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Gaza, “29 morti in un raid”. Media: “Israele vuole inglobare Rafah in zona cuscinetto”

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(Adnkronos) – Sono almeno 29 i morti accertati al momento, tra cui 3 bambini, in un attacco israeliano nel quartiere di Shujayea, nella parte orientale della città di Gaza.Lo scrive al Jazeera, aggiungendo che i corpi e i feriti vengono trasportati all'ospedale arabo al-Ahli, mentre decine di palestinesi risultano intrappolati fra le macerie di almeno 10 edifici bombardati dall'Idf.

Ottanta persone risultano disperse al momento, 55 persone sono ricoverate in ospedale. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver "colpito un importante terrorista di Hamas, responsabile della pianificazione e dell'esecuzione di attacchi terroristici" nella zona, senza fornirne il nome.Prima dell'attacco, ha aggiunto l'Idf, sono state adottate diverse misure per attenuare i danni ai civili.  Intanto Israele si prepara a trasformare l'area di Rafah, pari a un quinto della Striscia di Gaza, in parte della zona cuscinetto.

Lo rivela Haaretz, ricordando che il territorio, situato tra il corridoio Philadelphi a sud e il corridoio Morag a nord, ospitava circa 200.000 palestinesi prima della guerra.Nelle ultime settimane, tuttavia, è rimasto quasi completamente deserto a causa delle vaste distruzioni causate dall'esercito israeliano.

Dopo la fine del cessate il fuoco, l'esercito ha invitato i civili rimasti a trasferirsi nella zona umanitaria designata lungo la costa, attorno a Khan Yunis e nella zona di Muwasi. Finora, l'esercito si era astenuto dall'incorporare grandi città come Rafah nella zona cuscinetto.Secondo i funzionari della difesa, la decisione di includere Rafah è arrivata dopo la decisione del governo di riprendere la guerra a febbraio, e sullo sfondo della dichiarazione del Primo Ministro Benjamin Netanyahu secondo cui Israele avrebbe conquistato vaste aree di Gaza.

Per certi versi – sottolinea il giornale israeliano – sembra che l'esercito stia cercando di replicare nel sud i metodi impiegati nel nord di Gaza.  Il gabinetto di sicurezza israeliano dovrebbe riunirsi stasera, ma i funzionari della difesa non sono stati convocati alla riunione.Lo scrive Haaretz, citando una fonte a conoscenza dei dettagli.

Alla riunione, inizialmente prevista per lunedì, saranno presenti anche i ministri della sicurezza e il procuratore generale.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Presentazione del primo catalogo del Museo Archeologico di Stabia: Teatro Supercinema venerdì 11 aprile

Castellammare di Stabia si prepara ad accogliere un evento di straordinaria importanza per la sua storia e il suo patrimonio culturale. Venerdì 11 aprile, alle ore 18:00, il prestigioso Teatro Supercinema della città sarà la cornice per la presentazione ufficiale del primo catalogo del Museo Archeologico di Stabia, un’opera monumentale intitolata al pioniere degli scavi sulla collina di Varano, Libero D’Orsi.

Questo evento segna un momento cruciale nella valorizzazione dell’antica Stabiae, la cui riscoperta iniziò negli anni Cinquanta proprio grazie all’instancabile lavoro di D’Orsi. A settantacinque anni da quel fondamentale avvio, la pubblicazione di questo primo catalogo rappresenta un traguardo atteso e significativo, un compendio di conoscenze e scoperte che finalmente vengono messe a disposizione della comunità scientifica e del grande pubblico.

L’opera, frutto di una meticolosa curatela da parte di Maria Rispoli e Gabriel Zuchtriegel, promette di diventare uno strumento imprescindibile per chiunque desideri approfondire la storia, l’arte e la cultura dell’antica città romana. Stabiae, celebre per le sue lussuose ville affacciate sul Golfo di Napoli, le terme e i ricchi reperti archeologici, torna così protagonista della scena culturale, arricchendo il già straordinario panorama offerto dal Parco Archeologico di Pompei, di cui il Museo di Stabia fa parte.

La presentazione del catalogo sarà un’occasione unica per ascoltare direttamente dalla voce degli esperti i più recenti studi e le importanti novità emerse dagli scavi di Stabiae e dell’ager stabianus, il territorio circostante. Saranno presenti alcuni degli autori che hanno contribuito alla realizzazione di quest’opera fondamentale, tra cui Domenico Camardo, Renata Cantilena, Carmela Capaldi, Antonio Ferrara, Umberto Pappalardo. Ognuno di loro porterà il proprio contributo, illustrando aspetti specifici delle ricerche e delle scoperte che arricchiscono le pagine del catalogo.

L’importanza dell’evento è testimoniata anche dalla presenza di illustri personalità istituzionali. Il Sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, porterà il saluto della città e sottolineerà il valore di questa pubblicazione per il rilancio culturale e turistico del territorio. Il Procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, interverrà evidenziando il ruolo fondamentale della tutela del patrimonio archeologico e della sua corretta valorizzazione. Un contributo particolarmente atteso sarà quello di Gabriel Zuchtriegel, Direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, che illustrerà la visione strategica che lega il Museo di Stabia al più ampio contesto del Parco e le sinergie che si intendono sviluppare per la promozione di questo straordinario patrimonio.

A moderare l’incontro sarà Antonio Ferrara, Presidente del Comitato per gli Scavi di Stabia, figura di riferimento per la comunità locale e appassionato sostenitore della ricerca e della divulgazione della storia stabiese. La sua guida esperta contribuirà a rendere la presentazione un momento di confronto stimolante e accessibile a tutti.

La pubblicazione del primo catalogo del Museo Archeologico di Stabia rappresenta un passo fondamentale per la piena comprensione e valorizzazione di un sito archeologico di importanza mondiale. Grazie a quest’opera, studiosi, appassionati e semplici curiosi avranno a disposizione uno strumento completo e aggiornato per esplorare la ricchezza e la complessità dell’antica Stabiae, dalle sue origini alla sua tragica fine durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

L’appuntamento di venerdì 11 aprile al Teatro Supercinema non è solo la presentazione di un libro, ma una vera e propria celebrazione della storia e dell’identità di Castellammare di Stabia. È un’occasione imperdibile per conoscere da vicino i risultati di anni di ricerche e per apprezzare il lavoro di coloro che si dedicano con passione alla salvaguardia e alla promozione del nostro passato. La cittadinanza è invitata a partecipare numerosa a questo evento che segna una nuova e promettente stagione per l’archeologia stabiese.

Roma, soprintendenza boccia delibere Assemblea Capitolina su norme piano regolatore generale

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(Adnkronos) – Dai cinema all'edilizia verticale, dalla dismissione degli edifici abbandonati agli accorpamenti fra unità edilizie che rischiano di "alterare irreversibilmente la struttura della città storica": tredici pagine firmate dal soprintendente speciale archeologia, belle arti e paesaggio di Roma Daniela Porro piombano sui tavoli del Campidoglio.Il fascicolo, visionato in esclusiva dall'Adnkronos, riguarda la "trasmissione valutazioni preliminari e prescrizioni" per la "delibera di adozione della variante alle norme tecniche di attuazione (Nta) del piano regolatore generale (Prg)" della Capitale e mette in evidenza diversi punti critici rispetto alla delibera 169 dell'Assemblea Capitolina dello scorso 11 dicembre, sottolineando criticità, mettendo nero su bianco osservazioni sulle modifiche apportate alle Nta e avanzando infine alcune richieste di modifica.

E non manca un richiamo all'etichetta istituzionale, con riferimento all'esclusione della soprintendenza da un procedimento in cui appaiono norme "espresse in modo astratto", che implicano il rischio di "ambiguità nell'applicazione, contrarie al principio di trasparenza".  Nel testo si legge che la soprintendenza, "pur condividendo la necessità di revisione del corpo normativo delle Nta", ravvisa" delle "criticità in relazione all’adozione della variante".In primis, la soprintendenza sottolinea che "contrariamente al dettato normativo, sono state adottate modifiche escludendo questo Ufficio dal procedimento, sia per le scelte strategiche generali sia per la tutela Monumentale, Paesaggistica e Archeologica".

Non solo: "Le modifiche apportate alle norme sono espresse in modo astratto" e questo, "implica ambiguità nell'applicazione, contrarie al principio di trasparenza".Ma soprattutto, "con le nuove integrazioni e l'abrogazione di diversi commi delle Nta, la trasformazione del tessuto della città di Roma sembra essere affidata all'iniziativa dei singoli e attraverso procedimenti edilizi puntuali e diretti sembra volersi delineare un nuovo sviluppo della città che fino a oggi era assegnato a una progettualità coordinata e pianificata, attraverso strumenti programmatici e dalle connotazioni urbane, come ad esempio i piani di recupero".

