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Sla e sclerosi multipla, cellule cerebrali staminali come farmaco: speranze da Italia

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(Adnkronos) –
Cellule cerebrali staminali embrionali ottenute a partire da soli 6 feti “una volta per tutte”, rese stabili, coltivate e conservate.E usate “come fossero un farmaco”, attraverso l’iniezione con particolari aghi mobili, per tutti i pazienti per i quali, in futuro, potrebbero essere risolutive.

E’ questa la prospettiva aperta dai promettenti studi presentati oggi a Roma: un trial clinico di fase 1 per il trattamento della sclerosi multipla e l’avvio di una sperimentazione clinica di fase 2 per la sclerosi laterale amiotrofica (Sla), coordinati dal gruppo di Medicina traslazionale di Angelo Vescovi e Letizia Mazzini dell’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza Opera di San Pio da Pietrelcina.Progetti realizzati in collaborazione con Revert Onlus, di cui Vescovi è fondatore.

A presentare le novità anche monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontifica Accademia per la Vita che ha seguito sin dall’inizio, nel 2012, il progetto “arrivato a promettenti risultati in un percorso in cui non sono mancate difficoltà”, ha detto il vescovo.  Il trattamento con cellule staminali cerebrali rappresenta, ad oggi, una delle terapie potenzialmente più efficaci contro queste patologie, ricordano gli esperti.La metodologia messa a punto e le ricerche condotte da Vescovi, direttore scientifico della Casa Sollievo della Sofferenza e presidente del Comitato nazionale di bioetica, hanno infatti mostrato che il trapianto intracerebrale di staminali cerebrali può normalizzare il quadro fisiopatologico, in particolare attraverso sostanze antinfiammatorie, evidenzia lo specialista sottolineando che nelle ricerche “sono state utilizzate solo cellule di feti da aborto spontaneo, con linee cellulari coltivate a partire dal tessuto cerebrale di 6 feti, che sono sufficienti per trapiantare un numero elevatissimo di pazienti, oggi e nel futuro”, racconta ricordando però che la procedura ora e standardizzata e ripetibile. “Il problema dei trapianti da staminali – precisa Vescovi – è che, utilizzando cellule sempre da donatori diversi, danno risultati diversi.

In questo modo, invece, è come se avessimo un farmaco uguale per tutti.E siamo i primi al mondo a farlo”.  Per quanto riguarda lo studio sulla terapia per la Sla, a gennaio di quest’anno è iniziato il reclutamento dei pazienti per la sperimentazione clinica di fase 2, sempre con le stesse cellule.

Sotto la direzione di Mazzini, tra marzo e maggio 2024, il team ospedaliero di Leonardo Gorgoglione e Giuseppe d’Orsi ha trapiantato due pazienti e il terzo intervento si terrà a luglio.Un traguardo raggiunto grazie ai risultati ottenuti con la fase 1 della sperimentazione, iniziata nel 2012 con il trapianto, per la prima volta al mondo, di cellule staminali cerebrali in differenti aree del midollo spinale di pazienti affetti da Sla.

La sperimentazione condotta dal gruppo di Vescovi è l’unica, a livello internazionale, ad essere approdata alla fase 2.Il costo di questa nuova fase sperimentale è di 4,3 milioni di euro.

Un finanziamento di 1 milione è stato ricevuto grazie a un bando Pnrr europeo (il progetto si è classificato primo su 300 presentati). “In questa nuova fase sperimentale il trapianto di cellule non sarà più effettuato attraverso iniezioni a livello del midollo spinale, come nella fase 1, ma con una procedura chirurgica molto più semplice e sicura per i pazienti”, spiega Vescovi. “Le cellule staminali verranno inoculate nei ventricoli cerebrali mediante un catetere collegato ad un serbatoio.L’estremità del catetere verrà posizionata nel ventricolo, mentre il serbatoio sotto il cuoio capelluto.

Si tratta di una procedura chirurgica consolidata e utilizzata di routine nella chirurgia dei tumori e che è stata applicata anche nel trial clinico di fase 1 per la sclerosi multipla, condotto sempre dal mio team e portato a termine nel 2021 senza che siano stati rilevati eventi avversi”. Per la sperimentazione per il trattamento della sclerosi multipla, il team guidato da Vescovi ha concluso un trial clinico di fase 1 con le cellule staminali cerebrali umane, i cui risultati sono stati pubblicati a novembre 2023 su ‘Cell Stem Cell’.Grazie agli incoraggianti risultati ottenuti è possibile a questo punto procedere con la fase 2 della sperimentazione che sarà mirata a consolidare i risultati sulla sicurezza del trattamento ottenuti nella fase 1, ma sarà progettata anche per fornire alcune indicazioni utili a valutare il dosaggio e la possibile efficacia terapeutica delle cellule.

Il gruppo di Vescovi sta mettendo a punto il protocollo che verrà sottoposto ad Aifa per ottenere le autorizzazioni necessarie per dare inizio alla seconda fase del trial. Il trial clinico di fase 1, che ha avuto una durata complessiva di circa 3 anni, è multicentrico internazionale.Ha a coinvolto strutture di competenza in tutta Italia e in Svizzera, coordinate dal Centro di medicina rigenerativa Irccs Casa Sollievo della Sofferenza.

Nel corso dello studio sono 15 i pazienti ad essere stati sottoposti al trapianto di staminali e al successivo monitoraggio di 12 mesi.Durante l’intero anno non sono stati riscontrati decessi o eventi avversi gravi dovuti al trattamento e gli effetti collaterali sono stati modesti, temporanei o comunque reversibili. Tutti i pazienti all’inizio del trial clinico mostravano alti livelli di disabilità – erano per esempio costretti ad utilizzare la sedia a rotelle – ma nel corso del monitoraggio di 12 mesi non hanno mostrato alcun aumento del grado di disabilità o un peggioramento della sintomatologia.

Nessuno dei pazienti ha inoltre mostrato sintomi che indicassero una recidiva, segni di progressione o ulteriori evidenze di riattivazione della malattia, suggerendo una sostanziale stabilità della patologia, sebbene i livelli elevati di disabilità all’inizio dello studio lo rendano un dato difficile da confermare. Inoltre, durante la sperimentazione di fase 1, un importante dato è emerso nella valutazione del volume cerebrale complessivo che nei pazienti affetti da sclerosi multipla tende ad aumentare a causa del processo di neurodegenerazione: nei pazienti sottoposti al trapianto si è osservato che, quanto più alta era la dose di cellule staminali iniettate, tanto più si notava una diminuzione del volume cerebrale stesso.L’ipotesi è che il fenomeno possa essere legato ad un effetto antinfiammatorio o anche neuroprotettivo dovuto all’azione delle cellule staminali trapiantate. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, i primi F-16 entro l’estate: “Russia dovrà cambiare tattiche”

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(Adnkronos) –
“Tutto si sta allineando” ed “entro l’estate” i primi F-16 inizieranno a solcare i cieli dell’Ucraina.A confermare l’arrivo a Kiev dei caccia di fabbricazione americana, ritenuti decisivi per imprimere una svolta nelle capacità di difesa ucraina nella guerra contro la Russia, è stato il generale Arnoud Stallmann, comandante dell’Aeronautica dei Paesi Bassi, che insieme a Danimarca, Belgio e Norvegia si sono impegnati a fornire circa 80 F-16. I caccia, richiesti da Kiev da oltre un anno, dovrebbero finalmente materializzarsi già nei prossimi mesi dopo i forti ritardi accumulati nella consegna e nell’addestramento che hanno causato frustrazione nel governo ucraino. Parlando di fronte a due F-16 in disuso all’interno di un hangar della base dove si è concluso un recente programma per addestrare gli istruttori dell’Aeronautica ucraina alla manutenzione degli aerei, Stallmann – riporta il Guardian – ha sottolineato che il programma di formazione dei piloti e del personale di terra per utilizzare l’F-16 non è stato semplice. “Non sono solo i piloti ad aver bisogno di addestramento.

Anche i tecnici e i manutentori necessitano di istruzioni approfondite.Stiamo fornendo una formazione di supporto completa per garantire che possano mantenere l’aereo in efficienza”, ha spiegato.  Anche la ministra della Difesa olandese, Kajsa Ollongren, ha confermato che le prime consegne di aerei all’Ucraina dovrebbero avvenire quest’estate e ha respinto le critiche sui ritardi e le notizie che vogliono Kiev indispettita dal ritmo di addestramento dei piloti, giudicato troppo lento. “Capisco perfettamente la posizione ucraina, vogliono averli il più velocemente possibile – ha replicato – Stiamo realizzando il progetto il più velocemente possibile, stiamo davvero ampliando le nostre capacità”. “Gli F-16 sono molto più complicati dei sistemi utilizzati finora dall’Aeronautica ucraina.

