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Strage di Altavilla, la figlia di Barreca condannata a 12 anni e 8 mesi

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(Adnkronos) – E' stata condannata a 12 anni e 8 mesi, dal gup del tribunale dei minori di Palermo Nicola Aiello, la figlia di Giovanni Barreca accusata, insieme al padre e alla coppia formata da Sabrina Fina e Massimo Carandente, della strage di Altavilla dove, un anno fa, durante un esorcismo, vennero uccisi la madre, Antonella Salomone, e i due fratelli di 16 e 5 anni.La giovane, che all'epoca dei fatti aveva 17 anni, era accusata di triplice omicidio e occultamento di cadavere.

Il pm aveva chiesto una condanna a 18 anni.La pena è stata ridotta di un terzo per il ricorso al rito abbreviato.  Intanto la Corte d'Assise di Palermo ha riconosciuto il padre Giovanni Barreca, capace di intendere e volere, respingendo la richiesta di non doversi procedere per infermità mentale, presentata dal legale dell'imputato Giovanni Barracato.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stabia-Mantova: un solo precedente in campionato in Lombardia

Risale ad oltre settantatré anni fa l’unico precedente in campionato tra virgiliani e vespe

Il precedente tra Mantova e Stabia in campionato, risale agli inizi degli anni cinquanta.Si giocava la prima giornata d’andata del campionato di Serie C 1952/1953, era il 14 settembre 1952, il MANTOVA ospitò lo STABIA allo stadio Danilo Martelli di Mantova.

La gara diretta dall’arbitro Ferrari di Milano, terminò con il risultato di due reti a zero per i lombardi.

Le due reti dei virgiliani furono siglate tra la fine del primo tempo e l’inizio del secondo tempo rispettivamente da Massagrande e Turrini.

I precedenti a Castellammare

Ucraina-Usa, Zelensky: “Lavoro riparte”. Vertice in Arabia l’11 marzo

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(Adnkronos) –
Riparte il dialogo tra Ucraina e Stati Uniti, parola di Volodymyr Zelensky.Ad una settimana dallo scontro con Donald Trump nello Studio Ovale della casa Bianca, il presidente ucraino annuncia la ripresa della collaborazione che dovrebbe concretizzarsi in un vertice la prossima settimana. "Voglio informarvi che i nostri team, Ucraina e Stati Uniti, hanno ripreso il lavoro.

Speriamo di avere un incontro significativo la prossima settimana", dice Zelensky ai leader dell'Unione europea riuniti nel Consiglio europeo straordinario e Bruxelles.  Le delegazioni degli Stati Uniti e dell'Ucraina dovrebbero incontrarsi martedì 11 marzo a Riad, in Arabia Saudita, dice un alto funzionario ucraino all'Afp a condizione di anonimato.Andriy Yermak, consigliere di Zelensky, guiderà la delegazione ucraina.

A Riad potrebbe andare anche il ministro della Difesa Rustem Umerov, dice il funzionario all'Afp. Il passo va nella direzione di una riconciliazione tra i due Paesi in seguito al mancato accordo sui minerali e alla sospensione degli aiuti di Washington a Kiev. "L'Ucraina ha cercato la pace fin dal primo secondo della guerra e ha sempre dichiarato che l'unico motivo per cui il conflitto continua è la Russia.Non solo siamo pronti a compiere i passi necessari per la pace, ma stiamo anche proponendo quali siano questi passi.

Vi chiedo di sostenerci in questo: sostenere l'Ucraina e quei leader europei che stanno contribuendo a tracciare il percorso verso la pace", dice Zelensky. "Sono grato per il vostro sostegno.Gli ucraini apprezzano davvero che, in un momento di grandi tensioni nella politica globale, l'integrità europea sia preservata e che l'Europa stia cercando di fare la cosa giusta", è il preludio del suo discorso ai leader europei, la maggior parte dei quali lo ha appoggiato pubblicamente in seguito al diverbio con Trump (che lo aveva anche tacciato di non aver dimostrato gratitudine nei confronti di Washington).   A Bruxelles, Zelensky accende i riflettori sull'importanza della presenza di peacekeeper. "Quando si definirà il formato delle Forze armate europee, questo dovrà basarsi sulla forza degli eserciti nazionali e sull’esperienza del dispiegamento di contingenti partner in Ucraina, su cui stiamo già lavorando", afferma. Zelensky "accoglie con favore" il piano di riarmo proposto dalla Commissione europea, "un’iniziativa giusta.

I fondi per la difesa previsti da questo piano dovrebbero rafforzare tutta l’Europa e chiedo che una parte significativa venga destinata alla produzione di armamenti in Ucraina, poiché la nostra capacità industriale è tra le più rapide e più adatte alle attuali minacce alla sicurezza".Appoggio anche agli sforzi degli omologhi europei per aumentare la spesa per la difesa nazionale e modernizzare gli eserciti: "Ogni Paese europeo ne ha bisogno". "Accolgo con favore gli investimenti di tutti i partner nell’industria della difesa, sia in Ucraina che nei vostri Paesi: la base industriale dell’Europa deve crescere.

L’Europa dovrebbe diventare il luogo in cui vengono prodotti gli armamenti più avanzati ed efficaci al mondo.Questo non è un sogno irrealizzabile, se gli europei si pongono davvero questo obiettivo", aggiunge.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Niente iniezione, in Usa un condannato a morte ha chiesto il plotone d’esecuzione

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(Adnkronos) – E' fissata per domani la fucilazione di Brad Keith Sigmon, condannato a morte che per la sua esecuzione ha preferito il plotone di esecuzione alla sedia elettrica e l'iniezione letale, i metodi adottati dalla South Carolina per mandare a morte i condannati.La Corte Suprema dello stato ha rifiutato l'ultima richiesta di sospensione dell'esecuzione ed è molto improbabile che il governatore repubblicano Henry McMaster accolga la richiesta di clemenza presentata dai gruppi abolizionisti, e quindi quella di domani sarà la prima fucilazione di un condannato a morte condotta negli Stati Uniti in 15 anni.  Il legale dell'uomo, condannato a morte per duplice omicidio, ha spiegato al Washington Post che il suo assistito ha scelto il plotone di esecuzione perché "ha paura" ed è preoccupato per le possibili sofferenze provocate dall'iniezione letale, il cui procedimento, ha aggiunto il legale, viene "tenuto segreto".  Secondo quanto riferiscono i media americani, il plotone di esecuzione sarà composto da tre agenti che spareranno da una distanza di circa 4,6 metri.

