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Somma Vesuviana, nuovo svincolo della Statale 268, i dettagli

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A via Colle sarà realizzato un nuovo svincolo della Statale 268 SOMMA VESUVIANA.

L’impegno dell’Amministrazione Di Sarno porta ad un importante risultato: a via Colle sarà realizzato un nuovo svincolo della Statale 268. L’insistenza e la caparbietà del sindaco Salvatore Di Sarno portano ad un risultato concreto confermato da una missiva dell’Anas.

“All’indomani della mia elezione avevo detto che avremmo pensato anche a via Colle”, spiega Di Sarno, “dove ci sono importanti problemi di viabilità per i numerosi insediamenti produttivi e adesso possiamo dare a tutti una buona notizia”. In una lettera giunta in Comune, infatti, e firmata dal responsabile area progettazione e realizzazione dei lavori dell’Anas, viene comunicato che riguardo lo svincolo di via Colle- Cupa Minardo è stata “già affidata la progettazione e che la progettazione esecutiva potrà essere approvata ed i lavori appaltati dopo l’acquisizione e messa a disposizione da parte dell’amministrazione comunale delle maggiori aree necessarie a realizzare l’intervento” vertici Anas hanno confermato questa notizia. Il Comune, a tal proposito, si è già attivato per effettuare gli espropri dei suoli e la consegna delle aree all’Anas. Ad ottobre scorso il primo cittadino aveva fatto presente la necessità della città di Somma Vesuviana di ottenere la realizzazione di uno svincolo della Statale 268 a via Colle, un progetto utile a “decongestionare la viabilità cittadina” che era stato poi ribadito anche in altri appuntamenti successivi. Un impegno diventato concretezza. “Sono molto soddisfatto che la nostra richiesta sia stata accolta”, commenta Di Sarno, “in questo modo riusciremo a decongestionare dal traffico le arterie stradali della nostra città e contestualmente fornire un servizio più che utile alle tante aziende che sorgono nella zona industriale di via Colle. Spesso i residenti ci avevano chiesto di ‘liberarli’ dei mezzi pesanti per rendere anche più sicuro il quartiere. Con questo progetto verremo anche incontro alle loro richieste”.

Spotify mette a punto una versione per la guida sicura

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Interfaccia minimale per evitare distrazioni

Spotify testa una versione per mantenere la sicurezza alla guida. La popolare app per lo streaming delle canzoni starebbe infatti lavorando ad una interfaccia minimale che non distolga l’attenzione di chi è al volante. La novità, segnalata da un tester sulla community di Spotify, si attiverebbe automaticamente quando il telefono è collegato a dispositivi Bluetooth. Quindi anche i sistemi per le automobili.

La schermata diffusa dall’utente sarebbe più scarna di quella solita, con solo il nome della playlist e della canzone, l’artista e poche altre opzioni. Insomma, niente menu complicati per evitare possibili distrazioni. Il test sarebbe in corso su circa il 3% degli account attivi, la modalità non può essere disattivata. Secondo indiscrezioni circolate lo scorso aprile, e mai confermate, la piattaforma di Daniel Ek sarebbe perfino al lavoro su una specie di altoparlante per i veicoli sprovvisti di sistemi sofisticati.

fonte ansa.it

Il tribunale di Napoli scarcera un condannato per pedofilia, ucciso dopo la sua liberazione

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Ucciso dopo essere uscito dal carcere, era stata condannato per pedofilia

Era stato condannato per pedofilia, dopo l’arresto nel 2011. L’ex pastore, G. M., di anni 45 aveva abusato sessualmente una quindicenna nel lontano 2009.

La ragazza originaria della zona di Benevento, dopo l’episodio si tolse la vita. L’uomo nel 2011 2011 fu condannato a 11 anni e 6 mesi dalla Corte di Appello di Napoli.

Secondo le indagini, l’uomo aveva approfittato dell’infatuazione che la ragazzina provava nei suoi confronti.

L’uomo aveva lasciato il carcere grazie ad un permesso, ma  giovedì sera è stato ucciso in contrada Selva a Frasso Telesino (Benevento), a qualche chilometro dal centro abitato.

Le indagini proseguono per individuare chi ha esploso i colpi di pistola contro l’uomo, si sta cercando di individuare alcune tracce lasciate dall’assassino.

Doria, Di Maio convoca i lavoratori di Acerra al ministero

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Il vicepremier ha mantenuto la sua promessa

Sono stati convocati per mercoledì 1 agosto al Mise dal ministro Luigi Di Maio i lavoratori della Doria di Acerra, che il 4 luglio scorso incontrarono il leader dei Cinque Stelle nel corso della visita tenuta a Casal di Principe per il Festival dell’Impegno Civile. Allora i delegati Michele Gaglione, della Flai-Cgil, e Giovanni Mariniello, delegato Uila-Uil, strapparono al vicepremier la promessa di una convocazione, che è arrivata pochi giorni dopo.

Sul tavolo del ministero la paventata chiusura della Doria, prevista per il 30 settembre. A Roma sono state convocate le segreterie nazionali e territoriali dei sindacati, i responsabili dell’azienda e la Regione Campania. “I sindacati – dice Gaglione – devono tutelarci perché siamo giovani e non possiamo ritrovarci in mezzo alla strada da un momento all’altro per mere strategie aziendali. Anche i ritmi di lavori devono calare”.

