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Vaccini, indagine su over 50: 1 italiano su 2 sottovaluta rischio Herpes zoster

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(Adnkronos) – La metà degli italiani in buona salute non conosce la pericolosità dell'Herpes zoster, noto come Fuoco di Sant'Antonio.Lo rivela un sondaggio condotto da Ipsos Healthcare, per conto di Gsk, su 8.400 cittadini di 9 Paesi (Cina, Brasile, Italia, Giappone, Germania, Irlanda, India, Portogallo, Stati Uniti), tra i 50 ed i 60 anni.

Mille gli italiani considerati.Sia che si tratti di uomini o donne over 50, sia che presentino patologie concomitanti – condizioni che aumentano il rischio di infezione – le idee sono confuse e i rischi sottovalutati.

La maggioranza degli intervistati su scala internazionale in questa decade si sente più giovane di quanto dice l'anagrafe e, di conseguenza, a minor rischio.Per questo è ancora più importante conoscere la probabilità di sviluppare l'Herpes zoster e puntare sulla prevenzione, nell'ottica sia della salute del singolo sia della sostenibilità del servizio sanitario, limitando le spese per diagnosi e cura.

Su questo si sono confrontati oggi a Roma, a Palazzo dell'Informazione, gli esperti riuniti in occasione della Settimana della prevenzione dal Fuoco di Sant'Antonio – in programma dal 24 febbraio al 2 marzo – nel corso dell'evento 'Non facciamo gli struzzi: chi è a rischio spesso lo sottovaluta o non sa'. Per non nascondere il capo sotto la sabbia e far finta che il problema non ci riguardi – si legge in una nota – occorre partire dai dati scientifici.L'epidemiologia ci dice che: circa 1 adulto su 3 è a rischio di sviluppare un episodio di Herpes zoster nel corso della propria vita; l'incidenza e la gravità aumentano con l'età, con un progressivo incremento dopo i 50 anni, che diventa di 1 persona su 2 in chi ha più di 85 anni.

Ma la prevenzione è possibile.Le persone a rischio per età o patologia possono vaccinarsi e la vaccinazione disponibile è sicura, efficace fino all'89% a 10 anni, con dati che mostrano una protezione anche oltre. "La vaccinazione in età adulta e avanzata – afferma Enrico Di Rosa, direttore del Servizio Igiene e sanità pubblica Asl Roma 1 e presidente della Società italiana d'igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti) – rappresenta una strategia di sanità pubblica fondamentale per il singolo e per la comunità, anche alla luce del trend demografico del nostro Paese.

Gli over 65 italiani rappresentano il 23% (oltre 4 punti percentuali in più rispetto alla media Ue) della popolazione totale.Nel 2050 si prevede che ne costituiranno fino al 35%.

Secondo uno studio condotto dagli esperti di Altems Advisory (Università Cattolica del Sacro Cuore), se raggiungessimo gli obiettivi previsti dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale risparmieremmo 10 miliardi di euro annui di spese sanitarie, mancata produttività e altri costi correlati, che andrebbero ad accrescere il nostro Pil e la possibilità di investimento in altre priorità sanitarie.In quest'ottica la vaccinazione contro l'Herpes zoster è una soluzione per fare fronte in modo equo ai bisogni medici della comunità e della popolazione per continuare ad essere attiva e produttiva". Le probabilità di sviluppare l'Herpes zoster aumentano con l'avanzare dell'età per il naturale processo di immunosenescenza.

A prescindere dall'età, alcune situazioni molto diffuse – diabete, malattie reumatologiche o di condizioni che comportano uno stato di immunodepressione come le terapie per patologie onco-ematologiche – rappresentano un fattore di rischio.In Italia le malattie croniche interessano il 40,5% della popolazione (24 milioni).

Hanno almeno 2 patologie croniche 12,2 milioni di italiani.Gli ultra 75enni affetti da una patologia sono l'85%, il 64,3% da 2 o più patologie.

Con questa tendenza, si stima che nel 2028 i malati cronici saliranno a 25 milioni, mentre i multi-cronici saranno 14 milioni.Eppure dal sondaggio Ipsos, in questa popolazione, emerge addirittura un livello di conoscenza più basso rispetto all'intera popolazione dei sani: siamo al 49% . "Il medico di medicina generale è il primo punto di riferimento per i cittadini – osserva Tecla Mastronuzzi, medico di medicina generale di Bari, responsabile nazionale della macroarea Prevenzione della Simg, Società italiana di medicina generale – e sappiamo bene che questo è vero soprattutto per i pazienti anziani e per i fragili per malattie e conseguenti terapie o per le precarie condizioni sociali.

La riattivazione dello zoster per questi pazienti rappresenta un 'incidente' che cambia la vita.L'Hz può modificare sostanzialmente la traiettoria di salute dei nostri pazienti, rendendo necessario il ricovero, con impatto sulla spesa sanitaria e sulla qualità di vita del singolo.

Un recente studio – prosegue Mastronuzzi – indica che dal 2003 al 2018 l'Hz ha rappresentato la causa di 11 ospedalizzazione ogni 100mila pazienti/anno.Il tasso di incidenza di ospedalizzazioni per zoster è 20 volte maggiore negli over 79 e 11 volte maggiore nei soggetti tra i 70 e i 79 anni, rispetto a quelli che hanno meno di 50 anni, e l'incidenza di mortalità è pari all'1,7% durante il ricovero.

Le complicanze e le conseguenze dell'Hz non terminano con la manifestazione clinica della malattia, conosciamo bene la nevralgia post herpetica e le temibili conseguenze del coinvolgimento oculare, ma oggi sappiamo aumenta il rischio di eventi cardiovascolari e neurologici.A fronte di quanto descritto – sottolinea – la vaccinazione rappresenta uno strumento fondamentale per prevenire non solo la riattivazione della malattia, ma anche il decadimento delle condizioni generali di salute che si può associare a questa condizione". Dall'indagine Ipsos emerge che i pazienti più informati sul rischio di sviluppare Hz sono quelli con malattie cardiovascolari e respiratorie, i meno sono le persone con nefropatie.

Seguono quelle con diabete e gli immunosoppressi.In generale, tuttavia, il 'non mi riguarda' è piuttosto diffuso, come se esistesse una discrepanza netta tra il rischio percepito e le reali implicazioni sfavorevoli in cui potrebbero incorrere queste categorie di pazienti.  Nel nostro Paese, come negli altri, nel caso del diabete, ad esempio, il 61% degli intervistati è consapevole dell'elevato rischio che corre nel contrarre Herpes zoster, ma non ne sa abbastanza o pensa che non lo riguardi.

Esistono, invece, precise evidenze cliniche che mostrano come la presenza di diabete aumenti il rischio, sia di sviluppare l'infezione da Herpes zoster, sia di incorrere in complicanze (come ad esempio la nevralgia post-erpetica).Una ricerca condotta negli Usa, che ha valutato i risultati di 62 studi clinici, mostra come i pazienti diabetici presentano un rischio più alto del 30% di sviluppare l'infezione da Hz.

Per quanto riguarda l'immunodeficienza legata a malattie o terapie, in Italia il 65% degli intervistati con problematiche legate all'immunodepressione è consapevole dell'elevato rischio che corre nel contrarre le manifestazioni dello zoster.Ma anche in questo caso i soggetti non ne sanno abbastanza o pensano che non li riguardi.  "E' importante promuovere la vaccinazione nei pazienti oncologici – spiega Sandro Pignata, direttore dell'Oncologia medica presso l'Irccs Istituto nazionale tumori Fondazione G.

Pascale di Napoli e responsabile scientifico della Rete oncologica campana (Roc) – Per farlo è però necessario partire dagli operatori sanitari: la cultura vaccinale, la consapevolezza del suo valore, l'informazione corretta è fondamentale proprio per garantire un'adesione consapevole alla vaccinazione, che non solo è parte integrante del trattamento oncologico, ma preserva la qualità della vita dei pazienti.La Regione Campania – continua Pignata – ha istituito la Roc, coordinata dall'Istituto Pascale, per identificare i centri specializzati nella prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione dei tumori maligni e le vaccinazioni rientrano a pieno titolo nella presa in carico del paziente.

Visto il tema di oggi, le stesse linee guida Aiom raccomandano fortemente la vaccinazione contro l'Herpes zoster.In chi si trova ad affrontare un tumore solido del sistema nervoso centrale o in generale un cancro gastrico, colorettale, polmonare, mammario, ovarico, prostatico, renale e vescicale, si calcola un aumento del rischio di infezione da Herpes zoster tra il 10-50%". "E' importante proteggere i pazienti con malattie reumatologiche – commenta Andrea Doria, professore di Reumatologia, Dipartimento di Medicina dell'Università di Padova, direttore dell'Uoc di Reumatologia presso l'azienda Ospedale-Università di Padova e presidente Sir, Società italiana di reumatologia – Ad esempio, in caso di lupus eritematoso sistemico (Les), il rischio di Herpes zoster aumenta del 150% rispetto alla popolazione di confronto.

