Home Blog Pagina 368

Terna, Di Foggia: “Investimenti in prossimi 5 anni segnano nuovo record”

0

(Adnkronos) – "Vorrei riassumere in tre punti i capisaldi dell'aggiornamento del Piano Industriale 2024-2028 presentato oggi: significativo incremento degli investimenti che, con 17,7 miliardi di euro in cinque anni, segnano un nuovo record per Terna; programmazione territoriale, per facilitare l’integrazione delle fonti rinnovabili nella rete, che renderemo ancora più affidabile ed efficiente; rafforzamento del ruolo del Gruppo al servizio della sicurezza elettrica e dell’indipendenza energetica del Paese".Ad affermarlo è Giuseppina Di Foggia, l'amministratore delegato e direttore generale di Terna dopo che il Cda ha esaminato e approvato l'aggiornamento del piano industriale 2024-28. "Puntiamo – aggiunge – su sostenibilità e digitalizzazione per realizzare infrastrutture fondamentali per la decarbonizzazione del Paese, a ridotto impatto ambientale, e per gestire una rete più resiliente e pronta ad affrontare le sfide del settore energetico". "Con i risultati ottenuti nel 2024, frutto del lavoro e della competenza delle nostre persone, continuiamo a creare valore per i nostri stakeholder e ci confermiamo come un gruppo sempre più solido nel panorama energetico nazionale, consapevoli della responsabilità che ci è stata affidata: abilitare la transizione energetica, garantendo i più alti livelli di qualità del servizio di trasmissione, al minor costo possibile per imprese e cittadini".  "Grazie agli sforzi che stiamo facendo per sostenere la transizione energetica con maggiori investimenti nelle attività regolate e massimizzando i business nelle attività non regolate siamo in grado di migliorare i target di crescita dell'utile netto ad un media del 6% l'anno nel periodo di piano assicurando una stabilità finanziaria.

Confidiamo di essere sulla strada giusta". "La nostra priorità strategica – sottolinea Di Foggia – è quella di guidare la transizione energetica verso le rinnovabili in Italia migliorando la qualità, la sicurezza e la resilienza della rete e riducendo al contempo molto la dipendenza del nostro sistema elettrico dalle commodities importate.Lo sviluppo delle rinnovabili e dello storage sostenuti dai contratti a lungo termine consentiranno una maggiore stabilità delle bollette elettriche per il consumatore finale". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milano Cortina 2026, primi test allo Sliding Centre. Saldini: “Pista simbolo Olimpiadi”

0

(Adnkronos) – Si è svolta oggi a Cortina d’Ampezzo la prima giornata di test della pre-omologazione della pista da bob, skeleton e slittino per i Giochi del 2026.In poco più di 300 giorni, con 135 persone di media al lavoro, si è realizzata una vera impresa “all’italiana”.

La riqualificazione dello Sliding Centre è stata assegnata all’Impresa Pizzarotti il 31 gennaio 2024 con il cantiere aperto dopo meno di 20 giorni. Lunga 1749 metri, 16 curve che riprendono lo storico tracciato, con una velocità media di 145 km/h e un tempo di gara di 55/60 secondi, si appresta a diventare un punto di riferimento nel panorama sportivo internazionale.Presente alla cerimonia il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il sottosegretario di Stato Alessandro Morelli, il presidente della Regione Veneto
Luca Zaia
, il presidente della federazione internazionale di bob e skeleton, Ivo Ferriani e la vicepresidente della federazione dello slittino Claire Del Negro, accompagnati dalle autorità locali. “Oggi per noi è il momento dell’emozione e anche della commozione.

Iniziare questo nuovo cammino, un anno fa, spaventava tutti noi.Ma dopo ogni passo in avanti che abbiamo fatto, giorno dopo giorno, ci siamo resi conto di come sarebbe stato sbagliato rimanere fermi e arrendersi – ha detto il commissario di Governo Fabio Saldini -.

Abbiamo lottato contro il tempo, contro chi ci criticava, contro chi sperava che l’Italia perdesse questa sfida.Non so descrivere fino in fondo l’emozione dei primi bob, skeleton e slittini che ho visto scivolare su questa pista che è storia, che è passione, che è il simbolo stesso di Cortina e dei Giochi del 2026.

Abbiamo lavorato giorno e notte, in ogni condizione climatica, senza mai risparmiarci, sacrificando le nostre vite, le nostre famiglie per un sogno.Il sogno di realizzare qualcosa di grande, di importante, che dimostrasse al mondo quanto l’Italia, quando fa squadra, sia imbattibile.

A uno a uno ringrazio le maestranze, il vero cuore pulsante della pista, i ghiacciatori, Impresa Pizzarotti, Its, tutti i subappaltatori e un grazie speciale a Simico, la squadra senza cui tutto questo oggi non sarebbe stato possibile”.  
I test proseguiranno per tutta la settimana.Al termine, la squadra azzurra rimarrà ad allenarsi altri 7 giorni. —milano-cortina-2026/eventiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La chat top secret e i piani del Pentagono, cosa dicono Vance e Hegseth

0

(Adnkronos) – "E' una bugia, Hegseth ha postato sulla chat piani di guerra".Il 'chat gate' che scuote l'amministrazione di Donald Trump prosegue.

Jeffrey Goldberg, direttore di The Atlantic, si è ritrovato nella chat tra gli alti funzionari che discutevano l'azione contro gli Houthi nello Yemen.Il segretario alla Difesa Pete Hegseth che ha smentito lo scoop: per il numero 1 del Pentagono, non sarebbero stati pubblicati in anticipo i piani dell'attacco Usa agli Houthi del 15 marzo scorso.  "Nessuno stava messaggiando piani di guerra e questo è tutto quello che ho da dire", ha detto il capo del Pentagono ai giornalisti che gli chiedevano un commento alla clamorosa rivelazione, da cui emerge che i ministri di Trump discutevano piani top secret in una chat su Signal, non classificata in cui per giunta era stato inserito un giornalista. Affermazioni smentite da Goldberg, che su The Atlantic ha fatto ieri un dettagliato resoconto su come sia stato inserito dal consigliere per la Sicurezza Nazionale Michael Waltz nella chat e degli scambi, in particolare quelli sprezzanti nei confronti degli alleati europei tra i ministri.  
"Questa è una bugia, lui ha postato piani di guerra – ha detto intervistato la notte scorsa dalla Cnn – postava piani di attacco, quando gli obiettivi sarebbero stati colpiti, come, chi sarebbe stato colpito e quando ci sarebbe stata la prossima serie di attacchi".  Hegseth ha anche attaccato duramente e personalmente Goldberg definendolo un "sedicente giornalista, grandemente screditato, che si è costruito una carriera continuando a spacciare bufale".

Il portavoce della Casa Bianca, Brian Hughes, però ha dovuto confermare l'esistenza della chat su Signal, una app criptata che però viene scaricata su telefoni che sono vulnerabili a penetrazioni dei servizi stranieri. Nell'articolo, Goldberg racconta che, quando aveva ricevuto l'invito ad unirsi alla chat l'11 marzo da Waltz, aveva pensato che fosse uno scherzo ma l'aveva comunque accettato.Due giorni dopo però viene inserito sempre dal consigliere per la Sicurezza Nazionale in un gruppo "Houthi Pc small group", con Pc che sta per 'principal committee', vale a dire tutti i principali membri della squadra di sicurezza, tra i quali segretario alla Difesa, di Stato, del Tesoro, direttore della Cia.

