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Superenalotto, numeri combinazione vincente 1 marzo

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(Adnkronos) – Nessun '6' nell'estrazione del Superenalotto di oggi, sabato 1 marzo, ma centrato un 5+1' da oltre 600mila euro.Il montepremi da 624.789,13 euro è stato vinto, tramite gioco da tastiera, in un punto vendita di tabacchi-giornali a Racconigi, in provincia di Cuneo.

Realizzati inoltre dieci '5' che si portano a casa 20.185,50 euro ciascuno.Il jackpot per il prossimo concorso sale a 81 milioni di euro. La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri).

La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita.In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.

L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è una colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro.Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+.

L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo.In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto.

Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. Questa la combinazione vincente del concorso Superenalotto di oggi, sabato 1 marzo: 1, 12, 33, 40, 41, 83.Numero Jolly: 6.

Numero SuperStar: 67.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli-Inter 1-1! Ai punti vincono gli azzurri ma il punto sta stretto agli uomini di Conte

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L’Inter arriva al Maradona da capolista con un punto di vantaggio sul Napoli.Gli azzurri di Conte devono fronteggiare indisponibilità pesanti come quelle di Anguissa e Neres, solo panchina per il rientrante Olivera.

Primo tempo

Il Napoli parte fortissimo ed è padrone del campo, al ventiduesimo, su un capovolgimento di fronte l’Inter trova una punizione dal limite, ad incaricarsene è Dimarco che col mancino aggira la barriera; probabilmente posizionata male da Meret, e la palla si infila nell’angolo alto, 0-1 Inter.

Al trentaduesimo arriva la risposta del Napoli, Raspadori prova a rovesciare in area ma viene murato, sulla respinta arriva Spinazzola che trova il braccio largo di Dumfries che Doveri ed il VAR giudicano non punibile di calcio di rigore.Gli azzurri continuano a spingere, al trentaquattresimo lancio lungo per Lukaku che si coordina in area e calcia al volo di mancino, trovando solamente l’esterno della rete.

Continuano a spingere gli uomini di Conte, padroni del campo, Rrahmani sulla trequarti imbuca d’esterno per Raspadori, che salta Martinez ma a porta vuota non trova la coordinazione, inciampa sul pallone e la palla va sul fondo.Al quarantacinquesimo ennesima palla gol del Napoli, Raspadori passa in area, palla a rimorchio per Lukaku al limite dell’area piccola, l’attaccante belga calcia ma trova il gambone di richiamo di Bastoni, calcio d’angolo.

FOTO: Ssc Napoli su X

Secondo tempo

Il Napoli inizia il secondo tempo sulla linea del primo.

L’Inter continua a ribattere tutti i tentativi del Napoli che arriva a battere anche quattro calci d’angolo di fila.Al settantesimo i nerazzurri mandano in campo aperto Dumfries, Meret in uscita provvidenziale calcia sull’olandese e guadagna rimessa dal fondo.

All’ottantasettesimo il Napoli si riaggancia all’Inter, Lobotka entra in percussione in area e serve Billing che calcia di prima intenzione, Martinez prima gli dice no poi col destro insacca all’angolino e fa 1-1!Esplode il Maradona.

Al novantacinquesimo gli azzurri hanno l’occasione per il sorpasso, McTominay raccoglie la palla all’altezza del dischetto e calcia al volo, murato.La palla arriva a Ngonge che calcia di mancino, trova la doppia deviazione di Acerbi e Dumfries e Martinez para.

Finisce qui lo scontro scudetto, stesso risultato dell’andata.Gli azzurri pareggiano ancora ma la musica è cambiata, il Napoli ha fatto paura ed è stato più che convincente, gli uomini di Conte hanno riacquistato certezze ma restano pur sempre secondi ad un punto dagli uomini di Simone Inzaghi.

 

Napoli-Inter 1-1, non basta una perla di Dimarco: Billing salva Conte

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(Adnkronos) – L'uomo che non ti aspetti rimette apposto le cose nel finale di Napoli-Inter.Finisce 1-1 al Maradona, con i padroni di casa che agguantano il pari all'87' grazie al gol di Philip Billing che pareggia la perla su punizione di Dimarco nella prima frazione, e consente alla squadra di Conte di restare in scia dei nerazzurri e lasciare tutto invariato nella corsa scudetto.

La formazione di Inzaghi sale così 58 punti, dopo aver cullato a lunghi tratti il sogno di fuga, con il Napoli va a 57, e resta a -1, e anche l'Atalanta, resta a -3 dopo il pari con il Venezia.  La squadra di Conte ci ha provato fino alla fine a trovare la via del gol, e dopo diverse occasioni non sfruttate, per la mancanza di precisione e una difesa, quella nerazzurra, senza troppe sbavature, Billing ha trovato il tap-in giusto, per l'1-1 finale.L'Inter ora nel prossimo turno, contro il fanalino di coda Monza, potrebbe provare ad approfittare degli scontri diretti che attendono il Napoli, impegnato in casa con la Fiorentina, e l'Atalanta in casa della Juventus. Antonio Conte per la sfida deve fare a meno di tre giocatori importanti: Anguissa, Neres e Mazzocchi.

Il tecnico comunque conferma il 3-5-2 con un solo cambio rispetto alla formazione schierata contro il Como, con Gilmour al posto di Billing per affiancare Lobotka e McTominay in mezzo al campo.Spinazzola vince il ballottaggio con il rientrante Olivera sulla fascia sinistra, mentre dall'altra parte agirà ancora Politano, con Raspadori che farà coppia con Lukaku in attacco.

Inzaghi con quattro indisponibili, Sommer, Darmian, Carlos Augusto e Zalewski, ritrova dal 1' Marcus Thuram, che affiancherà Lautaro Martinez in avanti.In difesa Bisseck vince il ballottaggio con Pavard, mentre a centrocampo Mkhitaryan viene ancora una volta preferito all'ex Zielinski con Barella e Calhanoglu.  Partita molto tattica in avvio con le due squadre che fanno attenzione a non sbilanciarsi.