Nell'artrite reumatoide, 2 studi che hanno coinvolto oltre 160mila pazienti dimostrano che il rischio è quasi doppio rispetto alla popolazione generale.Anche i farmaci necessari per il trattamento delle malattie reumatologiche – cortisone, immunosoppresori, farmaci biologici e Jak inibitori – possono influire sul rischio", conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Doria (Sir): “Proteggere pazienti reumatologici tra i più a rischio zoster”

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(Adnkronos) – "Sappiamo che le malattie reumatologiche, soprattutto quelle immunomediate o autoimmuni, sono caratterizzate da processi immunologici con un disturbo del sistema immunitario che può predisporre alle infezioni in generale, compresa l'infezione da Herpes zoster.Questi pazienti sono trattati con terapie immunosoppressive che ulteriormente li espongono al rischio di infezione e di complicanze gravi di questa infezione.

Recentemente sono stati introdotti dei farmaci nuovi che intervengono proprio sul sistema dell'interferone, il sistema che protegge l'organismo dalle infezioni virali.Quindi questo rischio di infezioni virali, e in particolare di Herpes zoster o Fuoco di Sant'Antonio, soprattutto nei pazienti trattati con immunosopressori o con questi nuovi farmaci, è particolarmente elevato: da qui l'importanza di proteggere questi pazienti con il vaccino anti-zoster".

Così all'Adnkronos Salute Andrea Doria, presidente della Società italiana di reumatologia (Sir), intervenuto all'incontro organizzato oggi a Roma da Gsk,in occasione della Settimana della prevenzione dal Fuoco di Sant'Antonio, in programma dal 24 febbraio al 2 marzo. E' importante proteggere i pazienti con malattie reumatologiche, sottolinea Doria che è ordinario di Reumatologia all'Università di Padova, direttore dell'Unità operativa complessa di Reumatologia dell'Azienda Ospedaliera Università di Padova, perché "il loro rischio è aumentato.Recentemente la Sir ha elaborato delle raccomandazioni poi approvate dall'Istituto superiore di sanità, e diventate linee guida.

E queste linee guida raccomandano, fortemente, la vaccinazione per l'Herpes zoster nei soggetti con età superiore ai 19 o più anni e che siano trattati con terapia immunosoppressiva".  Il vaccino contro l'Herpes zoster "non è raccomandato solo per i soggetti anziani, fragili e con comorbidità in quanto a rischio – tiene a precisare il presidente della Sir – ma è indicato in tutte le persone che hanno più di 50 anni (rimborsato dal Ssn per gli over 65), quindi anche nella popolazione normale.Chiaramente, i pazienti che hanno più patologie corrono il rischio di ammalarsi più frequentemente e di andare incontro a delle complicanze gravi.

La vaccinazione, invece, è molto efficace e anche se non elimina il rischio di contrarre il virus, riduce la probabilità di sviluppare le complicanze dell'Herpes zoster", conclude.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Accordo Israele-Hamas per consegna corpi 4 ostaggi. Trattative in corso per altri rilasci

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(Adnkronos) – È stato raggiunto oggi, martedì 25 febbraio, un accordo tra Israele e Hamas sulla restituzione anticipata dei corpi degli ultimi quattro ostaggi, la cui consegna era prevista nella prima fase dell'intesa sulla tregua.Lo ha riferito Canale 12, citando fonti locali, secondo cui Israele chiede che le salme vengano consegnate entro giovedì, ma starebbe lavorando per anticipare la consegna. Secondo l'emittente, inoltre, sono in corso colloqui per estendere la prima fase dell'intesa, che termina sabato prossimo, aggiungendo ulteriori rilasci di gruppi di ostaggi in cambio della liberazione di detenuti palestinesi.  Il capo dell'ufficio per le relazioni esterne di Hamas, Moussa Abu Marzouk, guardando la Striscia di Gaza distrutta dai raid aerei israeliani e colpita da una gravissima crisi umanitaria, sembrerebbe pentirsi.

Tra i candidati alla successione di Yahya Sinwar, già numero due della leadership politica di Hamas, in una intervista al New York Times afferma che non avrebbe sostenuto l'attacco del 7 ottobre contro il sud di Israele se avesse immaginato quali conseguenze avesse comportato per Gaza.E ora, aggiunge, Hamas dovrebbe accettare di discutere di un possibile disarmo. "Se ci si aspettava che sarebbe accaduto ciò che è accaduto, non ci sarebbe stato il 7 ottobre", ha detto Abu Marzouk, affermando che, sapendo ciò che sa ora, non avrebbe mai approvato quel piano. "Resistere, però, è stata una sorta di vittoria".

Ora "siamo pronti a parlare di ogni questione" e "qualsiasi questione venga messa sul tavolo dobbiamo parlarne", compreso il disarmo.Contraddicendo così altri leader di Hamas come il membro del politburo Osama Hamdan, secondo il quale "le armi della resistenza" non sono negoziabili. Sull'accordo tra Hamas e Israele, Abu Marzouk ha ribadito che il gruppo è disponibile a rilasciare tutti gli ostaggi in una volta sola, in cambio della fine della guerra e del rilascio di tutti i prigionieri palestinesi, condizioni che Israele ha respinto.

Nel frattempo, secondo lui andrebbe estesa la prima fase dell'accordo in tre parti, la cui conclusione è attualmente prevista per sabato.Da aumentare, a suo avviso, il numero di prigionieri da rilasciare al posto degli ostaggi in un rapporto di cinquecento a uno e di mille a uno per i restanti detenuto.

Ma è probabile, scrive il New York Times, che Israele respinga a priori questa ipotesi. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gori, Mercato San Severino: Al via i lavori per la riqualificazione del depuratore

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Un passo decisivo verso un sistema depurativo all’avanguardia e sempre più efficiente è stato compiuto con l’avvio dei lavori di riqualificazione del depuratore comprensoriale “Alto Sarno”, situato strategicamente a Mercato San Severino.Questo impianto cruciale, che svolge un ruolo fondamentale nel trattamento delle acque reflue provenienti da sette comuni e delle acque industriali dall’area di Solofra, è ora protagonista di un ambizioso progetto di modernizzazione.

Questo il comunicato stampa della Gori:

Hanno preso il via i lavori di riqualificazione del depuratore comprensoriale “Alto Sarno” situato a Mercato San Severino (SA).Questo impianto, deputato al trattamento delle acque reflue di sette comuni distribuiti tra le province di Avellino e Salerno e delle acque industriali in uscita dal depuratore di Solofra, è oggetto di un’importante attività di modernizzazione.

Sono stati consegnati, infatti, i lavori che consentono di potenziare la fase finale di filtrazione, finanziati per 1,7 milioni di euro attraverso i fondi PR CAMPANIA FESR 2021/2027.L’intervento mira a sostituire l’attuale filtrazione a sabbia, oramai obsoleta, con una tecnologia più avanzata su moduli “a tessuto”.

Tale innovazione garantirà una rimozione dei solidi sospesi molto più efficace e ridurrà l’ingombro degli spazi, contribuendo a ottimizzare tutto il processo depurativo.I benefici dell’aggiornamento tecnologico si estendono oltre l’incremento dell’efficienza: il nuovo sistema consente anche una gestione più flessibile dell’impianto, eliminando le interruzioni necessarie per la pulizia e la manutenzione dei pannelli filtranti.

Inoltre, il potenziamento comporterà un notevole risparmio energetico e una riduzione delle emissioni di CO₂, in linea con gli ambiziosi obiettivi di transizione ecologica e sostenibilità ambientale.Durante la consegna dei lavori, svoltasi nei giorni scorsi presso la sede dell’impianto, erano presenti il Direttore dei Lavori, Ing.

Emanuele Mariano Capasso, il rappresentante del Raggruppamento Temporaneo di Imprese composto da R.D.R.S.p.A.

Società Benefit (Impresa Mandataria) e G.P.G.S.r.l. (Impresa Mandante) e il Responsabile del Progetto, Ing.

Francesco Colella.La conclusione dell’intervento è prevista entro luglio 2025, segnando un primo e concreto passo verso il potenziamento del sistema depurativo complessivo.

Questo investimento rientra in un più ampio piano di azioni frutto della sinergia tra Gori, Regione Campania ed Ente Idrico Campano,  volto a garantire un servizio depurativo sempre più performante, efficiente e rispettoso dell’ambiente, a beneficio delle comunità locali e del territorio.In chiusura possiamo affermare che l’iniziativa, frutto della collaborazione tra Gori, Regione Campania ed Ente Idrico Campano, rappresenta un passo significativo verso un sistema depurativo più performante e sostenibile a beneficio del territorio e delle comunità locali servite dall’impianto.

