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Giro d’Italia, Tarling vince seconda tappa. Roglic in maglia rosa

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(Adnkronos) –
Joshua Tarling vince la seconda tappa del Giro d'Italia, una cronometro individuale di 13,7 km con partenza e arrivo a Tirana.Il britannico della Ineos completa il percorso in 16'07" precedendo di 1" lo sloveno Primoz Roglic (Red Bull-Bora-Hansgrohe) e di 3" l'australiano Jay Vine (Uae team Emirates).

Quarto posto per il migliore degli italiani Edoardo Affini (Visma-Lease a Bike), staccato di 6".Roglic conquista la maglia rosa di leader della Corsa, togliendola per un solo secondo al vincitore di ieri, il danese Mads Pedersen (Lidl-Trek). Domani terza frazione, l'ultima in Albania, 160 km con partenza e arrivo a Valona. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milano, aggressore in fuga raccontava in tv: “Buon feeling con i colleghi”

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(Adnkronos) – Il lavoro all'hotel Berna di via Napo Torriani a Milano "sta andando molto bene, mi sento molto accettato da parte di tutti i miei colleghi.C'è un feeling molto positivo tra di noi".

Così pochi mesi fa in un'intervista al programma Mediaset 'Confessione Reporter' Emanuele De Maria, il 35enne detenuto per omicidio nel carcere di Bollate e ricercato per l'aggressione all'alba di oggi di un collega davanti all'hotel in cui era ammesso al lavoro esterno, raccontava la sua esperienza come receptionist.  "Saranno all'incirca 18 mesi.Il lavoro che svolgo io non oserei neanche definirlo come un lavoro, tanto lo faccio con passione.

Stare a contatto diretto con i clienti mi rende libero, dà un senso alla mia quotidianità, perché sento di fare la differenza nel mio piccolo", diceva alle telecamere dalla hall dell'hotel, in cui era impiegato da circa due anni.  De Maria, condannato in via definitiva per l'omicidio di una prostituta avvenuto nel 2017 nel Casertano, era stato trasferito dal carcere di Secondigliano di Napoli all'istituto milanese di Bollate da oltre tre anni. "Derivo da un percorso abbastanza travagliato, perché sono stato detenuto presso la struttura di Napoli Secondigliano, dove il regime carcerario è molto diverso, vieni gettato facilmente in una cella sovraffollata e dimenticato.Bollate è un istituto penitenziario dove secondo me la dignità umana viene ripristinata completamente.

Quindi Bollate dà reinserimento, dà fiducia, ti dà l'autostima che comunque accarezza notevolmente anche l'anima, è fondamentale", raccontava il 35enne.  (di Andrea Persili e Alice Bellincioni) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Al via la 44° edizione di OroArezzo, kermesse sulla manifattura italiana dei preziosi

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(Adnkronos) – Si è aperta oggi, con la partecipazione del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, la 44ª edizione di OroArezzo, la manifestazione di Ieg – Italian Exhibition Group dedicata alla produzione e alle tecnologie Made in Italy al servizio del settore orafo.La kermesse, in programma fino a martedì 13 maggio nei padiglioni di Arezzo Fiere e Congressi, promuove e valorizza il meglio della manifattura italiana, dall’oro e l’argento ai gioielli con pietre preziose passando per i macchinari più innovative al servizio del comparto.

Oltre 370 gli espositori, 400 i buyer esteri ospitati provenienti da 60 Paesi.Al Ministro, le Associazioni di categoria hanno consegnato un documento condiviso su sicurezza, semplificazione, formazione, passaggio generazionale, internazionalizzazione. Per il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, "il confronto di oggi è occasione di crescita e sviluppo per una città, come Arezzo, centrale a livello regionale per Produzioni di alta qualità.

Dobbiamo essere di supporto all'esposizione fieristica, al marketing territoriale e alla promozione dei nostri prodotti.Guardando alla situazione internazionale dobbiamo avere la consapevolezza di dover cercare nuovi mercati in cui sviluppare i prodotti.

In questo senso una nuova alleanza tra istituzioni e operatori è importante.Dobbiamo sostenere – conclude il governatore – un sistema alimentato da Pmi attraverso la formazione e la destinazione di nuove risorse economiche per la formazione, l'innovazione, la ricerca e lo sviluppo delle imprese che operano settore moda che si intreccia con quello dell’oreficeria.

Solo facendo squadra riusciremo a dare prospettive". "OroArezzo – ha affermato Maurizio Ermeti, presidente Italian Exhibition Group – è una perla della collezione IEG nel settore dell'oro e della gioielleria.Continuiamo a investire tanto su Arezzo, perché siamo convinti che OroArezzo rappresenti un punto di orgoglio straordinario del Made in Italy, nonostante una congiuntura molto difficile.

Le tensioni internazionali ci sono.Le guerre commerciali e incertezze geopolitiche sono sfide reali.

Ma sono certo che l'effetto sistema che abbiamo costruito insieme ai nostri partner sul territorio in questi anni ci darà la forza e gli strumenti per rafforzare costantemente il nostro posizionamento nel mondo".  Per Giordana Giordini, intervenuta in rappresentanza di Confindustria Federorafi nazionale, "in un momento storico di incertezza, è ai giovani che bisogna guardare.Crisi e trasformazione sono il contesto in cui ci muoviamo da ormai due lustri.

Noi dobbiamo saper guardare avanti, puntando con decisione sulle nuove generazioni e sulla capacità di fare squadra.Abbiamo bisogno di mantenere alta la nostra competitività guardando a nuovi mercati e raccontandoci ai giovani, offrendo loro strumenti, visione e spazi di crescita, perché sono loro il vero motore del cambiamento e il futuro del Made in Italy". Per il sindaco della città di Arezzo Alessandro Ghinelli, "OroArezzo rappresenta da anni una vetrina internazionale di straordinaria importanza per il distretto orafo e per la promozione di questa eccellenza del Made in Italy capace di garantire il mantenimento della competitività sui mercati nonostante le sfide complesse di questo periodo storico. È un momento importante di confronto e di analisi dell’andamento del mercato, ma anche l’occasione per vivere la città, ancora una volta pronta ad accogliere al meglio operatori e buyers provenienti da tutto il mondo, anche nella sua dimensione culturale". "La nostra strategia a supporto della gioielleria italiana – ha dichiarato poi Maurizio Forte, direttore centrale per i settori dell'export dell'Agenzia Ice – prevede annualmente circa 20 attività promozionali dedicate.

Ricorderei innanzitutto la partnership consolidata con IEG orientata alla valorizzazione delle fiere italiane OroArezzo e Vicenzaoro, con un robusto programma di incoming che coinvolge ogni anno oltre 1200 operatori esteri.Aggiungo poi i padiglioni nazionali italiani alle principali fiere settoriali estere Jck, le fiere di Hong Kong, Sije, necessarie per presidiare i mercati maturi e per avviare la presenza su quelli emergenti.

Fondamentali, inoltre, gli accordi con i grandi player della distribuzione organizzata e dell'e-commerce, la innovativa campagna con gli influencer negli Stati Uniti e nel Regno Unito e le indagini di mercato, attività quest’ultime realizzate in partnership con Federorafi".  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner, ultimo allenamento prima dell’esordio agli Internazionali. E il Foro lo carica

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Jannik Sinner si allena in vista dell'esordio agli Internazionali d'Italia 2025.Il tennista azzurro oggi, sabato 10 maggio, è sceso in campo per un'ora di sessione accompagnato dal suo staff, sotto gli occhi attenti di Simone Vagnozzi e Darren Cahill, in preparazione del secondo turno del Masters 1000 di Roma, in programma alle ore 19 contro Mariano Navone.

