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Moglie di Gene Hackman aveva fatto ricerche su sintomi da Covid prima di morire

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(Adnkronos) – Betsy Arakawa, moglie dell'attore Gene Hackman, ha cercato su internet informazioni sui sintomi dell'influenza e del Covid e sulle tecniche di respirazione nei giorni precedenti la sua morte, avvenuta nello scorso mese di febbraio nella casa della coppia a Santa Fe, nel New Mexico.Secondo i documenti rilasciati dallo sceriffo di Santa Fe, come riporta il 'New York Times', Arakawa aveva fatto ricerche su Google per cercare di capire se il Covid potesse causare vertigini o epistassi.

La pianista 65enne è morta a causa dell'hantavirus, che può causare sintomi simili all'influenza e svilupparsi in una condizione polmonare pericolosa per la vita. Le autorità di polizia ritengono che la donna sia morta intorno al 12 febbraio e che il celebre marito, 95 anni, affetto da Alzheimer, sia morto il 18 febbraio.I loro corpi sono stati ritrovati il 26 febbraio. I dati mostrano che il 10 febbraio Arakawa aveva cercato online 'Covid può causare vertigini?' e 'Influenza ed epistassi'.

Il giorno seguente ha inviato un'e-mail al suo massaggiatore per cancellare un appuntamento, dicendo che suo marito si era svegliato con "sintomi simili a quelli dell'influenza", ma era risultato negativo al Covid.E ha anche ordinato delle bombole di ossigeno da Amazon per il "supporto respiratorio". La polizia aveva già detto che il 12 febbraio Arakawa aveva chiamato più volte una clinica per ricevere cure mediche, che non ha mai ricevuto.

Si è scoperto che aveva contratto la sindrome polmonare da hantavirus, una rara malattia respiratoria trasmessa dai roditori.Nidi e alcuni roditori morti sono stati trovati nelle pertinenze della casa della coppia, che secondo il sito Tmz era infestata di topi.  Le autorità di Santa Fe ritengono che Hackman sia morto il 18 febbraio, data dell'ultima attività registrata del suo pacemaker, che mostrava un ritmo anomalo di fibrillazione atriale.

La causa del decesso è stata una grave malattia cardiaca, alla quale ha contribuito il morbo di Alzheimer in fase avanzata.Gli esperti ritengono che l'Alzheimer dell'attore premio Oscar possa avergli impedito di rendersi conto che la moglie di oltre 30 anni meno di lui era morta nella casa in cui viveva.

I loro corpi sono stati scoperti più di una settimana dopo dalla sicurezza del quartiere.Uno dei tre cani della coppia, che si stava riprendendo da un intervento chirurgico, è morto per fame e disidratazione. I figli della coppia avevano cercato di bloccare la pubblicazione degli ultimi documenti dello sceriffo della contea di Santa Fe, ma le organizzazioni giornalistiche hanno contestato la decisione in base alle leggi sulla libertà di informazione del New Mexico.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bologna, 15enne aggredito da due ragazzi: accoltellato a volto e petto

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(Adnkronos) – Colpito al volto e al petto con un'arma da taglio e lasciato a terra dai due aggressori.E' successo nel primo pomeriggio in stazione a san Giovanni in Persiceto, a Bologna.

Vittima un 15enne di origini pakistane che agli agenti ha raccontato di esser stato ferito da due magrebini presumibilmente suoi coetanei, fuggiti senza rubargli nulla.Trasportato all'ospedale Maggiore, se la caverà con una prognosi di 20 giorni.

Sul posto la polizia Scientifica per i rilievi.I due aggressori, scappati dall’uscita posteriore della stazione ferroviaria, avrebbero portato l'arma con loro.

Sul posto non sono presenti telecamere.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi, Fitch taglia le stime di crescita mondiale: Pil sotto il 2%

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(Adnkronos) – Sforbiciata di Fitch sulle stime del Pil mondiale sull'onda della guerra dei dazi.In un aggiornamento speciale del suo Global Economic Outlook trimestrale, l'agenzia ha ''tagliato la crescita mondiale nel 2025 di 0,4 punti percentuali''.

Si prevede che ''la crescita mondiale scenderà al di sotto del 2% quest'anno, il che sarebbe il livello più basso dal 2009, esclusa la pandemia''.  L'agenzia di rating ha abbassato anche le previsioni sulla crescita del nostro Paese di 0,1 punti, ipotizzando che nel 2025 si attesti a un modesto +0,3%.L'intervento nel quadro più ampio di una drastica riduzione delle stime di crescita mondiale.

Analogo taglio anche per il prossimo anno, ma con un Pil stimato a +0,6%.  La crescita del nostro Paese è fra le più basse fra le economie avanzate con la notevole eccezione della Germania, stimata quest'anno ancora in recessione, con -0,1%, ma con un rimbalzo atteso nel 2026 a + 1,1%. Per l'Italia Fitch prevede un'inflazione in leggero aumento nel biennio (+1,7% quest'anno, +1,8% nel 2026) e un calo della disoccupazione rispettivamente al 6,3 e 6,2%.Come per il resto dell'Eurozona, l'agenzia stima un livello di tassi all'1,50% nel biennio, pari a 4 nuovi tagli da 25 punti base da parte dell'Eurotower. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, soldati cinesi catturati nel Donetsk: Kiev parla con Pechino

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(Adnkronos) – Dopo la cattura di due soldati cinesi nel Donetsk mentre combattevano contro l'Ucraina nelle fila dell'esercito russo, le autorità di Kiev hanno confermato di aver avviato contatti con le controparti cinesi per discutere del caso. "Abbiamo mantenuto contatti con la parte cinese attraverso i canali diplomatici" e "sono in corso indagini e azioni operative appropriate nei confronti di questi cittadini cinesi catturati", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri ucraino, Heorhi Tiji, citato da Ukrinform.  Il portavoce ha ricordato che l’incaricato d’affari dell’ambasciata cinese a Kiev è stato convocato presso il ministero per ricevere un messaggio chiaro: questi eventi rischiano di danneggiare gravemente le relazioni bilaterali tra Cina e Ucraina.Tiji ha ribadito che la presenza di cittadini stranieri nel conflitto è considerata illegale e ha invitato Pechino, così come tutti gli altri governi, ad adottare misure per prevenire il reclutamento dei propri cittadini da parte russa.

Un fenomeno, ha precisato, che in certi casi coinvolge anche l’Ucraina. "Rivolgiamo un appello ai governi di tutti i Paesi affinché individuino questi casi in cui la Russia arruola i loro cittadini per combattere contro l’Ucraina con l’inganno o attraverso vari espedienti", ha affermato. Da parte sua, la Cina ha negato ogni responsabilità sulla presenza dei due cittadini al fronte, mentre Kiev ha colto l’occasione per mettere in discussione la presunta neutralità di Pechino nel conflitto.I due uomini detenuti – Wang Guangjun e Zhang Renbo – hanno parlato in una conferenza stampa, affermando di essere stati ingannati dalla Russia: avevano aderito per svolgere compiti medici, ma si sono ritrovati in prima linea.