Da quando è stata reintrodotta la pena di morte negli Usa nel 1976 sono state eseguite solo tre condanne a morte per fucilazione, tutte nell'Utah, nel 1977, nel 1996 e nel 2010.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ferrari, festa spettacolo a Milano con Hamilton e Leclerc – Video

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(Adnkronos) – In Piazza Castello, nel cuore di Milano, la Ferrari con Lewis Hamilton e Charles Leclerc ha presentato i piloti e la monoposto della prossima stagione ai tifosi.Folla in delirio per l’inglese e il monegasco —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Editoria, Barachini: “Rinforzare l’ecosistema dell’informazione è una priorità”

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(Adnkronos) –
'Gli Stati generali dell'informazione visti da Roma'.Un incontro a Palazzo Farnese, sede dell'Ambasciata di Francia in Italia, con un sottotitolo eloquente: 'Tutelare e sviluppare il diritto all’informazione: un’emergenza per la democrazia'.

Al centro dei lavori i risultati di un’indagine di nove mesi sul diritto all’informazione, svolta da un’organizzazione francese indipendente, con un forte coinvolgimento della società civile, che ha portato ad una serie di proposte concrete volte ad anticipare gli sviluppi futuri del settore.   Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Alberto Barachini, ha evidenziato come “rinforzare l’ecosistema informativo sia una priorità”.E che per questo, in un contesto in cui la trasformazione digitale offre nuove opportunità e nuovi rischi, il governo ha fatto una scelta chiara, quella di “credere nell’informazione umana, che ha la responsabilità di quello che scrive o dice”.

Se “Il concetto di verità è complesso, quello di accuratezza lo è molto meno”, ha proseguito, evidenziando che l’informazione “è un bene raro, fragile e costoso mentre le fakenews costano molto poco” e concludendo: ”Servono etica, responsabilità e norme per un campo di gioco livellato per le realtà editoriali italiani ed europee.La battaglia si può vincere ma insieme, superando reticenze del passato”. Il presidente dell’Agcom, Giacomo Lasorella, ha posto l’accento sulla discussione necessaria per mettere insieme una politica pubblica adeguata, partendo da un presupposto chiave: “L’educazione al pensiero critico è il primo passo per garantire un ambiente informativo sano e una democrazia sana”. Il padrone di casa, l’Ambasciatore di Francia in Italia Martin Briens, ha aperto i lavori focalizzando l’attenzione della platea di Palazzo Farnese sul ruolo dell’Informazione “cuore pulsante delle democrazie, messo alla prova in un’epoca di cambiamenti senza precedenti”.

Tra questi, quelli innescati dall’intelligenza artificiale, “con i rischi legati all’utilizzo improprio, anche per interessi non trasparenti, e alla produzione di contenuti ingannevoli per campagne di disinformazione”.  Sono quindici le proposte che emergono dall'indagine, illustrate dall'intervento di Bruno Patino, presidente di Arte e presidente del comitato degli Etats généraux de l’Information (Stati generali dell’informazione): fare del pensiero critico e dell’educazione ai media a scuola una priorità; neutralizzare la disinformazione con una campagna di sensibilizzazione preventiva su larga scala (prebunking); ampliare il campo delle società benefit per includere anche le imprese che fanno informazione; migliorare la governance dei media d’informazione; rafforzare la protezione delle fonti e legiferare contro le azioni legali intimidatorie (le 'procedure bavaglio'); introduzione di una certificazione volontaria per gli influencer dell'informazione; creare un nuovo dovere: la responsabilità democratica; ridistribuire parte della ricchezza captata dai fornitori di servizi digitali per migliorare l'informazione; garantire il pluralismo dei media nel contesto delle concentrazioni; promuovere un riconoscimento europeo del diritto all'informazione; instaurare un pluralismo effettivo negli algoritmi; rendere più competitivo il mercato dell'intermediazione pubblicitaria online per garantire una condivisione equilibrata del valore; introdurre un obbligo di dare maggiore visibilità ai contenuti informativi per le più grandi piattaforme; rendere effettive le responsabilità delle grandi piattaforme nella lotta contro la disinformazione e il cyberbullismo preparando un 'secondo atto' del Digital Services Act (DSA); consolidare una politica di lotta alla disinformazione a livello europeo.   Due, invece, le raccomandazioni del Comitato direttivo rivolte ai professionisti dell’informazione: la professione dovrebbe intraprendere un processo di certificazione ampio e proattivo, un modo per rafforzare la fiducia, garantire l'efficacia delle politiche pubbliche e riequilibrare il rapporto con le piattaforme; la professione dovrebbe iniziare a costruire uno strumento di gestione collettiva per i media d'informazione, ovvero promuovere il passaggio da un'economia basata sui link, sui diritti di prossimità, a un'economia basata sui contenuti, che potrebbe richiedere un sistema di licenze collettive o addirittura licenze legali.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trovata morta Pamela Bach, ex moglie della star di ‘Baywatch’ David Hasselhoff

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(Adnkronos) –
Pamela Bach, 61 anni, è stata trovata senza vita nella serata di mercoledì 5 marzo nella sua casa di Los Angeles: era l'ex moglie di David Hasselhoff, star delle serie tv 'Supercar' (1982-1986) e 'Baywatch' (1989-2000).Secondo le prime informazioni fornite dal sito di gossip Tmz, il cadavere presentava "una ferita d'arma da fuoco autoinflitta alla testa".

