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Edilizia, Assogaliquidi: “Per riscaldamento domestico servono alternative a elettrico”

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(Adnkronos) – “Noi non abbiamo nessuna ambizione di fare una guerra all'elettrico o ad altre soluzioni sostenibili: vogliamo semplicemente mettere in luce il principio della neutralità tecnologica cioè la possibilità di utilizzare se possibile soluzioni diverse ugualmente valide per i consumatori e per gli utenti, che devono essere messi nella condizione di scegliere caso per caso la soluzione più opportuna”.Lo ha dichiarato il presidente di Assogasliquidi-Federchimica Matteo Cimenti a margine di un evento organizzato al Parlamento europeo sulla decarbonizzazione nei consumi residenziali. “Il legislatore europeo nella passata legislatura ha scelto una strada che punta tutto sull’elettrico”, ha affermato Cimenti soffermandosi sulle sfide che pone la direttiva sulla prestazione energetica degli edifici.

La legge europea, entrata in vigore nel 2024, e ribattezzata direttiva “Case green”, stabilisce una scadenza per l’eliminazione graduale delle caldaie a combustibili fossili entro il 2040. “La maggior parte degli edifici non hanno la capacità per avere una pompa di calore elettrica per motivi di spazio, di costo e di vetustà degli immobili”, ha sottolineato.  “Molti edifici possono essere decarbonizzati invece attraverso delle soluzioni tecnologicamente già esistenti come sono le caldaie a condensazioni, che sono in grado da oggi di poter utilizzare anche delle percentuali crescenti di gas di origine rinnovabile”.La direttiva, ha spiegato il presidente di Assogasliquidi, “ha degli obiettivi via via crescenti in vista del divieto di installazione di caldaie a gas”. “Dobbiamo capire se sia scientificamente e concretamente: secondo lo studio che oggi abbiamo presentato non è possibile per una parte degli edifici”, ha affermato Cimenti prima di mostrare a parti interessate ed eurodeputati la relazione commissionata insieme ad Associazioni Proxigas, Assogas, Federchimica-Assogasliquidi, Assotermica e Utilitalia. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Strage di Erba, no Cassazione a revisione: “Riscontri innumerevoli, prove solide”

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(Adnkronos) – Sulla strage di Erba, la base di raffronto rispetto alle prove nuove "è costituita da un tessuto logico-giuridico di notevole solidità non solo per la forza espressa da ognuna delle principali prove acquisite in ragione della loro autonoma consistenza ("confessione dei due imputati, ancorché ritrattata, ammissione di colpa riportata in appunti manoscritti e in scritti diretti a terzi, deposizione dibattimentale dell'unico testimone oculare, Frigerio, presenza di traccia ematica riconducibile a Valeria Cherubini sull'auto di Romano"), ma anche per la presenza di innumerevoli e minuziosissimi elementi di riscontro".E’ quanto si legge nelle motivazioni della sentenza con cui i giudici della Quinta sezione penale della Cassazione lo scorso 25 marzo hanno rigettato la richiesta di revisione del processo sulla strage, presentata dai difensori di Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati in via definitiva all'ergastolo.  “I consulenti dei condannati – scrivono i supremi giudici – muovono dal dato che Mario Frigerio (sopravvissuto alla strage, ndr) non abbia riconosciuto, all'inizio, Olindo Romano e sostengono che, in base alle più recenti conquiste delle neuroscienze, non sia possibile passare da un volto ignoto al successivo riconoscimento di un volto noto.

In realtà la sentenza definitiva di condanna ha appurato che Mario Frigerio aveva riconosciuto immediatamente e senza ombra di dubbio Olindo Romano mentre usciva da casa Castagna e proprio per questo gli si era avvicinato con fiducia – si legge nelle 53 pagine delle motivazioni -.Come Frigerio stesso ebbe modo di spiegare in dibattimento, non intese dirlo subito agli inquirenti, ai figli e agli altri che lo sollecitavano, perché voleva capire: non si capacitava dell'accaduto e la sua mente rifiutava che un vicino di casa potesse aver aggredito con una simile brutalità lui e la moglie’’. Inoltre, "la richiesta di revisione adduce una serie di elementi dai quali’’ desumere che in realtà l'11 dicembre 2006, giorno della strage, "vi erano altre persone ad attendere le vittime all'interno dell'appartamento e ciò nell'intento di dimostrare la falsità delle confessioni e di rendere plausibile una ipotesi alternativa’’.

Per la Cassazione però "non si ravvisa alcun vizio argomentativo nella valutazione della Corte di appello di Brescia che ha ritenuto questi elementi del tutto irrilevanti: le dichiarazioni e le interviste televisive provengono da soggetti già sentiti e presentano indicazioni generiche e inconcludenti, quando non anche frutto di mere illazioni o convinzioni soggettive, peraltro smentite da dati di fatto di segno contrario’’.  Per i supremi giudici "è manifestamente infondata la doglianza, ripetutamente evocata dai ricorrenti, circa l'assenza di una valutazione sinergica dei nuovi elementi di prova, da leggersi non in modo atomistico ma nelle reciproche interessenze.Tale vizio permea, semmai, il costrutto impugnatorio che, incentrato su isolate circostanze (spesso marginali), non sperimenta un effettivo raffronto con la reale struttura argomentativa e probatoria (complessa e articolata) posta a fondamento della pronuncia definitiva di condanna.

Va aggiunto che, come si è visto, molti dei nuovi elementi proposti sono del tutto sforniti di idoneità dimostrativa, sì da rendere superflua una comparazione.Infine, la Corte di appello di Brescia non si è affatto sottratta al compito di effettuare una comparazione globale tra elementi ‘vecchi e nuovi’.

La motivazione sulla inammissibilità delle richieste è esaustiva, immune da cadute di logicità e dai denunciati travisamenti della prova’’, concludono i giudici della Cassazione. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sobiecka (L’Oréal Italia): “Per nove anni valutati Aaa con certificazione Cdp”

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(Adnkronos) – "L’impegno contro il cambiamento climatico e la deforestazione e a favore della protezione della biodiversità e delle risorse idriche ci è valso la tripla A nella certificazione Cdp.Siamo l’unica azienda al mondo ad aver ottenuto questa certificazione per nove anni di fila, un risultato che mostra davvero il nostro impegno, che prosegue da molti anni, sul tema”.

Lo ha detto Ninell Sobiecka, presidente e amministratore delegato di L’Oréal Italia, all’edizione 2025 di L’Oréal For The Future Day, l’evento con cui il Gruppo presenta i risultati e gli obiettivi in tema di sostenibilità sociale ed ambientale, uno dei principi cardine della strategia di L’Oréal.  “L’impegno di L’Oréal in sostenibilità comincia quarant'anni fa.Nel 2013 abbiamo lanciato il nostro primo programma in questo ambito – spiega Sobiecka – e nel 2020 è nato il nostro programma più recente ‘L’Oréal for the future’.