Usa, Musk torna all’attacco: “Ditemi a che serve il vostro lavoro o sarete licenziati”

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(Adnkronos) –
Elon Musk torna all'attacco e, con un nuovo post su X, torna a minacciare di immediato licenziamento i dipendenti federali che non risponderanno alla sua mail, che ha provocato un'alzata di scudi anche da parte di esponenti dell'amministrazione Trump, in cui chiede di giustificare il loro lavoro. "A seguito della decisione del presidente, vi è stata data una nuova possibilità, la mancata risposta questa seconda volta porterà al licenziamento", ha scritto il miliardario che usa come la motosega di Javier Milei il dipartimento dell’efficienza (DOGE) che gli ha affidato Trump.  Il fatto è che questa nuova intimidazione di Musk appare in contraddizione con quello la stessa Casa Bianca aveva fatto sapere poco prima della scadenza, alla mezzanotte di ieri, del primo ultimatum per la comunicazione delle '5 cose fatte la scorsa settimana'. "Questo pomeriggio l'Ufficio di gestione del personale (Opm) ha informato le agenzie che la risposta è volontaria e la mancata risposta alla mail non equivale a dimissioni", si legge in una mail diffusa dall'ufficio che fa capo alla Casa Bianca, per rispondere alla confusione e la preoccupazione creati dai proclami minacciosi dell'uomo più ricco del mondo impegnato in una crociata per licenziare decine di migliaia di dipendenti federali.  Dopo l'invio della mail sabato scorso a milioni di federali, si erano moltiplicate le comunicazioni delle principali agenzie – tra i quali Fbi, Pentagono, dipartimento di Stato, National Intelligence e Sicurezza Interna – con cui si esortavano i propri dipendenti ad ignorare la richiesta di Musk, ribadendo che il controllo della produttività dei dipendenti pertiene solo al loro dipartimento di appartenenza.   Come se non bastasse, oggi Nbcnews rivela che sarà un sistema di intelligenza artificiale a leggere le risposte dei dipendenti federali alla mail.Alcune fonti spiegano che il sistema Llm (Large Language Model) sarà utilizzato per stabilire se gli incarichi descritti da ciascun dipendente siano necessari o meno.  Nella mail inviata da Musk, l'ufficio personale federale, che è controllato da luogotenenti del magnate, si precisava di rispondere con un testo privo di "informazioni classificate, link e allegati".

La richiesta di evitare allegati e link è un'indicazione del fatto che l'intenzione sarebbe quella di affidare la lettura delle risposte ad un sistema di Ia, aggiungono le fonti dell'emittente che non ha ottenuto dall'ufficio personale federale una risposta alla domanda se le mail saranno lette da funzionari o verranno affidate al sistema Llm.    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Disturbi intestinali per metà italiani ma 60% non sa cos’è il microbiota

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(Adnkronos) – A livello scientifico è ormai acclarato che avere un microbiota intestinale in equilibrio (un ecosistema di oltre 100 trilioni di microrganismi presenti nell'intestino) contribuisce al benessere psico-fisico.Ma quanto sappiamo della salute del nostro intestino?

Oltre la metà degli italiani (52%) soffre di disturbi intestinali almeno una volta al mese, con percentuali più elevate tra le donne (57%) e i giovani tra i 18 e i 34 anni (60%).Tuttavia, rispetto al benessere fisico (63%) e mentale (61%), quello intestinale (54%) è considerato meno frequentemente.

E' quanto emerge dai risultati inediti della survey di Opinium per Activia, condotta su un campione di 2mila italiani adulti e presentata oggi a Milano nel corso dell'evento 'Innovazione e benessere: il microbiota al centro'. Tra i principali disturbi correlati a una cattiva salute intestinale – riporta una nota – il gonfiore addominale è di gran lunga il più frequente (41%), seguito da stitichezza (28%) e stress (27%).A determinarli contribuiscono sicuramente le cattive abitudini alimentari e lo stile di vita, ma è anche cruciale la mancanza di conoscenza sul tema: dall'indagine, infatti, emerge che meno della metà degli italiani (44%) sa cosa sia il microbiota intestinale e circa il 40% non sa come prendersene cura.

Inoltre, 2 italiani su 5 (45%) desiderano avere un intestino in salute, ma non sanno come fare; percentuale che sale tra le persone di età compresa tra i 18 e i 34 anni (54%).Ancora, più di un quinto (22%) ritiene di avere appreso informazioni su questo argomento che si sono poi rivelate false.  Con l'obiettivo di contrastare informazioni fuorvianti sulla salute dell'intestino e rispondere al bisogno di chiarezza dei consumatori sui fattori che influenzano il benessere intestinale, Activia – brand di Danone Italia, azienda che opera a livello nazionale nelle categorie di prodotti lattiero-caseari e di origine vegetale e nella nutrizione specializzata con la missione di "portare la salute attraverso l'alimentazione al maggior numero di persone possibile" – lancia un innovativo servizio.

Si tratta di un questionario online validato a livello scientifico da Giovanni Barbara, uno dei massimi esperti di microbiota intestinale, che consente in modo semplice di indicare come le abitudini alimentari e, in generale, lo stile di vita del rispondente influenzano lo stato del suo microbiota. "Il questionario, denominato Tracker del microbiota intestinale – afferma Barbara, professore ordinario di Gastroenterologia all'Università degli Studi di Bologna, direttore Uoc di Gastroenterologia ed epatologia Irccs Policlinico Sant'Orsola di Bologna – è uno strumento agile e scientificamente supportato che può contribuire ad aumentare la consapevolezza degli italiani sui fattori che hanno un impatto sul microbiota intestinale.Prendendo in considerazione lo stile di vita in riferimento ad alimentazione, sonno, stress, attività fisica e anche alcuni altri fattori anamnestici influenti, fornisce una prima valutazione sullo stato del proprio benessere intestinale ed invita ad intraprendere comportamenti volti a migliorarlo". "Anche se i disturbi intestinali coinvolgono più del 50% degli italiani – commenta Yoann Steri, Digital & Data Director di Danone Italia – ancora oggi c'è la tendenza a sottovalutare l'importanza di conoscere lo stato di salute del proprio intestino e, in molti casi, nonostante la grande quantità di informazioni disponili sul tema, c'è ancora scarsa conoscenza o molta disinformazione.

Questa iniziativa si inserisce nel più ampio impegno di Activia per promuovere la salute del benessere intestinale, grazie a una costante attività di ricerca scientifica e lo sviluppo di prodotti innovativi, ma anche per mezzo di campagne di comunicazione volte a sensibilizzare i consumatori sull'importanza del microbiota per la salute generale.Nell'ultima campagna, il brand ha voluto sottolineare l'importanza della prima colazione, come momento importante per prendersi cura del proprio microbiota".

Proprio attraverso il sito ufficiale (activia.it), il consumatore potrà effettuare un questionario di pochi minuti rispondendo a 34 domande su abitudini e stili di vita che influenzano l'equilibrio del microbiota intestinale, in particolare: alimentazione, sonno, stress e attività fisica.Al termine del questionario, troverà dei consigli utili per migliorare lo stato del proprio microbiota.

Le domande sono formulate su fondamenti scientifici rigorosi, mentre il calcolo dei punteggi viene elaborato ponderando l’impatto differente delle 4 aree di indagine.  Anche attraverso la nuova campagna – si evidenzia nella nota – il brand intende porre l'accento sull'importanza di prestare attenzione ai disturbi percepiti e iniziare a prendersi cura fin dal mattino, attraverso la colazione, del proprio microbiota intestinale.Molte persone riscontrano diversi discomfort e fastidi e, in parte, molti già adottano sane abitudini per iniziare la giornata, come fare esercizio fisico, idratarsi o fare stretching.

Anche una colazione nutriente ed equilibrata, infatti, è fondamentale per prendersi cura dell'intestino fin dalle prime ore del giorno.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mieloma multiplo, esperti al Soho Italy: “Personalizziamo cure e prevenzione”

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(Adnkronos) – In Italia più di 34mila uomini e donne vivono con una diagnosi di mieloma multiplo, un tumore del midollo osseo tra i più diffusi.I nuovi casi l'anno sono oltre 5.700 e sono in aumento.

L'obiettivo degli ematologi è sempre più quello di ottenere una cronicizzazione della malattia, che oggi è possibile grazie a un armamentario terapeutico in crescita a livello sia qualitativo che quantitativo.Per questa patologia è ormai una realtà la personalizzazione dei trattamenti e anche la prevenzione.  Al mieloma multiplo e alle altre principali malattie onco-ematologiche è dedicato il 6th Soho Italy Annual Conference promosso dall'Italian Society of Hematologic Oncology.

L'evento, ospitato oggi e domani a Roma, vede la partecipazione di oltre 500 specialisti e di 80 relatori internazionali.Soho Italy – ricorda una nota – nasce da un gemellaggio tra l'Istituto romagnolo per lo studio dei tumori 'Dino Amadori' Irst Irccs di Meldola (Fc) e Md Anderson Cancer Center di Houston.