Napoli, abbandoni rifiuti in strada e i vigili riscontrano che evade le tasse

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L’uomo è originario di Scafati

Abbandona i rifiuti della propria azienda in strada e grazie a questi la polizia municipale scopre che è anche evasore totale della tassa sui rifiuti urbani, per la quale non ha mai iscritto a ruolo la propria attività commerciale. È accaduto ad Acerra, nel napoletano, dove un uomo originario di Scafati, titolare di un’azienda di smistamento di prodotti alimentari, è stato multato e denunciato per abbandono di rifiuti.

A scoprire i sacchi abbandonati, i vigili urbani del locale comando nel corso di un’ordinaria operazione di controllo del corretto conferimento dei rifiuti, che hanno trovato nell’immondizia abbandonata anche bolle di accompagnamento e fatture che hanno permesso alla polizia municipale di risalire all’azienda e al suo amministratore. L’uomo è stato sanzionato con una multa di 600 euro e una denuncia penale presso la Procura della Repubblica per il reato di abbandono di rifiuti. A un successivo controllo poi, l’azienda è risultata non essere neanche iscritta al ruolo Ta.Ri e pertanto evasore del tributo locale sui rifiuti. Avviato l’accertamento da parte dell’Ufficio tributi del Comune di Acerra, che applicherà una sanzione pari a tre volte quella già ricevuta oltre alla richiesta di risarcimento per quanto non pagato finora.
Da mesi ad Acerra è in atto una task force contro l’abbandono dei rifiuti in città, e lo stesso sindaco Raffaele Lettieri, spesso comunica ai cittadini i risultati delle operazioni mostrando sui social network anche le foto, tutelando la privacy, delle persone mentre depositano l’immondizia illegalmente.

Castellammare, Scala: “ Sindaco Temporeggiatore”, Cimmino comunica la presentazione della giunta

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Tonino Scala: “Sindaco Temporeggiatore”

Il neo eletto sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino  da una risposta a quanto aveva affermato Tonino Scala leader di Liberi e Uguali il 18 luglio 2018, convocando per domani la giunta.

Due giorni fa il leader Scala aveva definito il sindaco “Temporeggiatore” perché:

“Dopo 24 lunghi giorni dalla battaglia di ballottaggio che lo incoronò sindaco della città di Castellammare, non è riuscito ancora a nominare la sua giunta”

Tempi lunghi considerati dal leader, 28 giorni in effetti sono abbastanza per il disordine in cui la città è ormai da tempo, però  per formare il governo italiano furono impiegati circa ben  90 di giorni.

Tempi abbastanza comprensibili quindi quelli impiegati da Cimmino che adesso possiede una grande responsabilità e soprattutto la possibilità di riportare Castellammare ad una forza economica e culturale ormai spenta da tempo.

Il leader dei liberali uguali infatti continua:

“Castellammare ha il sindaco temporeggiatore . La prima promessa è stata clamorosamente disattesa, con Cimmino alle prese con le solite beghe di coalizione per spartirsi posti e poltrone”.

A sostenere la celerità sulla scelta della giunta vi è anche Andrea Di Martino (Grande Centro) il quale invita il sindaco

“A fare presto, perché la città non può permettersi ulteriori ritardi”.

Finalmente però domani la giunta comunale verrà presentata alla stampa e sarà possibile conoscere i nomi di  chi dovrebbe risollevare la città dalle condizioni in cui versa.

Universiadi, Maddaloni: “Bisogna spostarle, altrimenti si fa brutta figura”

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“Bisogna essere seri”

Gianni Maddaloni, proprietario di una palestra judoka nel quartiere Scampia di Napoli, ha espresso la sua opinione per quanto riguarda le Universiadi che si terranno nel capoluogo campano nel 2019, il prossimo anno: “Credo che faremo solo una brutta figura. Io le sposterei altrove, nel salernitano o in altre parti d’Italia. Bisogna essere seri qui a Napoli il Collana è chiuso, il Mario Argento è distrutto. Forse bisognava prepararsi prima, dieci anni fa perché saremo sotto gli occhi del mondo, entreremo nelle case della gente di tutti i continenti. Faremo una magra figura”.

Oggi il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha consegnato riconoscimenti a cinque atleti che frequentano la palestra di Maddaloni a Scampia, per gli importanti risultati sportivi raggiunti. A ricevere le targhe sono stati: Luigi Brudetti, judoka, vincitore di 1 Coppa Europa e 2 Campionati italiani; Martina Esposito, judoka, campionessa europea 2018, vice campionessa europea nel 2017 e 3 volte campionessa d’Italia; Giovanna Fusco, judoka, medaglia di bronzo ai Mondiali di Santiago del Cile, vice campionessa europea e campionessa d’Italia; Susy Scuotto, judoka, campionessa italiana 2018 e bronzo in Russia; Francesco Iaconangelo vincitore del campionato italiano 2018 di kick boxing. “Questi ragazzi sono il nostro orgoglio – ha detto il sindaco – Sono davvero tanti i ragazzi di Napoli, impegnati in diverse discipline sportive, che stanno raggiungendo importanti risultati. Sono ragazzi di tutti i quartieri ma – ha evidenziato – molti vivono in periferia, segno che la nostra città è ricca di talenti e il nostro compito è riuscire a trovarli”. Tra i ragazzi premiati – come sottolineato da Maddaloni – ci sono anche alcuni che fanno parte del progetto Coni per Tokyo 2020. “I ragazzi di Scampia – ha affermato – sono l’eccellenza napoletana. Noi vogliamo vincere e sappiamo come vincere ma abbiamo bisogno di gente che creda in noi e forse oggi credono in noi di più persone che sono fuori dalla Campania. Il nostro sindaco – ha aggiunto – è in grande difficoltà economica, manca una linea tra lui e il Governo centrale, ma sono sicuro che se viene aiutato, aiuterà anche le periferie”. Alla premiazione hanno partecipato anche gli assessori Ciro Borriello e Roberta Gaeta.

