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Torre Annunziata, spari contro un negozio: allarme racket

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Paura in città: spari contro la saracinesca di un negozio

Torre Annunziata, allarme racket in città. Sei colpi di pistola sono stati sparati contro la saracinesca di un negozio di elettronica e videogiochi in corso Vittorio Emanuele. E’ così che hanno inaugurato il nuovo anno i proprietari dell’attività commerciale, che il 31 dicembre sera avevano chiuso il negozio alle ore 18, per poi ritrovare il 2 gennaio, giorno della riapertura, i fori di 6 proietti conficcati nella saracinesca.

Sulla vicenda stanno investigando i carabinieri della stazione di Torre Annunziata, guidati dal maresciallo Egidio Valcaccia, i quali hanno acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza per comprendere la dinamica dell’accaduto e per ricostruire la vicenda. La pista più temuta è quella di stampo intimidatorio da parte della camorra locale, ma nulla verrà escluso. nemmeno l’ipotesi che gli spari siano associabili ai festeggiamenti del Capodanno.

Certo è che nella seconda metà del 2019, episodi di questo genere hanno seminato il panico tra le attività commerciali di Torre Annunziata, ecco perchè l’ipotesi racket sembra quella più possibile. Certo è che nella seconda metà del 2019, episodi di questo genere hanno seminato il panico tra le attività commerciali di Torre Annunziata, ecco perchè l’ipotesi racket sembra quella più possibile. b 

 

San Giorgio a Cremano, bomba contro paninoteca: si indaga

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San Giorgio a Cremano, bomba contro paninoteca: si indaga

San Giorgio a Cremano, ancora tanta paura in città. Intorno alle 2:30 di questa notte è stata fatta esplodere davanti ad una paninoteca, una bomba carta che ha danneggiato l’ingresso dell’attività commerciale situata all’angolo tra piazza Giordano Bruno e via Pittore. In base a quanto ricostruito, l’ordigno ha distrutto le vetrate della paninoteca, ma sono stati registrati dei danni anche all’interno del locale, dovuti allo scoppio della bomba.

Sul posto sono giunte repentinamente le forze dell’ordine e i vigili del fuoco: la loro azione ha permesso di mettere tutta la zona in sicurezza. In base ai rilievi della scientifica e alle telecamere di sorveglianza posizionate nella zona, potrebbe essere possibile avere degli indizi importanti per trovare i colpevoli.

Purtroppo non si tratta di un caso isolato, in quanto soltanto 7 giorni fa, nella notte del 28 dicembre, fu fatta esplodere un’altra bomba carta davanti alla vetrina della gioielleria Mariarosaria Esposito in corso Umberto I. Con molta probabilità si tratta di un’azione intimidatoria a sfondo camorristico, ma tutte le piste saranno vagliate dalle forze dell’ordine. Con molta probabilità si tratta di un’azione intimidatoria a sfondo camorristico, ma tutte le piste saranno vagliate dalle forze dell’ordine

 

Cancellava i debiti delle aziende. Sequestrati i suoi beni

Ha cancellato con un click i debiti con l’Inps di almeno tredici aziende. La Guardia di Finanza di Palermo gli ha sequestrato beni per oltre 200 mila euro.

L’ex funzionario dell’Inps cancellava con un clic i debiti previdenziali delle aziende “amiche”. I debiti sparivano e poteva essere rilasciato il Durc (Documento unico di regolarità contributiva).

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Palermo, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione a un decreto emesso d’urgenza dall’A.G. inquirente, con il quale è stato disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, della somma di circa 223 mila, quale profitto dei reati di abuso d’ufficio, accesso abusivo ai sistemi informatici dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale e frode informatica ipotizzati nei confronti dell’ex funzionario dell’INPS – Nicolò Ancona, palermitano, classe ’53.

Una preliminare indagine interna condotta dall’Ente aveva fatto emergere indici di anomalia nelle “lavorazioni” svolte dal funzionario, con conseguente segnalazione alla locale Procura della Repubblica. Le Fiamme Gialle palermitane, su delega dell’A.G., hanno conseguentemente svolto mirate indagini volte a verificare le attività compiute dal funzionario pubblico nel periodo tra il 2011 ed il 2015 su pratiche relative ad “abbandono e sospensione dei crediti previdenziali”.

Gli approfondimenti investigativi, svolti anche mediante indagini finanziarie, hanno consentito di rilevare condotte illecite poste in essere dal dipendente pubblico, il quale ha svolto una serie di “lavorazioni” anomale di pratiche relative ad “abbandono e sospensione di crediti previdenziali” nonché di “sgravi contributivi”, consentendo ad alcune aziende di ottenere indebiti benefici normativi e contributivi.

In particolare, Ancona, attraverso la variazione dei c.d. “codici stato di lavorazione” e bypassando la prevista autorizzazione del direttore di sede, ha alterato i fascicoli di 13 aziende, cancellando con motivazioni infondate e surrettizie i loro debiti previdenziali e determinando di fatto un ammanco nelle casse dell’INPS.

Ed è stato proprio l’utilizzo dei sistemi informatici al di fuori dei canoni e delle mansioni attribuite al dipendente che ha fatto scattare i controlli. Al termine delle indagini il Pubblico Ministero ha emesso il provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza, convalidato dal competente G.I.P., delle somme derivanti dai reati commessi, quantificate in euro 223.000, pari all’ammontare degli sgravi di cui le società avevano indebitamente giovato in danno dell’Ente pubblico.

I finanzieri, nel dare esecuzione al provvedimento, hanno sequestrato due immobili ubicati a Palermo, riconducibili all’indagato e di valore complessivo pari all’importo da sottoporre a vincolo reale.

Le indagini hanno fatto emergere versamenti in contanti “anomali” da parte di Ancona nei suoi conti corrente per 47 mila euro. Non basta, però. Gli accertamenti su questo fronte sono ancora in corso, così come quelli sui ripetuti contatti telefonici fra i titolari delle imprese e il funzionario.

Bisogna accertare le eventuali responsabilità, finora non emerse, tra gli altri, dei titolari di un’impresa di trasporto, una gelateria, un cinema, un ambulatorio di medicina specialistica, un asilo nido, un’agenzia di pratiche automobilistiche e una immobiliare, cooperative sociali.

Adduso Sebastiano

La decennale retorica dei discorsi di fine anno

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Fanno ormai tutti discorsi ampollosi ai concittadini, ma pressoché mai a chi, per legge, di fatto e da sempre, ha primarie responsabilità.

La retorica è l’arte di conquistare e persuadere mediante discorsi. E noi cittadini comuni, germogliati un po’ ovunque nei decenni con sermoni e monologhi a cominciare dalla scuola dell’obbligo e poi televisione, ne rimaniamo affascinati pure quando si replicano le analoghe ridondanze di sempre che però, abitudinari come siamo divenuti culturalmente, ci intriga anche sentire, seppure poi di fatto nella Penisola si cambia ogni cosa solo a parole mentre nel quotidiano niente muta nella sostanza. Come dire: nulla di nuovo sotto il sole mentre galleggiamo a vaniloqui in un mare oscuro. Fino a che dura.

In questo fine 2019 c’è stata l’inflazione dei discorsi, anzi sermoni. Prima era solo quello noto e solenne di fine d’anno del Quirinale nel quale si ripete il medesimo augurio di intenti propositivi e a cui segue l’altrettanta consueta lusinga delle trasversali pletore pubblico-politiche e anche di privati nonché dell’informazione assonante.

