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I quotidiani esaltano Milik: “Fondamentale, fa impazzire la Lazio”

Piovono i 7 in pagella per l’attaccante polacco

Arek Milik, attaccante del Napoli, è stato uno dei protagonisti indiscussi del match vinto dagli azzurri per 2-1 contro la Lazio. Il polacco ha siglato la rete del pari dopo essersi visto annullare un gol per un fallo di Koulibaly su Radu. I quotidiani celebrano la sua prestazioni con voti alti e commenti importanti.

Ecco cosa si scrive di Milik:
Il Mattino 7 Una volta che trova il posto giusto fa l’attaccante vero: dopo il gol si sblocca e nella ripresa la sua corsa prende slancio e quasi fa una rete da cineteca dopo una quindicina di metri palla al piede. Si muove con arguzia e  la sua posizione è vitale per le imbucate degli esterni.
Tuttosport 6,5 – Nel giro di cinque minuti segna due volte, una sola è valida, ma sembra questa la strada del nuovo Napoli. Palla larga agli esterni e traversone teso a favorire il suo killer.
Gazzetta 7 – Grande risposta del polacco. Si fa trovare pronto. Nel finale di primo tempo segna e sfiora altri due gol. Allo scadere Bastos gli nega la doppietta.

Gazzetta su Hamsik: “Fatica a calarsi nel ruolo, non è all’altezza di Jorginho”

“Non si cambia ideologia in 90 minuti”

Nel match giocato e vinto dal Napoli contro la Lazio, il capitano azzurro Marek Hamsik ha disputato la sua prima gara ufficiale nel ruolo disegnato per lui da Carlo Ancelotti dopo la partenza di Jorginho.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:
“Hamsik cerca di calarsi a fatica nel ruolo di play, ma non può dettare i tempi come Jorginho, e mentre la manovra non possiede più quegli automatismi, soprattutto i triangoli in verticale, la Lazio fa bene il suo mestiere: tre difensori, con Caceres ad aggiungersi quando il Napoli ha la palla e poi a lanciarsi quando si riparte. Di sicuro la differenza tra la Lazio prima e quella dopo il gol è sospetta. Quella iniziale sa come chiudersi, far girare la palla e ripartire con lanci lunghi. Il Napoli è preso un po’ in mezzo: d’altra parte non si cambia ideologia in 90 minuti”.

Caserta, morto suicida Pietro la Torre, lo zio del Boss Augusto

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Morto suicida Pietro la Torre, lo zio del Boss casertano Augusto

Si è sparato un colpo al petto Pietro La Torre, zio 88enne di Augusto La Torre considerato dagli investigatori uno dei capi della camorra casertana e noto come il «boss psicologo» per aver conseguito la laurea in carcere, per un certo periodo collaboratore di giustizia.

La vicenda si è consumata a Mondragone, comune del litorale casertano dove i La Torre vivono. L’anziano, pregiudicato per reati di camorra e considerato ancora parte integrante del clan fondato dal fratello Tiberio, padre di Augusto, si è ucciso nella sua abitazione di via San Francesco d’Assisi con una Beretta con matricola cancellata. Il corpo è stato scoperto dal figlio, che ha allertato i carabinieri.

Pietro La Torre era stato arrestato l’ultima volta nel 2015 insieme col figlio Luciano per il reato di usura nell’ambito di un’indagine della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Sembrerebbe che l’uomo soffrisse di depressione, ma sulla sua salma verrà effettuata ugualmente l’autopsia.

Autostrade Siciliane: Cattedrali Nel Deserto (Lo Piano-Saint Red)

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Gran parte delle autostrade siciliane sono vere e proprie Cattedrali nel deserto.