Non puoi saltare i passaggi, devi compiere ogni fase del processo, ma vogliamo anche consegnarli il più rapidamente possibile”, ha aggiunto. Esistono oggi due percorsi di addestramento dei piloti, uno per riqualificare quelli esperti all’uso degli F-16, che si svolge principalmente in Danimarca e negli Stati Uniti, e il secondo per addestrare nuovi piloti da zero in Romania.Oltre ai piloti, gli F-16 richiedono un complicato regime di manutenzione.

Ora ci si aspetta che gli istruttori formati nei Paesi Bassi trasmettano le loro conoscenze ad altri in Ucraina. “Il problema non è tanto l’addestramento dei piloti quanto il personale di terra.C’è tutta una serie di persone che necessitano di una formazione completamente diversa prima che questi possano essere utilizzati”, ha reso noto una fonte militare ucraina. L’Ucraina attende da mesi di iniziare a utilizzare gli aerei da combattimento e spera che il loro arrivo possa cambiare le dinamiche della guerra, costringendo la Russia ad adottare tattiche più conservatrici nei suoi attacchi contro le aree più vicine al confine.

Di questo è convinto anche Anatolii Khrapchynskyi, esperto di aviazione ed ex pilota militare ucraino. “I russi saranno costretti a cambiare tattica.Saremo in grado di prendere di mira i loro aerei e missili in modo più efficace, e sarà davvero difficile per loro continuare a usare le bombe aeree guidate Kab, che necessitano di essere lanciate da 50-70 km di distanza”, ha dichiarato. Nelle ultime settimane la Russia ha fatto un utilizzo ampio delle Kab contro la città di Kharkiv, lanciando le bombe da aerei che rimangono all’interno dello spazio aereo russo.

Numerose fonti ucraine ritengono che gli F-16 riuscirebbero a proteggere la seconda città dell’Ucraina da queste armi. “Contro questo tipo di armamento anche i sistemi di difesa aerea non sono così utili, solo l’aviazione”, ha confermato il mese scorso il consigliere presidenziale ucraino, Mykhailo Podolyak. Ollongren ha confermato che l’Ucraina potrà utilizzare gli aerei da combattimento donati dagli olandesi per effettuare attacchi all’interno della Russia, a condizione che l’uso sia per scopi difensivi e rispetti il diritto internazionale.Anche la Danimarca ha annunciato che sarà consentito utilizzare i suoi F-16 per attaccare obiettivi all’interno della Russia. 
L’F-16 rappresenta un progresso significativo rispetto all’attuale flotta ucraina, inclusi Mig-29, Su-24 e Su-25, che sono stati pesantemente danneggiati dal conflitto.

Rispetto a questi caccia, l’F-16 può trasportare un carico maggiore di armi, pari alla capacità del bombardiere tattico ucraino, il Su-24.Inoltre, l’F-16 è dotato di un sistema radar più potente, che può aiutare a mitigare lo svantaggio radar che Kiev ha subito durante la guerra. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giovagnoni (Sirm): “Congresso Next Generation apre a radiologia del futuro”

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(Adnkronos) – “L’aumento delle possibilità tecnologiche”, la stessa “intelligenza artificiale stanno modificando in maniera radicale il modo di interpretare le immagini e la professione.E’ un congresso di passaggio del testimone tra il vecchio modo di fare radiologia e il futuro, da qui il tema ‘Next Generation’.

Scopo del congresso è cavalcare questo momento.La radiologia va avanti e va avanti con le nuove generazioni e con la nuova tecnologia”.

Lo ha detto Andrea Giovagnoni, presidente Sirm, Società italiana di radiologia medica e interventistica, all’Adnkronos in occasione dell’apertura del congresso nazionale in corso al MiCo di Milano fino a domenica 23 giugno. “Si tratta – spiega – del primo congresso congiunto dell’area radiologica, che riunisce per la prima volta circa 8mila specialisti delle tre società scientifiche” di categoria: “Medici radiologi (Sirm), medici nucleari (Ainm) e radioterapisti (Airo)”. Come sottolinea Giovagnoni, “siamo l’essenza della multidisciplinarità.Il radiologo si interfaccia in media con 25 specialisti: dalla cardiologia alla neurologia, all’emergenza-urgenza, all’ortopedia.

Siamo quindi osservatori privilegiati e dobbiamo stare al passo con l’evoluzione perché”, come professionisti, “entriamo nella gestione della stragrande maggioranza delle diagnosi e in molti dei processi terapeutici dei pazienti in tutte le specialità”.In questo contesto di cambio di passo e innovazione, “il 40% dei relatori e moderatori è sotto i 40 anni – evidenzia il presidente Sirm – e sono stati scelti per impatto scientifico dimostrato in questi anni.

E’ la nuova generazione che deve portare avanti questa società, è un segno di vivacità intellettuale.Questo è già un risultato importante, anche perché” gli under 40 “rappresentano quasi il 60% della Sirm e la metà sono donne”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milano, travolse e uccise 15enne in bici: condannato a 7 anni e 4 mesi

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(Adnkronos) – Sette anni e quattro mesi.E’ la condanna inflitta, al termine del processo con rito abbreviato, a Bogdan Pasca, 33 anni, imputato di omicidio stradale per aver travolto, ubriaco e senza patente alla guida di un furgone, due 15enni in bici lo scorso luglio a Garbagnate Milanese.  Nell’impatto con il furgone morì Valentino Colia, mentre l’amica fu ricoverata in gravi condizioni.

Una condanna, inflitta dalla giudice di Milano Rossana Mongiardo, che supera la richiesta formulata stamane dalla procura (4 anni e 8 mesi).  “È andata meglio delle aspettative, ci aspettavamo meno, invece, il giudice ha dato quasi il massimo della pena prevista per gli omicidi stradali.Un minimo di giustizia è stata fatta anche se Valentino non tornerà; anche oggi ha fatto un canestro da tre”.

Sono le parole con cui mamma Emilia commenta la sentenza.  Con accanto il marito Raffaele e il figlio minore, la famiglia Colia, assistita dall’avvocato Carlo Fontana, si è sempre opposta alle richieste di patteggiamento e anche all’ultima richiesta di condanna della procura (4 anni e 8 mesi), pronunciata stamane, ritenuta troppo tenue di fronte alla gravità dei fatti.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rissa alla Camera, minacce social a Donno: parlamentare M5S presenta denuncia

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(Adnkronos) – Leonardo Donno ha presentato una nuova denuncia, questa volta per minacce subite via social, dopo la maxi rissa avvenuta la scorsa settimana alla Camera.Il parlamentare questa mattina, accompagnato dal legale, ha presentato ai carabinieri una querela per le minacce che gli sono arrivate via web.  Nei giorni scorsi Donno aveva presentato un esposto per l’aggressione alla Camera in cui indica 5 parlamentari per i reati di lesioni e tentate lesioni. Nell’atto il parlamentare ha indicato i deputati Igor Iezzi e Stefano Candiani della Lega e Federico Mollicone, Enzo Amich e Gerolamo Cangiano di Fratelli d’Italia.

In merito all’aggressione subita nell’esposto si ipotizzano i reati di lesioni e tentate lesioni. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Finale di X Factor a Napoli: Data, Orario e Dettagli sull’Evento del 20 Dicembre 2024

La finale di X Factor 2024 si terrà a Napoli il 20 dicembre presso l’Arena Flegrea.Scopri tutti i dettagli sull’evento musicale dell’anno.

La finale di X Factor si terrà a Napoli: date ed orario dell’evento*

L’attesa è finita!

La città di Napoli è pronta ad accogliere la tanto attesa finale di X Factor, uno degli eventi musicali più importanti e seguiti d’Italia.In questo articolo, vi forniremo tutte le informazioni dettagliate riguardo le date e gli orari dell’evento, le modalità di accesso, i protagonisti della serata e molto altro ancora.

Dettagli sull’evento
La finale di X Factor 2024 si terrà a Napoli, una delle città più affascinanti e vibranti del nostro Paese, che quest’anno avrà l’onore di ospitare l’evento musicale più atteso dell’anno.

L’appuntamento è fissato per venerdì 20 dicembre 2024 presso l’Arena Flegrea, una location spettacolare che garantirà un’esperienza indimenticabile per tutti i presenti.L’inizio dello spettacolo è previsto per le 21:00, ma si consiglia di arrivare con largo anticipo per evitare lunghe code e godere dell’atmosfera unica che solo Napoli sa offrire.

Protagonisti della serata
La finale di X Factor vedrà la partecipazione dei quattro finalisti, i talenti che hanno superato tutte le prove e le selezioni delle precedenti puntate.

I nomi dei finalisti saranno svelati solo qualche giorno prima dell’evento, ma l’emozione e l’aspettativa sono già alle stelle.Accanto ai finalisti, si esibiranno alcuni ospiti d’eccezione, sia nazionali che internazionali, che renderanno la serata ancora più speciale.