Da alcuni anni e particolarmente in quello trascorso, tanti emulatori si sono dati al discorso di fine anno.

In questa Nazione infatti, l’ipocrisia interiore seguita da retorica a buon mercato, sembra l’unico sintomo di decadenza umana che non risenta di alcuna crisi. Sicché pure i comuni cittadini, afferrati da una sorta di “delirio da palco”, si sono dati alle omelie di fine anno.

Tra le figure istituzionali sono comparsi nell’anno appena trascorso anche stucchevoli Presidenti di Regione, sindaci di Città metropolitane e Comuni. Le innumerevoli claque di opportunisti e allineati (uomini e donne) si sono subito dopo sbucciate le mani ad applaudire e riempire con complimenti le proprie bocche e pagine di articoli e commenti.

Di tutta evidenza, tali pianificati messaggi mediatici di fine anno giovano implicitamente soprattutto per rassicurare le corrispondenti corti sulla solidità del generale sghembo sistema, sul mantenimento del conclamato clientelismo, mercimonio, corruzione legalizzata, ingordigia, nepotismo, familismo e corporativismo, sulla sistematicità in questo dell’Amministrazione, sull’onnipotenza di propugnare e interpretare le leggi secondo convenienza, sulla continuità dell’estorsione fiscale e del debito pubblico, insomma sul seguitare dell’asservito potere costituzionale e democratico, pertanto che stando nel trasversale sistema si appartiene alle classi e livelli dominanti.

E seppure andasse male, alla fine comunque pagherebbero come sempre i buoi-cittadini e specialmente i contribuenti noti o con i beni alla luce del sole e dopo in mancanza anche i loro “vitelli” (figli).

D’altra parte, appare lampante, salvo per chi non può o non vuole vedere, che siffatti formali discorsi ufficiali, e non solo di fine anno, sono rivolti in modo diretto solo ai cittadini. Mentre, guarda caso, quasi mai ai Governanti, Parlamentari, Giudici, Boiardi, Burocrati, Direttori, Dirigenti, Amministratori di Enti vari quali Città Metropolitane, Comuni, Partecipate, ecc.

Sarebbero invece questi ultimi a cui si dovrebbero fare le prediche, nonché applicare pure seri ed efficaci controlli, pene e sanzioni in crescendo in proporzione all’incarico o titolo (ma quando mai).

Il cittadino a cui tutti si rivolgono al contrario non conta forzosamente quasi nulla in questa Democrazia, salvo quando fa la comparsa in ogni (apparente) suo autonomo pensiero oppure mette la pressoché vana X, relegato com’è per legge e sopravvivenza, ad obbedire al sistema, pagare il pizzo dei tributi per mantenere il sistema e poi al massimo muggire o anche fare flash mob ma sempre per sollazzo del sistema o di una parte di esso a seconda la convenienza politica del momento.

D’altronde, senza andare troppo nei meandri oscuri, imperscrutabili e complessi del sistema, si guardi semplicemente l’Albo pretorio del proprio Comune, oppure della rispettiva Città metropolitana e nel caso si trovi una delibera o una determina che non sembra chiara se non anche illecita, si provi civilmente a contestarla. Occorrono diverse migliaia di euro per le iniziali spese legali, poi alcuni anni da potere sprecare e tanta pazienza e pure coraggio per sopportare, resistere, fare fronte ad ogni tipo di ritorsioni, ecc.

Quindi figurarsi ciò che può fare il cittadino rispetto alle scelte di una Regione o di uno Stato oppure nei confronti della Giustizia ingiusta o elusiva, oppure contro la Burocrazia sprezzante o accidiosa, ecc. Praticamente quasi niente.

Tuttavia, il cittadino tutto questo neanche forse lo sa. Anzi la maggior parte di noi di solito lo scopre a proprie spese quando ormai è troppo tardi e forse neppure allora lo comprende, poiché usciamo anche da raffermi programmi scolastici palesemente anacronistici e in certe materie chiaramente filtrati, specialmente in diritto, economia e libero dibattito, mentre siamo anche manifestamente influenzati da un sistema mediatico ambiguamente evasivo, dissimulatore e adeguatamente conformista agli apparati.

Inoltre, aspetto purtroppo sempre più visibile, dopo tante generazioni trattate nei decenni da “manzi” e legalmente recintate attraverso norme ingannatrici e sprezzanti, la maggioranza dei cittadini fuori dei castelli ci siamo quasi assuefatti, limitandoci ormai solo a mugghiare e scornarci se on pure cannibalizzarci tra di noi, praticamente ci stiamo involvendo per frustrazione, abbattimento, impotenza, difficoltà e anche viscida istigazione di certa comunicazione e propaganda.

E poi basta un vacillamento economico o geopolitico in qualche parte del Mondo per vedersi in questa Nazione andare socio-economicamente più a fondo prima del ragionevole prevedibile. Fino a che dura tutto questo veicolato nascondimento e vanagloria.

Come se ne esce ?

Adduso Sebastiano

Invito a ripulire quanto “lasciato” dai cani per strada

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Un nostro lettore ci invia una lettera lamentando il grave problema di inciviltà di cittadini che non si preoccupano di ripulire dove sporcano i loro cani

Invito a ripulire quanto “lasciato” dai cani per strada

Castellammare di Stabia – Dopo la pubblicazione di un nostro articolo pubblicato nei giorni scorsi titolato “Vigilia di Capodanno e band in piazza”, dove tra l’altro, si faceva cenno alla inciviltà di alcuni cittadini che non si preoccupano di ripulire dopo “quanto lasciato sul marciapiede dal proprio cane”, pubblichiamo una lettera di un nostro lettore, che ha chiesto di non pubblicare il suo nome, che lamenta questa problematica.

LA MALA EDUCAZIONE…
CERTO È BELLO POSSEDERE UN CANE. TI FA COMPAGNIA, GIOCA CON TE, E A VOLTE CON I SUOI OCCHIETTI SEMBRA AFFETTUOSO….. E TU SEI CONTENTO…

Ma possedere un cane richiede degli obblighi, dei doveri verso il cane e verso la popolazione e verso la città.

Ci sono leggi che tutelano i beni comuni, l’igiene e l’integrità delle persone. Il cane non sa cos’è bene e cosa è male… Ma i proprietari?

Ma quanti rispettano il viver civile… Basta osservare per le strade quanti sono muniti degli attrezzi necessari ed allora iniziano le gimcane sui marciapiedi, nei viali.

Arrivando all’estremo quello che succede in un condominio di via Salvatore di Giacomo dove i cani sono liberi di scorrazzare imbrattando stuoini e scale… Si perché, sempre i cani, non riuscendo a premere i pulsanti dell’ascensore, salgono a piedi sbagliando, a volte anche il piano, dato che sono abitudinari, defecano, si liberano, spesso allo stesso posto… Per questo motivo vengono cacciati fuori delle abitazioni. Per liberarsi.. In casa sporcano.

Non bisogna poi lamentarsi se si usano vari metodi per mandare messaggi agli incivili e se mai si procede a denunce “contro ignoti”.

Si spera sempre che queste segnalazioni possano cambiare il modo di pensare in tutti i campi anche nella gestione dei rifiuti modo ed orari di conferimento. Abbattere il modo di pensare di alcuni che fuori casa loro……..

Questo è quanto ci ha inviato il nostro lettore.

Un problema igienico e anche d’immagine che diventa ogni giorno più preoccupante per il quale occorre una ulteriore campagna di sensibilizzazione indirizzata a chi pensa di vandalizzare sempre più la città, così come non sarebbe male attivare qualche possibile controllo.

