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Juve Stabia, ufficializzati date e orari dalla 17esima alla 19esima giornata

Juve Stabia, ufficializzati date e orari dalla 17esima alla 19esima giornata di Serie B: Vespe sempre in campo di pomeriggio alle ore 15

Juve Stabia, ufficializzati date e orari dalla 17esima alla 19esima giornata

Sono stati ufficializzati date e orari delle gare della 17^ alla 19^ giornata del Campionato Serie BKT 2019/2020.

Di seguito l’elenco della gare con date e orari:

17a GIORNATA DI ANDATA
Spezia – Cremonese: venerdì 20 dicembre 2019, ore 21.00
Cittadella – Chievo Verona: sabato 21 dicembre 2019, ore 15.00
Crotone – Livorno: sabato 21 dicembre 2019, ore 15.00
Empoli – Salernitana: sabato 21 dicembre 2019, ore 15.00
Juve Stabia – Venezia: sabato 21 dicembre 2019, ore 15.00
Perugia – Entella: sabato 21 dicembre 2019, ore 15.00
Benevento – Frosinone: sabato 21 dicembre 2019, ore 18.00
Pescara – Trapani: domenica 22 dicembre 2019, ore 15.00
Pisa – Cosenza: domenica 22 dicembre 2019, ore 15.00
Pordenone – Ascoli: domenica 22 dicembre 2019, ore 21.00
18ª GIORNATA DI ANDATA
Cosenza – Empoli: giovedì 26 dicembre 2019, ore 12.30
Chievo Verona – Benevento: giovedì 26 dicembre 2019, ore 15.00
Cremonese – Juve Stabia: giovedì 26 dicembre 2019, ore 15.00
Frosinone – Crotone: giovedì 26 dicembre 2019, ore 15.00
Livorno – Pescara: giovedì 26 dicembre 2019, ore 15.00
Salernitana – Pordenone: giovedì 26 dicembre 2019, ore 15.00
Trapani – Perugia: giovedì 26 dicembre 2019, ore 15.00
Venezia – Cittadella: giovedì 26 dicembre 2019, ore 15.00
Ascoli – Pisa: giovedì 26 dicembre 2019, ore 18.00
Entella – Spezia: giovedì 26 dicembre 2019, ore 21.00
19ª GIORNATA DI ANDATA
Pescara – Chievo Verona: domenica 29 dicembre 2019, ore 12.30
Cittadella – Entella: domenica 29 dicembre 2019, ore 15:00
Crotone – Trapani: domenica 29 dicembre 2019, ore 15:00
Juve Stabia – Cosenza: domenica 29 dicembre 2019, ore 15:00
Perugia – Venezia: domenica 29 dicembre 2019, ore 15:00
Pisa – Frosinone: domenica 29 dicembre 2019, ore 15:00
Pordenone – Cremonese: domenica 29 dicembre 2019, ore 15:00
Spezia – Salernitana: domenica 29 dicembre 2019, ore 15:00
Benevento – Ascoli: domenica 29 dicembre 2019, ore 18:00
Empoli – Livorno: domenica 29 dicembre 2019, ore 21:00

 

a cura di Natale Giusti 

 

Ercolano, aggredisce la moglie e minaccia i genitori: arrestato

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Calci e pugni alla moglie, arrestato marito violento

Ieri notte personale del Commissariato di Portici – Ercolano è intervenuto in via  Gabriele D’Annunzio ad Ercolano per una segnalazione di persona in forte stato di agitazione.
Sul posto i poliziotti hanno trovato una donna, molto turbata e con evidenti segni di percosse, che ha riferito di essere stata aggredita dal marito con calci e pugni; nell’abitazione,  intanto, il coniuge stava aggredendo in modo violento anche i propri genitori minacciandoli di morte.

L’uomo, un 32enne napoletano noto alle forze dell’ordine, dopo essere stato denunciato per maltrattamenti in famiglia, si è ripresentato presso l’abitazione della madre minacciandola ed aggredendola una seconda volta e  devastando l’appartamento.

Gli agenti  sono intervenuti nuovamente e lo hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia, lesioni e minacce gravi.

L’uomo, un 32enne napoletano noto alle forze dell’ordine, dopo essere stato denunciato per maltrattamenti in famiglia, si è ripresentato presso l’abitazione della madre minacciandola ed aggredendola una seconda volta e  devastando l’appartamento. L’uomo, un 32enne napoletano noto alle forze dell’ordine, dopo essere stato denunciato per maltrattamenti in famiglia, si è ripresentato presso l’abitazione della madre minacciandola ed aggredendola una seconda volta e  devastando l’appartamento. v v v v v v v v v 

Castellammare, estorsioni ordinate in stile lista della spesa

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“Oggi latte e legno”, la lista della spesa del clan

Castellammare, questa mattina la Guardia di Finanza hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura di custodia cautelare in carcere ed agli arresti domiciliari nei confronti di 20 soggetti ritenuti promotori, affiliati o strettamente contigui al “clan CESARANO”.

Il clan era solito organizzare il giro di estorsioni come una lista della spesa: “Oggi latte, alluminio e legno”. La frase è contenuta all’interno del faldone con decine di intercettazioni che hanno portato all’esecuzione delle misure cautelari. Giovanni Cesarano, avrebbe ordinato “latte, alluminio e legno” a Aniello Falanga.

Inoltre all’interno della documentazione, si legge anche: “Se ti dico struppialo, tu vai là e struppialo… se non paghi (in riferimento alla vittima delle estorsioni) ti siedono sulla sedia a rotelle e ne esci con il cucchiaino”. Inoltre all’interno della documentazione, si legge anche: “Se ti dico struppialo, tu vai là e struppialo… se non paghi (in riferimento alla vittima delle estorsioni) ti siedono sulla sedia a rotelle e ne esci con il cucchiaino”. Inoltre all’interno della documentazione, si legge anche: “Se ti dico struppialo, tu vai là e struppialo… se non paghi (in riferimento alla vittima delle estorsioni) ti siedono sulla sedia a rotelle e ne esci con il cucchiaino”.

La Bastonatura di ViViCentro.it – Inzaghi e le sue troppe certezze

La Bastonatura di ViViCentro.it – Inzaghi e le sue certezze nel post-gara: dal gol “fortuito” di Calò fino alla leggenda del “Menti” troppo piccolo

La Bastonatura di ViViCentro.it – Inzaghi e le sue troppe certezze

Per la rubrica settimanale “La Bastonatura di ViViCentro.it” analizziamo le dichiarazioni molto particolari rese alla stampa dal tecnico del Benevento, Filippo Inzaghi, nel post-gara di Juve Stabia-Benevento terminato col risultato di parità 1-1. Il Super Pippo nazionale sarà stato anche un campione del mondo con la nazionale italiana in Germania nel 2006 e sicuramente è passato alla storia del calcio mondiale come uno dei bomber più prolifici di sempre, ma sabato sera ha rilasciato delle dichiarazioni, prima ai colleghi di Ottochannel e poi in conferenza stampa assolutamente prive di un qualsiasi fondamento di sportività.

Inzaghi ha iniziato parlando del “Romeo Menti”, definito un campo molto ristretto e piccolo di dimensioni in cui si gioca un tipo di calcio particolare di “guerra” (proprio questo il termine utilizzato da Super Pippo ai microfoni di Ottochannel), quasi come se a Castellammare le squadre anziché venire a giocare una partita di calcio, come in un qualsiasi altro stadio di Serie B, venissero in trincea a fare una battaglia contro avversari di ogni tipo. Ma la sciocchezza colossale di Inzaghi è soprattutto quella sulle dimensioni del terreno di gioco del “Romeo Menti”. Inzaghi forse non sa o molto più probabilmente finge di non sapere che il terreno di gioco di Benevento, il famoso stadio “Ciro Vigorito” ha le seguenti dimensioni: 105 per 65 metri. Più piccolo quindi del terreno di gioco del “Romeo Menti” che è 110 per 65 metri. Per la serie “il bue chiama cornuto l’asino“. Quanto poi alle puerili dichiarazioni sulla natura del sintetico del “Menti”, Inzaghi ignora che il tipo di terreno artificiale su cui gioca la Juve Stabia è assolutamente omologato e non è un qualcosa che si usa solo a Castellammare.

