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Paolini-Linette: orario, precedenti e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Torna in campo Jasmine Paolini.La tennista azzurra sfiderà oggi, martedì 25 marzo, la polacca Magda Linette, numero 34 del ranking Wta, nei quarti di finale del Masters 1000 di Miami.

Paolini, numero sette del mondo, va a caccia della semifinale dopo aver battuto nell'ultimo turno la giapponese Naomi Osaka, mentre Linette ha superato, a sorpresa, l'americana Coco Gauff, numero tre del ranking.  La sfida tra Paolini e Linette è in programma oggi, martedì 25 marzo, non prima delle 19 ora italiana.Sono tre i precedenti tra le due tenniste: la polacca è in vantaggio 2-1 con l'azzurra.

L'ultima sfida risale allo scorso settembre, quando Linette eliminò Paolini dal Wta di Pechino.In precedenza l'azzurra aveva vinto alle Olimpiadi di Parigi, mentre nel primo scontro tra le due era stata ancora la polacca a prevalere, a Birmingham nel 2023.  Paolini-Linette sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport.

Il match sarà visibile anche in streaming sull'app SkyGo, su NOW e su SuperTennis. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salute, Tassi (Lice): “Test genetici fondamentali per diagnosi epilessie rare e complesse”

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(Adnkronos) – "Negli ultimi anni in nostro aiuto è venuta la genetica.Utilizzando test genetici siamo riusciti a dare un nome, che non significa dare una cura, ad una buona parte delle epilessie rare e complesse".

Lo ha detto Laura Tassi, past president Lega italiana contro l'epilessia (Lice), intervendo oggi a Roma all'incontro 'Oltre l'epilessia: le sfide delle epilessie rare e complesse', con esperti, istituzioni e rappresentanti delle famiglie colpite da epilessie rare. "Esiste quella che si chiama 'lost generation', cioè pazienti adulti con ritardo cognitivo, disturbi neurologici, disturbi multiorgano, per i quali cerchiamo di dare una terapia che però cura i sintomi, ma non la patologia in sé.Questo significa che pediatra e specialista dell'età adulta devono lavorare in modo congiunto per aiutare sia i pazienti pediatrici che quegli adulti.

Se non riusciamo ad avere una descrizione clinica precisa e puntuale di ogni sindrome – sottolinea Tassi – non riusciremo di nuovo ad aiutare in maniera corretta i nostri pazienti". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Grande Fratello’, il direttore di Canale 5: “Ingiusto bollarlo come trash”

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(Adnkronos) – "Mi permetto di rispondere alle vostre osservazioni, evidenziando come il programma (Grande Fratello, ndr) , a nostro avviso, rispetti norme e regolamenti e, senza dubbio, la dignità umana".A metterlo nero su bianco è il

direttore di Canale5

Giancarlo Scheri

che, in una lettera inviata in risposta al Codacons che l'Adnkronos ha potuto visionare, traccia alcuni punti in difesa della trasmissione dopo le polemiche e la lettera dell'Associazione dei consumatori inviata a Pier Silvio Berlusconi.

A rispondere è però il direttore della rete perché, spiega, "Pier Silvio Berlusconi, pur avendo tracciato una chiara linea editoriale per un'offerta televisiva moderna e di qualità, non può esercitare un controllo diretto su ogni dettaglio delle trasmissioni. È compito delle produzioni e della direzione di rete garantire il rispetto di tali principi". "'Grande Fratello' è un reality show, un genere televisivo che esiste da decenni e che viene seguito con passione da milioni di italiani -argomenta nel merito Scheri- Come in ogni contesto di interazione tra persone reali, possono verificarsi episodi più o meno edificanti e, quando emergono situazioni eccessive, la rete interviene con attenzione.Tuttavia, bollare un intero programma come 'trash' a causa di singoli episodi sarebbe una semplificazione ingiusta e fuorviante".

Gran parte della responsabilità risiede, nell'analisi del direttore di Canale5, nel web più che nella tv. "Oggi il vero terreno dove i contenuti sfuggono a ogni forma di regolamentazione è il web -dice- I social network e le piattaforme digitali offrono materiale ben più estremo, accessibile senza alcun filtro".La televisione "mette a disposizione strumenti preziosi come il parental control, che consente di limitare la visione di programmi ritenuti non adatti", e "il telecomando resta il miglior strumento per decidere". "Infine, va detto che la televisione italiana si mantiene ben lontana dagli eccessi che si vedono in altri Paesi -dice ancora il direttore di Canale5- In molti contesti internazionali, reality e show di intrattenimento propongono spettacoli decisamente più provocatori.

Mediaset, pur puntando su un'offerta televisiva dinamica e coinvolgente, garantisce un livello di attenzione e rispetto per il pubblico che non è affatto scontato".  Ma il Codacons non ci sta, e in una nota pubblica di risposta indirizzata al direttore di Canale5, osserva: "Non si possono ignorare episodi di bestemmie, atti osceni, sesso esplicito e comportamenti violenti che non solo sembrano essere stati trasmessi senza un’adeguata moderazione, ma talvolta persino spettacolarizzati".A tal riguardo, l'Associazione dei Consumatori ricorda alcuni episodi precisi: "Ci si permette di richiamare specifici precedenti sanzionatori che hanno colpito il programma ossia la sanzione dell’Agcom del 2011 pari di Euro 51.540,00 inflitta a Mediaset per le espressioni blasfeme pronunciate in più puntate da alcuni concorrenti del Grande Fratello; la squalifica di Edoardo Donnamaria (GF Vip 2023) ossia l’immediato provvedimento preso dalla produzione del Grande Fratello Vip per atteggiamenti irrispettosi nei confronti di un’altra concorrente ed ancora, altro caso similare le squalifiche di Ginevra Lamborghini e Giovanni Ciacci (GF Vip 2022) dove la prima per aver espresso frasi che incitavano al bullismo, il secondo eliminato tramite televoto flash per comportamenti inadeguati". "Se tanto non dovesse bastare, a mero titolo esemplificativo, ed osservando altri reality show, si richiama la sanzione di 100.000,00 euro commiata dall’Agcom avverso la Rai con riferimento al programma L'Isola dei Famosi – 2006, per violazione delle norme sul rispetto del sentimento religioso e a tutela dei minori, a seguito della pronuncia di bestemmie durante una puntata del reality o, ancora, la multa elevata dalla summenzionata Autorità avverso Mtv nel 2014, per la trasmissione di episodi dei reality show 'Gandia Shore' e 'Geordie Shore', giudicati inadatti ai minori per contenuti espliciti, senza le necessarie precauzioni tecniche per limitarne la visione", aggiunge ancora il Codacons. "Questi episodi dimostrano non solo la necessità di un controllo più rigoroso da parte della rete – o meglio di tutte le reti – televisive, ma anche la reiterata presenza di comportamenti inaccettabili che hanno richiesto interventi disciplinari, sebbene non sempre tempestivi".