Il match contro l'argentino segnerà il ritorno del numero uno del mondo dopo la squalifica di tre mesi per il caso Clostebol. A differenza degli scorsi giorni, Sinner è sceso in campo senza uno 'sparring partner', ma ha scatenato comunque l'entusiasmo dei tanti tifosi che si sono assiepati a ogni angolo del 'campo 5' del Foro Italico.Al momento del suo ingresso, dalle tribune si sono alzati cori e applausi, con Jannik che ha risposto salutando i suoi tifosi.

Poi sono cominciati alcuni scambi di riscaldamento con Simone Vagnozzi, che lo guidava da una parte all'altra del campo aumentando man mano il ritmo. Prima il dritto, poi il rovescio e infine il servizio.Ogni colpo, passando per le volée a rete e gli smash, è stato analizzato dal team dell'altoatesino, che lo ha fermato anche per dargli qualche indicazione.

Sinner è apparso in forma e reattivo, ha colpito con forza riuscendo a trovare la profondità e aumentando la precisione dei suoi colpi, vicini alle righe e agli angoli.Al termine della sessione, Jannik ha lanciato alcune palline verso le tribune, scatenando ancora una volta l'entusiasmo del Foro e dando appuntamento tra qualche ora, sulla terra del Centrale. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, Lazio-Juventus e Sinner agli Internazionali: zona Olimpico off limits

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Sarà off limits la zona intorno all'Olimpico a Roma dove nel pomeriggio di oggi, sabato 10 maggio, sono in programma due eventi sportivi che richiameranno in quel quadrante tantissime persone.Alle 18 allo stadio Olimpico si giocherà la partita Lazio-Juventus mentre agli internazionali di tennis al Foro Italico solo un'ora dopo è prevista la sfida tra Jannik Sinner e l’argentino Mariano Navone.  E' già scattato il piano viabilità con l'istituzione di divieti di sosta ad ampio raggio nell'area, tra cui anche sul lungotevere della Vittoria e su lungotevere Oberdan.

A disposizione dei tifosi della Lazio alcune aree di parcheggio, come quelle di piazzale Clodio e di viale della XVII Olimpiade.  Nell'area del Foro Italico, dello stadio e nelle zone limitrofe saranno in campo tra i 150 e i 200 agenti della polizia di Roma Capitale che saranno pronti a chiudere il traffico temporaneamente nei momenti di maggiore afflusso e in caso di necessità per motivi di sicurezza. ⁠Possibili difficoltà di circolazione nell'area circostante durante lo svolgimento degli eventi.La più alta concentrazione di persone si prevede alla fine dei due eventi, quindi in serata.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Addio a Koyo Kouoh, curatrice della Biennale Arte 2026

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(Adnkronos) – La critica d'arte camerunense con cittadinanza svizzera Koyo Kouoh, curatrice della 61esima Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia che inaugurerà il prossimo 9 maggio 2026, è morta improvvisamente oggi all'età di 58 anni.Lo comunica la stessa Biennale, che ha appreso "con profondo dolore e sgomento la notizia della improvvisa e prematura scomparsa".

La sua nomina a curatrice della Esposizione Internazionale d'Arte del prossimo anno aveva segnato un momento storico, rendendola la prima donna africana a ricoprire questo prestigioso incarico.  Nominata a dicembre 2024 dal Cda della Biennale, Koyo Kouoh "ha lavorato con passione, rigore e visione alla realizzazione della Biennale Arte 2026", si legge in un comunicato dell'istituzione presieduta da Pietrangelo Buttafuoco.La presentazione del titolo e del tema della 61/a Esposizione avrebbe dovuto svolgersi il prossimo 20 maggio a Venezia. "La sua scomparsa lascia un vuoto immenso nel mondo dell'arte contemporanea e nella comunità internazionale di artisti, curatori e studiosi che hanno avuto modo di conoscere e apprezzare il suo straordinario impegno intellettuale e umano – continua il comunicato – La Biennale di Venezia tutta si stringe con affetto alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che hanno condiviso con lei un percorso di ricerca e di pensiero critico sull’arte contemporanea".  
"Esprimo il mio profondo cordoglio per la prematura e improvvisa scomparsa di Koyo Kouoh, curatrice della 61esima Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, alla quale stava lavorando con grande passione.

La sua mancanza lascia un vuoto nel mondo dell'arte contemporanea: la mia vicinanza a famiglia, amici, collaboratori e colleghi".Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.  Kouoh ha avuto una carriera di rilievo nel panorama artistico internazionale, distinguendosi per il suo impegno nella promozione dell'arte africana contemporanea.

Dal 2019 ha ricoperto il ruolo di direttrice esecutiva e chief curator dello Zeitz Museum of Contemporary Art Africa (Zeitz Mocaa) a Città del Capo, in Sudafrica. Koyo Kouoh era nata il 1° gennaio 1967 nella città costiera di Douala, in Camerun dove ha trascorso la sua infanzia fino all'età di tredici anni, quando si è trasferita con la famiglia a Zurigo, in Svizzera.Questo spostamento ha segnato l'inizio di un percorso internazionale che ha influenzato profondamente la sua visione curatoriale e il suo impegno nel promuovere l'arte contemporanea africana. Koyo Kouoh ha organizzato mostre significative come "Body Talk: Feminism, Sexuality and the Body in the Works of Six African Women Artists", presentata per la prima volta a Wiels a Bruxelles, in Belgio, nel 2015.

Ha curato "Still (the) Barbarians", la 37/a edizione di Eva International, la Biennale d'Irlanda a Limerick nel 2016 e ha partecipato alla 57/a Carnegie International a Pittsburgh, Pennsylvania, Stati Uniti, con il progetto espositivo ampiamente documentato "Dig Where You Stand" (2018), una mostra nella mostra, tratto dalle collezioni dei Carnegie Museums of Art and Natural History.Ha curato il Programma Educativo e Artistico di 1-54 Contemporary African Art Fair a Londra e New York dal 2013 al 2017. È stata l'iniziatrice del progetto di ricerca "Saving Bruce Lee: African and Arab Cinema in the Era of Soviet Cultural Diplomacy", co-curato con Rasha Salti presso il Garage Museum of Contemporary Art a Mosca, Russia, e la Haus der Kulturen der Welt a Berlino, Germania (2015-2018).

Attiva nel campo critico della comunità artistica in una prospettiva panafricana e internazionale, Kouoh vanta una lunga lista di pubblicazioni, tra cui "When We See Us: A Century of Black Figuration in Painting" (2022), uscito in occasione della mostra omonima aperta al Zeitz Mocaa nel novembre 2022; "Shooting Down Babylon" (2022), la prima monografia sull'opera dell'artista sudafricana Tracey Rose; "Breathing Out of School: Raw Académie" (2021); "Condition Report on Art History in Africa" (2020); "Word!Word?Word!Issa Samb and The Undecipherable Form" (2013); e "Condition Report on Building Art Institutions in Africa" (2012), per citarne alcune.

Dal 2013 al 2017 ha ricoperto il ruolo di Curatrice del Programma Educativo e Artistico della 1-54 Contemporary African Art Fair a Londra e a New York, la prima e unica fiera internazionale d’arte dedicata all’arte contemporanea africana e alla sua diaspora.Durante il mandato allo Zeitz Mocaa, il suo lavoro curatoriale si è concentrato su mostre personali approfondite di artisti africani e di discendenza africana.

