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Sinner, l’ex preparatore Ferrara: “La verità su caso Clostebol. Ho sofferto per addio con Jannik”

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(Adnkronos) –
Umberto Ferrara torna a parlare.L'ex preparatore di Jannik Sinner è stato responsabile, insieme al fisioterapista Giacomo Naldi, della contaminazione accidentale che è costata tre mesi di squalifica al tennista azzurro, dopo essere risultato positivo al Clostebol: "Era giusto attendere la pronuncia degli organi competenti, che non mette in dubbio il mio operato.

Ho subito un grave danno alla mia reputazione personale e professionale.Tutti hanno letto articoli o commenti che riportavano i fatti in maniera non conforme a quanto accertato dal Tribunale Indipendente con la sentenza del 19 agosto", ha detto a La Gazzetta dello Sport. Nel 2024 Fontana portò a Indian Wells lo spray, il Trofodermin, che, insieme alla pomata, provocò la contaminazione che ha portato alla positività di Sinner: "Lo utilizzo da anni in quanto prescritto dal medico specialista quale farmaco di supporto per una patologia cronica.

Ero perfettamente consapevole del divieto e l’ho sempre custodito con massima cautela, nel mio beauty personale.L'avevo portato negli Stati Uniti perché mi sarebbe potuto servire per la patologia e per averlo a disposizione, essendo all’estero". Quello spray poi è stato applicato sul dito di Naldi, che ha quindi massaggiato Sinner senza usare guanti o lavarsi le mani: "Io non ho consegnato nulla a Naldi, gliene ho suggerito l’utilizzo poiché aveva un taglio a un dito che non cicatrizzava e rendeva complicato il suo lavoro.

Fui molto chiaro nel comunicare a Naldi la natura del prodotto e la necessità che per nessuna ragione dovesse entrare in contatto con Jannik", ha spiegato Ferrara, "infatti ne ho consentito l’uso solo all’interno del mio bagno personale.Naldi non ha negato di essere stato informato, ma ha detto di non ricordare". "Incredulità e stupore", è stata la reazione di Fontana alla positività di Jannik, "sentendo parlare di Clostebol, il collegamento con il Trofodermin è stato immediato.

In poche ore abbiamo ricostruito i passaggi che hanno portato alla contaminazione di Jannik e ho fornito le prove dell’acquisto dello spray presso una farmacia di Bologna". "Con il senno di poi è facile dire che non rifarei le stesse cose", ha continuato Fontana, "sicuramente, non farei più affidamento sul comportamento altrui.Mi ha fatto soffrire la superficialità, a volte aggravata dalla malafede, con cui molte persone hanno trattato la mia posizione all’interno della vicenda". Poi sull'addio con Sinner: "Nonostante i suoi 23 anni ha mostrato una maturità nell’affrontare la vicenda fuori dal comune, secondo me sostenuta dalla corretta convinzione di essere nel giusto.

Ha un’etica del lavoro e una dedizione speciali, questo approccio lo porta ad alzare continuamente l’asticella.Lavorare con Jannik è gratificante e stimolante.

L’ultima volta ci siamo visti a Doha e ci siamo salutati.Ho sofferto molto per la chiusura del rapporto, ma ero consapevole potesse essere uno dei possibili epiloghi". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ricerca Nestlè su nido: “Per 86% luogo di protezione e cura”

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(Adnkronos) – Per l’86% degli italiani il nido è un luogo di protezione e cura, fisico ma anche emotivo.L’83% lo associa alla trasmissione di valori come sicurezza, tenerezza, amorevolezza.

Il 59% ritiene che abbia avuto un impatto decisivo sulla propria identità.E per oltre 8 italiani su 10, le abitudini apprese nel nido continuano a orientare ogni giorno le loro scelte di vita.  È quanto emerge dalla nuova ricerca realizzata da Nestlé su 1.200 italiani, accompagnata da un’analisi antropologica a cura di Marta Villa, che esplora la valenza simbolica e culturale del nido. “Nel nido si cresce come individui e come comunità. È il luogo della trasmissione affettiva e simbolica, dove si costruiscono le basi dell’identità", commenta Villa, antropologa culturale del dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell'Università degli studi di Trento. Non è un caso che il logo Nestlé, fin dalla sua nascita nel 1866, raffiguri un nido con un uccello che nutre i suoi piccoli: simbolo di cura, primi nutrimenti, continuità e affetto.

Ed è proprio nel nido che, per molti, si formano anche il gusto e le memorie sensoriali.Il 53% degli italiani – rivela la ricerca – riconosce un legame profondo con il nido attraverso il cibo.

Per 6 italiani su 10, il sapore dell’infanzia è anche una lezione di vita: è a tavola che si trasmettono i valori più profondi.Un italiano su quattro custodisce nel piatto di famiglia il sapore delle proprie radici. “Mangiamo come ci hanno insegnato le generazioni prima di noi”, osserva Villa. “Nel nido impariamo a mangiare, ma anche ad amare, a parlare, a raccontare". Il nido è anche il luogo al quale si torna nei momenti difficili: più di un italiano su due ha cercato rifugio nel proprio nido nei momenti di difficoltà, confermandone la forza come spazio di rinascita; il 52% continua a considerarlo rifugio emotivo e trampolino per l’indipendenza. “Nel nido si viene accolti appena nati, ma vi si torna anche da adulti", sottolinea Villa. “È rifugio, grembo, punto di trasformazione. È dove cresciamo, dove torniamo feriti o stanchi, ma anche dove nascono le parole, i racconti, le radici".

Il 21% degli italiani adulti vive ancora nel nido d’origine per scelta, non solo per necessità e solo il 20% lo percepisce come un ambiente limitante.  “Il nido è spesso visto come luogo di ritorno, ma per molti è anche scelta di stabilità, intimità e radici,” spiega Villa. “È il luogo dove ci si prepara al volo.Ma anche il punto da cui si rinasce.

Sempre". “Chi esce dal nido impara a volare”, “Ogni uccello ama il suo nido”: modi di dire, ma anche verità culturali.Il nido è presente nella letteratura, nei film (come il recente 'FolleMente'), nelle pubblicità, nelle narrazioni affettive.

Non è solo casa: è simbolo. “Contiene in sé la promessa del futuro, perché nel nido si rinasce sempre", conclude Villa. Da più di 150 anni, il logo Nestlé raffigura un nido, non solo un’immagine ma anche una missione per ogni fase della nostra vita: nutrire il futuro, custodendo la memoria.E nel nido passato e futuro convivono, si proteggono, si tramandano.