La richiesta, precisa il Codacons, "non ha l'intento di interferire nella Vostra libertà editoriale, ma si configura piuttosto come un legittimo richiamo alle Vostre precise responsabilità legali e deontologiche".Alla luce "di tutto quanto sopra, diffidiamo Mediaset a prendere provvedimenti concreti affinché tali episodi non si ripetano e a garantire che i propri programmi rispettino pienamente la normativa vigente", conclude l'Associazione.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Epilessie, pazienti: “Urgente inserire nei Lea quelle rare complesse”

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(Adnkronos) – "La parte normativa è fondamentale per una presa in carico corretta dei pazienti con epilessie rare e complesse sia in età pediatrica che in età adulta.Serve urgentemente il riconoscimento di tutte le forme di epilessie rare e complesse come malattie rare.

Ad oggi, infatti, solo alcune forme sono incluse nei Lea e ci auguriamo che i provvedimenti assieme al tariffario vengano approvati presto e diano la dignità e il riconoscimento di percorsi adeguati".Lo ha detto Isabella Brambilla, presidente dell'Alleanza per epilessie rare e complesse, intervenendo oggi a Roma all'incontro 'Oltre l'epilessia: le sfide delle epilessie rare e complesse', con esperti, istituzioni e rappresentanti delle famiglie colpite da epilessie rare. "Un altro aspetto importante – aggiunge – riguarda il disegno di legge sull'epilessia per riconoscere tutti i pazienti affetti da epilessia, non solo dalle forme rare, e dare tutela ai pazienti con percorsi adeguati e omogenei in tutto il territorio italiano.

Occorre fare degli sforzi affinché il paziente possa essere seguito vicino il suo domicilio". Al centro della discussione anche le proposte di legge bipartisan in corso, che prevedono, tra l'altro, l'istituzione dell'Osservatorio nazionale permanente sull'epilessia (Onpe), recentemente approvato come emendamento in commissione al Senato in prima lettura e che, se confermato, "rappresenterà un importante passo in avanti nel garantire maggiore attenzione e risorse per le persone con epilessie rare e complesse", oltre "ad essere un elemento fondamentale per coordinare, monitorare tutte le attività a tutela dei percorsi per le persone con epilessia.Ci auguriamo che l'approvazione arrivi presto per dare dignità, percorsi adeguati e una cura e migliorare la qualità di vita dei pazienti", conclude Brambilla. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salute, Mecarelli (Lice): “Per epilessie rare complesse sfida è diagnosi precoce”

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(Adnkronos) – "Le persone con epilessie rare complesse oltre all'epilessia hanno una serie di altri disturbi di tipo psichico, cognitivo e, in alcuni casi, anche fisico.Queste forme di epilessia dunque hanno bisogno di essere affrontate in modo integrato.

La vera sfida è la diagnosi precoce che si fa fondamentalmente con lo studio genetico, quindi occorre poi avviare un percorso che non è solo di tipo terapeutico, ma anche assistenziale.A tale scopo è necessaria una équipe multidisciplinare costituita da pediatra, epilettologo, psicologo, psichiatra, terapista della riabilitazione, fisio-kinesioterapista, logopedista, psicomotricista, terapista occupazionale e ogni altro tipo di specialista che affronti le tematiche del singolo caso che lavori in un centro di eccellenza".

Lo ha detto Oriano Mecarelli, presidente Fondazione epilessia Lice, intervenendo – oggi a Roma – all'incontro 'Oltre l'epilessia: le sfide delle epilessie rare e complesse', con esperti, istituzioni e rappresentanti delle famiglie colpite da epilessie rare.  "Il problema è che i centri di eccellenza non sono distribuiti in modo omogeneo sul territorio nazionale – spiega Mecarelli – ma si trovano soprattutto nel Centro-Nord.Quindi occorre organizzare e implementare dei Pdta che prevedano questo tipo di assistenza integrata".

Spesso i pazienti con epilessie rare complesse si trovano "nel periodo di transizione dall'età pediatrica a quella adulta, un momento cruciale, il più critico – fa notare il presidente Lice – In genere, in età infantile, i team che lavorano nei centri di neuropsichiatria infantile affrontano le problematiche di quel singolo soggetto in modo integrato nel migliore dei modi.Con la maggiore età, purtroppo, questo non capita più.

Nel senso che non si discute tra team neuropsichiatrico infantile e neurologo dell'adulto.Non c'è la possibilità proprio di rapportarsi, almeno in Italia.

Ma direi che il problema della transizione è un problema mondiale". Per questo motivo, sottolinea Mecarelli, "occorre che nei Pdta specifici, per l'assistenza alle persone con epilessie rare complesse, si organizzi un team che si occupi della transizione.C'è bisogno di investimenti in strutture e in personale specializzato.

Molte delle problematiche, anche economiche, per risolvere questo problema si potrebbero risolvere sfruttando al meglio la tecnologia moderna, come la telemedicina grazie alla quale è possibile organizzare i teleconsulti, la tele-riabilitazione, la telepsicologia.E soprattutto si può arrivare in tutti i territori, evitando quindi quella che si chiama migrazione sanitaria, che è il vero problema del nostro Paese".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meghan pubblica una foto con i figli Archie e Lilibet: è polemica

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(Adnkronos) – È bastato uno scatto con Archie e Lilibet, pubblicato sul profilo Instagram di 'As Ever', per scatenare ancora una volta il putiferio contro Meghan.Dopo il traffico enorme che la foto ha attirato, appena un'ora dopo, infatti, la moglie del principe Harry ha rivelato di avere una pagina 'ShopMy' che presenta "una collezione accuratamente selezionata e curata delle cose che amo: spero che vi piacciano".