In questo contesto, ha organizzato mostre con Otobong Nkanga, Johannes Phokela, Senzeni Marasela, Abdoulaye Konaté, Tracey Rose e Mary Evans. (di Paolo Martini) —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Leone XIV, visita a sorpresa al santuario di Genazzano. Poi a Santa Maria Maggiore sulla tomba di Francesco

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Visita a sorpresa di Papa Leone XIV oggi, sabato 10 maggio, al santuario della Madonna del Buon Consiglio a Genazzano, vicino Roma.  Il Pontefice che ha una grande devozione per la Madre del Buon Consiglio ha deciso di renderle omaggio visitando il santuario degli agostiniani.Ad accoglierlo in paese il vescovo, il sindaco e la banda musicale.  Dopo un’accoglienza festosa da parte di alcune centinaia di persone raccolte sulla piazza davanti al Santuario, il Papa – fa sapere il Vaticano – è entrato in chiesa, dove ha salutato i religiosi e si è fermato in preghiera, prima davanti all’altare e poi di fronte all’immagine della Vergine, dove con i presenti ha recitato la preghiera di Giovanni Paolo II alla Madre del Buon Consiglio.

Al termine, dopo la recita dell’Ave Maria e il canto del Salve Regina, il Papa si è rivolto a quanti erano in chiesa, salutando loro e il popolo di Genazzano riunito all’esterno.Insieme alla comunità, il Papa ha poi raggiunto una sala interna per un incontro privato. "Ho voluto tanto venire qui in questi primi giorni del nuovo Ministero che la Chiesa mi ha consegnato, per portare avanti questa missione come Successore di Pietro", ha sottolineato Papa Prevost nel corso della visita a sorpresa al santuario di Genazzano.

E, ricordando la visita fatta dopo l’elezione a Priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino e la scelta di "offrire la vita alla Chiesa", il Papa ha ribadito la sua "fiducia nella Madre del Buon Consiglio", compagna di "luce, saggezza" con le parole rivolte da Maria ai servitori nel giorno delle Nozze di Cana, riferite nel Vangelo di Giovanni: 'Qualsiasi cosa vi dica, fatela'".  Papa Prevost, di ritorno dal santuario di Genazzano, è arrivato nella Basilica di Santa Maria Maggiore per rendere omaggio alla tomba di Papa Francesco. Leone XIV ha raggiunto Santa Maria Maggiore, “dove si è fermato in preghiera davanti alla tomba di Papa Francesco e all'icona della Vergine, Salus Populi Romani”, spiega una nota del Vaticano. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Augias a Spalletti, le novità in libreria

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(Adnkronos) – Ecco una selezione delle novità in libreria presentata questa settimana dall'AdnKronos. 
Simonetta Agnello Hornby torna in libreria con 'Con la giustizia in testa' pubblicato da Mondadori.La scrittrice prende le mosse dalla domanda più semplice, più diretta, con cui ci interroghiamo quotidianamente: “Quello che sto facendo è giusto o sbagliato?”.

A partire da lì si toccano la giustizia dentro l’istituto famigliare, i fenomeni di ingiustizia sociale, lo spettro delle guerre (esistono guerre giuste?), l’amministrazione della giustizia, l’educazione di figli e nipoti.Agnello Hornby cerca esempi nella vita animale e indaga sulla rappresentazione della giustizia nella cultura popolare, nell’arte, nella letteratura, nelle storie che contribuiscono a creare una sensibilità civile.  Ricorda, investiga e naturalmente – lei, avvocato e giudice – rientra nelle sedi in cui, da avvocato e da giudice, ha visto praticare e ha praticato la giustizia.

Racconta che cosa fa una giuria popolare, ci fa intravedere i criteri con cui si muove il diritto di famiglia, cosa accade quando è necessario decidere se togliere o lasciare un minore ai genitori.Sullo sfondo le sue due isole, la Sicilia e l’Inghilterra, la loro storia, la loro identità, la loro civiltà: tanta ricchezza di culture e di esperienze ha maturato la singolare forma di saggezza che nutre, in queste pagine, la scrittura di Simonetta Agnello Hornby. "Dopo una vita trascorsa a interrogarmi, personalmente e professionalmente, su come il mondo abbia potuto permettere catastrofi come l'Olocausto, ho trovato la risposta tra le macerie nella mia terra martoriata, a migliaia di chilometri di distanza dai campi di sterminio europei.

Scrivo questo libro perché il genocidio di Gaza mi ha cambiata nel profondo".E' a partire da queste riflessioni che Rula Jebreal propone il suo saggio 'Genocidio' pubblicato da Piemme. "Ha rivelato il vuoto morale e politico di un mondo che riduce l'umanità a una gerarchia di morte.

Scrivo affinché nessuno, in futuro, possa dire di non sapere o che non poteva sapere.Scrivo nella speranza che ci sia ancora tempo per fermare l'espansione del genocidio coloniale di Israele in tutta la Palestina.

Scrivo perché lo slogan 'mai più' diventi una chiamata all'azione.Scrivo perché, anche quando tutto sembra perduto, le parole sono tutto ciò che rimane, e con esse l'obbligo morale di ricordare e resistere.

Scrivo perché le mie parole possano aiutare a impedire che il genocidio di Gaza diventi una dottrina da esportare nel resto del mondo, un modello da applicare ogni volta che il potere decida di avere ragione della ragione, minacciando la sicurezza e l'esistenza dell'umanità stessa".  Tra autobiografia e lucida analisi politica, 'Genocidio' è un libro duro ma necessario che richiama la società civile e la politica alle sue responsabilità, alle sue colpe, alle sue verità di comodo e omissioni.Perché, se il silenzio è comunque una forma di complicità, è anche la leva attraverso cui tutti rischiamo di saltare oltre l'ordine democratico, verso nuove giungle dominate dalla legge del più forte. Il libro ''Uno diviso due.

Fratelli e sorelle', scritto da Massimo Recalcati in libreria con Feltrinelli, indaga innanzitutto i conflitti e i tormenti che caratterizzano il rapporto tra fratelli e sorelle.Il primo moto che orienta questo rapporto non è, infatti, quello della fratellanza o della sorellanza ma quello dell’odio e dell’inimicizia.  Con la nascita di un fratello o di una sorella la nostra vita si trova esposta al regime plurale del Due, all’impossibilità di essere un Uno indiviso.

E la prima tendenza pulsionale dell’umano non è quella di accogliere il Due, ma quella di respingerlo, di negarne l’esistenza.Non può allora essere la Natura – la sostanza del sangue – a fondare un legame di fratellanza o di sorellanza. I fratelli e le sorelle rischiano sempre il conflitto aperto, la lotta senza esclusione di colpi, l’aggressività inesausta di una rivalità invidiosa e gelosa che sembra non conoscere alcuna pacificazione possibile.

Come si può allora divenire fratelli e sorelle al di là del mito della consanguineità?Come si realizza una fratellanza e una sorellanza che non siano preda dell’odio, dell’invidia o della rivendicazione aggressiva? È possibile realizzare un legame solidale discreto senza la pretesa che tutto sia condiviso, senza annullare l’esistenza separata dell’Altro, senza voler a tutti i costi costringere il reale del Due dentro il recinto chiuso dell’Uno? L'Einaudi manda in libreria 'La musica per me' di Corrado Augias.

Per sua natura sfuggente e ineffabile, la musica suscita in noi emozioni profonde.Il suo linguaggio è universale e tuttavia difficile da tradurre in parole.

Per spiegarne il mistero ricorriamo talvolta a metafore e similitudini, ma la verità è che la sua bellezza, il suo fascino e la sua forza trascendono il nostro linguaggio.Riuscire a trasmettere la gioia della musica, la sua capacità di generare sentimenti tanto intensi, è stata per anni la scommessa umana e professionale di uno scrittore e giornalista come Corrado Augias.