Il nostro impegno in sostenibilità si fonda su tre pilastri: il primo è la trasformazione interna dei processi, del nostro modo di lavorare e di come realizziamo i prodotti.Il secondo si rivolge all’esterno e prevede di coinvolgere i nostri fornitori, clienti e consumatori in questa trasformazione.

Terzo ed ultimo pilastro quello degli investimenti finanziari mirati a risolvere problematiche sia di sostenibilità ambientale che sociale, con grande attenzione all’empowerment femminile.Il nostro attivo coinvolgimento nelle sfide per una maggiore sostenibilità ci è stato riconosciuto anche da Ong indipendenti”.  “È la decima volta che organizziamo questo evento, la quarta nell’ambito del programma L’Oréal for the Future, e la ragione per cui siamo qui, estremamente emozionati, è il secondo pilastro di cui parlavo poco fa: siamo convinti che è fondamentale coinvolgere tutti nel processo di sostenibilità avviato.

Solo lavorando insieme – precisa la Presidente e Ad di L’Oréal Italia – con clienti, fornitori e Ong, possiamo raggiungere una radicale e significativa trasformazione”.Grande importanza riveste anche il coinvolgimento e la sensibilizzazione delle nuove generazioni, come illustra in conclusione Ninell Sobiecka: “Siamo particolarmente felici di aver tenuto questo evento all’università Iulm di Milano, rendendo possibile il coinvolgimento degli studenti nella nostra masterclass sulla sostenibilità.

Una delle principali sfide per le nuove generazioni credo sia proprio quella di trovare soluzioni a problemi complessi e prementi come quelli ambientali e sociali.I giovani hanno quindi un ruolo importante da giocare, usando anche le nuove tecnologie e gli strumenti che possono davvero aiutare a trasformare il nostro pianeta.

Contiamo su di loro e sono assolutamente fiduciosa che riusciranno a raggiungere l’obiettivo”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Paolini, che cuore: rimonta Shnaider e va in semifinale agli Internazionali

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(Adnkronos) –
Jasmine Paolini in semifinale agli Internazionali d'Italia 2025.La tennista azzurra oggi, martedì 13 maggio, ha battuto ai quarti di finale la russa Diana Shnaider in tre set con il punteggio di 6-7, 4-6, 6-2.

Paolini vola quindi in semifinale al Masters 1000 di Roma, dove affronterà la vincente del match tra l'americana Peyton Stearns e l'ucraina Elina Svitolina Nel primo set Paolini parte forte, piazza subito due break, spinta dall'entusiasmo, che mai è mancato in questi giorni, del Centrale, e vola sul 4-0.Poi però stacca la spina e si fa recuperare, con Shnaider, numero 11 del mondo, che sale fino al 4-4.

L'equilibrio continua fino al tie break, dominato dalla russa, che conquista così il primo parziale 7-6.L'inerzia del match non cambia nel secondo parziale.

La russa continua a spingere, piazza due break in apertura e si porta sul 4-1.Quando la pioggia bagna la terra del Foro Italico, e la partita viene sospesa, Paolini ha un fitto colloquio con Sara Errani, compagna di doppio e improvvisamente mental coach.  Da quel momento l'azzurra reagisce, piazza subito un break e si porta a un passo dall'avversaria.

Jasmine gioca più veloce e conquista un altro break, pareggiando i conti sul 4-4, proprio come aveva fatto la russa nel primo parziale.Paolini, numero 5 del ranking Wta, domina i restanti due game e conquista così il secondo set 6-4.

Nel terzo parziale la russa parte forte e ruba subito il servizio a Paolini.La russa si innervosisce, se la prende con il pubblico e si deconcentra.

Jasmine ne approfitta e pareggia i conti nel quarto game.Shnaider sembra sempre più fuori dalla partita, l'azzurra continua a spingere e conquista il set 6-2, volando in semifinale.  "Non so che dire. È stata una partita durissima, ho iniziato bene poi c’è stato un calo d’intensità.

Fortuna che ha piovuto cinque minuti sul 4-0 e mi sono ripresa, l’angolo mi ha aiutato tantissimo e ancor di più il pubblico perché ero andata in confusione", ha detto Paolini pochi minuti dopo la vittoria su Shnaider, "nei momenti più duri della partita siamo stati lì insieme, abbiamo lottato con pazienza e abbiamo portato a casa questa partita.Sono sollevata, per come si era messa l’abbiamo scampata".  Poi ha rivelato cosa le ha detto Sara Errani: "Non cambiare sul dritto, gioca sempre sul rovescio.

Gioca solo quando hai la palla comoda sul dritto.Sono contentissima, essere in semifinale a Roma è un sogno".

Un pensiero anche per Sinner, il prossimo a giocare sul Centrale: "Mi dispiace che stia piovendo ora che deve entrare Jannik.Muso non so quanto sta, ma speriamo di andare tutti avanti.

Grazie a tutti voi, veramente". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Samantha de Grenet tradita dall’ex fidanzato: “Ecco come mi sono vendicata”

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(Adnkronos) –
Samantha de Grenet ha raccontato ospite oggi, martedì 13 maggio, a 'La volta buona' di quando ha scoperto di essere stata tradita dal suo ex compagno. "Non ho mai dimenticato", ha detto la showgirl e conduttrice televisiva che ha raccontato nel salotto di Caterina Balivo di aver pianificato una vendetta contro l'ex e la sua amante.  Samantha de Grenet ha scoperto del tradimento quando si trovava in vacanza in Sardegna insieme a una sua amica.Tornata a Milano per lavoro, lascia l'ex fidanzato e attua un piano di vendetta contro l'amante, che era una sua amica di vecchia data: "Più forte è l'amicizia, più grande è il dolore", ha esordito la showgirl che si è detta fiera e orgogliosa del suo piano "malvagio".   "Ho finto di essere una manager di eventi e sfilate", ha spiegato De Grenet. "All'epoca lavoravo molto in Germania quindi sapevo esattamente dove mandarla".

Tra le risate e gli applausi del pubblico, Samantha spiega nei dettagli il suo piano contro l'amante: "La chiamo sotto nome di un'importante agenzia, facendo però parlare una mia amica.Le propongo di partecipare a un grandissimo evento che coinvolgeva clienti italiani e le dico che l'avrei pagata profumatamente", ha detto de Grenet che ha pensato a tutto nei minimi dettagli: nella chiamata le aveva promesso ogni beneficio, dal biglietto di invito a quello dell'aereo con "posto in prima classe".  Ecco che arriva la svolta del piano: "Lei arriva in aeroporto, le arriva una telefonata in cui le viene comunicato che c'è stato un problema con le carte di credito e che alla fine si doveva pagare lei il biglietto, il taxi, l'hotel, fino a scoprire che la sfilata non esisteva.

