Home Blog Pagina 3577

Siracusa Calcio, un 2019 da Paradiso ed Inferno: E’ tempo di bilanci

0

Un anno purtroppo da dimenticare per il Siracusa Calcio, iniziato bene, con una salvezza ottenuta sul campo e la gioia di vedere i fratelli della Juve Stabia promossi in cadetteria, poi una estate da incubo. Dal professionismo alla promozione, con i Leoni dirottati a Palazzolo per quasi tutto il girone di andata, un viaggio iniziato dalla vicina Solarino, con la squadra allenata da Marco Scifo che sta provando a prendersi la vetta del torneo. È stato un anno molto particolare quello del Siracusa calcio. Un 2019 da dimenticare. Risultati positivi sul campo, cancellati però da fattori extra calcistici. Nella scorsa stagione la squadra ha dovuto lottare per la salvezza ed alla fine sul campo ha ottenuto questo traguardo, togliendosi anche qualche bella soddisfazione. Non con Pagana, non con Pazienza, ma con Raciti, allenatore umile e molto preparato. Il Catania di Sottil, il Catanzaro di Auteri finiscono dietro la Lavagna. Crispino si conferma grande portiere, Catania e Turati calciatori eterni, Vazquez il bomber dai mille volti, Rizzo un talento interessante. Dopo la Vittoria a Lentini, i Leoni mettono in cassaforte la meritata salvezza. Poi succede quello che non deve succedere, un film horror arriva in città: Il Presidente Alì saluta la squadra, nessun acquirente si fa vivo e il club azzurro finisce nelle mani del Sindaco. L’arrivo di Travagin appare portare un’ondata di novità, infatti sembra fatta per il passaggio al gruppo dell’imprenditore, ma in questo racconto non esiste praticamente mai una parola definitiva o immutabile. Morale della favola , trattativa saltata per questioni da approfondire ed addio serie D. Clamorosamente il Siracusa riparte dal campionato di Promozione, con il ritorno della famiglia Cutrufo e della Signora Marletta in dirigenza. La società porterà tanti calciatori di categoria, ma spesso si vedrà una squadra dai due volti: ottima in casa , da ricordare anche tutto il girone di andata giocato a Palazzolo salvo per le ultime partite; poco impegnativa in trasferta, come successo a Solarino nella prima giornata di campionato . I Leoni non sono in testa e stanno lottando per provare a vincere questo campionato . La piazza non merita questa categoria, non merita tutto questo. Con la speranza che il 2020 possa essere un trampolino di lancio per dare quella spinta al Siracusa e farlo tornare velocemente dove merita nel calcio che conta.

A cura di Dionisia Pizzo

Terracciano: “A Barano perchè mi piacciono le sfide. Ogni gara per noi è fondamentale”

L’INTERVISTA- Il neo ed esperto difensore ci ha raccontato le sue prime impressioni con la maglia degli aquilotti,commentando anche l’ultima vittoria in campionato

La cosa fondamentale è che tutti noi dobbiamo essere coscienti che da qui fino ad aprile che finisce il campionato bisogna marciare in un determinato modo. Abbiamo bisogno prima dell’uomo che possa sposare la causa al cento per cento e poi del  giocatore. Dobbiamo fare quadrato intorno a noi ed andare avanti per l’obiettivo finale”

Simone Vicidomini– Il Barano nell’ultimo turno giocato ha conquistato una vittoria importantissima. La squadra di Gianni Di Meglio,ha superato tra le mura amiche del “Don Luigi Di Iorio” la Mariglianese per 2-1 contro una diretta concorrente ai fini della salvezza. Gli aquilotti hanno così chiuso il 2019 nel migliore dei modi,ma soprattutto ottenendo una vittoria che da morale ad un gruppo in vista della ripresa del campionato di Eccellenza nel nuovo anno. I bianconeri, dopo aver ritrovato il sorriso,sono comunque alla ricerca di nuovi innesti in questa finestra di mercato di riparazione. Dopo i vari addii di Mangiapia,Piccirillo,Vincenzi,Grimaldi,Marotta ed Errichiello, la società del patron Gaudioso ha iniziato la sua campagna di rafforzamento,puntellando proprio il reparto difensivo,ove nelle ultime partite era apparso in netta difficoltà. Alle chianole è arrivato,Mario Terracciano,difensore centrale classe ’81, di grande esperienza,ove nella prima parte di stagione ha indossato la maglia dell’Angri. Nella sua carriera è stato protagonista per 11 anni sui campi di Serie C1 e C2, collezionando presenze e gol,tra le fila della Puteolana dove resta dal 1998 al 2003, dove partecipa a due campionati di Serie D ed a tre campionati di Serie C2. Poi tanta Serie C fino al 2010, con le maglie di Manfredonia, Acireale, Juve Stabia, Scafatese, Nocerina. Poi tanta serie D con Viribus Unitis, Nardò, Turris, Gladiator, Savoia, Brindisi e Torrecuso. Questo è stato solo il primo tassello consegnato a mister Di Meglio. Nei giorni scorsi infatti,sono stati ufficializzati anche l’attaccante Ciro Sburlino e Mario Parisi classe 97. L’arrivo di Terracciano, ha dato quel pizzico di esperienza che mancava alla retroguardia bianconera. Infatti l’ex Angri, soprattutto nell’ultima partita giocata contro la Mariglianese è stato uno dei migliori in campo,giocando una partita ordinata e sontuosa. Proprio per questo abbiamo deciso di intervistare ai nostri microfoni il neo difensore,Mario Terracciano il quale ci ha raccontato le sue prime impressioni sull’isola verde,analizzando l’ultima vittoria del 2019.

Terracciano,quanto è stato importante vincere prima della sosta chiudendo l’anno nel migliore dei modi,contro la Mariglianese,una diretta concorrente alla salvezza diretta?

“Questa partita per noi è stata fondamentale,anche perché diamo linfa a quello che è il nostro prosieguo in campionato. Ci distacchiamo un po’ dalla zona pericolosa,ovvero il penultimo e l’ultimo posto. Questo fa morale e ci aiuta a lavorare in modo più sereno”.

Dopo la sosta natalizia,alla ripresa giocherete  nuovamente in casa contro il Casoria,una squadra allestita per raggiungere i play-off . Per voi sarà un altro banco di prova imporante?

“Incontrare il Casoria o la Napoli Nord che è il fanalino di coda,per noi deve significare poco perché siamo in una situazione di classifica precaria. Lavorare durante la settimana ed approcciare le partite che sia l’Afragolese o un’altra squadra,deve essere per noi motivo di impegno massimale. Ogni gara per noi è fondamentale”.

Ormai sono un paio di settimane che è arrivato sull’isola. Che impressioni le ha fatto questa squadra,che gruppo e che spogliatoio ha trovato?

“Negli anni scorsi, mister Di Meglio mi aveva già provato a chiamare. Appena sono arrivato sull’isola mi sono trovato bene. Non mi aspettavo tutto questo,perché è sempre stato il mio timore di venire a giocare sull’isola. Io sono di Pozzuoli,quindi una volta fatta la traversata sono arrivato a casa. Ho trovato una squadra psicologicamente a terra,che stava subendo gli ultimi eventi dei risultati maturati. Però ci sono dei giovani e dei ragazzi molto bravi in rosa. La società nel mercato di dicembre ha fatto delle scelte per farsi che possiamo continuare a lavorare serenamente con persone che veramente vogliono raggiungere l’obiettivo”.

Quando ha avuto i primi contatti con la società, e come mai ha deciso di andare via da Angri?