Un lungo corteggiamento lega la vita di Augias al mondo musicale.Fin dall’adolescenza, quando i suoi genitori lo portarono a un’esecuzione estiva della Pastorale di Beethoven nella Basilica di Massenzio, l’autore sentì che era "di fronte a qualcosa d’immenso e straordinariamente bello".

Non solo: pensò che il compositore "ci stava raccontando una storia".  Quella storia Augias ha continuato a inseguirla per tutta la vita, con il rammarico di non aver mai praticato la musica dall’interno, studiandola in modo più sistematico, e imparando davvero a suonare uno strumento.Attraverso una passione da autodidatta, non per questo meno intensa, e attraverso il suo lavoro di giornalista alla Rai – le molte trasmissioni sulla musica che ha condotto, i grandi direttori e strumentisti che ha avuto la fortuna di conoscere – Augias riesce a "entrare nella musica, conoscere i musicisti, sapere chi erano, se e in che modo il periodo storico in cui erano vissuti aveva influenzato le loro composizioni, se dalla loro esistenza era possibile dedurre qualcosa sulla qualità, sul tono delle loro opere".

Riesce a restituirci la musica e i suoi protagonisti in tutta la loro bellezza umana e artistica in un libro ricchissimo di storie, atmosfere e personaggi indimenticabili. Marco Varvello, a lungo corrispondente dalla Gran Bretagna per la Rai, firma 'Londra, i luoghi del potere', saggio in libreria con Solferino.Dopo la Germania il Regno Unito è la maggiore economia europea. È in testa per spesa e potenza militare.

Di fronte a uno scenario internazionale ad alto rischio la promessa di riavvicinarsi all’Unione europea non potrebbe essere più cruciale, anche per noi Italiani.Londra riscopre interessi e valori comuni.

Per capire il ritorno di questo Paese tra i protagonisti internazionali occorre ripercorrere il decennio appena trascorso: dalla Brexit al possibile 'reset' verso l’Europa del nuovo governo laburista, dalla fine del lungo regno di Elisabetta al nuovo corso di re Carlo.E il modo migliore per farlo è compiere un viaggio nei luoghi dove si prendono le decisioni che cambiano la storia.  Ogni capitolo è una tappa nell’affascinante metropoli inglese che spiega le tendenze in atto nel Paese: palazzi del potere come Westminster e Downing Street per indagare la fine dell’era dei conservatori e il ritorno dei laburisti.

Buckingham Palace per raccontare la svolta dei Windsor.L’ambasciata americana per approfondire il rapporto con la presidenza Trump e il dilemma di porsi tra Washington e Bruxelles.

Quartieri come l’East End, aree della grande immigrazione e di un clima sociale difficile e Kentish Town, la 'nuova Islington' dei laburisti. A raccontare i luoghi del potere di Londra e i 'dieci anni che sconvolsero il Regno' (per parafrasare il celeberrimo reportage sulla Rivoluzione bolscevica) è uno dei volti più noti della Rai, a lungo corrispondente da Londra.Che spiega la fase di ripartenza per la Gran Bretagna sia sul versante politico sia istituzionale.

Con il nuovo sovrano che ha fatto della sua malattia un segno di vicinanza a tutti i sudditi, all’unisono con la futura regina Catherine, consorte del principe William.Perché tra tabloid e social network la famiglia reale resta un capitolo importante per capire l’enigma inglese e spiegare la nuova fase della vita britannica. Luciano Spalletti, autore di 'Il paradiso esiste… Ma quanta fatica', pubblicato da Rizzoli e ct della nostra Nazionale da agosto 2023, è una delle figure più complesse e affascinanti del calcio italiano.

Uomo inafferrabile come pochi, capace di tenerezze straordinarie, ma basta sbagliare un sospiro e il velluto diventa filo spinato.Come giocatore o come allenatore ha frequentato gli spogliatoi di tutte le categorie del calcio.

Comincia da bambino nelle giovanili dell’Avane riuscendo ad arrivare agli Allievi della Fiorentina; poi riparte dai Dilettanti e si arrampica fino alla Serie A, conquistata nel 1997 da allenatore dell’Empoli. Di stagione in stagione, di vittoria in vittoria, ha fatto lustrare gli occhi a milioni di appassionati per la qualità del gioco espresso dalle sue squadre.Suo malgrado, si è trovato negli anni a gestire spinosissimi casi con alcuni dei suoi capitani favolosi e tempestosi.

In questo libro si racconta a Giancarlo Dotto, grande decifratore di anime complesse, come non aveva mai fatto fino a ora. E, mentre ci disvela le sue radici, l’amore per la terra, la fedeltà ai valori di un mondo che non c’è più, "fatto di tanto lavoro, di dignità, fatica e cose semplici", ripercorre il suo cammino.Dal principio fino allo scudetto capolavoro con il Napoli nel 2023 – il primo dall’epoca di Maradona, una città esplosa di gioia – e al tormentato addio di cui tanto si è scritto.

Per arrivare alla panchina della Nazionale con il meraviglioso obiettivo di costruire un nuovo ciclo vincente.Il paradiso esiste… Ma quanta fatica contiene la storia di mister Spalletti e insieme tante altre; libro di inquietudini e leggerezze, è un ritratto intimo e al contempo un grande affresco umano, un manuale di filosofia non solo calcistica; è un trattato sull’amicizia, sulla fatalità di perdersi e sulla felicità di ritrovarsi, sul bisogno di provare emozioni impetuose. Dopo 'La fabbrica dei destini invisibili', Cécile Baudin torna in libreria con un nuovo inquietante romanzo storico: arriva sugli scaffali con la casa editrice Nord 'Il silenzio dei lupi'.

Francia, 1835.Quando, in una gelida mattina di marzo, ai piedi dell’austero castello che ospita l’ospedale psichiatrico di Saint-Auban, viene ritrovato nella neve il corpo senza vita di un giovane studente di medicina in servizio presso l’istituto, il pensiero di tutti non può che tornare all’animale sanguinario che qualche decennio prima aveva terrorizzato la regione, mietendo decine di vittime.  Ma quella della Bestia del Gévaudan sembra ormai solo una leggenda, e l’assenza di ferite visibili sul corpo del malcapitato fa piuttosto pensare a una caduta accidentale e a un successivo assideramento.

Eppure l’ombra del passato torna a addensarsi sul caso non appena Marianne, l’infermiera dell’istituto, rinviene le prove che il giovane è stato intenzionalmente torturato e poi lasciato a morire di freddo.Nessuno sarebbe disposto a dare credito alle opinioni di una donna, tranne Victor Chastel, il giudice di pace del cantone, il cui oscuro passato gli ha fatto guadagnare la fama di lupo solitario.

Avendo sperimentato sulla propria pelle cosa vuol dire trovarsi soli a lottare contro tutto e contro tutti, Chastel decide di fidarsi dell’intuizione di Marianne e prosegue le indagini nella cittadina d’origine della vittima, dove ancora una volta si scontrerà con la diffidenza e le reticenze dei notabili della zona. E ancora una volta sarà una donna, Constance, arguta domestica di una facoltosa famiglia locale, a indicargli la strada che lo condurrà sulle tracce di un segreto tenuto nascosto per anni, un sopruso verso i più deboli che qualcuno credeva ormai sepolto per sempre, ma su cui covava un intricato quanto implacabile disegno di vendetta.Con il pretesto di un’avvincente indagine, Baudin ci regala un romanzo storico ambientato nella provincia francese sullo scorcio della Rivoluzione industriale, ancora dominata dalla sopraffazione e dalle disuguaglianze, ma in cui le donne hanno smesso di accontentarsi e cominciano finalmente a diventare padrone del proprio destino.