Con le modifiche proposte "tali strumenti verrebbero di gran lunga depotenziati e le trasformazioni anche di porzioni significative di tessuto storico e palinsesto di stratificazioni di secoli verrebbero al contrario affidate a singole iniziative dirette, anche private, che non potrebbero essere in alcun modo coordinate tra loro né controllate da una pianificazione attenta e consapevole in un’ottica di indirizzo strategico e di interesse pubblico". Particolare attenzione nel documento sul tema dei cinema della Capitale: secondo la soprintendenza, infatti, "si pone a serio rischio la loro conservazione come tipologia edilizia – vista la previsione dell'incremento di Sul (la superficie utile lorda, ndr.) fino al 50%, che la norma così modificata permetterebbe e visto anche il cambio di destinazione d'uso secondo le norme di componente – generando in tal modo la concreta possibilità di una perdita di queste architetture tra le quali molte rivestono importante valore culturale".La soprintendente Porro, inoltre, prende in esame la scelta del Campidoglio di "preferire soluzioni progettuali volte a prediligere lo sviluppo verticale degli edifici": "Devono essere garantiti – scrivono da piazza dei Cinquecento – sia il non ulteriore consumo di suolo, ma anche e soprattutto le relazioni di visuale e percezione a tutela del paesaggio circostante, non privilegiando lo sviluppo in altezza dei nuovi fabbricati, come invece espresso nelle nuove norme senza una precisa contestualizzazione".  Nelle valutazioni della soprintendenza sulle norme di attuazione del piano regolatore di Roma anche il tema degli 'incentivi per il rinnovo edilizio' e gli 'edifici abbandonati e degradati', che vengono così definiti "se dismessi da soli tre anni".

Le previsioni dell'Assemblea Capitolina sono volte "a favorire una sostituzione di interi organismi edilizi, anche con significativo valore storico, con la realizzazione di costruzioni ex-novo, piuttosto che intervenire sulla valorizzazione e riqualificazione e quindi rigenerazione dell'edificato urbano esistente".  "Accorpamenti e frazionamenti tra unità edilizie", che nel centro urbano "spesso sorgono su strutture archeologiche preesistenti", potrebbero "alterare irreversibilmente la struttura della città storica, cancellando la complessità della sua stratificazione, a partire da quella archeologica".La soprintendenza, poi, evidenzia come alcune modifiche potrebbero minare "il controllo sulle trasformazioni dell'edilizia tradizionale e di pregio nella Città Storica" che "verrebbe inoltre significativamente ridimensionato".  Sotto accusa l'eliminazione "della valutazione congiunta – negli immobili ancora non soggetti a specifici provvedimenti di tutela, ma censiti nella Carta per la Qualità – di Soprintendenza statale e Sovrintendenza comunale, sugli interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria e restauro o risanamento conservativo, limitandolo alla sola ristrutturazione edilizia.

Questo declassamento determinerebbe una perdita di tutela su un'ampia parte del patrimonio edilizio che, pur non essendo vincolato dal Codice dei Beni Culturali, rappresenta un elemento di rilevante valore storico-culturale.Tra gli altri rischi – prosegue Porro – si rileva una deregolamentazione e una omogeneizzazione dei contesti di valore storico-documentario, in particolar modo quando si tratta di progetti invasivi e non accorti che implicano consistenti opere di sistemazione insediativa o turistico-ricettiva".  La soprintendenza evidenzia come "gli accorpamenti e i frazionamenti tra unità edilizie potranno alterare irreversibilmente la struttura della città storica, cancellando la complessità della sua stratificazione, a partire da quella archeologica, e compromettendo una futura lettura della sua evoluzione nel corso dei secoli.

Tali trasformazioni, se non adeguatamente controllate, potrebbero peraltro necessitare di consolidamenti strutturali tali da non essere compatibili con la fragilità degli organismi storici di una città complessa come Roma".Inoltre, nel dossier si sottolinea come "la vocazione di residenzialità andrebbe persa irrimediabilmente" con l'introduzione della "possibilità di cambiamento di destinazione d'uso da funzioni singole ad altre funzioni" che "consentirebbe la conversione da residenziali ad alberghiere degli immobili che abbiano il 70% della struttura ad attività di tipo ricettivo extralberghiero".  Per questo la soprintendenza, dopo aver prescritto diverse modifiche, chiede di istituire "un tavolo tecnico per la necessaria revisione del protocollo d'intesa del 2009" e che venga "modificato il parere che questa soprintendenza rilascia" sul territorio "della Città storica dichiarata Patrimonio dell’Umanità all'interno delle Mura aureliane, da 'consultivo' a 'vincolante', al fine di garantire un'azione di tutela sul costruito storico più incisiva e volta alla salvaguardia delle valenze storiche, monumentali e paesaggistiche che lo contraddistinguono.

Tale parere dovrà essere esteso anche ai cambi di destinazione d’uso e alle ristrutturazioni edilizie che determinano l’accorpamento di diverse unità edilizie". La soprintendenza chiede quindi che "siano aggiornati" gli "elaborati prescrittivi e gestionali del Prg in collaborazione con questo ufficio, essendo quelli vigenti gravemente carenti e, pertanto, del tutto inadeguati a testimoniare l'eccezionale ricchezza di monumenti antichi e di preesistenze certe nel sottosuolo del Comune di Roma".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Futuramente, per under 35 festival ponte tra formazione innovazione e opportunità

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(Adnkronos) – Dopo il successo della prima edizione, torna Futuramente, il festival che mette al centro i giovani under 35, creando un ponte tra formazione, innovazione e opportunità professionali.L'appuntamento è fissato per il 13 maggio 2025 presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Milano, che per l'occasione diventerà il cuore pulsante del confronto e della crescita per più di mille ragazzi e ragazze desiderosi di costruire il proprio futuro.

L’evento è patrocinato dal Comune di Milano.Futuramente 2025 sarà un evento dinamico e coinvolgente, con un format che include talk ispirazionali, panel interattivi ed esperienze immersive.

Al centro del dibattito ci saranno temi cruciali per l’agenda 2030, come il lavoro dignitoso, l’educazione finanziaria, la parità di genere, la sostenibilità e la salute.L’obiettivo è offrire ai giovani strumenti concreti per affrontare le sfide globali e costruire un futuro più equo e sostenibile.

La seconda edizione di Futuramente si rafforza grazie alla prestigiosa collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Milano, un ateneo di riferimento a livello nazionale e internazionale, riconosciuto per l'eccellenza della sua proposta formativa e il suo impegno nella crescita personale e professionale degli studenti.  L'Università Cattolica si conferma la collaborazione ideale per un evento che punta a orientare e formare le nuove generazioni: l'ateneo milanese, con la sua lunga tradizione accademica e il suo approccio innovativo alla didattica, diventa così uno spazio di confronto tra studenti, docenti, aziende e istituzioni.La collaborazione con Futuramente nasce proprio dalla volontà di coinvolgere attivamente i giovani, offrendo loro l'opportunità di partecipare a iniziative concrete e di esprimere il proprio punto di vista sui temi chiave per il futuro.

Durante il festival, le aule e gli spazi dell'Università Cattolica saranno animati da laboratori e momenti di networking che permetteranno ai partecipanti di entrare in contatto diretto con aziende leader di settore e figure di spicco del mondo della formazione e dell'innovazione.Come per la prima edizione, l’evento sarà arricchito da dibattiti e performance dal vivo di noti talent nazionali e internazionali, di cui verranno svelati i nomi nel corso delle prossime settimane.  Il programma completo verrà pubblicato sul sito ufficiale futuramentefestival.it.

Un'area speciale sarà dedicata alla seconda edizione delle Metaversiadi, il format innovativo ideato da Itaca (la start-up del network Fmts group pioniera della formazione immersiva, con l’utilizzo di visori e simulatori di VR/AR e Mixed reality) che integra la gamification nei percorsi educativi.Le Metaversiadi offriranno una sfida esperienziale su scienze naturali, grafica e inglese, coinvolgendo squadre di studenti delle scuole superiori italiane.