Che nel giro di pochi minuti si inseriscono nella chat, insieme al vice presidente JD Vance e Tulsi Gabbard, capo della National Intelligence.  Poi alle 11.44 del 15 marzo Hegseth ha postato nella chat "i dettagli operativi degli imminenti raid in Yemen", scrive ancora Goldberg sottolineando che "le informazioni contenute potevano essere lette da nemici degli Usa, possibilmente usate per danneggiare personale militare e di intelligence americani".Nell'intervista alla Cnn, il giornalista ha raccontato come a quel punto ha finalmente capito che "la chat era vera, che Hegseth aveva mandato al gruppo veramente le informazioni degli attacchi e la loro sequenza".
 Goldberg non pubblica nel suo articolo il contenuto dei piani di attacco, ma pubblica alcuni illuminanti scambi di battute riguardo all'atteggiamento dei vertici di questa amministrazione Usa nei confronti degli alleati europei.

In particolare, Vance definisce l'operazione in Yemen "un errore", perché finirebbe per aiutare più l'Europa che gli Stati Uniti, con appena il 3% del commercio Usa che passa attraverso il canale di Suez contro il 40% di quello europeo.  "C'è il rischio reale che la gente non capisca perché sia necessario, non sono sicuro che il presidente sia conscio di quanto questo sia incoerente con il suo messaggio sull'Europa", continua il vice presidente, che però poi aggiunge: "Se voi pensate che dobbiamo farlo, andiamo, è solo che odio salvare ancora una volta l'Europa".  Battuta a cui il capo del Pentagono rispondere con toni ancora più sprezzanti per gli storici alleati: "Condivido a pieno il tuo disgusto per gli scrocconi europei, è patetico", afferma aggiungendo però che crede che si debba procedere con i raid.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inter e Milan, il nuovo stadio costerà più di un miliardo: come sarà

0

(Adnkronos) – Potrà ospitare 71.500 tifosi, vivrà 365 giorni all’anno e costerà oltre 1,2 miliardi.Milan e Inter hanno idee ambiziose per il nuovo stadio, come emerge dal documento di fattibilità presentato al Comune di Milano per dare un nuovo volto all’area di San Siro.

Secondo il progetto, l’impianto vivrà dal 2031 e sarà un gioiello di tecnologia e modernità. Il nuovo stadio verrà tirato su in zona ovest, mentre a est rimarrà una parte rifunzionalizzata del vecchio stadio: sarà un rinnovamento parziale, che prevede la rimozione della copertura, delle tribune del terzo e del primo anello, di parte delle tribune del secondo anello e di circa il 70% delle rampe che caratterizzano l’attuale facciata.In un progetto complessivo da “1,23 miliardi di euro esclusi i costi di bonifica, di decostruzione dello stadio, le spese di acquisto delle aree, i soft cost, gli oneri di urbanizzazione e il contributo sul costo di costruzione, compensazioni per la neutralità carbonica, imprevisti, l’inflazione e l’Iva”. La curiosità è che la struttura sarà distanziata rispetto alle abitazioni e sarà realizzata su un podio, utile per l'accesso dei tifosi.

Ma nei giorni in cui non ci sono partite, parte del podio si aprirà e si trasformerà in una grande piazza urbana, integrata con il parco circostante.Intorno ci sarà anche una cittadella dello sport con museo, negozi dei due club, uffici, hotel, aree ristoro e verde, nel pieno rispetto dei criteri di sostenibilità che rappresentano una stella polare del progetto. Nelle 252 pagine presentate al Comune, Milan e Inter hanno inoltre analizzato le tre proposte di progetto: nessun intervento, ristrutturazione del Meazza e conservazione parziale dell’impianto attuale, con costruzione del nuovo stadio.

Le società hanno optato per la terza via, puntando a un “impianto moderno”, in grado di “valorizzare l’area circostante” e regalare esperienze migliori ai tifosi.Per avere dettagli maggiori servirà aspettare il progetto esecutivo, ma nel documento è già chiarito che verranno rispettati tutti i criteri per ospitare eventi di primo piano come una finale di Champions. Il nuovo impianto avrà poi una composizione del catino "caratterizzata da due anelli che citano la memoria storica del progetto degli anni Cinquanta di San Siro”.

In un’architettura che “esalta l’identità delle due curve di casa e minimizza la presenza delle barriere nello spazio riservato agli spettatori, pur mantenendo un design conforme ai più alti standard di controllo e sicurezza”.Lo stadio che hanno in testa Milan e Inter vivrà tutto l’anno e non solo nei giorni di partita.

Un obiettivo reso possibile da “aree e attività selezionate, come tour dello stadio e spazi museali, ristorazione, conferenze ed eventi aperti ai visitatori.Il design della struttura è stato studiato per minimizzare l’impatto acustico, ottimizzare i flussi di pubblico durante gli eventi e integrare al meglio le aree verdi adiacenti, lo sviluppo commerciale e la connettività, a beneficio della comunità locale”. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Strage Erba, Cassazione: “No a revisione processo per Rosa e Olindo”

0

(Adnkronos) – La Cassazione mette la parola 'fine' sulla strage di Erba.I giudici della Quinta sezione penale hanno rigettato il ricorso, presentato dai legali di Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati in via definitiva all'ergastolo per la strage di Erba
, dopo che la Corte d'appello di Brescia che aveva già respinto l'istanza di revisione. "Sono semplicemente felice" ha commentato all'Adnkronos Giuseppe 'Beppe' Castagna. "C’è grande amarezza, ci attendevamo un esito diverso" ha commentato, parlando con l'Adnkronos l'avvocato Fabio Schembri, difensore di Olindo Romano e Rosa Bazzi.  La difesa, con in testa il legale Fabio Schembri, con il ricorso in Cassazione, ha riproposto la questione delle 'nuove prove' che a dire degli avvocati dei coniugi Romano scagionerebbero la coppia già condannata in via definitiva per la strage dell'11 dicembre 2006, quando sotto i colpi di spranga e coltelli, furono uccisi Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk di soli due anni, la nonna materna del piccolo Paola Galli. Il sostituto pg di Cassazione Giulio Monferini questa mattina aveva, invece, sollecitato la conferma della decisione della Corte di appello di Brescia di dichiarare inammissibile il ricorso della difesa.

Quelle che secondo i difensori sarebbero le 'prove nuove', "non possono in alcun modo smontare i pilastri delle motivazioni che hanno portato alla condanna di Rosa e Olindo, e cioè le dichiarazioni del sopravvissuto, le confessioni e le tracce ematiche.Le cosiddette 'prove nuove' sono mere congetture, astratte" ha sottolineato nella requisitoria in aula il pg.   "Nessun commento oltre l'ennesima delusione" dice all'Adnkronos Azouz Marzouk che nella strage dell'11 dicembre 2006 ha perso la moglie Raffaella Castagna e il figlio Youssef di soli due anni.