Anche a costo di uccidere… Eugenio Baroncelli presenta con ironia e inganno 'Il cielo più pietoso è quello vuoto' pubblicato da Sellerio, un suo libro che si presenta come un’autobiografia.Lui, biografo nei suoi libri passati di esistenze inventate e falsificatore di vite vere che si rivelano nel lampo di un singolo evento, scrittore di necrologi di persone mai morte, di recensioni e di risvolti di copertina esistenti al posto dei loro volumi, inventore di trame proprie in romanzi attribuiti ad altri e viceversa, voleva non solo un’autobiografia dell’Altro lui ('È all’altro, a Baroncelli, che capitano le cose'), ma una autobiografia dei molti 'Altri e delle loro proiezioni'.  E svolge il compito mescolando come al solito erudizione e apocrifi, futilissimi ricordi, esperienze di letture racchiuse in una frase, fatti accaduti ad altri scrittori e rivissuti in proprio, microracconti, aforismi di saggezza spogliati in principio di ogni pretesa di convincere, periferie di posti di viaggio, affetti e gesti sfuggenti.

Tutto questo in uno stile personale che ostenta di preferire su ogni espressività la musica del fraseggio, che quindi rende quasi obbligatorio far seguire a ogni breve paragrafo letto il successivo da leggere. Con Marsilio arriva sugli scaffali 'La governante' di Csaba dalla Zorza.Vista da fuori, la sua vita non mostra nessuna sbavatura, solo la precisione tipica di ciò che viene deciso a tavolino.

Una donna che ha avuto tutto: marito, figli, una bella casa, una posizione professionale invidiabile.Ha avuto tutto ciò che per molti dovrebbe dare la felicità.

Per il suo sessantesimo compleanno decide di farsi un regalo: seguire un desiderio nascosto, lasciare ciò che ha per andare altrove.  Un pezzo alla volta, la donna apre a chi legge il suo cuore, come l’armadio in cui custodisce la sua collezione di porcellane.Riprendono così aria pezzi di un’esistenza di cui nessuno ha mai avuto conoscenza.

Una confessione in bilico tra il desiderio di essere e la necessità di apparire.Una donna che ha coperto con la forza di volontà le sue fragilità, che ha dovuto lottare contro la cosa più grande che la vita potesse metterle davanti: se stessa.  La famiglia, il giudizio degli altri, la paura di essere inadeguata sono stati punti fermi ai quali aggrapparsi, ma anche da cui scivolare.

Sino al giorno in cui capisce che accettare di essere come sei, anche quando non corrisponde all’idea che gli altri hanno di te, alle aspettative che nutrono, è l’unico modo per iniziare a vivere davvero. Sarà in libreria con Salani dal 13 maggio 'La crepa del silenzio' di Javier Castillo.Staten Island, 1981.

La bicicletta di Daniel Miller viene trovata abbandonata vicino a casa sua.Ma del bambino, nessuna traccia.

Trent'anni dopo, la reporter investigativa Miren Triggs segue una pista che la porta alla terrificante scoperta di un corpo con le labbra sigillate.Insieme a Jim Schmoer, suo ex professore di giornalismo e ormai più che un amico, cerca di scoprire cosa collega i due casi; nel farlo, aiutano Ben Miller, il padre di Daniel, un ex ispettore dell'FBI che non si è mai arreso a quel vuoto straziante, a ricostruire per l'ultima volta la scomparsa del figlio, addentrandosi in un enigma in cui l’eco del passato risuona negli errori del presente e i ricordi diventano inganni. Solo il silenzio rimane il rifugio intoccabile di quell’innocenza tradita, ma l’istinto di Miren coglie una crepa da inseguire a ogni costo prima che si richiuda.

Javier Castillo torna a tenere in ostaggio i lettori con una nuova indagine di Miren Triggs, la protagonista della Ragazza di neve e Il gioco dell’anima.Un thriller che non dà tregua, in cui le vecchie ferite riaffiorano come segreti mai svelati: una sinfonia oscura e vibrante, squarciata dalla forza dolorosa e liberatoria della verità. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Trump potrebbe riconoscere lo Stato di Palestina”, le rivelazioni sulla stampa israeliana

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(Adnkronos) –
Donald Trump sta per riconoscere lo Stato di Palestina?Alla vigilia della partenza del presidente Usa per la sua missione in Arabia Saudita, arrivano rivelazioni riguardo alla possibilità che il grande annuncio sul Medio Oriente a cui ha fatto riferimento lo stesso Trump sarebbe una dichiarazioni di riconoscimento dello Stato palestinese.

La notizia, pubblicata dal sito specializzato The Media Line che cita fonti diplomatiche del Golfo, viene oggi ripresa dalla stampa israeliana.  "Il presidente Trump farà una dichiarazione riguardo allo Stato di Palestina e al riconoscimento americano e sul fatto che sarà creato uno stato palestinese senza la presenza di Hamas", afferma la fonte per la quale "se questo annuncio sarà fatto, sarà la più grande dichiarazione che cambierà gli equilibri e più Paesi si uniranno agli accordi di Abramo". Lo stesso sito, però, cita un ex diplomatico del Golfo, Ahmed al-Ibrahim che è scettico su questa possibilità, affermando di non aspettarsi che l'annuncio anticipato da Trump riguarderà la Palestina. "Il presidente egiziano Abdel Fattah el-Sisi e il re giordano Abdullah II non sono stati invitati, sono i Paesi più vicini alla Palestina e sarebbe importante la loro presenza in un evento del genere", argomenta riferendosi al summit tra Paesi del Golf e Usa che si svolgerà a Riad durante la visita di Trump, che parte per la regione il 13 maggio.  Secondo l'ex diplomatico l'annuncio riguarderà più probabilmente "importanti accordi" commerciali, "simili a quelli che si ebbero in occasione del summit del 2017, quando ci furono accordi con i sauditi per oltre 400 miliardi".Anche l'analista politico saudita, Ahmed Boushouki, è di questo avviso: "si tratta di importanti accordi economici che avranno luogo in Arabia Saudita – ha detto interpellato sempre da Media Line – forse Trump si riferiva a questo quando ha detto agli americani "comprate ora azioni, prima del mio grande annuncio nei prossimi due giorni'".   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salmo e la canzone per Emanuela Orlandi, il ringraziamento social del fratello Pietro

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(Adnkronos) – "Grazie a Salmo per il brano 'Il figlio del prete'".Così Pietro Orlandi ha dato merito al rapper per aver ricordato il caso di sua sorella Emanuela, la cittadina vaticana scomparsa a 15 anni a Roma il 22 giugno del 1983. Il brano dal titolo "Il figlio del prete" è inserito nell'ultimo disco di Salmo, 'Ranch', uscito ieri, venerdì 9 maggio.

Pietro Orlandi, che da anni si batte per conoscere la verità sulla sorte della sorella, cita parte del testo del brano: "'Il figlio del prete' nasconde la storia che tutti sapete, ha rapito minori venduti alla fede…figlio di un mostro santificato come il Padre Nostro".

E ancora: "Ispirato alla storia che tutti sapete, grazie Salmo", queste le parole che compaiono nella storia Instagram di Pietro Orlandi.  Salmo presentando la traccia ha raccontato di più sul brano: “Mi sono ispirato al documentario 'Vatican Girl: la scomparsa di Emanuela Orlandi' perché mi ha spaventato.Mi ha spaventato la verità che contiene e il fatto che viene taciuta.