Le squadre vincitrici si aggiudicheranno premi di grande valore, tra cui visori Meta Quest 3S, Airpods max e smartwatch.Per partecipare, le scuole potranno iscrivere una squadra composta da due studenti dell’ultimo anno scolastico attraverso il sito ufficiale di Itaca.   Un evento di respiro nazionale e internazionale
 Futuramente verrà presentato il 22 aprile in occasione della Giornata Mondiale della Terra, all'interno della maratona #Onepeopleoneplanet, in livestreaming, durante l'evento di orientamento formativo 'Più di tutto mi ricordo il futuro'.  L'evento è organizzato in collaborazione con Giffoni innovation hub e con la Conferenza dei rettori delle università italiane, sotto la supervisione del ministero dell'Istruzione e del merito.

Tra i protagonisti dell'evento ci saranno esperti, imprenditori innovativi e i vertici delle migliori università italiane, con l'obiettivo di orientare i giovani verso i percorsi formativi più adatti alle sfide dell'epoca digitale ed ecologica.Un’opportunità unica per i giovani Futuramente non è solo un evento, ma una vera e propria piattaforma di crescita e orientamento.  Attraverso panel, workshop e incontri diretti con aziende e professionisti, i partecipanti avranno la possibilità di acquisire competenze pratiche, scoprire nuove opportunità di carriera e sviluppare una rete di contatti strategica per il loro futuro professionale.

Rilevanza hanno le survey rivolte ai giovani, in particolare grazie all’Unicef che realizzerà un sondaggio attraverso la piattaforma Ureport Italia, per approfondire un aspetto chiave del benessere mentale degli studenti e avviare un confronto su come gestire al meglio la pressione scolastica.  'Il futuro è nelle mani dei giovani', questo è il messaggio di Futuramente.Il festival è pensato per essere uno spazio di crescita e di ispirazione, un luogo dove le nuove generazioni possono incontrare le aziende, scoprire nuove opportunità e mettere in gioco le proprie competenze per costruire un domani migliore.

L’evento è gratuito, previa registrazione su www.futuramentefestival.it. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Castellammare di Stabia in fermento culturale: Alessandro Cecchi Paone svela la sua ultima fatica letteraria

La città di Castellammare di Stabia si prepara ad accogliere un evento di spicco nel panorama culturale: il celebre volto televisivo Alessandro Cecchi Paone presenterà il suo più recente lavoro editoriale, intitolato “Raimondo di Sangro, Principe di San Severo”.

La serata si terrà nella magnifica ambientazione dell’Hotel Stabia, precisamente il 15 aprile alle ore 19:30, e sarà condotta dal professor Nicola Ruocco, mente creatrice del rinomato salotto “Gli incontri di Valore”, conosciuto per aver curato svariati appuntamenti culturali e aver introdotto importanti scrittori nel contesto italiano.

La realizzazione di questa presentazione è stata resa possibile anche grazie al profondo legame di amicizia che unisce Michele Ruocco, uno dei fondatori unitamente a Mariano Russo e Raffaele Amendola del progetto Visitcastellammare, a Cecchi Paone. Un’iniziativa che si prefigge lo scopo di promuovere le bellezze di Castellammare a livello internazionale, un’occasione speciale che avrà l’onore di ospitare una personalità di grande risonanza come Alessandro Cecchi Paone, autorevole divulgatore scientifico e culturale, nonché presentatore di programmi televisivi a tema come ” La Macchina del Tempo”, “Io sto con la natura” e “Nel mondo dei dinosauri“.

Nel lontano 1997 ha rivestito il ruolo di conduttore dell’edizione serale del notiziario di Studio Aperto. Il libro, pubblicato dalla casa editrice De Nigris di Armando De Nigris, analizza la figura di Raimondo di Sangro, Principe di San Severo, attraverso un dialogo immaginario tra lo scrittore e il noto alchimista e scienziato del XVIII secolo.

La narrazione si snoda attorno alla Cappella Sansevero di Napoli, un luogo denso di significati esoterici e spirituali, dove l’eredità culturale e scientifica del Principe continua a vivere. Cecchi Paone accompagna i lettori alla scoperta di un personaggio che ha superato i limiti del tempo, lasciando un bagaglio di conoscenze capace di trasformare la materia e lo spirito.

Un percorso tra storia, arte e mistero, che rivela il profondo legame esistente tra Raimondo di Sangro, Napoli e la sua intramontabile aura di saggezza e fascino.

Questo incontro rappresenta un’opportunità imperdibile per gli estimatori della storia e della cultura. Castellammare è pronta ad accogliere Alessandro Cecchi Paone con vivo entusiasmo e profonda gratitudine per il contributo culturale che la sua presenza apporterà.

Meloni da Trump per i dazi, Francia in ‘ansia’ per unità Ue

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(Adnkronos) –
Il governo francese guarda "con ansia" alla visita negli Stati Uniti della premier Giorgia Meloni, che il 17 aprile vedrà Donald Trump alla Casa Bianca.Lo scrive Politico, rilanciando le dichiarazioni di due ministri francesi, che temono la missione possa mettere a repentaglio l'unità europea in un momento particolarmente delicato a causa dell'entrata in vigore dei dazi americani, che ha portato il mondo sull'orlo di una guerra commerciale. "Dobbiamo essere uniti perché l'Europa è forte se è unita", ha dichiarato il ministro francese dell'Industria, Marc Ferracci, all'emittente FranceInfo. "Se iniziamo ad avere colloqui bilaterali, ovviamente questo slancio (sull'unità europea, ndr) si spezzerà", ha aggiunto.

Secondo Ferracci, la visita della Meloni rischia di fare il gioco della strategia di Trump, che il ministro francese sostiene sia mirata ad impedire una risposta europea unita ai dazi. In un'altra intervista alla tv pubblica francese, anche il ministro francese per gli Affari europei, Benjamin Haddad – in risposta a una domanda sulla visita di Meloni – ha ribadito che la forza dell'Europa è nella sua unità. "Se si va negli Stati Uniti divisi, si pensa di essere più forti che se si va tutti e 27, con 450 milioni di persone?" ha spiegato il ministro. "Vedremo cosa (Meloni, ndr) avrà da dire – ha precisato Haddad – Ci possono essere discussioni, tuttavia, è nel nostro interesse collettivo avere una risposta unita e ferma, piuttosto che divisioni". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Urso a Manageritalia: “Ruolo manager centrale in passaggio generazionale”

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(Adnkronos) – "Sono pienamente consapevole che nel nostro Paese dobbiamo ancora lavorare su alcuni aspetti anche di natura culturale.La domanda di capitale manageriale tra le imprese italiane è ancora bassa, soprattutto nelle piccole e medie imprese, a guida familiare, nata su una struttura familiare.

Anche a causa delle difficoltà a rivolgersi all'esterno e della inconsapevolezza dei potenziali margini di miglioramento.Eppure è necessario anche perché la gran parte delle piccole e medie imprese che hanno fatto la storia produttiva di questo Paese, che ci hanno consentito di diventare il Paese del bello, buono e ben fatto, dell'eccellenza e della qualità, devono oggi affrontare proprio il passaggio generazionale, che è il più delicato, in cui il ruolo dei manager è spesso fondamentale".

Lo ha detto Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del made in Italy, intervenendo all'evento per gli 80 anni di Manageritalia a Roma.  Per Urso, "è quindi essenziale proporre e promuovere un nuovo approccio che riconosca il valore aggiunto del manager, soprattutto in questa fase.E' una fase di cambiamento a cui dobbiamo rispondere con nuovi modelli di business e con una visione strategica in grado di coniugare obiettivi a lungo termine e attività quotidiane.

In questa cornice ai manager spettano compiti essenziali", ha sottolineato.Come, spiega, "promuovere l'innovazione, anche avuto riguardo all'intelligenza artificiale, alla sfida delle sfide e ai suoi impatti tutti i giorni e ancora tutti da calcolare.

Consentire l'adattamento ai cambiamenti di mercato, saper prevedere in anticipo e dunque laddove possibile mitigare i rischi, tanto più oggi, sventare i rischi delle nuove barriere tariffarie e cogliere le opportunità dei mercati che si aprono", ha sottolineato Urso.  "E' questa la capacità che deve essere implementata dalle imprese italiane -continua il ministro- anche per vincere questa ulteriore sfida in cui emergono ulteriori problematiche che rendono variabile, asimmetrico il mercato globale.Dal lato dell'offerta è cruciale migliorare la qualità della formazione imprenditoriale e manageriale.

Oltre ai centri di eccellenza già esistenti dobbiamo sviluppare percorsi formativi accessibili anche alle piccole e medie imprese, fornendo opportunità per formare i loro stessi manager o a per attrarne.In conclusione, mentre celebriamo 80 anni di successi e traguardi, occorre rinnovare il nostro impegno a promuovere, valorizzare e sostenere la figura del manager, così da scrivere con voi nuove pagine di successi per le nostre aziende e il Made in Italy", ha precisato il ministro.  "Il mondo del lavoro vive paradossi evidenti, da un lato le imprese faticano a trovare talenti e professionalità adeguate, da un altro salari ancora bassi e poco motivanti per i giovani.