L'attrice e modella statunitense si sarebbe suicidata sparandosi alla testa e non avrebbe lasciato nessun biglietto.A dare l'allarme sono stati suoi familiari, che non riuscivano a mettersi in contatto con lei.

L'ufficio del medico legale di Los Angeles ha riferito che le cause del decesso sono ancora in corso di accertamento. Nata a Tulsa, in Oklahoma, il 16 ottobre 1963, conosciuta anche come Pamela Hasselhoff, Bach aveva esordito nella soap 'Febbre d'amore' e aveva conosciuto il suo futuro marito sul set del telefilm 'Supercar'.Ha recitato in episodi di 'Professione pericolo', 'Superbo', 'Sirens' e 'Viper'. È apparsa anche in 14 puntate di 'Baywatch'.

Ha partecipato al reality show britannico 'Celebrity Big Brother' nel 2011 classificandosi al nono posto. 
Bach e Hasselhoff si sono sposati nel dicembre 1989 e hanno avuto due figlie, Taylor e Hayley.Hasselhoff ha chiesto il divorzio nel gennaio 2006 e l'ex coppia ha avuto una separazione conflittuale, con Bach che lo ha accusato di abusi.

In una dichiarazione condivisa con la rivista 'People', un rappresentante dell'ex marito David Hasselhoff ha detto: "La nostra famiglia è profondamente addolorata per la scomparsa di Pamela Hasselhoff.Siamo grati per l'affetto e il sostegno che abbiamo ricevuto in questo momento difficile, ma chiediamo gentilmente di mantenere la privacy durante il lutto e l'attraversamento di questo momento difficile". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ferrari, festa rossa a Milano. Hamilton: “Io e Leclerc lotteremo per il Mondiale” – Video

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La marea rossa si riversa in Piazza Castello, nel cuore di Milano.La Ferrari sceglie un luogo iconico della città per presentare in grande stile – in un evento organizzato con il nuovo sponsor UniCredit – la stagione ai blocchi di partenza.

I tifosi del Cavallino rispondono all’appello dalle prime ore del mattino, per salutare Lewis Hamilton e Charles Leclerc e fare ai due campioni un "in bocca al lupo" Mondiale.  Il calore del pubblico si sente, ci sono fiumi di appassionati e indossano cappellini e magliette rosse, sventolando le iconiche bandiere del Cavallino per spingere la scuderia all’assalto di un titolo piloti che manca dal 2007.Il numero del giorno è il 44, che brilla sulla monoposto di Hamilton.

La grande novità. "Abbiamo saltato la scuola per essere qui” si legge su uno dei cartelli mostrato in maniera orgogliosa da un gruppo di ragazze.E ancora, in una miriade di messaggi: "Quando ci chiedono il nostro colore preferito rispondiamo il Rosso Ferrari", "Lewis, portaci il Mondiale" e "Charles tocca a te, proteggici ovunque", accanto alle foto dei due assi che fanno sognare Maranello per la prossima stagione, al via con il Gran Premio d’Australia di domenica 16 marzo.  Riflettori puntati sui piloti, ma anche sulla maestosa SF-25, la livrea che accompagnerà Hamilton e Leclerc nel campionato di Formula 1.

Campeggia al centro della Piazza, accanto alle storiche monoposto del 2004 e 2006, con il Castello Sforzesco sullo sfondo.Uno scenario, quello scelto per presentare la partnership tra Ferrari e UniCredit, che è anche una fusione tra storia e modernità.

Hamilton e Leclerc, insieme al team manager Frederic Vasseur, sono stati i protagonisti della serata. I due piloti hanno guidato le monoposto per le strade di Milano, tra via Paleocapa, via Jacini, piazza Castello, viale Gadio e via Minghetti.Leclerc ha girato sulla macchina del 2019, protagonista con lui dei primi successi in Belgio e a Monza: "Ciao Milano – le parole del monegasco – è bello essere qui.

Mi sono divertito e ora mi aspetto una grande stagione".Poi, casco indossato anche dall’inglese, divertito per le strade del capoluogo lombardo sulla vettura del 2021: "È bellissimo essere in questa città.

Grazie, vi amo".Tra sorpassi e ordini di scuderia, i due hanno poi dato il via alla sfida girando in contemporanea sul mini-circuito preparato per l’occasione.

Per chiudere con il giro d’onore su una fiammante SF-90 color blu.Per salutare il pubblico in festa. La carica vera per il primo Gran Premio della stagione, a Melbourne, è arrivata dal palco.

Il primo a prendere la parola è stato Leclerc: "Ho una connessione speciale con l’Italia, crescendo sono diventato tifoso Ferrari e ho sempre sognato di essere qui.Spero di far tornare la Ferrari campione del mondo.

Nuova stagione?Speriamo di suonarle a tutti, ma sarà difficile.

Ci sentiamo pronti, vedremo in Australia dove saremo". Concetto ribadito da Hamilton: "Ciao Milano.Sono felice di essere qui, è un grande onore. È il primo evento di esibizione in una città come questa, con la Ferrari e con Charles.

Spero di fare un buon lavoro.Lottiamo per il campionato, con voi è possibile".

In chiusura la grande sorpresa sulle note dell’Inno di Mameli, cantato a gran voce e con la mano sul petto da tutti i tifosi presenti.Eccola la cartolina dell’Italia alla Formula 1.

La Ferrari c’è e non vede l’ora di ricominciare. (di Michele Antonelli)   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Omicidio Saman Abbas, la testimonianza del fratello: “Zio l’ha presa per il collo”

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(Adnkronos) – Il fratello di Saman Abbas oggi, giovedì 6 marzo, è stato sentito nell'aula della Corte d'Appello di Bologna come testimone al processo per l'omicidio della sorella, la 18enne pachistana, uccisa nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021 a Novellara. "Ho visto zio prendere per il collo Saman, c'erano anche i cugini" ha detto Ali Heider oggi ventenne ricordando, quasi sussurrando, gli ultimi istanti di vita di Saman. "Quando è venuto zio non gli ho chiesto nulla perché avevo paura.Ma quella notte ha dormito con me, ha pianto".