Caporalato. Due euro l’ora. E nei campi anche i bambini

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venerdì 20 luglio 2018
Antonio Maria Mira – Inviato a Mondragone
Viaggio nella disperazione del Casertano. I rom bulgari (regolari) pagati 2 euro all’ora, i minori appena 1. L’impegno della Chiesa: servizio mensa con la Caritas

Sono le 4.45, ed è ancora buio a Mondragone. Eppure in via Razzino, sotto quattro palazzoni rossicci c’è già un gran movimento. Centinaia di persone, soprattutto donne, alcune molto giovani, sono sedute a gruppetti sul bordo del marciapiede. Hanno zainetti e borsoni. Ogni tanto si ferma un pullmino o un furgone. Salgono e via. Uno, due, dieci, venti e più volte. È il mercato delle braccia. Braccia bulgare. Braccia rom. Vittime di caporali bulgari e italiani. Sfruttati da imprenditori italiani. Un caso unico in Italia (solo a Borgo Mezzanone nel Foggiano, ce n’è uno analogo ma molto minore).

Più di 2mila persone che da quattro anni lasciano la Bulgaria, in particolare la regione di Sliven, per raggiungere la cittadina sul litorale domitio casertano. Duemila persone su 30mila abitanti, una presenza che non passa inosservata. In gran parte per 4-5 mesi, altri fino a 8-9, qualche centinaio stanziali. Arrivano famiglie intere, bambini compresi, quasi tutti vivono dei ‘palazzi Cirio’, quattro edifici di dieci piani, fine anni ’70. Fortemente degradati, fuori (i balconi perdono pezzi) e dentro. Proprietari italiani che si fanno pagare, ovviamente in nero, almeno 100 euro a persona al mese.

Tutto fuori legge. Così in un appartamento arrivano a vivere anche 10-15 persone, magari in subaffitto tollerato, come ci racconta il vicario generale della Diocesi di Sessa Aurunca, don Franco Alfieri, per quaranta anni parroco di questa zona. Palazzi che dovevano essere abbattuti o almeno sequestrati e che invece sono diventati un’isola bulgara in terra campana. Presenze regolari, i bulgari sono cittadini comunitari, lavoratori. Sì, rom che vengono in Italia per lavorare e che in Italia vengono sfruttati. Uomini, donne e bambini. Non siamo in una lontana periferia. I caporali agiscono nel centro della città, vicino alla grande via Domitiana, l’antica via Appia. Niente di nascosto.

Eppure alle 5 nessuno controlla i pullmini e gli “autisti”, né forze dell’ordine né polizia locale. Neanche per verificare i documenti dei mezzi e quante persone trasportino. Tutti sanno, nessuno interviene. Ma verso l’ora di pranzo quando torniamo per incontrare l’attuale parroco don Osvaldo Morelli, i vigili urbani, con tanto di furgone attrezzato, ci fermano proprio in via Razzino per un controllo dei documenti. Niente alle 5 sul mondo illegale, controlli inutili a mezzogiorno, tutti i giorni. Mentre dove sedevano le bulgare ora ci sono mucchi di sacchetti di rifiuti. Vediamo rientrare alcune ragazze, tutte in fila. «Tornate dal lavoro?». «Sì, sì», rispondono senza fermarsi. Ma in fondo alla fila una donna più anziana le zittisce.

«No, no». È una caposquadra, una sorta caporale di secondo livello. Intanto sui campi, tra Modragone, Villa Literno e altri comuni dell’Alto Casertano, va di scena lo sfruttamento. Fino a sera. Come ci spiega Tammaro Della Corte, della Flai Cgil di Caserta, che ci accompagna in questo prima tappa del nostro reportage sul caporalato, gli uomini prendono tra 2 e 4 euro l’ora (il contratto ne prevede 7,5), le donne tra 1 e 1,5 euro, i minori 1 euro. E non è raro che a lavorare sia un’intera famiglia, che alla fine per quattro persone prende poco meno della paga oraria contrattuale di un solo bracciante, lavorando fino a 12 ora, quasi il doppio delle 6,5 previste.

Mentre non meno di 5 euro al giorno finiscono in tasca al caporale o ai caporali, uno italiano che tiene i rapporti con gli imprenditori e uno bulgaro che gestisce la manodopera. Sicuramente dietro ci sono organizzazioni che coinvolgono gli imprenditori in una sorta di “borsa della manodopera” che decide i salari al ribasso. Che dietro ci siano organizzazioni criminali lo confermano alcuni gravi episodi, come l’incendio di alcuni furgoni e aggressioni. In un clima di crescente tensione (non sono rare le risse tra bulgari, anche perché gira molto alcol), con attività parallele come il contrabbando di sigarette. E pochi controlli. Cosi tra aprile e settembre. Qui sui campi opera il “sindacato di strada” della Flai.