Da tempo è convinto dell'innocenza dei coniugi Romano. "Penso che la Giustizia, quella con la G maiuscola, quella in cui ho creduto e che ho servito per 40 anni, ha perso" afferma all'Adnkronos Cuno Tarfusser l'ex magistrato che chiese, nonostante il parere contrario della Procura generale di Milano, la revisione del processo sulla strage di Erba. "Mi dispiace per i due cui non è stata data la possibilità di dimostrare la loro innocenza". "Per quanto mi riguarda, rifarei tutto quello che ho fatto, convinto di avere fatto il mio dovere.Oggi posso solo dire di essere dispiaciuto di essere contento di non far più parte di un ordine in cui ho creduto e che ho sempre servito con entusiasmo e dedizione" conclude Tarfusser.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Omicidio Diabolik, Calderon condannato all’ergastolo: non c’è stato metodo mafioso

0

(Adnkronos) – I giudici della Terza Corte di Assise di Roma hanno condannato oggi, 25 marzo, all’ergastolo Raul Esteban Calderon per l’omicidio di Fabrizio Piscitelli, il leader degli Irriducibili, noto come ‘Diabolik’, ucciso con un colpo di pistola alla testa il 7 agosto del 2019 nel parco degli Acquedotti.I giudici con la sentenza, arrivata dopo oltre cinque ore di camera di consiglio, non hanno riconosciuto però l’aggravante del metodo mafioso come chiesto invece dai pm Mario Palazzi, Rita Ceraso e Francesco Cascini.  L’argentino, la cui vera identità, secondo l’accusa, è quella di Gustavo Alejandro Musumeci, ha seguito la lettura del dispositivo in videocollegamento dal carcere di Larino rimanendo impassibile.

Presenti nell’aula bunker di Rebibbia la madre, la sorella e il fratello di Piscitelli, costituiti parti civili nel processo che si è aperto il 23 febbraio del 2023, e anche la vedova e le figlie di Piscitelli che invece non si sono costituite.Un processo durato oltre due anni, con più di quaranta udienze celebrate e decine di testimoni sentiti, dall’autista cubano, che accompagnava il leader degli Irriducibili e che era con lui sulla panchina quando il killer ha aperto il fuoco, alla ex di Calderon, Rina Bussone, diventata la sua principale accusatrice.

Udienze in cui sono state depositate nuove informative dei carabinieri del Nucleo Investigativo e della Squadra Mobile e in cui è stato mostrato e analizzato il video del delitto, una videocamera posizionata sul terrazzo di un appartamento di via Lemonia riprende le fasi dell’omicidio: il killer dirigersi verso la panchina dove Piscitelli è seduto insieme al suo autista, l’esplosione del colpo mortale e la fuga.  Nella requisitoria del 17 febbraio scorso, i pubblici ministeri hanno sottolineato come quello di Piscitelli “è stato un omicidio che ha avuto una grande eco.Un omicidio fatto in questa maniera è un omicidio come sanzione per aver ‘esondato’, come avviso ai naviganti perché Roma – aveva rimarcato il pm della Dda Palazzi – apparentemente così anarchica è invece un luogo di sanzioni, anche eclatanti, comminate anche in piazza, affinché si capisca chi comanda.

Una ‘sanzione’ che doveva essere compresa da tutti.Un delitto che costituisce uno spartiacque tra il prima e il dopo.  Piscitelli era un leader carismatico, battezzato dai Senese, il cui solo nome mette paura.

E Senese è un ‘marchio registrato’ che se speso in modo non invano realizza una docile sottomissione degli astanti”.E oggi in sede di repliche Palazzi ha evidenziato che “il rispetto per la vita umana pretende verità anche se dolorosa.

Piscitelli avrebbe dovuto rispondere davanti alla giustizia delle sue condotte ma non pagare con la vita.E’ una storia che non finisce qui”.

Oggi i giudici con la condanna non hanno però riconosciuto il metodo mafioso.  “Credo che una sentenza diversa sarebbe stata il capolavoro dell'ingiustizia, certo sarebbe stato auspicabile il riconoscimento del metodo mafioso visto che mio fratello è stato descritto come un boss.Dopo quanto emerso nel corso del processo, Musumeci non poteva evitarsi un secondo ergastolo, oltre ai dodici anni già confermati in appello per un tentato omicidio”.

Questo il commento affidato all’Adnkronos dalla sorella di Fabrizio Piscitelli dopo la sentenza dei giudici della Terza Corte di Assise di Roma che hanno condannato l’argentino Raul Esteban Calderon all’ergastolo ma senza il riconoscimento del metodo mafioso. “La Corte d'Appello e la Cassazione a cui certamente ricorreranno i legali di questo soggetto non credo daranno esiti diversi che decreterebbero la morte della giustizia.Mio fratello nonostante la sua devianza e nonostante abbia fatto parte di questo sudiciume, deve avere giustizia.

Una risposta doverosa non solo a noi familiari ma anche – sottolinea la sorella di Piscitelli – alla parte di società più sana e civile.Spero che a breve il quadro ormai chiaro sui mandanti i cui nomi e soprannomi ricorrono da tempo, trovi la giusta cornice.

Detto ciò, voglio ringraziare in primis il dottor Michele Prestipino per aver dato nell'immediatezza la giusta lettura all'omicidio e per aver diretto a suo tempo le indagini avvalendosi, a mio modesto parere, dei migliori magistrati della Dda, i pm Mario Palazzi, Rita Ceraso e Francesco Cascini.Dico loro grazie perché nella funzione di requirenti hanno svolto e continuano a svolgere un lavoro encomiabile”.  “Tentare di ripulire una città dal lerciume criminale che ha sedotto mio fratello, non è semplice.

Ringrazio l'Arma dei Carabinieri che con il suo passo ha dato una svolta a questa indagine.Ho fiducia nella competenza e nell'impegno dei carabinieri che concluderanno l'indagine sui mandanti – sottolinea – malgrado questi abbiano studiato l'atto criminoso pensando di restare impuniti.

Infine voglio ringraziare la signora Bussone e i fratelli Capogna per la loro scelta di collaborare.Una scelta che induce a pensare ad un cambiamento di vita di cui potranno beneficiare anche i loro figli, anziché restare intrappolati nell'eredità criminale.

A Musumeci Gustavo o Esteban Calderon o Francisco come preferisce chiamarsi e ai suoi committenti auguro di saper vivere il resto dell'esistenza in carcere con la stessa impassibilità e freddezza che sembra caratterizzarli.Riusciranno questi a non improvvisare disturbi mentali o malattie incompatibili con la detenzione?

Vedremo”. “Non possiamo essere soddisfatti perché noi sosteniamo che l'autore di questo omicidio non è Calderon.Per questo siamo totalmente insoddisfatti ma per niente sorpresi”, afferma l’avvocato Gian Domenico Caiazza difensore, insieme alla collega Eleonora Nicla Moiraghi, di Raul Esteban Calderon dopo la sentenza di condanna all’ergastolo per l’omicidio di Fabrizio Piscitelli.  “Il fatto che non sia stato riconosciuto il metodo mafioso è certamente un risultato – sottolinea il penalista – I giudici hanno escluso anche l'aggravante del nesso teleologico tra il furto dell'arma e l'omicidio.

Se è stata esclusa questa aggravante dobbiamo immaginare che abbiano escluso forse che l'arma dell’omicidio sia stata quella, ma lo capiremo leggendo le motivazioni.Siamo comunque persuasi che non sia Calderon l'autore dell'omicidio.

Non c'è dubbio che ricorreremo in appello”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa in convalescenza, rinviata visita re Carlo e Camilla in Vaticano

0

(Adnkronos) – E' stata rinviata di "comune accordo", visto il recente lungo ricovero di Papa Francesco in ospedale, la visita in Vaticano di re Carlo e della regina Camilla, prevista l'8 aprile.Lo ha annunciato Buckingham Palace in una nota. I medici hanno suggerito che "Papa Francesco trarrebbe beneficio da un lungo periodo di riposo e recupero.