Coincidenza o calcolo, fatto sta che la duchessa di Sussex è stata accusata di sfruttare i suoi figli di 5 e 3 anni per promuovere la sua nuova iniziativa commerciale. L'autore e giornalista reale Phil Dampier ha definito "di cattivo gusto e disperato" il marketing di Meghan, che, dopo essersi trasferita assieme al marito in California, aveva concordato con lui di non usare i loro titoli reali, né tutto quanto potesse avere a che fare con il regno britannico (i figli sono nella linea di successione al trono) per fare soldi.L'esperto – ripreso dal Sun – ha affermato: "Niente accade per caso e lei ci avrà pensato bene, e sa che pubblicare una foto dei suoi figli contemporaneamente alla sua linea di abbigliamento otterrebbe la massima pubblicità.

Mi aspetto che il Palazzo abbia una visione negativa della cosa". 
Nella nuova collezione 'ShopMy', fra le altre cose, si può trovare in vendita l'abito 'Windsor' di Heidi Merrick per 1.068 sterline (quasi 1.300 euro), un paio di sandali Saint Laurent da 600 sterline (720 euro), una collana da 400 sterline (480 euro) e una camicia di lino da 148 sterline (circa 180 euro).Se ancora disponibili, dopo la trovata commerciale di Meghan, tutti i vestiti e gli accessori elencati hanno dei link sui quali i follower possono cliccare per acquistare. —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Usa, bufera per giornalista in chat su Signal: vacilla la poltrona di Waltz

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(Adnkronos) –
Vacilla la poltrona di Mike Waltz, il consigliere per la Sicurezza Nazionale che ha commesso il clamoroso errore di inserire un giornalista nella chat su Signal in cui sono stati postati e discussi i piani di attacco in Yemen.Lo riporta Politico, rivelando che alla Casa Bianca sono in corso furiose discussioni da quando sono emerse le clamorose rivelazioni del direttore di The Atlantic Jeffrey Goldberg.  Citando un alto funzionario dell'amministrazione, il giornale rivela un animato scambio di messaggi tra lo staff del presidente, con "metà che dice che Waltz non sopravviverà o non dovrebbe sopravvivere" a questa bufera.

In particolare, due alti consiglieri hanno avanzato l'idea di dimissioni dell'ex deputato della Florida, in modo da non mettere il presidente "in una brutta posizione". "E' stato irresponsabile non controllare chi c'era nella chat, irresponsabile avere quella conversazione su Signal, non si può avere un consigliere per la Sicurezza Nazionale irresponsabile", sentenzia una delle fonti di Politico.  Ancora più esplicito un altro commento: "Tutti alla Casa Bianca sono d'accordo su una cosa, Mike Waltz è un fottuto idiota".Nonostante i toni di queste dichiarazioni, ovviamente anonime, le fonti di Politico avvisano che ancora nulla è stato deciso, e sarà Donald Trump a prendere la decisioni finale, tra un giorno o due, soprattutto sulla base del clamore per questo imbarazzante episodio.  Senza contare, sottolineano sempre le fonti, che l'imbarazzo coinvolge anche gli altri ministri che partecipavano, parlavano liberamente, e nel caso del capo del Pentagono Pete Hegseth pubblicavano piani di guerra su una chat non classificata.

Trump potrebbe prendersela con Hegseth per la sua leggerezza o con JD Vance che, secondo quanto riferito da Goldberg, nella chat mette in discussione la convenienza di attaccare lo Yemen, avanzando dubbi sulla consapevolezza di Trump a riguardo.  A giocare un ruolo importante nelle pressioni per la defenestrazione di Waltz ci sono anche i sospetti da parte degli ortodossi dell'America First verso l'ex neocon, un tempo consigliere per l'anti-terrorismo dell'ex vice presidente di Dick Cheney, aperto avversario con l'odiata figlia Liz di Trump, che solo recentemente, come del resto il segretario di Stato Marco Rubio, si è convertito ai principi di politica estera trumpiana.  E sui social media, molti commentatori isolazionisti si domandano maligni perché Waltz avesse il numero del direttore di The Atlantic, suggerendo quindi che il repubblicano abbia in realtà conservato le sue simpatie neocon.    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, esperti: “In Italia solo il 17% delle sperimentazioni cliniche è no profit”

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(Adnkronos) – In Italia la ricerca clinica indipendente continua ad essere in crisi, nonostante alcuni miglioramenti.Nel 2004 gli studi no profit rappresentavano il 30% del totale, mentre nel 2023 sono stati solo il 17%.

Tuttavia nel 2023 gli studi indipendenti sono tornati a crescere raggiungendo quota 106 contro i 98 dell'anno precedente.Di questi, 1 su 5 riguarda nuovi possibili trattamenti anti-cancro.

E' il quadro a luci e ombre che emerge oggi in occasione del convegno nazionale 'La valorizzazione della ricerca indipendente: opportunità, limiti e spunti operativi'.L'evento si svolge a Milano ed è stato organizzato da Ficog (Federation of Italian Cooperative Oncology Groups), insieme a Fondazione RIDE2Med.  "Stiamo assistendo ad un crollo degli studi no profit a livello globale che riguarda quasi tutti i Paesi Occidentali – afferma Evaristo Maiello, presidente Ficog – Per esempio, negli Stati Uniti questi studi si sono ridotti drasticamente, mentre fino a pochi anni fa erano uno dei fiori all'occhiello della ricerca oncologica americana.

In Italia sono assolutamente necessari maggiori finanziamenti e al tempo stesso bisogna snellire le procedure burocratiche per avviarli.Persistono ancora dei vincoli legislativi e non sono riconosciute figure professionali importanti e fondamentali come gli study coordinator e gli infermieri di ricerca.