«Avevamo provato anche sotto i palazzi – ci dice Tammaro – ma era troppo pericoloso, ci hanno minacciati ». Non esagera. La nostra presenza estranea viene subito notata, soprattutto dai caporali. Meglio allontanarsi e raggiungere i campi. Gli operatori del sindacato distribuiscono volantini che in varie lingue spiegano i diritti dei lavoratori. I braccianti ci accolgono bene, smettono di lavorare, chiedono informazioni. Sono “liberi” perché il caporale non c’è. Ma quando ci spostiamo in un altro campo la scena cambia. Testa china sul terreno, non rispondono. Qui il caporale c’è e si vede. E gli imprenditori? «Alcuni ci accolgono bene, ci tengono a farci vedere i contratti. Ma altri ci cacciano impugnando la vanga». Comunque i braccianti sono interessati. «Alcuni vengono nelle nostre sedi a lamentarsi che la paga non è quella che avevano promesso in patria. Le donne ci raccontano delle molestie subite. ‘O accetti o non lavori’, dicono i caporali bulgari e italiani».

E soprattutto le donne sono anche le vittime delle condizioni estreme del lavoro in serra. Tante dermatiti per il contatto coi pesticidi e infezioni vaginali per la mancanza di servizi igienici. Nella zona dei ‘palazzi Cirio’ c’è l’impegno della diocesi, parrocchia di San Rufino. Don Osvaldo, che è anche direttore della Caritas diocesana, ci spiega che la mensa ‘Pane quotidiano’ garantisce ogni giorno 80 pranzi, due terzi a stranieri, quasi tutti bulgari, maschi, «perché le donne sono sui campi». Ogni mese viene distribuito un pacco con viveri, vestiti e medicine. «Lo ritirano le donne la sera quando finiscono il lavoro».

Ma la preoccupazione maggiore sono i bambini. «Non vanno a scuola. Solo dopo un nostro esposto 5 di loro sono stati inseriti, compreso un disabile. Alcuni vengono in parrocchia ma fanno fatica anche per colpa della lingua. Per questo a ottobre cominceremo dei corsi». Ma non basta. Il vicario don Franco Alfieri non è tenero coi suoi concittadini. «La colpa di questo degrado è anche di quei mondragonesi che per lucro affittano gli appartamenti in palazzi senza manutenzione che non dovrebbero avere l’agibilità». Ma intanto in quei palazzi duemila persone sopravvivono. E all’alba si vendono ai caporali.

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Facebook e Instagram: i moderatori social potranno bloccare i profili under 13

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Facebook e Instagram: i moderatori social potranno bloccare i profili under 13

Da ora in poi i moderatori di Facebook e Instagram potranno intervenire e bloccare gli account dei ragazzini di età inferiore ai 13 anni. Facebook, dunque, farà un maggior controllo sugli utenti under 13, quelli che secondo le norme americane ed europee sulla privacy, non potrebbero avere un profilo attivo sui social. A riferirlo un portavoce della società al sito TechCrunch, come riporta l’Ansa.

Finora i “controllori” di Facebook e Instagram hanno potuto agire nel caso degli under 13 solo se il loro profilo era stato segnalato a causa della giovane età. Le nuove linee guida, invece, consentiranno ai moderatori di bloccare direttamente i profili di tutti i bambini in cui si imbattono. Chi avrà il profilo bloccato, dovrà dimostrare di avere più di 13 anni con un documento.

Il problema è stato sollevato da un’inchiesta dell’emittente inglese Channel 4, che ha visto un giornalista lavorare sotto copertura come moderatore di Facebook. L’inchiesta ha rivelato che chi controlla le attività sulla piattaforma può intervenire solo se un utente ammette di avere meno di 13 anni, altrimenti “deve far finta di essere cieco”.

Già con l’entrata in vigore a fine maggio del Gdpr, la nuova normativa europea sulla privacy, il social network ha inserito una sorta di ‘parental control’ per gli utenti ‘under 15’ e una stretta per i minori di 18 anni sul sistema di riconoscimento facciale.

Dimaro, seduta pomeridiana dell’undecisimo giorno: si rivede anche Younes, c’è Reja!

Dimaro, seduta pomeridiana dell’undecisimo giorno: si rivede anche Younes, c’è Reja!

Al comunale di Carciato c’è anche Reja, l’ex allenatore affiancherà Grava alla guida del settore giovanile. Anche Montervino scende in campo a salutare l’ex allenatore. Dalla tribuna di Carciato si alza il coro per Ancelotti. Assente Albiol, nella seduta pomeridiana, si lavoro anche sulla rapidità. Mentre la pioggia cade copiosa, Meret si dirige in palestra, dietro di lui anche Younes con le stampelle e uno stivale protettivo dopo l’intervento. Partitina a campo ridotto, Gialli: Marfella, D’Ignazio, Maksimovic, Mezzoni, Hysaj, Rog, Diawara, Allan, Insigne. Neri: Karnezis, Senese, Chiriches, Grassi, Hamsik, Gaetano, Verdi, Ciciretti, Callejon, Vinicius. Partita terminata 4-3 per i gialli, Insigne in spolvero. Da seganalre un colpo a Maksimovic di Diawara, il calciatore resta a terra dolorante. La seduta di lavoro termina tra gli applausi del pubblico.

dal nostro inviato a Dimaro

FOTO ViviCentro – Dimaro live, Reja e Younes presenti in ritiro, lavoro con la palla per gli azzurri

Assente Inglese per il lutto che lo ha colpito

Seduta pomeridiana per il Napoli che, nell’undicesimo giorno di ritiro a Dimaro-Folgarida, prosegue il suo avvicinamento all’inizio della stagione 2018/19 di Serie A con il dichiarato obiettivo della conquista del tricolore.

