Home Blog Pagina 334

“Argentino ha premeditato l’omicidio di Sara Campanella”, cosa dice il gip

0

(Adnkronos) – Stefano Argentino, l'assassino di Sara Campanella, la studentessa di 22 anni uccisa a Messina il 31 marzo scorso, "ha certamente agito con crudeltà, atteso che proprio le modalità della condotta palesano la volontà di infliggere alla vittima sofferenze aggiuntive rispetto al normale processo di causazione della morte".Lo scrive il gip Eugenio Fiorentino nella ordinanza di custodia cautelare a carico del giovane.

Non solo.L'assassino ha agito anche "con premeditazione, perpetrato la brutale aggressione con l'uso del coltello, di cui evidentemente l'indagato si era munito al fine di commettere l'azione delittuosa". Argentino, spiega ancora il gip, il 3 marzo scorso si era già avvicinato munito di coltello alla ragazza per chiederle perché non gli avesse risposto a un sms inviatole a gennaio.

E' stato lo stesso studente 26enne di Noto a dirlo ai pm durante l'interrogatorio di garanzia. "La ragazza aveva fatto scena muta – scrive il gip – era già capitato che lei non gli rispondesse, mostrandosi silenziosa e indifferente".A quel punto, ha detto Argentino agli inquirenti "era fuggito perché non sapeva cosa fare".  "L'azione commessa" dallo studente, "è spia dell'allarmante personalità dell'indagato, essendosi rivelato del tutto incapace di porre freno ai propri istinti criminali".  "Non solo ha mostrato una particolare efferatezza nella brutale azione posta in essere ma non ha manifestato alcun segno di resipiscenza nemmeno successivamente tanto da provare a fuggire, sottraendosi così alle proprie responsabilità", scrive il gip. "L'analisi del video non lascia alcun dubbio circa l'esatta dinamica dei fatti e l'identificazione dell'autore: Stefano Argentino, peraltro, indossava lo stesso zaino scuro con vistosa scritta bianca, cui aveva fatto riferimento il testimone oculare che si era posto all'inseguimenti dell'aggressore", si spiega ancora nell'ordinanza. Secondo il gip, la madre del 26enne avrebbe aiutato il figlio a fare perdere le sue tracce. "Nel corso dell'attività di indagine – scrive infatti – è stato acquisito un biglietto, scritto dalla madre dell'indagato e destinato all'altro figlio, nel quale la donna faceva riferimento alla necessità di allontanarsi per un po', con la scusa di curarsi, nonostante dai successivi accertamenti non risultassero particolari problemi di salute della donna, che ne giustificassero l'allontanamento.

Circostanza che quindi suffraga la convinzione che dietro l'allontanamento si celasse la volontà della donna di aiutare il figlio a non farsi trovare". Lo studente è stato poi rintracciato a Noto, sua città di origine, grazie al 'positioning' del suo cellulare, emerge quindi dall'ordinanza. "E' stato rintracciato all'interno del B&B riconducibile alla madre grazie al positioning' attivato immediatamente sul suo telefonino e dopo essere stato condotto presso la stazione dei carabinieri di Messina Sud dichiarato in stato di fermo", scrive il gip Eugenio Fiorentino. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi Usa, l’Europa (per ora) risponde solo a parole e punta a negoziare

0

(Adnkronos) – La risposta dell'Europa ai dazi di Donald Trump è immediata.Ma, almeno per ora, si limita alle parole.

Ursula von der Leyen le pronuncia da Samarcanda, a sette ore dall'annuncio delle misure commerciali imposte dal presidente americano.Chi si aspettava contromisure a fronte di tariffe del 20% sui prodotti della Ue importati negli Stati Uniti, è però rimasto deluso.

Il messaggio politico è orientato verso tutta l'apertura possibile al negoziato. Allo show di Trump, andato in scena nel giardino della Casa Bianca, si contrappone l'immagine istituzionale di uno statement che sarà ricordato per la sua glaciale impostazione.Parole dirette, pronunciate prime in inglese, poi in francese e in tedesco, scandite per rendere plastica la postura che la presidente della Commissione Ue vuole sia più chiara possibile.  La premessa, necessaria, è che i danni dei dazi sono evidenti, "un colpo per l'economia globale" e "colpiscono milioni di consumatori in tutto il mondo".

L'analisi si fonda sulla convinzione, condivisa da quasi tutti gli economisti, che le tariffe "non siano la soluzione ai problemi del commercio mondiale".Fin qui, in estrema sintesi, il giudizio di "profondo rammarico" per le scelte fatte dal Presidente americano. Poi c'è lo spazio dedicato alla reazione.

Inevitabilmente poco, soprattutto perché andando oltre le formule di rito l'Europa arriva impreparata, e in ordine sparso, a una svolta che Trump aveva annunciato ancora prima di rientrare alla Casa Bianca.Non a caso arriva, puntuale, il richiamo alla compattezza e all'unità, perché "siamo tutti nella stessa tempesta". Resta generica la promessa di reagire, con misure che di fatto ancora non ci sono e che vanno studiate, concordate e limate secondo i diversi umori dei partner europei.

Mentre è ribadita più volte la piena disponibilità a mettersi intorno a un tavolo con Trump, "non è troppo tardi per affrontare le preoccupazioni attraverso i negoziati".Una posizione che va incontro soprattutto alle preoccupazioni di chi, a partire dall'Italia di Giorgia Meloni, ritiene che l'Europa non possa perdere il rapporto con il suo storico alleato.

Nonostante gli Stati Uniti, con i dazi di Trump, mostrino di voler mettere più distanza possibile con l'altra sponda dell'Atlantico e con il resto del mondo. (Di Fabio Insenga)  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

I dazi di Trump, ‘scoperta la formula’: ecco i calcoli di Donald

0

(Adnkronos) –
Donald Trump impone "dazi reciproci" nei confronti dei paesi di tutto il mondo e snocciola i dati: 34% per la Cina, 20% per l'Unione Europea, 46% per il Vietnam, 31% per la Svizzera.E così via, da un numero all'altro. "Abbiamo applicato dazi dimezzati rispetto a quelli imposti a noi", dice il presidente degli Stati Uniti illustrando il metodo con una spiegazione che non appare esaustiva e convincente per esperti di tutto il pianeta.   
Mentre si fa notare che gli unici due paesi non tassati sono Russia e Corea del Nord, le tabelle fanno il giro del mondo, i dati vengono analizzati a tutte le latitudini e i dubbi spuntano ovunque: da dove viene il dato 'iniziale', che quantifica i dazi applicati dagli altri paesi nei confronti degli Usa?

Lo scetticismo è palpabile tra tweet e articoli.Si cercano soluzioni che coinvolgano i rapporti tra valute, meccanismi fiscali, dettagli secondari.

E invece, a quanto pare, è tutto molto più semplice.  Trump e i suoi collaboratori hanno utilizzato un sistema apparentemente elementare, come evidenziato da diversi osservatori.E' stato considerato il rapporto tra deficit commerciale degli Stati Uniti e surplus commerciale di un'altra nazione, la cifra è stata divisa per due e il risultato è diventato il 'dazio'.  Un esempio?

Nel 2024 il deficit commerciale degli Stati Uniti verso la Cina ammontava a 295,4 miliardi di dollari.Gli Usa hanno importato beni cinesi per 439,9 miliardi.

La Cina, in sostanza, può vantare un surplus del 67%.La metà, arrotondata per eccesso, porta a 34: appunto, il dazio applicato a Pechino. E da dove viene il 20% assegnato all'Unione Europea, Italia compresa?

Una pista c'è.Export: 531,6 miliardi.

Import 333,4 miliardi.Il deficit ammonta a 198,2 miliardi.