Il ragazzo è stato sentito in modalità protetta, dopo che gli imputati erano stati fatti allontanare per evitare che potesse essere influenzato dai genitori che non vede dai giorni immediatamente successivi al delitto.  "Quando era in casa, io e Saman vedevamo insieme delle serie oppure lei scriveva sul cellulare al fidanzato, Saqib" aggiunge, dopo essersi tolto il piumino nero, restando con la mascherina chirurgica, i capelli rasati ai lati e gli orecchini.Non ha voluto l'interprete perché capisce bene l'italiano. "Mamma mi aveva chiesto di fare delle registrazioni delle chat di mia sorella, e quando le ho fatte vedere a papà e mamma, papà si è arrabbiato.

Saman ha detto che non era vero niente, che voleva andare via.Ma poi mamma le ha chiesto di non andare".  Rispondendo alle domande della sostituta procuratrice generale Silvia Marzocchi, ha aggiunto poi che Saman voleva i documenti e che la madre sulle scale le avrebbe dato della "carta". "Sono sicuro al 100% che quelli non erano i documenti veri – ha detto – perché li avevano nascosti.

Ma non so il motivo". "Non si tratta di paura, ma di ragioni di opportunità.Sta accusando dei parenti e non si sente sereno a parlare, mentre loro lo possono vedere".

Lo ha detto l’avvocato Angelo Russo, che nel processo per l’omicidio di Saman rappresenta il fratello di Saman, Ali Heider. “La sua è stata una testimonianza sofferta – ha detto – Sta cercando di ricordare quanti più dettagli possibili e racconta quello che ricorda.Quando finirà la sua deposizione (che proseguirà nella prossima udienza, ndr) mi ha chiesto di poter assistere all’udienza accanto a me.

Perché vuole vedere i suoi genitori che non ha mai più rivisto da quando sono partiti in Pakistan.Aveva 16 anni quando è successo il fatto, non ha nessuno, è solo e vive in motel”. “Ali Heider ha ripetuto quanto aveva già sostenuto durante il primo giudizio” ha detto l’avvocato Luigi Scarcella, che nel processo per l’omicidio di Saman Abbas assiste Nomanulhaq Nomanulhaq, uno dei due cugini della vittima, citati dal fratello della 18enne in aula.  (dall’inviata Silvia Mancinelli) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi, Trump firma tregua con Messico fino a 2 aprile

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(Adnkronos) –
Donald Trump congela i dazi contro il Messico fino al 2 aprile.Il presidente degli Stati Uniti firma una parziale tregua nella guerra commerciale che, invece, prosegue con il Canada. "Dopo aver parlato con la presidente Claudia Sheinbaum, ho accettato che il Messico non dovrà pagare dazi su qualsiasi cosa che rientra nell'accordo di Libero Scambio Usmca", scriveTrump su Truth Social, precisando che la sospensione "sarà fino al 2 aprile", quando è prevista l'introduzione dei 'dazi reciproci' da parte degli Usa.  Trump sottolinea di averlo fatto per accogliere una richiesta e "per rispetto per la presidente Sheinbaum: la nostra relazione è veramente buona – prosegue il tycoon – e noi stiamo lavorando sodo, insieme, sul confine sia per fermare gli stranieri illegali dall'entrante negli Usa che per fermare il fentanyl.

Grazie alla presidente per il duro lavoro e per la cooperazione".   
Se i rapporti con il Messico migliorano, rimane alta la tensione tra Stati Uniti e Canada. "Non sospenderemo i dazi canadesi perché gli americani ieri hanno fatto un cambiamento", dice il premier canadese Justin Trudeau, riferendosi al fatto che Washington ieri ha sospeso per un mese i dazi per le auto, sottolineando comunque che il suo governo "sta discutendo" la possibilità di ritardare l'entrata in vigore della seconda ondata di dazi decisi da Ottawa in risposta a quelli di Trump. "Come ho detto diverse volte, non faremo marcia indietro sui nostri dazi di risposta fino a quando saranno revocati di dazi ingiusti americani sui prodotti canadesi", aggiunge il premier canadese riconoscendo che in questo momento "siamo in una guerra commerciale". Lunedì Trudeau ha annunciato dazi del 25% sulle importazioni, pari a 107 miliardi di dollari, dagli Usa, con un primo gruppo di prodotti, per importazioni pari a 21miliardi di dollari, colpiti subiti ed un secondo per i quali i dazi entreranno in vigore dopo 3 settimane. "Il nostro confine è sicuro e meno dell'1% del fentanyl illegale che entra negli Usa arriva dal Canada – dice ancora Trudeau che si dimetterà alla fine di questa settimana, quando il Partito Liberale nominerà il nuovo leader – ho anche sottolineato che i dazi che l'amministrazione Usa ha deciso di imporre danneggeranno i lavoratori e le imprese americane".E a chi gli chiede delle rivelazioni del Wall Street Journal, secondo il quale durante la telefonata di ieri con Trump "la temperatura è salita e vi sono state parolacce", Trudeau risponde che è "stata una telefonata colorita".  Da Trump, nelle ultime ore, nessun segnale conciliante. "Che ci crediate o no, nonostante il pessimo lavoro che ha fatto per il Canada, credo che Justin Trudeau stia sfruttando il problema dei dazi, in larga parte causato da lui stesso, per ricandidarsi a Primo Ministro.

Assistere a tutto ciò è uno spasso!", dice il presidente americano su Truth. Nonostante le accuse di Trump, è in realtà improbabile che Trudeau si ricandidi alle elezioni, essendosi dimesso da leader dei Liberali di fronte ad un alto tasso di impopolarità e gravi tensioni all'interno del suo stesso governo e partito.    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa, cardinal Turkson: “Dimissioni? Preghiamo per sua guarigione”

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(Adnkronos) – "Al Santo Padre vanno tutti i nostri pensieri.Come feci per Giovanni Paolo II, prego per papa Francesco”.