In campo si sono rivisti Edy Reja che affiancherà Gianluca Grava alla guida del settore giovanile azzurro e Amin Younes che, dopo l’infortunio subito al tendine d’Achille, è tornato per eseguire esercizi di fisioterapia in palestra. Per gli uomini di Carlo Ancelotti c’è stato prima un lavoro sulla rapidità, prima di passare alla prove degli schemi attacco contro difesa.

a cura del nostro inviato a Dimaro

Torre del Greco, fermato a Pesaro il giovane che tentò di uccidere un pescatore

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Agguato ad un pescatore, fermato un 17enne

Il giovane ragazzo napoletano di soli 17 anni che aveva cercato di uccidere un pescatore di Torre del Greco, è stato fermato a Pesaro.

Il tentato omicidio risale a luglio del 2018, il giovane sparò tre colpi di arma da fuoco verso il pescatore che rimase illeso, infatti i proiettili colpirono la sua automobile.

 Dopo 15 giorni dall’accaduto, il 16 luglio i Carabinieri della Compagnia di Torre del Greco hanno
dato esecuzione a due decreti di fermo di indiziato di delitto emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli e della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata nei confronti di 4 persone.

Fra i quattro indagati vi sono due minorenni, uno di 17 e uno di 16 anni, il primo identificato presso la stazione di Pesaro.

Secondo le indagini, i quattro colpevoli avrebbero seguito l’autovettura dell’uomo su due scooter, è stato uno dei due minorenni ad aprire il fuoco, si sta cercando di capire se ad aprire il fuoco è stato proprio il ragazzo rintracciato a Pesaro.

 

Dionisia Pizzo

Napoli, a Dimaro si rivede Younes: va in palestra, tifosi stupiti

L’ex Ajax si è infortunato al tendine d’Achille

Dopo il grave infortunio subito al tendine d’Achille, Amin Younes, ex esterno dell’Ajax, ha rimesso piede nel ritiro del NapoliDimaro-Folgarida entrando in campo con un vistoso tutore al piede e alla gamba sinistra e con le stampelle.

Il tedesco si è diretto in palestra collocata alle spalle della porta per proseguire la personale riabilitazione dopo la rottura al tendine d’Achille.

La Ministro Grillo risponde al Comitato Pazienti Cannabis Medica

Aggiunge sulla propria pagina Facebook “Nel nostro Paese la richiesta di cannabis a uso medico è in costante aumento, ma le associazioni dei pazienti segnalano da tempo ritardi, disservizi e una diffusa mancanza di scorte in farmacia”.

E continua “Sono veramente colpita dalle legittime richieste che mi arrivano dalle famiglie e da tutti i malati. Voglio rassicurali che farò ogni sforzo affinché in tutte le farmacie torni disponibile la cannabis a uso medico e che possa essere garantita quella continuità terapeutica alla quale avete diritto. Ho deciso quindi, di aumentare l’importazione di cannabis terapeutica dall’Olanda. Ho scritto al ministro della Salute olandese, Hugo De Jonge, per chiedere l’invio di ulteriori 250 kg del prodotto, in aggiunta ai 450 kg già concordati sia per il 2018 che per il 2019. Oltre il 50% in più. In aggiunta alla produzione nostrana dell’Istituto Chimico Farmaceutico militare di Firenze e all’importazione dalla Germania”.

Conclude la Ministro della Salute “Questo è solo il primo passo di un percorso di attenzione che conto di rafforzare sempre di più nel tempo. Una somministrazione ‘a singhiozzo’ e discontinua di cannabis, come di qualsiasi altro medicinale, mette a rischio i pazienti perché non garantisce i benefici che si ottengono solo grazie alla continuità terapeutica”.

Scrive la Ministro:

Spettabile Comitato

leggo con reale partecipazione le legittime richieste delle quali si fa portavoce e rassicuro tutti i malati che faremo ogni sforzo affinché in tutte le farmacie torni disponibile la cannabis ad uso medico e possa essere garantita quella continuità terapeutica alla quale avete diritto.

Su questo punto abbiamo rafforzato le dotazioni dello Stabilimento Chimico Farmaceutico di Firenze oltre a sollecitare gli uffici competenti che dovranno affrontare questa problematica in tempi rapidi.

Sul tema invece della semplificazione della dispensazione della cannabis ad uso medico proprio lo scorso 12 luglio, è stato pubblicato in G. U. il Decreto che ho firmato lo scorso 25 giugno, avente ad oggetto l ‘ “aggiornamento dell’elenco dei medicinali di cui all’Allegato Ili-bis del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 “, che ho fortemente voluto e che oltre a semplificare la prescrizione dei medicinali di origine vegetale a base di cannabis, sancisce l’uso della cannabis nella terapia del dolore in senso ampio a dimostrazione del fatto di quanto questa tematica mi stia a cuore.

Si tratta certamente di una delle tappe di un cammino che dovrà necessariamente portare ad esaudire le numerose questioni ancora pendenti, tra le quali la formazione e l’aggiornamento dei medici di MMG oltreché l’assicurazione di una quantità di prodotto adeguata alla richiesta; per questo stiamo interessando anche vari attori istituzionali internazionali. Per questo motivo vi comunico che ho provveduto a chiedere immediatamente al Ministro della Salute dei Paesi Bassi, per dare una pronta risposta alle vostre sollecitazioni e di tutti coloro che hanno la necessità di accedere a questo presidio, di voler fornire un ingente quantitativo di cannabis perché sia impiegata per gli scopi terapeutici.