Proprio come accade nei gesti più semplici: un abbraccio, una parola, un pasto condiviso. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Studentessa Usa morta a Roma per choc anafilattico dopo panino, i precedenti

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(Adnkronos) – La reazione allergica a un alimento o a un farmaco può essere fatale.Così è stato per una studentessa americana a Roma che avrebbe mangiato un panino in un ristorante in via Giovanni de Agostini, in zona Pigneto, ma, a causa di una reazione allergica, avrebbe iniziato a sentirsi male poco dopo.

La ragazza, una studentessa Erasmus di 21 anni, è morta nonostante due dosi di cortisone e il soccorso dei sanitari del 118 che per 30 minuti le hanno praticato il massaggio cardiaco.Ma non è l'unico caso.  Tra quelli più recenti c'è il caso di una giovane turista inglese di 14 anni morta a Roma il 24 ottobre scorso, anche lei per uno shock anafilattico dopo che, in vacanza con i genitori, ha mangiato un dessert in un ristorante.

La giovane era allergica alle arachidi e il dolce conteneva tracce di frutta secca.A nulla sono valsi i rapidi soccorsi e il trasferimento all’ospedale San Camillo di Roma, dove la ragazza è deceduta per le conseguenze fatali dell’anafilassi. Il 13 novembre 2024 invece è morto a Ferrara un giovane di 29 anni, originario di Lecce.

Il ragazzo, che viveva nella città emiliana per motivi di lavoro e di studio, accusava sintomi influenzali da alcuni giorni e dopo aver assunto farmaci da banco è andato a dormire.E' stato ritrovato cianotico dal coinquilino ed è deceduto a causa di una probabile reazione allergica a farmaci.

Ancora a Roma, il 5 dicembre 2024, una bambina di 9 anni è morta per una reazione allergica a un piatto di gnocchi.Era allergica al frumento e a nulla sono valsi i tentativi di rianimarla del Policlinico Casilino, prima, e del Gemelli poi.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Salernitana sarà diretto da Matteo Marchetti che torna ad arbitrare una partita dei gialloblù

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La sezione arbitrale di Ostia Lido continua a sfornare talenti, e l’ultimo gioiello è Matteo Marchetti, designato per dirigere l’attesissimo derby Juve Stabia – Salernitana. Questo evento segna un’altra tappa importante nella carriera di Marchetti, che segue le orme di Riccardo Tozzi, il primo arbitro della sezione a raggiungere la Serie A.

Una carriera in rapida ascesa

Nato a Roma il 10 novembre del 1989 è al suo 5° anno alla CAN. Matteo Marchetti ha bruciato le tappe, scalando le categorie arbitrali in poco più di un decennio. Dal suo esordio in Eccellenza nel 2010, è passato alla Commissione Arbitri Interregionale, alla Lega Pro, e infine alla Serie B nel 2020. Il suo debutto in Serie A è avvenuto il 20 febbraio 2021, nella partita Genoa-Verona.

Un arbitro preparato e dialogante

Laureando in Giurisprudenza, Marchetti è noto per la sua conoscenza approfondita del regolamento. I colleghi lo descrivono come un arbitro “freddo” e dalla tempra glaciale, capace di mantenere la calma anche nelle situazioni più tese. Il suo stile si caratterizza per la tendenza a concedere pochi rigori e a non sventolare cartellini con facilità, preferendo il dialogo con i giocatori.

La scheda statistica del direttore di gara

Tra i professionisti ha diretto 153 partite con questo bilancio: 57 vittorie interne, 52 pareggi, 44 vittorie esterne con 45 rigori assegnati e 30 espulsioni decretate.

Quest’anno ha diretto 19 partite (10 di serie A, 6 di serie B, 2 Qualificazioni Europei U17 e 1 in serie D) con questo esito:  7 vittorie interne, 6 pareggi, 6 vittorie esterne con 5 rigori e 6 espulsioni.

Conta 4 precedenti con la Juve Stabia: 2 vittorie – 2 pareggi – 0 sconfitte

20/21 Coppa Italia 1° Turno 23.09.2020   Juve Stabia  2:1 Tritium (Aldè (aut.), Marzeglia (T), Mastalli)

18/19 Serie C – Girone C      23.01.2019   Potenza       0:0 Juve Stabia

18/19 Serie C – Girone C      10.11.2018   Cavese        0:1 Juve Stabia (Paponi)

17/18 Serie C – Girone C      09.09.2017   Catanzaro    0:0 Juve Stabia

Ha 3 precedenti con la Salernitana: 1 vittoria, 1 pareggio e 1 sconfitta

Assistente:

1° Sig. Alberto Tegoni della sezione di Milano

2° Sig. Lorenzo Giuggioli della sezione di Grosseto

IV uomo  Sig. Leonardo Mastrodomenico della sezione di Matera

VAR:

Sig. Davide Ghersini della sezione di Genova

AVAR 

Sig. Niccolò Baroni della sezione di Firenze

Leonardi (Cirfood): “Benessere persone al centro ristorazione aziendale”

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(Adnkronos) – "Cirfood è un'impresa di persone per le persone.Quando progettiamo le mense aziendali lo facciamo sempre pensando sempre alla customer experience di persone che quei luoghi vivranno e che fruiranno dei nostri servizi.

Il benessere delle persone è progettare offerte alimentari che valorizzino il rapporto tra cibo e salute".Lo ha detto Marcello Leonardi, regional sales director di Cirfood, intervenendo all'evento 'Nutrire il benessere.

Il valore della ristorazione aziendale', in corso oggi al Cirfood District.  Per Leonardi, nella ristorazione aziendale centrale è il valore "del concetto di inclusività e anche di convivialità". "Noi promuoviamo soluzioni di servizio che siano a basso impatto ambientale.E poi il continuo miglioramento dei nostri format, anche attraverso lo stimolo che arriva dall'esterno dai nostri clienti, che sono per noi fondamentali.

E poi l'uso della tecnologia, che ci permette oggi di offrire sempre più servizi personalizzati", ha concluso.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nanni Moretti, condizioni “eccellenti” dopo l’infarto: “Dimissioni tra qualche giorno” – Video

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(Adnkronos) – Il decorso di Nanni Moretti, colpito ieri da infarto al miocardio, "è regolare e le condizioni eccellenti, siamo fiduciosi che tra qualche giorno sarà dimesso".Così Domenico Gabrielli, direttore Uoc Cardiologica dell'Ao San Camillo Forlanini dii Roma, nel punto stampa con il bollettino del regista romano ricoverato dal pomeriggio di ieri. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Coppa Italia, Empoli-Bologna tra le semifinali meno viste del torneo: quanto valgono i diritti tv

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(Adnkronos) – La Coppa Italia è alle battute conclusive.Dopo le semifinali di andata tra Empoli e Bologna e Milan e Inter, mancano tre partite all’assegnazione del trofeo.