Calcolatrice alla mano, 198,2 rispetto a 531,6 rappresenta il 37%, stretto parente del 39% che – secondo Trump – equivale ai dazi applicati dall'Ue nei confronti degli Usa.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi Trump, von der Leyen: “Effetti disastrosi, Ue pronta a negoziare e a reagire”

0

(Adnkronos) –
La Ue è pronta a negoziare con gli Stati Uniti ma anche a reagire ai dazi del 20% imposti dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "Stiamo già ultimando il primo pacchetto di contromisure in risposta alle tariffe sull'acciaio e ora ci stiamo preparando per ulteriori contromisure per proteggere i nostri interessi e le nostre attività se i negoziati falliscono", dice la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, in una dichiarazione da Samarcanda, in Uzbekistan. "I dazi colpiranno milioni di cittadini, le bollette aumenteranno, il pezzo dei farmaci aumenterà.Ne risentiranno aziende grandi e piccole", dice elencando le principali conseguenze delle misure per l'economia globale. "Come europei, promuoveremo e difenderemo sempre i nostri interessi e i nostri valori e ci schiereremo sempre per l'Europa", assicura, aggiungendo che "esiste un percorso alternativo: non è troppo tardi per affrontare le preoccupazioni attraverso i negoziati".

Von der Leyen, quindi, guarda avanti. "Il nostro commissario al commercio, Maros Sefcovic, è costantemente impegnato con i suoi omologhi statunitensi: lavoreremo per ridurre le barriere, non per aumentarle". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi Trump, effetti su Made in Italy: export, prezzi e posti di lavoro

0

(Adnkronos) –
I dazi di Donald Trump colpiscono tutto il mondo, Ue e Italia compresa.Le tariffe introdotte dal presidente degli Stati Uniti per i prodotti dell'Unione Europea sono del 2025 e scattano il 9 aprile.

Cosa significa per l'Italia?Quali sono i prodotti italiani che finiscono nel mirino?

Il pensiero va al settore agroalimentare, con effetti notevoli. Il dazio al 20% su tutti i prodotti agroalimentari Made in Italy porterà a un rincaro da 1,6 miliardi per i consumatori americani, con un calo delle vendite che danneggerà le imprese italiane, oltre ad incrementare il fenomeno dell'italian sounding, con la diffusione di prodotti 'tarocchi', come evidenzia Coldiretti. Al calo delle vendite va poi aggiunto il danno in termini di deprezzamento delle produzioni, da calcolare filiera per filiera, legato all’eccesso di offerta senza sbocchi in altri mercati.Occorre ora lavorare a una soluzione diplomatica che venga portata avanti in sede europea, evidenzia l'organizzazione Coldiretti. Anche Federvini esprime profondo rammarico e forte preoccupazione per "una scelta che rappresenta un grave passo indietro nei princìpi di libero scambio internazionale e che danneggerà pesantemente l’interscambio transatlantico". "Il solo comparto di vini, spiriti e aceti italiani vale oltre 2 miliardi di euro di esportazioni verso gli Stati Uniti e coinvolge 40mila imprese e più di 450mila lavoratori lungo l’intera filiera.

La misura avrà impatti rilevanti anche su consumatori e operatori oltreoceano: sono migliaia gli addetti delle società Usa coinvolti nell’importazione e distribuzione di questi prodotti, e l’aumento dei prezzi non sarà limitato ai dazi imposti, ma si estenderà a tutta la catena commerciale", evidenzia Federvini. “La decisione di applicare dazi alle esportazioni europee negli Stati Uniti rappresenta un danno gravissimo per il nostro settore e un attacco diretto al libero mercato.Ci siamo già passati, e sappiamo bene quanto possa costare: in passato queste misure ci hanno portato a perdere fino al 50% delle esportazioni verso gli USA.

Ora rischiamo di rivivere quel trauma economico, con ripercussioni pesantissime su tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione, fino al consumatore finale.Serve ora più che mai compattezza e determinazione da parte delle nostre istituzioni per contenere gli effetti devastanti di queste misure inutilmente protezionistiche e antistoriche", dice la presidente di Federvini, Micaela Pallini.

Dalle tavole dei consumatori statunitensi scompariranno molte etichette, non sostituibili da produzioni locali, mentre in Italia e in Europa si profila una grave crisi produttiva e occupazionale.  Situazione diversa per un prodotto particolare, il parmigiano reggiano. "La notizia non ci rende felici, ma il Parmigiano Reggiano è un prodotto premium e l’aumento del prezzo non porta automaticamente ad una riduzione dei consumi", dice Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano. "Lavoreremo per cercare con la via negoziale di fare capire per quale motivo non ha senso applicare dazi a un prodotto come il nostro che non è in reale concorrenza con i parmesan americani.Ci rimboccheremo le maniche per sostenere la domanda in quello che è il nostro primo mercato estero e che rappresenta oggi il 22,5% della quota export totale", afferma. "Il Parmigiano Reggiano copre circa il 7% del mercato dei formaggi duri a stelle e strisce e viene venduto a un prezzo più che doppio rispetto a quello dei parmesan locali.

Noi non siamo affatto in concorrenza coi formaggi locali: si tratta di prodotti diversi che hanno posizionamento, standard di produzione, qualità e costi differenti: è pertanto assurdo colpire un prodotto di nicchia come il Parmigiano Reggiano per proteggere l’economia americana". "Negli Stati Uniti chi compra il Parmigiano Reggiano fa una scelta consapevole: ha infatti un 93% di mercato di alternative che costano 2-3 volte meno.Imporre dazi su un prodotto come il nostro aumenta solo il prezzo per i consumatori americani, senza proteggere realmente i produttori locali. È una scelta che danneggia tutti.

Oggi – conclude – il vero nemico dei produttori di latte non sono le loro controparti estere, ma i prodotti che vengono chiamati ‘latte’ o ‘formaggio’ pur non avendo alcuno legame con terra e animali, come i cibi a fermentazione cellulare". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Zelensky contro Putin: “Non vuole neanche tregua parziale”. Cremlino: “Kiev non vuole pace”

0

(Adnkronos) – Nessuna tregua nella guerra tra Ucraina e Russia, ma nessuna tregua anche nello scambio di accuse tra i leader dei due Paesi.Volodymyr Zelensky ha infatti nuovamente puntato il dito contro Vladimir Putin, colpevole di non considerare neanche un cessate il fuoco parziale, per poi incassare la replica del Cremlino, che accusa il numero uno di Kiev di rifiutare una risoluzione pacifica del conflitto.

Il tutto mentre Mosca continua a bombardare obiettivi ucraini, inclusi i siti energetici, e nel giorno in cui il negoziatore russo Dmitriev è arrivato a Washington per vedere l'inviato della Casa Bianca Witkoff. Secondo Zelensky, Putin non avrebbe "interesse neanche in un cessate il fuoco parziale" e liquiderebbe in questo modo gli sforzi diplomatici dei Paesi. "Sono necessarie pressioni nuove e concrete sulla Russia per instradare questa guerra a una conclusione", "azioni da prendere il prima possibile", ha aggiunto, chiedendo ai partner di non aspettare fino all'11 aprile, giorno in cui sarà passato un mese dal 'no' di Mosca alla proposta americana per una tregua totale.  La Russia continua intanto a bombardare obiettivi in Ucraina comprese le infrastrutture dell'energia in operazioni che avrebbero dovuto essere sospese secondo l'accordo che sarebbe entrato in vigore lo scorso 25 marzo per una tregua di 30 giorni nel Mar Nero e l'esclusione dei raid contro le infrastrutture dell'energia di entrambi i Paesi, raggiunto con la mediazione degli Stati Uniti.  "Ci sono stati anche bombardamenti nelle regioni di Odessa e Sumy.Un'altra serie di raid contro siti dell'energia" ha affermato ieri Zelensky, citando l'attacco di un drone contro una sottostazione nella regione di Sumy, altri attacchi di artiglieria nelle regioni di Nikopol e Dnipro, dove circa 4mila persone sono rimaste al buio.  Quattro morti e tre feriti, inoltre, il bilancio di un attacco missilistico russo su Kryvyi Rig, la città natale del presidente ucraino.

Secondo le autorità locali, il missile balistico ha danneggiato alcuni edifici residenziali. Ma, secondo il Cremlino, ad essere contrario alla pace sarebbe Zelensky.Il presidente Putin, spiega infatti il portavoce Dmitry Peskov, è già pronto a risolvere pacificamente la situazione in Ucraina.