Dal giorno del mio insediamento come Ministro della Salute sto lavorando con grande determinazione perché il S.S.N. possa sempre più rispettare i principi di universalità, uguaglianza ed equità previsti dalla legge.

Giulia Grilo

Sulla pagina della Ministro ci sono diversi commenti. Ne riportiamo qualcuno:

Santa Solo chi ha passato momenti di angoscia vedendo i propri amici familiari stare male perché non si trovava più cannabis nelle farmacie può gioire oggi. Perché solo noi sappiamo cosa vuol dire sentirsi impotenti difronte al dolore e alla sofferenza. Garantire un aumento nelle importazioni è un primo grande passo. Non è di certo la soluzione ma una risposta concreta al bisogno dei malati seriamente preoccupati di rimanere di nuovo senza. Una priorità che doveva essere affrontata tempestivamente e ringraziamo il ministro per aver avuto la sensibilità di capire le priorità da seguire. Adesso si deve andare avanti assicurando a tutti i malati di tutta Italia una omogenea regolamentazione. La formazione medica, l’erogazione a carico del servizio sanitario nazionale e l’apertura a nuovi produttori in Italia. La partenza è buona l’apertura da parte del ministro c’è stata. Ora attendiamo con ansia che si concretizzi anche questo nuovo passo. Noi non ci fermeremo. Ora più che mai. Andiamo avanti

Andrea È una pianta, che cresce ovunque, sicuramente meglio in Italia che nelle serre olandesi, cosa continuiamo a importare, non ha senso, autoproduzione e autorizzazioni alla coltivazione della cannabis terapeutica ai nostri agricoltori, se dobbiamo fermarci al discorso della terapeutica, poi per tutto il resto c’è bisogno di andare oltre.

Silvia Io ho un encefalopatia per fortuna stabile. Non rientro nel target oltre 30 anni di sieropositiviti. Ma non hai l’AIDS e vero. È anche vero che fumo. Quindi mi devo sentire una fuorilegge? Mi sento forse come i migranti, ghettizzata. Faccia qualcosa Signora Ministro

Adduso Sebastiano

Usa, incidente in barca, 13 morti e un disperso

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Tragedia nel Table Rock Lake

La tragedia è avvenuta nelle acque di un lago del Missouri, nel Nord America. Un’imbarcazione turistica si è capovolta provocando 13  morti e una persona caduta in acqua risulta dispersa.

Secondo quanto dichiarato dallo sceriffo della contea di Stone, l’incidente è avvenuto ieri sera. L’autorità racconta che la barca da crociera, denominata Ride the Ducks, è affondata nel Table Rock Lake .

Da quello che si evince dalle informazioni, l’imbarcazione turistica ospitava 30 persone a bordo, tra cui molti bambini.

Le indagini in corso cercano di capire come siano avvenuti i fatti e soprattutto le forze sono impiegate nella ricreca della persona dispersa.

Notizia ANsa

Italiani in balia del web tra fake news e nuove malattie da overdose di social network

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Nel rapporto biennale Infosfera dell’Università Suor Orsola Benincasa i numeri inquietanti del nuovo sistema mediatico dell’era digitale

Per l’87% degli italiani i social network non offrono più opportunità di apprendere notizie credibili e l’82% degli italiani non è in grado di riconoscere una notizia bufala sul web. Sono i dati allarmanti che emergono dal rapporto “Infosfera”sull’universo mediatico italiano realizzato dal gruppo di ricerca sui mezzi di comunicazione di massa dell’Università Suor Orsola Benincasa guidato da Umberto Costantini, docente di Teoria e tecniche delle analisi di mercato ed Eugenio Iorio, docente di Social media marketing.

La ricerca completa, giunta alla sua seconda edizione, è disponibile integralmente e gratuitamente sul sito web dell’Ateneo napoletano ed è stata realizzata in collaborazione con i ricercatori dell’Associazione Italiana della Comunicazione pubblica e istituzionale, del Centro Studi Democrazie Digitali e della Fondazione Italiani – Organismo di Ricerca coinvolgendo un campione d’indagine superiore ai 1500 cittadini italiani, quindi con un errore statistico minimo che si attesta intorno al 2,5%.
La ricerca Infosfera, presentata stamane al Suor Orsola alla presenza del Commissario AGCOM, Mario Morcellini e dell’asses sore regionale alla Formazione, Chiara Marciani, raccoglie i dati sulla percezione del sistema mediatico, con particolare attenzione al livello di credibilità, fiducia ed influenza delle fonti di informazione.  Viene così disegnato il nuovo assetto dello spazio pubblico prodotto dai fenomeni della mediatizzazione, della disintermediazione, dell’information overload, della polarizzazione e della sottrazione di tempo e di attenzione.

Innanzitutto emerge l’assoluta dipendenza degli italiani dal web. Il 95% del campione utilizza quotidianamente internet, quasi il 70% lo fa per più di tre ore al giorno e il 32% per più di cinque ore. La metà di questi tempi è impiegata sui social network. E crescono così i malanni da ‘overdose di web’. Stati d’ansia (8,68%), insonnia (16,84%), confusione e frustrazione (6,38%), dolori di stomaco e mal di testa (8,36%) e dimenticanze (9,93%). I social media e i dispositivi digitali stanno ormai rimodulando le facoltà mentali dell’individuo, il pensiero profondo, l’attenzione e la memoria. Il 69,34% degli italiani registra e memorizza le informazioni di cui ha bisogno sul telefono. Il 79,93% degli italiani ritiene di essere in grado di trovare facilmente le notizie di cui ha bisogno e tende a fare un largo uso di free media piuttosto che di media a pagamento.