Le Loro Maestà inviano al Papa i loro migliori auguri per la sua convalescenza e non vedono l'ora di fargli visita in Vaticano una volta che si sarà ripreso", si legge nel comunicato.Carlo e Camilla saranno comunque in Italia, per una visita tra Roma e Ravenna. Il Papa trascorre la sua convalescenza al secondo piano di Casa Santa Marta, nella stanza 201, continuando – come hanno spiegato i medici del Gemelli – la terapia farmacologica e la fisioterapia motoria e, soprattutto respiratoria per riprendere l'uso della parola.

Bergoglio, come ha spiegato la Sala stampa vaticana, prosegue anche un po' di lavoro: oggi ha firmato due nomine, tra le quali quella del nunzio apostolico in Bielorussia mons.Ignazio Ceffalia.  In mattinata è stato diffuso anche un messaggio che il Papa ha inviato alla Plenaria della Pontificia commissione anti-abusi ma che aveva preparato durante il ricovero al Policlinico pochi giorni prima di essere dimesso.

Alla mattina Bergoglio concelebra la messa nella cappella del secondo piano della residenza dove vive.Le visite sono ridotte al minimo, come hanno prescritto i medici nello spiegare che "le infezioni più gravi sono superate" ma che ci sono altri "miceti" da debellare che richiederanno altro tempo e quindi il proseguimento della terapia farmacologica.

A Santa Marta, come aveva spiegato il medico referente in Vaticano, Luigi Carbone, il Papa può contare sull'equipe medica h 24 della Direzione di sanità e igiene del Vaticano. Francesco anche a Santa Marta continua con la somministrazione di ossigeno come negli ultimi giorni prima delle dimissioni dal Gemelli, ricevendo prevalentemente ossigeno ad alti flussi di notte, e alternanza di alti flussi a ossigeno con le cannule durante il giorno; ci sono anche momenti in cui non gli viene somministrato ossigeno come si è visto anche quando il Papa si è mostrato al mondo per la prima volta domenica dal balconcino del Gemelli, dopo trentotto giorni di invisibilità fatta eccezione per una foto di spalle e un audio registrato. Per ora, come ha spiegato anche ieri il segretario di Stato vaticano, card.Pietro Parolin, non è prevedibile che possano riprendere le udienze generali.

Domani verrà diffusa la catechesi solo in forma scritta, come accaduto durante il ricovero del Papa al Gemelli.Presumibilmente anche l'Angelus avrà la stessa diffusione, come per le altre sei domeniche scorse.

Non ci sono ancora decisioni prese per la Settimana Santa che arriva tra meno di un mese, dal 13 al 20 aprile, a fronte delle indicazioni dei medici che chiedono a Bergoglio di osservare una convalescenza di due mesi. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, operazione riuscita per Dybala: quando tornerà in campo

0

(Adnkronos) –
Intervento riuscito per Paulo Dybala.L'attaccante della Roma si era fermato per infortunio pochi minuti dopo il suo ingresso in campo contro il Cagliari, con gli esami dei giorni seguenti che avevano evidenziato una lesione del tendine semitendinoso della coscia sinistra e fatto supporre un lungo stop.

L'argentino aveva quindi deciso di operarsi e oggi, martedì 25 marzo, il club giallorosso ha comunicato il buon esito dell'operazione. "L'intervento chirurgico a cui si è sottoposto oggi il calciatore Paulo Dybala è perfettamente riuscito.Nei prossimi giorni Paulo comincerà la riabilitazione a Trigoria", ha scritto la Roma in una nota sul proprio sito ufficiale.  Dybala comincerà ora l'iter riabilitativo, ma la sua stagione, a nove partite dal termine del campionato e con la Roma fuori dalle coppe, è finita.

Per il rientro in campo dell'argentino se ne parlerà il prossimo agosto, con l'inizio della stagione 2025/26. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fondazione Snaitech, ChangeTheGame e Vero Volley insieme, nasce l’app ChangeTheGame

0

(Adnkronos) – Si è tenuto oggi, martedì 25 marzo, presso l’Ippodromo Snai San Siro, l’evento di presentazione dell’APP ChangeTheGame, la prima applicazione in Italia pensata per la prevenzione di ogni forma di abuso e violenza nello sport. L’evento, che nasce dalla collaborazione tra Fondazione Snaitech, ChangeTheGame e Vero Volley, ha visto la partecipazione di Martina Riva, Assessore allo Sport, al Turismo e alle Politiche Giovanili del Comune di Milano, Fabio Schiavolin, Vicepresidente Fondazione Snaitech e Amministratore Delegato Snaitech, Daniela Simonetti, fondatrice di ChangeTheGame, e Alessandra Marzari, Cofondatrice di ChangeTheGame e Presidente Consorzio Vero Volley. Dopo aver inaugurato il primo sportello di assistenza psicologica gratuita per le vittime di violenze in ambito sportivo presso l’Università La Sapienza di Roma lo scorso settembre, Fondazione Snaitech e l’associazione ChangeTheGame proseguono il loro impegno con un’innovativa soluzione digitale, affiancate in questo nuovo progetto dal Consorzio Vero Volley, realtà di riferimento nella pallavolo italiana. Le tre realtà hanno scelto di unire le forze per costruire un futuro in cui lo sport sia per tutti e tutte sinonimo di rispetto, sicurezza e condivisione. L’app ChangeTheGame, sviluppata da TXT Group, nasce per rispondere a un’esigenza concreta: offrire ai giovani sportivi uno strumento accessibile e immediato per riconoscere, prevenire e contrastare situazioni di abuso. "Sostenere strumenti concreti per prevenire abusi e violenze nello sport significa difendere la parte più autentica di ciò che lo sport rappresenta: un luogo sicuro dove crescere, imparare il rispetto e costruire relazioni sane”, dichiara Martina Riva, Assessore allo Sport, al Turismo e alle Politiche Giovanili del Comune di Milano. “L’app ChangeTheGame è un passo importante verso una cultura sportiva fondata sull’ascolto, sulla tutela dei più giovani e sull’inclusione.Come Comune di Milano siamo al fianco di chi, come Fondazione Snaitech, ChangeTheGame e Vero Volley, sceglie di agire con coraggio e responsabilità per proteggere i valori più profondi dello sport”. “Lo sport deve essere un luogo di crescita, rispetto e inclusione.

Quando questi valori vengono compromessi da abusi e violenze, è nostro dovere intervenire”, sottolinea Fabio Schiavolin, Vicepresidente di Fondazione Snaitech. “Per questo abbiamo deciso di sostenere e promuovere questo progetto con ChangeTheGame e siamo orgogliosi di presentare uno strumento innovativo per offrire supporto e ascolto ai giovani atleti e atlete.Ci auguriamo che questo sia solo l’inizio di un cambiamento concreto, in cui la passione e il divertimento rimangano gli unici protagonisti dello sport”. “ChangeTheGame ringrazia la Fondazione Snaitech per essere parte attiva di un cambiamento radicale nel contesto sportivo, quello che mette al primo posto il benessere psicofisico degli atleti e delle atlete, il loro ascolto, la loro crescita.