Se il derby resta apertissimo in virtù dell'1-1 del primo round, il Bologna ha messo invece una bella ipoteca sul passaggio in finale grazie al 3-0 del Castellani.Campo a parte, la sfida tra i rossoblù e i toscani (trasmessa da Mediaset, che ha i diritti del torneo) regala un dato interessante in termini televisivi, visto che è stata seguita da 2.178.000 spettatori, con uno share del 10,8%.

Si tratta di una delle semifinali meno seguite degli ultimi 15 anni. Solo Roma-Udinese, nella stagione 2009-10, aveva fatto peggio con 1.984.000 spettatori.A livello di share, i numeri peggiori sono quelli di Udinese-Fiorentina del 2013-14 (10,61%), seguiti proprio da quelli di Roma-Udinese del 2009-10. Ma quanto vale la Coppa Italia in termini di diritti tv?

Prima precisazione: la stagione in corso è la prima del nuovo ciclo di diritti tv.Mediaset ha acquistato il torneo in esclusiva, insieme alla Supercoppa italiana, versando 56 milioni di euro (tra parte fissa e variabile) più 2 milioni di euro di costi fissi.

In totale, si tratta dunque di un'iniezione di 58 milioni nelle casse della Serie A. E per le squadre?Nella stagione 2023-24, sollevare la Coppa Italia ha portato circa 7,6 milioni nelle casse del club campione (circa 5 milioni per la squadra finalista), senza considerare gli incassi del botteghino per tutte le partite giocate in casa. Per ogni fase del torneo, le cifre sono stabilite in percentuale sul montepremi complessivo.

E questo dipende dai contratti per i diritti tv finalizzati all’estero, visto che alcuni Paesi possono decidere di acquistare solo alcuni match (per esempio, la finale).Per conoscere la cifra definitiva bisognerà aspettare ancora qualche settimana.

Ma, in linea di massima, è plausibile che per la squadra vincitrice il montepremi possa avvicinarsi agli oltre 7 milioni portati a casa dalla Juve nella passata stagione. —finanzawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juventus, Kolo Muani è sparito: Tudor punta tutto su Vlahovic

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(Adnkronos) – Il futuro di Randal Kolo Muani alla Juventus è in bilico.Il centravanti francese, arrivato in prestito secco dal Paris Saint-Germain nel mercato di gennaio, dopo un ottimo impatto sta faticando a trovare spazio, specialmente dopo il cambio in panchina.

Gli attriti tra Thiago Motta e Dusan Vlahovic avevano favorito l'ascesa dell'ex Eintracht, sempre titolare a parte contro il Cagliari, mentre il serbo sedeva in panchina.L'esonero di Motta e l'arrivo di Tudor però hanno scombinato carte e gerarchie, e ora il mondo di Kolo Muani sembra essersi capovolto.  Nelle sue prime tre partite alla Juventus Kolo Muani aveva segnato cinque gol, risolvendo quei problemi sotto porta che avevano caratterizzato gli ultimi mesi bianconeri di Motta.

Vena realizzativa e disponibilità a sacrificarsi anche in fase di non possesso, il francese sembrava perfetto per il gioco di Thiago, tanto che la dirigenza bianconera aveva già allacciato i contatti con il Psg per trattare, in vista dell'estate, il suo trasferimento a titolo definitivo.Non un affare semplice però: il club parigino aveva pagato Kolo Muani quasi 100 milioni, e per cederlo ne chiede almeno 40-45.

Una cifra importante, che la Juve sembrava però disposta a spendere, almeno fino a qualche settimana fa. Più che dal digiuno
realizzativo di Kolo Muani, zero gol nelle ultime sei partite, molto dipenderà dai risultati sportivi.Il momentaneo quinto posto in classifica, a -1 dal Bologna quarto, non permetterebbe a Giuntoli di avere la disponibilità necessaria per investire pesantemente sul mercato.

Oltre a Kolo Muani infatti in ballo c'è anche il futuro di Francisco Conceicao, figlio del tecnico del Milan Sergio e in prestito secco dal Porto.La Juve vorrebbe tenerlo, ma anche in questo caso si parlerebbe di un'operazione da almeno 30 milioni.

In ballo però c'è anche il ricchissimo Mondiale per Club, una chance in più per rivedere verso l'alto le strategie
di mercato bianconere.Le ultime partite, insomma, saranno decisive per il futuro della Juventus, ma anche per quello di Kolo Muani, che dovrà difendersi dal ritorno di Vlahovic.  Durante una conferenza stampa ai tempi dell'Hellas Verona, Igor Tudor disse che Vlahovic era l'attaccante più forte della Serie A.

Il confronto, in quel caso, era con Victor Osimhen, al tempo al Napoli, giudicato inferiore per qualità e rendimento al serbo.Dalle parole, ai fatti.

Una delle prime mosse del nuovo tecnico della Juventus è stato restituire il centro dell'attacco proprio a Vlahovic, spedendo in panchina Kolo Muani.Nessuna scelta definitiva, ma un'indicazione chiara sulle intenzioni del croato. La partita contro il Genoa, vinta dai bianconeri 1-0, di Vlahovic non ha entusiasmato lo Stadium, ma si sono intravisti segnali incoraggianti.

Dusan ha mostrato grinta e voglia di sacrificarsi, fornendo anche l'assist, impreziosito poi dal dribbling di Yildiz, per il decisivo gol del giovane turco. "L'ho visto bene, mi è piaciuto", ha detto Tudor nel post partita, "aveva voglia, andava in profondità.L'unica cosa che non mi è piaciuta è quando parlava con l'arbitro".

Questione di carattere, quello che Vlahovic dovrà dimostrare in queste ultime partite per riprendersi la Juve e vincere il costante ballottaggio con Kolo Muani.Per ora infatti l'ipotesi di vedere i due centravanti insieme in un attacco a due, con Yildiz alle loro spalle, sembra soltanto una suggestione. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi, 88% italiani contro: sul web rabbia e preoccupazione, il report di Vis Factor

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(Adnkronos) – All'annuncio dei nuovi dazi imposti dall’amministrazione Trump l’opinione pubblica italiana ha reagito con forte preoccupazione sui social media.Il sentiment prevalente è marcatamente negativo (88%), caratterizzato da rabbia, scetticismo e tensione rispetto alle possibili conseguenze di queste misure.

