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Milan-Como 2-1, rimonta rossonera con Pulisic e Reijnders

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(Adnkronos) – Il Milan batte il Como per 2-1 in rimonta nel match valido per la 29esima giornata della Serie A.I rossoneri si impongono oggi 15 marzo con i gol di Pulisic e Reijnders.

Il successo consente al Diavolo di salire a 47 punti e di inseguire una posizione europea in classifica.Il Como rimane a quota 29 e perde la chance di allontanarsi ulteriormente dalla zona retrocessione.  Il Milan parte col piede sull'acceleratore e crea un'enorme occasione al 4'.

Musah, lanciato da Gimenez, salta Butez ma non riesce a insaccare nella porta vuota: pallone sul fondo.Il Como, dopo il pericolo scampato, entra gradualmente in partita e guadagna campo.

Gli ospiti si rendono pericolosi al 33', quando Paz viene fermato in extremis dall'uscita provvidenziale di Maignan.Passano pochi secondi e i lariani passano.

Paz appoggia il pallone a Da Cunha, conclusione chirurgica dal limite dell'area e 0-1.Il Milan accusa il colpo e rischia di incassare il secondo gol prima del riposo.

Kempf, in proiezione offensiva, controlla in area rossonera e calcia da ottima posizione: Maignan evita guai peggiori. Anche l'avvio di ripresa è nel segno degli ospiti, che al 51' trovano il secondo gol.Ancora Da Cunha a segno con un inserimento perfetto: il Var, però, evidenzia il fuorigioco e il 2-0 viene cancellato.

Il Milan si scuote e pareggia.Reijnders inventa, Pulisic conclude: sinistro perfetto, 1-1 al 53'.

Il Milan preme, con Reijnders protagonista assoluto.Al 69' l'olandese riceve da Pulisic e spara: traversa.

Al 75', il centrocampista fa centro.Abraham imbuca, Reijnders davanti alla porta non sbaglia: 2-1.

Finale con nervi tesi.Il Como chiude in 10 per l'espulsione di Alli, anche il tecnico Fabregas viene cacciato.

Il Milan vince e sale. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Modena, Candellone: Volevamo fortemente la vittoria davanti ai nostri tifosi. Giornata perfetta

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Leonardo Candellone, autore di una doppietta, ha parlato in conferenza stampa al termine di Juve Stabia-Modena 2-1.

“Sapevamo che era una gara difficile, ma penso che per 75-80 minuti abbiamo fatto una gran partita.Abbiamo rischiato poco e abbiamo creato tante occasioni.Siamo contenti e soddisfatti di aver vinto.Ci tenevamo a tornare a vincere davanti al pubblico di casa”.

Doppietta è vittoria, non poteva andare meglio.

“E’ una gran giornata: fare la mia prima doppietta in Serie B, poi decisiva… non poteva andar meglio”.

Come ti sei trovato a giocare in questo ruolo?

“Ho giocato da prima punta ma più di raccordo.

Anche a Bari ho ricoperto quel ruolo perchè mancava Adorante.Mi piacciono entrambe le posizioni, anche da esterno riesco a fare del mio meglio”.

Come ti spieghi gli ultimi minuti con un pò di sofferenza?

“Quando prendi gol e sei sul 2-1, un attimo nella testa pensi alla non vittoria.Dobbiamo migliorare in questi ultimi 15 minuti.Bisogna lavorare in questo.

Ci abbassiamo un po’ troppo e siamo meno propositivi”.

Quale dei due gol ti è piaciuto di più?

“Scelgo sicuramente il secondo (tiro a giro sul secondo palo)”.

Cosa hanno significato queste 24 ore per te?Questi due gol possono essere un segnale per il rinnovo?

“Queste 24 ore sono state importanti.In settimana abbiamo parlato dei nostri obiettivi.Siamo in una posizione di classifica in cui siamo anche un po’ più liberi.

La salvezza è vicina, siamo molto più tranquilli.Per il rinnovo vedremo, finiamo la stagione bene e vediamo”.

Pensi di essere pronto per la Serie A?

“Penso che l’ambizione sia importante, ma bisogna essere anche obiettivi.Mi sto confermando per la Serie B.Per me quest’anno è una consacrazione e mi basta così”.

C’è una dedica particolare per questa doppietta?

“Alla mia compagna che mi segue sempre.

Una piccola menzione a Sebastiano (il magazziniere) che questa settimana ha detto che avrei fatto doppietta”.

Quanto è importante la sosta che arriva ora?

“Era importante chiudere con una vittoria.Ora stacchiamo per qualche giorno.E’ stato un periodo lungo e faticoso, sia mentalmente che fisicamente.Tanti di noi abbiamo degli acciacchi per cui il riposo sarà importante”.

Quanto ti aiuta il mister nel gioco senza palla?

“Nel calcio di oggi senza la fase di non possesso difficilmente vinci le partite.

Noi tutti siamo focalizzati su quella fase.Penso sia una cosa fondamentale e il mister su questo ci dà una grossa mano.Ci lavoriamo tanto e la domenica di certo si vedono i risultati”.

Juve Stabia – Modena (2-1), Pagliuca alla città: “Siamo una cosa sola, uniti possiamo fare grandi cose”

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Al termine della vittoriosa partita contro il Modena, l’allenatore della Juve Stabia, Guido Pagliuca, ha espresso tutta la sua soddisfazione per la prestazione dei suoi ragazzi e ha lanciato un appello alla città di Castellammare di Stabia.Queste le sue dichiarazioni in sala stampa:

Avete lottato per 90 minuti, questo è lo spirito che contraddistingue la Juve Stabia.

“Faccio i complimenti a tutti i ragazzi, che sono eccezionali.

Ringrazio tutta la gente che era allo stadio.  Questa è Castellammare, questo siamo noi.Siamo una cosa sola.  Quando è così, siamo più forti tutti.

Oggi abbiamo affrontato una squadra fortissima, che ha una struttura fortissima.All’andata abbiamo perso 3-0, oggi abbiamo vinto 2-1, E’ un segnale della nostra crescita.

Chiedo a Castellammare di accompagnarci a braccetto verso il nostro sogno.Ci mancano ancora dei punti, ma siamo molto vicini a quell’obiettivo e siamo molto felici di condividerlo con la nostra gente”.