Il tempo, si sa, logora ogni cosa, in special modo le autostrade, in cui vi transitano giornalmente una infinità di mezzi e i consorzi dovrebbero provvedere a mantenerle in buono stato di “conservazione”, non certo farle ridurre in uno stato al pari delle trazzere.
Apriamo parentesi:
Iniziamo col dire che fra tutte le autostrade siciliane, la Messina Catania e la Messina Palermo, sono le più penalizzate considerato che sono le uniche dove si paga un pedaggio. Pedaggio che viene considerato fra i più cari d’Europa.
Sono mantenute in uno stato di quasi abbandono :
  1. Segnaletica insufficiente .
  2. Gallerie buie.
  3. Intonaci che cadono sui parabrezza. Manto stradale orfano di cemento.
  4. Potatura degli alberi inesistente.
  5. Segnali stradali coperti da una fitta vegetazione.
  6. Uscite autostradali non segnalate: per potere trovare la propria, la si deve intuire o conoscere, se non si è accompagnati dal computer di bordo.
Per non parlare degli incidenti che si sono verificati negli ultimi decenni.
I morti si sono contati a decine, ma ciò che lascia sgomenti è che si continua a morire.
Basta una pioggerellina, perché il manto stradale diventi viscido come una saponetta, per tale motivo, i voli pindarici delle macchine, non si contano più.
E non finisce qui’:
Solo per fare un altro esempio gli svincoli di Giostra nel messinese, solo a guardarli sembrano veri e propri aborti di natura, montagne russe, come quelle dei luna park, per chi le percorre, sembra di viaggiare su un ottovolante.
La ME -Villafranca, rappresenta una  tratta di pochi chilometri, non più di 12, in cui da anni si continua a viaggiare su una sola corsia di marcia, proprio per questo motivo durante il periodo estivo, si creano lunghi serpentoni di auto.
Solo per percorrere quei pochi chilometri, occorre avere una pazienza infinita, e tanto ghiaccio nelle tasche.

Per finire, parleremo del manto stradale, divorato non solo dal tempo, e forse depauperato sin dal momento del “concepimento”.
Per averne conferma, basterebbe saggiare alcuni punti della tratta ME PA e ME CT. Cosa che non è stata mai fatta, o per mancanza di tempo, forse di volontà, oppure per deficienza di fondi.
Proprio ieri, quando il Presidente della Regione Sicilia ha manifestato il proprio intendimento di revocare  la concessione al CAS, forse sarà la volta buona perché le autostrade siciliane, possano tornare ad essere sicure.
I contratti decennali non hanno portato a dei risultati duraturi nel tempo,  visto che questi consorzi, hanno prestato poca attenzione sia alla gestione che alla manutenzione di queste tratte.

Il Messaggero: “Ancelotti salvato da fortuna e Sarrismo. Ghigna come chi l’ha scampata senza studiare”

“Il palo lo salvo sul colpo di testa di Acerbi”

Nell’anticipo serale della prima giornata del campionato di Serie A, il Napoli di Carlo Ancelotti ha avuto la meglio sulla Lazio allo stadio Olimpico. Ed è proprio sul tecnico azzurro che si concentra un articolo del quotidiano Il Messaggero.

Ecco quanto racconta l’edizione odierna:
“Carlo Ancelotti sorride giocondo, con quel ghigno di chi sa di averla sfangata pur non avendo studiato tanto. E’ primo in classifica. Merito di un po’ di fortuna e dell’onda lunga degli insegnamenti di Sarri. Re Carlo non sbaglia la prima, d’altronde non ha mai perso all’esordio. Certo che i primi trentaminuti sembravano ricalcare le disastrose sconfitte contro Liverpool e Wolfsburg. Il gol di Immobile una mazzata. Ma si sa i grandi allenatori sono accompagnati da quel pizzico di buona sorte che, come sanno tutti, è l’ingrediente fondamentale per i grandi successi. Il palo lo salva sul colpo di testa di Acerbi nel finale, ma è il sarrismo a regalargli i tre punti. Ironia del destino proprio i dettami del vecchio tecnico. Il Napoli gioca con tagli e ripartenze fulminee”.

Diminuiscono i raid vandalici e furti sui treni Eav e nelle stazioni

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Diminuiscono i raid vandalici e furti sui treni Eav e nelle stazioni

L’Eav attraverso una nota fa sapere che sono stati riscontrati “ottimi risultati nella guerra contro vandali e delinquenti sui treni della Circum”.  I dati forniti dall’azienda consentono di fare un raffronto tra il primo semestre 2018 e lo stesso periodo dell’anno precedente. In questo arco di tempo si registra un calo del 31% degli eventi criminosi ed un aumento del 79% di fermi ed arresti.

“Il numero totale degli eventi è diminuito significativamente: 31 per cento in meno (541 casi rispetto ai 786 del 2017). Aumentato il numero dei fermi ed arresti: + 79 per cento, da 62 a 111” è il quadro che emerge.

E’ stata registrata una maggiore sinergia con le forze dell’ordine che si concretizza non solo nelle attività di prevenzione svolte a favore delle esigenze dell’Eav, ma anche in quella di ausilio alle indagini di polizia giudiziaria grazie alla messa a disposizione degli impianti di videosorveglianza aziendali.