Non possiamo che condividere anche l’ultima riflessione del nostro lettore che auspica un cambio culturale relativamente al bene comune.

Un lettore legittimamente arrabbiato che riporta in questa lettera anche un aspetto più circoscritto ma che comunque descrive bene l’inciviltà e la poca propensione al bello e al pulito.
Giovanni Mura

Applausi scroscianti per il Galà Lirico al Vittorio Emanuele (recensione)

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Successo per il soprano Svetlana Kasyan e per il tenore Zoran Todorovich, nonché professionalità dell’orchestra “corpo vitale” del Teatro di Messina.

Applausi scroscianti per il Galà Lirico al Vittorio Emanuele di Messina

Notevole consenso ieri sera, al Teatro Vittorio Emanuele, per il Galà Lirico che non soltanto ha messo in risalto la bravura del soprano Svetlana Kasyan e del tenore Zoran Todorovich, ma che ha anche evidenziato la professionalità dell’orchestra “corpo vitale” del Teatro di Messina, ormai colonna portante e garanzia di successo.

Si replica domani, 5 gennaio 2020, ore 17.30.

L’orchestra che il direttore artistico Matteo Pappalardo promuove da sempre, in questa occasione, guidata dal direttore Claudio Maria Micheli, ha eseguito in overture, la verdiana sinfonia “Forza del destino”, molto apprezzata e applaudita.

Dopo l’elegante e precisa introduzione al concerto, si sono alternati il soprano Svetlana Kasyan con “Vissi d’Arte” dall’opera “Tosca”, (in video) e il tenore Zoran Todorovich con “Donna non vidi mai” dall’opera “Manon Lescaut”, (in video), entrambe di Giacomo Puccini.

Sempre dello stesso compositore, l’orchestra ha suonato in maniera impeccabile l’intermezzo “Manon Lescaut”, seguito dalle arie tratte dall’opera “Aida” di Giuseppe Verdi, “Ritorna vincitor” splendidamente interpretato dalla Kasyan, “Se quel guerriero io fossi”, altrettanto egregiamente dal tenore Todorovich, che insieme chiusero, riscuotendo consensi e molto apprezzamento, la prima parte dello spettacolo, sulle note sempre verdiane di “La fatal pietra”.

Gradite sorprese nella seconda parte del galà, dopo aver ricominciato, con il famoso intermezzo tratto dalla “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni e le due arie dall’opera “Andrea Chénier”, “La mamma morta” e “Come un bel dì di maggio”, l’orchestra ha riscosso un notevole apprezzamento insieme anche al I°violino di spalla Pasquale Faucitano, il cui suono prodotto da un “Vincenzo Sannino” del 1930, è stato particolarmente apprezzato e applaudito.

Un’altra ben accolta sorpresa è stato il fuori programma “Non ti scordar di me”, nota canzone scritta dal compositore italiano Ernesto De Curtis e lanciata per la prima volta dal tenore Beniamino Gigli, nel film omonimo del 1935, interpretata in maniera eccellente da Zoran Todorovich, che a conclusione della performance ha riscosso forti applausi.

Si sono ancora alternati soprano e tenore con le arie di Giacomo Puccini, con “Oh, sarò la più bella…tu, tu, amore” dall’opera “Manon Lescaut” di Jules Massenet, e con “Meditation”, dalla commedia lirica “Thaïs”.

Deliziosa e soave la Kasyan anche in “La Welly” “Ebben, ne andrò lontana”, di Alfredo Catalani. Altrettanto apprezzato il Todorovich in “L’anima ho stanca” dalla “Adriana Lecouvreur”.

Concludono lo spettacolo con la celeberrima aria di Giacomo Puccini, tratta dall’opera “Madama Butterfly”, “Bimba dagli occhi pieni di malia”.

Un inizio d’anno positivo, per il Vittorio Emanuele, che preannuncia il proseguo di una stagione teatrale in grande crescita, ricca di consensi e gratificazioni.

Un “tempio della musica, ma anche della danza, della prosa e dell’arte in genere”, il teatro di Messina, diventato oramai simbolo della città.

Mariella Musso

 

 

TuttoSport – Napoli su Marcos Acuña dello Sporting: offerti 15 milioni

TuttoSport – Napoli su Marcos Acuña dello Sporting: offerti 15 milioni, ma la richiesta è di 20. Sul terzino ci sarebbe anche il pressing dell’Inter

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna di TuttoSport, il Napoli avrebbe messo gli occhi su un terzino sinistro dello Sporting Lisbona. Al club azzurro piace molto l’argentino Marcos Acuña.
Gattuso avrebbe espressamente chiesto un nuovo calciatore in quel ruolo dopo aver valutato come “non affidabili” le condizioni di Ghoulam. Il nome principale segnato sul taccuino del ds Giuntoli sarebbe Ricardo Rodriguez del Milan, ma l’esterno svizzero sarebbe vicino al PSV.
Per Acuña la strada è in salita, considerando che lo Sporting chiede 20 milioni (l’offerta del Napoli è ferma a 15) e che sul calciatore ci sia il pressing anche dell’Inter.

TuttoSport sulla trattativa per Marcos Acuña:

“Continua anche la ricerca di un mancino e l’ipotesi Ricardo Rodriguez non è tramontata nonostante il Milan non intenda cederlo in prestito. Se gli azzurri si trovassero costretti ad investire denaro fresco, preferirebbero bussare alla porta dello Sporting per l’argentino Acuña, valutato 20 milioni. Il Napoli ne ha già offerti 15”.

 

Continua anche la ricerca di un mancino e l’ipotesi Ricardo Rodriguez non è tramo tata nonostante il Milan non int enda cederlo in pr estito.

CdS – Asse Napoli-Verona, non solo Amrabat e Rrahmani: Giuntoli vuole anche un altro calciatore

CdS – Asse di mercato Napoli-Verona, non solo Amrabat e Rrahmani: Giuntoli vuole anche il centrale difensivo Kumbulla

Secondo quanto riferisce l’edizione odierna del Corriere dello Sport, si sarebbe formato un vero e proprio asse di mercato tra il Napoli e l’Hellas Verona. L’interesse del ds Giuntoli nei confronti di Amrabat e Rrahmani è noto da diversi mesi, ma nella trattativa ora potrebbe rientrare anche un altro nome. Agli azzurri piace molto anche il profilo di Kumbulla, il forte (e giovanissimo) centrale difensivo che ha già attirato l’attenzione di diverse squadre.

Il Corriere dello Sport sull’interesse nei confronti di Kumbulla:

In realtà, c’è anche Marash Kumbulla nell’elenco di Giuntoli, un centrale di un metro e novanta e soprattutto di diciannove anni (saranno venti tra un mese) che ha impiegato poco tempo a convincere e ne avrà comunque bisogno di altro per spingere il Napoli ad allargare i propri orizzonti e i dettagli d’un business a quel punto tridimensionale. Però Kumbulla viene monitorato una partita sì e l’altra pure, mentre Tony D’Amico e Giuntoli sono ancora al telefono. Tanto, restano sei mesi davanti a sè.

 

Però Kumbulla viene monitorato una partita sì e l’altra pure, mentre Tony D’Amico e Giuntoli sono ancora al telefono. Tanto, restano sei mesi davanti a sè.