Le principali criticità sollevate riguardano l’impatto immediato su settori strategici per l’economia italiana (28%), tra cui l’export agroalimentare (21%) e l’industria automotive (15%), con il rischio di un ulteriore aggravamento della crisi economica”. È quanto emerge dal nuovo report di Human, la piattaforma di social listening di proprietà di Vis Factor, società leader nel posizionamento strategico, a proposito delle reazioni degli italiani all’annuncio dei nuovi dazi da parte del presidente americano, Donald Trump. "Le reazioni oscillano tra rassegnazione e indignazione, con un diffuso timore che, in assenza di una risposta decisa da parte dell’Unione Europea, l’Italia possa subire ripercussioni significative – spiegano da Vis Factor – In questo scenario, cresce la pressione sul Governo Meloni affinché adotti una linea chiara e incisiva a tutela degli interessi nazionali.L’elevato livello di allerta nell’opinione pubblica evidenzia la necessità di azioni concrete per mitigare gli effetti di questa nuova escalation commerciale". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Poste, rinnovata certificazione Iso 37301 per gestione compliance

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(Adnkronos) – Poste Italiane conferma l’impegno per l’applicazione rigorosa dei principi etici, per la trasparenza e la conformità normativa e ottiene il rinnovo della certificazione Iso 37301 per il proprio sistema di gestione della compliance, confermandosi azienda all’avanguardia nella capacità di adottare le novità normative rapidamente ed efficacemente.Il rinnovo della certificazione, che Poste Italiane, prima tra le aziende nazionali, ha ottenuto nel 2022, è stata rilasciata da Imq secondo lo standard internazionale Iso 37301:2021 – Compliance Management System e segue il nuovo approccio definito da Accredia, basato sull’applicazione della norma per processi aziendali.

L’adozione di questo modello innovativo, più complesso e ambizioso, consente a Poste Italiane di consolidare ulteriormente il proprio sistema di gestione della compliance integrata, garantendo un monitoraggio continuo ed un miglioramento costante delle procedure e dei controlli aziendali.L’approccio per processi favorisce una gestione efficace dei rischi di non conformità su tutti gli ambiti compresi nel perimetro, assicurando nel sistema di compliance integrata una sinergia rafforzata tra le diverse Funzioni aziendali ed una risposta sempre più efficiente e tempestiva all’evoluzione delle normative esterne ed interne, vincolanti e volontarie. L’ambito della certificazione è stato esteso a tutte le funzioni centrali e ricomprende ora la “Progettazione, implementazione e coordinamento di Servizi postali, finanziari, assicurativi, logistici, filatelici e digitali”, confermando il ruolo di Poste Italiane nella promozione della cultura della legalità e dell’integrità. La certificazione si inserisce nel più ampio quadro delle certificazioni ottenute da Poste Italiane, quali: Iso 9001 (qualità), Iso 37001 (prevenzione della corruzione), Iso 37002 (Whistleblowing), Iso 45001 (Salute e Sicurezza sul lavoro), Iso 14001 (Ambiente), Iso 20000-1 (Gestione dei Servizi Ict), Iso 27001 (Sicurezza delle Informazioni), Iso 20400 (Acquisti Sostenibili), Iso 30415 (Diversità ed Inclusione), Uni PdR 125 (parità di Genere), Uni 11402 (educazione finanziaria), Iso 29993 (formazione), Iso 22222 (Consulenti finanziari in materia di investimenti) e Uni TS 11348 (servizio di consulenza in materia di investimenti). —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, l’indagine: “Aderenza alle cure per il cancro al seno sottovalutata dal 50% degli italiani”

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(Adnkronos) – Solo la metà degli italiani sa che seguire con costanza la terapia prescritta può ridurre il rischio di recidive e mortalità per cancro al seno.Tra il 30% e il 50% delle pazienti interrompe il trattamento ormonale prima del tempo, spesso a causa degli effetti collaterali o per mancanza di informazioni.

Lo rileva una recente indagine condotta da Adnkronos in collaborazione con Emg Different.Ogni anno circa 54mila italiane ricevono una diagnosi di tumore al seno, che è ancora la neoplasia più comune nelle donne.

Oggi, grazie ai progressi dell'innovazione scientifica, è una patologia sempre più curabile e in molti casi cornicizzabile.Oltre alla diagnosi precoce (screening, controlli regolari, stili di vita sani), è essenziale però continuare a insistere su un tema spesso trascurato: l'aderenza terapeutica, ovvero il rispetto del percorso di cura indicato dai medici.

Per accendere i riflettori su questo tema, di cui si parla troppo poco, Lilly, con il patrocinio di Europa Donna Italia, Fondazione IncontraDonna e Salute Donna Odv, ha presentato oggi a Milano la campagna di awareness ed empowerment rivolta a pazienti e caregiver 'The Life Button – il bottone che ti lega alla vita'.  Simbolo della campagna – spiega una nota – è un bottone rosa e rotondo che diventa un monito quotidiano.Il bottone è qualcosa che tutti conosciamo, che portiamo con noi ogni giorno.

E' vicino al corpo, silenzioso, ma presente.Nella campagna Lilly il bottone diventa il simbolo dell'aderenza terapeutica, un richiamo concreto al valore del restare legati al proprio percorso di cura, passo dopo passo.

Perché curarsi non è mai una linea retta.E' un viaggio, fatto di ostacoli, paure, conquiste.

E quel bottone rosa ricorda alle pazienti che non sono sole.Non è un semplice oggetto: è un remind gentile, un piccolo segno che parla di costanza, motivazione e coraggio.

Ma soprattutto, racconta che l'aderenza non è un dovere individuale, ma una responsabilità condivisa.Medici, caregiver, amici, familiari: tutti possono aiutare una donna a 'non perdere il filo', a non mollare, a credere nel valore del trattamento giorno dopo giorno.

Sul retro del bottone ci sono parole che accompagnano: 'Un giorno dopo l'altro'; 'Ne vale la pena'; 'Non perdere il filo delle cure'; 'Io ci sono'.Distribuito nei centri oncologici in tutta Italia che aderiranno all'iniziativa, e raccontato attraverso un video emozionale sul sito thelifebutton.it, The Life Button è un simbolo che si tocca, si tiene stretto, si vive.

Per ricordare che ogni giorno conta.E che ogni cura seguita è un passo in più verso la vita. La presentazione dell'iniziativa è stata accompagnata dalle testimonianze di Rosanna D'Antona, presidente Europa Donna Italia, Antonella Campana, Patient Advocate Fondazione IncontraDonna, e Anna Maria Mancuso, presidente Salute Donna Odv.

Le 3 associazioni dei pazienti che hanno patrocinato la campagna hanno sottolineato, in un video corale, l'importanza del rapporto medico-paziente e del rapporto paziente-caregiver: essenziali per garantire un percorso terapeutico più consapevole ed efficace, migliorando la comunicazione e il supporto durante il trattamento. "Il tumore al seno – afferma Grazia Arpino, professore associato all'università Federico II di Napoli – è la neoplasia più frequente nelle donne con circa 54mila nuove diagnosi ogni anno, di cui il 68-70% di tipo Hr+/Her2-.La sopravvivenza a 5 anni delle donne con tumore della mammella in Italia è pari all'88%, ed è variabile a seconda del tipo di tumore e dello stadio della malattia alla diagnosi.