Senza un'adeguata valorizzazione di nuove categorie professionali e senza un sostegno dell'industria del farmaco è difficile avviare studi scientifici.Una possibilità concreta di rilancio del settore può però arrivare dal decreto 30 novembre 2021.

Il provvedimento consente la cessione dei dati, ottenuti dalle sperimentazioni indipendenti, al fine di consentire la registrazione di nuovi trattamenti oncologici".  "Il decreto ci permette di avviare sinergie positive e più forti collaborazioni tra la ricerca profit e quella no profit – spiega Francesco Perrone, presidente Aiom, Associazione italiana di oncologia medica – Condividendo i dati scientifici raccolti si possono ottenere risorse economiche da reinvestire in altre sperimentazioni cliniche indipendenti.In questa nuova modalità di lavoro un ruolo davvero importante è quello che hanno i gruppi cooperativi di ricerca e le società scientifiche.

Come Aiom abbiamo all'attivo diverse collaborazion,i tra cui un gruppo di lavoro insieme a Ficog dedicato all'uso dei Pro's – Patient reported outcomes.Sono strumenti che consentono ai pazienti di riportare direttamente la loro esperienza in termini di qualità della vita e tossicità dei trattamenti antitumorali". "In Italia al momento sono già partiti degli studi clinici indipendenti che prevedono fin dall'inizio la cessione dei dati – sottolinea Maiello – Per la loro promozione è fondamentale anche l'aiuto che può arrivare dalle associazioni di pazienti soprattutto per reclutare i partecipanti allo studio.

Infatti il gruppo di lavoro che abbiamo con Aiom vede anche la partecipazione della Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia".  "La ricerca può contribuire attivamente alla crescita dell’intero sistema sanitario nazionale – conclude Sergio Scaccabarozzi, vicepresidente di Fondazione RIDE2Med – Quella no profit rappresenta un volano anche economico, permettendo a ospedali ed università di valorizzare adeguatamente il proprio lavoro.Tutto ciò dipende ovviamente dalla qualità degli studi clinici portati avanti dai nostri specialisti.

La ricerca scientifica italiana in oncologia è da sempre ai vertici mondiali e ci auguriamo possa continuare ad esserlo anche grazie alle nuove norme legislative". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa, continua convalescenza a Santa Marta: domenica probabile nuovo Angelus solo in forma scritta

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(Adnkronos) – Papa Francesco, al secondo piano di Santa Marta, nella stanza 201 vive la sua convalescenza con un'assistenza h 24 della equipe medica della Direzione sanità e igiene del Vaticano, continuando la terapia farmacologica, la fisioterapia motoria e soprattutto quella respiratoria che è collegata anche alla rieducazione alla parola.Lo fa sapere la Sala stampa vaticana fornendo aggiornamenti su come il Pontefice sta vivendo la sua convalescenza e sulle sue condizioni di salute, da quando domenica ha lasciato il Gemelli in dimissione protetta. Bergoglio nella cappella al secondo piano dove vive concelebra la messa, riferisce sempre la Sala stampa del Vaticano. Per quanto riguarda l'ossigenazione, il Pontefice continua a ricevere ossigeno ad alti flussi durante la notte, mentre di giorno c'è alternanza degli alti flussi con le cannule e ci sono momenti in cui è senza somministrazione di ossigeno.

Le visite nella stanza 201, viene riferito, sono ridotte "al minimo, ai più stretti collaboratori".Il Pontefice, nella sua stanza a Santa Marta, prosegue anche un po' di lavoro come ha fatto nei giorni scorsi durante il ricovero al Gemelli.  "I medici hanno spiegato che il Papa ora non è in pericolo di vita, le misure che si prendono vanno nella prospettiva di un miglioramento", registrano fonti vaticane.

Le medesime fonti, sollecitate sull'intervista del Corsera a Sergio Alfieri, a capo dell'equipe medica che ha avuto in cura il Pontefice al Gemelli, a proposito del fatto che il medico dice che è stato il Papa a chiedere ai medici "di non mollare" e di fare tutto il possibile la notte critica del 28 febbraio nella quale – come hanno detto i medici – ha rischiato la vita, fanno notare che "ci sono cose che non costituiscono accanimento terapeutico". E' molto probabile che l'Angelus di domenica del Papa venga diffuso soltanto in forma scritta come è accaduto nelle altre sei domeniche di fila, riferisce la Sala stampa del Vaticano. Sui riti della Settimana Santa che verranno celebrati tra meno di un mese "alcune cose sono ancora in via di decisione".E comunque, sulla presenza del Papa o meno, ed eventualmente in quale modalità, "si valuterà in base ai miglioramenti", ribadiscono da Oltretevere.  Ora che il Papa deve seguire una convalescenza di due mesi a Santa Marta, come indicato dai medici del Gemelli, chi riceverà i Capi di Stato? "Si vedrà, non ci sono annunci particolari", spiegano da Oltretevere. Domani arriverà in Italia il presidente polacco Andrzej Duda che, con tutta probabilità, giovedì sarà ricevuto dal segretario di Stato, card.

Pietro Parolin. Ieri il segretario di Stato vaticano a proposito del fatto che l'8 aprile, come annunciato da Buckingam Palace, è previsto l'arrivo di Re Carlo in Vaticano, ha auspicato che il Papa possa "almeno dargli un saluto". Nuovi aggiornamenti dal Vaticano sulla convalescenza del Papa a Casa Santa Marta dovrebbero arrivare venerdì mattina.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morto Giuseppe Vicenzi, il ‘il re dei biscotti’ aveva 92 anni

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(Adnkronos) –
È morto Giuseppe Vicenzi, il presidente dell'omonimo gruppo dolciario fondato dalla nonna nel 1905 come laboratorio di pasticceria e oggi tra i principali gruppi produttori di biscotti e prodotti da forno.L'industriale aveva 92 anni. Vicenzi, classe '32, nominato Cavaliere del Lavoro nel 2021, entra nell’azienda nel 1950 come responsabile della produzione, per diventarne nel 1968 amministratore unico.

Negli anni '70 trasforma la produzione da artigianale in industriale con investimenti in innovazione di processo e l’acquisizione di un nuovo stabilimento nel veronese.Contemporaneamente avvia le esportazioni sul mercato statunitense.