Il cardinale Peter Turkson, cancelliere della Pontificia accademia delle scienze, all’Adnkronos dice che “la cosa principale da fare ora e’ pregare per la guarigione del Pontefice.Dobbiamo ricordare il fatto che la Chiesa è sempre Chiesa del Signore che e’ sempre con noi e dobbiamo imparare a lasciarci guidare da lui”.

Il porporato si sfila dal dibattito sulle eventuali dimissioni: “E’ fuori luogo parlarne, non è il momento di discutere sulle dimissioni, come pure di parlare di chi potrebbe essere il successore; focalizziamoci sulla sua guarigione”.  Si respira aria di pre-Conclave? “Parlare di dimissioni e di chi sarà un eventuale futuro Papa non rientra nel il mio stile di vita.Se la gente intorno a me lo fa, io ne prendo le distanze: non fa parte della mia vita”.

Il cardinale Turkson racconta che ogni sera “al di la ‘ del rosario in piazza San Pietro, la nostra piccola comunità prega.I medici sono gli esperti.

Quel che possiamo fare noi e’ affidare il Papa nelle mani del Signore che ci guida nelle nostre debolezze”.A Turkson la malattia del Papa fa ricordare un po’ Wojtyla: “Era un Papa molto vigoroso che ad un certo punto non aveva più la parola.

Un po’ mi ricorda Bergoglio che anche negli ultimi tempi andava e riceveva persone anche se non poteva respirare bene.Adesso ha dovuto ‘soccombere’ un po’ a questa situazione.

E noi dobbiamo pregare perché la sua salute torni”.Vede una Chiesa unita davanti alla malattia del Papa? “La Chiesa deve essere unita.

Le speculazioni sono fuori posto.Si parla di progressisti, di conservatori: non sono discorsi che mi appartengono “. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, monsignor Olivero: “So che vuol dire fare un respiro e non sapere se ci sarà il successivo”

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(Adnkronos) – "Penso spesso al Papa: so cosa vuole dire avere problemi seri di respiro.So che vuol dire fare un respiro e dubitare che il successivo possa arrivare ancora".

Monsignor Derio Olivero, vescovo di Pinerolo, fu ricoverato per una polmonite bilaterale durante il Covid.Ha visto la morte in faccia. "Conosco bene le pratiche di ossigenazione di cui si parla per il ricovero del Papa – osserva all’Adnkronos il vescovo – .

Vedendo il perdurare della malattia sapevo di essere sull'orlo della fine, quello che mi sorprese è che rimasi sereno e fiducioso.Il Papa ha la stessa serenità e fiducia".

Per mons.Olivero, il Papa dal Gemelli sta dando “una delle più belle testimonianze di fede.

Non è detto che avvenga il miracolo ma la fede da’ fiducia.Ringrazio il Papa per la sua testimonianza: ci da’ l’opportunità di riscoprire la forza e la bellezza della fede “.  Il vescovo che rimase intubato per venti giorni osserva ancora: “Quando sono tornato consapevole di ciò che avveniva fuori dall’ospedale mi sono accorto che molti avevano pregato per me e ho scoperto che la preghiera ottiene questo grande miracolo di dare coraggio e forza e mantenere la fede in colui che sta soffrendo.

Io credo che la tanta preghiera che c’è in giro ora per il Papa lo stia sostenendo e gli stia mantenendo la facoltà di credere, di avere fiducia”.Mons.

Olivero riflette anche sul dibattito che si è acceso sulle dimissioni da quando il Papa e’ stato ricoverato: “Quando si è in una situazione come quella in cui si trova il Papa, grave, anche se fatichiamo bene a capire l’entità ma dopo tre settimane abbiamo capito che la situazione è grave, ebbene , quando si è in una situazione grave, le stupidaggini scivolano via.Se a me avessero parlato di stupidaggini simili quando ero malato sarebbero scivolate via perché nei momenti forti della vita conta l’ essenziale.

In questo caso conta la capacità di reggere, la forza della fede e, se si può, la guarigione .Il resto, i dibattiti sul dopo, sull’eventuale conclave , su quali cardinali sono papabili mi paiono emerite stupidaggini.

Credo che se il Papa potesse dire qualcosa direbbe questo”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mantova, Possanzini: Tranquillià per uscire dal periodo no. Juve Stabia? Sarà dura ma proveremo a vincere

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In preparazione all’imminente sfida contro la Juve Stabia, fissata per Sabato 08 marzo 2025 allo stadio Martelli, l’allenatore del Mantova, Mister Possanzini, ha incontrato i giornalisti in conferenza stampa. In questa circostanza, ha posto l’accento sulla necessità di conservare la serenità all’interno del gruppo squadra e di ravvivare l’orgoglio dei giocatori.

In quella che ha descritto come la fase più complessa della sua esperienza tecnica sulla panchina mantovana, Davide Possanzini ha esposto la strategia per uscire dalla zona critica della classifica del campionato cadetto. Nel corso della conferenza stampa antecedente alla partita, ha spiegato come il Mantova, in vista dell’impegno interno di sabato contro la Juve Stabia al “Martelli”, sia chiamato a riscoprire una risolutezza implacabile al fine di ottenere i tre punti in palio, cruciali come l’aria stessa per respirare, contro un’altra formazione neo-promossa che, nonostante si configuri come una delle sorprese di questo torneo, è reduce anch’essa da due battute d’arresto consecutive.

In merito alle strategie da adottare per cambiare l’andamento negativo, ha dichiarato: “Certamente possiamo esprimere un gioco superiore, dobbiamo perfezionare numerosi aspetti del nostro approccio. Ciò che non voglio assolutamente riscontrare come assente sono l’applicazione e la ferma intenzione di eseguire le manovre che rientrano nelle nostre capacità e che abbiamo già esibito, ad esempio, nella partita contro il Frosinone, sebbene non siamo riusciti a tradurre in punti la nostra prestazione.