Al 19' Lukaku punta Acerbi e fa filtrare un pallone per l'inserimento di McTominay che viene contrato da Bisseck.Poi al 22' l'Inter passa in vantaggio grazie alla meravigliosa punizione di Dimarco che dal limite batte Meret con uno splendido tiro a giro nell'angolino alla destra del portiere, rimasto immobile.

I padroni di casa reagiscono subito e creano due occasioni con Lukaku, che al 34' calcia al volo su lancio di Gimour, colpendo però solo l'esterno della rete, e poi al 45' il belga calcia a botta sicura su assist di Raspadori, ma viene fermato da un grande intervento difensivo di Bastoni.In pieno recupero Dimarco ha un'altra occasione calciando con il sinistro dall'interno dell'area, ma Buongiorno riesce a respingere. Ad inizio ripresa Inzaghi è costretto a rinunciare a Dimarco e inserisce Pavard, poi Zieliński prende il posto di Çalhanoğlu e Correa di Thuram.

Il Napoli spinge ma fatica a trovare spazi.Conte inserisce in sequenza Okafor, Billing, Ngonge e Olivera.

Al 65' McTominay trova l'impatto su un pallone vagante al limite dell'area, tiro potentissimo ma centrale che Josep Martinez respinge.  Il Napoli continua a spingere e all'87' trova il pareggio proprio con Billing: Lobotka scambia con McTominay, entra in area e serve Billing, che calcia con il sinistro, su cui arriva Josep Martinez, ma sulla respinta il pallone torna al centrocampista inglese, che ribadisce in porta il gol dell'1-1.L'Inter sbanda e il Napoli prova il colpaccio nel finale e al 95' ennesima azione prolungata degli azzurri, con il pallone che finisce in area a Ngonge, che se lo sistema e calcia, ma il tiro è smorzato prima da Acerbi e poi da Dumfries e bloccato a terra da Josep Martinez.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La Virtus Stabia torna a sorridere: Battuto il Sant’Antonio Abate grazie al rigore realizzato da Evacuo

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La Virtus Stabia torna a sorridere!Dopo un periodo difficile, la squadra biancoazzurra conquista una preziosa vittoria nella ventisettesima giornata del Girone B di Eccellenza, superando di misura un combattivo Sant’Antonio Abate per 1-0.

Decisiva la rete siglata da Evacuo su calcio di rigore, arrivata nei primi minuti di gioco.

PRIMO TEMPO

L’inizio di gara è vivace, con gli ospiti che si rendono pericolosi per primi: Balzano impegna Senatore, bravo a deviare in angolo.Sul capovolgimento di fronte, la Virtus costruisce l’azione che decide il match.

Correale serve Sabatino in area, il quale viene atterrato prima di poter calciare.L’arbitro non ha dubbi e assegna il calcio di rigore.

Dal dischetto Evacuo è glaciale e spiazza Sorrentino, portando in vantaggio i gialloblù.Il Sant’Antonio Abate reagisce subito con una punizione dai 20 metri di Balzano, ma Senatore blocca in due tempi.

La Virtus risponde con Evacuo, che prova la conclusione dalla distanza, ma Sorrentino si oppone con i pugni.La squadra di casa continua a macinare gioco e sfiora il raddoppio con Correale, che raccoglie un cross di Onda e indirizza bene di testa, trovando però un ottimo intervento del portiere ospite.

Gli ospiti tornano a farsi pericolosi al 39’: Acampora, dopo un rapido scambio con Picaro, si ritrova a tu per tu con Senatore, che si esibisce in una grande parata in uscita per mantenere il vantaggio stabiese.Prima dell’intervallo, la Virtus ha un’altra chance con Sabatino, il cui tiro viene deviato in angolo.

Sul successivo sviluppo, Evacuo tenta una conclusione al volo, ma Sorrentino è attento e blocca.

SECONDO TEMPO

Nella ripresa, il neoentrato De Simone si rende subito pericoloso con un colpo di testa che trova ancora una volta pronto Senatore.La Virtus Stabia prova a controllare il gioco, ma il Sant’Antonio Abate non molla e al 29’ va vicinissimo al pareggio: Acampora pennella un cross perfetto per Sorriso, che si avventa sul pallone con un colpo di testa in tuffo, mandando la sfera fuori di un soffio.

La Virtus risponde con un tiro dalla distanza di Onda, che però termina alto.Nel finale, gli ospiti hanno l’ultima grande occasione per riequilibrare il match: Acampora, pescato con un lancio lungo in area, si trova in ottima posizione ma spreca, mandando fuori da pochi passi.

L’ultima chance capita sui piedi di Onda che in contropiede fallisce a tu per tu con Sorrentino.Dopo il triplice fischio finale, esplode la gioia in casa Virtus Stabia.Tre punti d’oro che interrompono la striscia negativa e rilanciano il morale della squadra, che rimane in corsa per un posto nei playoff.

Per il Sant’Antonio Abate, nonostante una prestazione generosa, la sconfitta è amara, con il gol subito su rigore ad inizio partita che si rivela decisivo.

Juve Stabia – Cittadella, Alessandro Dal Canto: “La Juve Stabia è forte ma noi ci abbiamo creduto di più”

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Il Cittadella conquista tre punti fondamentali in trasferta, battendo la Juve Stabia in un match combattuto e ricco di emozioni. Al termine della gara, il tecnico granata Alessandro Dal Canto ha analizzato la prestazione dei suoi ragazzi in conferenza stampa, sottolineando la difficoltà della sfida e il valore della vittoria.