Quasi un'impresa su due non trova figure dirigenziali e più dei tre quarti non trova le competenze giuste per rispondere ai propri fabbisogni.In un contesto così complesso come quello attuale, la figura del manager ha un valore aggiunto maggiore nell'accompagnare le aziende.

Il manager supporta il cliente, lavora al suo fianco.Mettendo a sistema la capacità di inquadrarne le necessità e valorizzarne i punti di forza, anche quelli meno evidenti, così da poter adattare i processi e migliorare i prodotti.

Secondo uno studio della Banca d'Italia, quasi un quinto della produttività delle imprese italiane è attribuibile alle capacità del loro manager.Questo dato ci ricorda quanto deve essere valorizzato il suo ruolo, talvolta non evidente, sottolineando che è sempre più importante avere leader più che semplici capi aziendali".

ha concluso il ministro. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giove (Cgil): “2024 anno di impegno, registrato aumento rilevante del consenso”

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(Adnkronos) – Il 2024 "è stato un anno importante, di grandi mobilitazioni, con la Cgil impegnata in campagne importanti – dall'autonomia differenziata allo sciopero generale di fine 2024 – un anno impegnativo.A fronte di questo impegno, abbiamo registrato un aumento rilevante del consenso nei confronti della Cgil, un dato che non registravamo da diversi anni".

Così il segretario organizzativo della Cgil Luigi Giove, presentando i dati del tesseramento 2024.  Giove sottolinea uno tra tutti i numeri: "mezzo milione di iscritti under 35, +5,98% sul 2023: non so se esiste un'altra organizzazione che possa vantare questo dato". L'app della Cgil, digitacgil (www.digitacgil.it) "a noi risulta essere l'app sindacale più diffusa in Europa, con oltre 371mila persone già registrate, 53mila nuovi utenti nel 2024, 3-400 registrazioni nuove al giorno".A fornire i numeri della app è il segretario organizzativo della Cgil Luigi Giove, in occasione della presentazione dei dati del tesseramento. L'app, spiega, consente non solo di ricevere la tessera digitale ma anche di ottenere informazioni, utilizzare servizi, svolgere alcune pratiche in forma digitale e conservare tutte le pratiche su device. "Pensiamo a un sindacato digitale e proattivo – sottolinea Giove – che sulla base delle informazioni che raccoglie tra le persone, si attiva e promuove diritti". —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Referendum, Landini: “Obiettivo quorum, votando ogni cittadino entra in parlamento”

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(Adnkronos) – L'obiettivo "è raggiungere il quorum".Così il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, parla del referendum in occasione della presentazione dei dati del tesseramento. "Siamo consapevoli che per raggiungere il quorum bisogna convincere quelli che a votare non ci vanno, parlare con chi pensa che votare non serve a nulla" e "fare in modo che le persone utilizzino il diritto a votare" perché "il referendum è lo strumento che consente a ogni cittadino, quel giorno, di essere in parlamento.

Cambiando leggi balorde – sottolinea Landini – le persone avranno diritti e tutele in più.Siccome il parlamento, in questi anni, ha fatto leggi peggiorative per i lavoratori, il referendum consentirà alle persone di prendere la parola e, con il proprio voto, cambiare per migliorare la vita di milioni di persone". "Le due giornate dell'11 e del 12 aprile a Milano formalmente diventano l'avvio ufficiale della campagna elettorale referendaria", dice Landini.

In particolare, "il 12 aprile ci saranno iniziative in tutte le città d'Italia e anche in alcune città all'estero" tra cui Parigi e Barcellona.Dall'incontro di ieri governo-imprese, "mi sarei aspetto che per prima cosa la presidente del Consiglio dicesse che nessuna impresa deve delocalizzare la produzione: questo dovrebbe essere un primo punto chiaro ed esplicito.

Poi c'è un primo dato che si commenta da solo, e cioè che il governo ha incontrato le imprese e non le organizzazioni sindacali".Così il segretario generale della Cgil Maurizio Landini in occasione della presentazione dei dati del tesseramento, parlando dei dazi. Per Landini, a fronte dei dazi imposti dagli Usa "l'Ue deve essere in grado di avere una sua posizione e una sua politica.

Va respinta la stagione delle singole trattative degli Usa con il resto del mondo.Troverei folle che il nostro paese andasse in questa direzione", sottolinea il leader della Cgil. "Vediamo una certa confusione nel governo su come affrontare questa situazione", aggiunge. La volontà annunciata dalla premier Giorgia Meloni di utilizzare il Pnrr e i fondi di coesione, cui potrebbero aggiungersi risorse dal fondo per il clima, "rischia di configurarsi come un saccheggio: i soldi del Pnrr e i fondi di coesione non devono essere ridistribuiti a pioggia alle imprese ma usati per risolvere ritardi infrastrutturali e tecnologici.

Noi non siamo d'accordo" tanto più "se si mette in discussione il green deal". —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cgil: nel 2024 5,17 milioni di tesserati (+0,45%), 22.959 iscritti in più

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(Adnkronos) – Crescono gli iscritti alla Cgil: nel 2024 raggiungono 5.172.844, con un incremento di 22.959 tesserati rispetto all'anno precedente, pari allo 0,45%.Gli attivi sono aumentati di 71.019 unità (+2,65%) pari a 2.753.824 (nel 2023 erano 2.682.805).

Il numero dei pensionati è diminuito di 48.060 unità (-1.95%) pari a 2.419.020 iscritti (nel 2023 erano 2.467.080).Per effetto di questi dati nel 2024 gli attivi rappresentano il 53,2% degli iscritti rispetto al 52,1% dell'anno precedente.  All'aumento degli attivi nel 2024 contribuisce la fascia d'età fino a 35 anni: +24.720 unità per un totale di 438.409 (+5,98%).

Per quanto riguarda la distribuzione geografica, i tesserati nel nord-est sono il 27,3%; nord-ovest il 26%; Centro il 24,5%; Sud e Isole il 22,2%.La composizione per genere i tesserati sono uomini per il 50,6% e donne 49,4%.  Per settori produttivi: reti e terziario 34,2%; industria e costruzioni 28,3%; settori pubblici 23%; agroalimentare 9,3%; altri comparti 5,2%.

Inoltre, con un incremento di 8.195 unità (+1,68%), rispetto all’anno precedente, arrivano a 494.587 le lavoratrici e i lavoratori iscritti alla Cgil di nazionalità estera: 4,1% Ue, 13,9 extra Ue.Tra i Paesi più rappresentativi la Romania (13,99%), Albania (9,82%) e Marocco (9,03%). —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Boeri: “Incertezza avrà costi più alti di barriere protezionistiche”

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(Adnkronos) – "Io credo che la cosa che differenzia questa crisi da tutte le precedenti è l'assoluta imprevedibilità di ciò che ci sta di fronte, ancora più della pandemia, che sapevamo che sarebbe finita.Qui invece va fatta l'analisi della mente di una persona, Trump, che l'ha innescata, che ha una capacità di non ascolto degli altri che non è cambiata negli anni.

Ci sta trascinando in una situazione assolutamente difficile.ciò che temo non sono tanto le barriere protezionistiche, ma l'incertezza che si è creata.

Mettiamo pure che Trump voglia negoziare con i diversi Paesi, ma come fai a farlo?Ci vorrà molto tempo e questa incertezza avrà costi altissimi.

E non sappiamo cosa farà la Cina, quindi questa incertezza potrà avere costi molto più alti del semplice protezionismo, che ci rende meno ricchi ma verso il quale possiamo prepararci.C'è situazione di incertezza superiore alle crisi che abbiamo vissuto in precedenza e quindi c'è la necessità di imporre a Trump un atteggiamento diverso".

Lo ha detto l'economista Tito Boeri, rispondendo alle domande di Paolo Mieli sui dazi in occasione di una tavola rotonda all'evento per gli 80 anni di Manageritalia.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rampelli (Fdi): “Manager sempre più necessari a sistema economico”

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(Adnkronos) – "E' con grande piacere che oggi partecipo alla vostra celebrazione di 80 anni di storia, una meta significativa, non affatto scontata, che dalla misura di quanto la vostra organizzazione sia sana, in crescita, apprezzata dai vostri associati, ma anche dalle istituzioni.Un sindacato come il vostro, che nel 1945 ha aiutato la nazione a riemergere dalle rovine della seconda guerra mondiale, e che in 80 anni ha collaborato con i diversi governi per far evolvere tutte le sindacali, non solo delle figure apicali, ma di tutti i lavoratori dipendenti, e a fare da apripista, come ha raccontato il presidente Ballarè, per far nascere insieme alle vostre controparti, che oggi vedo schierate in prima fila, un welfare contrattuale che vi distingue nel mondo del lavoro italiano.