Tra questi, si vocifera la presenza di tanti artisti di fama mondiale, che contribuiranno a creare un evento di alto livello e di grande impatto mediatico.

Come ottenere i biglietti
I biglietti per la finale di X Factor sono disponibili attraverso i canali ufficiali di vendita, sia online che presso i punti vendita autorizzati.Si prevede un’alta richiesta, quindi è consigliabile acquistare i biglietti il prima possibile per assicurarsi un posto all’Arena Flegrea.

I prezzi dei biglietti variano a seconda del settore scelto, con opzioni per tutte le tasche.

Modalità di accesso e sicurezza
Per garantire la massima sicurezza di tutti i partecipanti, l’accesso all’Arena Flegrea sarà regolato da rigide misure di sicurezza.Sarà necessario esibire il biglietto d’ingresso e un documento di identità valido al momento dell’accesso.

Inoltre, saranno effettuati controlli all’entrata per evitare l’introduzione di oggetti pericolosi all’interno della struttura.

Dove alloggiare a Napoli
Napoli offre una vasta gamma di opzioni di alloggio, adatte a tutte le esigenze e a tutti i budget.Dai lussuosi hotel a cinque stelle situati nel cuore della città, agli accoglienti bed & breakfast e agli appartamenti turistici, c’è una soluzione per ogni tipo di viaggiatore.

Come raggiungere l’Arena Flegrea
L’Arena Flegrea è facilmente raggiungibile con diversi mezzi di trasporto.

Ecco alcune opzioni:

In auto: Per chi arriva in auto, sono disponibili diverse aree di parcheggio nei pressi della struttura.
In treno: La stazione ferroviaria più vicina è Napoli Centrale, da cui è possibile prendere un taxi o utilizzare i mezzi pubblici per raggiungere l’Arena.
In aereo: L’Aeroporto Internazionale di Napoli Capodichino è ben collegato con il centro città tramite taxi, autobus e servizi navetta.

Cosa fare a Napoli
Napoli è una città ricca di storia, cultura e tradizioni.Durante la vostra permanenza per la finale di X Factor, non perdete l’occasione di visitare alcune delle principali attrazioni turistiche della città.

Luoghi da non perdere:
Il centro storico: Un labirinto di vicoli e piazze, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.
Il Museo Archeologico Nazionale: Una delle più importanti collezioni di reperti archeologici al mondo.
Il Vesuvio: Il vulcano più famoso d’Europa, che offre una vista panoramica spettacolare sulla città e sul Golfo di Napoli.
Pompei ed Ercolano: Le antiche città romane sepolte dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., perfettamente conservate.

Gastronomia napoletana
Un viaggio a Napoli non è completo senza aver assaggiato alcune delle specialità culinarie locali.

La città è famosa in tutto il mondo per la sua cucina, che offre una vasta gamma di piatti deliziosi.

Pietanze tipiche da provare:
Pizza Margherita: La vera pizza napoletana, con pomodoro, mozzarella, basilico e un filo d’olio d’oliva.
Sfogliatella: Un dolce tipico a base di pasta sfoglia ripiena di ricotta e semolino.
Spaghetti alle vongole: Un classico della cucina partenopea, semplice ma incredibilmente saporito.
Babà al rum: Un dolce soffice e imbevuto di rum, perfetto per concludere un pasto in dolcezza.

Conclusione
La finale di X Factor a Napoli promette di essere un evento memorabile, ricco di emozioni, musica e spettacolo.Non perdete l’opportunità di vivere questa esperienza unica in una delle città più belle d’Italia.

Preparatevi a una serata indimenticabile, che segnerà la conclusione di un’edizione straordinaria di X Factor.

Estate, Altroconsumo rileva un incremento del 21% su costi alloggi

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(Adnkronos) – Prezzi alloggi (e in generale delle vacanze) in salita anche per l’estate 2024.Lo certifica la consueta analisi di Altroconsumo per verificare quanto può costare un soggiorno di una settimana per due persone in hotel e B&B in 6 località turistiche (Cervia, Gallipoli, Ortisei, Valdisotto, Firenze e Napoli).

Per quanto riguarda le diverse tipologie di strutture, gli hotel sono in generale più cari dei B&B.In particolare, in montagna le differenze di prezzo sono notevoli, il 24% in più in media a Valdisotto e ben il 55% in più a Ortisei.

Al mare, invece, dall’indagine Altroconsumo si rilevano tendenze opposte, gli hotel sono più cari dei B&B a Gallipoli (+15%) e più economici a Cervia (-8%).Nelle città d’arte i prezzi sono allineati tra le due tipologie di alloggi e con tendenze opposte nelle due città, gli hotel a Firenze sono più economici (-5%) mentre a Napoli sono più cari (+5%) dei B&B. Inoltre, in hotel così come in B&B le destinazioni mediamente più convenienti sono le città d’arte con rispettivamente 95 e 96 euro a notte.

Diversi invece i risultati per i prezzi più alti: in montagna sono più cari gli hotel dove una notte può costare mediamente 165 euro, mentre in B&B la meta più cara è al mare dove si spendono mediamente 137 euro a notte.Nelle città d’arte i prezzi almeno per gli hotel sono più stabili, corrono invece i prezzi dei B&B che salgono del 23%. In montagna la media dei prezzi è cresciuta rispetto allo scorso anno, in tutte le strutture analizzate (+27%).

L’aumento dei prezzi è molto consistente sia in hotel che in B&B e queste ultime sono le strutture in cui i prezzi sono aumentati di più, restringendo la differenza di prezzo rispetto agli hotel al 38% (contro il 42% del 2023).Anche al mare i prezzi sono in salita (un dato confermato anche dalla recente inchiesta Altroconsumo sui prezzi delle spiagge), mediamente del +23%, ma in questo caso sono i prezzi degli hotel a correre di più, registrando un aumento del 34%.

In riva al mare la differenza di prezzo tra hotel e B&B è poco marcata, solo il 4% in più in media per gli hotel. In generale, dunque, per trascorrere la prima settimana di agosto in una delle località turistiche analizzate, due persone spenderanno 1.014 euro.La meta più economica tra quelle analizzate è Cervia, dove una settimana di vacanza costa 729 euro.

Per raggiungere questa località, il costo minimo di viaggio è di 41 euro da Bologna e quello massimo di 231 euro da Bari. È invece in montagna la destinazione più cara del campione: per una settimana a Ortisei a inizio agosto si possono spendere i 1.377 euro.Partendo da Bari per questa meta, i costi di viaggio sono i più alti, ovvero 380 euro.

Sopra i mille euro anche le due nuove destinazioni di questa indagine: Gallipoli con una spesa di 1.305 euro e Valdisotto con una spesa di 1.044 euro.Per restare sotto i mille euro, oltre a Cervia, si possono scegliere le città d’arte: per una settimana a Firenze la spesa è di 895 euro, mentre a Napoli si spende ancora meno, 736 euro.  I costi dei viaggi per raggiungere le mete delle vacanze aumentano rispetto al 2023, ma in misura molto più contenuta rispetto agli alloggi: +1,05% per la benzina e +1,59% per il gasolio (il riferimento è la rilevazione del Ministero dell’11 giugno scorso, considerando che i prezzi dei carburanti sono molto variabili).

In più, sui percorsi per cui si può valutare le differenze con il 2023 e a parità di chilometri di autostrada e distanza totale da percorrere molto simile, gli aumenti sono molto contenuti, in media poco al di sopra del 1%, mentre gli aumenti dei pedaggi sono in media del 1,3%. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Euro 2024, oggi Spagna-Italia: orario e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Si gioca oggi, giovedì 20 giugno, la partita tra Italia e Spagna per il secondo turno d’incontri del Girone B nell’ambito di Euro 2024.Gli azzurri affronteranno le Furie Rosse all’Arena AufSchalke di Gelsenkirchen alle 21. “È una delle partite più importanti della mia carriera, va messa a quel livello lì.

Tutti hanno una storia da raccontare, questa è una di quelle partite che può determinare quella storia”, ha detto il ct della Nazionale, Luciano Spalletti. 
Quanto alla formazione, ha aggiunto, “questa volta la formazione ve la dico domani (oggi, ndr).Non la dico il giorno prima perché non mi è arrivata nessuna notizia su chi gioca degli altri.  Spagna (4-3-3): Unai Simon, Carvajal, Le Normand, Nacho, Cucurella, Fabián Ruiz, Rodri, Pedri, Lamine Yamal, Morata, Nico Williams.

Ct.de La Fuente. Italia (4-2-3-1): Donnarumma, Di Lorenzo, Calafiori, Bastoni, Dimarco, Jorginho, Barella; Chiesa, Frattesi, Pellegrini, Scamacca.