Il tecnico del Benevento si lancia poi in altre sconcertanti dichiarazioni quando passa all’analisi della partita. In primis definisce “assolutamente fortuito” lo stupendo gol di Giacomo Calò dai trenta metri sugli sviluppi di una punizione. Probabilmente Super Pippo lo scorso anno era troppo in altre faccende affaccendato quando Calò impallinava i portieri di turno con un gol “alla Palanca” direttamente da calcio d’angolo contro il Rende oppure quando segnava un gol, molto simile a quello di sabato scorso, contro la Paganese più o meno dalla stessa distanza siderale. Per citare solo alcune delle prodezze dell’ex Primavera della Sampdoria che il prossimo anno giocherà tra le fila del Genoa presumibilmente in Serie A. Ma il fatto più grave è che probabilmente Inzaghi non studia neanche a fondo i suoi avversari attuali perchè probabilmente gli è sfuggita solo una settimana fa l’ennesima prodezza di Giacomo Calò a Livorno ancora una volta direttamente da calcio d’angolo con la palla che stavolta ha beffato il malcapitato portiere di turno sul primo palo.

Poi Inzaghi non trova di meglio che lanciarsi in una vera e propria filippica contro l’arbitro, il sig. Illuzzi di Molfetta, che a suo dire avrebbe condizionato la partita con l’espulsione di Caldirola: “L’espulsione era inesistente. Calderoli ha fatto un fallo e ha preso due gialli. Paradossalmente la migliore azione l’abbiamo avuta noi con Insigne nel finale. Montipo’ non ha fatto parate e poi ci sono state anche le occasioni di Sau e Insigne. A causa dell’espulsione non ho potuto fare i cambi voluti. Peccato perchè meritavamo ampiamente di vincere la partita. Il fallo di mani di Antei? Non ho visto il fallo. Avrei preferito restare in 11 e subire il rigore“. Peccato per Inzaghi che l’espulsione di Caldirola, seppure fiscale da parte dell’arbitro che però ha applicato il regolamento nei due falli commessi dal giocatore del Benevento, ci fosse tutta. Forse il tecnico del Benevento ha ragione su una sola cosa: Montipò, portiere dei sanniti, non ha fatto parate. E’ vero ma solo perchè, in occasione dell’eurogol di Calò, Montipò non ha parato e poi soprattutto perchè l’unica parata decisiva l’ha fatta il difensore Antei che quasi sulla linea di porta ha commesso un evidente fallo di mani sul tiro di Calvano a botta sicura su cui l’arbitro ha colpevolmente sorvolato: poteva essere il 2-1 per la Juve Stabia ma di questo Inzaghi non parla perchè non gli conviene parlarne.

La Bastonatura della settimana va quindi di diritto a Super Pippo Inzaghi. Anzi facciamo anche di più e gli diamo un amorevole consiglio: lui che ha avuto la fortuna di avere una rosa di prim’ordine, un vero e proprio bolide di Formula 1 messogli a diposizione dal presidente Vigorito con cui sicuramente vincerà il campionato e approderà in Serie A, ostenti però meno certezze in sala stampa nei post-gara perchè un altro tecnico (Bucchi) che alla prima giornata di campionato ostentava certezze e diceva di aver dominato, dopo aver vinto con il suo Empoli contro la Juve Stabia solo grazie ad un rigore inesistente concessogli dall’arbitro sig. Massimi di Termoli a 7 minuti dalla fine, proprio oggi ha conosciuto l’onta dell’esonero. Meditate gente, meditate….

 

a cura di Natale Giusti 

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Sud Italia polo strategico per il Mediterraneo

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  • Il Bacino Mediterraneo conta 500 milioni di persone e vale $3.500 miliardi di flussi commerciali.
  • 51 miliardi di euro: sono gli scambi commerciali tra Italia e Paesi extra UE del Mediterraneo, pari al 5,8% del commercio estero
  • Scambi commerciali Italia-Mediterraneo: Algeria €9,9 miliardi, Tunisia €6 miliardi e Marocco €3 miliardi.

Questi alcuni dei dati emersi oggi all’interno dell’incontro “I giorni del Sud” organizzato a Napoli dalla Fondazione per la Sussidiarietà, l’Unione Industriali di Napoli e Confindustria Caserta, con la collaborazione dell’Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà e PwC.
Oggi, le relazioni commerciali coi Paesi extra-europei dell’area mediterranea valgono per l’Italia oltre 51 miliardi di euro cioè il 5,8% del totale del commercio estero del nostro Paese.
In particolare, sfiorano i 10 miliardi gli scambi con l’Algeria (derivanti in maniera preponderante dal settore energetico) 6 miliardi quelli con la Tunisia (sui quali pesano il settore energetico e quello tessile).
I rapporti con il Marocco valgono circa 3 miliardi di euro, derivanti in massima parte dalla produzione industriale nella Zona Franca del porto di Tangeri (conosciuta col nome di Tanger-Med), verso la quale l’Italia esporta macchinari e dalla quale importa autovetture. Proprio questa caratteristica dell’area portuale marocchina può far riflettere circa l’utilità dell’adozione, anche nel nostro paese, di aree a fiscalità agevolata (quali ad esempio le ZES, cui l’Ufficio Studi PwC ha dedicato una pubblicazione) per la realizzazione di hub infrastrutturali.

“Una maggiore proiezione dell’Italia verso il Mare Nostrum  – spiega Andrea Toselli Presidente e AD PwC Italia- permetterebbe di trarre valore da legami che oggi esistono, ma non sono adeguatamente valorizzate. Un rinnovato impegno nello stimolare gli scambi, può rappresentare la chiave di volta per il rilancio del tessuto industriale e produttivo del Mezzogiorno, che potrebbe trovare sia ampi mercati di sbocco per i propri prodotti, sia partners con i quali sviluppare filiere internazionali che valorizzino le specificità di ogni regione del sud Italia”.

Il progetto di trasformazione del Mezzogiorno in hub trova presupposti di realizzazione nella strategia infrastrutturale già adottata dalla UE. Il progetto della rete TEN-T (Trans European Network-Transport) prevede infatti la costruzione, entro il 2030, di 9 corridoi transnazionali multimodali (ferro, strada, vie navigabili), per un totale di 39.969 chilometri di infrastrutture che connetteranno l’intero continente.
In particolare, il cosiddetto Corridoio Scandinavo–Mediterraneo metterà il Sud Italia nelle condizioni di avere collegamenti rapidi ed efficienti con i mercati del Nord Europa
Il raddoppio del Canale di Suez da un lato e i progetti della “Nuova via della Seta” dall’altro stanno potenzialmente conferendo al Mezzogiorno una rinnovata centralità poiché esso si ritrova oggi ad essere non solo la destinazione delle merci asiatiche dirette in Europa via mare, ma anche un importante crocevia.
La prima carenza da affrontare è di carattere infrastrutturale e logistico. Pur essendo un Paese votato all’export, l’Italia è in ritardo rispetto alle grandi economie europee su questo tema, tanto che il Logistic Performance Index della Banca Mondiale pone l’Italia solo al 19° posto, dietro alla Francia (16°) e lontana da Germania (1°), Belgio (3°) e Olanda (6°).


La seconda è la formazione. La capacità di internazionalizzazione di un’azienda dipende infatti in maniera preponderante dalle competenze del capitale umano cui essa può attingere.  Il mezzogiorno mostra dati negativi a riguardo, sia per i percorsi scolastici dei giovani, sia soprattutto per l’accesso alle opportunità di formazione professionale dei lavoratori. Il tasso di adulti che partecipa a un percorso di apprendimento permanente è più basso del 34% rispetto a quanto registrato nelle regioni del Nord. Senza investimenti per formare le competenze dei lavoratori e delle aziende del Mezzogiorno, sarà allora molto difficile trasformare il Sud Italia in un hub internazionale e quindi dare all’Italia il ruolo che le spetta.
La terza carenza riguarda l’innovazione. L’apertura di nuovi flussi commerciali, infatti, avvantaggerà principalmente le aziende in grado di offrire prodotti e servizi ad alto valore aggiunto, i quali non possono prescindere dall’adozione di tecnologie all’avanguardia. Le aziende non pronte rischieranno di godere marginalmente di tali benefici se non addirittura di soffrire una più elevata pressione competitiva internazionale.
Il Mezzogiorno è in ritardo sul tema dell’innovazione: nel corso dell’ultimo triennio di rilevazione Istat, solo il 26,3% delle aziende con più di 10 addetti ha adottato innovazioni tecnologiche (di prodotto o di processo) nel Mezzogiorno, mentre nelle Regioni del Nord la stessa quota si è attestata al 40%.
Il rapporto Svimez 2019 segnala, ad esempio, che il sistema Universitario del mezzogiorno ha punte di eccellenza come dimostrano le Academy sull’innovazione insediate a Napoli da Cisco ed Apple in seno alla “Federico II”.
Politiche volte a colmare i ritardi descritti, valorizzando le eccellenze già presenti, permetterebbero un’accelerazione dell’economia del Mezzogiorno che avrebbe un impatto positivo sull’intero Paese.  Nelle regioni del Mezzogiorno vivono infatti più di 20 milioni di persone (cioè il 34% del totale della popolazione italiana), che consumano una quota rilevante dei prodotti e dei servizi prodotti anche nel Centro-Nord della penisola. Svimez stima che la domanda interna del Mezzogiorno dia luogo a una produzione capace di contribuire a circa il 14% del PIL del Centro-Nord.
“Le nuove opportunità che si aprono potranno essere colte – conclude Toselli – solo se il nostro sistema Paese sarà in grado di investire per colmare le carenze che pesano sul Mezzogiorno, generando un ormai storico gap di competitività rispetto alle regioni più a nord siano esse italiane o europee”.