Il sistema economico ha sempre avuto bisogno di voi, manager, ma oggi la velocità con cui la tecnologia fa evolvere continuamente l'organizzazione del lavoro rende questa necessità sempre più sentita e più urgente".Lo ha detto il vicepresidente della Camera dei Deputati, Fabio Rampelli (Fdi), intervenendo agli 80 anni di Manageritalia a Roma.  "Come sindacato -ha continuato Rampelli- avete dimostrato una straordinaria capacità di anticipare le sfide future e di guidare il cambiamento con una visione chiara e innovativa.

Vi siete distinti per la vostra lungimiranza e per il ruolo proattivo e creativo nella ricerca di soluzioni sempre nuove per la crescita professionale e la tutela contrattuale del vostro associato".  "Auguro quindi a Manageritalia una lunga vita così come mi auguro che lo Stato possa continuare a contare sulla vostra organizzazione sindacale per trovare sempre soluzioni per la crescita dei lavoratori e il loro benessere.E per le imprese del terziario di mercato fondamentali per la nostra economia", ha concluso.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ballarè (Manageritalia): “Serve riforma Irpef”

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(Adnkronos) – "In uno scenario caratterizzato da tensioni commerciali e da probabili spinte inflazionistiche che andrebbero ad incidere sul potere d’acquisto delle famiglie, diventa ancora più urgente realizzare una riforma dell’Irpef.Questa dovrebbe mirare a una vera semplificazione e a un alleggerimento della pressione fiscale, sostenendo così la domanda interna e la competitività delle imprese italiane. È fondamentale che tale intervento sia coerente con i principi di solidarietà e uguaglianza, garantendo un sistema fiscale più equo ed efficiente.

A maggior ragione, in una situazione come questa, è essenziale ricordare che le pensioni dei manager rappresentano il frutto di contributi regolarmente versati nel corso di una vita professionale caratterizzata da responsabilità, dedizione e impegno".Così Marco Ballarè, presidente di Manageritalia, all'evento a Roma per gli 80 anni dell'organizzazione dei manager, nata appunto nella Capitale il 9 aprile 1945.  "Viviamo oggi un periodo internazionale segnato da instabilità e nuove spinte protezionistiche.

I recenti dazi imposti dagli Stati Uniti, ad esempio, suscitano forti preoccupazioni per le conseguenze che tali misure possono avere sul tessuto economico italiano e sulla competitività delle nostre imprese. È essenziale mantenere relazioni commerciali aperte e reciprocamente vantaggiose tra Europa e Stati Uniti.Tutti dobbiamo fare la nostra parte affinché il protezionismo non ostacoli la crescita, l’innovazione e lo sviluppo.

Manageritalia intende sostenere con forza tutte quelle iniziative volte a diversificare i mercati di sbocco per le imprese italiane, rafforzare la loro competitività internazionale e favorire la managerializzazione delle pmi" aggiunge il presidente di Manageritalia. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ballarè (Manageritalia): “Celebriamo nostri 80 anni, accompagnato sviluppo Paese”

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(Adnkronos) – "Il 2025 è un anno di ricorrenze significative per l’Italia.Celebriamo gli 80 anni dalla Liberazione, un evento che ha posto le basi per la nascita della nostra Repubblica e della Costituzione.

Come ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso di fine anno, queste ricorrenze non sono solo date sul calendario, ma momenti fondativi della nostra democrazia, pietre miliari che hanno plasmato la nostra identità nazionale.In questo contesto, l’80° anniversario di Manageritalia assume un significato ancora più profondo, perché racconta di un’organizzazione che ha accompagnato lo sviluppo economico e sociale dell’Italia in tutte le sue fasi.

Celebrare questa ricorrenza significa anche riflettere sul nostro tempo".Così Marco Ballarè, presidente di Manageritalia, all'evento a Roma per gli 80 anni dell'organizzazione dei manager, nata appunto nella Capitale il 9 aprile 1945.  "Nel 2003 – prosegue – abbiamo ampliato il nostro campo di azione, includendo quadri e alte professionalità.

La leadership non si esaurisce nei soli ruoli dirigenziali: si estende a tutti coloro che, con il loro lavoro e la loro visione, contribuiscono al successo delle organizzazioni.Negli ultimi anni, la figura del dirigente è cambiata profondamente, integrando nuove competenze e responsabilità.

Il futuro vede una leadership sempre più inclusiva, digitale e orientata alla sostenibilità.In un panorama lavorativo dove le barriere tradizionali tra quadri, dirigenti e altre figure professionali si assottigliano, Manageritalia sarà chiamata a rappresentare chiunque assuma ruoli chiave nello sviluppo delle imprese".

Secondo Ballarè, "il contratto collettivo nazionale sarà sfidato da nuove dinamiche.Rinnovare il patto sociale tra lavoratori, imprese e istituzioni, mantenendo alta la qualità della rappresentanza, sarà essenziale". "Il welfare dovrà evolversi in modelli flessibili e personalizzati, anche grazie alle potenzialità offerte dall’intelligenza artificiale.

Il futuro della leadership aziendale non potrà prescindere dal coinvolgimento delle nuove generazioni.Promuovere il talento giovanile, supportare le transizioni di carriera e favorire l’inclusione saranno elementi chiave per garantire che il management italiano resti un motore di innovazione e sviluppo, sempre al passo con l’evoluzione delle competenze richieste", aggiunge. "Oggi rappresentiamo oltre 45.000 associati.

Abbiamo registrato una crescita continua, in particolare tra i dirigenti attivi e le donne manager.La nostra rete, composta da 14 associazioni aderenti, fondi bilaterali, società di servizio e oltre 1.000 persone direttamente coinvolte, è il cuore pulsante di Manageritalia.

Siamo presenti su tutto il territorio nazionale, vicini ai nostri associati e capaci di cogliere e rispondere alle esigenze locali.Rafforzare il legame con i territori e valorizzare il dialogo con le istituzioni rimane una priorità, perché il nostro ruolo è tanto nazionale quanto locale.

Guardando indietro, possiamo dire con orgoglio che Manageritalia ha camminato insieme all’Italia" ha aggiunto ancora Ballarè.L'organizzazione, ha continuato, "ha contribuito alla ricostruzione, ha accompagnato il boom economico, ha affrontato le crisi, l’integrazione europea, la globalizzazione". "E oggi, in un’epoca segnata non solo dalle transizioni digitali e sostenibili, ma anche da nuove tensioni internazionali, spinte protezionistiche e incertezze nei mercati globali, i manager continuano a essere figure centrali per il progresso del Paese.

Se questi 80 anni ci insegnano qualcosa, è che il cambiamento è inevitabile, ma può essere guidato con visione e determinazione.Più che mai, oggi, abbiamo il compito di rafforzare il nostro ruolo di promotori di innovazione e sostenibilità per affrontare con lucidità anche i nuovi scenari globali e prepararci al futuro", ha continuato. "Guardare ai prossimi 80 anni significa dunque immaginare come la figura del manager e il ruolo di Manageritalia possano evolvere in un contesto in costante trasformazione.

Le sfide che si profilano all’orizzonte richiedono un approccio innovativo e la capacità di anticipare e gestire al meglio i cambiamenti strutturali nel mondo del lavoro, nei modelli contrattuali e nel sistema di welfare", ha ribadito. "Non è la prima volta che il nostro Paese si trova ad affrontare momenti complessi e sfide globali.Ma è proprio nei momenti più difficili che l’Italia ha saputo reagire con coraggio e visione.

Fondata nel 1945, in un’Italia che usciva dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale, Manageritalia è stata fin da subito protagonista di un percorso che ha affiancato il Paese in ogni fase della sua crescita.I nostri padri fondatori ebbero una visione chiara: i manager non erano semplici esecutori, ma protagonisti.

della ricostruzione economica e sociale.Fu sotto la loro guida che nacquero le prime strutture organizzative e si avviò quel percorso di rappresentanza e contrattazione che, nel 1948, portò alla firma del primo Contratto Collettivo per i dirigenti delle aziende commerciali".