Quindi è tornata indietro a mani vuote e pagando tutto di tasca sua".Morale della favola? "Andare a letto col mio fidanzato le è costato qualcosa", ha concluso Samantha de Grenet.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bignami (Siaarti): “Ai aiuta anestesista a definire rischio singolo paziente”

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(Adnkronos) – "All'interno del patient journey", quindi del percorso del paziente, "in anestesia e rianimazione sono moltissime le applicazioni dell'intelligenza artificiale.Un esempio molto importante è la stratificazione del rischio di ogni singolo paziente: passiamo infatti da avere un rischio generico di una complicanza – pensiamo a un paziente che viene sottoposto a un intervento per l'appendicite acuta – a definire dei rischi personalizzati per ogni singolo paziente".

Lo ha detto Elena Bignami, presidente Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva, rappresentante di Siaarti in Fism, Federazione società medico scientifiche italiane, all'Adnkronos Salute in occasione di 'L'Ai Week', la fiera europea dedicata all'intelligenza artificiale in corso a Rho-Fiera Milano. La stratificazione del rischio clinico sul singolo paziente "ci permette anche di poter ottimizzare tutto il periodo perioperatorio, quel periodo che va dal prericovero al periodo intraoperatorio e nel postoperatorio – spiega Bignami – sia dal punto di vista clinico sia organizzativo.Questo per noi è molto importante", specie "in un periodo di risorse limitate e che, comunque, non vanno sprecate.

Ci sono infatti strumenti di intelligenza artificiale – aggiunge – che ci permettono di capire quale sarà il paziente che avrà le complicanze principali, per esempio l'insufficienza renale acuta, l'insufficienza di altri organi specifici o la necessità di terapia intensiva: questo ci permette prevenire il fatto che accadano.Ci sono poi strumenti organizzativi che fanno in modo di poter usare in modo concreto e appieno tutte le risorse a disposizione dei nostri pazienti.

Per esempio nella sala operatoria, che è un ambiente molto costoso e ad alta performance – sottolinea la presidente Siaarti – l'intelligenza artificiale ci aiuta" a sfruttare al meglio ogni aspetto. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Amazon lancia Econo.Mia, piattaforma e-learning per accrescere competenze economico-finanziarie

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(Adnkronos) – Da oggi tutte e tutti i dipendenti di Amazon in Italia potranno usufruire di un nuovo strumento di crescita personale, reso possibile grazie alla collaborazione dell’azienda con ActionAid attraverso Fondazione Realizza il Cambiamento.Prende vita la piattaforma digitale Econo.Mia, un percorso di alfabetizzazione nato con l’obiettivo di accrescere e consolidare le competenze economico-finanziarie, centrali per poter assumere decisioni informate e autonome, soprattutto in ottica di equità di genere.

Il training, sviluppato con il supporto della piattaforma Rame, proseguirà fino a fine anno e si comporrà di una serie di videolezioni e altri materiali improntati a fornire una conoscenza di base utile per la vita di tutti i giorni, con strumenti e suggerimenti pratici, valorizzando una cultura del rispetto e dell’equità.  Salvatore Iorio, hr director delle operations di Amazon in Italia, ha commentato: “Econo.Mia nasce dall’ascolto attento delle e dei nostri dipendenti, della società in cui viviamo, nasce dal dialogo con il territorio e dal confronto con importanti figure istituzionali ed enti del terzo settore.In un contesto come quello Italiano, in cui l'alfabetizzazione economico-finanziaria registra livelli ancora bassi, riteniamo che offrire opportunità di formazione sia essenziale non solo per la crescita professionale, ma soprattutto per quella personale e familiare.

L’assenza di queste competenze genera, nella migliore delle ipotesi, difficoltà a reagire ai cambiamenti del mondo, strutturare obiettivi, soprattutto in contesti di grande incertezza come quello attuale, e immaginare il proprio futuro con padronanza, consapevolezza e autonomia.Soprattutto, però, può condurre a relazioni personali, familiari o professionali all’insegna della dipendenza, che costituiscono un grave fattore di rischio per l’autonomia e la sicurezza della persona.

In Amazon abbiamo da sempre investito nella crescita delle nostre persone, e questo ambito, così cruciale nel percorso per l’equità di genere, non può costituire un’eccezione”. Inoltre, in alcuni territori in cui è presente con le proprie sedi logistiche, Amazon proporrà alcuni momenti di riflessione sui temi dell’educazione finanziaria come strumento nella lotta alla violenza di genere, in collaborazione con ActionAid.Il pubblico che prenderà parte a questi eventi avrà la possibilità di iscriversi gratuitamente al training, altrimenti riservato esclusivamente ai dipendenti Amazon, alle loro famiglie e alla community di ActionAid.

Presentato oggi a Roma, il lancio del progetto è stato occasione per un momento di confronto sull’insufficiente livello di alfabetizzazione economico-finanziaria in Italia e sulle conseguenze dirette che ciò comporta in termini di violenza economica ed equità di genere.Tra i partecipanti all’incontro, Linda Laura Sabbadini, già Direttrice Centrale Istat e pioniera delle statistiche per gli studi di genere, Katia Scannavini, co-segretaria generale di ActionAid e Salvatore Iorio, hr director delle operations di Amazon.  “L’indipendenza economica e l’autonomia delle donne sono elementi fondamentali per la nostra vita.

Se non si è indipendenti economicamente non si è solo più a rischio di povertà, ma anche di violenza domestica.E' già difficile uscire da un contesto di violenza quando si hanno un lavoro e un reddito, figuriamoci se non si è autonomi economicamente.

E' necessario avere consapevolezza, cioè, essere tutti coscienti di quanto la formazione, anche in termini di educazione finanziaria, sia uno degli aspetti cruciali per uscire da queste situazioni e vivere meglio”, sottolinea Linda Laura Sabbadini, già direttrice Istat. Come si legge una busta paga?Siamo in grado di fare scelte consapevoli quando si parla di investimenti o polizze assicurative?

Sappiamo attivare una pensione integrativa?Econo.Mia dedicherà ogni videolezione ad un argomento specifico, tra quelli che ancora necessitano di approfondimento nel nostro Paese.

Lo sottolinea lo studio sulle competenze finanziarie in Italia che Amazon ha affidato all’istituto di ricerca SWG e che restituisce una fotografia di una società italiana ancora acerba in termini di competenze economico finanziarie, in cui le differenze di genere sono nette e foriere di disuguaglianze.L’analfabetismo economico è diffuso: solo un intervistato su tre saprebbe spiegare termini come ‘RAL’ e concetti come ‘inflazione’ e ‘tasso di interesse’.