Una strada che Kiev, accusa Mosca, non vuole intraprendere.  "Il presidente Putin rimane aperto a negoziati pacifici, a trovare modi per risolvere la situazione ucraina attraverso metodi politici e diplomatici.E il fatto che la Russia, in accordo con la parte americana, abbia dichiarato di aderire alla moratoria temporanea sugli attacchi alle infrastrutture energetiche è la prova più eloquente di ciò", ha sottolineato Peskov, aggiungendo di vedere “l’assoluta riluttanza del regime di Kiev a seguire la stessa strada”. Il negoziatore russo Kirilli Dmitriev, capo del fondo sovrano Rdif, si troverebbe intanto a Washington e già avrebbe visto l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff.

Lo rivela la Cnn, che cita due fonti al corrente dell'incontro, secondo cui l'obiettivo dei colloqui è quello di rafforzare i rapporti tra i due Paesi mentre si negozia la fine della guerra in Ucraina.E mentre il presidente Donald Trump ha lasciato filtrare la sua "frustrazione" nei confronti di Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky sulla mancata attuazione del cessate il fuoco. Quella di Dmitriev, vicinissimo al presidente russo, è la prima visita di un funzionario di Mosca di così alto livello dall'inizio della guerra in Ucraina a febbraio di tre anni fa.

L'uomo d'affari aveva già partecipato a febbraio ai primi colloqui a Riad tra russi e americani e aveva collaborato con Witkoff per il rilascio del professore americano detenuto in Russia Marc Fogel.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi Usa, Meloni dopo l’annuncio di Trump: “Misura sbagliata”

0

(Adnkronos) – Dopo l'annuncio di Donald Trump sui dazi al 20% per l'Ue, Giorgia Meloni interviene sui social parlando di "misura sbagliata". "L’introduzione da parte degli Usa di dazi verso l’Unione Europea – scrive infatti la presidente del Consiglio – è una misura che considero sbagliata e che non conviene a nessuna delle parti.Faremo tutto quello che possiamo per lavorare a un accordo con gli Stati Uniti, con l'obiettivo di scongiurare una guerra commerciale che inevitabilmente indebolirebbe l’Occidente a favore di altri attori globali".  "In ogni caso, come sempre, agiremo nell’interesse dell’Italia e della sua economia, anche confrontandoci con gli altri partner europei", le parole della premier. Dai dazi al 34% alla Cina al 20% per l'Ue ma le tariffe più alte sono per Cambogia e Laos con dazi che arrivano rispettivamente al 49% e al 48%: sono in tutto 50 i paesi 'bersaglio' della stratta doganale del Liberation Day di Donald Trump.

Ecco l'elenco completo diffuso oggi dalla Casa Bianca. Alla Cina dazi del 34%; Unione europea 20%; Svizzera 31%; Regno Unito al 10%; per il Vietnam dazi del 46%; a Taiwan 32%; Giappone 24%; India 26%; Corea del Sud 25%, Thailandia 36%.A seguire, Indonesia 32%; Malesia 24%; Cambogia 49%; Sud Africa 30%; Brasile 10%; Bangladesh 37%; Singapore 10%; Israele 17%; Filippine 17%; Cile 10%; Australia 10%; Pakistan 29%; Turchia 10%.  E ancora, Sri Lanka 44%; Colombia 10%; Perù 10%; Nicaragua 18%; Norvegia 15%; Costa Rica 10%; Giordania 20%; Repubblica Domenicana 10%; Emirati Arabi 10%; Nuova Zelanda 10%; Argentina 10%; Ecuador 10%; Guatemala 10%; Honduras 10%; Madagascar 47%; Myanmar 44%; Tunisia 28%; Kazakistan 27%.

Alla Serbia gli Usa impongono dazi del 37%; Egitto 10%; Arabia Saudita 10%; Salvador 10%; Costa d'Avorio 21%; Laos 48%; Botswana 37%; Trinidad e Tobago 10%; Marocco 10%.Il tutto prevedendo anche una base minima del 10% di tariffe su tutti i prodotti stranieri.

Separatamente verranno imposti dazi del 25% sulle auto prodotte all'estero. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mourinho follia in Turchia, tira il naso a allenatore del Galatasaray – Video

0

(Adnkronos) –
Rissa per José Mourinho.L'ex tecnico di Inter e Roma, oggi al Fenerbahce, si è reso protagonista di un post partita agitato durante il derby di Istanbul con il Galatasaray.

Al termine della partita, vinta dai giallorossi 2-1, l'allenatore portoghese, già al centro delle polemiche in Turchia per le sue dichiarazioni contro i rivali cittadini, è andato a cercare il tecnico del Galatasaray Okan Buruk e lo ha colpito al volto, afferrandogli il naso. Buruk è caduto a terra e ne è nata una maxi rissa, tra le due panchine e i giocatori.Necessario, per calmare gli animi, l'intervento della polizia in tenuta antisommossa.

Ora Mourinho andrà incontro, con ogni probabilità a una lunga squalifica. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump, i nuovi dazi Usa: la tabella paese per paese

0

(Adnkronos) –
Donald Trump annuncia i dazi reciproci che gli Stati Uniti introdurranno nei confronti di tutti i paesi del mondo.Il presidente americano, nel Rose Garden della Casa Bianca, rende note le tariffe mostrando una tabella che contiene l'elenco dei paesi 'colpiti' dai provvedimenti. "Saremo gentili.

Avremmo potuto introdurre dazi analoghi a quelli imposti dai singoli paesi", dice Trump.   "Le tariffe non saranno completamente reciproche.Avrei potuto farlo, sì, ma sarebbe stato difficile per molti Paesi.

Non volevamo farlo", dice il presidente, annunciando in un primo momento che i dazi entreranno in vigore "a mezzanotte". La Casa Bianca però precisa che le tariffe saranno effettive tra il 5 e il 9 aprile.Sabato 5 aprile alle 6 ora italiana entreranno in vigore i dazi del 10%, mercoledì 9 aprile alla stessa ora quelli di oltre il 10% imposti sui beni importati negli Stati Uniti, tra cui quelli di Cina e Unione Europea.  Al top spicca la Cina, che impone dazi del 67% e verrà colpita da tariffe del 34%.

L'Ue impone dazi del 39% ("Ci ha derubato"), gli Usa reagiranno con tariffe del 20%.Quindi si prosegue con Vietnam (dazi del 46%), Taiwan (32%), Giappone (24%), India (26%), Corea del Sud (25%), Svizzera (31%), fino al Regno Unito (10%, alla pari). Il trattamento peggiore viene riservato a Lesotho (50%), Cambogia (49%), seguito da Laos (48%), Madagascar (47%), Vietnam, Sri Lanka e Myanmar (44%), Siria (41%).

In Europa, il trattamento peggiore viene riservato a Serbia (38%), Liechtenstein (38%), Bosnia e Erzegovina (35%) e Nord Macedonia (33%). Il tutto prevedendo anche una base minima del 10% di tariffe su tutti i prodotti stranieri.Separatamente verranno imposti dazi del 25% sulle auto prodotte all'estero.
  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milan-Inter 1-1: Calhanoglu risponde ad Abraham nel derby

0

(Adnkronos) – Abraham chiama, Calhanoglu risponde.Milan-Inter, derby valido per la semifinale d'andata di Coppa Italia, termina 1-1.

Succede tutto nel secondo tempo: l'attaccante rossonero sblocca il match al 47', il centrocampista nerazzurro pareggia i conti al 67'.L'accesso alla finale si deciderà quindi nel match di ritorno, in programma il 23 aprile.  Partenza aggressiva del Milan, che punta sulla velocità di Leao per saltare la pressione dell'Inter e creare superiorità.

Con il passare dei minuti però i nerazzurri, rimaneggiati dal turnover di Inzaghi, prendono le misure e creano la prima occasione del match: Correa calcia forte dal limite dell'area e trova la parata di Maignan.La risposta rossonera è affidata a Reijnders, che spara alto da fuori area.