Secondo Ballarè, "sin dagli inizi, Manageritalia ha messo al centro il benessere e la crescita dei propri associati". "Questo impegno si è tradotto nella creazione di un sistema di welfare unico, che ancora oggi rappresenta una garanzia fondamentale per migliaia di manager e le loro famiglie e un fattore strategico di crescita per le aziende che ne valorizzano le competenze.Il Fasdac per la sanità integrativa, il Fondo Mario Negri per la previdenza complementare, il Fondo Antonio Pastore per la previdenza integrativa individuale, e il Cfmt per la formazione professionale: questi strumenti non solo tutelano i nostri associati, ma li preparano ad affrontare le sfide di un mondo del lavoro in continua evoluzione", sottolinea. "Il nostro contratto, in particolare per quanto riguarda il sistema di welfare, è stato spesso un modello -spiega ancora- per altri contratti collettivi.

La formazione, il supporto e la tutela dei dirigenti non sono mai stati solo un beneficio: sono una responsabilità verso lo sviluppo delle imprese e del Paese.Abbiamo così accompagnato e sostenuto la crescita del terziario di mercato, settore trainante della nostra economia che oggi vale il 59% del Pil.

Non a caso, negli ultimi quarant’anni , mentre i dirigenti privati sono cresciuti del 15%, quelli con i nostri contratti sono raddoppiati", conclude. "Abbiamo una visione per il Paese.In un’epoca che richiede coesione, visione e responsabilità, i manager possono contribuire a costruire un’Italia più moderna, giusta e competitiva.

Una Repubblica capace di trasformarsi, mettendo al centro la persona, il lavoro, il merito, le competenze e il valore della conoscenza.Per questo, la visione di Manageritalia guarda al futuro del Paese, alla sua capacità di rinnovarsi, investendo nel capitale umano e nella sostenibilità.

Un Paese in cui il contributo dei manager non sia solo quello di guidare le imprese, ma anche quello di ispirare e servire la collettività, attraverso la competenza, il senso di responsabilità e la volontà di costruire insieme il bene comune.Questo anniversario non è solo una celebrazione del passato, ma un invito a guardare avanti con coraggio e determinazione.

Manageritalia non è solo un’associazione: è una comunità, una rete di persone che ogni giorno contribuiscono al progresso del nostro Paese" ha concluso. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atp Montecarlo, Musetti agli ottavi e ora derby con Berrettini

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(Adnkronos) – Lorenzo Musetti avanza agli ottavi di finale del torneo Atp Masters 1000 di Montecarlo (terra, montepremi 6.128.940 euro).Il 23enne toscano, numero 16 del mondo e 13 del seeding, supera in rimonta il ceco Jiri Lehecka, suo coetaneo e numero 28 del ranking Atp, con il punteggio di 1-6, 7-5, 6-2 in due ore e 19 minuti.

Musetti affronterà domani agli ottavi il 28enne romano Matteo Berrettini, numero 34 del ranking Atp.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Design Week, Chessa (Ferrero): “Kinder Sorpresa Design Studio celebra iconicità marca”

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(Adnkronos) – “Kinder Sorpresa Design Studio è uno spazio esperienziale che mira a celebrare l'iconicità della marca Kinder Sorpresa offrendo ai consumatori un'esperienza immersiva sul prodotto.Abbiamo pensato che la Milano Design Week fosse, per la rilevanza internazionale dell'evento, il momento più opportuno per celebrare la marca.

Il legame con il design è piuttosto ovvio: Kinder Sorpresa insiste su una shape iconica, quella dell'uovo, ed è un prodotto che racchiude degli elementi di design molto importanti, a partire dalle sorprese, che sono il risultato di uno studio molto approfondito e lungo, fino al ‘barilotto’ che le contiene, un oggetto di design industriale a tutti gli effetti”.  A spiegarlo è Davide Chessa, responsabile marketing globale prodotti Kinder con sorpresa Ferrero, alla vigilia dell’apertura al pubblico di Kinder Sorpresa Design Studio, l’installazione realizzata in occasione della Milano Design Week 2025 che vuole essere un viaggio immersivo nel mondo delle iconiche sorprese Kinder, dove i visitatori potranno scoprire il dietro le quinte della loro creazione, visitabile dal 10 al 12 aprile in via Novi 2. Con l’installazione, Kinder Sorpresa racconta mezzo secolo di storia, durante il quale il brand ha saputo mantenersi attuale, comprendendo le esigenze e i gusti delle generazioni che si sono susseguite: “Questo è il risultato del lavoro di tutto il team Kinder, che lavora su questa marca – sottolinea Chessa – Puntiamo ovviamente a mantenere la proposta Kinder Sorpresa rilevante per i consumatori e lo facciamo con studi approfonditi, incontriamo milioni di famiglie tutti gli anni, cerchiamo di intercettare i loro desideri e di applicare poi anche le loro aspettative al design delle sorpresine, piuttosto che alle scelte che facciamo sulla marca”. L’impegno di Kinder Sorpresa per rimanere al passo con le trasformazioni che si sono susseguite in questi 50 anni ha portato la marca ad aprirsi anche al digitale: “Kinder Sorpresa è il frutto di un'innovazione continua.Lo sviluppo della piattaforma ApplayDu ne è un chiaro esempio, amplifica l'esperienza fisica portandola anche nel digitale – prosegue il responsabile marketing globale prodotti Kinder con sorpresa, che torna poi a parlare dello sviluppo delle sorprese – E’ un processo molto approfondito che dura circa nove mesi, dall’idea, al disegno, fino allo sviluppo industriale, inframezzato da una serie di passaggi con il consumatore per verificare l’effettivo apprezzamento delle sorprese stesse.  “Kinder Sorpresa è un prodotto nato nel 1974 da un'idea di Michele Ferrero e tuttora resta molto attuale.

Racchiude in sé tre cose uniche – precisa Chessa – l'esperienza del cioccolato, la sorpresa di scartare un uovo e il piacere di giocare con una sorpresa, una proposta sempre molto attuale e che i consumatori apprezzano in giro per il mondo.Distribuiamo i nostri prodotti in 80 Paesi da 50 anni, toccando circa 40 milioni di famiglie nel mondo, di cui 5 in Italia, rendendo tanti bambini molto felici grazie a momenti di condivisione e gioco tra loro e i genitori.

Ogni anno immettiamo sul mercato 300 nuove sorprese, che si avvicendano a seconda delle diverse collezioni”.  Davide Chessa chiude con un’anticipazione sul futuro: “L'evoluzione più ovvia è quella dello sviluppo di categorie nuove, in particolare all'interno dei biscotti e dei gelati, che sono le più recenti innovazioni all'interno del portfolio”, conclude. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cremonese – Juve Stabia sarà diretta da Davide Di Marco. La scheda completa e le curiosità sull’arbitro

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Il responsabile delle designazioni arbitrali, il signor Rocchi, ha individuato in Davide di Marco l’autorità che dirigerà l’imminente confronto tra la Cremonese e la Juve Stabia che sarà disputato allo stadio Zini di Cremona con il calcio d’inizio fissato per le ore 15:00 e sarà valido per la giornata n.33 del campionato di Serie BKT 2024-2025

Desideriamo presentare ai lettori questo giovane arbitro che, con la sua ascesa, ha riportato la sezione arbitrale di Ciampino nel panorama nazionale del calcio di vertice dopo un’attesa decennale. Questo successo è attribuito principalmente all’abilità di Davide Di Marco, professionista del fischietto dal campionato 2015/2016 e promosso nella categoria superiore due anni or sono unitamente ad altri quattro colleghi nel corso del 2023.

Davide Di Marco ha ricevuto il premio Luigi Agnolin dall’attuale presidente dell’Aia Carlo Pacifici. Tale riconoscimento è destinato all’arbitro Can C che ha ottenuto il miglior piazzamento nella graduatoria di merito dell’ultima stagione agonistica.

Il Percorso Professionale dell’Arbitro Davide Di Marco

Di Marco, affiliato alla sezione arbitrale di Ciampino, ha intrapreso la sua carriera nel mondo del professionismo durante la stagione 2015/2016, quando gli vennero assegnate le sue prime direzioni in Serie D. Dopo un quadriennio di crescita e affinamento delle sue capacità, nel campionato 2019/2020 ottenne la promozione in Can C. Partita dopo partita, si è affermato come uno dei fischietti più navigati della categoria, venendo inoltre impiegato in competizioni giovanili a livello nazionale (come la U20 Elite League).

La stagione 2022/23 ha rappresentato l’apice del suo percorso. In quel periodo, infatti, ha arbitrato dapprima i quarti di finale dei play-off di Serie C tra Foggia e Crotone, e successivamente la gara di ritorno della finale tra il Lecco e la squadra pugliese. In sintesi, la sfida più significativa, quella che metteva in palio la promozione. Questo impegno gli valse la promozione e il prestigioso premio Luigi Agnolin.