Nel 2005 rileva la linea da forno Parmalat, con i due marchi Grisbì e MrDay e quattro stabilimenti.L'azienda attualmente opera con tre stabilimenti in Italia e ha una capacità produttiva di 170 milioni di prodotti al giorno. È presente in 110 Paesi con un export del 30%.

Occupa 375 dipendenti.  Giuseppe Vicenzi era anche impegnato nel mondo della pallacanestro: è stato presidente della Scaligera Basket, insieme al fratello Mario, portandola dalla serie D fino alla vittoria della Coppa Italia e della Supercoppa.La società è stata ceduta successivamente nel 2000. "Il Presidente, i Dirigenti, i Giocatori, lo Staff tecnico e medico e i Collaboratori, con profonda commozione, partecipano al dolore della famiglia per la scomparsa del caro Giuseppe Vicenzi, Presidente Onorario di Scaligera Basket.

Figura centrale nella storia della nostra società e della pallacanestro cittadina – sottolinea in una nota Gianluigi Pedrollo, il presidente di Scaligera Basket -, ha guidato con il compianto fratello Mario la squadra per oltre trent’anni con passione, competenza e straordinaria dedizione, portando i nostri colori a traguardi prestigiosi e regalando alla città di Verona emozioni e orgoglio sportivo.Tre lustri orsono, in occasione del suo ritiro dalla scena attiva del basket, volle con lucidità e lungimiranza assicurarsi che Scaligera Basket fosse pronta ad affrontare il futuro con basi solide e una struttura organizzativa valida, capace di proseguire il cammino da lui tracciato.

Fu proprio in segno di riconoscenza e gratitudine che i Soci decisero, all’unanimità, di conferirgli la carica di Presidente Onorario, che ha ricoperto con la consueta discrezione e l’incondizionato amore per la nostra maglia.La sua figura, il suo esempio e la sua eredità morale resteranno per sempre patrimonio di Scaligera Basket, della città di Verona e di tutta la nostra comunità sportiva.

Alla famiglia giungano le più sentite e sincere condoglianze da parte di tutti noi". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Djokovic sfida Musetti a Miami: i precedenti con azzurri e la ‘maledizione’ con Sinner

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(Adnkronos) –
Novak Djokovic torna a sfidare un tennista italiano.Agli ottavi di finale del Masters 1000 di Miami, il serbo, al quinto posto nel ranking Atp, affronterà oggi, martedì 25 marzo, Lorenzo Musetti, numero 16 del mondo.

Quello in Florida sarà il nono confronto tra i due, con Djokovic che mantiene una netta supermazione sul toscano, avendo collezionato otto vittorie e una sola sconfitta.  Nole nel corso della carriera ha affrontato diversi tennisti azzurri, contro cui, nella maggior parte dei casi, ha raccolto trionfi e qualche sconfitta.Ma negli ultimi tempi ha trovato qualche difficoltà in più, soprattutto con Jannik Sinner.  Nel corso della sua lunga e gloriosa carriera, che al momento conta 99 titoli Atp e il terzo posto nella speciale classifica dei tennisti più vincenti di sempre, Djokovic ha affrontato molti tennisti italiani.

In totale sono infatti 65 i precedenti di Nole contro atleti azzurri, con un bilancio nettamente favorevole al serbo: 54 vittorie e soltanto 10 sconfitte. La prima sconfitta ufficiale di Djokovic contro un italiano arriva il giorno del suo esordio.Nel 2004, al primo turno dell'Atp di Umago un giovane Nole viene battuto in due set da Filippo Volandri, oggi capitano dell'Italia in Coppa Davis.

Per trovare un'altra vittoria di un italiano contro il serbo però bisogna arrivare al 2018, quando Marco Cecchinato si impose ai quarti di finale del Roland Garros.Lorenzo Sonego lo sconfisse a Vienna nel 2020, mentre Musetti si impose a Monaco tre anni dopo.

Poi, alle Atp Finals del 2023, è iniziato il regno di Jannik Sinner.  
Con Sinner, numero uno al mondo al momento fuori per squalifica, Nole mantiene un parziale di 4-4.Djokovic ha però perso quattro delle ultime cinque sfide, più un doppio nella Coppa Davis del 2023.

E proprio a Malaga iniziò la rimonta di Sinner negli scontri diretti.Nella semifinale tra Italia e Serbia l'azzurro fu capace di annullare tre match point consecutivi a Djokovic nel decisivo terzo set, per poi vincere l'incontro e volare in finale dopo aver battuto nuovamente Djokovic in doppio con Lorenzo Sonego.  Dopo quella partita l'Italia riuscì a battere l'Australia in finale, tornando a conquistare quindi l'insalatiera 47 anni dopo, e da lì nacque anche un 'antipatia' di Djokovic proprio verso il numero uno del mondo.

Nelle sfide che seguirono Nole ha sempre perso, prima nella semifinale degli Australian Open, poi nella finale del Masters 1000 di Shanghai.  I precedenti tra Djokovic e Musetti, come detto, in totale sono otto.La supermazia del serbo è schiacciante: Nole ha infatti vinto sette sfide, perdendone soltanto una, agli ottavi di finale di Monaco nell'aprile del 2023.

L'ultimo precedente risale allo scorso agosto, quando alle Olimpiadi di Parigi Djokovic si impose in semifinale, andando poi a conquistare la medaglia d'oro, mentre Musetti si dovette 'accontentare' del bronzo. Nel primo scontro tra i due, agli ottavi di finale del Roland Garros 2021, Djokovic si impose soltanto per il ritiro dell'azzurro a causa di un infortunio, arrivato al quinto set.In seguito Djokovic trionfò a Dubai con un netto 2-0, poi a Parigi-Bercy con lo stesso parziale prima dell'exploit di Musetti, che a Monaco riuscì a trionfare in tre set con il punteggio di 6-4, 5-7, 6-4.

Il riscatto di Nole arrivò proprio a Monaco l'anno successivo, e poi continuò al Roland Garros 2024, quando vinse, a fatica, 3-2.Djokovic si ripetè a Wimbledon e poi di nuovo a Parigi, ma alle Olimpiadi.