 

Castellammare di Stabia: duro colpo GdF Napoli al Clan Cesarano VIDEO

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Vasta operazione anticamorra della Guardia di finanza di Torre Annunziata (Napoli). Eseguite 20 misure cautelari nei confronti del clan Cesarano di Stabia

Castellammare di Stabia: duro colpo GdF di Napoli al Clan Cesarano

Dalle prime ore della mattinata odierna, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura di custodia cautelare in carcere ed agli arresti domiciliari – emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia – nei confronti di 20 soggetti ritenuti promotori, affiliati o strettamente contigui al “clan CESARANO”, operante soprattutto nei comuni di Castellammare di Stabia, Pompei, Santa Maria La Carità e Scafati.

L’odierno provvedimento scaturisce da un’articolata attività di indagine partita nel 2014 – sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli e sviluppata dal Gruppo di Torre Annunziata e dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia – allorquando, in concomitanza dell’arresto di E.N. detto “o’ mostr”, la leadership del gruppo criminale in parola, con il beneplacito dello storico capoclan C. F. (attualmente recluso al “41 bis”), veniva assunta dal D. M. L., alias “o’ profeta” (parimenti recluso al “41-bis”), proprio in quel frangente tornato in libertà dopo una lunga detenzione.

Le investigazioni, avviate grazie alla denuncia di un imprenditore di Castellammare di Stabia operante nel settore delle “slot machines”, hanno consentito di ricostruire un analitico e voluminoso quadro indiziario sulla riorganizzazione del sodalizio criminale stabiese, sulla nuova struttura organigrammica della medesima consorteria e sulle modalità operative mediante le quali veniva imposto il controllo sulle attività economiche della zona o venivano gestiti lucrosi traffici delittuosi, accumulando in questo modo ingenti proventi illeciti.

In specie, la compagine criminale dei “C.”, sotto l’egida verticistica della figura carismatica del nuovo leader che riceveva gli affiliati presso il suo quartier generale fissato nella zona stabiese di “Ponte Persica”, è risultata attiva prevalentemente nell’imposizione delle estorsioni alle imprese commerciali, nella conduzione – mediante prestanome – di importanti realtà imprenditoriali locali e nella gestione del traffico di sostanze stupefacenti.

Nell’ambito dell’attività estorsiva – per la quale l’organizzazione criminale si avvaleva anche di un canale informativo “privilegiato” da cui apprendeva ogni nuovo appalto o attività economica di spessore – specifica rilevanza assumono le figure criminali di C. G. detto “Nicola” (classe ‘66) e F. A. (classe ‘64), che, mediante minacce e violenze, obbligavano decine di imprenditori a versare periodicamente il “pizzo”, oltre che ad imporre il noleggio di “slot machines”, i cui proventi confluivano nella casse del clan per sostenere le famiglie storicamente affiliate, servivano per pagare gli stipendi agli organici e venivano reinvestiti in altre attività illecite.

Questi due sodali, per imporre il controllo “paramilitare” sul “territorio di competenza” del clan, si avvalevano di altri subalterni e, più in particolare, di D. M. L. detto “o’ cifrone” (classe ‘61), di V. C. detto “o’ lione” (classe ‘70), nonché di I. A. (classe ‘53) e P. C. (classe ‘73), questi ultimi due anche con il ruolo di “guardaspalle” deputati a salvaguardare l’incolumità del “reggente” del sodalizio camorristico.

Altro soggetto dedito alle estorsioni specificatamente nei confronti delle società di noleggio di videogiochi, per conto D.M. L. detto “o’ profeta”, veniva individuato in L. M. L. detto “Gigino Diabolik” (classe ‘82).

Tali affiliati venivano intimiditi ad eseguire senza alcuna esitazione gli ordini impartiti (“….gli dici a nome dei compagni di Ponte Persica..”) e senza alcun potere decisionale in merito (“..se ti dico struppialo, tu vai là e struppialo..”), ricorrendo – laddove necessario – ad esplicite minacce (“…ti siedono sulla sedia a rotelle, tu ne esci con il cucchiaino”).

Oltre ad imporre il racket nella sua forma tradizionale con pagamenti a cadenza mensile, le indagini hanno dimostrato come il clan controllava, sfruttando la propria forza di intimidazione, la società “E. S. S.R.L.”, un’azienda di intermediazione trasporti, allo scopo precipuo di assumere il monopolio totale delle spedizioni di fiori, bulbi e vasellame, con annesso scarico merci da e per il “Mercato dei fiori” di Pompei. Tale società – già emersa in altra indagine sfociata nell’adozione di diverse misure cautelari – risulta gestita dal cognato del “profeta”, E. G. (classe ‘66), che risponde di concorso esterno nell’associazione camorristica del “clan C.

La sicurezza delle conversazioni del gruppo criminale da possibili intercettazioni telefoniche da parte degli organi inquirenti era garantita da un dealer di una compagnia telefonica di Pompei (V. A., classe ‘78), il quale riforniva periodicamente il sodalizio di svariate “schede sim” solitamente intestate ad extracomunitari.

Parallelamente alle attività estorsive, il gruppo criminale poneva in essere una fervente e remunerativa attività nel settore del traffico di sostanze stupefacenti, unitamente ad esponenti di un gruppo criminale della provincia salernitana affiliati al clan camorristico “PECORARO/RENNA”, oltre che intessendo contatti con alcuni soggetti appartenenti a clan camorristici della provincia di Napoli, quali i “MALLARDO” ed i “CONTINI”.

Attraverso una ricostruzione della filiera di approvvigionamento e distribuzione delle sostanze stupefacenti (cocaina e marijuana), sono stati dettagliatamente delineati i ruoli – non organici al clan – di:

  • B. F. (classe ‘71), quale broker che, su disposizione del “profeta” si occupava dell’approvvigionamento delle sostanze stupefacenti, sfruttando i suoi contatti con esponenti del “clan CONTINI” di Napoli;
  • A. V. (classe ‘88) e N. F. (classe ‘85) quali custodi dei luoghi di deposito della droga;
  • I. C. (classe ‘61), Q. A. (classe ‘86) e D. C. C. (classe ‘61) quali corrieri utilizzati per il trasporto dello stupefacente;
  • B. S.o (classe ‘68), M. F. (classe ‘79) e L. G. (classe ‘82) quali acquirenti finali che, successivamente, destinavano la droga allo spaccio nelle province di Napoli e Salerno.

Sulla base dell’esito dell’attività investigativa – svolta utilizzando indagini tecniche (quali intercettazioni telefoniche e ambientali) nonché con l’utilizzo di gps installati sugli autoveicoli in uso agli indagati ed eseguendo l’esame dei sistemi di videosorveglianza comunali e privati – il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli emetteva un provvedimento cautelare a carico di 20 soggetti (dei quali 15 in carcere e 5 agli arresti domiciliari), resisi responsabili a vario titolo dei reati di cui agli articoli 416-bis (associazione per delinquere di stampo mafioso), 416-bis 1 (circostanze aggravanti per reati connessi ad attività mafiose) e 629 (estorsione) del Codice Penale e 73 (produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope) o 74 (associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope) del D.P.R. nr. 309/90. Altri nove soggetti, per il momento indagati a piede libero per le medesime fattispecie delittuose, sono stati destinatari di mirati decreti di perquisizione domiciliare.