Un Episodio da Non Ricordare

La figura di Davide di Marco è legata a un evento spiacevole avvenuto durante la terza giornata del precedente campionato di Serie B. I lupi ospitavano il Modena e l’arbitro designato era proprio Di Marco. La sera precedente all’incontro Cosenza-Modena, il direttore di gara si recò in un locale del capoluogo bruzio in compagnia dei suoi collaboratori e degli addetti al Var.

All’interno del locale, l’arbitro si rese protagonista di una singolare competizione a base di gin con il barista. Di Marco richiese un “Gin Mare”, ma risultò esaurito. Il barista, quindi, si adoperò nella ricerca del distillato adeguato e optò per l’Alkemist. L’arbitro e i suoi assistenti apprezzarono la bevanda e ne consumarono. Al termine della partita, il risultato fu di 1-2 a favore del Modena: rete di Tutino per il Cosenza, mentre gli ospiti ottennero la vittoria grazie ai gol di Strizzolo e Abiuso. Di Marco fu oggetto di numerose critiche da parte dei sostenitori cosentini per la sua conduzione di gara, ma ha saputo superare le polemiche e, al termine della scorsa stagione, ha fatto il suo debutto in Serie A, ricevendo elogi da diversi esperti del settore.

Il Riconoscimento del Comune di Ciampino e della Sua Sezione Arbitrale

“Dopo oltre un decennio, la Sezione di Ciampino potrà nuovamente fregiarsi della presenza di un proprio arbitro nell’organico della Can. Nell’anno del cinquantesimo anniversario della Sezione, questo risultato assume un significato ancora più speciale” – questo il commento diffuso sui social media dall’Aia di Ciampino.

Anche l’amministrazione comunale, tramite il sindaco Emanuela Colella, ha voluto rendere omaggio a Di Marco, accogliendolo in Municipio e consegnandogli una riproduzione dell’Apollo Pizio, simbolo della città. “Un riconoscimento di notevole importanza, che eleva il nome di Ciampino contribuendo a dare prestigio alla nostra Città nel segno dello sport – ha dichiarato il sindaco -. A Davide Di Marco vanno i nostri più sentiti auguri per il conseguimento di questo rilevante traguardo e per l’inizio di una carriera sportiva di altissimo livello”.

La scheda completa del direttore di gara

Davide Di Marco è nato a Roma il 26/08/1991 ed è iscritto alla sezione AIA di Ciampino (RM). E’ al suo 2° anno in C.A.N.

Ha diretto tra i professionisti 73 partite: 27 vittorie interne, 21 pareggi e 25 vittorie esterne con 24 rigori assegnati e 7 espulsioni decretate

Quest’anno ha diretto 6 partite (2 in serie A, 2 in serie B, 1 in Coppa Italia e 1 U20 Elite League) con questo bilancio: 3 vittorie interne, 1 pareggio, 2 vittorie esterne con 4 rigori decretati e nessuna espulsione.

Ha 1 precedente con la Cremonese: 1 vittoria, 0 pareggi, 0 sconfitte

Conta 2 precedenti con la Juve Stabia: 2 vittorie, 0 pareggi, 0 sconfitte

22/23   Serie C Juve Stabia 2:0 Monopoli      (Caldore, Silipo)

20/21   Serie C Bisceglie     0:1 Juve Stabia  (Borrelli)

Assistenti

1° Assistente Mario Vigile della sezione di Cosenza

2° Assistente Fabrizio Aniello Ricciardi della sezione di Ancona

Quarto uomo Michele Pasculli della sezione di Como

VAR

Lorenzo Maggioni della sezione di Lecco

AVAR

Luca Massimi della sezione di Termoli

Dazi, Hollywood teme il ‘danno indiretto’: cosa può succedere

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(Adnkronos) – Sebbene i prodotti audiovisivi non compaiano tra quelli colpiti direttamente dall'innalzamento dei dazi, gli operatori del settore, a partire da Hollywood, temono il 'danno indiretto'.Secondo gli analisti americani, citati anche dalla rivista 'Variety', i dazi imposti dal presidente americano Donald Trump avranno comunque un impatto anche sull'industria cinematografica di Hollywood, che risentirà degli effetti causati in altri settori.

I dazi non incideranno direttamente sui costi delle aziende di media e intrattenimento; tuttavia, gli effetti a catena, a partire da una spesa dei consumatori statunitensi depressa e da un calo dei budget pubblicitari, "taglierebbero chiaramente i profitti di Hollywood", scrive 'Variety'.  "I dazi non causeranno molti danni diretti" alle aziende di media e intrattenimento, ha affermato l'analista azionario senior di Morningstar Matthew Dolgin.A parte aziende come Apple e Roku, per le quali l'hardware rappresenta una parte considerevole dei ricavi, la maggior parte delle aziende del settore "non fa molto affidamento o per niente sulla vendita di beni.

Tuttavia, la maggior parte fa affidamento direttamente sulla spesa dei consumatori, quindi la debolezza economica che deriva dai dazi potrebbe ostacolare gli affari". "Le aziende colpite da tariffe più elevate non assorbiranno quei costi, il che significherebbe prezzi più alti per i consumatori.E tra i consumatori, uno dei primi settori in cui si spenderà meno è nei media e nell'intrattenimento", ha affermato CJ Bangah, responsabile del settore telecomunicazioni, media e tecnologia di PwC. Una crisi economica si tradurrebbe anche in una spesa pubblicitaria inferiore, ha detto Bangah, e i dollari che arrivano dalla pubblicità "alimentano una larga parte dell'industria dei media e dell'intrattenimento".

Ciò potrebbe significare un "doppio colpo" per le aziende di Hollywood che si troverebbero a fronteggiare sia il calo nella spesa dei consumatori che quello negli investimenti pubblicitari, ha spiegato l'analista.In un simile contesto, gli "imperativi sono semplici", ha aggiunto Bangah.

Il suo consiglio: "Assolutamente non ridurre la qualità dei contenuti e dell'esperienza del consumatore" e allo stesso tempo pensare bene a queli aree possono essere rese più efficienti dal punto di vista dei costi. "Quello che abbiamo visto dalle nostre ricerche è che le aziende che non tagliano il marketing in una crisi ottengono risultati molto migliori di quelle che lo fanno", ha spiegato Bangah.  Ma gli effetti a catena potrebbero anche essere altri.Nel momento in cui i paesi europei sono alle prese con gli effetti economici delle tariffe e le implicazioni del nuovo approccio degli Stati Uniti ai conflitti internazionali, "il sentimento che circonda i film e i media americani potrebbe cambiare tra il pubblico europeo", ha affermato Maggie Switek, economista e direttrice senior della ricerca presso il Milken Institute, un think tank indipendente. "È troppo presto per dire quali potrebbero essere gli effetti a lungo termine di questi cambiamenti di sentimento, ma sarà importante monitorare i dati dell'opinione pubblica per comprendere meglio cosa potrebbe riservare il futuro di Hollywood". Anche prima dell'annuncio delle tariffe del "Liberation Day" di Trump, la fiducia dei consumatori statunitensi era già in calo.

Il Consumer Confidence Index del Conference Board è sceso di 7,2 punti a marzo, segnando il suo quarto mese consecutivo di declino.L'annuncio di Trump sulle tariffe ha "iniettato un altro giro di turbolenze nei mercati, che probabilmente si rifletterà nel sentimento dei consumatori", ha affermato Switek. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori: con test genomici ridotti significativamente costi cancro seno

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(Adnkronos) – L'utilizzo dei test genomici nel percorso di cura per le pazienti con carcinoma mammario ormonoresponsivo in stadio precoce, oltre ad evitare un numero consistente di chemioterapie inutili, porta a una significativa riduzione dei costi a carico del sistema sanitario nazionale, ma anche di quelli a carico della società e dei caregiver.Sono i risultati preliminari del primo studio di costo della patologia sul carcinoma mammario, condotto da Altems (Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari dell'università Cattolica del Sacro Cuore di Roma) sull'utilizzo del test Oncotype DX.

Nello specifico, si è verificato come l'impiego del test genomico comporti una riduzione della spesa sanitaria e sociale da 2.106 a 906 euro (-57%), includendo tutti i livelli di rischio clinico (alto, intermedio, basso), ovvero 1.200 euro di risparmio per singolo paziente.Per quanto riguarda i costi totali, si è verificato come 'utilizzo del test genomico comporti una riduzione della spesa sanitaria e sociale da 53.517.836 a 23.044.420 euro, con un risparmio di 30.473.416 euro.  La ricerca è presentata oggi a Roma in occasione del convegno nazionale 'Next Perspectives.