Ct.Spalletti.  La partita verrà trasmessa in chiaro su Rai Uno alle ore 21 e su Sky nei canali Sky Sport Uno (201), Sky Sport Calcio (202), Sky Sport 4K (213) e Sky Sport (251).

In streaming, la gara sarà trasmessa su Rai Play, mentre per gli abbonati Sky c’è la piattaforma Sky Go. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rifugiati, Roma tre partecipa al progetto ‘Corridoi universitari’

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(Adnkronos) – Si celebra oggi la Giornata mondiale del rifugiato, appuntamento annuale voluto dalle Nazioni Unite per riconoscere la forza, il coraggio e la perseveranza di milioni di persone costrette a fuggire nel mondo a causa di guerre, violenza, persecuzioni e violazioni dei diritti umani.Per l’occasione Unhcr lancia la campagna di solidarietà #WithRefugees, per un mondo dove tutti i rifugiati sono benvenuti perché i rifugiati hanno bisogno del sostegno di tutti, in tutte le fasi della loro vita.

Anche nel periodo di studio e di formazione. L’Università degli Studi Roma Tre ha aderito al programma “University Corridors for Refugees”, un progetto promosso dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati per permettere a studentesse e studenti rifugiati di giungere in Italia con un percorso di ingresso dignitoso e sicuro e di proseguire i loro studi. “Sappiamo che l’accesso all’istruzione è un diritto umano fondamentale.Eppure – ricorda Marco Catarci, Prorettore dell’Ateneo ai rapporti con le istituzioni scolastiche, le organizzazioni del Terzo settore e di volontariato – secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, nel mondo solo il 68% dei minori rifugiati frequenta la scuola primaria e il 34 % la scuola secondaria.

Nel caso dell’istruzione terziaria, poi, la percentuale si riduce al 5%”. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati segnala che dalla nascita del progetto nel 2019, 38 università italiane hanno aderito all’iniziativa, permettendo a 142 studentesse rifugiate e studenti rifugiati di proseguire gli studi in Italia. Il programma offre a studentesse rifugiate e studenti rifugiati l’opportunità di arrivare in Italia in sicurezza per proseguire gli studi e ricostruire il proprio futuro, aspirando ad una professione in linea con le proprie potenzialità e i propri desideri.Le studentesse e gli studenti in possesso di un titolo di laurea triennale presentano nel Paese di residenza una domanda a un bando che offre una borsa di studio per la frequenza di un Corso di laurea magistrale, alloggio e altre forme di sostegno.

Nell’anno accademico 2024/2025, 39 università italiane accoglieranno 67 rifugiati provenienti da Kenya, Mozambico, Niger, Nigeria, Sudafrica, Tanzania, Uganda, Zambia e Zimbabwe.L’Università Roma Tre quest’anno ha ricevuto 43 domande.

Per la ripartizione dei rifugiati nelle diverse università italiane sono due le borse disponibili a Roma Tre.I due studenti selezionati provengono dallo Zambia e dall’Uganda. La borsa di studio viene assegnata agli atenei che esonerano gli studenti da tasse e contributi e offrono tutti i servizi disponibili, compreso l’alloggio tramite accordi con gli enti regionali per il diritto allo studio. Oltre alle borse di studio, il progetto offre, attraverso un’ampia rete di partner territoriali, il supporto necessario per affrontare con successo il programma di laurea magistrale della durata di due anni e per inserirsi efficacemente nella vita universitaria. “Attraverso questi “corridoi universitari” – commenta il Rettore di Roma Tre, Massimiliano Fiorucci – i rifugiati possono arrivare in Italia in maniera regolare e sicura, continuando gli studi nel percorso di Laurea Magistrale e contribuendo alla vita accademica e culturale del nostro paese.

Le persone costrette alla fuga dal proprio Paese sono 120 milioni a livello mondiale.Come Rettore, ritengo che l’istruzione universitaria sia un diritto e un potente strumento di inclusione.

Le università sono comunità aperte a tutti coloro che cercano conoscenza, indipendentemente dalla loro provenienza.Il programma dei corridoi universitari è un esempio significativo di questa naturale dimensione internazionale e interculturale dell’Università”. Conclude Fiorucci: “L’università gioca un ruolo cruciale nello sviluppo della società di domani, fungendo da incubatore per idee innovative.

L’università è il luogo della ricerca e dell’innovazione.La scoperta di soluzioni a problemi complessi richiede la costruzione di spazi dove la cooperazione internazionale e la dimensione interculturale siano coltivate.

Roma Tre è un laboratorio per la costruzione di un futuro sostenibile, inclusivo e di pace”. Le attività internazionali di accoglienza e di inclusione sono una caratteristica per Roma Tre.Nel 2021 l’Ateneo ha definito un progetto di finanziamento iniziale di 10 borse di studio destinate a studentesse e studenti afghani a seguito dei fatti di agosto dello stesso anno che avevano portato alla ripresa del potere da parte dei talebani, e ampliato con 11 borse aggiuntive nell’aprile del 2022, per un totale di 21 borse.

Oltre alla borsa di studio del valore di 12.000 euro, le studentesse e gli studenti beneficiano dell’esonero totale da tasse e contributi fino al conseguimento del titolo.Gli immatricolati sono stati 19. Già dall’Anno accademico 2021/2022 Roma Tre prevede l’esonero totale da tasse e contributi ai cittadini stranieri cui è stato riconosciuto lo status di titolare di protezione internazionale ai sensi della Convenzione di Ginevra.

Inoltre è stata attivata la Clinica legale del diritto dell’immigrazione e della cittadinanza (presso il Dipartimento di Giurisprudenza): la prima clinica legale in assoluto a predisporre un servizio aperto al pubblico all’interno dei locali dell’Università stessa a partire dall’Anno Accademico 2011/2012, un front office (o sportello legale) – attivo tutto l’anno – in cui gli studenti offrono un servizio di orientamento ai diritti a migranti e richiedenti asilo, sotto la supervisione di due avvocati esperti in diritto dell’immigrazione. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sparatoria tra giostrai per il posto migliore, un morto a Villafranca di Verona

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(Adnkronos) – Rissa tra giostrai finisce in sparatoria con un morto a Villafranca di Verona.L’episodio si è verificato nella notte tra mercoledì e giovedì nei pressi dell’accampamento di alcuni giostrai, arrivati per partecipare all’Antica Fiera dei Santi Pietro e Paolo, in programma in paese dal 28 al 30 giugno. Nel corso dei tafferugli, per motivi correlati alla collocazione degli spettacoli viaggianti, sono rimasti coinvolti una decina di giostrai, uno dei quali è stato ferito in modo grave e trasportato all’Ospedale di Verona Borgo Trento.

La situazione sembrava fosse rientrata, me i contendenti si sono poi spostati in Viale Olimpia per un tentativo di risoluzione della lite, ma invece gli animi si sono surriscaldati nuovamente, sino a che uno dei presenti ha estratto una pistola esplodendo alcuni colpi all’indirizzo del 75enne, Alberto Fiori, che è stato trasportato in gravi condizioni all’ospedale Magalini, dove è morto nelle prime ore di oggi.Ferito gravemente a una gamba un altro 49enne, sempre facente parte del gruppo dei giostrai.   Sul posto sono intervenuti i Carabinieri di Villafranca di Verona, militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Verona e della Sezione Investigazioni Scientifiche che, sotto le direttive della Procura della Repubblica di Verona, stanno compiendo le conseguenti attività di indagini.

Il sindaco di Villafranca sta pensando di annullare l’Antica Fiera dei Santi Pietro e Paolo. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Castellammare di Stabia: 50enne dona organi dopo il decesso al San Leonardo, salvate sette vite

Un 50enne di Castellammare di Stabia deceduto al San Leonardo ha donato i suoi organi, salvando sette vite e portando speranza alla comunità.

Castellammare di Stabia: 50enne morto al San Leonardo dona gli organi

Il comune di Castellammare di Stabia è stato recentemente colpito da una notizia che ha scosso la comunità, ma che ha anche portato un raggio di speranza e altruismo.Un uomo di 50 anni, residente nella cittadina, è deceduto all’ospedale San Leonardo, ma il suo gesto finale ha dato nuova vita a numerose persone grazie alla donazione degli organi.

Un Triste Evento Trasformato in Speranza
L’uomo, di cui sono state fornite solo le iniziali M.P., era stato ricoverato presso l’ospedale San Leonardo a causa di un malore improvviso.

Nonostante gli sforzi dei medici, purtroppo non è stato possibile salvargli la vita.Tuttavia, la famiglia di M.P.

ha preso la coraggiosa decisione di autorizzare la donazione degli organi, trasformando un momento di grande dolore in un’opportunità di vita per altri.