A Ladispoli “Hommàge à Ludwig van Beethoven”, Triplo Concerto diretto dal Maestro Bacci

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Continua la stagione concertistica di Ladispoli, l’Arte che punta alle emozioni con il maestro Bacci. L’intervista

A Ladispoli “Hommàge à Ludwig van Beethoven”, Triplo Concerto diretto dal Maestro Bacci

Continua a Ladispoli la Stagione Concertistica VIVIMusica 2019. Dopo il grande successo dello scorso 29 ottobre, presso il Teatro Marco Vannini, domenica 24 novembre alle ore 18.30, il Maestro Massimo Bacci dirige “Hommàge à Ludwig van Beethoven, triplo concerto in cui farà da apripista in un assolo come violinista. Proseguirà Lorenzo Muscolino al violoncello, Rosalba Lapresentazione al  pianoforte. La SINFONIA n. 7 op. 92, sarà eseguita dall’Orchestra giovanile Massimo Freccia, diretta da Massimo Bacci.

In esclusiva per ViVicentro, il Maestro Bacci racconta la sue emozioni al termine del suo ultimo concerto, “Echi d’ombra, in cui ha messo al centro l’Arte in tutte le sue espressioni: un acuto e raffinato assemblaggio di musica, letteratura, pittura e live electronics. Un concerto gratuito che regala emozioni ad alta intensità emotiva.

La voce narrante è quella dell’attore Enzo Dall’Ara. Mentre l’Orchestra suona, sullo sfondo si alternano immagini pittoriche con ritmi  straordinariamente sincronizzati.

Si ripercorre così, sulle note di “Antiche Arie e Danze dal liuto” (di Ottorino Respighi), la Roma del primo ‘600 attraverso la proiezione delle opere del Caravaggio. Poi le immagini si dissolvono e si passa alla cultura russa con i testi di Puskin ed Esenin. Il Terzo movimento della Quinta Sinfonia di Dmitrij Shostakovich regala emozioni vibranti e irripetibili, mentre continuano ad alternarsi sullo schermo le sacre icone, da quelle antiche a quelle moderne di Vrubel, Kandinsky, Chagall, Goncharova e Usova. Capacità organizzativa e creatività emergono in tutto il loro splendore, un’abile sinergia d’espressione musicale grazie anche alle nuove tecniche del live electronics.

C’è un’elasticità di realizzazione, grazie a Dio, e diventa un bel divertimento perché lo spettacolo è vivo- afferma il Maestro Bacci– Non puoi distrarti un attimo”. Ed è vero. Lo spettacolo visto nella sua interezza incanta, cattura, ipnotizza. Le immagini toccanti commuovono mentre la musica scandisce il tempo di quelle emozioni. “Un’emozione declinata con tre arti in diversi periodi storici dove il tema dominante sono gli occhi di donna, specialmente nello Shostakovich dell’arte russa pittorica, capolavoro delle icone antiche e contemporanee, fino ad arrivare alla Madonna col Bambino di Chagall”, spiega il Maestro. Nella rappresentazione musicale Bacci fonde l’Intermezzo di Cavalleria Rusticana di Mascagni con la magnifica poesia di D’Annunzio Stringiti a me. “La più grande soddisfazione è averlo condiviso con dei giovani, giovanissimi, che oltre ad aver raggiunto la tecnica strumentale, nella prova generale si sono innamorati del D’Annunzio con Mascagni”, puntualizza il Maestro gratificato.

La sua opera riesce a trasmettere i due eccessi: la dolcezza infinita degli occhi di donna e il Demone di Vrubel, violento, con la decapitazione di Caravaggio (Decollazone di San Giovanni Battista). “Rispecchia la vita, fatta di  fasce emozionali estreme”.

Non poteva mancare, infine, l’omaggio a Massimo Freccia. Ed è così che si conclude la terza parte di “Echi d’ombra”, con i primi successi internazionali del grande Direttore Freccia alla guida dell’Orchestra Sinfonica di Budapest. I quadri di Marffy e le poesie di Ady Endre completano la rappresentazione artistica nel finale ungherese. Tutto sotto l’attenta regia del Maestro Bacci che si definisce un “assemblatore di emozioni”. Oltre al live eletronics, alle elaborazioni digitali, ci vuole il fattore umano che poi coordina tutto – sottolinea-  Avendo declinato la mia emozione in musica, ho messo insieme tutta l’arte dirigendo i ragazzi, scegliendo i quadri e le poesie, realizzando fotogramma x fotogramma e scardinando in tempo reale tutti i cambi”. La capacità poi di trasmettere quelle emozioni assemblate. “Ti devi calare e trasmettere quasi una situazione animalesca in positivo. Si lavora tanto,  si prepara tantissimo fino all’ultimo momento, e poi si deve godere lo spettacolo. Quando si è qui, si è tutti uguali, questa è la bellezza. Ci ripaga di tutti i sacrifici, anche economici in quanto non abbiamo mai ricevuto, in 15 anni, neppure un euro di sovvenzionamento istituzionale ma è grazie all’aiuto di ogni genitore che andiamo avanti, ognuno facendo quello che può”.

 Con passione e tenacia, dunque, si continua a percorrere la strada della musica. La prossima data è domenica 24 novembre per il Triplo Concerto dedicato a Beethoven. Ma il Maestro Bacci è un passo avanti, già proiettato alla preparazione del prossimo lavoro concertistico. “La nostra scommessa è di fare un concerto sull’Arte Sacra di Pergolesi, da realizzare su tre schermi”.  Altre emozioni sono già in cantiere e noi siamo pronti a scommettere che il Maestro Bacci anche stavolta centrerà l’obiettivo.

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Alla Di Capua il progetto “Musica ed ecologia: Suoniamo la città” VIDEO

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Un progetto per trasformare oggetti di scarto in strumenti musicali. Ideato e curato da Elisabetta Ferraro e Maurizio Capone

Alla Di Capua il progetto “Musica ed ecologia: Suoniamo la città”

Castellammare di Stabia – Ricevi un invito per una conferenza stampa, ci vai per non far mancare la notizia al giornale pensando di dover scrivere poi di un progetto come tanti altri.
Ti trovi invece di fronte a un evento speciale che ti prende, ti coinvolge, che ti fa pensare, in quei minuti, come differenti possono essere le iniziative da mettere in campo, e che alla fine perfino ti emozionano.

Musica ed ecologia: Suoniamo la città” è il titolo del progetto che è stato presentato all’interno dell’Istituto Comprensivo Di Capua, realizzato con il sostegno del Ministero dei Beni Culturali e della SIAE all’interno del programma “Per Chi Crea”.

“Un progetto – è stato spiegato – ideato e curato dai musicisti Elisabetta Ferraro e Maurizio Capone. Venti progetti che potevano essere finanziati a livello nazionale e questo della Di Capua, ha ricevuto l’importante riconoscimento nazionale”.

Saranno coinvolti ottanta ragazzi che faranno un percorso artistico musicale e ambientale, trasformando i rifiuti solidi urbani in strumenti musicali, con l’obiettivo di costituire una vera e propria orchestra.

Un programma che prevede anche, in un periodo di otto mesi, la messa in scena di spettacoli, visite guidate legate all’ambiente, visite al Conservatorio musicale di Napoli e un incontro con un maestro Liutaio dell’antica scuola napoletana.

Tutti gli strumenti costruiti dai ragazzi realizzati da materiale di scarto, costituiranno una mostra che sarà allestita all’interno dell’Istituto.
Rifiuti, che avevano la loro destinazione in discariche o nella catena del riciclo, che diventano strumenti musicali.

Musica ed ecologia, un connubio educativo eccezionale, strumenti realizzati con materiale di riciclo e strumenti tradizionali che si fondono per fare musica, ponendo grande attenzione alla tutela dell’ambiente.

“Rincorriamo sempre tutte le opportunità alternative – ha affermato la Preside Rosa Vitalee questa offertaci dalla SIAE è una grande opportunità che permette ai ragazzi di fare lezione in maniera gradevole e fantasiosa e di esprimere tutte le loro potenzialità, utilizzando materiale che normalmente viene buttato via, per creare strumenti musicali e per avvicinarsi sempre più al concetto di tutela dell’ambiente”.

Una scommessa per la responsabile del progetto Elisabetta Ferraro, che lo ha sinteticamente illustrato come sarà sviluppato e tutte le fasi che lo caratterizzano.
”Si sviluppa in due macro aree: la costruzione di strumenti musicali con materiale di riciclo da un lato, e la loro sonorizzazione nell’esperienza concreta di un percorso di studio musicale con strumenti ‘tradizionali’, dall’altro”.

Colmo di concetti rilevanti oltre che affascinanti, il breve intervento di Maurizio Capone.
Un artista con una storia artistica e musicale di spessore che conta collaborazioni con musicisti nazionali e internazionali.

