano lanciare gli orologi ‘Napoli’: i dettagli

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I fratelli Esposito volevano lanciare orologi con il brand “Napoli Calcio”, e come testimonial avevano scelto Paolo Cannavaro

Anche L’ex azzurro Salvatore Aronica è stato convocato in Procura federale e presto, l’ormai portiere del Milan, Pepe Reina sarà ascoltato in Procura, quella ordinaria, dai pm che indagano sui fratelli Esposito e sulle loro amicizie. Nulla a carico dei calciatori. Solo verifiche per comprendere al meglio il quadro di frequentazioni, conoscenze e rapporti di affari. L’indagine sportiva si incrocia con quella penale nella quale Reina sarà sentito dai pm come persona informata sui fatti, a partire dalla festa al Club Partenopeo per il suo addio alla squadra.

Club Partenopeo è la discoteca sottoposta a sequestro lo scorso mercoledì e il suo proprietario, Gabriele Esposito, è tra gli arrestati per intestazione fittizia di beni con l’aggravante della finalità camorristica. È pertanto facile immaginare che tra le domande che i pm Francesco De Falco, Enrica Parascandolo e Ida Teresi porranno allo spagnolo del Napoli ci saranno quelle sui dettagli della festa, organizzazione e modalità di pagamento, o sul pomeriggio di relax in un centro massaggi di Chiaia di cui si ha traccia in una intercettazione e che risulta organizzato da Gabriele Esposito che con i fratelli è sotto inchiesta, amico di camorristi e vip.

Come riportato dal quotidiano Il Mattino nell’edizione di oggi:

“In un’informativa della Dia è descritto il mondo di questo imprenditore. Si scopre che a marzo 2013 è volato a Parigi con l’amico di sempre Paolo Cannavaro per far visita al famoso Ezequiel Lavezzi, loro comune amico. E che a giugno 2013 i fratelli Esposito, sempre con Cannavaro e Aronica, le rispettive famiglie e altri amici, trascorsero una breve vacanza a Ibiza dove incontrarono i calciatori Marco e Fabio Borriello. Non solo viaggi, ma anche business. Nell’informativa si fa riferimento al progetto di Francesco Esposito di produrre e commercializzare orologi con il brand «Napoli Calcio» pensando di coinvolgere anche lo stesso Cannavaro che avrebbe garantito un grande ritorno pubblicitario. E si fa cenno a una serie di affari, solo ideati o anche andati in porto, sempre con partner famosi.

Nel settore della ristorazione gli Esposito puntavano ad avere come soci Paolo Cannavaro e suo fratello Fabio (anch’egli estraneo alle indagini). Ci sono agli atti conversazioni intercettate che lo confermano: i calciatori volevano diversificare i loro interessi e gli Esposito allargare i loro affari, puntando ai ristoranti di Marechiaro e del centro più in della città.

 

Fiat Cinquecento: in città la musica è cambiata

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La Cinquecento è stata prodotta da Fiat dal 1991 al 1998 nel segmento delle super-utilitarie nata per sostituire la fortunatissima 126.

Fiat Cinquecento
Fiat Cinquecento

Dal profilo tecnico molto avanzato con carrozzeria squadrata e compatta a 3 porte, è la prima Fiat che ha adottato il nuovo logo rettangolare a sfondo blu. La piccola vettura venne progettata da Ermanno Cressoni e Antonio Piovano. È stata la prima auto Fiat ad essere prodotta esclusivamente nella fabbrica di Tychy, in Polonia.

Fiat Cinquecento in catena di montaggio
Fiat Cinquecento in catena di montaggio

Gli interni, semplici razionali, spaziosi e confortevoli, vennero disegnati da Claudio Mottino e Giuseppe Bertolusso.

Fiat Cinquecento interni
Fiat Cinquecento interni

La Cinquecento nacque concettualmente nei primi anni ’80 come veicolo super-economico per i progetti finalizzati ai trasporti (PFT) del CNR. Anche la FSM, all’epoca non completamente controllata da Fiat, stava lavorando con BOSMAL un progetto di auto piccola e all’avanguardia che culminò nel concept Beskid 106. Il lancio pubblicitario e la campagna di advertising fu particolarmente creativa e impegnativa. Belli anche gli spot tv.

Fiat Cinquecento - Advertising
Fiat Cinquecento – Advertising

La prima serie Economy Drive (ED) fu presentata il 15 dicembre 1991 con motore 704 cc di provenienza dalla 126 bis. Piacque sin da subito molto al pubblico, nonostante le prestazioni modeste e la mancanza della quinta marcia e la prima non sincronizzata. Per i più esigenti fu prevista anche la versione 903cc di derivazione Fiat 127 a carburatore e iniezione elettronica. Fu molto apprezzata soprattutto per i bassi consumi e i relativi bassi costi gestionali. Esteriormente si presentava con paraurti in plastica grezza e cerchi in acciaio, mentre la versione 903cc era dotata di borchie integrali. Specchietti e maniglie e tappo tondo del carburante non erano  in tinta con la carrozzeria.