Negli anni, tanto è stato fatto per la prevenzione di questo tumore.Oggi la maggior parte delle donne guarisce in modo definitivo e abbiamo assistito a una riduzione della mortalità del 6%.

Adottare stili di vita sani aumenta la possibilità di vivere più a lungo e in salute, ma sicuramente l'aderenza terapeutica ha un ruolo fondamentale per prevenire e per diminuire al minimo il rischio di recidive". Sempre dall'indagine condotta da Adnkronos in collaborazione con Emg Different emerge anche che solo il 23% si sente davvero informato sul tema dell'aderenza terapeutica, e 9 italiani su 10 vorrebbero una comunicazione più ampia e inclusiva al riguardo. "La principale paura legata a una malattia come quella del tumore al seno è, senza dubbio, quella di un ritorno del tumore e di non accorgersene in tempo – osserva Alessandra Fabi, direttore Uosd Medicina di precisione in senologia, Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs, Roma – Seguire le indicazioni del medico è necessario affinché la terapia possa dare il massimo del suo beneficio e avere il suo effetto terapeutico, ma questo non è sempre facile, a causa dei forti effetti collaterali, della stanchezza, scoraggiamento, che troppo spesso inducono a voler interrompere le cure prima del tempo.Noi come medici dobbiamo impegnarci per evitare che questo accada, e instaurare un rapporto di fiducia tra medico e paziente, che sia fonte di un supporto, sostegno e confronto costante". Forte anche l'impegno delle istituzioni confermato dalle senatrici Ylenia Zambito, segretario della X Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, e Raffaella Paita, membro della V Commissione permanente Bilancio, fortemente impegnate nel promuovere azioni politiche volte a rafforzare la prevenzione, la diagnosi e la cura del tumore al seno. "Da oltre 50 anni Lilly è impegnata nello sviluppo di farmaci innovativi che possano fare la differenza per le pazienti con tumore al seno, la neoplasia più frequente nelle donne – dichiara Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs & Patient Access, Italy Hub, Lilly – Pazienti e caregiver che ogni giorno affrontano questa patologia sono al centro di quello che facciamo.

Ecco perché abbiamo fortemente voluto la campagna 'The Life Button', per provare a modo nostro a soddisfare un bisogno informativo, ma anche per dare un segnale di vicinanza alle pazienti e a chi sta al loro fianco, fornendo gli strumenti necessari per affrontare il percorso terapeutico con consapevolezza e un supporto emotivo ricordando loro l'importanza di aderire al trattamento". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele lancia ‘avvertimento’ alla Siria, 13 morti nei raid

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(Adnkronos) – Un "avvertimento" per il futuro.Israele non consentirà la presenza ai confini con la Siria di "forze ostili" in grado di minacciare la sua sicurezza.

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, è stato piuttosto esplicito nel suo messaggio al presidente siriano ad interim, Ahmed al-Sharaa, dopo gli scontri a fuoco e i raid delle scorse ore che hanno segnato una nuova escalation nei rapporti tra Damasco e Tel Aviv, lasciando sul terreno almeno 13 morti. Gli attacchi israeliani hanno interessato diverse zone del Paese arabo.Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, con sede nel Regno Unito e fonti nel Paese arabo, quattro persone sono rimaste uccise in un raid – confermato da Tsahal – che ha preso di mira un aeroporto militare nella provincia centrale siriana di Hama.

L'attacco, che ha causato anche feriti "tra il personale del ministero della Difesa", "ha messo completamente fuori uso" la struttura.  L'agenzia statale siriana Sana ha riferito poi che "un aereo dell'occupazione israeliana ha colpito nelle vicinanze di un edificio di ricerca scientifica" nel quartiere Barzeh di Damasco, già preso di mira in passato.L'emittente Sham ha aggiunto che un raid è stato condotto anche contro una base aerea nei pressi di Palmira. Le autorità della provincia di Daraa, infine, hanno denunciato che nove civili sono stati uccisi e diversi feriti in un'operazione israeliana vicino alla città di Nawa, in quella che hanno sostenuto essere la più profonda incursione via terra di Israele nella Siria meridionale finora. Secondo l'Osservatorio, le vittime erano uomini armati locali che sono stati uccisi "mentre tentavano di affrontare le forze israeliane, in seguito alle richieste di jihad contro l'incursione israeliana partite dalle moschee nella zona".

La versione di un portavoce delle Idf è che i militari stavano conducendo un'operazione nell'area di Tasil, vicino Nawa, "sequestrando armi e distruggendo infrastrutture terroristiche" quando "diversi uomini armati hanno sparato contro le nostre forze", le quali hanno "risposto sparando contro di loro ed eliminando diversi terroristi armati da terra e dal cielo".Non ci sono state vittime israeliane.  Il nuovo governo di Damasco, che cerca legittimità internazionale, ha accusato Tel Aviv di aver scatenato una campagna militare per destabilizzare la Siria. "Questa escalation ingiustificata è un tentativo deliberato di destabilizzare la Siria e aggravare le sofferenze del suo popolo", ha affermato il ministero degli Esteri in una dichiarazione su Telegram.

Katz, dal canto suo, ha definito gli attacchi aerei un avvertimento e ha lanciato un monito ad al-Sharaa. "Avverto il leader siriano al-Jolani: se permettete a forze ostili di entrare in Siria e minacciare gli interessi di sicurezza israeliani, pagherete un prezzo elevato", ha detto Katz rivolgendosi al presidente ad interim con il nome di battaglia che usava quando era al comando della fazione islamista Hayat Tahrir al-Sham, che ha avuto un ruolo chiave nella caduta del regime di Bashar al-Assad lo scorso novembre.  "L'attività dell'Aeronautica militare di ieri contro gli aeroporti T4 (la base aerea di Tiyas nel governatorato di Homs, ndr), di Hama e della zona di Damasco invia un messaggio chiaro ed è un avvertimento per il futuro", ha chiarito il ministro.  Israele vuole impedire che armi sofisticate cadano nelle mani delle nuove autorità, che considera jihadiste.A febbraio il primo ministro, Benjamin Netanyahu, ha auspicato che la Siria meridionale venga completamente smilitarizzata, sottolineando che Tel Aviv non accetterà la presenza delle forze del nuovo governo di Damasco, guidato dagli islamisti, vicino al territorio israeliano.