Perseguire l’arte prima di ogni cosa, è il concetto fondamentale di Capone, soprattutto in questo momento storico, dove si è proiettati verso la visibilità e l’essere famosi a tutti costi.
E da qui la sua esperienza con il voler dimostrare le possibilità creative dei rifiuti che inizia nel 1999.

“Noi riusiamo le cose che utilizziamo – afferma il musicista – non sono rifiuti, ma un’opportunità. Un progetto questo, ha ancora detto, che non è in contrasto con gli strumenti tradizionali se pensiamo che tutti hanno origine da materiali di riciclo che hanno poi trovato nel tempo, perfezione e miglioramento con le attuali tecnologie”.

La capacità che le appartiene e che ha voluto esternare Capone, è quella di sapersi relazionale con la materia e trasformarla in suono, cercando dunque di portare nella nostra cultura aspetti ambientali che appartengono al passato.
“Tutto e tutti hanno potenzialità da poter esprimere, dagli oggetti che normalmente sono destinati nel bidone della spazzatura a chi vive in zone degradate. L’importante è saper vedere e permetterli di esprimersi”.

A portare il saluto dell’Amministrazione comunale, il Presidente del Consiglio comunale Vincenzo Ungaro e l’assessore alla Pubblica Istruzione Diana Carosella.
Positività hanno espresso i due amministratori rispetto all’eccellente idea, assicurando sostegno per un progetto che appunto mette insieme ambiente e cultura.

E’ ritornato in scena il musicista Capone che ha illustrato come ha realizzato da una scopa e con materiale di riciclo, una chitarra a un costo pari a zero.

Una chitarra che lo accompagna anche nei suoi concerti, che emana un particolarissimo suono e che insieme ai ragazzi, con i quali ha tenuto solo due incontri, si è esibito con una canzone legata al riciclo accompagnato appunto dalla “scopa elettrica”, ma anche da alcuni tradizionali strumenti musicali.

Oltre alla sintesi del programma su indicato, sono previsti concerti all’esterno della scuola, nel periodo di Natale ma anche in villa comunale per far godere di questa meravigliosa e costruttiva esperienza l’intera comunità.

Giovanni Mura

Juve Stabia, Vitiello: Salernitana? Vogliamo far bene anche contro di loro

Nella conferenza di inizio settimana per la Juve Stabia ha parlato Roberto Vitiello. Il difensore stabiese ha analizzato il pareggio nel derby con il Benevento, guardando al derby con la Salernitana.

Queste sono state le sue parole sintetizzate dai nostri inviati alla conferenza stampa della Juve Stabia al Menti di Castellammare di Stabia:

“Siamo reduci da una prestazione importante contro la prima della classe. Il derby è molto sentito e ci tenevamo a fare bene. Non abbiamo sfigurato contro uno squadrone e questo ci fa ben sperare. Dopo un inizio da incubo ora stiamo ingranando e stiamo trovando autostima. La Juve Stabia ha qualità e lo sta dimostrando. Piano piano verremo fuori. Ora lavoreremo in questa sosta per farci trovare pronti nell’altro derby con la Salernitana. I granata sono una squadra forte che occupa un posto superiore in noi in classifica. Rispettiamo gli avversari ma vogliamo far bene anche contro di loro. Dobbiamo lavorare in fase difensiva per subire sempre meno gol in modo tale da portare a casa punti preziosi per il nostro obiettivo. Stiamo crescendo e dobbiamo continuare a farlo.

Calò? Solo chi non lo conosce si è sorpreso del gol. Ha qualità importanti e noi lo sappiamo. Ha fatto un gol fantastico e non va affatto sminuito. Ha un piede eccezionale.

Cisse? La sua decisione di giocare, nonostante il lutto dimostra quanto questo gruppo ci tenga alla maglia. Diamo sempre tutto al di là dei risultati”

A cura di Salvatore Sorrentino

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Repubblica – Napoli senza personalità: non si protesta per un rigore netto

Situazione sempre peggiore per il club di Aurelio De Laurentiis

Continua, anzi peggiora, la crisi che sta coinvolgendo il Napoli. Gli uomini di Carlo Ancelotti e del presidente Aurelio De Laurentiis sembrano aver perso ogni tipo di voglia di combattere per ottenere qualcosa: anche in campo si scende per inerzia, così come accaduto contro il Genoa dove non si è avuta nemmeno la forza di protestare per un rigore sacrosanto non concesso.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna de La Repubblica:
“Piove sul bagnato. Il Napoli è una squadra che ormai mostra spaventosi limiti di personalità . Fino ad apparire a tratti abulica. Rassegnata. Di ciò è lampante conferma l’acquiescenza alle decisioni arbitrali errate. Ed in particolare l’assenza della benchè minima protesta di fronte alla mancata concessione di rigori, anche se sacrosanti, verificatisi durante l’ultima partita interna contro il Genoa, sabato sera. So bene che, in particolare in questo momento , la mia osservazione può essere tacciata di vittimismo. Ma vi assicuro che non lo è affatto. E’ anzi una semplice descrizione di una successione di fatti anomali. Che nulla toglie e nulla aggiunge al giudizio negativo ed allarmato sul Napoli di oggi avvolto nella più grave crisi dell’intera era De Laurentiis. Anzi osservare l’atteggiamento sorprendente dei calciatori può servire a riflettere sulla carenza di nerbo che penalizza molto la squadra azzurra sul piano dei risultati sportivi”.

Il Roma – Paura per i calciatori del Napoli: spunta l’ipotesi scorta

Si cerca di evitare nuovi casi come quelli di Allan e Zielinski

Continua la dura contestazione nei confronti dei calciatori del Napoli, al punto che, però, si è andati oltre: infatti, il centrocampista Allan ha subito un furto nella propria abitazione mentre la moglie di Piotr Zielinski ha visto danneggiare la sua auto. Ora si teme per gli altri componenti della rosa.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna de Il Roma:
“E ora si teme per tutti i calciatori del Napoli, a partire dal capitano Lorenzo Insigne: il ‘magnifico’ che per i tifosi ha sbagliato a capeggiare la ribellione e non sta nemmeno giocando ai suoi livelli. Ma i commenti calcistici, con la squadra confusa e infelice per risultati e prestazioni in campionato, stanno purtroppo lasciando il passo alla cronaca nera. Così, dopo il misterioso tentato furto in casa Allan, è stata la moglie di Piotr Zielinski a subire il furto dello stereo con navigatore della Smart parcheggiata a Licola.
UN DOPPIO DISPIACERE in 72 ore ai calciatori azzurri che, se paragonato al lunghissimo periodo di tranquillità che hanno vissuto, lascia pochi dubbi o nessuno sul movente: la vendetta per la rivolta contro il ritiro deciso dal presidente De Laurentiis scattata alla fine della partita di Champions con il Salisburgo. Al punto che tra le forze dell’ordine qualcuna ragiona sull’eventualità di istituire un servizio di vigilanza saltuaria nei pressi delle abitazioni quantomeno dei possibili bersagli di ulteriori rappresaglie. Fermo restando naturalmente che l’ipotesi di due azioni della microcriminalità non è stata ancora esclusa del tutto, anche se crederci appare difficile sia agli investigatori che all’uomo comune.
RESTEREBBE comunque il problema di garantire la sicurezza in ogni momento della giornata, ma al momento l’ipotesi di scorte non è stata presa in considerazione ed effettivamente non sembrano esserci pericoli di aggressioni fisiche. Ma certo, se qualcuno aveva dei dubbi dopo il tentato furto in casa Allan, il furto dello stereo con navigatore alla moglie del nazionale polacco rende la pista del collegamento tra la crisi del Napoli calcio e i due episodi la più battuta tra tutte quelle seguite. Anche se gli inquirenti (la procura sta seguendo con attenzione la vicenda) preferiscono ovviamente lavorare nell’ombra e quindi nessuno si sbilancia”.

Campania, si prolunga l’allerta meteo: venti forti e mare agitato

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Continua il maltempo su tutta la regione

Non accenna a placarsi il maltempo che da una settimana circa attanaglia la regione Campania, tanto da costringere la Protezione Civile regionale a prolungare l’allerta meteo, con criticità di colore giallo, fino alle ore 18 di domani.