I calci piazzati diventano un fattore: Calhanoglu, come sempre fischiatissimo dalla Curva Sud, trova Bisseck, che fa la sponda per De Vrij, ma il suo colpo di testa viene ribattuto sulla linea da Abraham, ancora una volta preferito a Gimenez al centro dell'attacco.Il Milan prende fiducia: gli inserimenti di Reijnders sono una spina nel fianco della difesa dell'Inter, Leao è ispirato e Pulisic si scambia spesso di posizione con Jimenez, non dando punti di riferimento.

La più grande occasione del primo tempo ce l'ha proprio Abraham, solo davanti a Martinez, bravissimo a sbarrargli la strada con i piedi.Dall'altra parte Maignan è decisivo prima sulla punizione di Calhanoglu, potente ma centrale, poi sul colpo di testa di Frattesi con cui si chiude la prima frazione. 
Due minuti dall'inizio del secondo tempo e il Milan passa in vantaggio: Abraham raccoglie l'assist di Fofana, entra in area, sfruttando la marcatura molle di Bisseck, e batte Martinez incrociando il destro.

La reazione dell'Inter è affidata a Barella, che converge dalla sinistra e calcia a giro, trovando ancora una volta la parata di Maignan.I rossoneri continuano a spingere: Fofana calcia alto da fuori area, Leao cerca una spettacolare rovesciata, non inquadrando la porta.

Il pareggio dell'Inter arriva al 67': Correa trova Calhanoglu al limite, il grande ex della partita carica il destro e batte Maignan, questa volta imperfetto nell'intervento.La partita si apre, l'Inter aumenta la pressione e colleziona occasioni, con il portiere del Milan che tiene a galla i suoi.

Sul finale di partita Martinez è decisivo sul destro a giro di Leao.Termina quindi 1-1.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump annuncia dazi Usa, tariffe del 20% per Ue

0

(Adnkronos) –
"E' la nostra dichiarazione di indipendenza economica".Donald Trump annuncia i "dazi reciproci" che gli Stati Uniti introducono "dalla mezzanotte di oggi nei confronti dei paesi di tutto il mondo".

Il pacchetto comprende le tariffe del 25% su tutte le auto prodotte al di fuori degli Usa. "Saremo molto gentili.Avremmo potuto adottare le stesse tariffe imposte a noi", dice Trump snocciolando i dati. "La Cina impone tariffe del 67%, noi metteremo dazi del 34%.

L'Unione Europea è molto dura.L'Ue così amica, ci ha derubato così tanto…

patetico…Impone dazi del 39%, la tasseremo del 20%", dice Trump.

Quindi si prosegue con Vietnam (dazi del 46%), Taiwan (32%), Giappone (24%), India (26%), Corea del Sud (25%), Svizzera (31%), fino al Regno Unito (10%, alla pari). "Tutti i presidenti, primi ministri, re, regine e ambasciatori chiameranno per chiedere esenzioni dai dazi.A loro dico di eliminare le tariffe e le barriere", il messaggio di Trump che invita il mondo a "comprare merce americana per miliardi".  "E' il Liberation Day.

Il 2 aprile 2025 sarà per sempre ricordato come il giorno in cui l'industria americana è rinata, il giorno in cui cominciamo a rendere l'America ricca di nuovo.Il nostro paese e i nostri contribuenti sono stati derubati per 60 anni, ma non succederà più.

E' uno dei giorni più importanti nella storia americana, è la nostra dichiarazione di indipendenza economica", dice Trump. "Ora tocca a noi prosperare, con l'azione di oggi saremo in grado di rendere di nuovo l'America grande, più grande che mai: posti di lavoro e fabbriche torneranno nel nostro paese.Sarà l'età dell'oro dell'America, stiamo tornando alla grande", le parole del presidente degli Stati Uniti nel Rose Garden della Casa Bianca.

Trump fa riferimento alle barriere commerciali create da Canada, Messico, Unione Europea ("Non prende nulla di nostro"), Australia, Cina, Corea del Sud.Il presidente snocciola le tariffe imposte dagli altri paesi su una serie di prodotti e chiarisce che i provvedimenti americani scatteranno "dalla mezzanotte di oggi". I provvedimenti vengono varati dopo le valutazioni del presidente e dei suoi collaboratori, con decisioni adottate – secondo i media a stelle e strisce – solo nell'immediata vigilia dell'annuncio. "Cominceremo ad essere furbi, possiamo diventare ben più ricchi di qualsiasi altro paese.

Non possiamo pagare i deficit di Messico, Canada e di tanti altri paesi.Lo abbiamo fatto, non possiamo più farlo: ci preoccupiamo di paesi in tutto il mondo, paghiamo per la loro difesa, paghiamo per qualsiasi cosa e quando vogliamo tagliare qualcosa si arrabbiano.

Ora, finalmente, mettiamo l'America al primo posto", aggiunge Trump. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nanni Moretti colpito da infarto, regista ricoverato al San Camillo di Roma

0

(Adnkronos) –
Nanni Moretti colpito da infarto, il regista e attore è ricoverato all'ospedale San Camillo di Roma.A quanto si apprende, si troverebbe in terapia intensiva.

Il regista è arrivato in ospedale nel tardo pomeriggio.Moretti era stato già ricoverato, sempre per un infarto, a ottobre 2024.

Oggi, quindi, il nuovo ricovero. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gennaro Scognamiglio: “La Juve Stabia sta disputando un campionato fantastico. La Salernitana rischia la C”

0

Gennaro Scognamiglio, ex calciatore con un passato nelle giovanili della Salernitana e tre anni importanti alla Juve Stabia, è intervenuto ai microfoni di Radio Punto Nuovo per analizzare il momento delle due squadre campane.

“Sarà una partita bellissima, un derby sempre emozionante per giocatori e tifosi. La Juve Stabia sta attraversando un periodo di forma straordinario, con un gioco ben definito e un allenatore, Guido Pagliuca, molto preparato e ambizioso. La squadra è forte e ben amalgamata frutto anche della vittoria del campionato di Serie C”.

Scognamiglio ha poi espresso la sua opinione sulla Salernitana: “Ci si aspettava di più, ma ora la squadra è in lotta per la salvezza. Sarà un test difficile, soprattutto perché la Juve Stabia in casa è quasi imbattibile, mette in difficoltà gli avversari e pressa costantemente. Questa è la loro forza”.

L’ex calciatore ha anche parlato delle ambizioni della Juve Stabia: “Possono giocarsi i play-off in una posizione di prestigio. Stanno lottando con il Catanzaro, ma nessuno si aspettava un rendimento così alto ad inizio stagione”.

Sulla Salernitana, invece, il giudizio è stato più severo: “Devono cercare di salvarsi almeno con i play-out, ma con gli ultimi risultati rischiano la retrocessione diretta, un vero fallimento. Il progetto societario è fondamentale, la Juve Stabia è un esempio di come una società piccola, con un mix di giovani ed esperti, possa ottenere risultati importanti. La Salernitana, nonostante la forza economica di Iervolino, ha sbagliato la progettazione, cambiando troppo spesso allenatori e dirigenti”.

Infine, Scognamiglio ha commentato il momento del Giugliano, sua attuale squadra: “Dobbiamo essere realistici, ci sono club più attrezzati di noi. Raggiungere i play-off sarebbe già un grande risultato per noi e per la città. Il pareggio pirotecnico di Potenza è stato amaro, ma faccio i complimenti ai ragazzi”.

Ostia, centinaia in piazza: “Chiediamo giustizia per un territorio diffamato” – Video

0

(Adnkronos) – Sono centinaia i cittadini scesi in piazza Anco Marzio, nel cuore di Ostia, per chiedere ‘giustizia’ per un territorio ‘diffamato’.  “Chiediamo che il nome di Ostia venga ripulito – spiega all’Adnkronos Mauro Delicato, portavoce del comitato cittadino ‘Giustizia x Ostia’ promotrice dell’evento -.Dieci anni fa Ostia è stata commissariata e per dieci anni noi residenti, commercianti, piccoli e medi imprenditori, siamo stati considerati dei mafiosi.