“Venivamo da due sconfitte consecutive e avevamo bisogno di una reazione”, ha esordito Dal Canto. “La Juve Stabia è una squadra forte, che sta facendo un ottimo campionato, e giocare in questo stadio non è mai facile. L’ambiente è caldo e i nostri avversari sono partiti subito forte, mettendoci in difficoltà”.

Il tecnico ha poi evidenziato i problemi che la sua squadra ha avuto in casa nella stagione precedente, e che ancora si ripercuotono a livello mentale sui giocatori: “La squadra ha faticato molto a vincere in casa nella scorsa stagione, e questo problema sembra persistere. A volte, i ragazzi si fanno prendere dalla paura e vedono fantasmi dove non ci sono. Noi cerchiamo di mantenere lo stesso atteggiamento sia in casa che in trasferta, ma il calcio è cambiato e tutte le squadre sono aggressive su ogni campo”.

Nonostante le difficoltà, il Cittadella ha dimostrato grande carattere e determinazione, riuscendo a ribaltare il risultato e a portare a casa la vittoria. “Siamo una squadra che lotta sempre, che non molla mai”, ha dichiarato Dal Canto. “Oggi abbiamo affrontato una squadra con una mentalità simile alla nostra, e la partita è stata decisa dagli episodi. Potevamo segnare dopo 20 secondi con Okwonkwo, ma nel calcio non sempre ci sono spiegazioni logiche”.

Il tecnico ha poi risposto alle domande sulla fisicità della sua squadra, sottolineando che il Cittadella non ha una struttura fisica imponente come altre squadre, ma compensa con agonismo, temperamento e corsa. “Cerchiamo di arrivare al gol in altri modi, attaccando la profondità”, ha spiegato Dal Canto. “Va bene così, siamo una squadra che lotta sempre”.

Infine, Dal Canto ha espresso la sua soddisfazione per la vittoria, che permette al Cittadella di tornare a casa con il sorriso dopo due sconfitte consecutive. “Siamo felici di aver conquistato questi tre punti”, ha concluso il tecnico. “Era importante reagire dopo le ultime due partite, e i ragazzi hanno dimostrato di avere carattere e determinazione”.

Juve Stabia – Cittadella, Buglio: “Non cerchiamo alibi, ma analizziamo gli errori. Loro più cinici, noi meno”

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Al termine della partita che ha visto la Juve Stabia soccombere contro il Cittadella, il capitano dei gialloblù, Davide Buglio, ha rilasciato alcune dichiarazioni analizzando la prestazione della sua squadra.  Il centrocampista stabiese ha espresso il suo pensiero sulla gara, focalizzandosi sull’atteggiamento della squadra e sugli aspetti che, secondo lui, hanno determinato il risultato finale.Di seguito, riportiamo le parole di Davide Buglio:

“Non mi piace parlare di episodi arbitrali, sono cose che non mi competono né voglio trovare alibi.

Pensiamo solo a quello che abbiamo fatto in campo.Sapevamo che sarebbe stata una partita sporca, di seconde palle ed episodi.

Abbiamo provato a metterla a posto ma loro hanno valorizzato appieno l’unico episodio favorevole, cosa che a noi non è riuscita.Analizzeremo la gara in settimana ma certamente non siamo felici di come è andata la gara.

Eravamo preparati sulla forza fisica del Cittadella e di come avremmo dovuto aggredirli ma non siamo riusciti a farlo.Loro sono stati evidentemente anche più cinici nel capitalizzare l’occasione giusta.

Dalle parole del capitano Buglio traspare una certa amarezza per il risultato, ma anche la volontà di non cercare scuse o alibi esterni.Buglio evidenzia anche come la squadra non sia riuscita ad imporre il proprio gioco, nonostante la preparazione tattica mirata a contrastare la fisicità del Cittadella.  L’analisi proseguirà in settimana, con l’obiettivo di individuare gli errori commessi e ripartire con maggiore determinazione nelle prossime sfide.  Le parole del capitano suonano come un invito alla riflessione e al lavoro per migliorare, senza lasciarsi scoraggiare dal risultato negativo.

Juve Stabia, Pagliuca analizza la sconfitta: “Ritmo basso e poca fame, ora ripartiamo con umiltà”

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Dopo la sconfitta casalinga contro il Cittadella, il tecnico della Juve Stabia, Guido Pagliuca, si è presentato nella sala stampa del “Romeo Menti” per analizzare la prestazione della sua squadra. Le parole dell’allenatore hanno evidenziato una partita giocata sottotono dalle vespe, riconoscendo la maggiore determinazione degli avversari e la necessità di ritrovare la giusta umiltà per affrontare al meglio il finale di stagione.

Pagliuca ha subito esordito sottolineando il ritmo troppo basso imposto dalla sua squadra alla partita. “È stata una partita giocata sotto ritmo dalla Juve Stabia,” ha affermato l’allenatore, sottolineando come questo aspetto abbia influenzato negativamente la prestazione complessiva. Nonostante la sconfitta, Pagliuca ha invitato a un’interpretazione costruttiva del risultato: “Questa sconfitta va interpretata nella maniera giusta, assumendocene la responsabilità ma senza fare drammi e con la giusta attenzione.”

Un focus è stato dedicato all’inserimento di Dubickas, nuovo acquisto impiegato subito nel corso della ripresa. “Dubickas? Può ricoprire più ruoli e ci darà una mano come fatto oggi,” ha spiegato Pagliuca, evidenziando la versatilità del giocatore lituano. “Lo abbiamo inserito subito nella ripresa per sfruttare i cross e la sua fisicità ma poi non abbiamo occupato bene l’area come avremmo dovuto.”