Ecco il comunicato della Protezione Civile:
La Protezione civile della Regione Campania ha prorogato l’avviso di allerta meteo attualmente in essere per vento forte, mare agitato e temporali fino alle 18 di domani su tutto il territorio.
Il quadro meteo evidenzia una modifica della perturbazione: cambia, infatti, la direzione dei venti. Nell’avviso sono evidenziati: “Venti forti dai quadranti occidentali con locali rinforzi e possibili raffiche. Mare agitato, con possibili mareggiate lungo le coste esposte”.
Prorogata anche la criticità idrogeologica di colore Giallo per rischio localizzato.
Si prevedono ancora “precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, localmente di moderata intensità”: fino alle 22 di stasera su tutta la Campania, dalle 22 e fino alle 18 di domani sull’intero territorio regionale tranne le zone di allerta 2 (Alto Volturno e Matese) e 4 (Alta Irpinia e Sannio).
La Protezione civile segnala che permane la necessità di monitorare le strutture esposte alle sollecitazioni dei venti e del moto ondoso che potrebbero determinare problemi e danni, ad esempio, al verde pubblico, ai pali della luce, alla cartellonistica stradale.
Per quanto riguarda i fenomeni legati all’impatto al suolo delle precipitazioni piovose si evidenziano: “Possibili allagamenti di locali interrati e di quelli a pian terreno; Scorrimento superficiale delle acque nelle sedi stradali e possibili fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche con tracimazione e coinvolgimento delle aree urbane depresse; Innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua minori, con inondazioni delle aree limitrofe, anche per effetto di criticità locali (tombature, restringimenti, ecc); Fenomeni franosi superficiali legati a condizioni idrogeologiche particolarmente fragili, in bacini di dimensioni limitate per effetto della saturazione dei suoli”.
Si raccomanda alle autorità competenti di mantenere in essere tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni previsti sia in ordine al rischio idrogeologico che in merito alle sollecitazioni dei venti e del mare.
Si prega di prestare attenzione alle comunicazioni della Sala operativa e del Centro Funzionale che monitorano l’evolversi della situazione in h24.

Juve Stabia, strage del giudice sportivo: ecco tutti i tuoi multati!

Castellammare di Stabia – Una vera e propria “strage” di multati in casa Juve Stabia. Il giudice sportivo della Serie B ha, infatti, multato la società stabiese e non solo dopo il derby pareggiato 1-1 contro il Benevento. Oltre la società, sono stati multati anche Giacomo Caló, il patron Franco Manniello e il ds Ciro Polito. Squalificato per un turno il collaboratore di Mister Fabio Caserta e anche il massaggiatore.

Questo il comunicato in merito alle decisioni assunte dal Giudice Sportivo avv. Emilio Battaglia, assistito da Stefania Ginesio e dal Rappresentante dell’A.I.A. Carlo Moretti, nel corso della riunione del 12 novembre 2019:

b) CALCIATORI

AMMONIZIONE CON DIFFIDA ED AMMENDA DI € 1.500,00 (QUARTA SANZIONE)

CALO Giacomo (Juve Stabia): per avere simulato di essere stato sottoposto ad intervento falloso in area di rigore avversaria (Quarta sanzione).

c) Allenatori

SQUALIFICA PER DUE GIORNATE EFFETTIVE DI GARA
D’INVERNO Pasquale (Juve Stabia): per avere, al 49° del secondo tempo, contestato
platealmente una decisione arbitrale urlando ed entrando sul terreno di giuoco, nonché, all’atto
del provvedimento di espulsione, rivolto agli Ufficiali di gara espressioni insultanti; infrazione
rilevata dal Quarto Ufficiale.

d) DIRIGENTI

AMMENDA DI € 5.000,00

MANNIELLO Francesco (Juve Stabia): per avere, al termine della gara, negli spogliatoi, rivolto al Direttore di gara espressioni offensive; infrazione rilevata dal collaboratore della Procura Federale.

POLITO Ciro (Juve Stabia): per avere, al termine della gara, negli spogliatoi, rivolto al Direttore di gara espressioni di dileggio; infrazione rilevata dal collaboratore della Procura Federale.

e) OPERATORI SANITARI
SQUALIFICA PER UNA GIORNATA EFFETTIVA DI GARA
NASTRO Gaetano (Juve Stabia): per avere, al 49° del secondo tempo, contestato platealmente
l’operato arbitrale, urlando ed entrando sul terreno di giuoco; infrazione rilevata dal Quarto
Ufficiale.

TuttoSport – Ancelotti pronto a cambiare il Napoli e rilanciare Insigne

Il tecnico partenopeo potrebbe riproporre il 4-3-3

Continua il caos in casa Napoli dopo le note vicende che hanno dato seguito alla gara di Champions League contro il Salisburgo in cui tutti i calciatori azzurri hanno volontariamente interrotto il ritiro imposto dalla società. Carlo Ancelotti, però, prova a riportare la concentrazione sul campo per evitare altri fischi come quelli ricevuti nel post gara contro il Genoa.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna di TuttoSport:
“Proverà a caricarsi sulle spalle il peso del riscatto facendo leva sul suo carisma e su quell’esperienza che, da sempre, lo fa fatto preferire tra tanti. Ripartire dal capitano Insigne e da quel 4-3-3 che gli ha permesso di esplodere e a tutto il Napoli di contendere lo scudetto alla Juventus. Riportare Insigne nel ruolo in cui si esprime meglio e via via tutti gli altri, Lozano compreso, che ha avuto un’involuzione in azzurro tale da chiedersi ancora se n’è valsa la pena spendere 42 milioni per portarlo in organico. Il 4-3-3 è l’abito cucito alla perfezione sul Napoli e solo a centrocampo bisognerà adattarsi per ovviare all’assenza di Jorginho (mai sostituito adeguatamente). Allan, Fabian Ruiz e Zielinski potrebbero essere gli uomini da cui ripartire in mezzo al campo e pure se in attacco qualche esterno sarà sacrificato, vale la pena provare a ristabilire serenità in una squadra che si è messa nella condizione di dover vincere a ogni costo per non scivolare oltre quel settimo posto che solo a guardar la classifica fa rabbia. Serve tornare a remare tutti nella stessa direzione, almeno fino a fine stagione. Poi, ognuno tirerà le somme, probabilmente si chiuderà un ciclo”.

Barano- Di Meglio: “C’era un rigore per noi, non siamo la vittima sacrificale”

QUI BARANO – Al termine della partita che il Barano ha perso contro la Frattese, abbiamo intervistato l’allenatore Di Meglio

Dobbiamo perdere sul campo, poi se hanno deciso che dobbiamo retrocedere è un altro conto. Nella ripresa, abbiamo tenuto meglio il campo, abbiamo avuto occasioni. La squadra è giovane e giocavamo contro una squadra forte ed organizzata”

Dopo aver assistito alla sconfitta del Barano in casa della Frattese, abbiamo fatto intervenire ai nostri microfoni l’allenatore degli aquilotti, Gianni Di Meglio. Per commentare l’andamento del match dello Ianniello, col tecnico abbiamo dovuto iniziare dalla fine e dall’episodio del rigore non concesso agli isolani quasi a tempo scaduto. Ecco le parole del mister:
“Penso che tutti abbiano visto il rigore non concesso al Barano. – esordisce – E’ incredibile che l’arbitro non l’abbia concesso. Sicuramente abbiamo concesso occasioni alla Frattese, che è una squadra forte, ma sempre su nostri errori, soprattutto nella ripresa. Però, abbiamo avuto le nostre occasioni, col palo di Sirabella. Io voglio perdere, sul campo, stringendo la mano agli avversari, ma non così, con u rigore nettissimo non concesso. Il Barano non era qui a fare la vittima sacrificale. Dobbiamo perdere sul campo, poi se hanno deciso che dobbiamo retrocedere è un altro conto. Cosa mi ha detto l’arbitro a fine partita? Che secondo lui non era rigore. Ma il portiere della Frattese non poteva scomparire. Il contatto c’è stato e sarebbe stato rigore ed espulsione. Non se l’è sentita di darlo, ma era rigore netto”, aggiunge.
Il Barano ha giocato meglio nel secondo tempo, dopo l’ingresso di Sirabella e l’uscita di Costanzo nei frattesi: “Abbiamo giocato non bene nel primo tempo. – prosegue – Abbiamo fatto fatica a tenere palla in avanti per far respirare i difensori. Invece ci hanno schiacciato. Per paura di concedere abbiamo dato troppo campo. Nella ripresa, abbiamo tenuto meglio il campo, abbiamo avuto occasioni. La squadra è giovane e giocavamo contro una squadra forte ed organizzata. Le difficoltà di Vincenzi e Scritturale all’inizio? Sapevamo – ammette – che potevamo fare fatica sul loro mediano, che gioca bene la palla. Ma nella ripresa, quando ci sono stati più spazi, abbiamo chiuso bene a centrocampo avendo anche buone ripartenze. Ma an he nel primo tempo, se sfruttavamo qualche ripartenza con qualche passaggio più semplice sarebbe arrivata qualche occasione in più. L’infortunio ad Angelo Arcamone? E’ il solito ginocchio – conclude – ha sentito un movimento strano, speriamo non sia nulla di grave”, chiosa Di Meglio.