Fiat Cinquecento 903 i.e.
Fiat Cinquecento 903 i.e.

Il cruscotto inizialmente era nero scuro, e diventò grigio in tutte le altre versioni successive. Il quadro strumenti in origine riprendeva quello della sua antenata 126 bis, con spie luminose rettangolari a sinistra con tachimetro al centro su scala 160 km/h. La Cinquecento 903cc a carburatore è la versione in assoluto più rara in quanto rimasta in commercio solo per pochissimi mesi. Fu introdotto successivamente un nuovo motore a iniezione con una riduzione di cilindrata a 899cc. Le ragioni vanno ricercate nel “gradino fiscale”.

Un leggero aggiornamento riconoscibile immediatamente la logo anteriore Fiat ridotto e la comparsa di uno sportellino per il carburante caratterizzano esteticamente la seconda serie. La plancia diventò grigia e anche il quadro strumenti fu aggiornato.

Sicuramente tra i modelli più diffusi che calcano ancora oggi le nostre strade ci sono le versioni “young”, le più economiche, con motore 899cc, molto colorate e dal fascino sbarazzino grazie a colorazioni assai vivaci.

Fiat Cinquecento Young
Fiat Cinquecento Young sui navigli a Milano

 

Fiat Cinquecento in strada
Fiat Cinquecento in strada

Tantissimi i prototipi creati sul modello.

Prototipi su Fiat Cinquecento
Prototipi su Fiat Cinquecento

E’ possibile guardare la scheda tecnica della Fiat Cinquecento. Gli appassionati discutono del modello sul gruppo facebook dedicato.

Napoli, ritiro a Dimaro: l’invito della società ai tifosi

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Il Napoli dal 10 al 30 luglio sarà in ritiro a Dimaro, per l’ottavo anno consecutivo

Con il ritiro annunciato nella giornata di ieri, il Napoli per l’ottavo anno consecutivo andrà a Dimaro: un record. «E se tutto andrà come deva andare potremmo firmare anche un quinquennale il prossimo inverno», anticipa Aurelio De Laurentiis.

Le Dolomiti della Val di Sole saranno ancora una volta la cornice del ritiro precampionato degli azzurri, dal 10 al 30 luglio. Un lavoro interminabile, vecchio stile, secondo un modello che tanto piace al club.

Il club lancia l’invito a battere il primato delle presenze della passata estate, quando i tifosi napoletani che hanno preso d’assalto la valle sono stati oltre 70mila. Hanno voluto a tutti i costi il rinnovo per la presenza del Napoli anche questa estate. Le cifre dell’intesa sono riservate ma Rossini illustra una serie di dati relativi anche alla presenza invernali nella valle («+10% di soggiorni») che lasciano intendere come il binomio con il Napoli è importante per il turismo della zona. «A Carciato già da quest’anno ci sarà un potenziamento dell’impianto di illuminazione», dice l’ex sindaco Menghini. Probabile, dunque, che le amichevoli serali si giocheranno lì e non a Trento. Spostamento poco gradito a squadra e tifosi al seguito. La Val di Sole guarda al futuro: si pensa a lavori per portare da 1200 a 3500 la capienza del piccolo stadio. A riportare la notizia il quotidiano Il Mattino.

Scontro Israele-Iran. Il Pentagono frena

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Israele colpisce gli iraniani in Siria. Il Pentagono frena: “Nessun conflitto contro gli ayatollah”

Venti di guerra tra Israele e Iran. Ai razzi di Teheran sul Golan, lo Stato ebraico risponde con 70 missili sulle postazioni iraniane in Siria. «L’Iran ha oltrepassato una linea rossa e la reazione di Israele è stata adeguata» dice Netanyahu, lanciando un monito a Damasco. Dal lato americano il Pentagono frena ed esclude un confronto militare diretto con l’Iran.