“Raccontare tutto quello che accade, lavorare in sinergia con le forze dell’ordine, fare squadra con utenti e dipendenti. La strada è questa. È una guerra, molte battaglie le stiamo vincendo”.

Ecco tutti i dati forniti dall’azienda, che permettono di vedere con più esattezza i risultati ottenuti:

I furti ai danni dell’azienda sono diminuiti del 22 per cento (da 18 a 14).
Le aggressioni al personale diminuiti del 44 per cento (da 109 a 61).
Gli atti vandalici diminuiti del 47 per cento (da 405 a 216).
Le aggressioni sono diminuite del 28 per cento (da 107 a 77).
I furti ai danni degli utenti sono diminuiti del 19 per cento (da 69 a 56).
I disagi sono aumentati del 50 per cento (da 78 a 117) (per disagi si intende presenza di tossicodipendenti, ubriachi, clochard).

Corbo: “Nei cambi c’è l’impronta di Ancelotti. I tifosi tornino in aeroporto per Cavani, qui è tornato Milik”

“Ancelotti, allenatore simbolo del calcio saggio”

Il giornalista Antonio Corbo ha scritto, sulle colonne del quotidiano La Repubblica, un editoriale in cui parla del match vinto dal Napoli di Carlo Ancelotti contro la Lazio di Simone Inzaghi per 2-1 all’Olimpico di Roma.

Ecco quanto scritto da Corbo:
“Otto anni di trionfi e rari tonfi all’estero restituiscono all’Italia l’allenatore simbolo del calcio saggio. Ancelotti tra i pericoli di precoci innovazioni, rivisita la formula Sarri che il Napoli ricorda ancora a memoria. Possesso palla, proiezioni verticali, costante ricerca di Milik, uno che i colpi in canna non li spara in cielo. Giusto, perché rischiare? Anche la formazione rivela la tendenza conservativa: solo il portiere Karnezis (senza macchie) mancava l’anno scorso, questo non significa bocciare un mercato da 90 milioni che pure lascia perplessi i tifosi, ma riconoscere che il Napoli ha ancora qualche ruota sgonfia, come Insigne nel primo tempo e Callejon che hanno poco sprint, anche per gli altri è comodo giocare sottoritmo. Controllano il gioco senza affannarsi grazie alla migliore tecnica nel palleggio e la latitanza di Milincovic-Savic, il più temuto ma il meno presente nella trama laziale, forse ancora scosso dal mancato trasferimento.
Simone Inzaghi vede così svanire il tentativo di creare una superiorità numerica a centrocampo. Davanti alla difesa a tre, scattante in Luiz Felipe, un po’ lenta in Acerbi e troppo ruvida in Radu, la Lazio ne mette cinque: un 3-5-1-1 che sembra molto artificioso, ma Ancelotti osserva senza tremare. Parolo va ad ostruire Koulibaly nelle ripartenze, Badelj con rispetto guarda da lontano Hamsik sufficiente nel ruolo di regista ma turbato forse dalla ennesima sostituzione, una ossessione per lui, sarà Ancelotti a valutare le reazioni del capitano, che non ha brillato ma neanche demeritato. La Lazio chiede aiuto anche a Luis Alberto per arginare lo strapotere a centrocampo di Allan, che offre pure un assist morbido per il gol vittoria di Insigne. Allan si occupa anche di Milincovic-Savic, fa il paio a sinistra l’altro mediano Zielinski energico e raffinato: si inserisce e va ad attaccare Parolo.
La sostituzione di Hamsik è una scelta tecnica che la parte finale rende condivisibile, perché alla reattiva Lazio in svantaggio dopo il gran destro corto di Insigne il Napoli oppone una barriera più solida con Diawara, davanti ad una difesa che supera presto lo choc del gol iniziale di Immobile. Affrontarlo in tre (Mario Rui, Koulibaly e Albiol che si aggiunge con imperizia e indisciplina) è il migliore aiuto per il bomber laziale di Torre Annunziata. Ma la difesa riprende presto quota, anche Hysaj è sponda rocciosa a destra, vi sbattono contro Luis Alberto, Milincovic-Savic e Caceres che si avvicinano a turno, ma con deboli esiti.
L’impronta di Ancelotti è anche nei cambi. Mertens rileva Insigne zoppicante, felice per il gol della vittoria, ma ancora opaco. Tempestivi quelli di Diawara e Rog entrano per dare un altro giro di chiave alla fase difensiva, ma consentono una concretezza che porta Milik fino in fondo a cercare l’impossibile. Va bene così. Il Napoli imita nella rimonta e nelle vicissitudini per la Var la Juve. Non ha Ronaldo, ma segna con il gigante incompreso. I tifosi vadano ancora all’aeroporto ad attendere Cavani. Per fortuna è tornato Milik”.