“I contatti ci sono stati con il mister,anche perché c’è stima reciproca tra di noi. Per quanto riguarda il capitolo Angri, per me era chiuso già dopo un mese e mezzo. Infatti sono andato via perché non mi sono piaciute tante cose e di come si stava mettendo l’ambiente. Quando fai una certa età,capisci che devi avere il coraggio di fare determinate scelte. La prima scelta è stata quella di andare via da Angri,la seconda è stata quella di accettare Barano. Una scelta, che può essere una è vera propria sfida,perché il nostro obiettivo deve essere la salvezza”. Cosa mi ha convinto? A me piacciono le sfide. Qua non si parla di aspetto economico o altro. Facendoti grande capisci che devi andare a lavorare dove veramente ti vogliono e dove puoi dare una mano a persone che ti stimano. E’ questa è stata una componente importante. A Barano si è sempre parlato di una situazione abbastanza serena dove si può lavorare bene. C’è da mettere apposto un bel po’ di cose,ma ti parlo sotto l’aspetto dell’organizzazione”.

Come ha detto poc’anzi le piacciono le sfide. E’ arrivato sull’isola,dando al Barano quel pizzico di esperienza che mancava nel reparto difensivo. Cosa può dare veramente a questa squadra per raggiungere la salvezza,forse Terracciano è l’uomo che mancava?

“Devo ringraziare che ha 38 anni fisicamente sono ancora integro e sto bene. La cosa che mi fa più piacere e che lei ha menzionato, e che posso dare veramente tanto,anche sulla questione extra calcistica posso dare esperienza e consigli ai ragazzi che spesso si deprimono in situazioni negative. Posso fare un po’ da veterano a tante situazioni che man mano ci ritroviamo a risolvere”.

Si aspetta qualche altro rinforzo da parte della società in questo mercato dicembrino,anche perché sono andati via in tanti…

“La società ha fatto delle scelte,alcune calcistiche altre extracalcistiche da come ho potuto capire. Sicuramente sanno dove dover intervenire. La cosa fondamentale è che tutti noi dobbiamo essere coscienti che da qui fino ad aprile che finisce il campionato bisogna marciare in un determinato modo. Abbiamo bisogno prima dell’uomo che possa sposare la causa al cento per cento e poi del  giocatore. Da quanto mi è stato riferito la società qualcos’altro sta cercando. Dobbiamo fare quadrato intorno a noi ed andare avanti per l’obiettivo finale”. L’ingrediente segreto? Dopo tanti anni di calcio le posso dire è quello di avere nel cervello di tutti il sacrificio di mettersi a disposizione,l’abnegazione durante gli allenamenti,la preparazione alle partite e fare quadrato al solo obiettivo da raggiungere. Nelle ultime partite ho visto i ragazzi che buttavano il cuore oltre l’ostacolo nel voler raggiungere a tutti i costi il risultato. L’importante è giocarcela fino alla fine con la giusta convinzione, poi se troveremo squadre più forti di noi,pazienza gli daremo la mano”.

Obiettivi personali? “E’ quello  di salvarmi con il Barano, e non deve essere il mio ma deve esserlo di tutti. Poi ho altri obiettivi extracalcistici che già sto mettendo in atto,vedremo…”.

Istat: calo delle nascite, aumento dei single, e famiglie più piccole

0
Una netta diminuzione della popolazione residente in Italia, tra il 2018 e il 2019. Aumento dei single, in calo le nascite, riduzione del nucleo familiare ma anche dei divorzi. Questi sono i dati pubblicati dall’Istat.

Al 1 gennaio 2019 la popolazione residente in Italia è pari a 60.359.546 unità, oltre 124 mila unità in meno rispetto all’inizio del 2018.

Il saldo naturale continua a calare, passando da -190.910 nel 2017 a -193.386 nel 2018. Inoltre, le famiglie, pari a 25 milioni e 700 mila, sono sempre più numerose e sempre più piccole.

Il 33,2% sono coppie con figli, la tipologia che ha fatto registrare la maggiore diminuzione negli ultimi anni; le persone sole sono il 33,0% in costante aumento nel corso degli anni.

Inoltre, nel 2018 continua il calo delle nascite: i nati vivi, che nel 2017 erano 458.151, nel 2018 passano a 439.747, nuovo minimo storico dall’Unità d’Italia. E’ quanto si legge nell’Annuario Statistico Italiano 2019, relativo allo scorso anno, messo a disposizione dall’Istat sul proprio portale.

Il tasso di fecondità totale nel 2017 scende ancora attestandosi su 1,32 figli in media per donna. Nel 2018 il numero dei decessi diminuisce e raggiunge le 633.133 unità, quasi 16 mila in meno rispetto all’anno precedente.

L’insieme di queste dinamiche rendono l’Italia uno dei paesi più vecchi al mondo, con 173,1 persone con 65 anni e oltre ogni cento persone con meno di 15 anni al 1° gennaio 2019.

Nel 2017 i matrimoni riprendono a diminuire con 191.287 celebrazioni, quasi 12 mila in meno in un anno. Le separazioni legali diminuiscono e passano da 99.611 del 2016 a 98.461 del 2017; i divorzi, dopo il recente aumento dovuto all’entrata in vigore del cosiddetto ‘divorzio breve’, subiscono una contrazione e si attestano sui 91.629 eventi (7.442 in meno rispetto al 2016).

Givova Scafati, al Pallalio trionfa la Control Trapani

0
Al Pallalio vince in rimonta la 2B Control Trapani che batte 89-88 la Givova Scafati di coach Perdichizzi

A differenza dell’ultima trasferta a Latina, stavolta si è infranto sul ferro il tiro di Frazier nell’ultima azione di gioco. La 2B Control Trapani si è così aggiudicata la vittoria di misura 89-88 al PalaIlio ai danni della Givova Scafati, in occasione della seconda giornata del turno di ritorno del girone ovest del campionato di serie A2. Partita molto equilibrata: il primo quarto è stato vinto  dal Control Trapani per 21-18. Nel secondo quarto, equilibrio assoluto con il parziale finale che si è fermato sul 28-28. Nella ripresa, grande terzo quarto da parte della Givova Scafati vinto 20-9. La partita sembra in discesa per gli uomini di Perdichizzi che però perdono l’ultimo quarto 31-22, ed escono sconfitti dunque dalla Control Trapani 89-88. Al termine del match, è intervenuto il coach dei gialloblù Giovanni Perdichizzi: «Complimenti a Trapani, che ha disputato una gara d’orgoglio, di grande energia. Sapevamo che i locali erano in emergenza ed avrebbero messo la partita sull’agonismo e sulla bagarre. Ciononostante, eravamo riusciti a creare break decisivi nei momenti cruciali della partita, chiudendo infatti avanti di otto punti il terzo quarto. Da quel momento innanzi, però, un metro arbitrale apparso ondivago per l’intera partita, che ha creato smarrimento tra gli atleti, ha sicuramente condizionato la sfida, al di là dei demeriti nostri e dei meriti di Trapani. Nel finale punto a punto, a decidere sono poi stati gli episodi, che di fatto hanno premiato Trapani. Nell’ultimo quarto siamo stati indecisi in alcune scelte difensive, abbiamo concesso seconde opportunità e non abbiamo difeso con continuità su Corbett, lasciato troppe volte in isolamento, nella piena possibilità di attaccare i nostri lunghi. Abbiamo tanto da rivedere e da migliorare, al di là del metro arbitrale discontinuo tra la prima parte di gara e l’ultimo quarto»

Cani “deportati” a Taurianova, la rabbia del Movimento Cinque Stelle

Rimane accesa l’attenzione sui cani “deportati” da Messina dopo il bando del Comune. I cinque stelle: “Tradita la fiducia dei cittadini e dei volontari”.