Una ‘rivoluzione’ già presente e operativa all’interno del Consorzio Vero Volley che ha fatto dei valori le proprie linee guida”, dichiara Daniela Simonetti, fondatrice di ChangeTheGame. “Essere concreti, passare dalle parole ai fatti, dare uno strumento pratico come un’app per crescere sul fronte della consapevolezza e per facilitare la richiesta di ascolto e di aiuto è un passo da gigante in linea con gli orientamenti internazionali.Uno strumento – sviluppato da TXT che si è messa al servizio di una causa giusta – per ricordare a tutti i protagonisti dei contesti sportivi che lo sport significa divertimento, amicizia, empatia, solidarietà, ascolto e attenzione”. "Lo sport, per definizione, è sinonimo inclusione, collaborazione e unione In quanto realtà di spicco nel settore siamo chiamati ogni giorno a far valore questa tipologia di concetti, in particolar modo, agli occhi dei più piccoli e giovani, i quali necessitano di modelli esperti da cui prendere spunto per trovare nella disciplina sportiva non un luogo di scontro, bullismo e violenza, bensì di crescita, consapevolezza, amicizia, rispetto e passione.

Sotto questo punto di vista, il momento del gioco, in età evolutiva, è una grande occasione formativa che abbiamo, al fine di creare delle abilità di vita nel giovane”, dichiara Alessandra Marzari, Cofondatrice di ChangeTheGame e Presidente Consorzio Vero Volley. “Il lancio dell’App, nata grazie alla partnership con Fondazione Snaitech e alla collaborazione pluriennale con ChangeTheGame, per noi ha un significato di estrema importanza perché siamo convinti che, grazie a un utilizzo consapevole dell’applicazione stessa, potremo offrire un aiuto ancora più deciso e concreto utile a combattere e sconfiggere la violenza nel mondo sportivo”. Grazie a un’interfaccia intuitiva, ingaggiante e a contenuti divertenti, l’app si propone come strumento utile a identificare situazioni di disagio attraverso giochi e materiale informativo pensati da professionisti esperti per aiutare i giovani atleti a riconoscere comportamenti inappropriati e a conoscere i propri diritti. A queste prime sezioni educative e ludiche, si affianca anche un’ulteriore una funzione dedicata alla segnalazione di comportamenti inadeguati.Identificata con il pulsante HELP, rappresenta uno strumento di emergenza che consente di inoltrare una richiesta di aiuto immediata.

Per gli Under 14, la segnalazione viene inviata direttamente ai genitori, mentre per i ragazzi sopra i 14 anni e gli adulti è possibile scegliere fino a cinque contatti di fiducia. Nel corso dei mesi sono previsti alcuni aggiornamenti che permetteranno l’implementazione di ulteriori sezioni e contenuti. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Ai figli solo il cognome della madre”, la proposta di Franceschini

0

(Adnkronos) – Niente più doppio cognome, tantomeno il tradizionale cognome paterno: la nuova proposta è di dare ai neonati il solo cognome della madre.A presentarla è Dario Franceschini, che la intende come un "risarcimento per un'ingiustizia secolare" nei confronti delle donne. "Presenterò un Ddl per dare ai figli solo il cognome della madre", ha annunciato stamattina all'Assemblea del gruppo Pd del Senato convocata per fare il punto sugli argomenti all'Ordine del giorno a palazzo Madama.

Un'iniziativa "a titolo personale" e sulla quale "non impegno il Gruppo", ha chiarito l'ex ministro che poi ha spiegato il senso dell'iniziativa come un "risarcimento" per le donne, visto che "per secoli" i figli hanno avuto solo il cognome paterno.I Ddl sul cognome dei figli sono in discussione in commissione Giustizia a Senato, dove sono stati presentanti testi da diversi gruppi parlamentari.  Sui social Franceschini poi ha spiegato: "Ai figli solo il cognome della madre.

Anziché creare infiniti problemi con la gestione dei doppi cognomi, dopo secoli in cui i figli hanno preso il cognome del padre, stabiliamo che dalla nuova legge prenderanno il solo il cognome della madre.E’ una cosa semplice e anche un risarcimento per una ingiustizia secolare che ha avuto non solo un valore simbolico ma è stata una delle fonti culturali delle disuguaglianze di genere".

Non sono mancate le risposte, come quella di Carlo Calenda che sui social scrive: "Altre priorità non ne abbiamo?Boh".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Delitto di Garlasco, Sempio: “Comprendo la difesa di Stasi ma ora basta”

0

(Adnkronos) – "Io comprendo i tentativi che possa fare la difesa (di Alberto Stasi, ndr) ancora negli anni, lo posso capire, però anche basta.Arriva un punto in cui ti dico basta".

E' lo sfogo di Andrea Sempio, nuovamente indagato dalla procura di Pavia per l'omicidio di Chiara Poggi, in un'intervista rilasciata oggi, 25 marzo, al programma 'Storie Italiane' condotto da Eleonora Daniele su Rai 1.  Sempio è sempre stato amico del fratello della vittima e a Marco Poggi il 37enne è ancora legato. "Ci siamo sentiti subito, il primo giorno.Lui subito mi ha chiamato.

Ci diciamo le solite cose, di farci forza e che prima o poi passerà anche questa", ha raccontato Sempio. Nel frattempo, da quando ha saputo di essere nuovamente indagato, il suo stato d'animo "è un turbine: ci sono giornate in cui la tensione si allenta un po' e ci sono i momenti in cui esce una qualche notizia, è un'alternanza tra momenti di quasi calma e momenti pesanti", ha detto l'indagato alle telecamere di 'Storie Italiane'.Quando ha ricevuto l'avviso di garanzia "all'inizio non avevo neanche capito – afferma – .

Poi quando mi sono trovato davanti il foglio che diceva che era di nuovo per la vicenda di Garlasco, questa volta in concorso…ti crolla la realtà addosso, non sai più cosa ti sta succedendo.

Sono dovuto andare dai miei e avvertirli: 'Ci siamo di nuovo, siamo di nuovo dentro'".  Il problema – ha spiegato il 37enne – non è tanto la nuova inchiesta, condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Milano, quando l'impatto mediatico. "Questa vicenda purtroppo va su due fronti: quello legale e quello mediatico, che al momento è quello che ha il peso preponderante, perché non è una cosa che cade solo sulle mie spalle, ma su quelle di tutte le persone che mi sono vicine, dagli amici, alla mia famiglia, ai colleghi di lavoro.E' un disastro, una cosa che schiaccia tutto". Dopo un periodo di ferie, Sempio ora è rientrato al lavoro. "Se stai a casa, ti dicono che ti stai nascondendo.

Se non esci e non fai la vita di prima, è sospetto.Come se tu la vita di prima potessi farla".

E poi "in qualche modo darti da fare e tenerti occupato, altrimenti la testa va sempre lì".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

A Capodimonte l’Annunciazione di Ludovico Carracci

0

(Adnkronos) – Il Museo e Real Bosco di Capodimonte presenta “L’ospite bolognese. Ludovico Carracci (1555-1619)” con l’Annunciazione (1584, olio su tela, 182,5 x 221) in prestito dalla Pinacoteca nazionale di Bologna fino al 15 giugno. La mostra è stata inaugurata oggi, 25 marzo, giorno nel quale la Chiesa cattolica celebra l’Annunciazione del Signore.  

“Dopo Rubens e Baglione ecco il terzo atteso ospite del mese di marzo che arricchisce ancora di più l’offerta della Primavera dell’arte a Capodimonte: Ludovico Carracci, al quale dedichiamo la sala 6 – spiega Eike Schmidt, direttore del Museo -. I visitatori troveranno la sua celebre Annunciazione in dialogo con due opere di Capodimonte, dello stesso periodo e sul medesimo fondamentale tema iconografico, una di Scipione Pulzone e l’altra di Francesco Curia. Una gradita formula quella dell’Ospite che testimonia il costante dialogo con importanti istituzioni italiane e internazionali e che ben si adatta, in concomitanza dei lavori nella Reggia, all’esigenza di mostre agili, coinvolgenti, e confronti pensati per esaltare il nostro patrimonio”. 