Siamo scesi in piazza perché alcune settimane fa l’ex prefetto Gabrielli ha dichiarato che Ostia era stata commissariata per una ‘supercazzola’ per salvare Roma.La gente si è indignata, pretende le scuse.

E magari che una piattaforma come Netflix, invece di Suburra, racconti l’altra faccia di Ostia, quella dei lavoratori, delle persone oneste”.  Organizzata anche una raccolta firme. “Per una interrogazione parlamentare – dice Delicato -.Andremo al Campidoglio, chiederemo un risarcimento simbolico di 1 euro e chiederemo venga anche Mattarella, lo inviteremo per un caffè.

Nella speranza che Roma cominci a occuparsi di Ostia in un modo migliore perché ci sentiamo abbandonati”. Decine le fiaccole che si sono accese in piazza dietro allo striscione “Era una supercazzola, giustizia per Ostia”. “Sono indignata, delusa e preoccupata per tutto quello che questo territorio è stato costretto a sopportare in questi 10 anni – dice dal piccolo palco Claudia Martucci -.A motivarci la rabbia delle dichiarazioni dell’ex prefetto Franco Gabrielli.

In un evento pubblico ha riferito che dieci anni fa, nel 2015, al momento di decidere l’eventuale commissariamento di Roma per le vicende di Mafia Capitale, si decise impiegando un artificio giuridico, una specie di ‘supercazzola’, per dirla con le stesse parole di Gabrielli.Commissariare l’intero Comune di Roma avrebbe significato un ritorno di immagine negativo, tanto da incidere con il 2% del pil.

Per questo, d’intesa con il governo, si decise di commissariare il Municipio di Ostia”.  “L’equazione Ostia = mafia ha significato il crollo di ogni forma di turismo, la svalutazione delle proprietà, l’offesa della dignità di chi vive e lavora a Ostia.Siamo in piazza per rivendicare il diritto al nostro rispetto, il nostro è un comitato spontaneo col solo obiettivo di accendere la luce su quanto stiamo pagando per una manovra politica e di mercato.

Ostia e il suo entroterra sono stati calpestati, e il territorio trattato come una pedina sacrificabile”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi Usa, arriva la ‘scure’ di Trump. Meloni: “No guerra ma risposte adeguate”

0

(Adnkronos) – L'obiettivo è "scongiurare una guerra commerciale", che "non avvantaggerebbe nessuno: né l'Europa, né gli Stati Uniti"; allo stesso tempo, però, non si escludono "risposte adeguate" per difendere i prodotti del Belpaese, qualora ciò dovesse rendersi necessario.Si articola su queste due direttrici la strategia di Giorgia Meloni per fronteggiare i nuovi dazi americani sulle merci europee, che scatteranno a partire da oggi.

Stasera gli occhi della presidente del Consiglio saranno incollati alla tv per seguire il discorso del presidente Usa Donald Trump, che alle 22 italiane formalizzerà nel giardino delle rose alla Casa Bianca le nuove tariffe contro i prodotti Made in Ue, fortemente volute dal tycoon per riequilibrare la bilancia commerciale tra l'America e il Vecchio Continente.  Meloni non poteva non toccare l'argomento nel corso della cerimonia di premiazione dei 'Maestri della cucina italiana' che si è svolta a Palazzo Chigi, davanti a esponenti di un settore, l'agroalimentare, che rischia di essere tra i più penalizzati dalla stretta americana. "E' evidente che l'introduzione di nuovi dazi avrebbe risvolti pesanti per i produttori italiani", ammette la presidente del Consiglio, secondo la quale le tariffe ipotizzate da Trump sarebbero "un'ingiustizia per molti americani" perché limiterebbero "la possibilità di acquistare e consumare le nostre eccellenze solo a chi ha la possibilità economica di spendere di più".La difesa del settore 'food' resta una priorità per il governo italiano, scandisce Meloni, evidenziando l'importanza del mercato statunitense: gli Usa rappresentano infatti il secondo principale bacino di destinazione per i prodotti Made in Italy, con un export in crescita del 17% nel 2024.  
Il piano di risposta italiano alla 'mannaia' di The Donald resta improntato alla massima prudenza, come va ripetendo da settimane il capo del governo: calma e gesso e niente falli di reazione, il mantra di Meloni, preoccupata dall'eventuale escalation che potrebbe scaturire dalla controffensiva sui dazi.

Come evidenziato oggi dalla stessa premier, se necessario un intervento ci sarà.Ma – rimarcano fonti governative – la risposta sarà elaborata all'interno di una 'cornice' europea, senza fughe in avanti o trattative 'one to one' con gli americani, come invece chiede la Lega di Matteo Salvini: del resto, viene spiegato, i dazi di Trump sono "europei" e non riguardano i singoli Paesi.

Non a caso nel governo
si rimanda alle dichiarazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che sui dazi ha auspicato da parte europea "una risposta compatta, serena e determinata".  "Parole sagge" quelle del Capo dello Stato, secondo il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in sintonia con la premier sulla necessità di elaborare insieme ai partner Ue una iniziativa per fronteggiare la minaccia dei dazi: "Se il dialogo non porta risultati – spiega il titolare della Farnesina – è ovvio che in tempi brevi ci sarà" una risposta, che "non può che essere europea".La competenza sulla politica commerciale, infatti, è materia esclusiva della Commissione Ue: "Non decidiamo noi di imporre i dazi, ma l'Unione europea dopo aver sentito i Paesi" rammenta il segretario di Forza Italia, che domani incontrerà nuovamente a Bruxelles il commissario al Commercio Maroš Šefčovič per fare il punto della situazione.  Nel frattempo, proseguono le interlocuzioni tra la premier Meloni e la numero uno della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.

Ad ogni modo, una controffensiva ai dazi Usa resta "l'ultima ratio", puntualizza Tajani. La diversificazione dei mercati, la ricerca di nuovi sbocchi commerciali e il potenziamento delle partnership già avviate restano alcuni dei punti chiave del piano con cui l'Italia punta a mitigare l'effetto dei dazi americani: "Puntiamo a una forte azione di diversificazione del nostro export in aggiunta ai nostri più importanti mercati di sbocco tradizionali", ha dichiarato Tajani nel corso del question time alla Camera, annunciando la sua visita in India e Giappone la prossima settimana per inaugurare il padiglione italiano dell'Expo di Osaka.Nei prossimi mesi il capo della diplomazia italiana si recherà in Messico e Arabia Saudita: "Organizzeremo ovunque business forum e incontri con le imprese – ha aggiunto il vicepremier – come ho fatto nelle scorse settimane in Algeria e in Canada.

Abbiamo in programma in Italia importanti iniziative di partenariato economico, a partire dalla Turchia nelle prossime settimane".  Il riferimento è alla visita in Italia del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, atteso a Roma per un vertice intergovernativo con Meloni dopo il periodo di Pasqua.Prima, invece, sarà la volta dell'atteso faccia a faccia tra la premier e il vicepresidente americano J.

D.Vance, che arriverà in Italia nel periodo compreso tra il 18 e il 20 aprile insieme alla moglie Usha.

Il numero due di Trump avrà un bilaterale con Meloni, al quale dovrebbe seguire un incontro 'allargato' anche ai vicepremier Tajani e Salvini.Anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, invita alla "cautela" nella risposta ai dazi ed esorta i vertici della Ue a valutare accordi di libero scambio con i Paesi come India, Giappone, Vietnam, Malesia, Indonesia e Messico: "Chiediamo alla Commissione europea, piuttosto che pensare solo a reagire ai dazi con altri dazi, cosa che aggraverebbe il peso per l'Europa, di pensare a come cogliere le nuove opportunità che ci sono sui mercati globali per le imprese italiane ed europee". 
Sullo sfondo resta il tema della difesa, che continua a dividere la maggioranza.

Al Parlamento europeo di Strasburgo il rapporto sulla politica di difesa e di sicurezza comune 2024 passa con il voto favorevole di Forza Italia, l'astensione di Fdi e il no della Lega.Un voto frammentato che però non sorprende né impensierisce Tajani: "Si sa che apparteniamo a famiglie europee diverse.