Entrambi hanno chiesto di essere rimpatriati o inclusi in un prossimo scambio di prigionieri. Ed è intanto legge marziale ancora per 90 giorni in Ucraina.La proroga, fino all'inizio di agosto, è arrivata con il voto dalla Verkhovna Rada, il Parlamento di Kiev, sul decreto presidenziale per estendere la legge marziale e la mobilitazione generale fino al 7 agosto, riferisce Ukrinform.

La legge marziale è in vigore nel Paese dall'invasione russa su vasta scala, avviata il 24 febbraio 2022.  I negoziati fra Kiev e Washington sull'accordo per lo sfruttamento delle risorse minerarie ucraine procedono intanto velocemente, ha reso noto una fonte informata a Kiev citata dall'Afp.Secondo la nuova bozza dell'intesa in discussione, gli aiuti concessi dagli Stati Uniti all'Ucraina dall'inizio dell'invasione russa non sarebbero riconosciuti come debito, come preteso in un primo momento dall'Amministrazione Trump.

Anche il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent ieri ha detto che l'accordo potrebbe essere firmato già "questa settimana".  La vice premier ucraina Yulia Sviridenko conferma quindi gli "sviluppi significativi" nei negoziati con gli Stati Uniti su un accordo "di partenariato economico" e "l'istituzione di un fondo di investimento per la ricostruzione".Le delegazioni dei due Paesi "stanno lavorando a stretto contatto per arrivare all'accordo.

Ci sono stati progressi significativi sono state apportate le giuste modifiche alla bozza di accordo grazie ai negoziatori di entrambi i Paesi" e "molto è già stato fatto", ha aggiunto in un post su Facebook, anticipando "la formalizzazione dell'intesa nel prossimo futuro".  Intanto, l'ex governatore della regione russa di Kursk Aleksei Smirnov, al potere quando è iniziata l'incursione delle forze ucraine lo scorso agosto, e il suo vice Aleksei Dedov sono stati arrestati con l'accusa di frode, ha reso noto una fonte citata dall'agenzia Tass.Smirnov, nominato governatore facente funzione solo a maggio 2024, era stato licenziato da Vladimir Putin all'inizio dello scorso dicembre, per problemi di comunicazione con la popolazione, era stato fatto trapelare, vale a dire per le proteste dei civili per il mancato adeguato sfollamento, atti di vandalismo delle case sfollate, e compensi a fronte all'occupazione delle forze ucraine, da allora peraltro molto regredia in seguito a una controffensiva russa.

Al suo posto, era stato nominato Alexander Khinshtein, deputato esperto di politiche sui media.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La volta buona, Francesca Manzini in lacrime: “Pesavo 47 chili, non mangiavo e non bevevo più”

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(Adnkronos) –
Francesca Manzini ospite oggi, mercoledì 16 aprile, a 'La volta buona' ha condiviso con i telespettatori uno dei periodi più difficili che ha segnato la sua vita, quando ha sofferto di disturbi alimentari.La conduttrice e imitatrice non è riuscita a trattenere la commozione parlando del complicato rapporto che ha avuto per anni col cibo, cominciato all'età di 15 anni.  Francesca Manzini ha ricordato gli anni della sua vita segnati da due grandi mali: prima dall'anoressia e poi dalla bulimia.

Tutto è cominciato quando la conduttrice aveva 15 anni e il motivo del malessere era legato alla separazione dei suoi genitori che Francesca ha vissuto come un "lutto": "Ho vissuto il crollo del nucleo familiare.Non c’era più niente per me.

L'evento traumatico mi ha portato in grande deperimento, ho vissuto un forte stress.Non ho voluto più mangiare, neanche bevevo più.

Mi ricordo che mia madre mi bagnava un po’ le labbra. È tremendo.Fino a stare con la flebo.

Sono arrivata a 47 chili e poi mi sono ripresa”.   Una ripresa che è durata solo per poco tempo, perché l'anoressia è sfociata presto nella bulimia, altro disturbo alimentare che Francesca Manzini ha definito, ironicamente, come "la fantastica amica": "Questi mali – ha raccontato la conduttrice – devono essere tuoi amici, li devi stringere forte per debellarli, non c’è niente da fare.Vai in ascolto, subisci, poi ti svegli.

L'unico medico siamo noi stessi, quando decidiamo di dire basta.Adesso sto bene, sto in fase dimagrante". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Leasys amplia offerta e lancia Unlimited

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(Adnkronos) – Leasys, tra i principali player in Italia nel settore del noleggio a lungo termine e joint venture tra Stellantis e Crédit Agricole Personal Finance & Mobility, amplia la propria offerta con il lancio di Leasys Unlimited la nuova formula di noleggio dedicata esclusivamente alla clientela privata, e in grado rispondere ad esigenze di mobilità specifiche di questo target sempre più attento a soluzioni flessibili e facilmente accessibili.  "Questa formula innovativa – spiega Leasys – elimina ogni limite di percorrenza semplificando la vita di chi usa l’auto frequentemente per affrontare lunghe distanze tra casa e lavoro, oppure per chi nel tempo libero deve percorrere molti chilometri per inseguire le proprie passioni, che si tratti di un’escursione in montagna o di un weekend fuori porta". Con questo prodotto l’azienda punta ad offrire un’esperienza di guida senza limiti e senza rischi di costi imprevisti legati ad eventuali esuberi chilometrici a fine noleggio, includendo nel canone mensile i principali servizi assicurativi, la manutenzione ordinaria e straordinaria, l’assistenza stradale, il servizio di infomobilità Leasys I-Care che consente tramite My Leasys App di monitorare il veicolo da remoto e di gestire tutti i servi legati al contratto di noleggio. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aids, Castagna (UniSr): “Contro Hiv screening capillari anche tra detenuti e sex workers”

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(Adnkronos) – "In questi ultimi anni abbiamo appreso e imparato moltissimo su come la prevenzione dell'infezione da Hiv va collocata all'interno di un piano strategico di prevenzione più ampia di tutte le malattie sessualmente trasmesse, tanto è vero che il piano nazionale riguarda proprio la concezione nuova dell'infezione da Hiv all'interno del panorama generale delle malattie sessualmente trasmesse".Lo ha detto Antonella Castagna, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, intervenuta all''Hiv Summit: Ending the Hiv Epidemic in Italy', evento che oggi a Roma ha coinvolto istituzioni, decisori politici, esperti del mondo medico-scientifico e rappresentanti delle associazioni.  Quali sono le azioni più importanti che possono essere fatte a diverso livello? "Innanzitutto – sottolinea la specialista – prevenzione significa screening, significa approcciare le popolazioni più difficili da raggiungere.

Oggi sappiamo che lo screening delle malattie sessualmente trasmesse, nei maschi eterosessuali e non, è abbastanza organizzato, ma abbiamo le sex workers, abbiamo le donne, abbiamo i detenuti, abbiamo tante popolazioni che devono essere raggiunte in un modo più capillare, sicuramente quindi fare prevenzione significa fare diagnosi, fare il test e poi convogliare i trattamenti nella direzione giusta.Abbiamo possibilità terapeutiche".  "Abbiamo la grande possibilità di fare prevenzione per l'infezione dell'Hiv.