Nell’opera ‘ospite’, in visita da Bologna, la Vergine intenta a leggere un libro di preghiere, è interrotta da un angelo che le porge un giglio e le annuncia che Dio si è incarnato in lei. L’inginocchiatoio in legno, la cesta di vimini con il cucito e il letto sulla destra, così come le linee del pavimento in cotto che segnano la fuga prospettica, alludono a un evento miracoloso che avviene in un ambiente scarno, simile a un’umile dimora della Bologna del tempo. Le torri cittadine si intravedono anche attraverso la finestra aperta da cui irrompe la colomba dello Spirito Santo. È con un preciso intento didattico e in piena sintonia con i dettami del Concilio di Trento (1545-1563), la risposta cattolica alle nuove dottrine luterana e calvinista, che Ludovico Carracci ideò questa pala orizzontale, originariamente collocata nella sede di una compagnia religiosa e non in una chiesa. Dopo i seducenti virtuosismi del Manierismo, Ludovico interpreta il tema in maniera piana e devota, facilmente intellegibile, come a voler facilitare l’immedesimazione del fedele spettatore.  

L’opera di Scipione Pulzone (Gaeta, 1550 ca. – Roma, 1598) proposta in sala 6 (primo piano) è datata 1587 (olio su tela, da Gaeta chiesa di Sant’Angelo in Planciano) e firmata sul cartiglio collocato nella parte bassa dell’inginocchiatoio. Raffigura la Vergine che, interrotta durante la lettura, ascolta il messaggio dell’Arcangelo e accetta ciò che il Signore, circondato da angeli, ha in serbo per lei. La stanza semplice, dove vi sono una sedia di vimini e gli strumenti da cucito, si affaccia su un panorama che ricorda quello del golfo di Gaeta. Attraverso questi espedienti, il pittore avvicina l’episodio sacro alla vita quotidiana dello spettatore. 

Francesco Curia (documentato dal 1588 – Napoli, 1608) dipinse la sua Annunciazione nel 1596-1597 (olio su tavola provenienza Napoli, chiesa di Santa Maria di Monteoliveto). Il dipinto mostra lo stile peculiare dell’autore, che ambienta l’episodio sacro nell’elegante portico di una strada di città. I colori vivaci delle vesti e la raffinata resa dei dettagli, come le preziose venature del marmo o il broccato che copre il leggio, suggeriscono un contatto diretto con artisti fiamminghi, che Curia poteva aver conosciuto a Napoli e nel corso dei suoi numerosi viaggi. 

Mamma record in Germania, a 66 anni partorisce il decimo figlio

0

(Adnkronos) –
A 66 anni ha dato alla luce il suo decimo figlio, Phillip, 3,550 grammi per 50 centimetri, nato mercoledì scorso con parto cesareo. "Sta molto bene, i suoi valori sono ottimali", assicura la mamma ai giornalisti.La donna è stata seguita dal professore Wolfgang Henrich, direttore del Dipartimento di Ostetricia e dalla sua équipe interdisciplinare dell'Ospedale universitario Charité di Berlino durante la gravidanza e il parto cesareo, eseguito a 37 settimane.  Secondo la Bild, che ha visto la mamma nella clinica Virchow, Alexandra ha avuto otto dei suoi dieci figli dopo i 53 anni. "L'età e l'elevato numero di parti cesarei – otto – sono una rarità assoluta in ostetricia e hanno rappresentato una sfida", afferma Henrich. "Grazie alla sua costituzione fisica particolarmente buona e al suo equilibrio mentale, la signora Hildebrandt ha affrontato bene la gravidanza.

L'operazione si è svolta senza complicazioni". I rischi maggiori per la madre erano rappresentati dai problemi cardiovascolari e dalle aderenze conseguenza dei sette precedenti parti cesarei.Hildebrandt aveva precedentemente dato alla luce i gemelli Elisabeth e Maximilian che ora hanno 12 anni, Alexandra 10, Leopold 8, Anna 7, Maria 4 e Katharina 2 anni.

Ha poi due figli più grandi, nati nel 1979 (Svetlana, 45 anni, medico) e nel 1989 (Artjom, 36 anni, diplomatico). La neomamma si è detta felicissima della sua famiglia numerosa e ha detto di voler incoraggiare gli altri a fare più figli.La donna non ha avuto bisogno di alcuna forma di assistenza medico-riproduttiva per questa decima gravidanza, ha assicurato rispondendo ad una domanda di Bild: "Mangio sano, nuoto regolarmente un'ora e corro per due ore, non fumo, non bevo e non ho mai usato contraccettivi". "E' la gravidanza della mamma più in avanti con l'età che io abbia seguito al Charité", ha spiegato Heinrich, che ha praticato a Hildebrandt anch i precedenti cesarei. "E' stata una gravidanza senza complicazioni".  "Perché un decimo figlio?", "perché no, se posso?". "È bello quando ci si siede tutti intorno a un grande tavolo in sala da pranzo".

Hildebrandt e suo marito, l'ex deputato della Cdu Daniel Dormann, 59 anni, hanno appena preso casa a Berlino-Zehlendorf. "Lì, tutti i bambini avranno la loro stanza", assicura.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dante, Divina Commedia Opera Musical in Cina, Ortis: “Cultura e bellezza ponte tra popoli”

0

(Adnkronos) – “La cultura e la bellezza sono ponti incrollabili che, diversamente dai ponti architettonici o dai ponti economici, insistono perché immateriali. È un'operazione, questa, straordinaria di unione, di collegamento, di dialogo.Un dialogo profondo, eterno che possa abitare, come la letteratura di Dante e Dante stesso, in un tempo che è un non tempo, un per sempre".

A dirlo Andrea Ortis, co-autore e regista de 'La Divina Commedia Opera Musical', alla presentazione, presso la sede della Società Dante Alighieri, a Roma, della tournée in Cina dell’acclamato kolossal teatrale prodotto da Mic International Company, che a partire dal 25 aprile farà il suo debutto toccando 15 grandi città, tra cui Pechino, Shanghai e Hong Kong, in collaborazione con We Opera Studio Limited.  “Toccheremo 15 città in tutta la Cina e in un momento storico come questo è una condizione straordinaria – spiega Ortis – che dimostra ancor di più di come la bellezza e la cultura possano essere un ponte tra popoli e il vero linguaggio da seguire". "Dante è un elemento di enorme modernità, perché ha mappato l'animo dell'uomo e l'animo dell'uomo persevera.E’ eterno proprio perché le nuance che abitano nell'uomo” come “i desideri, le fiducie, le aspirazioni, i sogni e le cadute, appartengono agli uomini di tutti i tempi e di tutti i popoli.

La vera modernità di Dante è la storia e la storia, paradossalmente, è l'aspetto più moderno che possiamo avere”, conclude. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dante, Gravina (Mic Musical): “Ricreiamo una storia senza tempo in musica e danza”

0

(Adnkronos) – "L'opera di Dante è immortale, attraversa i secoli e ha sempre degli attimi di modernità incredibili.Tant'è che in tutto il percorso che descriviamo in un linguaggio nuovo attraverso la musica, la danza e le arti visive, riusciamo davvero a ricreare un percorso umano di una storia che non ha tempo".