A dicembre, con il Paese arabo nel caos, Netanyahu aveva ordinato all'esercito di entrare nella zona cuscinetto pattugliata dalle Nazioni Unite sulle Alture del Golan, che separava le forze israeliane e siriane lungo la linea di armistizio del 1974.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gaetano Migliaccio, proposta in ginocchio a Giovanna Sannino: gli attori di ‘Mare Fuori’ si sposano

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(Adnkronos) –  Due attori di 'Mare Fuori' si sposano: Giovanna Sannino e Gaetano Migliaccio sono pronti al grande passo e presto diventeranno marito e moglie.La proposta di lui è arrivata la notte scorsa, durante la festa per i venticinque anni dell'attrice, a tema 'Mamma Mia!', piena di glitter, lustrini, salopette e ovviamente citazioni degli Abba. Dopo che Giovanna Sannino ha spento le candeline, Gaetano Migliaccio le si è avvicinato e le ha chiesto di chiudere gli occhi. "Questo è stato un anno difficile, pieno di incertezze, io però una certezza l’ho trovata e sei tu, il nostro amore è stato una delle cose più forti che si potesse mai vivere", le ha detto prima di mettersi in ginocchio e chiederle: "Giovanna Sannino, mi vuoi sposare?". Solo a quel punto la ragazza ha aperto gli occhi e ha visto il compagno porgerle una scatolina con l'anello di fidanzamento.

Lei lo ha baciato teneramente, poi ha detto un timido 'sì' incoraggiata dagli amici che hanno assistito alla scena con emozione.Tra loro anche tanti colleghi di 'Mare Fuori', come Maria Esposito che ha filmato e condiviso sui social il momento della proposta. Giovanna Sannino e Gateano Migliaccio si sono conosciuti e innamorati sul set della serie 'Mare Fuori', dove lei interpreta Carmela e lui Salvo.

Da mesi, nelle interviste e sui social, avevano lasciato intendere che c'era l'idea di sposarsi.Migliaccio aveva scritto frasi come: "Noi continueremo ad amarci, sempre, ogni giorno di più", "Ti va di ballare e ridere con me per tutta la vita?".  A novembre aveva scritto su Instagram: "Innamorarsi in inglese si dice 'To Fall In Love'.

Letteralmente vuol dire 'cadere nell'amore'.In quest'ultimo periodo penso di aver compreso il vero significato di ciò che si vuole dire, almeno per me.

Cadere nell'amore non vuole solo dire farsi trasportare dall'amore, ma affidarsi ad esso, non avere paura di cedere davanti al tuo amore, perché se è un amore forte, non ti giudicherà mai.Starà lì a porti la mano per rialzarti e dire 'non ti preoccupare, superiamo anche questa, insieme'.

Trovare un amore nel quale non hai vergogna di cedere, non hai vergogna o paura di avere dei momenti deboli, trovare un amore dove puoi cadere, senza farti troppo male.Sono giorni che ci penso, è passata una settimana molto complicata, eppure cadere non ha fatto così male, certo la botta c'è, ma poi passa l'amore ad accarezzarti e stringerti forte, e stai bene.

Niente di più.Vi auguro di trovare un amore in cui potrete cadere, ed essere ancora più innamorati di prima.

Come ho fatto io". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nasi (Cirfood): “In ristorazione aziendale cuciniamo 30 mln di pasti ogni anno”

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(Adnkronos) – "Nutrire il futuro è la visione di Cirfood, il nostro modo di fare impresa, significa nutrire lo star bene, il well-being delle centinaia di migliaia di persone che ogni giorno siedono nelle nostre tavole.Solo nella ristorazione aziendale noi cuciniamo 30 milioni di pasti ogni anno, su 100 milioni totali, e sono 100.000 le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno serviamo con cultura e professionalità".

Lo ha detto Chiara Nasi, presidente di Cirfood, intervenendo all'evento 'Nutrire il benessere.Il valore della ristorazione aziendale', in corso oggi al Cirfood District.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ipsos-Cirfood, 58% lavoratori che non hanno mensa aziendale la vorrebbe

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(Adnkronos) – "Il 58% di coloro che lavorano ma non hanno la mensa aziendale la vorrebbero, percentuale che sale al 67% tra persone che hanno meno di 35 anni.Per le persone la ristorazione aziendale non è solo un momento di socializzare ma di benessere".

Lo ha detto Enzo Risso, direttore scientifico di Ipsos, che, nel corso dell'evento 'Nutrire il benessere.Il valore della ristorazione aziendale', svoltosi oggi al Cirfood District, ha presentato gli insight della ricerca condotta da Ipsos per l’osservatorio Cirfood district 'Pausa pranzo: abitudini e necessità di chi lavora', che indaga proprio le tendenze e i nuovi bisogni delle consumatrici e dei consumatori nel momento della pausa pranzo. Secondo Risso, per i lavoratori per le mense aziendali "praticità e convenienza sono elementi fondamentali.

Ecco i fattori di soddisfazione per la ristorazione aziendale: comfort e accoglienza del spazi, qualità del servizio del personale, qualità del cibo e varietà dell'offerta.Un servizio di ristorazione aziendale ideale è una stella a cinque punte: varietà e rotazione menu, flessibilità della scelte, sicurezza, esperienza del servizio e comfort.

Valore aggiunto è che posso cambiare, variare", ha ribadito.  E i giovani come si immaginano la mensa aziendale? "C'è sempre maggiore sensibilità su scelte consapevoli e sostenibilità.Le linee di tendenza che emergono mettono salute e sostenibilità al primo posto, riduzione degli sprechi", ha concluso. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Troppe telefonate alla mamma dell’assassino, il padre di Michelle Causo a giudizio per stalking

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(Adnkronos) – Mercoledì prossimo, in un'aula del tribunale di Roma, comparirà come imputato Gianluca Causo, il padre di Michelle, la 17enne uccisa a coltellate il 28 giugno 2023 e gettata in un carrello della spesa accanto ai secchioni della spazzatura, nel quartiere Primavalle dove viveva con la famiglia.A quanto apprende l'Adnkronos, a denunciarlo per atti persecutori è stata la madre del ragazzo in carcere per l'omicidio.

Il motivo?Alcune telefonate, fatte dall'uomo a quattro mesi dalla morte della figlia, l'11 ottobre e il 25 ottobre 2023.