Oggi abbiamo gli strumenti, sia la terapia orale e speriamo in futuro la prevenzione con i farmaci long acting.Si tratta di tradurre questi strumenti in programmi di implementazione concreta", conclude Castagna. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cavo Dragone: “La guerra è entrata nelle nostre case”. Il discorso del capo militare della Nato

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(Adnkronos) – Il presidente del Comitato Militare della Nato, l’ammiraglio italiano Giuseppe Cavo Dragone, interviene a una conferenza in Senato dopo tre mesi dal suo insediamento, sottolineando l'importanza cruciale dell'Alleanza Atlantica come garanzia della sicurezza europea.Nel suo discorso, che l’Adnkronos pubblica nella sua versione integrale, evidenzia come la guerra in Ucraina abbia profondamente cambiato la percezione della sicurezza in Europa, mostrando l'urgenza di rafforzare le capacità difensive per affrontare minacce concrete e immediate, tra cui quella dell’asse formato da Russia, Cina, Corea del Nord e Iran.

Rivela un dato notevole: del disimpegno degli Stati Uniti di cui si parla molto, al momento non c’è traccia nell’attività della Nato.Conclude sottolineando che, sebbene il futuro resti incerto, il multilateralismo e la coesione atlantica rimangono strumenti indispensabili per affrontare le sfide globali.  “Desidero ringraziare il Presidente Gasparri e gli organizzatori per l'invito all'evento di oggi (FOTOGALLERY) che mi offre la possibilità di partecipare a questo stimolante momento di riflessione, dopo tre mesi dall'assunzione del mio incarico quale Presidente del Comitato Militare della Nato. La mia intenzione è di contribuire con qualche spunto ispirato dalla mia storia professionale e dalla mia attuale esperienza alla Nato.

Quella che si vive a Bruxelles è una fase di straordinario interesse, al crocevia di accadimenti internazionali di grande portata, che sfrecciano davanti ai nostri occhi con accelerazioni incredibili, cambi di direzione improvvisi, frenate brusche. Sorge spontanea una domanda: stiamo assistendo ad un mondo in rapida evoluzione oppure ad una realtà che sta solo tentando di stabilizzarsi?In altre parole, a mio parere, lo scenario internazionale oscilla fra due prospettive: il Gattopardo di Tomasi: "se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi"; oppure, il pensiero di Alcide De Gasperi di un mondo proteso verso traguardi ambiziosi e l'Europa immaginata come "un appuntamento con la storia, un nuovo paradigma per l'avvenire del mondo, la sicurezza, la pace". Non sappiamo ancora dove il pendolo della Storia interromperà le sue oscillazioni.

Ma è sempre importante ribadire alcuni elementi fattuali anche per evitare che il proliferare di narrative e strategie di disinformazione – diffuse dai nostri avversari in tutti i Paesi del perimetro occidentale – ne possano alterare la sostanza e la fondatezza obiettiva.La democrazia e la libertà sono valori per nulla acquisiti e per i quali dobbiamo combattere senza riserve.  Non possiamo più pensare che qualcuno possa farlo al nostro posto.

L'Alleanza atlantica è il nostro vero Scudo.In 75 anni di Storia non un centimetro di territorio Nato è andato perso.

Il perimetro della convivenza civile e dei valori democratici si è progressivamente ampliato e – oggi – circa 1 miliardo di persone vivono e prosperano nell'ecosistema atlantico, dove la libertà è l'ossigeno irrinunciabile.Una storia indiscussa di successi: nessuno pensa di uscire dal perimetro dell'Alleanza, mentre tanti aspirano a farne parte.

Da parte sua, l'Europa rimane un pilastro della sicurezza atlantica. Gli Stati europei membri della Nato (30 su 32) partecipano, tutti, attivamente e senza riserve, a presidiare l'Atlantico e l'Artico, il Fianco Est e quello Sud dell'Alleanza.La coesione della Nato è un bene prezioso che va salvaguardato ad ogni costo.

La Russia ha invaso l'Ucraina tre anni fa.Ad oggi le due parti sono impegnate in una guerra di logoramento che ha imposto costi inaccettabili in termini di feriti e perdite di vite umane e, in particolare in Ucraina, determinato vaste distruzioni di centri abitati, infrastrutture civili e militari.

Il diritto umanitario internazionale, che costituiva una delle poche garanzie e un valore autentico per un militare della mia formazione, è in piena crisi.Mentre oggi, come sapete, diversi Paesi si vedono costretti ad azioni impensabili, come – ad esempio – rivalutare la propria adesione alla Convenzione di Ottawa sul bando delle mine antiuomo.

L'esigenza di investire nella Difesa è oggi una scelta doverosa e obbligata. La ragione principale non va cercata nelle tante discussioni sulla possibilità di un disimpegno degli Stati Uniti, di cui – vi posso assicurare – non vi è alcuna traccia nella pianificazione della Nato.La necessità deriva invece da valutazioni di natura squisitamente militare: la guerra in Ucraina ci ha insegnato che in Europa dobbiamo rapidamente attrezzarci ad uno scenario di guerra simmetrica convenzionale, se non vogliamo trovarci impreparati di fronte a scenari non più così impensabili, violenti, e diretti, come accade in Ucraina, verso i centri abitati, infrastrutture e popolazioni civili.  La guerra è per sua natura cinica e violenta, lo sappiamo.

Da militare vi posso dire che qualunque pianificazione strategica è tanto più efficace quanto più concentra la massima forza d'urto su uno specifico punto di fragilità dell'avversario.Se – come sta accadendo nello scenario ucraino – la guerra travolge ogni etica e consuetudine, abbiamo di fronte un'aggressione barbarica.

La realtà è per noi molto semplice: dobbiamo colmare al meglio le lacune accumulate in anni di contenimento delle spese militari.Rimanere così esposti sarebbe un errore imperdonabile.

I primi a pagarne il prezzo sarebbero i nostri figli, i nostri concittadini.In Ucraina, i nostri avversari hanno tolto ogni illusione su cosa siano capaci di fare. Vorrei provare, assieme a voi, a riflettere su alcuni aspetti di sostanza che hanno colto la mia attenzione dalla prospettiva di Bruxelles.

Il primo è quello che io definisco l'insicurezza percepita o, più semplicemente, la paura di essere aggrediti e di non potersi difendere, che ha raggiunto livelli elevatissimi, soprattutto nei Paesi alleati lungo il confine orientale della Nato. È un dato che ho percepito in tante circostanze e visite negli ultimi tre mesi.La guerra in Ucraina ne è stata la principale cinghia di propagazione a livello globale.

Sull'altro versante, anche la Russia ha ben compreso che nulla è scontato quando si comincia una guerra di aggressione e che occorre prepararsi a sostenere sacrifici ritenuti insostenibili nel lungo periodo, anche per la propria stabilità. L'impatto della guerra in Ucraina sulla psicologia collettiva è stato profondo.Stiamo sensibilizzando i cittadini al tema della cultura della sicurezza anche nella quotidianità; una iniziativa che appena alcuni anni fa sarebbe stata considerata inopportuna, se non addirittura eversiva.