Israele colpisce gli iraniani in Siria. Netanyahu: “Passata la linea rossa”

Centrate dozzine di postazioni dei pasdaran dopo l’attacco con i razzi sul Golan. È il bombardamento più massiccio dal 1973. Damasco: intercettata la metà dei missili

BEIRUT – I pasdaran attaccano le postazioni israeliane sul Golan e lo Stato ebraico scatena in Siria i più massicci bombardamenti dalla guerra dello Yom Kippur del 1973. Lo scontro fra l’Iran e Israele sul fronte siriano ha conosciuto la notte più tesa dal 10 febbraio scorso, quando l’abbattimento di un F-16 da parte delle contraerea siriana aveva fatto temere un conflitto aperto. Allora come ieri è stata la Russia a fare da cuscinetto, ma adesso, dopo che Donald Trump ha stracciato l’accordo sul nucleare, anche per Vladimir Putin è sempre più difficile convincere l’alleato sciita a contenersi.

Il primo «attacco diretto dell’Iran a Israele», come è stato definito dalle forze armate israeliane, è stato innescato prima dell’alba da un raid israeliano su una base utilizzata dalle milizie sciite a Sud di Damasco, nella cittadina di Kisweh, già colpita due giorni fa. Questa volta però gli iraniani, o qualche milizia alleata, hanno reagito. Un lanciarazzi mobile ha tirato 20 ordigni verso le Alture del Golan. La contraerea israeliana li ha intercettati e subito dopo è partita la rappresaglia. Sono stati impegnati 28 cacciabombardieri F-16 e F-15 che hanno lanciato 60 missili aria-terra e colpito «dozzine di obiettivi» iraniani attorno a Damasco e più in profondità ancora, nella provincia di Homs. Al volume di fuoco si sono aggiunti anche 10 missili terra-terra e alla fine, secondo le forze armate israeliane, «tutte le postazioni militari costruite negli ultimi mesi dall’Iran sono state distrutte».

Il premier Benjamin Netanyahu, reduce dall’incontro con Putin a Mosca, ha spiegato che «l’Iran ha oltrepassato la linea rossa» e la risposta «è stata adeguata»: «Ho inviato un messaggio chiaro: la nostra operazione è diretta contro obiettivi iraniani in Siria, ma se l’esercito siriano agirà contro Israele, noi agiremo contro di lui». Un portavoce israeliano, il colonnello Jonathan Conricus, ha precisato che la Russia «è stata avvertita in anticipo degli attacchi». Nei raid sarebbero rimasti uccisi 23 militari, «molti iraniani». Il ministero della Difesa russa ha ribattuto che le difese siriane «hanno intercettato la metà dei missili lanciati». Anche le forze armate siriane hanno vantato «l’alta percentuale di successo» delle proprie difese, come in occasione dei raid franco-anglo-americani del 14 aprile scorso.

Per il governo siriano «il confronto diretto segnala l’inizio di una nuova fase della guerra». Il conflitto civile, con la resa dei ribelli nelle ultime sacche attorno a Damasco e Hama, è quasi finito. Bashar al-Assad ora vuol prendersi i territori che ancora gli sfuggono lungo le frontiere, e l’area a ridosso del Golan è una di queste. Attorno alla città di Quneitra si sono ammassate truppe regolari e milizie sciite libanesi, irachene e siriane, con il supporto dei consiglieri militari delle forze speciali Al-Quds, guidate dal generale Qasseim Suleimani. Secondo l’Intelligence militare israeliana è stato lo stesso Suleimani a dare «l’ordine di attacco» sul Golan.

L’ala oltranzista del regime iraniano vorrebbe quindi andare allo scontro diretto con Israele, senza attendere il tentativo di Hassan Rohani di salvare l’accordo sul nucleare. Ieri il presidente iraniano ha ricevuto la telefonata della cancelliera Angela Merkel, che lo ha rassicurato sulla permanenza nell’accordo della Germania, insieme a Francia e Inghilterra, «finché l’Iran manterrà i suoi impegni». Ma il fronte del Golan resta incandescente. La guerra a bassa intensità è cominciata lo scorso febbraio, quando un elicottero Apache israeliano ha ucciso il comandante di Hezbollah Mohammed Ahmed Issa vicino a Quneitra, e da allora rappresaglie e contro-rappresaglie non si sono mai fermate. Nessuno sa dove si fermeranno.

Scafati, auto finisce nel fiume: il conducente ne esce illeso

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Scafati, auto finisce nel fiume: il conducente ne esce illeso

Scafati, è avvenuto un incidente al ponte di via Fosso dei Bagni al confine con Angri. Secondo quanto appreso, una macchina, una Fiat Panda, sarebbe finita fuori strada, ribaltandosi direttamente nel canale del fiume Sarno, nel controfosso destro. Per fortuna, il conducente della macchina, un anziano dottore della guardia medica locale,  ne è uscito illeso, anche se la paura è stata davvero molto forte, con una vera e propria tragedia sfiorata. Sul posto è giunta anche l’ambulanza, che ha portato l’uomo all’ospedale di Nocera: sembrerebbe, dal bollettino medico, che l’uomo sia stato anche dimesso. Intanto su i vari gruppi social cittadini, non sono mancati post al riguardo, in quanto la paura in città è stata davvero tanta, e tutti erano pronti al il peggio.