Gazzetta – Rinnovi Napoli, Milik vicino alla firma: Gattuso punterà forte su di lui, le cifre

Gazzetta – Rinnovi Napoli, Milik vicino alla firma: Gattuso punterà forte su di lui, le cifre. Il polacco chiede 4 milioni, la società azzurra gliene offre 3. Si chiude a 3.5

Il rientro di Milik era uno dei passaggi fondamentali per dare una svolta al campionato del Napoli. Ancelotti lo ha aspettato e il polacco lo ha ripagato tirando fuori delle prestazioni eccezionali in un periodo davvero difficile per la squadra. Ora in panchina siede Rino Gattuso, che ha però già capito l’importanza dell’attaccante polacco e non intende farne a meno. Milik sembra essersi lasciato alle spalle i problemi fisici che lo hanno costretto finora a una stagione altalenante, ma sull’orizzonte c’è anche un’altra questione che potrebbe distrarlo dal calcio giocato: il rinnovo. Nell’ambiente azzurro c’è ottimismo per la firma, come spiega l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:

Rino Gattuso punterà forte sull’attaccante polacco, che considera un giocatore importante per il suo progetto tecnico. L’unico ostacolo è rappresentato dal rinnovo del contratto. Quello in essere scadrà a giugno 2021 e lo stipendio attuale è di 2,5 milioni a stagione. Per rinnovarlo, Milik ha chiesto 4 milioni fino al 2024, mentre il Napoli gliene offre 3 per la stessa durata. Ed è sull’aspetto economico che la questione s’è bloccata, anche se i contatti tra Giuntoli e il manager del giocatore sono costanti. L’ipotesi più probabile e che le parti, alla fine, decidano di dividersi la differenza e chiudere l’accordo a 3,5 milioni. L’altro aspetto riguarda, invece, la clausola rescissoria che il presidente vorrebbe inserire nel prossimo accordo e che trova contrario Milik. Ma questo non è un problema insormontabile, l’accordo economico è alla base di tutto.

CdS – Lobotka-Napoli, il Celta non molla, ma la distanza si è notevolmente ridotta

CdS – Lobotka-Napoli, il Celta non molla, ma la distanza si è notevolmente ridotta: gli azzurri offrono 18 milioni, gli spagnoli ne chiedono 22

L’edizione odierna del Corriere dello Sport, ha fornito alcuni aggiornamenti sulla trattativa tra il Napoli e Stanislav Lobotka. L’affare potrebbe sbloccarsi da un momento all’altro anche se resta una piccola distanza tra l’offerta degli azzurri e la richiesta del Celta Vigo.

Il Corriere dello Sport sulla trattativa per Lobotka:

Lobotka vuole il Napoli, ha detto sì, non deve neanche più dilungarsi sul contratto (un quinquennale che attende l’autografo) e ora spera che il Celta Vigo, in un impeto di generosità, lo ceda e lo lasci andare. Perché ciò succeda possibilmente in fretta, all’inizio della prossima settimana, c’è chi sta facendo capire al Celta Vigo che non è il caso di tenersi un calciatore insoddisfatto, che certo ognuno ha le proprie ragioni e anche la necessità poi di individuare un sostituto e comprarlo.
Una differenza esiste tra i diciotto milioni proposti dal Napoli (tre per il prestito e quindici per il riscatto obbligatorio da fissare per il prossimo giugno) e i ventidue che sono stati richiesti e potrebbero diventare venti. Si è giocato al ribasso e il Napoli si è avvicinato al desiderio altrui: ma non è finita, e bisognerà attendere (probabilmente), che se ne vadano via le feste, che si scollini anche il campionato (domenica sera c’è Celta Vigo-Osasuna e lunedì, invece, gli azzurri contro l’Inter).

Un milione di euro confiscati a due trafficanti passano allo Stato

Passano definitivamente allo Stato beni per un milione di euro confiscati dalla Polizia di Stato di Palermo a due trafficanti di sostanze stupefacenti.

La Polizia di Stato ha sottoposto a confisca un patrimonio del valore complessivo di oltre 1 milione di Euro riconducibile a Catalano Tommaso,  palermitano di anni 58 ed al figlio Catalano Pietro, di anni 37.

Il Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione, accogliendo le proposte del Questore di Palermo, ha emesso un decreto con il quale ha disposto la confisca di numerosi beni riconducibili a padre e figlio.

Il provvedimento ablativo ha interessato un cospicuo patrimonio, ritenuto frutto e rinvestimento di attività illecite, costituito da 3 appartamenti ubicati a Palermo, un immobile ubicato in località Campofelice di Roccella all’interno di un complesso turistico – residenziale dotato di piscina condominiale e servizi vari, una villa ubicata nel comune di Trabia in contrada Petruso nonché una autovettura Mercedes GLK 200, tutti intestati a familiari conviventi.

Catalano Tommaso e Catalano Pietro sono soggetti stabilmente inseriti in circuiti criminali dediti alla detenzione ed al traffico di sostanze stupefacenti. In data 15/12/2015 i predetti erano stati sottoposti, in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica di Palermo – D.D.A., a fermo di P.G. dai Carabinieri di Palermo nell’ambito dell’operazione di contrasto al narcotraffico denominata “Panta Rei”, poiché ritenuti gravemente indiziati dei reati di traffico, detenzione e trasporto di sostanze stupefacenti aggravati dall’aver agevolato “cosa nostra”.

Dalle indagini è emerso come i Catalano, padre e figlio, fossero soggetti organici ad una consorteria criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti del tipo hashish e cocaina, in particolare tra la Campania e la Sicilia, per la quale hanno gestito la rete di vendita, il procacciamento della clientela, l’importazione della sostanza stupefacente dalla Campania ed il mantenimento dei contatti con i fornitori. Gli stessi, inoltre, sono risultati coinvolti, in concorso con altri soggetti, per plurimi episodi di detenzione e trasporto di sostanza stupefacente del tipo cocaina oltre che di cessione di sostanza stupefacente del tipo cocaina ed hashish a diversi individui, reati, questi ultimi, aggravati dall’aver agito avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416 bis c.p. e comunque al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa “cosa nostra”, in particolare del mandamento di Porta Nuova. Per tali fatti Catalano Tommaso e CATALANO Pietro sono stati condannati rispettivamente alla pena di anni 6 ed anni 8 di reclusione.

Successivamente, in data 22/02/2017, al Catalano Pietro, mentre si trovava ancora in regime detentivo in forza del provvedimento scaturito dall’indagine “Panta Rei”, veniva notificata una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Palermo in esito alle indagini condotte dalla Sezione Antidroga della locale Squadra Mobile nell’ambito dell’operazione denominata “Back Again”, a carico di 16 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di detenzione, cessione e traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina, hashish e marijuana. In particolare, con il suddetto provvedimento il Catalano Pietro veniva indagato per i reati di detenzione e spaccio di ingenti quantità di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina, hashish e marijuana.

A partire dal 2017, l’Ufficio Misure di Prevenzione della Questura di Palermo ha condotto indagini patrimoniali nei confronti sia del Catalano Tommaso che del figlio Pietro, nonché dei rispettivi nuclei familiari conviventi che hanno consentito di accertare una sproporzione economica tra gli acquisti mobiliari ed immobiliari effettuati dagli stessi e i redditi percepiti, incongruenza, questa, che faceva concretamente presumere l’utilizzo di risorse finanziarie di natura illecita, evidentemente frutto delle lucrose attività criminali legate al traffico di sostanze stupefacenti nell’ambito del quale i Catalano erano diventati punti di riferimento anche rispetto ad analoghe organizzazioni operanti sul territorio campano.