Non è che siamo spaccati, a sinistra si spaccano i partiti sulla politica estera", risponde il leader di Fi.E mentre il segretario generale della Nato Mark Rutte sollecita i Paesi alleati a spendere nella difesa una somma "ampiamente al di sopra del 3% del Pil", si rincorrono le indiscrezioni su un possibile provvedimento del governo proprio per rimodulare gli stanziamenti nel settore: fonti dell'esecutivo smentiscono però che una simile misura possa arrivare sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri, in programma venerdì. (di Antonio Atte)  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump e Musk, cosa li spinge a separare le loro strade?

0

(Adnkronos) – Gli affari di Musk rischiavano il tracollo restando al fianco di Trump.Trump rischiava di rimanere da solo con Musk e tutti gli altri contro.

Delle due l'una.O, più probabilmente, tutte e due le cose insieme.

L'accostamento, diventato simbiosi, tra l'uomo più ricco del mondo e quello che per ruolo e tradizione viene considerato l'uomo più potente del mondo, stava producendo effetti indesiderati per tutti e due.  La notizia lanciata da Politico, Musk presto fuori dall'amministrazione americana, può essere letta con una doppia interpretazione.  
Prima interpretazione.Il patron di Tesla, di Space X e di X deve tornare a fare il suo lavoro se non vuole lasciare che tutto quello che ha costruito sia lasciato in balia del consenso, o degli effetti contrari al consenso, che sono già arrivati in pochi mesi a produrre forme sempre più evidenti di boicottaggio. I numeri di Tesla nel mondo, l'andamento dei titoli in Borsa e le pressioni di azionisti e manager hanno rapidamente alzato la pressione sul miliardario americano.

Che può sentirsi onnipotente e vivere sopra le righe ma che evidentemente sa ancora farsi i conti in tasca.  
Seconda interpretazione.Donald Trump deve liberarsi dalla presenza ingombrante, quotidiana, di un personaggio che non solo fa ombra al suo mandato ma che lo isola dal resto dell'amministrazione, occupando con la sua personalità e i suoi metodi estemporanei tutto lo spazio politico disponibile.

Anche quello che rivendicano gli altri membri dell'amministrazione e la prima linea repubblicana.  Quello che ha funzionato in campagna elettorale ha iniziato a incrinarsi quando dagli slogan si è passati ai primi atti concreti.Perché anche l'interpretazione trumpiana della realtà, alla fine, si è rilevata più complessa e articolata delle decisioni a colpi di tweet sventolate da Musk in faccia a chiunque, senza troppa distinzione di ruoli, appartenenza e storia politica.  La conclusione più verosimile è che tutte e due le interpretazioni abbiano il loro peso, anche al di là della volontà e delle reali intenzioni di Trump e di Musk. (di Fabio Insenga)  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ilaria Sula uccisa e chiusa in valigia dall’ex, il ‘silenzio rumoroso’ alla Sapienza per la studentessa – Video

0

(Adnkronos) – Centinaia di persone si sono radunate nel pomeriggio di oggi davanti alla facoltà di Scienze Statistiche dell’Università La Sapienza di Roma per un momento di raccoglimento in memoria della loro collega di studi, Ilaria Sula, uccisa dall'ex ragazzo e chiusa in una valigia.  In un silenzio surreale, quei pochi che vogliono parlare, sono ancora increduli: “Ilaria seguiva il corso con noi.Pensare che una persona con cui avevi una quotidianità, se n’è andata per colpa di un nostro coetaneo, che non ha gestito le sue emozioni, e per il fatto che l’ex compagno sia riuscito a levarle la vita e a nasconderne il corpo, per me è ancora più pesante da concepire e mi lascia senza parole”, racconta uno dei ragazzi al microfono.  “Potevo esserci io al suo posto – dice invece Lucia, la cui coinquilina era compagna di corso di Ilaria – oggi provo paura, perdo la speranza: magari uno pensa in qualche cambiamento, e invece davanti alla morte di una coetanea perdi la speranza.

Se non c’è il sistema dietro che ti tutela non serve a niente, perché dietro l’angolo c’è sempre un rischio”.  Centinaia i fiori deposti davanti al volto di Ilaria, accompagnato dalla scritta “Sapienza ricorda Ilaria Sula”.E poi, gli striscioni: “Ci vogliamo Viv3” e Verità e giustizia per Ilaria, un altro mondo è possibile, organizziamoci”. “Sentire queste notizie, svegliarsi la mattina e sapere che sarebbe andata a finire così, è un peso”, racconta in lacrime una ragazza dopo aver deposto un fiore. “L’università e le istituzioni devono fare qualcosa, non si può fermare tutto qua.

Non è giusto che ogni volta dobbiamo uscire di casa senza essere sicure di tornare oppure andarci a cercare in giro fra noi, perché abbiamo paura per la nostra coinquilina”.E poi, “il silenzio rumoroso”: centinaia di chiavi, agitate, a riempire il vuoto. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mostre, inaugurata ‘Contemporanea, per un’arte responsabile’ firmata Inps

0

(Adnkronos) – Si inaugura il 2 aprile la mostra collettiva “Contemporanea, per un’arte responsabile” che presenta opere di importanti artisti internazionali a Palazzo Piacentini di Milano, sede direzione regionale e metropolitana Inps.Lo si legge in una nota. "E' proprio Inps che apre gratuitamente al pubblico questa esposizione, visitabile dal 3 al 13 aprile 2025, nel corso della Milano Art Week 2025 e in concomitanza con Miart Art Fair 2025 (Fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea)".

La mostra, curata da Annalisa Bianco e Valerio Dehò, "si inserisce nel lungo percorso storico di attenzione e sensibilità dell’Istituto nei confronti della cultura in generale e, in particolar modo, dell’arte.Inps, accanto alla missione previdenziale e di assistenza sociale, è anche custode della memoria storica e dell'identità collettiva del Paese.  "Attraverso la conservazione e la valorizzazione del suo patrimonio e una diffusa attività di mecenatismo nei confronti soprattutto di personalità artistiche emergenti, creando così legami intergenerazionali, come ad esempio accade anche in questa mostra, i cui artisti appartengono a un ampio ventaglio anagrafico di quasi mezzo secolo".

Gli artisti, si legge, "Raimondo Galeano, Roberto Pugliese, Hyon Soo Kim, Arthur Duff, Marta Longa e il collettivo Universal Everything protagonisti del progetto "rappresentano un caleidoscopio di visioni diverse.Messaggi artistici che si esprimono con varie tecniche, influenzati dai differenti vissuti artistici".

Avvicinandosi anche al tema – “Among friends” – del Miart 2025, nel quale periodo d’apertura questa esposizione si svolge. In questo contesto, prosegue la nota, "l'arte può diventare un potente strumento di comunicazione, connessione e valorizzazione culturale, integrandosi nella strategia dell'Istituto per rafforzarne l'identità e il ruolo nella società".L’arte contemporanea, continua la nota, "rappresenta uno strumento fondamentale per attuare questa missione, divenendo un'opportunità per confermare la vicinanza dell'Inps al cuore della società".

Non si tratta semplicemente di un evento culturale, si legge, "ma di un potente mezzo di comunicazione e connessione che stimola un dialogo profondo con il pubblico".  La mostra stessa, continua la nota, "diventa il canale attraverso il quale molteplici linguaggi, tecniche e visioni artistiche convergono, ponendo l'accento su aspetti che sono da sempre al centro dell'impegno dell'Istituto: la dignità, la protezione, la qualità della vita e il benessere sociale".Gli artisti contemporanei coinvolti in questa esposizione, si legge, "non sono solo innovatori nel loro campo, ma anche ricercatori; ognuno contribuisce con la sua opera alla creazione di un linguaggio che non solo esplora, ma educa e coinvolge.