A cura di Simone Vicidomini

Ansia d’autunno, tutti i rimedi che NON funzionano

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Sempre più spesso si sente parlare di ansia autunnale, ovvero uno stato d’animo che colpisce principalmente nelle piovose giornate di ottobre e novembre.

Secondo gli esperti, si tratta di uno specifico stato d’ansia principalmente causato dal cambio di stagione e di abitudini, in particolare dovuto all’inizio della scuola o al ritorno in ufficio. Uno stato di particolare agitazione che può trasformarsi o celare un vero e proprio problema di salute.

Tra le cause di stress autunnale troviamo sicuramente la riduzione della luce solare, che implica un abbassamento dei livelli di serotonina, l’ormone della felicità, e un aumento della melatonina, che dà sensazione di sonnolenza. A questo si può aggiungere lo stress causato dall’assenza di tempo libero e il sentirsi nuovamente alienati dalla solita quotidianità.

Particolare attenzione deve essere data anche al sonno e alla sensazione di stanchezza: sentirsi sempre stanchi può essere un segnale di avvertimento, così come avvertire tachicardia e nausea al risveglio, cartina da tornasole del proprio stato psico-fisico. Come spiega il sito combatterelansia.com, che si occupa di rimedi anti-ansia, al mattino esistono due modalità precise e ricorrenti, quella immediata e quella due minuti dopo il risveglio: due facce diverse dello stesso passaggio dalla fase-sonno all’operatività, i cui carichi crescono nel periodo autunnale post-ferie.

Tutti i rimedi che non funzionano contro l’ansia

 Vi sono tutta una serie di azioni che spesso si attuano più o meno inconsciamente che non aiutano per nulla a superare un periodo di in ansia. Vediamo insieme quali sono.

Mangiare male

Il cibo che ingeriamo è la nostra fonte di energia, ecco perché ingerire una quantità eccessiva di calorie e di pessima qualità non ci aiuta per nulla durante la giornata, facendoci sentire ancora più fiacchi e affaticati. Meglio una dieta sana e un’alimentazione corretta, come ricorda uno studio pubblicato sulla rivista Neuropharmacology.

Passare troppo tempo sui social

Ormai le diverse forme d’ansia e stress causate dai social network non sono più una novità e se ne parla da diverso tempo. Quando si attraversa un periodo difficile anche scorrere la timeline potrebbe riservare brutte sorprese o un peggioramento della situazione emotiva. Da fonte di relax i social possono diventare potenzialmente causa di ulteriore stress.

Pensare e ripensare

In inglese si usa il termine “overthinking”: significa proprio pensare ininterrottamente a situazioni del passato, a come avremmo potuto reagire, a cosa significavano alcune azioni e alcune parole.

Essere multitasking

I ritmi frenetici spesso ci portano a fare più cose di quante riusciamo a gestirne, questo non fa altro che incrementare il livello di stress. Senza contare che, quando si cerca di fare troppe attività tutte insieme, spesso non si riesce a portare nulla a termine, e questo, a sua volta, genera altra ansia. Tenere la mente occupata in mille attività non scaccia l’ansia, come si dice in giro, ma rischia ulteriormente di amplificarla.

La roulette: ultime novità di settore e curiosità della famosa ruota

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Quando si parla di gioco d’azzardo, sono in pochi i paesi che possono vantare la schiera di appassionati che troviamo in Italia, infatti, la passione per il gambling ha radici molto profonde, quasi quanto quelle delle origini di giochi come la roulette.

La famosa ruota (roulette) infatti, rappresenta senza ombra di dubbio uno dei passatempi d’azzardo più antichi e più ricchi di curiosità. La sua nascita è incerta, un alone di mistero avvolge le sue origini. Ciò che è certo è che oggi abbiamo la possibilità di cimentarci alla roulette accedendo ai siti di casinò online. Per questo motivo, vale la pena di scoprire qualche dettaglio extra sul gioco in questione, e sui vari miti che lo circondano.

Giocare alla roulette? Oggi lo si fa (anche) su Internet

Perché uscire di casa e recarsi presso le sale da gioco, quando abbiamo la possibilità di giocare alla roulette online, iscrivendoci presso un casinò telematico direttamente sul web? Internet rappresenta oggi una delle opportunità più concrete, per gli amanti del gioco d’azzardo, e la roulette ne è la testimonianza diretta. Lo sostengono i dati, secondo i quali le giocate alla ruota digitale sono quasi raddoppiate nel 2019, con un incremento del +44%. Il merito va soprattutto alla possibilità di poter giocare in live, dunque collegandosi ai tavoli reali, ma facendolo tramite i portali citati poco sopra.

Tutte le curiosità più interessanti sulla roulette

Lo sapevate che in tempi antichi la roulette veniva etichettata come il “gioco del demonio”? Questo per via della somma progressiva dei numeri della ruota, che dava come risultato il famigerato 666, conosciuto anche come il numero della bestia. In realtà, questa etichetta faceva riferimento più che altro il fatto che il gioco d’azzardo (nel suo complesso) distraeva le persone dai propri compiti, compreso il recarsi in chiesa. Non per caso, insieme alla roulette anche slot vennero indicate come giochi diabolici.

Una seconda curiosità riguarda le origini di questo gioco, che come già accennato in precedenza sono ad oggi avvolte nel mistero. Una delle ipotesi più interessanti è la seguente: la roulette sarebbe nata per merito dei centurioni romani i quali, per svagarsi, fissavano le lance agli scudi e le facevano roteare, scommettendo sul risultato. Ed eccoci giunti ad una terza curiosità, solo che stavolta si tratta di un vero e proprio mito da sfatare: nello specifico, la roulette non è un gioco casuale ma “semi-casuale”. Il motivo? Con il continuo passaggio della pallina, le caselle della ruota tendono a deformarsi, in maniera impercettibile. Eppure tanto basta per poter condizionare l’esito finale delle singole partite.

Altri miti interessanti sulla sua origine

Si prosegue ancora una volta con i miti sulla genesi della roulette, e si entra di nuovo nel campo della religione. Alcuni sostengono infatti che sia stata creata niente meno che da un monaco maledetto. L’ipotesi più accreditata, invece, sostiene che sia frutto dell’invenzione dello scienziato francese Blaise Pascal, ma che questa sia stata del tutto casuale, perché le intenzioni erano quelle di studiare il moto perpetuo.

Ischia-Monti: “Prestazioni non all’altezza. Il mercato? Sicuramente faremo qualcosa”

IL COMMENTO – L’allenatore dell’Ischia ci parla della incredibile sconfitta, la prima stagionale subita dalla sua squadra in quel di Santa Maria la Carità

“Il Santa Maria ha fatto la sua partita, lottando su ogni pallone ed alla fine ci sta che su una disattenzione la perdi anche. Mettendoci dentro più di qualche prestazione di qualche singolo non all’altezza. C’è qualche calciatore che in casa è una cosa e fuori casa ne è un’altra. Quindi, dobbiamo anche lavorare su questo”

Simone Vicidomini– Davvero incredibile la sconfitta subìta dall’Ischia in casa del Santa Maria la Carità Sabato pomeriggio. I gialloblu non hanno giocato una buona partita, ma ciò che specie è che abbiano fallito ben 3 calci di rigore, uno con Ciro Saurino ed un altro – calciato per ben 2 volte – con Gigio Trani. Insomma, la squadra di Billone Monti è tornata dalla prima di 2 trasferte consecutive su campi ostici ma non inviolabili con le mani vuote, la distanza dal Pianura capolista ancora più ampia ed il declassamento ad attuale terza forza del campionato. Per non parlare dell’infortunio occorso a Mario Sogliuzzo, uscito nel primo tempo della partita. Comunque, per capire meglio i perché che hanno portato l’Ischia a questa rocambolesca sconfitta, abbiamo intervistato il tecnico isolano, Giuseppe Monti. Ecco le parole di Billone.