Hamsik: “Vogliamo rimanere al top della Serie A, i nostri acquisti sono di valore. I tifosi ci sosterranno”

“Le prime gare ci diranno chi siamo”

Marek Hamsik, centrocampista e capitano del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni al proprio sito ufficiale parlando del nuovo campionato, del ruolo che gli azzurri avranno in questo campionato, ma anche degli avversari e di Cristiano Ronaldo.

Ecco le sue parole:
“Dopo l’ultima stagione abbiamo avuto un po’ di tempo per rilassarci, ci siamo visti all’inizio di luglio e dopo i primi test ci siamo trasferiti a Dimaro. Chi ha giocato il Mondiale ci ha raggiunto dopo, durante la preparazione ci sono stati alti e bassi ma il campionato sarà molto importante per noi.
Sui nuovi acquistiDiversi calciatori che erano con noi da anni se ne sono andati, e sono arrivati ragazzi con qualità. Il più grande cambio però c’è stato in panchina, perché è arrivato uno come Carlo Ancelotti che in carriera ha guidato grandi club europei come Bayern Monaco, Paris Saint-Germain e Real Madrid.
Sul campionatoCome già accaduto nelle scorse stagioni, vorremmo rimanere al top del campionato italiano. La Serie A sarà molto buona, tutti i top club si sono rinforzati: la Roma, l’Inter, oppure la Juventus che ha preso Cristiano Ronaldo. Le prime gare ci diranno chi siamo, inoltre non dimentichiamo la Champions League che dovremo giocare.
Sui tifosiSiamo molto felici, ce n’erano un sacco a Dimaro nei pressi del campo su cui ci allenavamo. I tifosi sono sempre stati il nostro dodicesimo uomo, e credo lo saranno anche adesso.
Sui record del NapoliSo di avere la chance di scrivere altri record della storia della SSC Napoli, ad esempio i gol in Serie A oppure le presenze ufficiali. Certo, sono statistiche storiche e bellissime ma per me conta maggiormente il successo dell’intero Napoli.
Sulla NazionaleLa Slovacchia? Ci aspetta un autunno impegnativo, dapprima con un test amichevole contro la Danimarca e poi la Nations League. Vogliamo che i tifosi slovacchi possano divertirsi e godere di ottimi risultati”.

Napoli, 54enne accoltellato a piazza Vittoria: la vicenda

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Napoli, 54enne accoltellato a piazza Vittoria: la vicenda

Napoli, folle movida a Piazza Vittoria, dove un uomo di 54 anni è stato ferito con una coltellata ieri sera nella centrale piazza, nella zona del Lungomare. Secondo quanto ha riferito alla polizia mentre si trovava in compagnia della moglie a bordo del suo ciclomotore è stato avvicinato da due giovani, anch’essi a bordo di uno scooter, uno dei quali lo ha colpito con un coltello al costato. Dopodichè i due malviventi sono fuggiti.

L’uomo è riuscito a recarsi nell’ospedale Loreto Mare dove i sanitari lo hanno giudicato guaribile in dieci giorni per una ferita all’emitorace sinistro. In seguito alla medicazione è stato dimesso. Sulla vicenda indaga la polizia.

Genova, crollo ponte Morandi: Autostrade mette a dispisizone 500mln ma il Governo va avanti con la revoca

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Genova, crollo ponte Morandi: Autostrade fornisce 500mln ma il Governo va avanti con la revoca

Autostrade, a quattro giorni dal crollo del ponte Morandi e dopo le critiche arrivate per non essere scesa in campo subito in aiuto delle vittime “si scusa profondamente” per la distanza che è stata percepita ma precisa che “la responsabilità del crollo” potrà essere accertata solo dalla magistratura. Intanto per venire incontro alle esigenze più immediate stanzia 500 milioni per i primi aiuti alle vittime e a Genova. La società afferma che non vuole parlare di cifre né dei suoi rapporti burrascosi con il Governo. In questo momento, ripete più volte, la priorità è l’aiuto alla città e alla sua viabilità e dice di essere pronta a ricostruire il ponte in otto mesi dal momento in cui – come tutti gli altri interventi precisa – le autorità daranno il loro via libera.