Dal 2012 Soho promuove le collaborazioni di ricerca internazionale, tra gli Usa e il nostro Paese, nel campo delle neoplasie ematologiche e nel settembre 2018 è nata Soho Italy. "Il mieloma multiplo è un tumore che si origina nelle plasmacellule che si moltiplicano nel midollo osseo e talora in altre parti del corpo – spiega Claudio Cerchione, professore e dirigente medico e ricercatore dell'Irst Irccs di Meldola – Colpisce soprattutto persone over 60 e perciò l'incidenza tende ad aumentare, proprio come l'età media della popolazione.Una volta era contraddistinto da elevati tassi di mortalità mentre l'innovazione ha portato a netti miglioramenti.

Puntiamo ad eradicare malattie come il mieloma multiplo e non più solo a un semplice allungamento della sopravvivenza, che comunque risulta in constante aumento.Come sta avvenendo nei tumori solidi anche in onco-ematologia, il presente e il futuro sono rappresentati dalla personalizzazione delle cure.

Negli ultimi anni sono nati trattamenti più mirati ed efficaci a partire dagli anticorpi monoclonali fino agli anticorpi bispecifici e le Car-T, ovvero le immunoterapie di nuova generazione.Sono arrivati anche farmaci totalmente rivoluzionari, come gli inibitori di Xpo1 o le chemioterapie innovative, con i quali riusciamo sempre più a frenare l'avanzata del tumore.

La malattia minima residua (o Mrd) è un vero e proprio obiettivo terapeutico della pratica clinica ordinaria e non più solo un parametro da ricercatori.Diverse terapie, fin dalle prime linee, puntano ad ottenere una Mrd negativa.

Il prossimo obiettivo sarà quello di riuscire ad intensificare la cura o a depotenziarla in base alle singole esigenze del paziente, al fine di migliorare sempre più la qualità di vita dei nostri pazienti.Come Istituto romagnolo per lo studio dei tumori stiamo avviando dei progetti sperimentali che si basano sulla profilazione molecolare, con l'obiettivo di cure sempre più personalizzate che permettano di ottimizzare sempre più le armi a disposizione". Al meeting annuale di Soho, in corso a Roma, la discussione scientifica riguarda anche un'altra grande novità in onco-ematologia: la prevenzione. "Consiste nell'individuare gli uomini e le donne considerati a forte rischio d'insorgenza della malattia", illustra Giovanni Martinelli, professore dell'Istituto di ematologia 'Seràgnoli' di Bologna. "Esistono infatti delle patologie – precisa lo specialista – che rappresentano un primissimo step del cancro.

Sono soprattutto la Mgus o gammopatia monoclonale di incerto significato e il mieloma asintomatico o 'smoldering'.La prima è presente addirittura nel 10% di tutta la popolazione adulta, anche se nella grande maggioranza dei casi è totalmente asintomatica e indolente.

La nuova rivoluzione del mieloma multiplo è riuscire a effettuare uno screening tra tutte le persone colpite da queste condizioni e avviarle quanto prima a percorsi personalizzati di sorveglianza". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Anastasio cambia tutto, il nuovo singolo è ‘Una cosa semplice’

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(Adnkronos) – Si intitola 'Una cosa semplice' il nuovo singolo di Anastasio, che esce venerdì 28 febbraio, e che segna un nuovo inizio del rapper di Meta di Sorrento, dopo il cambio di etichetta e di management. 'Una cosa semplice' arriva a tre anni dall'ultimo album del rapper cantautore uscito con la Sony.Tre anni in cui Anastasio ha vissuto, scritto, viaggiato, preso una laurea, fatto cose da raccontare nella sua musica. "Mi verrebbe da dire che 'Una cosa semplice' è il mio pezzo d'esordio", dice Anastasio che poi non usa giri di parole per raccontare cosa lo ha portato a passare da Sony Music a Woodworm, l'etichetta indipendente che fa capo a Marco Gallorini ed Andrea Marmorini, e a cambiare management, affidandosi a Luciano Maria Chirico.  "Gli ultimi anni – confessa – non sono stati semplici, tutto quello che ho fatto mi è sembrato di rincorrerlo.

Un'equipe di geometri e scienziati valutava le potenziali performance di ogni mia canzone.Non avete idea di quanti pezzi non sono usciti perché 'troppo lungo, troppo difficile, non verrà capito'.

Maledetti scienziati.Per fortuna a un certo punto mi sono ritrovato solo, e ho ricominciato a divertirmi.

Alla fine, cos'altro si può chiedere a un artista?Fai di testa tua. È una cosa semplice se te ne accorgi.

Quindi di testa mia ho scritto l'album che sognavo fin da ragazzino, al riparo dagli scienziati.Woodworm ci ha creduto.

E oggi, morale della favola, non sono più così solo.C'è una squadra, e ci sarà modo di ringraziarli uno a uno”, sottolinea.

E come ha scritto sui suoi social: "Per ora esce il primo singolo 'Una cosa semplice'". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fedez, la richiesta a Corona prima di Sanremo: “Ferma il video, sei un infame”

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(Adnkronos) – "Ti avevo chiesto di non far uscire sto video di Chiara (Ferragni, ndr) sui tradimenti.Sei un infame".

Queste le parole che Fedez ha rivolto a Fabrizio Corona dopo averlo supplicato di non pubblicare la seconda puntata di 'Falsissimo', incentrato sull'ex moglie Ferragni e sui presunti tradimenti di lei, alla vigilia del Festival di Saremo 2025. Dopo la pubblicazione del video di Fabrizio Corona, in cui era stata svelata la figura di Angelica Montini e presentata come il 'grande amore' di Fedez, il rapper ha pensato di abbandonare il Festival di Sanremo 2025 per evitare la forte pressione mediatica.E in generale, non è stata una settimana tutta rosa e fiori.

A dimostrarlo, un racconto inedito della settimana sanremese di Fedez documentata dallo youtuber 'Ale Della Giusta'. Il racconto comincia 10 giorni prima dell'inizio del Festival.Lo youtuber condivide un messaggio audio di Fedez, che preso dallo sconforto, dice: "Ciao Ale, guarda che molto probabilmente non andremo più a Sanremo.

Io non sono più nelle condizioni e non sono in grado di poter affrontare una cosa del genere.Sono abbastanza a pezzi".  "Il motivo l’avrete capito, erano i video di Fabrizio Corona su lui e Chiara, che da una parte stavano distogliendo l’attenzione dalla musica e dall’altra rovinando ancora di più un rapporto tra ex già teso.

A soli due giorni dal Festival dopo un crollo era certo di mollare", ha spiegato lo youtuber.  Quello che ha convito Fedez a proseguire è stato l'applauso ricevuto in sala stampa dopo il primo ascolto live di 'Battito' durante le prove generali: "Non mi sarei mai aspettato l’applauso della sala stampa", ha detto il rapper. "È stato il momento chiave in cui ha deciso che non avrebbe mollato", ha spiegato lo youtuber.  Fedez contatta Fabrizio Corona, prima del Festival di Sanremo chiedendogli di smettere di pubblicare altri contenuti sulla sua vita privata.Il rapper spiega allo youtuber: "Io gli ho detto 'non so più come dirtelo, Fabrizio mettiti una mano sulla coscienza e non far uscire nulla, pensa anche ai miei figli".

Lui è il manipolatore più bravo che io abbia mai visto".  Poi, la videochiamata con Corona, dove l'ex re dei paparazzi rassicura Fedez: "Federico, è una puntata che tratta della roba giuridica di Chiara (Ferragni, ndr), non c’entra niente con la puntata scorsa, è un’altra roba".Come non detto.Tornato in hotel, dopo il green carpet del Festival di Sanremo, Fedez scopre che Corona non aveva mantenuto la promessa, e il video pubblicato conteneva gossip sull'ex moglie e sui presunti tradimenti di lei.

Il rapper richiama Fabrizio Corona e si sfoga: "Io ti ho chiesto 'Mi prometti che non fai uscire questo cavolo di video su Chiara sui tradimenti e i ca**i suoi?.Sei proprio un pezzo di me**a.

Mi dispiace dirtelo, ma sei proprio un infame". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rottamazione quater riapre fino al 30 aprile per chi non è in regola con le rate

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(Adnkronos) – La rottamazione quater riapre le porte, fino al 30 aprile, ma solo per 'decaduti'.Chi aveva aderito alla sanatoria, ma non è stato in grado di pagare le rate ha una seconda possibilità, grazie alla norma contenuta nel decreto legge Milleproroghe, pubblicato ieri in Gazzetta ufficiale.