In questo luogo di interazione e connessione, l'arte diventa un agente di cambiamento, capace di parlare al cuore dei visitatori, portandoli a domandarsi come, oggi più che mai, la gratificazione culturale non sia solo un lusso, ma un diritto fondamentale, tanto quanto l'assistenza o la sociale previdenza". In questa narrazione, Palazzo Piacentini, sede storica dell'Inps progettata negli Anni Trenta dal celebre architetto Marcello Piacentini, "diventa lo spazio ideale per accogliere opere che interrogano il futuro.L'edificio, simbolo di un'epoca e testimone della storia italiana, si apre alla contemporaneità, ospitando una riflessione sul ruolo dell'arte nella società.

L'Inps, custode di un patrimonio architettonico e culturale straordinario, ne promuove così la conoscenza e la valorizzazione, offrendo al pubblico l'opportunità di riscoprire spazi normalmente inaccessibili e di riappropriarsi di luoghi che appartengono alla storia collettiva.Se da un lato le tecnologie digitali aprono nuove possibilità espressive, si legge, "dall'altro permangono i valori universali dell'arte, come l'attenzione ai diritti e alla libertà individuale.

Anche le generazioni più giovani, immerse in un universo sempre più interconnesso, si dimostrano sensibili alla fusione tra passato e presente, riconoscendo nell'arte uno strumento di riflessione e identità".Per questo, prosegue il comunicato, "la selezione curatoriale ha privilegiato artisti capaci di esprimere la positività insita nell'arte, comunicandola in modo efficace al grande pubblico.

La pittura stessa, lungi dall'essere relegata a una dimensione tradizionale, trova nuove forme di attualizzazione, adattandosi a un contesto globale in cui il digitale e il fisico si intrecciano.Solo attraverso la sperimentazione e la ricerca nascono le vere trasformazioni".   Questo progetto, "concepito come un'esperienza inclusiva, si rivolge a pubblici diversi: dai giovani agli adulti, dagli esperti agli appassionati occasionali.

Gli artisti coinvolti sono abituati a lavorare in dialogo con gli spazi espositivi, adottando un approccio site-specific che valorizza l'interazione tra opera e luogo.L'arte contemporanea, inoltre, esercita un forte appeal sulle nuove generazioni, affascinate in particolare dai contenuti tecnologici".

Alcuni degli artisti in mostra, si legge, "appartengono a quella ristretta cerchia di innovatori dell'ars electronica, capaci di dar vita a opere di grande impatto comunicativo". “Con il progetto "Contemporanea, per un’arte responsabile" allestito a Palazzo Piacentini e inserito nel programma di Milano Art week prende il via il progetto di welfare culturale che, attraverso l’arte e la cultura, si fa promotore di un nuovo concetto di welfare che riconosce nella cultura un diritto tanto quanto il lavoro e l’assistenza.Accanto alla sicurezza sociale e alla previdenza favorire l’accesso alla cultura, significa arricchire la vita dei cittadini.

Da 126 anni, supportiamo e proteggiamo il lavoro e la vita degli italiani, ma nel farlo abbiamo anche custodito un patrimonio straordinario: 9.000 opere d’arte, palazzi storici, archivi che raccontano la storia del nostro Paese".L’Oms, prosegue la nota, già dal 2019 sottolinea l’importanza della cultura nel welfare e ne sostiene gli effetti benefici.

Ricerche recenti hanno dimostrato che partecipare alla vita culturale riduce del 31% il rischio di depressione, allunga la vita, rafforza le relazioni.Ecco perché l’INPS ha scelto di investire nella cultura.

Affiancare l’arte e la cultura ai servizi e alle prestazioni dell’INPS rappresenta un’idea di welfare nuova che mette al centro la persona nella sua interezza”.I padri costituenti, continua la nota, consapevoli del valore della memoria storica, "hanno inscritto nell'articolo 9 della Costituzione l'impegno dello Stato a promuovere la cultura e l'arte, anche nell'interesse delle future generazioni riconoscendole come pilastri fondamentali della nostra identità e della rinascita del Paese.

Cultura e tutela del patrimonio, dunque, non sono accessori, ma strumenti essenziali per la coesione sociale e la dignità dell'individuo.E questo vale ancora oggi”.

Raimondo Galeano, sottolinea il comunicato, "è nato a Catanzaro nel 1948, vive e lavora a Bologna.  La poetica di Galeano nasce da lungo lavoro d’apprendistato presso pittori famosi come Angeli Schifano e Tano Festa.La sua particolare tecnica di dipingere con una polvere luminescente dà alle sue opere una doppia vita al buio e alla luce, rivoluzionando il metodo pittorico classico, dipingendo al buio eliminando il colore.

Soprattutto in questa dimensione emerge la natura unica dei suoi lavori che prendono non solo una qualità di apparire nelle condizioni opposte a quelle delle altre opere d’arte, ma anche di possedere una vita propria a seconda della latenza delle immagini".Galeano ha creato delle cronopitture in cui l’immagine possiede una temporalità molto forte scandendo come in un video o in una installazione tecnologica, un trascorre del tempo.

Tutto questo soltanto attraverso la tecnica pittorica.Roberto Pugliese (Napoli, 1982) ha l’intuizione di usare il suo lavoro attraverso i new media per collegare, documentare e archiviare il legame con la realtà.

E lo fa esaltando l’aspetto visivo della tecnologia.Anche perché, si legge, "ha compreso e messo in pratica due concetti fondamentali: il suono è primitivo, cioè parla al nostro epitalamo non alla corteccia cerebrale; la tecnologia organizzata visivamente diventa mitologia contemporanea.

L’intera opera di Pugliese, contiene queste forme relazionali, perchè i suoi lavori riescono ad interpretare al meglio non solo l’attuale ricerca sul suono ma anche una fondamentale relazione tra tecnologia e biologia.L’arte contemporanea in questa prospettiva non rinuncia a nulla, diventa evento totale, sintesi di aspetti formali e sinestetici a cui oggi la sensibilità diffusa chiede di non rinunciare. È un’arte totale che non rinuncia a nulla, che lavora sul mito e sull’archetipo, mentre costruisce il futuro e dà un nome alla tecnologia.

Hyon Soo Kim, nata in Corea del Sud, vive e lavora a Berlino.Il suo lavoro elabora da anni un concetto di vita che si trasmette all’idea di maternità.

La madre è un contenitore di possibilità genetiche, di trasmissione della specie, ma anche un simbolo di speranza e di futuro.Nella serie di lavori M.A.R.I.A (2004-2006) ha rappresentato tutte le madri del mondo ispirandosi anche ai colori tradizionali dei rispettivi popoli.

Le sculture in bianco riprendono questa filosofia, la donna si semplifica nelle forme, diventa un vaso, qualcosa che ha la funzione di accogliere, di contenere la vita, il futuro. Nei disegni domina ancora il bianco, come colore della spiritualità.Il colore è appena accennato, i segni neri si contrappongono per superficie e gestualità, sempre all’interno di un equilibrio compositivo rigoroso.

L’artista ha realizzato dei grandi Lutus bianchi come opere di arte pubblica, simbolo di rigenerazione, di rinascita, di solidarietà e rapporto tra mente e corpo.Tutto il suo lavoro è legato al concetto di solidarietà tra gli esseri umani, agli istinti famigliari, alla vicinanza sociale.

Arthur Duff (Wiesbaden, 1973) riferendosi al suo lavoro creativo, tende a non parlare di ‘opere’, ma di un unico continuo ‘esperimento’.Ponendo l’accento su luce ed elemento verbale, tra i principali principi costitutivi, al posto di ‘parola’ o ‘luce’ predilige termini come ‘informazione’ e ‘viaggio’.

Il lavoro di Duff si è sempre concentrato sulla creazione di complessi spazi esperienziali, sia visivi e fisici, che utilizzano la proiezione laser o la pulsazione di immagini (sia luminosi o ottenuti tramite modelli) per portare avanti configurazioni sempre sorprendenti.Nelle sue proiezioni laser, basate sulla combinazione di luce artificiale e linguaggio spazializzato, come nelle implicite stratificazioni annodate di frammenti stellari, la luce è per Duff la metaforica possibilità di un transito, un viaggio, nel mondo dell’informazione come un materiale potenzialmente infinito, fisico e dinamico.