Il concessionario autostradale parla nel corso di una conferenza stampa a Genova con la voce del presidente, Fabio Cerchiai e dell’amministratore delegato, Giovanni Castellucci. Ma appena si spengono i microfoni e le telecamere arriva la stoccata del vicepremier Luigi Di Maio: “Sia ben chiaro – scrive su Facebook – lo Stato non accetta elemosine da Autostrade. Pretendiamo risarcimenti credibili e non vi sarà alcun baratto”. “L’unica strada che il governo seguirà è quella di andare avanti con la procedura di revoca. Le loro scuse servono a poco e non vi è modo di alleviare le sofferenze di una città distrutta dal dolore”, spiega il leader del M5S. “Abbiamo fatto una promessa e la onoreremo fino in fondo”. “E’ solo il minimo sindacale” quanto offerto dalla società, afferma anche Matteo Salvini poco prima che, per la prima volta in modo ufficiale, arrivi il cordoglio dell’azionista a monte della catena di comando di Autostrade, la famiglia Benetton.

Autostrade così ribatte: “la prima azione è per le famiglie delle vittime. Abbiamo stanziato un fondo per le esigenze immediate che affineremo con il Comune e che verrà gestito dal Comune”, annuncia Castellucci, sottolineando come il primo impegno sia “ripristinare il prima possibile la viabilità e ricostruire il ponte sul Polcevera. Abbiamo un progetto che ci permette in otto mesi, tra demolizione e ricostruzione di avere un nuovo ponte in acciaio”.

Il Mattino – poca leziosità nel gioco di Ancelotti e ricerca della punta: il suo voto è alto

“Quando suona la sveglia il Napoli smette di patire”

Una prima da incorniciare, inizio e gol subito a parte, per Carlo Ancelotti, allenatore del Napoli, che ha vinto per 2-1 all’Olimpico di Roma contro la Lazio. In questa vittoria si vede la mano del tecnico ex Milan, in particolare nella ricerca della prima punta e nella poca leziosità nella gestione della palla dopo il vantaggio.

L’edizione odierna de Il Mattino promuove il tecnico azzurro assegnandogli un 7,5:
“Strano che un manipolatore di anime come lui ci metta quasi un tempo prima di riuscire a mettere la sveglia ai suoi. Però quando suona, il Napoli smette di patire. Sul primo gol azzurro c’è tanta esercitazione ancelottiana: nella ripresa quando i suoi prendono il sopravvento, c’è poca leziosità e tanta ricerca della profondità e della punta. La prima partita del suo ritorno in Italia è buona, non c’è che dire. Tenendo conto delle tante perplessità”.

Caserta, 80enne napoletano muore durante il bagno: i dettagli

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Caserta, 80enne napoletano muore durante il bagno: i dettagli

Caserta, un uomo di 80 anni napoletano, è morto a seguio di un malore mentre faceva il bagno a mare. La vicenda è avvenutaa Baia Domizia, frazione di Sessa Aurunca (Caserta). Come riportato da CasertaNews, l’uomo era in mare quando è stato colto da malore improvviso, probabilmente un arresto cardiaco. Immediati ma inutili i soccorsi medici, chiesti e ottenuti dai numerosi bagnanti che hanno assistito alla scena. Per l’uomo non c’è stato nulla da fare.

Sul posto sono arrivati i carabinieri della locale compagnia, che hanno disposto il temporaneo sequestro della salma, messa a disposizione del magistrato di turno.

 

Gazzetta: “Insigne vuole scrivere il suo nome ad uno storico scudetto del Napoli. A Roma una risposta confortante”

Insigne insegue quel sogno svanito all’ultima giornata dello scorso campionato

Lorenzo Insigne non si rassegna: vuole vincere. La delusione per lo scudetto perso lo scorso maggio brucia ancora, ma il talento di Frattamaggiore non si rassegna: vuole incidere il suo nome su uno scudetto storico che arriverebbe a Napoli.

Ecco quanto raccontato dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:
“Un sogno che, nella scorsa stagione, è svanito solo alla fine. In estate da più parti si avanzavano dubbi sulla possibilità che il Napoli potesse puntarci di nuovo, a quel sogno. La risposta che arriva dall’Olimpico, da questo punto di vista, è più che confortante. Con Ancelotti il feeling è scattato subito, una volta arrivato a Napoli non ha avuto dubbi nel mettere Lorenzinho al centro del progetto”.