Cani “deportati” a Taurianova, la rabbia del M5S: «Tradita la fiducia dei cittadini e dei volontari».

Vivicentro Sicilia continua a seguire questa preoccupante vicenda dei cani “deportati” dal rifugio Don Blasco e parte dei cani del Canile Millemusi e del Canile Macaluso (Petralia Sottana) di Messina. Ce ne siamo occupati negli  articoli “I cani del Rifugio Don Blasco di Messina sono a rischio”, “Rifugio Don Blasco (ME), Il M5S “tutelare gli animali” e “Non un lieto fine per i cani del Rifugio Don Blasco” e “29 Dicembre 2019 Deportazione” da Messina. Interviene la Lega nazionale a difesa dei cani.

Anche i Consiglieri comunali di Messina del Movimento Cinque Stelle, Andrea Argento e Cristina Cannistrà, dopo l’aggiudicazione provvisoria del servizio a una ditta di Reggio Calabria, hanno chiesto al Sindaco Cateno De Luca e all’Assessore Massimo Minutoli (con deleghe alla Manutenzione Beni e Servizi; Cimiteri, Arredo Urbano e Spazi Pubblici; Acquario e Dimora degli Animali; Protezione Civile e Difesa del Suolo; Sicurezza sui Luoghi di Lavoro; Pronto Intervento; Interventi Igienico Sanitari; Volontariato; Servizi al Cittadino) “Con quali criteri verranno fatti i trasferimenti? Prioritario tutelare la salute e il benessere degli animali”.

Nel loro comunicato sottolineano come «Malgrado le promesse e i vari annunci di questi giorni, è stata tradita la fiducia di tutti gli amanti degli animali e soprattutto quella dei tantissimi volontari che da decenni si prendono cura dei cani in città, che corrono il rischio di essere smerciati come degli scatoloni in provincia di Reggio Calabria». 

I consiglieri del M5S, ripercorrono anche la vicenda dei cani ospitati nel Rifugio Don Blasco, e di parte dei cani del Canile Millemusi e del Canile Macaluso (Petralia Sottana) dopo l’aggiudicazione provvisoria del servizio alla ditta “Rifugio Canino Il Parco S.r.l.”, con sede a Taurianova, dove per 152 giorni saranno “deportati” 200 cani per una spesa complessiva, a carico delle casse comunali, di circa 50mila euro, ai quali si aggiungono gli ulteriori 250 animali aggiudicati dalla Lega Nazionale per il Rifugio del Cane di Messina, con un esborso di circa 100mila euro. Non si citano inoltre i costi di trasferimento che sarà necessario sostenere e dei quali abbiamo in genere accennato nel nostro articolo del 29 corrente mese.

«Nei giorni scorsi – spiegano Cristina Cannistrà e Andrea Argentol’assessore Massimo Minutoli aveva rassicurato le associazioni cittadine e i sottoscritti, annunciando delle modifiche al “bando al ribasso” per tutelare la salute e il benessere degli amici a quattro zampe, mentre adesso veniamo a sapere che il dipartimento competente non ha ritenuto opportuno cambiare nulla. Un caso analogo – lo ricordiamo – si è già verificato di recente a Sanremo, con il ritiro del bando a causa di requisiti considerati non idonei, seppur consentiti dalla Legge», proseguono, citando in particolare i tempi e le modalità di affidamento e proponendo in alternativa il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, tenendo in considerazione la qualità del servizio offerto.

«Ci chiediamo inoltre – continuano i due consiglieri dei Cinque Stelle – se l’euro e sessantacinque centesimi stanziato giornalmente per ciascun animale sia sufficiente a garantire una cura adeguata, oltre che le profilassi minime necessarie, a fronte dei 2,64 euro (quasi il doppio) garantiti dalla Lega del Cane, e se il trasferimento forzato, seppur temporaneo, avrà delle conseguenze sulla salute e l’incolumità degli animali, soprattutto di quelli più anziani o malati. 

“Vogliamo ricordare infine – concludono Andrea Argento e Cristina Cannistrà – che già nel corso della scorsa campagna elettorale per le amministrative, il sindaco Cateno De Luca, anche sindaco metropolitano, annunciò in pompa magna lo stanziamento di 25 milioni di euro da assegnare ai comuni per realizzare dei rifugi sanitari per animali: un’ennesima dimostrazione della distanza siderale che separa gli annunci propagandistici sui social dalla realtà dei fatti».

Mariella Musso

Nella legge di stabilità regionale tre importanti provvedimenti

0

Il Vice presidente della Commissione regionale bilancio, ha proposto il rifinanziamento per tre importanti leggi. Finanziamenti anche per le Antiche Terme

Nella legge di stabilità regionale tre importanti provvedimenti

Castellammare di Stabia – Un comunicato stampa del consigliere regionale Alfonso Longobardi, chiude questo anno politico con alcune informazioni positive che riportiamo in maniera generica, impegnandoci ad approfondire ed entrare più nello specifico i primi giorni del 2020.

Il Consiglio regionale, nei giorni scorsi ha approvato la legge di stabilità 2020, ritenuta dal Vice presidente della Commissione bilancio, incarico che ricopre il consigliere Longobardi, “un bilancio di rigore e sviluppo per la Campania”.

Su proposta del consigliere regionale in detto bilancio sono state rifinanziate tre leggi. 600mila euro per il “Durante Noi/Dopo di Noi” per i cittadini diversamente abili. 300mila euro per la legge sulla lingua italiana dei segni e ancora 300mila euro per le eccellenze campane, in altre parole per valorizzare le attività che attengono al settore agro-alimentare e per i prodotti tipici regionali.

Il Vice presidente della Commissione bilancio rende anche noto che in quel contesto è stata accolta la proposta del Gruppo consiliare di Forza Italia finalizzata al sostegno delle Antiche Terme di Castellammare di Stabia, che prevede una copertura finanziaria di 500mila euro per tre anni.

E’ stato anche approvato l’istituzione del premio pasta di Gragnano con un finanziamento di 150mila euro per tre anni.

“E’ una manovra che nette in ordine i conti del bilancio regionale – è la dichiarazione di Alfonso Longobardi – che prevede investimenti mirati per la crescita socio economica e occupazionale”.

Longobardi chiude la sua nota con l’impegno di monitorare costantemente i provvedimenti regionali affinché il 2020 sia l’anno del lavoro, “dello sviluppo economico, dello scorrimento delle graduatorie degli idonei, della stabilità per i tanti giovani e padri e madri di famiglia che attendono di trovare occupazione duratura”.
Giovanni Mura

EDITORIALE – Juve Stabia, spot di fine anno

Si chiude nel migliore dei modi l’indimenticabile 2019 della Juve Stabia.

Nel match del cuore contro Piero Braglia i gialloblu centrano una vittoria di importanza capitale, che consente alla squadra di Fabio Caserta di congedarsi dal girone di andata con prospettive di ottimo auspicio in vista della ripresa del campionato fissata per gennaio.

La vittoria di fine anno conferma i progressi, in particolar modo mentali, della Juve Stabia, capace di vincere di puro agonismo e convinzione una gara incanalata sullo zero a zero e condita da pochissime occasioni da rete. E’ forse questo, il costante progresso mentale, l’aspetto che più sorprende del lavoro svolto da Caserta, in grado di curare mentalmente una squadra che pareva (o forse era) spacciata dopo le prime sei gare di campionato. Senza proclami, senza abbattersi ed una piccola conquista alla volta il tecnico stabiese ha ricostruito fisicamente, tatticamente e psicologicamente la sua squadra, tramutandola da impaurita a convinta dei propri mezzi, in grado di giocarsi la partita contro qualsiasi avversario.