Nella ripresa abbiamo visto una Juve Stabia più dominante: che cosa è cambiato rispetto al primo tempo?

“Ho sempre l’onestà di analizzare le partite.

Oggi ho visto un bel primo tempo da parte nostra.Riuscivamo a trovare Pierobon nella zona che volevamo e riuscivamo a giocare.

Nel secondo tempo abbiamo spinto un pochino di più sui duelli.Dopo che abbiamo preso il gol su rigore, gli aspetti mentali si sono invertiti e abbiamo fatto fatica.

Il Modena ci ha schiacciato lì grazie anche alle loro individualità.Abbiamo vinto una partita determinante per il nostro percorso, ma soprattutto una partita contro un avversario tosto”.

Quanta soddisfazione c’è considerando le assenze?

“Il merito è di tutta la squadra.

Adorante è stato un po’ sottotono quando avevamo la palla, ma per la squadra ha fatto un lavoro devastante e ci ha alleggerito il lavoro difensivo.   Faccio i complimenti a tutti.Mi sento di fare però un plauso a Pierobon, che è un ragazzo eccezionale che sta dando un equilibrio incredibile.

Mancavano 3 giocatori, ma la nostra squadra ha fatto il più alto minutaggio di tutte in campionato.Avere 43 punti ci inorgoglisce”.

Questa gara sintetizza la stagione della Juve Stabia?

“Si è vista tante volte una buona Juve Stabia.

Ci siamo abbassati un po’ e abbiamo rischiato, ma il Modena è una squadra importante con tanti giocatori importanti.Essere oggi davanti a tante realtà incredibile… è un qualcosa incredibile da parte di tutta Castellammare, dai ragazzi alla società fino al direttore e a tutti i tifosi”.

Che emozione hai provato quando la curva ti ha chiamato e ora potete indossare l’elmetto come hai dichiarato settimana scorsa?

“L’emozione è tanta.

L’elmetto la Juve Stabia lo deve sempre avere.Con i ragazzi abbiamo davanti a noi una sedia: se ci sediamo commettiamo un grande errore.

Oggi abbiamo acquisito un leggero status con la categoria.Un pochino tutti iniziano a parlare di questa Juve Stabia.

Questo è l’orgoglio più grande.Quando vedo giornali nazionali importanti che menzionano la Juve Stabia come squadra rivelazione mi inorgoglisce”.

Consiglierebbe alla città di Castellammare un nuovo viaggio verso Itaca?

“Parliamo di un’Itaca 2 che è vicina ed era il nostro obiettivo iniziale (salvezza).Siamo cresciuti.

Basti vedere il valore che ha ora la nostra rosa rispetto a quello di inizio anno… parliamo di un aumento di circa il 30%.  Una bella notizia per il Presidente (ride ndr), ma sono felice anche per lui”.

Cosa è cambiato in Pierobon rispetto all’anno scorso?

“Quello che è cambiato in tanti ragazzi da quando sono arrivati.Il lavoro quotidiano abbinato alle loro qualità e alla loro ambizione che vengono molto carichi a ogni allenamento.

Quando lo fai cresci sempre di più e ti togli sempre delle soddisfazioni.Questo è l’orgoglio più grande.

Nel calcio le difficoltà sono dietro l’angolo.Questa è una soddisfazione perché noi lo tocchiamo con mano, come stanno facendo sempre i ragazzi”.

https://youtu.be/fgGoTY4kWzI

MotoGp Argentina, Marc Marquez vince Sprint e Bagnaia terzo

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(Adnkronos) –
Marc Marquez vince anche la Sprint in Argentina e continua il monologo nella MotoGp 2025.Lo spagnolo della Ducati oggi 15 marzo si impone nella gara breve sul tracciato di Termas de Rio Hondo precedendo il fratello Alex, secondo in sella alla Ducati Gresini.

Pecco Bagnaia, con l'altra Ducati ufficiale, è terzo.Quarto posto per la Honda del francese Johann Zarco, che precede 3 piloti italiani: Fabio Di Giannantonio, Marco Bezzecchi e Franco Morbidelli. Marc Marquez, reduce dai successi nella Sprint e nella gara lunga in Thailandia, centra il terzo successo in avvio di stagione scattando dalla pole position e controllando la corsa dal primo all'ultimo dei 12 giri.

Il fratello Alex rimane in scia, ma non trova mai lo spunto per attaccare.Bagnaia scivola rapidamente a oltre 2 secondi dal leader che prende il largo, taglia il traguardo con oltre 3 secondi di ritardo e deve accontentarsi del gradino più alto del podio. Domenica 16 marzo si torna in pista per la gara lunga.

Marc Marquez, sempre più leader della classifica iridata con 39 punti, va a caccia della seconda doppietta in altrettanti weekend. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Modena (2-1): Le pagelle dei calciatori gialloblù

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Al termine di Juve Stabia – Modena terminata con la vittoria dei padroni di casa per 2-1 grazie alle doppietta di Candellone che porta le vespe sul 2-0 prima di subire la rete su rigore da parte di Palumbo stiliamo la nostra pagella con i voti ai gialloblù di casa.

Thiam 6: mai chiamato in causa per oltre un’ora.Intuisce l’angolo del rigore di Palumbo ma non riuscendo a pararlo.

Ruggero 7: le discese alla Lucio ormai sono un marchio di fabbrica.

In più piazza il millimetrico lancio per il secondo gol di Candellone.Dietro è sempre attento.

Peda 7: sbroglia un paio di situazione che potevano diventare davvero pericolose nell’assalto finale del Modena.

Quaranta 7: del terzetto difensivo è il meno appariscente ma è tremendamente efficace e attento su ogni palla.

Mussolini 6: la soda sulla fascia con Cotali è potenzialmente pericolosa, ma lui lo disinnesca.

Cambiato perché ammonito. (Andreoni 5: la lunga assenza dai campi si vede.Caso gli va via un paio di volte.

Tanto che Pagliuca è costretto a inserire anche Baldi).

Pierobon 7.5: finché il fiato c’è annulla Palumbo che non riesce mai a giocare.Corre talmente tanto che sembrano esserci 3 di lui in campo.

Bravo anche in impostazione. (Louati sv).