DAZN quanto caos, il direttore: “Boom di iscrizioni in pochi minuti”

Numerose sono state le lamentele prima e durante Lazio-Napoli

Sono stati tanti i malumori per gli utenti di DAZN che ha trasmesso in esclusiva l’anticipo serale tra Lazio Napoli vinto dagli azzurri per 2-1 grazie alle reti di Milik e Insigne che hanno risposto all’iniziale vantaggio laziale con Immobile. Qualcosa è andato storto, infatti il segnale, a partire dal pre-partita, ha iniziato a vacillare.

Infatti, come sottolineato dall’edizione odierna del Corriere della Sera, in molti hanno avuto problemi durante la registrazione last minute alla nuova piattaforma. Dopo aver sottoscritto l’abbonamento, a qualcuno è capitato infatti di non ricevere la mail di conferma dell’attivazione per accedere alla programmazione offerta in streaming. ‘Gentile cliente ti invitiamo a riprovare più tardi’, è stata invece la voce apparsa agli abbonati Sky che hanno provato in extremis ad usufruire dei ticket scontati e abbonarsi tramite il canale satellitare ma senza ricevere il codice di attivazione in tempo per il fischio d’inizio.

Marco Foroni, direttore di DAZN fornisce le motivazioni: “I nostri tecnici non ci hanno segnalato particolari problemi, per noi gli accessi sono stati regolari e fluidi. Come prevedibile, abbiamo riscontrato un incremento delle registrazioni e degli accessi nelle ore e nei minuti precedenti al calcio d’inizio di LazioNapoli”.

Vasto, predisposta dalla Prefettura la chiusura del centro di prima accoglienza di vico Soprammuro

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Vasto, chiude il centro di prima accoglienza di vico Soprammuro

Vasto, secondo quanto predisposto dalla Prefettura di Napoli,  è stato chiuso il centro di prima accoglienza di vico Sopramuro, quartiere Pendino, tra piazza Mercato e porta Nolana, dopo circa tre anni di attività A renderlo noto è l’associazione LESS Onlus, che gestiva il centro. “Quella di via Sopramuro era una piccola residenza protetta per cittadini migranti richiedenti protezione internazionale”, spiega Giulio Riccio, direttore di LESS Onlus .

Una scelta che, secondo l’associazione, “viene giustificata con i problemi di ordine pubblico nel Vasto, problemi di ordine pubblico che nulla hanno a che vedere con i centri di accoglienza, ma sono generati dai traffici illegali gestiti dai clan che tengono il Vasto ormai sotto scacco”.

In realtà sembrerebbe trattarsi di un intervento per alleggerire la presenza dei migranti nella zona e far fronte ai numerosi atti di violenza che si sono susseguiti negli ultimi mesi.

 

L’arrogante indignazione che qualcuno possa risponderne

La tragedia del ponte crollato di Genova invece che costernazione ha slatentizzato in diversi l’arrogante indignazione che qualcuno del sistema possa risponderne.

Sulla tragedia di Genova hanno scritto in tanti e in molti abbiamo seguito ore di televisione tra l’attonito, l’affranto e l’arrabbiato. Altri invece e di tutta evidenza appartenenti a incancrenite forze politiche e loro rispettivi codazzi di prezzolati e menestrelli, si sono preoccupati di biasimare se non pure apostrofare chiunque accennasse che adesso coloro che avevano in modo lampante responsabilità dovevano pagare, intanto in qualche modo e subito.

Orde di conclamati politici, istituzionali, boiardi, professionisti, ‘signorine omertà’, ecc. tutti risaputamente incarnati nel blasonato quanto imputridito sistema pubblico-politico-privato, hanno pertanto con il loro sprezzo, direttamente o implicitamente attaccato chiunque pretendesse giustizia, anche quando sono stati a chiederla i rappresentanti del neoGoverno (la prima volta in Italia).

E come sono bravi certi ‘valvvassine e valvassini’ dei suppurati codazzi politici, a scaricare sempre tutto anche sui cittadini (facendoli sentire in colpa e azzuffare reciprocamente così da distoglierli dai re e vassalli che li opprimono), oppure a mistificare che ogni cosa è stata fatta bene, o dare del lamentoso a chi protesta ad esempio contro l’ingordigia e l’uso clientelare delle (troppe) tasse, o ancora a scrivere e sparlare verso chi rimprovera certi (loro) politici o istituzionali, aggiungendo con sarcasmo che chi lo fa dovrebbe invece pensare a godersi la vita non a rompere (i loro interessi).