Allora ho iniziato a immaginare una verità parallela, una storia parallela.Ho iniziato a immaginare che il colpevole del sequestro o dell’omicidio fosse il figlio di un prete”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Isola dei famosi, Angelo Famao si ritira dopo 3 giorni: “Gli animali ce l’hanno con me”

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(Adnkronos) – Dopo appena 3 giorni trascorsi in Honduras, Angelo Famao ha deciso di abbandonare l'Isola dei famosi, il reality show condotto da Veronica Gentili.A comunicare la decisione è stato lo stesso cantante neomelodico che alle telecamere di Mediaset ha spiegato le ragioni della "crisi" che sta vivendo sull'isola.  "Mi sono buttato in questa esperienza con grande coraggio, determinazione e convinzione soprattutto", ha esordito così Angelo Famao. "Ma purtroppo le cose non sono andate come previste.

Mi sento completamente confuso, non sono lucido per niente.Non mangio da giorni e non dormo nemmeno", ha spiegato ormai l'ex concorrente che sta vivendo una vera e propria "crisi".  "E poi sembra che qui pure tutti gli animali siano contro di me.

Ho cercato di restare fuori dalle dinamiche che si sono create, perché non mi appartengono", ha aggiunto. "Basta!Ho deciso di lasciare l'Isola", si conclude così la dichiarazione del cantante siciliano.

Tuttavia, nella prossima puntata che andrà in onda lunedì 12 maggio "conosceremo meglio le ragioni della crisi di Angelo", si legge sul post condiviso sul profilo ufficiale del reality show.   29 anni.Cantante neomelodico siciliano.

Nato e cresciuto nei vicoli di Gela, in Sicilia.La sua è una famiglia di umili origini, questo lo ha sempre portato a mantenere salda la sua attenzione ai suoi principi e valori.

Sin da piccolo sviluppa la passione per la musica neomelodica napoletana.Nonostante non abbia mai vissuto a Napoli e le sue origini non siano campane, la passione e la dedizione gli hanno fatto raggiungere un grande successo in questo genere musicale.  Nel 2018 con il brano Tu si’ a fine do’ munno ottiene la popolarità.

Il brano ha raggiunto oltre 125 milioni di visualizzazioni su YouTube e ha vinto il disco d’oro e doppio disco di platino.Grazie alla sua vivacità e la sua carica esplosiva, Angelo raggiunge un grande successo, i suoi tour e concerti coinvolgono centinaia di fan.

L’Isola sarebbe un’altra sfida da affrontare con la determinazione che lo ha sempre contraddistinto.Non teme il confronto con gli altri naufraghi, anzi è pronto a mettersi in gioco e mostrare i suoi sani principi.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

MotoGp Francia, Marc Marquez vince la sprint e torna in vetta al Mondiale. Cade Bagnaia

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Marc Marquez vince la gara sprint del Gp di Francia, centra oggi 10 maggio il sesto trionfo in sei sprint stagionali e torna in vetta alla classifica mondiale.Lo spagnolo, in sella alla Ducati ufficiale, domina davanti a due connazionali, il fratello Alex Marquez e Fermin Aldeguer, entrambi sulle Ducati del team Gresini. Quarto posto per il francese della Yamaha Fabio Quartararo, scattato dalla pole position, a seguire la Ktm dello spagnolo Maverick Vinales e la Honda dell'altro transalpino Johann Zarco. Ritirato Francesco 'Pecco' Bagnaia, scivolato al secondo giro mentre si trovava in quarta posizione.

Nella classifica iridata Marc Marquez sale a 151 punti, due in più del fratello Alex e 31 in più di Bagnaia. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Selvaggia Lucarelli punge Sonia Bruganelli, la frecciata a Sognando Ballando con le stelle

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Selvaggia Lucarelli torna nelle vesti di giurata a 'Sognando…Ballando con le stelle' e punge Sonia Bruganelli.

L'occasione è nata dopo l'esibizione di Vanessa Lacedonia e Carlo Aloia, il maestro che, nella scorsa edizione del reality show di Rai1, era il partner di ballo dell'imprenditrice.  Se c'è una cosa che non si può dimenticare della scorsa edizione di Ballando con le stelle è proprio il rapporto gelido e i continui botta e risposta sollevati tra Selvaggia Lucarelli e Sonia Bruganelli.Delle frecciate che, spesso, riguardavano la vita privata e professionale, ben lontani dal contesto della danza. "Carlo, hai una ballerina simpatica e che balla.

Secondo me dopo la stagione con la Bruganelli hai chiesto il risarcimento, il reso!", ha esclamato Selvaggia Lucarelli, facendo i complimenti alla coppia di ballo formata da Vanessa e Carlo.  "Carlo ha detto 'Torno a ballando solo se…' e hai fatto bene", ha aggiunto la giurata con tono sarcastico, scatenando gli applausi del pubblico presente in studio, che ben ricorda i trascorsi tra la giornalista e l'ex moglie di Paolo Bonolis.  Aloia ha preferito non replicare alla battuta di Selvaggia Lucarelli, ma si è limitato a sorridere di buon gusto.Anche perché i rapporti del maestro di ballo con Sonia Bruganelli sono rimasti solidi anche dopo l'edizione di Ballando con le stelle.

Infatti, l'imprenditrice che ha guardato la puntata di ieri sera, ma dal divano di casa, ha mostrato il suo sostegno al maestro condividendo tra le storie Instagram il suo codice per invitare i suoi follower a votarlo.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, estorsioni e minacce al ‘re del tiramisù’ Pompi: arrestato il cognato

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Estorsioni, minacce e continue vessazioni al 're del tiramisù' romano Roberto Pompi.Per questo oggi, sabato 10 maggio, è stato arrestato il cognato 41enne dell'imprenditore. "Come ti prendo, ti taglio la testa col coltello del pane".

E ancora: "Se mi muovo io, ti segno a vita", "E' vero che mi faccio la galera, ma io ti sfregio a vita".E poi: "Il 2 maggio tu mi porti in gioielleria, mi dai i soldi e parto.

Se no, vengo là adesso, pio 20 anni, ma quanto è vero Dio, ti do 30 coltellate in faccia (…) Voglio tutti i soldi".Sono alcune delle minacce che Roberto Pomp riceveva quotidianamente dal cognato, fratello della moglie che sarebbe stata anche lei vessata e anzi in una occasione strattonata.  Le riporta nero su bianco il gip del tribunale di Velletri, Natalia Catena, nell'ordinanza di convalida del fermo, che l'Adnkronos ha potuto visionare, del 41enne già noto per resistenza a pubblico ufficiale, lesione, violenza privata e porto d'armi abusivo.  Ad arrestarlo, dopo la denuncia presentata dall'imprenditore e da sua moglie, sono stati i carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo con le accuse di estorsione e tentata estorsione.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, l'uomo, che dall'Inps percepiva indennità di disoccupazione, avrebbe adottato sistematiche e violente condotte estorsive.In particolare, scrive il Gip, "dipendente da alcol e droga sin da quando aveva 16/17 anni, da circa 20 Pompi e la moglie avevano tentato in ogni modo di aiutarlo", senza alcun successo.

L'imprenditore aveva anche assunto il cognato nella sua azienda, ma l'uomo "si era mostrato totalmente incapace di mantenere un minimo di disciplina", come si legge nell'ordinanza, "parimenti inutile era stata la dazione di 30mila euro con la quale l'indagato avrebbe dovuto avviare una attività e che invece aveva sperperato in altro". Non solo.A gennaio scorso, il cognato avrebbe chiesto a Pompi di poter utilizzare il marchio di famiglia per aprire un locale a Ostia, poi, al suo rifiuto, gli avrebbe detto che l'affare interessava personaggi di elevata caratura criminale, costringendo di fatto la vittima a versare all'uomo 25mila euro, quindi 12.500 per ogni locale.