Leone 6.5: sempre nel vivo del gioco, dirige la squadra come un consolidato maestro.Anche il pubblico si stupisce hanno sbaglia un passaggio. (Meli 6: dentro per dare maggiore fisica alla squadra).

Fortini 6: non si capisce perché non punti più l’uomo nell’uno contro uno.

Tende sempre a rientrare. (Rocchetti 5: rimette in discussione una gara già chiusa concedendo un rigore davvero ingenuo).

Piscopo 5.5: sbaglia tantissimi passaggi e non ha nessun spunto degno di nota. È tornato il calciatore visto per gran parte di questi 2 anni. (Baldi sv).

Candellone 8: si era visto già col Mantova che sta benissimo.La doppietta è da attaccante vero.

In più sempre il solito grande sacrificio.

Adorante 6.5: i difensori del Modena lo marcano duro e lui lotta come sempre.Colpisce la traversa su punizione.

Pagliuca 7: fino al rigore di Palumbo la sua Juve Stabia domina e convince.

Unico neo il cambio di Andreoni, sui cui corre ai ripari inserendo anche Baldi.

Papa Francesco migliora ancora, Vaticano: “Necessaria terapia ospedaliera”

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(Adnkronos) – Papa Francesco in lento, ma costante recupero.Oggi, sabato 15 marzo, l'ultimo aggiornamento del Vaticano che ribadisce come le sue dimissioni non avverranno a breve perché "deve ancora sottoporsi alla terapia medica ospedaliera". "Le condizioni cliniche del Santo Padre sono rimaste stabili, confermando i progressi evidenziati nell'ultima settimana" sottolineano dalla Santa Sede.

Il Pontefice sta continuando "l'ossigenoterapia ad alti flussi" e "riducendo progressivamente la necessità di ventilazione meccanica non invasiva nelle ore notturne" perché "la ventilazione meccanica mette più a riposo i polmoni, mentre l'ossigenazione ad alti flussi lascia che i polmoni lavorino".Il Santo Padre necessita, però, ancora "di fisioterapia motoria e respiratoria" che "fanno registrare ulteriori, graduali miglioramenti".  Il prossimo bollettino, informano dal Vaticano, arriverà tra martedì e mercoledì.

Come nelle ultime cinque domeniche anche domani non leggerà l'Angelus.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Verissimo, Selvaggia Roma in lacrime: “Ho perso mia figlia per un virus, è stata una tragedia”

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(Adnkronos) – "Perdere mia figlia è stata una tragedia", così Selvaggia Roma in lacrime, ospite oggi, sabato 15 marzo, a Verissimo ha parlato del dolore della perdita della prima figlia, che avrebbe chiamato Mia.  
Selvaggia Roma ha raccontato a Silvia Toffanin: "Quando ho scoperto di essere incinta, ho fatto gli esami di routine e ho scoperto di avere il citomegalovirus, un herpes che è mortale per il feto". L’influencer, nonostante i risultati degli esami, decide di portare avanti la gravidanza: "Mi ripetevo di continuo che volevo proseguire, ma la percentuale era davvero bassa.Molto probabilmente la bimba poteva farcela, ma questo virus si scaturisce dai 0 mesi ai 3 anni e può dare delle problematiche permanenti al bambino come la cecità e altro”. “Arriviamo al quinto mese e con l'amniocentesi abbiamo scoperto che lei era infetta.

Mi è cascato il mondo addosso”, spiega la 34enne in lacrime. 
17 ore di travaglio: "Perdere mia figlia è stata una tragedia. È stato un parto indotto di 17 ore. È stato bruttissimo, non lo augurerei nemmeno al peggiore nemico.Non è un processo naturale, non si può spiegare. È stato terribile". "L'abbiamo chiamata Mia – continua a raccontare Selvaggia -.

Noi siamo stati già genitori.Io non l'ho mai dimenticata, anche oggi, dopo la nascita di mia figlia, pensiamo sempre di essere stati già genitori". Oggi, Selvaggia è mamma della piccola Luce, nata a ottobre del 2024, avuta con il compagno Luca Teti che è intervenuto in studio con un video clip: "Io vorrei che presto diventasse mia moglie e che provassimo ad avere un maschietto", ha detto il calciatore, facendo emozionare la compagna Selvaggia.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manifestazione per l’Europa, una piazza ‘democratica’ e ‘popolare’ ma anche ‘anziana’

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(Adnkronos) – Le aspettative di Michele Serra, il padrone di casa, sono state soddisfatte.Doveva essere una manifestazione per l'Europa, senza troppe contaminazioni partitiche e ideologiche, e una Piazza del Popolo piena ha risposto all'appello.

Con tre bandiere a colorarla, quelle blu euoropee, quelle della pace e quelle dell'Ucraina: tre identità che riescono a riempire uno spazio pensato per essere soprattutto delle persone, della società civile.E' sicuramente una piazza 'democratica' e 'popolare', senza bandiere di partito e senza slogan 'contro'.

E' una piazza che ascolta, che partecipa, estremamente ordinata e composta.Una piazza matura, e questa è sicuramente una nota che deve fare riflettere, anche per una evidente connotazione anagrafica: è una piazza mediamente 'anziana', con pochi giovani e una proiezione al futuro che resta inevitabilmente connotata nella ricerca di qualcosa che è stato o che avrebbe dovuto essere.  Le parole d'ordine sono quelle che Michele Serra riassume nella sua breve ma intensa introduzione, dopo l'apertura sulle note dell'Inno alla gioia.

La premessa che fa richiama un concetto che ricorrerà più volte, quello di popolo, "la più democratica delle parole", che mette insieme persone che "sono diverse tra loro, e che su tante cose non la pensano nello stesso modo".Lo scrittore, il giornalista, l'intellettuale si sarebbe detto con altra retorica, vuole evidenziare il valore di queste posizioni che convergono: "Una piazza che unisce le persone diverse è uno scandalo che si chiama democrazia".  Altro concetto chiave, che si trasmette di intervento in intervento, è la rivalutazione del dubbio che si lega al rifiuto della propaganda: "Questa piazza non ha risposte ma ha ben chiare le domande".

Serra, che "ringrazia" i politici che ci sono e "rispetta" quelli che hanno scelto di non esserci, si rivolge alla politica con una provocazione che vuole censurare la tendenza ad avere la verità in tasca: "Cercate di essere più stupidi".Vuol dire, in altri termini, semplificare il messaggio in "Dite qualcosa di europeo".