Mister Monti, nella partita col Santa Maria la Carità è andato tutto storto. E’ iniziata male, con l’infortunio a Sogliuzzo ed è proseguita con 3 rigori falliti. Cosa è successo?
“Mah, è successo l’inverosimile. Non si finisce mai di imparare nella vita, come nel calcio. Nella mia carriera non mi era mai capitato di sbagliare 3 rigori, anche se in effetti sono 2, ma la ripetizione fa si che siano 3. Poi, c’è stato l’infortunio a Sogliuzzo, che è un elemento determinante. In più, il Santa Maria ha fatto la sua partita, lottando su ogni pallone ed alla fine ci sta che su una disattenzione la perdi anche, come è successo. Mettendoci dentro più di qualche prestazione di qualche singolo non all’altezza. C’è qualche calciatore che in casa è una cosa e fuori casa ne è un’altra. Quindi, dobbiamo anche lavorare su questo, oltre ad arrivare a dicembre e correggerci un poco”.

Mister, i rigori si calciano e si sbagliano. Fino a che punto sbagliarne 3 è sfortuna? Forse non è nemmeno il non saperli tirare, la questione può essere mentale…
I rigori li hanno sbagliati Sogliuzzo, Rubino ed oggi Saurino e Trani, ragazzi che hanno un buon piede, non ruvido. Il rigore è una questione di tranquillità, freddezza, di non preoccuparsi di sbagliare. Saurino era il rigorista, ma dopo il primo errore non se l’è sentita, quindi ha voluto tirare Trani e ci sta che queste partite le perdi anche. Anzi, per come sono andate le cose mi sarei accontentato di un pareggio”.

Si fa male Sogliuzzo e si gira verso una panchina corta. Le scelte sono quelle che sono, quindi sicuramente il mercato dovrà darle qualcosa…
Sicuramente faremo qualcosa. L’importante, adesso, è ripartire con tranquillità. Sicuramente non siamo quelli di oggi (sabato, ndr). Sapevamo che le partite erano molto dure, infatti già venerdì ad un suo collega dicevo che ci potevano essere problemi ed infatti ci sono stati. Nulla è facile per nessuno e principalmente per noi in questo momento, non avendo diverse alternative, perché ci sono troppi infortunati fuori. Poi, si è aggiunto Sogliuzzo, che da linearità alla manovra, conclude, tiene palla, te ne mette una. E’ uno che dovrebbe giocare anche ad una gamba”.

Doppia domanda. Innanzitutto, come sta Sogliuzzo e se la decisione riguardo ad Iattarelli ormai è definitiva oppure può cambiare qualcosa? Un po’ è stato un rimpianto non averlo…
Ci fosse stato Iattarelli, sarebbe entrato lui. Il fatto è che aveva un problema grosso nell’andare avanti ed indietro tutti i giorni. Gli pesava molto, giocava a sprazzi e anche se poteva restare con noi fino a dicembre per poi andare via, ha scelto di andare. Gli pesava troppo l’andare avanti ed indietro, a volte con le condizioni meteo avverse. Io lo avevo avvisato che sarebbe stato duro farlo. Circa Sogliuzzo posso dire che il suo infortunio sembra di natura muscolare. Ci auguriamo che possa essere uno stiramento da 20 giorni e non qualcosa di più grave”.

Ingenito: “Juve Stabia, quanti bei ricordi. Hai la forza per salvarti”

Castellammare di Stabia– Nel corso della puntata de “Il Pungiglione Stabiese” programma a cura della nostra redazione e in onda sulla pagina Facebook “Stabiesi al 100%”, abbiamo avuto il piacere di presentare Juve Stabia- Salernitana, che si giocherà tra due settimane, con un grande ex giocatore delle vespe, Checco Ingenito. Ecco le sue parole:

“ Mi fa piacere che i tifosi della Juve Stabia abbiano affetto nei miei confronti. Quegli anni sono stati i migliori della mia carriera calcistica e sicuramente ricordo con tanto amore la piazza stabiese. Ho tante partite e tanti gol nel cuore. Certamente quelli con Potenza e Massese perché sono stati molto importanti, ma ricordo con affetto anche il primo gol con la maglia della Juve Stabia, segnato al Matera. Li forse c’è stata la scintilla tra me e la piazza stabiese. Ovviamente non si può dimenticare il gol, e l’esultanza, nel derby contro il Savoia. Emozioni uniche. Ho sempre dato il massimo per le vespe e l’amore dei tifosi stabiesi dimostra che ho fatto bene li. 

Ho seguito dal vivo la Juve Stabia a Livorno e posso dire che è stato un peccato perdere così. Con un poco di attenzione in più si sarebbe potuto portare a casa quanto meno un punto. Peccato. La squadra non é male, sono sicuro che con il lavoro di mister Fabio Caserta la squadra uscirà fuori dalla zona pericolosa perche ha qualità. Spero di tornare presto al Menti, dopo aver seguito le vespe all’Armando Picchi di Livorno.

Futuro? Sarebbe bello avere un posto nella Juve Stabia. Chi lavora per le vespe, in qualsiasi ruolo, è fortunato. Vedremo se in futuro ci sarà l’opportunità. Per ora sono un grandissimo tifoso. 

Ai tifosi dico di sostenere la squadra sempre di più perché con il loro supporto la Juve Stabia si salverà in una categoria difficile come la Serie B.”

Trentasei indagati tra avvocati e medici per truffa all’Inps

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Sono 36 gli indagati a Messina con una serie lunghissima di capi d’imputazione per una presunta truffa pensionistiche ai danni dell’Inps.

Ci si era già occupati di questa indagine “30 Gennaio 2019  Messina,Truffa all’INPS , 26 indagati tra medici e avvocati per 296 capi d’imputazione”.

Adesso sono saliti a 36 gli indagati, con una serie lunghissima di capi d’imputazione. E si terrà il prossimo 11 marzo 2020 la maxi udienza preliminare per il giro di truffe pensionistiche ai danni dell’Inps, accertato nei mesi scorsi dal Sostituto Procuratore Rosanna Casabona.

I fatti risalgono dal 2009 al 2014. L’indagine è scaturita allorché i Carabinieri lavoravano alla scomparsa di Provvy Grassi, la giovane precipitata da un viadotto autostradale nel luglio 2013 e ritrovata soltanto nel gennaio 2014. I Carabinieri hanno compiuto una serie di indagini anche sul padre della ragazza, Giovanni Grassi, che è risultato inserito in un ampio contesto e in una rete di rapporti attraverso i quali otteneva certificati medici utili a chi voleva ottenere le pensioni di invalidità.

Le intercettazioni si sono pertanto allargate a parecchi professionisti e il Magistrato Rosanna Casabona ha ipotizzato per 15 di loro l’associazione a delinquere finalizzata alle truffe Inps. Gli altri invece risultano coinvolti in singoli casi di falso e truffa.  Tra loro ci sono anche un dipendente dell’Istituto pensionistico e tre sanitari spesso come CTU del Tribunale.

I medici interessati operavano nelle strutture pubbliche di Messina, Milazzo, Patti e Barcellona Pozzo di Gotto. I capi di imputazione elencati dalla Procura sono ben 296 e alcuni sono ancora coperti dagli omissis, mentre in alcuni dei reati contestati “visibili” vengono fuori nomi di altri indagati per i quali “si procede separatamente”. Ciò vuol dire che l’inchiesta non è conclusa e potrebbe avere ulteriori e clamorosi sviluppi.

L’Accusa ipotizza per 15 di loro l’associazione a delinquere finalizzata alle truffe Inps. Gli altri risultano coinvolti in singoli casi di falso e truffa.

Saranno innanzi al Gup Salvatore Mastroeni a marzo del 2020, oltre a Giovanni Grassi, i gestori di patronati Franco Poeta, Giuseppe Galletta e Luigi Spignolo ; gli avvocati Patrizia Cacioppo,Giuseppina Iaria e Roberta Pellicanò. Ancora, i medici Carlo Casile, Claudio Dispenzieri, Vincenzo Isola, Pietro D’Alessandro, Fabrizio Ciappina, Francesco Abramo, Roberto Calvo, Gian Placido De Luca, Claudio Dispensieri, Claudio Mario Italiano, James Carmelo Scaffidi, Giovanni Pellegrino, Pippo Spatola, Alessandro Grippa, Antonino Trovato; i pazienti Michele Fonte, Aldo Giuttari, Barbara Immormino, Giuseppe Arrigo, Maurizio La Malfa, Domenico Mendolia, Carmela Puglisi, Pasqua Augliera, Santa Berenato, Carmelo Longo e Antonino Girone; i Consulenti del Tribunale Nicola Zanghì, Francesco Rando, Antonello Tommasini; il dipendente Inps Giovanni Siracusano.

Santa Sarta