Ora un nuovo capitolo.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaceutica, Organon Italia: Flavia Binetti nuovo amministratore delegato

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(Adnkronos) –
Flavia Binetti è il nuovo amministratore delegato di Organon Italia.Lo rende noto la multinazionale farmaceutica.

Binetti, nata a Roma e madre di tre figlie, vanta una consolidata esperienza nel settore farmaceutico, prima in Msd dove ha ricoperto molteplici ruoli di responsabilità, poi in Organon dove ha consolidato la sua posizione di leadership nel mondo della salute femminile.Esperta di strategie commerciali e marketing, di market access e pianificazione, è da sempre una leader appassionata e inclusiva, combinando capacità strategiche a quelle imprenditoriali, sviluppate nelle diverse aree di business di cui si è occupata e grazie diversi ruoli che ha ricoperto, spaziando dall'area marketing e vendite fino al market access, le relazioni istituzionali e la comunicazione. "Sono orgogliosa di rappresentare Organon Italia – ha dichiarato Binetti – un'azienda che è da sempre guidata dalle competenze e dalla professionalità delle sue persone e che ha fatto dell'inclusione il tratto dominante e realmente agito all'interno della nostra organizzazione.

Insieme al mio team di leadership e tutti i colleghi di Organon Italia proseguiremo il nostro impegno per le donne, concentrandoci sempre più verso quelle patologie che interessano in modo disproporzionale l'universo femminile e sono spesso ancora insoddisfatte come per esempio l'emicrania, una condizione che affligge le donne tre volte più degli uomini e per la quale le pazienti arrivano alla corretta diagnosi molto in ritardo con un pesante aggravio per la loro qualità di vita".  Appassionata di people management e cultural change, negli anni della sua carriera Binetti si è impegnata a sviluppare approcci aziendali innovativi basati sulla progettazione e implementazione di nuovi modelli Go-To-Market.Arriva alla guida di Organon Italia dopo un percorso di crescita professionale che l'ha vista impegnata in prima linea nello sviluppo dell'azienda e nel consolidamento della sua reputazione, trasformando la start-up in un brand consolidato nel panorama italiano.

Nel nuovo ruolo di amministratore delegato di Organon Italia, Binetti guiderà il percorso di evoluzione dell'azienda, garantendo una forte presenza nel mercato locale e facendo leva su un portfolio di prodotti unico, ampio e diversificato, per ampliare l'accesso in Italia e rendere disponibili queste importanti opzioni terapeutiche a tutti i pazienti. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rai, Floridia: “Se prosegue stallo in Vigilanza farò appello a Mattarella”

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(Adnkronos) – "L''Annuario della tv italiana conferma che siamo nel pieno di una trasformazione profonda. È in corso una rivoluzione che tocca direttamente la democrazia, perché senza una corretta informazione il sistema democratico non può esistere.Oggi i social sono spesso una foresta senza regole, dominata dalla legge del più forte, mentre una nuova popolazione digitale si informa con strumenti che vanno ben oltre la televisione tradizionale.

Sono temi cruciali, e per questo è fondamentale discuterne in Parlamento.La Vigilanza Rai può diventare un laboratorio di grande riflessione, ma serve un dibattito serio sul ruolo del servizio pubblico nell'era digitale.

Una riforma della Rai è necessaria per garantire risorse certe e un'informazione libera e pluralista.Eppure, la maggioranza ha deciso di non affrontare questa riforma.

Ho utilizzato ogni strumento per sbloccare la Commissione di Vigilanza, ma tutto è fermo.Se la situazione non cambia, mi rivolgerò al Presidente della Repubblica".

Così la presidente della commissione di vigilanza Rai Barbara Floridia intervenendo alla presentazione dell’Annuario della tv italiana 'Multipolarità.Televisione e streaming verso il mercato maturo'.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ascolti tv, Rai1 stappa lo ‘Champagne’ per il film su Peppino Di Capri e vince il prime time

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(Adnkronos) – È Rai1 con 'Champagne – Peppino di Capri' a vincere la sfida della prima serata televisiva di ieri, lunedì 24 marzo 2025.Il film sul celebre artista napoletano diretto da Cinzia Th Torrini conquista 4.240.000 spettatori pari al 25.1% di share.

Canale5, che ieri ha mandato in onda la semifinale del Grande Fratello, ha ottenuto 2.049.000 spettatori con uno share del 16.8%.La7 con 'La Torre di Babele' ha raccolto davanti al video 1.194.000 spettatori (per il 6.3% di share), mentre su Rete4 'Quarta Repubblica' è stato la scelta di 755.000 spettatori, totalizzando uno share del 5.4%.  Italia1 proponeva ieri 'Spider-Man – Far From Home', che ha riunito di fronte allo schermo 1.188.000 spettatori (share del 7.2%), mentre Rai2 con la prima puntata di 'Obbligo o Verità' ha convinto 679.000 spettatori pari al 4.1% di share.

Su Rai3 'Lo Stato delle Cose' è stato visto da 671.000 spettatori registrando il 4.2% di share.Sul Nove 'Cash or Trash – Chi Offre di Più?' è stato invece visto da 367.000 spettatori (share al 2.2%). —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Visibilia, Santanché cambia legale e fa saltare prima udienza su truffa a Inps

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(Adnkronos) – La ministra del Turismo Daniela Santanché cambia legale e, per i termini a difesa, salta l'udienza in calendario per domani mercoledì 26 marzo davanti alla giudice milanese Tiziana Gueli per l’accusa di truffa aggravata all'Inps in relazione alla cassa integrazione nel periodo Covid per alcuni dipendenti della società Visibilia.  L'udienza, che avrebbe dovuto portare al proscioglimento o al rinvio giudizio della ministra, con eventuali conseguenze nel governo, salterà perché la ministra ha sostituito l'avvocato Salvatore Sanzo con Salvatore Pino che affiancherà il collega Nicoló Pelanda.Il nuovo difensore ha chiesto tempo per studiare le carte. Se l'udienza di domani servirà solo a fissare la prossima data, il destino di Daniela Santanché è legato anche a quello della giudice: il 31 marzo, la giudice Gueli cambierà ufficio e diventerà giudice del dibattimento.