E poi fatelo.  Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che guida la lunga lista di sindaci che hanno promosso l'iniziativa, dice una cosa che va nel senso delle parole di Serra e che raccoglie uno degli applausi più lunghi e convinti della folla: "Da questa piazza emerge un messaggio politico profondo, quello di un'Europa popolare e non populista".  Dal palco parlano in tanti, forse troppi vista la lista interminabile di contributi che si susseguono, ma c'è una voce che più delle altre sorprende per lucidità e capacità di focalizzare l'obiettivo della manifestazione.Corrado Augias in tre frasi sintetizza un manifesto che riassume il senso della piazza di oggi: "Stavamo a casa, siamo usciti, abbiamo fatto il primo passo".

Ovvero, il valore della partecipazione che si lega alla seconda frase: "Non credete a chi dice che questa piazza non serve a niente".E poi un altro frammento di manifesto politico: "E' in corso uno scontro globale per il possesso del mondo che richiede un quarto protagonista, l’Europa".

E, quindi, "oggi questa piazza è di nuovo Ventotene". Ventotene, lo spirito dei padri fondatori.Dal palco risuonano ripetutamente i nomi di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni che richiamano a un passato ormai lontano più di ottant'anni.

E' una piazza che guarda lì, prima ancora che all'oggi, con tre nomi, quelli di Donald Trump, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, che per una volta finiscono in secondo piano.  Ci prova Antonio Scurati a riportare l'orologio del tempo in avanti.Prima dice quello che non siamo, né Putin né Trump. "Non siamo gente che invade (…) che uccide con gusto sadico (…) non deportiamo i bambini".

E aggiunge anche, guardando agli Stati Uniti, che "anche voltandoci verso ovest, vediamo quello che non siamo".Poi l'ammissione che interroga l'intera piazza: "Chi siamo, cosa siamo… diventa più difficile dirlo".

E tanto vale chiudere con il videomessaggio di Jovanotti: "Mi piace pensare che siamo all'inizio di un grande futuro, ma c'è ancora tanto da fare e da lavorare".Il prossimo passo deve essere portare in piazza anche chi il futuro ce l'ha tutto davanti, quei giovani che si incontrano fuori da Piazza del Popolo, che si muovono a frotte nel centro di Roma, girando intorno a una manifestazione che dovrebbe riguardare soprattutto loro e che invece, sostanzialmente, ignorano. (Di Fabio Insenga)  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Jim Morrison è vivo? Una docu-serie ‘risveglia’ il mistero

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(Adnkronos) –
Jim Morrison sarebbe ancora vivo.A 'risvegliare' questa vecchia teoria è la docu-serie 'Before the End: Searching for Jim Morrison'.

Secondo lo show, disponibile su Apple Tv+, il leggendario leader dei Doors non sarebbe morto a Parigi nel 1971 – a seguito di un'insufficienza cardiaca provocata probabilmente da un'overdose – ma potrebbe aver inscenato la sua morte per vivere sotto un'altra identità a Syracuse, nello stato di New York.  Il regista Jeff Finn, che si dichiara un grande fan dei Doors, nella sua indagine presenta alcune testimonianze di persone che dichiarano che Morrison si farebbe chiamare Frank.Inoltre, avrebbero notato una cicatrice sul volto identica a quella del celebre artista.  'Before the End: Searching for Jim Morrison' prova a dare una spiegazione su cosa avrebbe spinto il cantante a prendere una scelta così drastica.

Tra i motivi, spunta il rifiuto della fama.La docu-serie aggiunge così un nuovo sguardo su questa vicenda da sempre avvolta nel mistero.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Igor Cassina a Verissimo, di nuovo papà: “Si chiamerà Atena”. Il gender reveal da Silvia Toffanin

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(Adnkronos) –
Igor Cassina ha condiviso a Verissimo la gioia di diventare di nuovo papà.Il campione olimpico nella specialità della sbarra a Atene 2004 è stato ospite oggi, sabato 15 marzo, nello studio di Silvia Toffanin insieme alla sua famiglia: la compagna Valentina e i due figli, Eleonora e Riccardo (nato dalla precedente relazione di Valentina).  In studio, insieme a Igor Cassina anche la compagna Valentina, che è in dolce attesa: "Sono all'inizio del settimo mese, il parto è previsto a fine giugno", ha detto.

E sulla loro storia d'amore, Valentina ha scherzato: "Anche quella è stata una gravidanza".Igor ci ha messo nove mesi per il primo bacio: "Un po' di pazienza serve sempre, e ancora oggi, dopo 11 anni è una donna tutta da scoprire", ha detto il campione olimpico. Poi il momento del gender reveal: il sesso del nascituro è stato infatti svelato, in esclusiva, nello studio di Verissimo.

Per la famiglia Cassina, è in arrivo una femminuccia.Igor Cassina ha anticipato il nome della futura bimba: "Si chiamerà Atena per ricordare le Olimpiadi del 2004, che per me sono state la realizzazione di un sogno, come lo è questa bimba", ha detto Cassina che ha sempre sognato di avere due gemelline.   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Addio a Silvia Giacomoni, giornalista e scrittrice era sposata con Giorgio Bocca

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(Adnkronos) – E' morta a Milano, all'età di 87 anni la giornalista e scrittrice Silvia Giacomoni.Sin dalla fondazione nel 1976 lavorò per il quotidiano 'La Repubblica', occupandosi a lungo di cultura e di moda.

In seguito approdò a temi più complessi e spirituali, lei agnostica, che diventò amica del cardinale Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano, e di altre personalità della teologia e della spiritualità come Paolo De Benedetti, Enzo Bianchi e Camillo De Piaz, per citarne solo alcuni.Giacomoni è stata sposata in seconde nozze con il grande giornalista Giorgio Bocca, scomparso nel 2011.

Aveva avuto due figli, Guido e Davide, dall'avvocato Mario Besana, e crebbe con Bocca la prima figlia di lui, Nicoletta.Con "il Bocca", come diceva lei, aveva vissuto dal 1965. Silvia Giacomoni, anche insegnante e traduttrice, ha svolto un'intensa attività, dispiegatasi soprattutto nell'ambito del rapporto tra letteratura, giornalismo e società, dagli anni Settanta in poi, con particolare riferimento alla città di Milano.