Prendendo spunto da un famoso spot possiamo dire che la Juve Stabia “combatte, Forte, sempre”, così da sintetizzare le costanti del nuovo corso gialloblu. Voglia di combattere contro le compagini rivali, contando su motivazioni e fame in grado di fare la differenza. Uomo immagine delle vittorie stabiese è ovviamente Francesco Forte, attaccante di razza che di fame se ne intende: rabbioso il suo modo di giocare, da attaccante vero, e lucide le sue intenzioni in area di rigore, oceano ideale in cui lo Squalo azzanna senza pietà. Per lui già otto reti in campionato, iniziato in ritardo, ed enorme capacità di incidere non solo con i gol nei risultati della squadra.

L’analisi della fine anno stabiese deve però aprirsi a 360 gradi e non limitarsi solo al campo. La seconda parte del girone di andata ha infatti dato lustro alle scelte estive del diesse Ciro Polito, rivelatesi, con un po’ di ritardo, ancora lungimiranti. Proprio su Forte ha puntato senza esitazioni Polito, quando le prime gare della Juve Stabia avevano evidenziato il problema del gol ed il rischio di scegliere il grande nome, con un grande passato alle spalle, era alto.

Felici intuizioni del Direttore Sportivo stabiese anche Pasquale Fazio e Bright Addae. Il difensore siciliano pareva un oggetto misterioso dal ruolo indefinito; nelle ultime gare, nel momento del bisogno, il 31 gialloblu messo in copertina duttilità, furbizia e cuore che gli hanno permesso di disimpegnarsi alla grande nella posizione di centrale. Tempistiche simili a quelle che hanno segnato la scalata di Addae, devastante dopo aver assimilato il cambio di squadra, città e compagni. Scommesse che la Juve Stabia sta vincendo, in attesa che il girone di ritorno definisca quelle dalla posta in palio ancora incerta.

Messa da parte la prima parte di campionato ampiamente positiva, giusto che società, staff e squadra ricarichino le batterie per continuare un percorso che, a metà strada, pare avere tutte le carte in regola per regalare gioie come quelle dell’anno che sta per finire. Un 2020 che si spera possa essere emozionante e B..ello come il 2019.

Raffaele Izzo

Gazzetta – Patto tra Gattuso e Insigne per la svolta: la promessa che hanno stretto

Gazzetta – Patto tra Gattuso e Insigne per la svolta, Gattuso ha provato la prima emozione da allenatore degli azzurri. La promessa che hanno stretto: riportiamo il Napoli in alto!

La Gazzetta dello Sport ha sottolineato il buon feeling che si sarebbe immediatamente instaurato tra il nuovo tecnico del Napoli, Rino Gattuso, e Lorenzo Insigne. Il quotidiano sportivo sostiene che tra i due sia nato un patto per la svolta dopo la vittoria ottenuta contro il Sassuolo.

La Gazzetta dello Sport sul patto Gattuso-Insigne per riportare il Napoli in alto:

“C’è stato un momento, immortalato da telecamere e flash, che potrebbe anticipare l’inizio di un nuovo corso. Sono le immagini degli istanti immediatamente successivi alla vittoria contro il Sassuolo, quando il capitano e l’allenatore si sono fusi in un abbraccio liberatorio: entrambi hanno avuto buone ragioni per stringersi l’uno con l’altro. Gattuso ha provato la prima emozione da allenatore del Napoli; Insigne ha goduto di una vittoria che mancava da oltre due mesi. E tutti e due hanno intravisto in questo successo il momento della svolta. Non hanno dovuto dirsi niente, è bastato l’intensità dell’abbraccio e quegli sguardi intensi per sancire un tacito patto: riportiamo il Napoli in alto, si sono promessi”.

Castellammare, tavolo tecnico al MISE per salvare le Terme di Stabia e rilanciare il termalismo

0
Castellammare, la proposta dei deputati pentastellati Teresa Manzo, Carmen Di Lauro e Luigi Iovino: tavolo tecnico al MISE per salvare le Terme di Stabia e rilanciare il termalismo

L’istituzione di un tavolo tecnico promosso dal Movimento 5 Stelle presso il Ministero dello Sviluppo Economico per individuare strategie e interventi volti a salvare le Terme di Stabia e a rilanciare il termalismo a Castellammare. Di questo si è discusso ieri mattina a Palazzo Farnese nel corso di un incontro tra i deputati del Movimento 5 Stelle Teresa Manzo, Carmen di Lauro e Luigi Iovino e il sindaco Gaetano Cimmino. Nelle prossime settimane, inoltre, verrà stilato un calendario d’incontri tra Roma e Castellammare e sarà elaborata una road map degli interventi da mettere in campo.
Nel corso dell’incontro di ieri mattina abbiamo illustrato al primo cittadino gli sviluppi del lavoro che, in quanto deputati del collegio stabiese, stiamo svolgendo presso il Mise per sbloccare la vertenza Terme. In diverse occasioni, infatti, abbiamo portato all’ attenzione del ministro la gravissima situazione in cui versano i due complessi termali cittadini e il rischio concreto che tale inestimabile patrimonio possa andare perduto per sempre, senza un intervento immediato e risolutivo.” scrivono in una nota congiunta i Deputati del Movimento 5 Stelle Teresa Manzo, Carmen di Lauro e Luigi Iovino.
“Ieri mattina, il sindaco Cimmino ci ha aggiornati sulle azioni già avviate a riguardo dall’amministrazione comunale e abbiamo, poi, convenuto insieme sulla necessità di unire gli sforzi per giungere ad una soluzione definitiva del problema, così da restituire alla città e agli stabiesi un pezzo della loro storia e della loro identità, ma soprattutto per gettare una volta per tutte le fondamenta per il rilancio turistico di Castellammare”.

Castellammare, finanziamento da 500mila euro per la valorizzazione delle Antiche Terme

Juve Stabia – Cosenza (1-0) | La fotogallery di ViViCentro

Juve Stabia –  Cosenza le foto dei calciatori in campo

Guarda le foto di Juve Stabia – Cosenza realizzate dal nostro fotografo Giovanni Donnarumma che ci raccontano così la vittoria delle Vespe allenate da Caserta con i ragazzi di Mister Piero Braglia allo stadio Menti di Castellammare di Stabia.

Castellammare di Stabia – La Juve Stabia torna al “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia per l’ultima gara di un 2019 fantastico per i colori gialloblù, culminato il 20 aprile scorso, dopo una cavalcata straordinaria e senza conoscere avversari, nel ritorno in Serie B dopo soli cinque anni dall’ultima apparizione in cadetteria.

La gara è soprattutto lotta per evitare la retrocessione tra due squadre in grande salute anche se le Vespe lamentano ormai da diverse settimane qualche assenza di troppo per infortuni di vario genere. La Juve Stabia arrivano a questa gara dopo aver vinto 2 partite e pareggiata una.

Anche il Cosenza viene da una striscia positiva in campionato fatta di due vittorie consecutive in trasferta contro il Pisa per 1-3 e in casa di misura per 1-0 contro l’Empoli, gara però ampiamente falsata dal gol non convalidato a Ricci per i toscani.