L’allenatore ha poi ipotizzato un possibile condizionamento mentale legato alla recente sconfitta contro il Pisa: “Questa volta forse abbiamo pensato troppo a quello che era successo a Pisa sbagliando una partita importante per il nostro percorso.” Un errore di approccio che ha portato la squadra a non esprimersi al meglio in un momento cruciale del campionato. Da qui, l’appello a ritrovare l’umiltà: “Dobbiamo ripartire con la giusta umiltà perché ogni tanto forse la perdiamo e va ritrovata.”

Sul piano tattico, Pagliuca ha individuato la necessità di alzare l’intensità di gioco e aumentare la presenza offensiva: “Avremmo dovuto tenere i ritmi più alti e tenere una maggiore densità offensiva nella zona d’area di rigore del Cittadella.” Un’analisi lucida sulle lacune evidenziate in fase offensiva.

Riconoscendo i meriti degli avversari, Pagliuca ha ammesso: “Il Cittadella ha avuto più fame, questo è da riconoscere.” Una maggiore determinazione che ha fatto la differenza in campo. Al contrario, la Juve Stabia non è riuscita a creare sufficienti occasioni da gol: “Noi non abbiamo avuto tante occasioni da gol e non avremmo meritato di vincere ma probabilmente neanche di perderla come è andata poi alla fine.” Un risultato forse troppo severo, ma che riflette una prestazione al di sotto degli standard abituali: “Non abbiamo giocato sui nostri standard ma dobbiamo capire in fretta che nelle ultime dieci giornate il campionato di Serie B cambia radicalmente.”

L’allenatore ha concluso invitando la squadra a reagire prontamente: “Questa prestazione ci deve riportare sul nostro percorso, consapevoli che non è una partita totalmente da buttare ma da analizzare negli aspetti positivi e negativi.”

Papa Francesco, Vaticano: “Condizioni stabili, prognosi resta riservata”

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(Adnkronos) – "Le condizioni cliniche del Santo Padre sono rimaste stabili.Ha alternato la ventilazione meccanica non invasiva a lunghi periodi di ossigenoterapia ad alti flussi, mantenendo sempre una buona risposta agli scambi gassosi.

Il Santo Padre è apiretico e non mostra leucocitosi".Lo fa sapere il Vaticano aggiornando il bollettino medico sulle condizioni di salute di Papa Francesco ricoverato dal 14 febbraio al Policlinico Gemelli di Roma per una polmonite bilaterale.  "I parametri emodinamici si sono sempre mantenuti stabili; ha continuato ad alimentarsi e ha regolarmente effettuato la fisioterapia respiratoria, collaborando attivamente.

Non ha presentato episodi di broncospasmo", spiega ancora il bollettino. "Il Santo Padre è sempre vigile ed orientato.Nel pomeriggio ha ricevuto l’Eucarestia, quindi si è dedicato alla preghiera.

La prognosi rimane riservata", annota il bollettino. Il Papa non ha un'alimentazione endovenosa, si apprende da fonti vaticane che spiegano che il Pontefice può mangiare cibo solido.Le medesime fonti fanno sapere che il Pontefice può muoversi e camminare, ovviamente per quanto gli è possibile date le note difficoltà di deambulazione. Il Pontefice oggi, sempre a quanto si apprende da fonti vaticane, è andato nella cappellina vicina alla sua stanza al Gemelli per raccogliersi in preghiera per una ventina di minuti. Quella trascorsa è stata una notte "tranquilla" per il Pontefice, ha riferito stamattina il Vaticano.

La giornata di ieri è stata più complessa per il Papa come ricordava il bollettino medico diramato in serata.Intorno alle 14 di ieri pomeriggio, “dopo una mattinata trascorsa alternando la fisioterapia respiratoria alla preghiera in cappella, ha presentato una crisi isolata di broncospasmo che ha, tuttavia, determinato un episodio di vomito con inalazione e repentino peggioramento del quadro respiratorio.

Il Santo Padre è stato prontamente broncoaspirato ed ha iniziato la ventilazione meccanica non invasiva, con una buona risposta sugli scambi gassosi.Il Santo Padre è sempre rimasto vigile e orientato, collaborando alle manovre terapeutiche". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Cittadella (0-1): Le pagelle dei gialloblù

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Al termine di Juve Stabia – Cittadella finita con la vittoria dei veneti per uno a zero assegniamo i voti ai calciatori di casa.Questa la pagella completa:

Thiam 6: una partita strana per lui.

Perché nel primo tempo il Cittadella tira due solo volte e in una lo batte e l’altra prende la traversa.Nel secondo tempo sempre attento e preciso.

Ruggero 5: ci mette grinta con un paio di buoni interventi.

Ma nell’azione del gol non riesce a respingere be la palla. (Mosti 5: se entra in campo non si nota.Non aggiunge la qualità che si attendeva).

Varnier 4: recidivo sempre nello stesso tipo di errore.

Con la squadra proiettata in attacco non puoi tergiversare con il pallone tra i piedi.

Bellich 6: meno appariscente del solito, ma comunque il suo lo fa.Del terzetto difensivo è il migliore.

Mussolini 5.5: ha una buona occasione di testa ma la passa a Kastrati.

Non il solito pendolino sulla fascia destra. (Morachioli sv).

Buglio 5: che non sia la sua giornata lo si nota quando sparacchia un pallone lungo su una ripartenza.Sbaglia sempre la scelta in impostazione.

Leone 6.5: forse l’unica nota positiva di giornata. È l’unico a cercare una qualche geometria e a tentare di non sparare sempre la palla in attacco. (Meli sv).

Fortini 5.5: l’unica volta che riesce a sfoderare la sua corsa fa ammonire un avversario.

Nel resto della gara sempre bloccato dagli avversari.

Pierobon 5.5: l’unico squillo della sua partita è una conclusione a lato.Da trequartista non rende. (Dubickas 5: innesto che non dà nulla alla squadra.

Non vince nessun contrasto di testa e non aiuta la squadra).