La mancanza di conoscenza porta con sé ingiustizie sociali, con un risvolto preoccupante anche in termini di violenza di genere.Lo dimostrano alcuni preoccupanti dati illustrati durante l’incontro: in Italia le donne guadagnano meno degli uomini, hanno carriere più discontinue, pensioni inferiori, minore accesso a strumenti bancari o di investimento o, ancora, più di un quarto delle donne italiane non ha alcuna fonte di reddito, il 22% si trova in condizione di dipendenza finanziaria. “L’educazione finanziaria – ha spiegato Katia Scannavini, co-segretaria Generale di ActionAid – rappresenta oggi uno strumento essenziale per contrastare le disuguaglianze sociali e promuovere una società più equa e consapevole.

In Italia sono le donne quelle più esposte al rischio di esclusione finanziaria e dipendenza economica.Questo rende cruciale il lavoro sull’educazione finanziaria come leva per l’indipendenza economica, la riduzione del gender gap e per permettere alle donne di uscire da relazioni violente e ricostruire una vita libera e sicura.

Ma non solo.L’educazione finanziaria diffusa a tutti i livelli è in grado di innescare un cambiamento culturale profondo e imprescindibile nei modelli educativi e nei messaggi sociali, per far sì che il denaro – e il conseguente potere che da esso deriva – non sia più una questione da uomini.

L’indipendenza economica non è dunque solo una questione di soldi: è un diritto, un mezzo di protezione e un passo fondamentale verso la libertà”.La sinergia tra Amazon e ActionAid, avviata lo scorso autunno, proseguirà durante tutto il corso del 2025, con l’obiettivo di avvicinare il maggior numero di persone a questi temi, attraverso momenti di sensibilizzazione organizzati sul territorio e aperti al pubblico, il primo dei quali è previsto per il 22 maggio a Palermo.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Piovella (Soi): “In oftalmologia Ai centrale per risolvere liste d’attesa”

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(Adnkronos) – "L'intelligenza artificiale in oftalmologia ha un ruolo sempre più centrale, soprattutto in un momento in cui affrontiamo gravi criticità: liste d'attesa lunghissime, con fino a 2 anni per un intervento di cataratta e 1 anno per una visita nel pubblico.L'Ai ci permette di guadagnare tempo prezioso, ottimizzare i processi, evitare tempi morti e supportare il medico nella diagnosi.

Non sostituisce il clinico, ma lo aiuta a focalizzarsi sulle decisioni cruciali.Oggi disponiamo di tecnologie in grado di misurare variazioni di pochi millesimi di millimetro nella retina.

Una rivoluzione rispetto a quando lavoravamo 'alla cieca'.Tutto questo è scienza, è precisione, è cura migliore per i pazienti".

Così Matteo Piovella, presidente Società oftalmologica italiana (Soi) e tesoriere Fism (Federazione società medico scientifiche italiane), all'Adnkronos Salute oggi a Milano, partecipando a 'L'Ai Week', evento dedicato all'intelligenza artificiale.  "Serve anche una nuova mentalità, esperienza e formazione per usare al meglio queste tecnologie", avverte l'esperto che però è "ottimista: l'Ai – afferma – sarà uno strumento fondamentale per una sanità più efficiente e giusta". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Endocrinologa Colao: “Ai e software migliorano gestione multimorbidità”

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(Adnkronos) – Il patient journey di un paziente con multimorbidità – nel caso abbia problematiche metaboliche come il diabete, cardiologiche e nefrologiche, che quindi oltre al diabetologo ha bisogno anche del cardiologo e dell'esperto di patologie renali – "non è altro che il percorso che deve fare nella sua presa in carico di salute.Questo vuol dire che dovrà vedere più specialisti, con più prescrizioni, con più analisi da fare, con più visite.

Il patient journey vuole normalizzare questo processo, fare in modo che il paziente riesca" a fare tutto ciò che serve per la sua salute contando su "una collaborazione digitale degli specialisti, tra di loro, con un miglioramento nei tempi della visita, ma anche nell'interazione tra le loro competenze.In questo, i software di intelligenza artificiale ci potranno aiutare moltissimo perché eviteranno ripetizioni e soprattutto eviteranno le interazioni fra farmaci di cui spesso non siamo assolutamente consapevoli e questa è la vera innovazione da un punto di vista medico e scientifico".

Lo ha detto Anna Maria Colao, professore ordinario di Endocrinologia e Malattie del metabolismo all'università Federico II di Napoli e consigliera Fism, Federazione società medico scientifiche italiane, all'Adnkronos Salute oggi a Milano, partecipando a 'L'Ai Week', evento dedicato all'intelligenza artificiale. "Noi chiamiamo intelligenza artificiale un insieme di nuove tecnologie che si basano anche sulla costruzione di algoritmi – spiega Colao – Il machine learning, cioè il fatto che la macchina può imparare da ciò che noi inseriamo, ci rende ovviamente partecipi di questo processo.Se non inseriamo i dati in modo pulito, attento, accurato, porteremo l'algoritmo ad andare verso direzioni che potrebbero anche nel medio futuro diventare errate e portarci in direzioni sbagliate.

Quindi abbiamo tutti una grandissima responsabilità: quella di essere super accurati quando inseriamo il dato all'interno del sistema, sperando che nel futuro il sistema riesca a correggere noi e se stesso, riconoscendo gli errori di digitazione o l'errore di inserimento".  In questo contesto "c'è bisogno ancora di grande formazione, di educazione – sottolinea l'esperta – perché noi ci rivolgiamo a una popolazione oggi di età molto ampia e c'è una larga fascia che non è nativo digitale.Le persone che hanno superato i 60 anni, che non vivono in grandi città, che non hanno accesso a tutti questi software digitali, hanno grandi difficoltà a prendere questi mezzi come reali nella loro vita quotidiana.

Abbiamo bisogno di fare formazione e in questo le società scientifiche, ma anche proprio i mezzi a disposizione dei ministeri, della macchina dello Stato, potranno aiutare.C'è ancora un gap da risolvere anche nella parte medica, degli infermieri, personale amministrativo.

Ci auguriamo che questi anni servano a diventare più veloci". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gandolfo (Sirm): “Digitalizzazione ha cambiato radicalmente percorso di cura”

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(Adnkronos) – "Oggi siamo in una fase cruciale.La digitalizzazione ha cambiato radicalmente il modo in cui affrontiamo il percorso di cura: dalla prevenzione, alla diagnosi, alla terapia.

Questo cambiamento, però, richiede un adeguamento tecnologico, culturale e organizzativo.Stiamo passando da un approccio centrato sulla patologia a uno centrato sul paziente, grazie a strumenti digitali e sistemi di intelligenza artificiale che ci permettono di essere più continui, oggettivi e personalizzati.