Dalla costellazione dei sistemi sanitari regionali ad un nuovo scenario di applicazione dei test genomici in Italia'.L'evento, con oltre 100 specialisti, è promosso, tra gli altri, anche da Foce (Confederazione degli oncologi, cardiologi e ematologi).  "I test genomici per il tumore del seno entreranno al più presto nei Lea, Livelli essenziali di assistenza, che sono in corso di aggiornamento – afferma Francesco Cognetti, professore e presidente Foce e responsabile scientifico dell'evento di Roma – Così potranno finalmente trovare una reale applicazione nella pratica clinica quotidiana e soprattutto diventare disponibili per tutte le pazienti che potranno trarne beneficio.

Si segnalano, infatti, ancora difficoltà nell'accesso a esami che potrebbero essere utili a circa 13mila donne ogni anno in Italia.Nel 2024 però non a tutte le pazienti è stato effettivamente prescritto il test all'inizio del percorso di cura e una parte consistente di queste pazienti, in Europa, dichiarano di non essere state sufficientemente informate sull'esistenza ed utilità di questi test.

Come dimostra lo studio presentato oggi, il test Oncotype DX è uno strumento non solo clinicamente molto efficace, ma anche economicamente sostenibile.Si tratta di un esame che deve essere considerato come parte integrante della gestione del carcinoma mammario in stadio precoce e che contribuisce a una migliore allocazione delle risorse sanitarie.

Consente di ridurre significativamente i costi complessivi associati al trattamento grazie ad una gestione più mirata delle risorse e alla diminuzione delle terapie non necessarie". I test genomici – ricorda una nota – sono esami molecolari in grado di analizzare l'espressione di un gruppo di geni allo scopo di fornire un profilo più specifico del singolo tumore. "Ci consentono di identificare, con maggiore precisione, le donne che possono davvero beneficiare della chemioterapia da quelle invece che non avrebbero vantaggi clinici – prosegue Cognetti – Il tumore del seno è di gran lunga il più diffuso e frequente nel nostro Paese, dove solo lo scorso anno ha fatto registrare oltre 53.600 nuovi casi.Di questi, circa il 70% presenta recettori ormonali positivi (Hr+) e recettori del fattore di crescita epidermico umano 2 negativi (Her2-).

E' un sottogruppo di neoplasie a loro volta molto eterogenee e con i test genomici otteniamo informazioni più precise su quali donne sono a rischio 'incerto'.Solo per quelle ad 'alto rischio' la chemioterapia, in aggiunta all'ormonoterapia, diventa inevitabile per prevenire il rischio di recidiva di cancro dopo un primo trattamento chirurgico".  "E' importante evitare anche alle giovani donne chemioterapie non necessarie – evidenzia Fabio Puglisi, direttore Dipartimento di Oncologia medica dell'Irccs Centro di riferimento oncologico di Aviano e professore ordinario presso l'Università di Udine – Sono farmaci che possono avere numerosi effetti collaterali sgraditi con conseguenze sulla funzione ovarica e, quindi, sulla fertilità femminile che invece va preservata il più possibile.

E' fondamentale, a seguito di una diagnosi di carcinoma mammario, valutare l'espressione dei recettori ormonali, insieme ad altri fattori biologici che possano guidare la scelta terapeutica.Oggi, grazie ai test genomici, disponiamo di uno strumento molto accurato per definire l'opportunità di ricevere o di omettere la chemioterapia".  "Nel tumore mammario in stadio precoce la chirurgia è sempre più conservativa – sottolinea Riccardo Masetti, direttore Uoc Chirurgia senologica Fondazione Policlinico A.

Gemelli Irccs di Roma – La mastectomia è ormai limitata a pochi casi e viene comunque scelta solo dopo un'approfondita discussione con la paziente.In una malattia molto complessa e variabile, come il cancro del seno, sono ormai evidenti e indiscutibili i vantaggi clinici dei test genomici.

Uno degli ultimi studi ha evidenziato come l'esame possa essere svolto prima dell'intervento chirurgico.In questo caso si riducono notevolmente i tempi di avvio della terapia adiuvante con conseguenti benefici psico-fisici per la donna.

La genomica è quindi un'arma che dobbiamo maggiormente sfruttare nella gestione del carcinoma mammario e nella personalizzazione dei trattamenti.E' importante a nostro avviso testare tutti i potenziali pazienti eleggibili e vi è quindi l'esigenza di un allargamento rispetto ai criteri attuali di prescrizione.

Tutto ciò ribadisce, per l'ennesima volta, un principio fondamentale dell'oncologia moderna che è la gestione multidisciplinare del malato".  "Questo approccio può avvenire solo all'interno di Breast Unit che siano in grado di assicurare i protocolli previsti dalle linee guida approvate dalla Conferenza Stato Regioni nel 2014 – rimarca Rosanna D'Antona, presidente di Europa Donna Italia – Le Breast Unit sono centri di senologia altamente specializzati, in cui le pazienti sono seguite da un'équipe multidisciplinare composta da radiologo, anatomo-patologo, chirurgo senologo e oncoplastico, radioterapista, oncologo, tecnici di radiologia, infermiere di senologia e data manger.Da anni Europa Donna Italia è attivamente impegnata perché sull'intero territorio nazionale questi centri rispettino tutti i requisiti previsti e includano, tra gli altri servizi, anche i test genomici, essenziali ormai per una cura personalizzata delle pazienti.

E' fondamentale sensibilizzare le istituzioni e i loro decisori, nazionali e locali, affinché le possibilità di diagnosi, cura e assistenza siano ugualmente accessibili in tutti i centri in Italia.In quest'ottica, è importante che i test genomici siano inseriti al più presto nei Lea, così da offrire a tutti i cittadini le stesse possibilità di eccellenza".  "Il cancro al seno fa registrare oltre 2,3 milioni di nuovi casi l'anno in tutto il mondo, mentre in Italia interessa complessivamente più di 900mila donne – aggiunge Cognetti – Numeri imponenti, in constante crescita e che rappresentano una sfida epocale per la quale è necessario un maggiore sforzo collettivo.

La ricerca clinica deve proseguire soprattutto nella direzione della personalizzazione dei trattamenti e delle terapie nelle condizioni nelle quali sono applicabili con successo farmaci che agiscono su eventuali bersagli molecolari specifici.I test genomici sono quindi una grande opportunità per milioni di pazienti e il loro utilizzo va incentivato, almeno quando esistono dimostrazioni scientifiche solide della validità di questo approccio".

Il convegno 'Next Perspectives' si è svolto alla presenza di Paolo Barelli, presidente del Gruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, e Ugo Cappellacci, presidente Commissione Affari sociali della Camera dei deputati.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Torna ‘genitori’ su carta identità, via padre e madre: la sentenza della Cassazione

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(Adnkronos) – L'indicazione 'padre' e 'madre' sulla carta d'identità elettronica è discriminatoria, perché non rappresenta le coppie dello stesso sesso che hanno fatto ricorso all'adozione in casi particolari.La dicitura corretta è, dunque, quella di 'genitore'.

La Cassazione nella sentenza 9216/2025, come riporta 'Il Sole 24 Ore', ha respinto il ricorso del ministero dell'Interno contro la decisione della Corte d'Appello di disapplicare il decreto ministeriale del 31 gennaio 2019, con il quale era stata eliminata la parola 'genitori' dai documenti per tornare alla dicitura 'padre' e 'madre'.  "Già il Tribunale di Roma aveva disposto di indicare solo 'genitore' nella carta d'identità elettronica di un minore, figlio di due madri, una naturale e una di adozione, che avevano fatto ricorso alla step child adoption – si legge sul quotidiano -.Per i giudici una strada obbligata perché il documento, valido per l'espatrio, desse una rappresentazione corrispondente allo stato civile del piccolo, che aveva il diritto a ottenere una carta d'identità, utile anche per i viaggi all'estero, che rappresentasse la sua reale situazione familiare.

Un diritto che il modello Cie, predisposto dal Viminale, non garantisce perché non rappresenta tutte 'le legittime conformazioni dei nuclei familiari e dei correlati rapporti di filiazione'.Il risultato finale, per i giudici di Cassazione, è irragionevole e discriminatorio".  "La carta elettronica, come prevista dal Dm del 2019 – scrive 'Il Sole 24 Ore' – consentiva di indicare in maniera appropriata solo una delle due madri 'e imponeva all'altra di veder classificata la propria relazione di parentela secondo una modalità ('padre') non consona al suo genere".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)