La guerra, da realtà lontana e astratta, si è via via imposta come una minaccia ai nostri confini e, oggi, si va proponendo come una presenza inquietante nelle nostre case.L'insicurezza percepita è all'origine di un apparente paradosso: mentre si aprono i negoziati per la pace in Ucraina, si prospetta una sovrapposizione degli interessi di potenza di Stati Uniti e Russia in Europa, nell'Artico e in Medio Oriente.  Oggi, possiamo sperare in una fase di distensione sul piano internazionale, ma nella realtà è in atto una corsa al riarmo senza precedenti, che non riguarda solo l'Europa, ma anche i principali attori internazionali, dalla Cina all'India al Medio Oriente.

Se sarà vera pace in Ucraina lo capiremo dunque dal ridursi dell'insicurezza percepita, che è una pessima consigliera, e dal diffondersi di un clima di distensione, che appare al momento non a portata di mano. In visita in Giappone nei giorni scorsi, il Segretario Generale della Nato ha confermato che l'asse fra Russia, Cina, Corea del Nord e Iran è vivo, vegeto e paurosamente incombente.I presupposti della nostra insicurezza sono sempre presenti e non potrebbe essere diversamente.

Ma, la percezione della minaccia non si limita al settore militare, ma si estende anche a quello economico.  Questi Paesi, nell'ambito del legame Brics, assieme ad altri Paesi, sono impegnati per creare un sistema economico e finanziario antagonista a quello occidentale e, in particolare, degli Stati Uniti.L'asse portante di questa iniziativa è la Cina.

Da Bruxelles si percepisce come la richiesta agli europei di investire di più per la sicurezza del Vecchio Continente e di riequilibrare lo sforzo finanziario per la sicurezza Atlantica siano parte di una questione che esula dalle sole argomentazioni militari, e che la posizione americana non sempre venga pienamente compresa. Gli Stati Uniti spendono circa il 15% del bilancio militare per la sicurezza dell'Europa e chiedono una maggiore contribuzione degli Stati europei alla loro sicurezza.Assolutamente condivisibile.

Nella mia veste di militare, lasciatemi tuttavia evidenziare come, in tutta la storia della Nato, gli Stati Uniti sono stati l'unico paese ad avere invocato l'articolo 5, coinvolgendo tutti gli alleati – e molti Partners – nella lotta globale contro Al Qaeda e il terrorismo.Purtroppo è ben noto come nei numerosi anni di impegno in Afghanistan e in Iraq i paesi europei abbiano pianto oltre 900 soldati un tributo amaro e chiarissima evidenza di una risposta pronta e solidale di tutti gli alleati europei.

La Nato non è assolutamente in discussione, e mai lo sarà; mentre lo sono gli equilibri strategici che essa contribuisce a presidiare in maniera cruciale. Un altro aspetto è la vera – o presunta – crisi del multilateralismo, che la guerra in Ucraina ha messo in luce, costringendo alle corde le Nazioni Unite e ogni altro esercizio di cooperazione multilaterale.All'incontro di Riad del 18 febbraio scorso, gli Stati Uniti e la Russia hanno affrontato il tema della distensione e del ripristino delle relazioni bilaterali in una prospettiva di composizione ad ampio spettro dei reciproci interessi, dall'Europa, all'Artico, al Medio Oriente e al Mediterraneo allargato.

I colloqui proseguono e questo è un fatto molto significativo.  È interessante notare che, mentre si parla con sempre maggiore insistenza di un multilateralismo al capolinea, si discute parallelamente di un coinvolgimento delle Nazioni Unite per la creazione di una forza di interposizione in Ucraina, dell'impegno dei "Paesi volenterosi" per la pace in Ucraina, della costruzione di una Difesa europea.Di fatto, oggi come nei decenni trascorsi, il multilateralismo trova la sua vitalità nella volontà delle grandi potenze di comporre i propri interessi in una prospettiva di equilibri globali.  Ci sono volute due guerre mondiali per dare vita alle Nazioni Unite e sarebbe imperdonabile sottostimare l'importanza di tali strumenti in una fase storica così povera di prospettive e soluzioni innovative.

Se sarà vera pace in Ucraina non si potrà prescindere da sistemi di monitoraggio e garanzia internazionali tracciati da una cornice multilaterale.Come dicevo prima, non sappiamo ancora dove il pendolo della Storia fermerà le sue oscillazioni e ci auguriamo quanto più vicino a un riequilibrio sostanziale dei rapporti strategici che, a questo punto, avrà certamente una dimensione globale. Vorrei ricordare l'ammonimento del Presidente Eisenhower nel suo discorso del 16 aprile 1953 "Chance for Peace" che disse: "questo è un mondo in armi …

Questo non è affatto un modo di vivere, in alcun senso legittimo.Dietro le nubi di guerra c'è l'umanità appesa ad una croce di ferro.", ovvero alle armi.

La mia speranza è che la fase che stiamo vivendo possa rappresentare un'opportunità per costruire una cornice di distensione delle relazioni internazionali, già sperimentata con successo in alcune epoche del dopoguerra e, quindi, non impossibile da raggiungere anche questa volta”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Matilde Brandi e Angela Melillo, il (vero) motivo della rottura a ‘La volta buona’

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(Adnkronos) – L'amicizia tra Matilde Brandi e Angela Melillo è giunta al capolinea?Dopo giorni di indiscrezioni e presunti litigi, oggi, mercoledì 16 aprile, la showgirl Melillo è stata ospite di Caterina Balivo a 'La volta Buona' per chiarire il motivo dell'allontanamento dalla collega e amica storica Matilde Brandi.  Matilde Brandi e Angela Melillo sono state 2 delle 10 showgirl protagoniste di 'Ne vedremo delle belle', lo show di Carlo Conti che si è concluso sabato 12 aprile con la vittoria di Lorenza Mario.  Ad alimentare le voci di corridoio, di una possibile rottura tra le due showgirl, era stata proprio Matilde Brandi che incalzata dalla Balivo, nella puntata de 'La volta buona' andata in onda ieri martedì 15 aprile, aveva accusato la collega di aver detto "qualcosa riguardo l'amicizia che non avrebbe dovuto dire, un’amica vera non si comporta così".

Queste le parole di Matilde Brandi.   La conduttrice Caterina Balivo ha dato così l'opportunità ad Angela Melillo di replicare alle parole di Matilde Brandi: "Io parlo direttamente con le persone interessate, quando ho qualcosa da chiarire o un problema.Non ne parlo in giro, neanche tra colleghe.

Poi diventa un chiacchiericcio, un pettegolezzo di basso livello.Noi siamo molto amiche non è vero che io e lei non parliamo", ha esordito la showgirl, che ha detto di dare molto valore all'amicizia.  "Se un’amicizia si deve chiudere solo perché ho scelto di collaborare con una persona che non va a genio alle mie amiche…", ha spiegato Angela Melillo, senza scendere nei dettagli sulla terza persona che sta in mezzo.  "Io e Matilde – continua Angela Melillo – se dobbiamo dirci una cosa ce la diciamo.