E' una vera rivoluzione, che coinvolge il modo stesso in cui intendiamo la medicina".Lo ha detto Nicoletta Gandolfo, consigliera Fism, Federazione società medico scientifiche italiane, e presidente Sirm, Società italiana di radiologia medica, all'Adnkronos Salute in occasione della fiera europea 'L'Ai Week', dedicata all'intelligenza artificiale, in corso a Rho-Fiera Milano. Ci sono però anche "criticità importanti – avverte Gandolfo – I sistemi digitali, molto spesso, non dialogano tra loro.

Non è un problema solo di compatibilità tecnica, ma anche – e soprattutto – organizzativo: ogni sistema funziona in silos, isolato, e manca un'integrazione reale.E questo accade anche in radiologia, una delle discipline più digitalizzate da anni.

Un altro nodo cruciale – sottolinea – riguarda la raccolta e la gestione dei dati.I dati non sono sempre omogenei né centralizzati e questo limita la personalizzazione delle terapie e la capacità predittiva su malattie oncologiche e non oncologiche.

A tale proposito, serve una centralizzazione e un modello condiviso di raccolta e utilizzo". Un ulteriore elemento critico riguarda la sostenibilità. "Se crediamo nell'intelligenza artificiale – osserva la presidente Sirm – dobbiamo investire in progetti concreti, che entrino nei flussi clinici quotidiani, non restino solo progetti sperimentali.Oggi molti software sono dati in prova gratuitamente, ma non sono integrati nei sistemi sanitari, e ogni specialità usa strumenti diversi, che poi perdono i dati raccolti", per questo "serve una visione più ampia, sostenibile e integrata".

Infine, "è indispensabile un cambiamento culturale: tra i professionisti sanitari, non tutti sono pronti a lasciare il vecchio per il nuovo, e anche tra i pazienti non tutti sono pronti o in grado di interagire con strumenti digitali e App.Credo che tutto questo – conclude – si possa affrontare con tre parole chiave: insieme, collaborazione e condivisione.

Solo così potremo costruire un sistema realmente innovativo, equo e centrato sul paziente". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gesualdo (Fism), ‘già lanciati 14 percorsi di cura digitalizzati con Ai’

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(Adnkronos) – "Il nostro obiettivo è quello di garantire una sanità equa per tutti.Parlare di sanità significa innanzitutto fare prevenzione, ma quando ci ammaliamo tutti dobbiamo poter usufruire del percorso di cura nei giusti modi e con i giusti strumenti.

In questo Fism negli ultimi 2 anni si è molto impegnata perché ha già lanciato 14 nuovi patient journey, cioè il viaggio del paziente con malattia cronico-degenerativa, nonché malattie rare, quindi un percorso digitalizzato" per ridurre ridurre "i tempi di attesa, i viaggi della speranza, migliorare la qualità di vita del paziente e del suo caregiver".Così Loreto Gesualdo, presidente Fism, Federazione società medico scientifiche italiane, all'Adnkronos Salute in occasione di 'L'Ai Week', la fiera europea dedicata all'intelligenza artificiale che si svolge a Rho-Fiera Milano oggi e domani, 13 e 14 maggio.  Per l'evento "sono coinvolte ben 10 federate Fism che hanno animato una discussione sul ruolo dell'intelligenza artificiale nei percorsi di cura", spiega Gesualdo, mettendo il luce "il ruolo delle istituzioni, delle società scientifiche", ma anche "come il paziente percepisce questo cambio di passo, e quindi delle competenze digitali che devono essere portate al paziente e del ruolo dell'industria: nella sostenibilità anche le partnership pubbliche e private devono sostenere il sistema".

In questo contesto è stata lanciata 'Clara: Ai clinical navigator' di Fism, uno strumento innovativo sviluppato da Visionage srl per supportare i professionisti sanitari nella cura dei pazienti. "Clara è un'assistente digitale che si mette a disposizione del medico e del paziente – chiarisce Gesualdo – per guidare il percorso terapeutico.Grazie all'aggancio con le linee guida è in grado di riportare al medico lo standard di cura per un determinato paziente, ma addirittura è in grado di" segnalare "i nuovi trial clinici in corso" di cui potrebbe beneficare "quel determinato paziente.

Una vera rivoluzione". Il ruolo dell'intelligenza artificiale "è supportare il medico nel percorso di cura, ma non dimentichiamoci – avverte il presidente Fism – dell'intelligenza naturale, l'intelligenza umana che è il cosiddetto 'touch', il tocco, la stretta di mano, il guardarsi negli occhi, il far percepire al paziente", come clinico, che "io mi prendo cura di te.Non conosco ancora un tool di intelligenza artificiale in grado di fare questo – rimarca – L'intelligenza artificiale, però, mi permetterà di liberare il mio tempo per poter dare quel touch di sensibilità, di vicinanza al paziente che vede in me chi lo aiuterà nel suo percorso di cura". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eurovision, oggi il debutto di Lucio Corsi: il primo dopo 27 anni a suonare uno strumento sul palco

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(Adnkronos) – Basilea si prepara ad accogliere Lucio Corsi, fuori gara questa sera nella prima semifinale dell'Eurovision Song Contest 2025.Il cantautore toscano, secondo classificato a Sanremo con ‘Volevo essere un duro’ (brano scelto per rappresentare l'Italia dopo la rinuncia del vincitore Olly, impegnato con il suo tour – ironia della sorte, proprio stasera all'Atlantico di Roma), promette di non deludere le aspettative.

E le premesse per uno spettacolo memorabile ci sono tutte.Corsi, infatti, ha introdotto un elemento di novità che ha già attirato l'attenzione: l'armonica.  Nonostante il regolamento dell'Ebu vieti l'utilizzo di strumenti musicali dal vivo, Corsi è riuscito ad aggirare l'ostacolo utilizzando durante le prove l'armonica nella sua performance al posto dell'assolo di chitarra.

L’escamotage non viola il regolamento in quanto lo strumento non è collegato a un amplificatore.Una soluzione ingegnosa, frutto, probabilmente, di “robuste negoziazioni” che sta già facendo parlare anche perché è dal 1998 – anno in cui era ancora presente l'orchestra – che uno strumento non viene suonato dal vivo sul palco dell'Esc.

Per quanto riguarda il look, Corsi riproporrà l'outfit sanremese: stivali, maglia trasparente e inconfondibili spalline gialle (sospese, chissà, ancora una volta con l'aiuto di pacchetti di patatine?).  Durante l'esibizione, il brano sarà accompagnato da sottotitoli in inglese.Un'iniziativa accolta con entusiasmo dal web, come dimostrano i numerosi commenti positivi di utenti da diverse nazioni, che apprezzano la possibilità di comprendere appieno il testo della canzone, definito da alcuni "il migliore di quest'anno".