Non contento, nei giorni seguenti, l'indagato avrebbe continuato a chiedere soldi.Quindi l'incontro sotto al negozio di San Giovanni, dove la vittima sarebbe stata aggredita con urla e minacce perché gli consegnasse 70mila euro altrimenti sarebbero venuti "questi altri" che ne avrebbero chiesti ulteriori 200mila.

E' proprio "la violenza e l'aggressività elevate" che il Gip mette in evidenza nell'ordinanza visionata dall'Adnkronos, sottolineando che "l'indagato mostra di non avere alcuno scrupolo nonostante le vittime siano la sorella e il cognato e lo abbiano aiutato in ogni modo".E ancora, spiega il giudice, "il linguaggio utilizzato è indice di una totale assenza di freni inibitori". (di Silvia Mancinelli) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atletica, Schwazer torna a marciare e vince i 10.000 societari in Veneto

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Alex Schwazer torna a marciare e lo fa vincendo i 10.000 metri su pista della fase regionale del Veneto dei campionati assoluti di Società, con un buon 43'11"37.A San Biagio di Callalta, in provincia di Treviso, il marciatore altoatesino ha portato avanti la sua gara in tranquillità, chiudendo con 7 minuti di vantaggio sul secondo classificato (nonostante uno stop di 60 secondi dopo tre ammonizioni per sospensione).  Per Schwazer, oggi 40enne, in seguito al tentativo dello scorso 19 luglio nella 20.000 metri su pista ad Arco – in cui fu costretto a fermarsi attorno al 14° chilometro per una forte sciatalgia – si tratta di un ritorno alla vittoria simbolico, arrivato dopo la lunga squalifica per doping.  
Oro olimpico nella 50 km di marcia a Pechino, nel 2012 il marciatore venne fermato prima dei Giochi di Londra per la positività all’epo, confessata tra le lacrime.

Squalificato, venne in seguito trovato positivo per una dose infinitesimale di testosterone sintetico a un controllo a sorpresa del 1° gennaio 2016, mentre stava preparando il ritorno ai Giochi di Rio.Arrivò quindi una nuova condanna del Tas a 8 anni, squalifica terminata a luglio 2024 dopo una lunga battaglia con la Wada (l'Agenzia Mondiale Antidoping), in seguito all'archiviazione del procedimento a suo carico per non aver commesso il fatto e in virtù di un percorso differente tra giustizia ordinaria e sportiva.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner, risveglio muscolare e allenamento: la giornata di Jannik verso l’esordio

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L'attesa è finita.Oggi, sabato 10 maggio, Jannik Sinner fa il suo esordio agli Internazionali d'Italia 2025, tornando in campo dopo la squalifica di tre mesi per il caso Clostebol.

Il Sinner day è già iniziato, con il Foro Italico che si è riempito fin dalle prime ore della mattina con cappelli e magliette arancioni.Il numero uno del mondo ha iniziato il suo programma di avvicinamento al match di questa sera, valido per il secondo turno del Masters 1000 di Roma, contro l'argentino Mariano Navone, numero 99 del mondo. Questa mattina Sinner ha condiviso un messaggio, attraverso il proprio canale YouTube, per i suoi tifosi: "I preparativi sono finiti, sarà meraviglioso tornare", sono state le prime parole della sua giornata.

In mattinata Jannik ha svolto un risveglio muscolare, una sgambata per preparare il corpo a una fatica a cui, dopo tre mesi di assenza, non era più abituato.Il serrato programma d'avvicinamento al match d'esordio agli Internazionali d'Italia proseguirà nel pomeriggio, quando Sinner arriverà al Foro Italico.  Alle 16 Jannik scenderà in campo per allenarsi.

Un'ora di sessione, questa volta, a differenza dei giorni scorsi, senza 'sparring partner'.Dopo gli allenamenti, che hanno richiamato centinaia di persone, assiepate in ogni angolo del Foro per vedere il numero uno del mondo in azione, con Lehecka, Sonego, Fritz, Ruud e ultimo, ieri, con Cerundolo, questa volta l'azzurro si affiderà al proprio team, guidato da Simone Vagnozzi e Darren Cahill. Il 'riscaldamento' del pomeriggio servirà per entrare in clima partita e riscaldare i colpi, per prepararsi al match contro Mariano Navone, che all'esordio ha battuto un altro azzurro, Federico Cinà, e sogna di ripetersi: "Voglio rovinare il ritorno a Sinner", aveva detto l'argentino dopo la vittoria nel primo turno degli Internazionali.

L'orario d'inizio del match è fissato per le 19, in un Centrale tutto esaurito. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ranieri: “Somiglianza con papa Leone? L’ho notata, ma vediamo se è romanista…”

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(Adnkronos) – La domanda arriva, inevitabile, e Claudio Ranieri sorride in conferenza stampa: "Somiglianza con papa Leone XIV?Me lo hanno fatto notare.

Io non ho nessun social, ma ho molti amici che mi hanno mandato di tutto".E ancora: "Il nuovo pontefice è romanista?

Bisogna capire se sia vero o no, le voci sono tante".Il tecnico della Roma ha risposto così alle domande su
Robert Francis Prevost
, alla vigilia del big match con l'Atalanta che potrebbe valere la stagione.  Ranieri è poi tornato a parlare del prossimo allenatore giallorosso: "Se c'è già?

Posso dire che dal giorno in cui mi sono insediato il lavoro è cominciato per riportare la Roma ai piani alti.Ho detto che ci saranno due mercati in cui soffriremo.

Ho visto che alcuni allenatori si sono tirati fuori perché la Roma non va in Champions, ma non mi sembra si sia tirato fuori qualcuno.Questo è il massimo che posso dire".

Poi, la precisazione sul suo ruolo dopo l'estate: "Il presidente è contento di quello che è stato fatto.Io avrò voce in capitolo e questo è importante.

Non sarò l'uomo immagine, ma quello che deve assumersi le responsabilità.Non sono mai stato un uomo immagine, io sono un garante.

Il mio cassetto della vanità si è riempito da tempo".  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Berrettini, che esordio agli Internazionali: batte Fearnley e si emoziona

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(Adnkronos) –
Matteo Berrettini vince all'esordio agli Internazionali d'Italia 2025.Il tennista azzurro ha battuto oggi, sabato 10 maggio, il britannico Jacob Fearnley, numero 57 del mondo, in due set con il punteggio di 6-4, 7-6 (0), nel secondo turno del Masters 1000 di Roma.

Ora Berrettini sfiderà il vincente tra il norvegese Casper Ruud e il kazako Aleksandr Bublik.  Matteo Berrettini torna sul Centrale del Foro Italico quattro anni dopo l'ultima volta.L'ultima apparizione dell'azzurro risale infatti al 2021, quando fu eliminato da Stefanos Tsitsipas agli ottavi di finale.

L'accoglienza per lui, romano, è quella della grandi occasioni.Il Centrale si riempie di bandiere azzurre, mentre già cominciano a vedersi i primi cappelli e magliette arancione Sinner, e accoglie tra gli applausi Berrettini. L'inizio di Matteo però, un po' per l'emozione, un po' per l'infortunio patito a Madrid, è contratto.

Il dritto non esce con la solita potenza e il servizio è scarico.Berrettini però, seppur a fatica, riesce a piazzare il break al nono game e chiude il primo set 6-4.