Piscopo 5: nel primo tempo prova a fare qualcosa ma nella ripresa è capace di sbagliare ogni scelta possibile. (Sgarbi 5: ok non era al meglio e viene recuperato solo alla fine, ma a irritare è l’atteggiamento.Ha la stessa voglia di un cittadino qualsiasi nel pagare tasse extra).

Adorante 5: Pavan di testa lo annulla sempre.

Sbaglia diversi appoggi e si prende anche un giallo che gli farà saltare Mantova.

Pagliuca 5: la sua Juve Stabia perde in casa contro una diretta concorrente per la salvezza.Oltre ciò i gialloblù non concludono mai verso la porta e perdono tutti i contrasti.

Due aspetti davvero gravi.

Verissimo, il ricordo della mamma di Nadia Toffa: “L’ho aiutata a diventare un angelo”

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(Adnkronos) – "L'ho aiutata a diventare un angelo".Margherita Rebuffoni, ospite oggi 1 marzo a Verissimo, ha ricordato la figlia Nadia Toffa, la giovane giornalista de 'Le Iene', scomparsa il 13 agosto del 2019 per un glioblastoma.  Margherita ha ricordato gli ultimi giorni difficili vissuti dalla figlia Nadia in ospedale: "Sentivo questo respiro che se ne andava.

Lei mi diceva sempre ‘l’unica cosa che non voglio fare è lasciarti mamma’.Ed è come se le avessi dato il via libera". "Era bellissima quando se n'è andata – continua il racconto Margherita Rebuffoni – pallida ma bellissima.

Era dolce, serena, è stata una cosa molto dolorosa che ancora oggi non riesco a metabolizzare.Ma l’ho aiutata a diventare un angelo". Oggi, Margherita sta portando avanti la ricerca, proprio come aveva promesso alla figlia Nadia: "Noi abbiamo dato tutto quello che avevamo alla fondazione della ricerca, e stiamo facendo delle cose davvero importanti per la ricerca sul cancro e per aiutare le persone in difficoltà.

Io e mio marito siamo sempre in viaggio e siamo felici così". "Nel suo nome non mi fermerò mai", ha aggiunto Margherita, che racconta di aver sognato Nadia solo una volta: "Da me non viene, ma perché lei è dentro di me.Mi disse 'mamma adesso piantatela, io sono la vostra sorella maggiore, andate avanti'.

E io mi sono svegliata rasserenata", ha concluso.   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, corteo al Quarticciolo: “Siamo in migliaia contro il modello Caivano”

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(Adnkronos) – “Siamo migliaia di persone per difendere questa borgata”.Così gli organizzatori del corteo al Quarticciolo, borgata periferica di Roma che oggi 1 marzo è scesa in piazza contro il 'modello Caivano'. Sui cartelli gli slogan 'il vostro modello repressione e polizia, il nostro casa e lavoro contro ogni malattia'; 'le disuguaglianze in salute sono frutto di scelte politiche, chiediamo casa, lavoro, diritti'; 'il modello Caivano nuoce gravemente alla salute'.

Tra i presenti anche il presidente del municipio V Mauro Caliste, il segretario del Partito democratico di Roma, Enzo Foschi e Christian Raimo.Alla testa del corteo in tanti con i cartelli alzati ‘Quarticciolo alza la voce’.

Un urlo corale, a suon di tamburi, dietro allo striscione di apertura: ‘Cambiamo davvero Quarticciolo’.  Un lenzuolo viene srotolato da uno dei palazzi di via Molfetta, angolo via Palmiro Togliatti.C'è scritto proprio lo slogan della manifestazione ‘Cambiamo davvero Quarticciolo’.

Il tutto avviene tra fumogeni e qualche fuoco d’artificio.Poi dal corteo si alza il grido: "Basta degrado, questo è il Quarticciolo e va rispettato". “Questa manifestazione arriva alla scadenza dei 60 giorni che sono stati indicati dal dl emergenze per individuare gli interventi di riqualificazione sociale per estendere il ‘modello Caivano’ anche, tra gli altri, al quartiere Quarticciolo – dice all’Adnkronos Pietro di 'Quarticciolo Ribelle' – Vorremmo che il decreto non venisse usato per interventi calati dall’alto a fronte delle trasformazioni che invece gli abitanti auspicano da tempo". “Martedì scorso c’è stata un’operazione delle forze dell’ordine che è la rappresentazione plastica – evidenzia – di come si intenda affrontare l’illegalità tutta con lo stesso approccio.

Non cambia se stai abitando in uno scantinato perché non ti puoi permettere un affitto o stai commerciando chili di eroina e di crack".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, Bianca Balti e i geni Jolie: per l’oncologa “racconto onesto che aiuterà tante”

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(Adnkronos) – Un'eredità scomoda, senza dubbio, che oggi può e deve diventare "una chance di prevenzione", e non va vista come una condanna senza appello.Sono i 'geni Jolie', o meglio le mutazioni dei geni Brca1 e Brca2, che espongono a un rischio aumentato di alcuni tumori, rese famose dalla storia personale e dal racconto pubblico della star hollywoodiana Angelina Jolie.

Su questo fronte "ha fatto di più una copertina dedicata nel 2013 all'attrice Usa che 30 anni di ricerche dei clinici e dei genetisti", riflette Domenica Lorusso, professore ordinario all'Humanitas University di Rozzano e direttore dell'Unità operativa di Ginecologia oncologica medica di Humanitas San Pio X. "Perché testimonianze" come in Italia quella della modella Bianca Balti "hanno la capacità di arrivare al pubblico", spiega l'esperta all'Adnkronos Salute mentre proprio in questi giorni è ripartita da Milano una campagna di informazione sui tumori eredo-familiari. 'Conoscerli è il primo passo', il claim dell'iniziativa realizzata da AstraZeneca e Msd e patrocinata da diverse realtà impegnate a promuovere la conoscenza e la corretta informazione sulle più importanti patologie oncologiche.  La condivisione d'impatto delle esperienze, storie come quella di Bianca Balti, "sono importantissime", osserva l'oncologa del centro che segue la modella.Balti "sta molto onestamente raccontando la sua storia, spiega che è stata una scelta quella di non togliere le tube e le ovaie.