Le formazioni ufficiali e i cambi:

JUVE STABIA (4-3-1-2): Russo; Vitiello, Fazio, Troest, Ricci; Calò, Addae, Buchel (Mallamo dal 61°); Bifulco; Canotto (Cissè dal 63°), Forte 

Allenatore: sig. Fabio Caserta

COSENZA (3-4-3): Perina; Idda, Capela, Legittimo; Corsi, Sciaudone, Broh, D’Orazio; Baez (Greco dal 84°), Rivière, Machach (Pierini dal 80°)

Allenatore: sig. Piero Braglia

LA CRONACA DEL GOL

90° GOOOOOLLLLL della Juve Stabia: Forte su rigore realizza il gol del vantaggio per le Vespe per fallo di mani di Capela, ammonito, su tiro di Cissè

copyright-vivicentro
TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo

Tuttosport – Calciomercato Napoli, bloccato Ricardo Rodriguez, Ghoulam in uscita: tre club su di lui

Tuttosport – Calciomercato Napoli, gli azzurri hanno bloccato Ricardo Rodriguez per la fascia. Ghoulam in uscita, tre club su di lui: Marsiglia, Lione e Fenerbahce

L’edizione odierna di Tuttosport ha parlato del possibile trasferimento al Napoli del terzino Ricardo Rodriguez. Secondo il quotidiano sportivo, gli azzurri avrebbero già bloccato il terzino del Milan, accontentando di fatto una delle prime richieste del nuovo allenatore Rino Gattuso. Il sacrificato per far posto al terzino svizzero sarebbe Ghoulam, da tempo ai margini della rosa. Su di lui ci sono tre club:

TUTTOSPORT sulla trattativa Napoli-Ricardo Rodriguez e il futuro di Ghoulam:

“Per quanto riguarda la pista per il terzino sinistro, il Napoli ha bloccato Ricardo Rodriguez in uscita dal Milan. L’affare è impostato sul prestito con diritto di riscatto, ma è legato al futuro di Ghoulam. Al momento l’algerino sta smaltendo i postumi di due lesioni muscolari al quadricipite che lo hanno costretto a fermarsi dopo Torino-Napoli del 6 ottobre e saltare 12 delle 17 gare di campionato. Ormai il peggio è alle spalle e l’algerino è cercato da Marsiglia, Lione e Fenerbahce”.

L’affare è impostato sul prestito con diritto di riscatto, ma è legato al futuro di Ghoulam. Al momento l’algerino sta smaltendo i postumi di due lesioni muscolari al quadricipite che lo hanno costretto a fermarsi

CdS – Lobotka vuole solo il Napoli: rifiutate le altre proposte

CdS – Lobotka vuole solo il Napoli e pressa il Celta per la accelerare i tempi: rifiutate le altre proposte di Milan e West Ham

Secondo quanto riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport, Stanislav Lobotka starebbe facendo pressione al Celta Vigo per trasferirsi al Napoli. Ormai la chiusura sembra ad un passo: il centrocampista slovacco avrebbe rifiutato le proposte di Milan e West Ham. In mente ha solo gli azzurri.

Il Corriere dello Sport su Lobotka al Napoli:

“La notizia, insomma, emerge chiaramente: Stani vuole cambiare aria, a maggior ragione in un periodo di enorme difficoltà dei galiziani, terzultimi in Liga, e preferisce il Napoli nonostante un certo interessamento del Milan e, a quanto pare, anche del West Ham che ha appena cambiato allenatore e ha bisogno di rilanciarsi. Non resta che affondare il colpo. Dopo aver limato il prezzo.  Tra l’altro, migliore a dire poco sarebbe anche lo scatto sotto il profilo dell’ingaggio: dai circa 700mila euro attuali a oltre il doppio, per cinque anni. Niente male per un calciatore di 25 anni che aspira al salto di qualità. Il problema, però, è che con il Celta non è stato ancora trovato un accordo: considerando che nel suo contratto è inserita una clausola rescissoria da cinquanta milioni, il club spagnolo è partito da una richiesta di trenta milioni, ma il Napoli ha tutta l’intenzione di limare un bel po’. Venti o poco più, sommando un prestito oneroso e il riscatto obbligatorio. Si lavora. Di corsa: l’intenzione è chiudere quanto prima. Nelle prossime ore è prevista una nuova riunione tra il club azzurro e la società spagnola”. 

Anno Nuovo Vita Nuova: anche in politica? (Lo Piano – Saint Red)

Prima che le lancette dell’orologio scocchino l’arrivo dell’anno nuovo, quante volte abbiamo ripetuto nella nostra mente che quello che verrà sarà migliore del precedente: come dire anno nuovo, vita nuova.

Anno Nuovo Vita Nuova (Lo Piano – Saint Red)

Anche in politica i propositi sono sempre dei migliori, purtroppo come spesso accade, le aspettative non vanno di pari passo con le attese. Quando ciò accade, ed è ormai una consuetudine, si rimanda al nuovo rintocco delle lancette.

Viviamo in un mondo in cui il presente non esiste, il passato non insegna, il futuro è solo un’utopia. Tutti ci auguriamo che qualcosa possa cambiare in Italia, ha poca importanza il colore politico di chi possa fare la differenza, quello che conta sono sempre i fatti, di parole ne sono state profuse tante.

Il nuovo anno dovrebbe essere quello giusto per il lavoro, per la rinascita di tutto il comparto commerciale, la moria delle piccole medie e grosse aziende continua a ritmi incalzanti, mediamente ogni giorno sono decine le attività che chiudono i battenti.

Migliaia di lavoratori si sono ritrovati da un giorno all’altro in mezzo ad una strada, i debiti contratti a suo tempo non possono essere più onorati, si dovrà combattere solo per sopravvivere.

Per non parlare delle umiliazioni, dei voltafaccia degli amici, della chiusura di tante “porte” che si riteneva potessero essere aperte a tempo indeterminato.

Il nuovo anno speriamo che porti un po’ di serenità nelle famiglie, per coloro che vivono in condizioni disagiate, per i giovani che non saranno più costretti ad emigrare, tutto dipenderà da chi ci governa, i propositi sembrano buoni, speriamo che vengano rispettati.

A nulla servono i “sogni” zodiacali, nessuno sarà mai in grado di prospettare un futuro, i tarocchi, le scaramanzie serviranno a ben poco, tranne che lo Stato veramente non ponga le basi e le altezze giuste per il futuro di milioni di Italiani.

Cogliamo l’occasione per augurare alla Redazione e ai lettori di Vivicentro un Nuovo Anno che porti serenità in tutte le famiglie.

Lo Piano SaintRed

” ‘Na Santarella “: Il Teatro Club Gino Roma al Politeama

0

Al Teatro Politeama di Napoli, dal 3 al 5 gennaio 2020, il Teatro Club Gino Roma porterà in scena “‘Na Santarella”, con la regia di Mario Roma e l’adattamento di Gino Roma.

” ‘Na Santarella “: Il Teatro Club Gino Roma al Politeama

NAPOLI- Al Teatro Politeama di Napoli, da venerdì 3 a domenica 5 gennaio 2020, il Teatro Club Gino Roma porterà in scena “‘Na Santarella”, con la regia di Mario Roma e l’adattamento di Gino Roma.
La commedia è strutturata in tre atti ed è recitata in dialetto napoletano con l’inserimento di parti cantate d’ispirazione francese, fino a diventare una piccolissima operetta musicale. L’Operetta prende ispirazione dalla versione di Meilhac e Millaud “Mam’zelle Nitouche” , e dalla trasposizione di Scarpetta intitolata ’Na Santarella”, la cui traduzione dal francese venne curata da Regina D’Antigny, nonna di Regina Bianchi.
Sullo sfondo di una bellissima Napoli di fine ‘800, intrecci, equivoci e il ritmo serrato della recitazione, coinvolgeranno gli spettatori, danno vita a una commedia dinamica e sempre gradevole, con continui colpi di scena e situazioni esilaranti, accompagnati da musiche e danze.