Ognuno è libero di lavorare con chi vuole, ma l'amicizia va oltre qualsiasi tipo di scelta", ha concluso, ribadendo che l'amicizia con Matilde Brandi non si è affatto conclusa, sta vivendo solo una crisi passeggera.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aids, Antinori (Spallanzani): “In Italia 2mila casi di Hiv l’anno, 140mila con infezione”

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(Adnkronos) – "Ogni anno in Italia, secondo i dati di sorveglianza dell'Iss, sono poco più di 2mila le nuove diagnosi di Hiv a fronte dei 140mila che vivono con l'infezione.A questo numero, già molto elevato, si aggiunge una stima non precisa delle persone potenzialmente a rischio, circa 100mila che necessitano di una serie di strumenti per prevenire il contagio".

Lo ha detto Andrea Antinori, direttore di Dipartimento clinico Istituto Spallanzani di Roma, intervenuto all''Hiv Summit: Ending the Hiv Epidemic in Italy', evento che oggi a Roma ha coinvolto istituzioni, decisori politici, esperti del mondo medico-scientifico e rappresentanti delle associazioni.  In Italia "circa 23-24mila persone oggi convivono con l'Hiv e non hanno la viremia soppressa o perché non hanno una diagnosi, quindi sono totalmente inconsapevoli dell'infezione, o hanno iniziato una terapia ma non sono riusciti a mantenere il percorso di cura o, pur essendo le terapie molto efficaci, non hanno ancora raggiunto la viremia in soppressione.Quindi tutto questo comporta una possibilità di circolazione del virus.

Come si contrasta questo?Con la prevenzione", quindi "con l'uso del profilattico, che non va mai dimenticato perché è uno strumento importantissimo che serve per prevenire la trasmissione di Hiv e le altre infezioni sessualmente trasmissibili, ma soprattutto con l'uso della profilassi preesposizione, che definiamo con l'acronimo di PrEP, semplicemente una chemioprofilassi, cioè prendere dei farmaci per prevenire l'infezione prima dei rapporti o stabilmente nelle persone che hanno rapporti ad alto rischio".

Questa misura, secondo Antinori, è "molto efficace e la stiamo implementando in Italia.Sappiamo oggi che ci sono circa 12mila persone che utilizzano PrEP attivamente e stabilmente.

Questo è già un buon numero che ci mette nelle prime posizioni dei Paesi europei, però il target è molto più alto, quindi dobbiamo ancora lavorare molto".  E su come fare emergere il cosiddetto 'sommerso', interrompere le nuove infezioni e costruire una rete di prevenzione davvero efficace, Antinori non ha dubbi: "Sono circa 9mila gli italiani che hanno l'Hiv ma non lo sanno, quindi possono trasmettere l'infezione ad altri e soprattutto progredire, perché in assenza di terapia.Questo sommerso va fatto emergere con un uso appropriato del test per Hiv, strumento fondamentale, molto efficace, gratuito, che si può fare in totale anonimato.

Il test serve a far emergere queste infezioni misconosciute, per consentire a noi medici di trattare questi pazienti e, di conseguenza, di ridurre la loro carica virale, di azzerare la loro contagiosità, perché la carica virale non rilevabile significa assenza di rischio di trasmissione", conclude.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, sfida aperta alla Uefa: minuto di silenzio nonostante il divieto – Video

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(Adnkronos) – Un minuto di silenzio e una sfida aperta alla Uefa. È successo durante Ucraina-Romania, partita valida per le qualificazioni agli Europei 2026 di futsal e vinta per 3-1 dai 'padroni di casa', costretti a giocare le partite casalinghe in Germania, proprio come la Nazionale di calcio.Non è del risultato del match però che si sta parlando, ma del gesto, condiviso dalle due squadre, andato in scena a pochi secondi dal fischio d'inizio. Le due Nazionali hanno deciso infatti di osservare un minuto di silenzio per le vittime del conflitto tra Ucraina e Russia.

Tutto normale, se non fosse che la Uefa non aveva dato l'ok, proibendo quindi questo tipo di gesti 'politici'.Pochi secondi dopo il fischio d'inizio e con un solo tocco al pallone, le squadre si sono fermate per un minuto, violando così difatto le indicazioni del massimo organismo che regola il calcio europeo. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ignazio Boschetto racconta la ‘prima esperienza’ da papà: “Un’emozione incredibile”

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(Adnkronos) –
Ignazio Boschetto diventerà presto papà.Il tenore del trio de Il Volo ha raccontato l'immensa gioia che sta provando da quando la moglie Michelle Bertolini ha scoperto di essere incinta, in attesa della loro prima figlia, che si chiamerà Bianca. Ignazio Boschetto, ospite a Radio Bruno, insieme a Gianluca Ginoble e Piero Barone de 'Il Volo', ha condiviso una delle sue prime esperienze da papà. "Ieri sera eravamo a letto e ho dato un bacino al pancione", ha esordito il cantante sottolineando che ormai lo fa per abitudine per dare alla sua futura bimba la buonanotte.  "Mi sono messo a cantare 'dolce sentire…'", ha detto Ignazio Boschetto che ha cominciato a intonare il celebre brano di Claudio Baglioni 'Fratello sole sorella luna'.

E poi ha aggiunto: "Finisco di cantare, appoggio l'orecchio sulla pancia e boom…mi è arriva una pedata fortissima", racconta il cantante che con un mix di gioia e stupore ha concluso: "Mi sono emozionato tantissimo, è stata un'emozione incredibile".   Il tenore de 'Il Volo' ha annunciato la gravidanza della moglie, Michelle Bertolini lo scorso 11 aprile con un post condiviso su Instagram. "Amore mio, non sai quanto ti abbiamo desiderato.

Ancora stentiamo a credere che diventeremo genitori", si legge nel post a corredo di un carosello di foto in cui Ignazio Boschetto bacia il pancione della modella ormai in bella vista.  I futuri genitori hanno svelato che è in arrivo un fiocco rosa e che la bimba si chiamerà Bianca: "Pensavamo che eravamo già stati fortunati a trovarci noi due nella vita, ma ancora una volta ci ha sorpresi, regalandoci un’altra sfumatura di pura felicità".   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caso Garlasco, c’è un problema tecnico: Sempio ripete il rilievo delle impronte

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(Adnkronos) – Questa mattina Andrea Sempio, il 37enne amico del fratello della vittima, indagato (in concorso) per l'omicidio di Chiara Poggi, è stato sottoposto a un secondo rilievo delle impronte digitali nella stazione carabinieri di Milano Porta Garibaldi, dopo quello fatto con il laser lo scorso 4 marzo.  Sempio si è presentato spontaneamente insieme al suo legale, Angela Taccia. "Ci hanno chiamato lunedì sera, spiegandoci che il vetrino dello scanner con cui erano state prese le impronte con il laser era sporco, quindi non si leggevano bene.Per questo i carabinieri hanno deciso di riconvocare Andrea per riprendergli le impronte con il metodo classico, quello dell'inchiostro", racconta all'Adnkronos l'avvocato Taccia, assicurando che questa mattina "è stato solo ripetuto il rilievo dattiloscopico, non è stato fatto alcun altro accertamento".