Il Processo della Donazione
La donazione degli organi è un processo complesso che richiede il coordinamento tra vari reparti e specialisti.Subito dopo la conferma del decesso cerebrale, il team del Centro Trapianti è stato allertato.

Gli organi espiantati, tra cui cuore, reni, fegato e cornee, sono stati prontamente inviati ai centri di trapianto designati, dove i riceventi erano in attesa.Questo processo richiede una tempistica precisa e una logistica impeccabile per garantire che gli organi rimangano vitali fino al trapianto.

L’Impatto del Gesto di M.P.

Grazie alla generosità di M.P.e della sua famiglia, è stato possibile salvare o migliorare significativamente la vita di almeno sette persone.

Questo gesto di altruismo non solo rappresenta un atto di grande umanità, ma mette anche in luce l’importanza della donazione degli organi come strumento di speranza e rinascita.La donazione di organi è un atto che può fare la differenza tra la vita e la morte per molti pazienti in lista d’attesa.

La Reazione della Comunità di Castellammare di Stabia
La notizia ha suscitato una forte reazione emotiva nella comunità di Castellammare di Stabia.

Numerosi cittadini hanno espresso il loro sostegno e la loro ammirazione per la famiglia di M.P., sottolineando l’importanza della solidarietà e del sostegno reciproco in momenti così difficili.Questo evento ha anche rilanciato il dibattito sull’importanza della donazione degli organi e sulla necessità di sensibilizzare maggiormente la popolazione su questo tema.

Il Ruolo dell’Ospedale San Leonardo
L’ospedale San Leonardo ha svolto un ruolo cruciale in questa vicenda, dimostrando un’eccezionale competenza e professionalità.

Il personale medico e paramedico ha lavorato instancabilmente per garantire che ogni fase del processo di donazione fosse gestita con la massima cura e rispetto.Il Centro Trapianti dell’ospedale è uno dei punti di riferimento nella regione per la gestione delle donazioni e dei trapianti, e questo caso ha ulteriormente evidenziato l’importanza del loro lavoro.

L’Importanza della Sensibilizzazione sulla Donazione degli Organi
Questo episodio rappresenta un’occasione per riflettere sull’importanza della donazione degli organi.

In Italia, nonostante i progressi fatti negli ultimi anni, c’è ancora una carenza di organi disponibili per il trapianto.Molte persone in lista d’attesa non riescono a trovare un donatore compatibile in tempo utile.

La sensibilizzazione e l’informazione sono fondamentali per aumentare il numero di donatori e salvare più vite.

Come Diventare Donatori di Organi
Diventare donatori di organi è un gesto di grande altruismo che può fare la differenza.In Italia, è possibile esprimere la propria volontà di donare gli organi in vari modi:

  1. Dichiarazione di volontà presso l’ASL o il Comune: È possibile registrare la propria decisione di donare gli organi presso l’ASL di appartenenza o l’ufficio anagrafe del proprio Comune.
  2. Carta d’identità: Durante il rinnovo della carta d’identità, si può esprimere il proprio consenso alla donazione degli organi.
  3. Associazioni di volontariato: Alcune associazioni, come l’AIDO (Associazione Italiana per la Donazione di Organi), permettono di registrarsi come donatori.

Conclusione: Un Esempio di Altruismo e Speranza
La storia di M.P. è un potente promemoria dell’importanza della donazione degli organi e del potere dell’altruismo.

La sua generosità ha permesso di salvare numerose vite, offrendo un raggio di speranza a chi era in attesa di un trapianto.La comunità di Castellammare di Stabia ha risposto con grande solidarietà, dimostrando ancora una volta la forza del legame umano.

Invitiamo tutti a riflettere sull’importanza di diventare donatori di organi e a prendere in considerazione questo gesto di grande umanità.Un piccolo atto può fare una grande differenza e offrire una seconda chance a chi ne ha più bisogno.

Serena Bortone e ‘Che sarà’ fuori dai palinsesti Rai? Cosa si sa

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(Adnkronos) – Il destino del programma ‘Che Sarà’, condotto da Serena Bortone e trasmesso il sabato e la domenica sera su Rai3, è ancora incerto ma niente è stato ancora definito.A quanto apprende l’Adnkronos, inoltre, sono in corso trattative con Maria Latella per un potenziale nuovo progetto.

Le indiscrezioni suggeriscono che ‘Che Sarà’ potrebbe non tornare sugli schermi nella prossima stagione. La notizia della cancellazione è nell’aria da giorni e, sebbene non ci sia ancora un annuncio ufficiale, diverse fonti confermano la decisione a seguito delle polemiche legate al caso Scurati.A pochi giorni della presentazione dei palinsesti Rai al Consiglio di amministrazione, prevista per il 26 e 28 giugno, nulla sembra essere ancora definitivo.

Tuttavia, una cosa certa è la presenza di Serena Bortone alla presentazione dei palinsesti alla stampa, in programma il 19 luglio nella sede Rai di Napoli. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Castellammare di Stabia, la rottura di una conduttura idrica crea disagi per raggiungere la penisola sorrentina

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Una conduttura idrica di grossa portata è esplosa questa mattina a Castellammare di Stabia, in via Acton, causando notevoli disagi. L’incidente è avvenuto intorno alle 8:30 e ha provocato la fuoriuscita di un’enorme quantità di acqua che ha allagato la strada e invaso le abitazioni e i lidi balneari della zona.

Le conseguenze della rottura

  • Evacuazioni: A causa dell’allagamento e del pericolo di crolli, alcune persone sono state evacuate dalle proprie abitazioni e dai lidi balneari.
  • Strade chiuse: Via Acton è stata chiusa al traffico in entrambe le direzioni, causando lunghe code e disagi per la circolazione. Anche la statale sorrentina è stata temporaneamente chiusa.
  • Mancanza di acqua: La rottura della conduttura ha provocato la sospensione della fornitura idrica in diverse zone della città.

Interventi in corso

Sul posto sono al lavoro i vigili del fuoco, i carabinieri, la polizia municipale e i tecnici della GORI, la società che gestisce la rete idrica. I tecnici stanno lavorando per riparare la conduttura e ripristinare la fornitura idrica.

Aggiornamenti

  • Ore 10:00: La situazione è ancora critica, ma i tecnici stanno lavorando per contenere l’allagamento e riparare la conduttura.
  • Ore 12:00: La fornitura idrica è stata gradualmente ripristinata in alcune zone della città.
  • Ore 14:00: I lavori di riparazione sono ancora in corso, ma la situazione è sotto controllo. La strada dovrebbe essere riaperta al traffico nelle prossime ore.

Consigli

  • Evitare la zona: Se possibile, è consigliabile evitare la zona della rottura della conduttura per non intralciare i soccorsi.
  • Seguire le indicazioni delle autorità: È importante seguire le indicazioni delle autorità e dei vigili del fuoco.
  • Conservare l’acqua: In caso di sospensione della fornitura idrica, è consigliabile conservare l’acqua potabile per i propri bisogni primari.

Informazioni utili

  • Numero verde GORI: 800 99 11 44
  • Sito web GORI: https://www.goriacqua.com/

Aggiornamenti in tempo reale

Per rimanere aggiornati in tempo reale sulla situazione, è possibile consultare i siti web di informazione locale e i canali social dei vigili del fuoco e del comune di Castellammare di Stabia.

Due cani per Putin, Kim regala una coppia di Pungsan al leader russo

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(Adnkronos) – Due cani bianchi come la neve, due Pungsan, considerati perfetti per la caccia.Il leader nordcoreano Kim Jong Un li ha regalati al presidente russo Vladimir Putin durante la visita a Pyongyang.

A riferirlo oggi, mentre Putin è ormai in Vietnam, sono i media ufficiali nordcoreani.  Precisano, come segnala l’agenzia sudcoreana Yonhap, che il primo ‘incontro’ tra Putin e i due cani è avvenuto subito dopo la firma del patto per una “partnership strategica globale”.La Kcna ha diffuso una foto che ritrae Putin e Kim in un giardino, con i due cani all’interno di una recinzione. Nel 2018 Kim aveva donato un cane della stessa razza all’allora presidente sudcoreano Moon Jae-in come “dono di pace”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fedez e Codacons fanno pace, insieme domani per le vittime dell’Ilva

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(Adnkronos) – Sembra arrivato il tempo della pace per Fedez e il Codacons che, dopo anni di dissidi, ora annunciano una clamorosa iniziativa insieme che suggella un “nuovo inizio” fra loro all’insegna della solidarietà.Domani, venerdì 21 giugno, il presidente del Codacons, Carlo Rienzi e Fedez si incontreranno infatti per annunciare ufficialmente una collaborazione volta a sostenere la comunità di Taranto, ancora colpita dagli effetti devastanti dell’inquinamento industriale dell’ex Ilva.