Trama:

Felice Sciosciammocca ha una doppia vita, di giorno suona musiche sacre come organista del convento delle Rondinelle e insegna musica alle educande, mentre di notte, in gran segreto, si reca a Napoli, dove sotto la falsa identità di “Arturo Maletti” è conosciuto come autore di operette, di cui una dal titolo “La figlia dell’imperatore”. 

Il suo segreto viene però scoperto da un’educanda sbarazzina, Nannina, detta “santarella” per il fatto che ostenta con tutti, specie con la madre superiora Suor Rachele, un comportamento ingenuo e innocente.

Lo zio di Nannina decide di darla in sposa al tenente Eugenio Porretti, ufficiale di cavalleria. Suor Rachele, tenendola all’oscuro di tutto, decide di mandarla a Roma dal futuro sposo, insieme a don Felice, suo maestro di canto. Ma Nannina, appassionata dell’operetta di Sciosciammocca, che conosce a memoria, lo ricatta, minacciando che se non la condurrà al Teatro del Fondo, dove è messa in scena “La figlia dell’imperatore”, rivelerà alle monache la sua attività licenziosa di autore di operette.

La prima donna dello spettacolo, Cesira, ingelosita dalla presenza della ragazza, che crede amante di Felice, abbandona la scena per essere sostituita da Nannina, di cui il tenente Eugenio Porretti casualmente si innamora, ignaro che ella sia la ragazza che gli è stata promessa in sposa… 

Personaggi e interpreti:

Don Felice Sciosciammocca – Luciano Raiola; Nannina Fiorelli – Roberta Esposito; Conte Eugenio Porretti – Luca Capano; Don Angelo Cannone – Salvatore Mirolla; Suor Rachele – Susy Piezzo; Suor Graziella – Alessandra Oliviero; Suor Teresa – Silvia Esposito La Rossa; Suor Carmela – Carmela Maria; Suor Angela – Raffaella D’Alessio; Nicola, impresario –  Davide Speranza; Cesira Perrella – Diana Ausiello; Marchesino Sparice – Alessandro Borrelli; Carmela – Imma Caro Esposito; Amelia – Alessandra Oliviero; Clelia – Cira Preite; Elvira – Ilaria Colamarino; Antonietta – Mary J. Noto; Margherita – Ivana Riccio; Teresina – Silvia Esposito La Rossa; Vincenzo, Custode Teatro – Enzo Di Donna; Delegato P.S. – Michele Zarmoletti; Garzone Caffè – Vittorio Urciuolo; Ciccillo – Giuseppe Merola; Carluccio – Andrea Cozzuto; Luigino – Federico Raiola; Maestro Musica – Franco Martucci.

Le educande:

Chiara Falanga, Rita Beatrice Sannino, Lea Quaranta, Silvia Gallo, Chiara Loffredo, Sara Zannini, Eleonora D’Aquanno, Giada Scognamiglio, Carolina Perone, Roberta Maniscalco.

Lo spettacolo è in omaggio agli abbonati del teatro Augusteo, ma offerta al pubblico a un prezzo speciale.

Grande successo per “Lo Schiaccianoci” contemporaneo (recensione)

0

Una straordinaria rilettura del più noto balletto al mondo, totalmente fuori da ogni consuetudine legata all’opera classica per eccellenza,“Lo Schiaccianoci,” in chiave contemporanea, è stato portato ieri sera in scena al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, riscuotendo un enorme successo.  Si replica stasera alle 17.30.

Sold out per “Lo Schiaccianoci” in chiave contemporanea al Vittorio Emanuele di Messina (recensione)

La fantasia molto apprezzata, del coreografo Massimiliano Volpini ha dato alla luce una nuova versione coreografica della famosa partitura di Čajkovskij, partitura eseguita in maniera eccellente dall’orchestra del teatro Vittorio Emanuele, diretta da Giuseppe Ratti, compositore di musica da camera, di scena e per orchestra e fiati, dal 2007 titolare della cattedra di Esercitazioni Orchestrali presso il Conservatorio “G.Verdi” di Torino di cui è stato anche vice direttore.

Un viaggio immaginario, quello a cui ci ha condotto uno dei prestigiosi coreografi del Balletto di Roma, Massimiliano Volpini, che riveste di attualità il binomio sogno/realtà in un’opera tradizionale, “sconvolta”, ma non per questo denudata dall’effetto aulico e fatato a cui siamo abituati nella classica versione.

Siamo, dunque, lontani dalla prima rappresentazione, che ebbe luogo il 18 dicembre 1892 presso il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, in Russia.

Lo si nota a cominciare dalle scene e costumi di Erika Carretta che ha utilizzato prettamente materiali recuperati e riutilizzati attraverso un riciclo molto creativo. Sul palcoscenico infatti sono stati adoperati materiali come vetro, plastica, legno, carta e cartone, presenti oggetti insoliti, come un carrello della spesa, apparso spesso nelle varie scene del primo atto, per condurci su un’idea fantasiosa del loro (ri)utilizzo, per scongiurarne il quotidiano e superficiale “rifiuto” che la società moderna minimizza e compie senza alcuna riflessione. 

Una riflessione, appunto, a cui il coreografo invita, non soltanto circoscritta sull’aspetto ecologico, bensì, che abbracci anche il punto di vista psicoanalitico, conducendo lo spettatore a percorrere un percorso volto a meditare sulla condizione delle persone trattate come rifiuto, sul consumismo relazionale, sullo smarrimento delle identità sociali e delle modalità comportamentali che assumiamo, falsando la realtà non più oggettiva e facendo un uso eccessivo di “mille volti” di cui spesso ci si traveste, ingannando talvolta, anche se stessi. 

Il libretto, nella forma convenzionale e della tradizione russa, è tratto da un racconto di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann ma in maniera alleggerita. La trama ormai nota in tutto il mondo, narra dei fratelli Clara e Fritz, che nella sera della viglia di Natale, scartano i vari regali dello zio, Drosselmeyer. Clara riceve un buffo schiaccianoci con le sembianze di soldatino. Durante la notte lo Schiaccianoci, aiutato dai soldatini del fratello, combatte una battaglia contro l’esercito del Re dei Topi. Dopo la vittoria Clara e lo Schiaccianoci si ritrovano nel Regno dei Dolci, dove incontrano la Fata dei Confetti e il Principe. In questo luogo incantato gli strani abitanti del regno si esibiscono nel divertissement più famoso e conosciuto delle musiche di Čajkovskij. Le danze proseguono per tutta la notte fino al risveglio di Clara. 

Ma nella versione rivisitata dal coreografo Massimiliano Volpini, nessun regalo da scartare sotto l’albero. L’atmosfera pomposa e stucchevole delle feste, nella tradizionale ambientazione borghese, viene sostituita da una strada poco illuminata, come potrebbe essere quella di una qualunque periferia metropolitana, popolata da una banda di straccioni.

Un esercito di straccioni colorati e appariscenti, grazie ai costumi, firmati sempre, da Erika Carretta, abiti assembrati con pezzi di tela, gonne patchwork svolazzanti, soprabiti colorati, bottoni spaiati cuciti a vista che sostituiscono i bijoux. Molto belli e originali come a voler dare agli “invisibili” di ogni periferia, un mezzo, una voce, per essere notati e considerati da una società “sorda” che non fa altro che lasciarli ai margini nella più totale indifferenza.