L'Italia, quindi, punta a confermare l'ottimo trend degli ultimi anni, cercando l'ottavo piazzamento consecutivo nella top 10.  Corsi, qualificato di diritto alla finale di sabato 17 maggio in quanto rappresentante di una nazione ‘Big Five’, si esibirà questa sera nella prima semifinale, trasmessa in diretta su Rai 2 dalle 21 (con anteprima dalle 20.15), con la conduzione di Gabriele Corsi e BigMama.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Altro che manicaretti home made, anche Meghan ordina cibo da asporto

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(Adnkronos) – L'abbiamo vista nella sua ultima serie su Netflix "deliziare" gli ospiti con manicaretti criticabili ma pur sempre realizzati con le sue regali mani.All'indomani dell'uscita in streaming di 'With Love, Meghan', la duchessa di Sussex aveva ottenuto pessime recensioni ma anche lodi per la sua buona volontà.

Adesso tuttavia viene fuori che anche lei, moglie del principe Harry ma pur sempre 'umana', a volte non ha proprio tempo per cucinare.E allora, dopo aver messo da parte, fin dalla prima puntata e senza ripensamenti, ogni possibilità di attribuirle qualsiasi dote culinaria, i critici più insolenti dicono "addio" perfino a magnanime concessioni attenuanti, tipo "almeno ci prova".  Da comune mortale, Meghan ha ammesso di non avere tempo per cucinare per la sua famiglia, ma di far mangiare a marito e pargoli cibo da asporto.

Però (c'è un però!), non così come farebbe chiunque, 'pronto e servito', ma pietanze "abbellite" e rese più "presentabili", altrimenti dove sarebbe finito il suo tocco distintivo e…regale?

La duchessa aveva ricevuto recensioni molto critiche sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti, presa in giro per aver preparato del cibo che prevedeva di tagliare la frutta e usarla per comporre una sorta di arcobaleno, in quello che lei ha descritto come un modo "dolce" per i genitori che lavorano di iniziare il fine settimana.  Ora, parlando nell'ultimo episodio del suo podcast 'Confessions of a Female Founder', ha rivelato che le sue abitudini si estendono anche allo spacchettamento di cibo consegnato a casa, "verdure e alimenti già cucinati, perché non ho tempo di farlo personalmente tutti i giorni.Ma penso: 'Va anche bene, ma come posso fare in modo che questo piatto sia comunque invitante, bello, ben presentato e che i commensali lo possano trovare appetitoso?'", ha detto, per poi rivelare che a volte basta quel tocco di eleganza regale in più, che invece spesso manca ai più, a tutti coloro che ordinano frettolosamente dai vari 'delivery'. Nonostante le pessime recensioni, Netflix ha annunciato che una seconda stagione di 'With Love, Meghan' verrà trasmessa come previsto in autunno.

Lo show ritrae la duchessa mentre elargisce consigli su come ospitare e cucinare, con diversi ospiti in una fattoria a pochi chilometri dalla casa dei Sussex a Montecito, in California.Gli spettatori hanno criticato il suo uso generoso di fiori commestibili su tutto, dai panini alle uova fritte.

Magari, è proprio l'aggiunta di questa infinita scorta di fiorellini ai cibi ordinati allo smartphone a fare la differenza.  —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Treni, Usb revoca sciopero 17 maggio: “Si farà il 23”

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(Adnkronos) – Slitta lo sciopero dei treni del 17 maggio.L'Usb oggi, lunedì 13 maggio, ha accolto l'invito del Garante, spostando la protesta al 23 maggio.

La richiesta della Commissione era motivata dalla messa di intronizzazione di Papa Leone XIV, prevista per domenica 18 maggio, alla quale si prevede parteciperanno circa 250.000 fedeli, nonché Capi di Stato e di Governo provenienti da ogni parte del mondo.  "Il nostro è un gesto di responsabilità – dice all'Adnkronos Francesco Staccioli, Usb nazionale trasporti – l'eccezionalità dell'evento ci ha convinti a prendere questa decisione, avremmo rischiato di non riuscire a far comprendere ai cittadini le motivazioni dello sciopero e rischiato di prestare il fianco a critiche strumentali.Abbiamo quindi deciso di posticipare la protesta al 23 maggio.

Se poi il ministero vorrà dimostrare il nostro stesso senso di responsabilità, siamo pronti ad ascoltare". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mobilità, Savaresi (Polimi): “Proponiamo un paradigma rivoluzionario”

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(Adnkronos) – “Il paradigma che abbiamo sviluppato in questa è ricerca è semplice, ma rivoluzionario.Oggi tutte le limitazioni alla circolazione sono basate sulla classe euro, sul tipo di motorizzazione quindi sul concetto di emissione media per chilometro”.

Queste le parole di Sergio Savaresi, direttore del dipartimento elettronica, informazione e bioingegneria del Politecnico di Milano nel presentare la ricerca "Nuovo paradigma di mobilità sostenibile: le green box" da lui stesso realizzata.  L'obiettivo della ricerca è sviluppare una nuova metodologia in grado di quantificare le emissioni delle auto con motore a combustione interna basandosi non solo sulla loro tecnologia (Classe Euro), ma anche sul comportamento del singolo veicolo (km percorsi, velocità, stile di guida).  “Con le green box proponiamo un cambio di paradigma – aggiunge Savaresi – definiamo un budget complessivo annuo ottenibile utilizzando qualunque tipo di motorizzazione.Dipenderà quindi dalla Classe Euro che si utilizza, dalla quantità di chilometri che si fanno, dallo stile di guida e in generale dal comportamento”.

Questo approccio pionieristico proposto è fondamentale per garantire una fase di transizione accurata e il più equa possibile, attribuendo una nuova e decisiva responsabilità al conducente, poiché può “misurare” direttamente l’impatto del suo stile di guida sulle emissioni, consentendo così che, se la sua guida è virtuosa, anche la sua vecchia auto non dovrà necessariamente essere dismessa nell’immediato. “Riteniamo che sia un modo molto più moderno di introdurre delle limitazioni giuste perché vogliamo andare verso emissioni sempre minori, ma rispettando il comportamento di ciascuno e lasciando la libertà a ciascuno di scegliere il proprio mix con cui ottenere questo budget”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mobilità, Gualtieri: “Green box eviterebbe rigide ripartizioni tra categorie di veicoli”

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(Adnkronos) – “Le ricerche presentate oggi sono molto interessanti.Ringrazio l'Urban Mobility Council per questo lavoro di approfondimento, soprattutto per una soluzione come il green box.

Consentirebbe una maggiore libertà ai cittadini perché eviterebbe queste rigide ripartizioni tra categorie di veicoli che non possono circolare per nulla o con limitazioni.Una soluzione che responsabilizza i singoli utenti e consentirebbe a tutti una maggiore libertà nell'uso dell'auto, minori sperequazioni dal punto di vista sociale e complessivamente anche un maggiore contenimento dell'inquinamento”.