L'Agenzia delle entrate riscossione ricorda che ''i contribuenti incorsi alla data del 31 dicembre 2024 nell’inefficacia della predetta misura agevolativa (decaduti) a seguito del mancato, insufficiente o tardivo versamento, alle relative scadenze, delle somme da corrispondere, possano essere riammessi alla definizione agevolata di tali debiti''. La misura, sottolinea l'Agenzia, si applica ''limitatamente ai debiti, indicati nelle dichiarazioni presentate a suo tempo, per aderire alla rottamazione-quater".Rientrano, pertanto, nella possibilità di riammissione solo i debiti, già oggetto di un piano di pagamento, per i quali non sono state versate una o più rate del piano di pagamento agevolato, in scadenza fino al 31 dicembre 2024; per almeno una rata del piano di pagamento agevolato in scadenza fino al 31 dicembre 2024 il versamento è stato effettuato in ritardo rispetto al previsto termine (ossia dopo i cinque giorni di tolleranza) o per un importo inferiore a quello dovuto. 
Nulla cambia, invece, per chi ha rispettato le scadenze fino al 31 dicembre 2024: si dovrà proseguire con il piano in corso e, pertanto, versare la prossima rata in scadenza il 28 febbraio (5 marzo considerando i cinque giorni di tolleranza previsti dalla legge) e proseguire i successivi versamenti secondo le scadenze previste dal piano già in loro possesso, al fine di mantenere i benefici della definizione agevolata. Per aderire alla riammissione i contribuenti devono presentare apposita domanda entro il 30 aprile 2025, secondo le modalità, esclusivamente telematiche, che Agenzia delle entrate-riscossione, pubblicherà sul proprio sito entro venti giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del decreto.

Nella domanda il contribuente dovrà indicare, oltre ai debiti, per i quali ricorrono le condizioni della riammissione, anche le modalità con le quali effettuerà il pagamento di quanto dovuto a titolo di definizione agevolata. In particolare, in base a quanto previsto dalla legge: in un’unica soluzione, entro il 31 luglio 2025 oppure fino a un numero massimo di dieci rate consecutive, di pari importo, con scadenza, rispettivamente, le prime due, il 31 luglio e il 30 novembre 2025 e le successive, il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre degli anni 2026 e 2027. Per i debiti, indicati nella domanda di adesione alla riammissione presentata entro il prossimo 30 aprile, per i quali ricorrono le condizioni della riammissione, Agenzia delle entrate-riscossione invierà ai richiedenti, entro il 30 giugno 2025, una comunicazione con l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione agevolata, nonché quello delle singole rate e il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse.  Alle somme da corrispondere a titolo di definizione agevolata saranno, altresì, dovuti gli interessi al tasso del 2% annuo a decorrere dal primo novembre 2023.Il nuovo importo complessivo dovuto a titolo di definizione agevolata, terrà conto di eventuali pagamenti che potrebbero essere stati effettuati anche successivamente all’intervenuta 'decadenza' del piano agevolativo originario, con riferimento alla quota parte imputata a titolo di 'capitale'. Si rammenta, infatti, che la 'decadenza' da un piano di pagamento della definizione agevolata comporta automaticamente la cessazione del piano stesso, la perdita delle agevolazioni previste e il ripristino del debito residuo, comprensivo di 'sanzioni' e 'interessi'.

Conseguentemente, qualsiasi pagamento effettuato successivamente alla 'decadenza' del piano, viene considerato, come stabilisce la legge, a titolo di acconto sulle somme residue del debito complessivo, che include pertanto, oltre agli importi dovuti a titolo di 'capitale' (ossia le somme da corrispondere a titolo di definizione agevolata), anche quelli dovuti a titolo di sanzioni e interessi. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Formula 1, test in Bahrain: cosa sapere, la strategia Ferrari e dove vederli in tv

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(Adnkronos) – Il Mondiale 2025 di Formula 1 è ai blocchi di partenza.Dal 26 al 28 febbraio, i piloti proveranno le nuove monoposto sul circuito di Sakhir, in Bahrain.

Obiettivo?Mettere a punto le vetture con un lavoro su assetti, pneumatici e carburante.

Per arrivare pronti al via in Australia, per il primo Gran Premio del 2025. 
Ma cosa c’è da sapere sui test in Bahrain?Intanto, i team avranno a disposizione tre giorni di lavoro per provare le nuove monoposto: 26, 27 e 28 febbraio.

Per ogni giornata, ci saranno due sessioni: una mattutina (dalle 8 alle 12 italiane) e una pomeridiana (13-17).Considerando che il regolamento permette una sola vettura in pista, i due piloti titolari si alterneranno alla guida, tra giorni e sessioni.

La Ferrari, per esempio, ha deciso che la mattina sarà dedicata ad Hamilton e il pomeriggio a Leclerc.
 Ovviamente, i tempi dei test conteranno in maniera relativa.Ogni team adotterà le proprie strategie e girerà in pista per dare attenzione maggiore ad aspetti precisi.

Le classifiche finali di giornata saranno da considerare dunque con il giusto peso. 
Dove si vedranno i test del Bahrain?A trasmettere la diretta integrale (dalle 8 italiane) dei tre giorni di prove sarà Sky Sport F1, canale 207.

Dalle 18:30, inoltre, su Sky Sport 24 ci saranno analisi e approfondimenti sulle sessioni. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, fonti governo: “Invio truppe italiane non è all’ordine del giorno”

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(Adnkronos) – "L'invio di truppe italiane in Ucraina non è all'ordine del giorno".Fonti di governo smentiscono le ricostruzioni relative all'ipotesi, definendole "notizie totalmente campate per aria" e precisando che "non esiste questo dibattito all'interno della maggioranza".

Le stesse fonti ribadiscono inoltre che l'Italia ha sempre escluso questa possibilità.Tuttavia, aggiungono, "se un domani ci dovesse essere una missione Onu con contingenti di vari Paesi, si potrà magari ragionare".

Ma, sottolineano, "non è all'ordine del giorno, non se ne è mai parlato". In occasione del vertice di Parigi la premier Giorgia Meloni ha ribadito le perplessità sull'invio di truppe europee in Ucraina.  Tra i Paesi europei Regno e Svezia si sono invece detti pronti all'invio di soldati come peacekeeper in Ucraina se necessario per garantire la tenuta dell'eventuale accordo di pace con la Russia.Ma la Germania ha frenato.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salvo D’Acquisto verso la beatificazione: la decisione di Papa Francesco

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(Adnkronos) –
Salvo D'Acquisto potrebbe diventare presto beato.Lo ha deciso il Papa autorizzando il Dicastero delle Cause dei Santi a promulgare i decreti riguardanti l'offerta della vita del servo di Dio Salvo D'Acquisto, il vicebrigadiere dell'Arma dei Carabinieri Reali, insignito di Medaglia d'oro al valor militare per essersi sacrificato il 23 settembre 1943 per salvare un gruppo di civili durante un rastrellamento delle truppe naziste nel corso della seconda guerra mondiale.  
La beatificazione è la tappa intermedia in vista della canonizzazione.

Se il candidato viene dichiarato martire, diventa subito Beato, altrimenti è necessario che venga riconosciuto un miracolo, dovuto alla sua intercessione.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Taiwan, tranciato cavo sottomarino: sequestra nave cargo con equipaggio cinese

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(Adnkronos) – Tranciato un cavo sottomarino nello Stretto di Taiwan.Subito è stato intercettato dalla Guardia costiera di Taiwan un mercantile battente bandiera del Togo, con equipaggio cinese, riferisce l'agenzia Cna, precisando che l'imbarcazione è stata posta sotto sequestro e l'equipaggio fermato in attesa degli esiti delle indagini.

Resta da chiarire infatti si tratti di un atto doloso o di un incidente.  La Guardia costiera di Taiwan ha reso noto di essere stata allertata intorno alle 3 di oggi dalla Chunghwa Telecom, società di telecomunicazioni a Taiwan, del danneggiamento del cavo sottomarino in fibra ottica che 'collega' Taiwan con le isole Penghu.Per la Guardia costiera non si può escludere si sia trattato di un'operazione nel contesto delle tattiche della "zona grigia", spesso impiegate dalla Cina, che implicano un atto di interferenza ostile.  E' in corso un'indagine per accertare se si sia trattato di un atto doloso, ha confermato all'agenzia Dpa la portavoce del governo di Taiwan, Michelle Lee Hui-chih.

Al Guardian un portavoce della Guardia Costiera ha spiegato che l'area interessata dall' 'incidente' era sotto stretta sorveglianza da parte delle autorità di Taiwan.Secondo l'agenzia Cna, il 22 febbraio il mercantile era stato avvisatato a circa 925 metri dal cavo ora danneggiato.  La Guardia costiera era arrivata sul posto intorno alle 2.30 e aveva notato che il mercantile Hong Tai era all'ancora a circa sei miglia nautiche dal poto di Tainan e aveva intimato all'imbarcazione di lasciare l'area.