Uno sfogo aspro, dopo aver visto le foto della 17enne in un lago di sangue e avvolta in una coperta prima di essere abbandonata tra i rifiuti, che però la donna, 55enne originaria dello Sri Lanka, non ha tollerato, decidendo anzi di denunciare il genitore, preoccupata per le sorti sue e del figlio, in carcere a oltre 500 chilometri di distanza.  In particolare, la querela si regge su diverse chiamate che Gianluca Causo avrebbe effettuato sul cellulare della madre dell'allora minorenne recluso per aver ucciso la figlia.In queste telefonate, secondo le accuse, la 55enne sarebbe stata appellata come "la madre dell'assassino", in qualche modo responsabile della morte di Michelle perché poco attenta all'educazione e alla crescita del ragazzo che, in un pomeriggio di fine giugno, ha ucciso Michelle Causo proprio nella casa dove viveva con la donna dove l'aveva attirata con una scusa e da dove l'avrebbe trascinata in strada come spazzatura, abbandonata su un carrello della spesa tra i secchioni dell'immondizia due giorni dopo il suo diciassettesimo compleanno. (di Silvia Mancinelli) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Kalinskaya, rottura con Sinner? Anna paparazzata con l’ex fidanzato

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(Adnkronos) –
Anna Kalinskaya ha già dimenticato Jannik Sinner?La tennista russa, ormai ex fidanzata dell'azzurro, è stata paparazzata insieme a Tomas Ferrari, vecchia fiamma di Kalinskaya con cui, negli ultimi tempi, sembra essersi stato un riavvicinamento.

I due sono stati visti insieme a Miami, con Ferrari che ha assistito alle partite della russa, eliminata dall'americana Jessica Pegula ai sedicesimi di finale del Masters 1000, direttamente dal box di Kalinskaya, accompagnato anche da un cane chiamato 'Bella' . Le foto, condivise dalla pagina GameSetGossip, hanno fatto il giro del web e sembrano certificare la fine della relazione tra Kalinskaya e Sinner.I due da tempo stavano vivendo una crisi di coppia che sembra ora culminata in un definitivo addio.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cirfood, ristorazione aziendale per 76% di chi lavora è strumento per benessere

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(Adnkronos) – Negli ultimi anni, il concetto di benessere nei contesti di lavoro si è evoluto fino a diventare un fattore strategico per il successo delle imprese, influenzando non solo la produttività, ma anche il livello di soddisfazione e l’engagement delle dipendenti e dei dipendenti.In questo scenario, la ristorazione aziendale assume un ruolo chiave, non solo come servizio essenziale, ma come vero e proprio strumento di welfare capace di favorire il benessere fisico e mentale di chi lavora.

Offrire una pausa pranzo equilibrata, sostenibile e in linea con le esigenze di una vita lavorativa dinamica significa migliorare la qualità della vita in azienda, promuovendo la socialità, il work-life balance e, al contempo, una cultura del cibo più salutare e consapevole.Questi i temi affrontati nel corso dell’evento 'Nutrire il benessere.

Il valore della ristorazione aziendale' svoltosi oggi al Cirfood District: un’occasione per fare emergere il valore concreto dei servizi di ristorazione per le aziende, intesi come leva cruciale per la cura e il benessere delle persone, nonché come parte integrante del welfare, grazie a soluzioni innovative e sostenibili capaci di rispondere alle esigenze di un mondo che cambia.  Un momento di confronto per ascoltare esperienze di imprese d’eccellenza, con l’importante contributo di esperte ed esperti nell’ambito dell’organizzazione aziendale, della nutrizione e della digitalizzazione, tra cui Antonio Calabrò, presidente di Museimpresa e Fondazione Assolombarda, che, in questo contesto, ha affermato “la qualità dei luoghi di lavoro, nella ‘fabbrica bella’, è un fattore produttivo e competitivo fondamentale.L’impresa, infatti, è una comunità di persone che si ritrovano in un sistema di valori e di interessi condivisi.

E dunque i temi della sostenibilità ambientale e sociale, della sicurezza, dell’inclusione, della luminosità e, in generale, del benessere e del welfare sono cardini essenziali di una cultura aziendale che caratterizza positivamente il 'made in Italy' ed è un fattore fondamentale di crescita e di sviluppo".  Secondo Calabrò, "la qualità architettonica e di servizio delle mense ha, appunto, una funzione di primo piano.La storia economica ne offre significative testimonianze.

E oggi, proprio la complessità dei contesti competitivi, su mercati internazionali sempre più selettivi e severi, impone una riflessione accurata sul tema e una scelta strategica di miglioramento del servizio e delle tante dimensioni del benessere aziendale, come asset per costruire e rafforzare le relazioni positive con il mondo degli stakerholders”.  Durante l’iniziativa, Enzo Risso, direttore scientifico di Ipsos, ha inoltre presentato gli insight della ricerca condotta da Ipsos per l’Osservatorio Cirfood district 'Pausa pranzo: abitudini e necessità di chi lavora' che indaga proprio le tendenze e i nuovi bisogni delle consumatrici e dei consumatori nel momento della pausa pranzo.In un contesto professionale pervaso dal fenomeno della cronopenia, una cronica sensazione di mancanza di tempo, il 56% dei lavoratori e delle lavoratrici afferma che proprio l’assenza di tempo incide sui livelli di stress, con ripercussioni sul loro benessere e salute.  In questo quadro, l’alimentazione in pausa pranzo sul posto di lavoro può diventare una leva strategica per migliorare il well-being, come afferma il 76% delle persone intervistate secondo le quali la ristorazione aziendale rappresenta uno strumento concreto per il benessere, la qualità della vita e la socializzazione.

Al contempo, l’indagine rivela che il 58% di chi lavora e non ha una mensa aziendale auspica l’introduzione del servizio, dato che aumenta al 67% tra gli under 35, per i benefici che essa apporta in termini di praticità e convenienza (71%), gusto, qualità e rispetto di un’alimentazione equilibrata (48%).  “Negli ultimi anni, la ristorazione aziendale ha visto un importante sviluppo, frutto di una rinnovata attenzione delle persone verso una nutrizione sana e, al contempo, verso servizi di welfare che sappiano tenere insieme benessere, socializzazione, conciliazione vita-lavoro e sostenibilità.Cirfood ogni giorno serve oltre 100.000 lavoratrici e lavoratori dipendenti e, dal nostro osservatorio, è evidente come sia sempre più cruciale progettare servizi customizzati che sappiano migliorare il well-being e la soddisfazione delle diverse tipologie di utenza, portando nei ristoranti aziendali, che gestiamo ogni giorno, un concetto di ristorazione evoluta, che integra qualità, sicurezza, servizi consulenziali e soluzioni digitali, necessari per garantire un’esperienza che sappia rispondere alle esigenze di chi vive le imprese”, ha affermato Alessio Bordone, group chief sales officer Cirfood.  All’interno della ricerca, Ipsos e l’Osservatorio Cirfood district mettono in luce le tendenze in termini di scelte alimentari dei lavoratori e delle lavoratrici dalle quali emerge: una forte attenzione per la salute e il benessere (62%), ossia una predilezione per pasti leggeri, salubri, per la sostenibilità e l’etica (67%) preferendo prodotti a KM0, rispettosi del benessere animale e dell’ambiente, per il gusto e l’esperienza culinaria (58%), per economia e praticità (49%) e che richiamino la tradizione e il Made In Italy (46%).  Da un punto di vista delle tendenze nei gusti alimentari, la ricerca rivela preferenze per cucina etnica (62%), poke (48%) e proposte healthy.