Così il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, in occasione del convegno 'La mobilità urbana tra comportamenti individuali e analisi dei dati.Dibattito con le istituzioni' che si è tenuto oggi presso Palazzo Wedekind.  L'incontro ha visto la partecipazione delle istituzioni nazionali e locali con al centro del dibattito la mobilità sostenibile.

Si è parlato di green box, una nuova metodologia in grado di quantificare le emissioni delle auto con motore a combustione interna basandosi non solo sulla loro tecnologia (Classe Euro), ma anche sul comportamento del singolo veicolo (km percorsi, velocità, stile di guida).  “Per noi la strada maestra – continua Gualtieri – è quella della riduzione del traffico attraverso il miglioramento del trasporto pubblico.Una soluzione come quella del green box sarebbe preferibile a quella di una separazione rigida tra categorie di veicoli.

Poi ovviamente spetta anche ad altri decisori politici fare certe scelte.Noi avevamo proposto l’utilizzo del sistema Move in ma ora Regione Lazio sembra non contemplarlo”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Adriano Panzironi, il ‘guru delle diete’ condannato a 2 anni e 8 mesi

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(Adnkronos) – Il tribunale di Roma ha condannato a 2 anni e 8 mesi Adriano Panzironi, noto come il 'guru delle diete', accusato di esercizio abusivo della professione medica.Il giudice monocratico ha inflitto anche una pena di un anno e 4 mesi, come chiesto dalla procura, al fratello Roberto Panzironi. Secondo l’atto d’accusa, Adriano Panzironi, ha "esercitato abusivamente la professione medica nei confronti di una numerosa platea di ascoltatori" di una trasmissione televisiva, "a cui somministrava, anche in forma personalizzata a seguito di successivi contatti intrapresi mediante operatori di call center e di interlocuzioni intercorse con singoli utenti tramite profilo Facebook, particolareggiate indicazioni sul regime alimentare e programmi e metodi di nutrizione, scientificamente qualificabili in termini di dieta, prescrivendo l’assunzione di integratori alimentari, da lui stesso commercializzati online, di potenziale nocività per la salute dell’individuo se assimilati senza controllo medico".

Il tutto "diffondendo e divulgando il libro da lui stesso redatto dal titolo ‘Vivere 120 anni’".Il fratello invece era accusato di aver concorso nell’esercizio abusivo.

Nel procedimento si sono costituiti parti civili gli Ordini dei medici di Roma, Milano, Napoli, Venezia e l’Ordine dei giornalisti del Lazio.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Restaurato il trono del Palazzo Reale di Napoli

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(Adnkronos) – Il trono del Palazzo Reale di Napoli, catalogato fino ad oggi come di fattura borbonica e risalente al 1845-50, è stato, in realtà, commissionato dai Savoia e liquidato nel 1874. Una notizia che fa slittare la sua realizzazione di 30 anni, ma che principalmente riscrive la storia del trono, la sua origine e la cronologia del Palazzo. 

L’annuncio è stato fatto in occasione della presentazione del restauro alla Reggia di Venaria di Torino per una significativa preview – da oggi al prossimo autunno – della XX edizione di una delle più importanti iniziative del “Progetto Cultura” di Intesa Sanpaolo, che sarà inaugurata al Palazzo delle Esposizioni di Roma alla fine dell’estate. Il trono ritornerà al Palazzo Reale di Napoli nel febbraio del 2026. 

Il 12 settembre dello scorso anno il trono di Palazzo Reale è partito alla volta del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale di Torino per il restauro reso possibile grazie al progetto “Restituzioni” di Intesa Sanpaolo ed al momento è stato sostituito da una seduta borbonica settecentesca. “L’attribuzione del Trono del Palazzo Reale di Napoli all’età sabauda rappresenta una scoperta di grande rilievo storico – commenta il direttore generale Musei, Massimo Osanna – che conferma quanto fossero importanti Napoli e il suo Palazzo per i nuovi sovrani, a pochi anni dall’unificazione della penisola. Oggi il Palazzo Reale è al centro di un ampio intervento di trasformazione, reso possibile grazie ai fondi del Grande Progetto Beni Culturali del MiC, che permetterà di restituire ai visitatori un percorso museale rinnovato e accessibile a tutti i pubblici”. “I nostri luoghi della cultura non sono più soltanto spazi di conservazione e fruizione, ma si configurano sempre più come laboratori di ricerca e innovazione – aggiunge Osanna – Grazie al lavoro quotidiano dei professionisti del patrimonio culturale, siamo oggi in grado di integrare ricerche documentali, interventi di restauro e progetti di valorizzazione, anche attraverso collaborazioni virtuose tra istituzioni pubbliche e realtà private, come dimostra l’esperienza di successo con la Reggia di Venaria, il Centro Conservazione e Restauro e Intesa Sanpaolo”. 

Nel corso di questi otto mesi di lavori, sono stati avviati studi e ricerche che hanno rivelato una datazione diversa da quella nota fino ad ora. È emersa l’esistenza di una fitta corrispondenza relativa all’ammodernamento della Sala del Trono voluto da casa Savoia, ma il documento rivelatore della nuova datazione è la fattura presentata dall’intagliatore Luigi Ottajano, attestante l’esecuzione dell’intero trono (“una ricca sedia del trono scolpita e dorata stile Impero”) e di altre pose in opera per il rinnovamento della Sala. (Carteggio del 1874). 

“Il documento è stato rinvenuto presso l’Archivio di Stato di Napoli dallo studioso Carmine Napoli, oggi ex funzionario, che ringraziamo per la sensazionale scoperta – ha dichiarato l’architetto Paola Ricciardi, dirigente delegata del Palazzo Reale di Napoli – Notizia approfondita dai colleghi che hanno condotto lo studio della documentazione parallela conservata presso l’Archivio di Stato di Napoli da cui proviene il materiale”. 

All’Ottajano, già artefice con Domenico Morelli della culla per la nascita di Vittorio Emanuele III, donata dalla città di Napoli alla Regina Margherita e oggi esposta presso la Reggia di Caserta, era finora attribuito, come aggiunta successiva, il solo coronamento con l’aquila con scudo crociato sul petto, emblema della nuova casa regnante, mentre la sedia era ritenuta di età borbonica. La decisione di dotare la Reggia napoletana di un trono realizzato ex novo è indicativa dell’importanza che la nuova dinastia attribuiva al complesso monumentale e alla città in precedenza capitale del Regno borbonico. Il trono, con sedile a tamburo, presenta elementi di stile Impero che rimandano all’artigianato della Restaurazione, come i braccioli decorati da leoni alati di grande effetto scultoreo. La spalliera di forma ottagonale è ornata da borchie e rosette classicheggianti che compaiono, ad esempio, nel trono di Napoleone I, disegnato da Charles Percier e Pierre-François Fontaine (oggi al Louvre). 