Poi circa 30 minuti dopo è arrivata la segnalazione dell''incidente'.L'imbarcazione è stata intercettata e scortata al porto di Anping. Al giornale britannico dalla Guardia costiera hanno riferito che il mercantile non ha risposto ai tentativi delle autorità di comunicare né con i sistemi in dotazione né via radio.

L'agenzia Cna cita la stessa Guardia Costiera secondo cui via radio l'equipaggio ha riferito di essere a bordo della Hong Tai 168, mentre per il sistema di identificazione automatica si trattava della Hong Tai 58.  Secondo il Guardian non è affatto chiara la proprietà della nave e i dati di registrazione mostrano almeno tre nomi diversi associati al numero di identificazione dell'unità navale.Per la Guardia costiera di Taiwan, riporta la Cna, l'imbarcazione opera con "capitale cinese".

Verrà tutto accertato dall'inchiesta, assicurano da Taiwan, isola di fatto indipendente ma che la Cina considera una "provincia ribelle" e per la quale vuole la "riunificazione".Intanto le comunicazioni sono state 'dirottate' su altri cavi, come confermato dal ministero per gli Affari digitali di Taipei. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Usa e Russia verso intesa per sfruttamento terre rare

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(Adnkronos) –
Russia e Usa verso un'intesa sullo sfruttamento delle terre rare russe, anche quelle nell'Ucraina occupata. "C'è un potenziale abbastanza grande" di cooperazione con gli Stati Uniti per sviluppare le importanti riserve russe di minerali strategici, ha detto oggi il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, all'indomani dell'appello di Vladimir Putin a Donald Trump a investire nel settore. "Gli americani hanno bisogno di terre rare, noi ne abbiamo molte – ha sottolineato Peskov – Si apre un potenziale abbastanza grande".  I commenti di Mosca sono arrivati dopo che ieri Trump ha dichiarato di essere impegnato in "serie discussioni" con la Russia per porre fine alla guerra con l'Ucraina e di "cercare di concludere alcuni accordi di sviluppo economico" con Mosca, sottolineando i suoi "enormi giacimenti di terre rare". Lo stesso Putin si è detto favorevole agli investimenti americani per lo sfruttamento dei minerali strategici presenti nei territori ucraini occupati dall'esercito russo. "Siamo pronti ad attrarre partner stranieri nei nostri nuovi territori storici che sono stati restituiti alla Russia.Ci sono alcune riserve qui.

Siamo pronti a lavorare con i nostri partner, compresi quelli americani, nelle nuove regioni", ha detto il leader russo riferendosi ai territori ucraini, in particolare il Donbass, sottratti a Kiev. Putin ha aggiunto che la Russia sarebbe disposta a vendere “circa 2 milioni di tonnellate” di alluminio al mercato statunitense se Washington revocasse le sanzioni che limitano l’importazione di metalli russi.E ha anche affermato che l'approccio di Trump nei confronti di Russia e Ucraina è stato "basato non tanto sulle emozioni quanto su freddi calcoli, su un approccio razionale alla situazione attuale".  Il Cremlino ha elogiato anche "la posizione equilibrata" degli Stati Uniti al Palazzo di Vetro, dove ha votato con Mosca la risoluzione che non condanna l'aggressione russa all'Ucraina.

In un briefing con i giornalisti, il portavoce della presidenza russa ha detto: "Gli Stati Uniti stanno adottando una posizione più equilibrata, che è realmente tesa a risolvere il conflitto in Ucraina.La salutiamo con favore".  I Paesi dell'Ue, invece, non fanno un discorso che "punta a un equilibrio". "Forse i risultati dei contatti tra europei e americani permetteranno all'Europa di gravitare in qualche modo verso un maggiore equilibrio", ha affermato il portavoce. Peskov ha tuttavia sottolineato che "c'è ancora molta strada da fare" prima che Mosca "possa dire di fidarsi degli americani". "Dobbiamo fare molti piccoli passi l'uno verso l'altro per contribuire all'emergere e al rinnovarsi di un'atmosfera di fiducia.

Molto è stato sofferto e molto è stato distrutto, quindi è impossibile ripristinarlo da un giorno all'altro”, ha aggiunto.    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Unaprol, con olio ‘Novaterra’ per olivicoltura sostenibile

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(Adnkronos) – Unaprol, Consorzio olivicolo italiano, è tra i partner che hanno collaborato allo sviluppo di Novaterra, un progetto ambizioso che si propone di rivoluzionare l'olivicoltura nel bacino del Mediterraneo.L'obiettivo principale è duplice: ridurre l'impatto ambientale e incrementare la redditività per gli agricoltori.

Il progetto 'Novaterra' si articola in tre strategie chiave, che sinergicamente mirano a trasformare l'approccio all'olivicoltura: protezione delle colture all'avanguardia ('Novaterra' promuove l'impiego di soluzioni di difesa innovative, privilegiando alternative naturali come bio-pesticidi, bio-controllo e coadiuvanti); smart farming per un'agricoltura di precisione, attraverso una piattaforma di agricoltura intelligente (il progetto mira a ottimizzare l'applicazione dei prodotti di protezione, riducendone l'impiego e aumentando l'efficacia); gestione del suolo e biodiversità ('Novaterra' introduce nuove strategie per la gestione del suolo, la promozione della biodiversità funzionale e l'impiego di robotica per il controllo delle infestanti). Novaterra rappresenta un'importante opportunità per il settore olivicolo mediterraneo.Grazie alla collaborazione di partner esperti e all'implementazione di strategie innovative, il progetto si propone di creare un modello di agricoltura più sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che economico Lo sviluppo del settore olivicolo è oggi associato a tre parole chiave: differenziazione, innovazione, in collegamento e interazione con il concetto di sostenibilità.

L’aspetto della differenziazione, sebbene di grande importanza, non è esente da difficoltà dal punto di vista pratico: gli oli vanno caratterizzati e quindi resi in qualche modo riconoscibili, elemento che in Italia rappresenta un fattore di grande interesse, in considerazione del fatto che nel nostro Paese la battaglia relativa alle produzioni è stata persa da anni e che pertanto la strategia da perseguire in futuro è quella di differenziare l’olio extravergine, per renderlo il più possibile diverso dai prodotti standard ottenuti soprattutto negli altri Paesi del bacino del Mediterraneo. Per quanto riguarda le innovazioni, sono importanti se nel contempo garantiscono la sostenibilità, così come indicato dalle linee guida del Pnrr, laddove gli investimenti in agricoltura devono assicurare il rispetto del principio di sostenibilità ambientale.Tuttavia, per quanto concerne il settore in questione, questa tematica assume una certa complessità, poiché va comunque considerato che le innovazioni in campo oleario non sempre sono in linea col concetto di sostenibilità inteso, ad esempio, come riduzione delle emissioni di carbonio.

Esse infatti sono spesso più energivore delle vecchie tecnologie, soprattutto se si vuole produrre stabilmente alta qualità nell’attuale contesto di grande incertezza a causa dei cambiamenti climatici e delle conseguenti problematiche ambientali. Infatti, va considerato che in termini teorici è più sostenibile un olio vergine che non un extravergine poiché si lavorano olive più mature, con un maggiore contenuto in olio e minore in acqua; non c’è bisogno delle basse temperature in frangitura o in gramolatura, ecc., se non fosse per il fatto che gli oli vergini, avendo mediamente un minore contenuto in antiossidanti naturali, sono meno stabili all’ossidazione e quindi avranno una durata di vita, nella classa di appartenenza, breve e una volta passati ad olio lampante diventeranno più energivori a causa dei costi energetici del processo di raffinazione al quale saranno soggetti. Per questo motivo, quindi, il concetto di sostenibilità deve per forza avere come riferimento, almeno in Italia, l'aspetto del mantenimento della qualità, che ha un campo d'azione sempre più ampio e che riguarda anche aspetti immateriali, relativi al racconto che può essere impostato nella comunicazione e che riguarda alcune caratteristiche (di carattere etico, ambientale, ecc.) a cui è particolarmente sensibile un consumatore evoluto.Tuttavia, anche altri Paesi produttori tradizionali di olio nel bacino del Mediterraneo sono ormai in grado di produrre una narrazione accattivante a fini commerciali.

E allora la differenziazione non può che basarsi sui valori materiali del prodotto, quelli cioè in grado di fornire una misurazione oggettiva della qualità stessa (legali, salutistici, sensoriali, ecc.). Tra i valori materiali, gli aspetti legati alla sicurezza e quindi al problema della riduzione dei pesticidi sono di grande importanza anche perché in stretta relazione con le contaminazioni e quindi con il concetto di qualità.Poter garantire controlli che assicurino l’assenza di principi contaminanti causati dai residui dei trattamenti fitosanitari è fondamentale per garantire la sicurezza alimentare e quindi la qualità dell’olio extravergine.