Personalità poliedrica e dai numerosi interessi, Giacomoni estese la sua attività dalla traduzione alla narrativa, dal giornalismo alla saggistica, con una particolare sensibilità e attenzione ai rapporti tra società e religione.  Tra le opere più importanti di Silvia Giacomoni si segnalano "L'ira di Dio" (1995), antologia di scritti di Carlo Maria Martini; l'epistolario con il cardinale Carlo Maria Martini ("Diavolo di un cardinale.Lettere 1982-2012", a cura di Laura Bosio, Milano, Bompiani, 2021); la parafrasi dell'Antico Testamento pubblicata nel 2004 (La Nuova Bibbia Salani), alla quale ha fatto seguito, nel 2007, una riscrittura del Vangelo di Matteo ("Dice Matteo").

Il suo impegno nel campo degli studi biblici è testimoniato anche dal libro intervista (con Pietro Mariani Cerati e Luigi Rigazzi) del 2017 "Bibbia, libri e giornali".Nel 2008 è uscito il saggio "Alessandro Manzoni: quattro ritratti stravaganti", una riflessione che, tra le tematiche affrontate, mette in luce anche l'influenza della Bibbia sull'opera del grande scrittore.

In precedenza Giacomoni ha pubblicato inchieste giornalistiche e romanzi: "Miseria e nobiltà della ricerca in Italia" (1979); "L'Italia della moda" (1984); "Designer italiani" (1988); "La stanza vuota" (1989); "Ecce coppia" (1990); "Vieni qua, assassina" (1993). (di Paolo Martini) —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sei Nazioni, Italia-Irlanda 17-22: azzurri chiudono torneo con sconfitta

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(Adnkronos) – Perde l'Italia del rugby.All'Olimpico, gli azzurri vengono sconfitti dall'Irlanda 22-17 nell'ultima partita del Sei Nazioni nonostante un ottimo primo tempo.

La Nazionale di ct Quesada chiude quindi a 4 punti, con l'unica vittoria conquistata nella gara d'esordio, proprio all'Olimpico, contro il Galles.Quella con l'Irlanda è invece la quarta sconfitta dopo quelle rimediate contro Scozia, Inghilterra e Francia.  L'Italia approccia bene la partita e trova subito una meta al 12', con Ioane che trasforma una bella azione dopo una giocata di piede di Garbisi.

Allan trasforma il calcio successivo e gli azzurri volano sul 7-0.L'entusiasmo però è un'illusione.

L'Irlanda prende pian piano confidenza e reagisce, la meta di Bealham viene annullata ma poco dopo sono Keenan e Crowley a firmare il pareggio.L'Italia se la gioca e sfrutta bene le proprie occasioni, ma all'intervallo è sotto 12-10. Nella ripresa l'Irlanda è più convinta e schiaccia gli azzurri, con Sheehan che piazza una meta.

L'espulsione di Vintcent, a pareggiare i conti dopo quella di capitan Lamaro nel primo tempo, serve a poco.Il gioco è ancora nelle mani dei verdi: l'arbitro annulla la meta di Keenan per passaggio in avanti ma concede quella di Sheehan.

L'allungo irlandese è quello decisivo, nonostante la meta azzurra nel finale.Termina quindi 17-22 all'Olimpico. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Studio sui pigmenti dei colori usati negli affreschi di Pompei

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(Adnkronos) – Gli artisti dell’antica Pompei, per realizzare i loro straordinari affreschi, mescolavano sapientemente le materie prime per ottenere un’innumerevole gamma di tonalità cromatiche. E tra di esse spicca, per novità assoluta nel mondo romano, un pigmento grigio dalle sfumature uniche. E’ quanto rivela un articolo scientifico dal titolo “Pompeian pigments. A glimpse into ancient Roman colouring materials” pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale “Journal of Archaeological Science”. La ricerca è il frutto di una collaborazione del Parco Archeologico di Pompei con il gruppo di ricerca di Mineralogia e Petrografia del Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi del Sannio, in collaborazione con gli studiosi del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse dell’Università Federico II di Napoli. 

Un risultato eccezionale dello studio è stato il primo utilizzo, finora conosciuto, di un nuovo colore grigio in cui la presenza di barite e alunite, forniscono la prima prova dell’utilizzo del solfato di bario nel Mediterraneo in epoca antica. 

L’indagine ha avuto come oggetto lo studio dei pigmenti rinvenuti in alcuni eccezionali contesti pompeiani, che vanno dal III secolo a.C. all’eruzione del 79 d.C., coprendo la quasi totalità della tavolozza pittorica degli antichi pittori. La gamma cromatica è composta da pigmenti naturali e sintetici, inorganici e organici e la composizione dei pigmenti è stata rivelata grazie a un approccio analitico non invasivo che combina la microscopia con la spettroscopia, concepito per preservare tali beni per il futuro. Tale collaborazione scientifica prevede anche lo studio dei colori negli affreschi pompeiani, cogliendo le possibilità scientifiche offerte dai nuovi ritrovamenti negli scavi in corso, dove le analisi diagnostiche non invasive vengono condotte coordinandosi con le operazioni di restauro. L’ultima campagna ha riguardato la stanza rossa della “Casa del Tiaso”, recentemente scoperta.  

“Questo studio rappresenta un significativo passo avanti nella comprensione delle tecniche pittoriche degli antichi Romani”, ha dichiarato Celestino Grifa, professore associato di Petrografia e Petrologia presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi del Sannio. “La possibilità di quantificare accuratamente i composti coloranti nelle miscele ci ha permesso di rivedere il processo artistico delle pitture murali, che prevedeva miscelazione dei pigmenti puri -in particolare il blu egizio, il bianco e il rosso piombo- che venivano sapientemente proporzionati per creare la palette desiderata”. 

“È uno studio essenziale anche ai fini del restauro degli affreschi pompeiani, che sono molto fragili e richiedono una conoscenza approfondita per una corretta conservazione – aggiunge il direttore del Parco, Gabriel Zuchtrieghel – Simili analisi sono già in corso per la megalografia dionisiaca recentemente scoperta. Esemplare sinergia tra ricerca e tutela che esprime l’eccellenza italiana in questo settore”. 