Michele Briamonte e Chiara Teolato, presidente e direttrice del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, hanno dichiarato nel corso della presentazione di Torino: “L’esposizione temporanea del prezioso Trono di Napoli, restaurato dal Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, lungo il percorso di visita della Reggia di Venaria, rappresenta per noi una grande opportunità che abbiamo voluto cogliere per perseguire il filone tematico dedicato alla storia, all’arte e alla magnificenza delle corti – di cui la Venaria Reale è stata esempio paradigmatico – inaugurato dalla riapertura del complesso e proseguito negli anni. L’operazione è stata resa possibile grazie alla stretta collaborazione del Consorzio con il Palazzo Reale di Napoli e al contributo di Intesa Sanpaolo, esempio virtuoso e concreto di sinergia tra enti che operano nell’ambito della salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale”. 

Alfonso Frugis, presidente del Ccr ‘La Venaria Reale’, ha spiegato: “La collaborazione tra il Centro Conservazione e Restauro ‘La Venaria Reale’ e il Palazzo Reale di Napoli è nata anni fa nella condivisione di visione sull’importanza della conservazione preventiva e programmata, che ha portato i professionisti del Centro a condurre una campagna di schedatura conservativa e definizione di attività dirette sulle opere delle collezioni del Palazzo. Grazie al lavoro congiunto, il Palazzo Reale di Napoli ha potuto avere una mappa delle priorità di restauro, tra cui erano emerse anche le necessità di intervento sul trono. Oggi grazie alla lungimiranza di Intesa Sanpaolo, che supporta nell’ambito della rassegna Restituzioni il restauro, è stato possibile compiere questo impegnativo intervento che ha coniugato le competenze dei funzionari del Palazzo Reale di Napoli e dei restauratori e scienziati del Ccr. Un cerchio che si chiude con la valorizzazione in Reggia, per dare la giusta contestualizzazione agli esiti della ricerca e del restauro. Siamo quindi estremamente fieri di aver fatto parte di un virtuoso ingranaggio, che testimonia ancora una volta come l’unione sia la chiave del buon esito delle operazioni di grande rilievo culturale”. 

Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo, afferma: “Da più di 35 anni, grazie a Restituzioni, Intesa Sanpaolo è al fianco delle istituzioni pubbliche, partecipando al compito di proteggere e valorizzare il patrimonio d’arte nazionale. Insieme, abbiamo finora portato a nuova luce oltre 2.500 pezzi della storia identitaria del Paese, di cui il Trono del Palazzo Reale di Napoli è straordinario esempio. Oggi ne condividiamo la bellezza, dopo i nuovi studi e il restauro, negli spazi della Reggia di Venaria, anticipando la grande mostra autunnale a Roma che vedrà l’opera esposta tra i capolavori della XX edizione del programma. L’iniziativa conferma il legame forte con le città di Napoli e Torino, dove il ruolo e le attività delle nostre Gallerie d’Italia favoriscono un profondo dialogo con le principali realtà del territorio”. 

Unicredit-Banco Bpm, Conte: “Golden power sì ma governo spieghi perché”

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(Adnkronos) – Se il governo usa il golden power per porre dei paletti all’offerta pubblica di scambio di Unicredit su Banco Bpm, deve farlo spiegando chiaramente le “finalità” dell’intervento.Lo dice a Bruxelles il leader del M5S Giuseppe Conte, che da presidente del Consiglio ha utilizzato il golden power in alcune occasioni. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Al via il Forum Compraverde Buygreen 2025

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(Adnkronos) – Rallentare o abbandonare il Green Deal europeo non è un’opzione: sarebbe una follia, oltre che un suicidio industriale.L’urgenza non è solo ambientale, ma anche economica e sociale: serve una transizione ecologica efficace, giusta, concreta.

Una transizione che non lasci indietro nessuno – né lavoratori, né piccole imprese – e che trasformi la sfida ambientale in un’opportunità di rilancio per l’industria europea.  È questo il cuore della proposta di Fondazione Ecosistemi con il Buy European and Sustainable Act (Besa) che domani, 14 maggio, darà il via al Forum Compraverde: un’iniziativa concreta, pragmatica e fondata sui dati, che mira a trasformare la spesa pubblica europea in un motore di decarbonizzazione, innovazione industriale e occupazione verde.  Gli appalti pubblici rappresentano circa il 15% del Pil europeo.Integrare criteri ambientali vincolanti nei bandi pubblici – il cosiddetto Green Public Procurement (Gpp) – significa influenzare in modo determinante le scelte del mercato, orientando la produzione verso beni e servizi più sostenibili, locali e innovativi.  Secondo uno studio di una rete di organizzazioni internazionali sostenute da European Cimate Foundation, tra cui Fondazione Ecosistemi, l’adozione su larga scala del Besa in Italia potrebbe: tagliare ogni anno 2,2 milioni di tonnellate di CO2, rilocalizzare 8 miliardi di euro verso attività industriali virtuose, creare oltre 31mila nuovi posti di lavoro a basso impatto ambientale.  L’Italia è stato il primo Paese in Europa a rendere obbligatori i Cam – Criteri Ambientali Minimi negli appalti pubblici (dal 2016).

Oggi, oltre il 60% delle stazioni appaltanti li applica e la conoscenza del Gpp è quasi universale.Ma, come sottolinea Fondazione Ecosistemi, "serve passare dai principi generali ai numeri: soglie emissive misurabili, contenuto europeo minimo nei beni acquistati, criteri geografici e ambientali chiari".  Per rafforzare il ruolo dell’Italia in Europa e costruire una base solida di evidenze, Fondazione Ecosistemi lancia la Rete delle Pubbliche Amministrazioni per il Besa che avrà due obiettivi fondamentali: condividere esperienze e buone pratiche tra enti pubblici italiani ed europei, raccogliere dati misurabili sull’impatto del Gpp in termini economici; ambientali e occupazionali, oggi ancora raccolti in modo frammentario e non confrontabile.  “Solo se possiamo misurare il cambiamento, possiamo difenderlo e ampliarlo – sottolinea Silvano Falocco, direttore di Fondazione Ecosistemi – Servono numeri per incidere nel negoziato europeo e dimostrare che una transizione equa è già possibile.

Il Buy European and Sustainable Act non è un esercizio teorico. È uno strumento operativo, pensato per affrontare le debolezze del sistema europeo di rendicontazione – oggi composto da oltre 1.100 voci, spesso troppo complesse per Pmi e Pa – e per dare risposte tangibili a cittadini, imprese e territori.L’Italia ha già mostrato di poter essere un laboratorio avanzato di transizione.

Ora deve diventare voce guida in Europa, superando la retorica e offrendo soluzioni che siano realistiche, eque e ambiziose”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)