Lo ha scelto perché, pur sapendo di essere predisposta alla malattia, avrebbe voluto un'altra gravidanza.Oggi combatte con una malattia che è una malattia importante, con tutte le conseguenze che questo sta comportando.

E lei molto trasparentemente ha denunciato la sua scelta e probabilmente oggi farebbe una scelta diversa.Anche la testimonianza che ha dato a Sanremo, dove si è presentata come professionista e non come malata di cancro, è una testimonianza forte, perché la vita è un'altra cosa.

La vita non è la malattia, la vita va avanti malgrado la malattia".  Quello che oggi le persone devono sapere – e la consapevolezza su questo "sta aumentando" – è che "il tumore è per definizione una malattia multifattoriale e sulla totalità dei tumori circa un 15% è legato a mutazioni.In particolare, in ambito ginecologico, sappiamo che circa il 20% dei tumori ovarici sierosi di alto grado, che sono peraltro i più comuni tumori ovarici, possono essere legati alle mutazioni dei geni Brca1 e Brca2.

E in aggiunta, oggi sappiamo che questi sono i geni più famosi, ma non gli unici coinvolti nell'ereditarietà.Anzi la lista si allunga sempre più, al punto che oggi pensiamo che uno su due tumori ovarici sierosi di alto grado possa avere in qualche modo una componente di ereditarietà".

Un altro aspetto che Lorusso tiene a chiarire è che "la mutazione non trasmette il tumore, ma una maggiore predisposizione, un rischio aumentato di ammalarsi di alcuni tumori, incluso tumori dell'ovaio, del seno, del pancreas, alcuni melanomi, il tumore della prostata nell'uomo.Cosa posso fare se so di avere una mutazione?

Mettere in atto strategie di prevenzione primaria o secondaria per intercettare la malattia".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Noemi a Verissimo: “Ho sofferto di derealizzazione”. E il sogno di diventare mamma

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(Adnkronos) – "Io ci spero un po'", così Noemi ha parlato del desiderio di diventare mamma.La cantante è stata ospite oggi, sabato 1 marzo, a Verissimo per un racconto inedito della sua carriera, della sua vita privata e dell'esperienza al Festival di Sanremo 2025 dove ha partecipato con il brano 'Se t'innamori muori'. Noemi ha parlato del suo matrimonio con Gabriele Greco, bassista della sua band: "Ero molto sfortunata in amore prima di incontrare Gabriele.

Ormai stiamo insieme da 16 anni ed è stata la prima persona con cui mi sono davvero buttata, senza limitarmi". "La vita di coppia non bisogna mai darla per scontata.Si attraversano periodi belli, altri più complicati”, ha raccontato Noemi. Noemi ha espresso il desiderio di diventare mamma: "La notte questo pensiero un po’ mi sveglia.

Io ci spero un po’".  La cantante ha confessato di aver sofferto di derealizzazione in passato: "Ho vissuto un periodo in cui mi sentivo persa.Dopo il 2012, ho vissuto un periodo di derealizzazione – racconta Noemi -, pensavo di essermi staccata dalla realtà.

C'erano delle cose che dentro di me non avevo ancora risolto e Gabriele mi è stato accanto e non è mai fuggito".  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bologna, scontri tra manifestanti e polizia all’inaugurazione dell’anno accademico

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(Adnkronos) – Mattinata di tensione oggi, 1 marzo, in centro a Bologna, tra polizia e un corteo non autorizzato di manifestanti che si è radunato sotto l'Università dove era in corso la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico.  Ci sono state alcune cariche della polizia per impedire l'irruzione dei manifestanti all'interno dell'ateneo, soprattutto – riferisce la Questura – nei confronti di alcuni collettivi universitari conosciuti con i nomi di Cambiare Rotta, Cua, Luna e Giovani Palestinesi, che si sono presentati mascherati parlando di un 'Carnevale Precario'. Diversi sono stati i tentativi di forzare il cordone dei poliziotti utilizzando ombrelli, bastoni e bombolette spray.Il tutto si è svolto secondo le indicazioni fornite ai manifestanti da quella che si è autoproclamata come Assemblea Precaria Universitaria, composta da dipendenti, ricercatori e studenti del polo universitario meneghino, schierati in protesta e poi accolti alla cerimonia con una delegazione di cinque persone.

Intervenendo alla presenza dei vertici universitari, del rettore Molari e di Koen Lenaerts, presidente della Corte di Giustizia dell’Unione europea, premiato per l’occasione con il sigillo dell’Alma Mater.Presente alla cerimonia anche la ministra Annamaria Bernini, tra i bersagli della protesta. "Non so perché questi professionisti della protesta stiano protestando.

Noi abbiamo messo soldi in più per l'università, un fondo record, stiamo investendo nelle borse di studio e diamo loro una marea di studentati”.Queste le parole pronunciate da Anna Maria Bernini, ministro dell’Università, a commento del corteo organizzato da alcuni antagonisti universitari e tenutosi stamattina a Bologna in concomitanza della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università cittadina.

Bernini, riferendosi alla manifestazione in maschera 'Carnevale Precario' e sfociata in diversi scontri con la polizia, ha detto: “Ho visto che è Carnevale, si sono mascherati…L'importante è che non facciano male a nessuno.