Tramite un varco di un muro, che sembra voler delineare un confine tra la realtà e i sogni, nel primo atto fuoriescono dei topi infidi e battaglieri. Assistiamo ad uno scontro tra due bande per il controllo del territorio.

Il secondo atto invece, ha assunto le caratteristiche più vicine al tipico balletto della tradizione russa, sconfitto l’esercito dei topi, la banda di straccioni riesce a penetrare oltre il muro, che improvvisamente si apre formando al centro una grande forma di albero luccicante e dorata. Ed è il momento magico in cui avviene l’incontro con i personaggi bizzarri della favola. 

Magnifica la performance dei ballerini, danze contraddistinte da gesti coordinati con maestria e sopraffine leggerezza aerea hanno incantato i presenti. Il balletto di Roma d’altronde è garanzia di successo come ben sa il Direttore Artistico della sezione musicale Matteo Pappalardo, che riconferma la compagnia ogni anno, al quale va un plauso anche per aver riportato a teatro un pubblico giovane interessato alla danza.

Il Trepak, o Danza russa, una delle parti più riconoscibili del balletto e ogni movimento della suite hanno suscitato parecchie emozioni, in particolare, ha coinvolto molto anche la variazione della Danza della Fata Confetto eseguita con maestria, eleganza e leggiadria a dir poco ammaliatrice.

Il susseguirsi di balletti, i gran pas de deux, il valzer dei fiori, cuore pulsante dell’opera, con tutti i ballerini che sfoggiano eccentrici e colorati costumi, hanno davvero incantato un pubblico attento che già alla fine del primo atto applaudiva con vigore. L’apoteosi finale ha rappresentato un momento vitale, gioiso, che culminato con l’allegro e famoso valzer, ha suscitato un turbinio di emozioni, invitando a pensare come la vita possa sempre riservarci piacevoli sorprese, in cui solo noi stessi possiamo esserne attori protagonisti, cedendo all’idea che i sogni nel cassetto trovino sempre il modo per manifestarsi e che non esista mai un “tempo determinato” per ben sperare, perché l’auspicio di una vita nuova non ha mai fine e la rivalsa di un’affermazione personale troverà sempre il suo corso per concretizzarsi.

Uno spettacolo che definire bello sarebbe riduttivo. 

Indimenticabile, ovverosia memorabile.

Mariella Musso

Pagelle Juve Stabia: Forte, Fazio e Vitiello i migliori, Caserta top

Decide il rigore dello squalo, ma la Juve Stabia è ormai consapevole della sua forza, nonostante le assenze. La salvezza, ora, è alla portata.

Dopo l’importante vittoria di rigore della Juve Stabia sul Cosenza abbiamo valutato la prestazione dei calciatori in gialloblè:

Danilo Russo voto 6

Il suo pomeriggio è molto tranquillo, la tattica di mister Braglia è fin troppo remissiva, non arrivano conclusioni pericolose verso la sua porta.

Roberto Vitiello voto 7

Ormai sembra l’agente speciale della difesa gialloblè, quando c’è da fare una chiusura preziosa nelle diagonali difensive si vede che è stato un calciatore anche della categoria maggiore. Un capitano che fa pesare la sua esperienza.

Lito Fazio voto 7

Sicuri che da centrale non possa rendere bene? Lito ci ha dimostrato il contrario e ora rischia il posto anche qualche altro difensore centrale che invece, per ora, è fermo ai box. Se sta bene la Juve Stabia ha pronto un grande acquisto per gennaio, peccato per i tanti problemi muscolari accusati in questi mesi.

Magnus Troest voto 7

Gladiatorio, si è caricato ancor di più con l’andare avanti della stagione e della partita nel particolare, facendo delle chiusure importanti e riuscendo spesso a non dare la possibilità a Riviere di girarsi al limite dell’area di rigore.

Giacomo Ricci voto 6,5

La continuità che mister Fabio Caserta gli ha dato nelle ultime settimane sembra averla meritata con prestazioni in crescendo. Non ha paura di nulla e pur avendo, spesso, qualche passaggio a vuoto, sembra essere sempre più in crescita. Quella contro il Cosenza è forse la sua miglior partita nella fase che fa meno bene, quella difensiva.

Bright Addae voto 6,5

L’aveva ‘preannunciato sui social prima ancora di iniziare a giocare con continuità. “Darò tutto per difendere la maglia e la città, a livello sportivo” e in campo ora è sempre più un leader, da quel goal a Verona si è sbloccato ed ha fatto scoccare la scintilla che ha fatto ardere il fuoco gialloblè con 10 punti in quattro gare, lui è stato uno dei trascinatori della squadra.

Giacomo Calò voto 6

Stavolta non è stato continuo nel corso dell’intera partita ma i suoi strappi e le sue giocate regalano sempre qualche guizzo importante alla squadra. Quando capisce che il Cosenza non concede molto dietro, smette con i lanci lunghi e prova anche qualche discesa personale, sembra quasi come un quarterback della Nfl quando trova la difesa avversaria piazzata. Inizia a fare la differenza anche in B.

Marcel Buchel voto 5,5

La forma per un calciatore come lui è importante, soprattutto perché il posto di regista è occupato da Calò e da mezzala del rombo di centrocampo della Juve Stabia si corre indubbiamente di più. Inizia bene, le sue doti sono indiscutibili, però il passo è ancora lontano dalla forma migliore. Da rivedere dopo le tre settimane nelle quali può fare un po’ di preparazione specifica per il prossimo futuro.

Dal 61’ Alessandro Mallamo voto 6,5

Da un deciso colpo di acceleratore al centrocampo stabiese, un po’ troppo statico al cospetto di un Cosenza tutto rintanato nella propria trequarti. Caserta gli chiede di essere un po’ ovunque e lui riesce a farlo in un finale da battaglia.

Alfredo Bifulco voto 6

Non riesce ancora ad essere continuo, non può incidere molto da vertice alto di centrocampo, ma nel secondo tempo allargandosi un po’ di più sembra entrare in partita. Caserta lo sostituisce per mettere un altro attaccante di peso come Rossi. Nel ritorno potrebbe essere importante anche la sua crescita.

Dal 78’ Alessandro Rossi voto 6,5

E’ diventato uno specialista dei finali nei quali mister Caserta vuole un attaccante tutto grinta e fisico vicino a Forte, e in questo caso, anche con il tridente “pesante. A Trapani, a Verona e anche oggi quando entra lui, qualcosa succede e la Juve Stabia vince. Non è solo un porta fortuna.

Luigi Canotto voto 6

Non è il solito Canotto ma quando mette le marce più alte, il Cosenza va in difficoltà. Braglia prepara la partita quasi tutta su di lui mettendo tanti esterni in campo per contrastarlo, anche in velocità. Peccato che si fa male proprio quando stava facendo meglio.

Dal 63’ Karamoko Cissè voto 6,5

Entra subito in partita, lotta e prova a fare delle giocate utili a far aprire il Cosenza e poi conquista, con caparbietà, il rigore della vittoria. Prezioso il suo contributo nel finale, dimostra di giocare meglio con altre punte di peso vicino al lui e non come punta unica.