Due le possibili soluzioni: o il presidente del Tribunale di Milano applicherà la giudice al procedimento Santanchè per consentirle di definirlo, oppure l’udienza preliminare dovrà ricominciare davanti a un nuovo giudice.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Femminicidio Rufina, arrestato Lorenzo Innocenti: uccise compagna e tentò suicidio

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(Adnkronos) – Aveva ucciso la compagna, Eleonora Guidi, con 24 coltellate, e poi aveva tentato il suicidio.Ora Lorenzo Innocenti, architetto 37enne, è stato arrestato dopo un lungo ricovero nell'ospedale fiorentino di Careggi.

I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Firenze e della compagnia di Pontassieve hanno disposto il ricovero coatto dell'uomo per il delitto avvenuto a Rufina (Fi) l'8 febbraio scorso. L'uomo, dopo l'omicidio, aveva tentato di togliersi la vita lanciandosi da un terrazzo, riportando gravissime lesioni.La misura cautelare è stata disposta da giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze, su richiesta della stessa Procura della Repubblica che sin dalle prima fasi ha coordinato l'intera attività investigativa.

Il provvedimento cautelare, spiega un comunicato dei carabinieri, si è reso necessario in seguito al progressivo miglioramento delle condizioni di salute del 37enne e per il pericolo di reiterazione del reato, "sebbene lo stesso debba continuare a ricevere specifiche cure sanitarie e riabilitative, che hanno reso necessaria l'applicazione della peculiare misura presso idonea struttura sanitaria". 
Nell'appartamento alla periferia di Rufina al momento del delitto era presente anche il bambino della coppia di nemmeno due anni, nato nel luglio 2023, che ora è stato affidato ai nonni.La coppia viveva in una palazzina dove abitano anche i genitori del 37enne e sono stati i familiari di Innocenti a dare l'allarme ai carabinieri poco prima delle ore 7 dell'8 febbraio.  Quando entrarono in casa dell'uomo, i sanitari del 118 trovarono il corpo della compagna martoriato dalle coltellate.

Innocenti, invece, giaceva sull'asfalto davanti alla casa in via Cesare Pavese, dopo aver fatto un volo di circa sei metri dal terrazzo. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milesi (Parkinson Italia): “Dialogare con patologia complessa educa a resilienza”

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(Adnkronos) – “Quasi tutte le persone con Parkinson personificano la malattia, perché la malattia è come se giocasse a scacchi con te.Senti proprio la sua aggressione: come riesci ad affrontare un malessere, te ne salta fuori un altro, e siccome è una malattia complessa che si presenta in mille modi diversi, c'è sempre il nemico che ti combatte da qualche parte, che ti piccona, che ti colpisce con un dolore, che ti colpisce con un malessere”.

Così Giangi Milesi, presidente della Confederazione Parkinson Italia, porta la sua esperienza nel documentario ‘Dialoghi con Mr.Parkinson’ promosso dalla Confederazione con il supporto non condizionante di Zambon, in occasione della Giornata mondiale della patologia che si celebra l’11 aprile.   Tutte queste manifestazioni “rendono la malattia come fosse viva, come se avesse quasi una volontà, un'identità”.

Razionalmente è “una cosa pazzesca – osserva Milesi – ma la personificazione rende efficace la nostra azione educativa e questa è appunto la ragione di questo film: educare a combattere la malattia nel modo più efficace possibile”, essendo “resilienti, cioè resistendole con combattendola con gli strumenti del sapere e scendendo quasi a patti con la malattia”.Il documentario inoltre, mostra che Mr Parkinson non coinvolge “solo i pazienti, ma anche i caregiver, che vengono colpiti tanto quanto noi malati dalla diagnosi – rimarca – Il giorno della diagnosi ci sono 2 persone che prendono ‘una bastonata in testa’: chi soffre della malattia e chi sta vicino a chi soffre perché cambierà anche la sua vita.

Nel film – illustra – ci sono persone che vengono colpite dalla malattia, come nel caso mio, a un'età tradizionale, tra i 60 e i 70 anni, ma anche persone giovani che hanno un Parkinson giovanile.Ci sono i caregiver, ma anche personaggi illustri come il giornalista Mollica e gli esperti, c'è il professor Calabresi del Policlinico Gemelli che ci spiegano” e aiutano a comprendere questa patologia complessa.  “Mi sono impegnato a combattere la sofferenza delle persone con Parkinson e dei loro familiari – conclude Milesi – Infatti, se i medici hanno il compito di contrastare il dolore, noi pazienti dobbiamo lottare contro la sofferenza, perché la vita deve essere per tutti felice, piena e di qualità.

Il fatto di impegnarmi per creare una grande rete di aiuto per le persone con il Parkinson ha dato un nuovo senso alla mia vita.” —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Neurologo Calabresi: “Dalla prigione del Parkinson si esce insieme”

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(Adnkronos) – “Usando una metafora, la malattia di Parkinson è come una prigione di cui dobbiamo trovare le chiavi per uscire.E il compito del neurologo è proprio di aiutare il paziente collaborando insieme con tante altre figure.

Siamo chiamati a dare speranza a chi abbiamo di fronte, perché riusciamo quasi sempre ad uscire da questa prigione e le chiavi le troviamo insieme lungo la strada”.Così Paolo Calabresi, professore ordinario di Neurologia, Università Cattolica e direttore della Uoc Neurologia al Policlinico Universitario A.

Gemelli Irccs, interviene sul documentario ‘Dialoghi con Mr.Parkinson’ promosso dalla Confederazione Parkinson Italia con il supporto non condizionante di Zambon, in occasione della Giornata mondiale dell’11 aprile.  “Il Parkinson ha tante facce proprio perché è una patologia multiforme – spiega Calabresi – La maggioranza dei pazienti arriva da noi perché avverte una rigidità agli arti.

Spesso, prima, si recano dall'ortopedico.Quando infine, dopo già un lungo percorso, arrivano dal neurologo hanno, oltre alla rigidità, la lentezza dei movimenti, i problemi di equilibrio, la difficoltà della scrittura, il dolore, ci sono veramente situazioni che prescindono dai disturbi motori e dai disturbi sensitivi.