Così Francesco Gravina, produttore de 'La Divina Commedia Opera Musical' e presidente della Mic Musical è intervenuto all’evento di presentazione, presso la sede della Società Dante Alighieri, a Roma, della tournée in Cina de 'La Divina Commedia Opera Musical', l’acclamato kolossal teatrale prodotto da Mic International Company, che a partire dal 25 aprile farà il suo debutto in Cina, toccando 15 grandi città, tra cui Pechino, Shanghai e Hong Kong, in collaborazione con We Opera Studio Limited.  Il produttore, poi, spiega perché la scelta della Cina per il debutto della tournée: “Tra tutti i mercati emergenti, quello della Cina è veramente molto attento alla cultura”.Pertanto “c'è stata l'opportunità di intraprendere questo percorso e crediamo che il punto di partenza per tutto il tour internazionale che stiamo programmando possa essere proprio la Cina, in un anno importante tra relazioni Italia-Cina, che avviene, appunto, quest'anno”.  "Oggi sono tantissimi i ragazzi delle scuole che si sono appassionati attraverso questa modalità di trasmissione del messaggio sempre attuale della Divina Commedia – conclude Gravina – e ci auguriamo che anche in Cina possa avere lo stesso tipo di successo che abbiamo avuto in Italia”.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

De Rossi e il ritorno in panchina: “Presto allenerò di nuovo una squadra”

0

(Adnkronos) –
Daniele De Rossi torna in panchina?Dopo l'esonero dalla Roma, arrivato lo scorso settembre, l'ex centrocampista è pronto ad allenare di nuovo: "Spero di non essere libero per fare il mister a breve, anzi secondo me non sarò libero per fare l'allenatore", ha detto De Rossi, oggi anche presidente dell’OstiaMare, nel corso del sopralluogo congiunto con l’assessore allo Sport, Turismo, Moda e Grandi Eventi di Roma Capitale Alessandro Onorato e il presidente del X municipio della Capitale Mario Falconi all’impianto sportivo Anco Marzio di Ostia. "Il mio lavoro è un altro, la mia passione gigante è quella di allenare", ha detto De Rossi, "e un allenatore non ha tempo di pensare a due squadre.

Quindi questo era il momento migliore per questa bella storia.In futuro so che non sarò capace di farlo perché non avrò tempo, perché il lavoro di allenatore ti toglie ancora più energie di quello che fa il lavoro da proprietario". De Rossi ha parlato anche dello stato del calcio italiano, in particolare dei giovani: "Penso che per sviluppare i ragazzi come siamo stati cresciuti noi, manchino 5, 6, 8 ore di calcio per strada a settimana.

Una volta si giocava sul cemento o sulla sabbia, ed è un modo diverso di toccare la palla", ha spiegato l'ex capitano della Roma, "se guardiamo ad Argentina e Brasile, la sensazione è che loro continuino, anche a volte per necessità, a giocare tanto per strada, nei campetti o sulla sabbia, sulle superfici sconnesse.La scuola calcio è molto importante, ma non deve sostituire completamente quella che è poi l'attività ludica del giocatore, del ragazzino.

Fra qualche anno, magari ciclicamente, torneremo a produrre i Totti e i Del Piero.Forse qualche talento in più nelle altre nazionali si può notare, i vari Mbappé, Sané, Foden". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’ex arbitro De Santis: “Var usato male, arbitri tornino a fare arbitri”

0

(Adnkronos) – Il Var chiarito negli stadi al popolo dei tifosi durante i match "sarebbe ottimo per spiegare le decisioni, ma il problema è a monte.Se non ci sono decisioni univoche, come accade spesso, il Var è uno strumento che viene usato male".

Lo ha detto all'Adnkronos l'ex arbitro Massimo De Santis. "Sarebbe un ottimo strumento a disposizione dell'arbitro soprattutto per far comprendere a calciatori e a spettatori che la partita termina senza errori, ma è uno strumento che si sta utilizzando male e ci lascia sempre tutti col dubbio al termine di qualsiasi partita.Invece Aia, Figc e tutte le componenti del calcio devono dare una linea chiara e univoca, che possa far vedere che la stessa decisione viene presa su tutti i campi allo stesso modo.

E soprattutto che venga presa la decisione giusta". Il nuovo strumento, il VarDict, non potrebbe innescare reazioni pericolose nelle tifoserie presenti? "Se i tifosi vedono la spiegazione e si rendono conto che immagini e decisione presa coincidono perfettamente – ha aggiunto De Santis – questa viene accettata.Il problema è quando vengono poste delle immagini in cui il rigore c'è perché le immagini lo dimostrano chiaramente, ma si vanno a trovare delle motivazioni per le quali non viene concesso.

Secondo me è da rivedere il calcio con il Var perché sta diventando un calcio troppo soggettivo e in funzione di quello che decidono in sala Var.Questo non può accadere.

Per questo sono dell'opinione che l'arbitro debba tornare a fare l'arbitro e dimostrare di sapere arbitrare". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, Capello critica Totti: “Non correva e non aveva dribbling”

0

(Adnkronos) –
Capello lancia una frecciata a Francesco Totti.L'ex allenatore, tra le altre della Roma, ha parlato del suo ex attaccante, con cui ha vinto uno scudetto nel 2001: "Lui era un centrocampista avanzato.

Aveva una grande visione di gioco, non correva e non aveva dribbling", ha detto Capello a RSI.Eppure, già nella stagione del tricolore, Totti collezionò 13 gol e tre assist, contribuendo in maniera decisiva alla vittoria del campionato. Il rapporto tra Capello e Totti, in ogni caso, non è mai decollato, tanto che l'ex capitano giallorosso fu spesso sostituito: "A Torino feci entrare Nakata al suo posto, avevo capito che non era in giornata.

Mi serviva brio, gente che correva e così misi in campo anche Montella.Nel mestiere dell'allenatore servono queste intuizioni, e infatti loro fecero i gol che ci permisero di pareggiare quell'incontro, poi decisivo per vincere il campionato". Capello ha raccontato altri aneddoti riguardo il suo periodo alla Roma, uno relativo proprio al giorno della vittoria dello scudetto, quando i tifosi giallorossi, a pochi minuti dal termine della partita contro il Parma, fecero invasione di campo sul prato dell'Olimpico: "Mi ricordo che ero arrabbiatissimo.

A dieci minuti dalla fine hanno fatto invasione di campo, rischiavamo la sconfitta a tavolino.In quel momento ero una belva.

I tifosi non avevano capito il pericolo che stavamo correndo".  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gigi D’Alessio e l’allarme sull’intelligenza artificiale: “Musica senza creatività”

0

(Adnkronos) – "Bisogna assolutamente regolamentare l'intelligenza artificiale perché andremo incontro ad una generazione mediocre e sfaticata", così Gigi D'Alessio ha spiegato il suo punto di vista sul rapporto tra la musica e l'intelligenza artificiale. Il cantautore napoletano è intervenuto in collegamento video al seminario 'Musica e Intelligenza Artificiale: Opportunità, rischi e la sfida nella regolamentazione' che si è tenuto oggi, martedì 25 marzo, nella sede del ministero della Cultura. "Se avrò una macchina che lavora al posto mio vuol dire che io non farò nulla, non imparerò nulla.Lo sappiamo bene – ha aggiunto – la macchina non ha mai espresso emozioni.

L'intelligenza artificiale non è altro che un recipiente in cui ci sono tutti i contenuti da cui si tira fuori – e parlo del mio settore – una canzone.Secondo me questa non è una cosa bella.

Che fine faranno i Mogol, i Migliacci, i Baglioni, autori che hanno scritto canzoni che cantiamo tutti e che stanno nel nostro Dna?". "La macchina – ha sottolineato ancora l'artista – non ha occhi, la macchina non ha sangue nelle vene, non sa che cosa è il battito del cuore quando si scrive una canzone.E' un po' questo il problema.