È imprescindibile manifestare costanza e rivolgere particolare cura alle fasi della gara che si rivelano cruciali. Proveniamo da una partita persa in cui abbiamo generato un numero maggiore di occasioni da gol, peraltro di maggiore chiarezza rispetto a quelle avversarie. Abbiamo ampiamente discusso di questo con i giocatori nel corso della settimana, cercando di incrementare ulteriormente l’impegno su questo specifico elemento. E inoltre, dobbiamo riversare in campo tutte le nostre energie, lo spirito di rivalsa e la fierezza personale”.

In merito alla situazione contingente del Mantova e della Juve Stabia, ha espresso: “I giocatori si dimostrano sereni, per quanto sia lecito aspettarsi dopo una serie di incontri in cui non abbiamo raccolto risultati soddisfacenti. Nondimeno, vi garantisco che percepisco una notevole consapevolezza all’interno del gruppo, ci prepariamo con impegno costante e proprio questo aspetto mi genera dispiacere, poiché constato la profonda dedizione dei ragazzi durante gli allenamenti settimanali e mi presento alla partita sempre nutrendo grande ottimismo.

I ragazzi hanno affrontato una settimana di preparazione ordinaria, ben consci del fatto che il numero di partite rimanenti si riduce progressivamente e della fase complessa che stiamo vivendo, ma siamo altresì consapevoli che è proprio nelle circostanze avverse che in alcune occasioni si manifesta la risorsa per trovare qualità insospettate.

Riguardo alla Juve Stabia, proviene da due sconfitte consecutive, un fatto che, in un torneo così equilibrato come questo, non rappresenta la norma ma rientra nelle possibilità. Si tratta di una compagine ben strutturata, una tra quelle che più stimo in questo campionato per le proposte di gioco e per la maniera in cui le attuano. Mi attendo un confronto decisamente arduo che noi proveremo a fare nostro”.

Circa l’orgoglio e il suo stato d’animo in questo periodo, ha affermato: “Ho iniziato a menzionare l’orgoglio e la passione sin dal primo giorno del mio arrivo in questa società, poiché li considero il combustibile che ci permette di progredire. Inoltre, sono convinto che i calciatori manifestino sempre orgoglio sul terreno di gioco, sebbene non sempre il massimo impegno profuso si traduca in risultati positivi.

Ai miei giocatori può essere contestato qualsiasi aspetto, persino le limitazioni di natura tecnica, ma non certo una carenza di dedizione e temperamento. È naturale che si verifichino esiti sfavorevoli, considerando che anche la squadra avversaria è composta da undici atleti che ambiscono ai medesimi traguardi. Sono fermamente convinto che, alla luce di quanto abbiamo finora mostrato, siamo in grado di realizzare qualcosa di più consistente e possiamo conquistarlo attraverso la qualità tecnica o altre peculiarità.

Personalmente, conservo sempre la tranquillità, vivo in questo contesto da quasi quarant’anni e ho lasciato la mia famiglia all’età di undici anni. Ho imparato a governare le mie reazioni emotive, e provo un profondo dispiacere soprattutto per i ragazzi, nel constatare gli sforzi che profondono. È una situazione paragonabile a quella di un figlio che si prepara diligentemente per un compito scolastico e, malgrado l’impegno, ottiene una valutazione negativa.

Per quanto mi concerne, sono consapevole che mi dedicherò sempre completamente, ognuno è libero di esprimere la propria opinione, ma io non posso muovere alcun appunto a me stesso. Mi rammarico per le persone che mi stanno dimostrando grande fiducia, per il fatto di non riuscire a regalare loro una gioia in questo momento, ma sono fiducioso che con l’applicazione e la costanza che stiamo dimostrando, ci prenderemo delle soddisfazioni e raggiungeremo l’obiettivo che ci siamo prefissati”.

Riguardo alla condizione dei giocatori non disponibili, ha informato: “Ruocco sta progredendo nel suo percorso di riabilitazione, al momento siamo in fase di osservazione. Disponiamo ancora della giornata di domani per effettuare una valutazione definitiva. In aggiunta, Brignani accusa un leggero inconveniente fisico che richiederà un accertamento nella giornata di domani, Muroni è attualmente indisponibile e ritengo che sarà nuovamente abile a scendere in campo la settimana entrante, per quanto riguarda gli altri componenti della rosa, sono tutti pronti per essere impiegati. Fiori è in condizione ottimale, ha sostenuto due sessioni di allenamento con il gruppo squadra e si trova in forma”.

Vandalismo nel cantiere del museo Shoah, La Russa: “Preoccupato per antisemitismo”

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(Adnkronos) – "Siamo di fronte a fatti gravi e preoccupanti", così Ignazio La Russa commenta all'Adnkronos gli atti vandalici al cantiere del Museo della Shoah a Roma, su cui sta indagando la Digos.Per il presidente del Senato "ogni forma di odio e antisemitismo va contrastata con determinazione".  "La mia condanna di quanto accaduto è ferma, così come la vicinanza, mia e del Senato della Repubblica, alla comunità ebraica", dice. "Siamo di fronte a fatti gravi e preoccupanti perché in quel cantiere sono in corso i lavori di un luogo di memoria, fortemente voluto per ricordare la storia e il dolore di milioni di ebrei", spiega. Davanti al cantiere per la costruzione del Museo della Shoah di via Alessandro Torlonia, a Roma, sono comparsi escrementi, una testa di maiale e scritte che ricordano i morti a Gaza oltre ad alcuni volantini pro Palestina.