In seguito a tali accertamenti i Catalano venivano prima proposti per l’applicazione della misura di prevenzione personale e patrimoniale e, successivamente, raggiunti dai decreti di sequestro beni emessi dal Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione il 18.12.2017 e il 01.10.2018, oggi divenuti di confisca.

Con il medesimo provvedimento il Tribunale ha anche applicato la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale della pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno per la durata di anni tre e mesi sei a Catalano Tommaso e di anni due e mesi sei per il figlio Pietro.

Adduso Sebastiano

Castellammare, Andrea Sannino: “Ringrazio Dio e la vita per avermi donato l’opportunità di fare un lavoro che amo”

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Castellammare di Stabia, grande successo per il concerto di Andrea Sannino sull’arenile stabiese

Castellammare, Andrea Sannino: “Ringrazio Dio e la vita per avermi donato l’opportunità di fare un lavoro che amo”

Castellammare, ieri il cantautore e attore Andrea Sannino, si è esibito in concerto sull’arenile stabiese. Classe ’85, Sannino è originario di Ercolano e vanta diverse collaborazioni importanti e duetti con grandi del mondo della musica, come Lucio Dalla, Sal Da Vinci e Gigi D’Alessio. A teatro lo abbiamo visto in scena con “Stelle a metà” diretto da Alessandro Siani, in “Cera una volta Scugnizzi” di Mattone e “Quartieri Spagnoli” dei fratelli Gallo.

La Redazione di ViViCentro.it ha avuto l’opportunità di scambiare quattro chiacchiere con l’artista, prima della sua esibizione.

Come ti senti ad aver scritto una canzone come “Abbracciame”, che è entrata nella mente e nel cuore della gente?

“Abbracciame” è stata scritta a 4 mani, insieme a Mauro Spenillo con il quale abbiamo creato questo piccolo capolavoro. Dico piccolo perchè non mi rendo ancora conto di quello che accade man mano, ancora ogni anno di più in quanto più passa il tempo e più sembra una canzone inedita quando in realtà ha già 5 anni. Ad esempio vedendo le storie instagram di grandi dello spettacolo può capitare che ci sia come sottofondo la mia canzone, e per quanto puoi pensare che siano lontani dal mondo di una canzone napoletana, poi la realtà i mostra e ti fa vedere che non è così, finalmente con questa opera si stanno abbattendo dei pregiudizi sulla stessa lingua napoletana.

Hai cantato insieme a Lucio Dalla, lavorato in teatro con grandi attori  e sotto la loro direzione, cosa significa per te essere un artista e come si sente nel fare questo lavoro?

Mi sento molto fortunato perchè ognuno di noi ha una predisposizione naturale a fare un certo tipo di lavoro: chi nasce per fare il cuoco, chi per fre il medico chi musica. Io mi sentivo nato per fare questo lavoro, ma ci sono molti talenti non emersi, che devono accontentarsi di fare altro, quindi ringrazio sempre Dio e la vita che mi stanno dando l’opportunità di fare un lavoro che amo. Sento inoltre di avere una grande responsabilità perchè quando inizi ad avere un pubblico, con persone che ti seguono ed ascoltano le tue parole, devi fare anche molta attenzione a quello che dici.

Se dovessi dare un consiglio alle persone, ai ragazzi che vogliono intraprendere questa carriera?

Consiglio di mettersi in gioco, di intraprenderla, puntano sullo studio, sulla costanza, la determinazione, ovvero, una persona può avere la sua strada delineata a 18 anni come a 30, come è successo a me, di certo la gavetta è importante, io fino ai 30 ho fatto molta gavetta e poca popolarità. Ad esempio, ho lavorato in “C’era una volta Scugnizzi”, un musical molto importante ma sai che il teatro ti rende popolare nel mondo del teatro e di chi segue quell’ambiente, ma non ti inserisce nel mondo della “vera popolarità”, quella arriva se tu non molli un secondo.

Parlano di te e di molti altri artisti, dandovi l’appellativo di di “cantanti neo-melodici” spesso in accezione negativa. Cosa pensi al riguardo?

Ci sono dei pregiudizi sulla lingue napoletana che viene identificata e avvicinata, dai media nazionali, solo ad un certo tipo di musica, che non critico e non giudico, ma non esiste solo la musica trash, ma le canzoni in lingua napoletana sono sempre state forti a livelli internazionale, nel mondo. Inoltre condanno chi parla della canzone napoletana e neo melodica in accezione negativa, mai potrei essere d’accordo quando poi questa si presta a canzoni che inneggiano alla violenza, alla camorra. la musica deve lanciare messaggi positivi, di denuncia, di sofferenza. Per quanto riguarda il termine “neo- melodico”, nell’eccezione negativa fa paura, ecco perchè specifico che non lo sono e non mi sento così.

Che poi la musica è musica, è una sola

Esatto! Dovendo soffermarmi sul termine unico, mi sentirei fiero nell’essere appartenente alla “nuova melodia”, se dove “J te vurria vasà” appartiene alla vecchia melodia, e quindi per me sarebbe un onore. Purtroppo però è risaputo che questo appellativo è conosciuto più per le cose negative che positive, ecco perchè spesso si vedono molti artisti prenderne le distanze.

E’ anche un modo per screditare Napoli e tutto ciò che proviene da essa

Si, senza dubbio. Basti pensare a Caruso che cantava in tutto il mondo, era un napoletano e cantava in lingua napoletana. oggi invece ci vogliono far credere che cantare in lingue napoletana ci renda locali, ma non è così.

“Andrè” è il tuo nuovo album, potresti dire che rappresenta una tua forte dichiarazione di identità? E soprattutto, a cosa ti sei ispirato per la stesura del tuo nuovo lavoro?

Il primo album, “Wànema” è stato più facile nella stesura in quanto era l’insieme delle canzoni che nel corso del tempo avevo scritto insieme a Mauro Spenillo e Pippo Selo, che curano anche la produzione artistica. In “Andrè” è stato tutto più complicato perchè vi sono tute creazioni inedite in cui emerge me stesso, un me più svelato, più raccontato. E’ paradossale ma io in “Andrè” parlo molto di più di me stesso, ad esempio lo faccio in un monologo che si chiama “Vico Santa Rosa”, e tutto è nato per marcare la volontà di continuare a cantare in napoletano. E continuerò fin quando posso, anche se è inutile precludersi delle possibilità di cambiare. Nella vita, mai dire mai! 

a cura di Vincenza Lourdes Varone

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Juve Stabia, idea abbonamenti gratuiti ai meno abbienti della città

Juve Stabia, idea abbonamenti gratuiti ai meno abbienti della città: società gialloblù sempre attentissima al tema della solidarietà 

Juve Stabia, idea abbonamenti gratuiti ai meno abbienti della città

Nel corso della conferenza stampa di presentazione della Partita Solidale tenutasi stamattina presso la sala stampa dello stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, sia il patron Franco Manniello che il presidente della Juve Stabia, Andrea Langella, hanno sottolineato l’idea della Juve Stabia di voler devolvere una trentina di abbonamenti gratuiti alle persone meno abbienti della città di Castellammare lasciando al sindaco Gaetano Cimmino i criteri in base ai quali individuare i destinatari di questo regalo. Episodio che conferma ancora una volta quanto la S.S. Juve Stabia sia da sempre una delle poche realtà davvero positive del nostro territorio, sempre attenta al tema della solidarietà e dell’amore verso il prossimo nonché delle diverse esigenze e possibilità dei propri abbonati.