Io sono uno che ha dedicato la vita alla musica, ho studiato dieci anni di Conservatorio con sacrifici.Le macchine – conclude D'Alessio – dobbiamo usarle e non farci usare da loro.

Questo è il mio pensiero e parlo a nome di tutti gli autori, di tutti i musicisti.Io faccio un discorso soprattutto da musicista: la creatività verrà meno e avremo tutti i prodotti uguali.

Addirittura le case discografiche potranno anche non investire sugli artisti facendo dei dischi con l'intelligenza artificiale.Quindi a noi rimarrà solo il live, ma perderemo tutta la creatività". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Un tumore gli invadeva mezzo viso, salvato a Bologna da un intervento hi-tech

0

(Adnkronos) –
Intervento record al Policlinico Sant'Orsola di Bologna, dove a un paziente è stato asportato un tumore che invadeva la metà del suo viso, poi ricostruita grazie a tecniche all'avanguardia.Un intervento durato 14 ore, al seguito del quale il paziente non solo riconosce il suo viso allo specchio, ma ha anche avuto un recupero veloce che gli ha permesso di tornare a parlare e ad alimentarsi normalmente.  
Il tumore di Massimiliano era partito dalla mascella e presto si è preso tutto: orbita, naso, seni paranasali e base del cranio, l'intera parte destra del volto. "Invadeva metà del mio viso", ricorda l'uomo, protagonista dell'intervento record di asportazione e ricostruzione eseguito al Policlinico Sant'Orsola di Bologna. "Un'impresa unica", la descrivono dall'ospedale: "Tre protesi personalizzate realizzate con diversi materiali e grazie all'uso della pianificazione chirurgica virtuale, della realtà aumentata e della tecnologia 3D", abbinate a un autotrapianto d'osso.  
Veloce il recupero: dopo cinque giorni il paziente ha ripreso a parlare, dopo 12 ad alimentarsi normalmente e dopo 15 era a casa.

La vista è rimasta inalterata e non sono previste altre terapie, salvo una riabilitazione mirata con anche esercizi di logopedia. "Ho potuto contare sulla presenza umana di professionisti straordinari che si sono presi cura di me, mi hanno dato forza e voglia di tornare alla mia vita", racconta Massimiliano. "Oggi – dice – mi riconosco nel mio viso allo specchio".  "Il tumore è comparso per la prima volta 10 anni fa, allora era impossibile fare qualcosa di diverso dalla chirurgia conservativa – spiega l'uomo – A ottobre è tornato per la terza volta: mi è stato proposto quindi di agire in modo più aggressivo grazie alle protesi e alle nuove competenze.Sono molto grato ai professionisti e non solo ai chirurghi: al Sant'Orsola mi sono sentito a casa tutto il tempo" e "per me è stato fondamentale: ho subito un intervento durato 14 ore e sono stato ricoverato due settimane", sottolinea Massimiliano.   "Il problema era grande e la nostra risposta lo è stata altrettanto – afferma Achille Tarsitano, direttore Chirurgia maxillo facciale Irccs Policlinico Sant'Orsola – Dopo avere eliminato la malattia abbiamo ricostruito le strutture ossee con un intervento complesso e all'avanguardia.

In questo caso demolire, senza avere la possibilità di una contestuale ricostruzione di alta precisione, avrebbe significato mutilare il viso sia dal punto di vista estetico che funzionale".Alle tre protesi, disegnate e fabbricate su misura, "abbiamo affiancato un trapianto di alcune componenti utilizzando l'osso della fibula del paziente.

Il tutto grazie alla collaborazione fondamentale dei colleghi della Chirurgia plastica" guidati da Federico Contedini.  L'ospedale festeggia "un risultato straordinario per un intervento non ordinario, se si pensa che fino a pochi anni fa una ricostruzione come questa sarebbe stata difficile anche solo da immaginare".Tarsitano assicura che "per la chirurgia maxillo-facciale l'uso delle tecnologie 3D e della realtà aumentata ha rappresentato una nuova frontiera.

Il progetto di ricerca su questa tematica – riferisce – è nato all'interno del Dipartimento di Scienze biomediche e neuromotorie dell'università di Bologna.In virtù dei positivi risultati ottenuti, è stato possibile trasferire la tecnologia nella pratica clinica.

Oggi riusciamo a proporre ai pazienti soluzioni che rispettano fedelmente la figura di partenza.Questo è estremamente significativo perché stiamo parlando del volto.

L'impatto clinico e sociale è altissimo".  "In Emilia Romagna i risultati più stupefacenti della ricerca e dell'innovazione tecnologica in ambito medico sono a disposizione di chiunque ne abbia bisogno – commenta l'assessore alle Politiche per la salute della Regione, Massimo Fabi – grazie al nostro sistema sanitario pubblico e universalistico, a tecnologie all'avanguardia e a professionisti d'eccellenza.In concreto, ciò significa permettere a un paziente di guarire da un tumore al volto senza compromettere la qualità della sua vita.

In altre realtà queste tecniche sono riservate solo a pochi privilegiati.Per questo continueremo a lottare per un sistema sanitario che garantisca cure a tutti, compresi i molti pazienti provenienti da altre regioni", aggiunge l'assessore, rivolgendo "un doveroso ringraziamento e congratulazioni a tutti i ricercatori e all'équipe chirurgica che hanno permesso di raggiungere questo straordinario risultato". 
La tecnologia Cad-Cam (Computer Assisted Design-Computer Assisted Manufacturing) – approfondisce una nota del Policlinico Sant'Orsola – permette di progettare digitalmente un intervento demolitivo e ricostruttivo sulla base della Tac del paziente.

Attraverso un programma di pianificazione virtuale, è possibile disegnare e stampare in 3D guide di taglio personalizzate che consentono al chirurgo di replicare con precisione il piano chirurgico virtuale e di realizzare protesi fedelissime con materiali di ultima generazione.Queste tecnologie di pianificazione virtuale e stampa 3D sono facilitate all'interno dell'Irccs anche grazie alla presenza dell'eDimes Lab diretto dalla Emanuela Marcelli dell'università di Bologna.

La tecnologia Cad-Cam non solo ha rivoluzionato la pianificazione preoperatoria, consentendo ai chirurghi di valutare opzioni e prevedere risultati con precisione, ma ha anche ridotto il rischio di complicanze intra e postoperatorie.La produzione di protesi con materiali biocompatibili ha migliorato significativamente l’adattabilità anatomica e funzionale, contribuendo all'eccellenza nella ricostruzione cranio-facciale.

Le protesi realizzate tramite tecnologia Cad-Cam sono inoltre più rapide da produrre rispetto alle tecniche tradizionali, riducendo i tempi di attesa per i pazienti. 
La Chirurgia orale e maxillo Facciale del Sant'Orsola è stata pioniera in questa metodologia sin dal 2012, riporta il policlinico.A oggi sono state impiantate circa 200 protesi personalizzate, rappresentando così la casistica più ampia in ambito nazionale.

Centro di eccellenza nazionale, accoglie per il 60% pazienti provenienti da altre regioni, dimostrando il suo impegno costante nell'offrire cure all'avanguardia per tutti.Il successo di questa procedura offre speranza e migliora significativamente la qualità di vita per i pazienti, evidenziando il ruolo cruciale della tecnologia e dell'innovazione applicata in un luogo come l'Irccs. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)