Sono chiaramente in tanti preoccupati per un’eventuale svolta etica e trasparente. Insomma molti sono allarmati che possa cessare la grande manciugghia e suddivisione dell’Italia. E non solo i trasversali rancidi politici, ma anche i sovrastanti interessi economico-finanziari, nonché le pletore clientelari di mantenuti con il debito pubblico e l’estorsione fiscale a carico di quei concittadini produttivi, lavoratori, proprietari, operosi e che hanno i beni alla luce del sole o dichiarano il reddito (gli evasori, guarda caso sconosciuti pure agli Enti locali nonostante consumino luce, acqua, producano spazzatura e sono sotto gli occhi di chi può e vuole vedere, quelli sono tranquilli in questo regime di deviati).

C’è quasi da temere in questo oscuro sistema italiano che possa ritornare il terrorismo e le stragi mafiose.

Parecchi hanno evidentemente timore che questa tragedia del crollo del ponte di Genova possa stavolta rompere lo scrigno (d’oro) della decennale connivenza Stato-finanza-altro e certa cosiddetta società civile facente notoriamente parte della grande abbuffata, poiché questa sciagura di Genova stavolta coincide, a differenza di tanti altri drammi precedenti, con un momento storico-politico in cui al Governo c’è questa neo-politica (che il sistema definisce populista insultando così in modo dispotico anche la maggioranza di italiani che l’ha votata) la quale si presenta indipendente dal (guasto) sistematico sistema italiano. Staremo a vedere.

Tuttavia per avere Giustizia, molto dipenderà anche, come ogni cosa in Italia, da quale Magistratura prevarrà, se quella dello stantio sistema oppure svincolata.

D’altronde è significativo di ciò, tra le innumerevoli oscure vicende di questa Nazione, il caso dell’uccisione del Magistrato dr. Borsellino e della sua scorta. I Giudici dopo decenni hanno definito distratti i loro precedenti colleghi e fuorvianti certi rappresentanti delle Forze dell’Ordine. Pochi giorni addietro il mio pensiero andava alla Dr. Borsellino, sorella del Pm ucciso. È morta non solo non potendo sapere dopo decenni la verità sull’uccisione del fratello, ma apprendendo pure che avevano travisato, mentito ed eluso proprio nello Stato di cui era un fedele servitore il fratello Magistrato dr. Borsellino.

Si deve rivoltare questo Stato (Regioni e Comuni) come un calzino, disinfettarlo e metterlo urgentemente in lavatrice. È troppo sporco, infettato e contagioso, dagli scranni più alti all’ultimo sgabello.

Nella tragedia del ponte di Genova ci sono purtroppo 43 vittime, parecchi feriti cui anche gravi. Alcuni dei morti, dapprima dati come dispersi, erano invece nelle auto o sbalzati fuori, torchiati dentro il cratere causato dai grandi blocchi di cemento del ponte crollato. È anche angosciante il solo pensiero che quei concittadini abbiano potuto avere una morte lenta se è vero che si sentivano inizialmente lamenti provenire da quella cavità. Un’agonia oltremodo sofferta, schiacciati e soffocati nel terreno fangoso sottostante, vedendo la morte arrivare.

Il ponte autostradale Morandi di Genova era stato inaugurato nel 1967, era lungo 1.182 metri ed aveva un’altezza al piano stradale di 45 metri mentre i 3 piloni in cemento armato raggiungevano i 90 metri di altezza. Era noto anche come “Ponte di Brooklyn” per la forma che richiamava molto vagamente il celebre ponte americano. Ma l’attuale Ponte di Brooklyn, situato sul fiume East River e che collega tra di loro l’isola di Manhattan e il quartiere di Brooklyn a New York, è lungo 1.825 metri ed è stato completato nel 1883. Ancora è lì integro e funzionale.

Poveri concittadini vittime e feriti nel corpo e nella mente. Il pensiero va a loro e speriamo questi ultimi possano guarire e riprendersi.

In Italia si deve ripristinare anche la responsabilità oggettiva, penale e civile. Si devono raddoppiare fino a quintuplicarle proporzionalmente al livello rivestito (nessuno indenne) ma in modo chiaro, comprensibile, serio e severo, tutte le norme penali e civili nel sistema pubblico-politico e a carico di tutti coloro che direttamente o indirettamente, anche concessionari, hanno che fare con quest’ultimo, altrimenti continuerà la compiacenza, la connivenza, la corruzione, l’omertà e la spartizione, quindi i disastri, i drammi, ecc.

Questo neoGoverno, ora che ha dimostrato di avere una maggioranza in Parlamento, prenda “dalle corna” questa Nazione e attraverso una revisione limpida, oggettiva, intransigente delle leggi, la bonifichi forzosamente e rigorosamente dalla decennale collettrice umana in politica, nelle istituzioni, burocrazia, professioni, informazione, ecc. Forse è l’ultima occasione.