Nel secondo, mentre l'entusiasmo del pubblico si accende sempre di più, l'azzurro appare sciolto e in fiducia, trovando le linee e giocando in profondità, con, finalmente, una buona continuità al servizio.Fearnley però sfrutta la lentezza di Berrettini sulle palle corte e piazza il break.

Matteo non si scoraggia, resiste e firma il controbreak e allunga il set fino al tie break, dove domina non lasciando nemmeno un punto all'avversario.Aspettando Sinner, la festa del Foro è già cominciata.  "Se potessi sentire i miei battiti cardiaci lo capiresti.

Sono nato e cresciuto in questa città, ho sempre sognato di giocare su questo campo e per troppo tempo mi è mancato tutto questo, questa atmosfera", ha detto Berrettini dal campo del Centrale, "sembrava impossibile scendere in campo, invece grazie al mio team e alla mia famiglia sono qui.Grazie a voi che mi avete dato l’energia, volevo vivere tutto questo. È solo questione di emozioni".  Matteo ha analizzato il match senza smettere di emozionarsi: "Oggi c’è stato tutto, sono sceso in campo consapevole di non poter giocare il miglior tennis perché mi sono allenato poco.

Questo campo ti dà tantissimo, ma ti toglie anche qualcosa per la tensione.Mi sono complicato la partita nel secondo set, ma anche grazie all’energia del pubblico mi sono ripreso.

Incrociando le dita fisicamente sto bene e speriamo di andare avanti".Il tradizionale messaggio affidato alla telecamera dice molto: "Mi siete mancati". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

MotoGp, Quartararo mostruoso. Pole record a Le Mans davanti a Marc Marquez

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(Adnkronos) – Il sabato di Le Mans inizia nel segno di Fabio Quartararo.Il pilota della Yamaha strappa la pole position nel Gp di Francia (la seconda consecutiva) sorprendendo tutti con il nuovo record della pista sul circuito Bugatti: con il suo 1'29"324, il francese ha migliorato di 6 decimi il tempo di Jorge Martin, valso la pole l'anno scorso.

Dietro di lui, i fratelli Marquez: Marc (Ducati) secondo, Alex (Team Gresini, attuale leader del Mondiale) terzo.Solo sesto Pecco Bagnaia sull'altra Ducati, dietro la Ducati Gresini di Femin Aldeguer e la Ktm di Maverick Vinales. Oggi alle 14.55 si assegneranno i primi punti del weekend francese con la gara sprint.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, leader europei a Kiev. Meloni: “Urgente tregua totale di 30 giorni”

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(Adnkronos) – Videocollegata con Kiev, anche la premier Giorgia Meloni ha partecipato oggi alla riunione dei leader europei 'volenterosi' "sul sostegno all’Ucraina e agli sforzi in corso per raggiungere una pace giusta e duratura, che ne assicuri la sovranità e la sicurezza".A comunicarlo in una nota è Palazzo Chigi.  "La riunione ha permesso di rinnovare l’urgenza di un cessate il fuoco totale e incondizionato di 30 giorni, rinnovando l’aspettativa che la Russia risponda positivamente all’appello fatto dal Presidente Trump e dimostri concretamente, come già fatto dall’Ucraina, la volontà di costruire la pace", ha spiegato la nota. Nel corso della discussione si è anche "ribadita l’importanza del grande appuntamento a sostegno di Kiev che verrà ospitato dall’Italia a luglio con la Conferenza a livello capi di stato e di Governo per la ricostruzione dell’Ucraina". Il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier britannico Keir Starmer si trovano oggi nella capitale ucraina insieme al premier polacco Donald Tusk per parlare con il presidente Volodymyr Zelensky di pace e sicurezza del Paese in guerra con la Russia, all'indomani della parata con cui Vladimir Putin ha messo in mostra la forza di Mosca.

All'incontro, da remoto, ha partecipato anche la premier Meloni. Secondo una dichiarazione congiunta, obiettivo dell'incontro è anche coordinare gli sforzi per sostenere un piano per una pausa nei combattimenti di 30 giorni. "Insieme agli Stati Uniti, chiediamo alla Russia di accettare un cessate il fuoco di 30 giorni completo e senza condizioni per fare spazio a colloqui su una pace giusta e duratura", affermano i leader. "Siamo pronti a sostenere colloqui di pace il prima possibile, a parlare dell'attuazione tecnica del cessate il fuoco e a preparare un accordo di pace completo", rimarcano, assicurando che continueranno a "intensificare la pressione sulla macchina da guerra della Russia" fin quando Mosca non accetterà un cessate il fuoco duraturo. "Di ritorno a Kiev, il mio primo pensiero va agli ucraini.Da oltre tre anni resistete con coraggio ammirevole.

Per la vostra terra.Per la vostra libertà.

Per l'Europa.Perché sì, qui si gioca la sicurezza del nostro continente.

Di fronte all'aggressione della Russia, la nostra risposta deve essere collettiva", ha scritto intanto in un lungo post su X il presidente francese nel giorno della missione a Kiev con "Germania, Polonia e Regno Unito". "Ho tre messaggi – prosegue – Innanzitutto, la pace.Una pace giusta e duratura comincia da un cessate il fuoco completo e senza condizioni.

E' la proposta che sosteniamo con gli Usa.L'Ucraina l'ha accettata dall'11 marzo.

La Russia tergiversa, pone condizioni, prende tempo e prosegue la guerra d'invasione.Se Mosca continuerà a ostacolare, noi rafforzeremo la pressione, come europei e in stretto coordinamento con gli Usa.

Elogiamo l'appello del Presidente Trump a fare questo passo". "La nostra unità è la nostra forza.E' anche il senso di questa missione: tutti noi vogliamo la pace!

Poi, la sovranità.L'accordo di pace dovrà garantire la sicurezza.

E' su questo che abbiamo lavorato durante le riunioni di Parigi, Londra e oggi a Kiev.Andiamo avanti insieme.

Infine – conclude – il futuro.L'Ucraina si batte per la sua popolazione, ma anche per l'ideale europeo in cui crediamo.

Un'Ucraina libera, forte, prospera ed europea: è il nostro orizzonte.La storia ci guarda". Il cancelliere tedesco Merz minaccia intanto conseguenze di vasta portata per la Russia se rifiuterà un cessate il fuoco di 30 giorni in Ucraina e colloqui di pace per porre fine al conflitto. "Ci sarà un forte inasprimento delle sanzioni e un ulteriore aiuto massiccio per l'Ucraina.

In ogni caso, a livello politico, finanziario, ma anche aiuti militari", ha detto alla Bild.E gli Stati Uniti sosterranno la strategia, ha puntualizzato Merz. Ora sta al leader russo Vladimir Putin, che "deve dare una risposta a questa offerta", ha detto il cancelliere. "Dopo l'incontro della coalizione dei volenterosi qui a Kiev, tutti e cinque i leader hanno avuto una fruttuosa chiamata con il presidente Usa concentrata sugli sforzi di pace".

E' quanto scrive quindi il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, nel post su X in cui afferma che Kiev "e tutti i nostri alleati" sono pronti al cessate il fuoco incondizionato già da lunedì. "L'Ucraina e tutti i nostri alleati sono pronti ad un cessate il fuoco incondizionato di terra, aereo e navale per almeno 30 giorni a partire già da lunedì", ha annunciato, spiegando che se la Russia accetta e viene assicurato un effettivo sistema di controllo, un cessate il fuoco durevole e misure di 'confidence-building', possono aprire la strada a negoziati di pace", ha poi aggiunto il ministro ucraino. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)