Ad annunciarlo il rapper e l’associazione dei consumatori in una nota congiunta.  “La necessità di far prevalere la salute e la vita sui meri interessi produttivi trova in questo evento una forte espressione di impegno e solidarietà, e un punto di incontro tra il rapper e l’associazione dei consumatori, attraverso una iniziativa congiunta i cui dettagli verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa indetta per venerdì 21 giugno a Taranto, alle 15 presso la sala convegni dell’Hotel Mercure”, spiega la nota. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aniasa, l’auto rimane mezzo trasporto preferito da italiani

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(Adnkronos) – L’auto privata continua a occupare un posto privilegiato nel cuore degli italiani, con quasi 3 su 4 che la utilizzano in modo ricorrente.Nonostante le sfide economiche, l’auto rimane il mezzo di trasporto più pratico e flessibile, soprattutto per gli usi lavorativi e misti.

Oggi il 25% degli italiani prima di acquistare un’auto nuova prende in considerazione brand asiatici e cinesi. È quanto emerge dall’indagine annuale sulla mobilità degli italiani condotta da Aniasa (l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità) e Bain & Company, presentata nel corso di un evento a Roma e condotta su un campione di 1.031 rispondenti nel mese di aprile 2024.L’analisi evidenzia che la praticità d’uso e la comodità emergono come principali driver nelle scelte di mobilità dei consumatori e l’automobile risponde in modo ottimale a queste esigenze, offrendo flessibilità, accessibilità e comfort che altri mezzi di trasporto spesso non possono eguagliare.

Una preferenza particolarmente marcata in contesti in cui i trasporti pubblici sono meno efficienti o meno accessibili.  Una delle componenti della ripresa della mobilità sulle strade nel post-pandemia è che il lavoro da remoto si è ormai stabilizzato su una media di 1,6 giorni alla settimana.Gli spostamenti per motivi di business rimangono, quindi, una componente importante della mobilità quotidiana, poiché molti lavoratori devono comunque recarsi in ufficio alcuni giorni alla settimana o per specifiche esigenze professionali.

In questo scenario ibrido di flessibilità e adattabilità, i mezzi di trasporto sono cruciali.  L’attesa di un calo dei prezzi delle auto (auspicato dal 26% del campione, il 5% in più rispetto al 2020) e il timore per problemi di reddito presenti o futuri (segnalati dal 30%) rendono l’acquisto di un’auto un investimento sempre più impegnativo e rischioso che si tende a rinviare.Gli incentivi governativi e gli sconti continuano a essere i principali strumenti richiesti dai consumatori per considerare il cambio della vettura (il 75% li ritiene condizione necessaria).

Questo sottolinea quanto le politiche di sostegno economico siano fondamentali per il mercato automobilistico, rendendo l’acquisto accessibile per i veicoli più ecologici e tecnologicamente avanzati.La riduzione o azzeramento degli incentivi avrebbe un impatto decisamente negativo sulle vendite: non possono prorogarsi nel tempo e andrebbero sostituiti da una politica di supporto alternativa e continuativa per favorire la transizione verso una mobilità sostenibile.  “L’entrata in vigore dei nuovi eco-incentivi e il quasi contestuale loro esaurimento per le vetture elettriche”, ha commentato il Presidente Aniasa Alberto Viano a margine della presentazione, “evidenzia come esista anche in Italia una crescente domanda per i veicoli elettrici; questa chiaramente necessita, come del resto in tutta Europa, di incentivi diretti o fiscali.

Ai consumatori e alle aziende servirebbe una nuova e stabile politica fiscale sull’auto che riduca o azzeri il gap rispetto al resto d’Europa sui costi di mobilità.Gli incentivi, così come erogati oggi, hanno sicuramente accelerato la transizione, ma hanno anche creato tensioni temporanee sulla domanda di vetture e poca prevedibilità per i consumatori e gli operatori di mercato”. Altro punto critico rilevato dal report è la crescente esitazione verso l’acquisto di auto “alla spina”.

I consumatori sono scoraggiati dalle difficoltà legate alla ricarica (segnalate dal 52% del campione) e dalla percezione di scarsa sicurezza (20% degli intervistati e +16% rispetto al 2020) delle vetture elettriche.  L’analisi mette in luce anche un’altra tendenza emergente nel mercato automobilistico italiano: l’aumento della propensione per le auto cinesi e asiatiche, con la percentuale di italiani che prende in considerazione un brand cinese per la sua nuova auto, salita in un anno dal 17% al 25%.Negli ultimi anni, i produttori cinesi e asiatici hanno compiuto passi da gigante in termini di qualità e affidabilità dei loro veicoli anche grazie a investimenti significativi in ricerca e sviluppo.

Questo ha permesso ai principali marchi di guadagnare una reputazione positiva. Un fattore chiave che favorisce l’adozione di auto cinesi e asiatiche è il loro prezzo competitivo (il 29% lo evidenzia come fattore di scelta), che le rende, in un contesto di continuo aumento dei listini, un’alternativa più accessibile senza compromettere significativamente la qualità (apprezzata dal 36% di quanti prendono in considerazione marchi asiatici).  Nonostante i progressi, però, persistono ancora delle riserve tra una parte dei consumatori italiani: il 75% non sceglie auto asiatiche a causa dello scetticismo riguardo alla durata e alla resistenza nel tempo di questi veicoli, spesso percepiti come meno robusti rispetto ai marchi tradizionali europei.Inoltre, ci sono preoccupazioni legate alla disponibilità e alla qualità del servizio post-vendita, inclusa la reperibilità dei ricambi e l’efficienza delle reti di assistenza. “Gli italiani continuano a considerare l’auto come un bene fondamentale per la propria mobilità quotidiana, nonostante le crescenti sfide economiche e ambientali.

Stiamo osservando uno spostamento significativo nel mercato, con una maggiore apertura verso i veicoli cinesi e asiatici, che offrono qualità e innovazione a prezzi competitivi. È evidente come i consumatori italiani stiano diventando sempre più aperti a nuove opzioni.Tuttavia, per capitalizzare questa tendenza, sarà cruciale per i produttori cinesi e asiatici continuare a migliorare la loro reputazione in termini di affidabilità e servizio post-vendita, affrontando le preoccupazioni dei consumatori”, conclude Gianluca Di Loreto, Partner di Bain & Company. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nuovo incidente sul lavoro, 18enne muore schiacciato da seminatrice

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(Adnkronos) – Un ragazzo di 18 anni è morto dopo essere stato schiacciato da un pezzo di un macchinario agricolo, una seminatrice, a Brembio (Lodi).L’incidente mortale sul lavoro si è verificato attorno alle 10 in un’azienda di via Cavour.

Un altro ragazzo di 20 anni, non coinvolto direttamente nell’infortunio, è stato trasportato in codice verde all’ospedale di Codogno.Sul posto sono intervenuti un’automedica, un’ambulanza, i vigili del fuoco, i carabinieri e l’Ats. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Neoplasie sangue, Schillaci: “Ricerca speranza più grande”

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(Adnkronos) – “Ogni anno migliaia di persone in Italia ricevono una diagnosi di tumore del sangue, ma grazie ai progressi della ricerca oggi le possibilità di guarigione sono cresciute notevolmente.Il percorso resta ancora lungo e la ricerca continua a rappresentare la speranza più grande, poiché ogni scoperta può offrire ai pazienti prospettive di vita migliori.

Il ministero della Salute continuerà a investire nella ricerca scientifica e a promuovere la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti, affinché nessuno sia lasciato solo nella lotta contro queste malattie.Ringrazio Ail per i suoi 55 anni di sostegno alla ricerca”.

Cosi il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in un messaggio di saluto al presidente nazionale Ail (Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma), Pino Toro, in occasione della 19° Giornata nazionale per la lotta a queste neoplasie, in programma domani 21 giugno, e per i 55 anni di Ail. L’associazione a sostegno della ricerca scientifica per la lotta ai tumori del sangue ha promosso oggi a Roma la conferenza stampa ‘Tecnologie biomolecolari e terapie innovative in Ematologia’.Obiettivo dell’incontro condividere i progressi della ricerca ematologica e ribadire un messaggio importante a tutti i pazienti e ai loro familiari: non siete soli. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giornata Ail, 55 anni di storia a sostegno ricerca per lotta a neoplasie sangue

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(Adnkronos) – Ottantatre sezioni Ail e 17mila volontari, 146 progetti di ricerca scientifica, 5.186 viaggi solidali e 670 posti letto per 62.898 notti offerte nelle Case alloggio Ail a 2.395 pazienti e caregiver.Sono solo alcuni dei numeri che dimostrano il grande impegno di Ail, una storia lunga 55 anni, durante i quali il coinvolgimento è diventato sempre più forte nel sostenere la ricerca e l’assistenza ai pazienti con tumori del sangue.