Certo – aggiunge – "è un po' strano che si siano accorti più di un mese dopo che le impronte non si leggevano bene".  Nonostante il breve anticipo con cui è stato avvertito della necessità di fare un secondo rilievo delle impronte, "Andrea si è liberato dal lavoro e si è presentato spontaneamente.Mi ha detto 'se hanno avuto dei problemi, non voglio certo essere io a ritardare gli accertamenti'.

Anzi, dato che è tranquillissimo e non ha nulla da temere, dice 'più accertano e più mi fanno un favore'", racconta il legale.Tornare in caserma ed essere sottoposto al rilievo, durato oltre mezz'ora, resta però una "scocciatura", aggiunge l'altro avvocato di Andrea Sempio, Massimo Lovati, dicendosi "veramente allibito", dal fatto che il problema sulle impronte prese il 4 marzo sia emerso "più di un mese dopo".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’Aiea lancia l’allarme: “Iran non è lontano da bomba atomica”

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(Adnkronos) – L'Iran "non è lontano" dal potersi dotare della bomba atomica.Ad affermarlo è il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), Rafael Mariano Grossi, in un'intervista a Le Monde concessa a poche ore dalla missione a Teheran. "Se l'Iran possiede materiale sufficiente per fabbricare non una ma diverse bombe, non dispone però ancora dell'arma nucleare", ha detto, "è come un puzzle, hanno i pezzi e potrebbero eventualmente un giorno metterli insieme.

Resta ancora strada da fare per arrivarci.Ma non sono lontani". "Non basta dire alla comunità internazionale 'non abbiamo l'arma nucleare' per essere creduti", ha continuato Grossi, "è necessario poterlo verificare".

In vista del secondo round di colloqui, previsto per sabato prossimo a Roma, tra Iran e Stati Uniti con la mediazione dell'Oman, Grossi ha precisato che "noi non facciamo parte di questo dialogo bilaterale tra Araghchi (il ministro degli Esteri iraniano) e Witkoff (l'inviato di Trump), ma non siamo indifferenti". "Sanno bene che dovremo dare la nostra opinione su un eventuale accordo perché spetteranno a noi le verifiche.Abbiamo già avviato scambi informali", ha rivelato Grossi, "quando ci sarà un testo con disposizioni concrete, saremo chiamati a pronunciarci su modalità ed entità dei colloqui da effettuare".

E, ha sottolineato, affinché un accordo abbia "senso, serve un sistema robusto di verifiche e monitoraggio che siamo i soli a fornire". Rispetto al passato, secondo Grossi, "questa volta gli Usa vogliono arrivare a un testo più semplice, alleggerito da tutte le clausole, molto tecniche, dell'accordo del 2015", da cui nel 2018 si ritirò Donald Trump, "che non hanno resistito alla prova della realtà". "Si tratterebbe di vietare, in modo più diretto, alcune attività come l'arricchimento, ha concluso, "in cambio l'Iran otterrebbe la revoca delle sanzioni o misure di sostegno agli investimenti". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cittadinanza, Di Giuseppe (FdI): “I passaporti italiani non saranno più un business”

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(Adnkronos) – “Nelle ultime due legislature, ma potrei andare più indietro, non è stata fatta un’azione a favore degli italiani che vivono lontano dalla patria”.C’è una punta di amarezza nelle parole di Andrea Di Giuseppe, deputato di Fratelli d’Italia eletto nella circoscrizione Centro e Nord America, che è invece entusiasta del decreto che riforma il modo in cui si può ottenere la cittadinanza.

All’Adnkronos spiega che “Farnesina e Parlamento stanno lavorando in modo eccellente”, mentre riserva non poche critiche a chi sta mettendo in discussione la misura, tra cui esponenti della Niaf, la National Italian American Foundation: “purtroppo ha perso molta della sua rappresentatività nella comunità degli italiani che vivono negli Stati Uniti, le nuove generazioni non si avvicinano più al mondo Niaf.Spero che il nuovo presidente John Calvelli possa portare il cambiamento forte di cui l’associazione ha bisogno, anche perché comunque è una macchina costosa che pesa anche sulle tasse dei cittadini italiani”.  La riforma, adottata dal Consiglio dei Ministri il 28 marzo scorso, non elimina lo ius sanguinis ma mette limiti precisi per evitare abusi e fenomeni di “commercializzazione” dei passaporti italiani. “C’è un vero mercato, molto spesso illegale.

Il nostro passaporto è tra i più ambiti perché permette di lavorare nell’Unione europea, e le persone pagano anche 30mila euro per ottenerlo”, continua Di Giuseppe nel suo colloquio con l’Adnkronos. “Ogni anno vengono ‘creati’ circa 90mila nuovi italiani, è un business miliardario per studi legali, associazioni e anche per la criminalità organizzata.A questi soggetti non interessa nulla della cultura o dell’attaccamento all’Italia: in molti casi inventano parentele e falsificano documenti di piccoli comuni per creare la connessione che garantisce la cittadinanza.

Il problema per l’85% riguarda il Sudamerica, ma qui negli Stati Uniti certe associazioni che addirittura chiedono di estendere la possibilità di riconoscere questi legami risalenti più indietro del 1800, senza volerlo finiscono per dare copertura a chi opera nell’illegalità”. Ma, e questa è un’anticipazione che Di Giuseppe condivide con l’Adnkronos, nel decreto sarà introdotto un emendamento che riaprirà i termini per chi perse la cittadinanza italiana prima del 1992. “In passato gli italiani hanno dovuto scegliere quale cittadinanza mantenere.Ecco, mentre discutiamo di proposte molto concrete per il voto elettronico in modo da eliminare i brogli, di dare la tessera sanitaria a chi è iscritto all’Aire (un’altra proposta di legge di Di Giuseppe, ndr), c’è questa norma che non sposta gli equilibri ma che è figlia di un ideale di giustizia: spesso vengono da me persone anziane che mi dicono ‘voglio morire da italiano’.

Mentre ci sono decine di migliaia di nuovi italiani ‘creati’ senza alcun vero legame, ne esistono molti che chiedono di raddrizzare una stortura del nostro ordinamento.Mi batterò perché questo avvenga il prima possibile”, conclude. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mattarella ricoverato, valanga social di auguri e solidarietà. Ma spuntano i soliti squallidi haters

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(Adnkronos) – "Forza Presidente!"; "Tenga duro Presidente"; "Siamo tutti con Lei, Presidente".Una miriade di commenti social, tra quelli provenienti dal mondo della politica e quelli di gente comune, augurano una pronta guarigione al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo il ricovero al Santo Spirito di Roma per l'impianto di un pacemaker.

Ma ancora una volta, come accaduto anche in passato con altri personaggi famosi, non tutti i messaggi sono dello stesso tenore.Per alcuni l'intervento "programmato" è occasione per sottolineare i tempi lunghi della Sanità per visite, esami e operazioni chirurgiche. "Io aspetto da mesi una risonanza anche importante, ma posso crepare tranquillamente", scrive su Facebook Liliana T..

Gli fa eco Gloria C.: "Che strano…intervento programmato, per lui la sanità funziona.