Su questo tema esiste una grande sensibilità a livello comunitario, e l’Ue ha istituito da alcuni anni un tavolo di discussione.Tale problematica assume un carattere di grande attualità anche alla luce dell’entrata in vigore del divieto all’utilizzo del dimetoato, un principio attivo utilizzato da oltre 40 anni per il controllo della mosca dell’olivo, senza che nel frattempo il settore industriale sia riuscito a sperimentare e mettere sul mercato nuovi principi attivi meno tossici ed efficaci in sua sostituzione. Pertanto, il vuoto creato dal divieto all’uso del dimetoato apre nuovi spazi per la ricerca, la sperimentazione e la messa in pratica di nuove strategie e metodi alternativi ai fitofarmaci di sintesi e per la loro promozione e diffusione presso gli olivicoltori, così come sta avvenendo attraverso il progetto Novaterra.

Per quanto riguarda il tema della contaminazione dell’olio d’oliva, al di là del problema dei pesticidi strettamente legato alla gestione dell’oliveto, l’aspetto di maggiore attualità e preoccupazione riguarda le contaminazioni da oli minerali (Moh) appartenenti alle due tipologie principali: gli idrocarburi saturi di oli minerali (Mosh) e gli idrocarburi aromatici di oli minerali (Moah), questi ultimi presenti in minore concentrazione rispetto ai primi. Anche la contaminazione da oli minerali è di origine agronomica, essendo legata alle pratiche di raccolta ed in particolare ai prodotti utilizzati per la lubrificazione di agevolatori, scuotitori e macchine scavallatrici, che contaminano le olive e si trasferiscono all'interno dell'olio estratto. Per quanto riguarda i limiti di tolleranza, l’Ersa ha stabilito la soglia massima 2 mg/kg di contaminazione, senza che tuttavia sia stata assodata una correlazione tra la concentrazione di olio minerale nell’olio di oliva e l’impatto sulla salute umana.Infatti, in assenza di sperimentazioni in questa direzione, il valore della soglia massima corrisponde al valore minimo rilevabile in laboratorio.

In termini pratici, ciò sta a significare che 1 gr di olio minerale (Moh) arriva a contaminare di 1 mg il contenuto di una tonnellata di olio, che corrispondono approssimativamente a 5 tonnellate di olive, cosicché anche contaminazioni minime possono creare problemi in questo senso. Anche su quest’ultimo aspetto, quindi, le filiere olivicole-olearie dovranno mettersi in linea per assicurare il rispetto delle norme vigenti in termini di contaminazione, a dimostrazione di quanto questa tematica sia di grande attualità per garantire la sicurezza alimentare e contribuire al perseguimento della massima qualità del prodotto finale. E' possibile seguire il progetto, unendosi alla community Novaterra sui social media o alla newsletter per gli ultimi aggiornamenti (https://www.novaterraproject.eu/; https://twitter.com/NOVATERRA19; https://www.facebook.com/NovaTerra-102038265045698; https://www.linkedin.com/company/69260667/admin/). —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Miss Fallaci’ con Miriam Leone, stasera 25 febbraio: anticipazioni

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(Adnkronos) – Questa sera, martedì 25 febbraio, va in onda il secondo appuntamento con 'Miss Fallaci', la miniserie targata Rai con protagonista Miriam Leone.La fiction vuole renderle omaggio raccontando la carriera della controversa giornalista italiana a partire dagli anni '50, quando era ancora conosciuta come 'La ragazza del cinema' e lavorava come cronista per il settimanale 'L’Europeo'. Oriana accetta di scrivere articoli promozionali per il produttore Albert Gordon e in cambio riceve accesso alle sue star.

Lavorare per gli Studios le rivela il 'dietro le quinte' della scintillante Hollywood e le permette di scrivere articoli memorabili.Ma tutto ha un prezzo: quando Gordon prova a sedurla Oriana scappa e decide che è il momento di tornare a casa.  In Italia incontra Alfredo Pieroni e tra i due nasce un’intensa storia d’amore, la prima per la giornalista.

Alfredo torna presto a Londra e Oriana vorrebbe stare con lui, ma prima deve intervistare Frank Sinatra.Portato a termine il suo incarico lei è pronta a dire addio agli Stati Uniti e volare da Alfredo.

Ma non sa che non è l’unica donna nella vita del giornalista. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Volvo, ‘Reagire alla violenza’: Volvo Trucks e Volvo Penta contro la violenza di genere

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(Adnkronos) –
Un incontro presso il Volvo Studio di Milano con l'obiettivo di discutere tematiche delicate e attuali relative alla violenza che molte donne sono ancora costrette a subire in numerose circostanze, spesso legate alla loro vita quotidiana e purtroppo ancora molto diffuse.L’iniziativa vuole offrire uno spazio di informazione e confronto, coinvolgendo esperti, professionisti del settore e persone direttamente impegnate nell’assistenza alle vittime.
 
Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo e cofondatrice di Rea, Giovanni Dattoli, managing director Volvo trucks Italia, Silvia Belloni, avvocata, presidente e cofondatrice di Rea, Domenico Pietropaolo, local manager di Volvo Penta Italia, Claudio Gallerani, socio Rea, Roberta de Leo ed Emanuela Fumagalli, avvocate penaliste, Stefania Sacchezin, psicologa, Nancy
Cooklin, coach e couselor, Irene Pellizzone, professoressa presso UniMi e Sabrina Vincenti, antopologa presso WeWorld, hanno raccontato una realtà nella quale si parla frequentemente di violenza fisica, ma ne esistono anche forme più sottili e delicate che le donne devono affrontare.

Si tratta di violenza domestica, psicologica ed economica. Dopo il benvenuto di Chiara Angeli, head of commercial operations di Volvo Car Italia, Giovanni Dattoli, ad di Volvo Trucks Italia, evidenzia l’importanza della partnership con Rea: "Volvo e Rea sono unite nel promuovere una cultura aziendale fondata su diversità, inclusione e rispetto.Un ambiente di lavoro eterogeneo è fonte di ricchezza e innovazione".

A seguire Pina Picierno, socia fondatrice Rea e vicepresidente del Parlamento europeo, sottolinea l’importanza di non dimenticare e dire basta a sentirsi colpevoli della violenza. "Spesso nei tribunali dove le vittime dovrebbero essere protette diventano esse stesse vittime, nei luoghi di lavoro dove la disparità salariale è ancora un’enorme realtà, tra le mura domestiche che spesso nascondono abusi ma anche quando otteniamo delle piccole vittorie, c’è chi minimizza o scredita le battaglie femministe perché la parità fa paura a chi vuole conservare il potere.Ed è per questo che iniziative come quella di oggi servono a ribadire che la nostra lotta continua e a celebrare i piccoli passi che Rea e Volvo stanno compiendo". "Le molestie sul luogo di lavoro e la violenza domestica sono fenomeni strettamente collegati.

Rea (Reagire alla violenza) è fermamente convinta che la violenza di genere abbia gravi ripercussioni anche sulla occupazione, la sicurezza e la produttività.L’alleanza con le aziende deve dunque essere su questi temi granitica: chi è vittima di comportamenti violenti sul lavoro o a casa deve avere un interlocutore aperto all’ascolto e competente che possa orientare, accompagnare e supportare.

L’incontro di oggi è un ulteriore passo del lungo cammino in questa direzione" spiega Silvia Belloni, presidente Rea.
 Durante l’incontro svolto, le avvocate penaliste Roberta De Leo, Emanuela Fumagalli e Claudio Gallerani (socio Rea), hanno descritto come gli esempi di violenza domestica-assistita siano frequentemente sottovalutati, nonostante il loro impatto significativo sulle vittime, in particolare sui minori che assistono a episodi di abuso all'interno del contesto familiare.Le avvocate hanno evidenziato come sia fondamentale il supporto dell’azienda, per poterli intercettare in anticipo e garantire alla donna il supporto necessario per la sua autonomia e indipendenza; ad esempio tramite la redazione di policy anti molestie, la tutela del proprio dipendente in casi più gravi (ex.

tramite un bodyguard), la diffusione e lo sdoganamento del tabù legato alla violenza, offrendo la flessibilità oraria o l’aumento del congedo.E' fondamentale la collaborazione di tutte le parti affinché questi episodi di violenza domestica non si verifichino più. A tale violenza segue una dipendenza psicologica, affettiva, "in particolare si tratta spesso di relazioni tossiche e manipolatorie che arrivano a minare l’autostima e la capacità di reagire della vittima, rendendo ancora più difficle spezzare il ciclo dell’abuso", affermano la psicologa Stefania Sacchezin e la coach e counselor Nancy Cooklin spiegando quanto sia fondamentale "educare alla consapevolezza emotiva e fornire strumenti di autodeterminazione per aiutare chi si trova intrappolato in queste dinamiche". In contesti di violenza, il fenomeno dell’arousal gioca un ruolo cruciale ovvero "l'attivazione neurovegetativa dell’individuo di fronte a stimoli percepiti come minacciosi, sia soggettivamente che dall’ambiente circostante.