Molte le contraddizioni emerse. Per l’87,24% degli italiani i social network non offrono più opportunità di apprendere notizie credibili. Eppure per il 96,61% il sistema di informazione non è la dimostrazione che la democrazia italiana è in salute e per il 98,75% non è la dimostrazione che la democrazia italiana è debole. Non viene quindi messo in relazione lo stato del sistema di informazione con la qualità della democrazia e di conseguenza con il concetto di libertà che anzi viene percepita positivamente dalla supposta libertà garantita dalla rete. A riprova di ciò, per il 77,30% le fake news non indeboliscono la democraziaPer l’87,76% l’informazione che circola in rete è professionale, quindi è attendibile.

“È innegabile che si tratti di dati inquietanti – ha spiegato Eugenio Iorio, docente di Social media marketing all’Università Suor Orsola Benincasa e coordinatore scientifico della ricerca –  perché in un’infosfera così configurata i cittadini/utenti, sprovvisti dei più elementari strumenti di analisi e di critica della realtà e privi di qualsiasi strumento di difesa, tendono ad avere una visione distorta della realtà, una visione sempre più prossima a quella desiderata dai manipolatori delle loro capacità cognitive”. Da questo punto di vista diventa fondamentale il ruolo della formazione delle nuove generazione come ha evidenziato il Commissario AGCOM Mario Morcellini spiegando che “il quadro negativo emerso dal rapporto Infosfera lancia un forte allarme al quale possono e debbono rispondere le scuole e le Università impegnandosi nella formazione di una coscienza critica nei giovani che sia più preparata al bombardamento mediatico a cui oggi si viene sottoposti in maniera indiscriminata e incontrollata”.

Quelle belle auto chiamate Innocenti

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La Innocenti è una delle più importanti storiche aziende meccaniche italiane, fondata da Ferdinando Innocenti, un fabbro della provincia di Pistoia.

La Innocenti fece l’ingresso anche sul mercato automotive nei primi anni 60, quando oltre il 70% dell’immatricolato era Fiat e una buona fetta del mercato era occupato dalle italiane Lancia e Alfa Romeo. Il primo esemplare di automobile Innocenti, la Innocenti A40 che non era altro che una Austin A40 assemblata in Italia, vide la luce nell’ottobre del 1960. Successivamente fu il turno della IM3, la J4, la I5 per poi arrivare alla Innocenti 950 Spider, una cabrio di ridotte dimensioni costruita interamente nello stabilimento di Lambrate.

A metà degli anni 60, con la commercializzazione della Mini Minor, fabbricata su licenza British Motor Corporation, la Innocenti fece arrivare il marchio al grande pubblico. Le finiture più lussuose studiate per la clientela italian, la fecero diventare una vettura trendy e, con le versioni cooper, adatte anche ai guidatori più sportivi.

Poco dopo, la British Leyland rilevò completamente il settore auto dell’Innocenti, facendo nascere la Layland Innocenti e trasformando Lambrate il centro di smistamento dei veicoli diretti in Europa. Debuttarono così la Regent, cioè l’Austin Allegro, e la Mini 90 o Mini 120. La “nuova” mini si presenta come una piccola vettura a 3 porte che derivava dalla Mini inglese seppur con una carrozzeria totalmente rinnovata e dal disegno molto moderno di Nuccio Bertone. Fu l’auto meglio nota con il claim: “5 posti in 3 metri”.

Gamma Mini 90 e Mini 120
Gamma Mini 90 e Mini 120

A seguito di una forte crisi, Alejandro De Tomaso, insieme alla GEPI, nel 1976 rilevarono stabilimenti e marchio e così nacquero le versioni sportive Mini De Tomaso. Con la Mini Mille vide luce il primo restyling della Mini Bertone e, a partire dal 1982, si procedette ad un ulteriore ritocco estetico con molte varianti soprattutto nelle motorizzazioni.

Innocenti Mini De Tomaso
Innocenti Mini De Tomaso

Nel 1988 nacque la Innocenti 500 che riportò  in attivo i bilanci della casa milanese. Con un nuovo motore Daihatsu di 548cc, fu prodotta negli allestimenti L e LS.

Nel 1990, De Tomaso iniziò a passare quote dell’Innocenti a FIAT, e nascono così la Small 500 e una versione a passo lungo rinominata Small 990. Con le versioni catalizzate, che recavano l’adesivo CAT sul portellone posteriore, la mini bertone giunse al termine con la Innocenti Small 500 SE (su carrozzeria 990), numerata e con portachiavi di argento.

Innocenti 500
Innocenti 500

 

Innocenti 990
Innocenti 990
Innocenti 500 SE
Innocenti 500 SE

 

E così, nel 1993, venne definitivamente chiuso lo stabilimento Innocenti di Lambrate, che, dal 1991, veniva utilizzato per il montaggio di alcuni esemplari della Fiat Panda.

A partire dal 1993, e fino al 1997, il marchio Innocenti continuò a vivere per la commercializzazione in Italia di veicoli di origine Fiat fabbricati all’estero come la Yugo, rinominata Innocenti Koral, la Uno brasiliana, con la nuova denominazione Innocenti Mille e la Fiat Duna week-end, col nuovo nome di Innocenti Elba. La Uno seconda serie, prodotta in Polonia, fu commercializzata con la denominazione Innocenti Mille Clip mentre le versioni vetrate del Piaggio Porter furono rinominate Porter 4 Innocenti, con quattro posti, o Porter 6 Innocenti, con sei posti. Un gruppo facebook è interamente dedicato a queste auto.