Di seguito quanto dichiarato da Manniello e Langella al riguardo nel corso della conferenza stampa di stamattina. Il primo a trattare l’argomento e a lanciare la simpatica iniziativa è stato il patron Franco Manniello: “Siamo sempre a disposizione per aiutare il prossimo e in particolare tutte le famiglie in difficoltà. Avevamo pensato prima dell’inizio del campionato di regalare al Comune degli abbonamenti in modo che ne facessero dono alle famiglie in difficoltà. Vogliamo che la struttura Juve Stabia porti in alto sempre il lato buono della città di Castellammare di Stabia”. 

Sull’argomento è ritornato in chiusura della conferenza anche il presidente della Juve Stabia, dott. Andrea Langella: “Noi dobbiamo sempre pensare al sociale. Dobbiamo aiutare sempre gli altri. Abbiamo pensato a 30 o 50 abbonamenti da donare alle famiglie meno abbienti di Castellammare. E abbiamo chiesto al Comune di individuare i criteri per le modalità di erogazione di questi abbonamenti gratuiti. Stiamo vivendo un momento buono per la città e per la società Juve Stabia. Ci sono tante attività da portare avanti e mi piace molto iniziare l’anno con il sociale aiutando le persone che ne hanno bisogno”. 

 

a cura di Natale Giusti

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FORMULA UNO – Il punto di Carlo Ametrano per questo 2020

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Oggi abbiamo contattato lo scrittore Carlo Ametrano, autore del libro Ayrton… per sempre nel cuore, che cura per noi la rubrica dedicata alla Formula Uno per fare un po’ il punto sulla situazione. Nonostante siamo nella lunga pausa dei motori i movimenti di piloti e le strategie delle scuderie per il prossimo anno sono in piena attività. Il Mondiale 2019 di F1 è andato in archivio e la Mercedes e Lewis Hamilton hanno dominato la scena.

La Ferrari deve leccarsi ancora le ferite.

Carlo oltre a farti gli auguri per questo nuovo anno, ti chiediamo qualcosa su questo nuovo mondiale che è sempre più alle porte?

Grazie mille per gli auguri, si i tempi si riducono,  ma voglio iniziare dai piloti perchè c’è una novità: Robert Kubica sarà la terza guida dell’Alfa Romeo e potrebbe diventare nel corso del prossimo mondiale una seconda o prima guida a seconda di come si comporteranno Raikkonen e Giovinazzi. In particolare Antonio ha già rischiato quest’anno di perdere il sediolino, le sue prestazioni sono state buone ma inferiori alle aspettative. Dietro Robert c’è la compagnia petrolifera Pkn Orlen tanto che l’Alfa Romeo aggiungerà alla propria denominazione il nome di questa importante compagnia e si chiamerà Alfa Romeo Racing Orlen. Non mi capacito come Nico Hulkenberg non abbia trovato un sediolino, che quest’anno è stato assorbito dal rientrante Ocon, è una sorta di staffetta tra i due.

Per le vetture detto della strategia della Ferrari di sviluppare delle nuove ali che saranno l’arma con la quale vogliono sbaragliare tutti, per ora c’è molto riserbo sulle novità. Penso che comunque la Mercedes sarà sempre la favorita. Il 2020 non vedrà grosse novità di regolamento per cui non possiamo aspettarci delle sorprese.

L’anno prossimo ci saranno più gare e la novità Vietnam, ne vedremo delle belle. Per quest’anno stiamo organizzando a Sorrento qualcosa di importante per il compleanno di Ayrton Senna e poi come sapere il 30 aprile sarò ad Imola per il memorial della sua scomparsa.

Se vuoi ascoltare l’intervista telefonica di Carlo Ametrano, è possibile farlo semplicemente cliccando play sul lettore multimediale che segue:

Sindrome di Rett, conferenza di presentazione della Partita Solidale

Sindrome di Rett, conferenza di presentazione della Partita Solidale: al “Menti” domenica 5 alle 10:30 un quadrangolare delle Scuole Calcio Juve Stabia

Sindrome di Rett, conferenza di presentazione della Partita Solidale

Stamane presso la sala stampa dello stadio “Romeo Menti” si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della Partita Solidale il cui ricavato sarà interamente devoluto all’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, Reparto di Neuropsichiatria Infantile, per la ricerca e la cura della Sindrome di Rett, malattia rara che colpisce alcune bambine. La Partita Solidale consisterà in un quadrangolare a cui prenderanno parte alcune delle Scuole Calcio affiliate alla Juve Stabia con inizio fissato per le ore 10 domenica 5 gennaio allo stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia.

Presenti alla conferenza tra gli altri il presidente della Juve Stabia Andrea Langella, il patron Franco Manniello, il responsabile del settore giovanile della Juve Stabia Saby Mainolfi, il primario del Reparto di Neuropsichiatria Infantile dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II, Carmela Bravaccio e il sindaco di Castellammare, Gaetano Cimmino.

Il primo a prendere la parola è stato il sindaco Cimmino: “Ancora una volta Castellammare si differenzia quando c’è da dare una risposta concreta. Le associazioni propongono e l’amministrazione comunale mette in pratica. Una Partita Solidale che sarà fatta grazie al contributo della Juve Stabia e dello sponsor Givova. Sarà una grande giornata di sport e il mio ringraziamento va all’associazione che per il secondo anno ha organizzato questa manifestazione. Ci teniamo affinché lo sport unisca tutti per queste iniziative e affinché le associazioni riescano a raccogliere fondi importanti per la ricerca e la cura di questa brutta malattia denominata Sindrome di Rett. Castellammare è una città difficile e l’evento di Capodanno in Via Roma non è rappresentativo di tutta la città. Noi dobbiamo essere capaci di veicolare le cose positive della nostra città. La Juve Stabia è una realtà imprescindibile di questa città. Lo stadio Menti è il fiore all’occhiello di questa città che ha tante potenzialità. Il 2020 sarà l’anno della rinascita di questa città“.

Di seguito il presidente della Juve Stabia, Andrea Langella: “Mi associo a quanto detto dal sindaco. Dal primo momento abbiamo sempre detto che andremo avanti non solo nello sport ma anche nel sociale. E’ la seconda manifestazione in questo anno tendente ad aiutare questa associazione per la malattia della Sindrome di Rett. Un ringraziamento forte soprattutto alle mamme che sono dei veri e propri eroi in queste situazione. Ringrazio l’amministrazione, i medici, le associazioni, il nostro staff e tutti coloro che hanno permesso di realizzare queste iniziative“.

Per la Juve Stabia è intervenuto anche il patron Manniello: “Mi emoziona vedere le madri che lottano per i loro figli. Non ci sono davvero parole per queste madri. Per qualsiasi cosa qui c’è sempre non una porta ma un portone per sostenere iniziative del genere tendenti ad aiutare il prossimo e raccogliere fondi per una bruttissima malattia molto rara come la Sindrome di Rett che colpisce alcune bambine sin dall’età infantile“.

Poi è intervenuto il presidente del Consiglio, Vincenzo Ungaro: “La Juve Stabia è un’eccellenza per la nostra città che porta alto iol nome della città in giro per l’Italia. Ringrazio tutti quelli che hanno e stanno prendendo parte a questa iniziativa lodevole. Affrontare i problemi di una malattia rarissima come la sindrome di Rett, dove la ricerca non è riuscita ancora ad avere la meglio, è difficile ma cerchiamo di vincere questa battaglia tutti insieme e la Juve Stabia con questa iniziativa ci da un grandissimo contributo in questo senso“.