Marta Longa (Como, 1995) vive e lavora a Milano.Il suo lavoro si definisce attraverso delle pratiche con cui ricerca nuove narrazioni, esplora un linguaggio che possa proiettare lo spettatore oltre ciò che vede, cercando quella tensione che spinge avanti, dentro le cose e verso uno spazio-possibile.

Predilige i gesti fatti sottovoce e gli spazi piccoli, perché in questo modo si è costretti ad avvicinarsi: così indaga gli spazi delle relazioni tra le persone e le cose, cercandone sempre delle aperture per raccontare nuove storie.Tra il perpetuarsi del ricamo e la ripetitività del collezionismo degli elementi naturali, le sue pratiche contengono qualcosa che definisce tra il rituale e l’ossessione.

Negli ultimi tempi, nella sua ricerca è diventato centrale il concetto di respons-ability elaborato da Donna Haraway: coltivare l’idea del prendersi cura – in qualche modo – come impegno ad esserci.Universal Everything è un collettivo, nato nel 2004, nel corso della sua attività ha collaborato con Apple, Chanel, Zaha Hadid Architects e i Radiohead, realizzando opere interattive e immersive.

Negli anni ha esposto al Victoria & Albert Museum, al 180 Strand e al Science Museum di Londra, a La Gaite Lyrique di Parigi e al Borusan Contemporary di Istanbul, prendendo anche parte a collettive al MoMA di New York e al Barbican di Londra e partecipando al Sundance Film Festival, oltre a firmare la moving image identity dei Giochi Olimpici di Londra nel 2012.Nal 2024 hanno presentato e realizzato per la Fondazione Cini di Venezia il video Chamaleon come spiega Matt Pyke fondatore e direttore creativo: “Nell’ideare Chameleon il punto di partenza è stato indagare in quale modo fosse possibile mappare un tale ambiente visivo sulla superficie di un corpo umano.   —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Formula 1, Perez punge la Red Bull: “Lawson-Tsunoda? Ora la gente capisce”

0

(Adnkronos) –
Sergio Perez punge la Red Bull.Il pilota messicano, fermo dopo i quattro anni trascorsi con la scuderia austriaca, in cui ha contribuito alla conquista di due titoli Costruttori, è tornato a parlare del suo addio e delle difficoltà di affiancare Max Verstappen: "Non mi aspettavo che accadesse.

In Qatar tutto è diventato più chiaro, abbiamo iniziato a discutere e a trattare la mia uscita dal team. È successo tutto molto rapidamente". Horner, proprio per sostituire Perez, a inizio anno aveva scelto Liam Lawson, salvo poi sostiuirlo con Yuki Tsunoda dopo soltanto due gare: "Penso di non aver potuto dimostrare appieno cosa posso fare come pilota, soprattutto lo scorso anno.Ora però, improvvisamente, la gente capisce le difficoltà che si provano guidando quella macchina.

Anche prima del mio arrivo in Red Bull, piloti come Alex Albon e Pierre Gasly avevano faticato.Su Tsunoda, posso dire che ha talento ed è veloce", ha spiegato ai canali ufficiali della Formula 1. Perez al momento è fermo ai box, ma alla finestra in attesa di un nuovo progetto che possa offrirgli un sedile in Formula 1: "Voglio un progetto che sia capace di motivarmi e che possa apprezzare e valorizzare la mia esperienza.

Alcuni team mi hanno già contattato, ma mi sono dato sei mesi per valutare la mossa migliore per il mio futuro". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mobilità, Barometro Arval: focus su dati, transizione energetica e sharing

0

(Adnkronos) – La mobilità aziendale è un elemento decisivo per la gestione dei costi e il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità delle aziende, soprattutto in un momento storico caratterizzato da una generalizzata incertezza geopolitica, economica e normativa. È quanto emerge dall’analisi di Arval Mobility Observatory, il centro studi di Arval che analizza e prevede le tendenze nel mondo della mobilità e che, anche quest’anno, ha pubblicato il Barometro delle Flotte Aziendali e della Mobilità.  Da questa edizione emerge che per un’azienda su tre la sfida principale è rappresentata dal contenimento dell’aumento del Tco, in crescita di 11 punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione.Seguono la necessità di adeguarsi alle politiche pubbliche restrittive in materia di veicoli termici e la promozione di una guida sempre più responsabile verso i propri collaboratori.   I dati e la tecnologia, in questo contesto, continuano a giocare un ruolo fondamentale: saper leggere, interpretare e trasformare i dati in strategie operative concrete garantisce alle aziende di migliorare la gestione della loro mobilità e di affrontare le sfide con maggiore sicurezza.

Questo approccio data driven si sta affermando come un asset strategico all’interno delle aziende, tanto che il 64% sta già utilizzando o pensa di utilizzare nei prossimi tre anni i dati provenienti dal veicolo, per un incremento del 7% rispetto allo scorso anno, a conferma della consapevolezza delle aziende dell’importanza della telematica. Rimane forte l’attenzione delle aziende italiane verso l’adozione di alimentazioni alternative.A spingere verso l’inserimento in flotta di veicoli a basso impatto ambientale è la necessità di rispettare la propria politica di Csr (34%) mentre, nonostante l’attenzione alla riduzione dei costi, pesa meno la volontà di risparmiare sulle spese di carburante (26%).

Più lenta si dimostra invece la transizione delle flotte di veicoli commerciali e, in questo scenario, si prevede che, entro tre anni, un’auto su quattro sarà 100% elettrica mentre, per gli Lcv, il rapporto sarà di uno a cinque.  Dall’indagine, emerge poi che sei aziende su dieci hanno già installato, o pensano di farlo nei prossimi 12 mesi, punti di ricarica presso le sedi aziendali, il 58% supporta l’installazione di punti di ricarica domestica e la metà delle aziende prevede rimborsi per le spese energetiche effettuate presso punti di ricarica pubblici.Questi numeri dimostrano come la definizione di una adeguata charging strategy per la propria flotta si riveli sempre più strategica per le aziende, tanto che quelle che già l’hanno strutturata o lo faranno nel prossimo futuro sono ben l’86%.   In linea con gli anni scorsi, continua il trend che vede i gestori della mobilità aziendale ottimisti in merito alla potenziale crescita della flotta.

Il 93% degli intervistati, infatti, dichiara che nei prossimi tre anni la flotta aumenterà o rimarrà stabile.Tra le motivazioni, oltre a un incremento del business, crescono le ragioni legate alla gestione della mobilità di tutti i propri dipendenti: le tematiche Hr sono citate nel 61% dei casi, la proposta di veicoli condivisi ai dipendenti nel 45%, l’offerta di veicoli anche ai dipendenti che non ne avrebbero diritto nel 36%, rafforzando così il ruolo del welfare aziendale sul futuro delle flotte.

L’attenzione alle esigenze dei dipendenti risulta prioritaria anche per quanto riguarda l’adozione di soluzioni di mobilità alternative al noleggio auto, oggi già scelte o implementate entro i prossimi tre anni dall’83% delle aziende.  Il corporate car sharing, il bike sharing, il car pooling, le app per prenotare servizi di mobilità o le card per pagare i diversi servizi di mobilità servono per essere in linea con le politiche di Csr aziendali (45% dei casi) ma anche per attrarre o trattenere talenti (43%), per rispondere o anticipare nuove normative sulla mobilità dei dipendenti (34%), per migliorare l’employer branding (26%) e perfino per migliorare la produttività dei dipendenti (9%).  “I risultati del Barometro 2025 evidenziano l’impegno delle imprese nel combinare innovazione ed efficienza operativa – dichiara Massimiliano Abriola, Head of Consulting&Arval Mobility Observatory di Arval Italia – La tensione verso la sostenibilità si affianca alla ricerca dell’ottimizzazione dei costi qualificando elettrificazione, sharing e dati come gli abilitatori tecnologici della mobilità che soddisfa vincoli di Tco e obiettivi Esg”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)