Il nostro cervello, infatti, è in grado di riconoscere segnali di pericolo e reagisce entrando in uno stato di allerta.Tuttavia, questa risposta iniziale può spesso condurre la vittima a giustificare l’accaduto o persino a colpevolizzarsi".

Con il ripetersi degli episodi, il cervello tende a creare un meccanismo di adattamento, portando la persona a credere di poter gestire la situazione e, di conseguenza, a normalizzarla.Per spezzare questo circolo vizioso, la psicologa Stefania Sacchezin suggerisce un approccio consapevole e riflessivo, ponendosi domande chiave che aiutano a prendere distanza dall'accaduto.

Ad esempio: se non fossi io la persona colpita, cosa direi a chi sta subendo questa situazione?Attraverso una maggiore consapevolezza e strumenti di auto-riflessione, è possibile riconoscere e contrastare più efficacemente le dinamiche di violenza, proteggendo il proprio benessere psicologico. Ultimo intervento a cura di Irene Pelizzone e Sabrina Vincenti legato alla violenza economica, ovvero quella forma di controllo che limita l’autonomia finanziaria della vittima, impedendole di costruire un futuro indipendente.

Durante questo intervento si è sottolineato quanto: "Il mancato accesso alle risorse economiche, il controllo ossessivo delle spese e la privazione di opportunità lavorative, sono solo alcuni dei modi in cui questa forma di abuso si manifesta.Riconoscerla è il primo passo per combatterla".

In un’indagine condotta dall'associazione WeWorld su un campione di 1200 persone, si nota subito come la violenza economica sia difficilmente riconosciuta, solo il 56% la ritiene grave, mettendo al primo posto quella sessuale.Il 49% delle donne ha subito una qualche forma di violenza economica, aggravata se si ha affrontato una situazione di divorzio.

Una donna su due tra le intervistate afferma di essersi vista negata la possibilità di lavorare dal proprio partner. 
Sabrina Vicenti si è inoltre soffermata su Spazio Donna, un programma nazionale attivo da dieci anni, nato per offrire luoghi di socializzazione e aggregazione dedicati al sostegno e all’empowerment femminile.In questi spazi, le donne trovano un ambiente accogliente in cui condividere le proprie esperienze, e spesso si trovano ad affrontare temi che vanno oltre la quotidianità.

Molte delle storie raccontate riguardano forme di violenza economica e psicologica, dinamiche che, se intercettate in tempo, possono essere arginate prima di trasformarsi in vere e proprie situazioni di abuso.Ed è proprio questa la forza di Spazio Donna: agire in chiave preventiva, offrendo supporto e strumenti per riconoscere e contrastare condizioni potenzialmente critiche. È importante sottolineare che Spazio Donna non è un centro antiviolenza, il cui intervento avviene a violenza già accaduta, ma un punto di riferimento per promuovere consapevolezza e autodeterminazione, prevenendo scenari di rischio.

Volvo è un’azienda attenta al benessere dei propri collaboratori, abituata ad avere la parità come valore e con un codice etico rigoroso; e ritiene fondamentale investire in progetti che vadano in questa direzione.L'evento odierno rappresenta un esempio evidente. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, uso antibiotici necessario: qual è il rischio

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(Adnkronos) – Papa Francesco è al dodicesimo giorno di ricovero e prosegue la terapia antibiotica contro la polmonite bilaterale. "Non ci sono grandi problemi nell'uso di forti dosi di antibiotici, salvo il fatto possono alterare il microbiota intestinale, poi alcuni effetti non li conosciamo benissimo".Così all'Adnkronos Salute Silvio Garattini, presidente e fondatore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs. "Ci sono studi che parlano di un asse intestino-cervello, ma non ci sono certezze che questi farmaci interferiscano e in che modo.

Però nel caso del Papa non vedo altra strada, perché va scongiurata la sepsi che nel sue condizioni potrebbe essere davvero importante", aggiunge.  "Il quadro clinico del Papa è grave – aggiunge Garattini – Ci sono problemi polmonari, c'è appunto il rischio spesi che potrebbe sopraggiungere, un inizio di danno renale.Ma è seguito ad altissimo livello medico, e tutti ci auguriamo che possa riprendersi e tornare ad esserci a lungo perché la sua figura e le sue parole sono fondamentali".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Amiloidosi da transtiretina e cardiomiopatia, ok Ue a nuova terapia

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(Adnkronos) – L'autorizzazione della Commissione europea all'immissione in commercio di acoramidis segna un passo importante nell'innovazione terapeutica per i pazienti con amiloidosi da transtiretina (Attr-Cm).Questo farmaco sarà disponibile per gli adulti colpiti dalla forma wild-type, legata all'età, così come per quelli con la variante ereditaria della malattia.

Un progresso fondamentale nella lotta contro una patologia che ha un impatto devastante sulla vita dei pazienti.Senza trattamento, infatti, l'aspettativa di vita è di circa 3-5 anni dalla diagnosi.

Lo comunica Bayer in una nota.  L'Attr-Cm è una malattia grave e progressiva che causa una cardiomiopatia restrittiva, portando a insufficienza cardiaca.I pazienti affetti sono continuamente a rischio di peggioramenti a causa dell'accumulo nel cuore di fibrille amiloidi, piccole aggregazioni di proteine.

Acoramidis è una piccola molecola somministrata per via orale, altamente selettiva, che stabilizza la transtiretina, una proteina che trasporta gli ormoni tiroidei, con un'efficacia superiore al 90%. "Acoramidis rappresenta un progresso significativo nel trattamento dell'Attr-Cm, una malattia spesso sottodiagnosticata e progressiva, causata dall'instabilità della transtiretina, che porta alla formazione di amiloide nel cuore con gravi conseguenze come insufficienza cardiaca e aritmie – dichiara Marianna Fontana, docente di Cardiologia presso l'University College London (Ucl) e cardiologa al National Amyloidosis Centre nel Regno Unito – L'innovazione terapeutica è essenziale per migliorare gli esiti di questa patologia debilitante.Acoramidis è stato sviluppato appositamente per rallentare la progressione dei sintomi e migliorare la prognosi dei pazienti con Attr-Cm, grazie alla sua capacità di stabilizzare quasi completamente la transtiretina".  Christine Roth, Executive Vice President, Global Product Strategy and Commercialization e membro del Pharmaceuticals Leadership Team di Bayer, evidenzia l'importanza di questa approvazione: "L'insufficienza cardiaca è una delle sfide più gravi per la salute pubblica a livello globale, e l'Attr-Cm ne è spesso una causa poco conosciuta.

L'approvazione di acoramidis in Europa rappresenta un traguardo significativo, poiché offre ai pazienti una nuova opzione terapeutica ad azione rapida, capace di ridurre il rischio di eventi cardiovascolari e rallentare la progressione della malattia". L'approvazione di acoramidis si basa sui dati dello studio clinico di fase III ATTRibute-CM, che ha confrontato l'efficacia e la sicurezza del farmaco con il placebo, in pazienti affetti da Attr-cm.I risultati hanno mostrato la superiorità di acoramidis nel ridurre il tasso di mortalità per qualsiasi causa (Acm) e le ospedalizzazioni per cause cardiovascolari (Cvh), grazie alla sua capacità di stabilizzare quasi completamente la transtiretina e di ridurre la formazione di fibrille amiloidi.  I principali risultati indicano: riduzione del rischio del 36% nell'endpoint composito di mortalità per tutte le cause e primo ricovero cardiovascolare a 30 mesi, rispetto al placebo, con benefici già visibili a partire dal terzo mese di trattamento; riduzione del 50% del rischio relativo di ospedalizzazioni cardiovascolari annualizzate rispetto al placebo, a 30 mesi; i dati dell'estensione in aperto (Ole) hanno dimostrato una riduzione del 34% del rischio di mortalità per tutte le cause a 42 mesi, evidenziando il potenziale del trattamento nel migliorare la sopravvivenza a lungo termine.

Acoramidis ha dimostrato un buon profilo di sicurezza ed è generalmente ben tollerato dai pazienti, riporta la nota.In seguito all'approvazione da parte dell'Agenzia europea del farmaco Ema, Bayer lancerà acoramidis in Europa nella prima metà del 2025.  Lo sviluppo del farmaco è stato guidato da BridgeBio Pharma, Inc., che ha ottenuto l'approvazione della Fda per il mercato statunitense nel novembre 2024.

In Europa Bayer ha i diritti esclusivi di commercializzazione grazie a una partnership strategica con BridgeBio, siglata nel marzo 2024.Questa collaborazione unisce l'esperienza consolidata di Bayer nelle malattie cardiovascolari con l'innovazione di BridgeBio nel trattamento dell'Attr-Cm. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)