Quando poniamo la diagnosi” assistiamo a “una situazione di ansia, depressione, qualche volta disperazione perché non vedono in modo chiaro una via di uscita.Allora è fondamentale parlare, spiegare, fornire speranza al paziente, soprattutto attraverso una terapia farmacologica adeguata, con i farmaci che siano adatti nella fase iniziale, ma soprattutto convincendo il paziente a modificare un pochino il proprio stile di vita e a coinvolgere in questa modifica anche i familiari: allora si apre una luce di speranza e il rapporto, il dialogo diventa più proficuo e il paziente assume immediatamente, anche sperimentando un miglioramento della propria sintomatologia, una riduzione di quei sintomi che erano stati un aspetto positivo”.  Come clinici “dobbiamo cercare stimolare un rapporto che non sia solo una visita medica, ma sia un colloquio che guidi il paziente non solo attraverso le terapie, ma attraverso gli stili di vita. È una prigione – rimarca Calabresi – e a creare la prigione è innanzitutto uno stigma.

Il paziente, da una condizione di normalità, di situazione fisiologica, si trova ad avere il peso di una diagnosi che cose brutte per il futuro, che evoca disabilità.La chiave di uscita è una chiave individuale.

Dobbiamo essere in grado di trovarla insieme ad ogni paziente, dove oltre agli aspetti farmacologici, dobbiamo considerare alcuni aspetti fondamentali.La socialità è un elemento importante.

Mantenere rapporti con la famiglia, con il lavoro, con gli amici permette una percezione meno pessimistica del futuro, perché il paziente grazie ad un approccio non solo farmacologico ma olistico è in grado di vedere un futuro più positivo rispetto a quello che ha visto al momento della diagnosi.Quindi ottimismo nella terapia e ottimismo nella prospettiva”, conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Strage Erba, pg Cassazione: “No a revisione processo”

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(Adnkronos) – La procura generale della Cassazione ha chiesto di dichiarare inammissibile il ricorso presentato dai legali di Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati in via definitiva all'ergastolo per la strage di Erba, contro la decisione della Corte d'appello di Brescia che ha già respinto l'istanza di revisione. Per il sostituto pg di Cassazione Giulio Monferini “quelle che secondo la difesa sarebbero le ‘prove nuove’ non possono in alcun modo smontare i pilastri delle motivazioni che hanno portato alla condanna di Rosa e Olindo, e cioè le dichiarazioni del sopravvissuto, le confessioni e le tracce ematiche.Le cosiddette ‘prove nuove’ sono mere congetture, astratte” ha sottolineato nella requisitoria.

La decisione dei supremi giudici è attesa in giornata.   L'11 dicembre 2006, sotto i colpi di spranga e coltelli, vengono uccisi Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk di soli due anni e la nonna materna del piccolo Paola Galli.Le fiamme appiccate cancellano le tracce, ma quando gli aggressori si chiudono alle spalle la porta dell'appartamento di via Diaz si trovano di fronte, increduli, i vicini di casa: si salva per una malformazione alla carotide Mario Frigerio mentre viene colpita sulle scale e poi uccisa nella mansarda la moglie Valeria Cherubini, raccontano le sentenze. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Parkinson, Balsamo (Zambon): “In dialogo per rispondere ai bisogni dei pazienti”

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(Adnkronos) – “Oltre un paziente su due” con malattie di Parkinson “risente dell’impatto della patologia in molti ambiti della propria vita: dai ritmi quotidiani, dalle abitudini quotidiane.In Zambon siamo guidati dall'impegno a migliorare la qualità della vita delle persone attraverso l'innovazione.

Anche il supporto alla comunità dei pazienti e al mondo clinico”, però “è importante perché ci mette nelle condizioni di rispondere a quelli che sono i bisogni delle persone costrette ad affrontare le malattie”.Così Rossella Balsamo, Medical Affairs & Regulatory Zambon Italia e Svizzera, intervenendo sul documentario ‘Dialoghi con Mr.

Parkinson’ promosso dalla Confederazione Parkinson Italia con il supporto non condizionante di Zambon, in occasione della Giornata mondiale della patologia che si celebra l’11 aprile.  In questo impegno “nel favorire una comunicazione corretta e nel fornire gli strumenti necessari ad affrontare l'esperienza di malattia nella vita quotidiana del paziente – aggiunge Balsamo – si inserisce anche il lavoro che abbiamo fatto e continuiamo a fare con la Confederazione Parkinson Italia e che si è ri-concretizzato nella realizzazione di questo documentario che porta sullo schermo la personificazione della malattia mostrandola in tutta la sua complessità”.Per questo “nel docufilm ci saranno diversi attori che presentano il volto e la voce a Mr.

Parkinson mentre dialoga con tre pazienti, con un caregiver e con un medico facendo emergere delle reali storie di coraggio”. Il Parkinson è in forte crescita. “È la malattia neurodegenerativa a più rapida crescita e la sua prevalenza è raddoppiata negli ultimi 25 anni – sottolinea Balsamo – Nonostante l'ampia prevalenza, su questa patologia sembrano aleggiare ancora dei falsi miti e degli stereotipi che in realtà non trovano una reale corrispondenza, soprattutto nel percepito dei pazienti. È solitamente considerata la malattia del tremore, ma i dati recenti di un'indagine di AstraRicerche hanno evidenziato che, in realtà, per i pazienti il tremore non è il sintomo più frequente in più di 1 caso su 2 e che per oltre la metà non è nemmeno il più insopportabile o il più imbarazzante (58%).Inoltre i dati di quest'indagine evidenziano una scarsa conoscenza della malattia da parte degli stessi pazienti, prima della diagnosi (79%).

Così, è chiara l'importanza per chi convive con il Parkinson di parlarne di più: il 62% ritiene che i propri amici non conoscano appieno il Parkinson e il suo impatto, percentuale che sale all’88% se si pensa agli estranei e l'84% considera necessario parlare molto di più della molteplicità dei sintomi, che del tremore”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)