Innocenti Koral
Innocenti Koral
Innocenti Mille Clip
Innocenti Mille Clip
Porter 4 Innocenti
Porter 4 Innocenti

Gli stabilimenti Innocenti di Lambrate sono stati oramai abbattuti in gran parte e sull’area sta nascendo un nuovo quartiere residenziale. È sopravvissuta la palazzina degli di via Pitteri,  trasformata in residenza per anziani, e gli uffici dell’ex Centro Studi di Via Rubattino, che viene utilizzato come magazzino. Resiste il cosiddetto “Palazzo di Cristallo”, unico rimasto in piedi dell’area produttiva.

Torre del Greco, due amanti e uno zio infuriato, rissa in un albergo della città

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Rissa in albergo

Quella che è successo in un hotel di Torre del Greco ha tutti gli elementi tipici del romanzo rosa:  rissa, amanti, location, etc.

Due giovani amanti erano soliti incontrarsi in un hotel di via Vittorio Emanuele a Torre del Greco, ma questa volta qualcosa è andato storto.

Infatti la coppia è stata raggiunta dallo zio della donna e dalla famiglia, in un batter d’occhio la rissa verbale è subito scoppiata, ma tutto è stato sedato dall’arrivo delle forze dell’ordine.

La donna, un’insegnante separata dal marito, si era recata alla reception dell’hotel per poi raggiungere l’uomo, ma sorprendentemente trova una persona, un componente della famiglia all’interno dello stabile.

Lo zio della donna, prima ha inveito contro di lei, poi l’ha aggredita e infine le ha sequestrato i documenti.

Le urla dell’uomo hanno destato l’attenzione dell’amante della donna che si trovava in camera in attesa che lei arrivasse.

Preso di paura, non ha difeso la donna ma si è chiuso in camera per paura che venisse picchiato dallo zio dell’insegnante.

I Carabinieri , giunti su segnalazione del personale dell’albergo hanno cercato di calmare l’uomo e di riportare la calma fra le parti.

 

Dionisia Pizzo

 

Fonte:Newsitaliane.it

Terrorismo, pakistano bloccato all’aeroporto di Napoli: espulso

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L’uomo era sbarcato da un volo proveniente da Instanbul

Gli agenti della Digos della Questura di Salerno hanno dato esecuzione al decreto di espulsione emesso il 17 ottobre di un anno fa dal Ministro dell’Interno nei confronti dell’uomo, un 38enne pakistano che è stato espulso da Napoli per sospette attività terroristiche.

L’extracomunitario è stato bloccato all’aeroporto di Napoli Capodichino non appena sbarcato dal volo Turkish Airlines proveniente da Istanbul.  Il pakistano, già residente a Sarno (SA), munito di regolare permesso di soggiorno, è considerato una minaccia per la sicurezza dello Stato e si sospette essere inserito in un network operativo composto da persone noti per aver assunto posizioni religiose radicali di fede sciita e coinvolti in progetti di azioni violente. Il 38enne per gli 007 italiani fa parte di una organizzazione dedita allo spionaggio e collegata alle milizie iraniane che intende realizzazione di atti terroristici sul territorio italiano.
Le attività investigative condotte dal Servizio Centrale Antiterrorismo della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e dalla Digos salernitana,  non avevano trovato l’uomo nel Salernitano, territorio dal quale si era allontanato dalla scorsa estate, facendo perdere le proprie tracce, anche se erano stata individuate sia l’abitazione presa in fitto a Sarno sia persone con le quali era risultato in contatto in quel territorio.
Al pakistano, bloccato in area sterile dell’aeroporto, sono stati notificati il provvedimento del Ministro dell’Interno e il decreto di revoca del permesso di soggiorno emesso dal Questore, e, allo stesso tempo si è provveduto a ritirare i documenti italiani in suo possesso (carta di identità rilasciata dal comune di Sarno e permesso di soggiorno revocato).  Espletate tutte le formalità, gli è stato notificato un respingimento alla frontiera, e, contestualmente, è stato riaccompagnato a bordo del medesimo aero con il quale era giunto in Italia, ripartito poi alla volta di Istanbul.

Sorrento, reading del romanzo “Da figlio a padre” di Attilio Pellecchia

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Attilio Pellecchia, martedì 24 luglio, incontrerà a Sorrento il pubblico  per un reading del suo primo libro “Da figlio a padre”

Il primo romanzo di Attilio Pellecchia “Da figlio a padre”, edito da Europa Edizioni, sarà presentato marted’ 24 luglio aprile alle ore 19:00 presso la Sala Consiliare del Comune di Sorrento ed ha come tematica principale il rapporto tra padre padre e figlio.

Il romanzo, in cui l’autore ha utilizzato al meglio la sua esperienza di figlio e di padre, racconta di Claudio e di sua moglie Francesca che sono alla ricerca costante di un figlio che non arriva. Ciò li porta a scegliere di affrontare la lunga strada dell’adozione. Un libro pieno di emozioni che pagina dopo pagina, con uno stile narrativo fluido, coinvolge il lettore nell’evoluzione della storia.

L’evento è organizzato dall’Associazione “Le Amiche del Museo Correale”

a cura di Antonio Gargiulo