Io sono otto mesi che aspetto per due interventi a seguito di un'aggressione subita".  E tra un "chi se ne frega" e l'altro, l'intervento di Mattarella per altri utenti social (anche se in percentuale molto minore) è un modo per prenderlo di mira, per rimarcare "non sei il mio Presidente".E seppure talvolta mascherati dall'ironia, non mancano i commenti vergognosi come quello di Pierluigi D.

che arriva a scrivere: "Il karma arriva".O come Flavio P. "R.i.p fai buon viaggio solo andata".

Maria Rosaria F.replica su Facebook: "Io aspetto un po' di denunce per vilipendio e poi me la riderò".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Essere donna nell’antica Pompei

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(Adnkronos) – La scoperta delle condizioni di vita delle donne e bambine, dei numerosi aspetti della vita quotidiana e della posizione che esse occupavano nella casa e nella società romana e ancor più in una città campana quale Pompei: è il filo conduttore della mostra “Essere donna nell’antica Pompei”, aperta da oggi 16 aprile, al 31 gennaio 2026, presso la Palestra grande degli scavi, a cura di Francesca Ghedini e Monica Salvadori e in collaborazione con le Università di Padova, Salerno e Verona. 

Con il suo straordinario stato di conservazione Pompei si pone come osservatorio privilegiato. La documentazione emersa nel corso dei quasi tre secoli di scavi è preziosa per analizzare il ruolo della donna nella società romana, argomento che in altri contesti sfugge a causa della esiguità delle testimonianze. Ma soprattutto a Pompei si può cogliere la presenza non solo di coloro che appartenevano ai vertici della società, ma anche di quella folla indistinta di persone ‘comuni’ a cui è stata dedicata la precedente mostra “L’altra Pompei”, con la quale l’attuale esposizione si pone in continuità. 

Un percorso di 8 sezioni nel quale attraverso affreschi, ritratti privati e funerari, graffiti, iscrizioni ed oggetti d’uso sono documentate le diverse categorie femminili: matrone, liberte, schiave; nelle varie fasi della vita: nascita, infanzia, matrimonio, maternità, morte; e nei diversi ruoli che svolgevano nella società: dalle attività di grande rilievo sociale, economico, religioso, in cui erano impegnate le matrone di alto lignaggio e le liberte arricchite, ai mestieri di ogni genere esercitati da libere e schiave (filatrici e tessitrici, ostesse, venditrici, panificatrici, mediche, fattucchiere, prostitute ecc.). 

Nella prima sala il pubblico è accolto da nomi e volti di donne, come per dare voce alla loro individualità. Inizia, poi, il racconto che illustra, grazie al supporto di eccezionali testimonianze materiali – statue, affreschi, iscrizioni, graffiti e manufatti d’ogni genere – le donne di Pompei. Nelle prime sale sono illustrati gli aspetti principali della vita privata, che per una matrona comprendeva la gestione delle attività domestiche e il rapporto con la servitù, ma anche l’educazione dei figli, la cura del proprio corpo e le attività svolte nel tempo libero. 

Ampio spazio è poi riservato alla vita pubblica e lavorativa delle donne. Si stima cha a Pompei lavoravano fino a 100 donne nella prostituzione, molte costrette perché in schiavitù, ma non tutte. Le donne di si occupavano anche di attività di grande prestigio, con importanti ricadute sociali, come emerge nella sala dedicata alle imprenditrici ed evergeti dove sono raccontati ritratti di donne che hanno segnato il loro tempo, inaugurato nuove attività, cambiato il volto della città. Le ultime tracce del loro passaggio nella vita terrena si colgono invece nelle necropoli, dove monumenti funerari, iscrizioni e corredi restituiscono il ricordo di alcune di loro. 

Il percorso si chiude con un salto nella contemporaneità che da un lato presenta i profili di alcune figure di donne che hanno dato il loro contributo alla scoperta e alla conoscenza di Pompei (Carolina Bonaparte, Wilhelmina Jashemski, Tatiana Warsher, Olga Elia), dall’altro offre ai visitatori una selezione di spezzoni cinematografici dedicati all’immagine femminile, tratti dal grande cinema d’ambientazione ispirato all’antichità romana e in particolare a Pompei.  

Il contesto del Parco Archeologico di Pompei permette poi di ampliare l’esperienza della mostra, trasformandola in una vera e propria visita tematica. Il percorso espositivo, infatti, non si esaurisce all’interno della Palestra Grande, ma propone collegamenti con una serie di edifici significativi per comprendere la condizione femminile all’interno del sito archeologico. Questi edifici segnalati lungo il percorso espositivo, permettono di creare un’esperienza immersiva e interattiva per i visitatori. Ulteriore elemento immersivo è dato dall’integrazione di podcast tematici disponibili sull’app MyPompeii, che raccontano storie di diverse donne realmente vissute nella città di Pompei 

È possibile approfondire la storia di 8 donne e dunque incontrare Flavia Agatea ed Eumachia presso le tombe a Porta Nocera; di nuovo Eumachia presso l’omonimo edificio nel Foro; Mamia e Nevoleia Tyche presso le tombe a Porta Ercolano; Asellina al Termopolio di Asellina; Giulia Felice nei Praedia di Giulia Felice; Eutychis nel quartiere servile della Casa dei Vettii; Amaryllis presso la Casa di Marco Terenzio Eudosso. È inoltre visibile la ricostruzione di un telaio verticale, legato ad una delle attività femminili per eccellenza, nella Casa della Venere in Conchiglia. 

L’obiettivo finale è quello di creare un’esperienza culturale completa, che unisca il passato e il presente in una riflessione critica sul ruolo delle donne, offrendo strumenti di comprensione non solo storica, ma anche attuale. 

Mobilità: Gesù (Greenture Snam), ‘BioGnl abbatte emissioni Co2 dell’80%’

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(Adnkronos) – "L’uso del BioGnl” con il quale sono alimentate le due automotrici ALn668 dopo la riconversione “ha una peculiarità: permette una riduzione della Co2 dell’80% e, in alcuni casi, a seconda di come il gas è stato generato nell’impianto, potremmo andare addirittura a carbon negative.L’uso del BioGnl ha permesso a questo treno di viaggiare essenzialmente a zero emissioni.

Questo, per l’ambiente, per le regioni, per i territori e per i cittadini, penso che sia fondamentale.Il ruolo di Greenture in tutto questo è la promozione dell’impiego di carburante e di infrastrutture che favoriscano la transizione energetica verso un net zero che tutti ci auspichiamo”.