Eredità, speciale ‘viva l’amore’ stasera 15 marzo: le coppie vip in gara

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(Adnkronos) – Questa sera, sabato 15 marzo, va in onda l'appuntamento speciale de 'L’Eredità', intitolato 'Viva l’Amore'.Il celebre game show, condotto da Marco Liorni e realizzato in collaborazione con Banijay Italia, dedicherà una serata speciale all’amore in tutte le sue forme.

L'appuntamento è alle 21:30 su Rai 1. Sei coppie note, legate da un rapporto artistico e/o sentimentale – Francesco Paolantoni e Gabriele Cirilli, Selvaggia Lucarelli e Lorenzo Biagiarelli, Simona Izzo e Ricky Tognazzi, Rossella Erra e Attilio Russo, Giulia Salemi e Pierpaolo Petrelli, Daniela Ferolla ed Eleonora Daniele – si sfideranno per conquistare il montepremi finale, che sarà interamente devoluto in beneficenza alla Fondazione Futuro Ets.  Dopo una serie di prove emozionanti, la competizione raggiungerà il suo culmine con il Triello, da cui emergerà il vincitore della puntata, pronto ad affrontare l’iconica Ghigliottina, il momento più atteso del programma. Ad accompagnare il conduttore ci saranno, come sempre, le due amatissime Professoresse, Greta Zuccarello e Linda Pani.Inoltre, non mancheranno musica, ospiti a sorpresa e colpi di scena, tra cui una scossa speciale con Edoardo Leo e Pilar Fogliati, protagonisti al botteghino con “Follemente”, per una serata all’insegna dello spettacolo e del divertimento. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Arezzo, uccise il vicino che gli stava demolendo casa: al via processo per omicidio volontario

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(Adnkronos) – Con l'accusa di omicidio volontario, ha preso avvio oggi, sabato 15 marzo, il processo davanti alla Corte di Assise di Arezzo nei confronti di Sandro Mugnai, l'artigiano aretino che il 5 gennaio 2023 uccise a fucilate il vicino di casa, Gezim Dodoli, 59 anni, che con una ruspa gli stava buttando giù l'abitazione a San Polo, frazione del comune di Arezzo.  La Corte d'Assise è stata costituita con la presidente Anna Maria Loprete, con a latere il giudice togato Giorgio Margheri e sei giudici popolari.La prima un'udienza è stata di natura prettamente tecnica.

La Corte ha ammesso tutti i testi citati dalle parti: i parenti presenti la notte dell'Epifania di due anni fa nella casa attaccata, alcuni connazionali della vittima albanese, i carabinieri e gli specialisti del Ris di Parma che hanno condotto le indagini, i consulenti di parte.  L'imputato Sandro Mugnai era assente in aula.Per i suoi difensori avrebbe agito per difendere sé stesso e la sua famiglia.

Secondo le parti civili, Mugnai avrebbe, invece, iniziato a sparare prima che la ruspa si lanciasse all'attacco della sua casa.Le parti civili hanno anche richiesto anche la trascrizione della chiamata al 112 effettuata quella tragica sera.

L'udienza è stata aggiornata all'8 aprile: saranno ascoltati i testi citati dal pubblico ministero Laura Taddei. La sera del 5 gennaio 2023 Mugnai e la sua famiglia si trovavano all'interno della loro casa quando ci fu l'assalto con la ruspa da parte di Gezim Dodoli.Con un escavatore, dopo aver travolto quattro auto sul piazzale, la vittima cominciò a distruggere l'abitazione.

A quel punto Mugnai, dopo aver imbracciato il fucile da caccia sparò cinque colpi uccidendo il vicino di casa.  Mugnai venne arrestato dai carabinieri per omicidio volontario.Pochi giorni dopo il giudice per le indagini preliminari Giulia Soldini lo scarcerò, riconoscendo nella sua condotta la legittima difesa.

Quando tutto sembrava orientato verso l'archiviazione, il pubblico ministero Laura Taddei chiese e ottenne il rinvio a giudizio per Mugnai: l'ipotesi di reato contestato dalla Procura era quello di eccesso colposo di legittima difesa e per questo chiese in aula 2 anni e 8 mesi di condanna.  A quel punto ci fu il colpo di scena: secondo il gup Claudio Lara non fu eccesso colposo di legittima difesa né di legittima difesa.Il giudice ha poi chiesto alla Procura di procedere con un nuovo capo d'imputazione: omicidio volontario.

Da questa ipotesi di reato è partita la nuova udienza preliminare, che si è conclusa lo scorso 24 gennaio con la richiesta di rinvio a giudizio.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

MotoGp, ancora Marquez: pole in Argentina. Bagnaia solo quarto

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(Adnkronos) – Prima fila tutta Marquez nella MotoGp in Argentina.Marc Marquez con la Ducati ufficiale festeggia la pole position, la seconda consecutiva dopo quella in Thailandia, e oggi 15 marzo può condividere la gioia con il fratello Alex, secondo sulla Gresini.

In terza posizione partirà la Honda di Johann Zarco, seguito dall'altra Ducati ufficiale, quella di Pecco Bagnaia, quarto e ancora distante dal compagno di squadra. Quinta posizione per Pedro Acosta, poi Fabio Di Giannantonio e Fabio Quartararo.Un ottimo Franco Morbidelli, dominatore del Q1, si prende l'ottavo posto, mentre Marco Bezzecchi partirà dalla decima.

Chiudono la griglia Joan Mir, Brad Binder e Alex Rins.  1.Marc Marquez (Ducati) 2.

Alex Marquez (Ducati Gresini) 3.Johann Zarco (Honda) 4.

Francesco Bagnaia (Ducati) 5.Pedro Acosta (KTM) 6.

Fabio Di Giannantonio (Ducati Gresini) 7.Fabio Quartararo (Yamaha) 8.

Franco Morbidelli (Ducati Pramac) 9.Marco Bezzecchi (Aprilia) 10.

Joan Mir (Honda) 11.Brad Binder (KTM) 12.

Alex Rins (Yamaha) 13.Jack Miller (Yamaha) 14.

Fermin Aldeguer (Ducati Pramac) 15.Ai Ogura (Aprilia) 16.

Luca Marini (Honda) 17.Miguel Oliveira (Yamaha) 18.