Francesco Forte voto 7,5

Un attaccante completo, che ad ogni pallone giocato fa vedere di essere in grado di spostare gli equilibri di un match. Si sacrifica per la squadra, gioca lontano dalla porta e prova sempre a far salire la squadra e poi continua con coraggio a prendersi la responsabilità di battere “rigori” pesantissimi come quelli di Verona e come quello di oggi, ancora una volta al 90’. Uno squalo pronto sempre ad azzannare l’avversario. Nelle sette partite in cui ha segnato (8 goal totali) la Juve Stabia porta a casa sempre punti e soprattutto vittorie (5)

Fabio Caserta voto 8,5

L’allievo supera il maestro e lo fa come in una partita di scacchi tra veri intenditori. Braglia la prepara sulle fasce e lui prova a sorprenderlo con il rombo a centrocampo all’inizio, poi cambiando ad inizio ripresa, poi mettendo le tre punte di peso per mettere palle alte a ripetizioni e prova e riprova il giusto premio arriva. Ormai è un vero e proprio specialista delle sfide impossibili, come quella di chiudere il girone di andata a 24 punti dopo averne fatto sono uno di punto nelle prime 6 gare. Da fargli un contratto a vita!!!

Perina: “Fa male perdere questa gara interpretata bene” (VIDEO)

Perina, portiere del Cosenza, ha rilasciate alcune dichiarazioni in mixed zone al termine della gara Juve Stabia-Cosenza: le sue dichiarazioni

Perina: “Fa male perdere questa gara che avevamo interpretato bene”

Il portiere del Cosenza, Pietro Perina, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai nostri microfoni in mixed zone al “Romeo Menti” al termine della gara Juve Stabia-Cosenza valevole per la diciannovesima e ultima giornata del girone di andata del campionato di Serie B 2019-2020 vinta dalle Vespe per 1-0 per effetto del gol siglato da Forte al minuto 90 su calcio di rigore.

Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Fa male perdere questa gara perchè avevamo interpretato bene la gara. Brutto perdere così anche perchè Cissè aveva toccato prima di mano la palla e il rigore perciò mi sembrava inesistente. Sembra fatto apposta dopo il gol non convalidato all’Empoli contro di noi con il pallone che aveva varcato la linea di porta. Ora stacchiamo un pò la spina perchè sono stati tre mesi duri e poi riprenderemo il campionato nel migliore dei modi. All’inizio siamo partiti un pò col freno a mano tirato. Nelle ultime due gare abbiamo fatto due vittorie e volevamo finire in bellezza contro la Juve Stabia. Non ci siamo riusciti purtroppo e c’è tanto rammarico per la sconfitta di oggi”. 

 

[embedyt] https://www.youtube.com/watch?v=kRgQNj20S-M[/embedyt]

 

a cura di Giovanni Donnarumma

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. È possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo.

Capri, stabiese ruba denaro dalle casse del market in cui lavora: arrestato

0

Capri, stabiese ruba denaro dalle casse del market in cui lavora: arrestato

I carabinieri della Stazione di Capri hanno denunciato un 43enne di Castellammare, impiegato in un supermercato dell’isola.

In più occasioni – hanno scoperto i militari – l’uomo aveva sottratto denaro dalle casse del market, raggiungendo un bottino di circa 12mila euro.  Grazie all’analisi delle immagini di videosorveglianza dell’esercizio commerciale i militari hanno individuato nel dipendente infedele il responsabile dei furti denunciati dal titolare.

Il 43enne dovrà rispondere di furto aggravato. Parte del contante è stato recuperato dai militari e restituito. Il 43enne dovrà rispondere di furto aggravato. Parte del contante è stato recuperato dai militari e restituito. Il 43enne dovrà rispondere di furto aggravato. Parte del contante è stato recuperato dai militari e restituito. Il 43enne dovrà rispondere di furto aggravato. Parte del contante è stato recuperato dai militari e restituito. Il 43enne dovrà rispondere di furto aggravato. Parte del contante è stato recuperato dai militari e restituito. Il 43enne dovrà rispondere di furto aggravato. Parte del contante è stato recuperato dai militari e restituito. Il 43enne dovrà rispondere di furto aggravato. Parte del contante è stato recuperato dai militari e restituito. Il 43enne dovrà rispondere di furto aggravato. Parte del contante è stato 

Somma Vesuviana, 33enne beccato con 17kg di botti illegali: arrestato

0

Somma Vesuviana, 33enne beccato con 17kg di botti illegali: arrestato

Un uomo di 33anni di Somma Vesuviana è stato denunciato dai carabinieri della stazione locale per detenzione illegale di esplosivi e giochi pirici.

Durante una perquisizione nella sua casa, i militari dell’Arma hanno trovato 212 ordigni  e 1 colpo di mortaio pirotecnico non convenzionale. Il materiale sequestrato, complessivamente 17 chili di esplosivo, è stato campionato dai carabinieri del  Nucleo artificieri di Napoli. Durante una perquisizione nella sua casa, i militari dell’Arma hanno trovato 212 ordigni  e 1 colpo di mortaio pirotecnico non convenzionale. Il materiale sequestrato, complessivamente 17 chili di esplosivo, è stato campionato dai carabinieri del  Nucleo artificieri di Napoli. Durante una perquisizione nella sua casa, i militari dell’Arma hanno trovato 212 ordigni  e 1 colpo di mortaio pirotecnico non convenzionale. Il materiale sequestrato, complessivamente 17 chili di esplosivo, è stato campionato dai carabinieri del  Nucleo artificieri di Napoli. Durante una perquisizione nella sua casa, i militari dell’Arma hanno trovato 212 ordigni  e 1 colpo di mortaio pirotecnico non convenzionale. Il materiale sequestrato, complessivamente 17 chili di esplosivo, è stato campionato dai carabinieri del  Nucleo artificieri di Napoli. Durante una perquisizione nella sua casa, i militari dell’Arma hanno trovato 212 ordigni  e 1 colpo di mortaio pirotecnico non convenzionale. Il materiale sequestrato, complessivamente 

Ruggero, il cannolo siciliano che non rammollisce

Grazie a una piccola quantità di glicerina, un prodotto naturale usato per ricoprire la parte interna della scorza, il cannolo resta turgido.

Il potere della Sicilia, dopo il sole, il mare e la natura, è il cannolo alla ricotta e non c’è turista che resista.

Lo hanno chiamato “Ruggero” in onore di Ruggero II, incoronato a Palermo primo Re di Sicilia quasi mille anni fa. Il cannolo non rammollisce a causa del rilascio dell’acqua da parte della crema di ricotta nella ‘scorza’, l’involucro del dolce siciliano famoso in tutto il mondo. Ruggero è capace pertanto di mantenersi croccantissimo e di non ammosciarsi.

Sviluppato da un team del Cnr di Palermo, guidato da Mario Pagliaro, grazie all’ausilio di una piccola quantità di glicerina, un prodotto naturale usato per ricoprire la parte interna della scorza prima del ripieno. Così il nuovo cannolo rimane croccante, turgido e piacevole al gusto anche a distanza di 12 ore dalla farcitura.

L’inventore Mario Pagliaro, da anni lavora alla fondazione in Sicilia di un centro di ricerca e formazione sull’energia solare e la bioeconomia di standing internazionale. Insieme a lui Michele Rossi dell’Università di Milano della monografia di riferimento a livello internazionale sulla nuova chimica della glicerina.

“Il meccanismo di funzionamento del nuovo cannolo capace di autoproteggersi è tanto semplice quanto efficace” spiega Nino Scurria, giovane chimico co-autore del lavoro pubblicato oggi “Il sottile strato di glicerina idratata all’interfaccia fra la crosta e la crema di ricotta – spiega – impedisce alle proteine del siero del latte presenti nella ricotta di emulsionare lo strato di grasso che ricopre la scorza in margine alla frittura“.

“Ancora una volta – dice Pagliaro – a rendere possibile un’importante innovazione per il sistema socieconomico della Sicilia è un bioprodotto oggi ottenuto pressoché integralmente dalle risorse biologiche”.

Adduso Sebastiano

cannolo siciliano