In particolare gli escrementi sono stati posizionati sui lucchetti del cancello del cantiere mentre le scritte sono comparse sui cartelli di avviso lavori. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Di Segni su scempio al cantiere del Museo della Shoah: “Offesa a noi e all’Italia”

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(Adnkronos) – Lo sfregio di oggi al museo della Shoah è un gesto che "non offende solo noi ma l'Italia nel suo insieme e fa male al suo futuro e alle sue fondamenta democratiche''.La presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane, Noemi di Segni, commenta, parlando con l'Adnkronos, quanto avvenuto al cantiere di via Alessandro Torlonia, a Roma, per la costruzione del Museo della Shoah, dove sono stati trovati escrementi sul lucchetto che chiude il cancello, volantini pro Palestina e scritte offensive. ''Abbiamo affrontato l'apologia del nazifascismo, affronteremo anche l'apologia del terrorismo e ogni atto di odio – conclude -.

Anche questa volta il popolo palestinese viene strumentalizzato per esprimere odio''. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Omicidio Pierina Paganelli, legale Louis Dassilva: “Non è lui l’uomo nel video, chiederemo la scarcerazione”

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(Adnkronos) – L'uomo inquadrato dalla telecamera nella sera dell'omicidio di Pierina Paganelli non sarebbe Louis Dassilva. "Non è lui la persona ripresa dalla Cam3 della farmacia San Martino" sottolinea all'Adnkronos l'avvocato Riario Fabbri del 35enne senegalese, unico indagato per il delitto della 78enne testimone di Geova uccisa il 3 ottobre 2023 nel garage del suo condominio in via del Ciclamino a Rimini. "Come riferitoci dal collegio peritale, la preliminare ha evidenziato come la statura del soggetto ignoto ripreso alle 22:17 del 3 ottobre 2023 sia incompatibile con la quella del nostro assistito. È una conferma che accogliamo con soddisfazione, ribadiamo la volontà di chiedere la scarcerazione di Dassilva.Manuela Bianchi?

Per noi non è una testimonianza attendibile".  Le dichiarazioni dell'avvocato Fabbri arrivano dopo che Manuela Bianchi, nuora della vittima, è stata iscritta nel registro degli indagati lo scorso 4 marzo con l'accusa di favoreggiamento.La donna si è recata presso il Palazzo di Giustizia, accompagnata dal suo avvocato Nunzia Barzan e dal consulente criminalista Davide Barzan, scortata dagli agenti della squadra mobile, ed è stata ascoltata come persona informata sui fatti, fino a quando – nella stessa giornata del 4 marzo – si è diffusa la notizia dell’iscrizione del suo nome nel registro degli indagati.

Queste ultime novità rendono il giallo di via del Ciclamino ancora più intricato: il filmato della videosorveglianza, infatti, era sempre stato ritenuto la "prova regina" da parte degli investigatori, che fino ad ora si erano sempre detti convinti della colpevolezza di Louis Dassilva. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Putin: “Russia non farà nessuna concessione”

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(Adnkronos) –  
"La Russia non rinuncerà mai a ciò che è suo, non farà concessioni".E' il messaggio perentorio del presidente russo Vladimir Putin, in relazione alla guerra con l'Ucraina durante un incontro con i dipendenti e i beneficiari della fondazione 'Difensori della Patria'. "Non abbiamo bisogno di nulla che appartenga ad altri, ma non rinunceremo a ciò che è nostro", ha detto Putin, come riporta l'agenzia di stampa Ria Novosti. Le parole del leader del Cremlino arrivano mentre gli Stati Uniti, sotto la guida del presidente Donald Trump, cercano di favorire lo sviluppo di un negoziato che ponga fine alla guerra in corso da 3 anni.

Le parole di Putin evidenziano la posizione di Mosca che, al tavolo delle trattative, non avrebbe nessuna intenzione di cedere porzioni delle regioni ucraine parzialmente occupate nel conflitto. Quella che va raggiunta è "una pace sostenibile che soddisfi la Russia".Per questo, Mosca "non farà concessioni a nessuno" sull'Ucraina. "Dobbiamo scegliere una versione di pace che ci vada bene e che garantisca la pace al nostro Paese in una prospettiva storica a lungo termine", ha detto Putin.  Putin, nell'intervento odierno, ha attaccato apertamente il presidente francese Emmanuel Macron. "Ci sono persone nel mondo che vogliono tornare ai tempi della campagna di Napoleone'', ma ''dimenticano com'è finita'', dice il presidente russo riferendosi al leader dell'Eliseo, che ha assunto un ruolo centrale a livello europeo in relazione alla guerra tra Ucraina e Russia.

Ieri Macron ha definito la Russia "una minaccia per l'Europa e per la Francia".Oggi, anche il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov aveva paragonato Macron a Napoleone e a Hitler. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

In panchina con lo smoking, l’allenatore ‘da cerimonia’ in Copa Libertadores

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(Adnkronos) – Uno smoking in panchina. È successo durante Barcelona Sporting Club-Corinthians, partita valida per la Copa Libertadores, il corrispettivo della Champions League sudamericana, dove a sfoggiare l'inusuale oufit è stato l'allenatore della squadra ecuadoriana, Segundo Castillo.Il tecnico si è presentato a bordo campo sfoggiando uno smoking bianco con risvolti neri, con tanto di gilet dello stesso colore.

A completare il look un papillon nero e delle scarpe lucide. L'outfit ha catturato l'attenzione dei social, diventando virale, e ha portato fortuna al Barcelona, che ha battuto a sorpresa i brasiliani, decisamente favoriti alla vigilia, con un netto 3-0.Un allenatore con uno smoking durante una partita di calcio non si era mai visto, nonostante nel corso degli anni si siano alternati tecnici con look stravaganti e altri decisamente opinabili.

Le nuove generazioni di allenatori in particolare sono sempre più attenti alla propria immagine, con il legame tra calcio e moda che sta diventando sempre più forte.  Nel corso degli anni il modo di vestire e presentarsi degli allenatori di calcio è cambiato drasticamente.Marcello Lippi era solito presentarsi in campo con un sigaro per sostituire le sigarette, mentre Maurizio Sarri arrivava in panchina con un mozzicone in bocca.