In Italia, sono circa 500mila le persone che convivono con un tumore ematologico e sono 30mila le nuove diagnosi – riporta una nota – grazie alla ricerca i pazienti hanno maggiori probabilità di guarire o di convivere per anni con la malattia mantenendo una buona qualità di vita.Sostenere i pazienti e rendere disponibili terapie sempre più efficaci sono obiettivi che possono essere raggiunti anche grazie alla costante e sempre maggiore collaborazione tra Ail, le società scientifiche e gli enti che operano in ambito ematologico. Oggi, a Roma si è tenuta la conferenza stampa dedicata alla Giornata nazionale Ail, tradizionale appuntamento dell’Associazione per condividere i progressi della ricerca ematologica e per ribadire un messaggio importante a tutti i pazienti e ai loro familiari: “non siete soli”.

Tema dell’incontro: “55 anni di Ail e di sostegno alla ricerca scientifica per la lotta ai tumori del sangue.Tecnologie biomolecolari e terapie innovative in Ematologia”.

Un appuntamento importante a tema medico-scientifico con la partecipazione dei presidenti delle società scientifiche italiane e dei rappresentanti del Terzo settore. “Ail da 55 anni è impegnata quotidianamente nel migliorare la qualità della vita dei pazienti ematologici e delle loro famiglie, sostenendo la ricerca scientifica, l’assistenza sociosanitaria, e promuovendo la conoscenza dei tumori del sangue – afferma Giuseppe Toro, presidente nazionale Ail – Dal 1969 siamo cresciuti molto, diventando un punto di riferimento per i pazienti ematologici italiani e i loro caregiver, e per l’ematologia italiana.Nel 1975 nascono le prime sezioni provinciali e ora siamo a 83 con oltre 17mila volontari”.  Ail “stanzia annualmente milioni di euro per sostenere la ricerca scientifica e supporta il Gimema (Gruppo italiano malattie ematologiche dell’adulto), gruppo di ricerca clinica cui collaborano le ematologie italiane – aggiunge Toro – per studiare le patologie e identificare i migliori protocolli diagnostici e terapeutici, e per finanziare assunzioni e borse di studio per data manager, psicologi, medici, ricercatori, biologi e infermieri.

Ma il sostegno alla ricerca da solo non basta; è fondamentale anche essere al fianco dei pazienti durante tutto il percorso della malattia, che spesso risulta essere lungo e faticoso”. “Il sostegno di Ail per la ricerca clinica e biologica è un’attività che è sempre andata in parallelo con quella dell’assistenza ai pazienti e ai familiari – spiega William Arcese, presidente Comitato scientifico Ail – Fare assistenza significa pertanto fare anche ricerca.Ail da sempre collabora con l’Associazione italiana ematologia-oncologia pediatrica (Aieop), Fondazione italiana linfomi (Fil), Gruppo italiano trapianto midollo osseo (Gitmo), Società italiana di ematologia (Sie) e Società italiana di ematologia sperimentale (Sies), che rappresentano le principali società scientifiche nell’ambito ematologico italiano”.  “Ogni anno a queste società – ricorda Arcese – è riservato un finanziamento per progetti selezionati dalle stesse società scientifiche, che riguardano la ricerca clinico- biologica, la ricerca di base o iniziative educazionali.

Quest’anno Aieop e Gitmo hanno previsto un sostegno legato alla gestione dei rispettivi Registri di pazienti.Fil vuole condurre uno studio per la valutazione della performance neuro-cognitiva sulla Qualità di vita nei giovani adulti affetti da linfoma.

Gitmo, per la numerosità di studi previsti, ha necessità di potenziare il proprio Clinical trial office.Il progetto Sie è la continuità del Corso di aggiornamento per gli infermieri di ematologia, già indetto con successo lo scorso anno.

Infine, il progetto Sies propone di sviluppare le Linee guida nelle malattie mieloproliferative e nella Leucemia mieloide cronica secondo la metodologia delineata dall’Istituto superiore di sanità in modo che diventino Linee guida nazionali”. Oggi – è emerso dall’incontro – sono disponibili nel panorama terapeutico gli anticorpi bispecifici che si sono dimostrati molto efficaci. “Il panorama delle terapie si è arricchito: dalla leucemia linfatica acuta ai linfomi, che rappresentano il sesto o settimo tumore più frequente nel mondo occidentale, al mieloma, altro tumore ad alta incidenza – spiega Paolo Corradini, presidente Sie, direttore della Divisione di Ematologia, Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori di Milano Cattedra di Ematologia, Università degli Studi di Milano – Due patologie che rappresentano un grande numero di pazienti ematologici che possono essere trattati efficacemente con gli anticorpi bispecifici quando tutte le altre terapie sono fallite.Ci sono delle tossicità da gestire, ma che possono essere controllate favorendo una buona qualità di vita”.  Gli “anticorpi bispecifici” rappresentano una “seconda rivoluzione dopo le Car-T – rimarca Corradini – Nell’ultimo anno sono state approvate le Car-T per diversi tumori ematologici: due nel linfoma follicolare, il secondo tipo di linfoma per frequenza; una per il linfoma diffuso a grandi cellule B, il primo per incidenza.

Oggi tutti i pazienti con linfoma a grandi cellule refrattari o ricaduti entro un anno possono ricevere questa terapia subito dopo il fallimento della terapia di prima linea.Questo consente di anticiparne l’uso, guarire un maggior numero di persone, risparmiare trattamenti successivi ai pazienti e anche costi, ma soprattutto permette una migliore qualità di vita per i pazienti e le loro famiglie.

Per la leucemia linfoblastica acuta, da dicembre scorso, viene rimborsata una nuova Car-T, per le persone con più di 26 anni.Novità anche per il mieloma multiplo: infatti, è disponibile in Italia da fine maggio di quest’anno una Car-T e un’altra è stata approvata, ma non ancora rimborsata da Aifa”. “In futuro per il trattamento dei linfomi sarà sempre meno utilizzata la immuno-chemioterapia e aumenteranno sempre di più le terapie biologiche, cioè farmaci non chemioterapici mirati e strettamente indicati per particolari mutazioni dei vari tipi di linfoma – spiega Maurizio Martelli, professore di Ematologia, Sapienza di Roma, Direttore Uoc Ematologia Aou Policlinico Umberto I di Roma, Consiglio direttivo Fil – Oggi, abbiamo risultati importanti anche grazie alla sola immunoterapia.

In particolare, anticorpi monoclonali bispecifici che riconoscono un determinato antigene cellulare e attivano i linfociti T del paziente stesso.La terapia cellulare Car-T, in cui gli stessi linfociti T del paziente vengono prelevati, ingegnerizzati e poi reinfusi nel paziente per aggredire la malattia”. Nel 2023 in Italia sono stati effettuati circa 5.600 trapianti tra allogenici e autologhi. “Lo scorso anno sono stati effettuati circa 2.000 trapianti allogenici e nel 50% dei casi è stato necessario utilizzare un donatore da registro.

La patologia maggiormente trattata è stata la leucemia acuta mieloide (40%) seguita dalla leucemia linfoblastica (18%) – sottolinea Massimo Martino, presidente Gitmo, direttore Uoc Centro Trapianti Midollo Osseo e direttore ad interim Uoc Ematologia, Dipartimento Oncoematologico e Radioterapico, Grande Ospedale Metropolitano ‘Bianchi- Melacrino-Morelli’ di Reggio Calabria – Per quanto riguarda il trapianto autologo ne sono stati effettuati circa 3.600 e il mieloma multiplo è la patologia dove trova la maggiore applicazione, seguito dai linfomi non-Hodgkin e Hodgkin e dalle leucemie.Inoltre, per la prima volta, sono stati effettuati in numero maggiore di trapianti autologhi in persone con più di 60 anni rispetto ai soggetti under 60, e sono aumentati anche quelli allogenici”. I tumori ematologici infantili più frequenti sono le leucemie acute, linfoidi e mieloide, i linfomi di Hodgkin e non-Hodgkin.

In Italia i bambini a cui viene diagnosticato un tumore nella fascia 0-14 anni sono circa 1400-1500 all’anno e 800-900 nella fascia 15-18 anni. “La biologia molecolare individua le alterazioni molecolari che definiscono la patologia in maniera specifica e radicale.Questo fa sì che si intensifichino i protocolli a più alto rischio di recidiva e si riduca l’intensità e l’aggressività delle terapie per quelle patologie che hanno un’evoluzione migliore – fa notare Arcangelo Prete, presidente Aieop e direttore Ssd Oncoematologia Pediatrica Aou di Bologna Policlinico S.

Orsola Malpighi – Questo produce un minor numero di effetti collaterali e maggiori risultati in termini di guarigione e sopravvivenza.I migliori risultati si ottengono nelle leucemie e nei linfomi.