Raul Fernandez (Aprilia) 19.Somkiat Chantra (Honda) 20.

Maverick Viñales (KTM) 21.Enea Bastianini (KTM) 22.

Lorenzo Savadori (Aprilia)  "Oggi abbiamo fatto un bello step rispetto alle libere di ieri, abbiamo capito la strada soprattutto per il passo gara.Abbiamo fatto una bella qualifica e mi sono trovato bene senza avere scie davanti.

Il passo di Alex, Pecco e Johann è molto buono quindi sarà difficile allungare nella classifica del Mondiale", ha detto Marc Marquez a caldo ai microfoni di Sky Sport. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Brunori in purezza conquista i Palasport, partito da Vigevano il tour

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(Adnkronos) –
Tra poesia, rock'n'roll e ironia sorniona, è partito ieri sera da Vigevano il Brunori Sas Tour 2025, una full immersion in 8 date nell’immaginario del cantautore calabrese.Tra i protagonisti assoluti della 75esima edizione del Festival di Sanremo, che l’ha visto conquistare il terzo gradino del podio e aggiudicarsi il Premio Sergio Bardotti per il Miglior Testo con il brano “L’albero delle noci”, Brunori Sas è pronto ora a portare tutto il suo mondo di cantautore sui palchi dei principali palasport italiani.  Prodotto da Vivo Concerti, il tour segna l’atteso ritorno dal vivo di Dario Brunori a distanza di tre anni dall’ultima avventura nei palazzetti, nonché la primissima occasione per ascoltare live – insieme ai grandi classici di una carriera lunga più di quindici anni – i brani del nuovo progetto discografico “L’albero delle noci”, pubblicato il 14 febbraio per Island Records e forte di un debutto ai vertici delle classifiche Fimi e nella top10 degli album più ascoltati al mondo su Spotify. 
Proprio intorno al nuovo album è costruita la scaletta, un viaggio lungo 23 canzoni che abbraccia anche tutto il repertorio dell'artista, riarrangiato per l’occasione con una band di 8 elementi, tra cui una piccola sezione fiati: Stefano Amato (basso elettrico, violoncello e mandola contralto), Dario Della Rossa (pianoforte, piano elettrico, sintetizzatori), Simona Marrazzo (voce, solina, percussioni), Mirko Onofrio (sax alto, flauti traversi, clarinetto basso, vibrafono, synth, cori), Max Palermo (batteria e percussioni), Luigi Paese (tromba e flicorno soprano), Gianluca Bennardo (trombone e flicorno baritono) e Lucia Sagretti (violino, viella, voce, theremin), con la direzione musicale di Riccardo Sinigallia. Spaziando tra momenti intimi e toccanti – tra gli altri, un intenso ricordo di famiglia sulle note di 'Per non perdere noi' – e sezioni dal tiro più trascinante e rock’n’roll, lo show mette al centro assoluto la musica, la condivisione e l’alchimia tra gli strumenti, senza effetti speciali o trovate sceniche fini a sé stesse.

E Dario Brunori non manca di intervenire tra un brano e l'altro, con la sua proverbiale ironia, in un dialogo con il pubblico, che si snoda tra richieste e risate.  Brunori Sas Tour 2025 è rappresentare le canzoni per come sono state concepite, senza sovrastrutture e senza sequenze: tutto è suonato interamente dal vivo, in omaggio alla musica nella sua essenza più pura, dove la dimensione live restituisce tutta l’autenticità delle esecuzioni, con le loro sporcature e imperfezioni. Il palco – dalla forte carica evocativa – omaggia le geometrie del concept grafico, dove l'arredo è fatto da una vera e propria distesa di cavi, strumenti e amplificatori: un ambiente caldo, avvolgente e coinvolgente, ideale per l'abbraccio tra musicisti e pubblico fin dai primi istanti, quando dopo l’inizio con le luci di sala ancora accese e Dario sul palco in solitaria per tutto il primo brano (Il pugile), la band fa il suo ingresso. Partendo dall’idea di dare una connotazione quasi teatrale all’allestimento, giocando con gli elementi scenografici per ricreare una sorta di carillon-teatro nel contesto dei palasport, i light & stage designer Francesco Trambaioli e Daniele Serra hanno ideato un ciclorama formato da grandi superfici che prendono sempre nuovi colori, dando vita ad ambientazioni suggestive che arricchiscono il racconto in musica dello show. Diviso in un grande quadro centrale e due quinte laterali che stringono verso il centro, il backdrop incornicia la scena privilegiando un racconto cinematografico del particolare e focalizzando l’attenzione su Brunori e i suoi 8 musicisti, posizionati su una grande pedana a quattro livelli: una struttura semicircolare di legno scuro, ispirata alla forma di una noce, a richiamare una sezione de L’Albero delle Noci.
 Il parco luci del Brunori Sas Tour 2025 è progettato per esaltare i momenti di intensità del live, lasciando respiro a quelli più intimi, con 7 fari che – appesi a dei pantografi – vengono calati nel corso dello show a creare ulteriore dinamicità. Dopo la partenza di Vigevano, la traversata live di Brunori Sas proseguirà a Firenze con l’appuntamento del 16 marzo al Mandela Forum (sold out), per poi fare tappa a Roma il 19 marzo al Palazzo dello Sport (sold out), passando per l'Inalpi Arena di Torino il 22 marzo, il PalaPartenope di Napoli il 26 marzo, l’Unipol Arena di Bologna il 28 marzo, e gran finale con la doppia data di Milano il 30 marzo (sold out) e il 31 marzo all’Unipol Forum. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, bruciate bandiere Ue al corteo di Potere al popolo – Video

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(Adnkronos) – Bruciate le bandiere europee al corteo di Potere al popolo a Roma. "Contro la piazza bellicista ed europeista voluta da Michele Serra" hanno detto prima di dar fuoco con i fumogeni a tre bandiere europee, stese sull'asfalto.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump colpito dal microfono, la reazione del presidente – Video

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(Adnkronos) – Donald Trump si prende un colpo di microfono in faccia.Il presidente degli Stati Uniti, prima di decollare dalla base di Andrews per volare in Florida, si ferma per rispondere alle domande dei cronisti sulla pista.