E’ intervenuta anche la dott.ssa Carmela Bravaccio, primario del Reparto di Neuriopsichiatria Infantile della Federico II: “La Juve Stabia è arrivata là dove la burocrazia non è riuscita. Vogliamo seguire le ragazze colpite da questa malattia molto rara come la Sindrome di Rett anche oltre i 18 anni e un ringraziamento va a questa società che ci ha consentito, con il proprio aiuto, di poterci riuscire con queste due manifestazioni dello scorso anno e di quest’anno”. 

Infine il responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, Saby Mainolfi: “L’anno scorso abbiamo iniziato questa manifestazione e abbiamo donato un assegno importante all’Ospedale per la ricerca nella malattia della Sindrome di Rett. E siamo molto orgogliosi di ciò. L’anno scorso furono coinvolte vecchie glorie ex Juve Stabia e i rappresentanti delle istituzioni cittadine. Quest’anno abbiamo invece coinvolto le scuole calcio affiliate alla Juve Stabia. Ne abbiamo scelte quattro, una per ogni provincia. L’obiettivo e far conoscere il marchio Juve Stabia anche attraverso queste iniziative solidali.  Le squadre si affronteranno in tempi di 25 minuti a rotazione e vincerà chi avrà più punti. Ma vinceranno tutti in questo tipo di manifestazione. Il 7 dicembre abbiamo donato la maglia del nostro capitano Vitiello ad uno dei bambini del Policlinico di Napoli”. 

a cura di Natale Giusti

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Juve Stabia – Carlini: i motivi di un (quasi) addio

L’avventura alla Juve Stabia di Max Carlini potrebbe essere ai titoli di coda. A rivelarlo direttamente Fabio Caserta dopo l’ultima vittoria dell’anno sul Cosenza.

Il finale d’anno della Juve Stabia ha fatto registrare la netta accelerazione dei gialloblu dopo le sconfitte con Entella e Frosinone. Dieci i punti centrati nelle ultime gare, culminate con la vittoria nello scontro con il Cosenza di Braglia. A rendere in parte amara la fine del 2019 per i tifosi stabiesi l’annuncio della probabile cessione di Massimiliano Carlini. Ad rendere noto il possibile addio proprio Fabio Caserta nella conferenza post gara col Cosenza: “Nelle ultime due gare non ho convocato Carlini per scelta tecnica perché mi ha chiesto di andare via. Non voglio polemiche. Lui vuole più continuità e vuole giocare ma non voglio creare alcuna polemica. E’ un ragazzo eccezionale, e’ una scelta di tipo lavorativo. Gli auguro di trovare la migliore collocazione” le parole che il tecnico ha dedicato al centrocampista.

Alla base delle valutazioni del “Conte” quindi la voglia di giocare di più ed essere protagonista con continuità in campo. Continuità mancatagli alla Juve Stabia nella prima metà di stagione, condizionata da infortuni e rendimento non paragonabile a quello dello scorso torneo. Proprio Carlini infatti è stato tra i trascinatori delle Vespe nella lunga cavalcata culminata con la promozione del 20 aprile scorso: per il numero 29 gialloblu 10 reti ed 8 assist nella stagione passata. Nella stagione attuale sono invece 11 le presenze per Carlini, solo tre volte in campo per tutti i 90 minuti.

Sul centrocampista stabiese si è acceso l’interesse di molte società di Serie C. Padova, Reggiana (sarebbe un ritorno) e Catanzaro hanno messo gli occhi su di lui. Indipendente da quali saranno le vie del mercato, Carlini, determinante in campo e sempre disponibile fuori, avrà per sempre la gratitudine e la stima della tifoseria stabiese.

Promozione- Ischia, a San Sebastiano prove di sorpasso in classifica

PROMOZIONE-ISCHIA: I gialloblu dopo la sosta saranno impegnati sul campo del San Sebastiano per cercare il sorpasso in classifica al Pianura che giocherà in casa dell’Ottaviano

Simone Vicidomini– Il 2020 è iniziato da pochissimo, ma già sono costrette a tornare in campo le squadre isolane dei campionati di Eccellenza e Promozione. Domenica 5 gennaio presso lo Stadio Paolo Borsellino di Volla andrà in scena la XVII giornata che vedrà affrontarsi il San Sebastiano contro l’Ischia. Il calcio di inizio è alle ore 11:00. I gialloblu  hanno chiuso il  2019 in bellezza e sperano di iniziarlo ancora meglio, magari col sorpasso ai danni del Pianura. Infatti, se gli isolani avranno domenica mattina un impegno ostico ma non insormontabile in casa del San Sebastiano, l’attuale capolista sarà di scena ad Ottaviano, da dove sarà davvero difficile uscire con 3 punti. Quindi, per la squadra di Billone Monti, che dovrà ancora fare a meno di Mario Sogliuzzo (probabilmente rientrerà alla prossima) ha la concreta possibilità di tornare a casa da capolista. Per quanto riguarda la formazione con cui potrebbero scendere in campo i gialloblu, oltre a Mennella fra i pali, dovrebbero esserci Invernini (Aiello), Chiariello, Monti Jr. e Accurso sulla linea difensiva, con Trofa (Arcamone), Di Meglio ed Esposito a centrocampo, più Castagna, Gigio Trani (Invernini) e Rubino in avanti. Arbitro del match sarà Luca Trapanese della sezione di Salerno (Assistenti: Luca Arcella di Frattamaggiore e Andrea Dicanio di Napoli).

Ecco i convocati di Mister Monti per la gara contro l’Asd San Sebastiano:

Rubino ,Pistola,Di Meglio Mario ,Monti ,Trani Carlo Gaetano,Castagna ,Di Meglio Nicola ,Buono 

Invernini, Accurso ,Chiariello ,Saurino ,Mennella ,Aiello ,Trofa,Esposito ,Arcamone ,Abbandonato 

Trani Luigi ,Di Costanzo

 

Castellammare, tripudio in città per la vittoria di Sonia Mosca ad All Togheter Now

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Castellammare, tripudio in città per la vittoria di Sonia Mosca ad All Togheter Now. Cimmino: “Uno straordinario talento che ha emozionato l’Italia intera”

In città non si fa altro che parlare di lei, dopo le splendide performance regalate dinanzi al pubblico di Canale 5. Ieri sera la stabiese Sonia Mosca si è laureata vincitrice del programma All Togheter Now, scatenando il tripudio dei suoi concittadini. Questa mattina il Sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, si è complimentato con lei: “Uno straordinario talento che ha emozionato l’Italia intera. Complimenti a Sonia Mosca, giovane stabiese che ha conquistato la ribalta nazionale, vincendo il game show musicale di Canale 5 “All Togheter Now” e facendo conoscere le sue strepitose doti canore al grande pubblico.”
“Una vittoria – spiega il primo cittadino stabiese –  che ha dato lustro alla nostra città, sempre più fucina di talenti, e che sono convinto rappresenterà per Sonia il primo passo di una carriera artistica costellata di successi.”
Ma gli attestati di stima giungono da ogni dove. E c’è anche chi, rivolgendosi al direttore artistico del Comune, ha chiesto a gran voce che le venga corrisposto il giusto riconoscimento premiandola nel corso del concerto del prossimo 11 gennaio in Villa Comunale, concludendo il calendario degli eventi natalizi all’insegna della stabiesità.

“Vesuvian Dixieland band” in villa la vigilia di Capodanno

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Sei musicisti che hanno allietato la mattinata dell’ultimo giorno dell’anno in villa e che ci hanno condotto a fare alcune sintetiche riflessioni

“Vesuvian Dixieland band” in villa la vigilia di Capodanno

Castellammare di Stabia – Vigilia di Capodanno, predisponi il tutto e poi vai in villa comunale per la solita e tradizionale passeggiata e comunque prima dell’infernale bolgia senza un apparente senso.