Io rispetto ogni forma di protesta in quanto legittima purché democratica e non violenta”.  Durante la cerimonia, cinque persone sono state accolte nell’aula magna dove si svolgeva l’evento come segnale di apertura da parte dell’ateneo. "Siamo i lavoratori e le lavoratrici precari, quella di stamattina (riferendosi agli scontri con la polizia) è la forma di accoglienza che la città e la ministra Bernini ci riservano" ha detto una portavoce davanti all'aula. "Noi siamo quelli e quelle che mandano avanti questo ateneo – ha proseguito – con un lavoro invisibile, poco pagato e incerto.Senza di noi non ci sarebbero corsi, tesi di laurea, esami.

Siamo precari da sfruttare e senza contratti stabili.Da mesi ci stiamo organizzando e mobilitando in tutta Italia, vogliamo che l'università cambi nel profondo e l'unico modo per farlo è lottare insieme”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Zelensky e l’accusa: “Non ha detto grazie a Trump”

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(Adnkronos) – "Credo sia irrispettoso venire qui nello Studio Ovale e cercare di creare una discussione davanti ai media americani.Dovrebbe ringraziare il presidente".

Nell'incontro rovente alla Casa Bianca tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, ad accendere la miccia è l'accusa di JD Vance: per il vicepresidente degli Stati Uniti, il presidente ucraino non ha ringraziato Trump per il sostegno degli Usa a Kiev. "Ha mai detto grazie in questo incontro?", la domanda ripetuta di Vance. "Ho ringraziato questo gabinetto e non solo questo gabinetto", le parole di Zelensky mentre i toni si alzano e Trump entra a gamba tesa: "Non ha le carte in mano". "Ho detto grazie tante volte al popolo americano", ribadisce Zelensky. "Deve essere grato", incalza Trump. L'argomento specifico finisce sotto i riflettori dei media americani e in particolare della Cnn, che passa in rassegna una serie di dichiarazioni pubbliche di Zelensky tra interviste e incontri istituzionali, anche con l'ex presidente americano Joe Biden.Il quadro complessivo evidenzia che Zelensky ha ringraziato pubblicamente gli Stati Uniti almeno 33 volte.

A queste dichiarazioni, vanno aggiunti tutti i riferimenti al sostegno Usa nei comunicati in ucraino diffusi da Kiev sin dall'inizio della guerra. Vance nel suo intervento fa riferimento alla mancanza di ringraziamenti di Zelensky nell'incontro del 28 febbraio.In realtà, Zelensky – invitato da Trump a "dire qualche parola" dopo l'intervento iniziale del presidente americano – esordisce con "grazie mille signor presidente, grazie per l'invito". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Orban si schiera con Trump e scrive all’Ue. Rutte avverte Zelensky

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(Adnkronos) – Dopo lo scontro in diretta tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca, Viktor Orban si schiera con il presidente americano affermando che l'Unione Europea dovrebbe seguire l'Amministrazione Usa, cioè avviando colloqui diretti con la Russia per un cessate il fuoco e un accordo di pace in Ucraina.  In una missiva al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, visionata dall'agenzia Dpa, il primo ministro ungherese – che lo scorso anno era a Mosca da Vladimir Putin – parla di "differenze strategiche nel nostro approccio sull'Ucraina che non possono essere colmate con bozze o comunicazioni".  La lettera arriva dopo che ieri gli alleati europei dell'Ucraina avevano espresso il loro sostegno al presidente Zelensky in seguito al duro botta e risposta, durante il quale il leader Usa lo ha accusato di non essere "pronto" per la pace con la Russia. Anche se in generale i leader europei non hanno nominato il presidente degli Stati Uniti, i loro commenti hanno messo a nudo la spaccatura tra gli Stati Uniti e i suoi alleati tradizionali in Europa sulla guerra in Ucraina.Al contrario, Orban si era già distinto per aver ringraziato Trump per aver "sostenuto coraggiosamente la pace". Intanto il segretario generale della Nato Mark Rutte, in un'intervista alla Bbc, riferisce dei suoi colloqui telefonici con il presidente ucraino, al quale ha detto di "trovare un modo" di ristabilire la sua relazione con Donald Trump.  "Devi trovare il modo, caro Volodymyr, di ristabilire la tua relazione con Donald Trump e l'amministrazione Trump", le parole di Rutte a Zelensly.  Gli Stati Uniti, l'Ucraina e l'Europa, ha poi spiegato Rutte, devono "rimanere uniti" per assicurare "una pace duratura". "Ora ho parlato due volte al telefono con Zelensky, gli ho detto che dobbiamo rimanere uniti, gli Stati Uniti, l'Ucraina e l'Europa per garantire a Kiev una pace duratura" ha detto Rutte.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco e l’inalazione ‘ab ingestis’, cos’è e quali sono i rischi

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(Adnkronos) – 'Ab ingestis'.E' una formula utilizzata in gergo medico, e in queste ultime ore è salita alla ribalta delle cronache, da quando ieri sera nel consueto aggiornamento sulle condizioni di Papa Francesco, ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma dal 14 febbraio, è stato segnalato che il Pontefice ha avuto una crisi di broncospasmo che ha determinato un episodio di vomito con inalazione e peggioramento del quadro respiratorio.

Ma cosa significa?  "Il problema" evidenziato per il Papa "è che c'è stata un'inalazione del contenuto del tratto gastroenterico, e in particolare dello stomaco e dell'esofago, che in questo caso è stata collegata a un episodio di vomito e quindi il successivo respiro ne ha fatto inalare il contenuto".Il pericolo è che possa svilupparsi la cosiddetta "polmonite 'ab ingestis'", ma "inalazione non vuol dire automaticamente polmonite", puntualizza all'Adnkronos Salute Francesco Blasi, ordinario di malattie dell'apparato respiratorio all'università degli Studi di Milano e direttore della Pneumologia del Policlinico del capoluogo lombardo.  "Il Pontefice è stato broncoaspirato, è stato trattato con la ventilazione" meccanica non invasiva "per superare il broncospasmo e per rimigliorare la ventilazione del polmone profondo, con una pressione positiva in modo da spingere l'aria, l'ossigeno, all'interno del polmone.