Il sigaro, poi, da bene di consumo è diventato status, elevato a celebrazione plastica della vittoria da Michael Jordan prima e da Sergio Conceicao poi.Il balletto del tecnico portoghese con il sigaro in bocca nello spogliatoio del Milan dopo la vittoria della Supercoppa italiana rimane uno dei, pochi, ricordi felici dell'altalenante stagione rossonera. La tendenza, per gli allenatori di Serie A, è di fare attenzione a moda e immagine, in una prospettiva di self branding che trascende il campo e aiuta a costruire il proprio personaggio.

Così piuttosto che la tuta e la polo di Maurizio Sarri, a disagio quando gli venne imposto di indossare un completo per adeguarsi allo stile Juventus, a farla da padrone è l'eleganza di Thiago Motta, sempre in abito e cravatta scura, così come quella ricercata da Simone Inzaghi. A inizio stagione fecero scalpore le magliette larghe di Daniele De Rossi.Monocolori, bianche o scure, ma impreziosite da un taschino firmato Fendi, fashion partner della Roma, accompagnate da pantaloni larghi e sneaker.

Anche Paulo Fonseca, ex allenatore del Milan oggi al Lione, ha fatto discutere per i suoi outfit particolari.Magliette e giacche firmate Off-White, partener rossonero, che sembrano appartenere più alla cultura street americana che non ai campi della Serie A. Look decisamente più sobrio, ai limiti del minimal, per altri tecnici del campionato italiano come Antonio Conte o Gian Piero Gasperini, mentre Raffaele Palladino e Paolo Vanoli, tecnici rispettivamente di Fiorentina e Torino, portano avanti la cultura della polo iniziata da Maurizio Sarri.

L'allenatore viola a volte unisce una giacca elegante, altre volte alterna magliette sportive.Outfit simili sono sfoggiati anche da Cesc Fabregas, allenatore del Como, tra i più giovani e interessanti tecnici del campionato. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Omicidio Limena, ‘Alessio’ ricercato in tutta Italia: avrebbe ucciso coinquilino 80enne

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(Adnkronos) – È ricercato in tutta Italia l’uomo di circa 40/45 anni che si faceva chiamare 'Alessio', fortemente sospettato di essere l’autore dell’omicidio volontario di Franco Bernardo Bergamin, l’anziano di 80 anni trovato cadavere ieri pomeriggio nel suo appartamento di Limena, in provincia di Padova.Il fatto che l'uomo possa essere originario di Trieste o dell'area giuliana, non fa escludere agli inquirenti una certa attenzione anche alle frontiere nordorientali. Sul corpo di Bergamin oggi verrà eseguita l’autopsia, ma la conferma di una morte violenta con dei colpi alla testa era già emersa ieri sera dal primo esame esterno da parte del medico legale, intervenuto sul posto con il magistrato di turno, i carabinieri e i vigili del fuoco che hanno dovuto sfondare la porta per entrare, non essendoci alcun segno di effrazione.  
L’anziano metalmeccanico in pensione si era trasferito a Limena da un paio d’anni e da allora ospitava in casa 'Alessio' gratuitamente, in cambio di un aiuto nel gestire l’abitazione da cui l’anziano non usciva quasi mai per problemi alle gambe.

Secondo le testimonianze dei vicini, chi invece faceva avanti indietro dall’abitazione era 'Alessio', scomparso da almeno una settimana, all’indomani di una serata particolarmente rumorosa svoltasi nell’appartamento che non sarebbe sfuggita all’attenzione del vicinato.Il cadavere dell’80enne è stato trovato ieri in avanzato stato di decomposizione dentro due sacchi neri, chiuso in un armadio. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, omicidio Di Giacomo a Tor Bella Monaca: imputato confessa in aula

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(Adnkronos) – “Sono colpevole di aver ucciso Daniele Di Giacomo.Ho meditato tanto in carcere, so che aveva tre bambini piccoli e ho distrutto la vita di molte persone”.

Prendendo la parola nel corso dell’udienza in aula bunker a Rebibbia Valentino Ruggiero ha confessato l’omicidio del trentottenne freddato lo scorso 14 settembre a Tor Bella Monaca con diversi colpi di arma da fuoco davanti al bar tabacchi in via Paolo Ferdinando Quaglia.Ruggiero, accusato di omicidio aggravato dalla premeditazione per l’agguato in cui era rimasta ferita a un ginocchio anche la compagna della vittima, in una dichiarazione spontanea davanti ai giudici della Terza Corte di Assise a Roma si è detto dispiaciuto “per quello che è successo, non tanto per me perché io il mio debito lo pagherò ma ho distrutto la mia famiglia, la famiglia di Di Giacomo.

Chiedo infinitamente scusa”. 
Alla base del delitto, secondo quanto ricostruito nelle indagini della Squadra Mobile coordinate dal pm Paolo Ielo, ci sarebbe stato un debito di circa 20mila euro, che Ruggiero aveva ripagato solo in parte e dovuto a un danneggiamento dell’auto che aveva preso a noleggio dalla società di Di Giacomo.Ma un fattore scatenante sarebbe stato anche quello sentimentale.

L'uomo infatti, aveva sottolineato il gip, nutriva "più di un sospetto’’ sul fatto che la donna ferita, compagna della vittima ed ex di Ruggiero, "avesse intrapreso una relazione con Di Giacomo ma che tale frequentazione fosse iniziata quando formalmente il loro rapporto era ancora in vita e, in più, fosse stata la causa della sua definitiva rottura’’. In alcuni messaggi alla nuova compagna scriveva "è guerra aperta’’ e aggiungeva "con questi me ce devo ammazza".Nella prossima udienza, il 14 ottobre, arriveranno le richieste della procura per Ruggiero, difeso dall’avvocato Alessandro Marcucci. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)