Solo così questa Nazione inizierà a riprendersi. E anzi se questa Italia non sarà più corrotta e ingiusta, ritornerà ad avere anche la fiducia internazionale. Uno Stato civile, retto e trasparente è sempre preferito dagli investitori rispetto al contrario, tranne chiaramente dai corrotti, delinquenti e mafiosi.

L’immagine del ponte proviene da utenti di Twitter.

Adduso Sebastiano.

Continuano gli incidenti sulla S.S 163: registrati tre tra Piano di Sorrento ed Erchie

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Continuano gli incidenti sulla S.S 163: registrati tre tra Piano di Sorrento ed Erchie

Continuano gli incidenti sulla S.S 163. Solo ieri ne sono stati registrati tre tra le zone di Piano di Sorrento ed Erchie in Costa d’ Amalfi. Nella giornata di ieri sarebbero avvenuti tre incidenti, come riportato da Positano News, uno fra Maiori ed Erchie in Costiera amalfitana verso Salerno , poi dopo Positano a Tordigliano , nel territorio di Vico Equense, ed il terzo a Piano di Sorrento sui Colli di San Pietro. Per la maggior parte coinvolti nei sinistri stradali, sono state le moto.

Per fortuna questi incidenti non hanno avuto gravi conseguenze, infatti non è sempre stato necessario l’intervento del 118, come accaduto a Sant’Agnello, dove, come sempre, è  intervenuto come tempestivamente.

Il Napoli non vuole forzare il recupero di Meret: può tornare contro la Fiorentina

Il portiere si è infortunato in ritiro

Lo scorso 11 luglio, nel secondo giorno del ritiro del NapoliDimaro-FolgaridaAlex Meret si infortunò al braccio sinistro, subendo la frattura del terzo medio dell’ulna. Da allora il portiere ex Spal e Udinese ha svolto soltanto lavoro in palestra senza forzare e, in questo senso, lo staff medico azzurro predica cautela.

Ecco quanto riferito dall’edizione odierna del Corriere dello Sport:
“Non è certo il caso di forzare, né di anticipare i tempi: Meret sta meglio, quasi bene, e magari si scoprirà nel corso di questa settimana se sarà il caso di lanciarlo col Milan (complicato), se aspettare la trasferta di Genova con la Sampdoria (difficile) o se preferibilmente varrà la pena di spingersi immediatamente dopo la sosta e puntare dritto alla Fiorentina (probabile, quasi certo).
Intanto le gerarchie non cambiano, almeno per il ruolo da titolare: la figura di Ospina, autorevole e comunque rassicurante, dovrà favorire la crescita del portiere; e quella di Karnezis, che ha visto Meret evolversi già a Udine, finirà per irrobustire la formazione”.

Nazionale, Insigne considerato punto fermo da Mancini

Lo scugnizzo azzurro sempre più al centro dell’Italia

La prestazione di Lorenzo Insigne, condita dal gol vittoria, nel match di ieri contro la Lazio non è passata inosservata al ct della Nazionale italiana Roberto Mancini, presente in tribuna allo stadio Olimpico di Roma per assistere al match. L’ex allenatore dell’Inter è sempre più convinto di mettere il talento di Frattamaggiore al centro del gioco azzurro considerandolo un punto fermo.

Ecco quanto raccontato dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:
“Il modo migliore per caricare Lorenzinho? Il resto lo hanno fatto l’atmosfera da tre punti, un avversario che gli porta bene, il confronto con l’amico fraterno Immobile e anche la presenza di Roberto Mancini in tribuna. Il c.t. lo considera un punto fermo del nuovo corso azzurro. Gli ha anche affidato la fascia di capitano a maggio nei suoi primi impegni sulla panchina della Nazionale. Non si stanca di mostrargli tutta la sua stima ogni volta che ne ha l’occasione”.

Scossa di terremoto nel Tirreno con epicentro ad Ustica

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Scossa di terremoto nel Tirreno con epicentro ad Ustica

Una fortissima scossa di terremoto è stata registrata in aperto mar Tirreno, al largo dell’isola di Ustica. La magnitudo registrata dall’Ingv è stata di 4.6 a profondità di 530 chilometri.  Il sisma è avvenuto alle 8.29 del mattino. La scossa, visto epicentro e grande profondità,  non è stata rilevata dalla popolazione.