Per arrivarci, un anziano signore che fatica a evitare, all’ultimo momento, quanto ha lasciato sul marciapiede un cane, che il suo padrone, amante degli animali, ha voluto regalare ai passanti cittadini, e alla città che ripetutamente dice di amare.

Sicuri con impegno di attraversare sulle strisce pedonali la strada, e una motocicletta con due “giovanotti” a bordo, urlando sfrecciano sfiorando una coppia evitandoli per pura fortuna.
Non è la prima volta che accade e l’auspicio è che non si tratti di un nuovo “gioco”, una sorta di stesa disarmata, ma comunque grave e pericoloso.

Arrivi in villa che si presenta già affollata e ha inizio la passeggiata in una splendida non freddissima giornata d’inverno, riscaldata da un insolito e piacevole sole.

Un “ciclista” con una bicicletta assistita (ma forse lui dovrebbe essere assistito), sfreccia spaventando passanti e soprattutto rendendosi pericoloso per i tanti bambini che scorazzano felici sul viale alberato.

Tre episodi realmente accaduti e non messi lì per costruire un pezzo per il giornale, che ti fanno fare la considerazione che forse la giornata non è proprio cominciata bene.

Vai avanti attraversi il mercatino di capodanno dei fuochi d’artificio e inevitabilmente segui una gradevole musica che ti porta sino a uno slargo di una pedana sulla spiaggia, di fronte la Cassarmonica.

Una folla è ferma ad ascoltare, cerchi e ci riesci, perchè vince la curiosità, di superare i tanti cittadini e ti trovi davanti sei ragazzi, che da qui in avanti chiameremo musicisti, come meritano di essere chiamati, che si stanno esibendo.

E’ la “Vesuvian Dixieland band” che per circa un’ora ha presentato una parte del suo repertorio, allietando e rendendo diversa, una normale mattinata in villa.

Siamo stati ad ascoltarli in tanti, gradendo l’esibizione, apprezzando la qualità della musica, applaudendo tra l’altro, il coraggio e, noi pensiamo, la provocazione di sei musicisti che in maniera spontanea, senza organizzazione alcuna, hanno deciso, l’ultimo giorno dell’anno, di essere in villa, di farsi conoscere da chi ancora, non aveva avuto il piacere e l’opportunità di ascoltarli.

Ma altre considerazioni sono balzate alla mente che attengono a come è possibile rendere vivo e animato un luogo bello che sta morendo, che è trascurato e che, appunto, con interventi modesti rispetto ai costi, potrebbe essere vissuta in altra, più qualificata, e per alcuni versi meno noiosa maniera.

Oltre alle tante spontaneità musicali e culturali che affollano le tante piazze di altre città e che inspiegabilmente a Castellammare sono assenti.

Questa la riflessione, che abbiamo noi definita provocazione, che la “Vesuvian Dixieland band” ci ha portato a fare, che a nostro avviso potrebbe, sia pure nel tempo, cambiare il modo di vivere uno spazio amato e frequentato da tutta la comunità stabiese e non solo.

Una bella giornata, un sorriso di contentezza dei tanti che hanno ascoltato i sei musicisti che noi abbiamo conosciuto in quella occasione e che ci auguriamo poterli ascoltare ancora.
Abbiamo assunto alcune informazioni e siamo venuti a conoscenza che la band nasce da un’idea del maestro Alfredo Intagliato.

Maestro che ha riunito alcuni alunni del Liceo Musicale F. Severi in “una band dixieland jazz, genere che può essere considerato il jazz degli albori originario di New Orleans”, anche se il repertorio della band comprende anche brani della tradizione classica napoletana.

Il gruppo nasce nel 2019, vince il primo posto dell’ambito Premio San Carlo.
E’ composto da Gaetano D’Auria alla tromba, Michele Raiola al trombone, Pasquale Ruben Muollo al banjo, Luca Aprea al rullante, Adriana Finamore al contrabbasso e al clarinetto Giuseppe di Maio, autore di molti arrangiamenti.

Bravi i nostri sei musicisti che ringraziamo per averci fatto trascorrere una bella mattinata, per la verità a momenti disturbata da allucinanti botti fatti esplodere in villa senza che nessuno ponesse veti, e con i quali ci scusiamo per averli presentati in maniera anomala con una premessa di questo tipo.

Noi pensiamo importante perché oltre la musica e la bravura, il messaggio che, consapevolmente o inconsapevolmente è stato lanciato è che a episodi e spazi brutti, è possibile sostituirli con momenti belli, qualificati e che hanno un senso.
Giovanni Mura

Teatro Mandanici, “Il lago dei Cigni” tra gli appuntamenti del 2020

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A dare il “benvenuto” al nuovo anno al “Teatro Mandanici” di Barcellona Pozzo di Gotto tornano i virtuosi del Balletto di San Pietroburgo, con il classico dei classici, “Il Lago dei Cigni” in cartellone il 19 gennaio alle ore 21.

Teatro Mandanici, “Il lago dei Cigni” tra gli appuntamenti del 2020

Barcellona Pozzo di Gotto – A dare il “benvenuto” al nuovo anno al “Teatro Mandanici” di Barcellona Pozzo di Gotto tornano i virtuosi del Balletto di San Pietroburgo, con il classico dei classici, “Il Lago dei Cigni” in cartellone il 19 gennaio alle ore 21 (poltronissima e I settore €38, ridotto 33, II settore €36, ridotto 31, III settore €23, galleria €25, ridotto €20).

A gennaio torna anche il “Teatro in Famiglia” con “Giufà, un viaggio per conoscere, per capire, per crescere”, una favola rappresentata dal Centro Studi Artistici, per la regia di Carmelo R. Cannavò, in cartellone il 26 gennaio alle ore 18 (poltronissima a €10, ridotto 8, I e II settore a €7, ridotto 5, galleria e III settore prezzo unico €4).

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Molto attesi gli altri due appuntamenti del cartellone principale: “Massimo Lopez e Tullio Solenghi Show” con la Jazz Company il 13 febbraio alle ore 21 (poltronissima e I settore a €43,50, II settore e galleria a €38, III settore a €28) e “A che servono gli uomini?” con Nancy Brilli e regia di Lina Wertmuller il 12 marzo alle ore 21 (poltronissima e I settore a €39,50, II settore e galleria a €33,50 e III settore a €28).

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La Stagione si completa quindi con l’ultimo appuntamento del “Teatro in Famiglia”, “La gazza ladra” ispirato all’opera di Luzzati ed alle musiche di Gioacchino Rossini, che sarà in scena il 22 marzo, sempre alle ore 18 (poltronissima a €10, ridotto 8, I e II settore a €7, ridotto 5, galleria e III settore prezzo unico €4).  I due spettacoli della domenica pomeriggio, “Giufà” e “La gazza ladra”, infine, possono essere acquistati anche in pacchetto (e insieme costano in poltronissima €15, in I e II settore €10, in galleria e III settore €7).

Botteghino in teatro ogni giorno dalle dalle ore 10 alle ore 13 e nei giorni di martedì e giovedì anche dalle ore 15,30 alle ore 18,30 (per informazioni tel. 331.6703392). Operativa anche la biglietteria on line sui circuiti Tickettando  – TicketOne. I biglietti possono essere acquistati con 18App e Bonus Cultura.

Mariella Musso