E normalmente la polmonite, se si presenta, avviene tra le 24 e le 48 ore dopo l'inalazione".Ecco perché, chiarisce dunque l'esperto, è questo il lasso di tempo a cui si è fatto riferimento come orizzonte entro il quale il quadro del Papa dopo la crisi di ieri potrà meglio definirsi.  "La polmonite 'ab ingestis', illustra l'esperto, "è una polmonite che deriva appunto dall'inalazione del contenuto del tratto gastroenterico.

Nel contenuto gastrico ci sono una parte di enzimi, che si chiamano enzimi proteolitici, che servono a digerire e sono dannosi per il tessuto polmonare.In più il contenuto dello stomaco è acido e quindi si ha un'inalazione di acido, anche questo irritativo e dannoso".  Quando si inala questo materiale, poi, "potenzialmente si inalano anche dei batteri che si trovano al livello della bocca, delle gengive, eccetera.

Si chiamano batteri anaerobi, perché vivono anche in assenza di ossigeno o con bassa tensione di ossigeno.Questi particolari batteri necessitano di un approccio terapeutico con antibiotici particolari".  Nelle prossime ore andrà dunque compreso se si è innescato un ulteriore problema, "in un soggetto – ricorda Blasi – con patologie respiratorie croniche, come le bronchiectasie e la bronchite asmatiforme", un polmone (il destro) sottoposto all'asportazione di una sua parte in età giovanile, "e la nota polmonite bilaterale".

Quindi, conclude l'esperto, "il rischio è che ci sia un peggioramento della polmonite o l'esordio di una nuova polmonite su una polmonite che apparentemente stava regredendo".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ramadan, iniziato il mese di digiuno e preghiera

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(Adnkronos) – E' iniziato per milioni di musulmani nel mondo il mese di Ramadan.Oggi è il primo giorno di digiuno e preghiera.

Il mese di Ramadan è il nono del calendario lunare islamico.La maggior parte dei musulmani digiuna dalle prime luci dell'alba (fajr) fino al tramonto completo del sole (maghrib).

L'interruzione del digiuno (iftar) viene preceduta da una breve preghiera.  In Iran, patria dello sciismo, sarà domani il primo giorno del mese di Ramadan.Nella Striscia di Gaza l'inizio del Ramadan coincide con la fine della prima fase della fragile tregua dopo mesi di conflitto tra Israele e Hamas, scoppiato con l'attacco del 7 ottobre 2023 in Israele.

In Libano il Ramadan inizia dopo mesi di ostilità tra Israele e Hezbollah.Per la Siria è il primo Ramadan del dopo-Assad.  Nel mondo i musulmani sono circa 1,9 miliardi.

Vivono per lo più in Indonesia, India, Pakistan e Bangladesh.In Italia, secondo l'Unione delle Comunità islamiche, sono oltre 2,5 milioni.

L'ultimo giorno di Ramadan si celebra l'Eid al-Fitr. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Zeman stazionario, “prossimi giorni esami approfonditi per quadro preciso”

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(Adnkronos) – Resta al momento una "situazione invariata" quella di Zdeněk Zeman, ex allenatore di Roma, Lazio, Foggia e Pescara, ricoverato da giovedì 27 febbraio nella Stroke Unit del Policlinico universitario Gemelli di Roma per sospetta ischemia cerebrale.Il tecnico boemo, a quanto apprende l'Adnkronos da fonti sanitarie, è "stazionario".

Quanto alle prospettive che si aprono ora, "nei prossimi giorni" Zeman verrà sottoposto a "indagini approfondite" che "permetteranno di definire precisamente il quadro". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, protesta sotto consolato Usa a Milano: “Da Trump show assurdo, bene Zelensky”

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(Adnkronos) – Bandiere ucraine, italiane ed europee sventolano oggi sotto il consolato americano di Milano, dove alcune decine di persone si sono riunite in presidio, per manifestare contro "l'assurdo show portato avanti dal presidente Trump" ieri alla Casa Bianca, durante l'incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.La manifestazione "spontanea e non autorizzata, è stata organizzata questa notte dalla nostra associazione e da altri gruppi di ucraini milanesi", spiega Fabio Prevedello, presidente dell'associazione Italia-Ucraina Maidan. "Non possiamo rimanere in silenzio mentre stanno violando i diritti europei.

La nostra voce è per il popolo ucraino e per i valori europei", dice in un video pubblicato sui social l'attivista ucraina Tetyana Bezruchenko, invitando "chi vuole sostenere i valori europei a raggiungerci".  "Noi manifestiamo contro quello che è successo ieri alla Casa Bianca, non contro il popolo americano, ma a sostegno del popolo americano, a cui chiediamo di prendere una posizione chiara e netta a sostegno del popolo ucraino e contro quello show assurdo portato avanti dal presidente Usa", precisa Prevedello. "Vogliamo mostrare il nostro sostegno al popolo ucraino.Consideriamo il popolo americano un popolo fraterno e vogliamo fare in modo che si possa riuscire ad arrivare alla pace, ma non a delle condizioni veramente inique per la popolazione ucraina", aggiunge il presidente dell'associazione Italia-Ucraina Maidan, osservando, rispetto alla questione delle terre rare, che "vendere l'Ucraina, regalando le terre rare agli americani, senza avere nessuna assicurazione che domani la Federazione russa non decida di proseguire la sua avanzata, sarebbe stato assurdo.

E bene ha fatto il presidente Zelensky a dire 'a queste condizioni è improponibile'". Domani nuovo appuntamento a sostegno dell'Ucraina, con la manifestazione organizzata in collaborazione con Azione in piazza Mercanti. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)