A dirlo Emanuele Gesù, director project delivery commercial and operations di Greenture di Snam, in occasione della presentazione, svoltasi a Fabriano, del completamento degli interventi di rigenerazione di una coppia di automotrici ALn668, la cui alimentazione è stata trasformata da gasolio a BioGNL, nell’ambito di un progetto finalizzato alla valorizzazione in chiave green del materiale rotabile del Gruppo FS Italiane da destinare al turismo ferroviario. Il progetto di riconversione – spiega – è stato reso possibile grazie alla capacità di “cogliere tutte le opportunità che ci sono nella flotta non elettrificata di Ferrovie dello Stato, come queste due littorine". “Il mondo del trasporto stradale pesante e marittimo si sono mossi sul gas naturale liquido da ormai parecchi anni, questo perché esso riduce le emissioni di Nox e Sox, riduce completamente il particolato e ha una riduzione della CO2 del 20%, quindi porta degli enormi contributi.L’idea, che nacque qualche anno fa” di riconvertire le automotrici ALn668 “partì da una domanda – conclude – se il gas naturale liquido permette questa riduzione di emissioni nel mondo stradale e nel mondo marino, perché non impiegarlo anche nel mondo ferroviario?”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Concertone Primo Maggio: da Lucio Corsi a Gabry Ponte, ecco chi ci sarà a Roma

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(Adnkronos) – Il cast del Concerto del Primo Maggio di Roma comincia a prendere forma.Da Alfa a Shablo, passando per Brunori Sas, Gabry Ponte, Gaia, Lucio Corsi e Joan Thiele: ecco chi sono gli artisti che saliranno sul palco in Piazza San Giovanni in Laterano per celebrare la Festa dei Lavoratori con una maratona di musica e spettacolo.  Lo show sarà presentato da Noemi, Ermal Meta e Bigmama ai quali si affiancherà per una serie di incursioni il professore star dei social Vincenzo Schettini.  Tra i primi nomi annunciati: Alfa, Anna Castiglia, Bambole di Pezza, Brunori Sas, Centomilacarie, Franco126, Gabry Ponte, Gaia, Giorgio Poi, I Benvegnù, Joan Thiele, Legno & Gio Evan, Lucio Corsi, Mondo Marcio, Shablo con special guests.

Sulla base del concept 'Il futuro suona oggi', il Concerto del Primo Maggio – promosso da Cgil, Cisl e il e organizzato da iCompany con la direzione artistica di Massimo Bonelli – prova a intercettare le voci più autentiche del panorama musicale italiano, restituendo un affresco sonoro che abbraccia il presente in tutte le sue sfaccettature.  "I primi nomi che annunciamo oggi restituiscono lo spirito con cui stiamo costruendo il cast artistico del Concertone 2025: uno spaccato autentico e contemporaneo della nuova scena d’autore italiana, in cui convivono anime pop, elettroniche, urban, cantautorali e rock in un unico abbraccio musicale corale.La lineup di quest’anno sarà eterogenea ma coerente, pensata per raccontare, attraverso la musica, la complessità, le contraddizioni e la bellezza del nostro tempo" racconta il direttore artistico del Primo Maggio Massimo Bonelli.  
L’annuncio della lineup 2025 è solo all’inizio e nelle prossime settimane verranno svelati nuovi artisti che arricchiranno il cast di un evento che, ogni anno, richiama centinaia di migliaia di spettatori da tutta Italia e in diretta televisiva e radiofonica.

Sarà come sempre a libero accesso e sarà trasmesso in diretta su Rai 3 e Rai Radio 2 e in onda su RaiPlay e Rai Italia. È in corso 1MNext, il contest dedicato alla ricerca di nuovi artisti, organizzato da iCompany, che ogni anno porta sul palco del Concertone i 3 vincitori.Sono stati annunciati i 12 artisti che passano in finale: Arianna Rozzo (Bergamo), Cil (Petritoli – Fm), Cordio (Catania), Dinìche (Aversa – CE), Ëgo (Genova / Milano), Fellow (Asti), Lollo Noir (Roma), Questo e quello (Genova), Sils (Terracina – LT), Tära (Cassino – FR), Venice (Roma) e Ventidue (Roma).  Verranno giudicati dalla Giuria di Qualità composta da Massimo Bonelli (direttore artistico del Concerto del Primo Maggio, presidente giuria), Giulia Nannini (Rai Radio2), Lucia Stacchiotti (iCompany), Maria Venturini (produttrice artistica e autrice), Simona Orlando (Rockol) e Julian Borghesan (Rai Radio2).

I 3 vincitori che si esibiranno al Concertone saranno annunciati su Rai Radio2 il 23, 24 e 25 aprile, durante le puntate di 'Sogni di gloria' con Giulia Nannini e Julian Borghesan. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi e mercati ‘stressati’, governare l’incertezza è la prima sfida per i Ceo

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(Adnkronos) – Cosa si può fare per governare l'incertezza di una fase segnata dalla guerra dei dazi e dalle continue fibrillazioni dei mercati?Tenere i costi sotto controllo senza compromettere la crescita, investire per potenziare la supply chain e reinventare il flusso del lavoro per massimizzare l'impatto dell'AI.

Sono le tre indicazioni chiare che il Ceo di BCG Christoph Schweizer sintetizza introducendo il suo Weekly Brief, che titola 'In tempi incerti i Ceo devono comunque produrre risultati'.Si tratta di consigli molto pragmatici che i capi azienda possono recepire nella gestione di realtà diverse tra loro e che operano in settori e mercati diversi.   Schweizer parte da una premessa. "La storia ha dimostrato che le tradizionali misure di riduzione dei costi, come i tagli generalizzati al budget o licenziamenti generalizzati, spesso causano più danni che benefici".

E arriva alla conclusione che "le aziende più performanti adottano un approccio più strategico, effettuando tagli precisi e ben pianificati che migliorano la resilienza e persino il morale dei dipendenti, anziché indebolire l'operatività".Come si riesce a fare?

Attraverso la leadership. "Oltre l'80% delle organizzazioni più efficienti e performanti comunica chiaramente i propri obiettivi di costo dall'alto", evidenzia il Ceo di BCG, aggiungendo che gli amministratori delegati che riescono a declinare i il taglio dei costi "senza soffocare l'innovazione" sono quelli che mettono le proprie organizzazioni "in una posizione tale da affrontare l'incertezza in modo più efficace".  Anche in questo caso, il punto di partenza è l'analisi di quanto sta avvenendo a livello globale.Le tensioni geopolitiche in corso, il cambiamento dei paradigmi commerciali e l'imposizione di dazi in rapida evoluzione "fanno sì che le catene di approvvigionamento delle aziende rimangano molto probabilmente sotto pressione nel prossimo futuro".

Considerato che "le interruzioni della catena di fornitura possono rapidamente erodere la redditività e la fiducia dei clienti, rendendo essenziale sviluppare in anticipo capacità di risposta alle crisi", Schweizer si dice convinto che "investire nella resilienza della supply chain ora eviterà costose battute d'arresto in futuro".  Punto di partenza del ragionamento: "La semplice automazione dei processi esistenti non è sufficiente".Serve molto altro. "I leader devono ripensare completamente i flussi di lavoro per massimizzare il potenziale dell'AI".

Pochi dubbi sugli obiettivi che può aiutare a raggiungere.Le ricerche dimostrano che "le aziende che integrano efficacemente l'AI registrano una crescita del fatturato significativamente più elevata, rendimenti maggiori per gli azionisti e una maggiore soddisfazione dei dipendenti rispetto ai loro competitor".

C'è però un avvertimento. "Anziché sperimentare l'AI in troppe aree contemporaneamente, i Ceo dovrebbero dare priorità a poche iniziative ad alto impatto in linea con la strategia aziendale".Da dove partire, quindi? "Definire parametri di performance chiari, come la crescita del fatturato, i risparmi sui costi e il miglioramento dell'esperienza del cliente, garantirà che l'IA produca un impatto reale sul business", conclude Schweizer. (Di Fabio Insenga)  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)