Sul posto, insieme ai sanitari del 118, sono intervenuti anche i caschi rossi e i vigili urbani del comando di polizia municipale di Scafati alla guida del comandante Giovanni Forgione.

 

 

 

Il Napoli valuta l’ipotesi Giampaolo: la situazione

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Il Napoli pensa a Marco Giampaolo come sostituto di Maurizio Sarri

Nella giornata di ieri, a margine della sessione di allenamento quotidiano in vista del match contro il Napoli, Marco Giampaolo, tecnico della Sampdoria, ha offerto una grigliata a tutto lo spogliatoio staff compreso. Un momento di aggregazione che il tecnico blucerchiato ha voluto creare per riunire i suoi e caricarli in occasione dello sprint finale. L’allenatore del club ligure non disdegnerebbe un successo contro il Napoli per tenere accesa ancora la fiammella della speranza nel traguardo europeo. Ecco quanto scrive l’edizione di oggi del quotiano de La Repubblica – Genova:

“Finire bene è importante. Le ultime partite lasciano una scia, vorremmo fosse profumata”. A dirlo è Marco Giampaolo, in una delle sue massime più ricorrenti. Il profumo può essere quello dell’asado ( promosso a pieni voti dagli argentini Silvestre e Alvarez), la grigliata offerta ieri a Bogliasco dal tecnico a tutto lo staff ( mancavano solo il presidente Ferrero, impegnato a Roma, l’avvocato Romei e Pradè, c’erano invece Osti, Pecini, molti responsabili a vario titolo in forza alla Sampdoria e tutti quelli che lavorano a Bogliasco) e all’intero spogliatoio, un bel gesto che Giampaolo aveva dovuto rinviare l’anno scorso per motivi climatici, ma che in questo caldo maggio è riuscito a celebrare. Parallelamente sono cominciate ad impazzare le indiscrezioni di mercato. Con un Napoli che, si dice, stia pensando a Giampaolo, c’è pure chi già fa dei nomi per la sua sostituzione, De Zerbi, ora al Benevento, e Stroppa, attualmente al Foggia”.

Napoli, ipotesi nuovo centro sportivo a Melito: i dettagli

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Il Napoli potrebbe realizzare il nuovo centro sportivo a Melito

Nella giornata di ieri il primo cittadino di Melito, Antonio Amente, aspettava una visita da parte dei dirigenti del Napoli per esaminare l’ipotesi per la realizzazione nel suo comune del nuovo centro sportivo del club azzurro, che dal 2005 si allena nel centro sportivo di Castel Volturno.

Ieri c’è stata una telefonata con il presidente Aurelio De Laurentiis, secondo quanto riferito dal sindaco del comune in provincia di Napoli. Il progetto del centro sportivo è seguito dall’ad Chiavelli. A riportare la notizia è il quotidiano Il Mattino nell’edizione di oggi.

Torre Annunziata, ancora rischio crolli: sgomberate 10 famiglie

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Torre Annunziata, ancora rischio crolli: sgomberate 10 famiglie

Torre Annunziata, continua il rischio di crolli delle palazzine, nella città oplontina. Il rischio è talmente forte, che come riportato dal giornale online “Torresette”, il Sindaco della città, Vincenzo Ascione, ha emanato l’ordinanza di sgombero di uno stabile in vico Luna al civico 44. Dieci famiglie3 saranno sgomberate, poichè sono state riscontrate significative problematiche  al primo piano.

In base ad alcuni sopralluoghi effettuati nel settembre scorso, alcuni tecnici avevano notato, evidenziandolo, che vi erano,  negli appartamenti “notevoli lesioni di scorrimento delle murature portanti verso l’esterno con evidenti segni di cedimento della struttura verticale e lesioni nella pavimentazione”. Lo stesso può dirsi per lo stabile al piano terra, adibito a garage, dove sono stati evidenziati  “in tutti gli archi lesioni in chiave degli stessi, nonché cedimento delle pilastrature a suopporto delle coperture a volta”.

Tutta questa vicenda ha fatto sì che fosse necessario emanare un’ordinanza nei confronti dei proprietari, per la messa in sicurezza dello stabile, che però non è avvenuta. Di conseguenza, il Comune è dovuto intervenire ordinando lo sgombero del palazzo per motivi di sicurezza e la salvaguardia della pubblica e privata incolumità. Inoltre sono stati indetti, anche dei lavori di ristrutturazione e manutenzione per l’intera palazzina.