Una giornalista, mentre Trump ascolta una domanda su Gaza, perde apparentemente il controllo del microfono che finisce dritto sul volto del presidente.   Trump, sorpreso, incassa: prima si guarda attorno perplesso, poi 'fulmina' la giornalista. "E' appena diventata una grossa notizia stasera", dice rivolgendosi alla giornalista.   La scena ricorda per certi versi l'episodio che vide protagonista Silvio Berlusconi a Catania nel 1996.Il leader di Forza Italia, assediato dai giornalisti, venne colpito da un microfono: "Cribbio, nei denti me l'ha dato!", esplose il Cavaliere. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manifestazione per l’Europa oggi a Roma, folla e bandiere Ue in piazza del Popolo

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(Adnkronos) – E’ il giorno della ‘piazza grande’ per l’Europa, senza simboli di partito e tante bandiere europee.Una mobilitazione volta a riaffermare i valori fondanti dell'Unione Europea: sono attese 15.000 persone in Piazza del Popolo ma la piazza è già pronta e prima che tutto cominci è stato intonata tra la folla 'Bella ciao'.  In piazza anche due grosse bandiere della pace.

Dei bambini le attraversano tenendo in mano la bandiera con il blu stellato dell’Unione europea.Ai piedi dei lenzuoli arcobaleno dei cartelli dove si legge: “Per un’Europa che sostiene i diritti umani, la difesa civile, la ricerca scientifica, la transizione ecologica, la cooperazione e la solidarietà tra i popoli”.

Nel secondo: “Per un’Europa che combatte le disuguaglianze tra i paesi ricchi e quelli poveri, riducendo la povertà e le migrazioni forzate”.Nel terzo: “Per un’Europa che si afferma come comunità politica, democratica ed economica in un sistema multilaterale senza dipendere dalla deterrenza militare”.

E infine nell’ultimo: “Per un’Europa che promuove una politica estera comune, fondata sulla cooperazione, la pace, la giustizia, la non violenza, il disarmo e il rispetto del diritto internazionale” Tra in tanti cartelli c’è anche una partecipante che indossa una maschera della morte con appeso al collo la scritta ‘nazionalismo’.Un altro tiene in mano la targa che indica il luogo ‘piazza del Popolo, con l’aggiunta della scritta ‘’europeo’.

Tra gli altri cartelli si legge: ‘l’Europa siamo noi’; ‘senza Europa siamo solo isole nel nulla’.Tra le prime file di continua a cantare ‘Bella ciao’.  “Dove si manifesta contro le armi e contro la guerra, contro la distruzione e la morte, ci saremo sempre.

Ancor più contro una occupazione brutale, contro il genocidio che stiamo subendo.Giusto essere oggi qui, in questa piazza e non nell’altra, per affermare anche il nostro diritto alla resistenza, alla difesa e per dire no alla guerra”.

Lo dice all’Adnkronos il presidente della comunità palestinese di Roma e Lazio, Yousef Salman, in piazza Barberini con i movimenti riuniti per dire no al riarmo.Quanti oggi manifestano contro la guerra sostengono con forza la possibilità di risolvere le controversie internazionali senza armi.

Anche in Medio Oriente. “Assolutamente sì- spiega Salman – Basterebbe applicare le centinaia di risoluzioni delle Nazioni Unite e che Israele non ha rispettato nè voluto applicare. È per questo che la guerra e l’occupazione vanno avanti”. La manifestazione è promossa dai sindaci di 14 città che hanno raccolto l'appello del giornalista e scrittore Michele Serra dalle colonne di Repubblica.Sarà proprio lui ad aprire gli interventi sul palco dove si alterneranno in presenza o con interventi video, i tre senatori a vita Renzo Piano, Liliana Segre ed Elena Cattaneo.  E poi Antonio Albanese, Claudio Amendola, Corrado Augias, Fabrizio Bentivoglio, Claudio Bisio, Luca Bizzarri, Gianrico Carofiglio, Javier Cercas, il sindaco di Barcellona, Renata Colorni, Lella Costa, Alessia Crocini (Famiglie Arcobaleno), Maurizio De Giovanni, Roberto Vecchioni, Corrado Formigli, Roberto Gualtieri, Jovanotti, Luciana Littizzetto, Gaetano Manfredi, Alice Manone (coordinatrice Acli giovani), Stefano Massini, Daniel Pennac, Pif, Andrea Riccardi, Antonio Scurati, Paolo Virzì, Gustavo Zagrebelsky.  Una piazza che vedrà la presenza dei leader di partito di opposizione (Elly Schlein, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli, Riccardo Magi, Matteo Renzi, Carlo Calenda) e l'assenza di Giuseppe Conte secondo il quale "oggi manifestare per questa Europa significa manifestare per il piano di riarmo".

Tante le associazioni e organizzazioni che hanno aderito: dalle tre grandi confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil all'Anpi, dalla Comunità di Sant’Egidio all’Agesci, dalla Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace a Legacoop.Insieme a loro cittadini comuni che stanno sventolando le bandiere europee e della pace e qualcuno alza cartelli per l’Europa.

Sono arrivati con i pullman da ogni parte d'Italia.L’aspettativa è quello di un grande raduno per esprimere – secondo le parole del sindaco Gualtieri – "un sentimento europeista, senza condizionamenti di appartenenza politica".  Pace, unità e futuro, in un momento di grandi difficoltà e cambiamenti nel mondo, i temi al centro. "Credo che questo sentimento di Europa come mancanza, come qualcosa che stiamo aspettando e vorremmo costruire sia diffuso non solo nel mondo politico ma tra i cittadini comuni", ha detto Michele Serra presentando nei giorni scorsi la manifestazione. "La reazione della gente comune è stata molto empatica.

E senza fare troppi distinguo – ha spiegato – , questi sono arrivati da chi fa politica per mestiere, ma è nella realtà delle cose e capisco.Quando mi chiedono quale sia la piattaforma politica della manifestazione rispondo: 'vogliamo l'Europa', gli europei ci sono e vorrebbero che ci fosse di più l'Europa.

Una piazza che pone delle domande e cerca di stringersi attorno a un sentimento europeo mi sembra importante".Sarà "una grande polis di diversi; sul palco saranno rappresentate diverse idee di Europa ma tutte europeiste, che provano a chiedere un'Europa più strutturata, che acceleri il processo di unità". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)