La ricerca, inoltre, evidenzia come i fattori: costo del pasto (90%), naturalezza degli ingredienti (89%), alimentazione più sana e equilibrata (86%), risparmio di tempo (86%) e socialità nel momento del pasto (69%) guidino i bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori durante la pausa pranzo.In tal senso, la ristorazione aziendale convoglia e soddisfa questa moltitudine di necessità e preferenze mediante un servizio capace di rispondere ad un contesto di continuo mutamento.

Come evidenziato da Claudio Stefani, presidente filiera agroalimentare Confindustria Emilia, infatti, “investire sulle persone significa valorizzare ogni momento della loro giornata lavorativa, inclusa la pausa pranzo.Questo tempo non è un semplice intervallo, ma un'opportunità di benessere e socialità che rafforza la cultura aziendale.

Fornire un servizio di ristorazione di qualità e allestire spazi accoglienti, non sono quindi da considerare costi per l'azienda, ma un investimento che favorisce un ambiente di lavoro più etico e sostenibile, che contribuisce a creare e diffondere bellezza”.  All’evento, moderato dalla giornalista Giusi Legrenzi, sono intervenuti: Chiara Nasi, presidente Cirfood; Antonio Calabrò, presidente di Museimpresa e Fondazione Assolombarda; Enzo Risso, direttore Scientifico Ipsos; Donatella Ballardini, direttore medico e sanitario centro Gruber; Giovanni D’Aprile, executive partner Reply; Marcello Leonardi, regional sales director Cirfood; Luca Marchezzolo, hr manager corporate De’Longhi Group; Michele Pagnoni, manager workplace experience Philip Morris Manufacturing Technology Bologna S.p.A.; Claudio Stefani, presidente filiera agroalimentare Confindustria Emilia e Alessio Bordone, group chief sales officer Cirfood.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nuovi progetti, nuove prospettive: Residenze Totalproof trasforma l’edilizia sostenibile

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Il settore edile, attualmente segnato da difficoltà e incertezze, trova una ventata di innovazione: grazie all’ingegner Aldo Kocani e al suo team, che vantano oltre 10 anni di esperienza maturata in contesti complessi, Residenze Totalproof sta emergendo come modello di riferimento per la ristrutturazione e la realizzazione di edifici eco-sostenibili.Il recente successo del progetto di Badia Polesine, che ha trasformato un complesso immobiliare abbandonato dal 1990 in un moderno residence con 100 unità abitative, ampi spazi verdi e numerosi parcheggi, ha aperto la strada a nuove iniziative che potrebbero rappresentare la svolta per un mercato alla ricerca di soluzioni affidabili.

341_134_RESIDENZE TOTALPROOF_Ingegner Aldo Kocani«In un contesto in cui molte imprese edili faticano a concludere lavori complessi, la nostra esperienza e l’adozione di tecnologie all’avanguardia ci permettono di garantire interventi completi, dalla ristrutturazione chiavi in mano alla progettazione di nuove abitazioni» spiega l’ingegner Kocani.

Tale approccio integrato, che unisce l’utilizzo di materiali ecologici e tecnologie per l’efficienza energetica – come pannelli fotovoltaici ultrasottili e cappotti termici nanotecnologici – sta riscuotendo interesse sia a livello nazionale che internazionale.La notizia dell’espansione dei progetti portati avanti da Residenze Totalproof, che prevede l’avvio di ulteriori interventi in diverse zone d’Italia e persino in contesti esteri, arriva in un momento in cui il mercato cerca risposte concrete per superare questa situazione di stallo.

Residenze Totalproof, grazie al suo team multidisciplinare e alla collaborazione con partner specializzati, si propone di trasformare gli immobili esistenti in residenze moderne e funzionali, valorizzando al contempo il patrimonio urbano e garantendo elevati standard qualitativi.Questo nuovo capitolo annunciato dall’azienda non è solo un segnale di ripresa per un settore in difficoltà, ma anche un modello di come innovazione, sostenibilità e capacità tecnica possano coniugarsi per creare residenze all’avanguardia. «Il nostro impegno è volto a offrire non solo una risposta alle esigenze abitative attuali, ma anche a gettare le basi per un futuro più green e funzionale con un programma di rigenerazione urbana teso a riqualificare il territorio» afferma l’ingegner Kocani, evidenziando come il progetto rappresenti un’opportunità per ridisegnare il concetto di abitare.

La storia di Residenze Totalproof e il lancio di nuove iniziative offrono un segnale positivo per il futuro del settore, invitando investitori e proprietari a considerare l’edilizia sostenibile non solo come una necessità, ma come una reale opportunità di crescita e innovazione.Conclude Aldo Kocani: «Il nostro obiettivo è quello di realizzare abitazioni che non siano solo luoghi dove vivere, ma vere e proprie soluzioni d’eccellenza, dove ogni dettaglio è studiato per garantire comfort e sicurezza, in un’ottica di sviluppo responsabile».

Per informazioni sui progetti già realizzati e in corso d’opera, è possibile visitare il sito: https://www.residenzetotalproof.it/

Femminicidi, Nordio: “Alcune etnie non hanno nostra sensibilità verso le donne”. Pd insorge

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(Adnkronos) – I femminicidi "si radicano probabilmente nell'assoluta mancanza non solo di educazione civica ma anche di rispetto verso le persone, soprattutto per quanto riguarda giovani e adulti di etnie che magari non hanno la nostra sensibilità verso le donne". È quanto affermato oggi dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a margine del convegno 'Giustizia, tra riforme e prospettive', organizzato dalla Camera penale di Salerno. "È illusorio – ha detto Nordio – che l'intervento penale, che già esiste e deve essere mantenuto per affermare l'autorità dello Stato, possa risolvere la situazione.Purtroppo – ha aggiunto – il legislatore e la magistratura possono arrivare entro certi limiti a reprimere questi fatti". A stretto giro la reazione della capogruppo del Pd alla Camera Chiara Braga: "Le parole di Nordio, secondo il quale alcune etnie hanno sensibilità diverse sulle donne, sono inaccettabili.

Purtroppo la maggior parte dei femminicidi viene commesso in casa da uomini che odiano le donne dicendo di amarle.Quello di Nordio è un razzismo strisciante che emerge in tutto il suo fulgore, fuori luogo e fuori tempo: a quando il manifesto della razza?

Sarebbe gravissimo se la Premier Meloni non prendesse le distanze da tali affermazioni".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)