In particolare, per le leucemie l’immunoterapia liquida con blinatumomab si è dimostrata talmente efficace che in via sperimentale viene utilizzata anche in prima linea.Le Car–T, sono un trattamento estremamente mirato e specifico nei confronti della cellula neoplastica e sono una terapia personalizzata che produce meno effetti collaterali a medio e lungo termine.

Questo è fondamentale quando si tratta di bambini che una volta guariti hanno una aspettativa di vita pari a quella dei loro coetanei”. Le neoplasie mieloproliferative croniche sono patologie tumorali associate ad alterazioni specifiche del Dna con alcune mutazioni ricorrenti e comprendono entità diverse.Sono malattie rare che globalmente hanno un’incidenza inferiore ai 5 casi per 100mila all’anno.  “Le principali sono tre: trombocitemia essenziale, policitemia vera e mielofibrosi, di cui sono note due entità.

La forma prefibrotica e quella franca di fibrosi che può presentarsi sia come forma primaria sia secondaria e rappresenta l’evoluzione da una precedente trombocitemia essenziale o policitemia vera – evidenzia Alessandro Vannucchi, presidente Sies, professore di ematologia, direttore della Sod Ematologia Crimm Centro ricerca e innovazione delle malattie mieloproliferative, direttore Scuola di Specializzazione in Ematologia Aou Careggi, Università di Firenze – Da poco meno di venti anni è noto che si contraddistinguono per la presenza, nel 90% dei casi, di una mutazione, e le tre più ricorrenti sono dovute a una mutazione dei geni Jak2, Mpl e Carl, variamente espressi nelle diverse forme.Queste mutazioni incidono tutte, seppur in misura diversa, su una alterata segnalazione all’interno delle cellule staminali emopoietiche che comporta la loro disregolata proliferazione.

Ma soprattutto questa stessa segnalazione intracellulare alterata contribuisce alla più generale compromissione infiammatoria sistemica e rende ragione di molti dei sintomi e delle manifestazioni cliniche di queste malattie”. Agli inizi degli anni Ottanta – è stato ricordato nell’incontro – nasce il Gruppo italiano malattie ematologiche dell’adulto e nel corso de decenni si è evoluto e ampliato, oggi afferiscono alla Fondazione Gimema Franco Mandelli quasi tutti i Centri di ematologia italiani, circa 150. “Oggi il Gimema gestisce con i suoi protocolli circa 20mila pazienti, con decine di progetti clinici – informa Marco Vignetti, presidente Fondazione Gimema Franco Mandelli-.E LabNet, il network di laboratori che lavorano secondo un sistema di qualità condiviso, ha permesso a circa 25mila pazienti di effettuare 200mila test genetici, necessari a diagnosticare con accuratezza o a monitorare la patologia da cui sono affetti.

Protocolli di diagnosi e monitoraggio dell’andamento della terapia insieme a protocolli terapeutici sempre aggiornati sono quello che rende alta la qualità dell’assistenza offerta da Gimema nei centri che afferiscono al Servizio sanitario nazionale”. Giovedì 27 giugno alle ore 17 una delegazione di Ail sarà ricevuta al Palazzo del Quirinale in udienza dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per celebrare la Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma e i 55 anni di attività dell’Associazione.Come ogni anno, in occasione della Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma, Ail promuove un’iniziativa che è ormai una tradizione e che è sempre molto attesa dai pazienti e dai loro familiari: il numero verde Ail Problemi Ematologici 800.22.65.24, attivo venerdì 21 giugno dalle ore 8 alle 20, che offre ai pazienti la possibilità di parlare con ematologi esperti, chiedendo chiarimenti sulle loro patologie e sulle terapie, senza problemi di tempo e di privacy che potrebbero avere con i medici che li seguono abitualmente nei loro centri di cura. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Melanoma, boom nei giovani: è il cancro più comune negli under 30

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(Adnkronos) –
Tra i giovani aumenta il melanoma.Il cancro della pelle “più aggressivo e difficile da curare” è “in Italia il terzo tumore più frequente al di sotto dei 50 anni in entrambi i sessi”.

E “negli ultimi decenni l’età media alla diagnosi si è abbassata al punto che oggi è uno dei tumori più comuni tra gli adulti con meno di 30 anni”.Un trend allarmante, fotografato dal Rapporto Aiom-Airtum 2023 su ‘I numeri del cancro in Italia’ e segnalato dall’Airc che lancia un appello di inizio estate: proteggersi sotto il sole, raccomanda la Fondazione per la ricerca sul cancro, annunciando il progetto Spiaggia Rosa. “Una collaborazione con un impianto balneare di Grado”, in provincia di Gorizia, “per informare e sensibilizzare il pubblico sull’adozione di comportamenti salutari”. In Italia, ricorda l’Airc, il melanoma colpisce nel corso della vita un uomo su 55 e una donna su 73.

L’anno scorso sono state stimate circa 12.700 nuove diagnosi, di cui 7mila tra gli uomini e 5.700 tra le donne.La sopravvivenza a 5 anni si è alzata, arrivando all’88% tra i maschi e al 91% tra le femmine, ma “prevenzione” resta la parola d’ordine degli esperti.  
“Fra i principali fattori di rischio c’è l’esposizione eccessiva alla luce ultravioletta, per lo più veicolata dal sole”, sottolinea l’Airc che rilancia alcuni consigli pratici. “Sole, istruzioni per l’uso: evita le ore più calde e non esporti a lungo; applica più volte una crema solare con fattore di protezione superiore a 30; indossa occhiali da sole, cappello e maglietta; non esporre direttamente al sole neonati e bimbi piccoli”.  E poi attenzione ai nei: “Verifica periodicamente se ci sono nuove formazioni sulla pelle o se nei preesistenti hanno cambiato aspetto.

Se noti uno o più di questi segnali, rivolgiti al medico per un controllo”, suggerisce la Fondazione rammentando la regola dell’ABCDE: “A, asimmetria della macchia; B, bordi irregolari e frastagliati; C, colore della macchia molto scuro e con diverse gradazioni; D, dimensioni superiori a 6 millimetri o in aumento; E, evoluzione dell’aspetto di una macchia, come un neo che diventa da liscio a rugoso o che comincia a bruciare, perdere o sanguinare”.  Alla prevenzione sotto il sole Airc dedica un’intera sezione del suo sito Internet e quest’anno ‘scende in spiaggia’.  “Per la stagione estiva – informa la Fondazione – Grado Impianti Turistici S.p.A (Git) dà vita a Spiaggia Rosa, un progetto di sensibilizzazione e raccolta fondi a sostegno del lavoro dei ricercatori Airc.Cento ombrelloni rosa colorano una porzione della spiaggia della cittadina friulana, per promuovere l’adozione di abitudini salutari, sottolineando l’importanza della prevenzione.

L’ingresso e la passeggiata della spiaggia sono stati personalizzati con materiali dedicati a come esporsi al sole riducendo i rischi, a un’alimentazione varia ed equilibrata e all’attività fisica.Gli ombrelloni della Spiaggia Rosa riportano anche un QR code per accedere all’area dedicata del sito Airc, Healthy Life with Airc, dove trovare ulteriori approfondimenti su questi temi, in italiano e inglese”.

Ancora: “Dalla teoria alla pratica, nei bar e ristoranti Git è disponibile ‘l’nsalata rosa’, un piatto che rispetta le indicazioni del World Cancer Research Fund”.  Non solo prevenzione. “Il progetto sostiene concretamente la ricerca: per tutta la stagione balneare 2024, Git destinerà ad Airc l’8% degli incassi derivanti dalla Spiaggia Rosa, al netto di Iva”. “L’aumento della sopravvivenza” dei malati di melanoma, rimarca la Fondazione, “è senz’altro dovuto alla maggiore attenzione all’esposizione al sole e ai comportamenti preventivi adottati, cui si aggiungono i costanti progressi della ricerca nel trattamento di questi tumori.L’immunoterapia, in particolare, ha rappresentato un cambio di direzione importante per molti tumori solidi a partire proprio dal melanoma, patologia che nell’ultimo decennio ha beneficiato del miglioramento nella prognosi, grazie all’introduzione di farmaci a bersaglio molecolare e trattamenti immunoterapici”. Airc è in prima linea. “Uno dei programmi ‘5 per mille’ sostenuti” dalla Fondazione, illustra, “è quello guidato da Maria Rescigno, professore ordinario di Patologia generale, pro rettore vicario con delega alla ricerca presso Humanitas University e Group Leader dell’Unità di Immunologia delle mucose e Microbiota presso Humanitas Research Hospital.

Obiettivo del programma è valutare, attraverso studi preclinici e clinici rigorosi, l’efficacia di nuovi vaccini terapeutici somministrati a pazienti affetti da melanoma e sarcoma metastatici, al fine di potenziare la risposta immunitaria.Sono stati compiuti progressi significativi nel processo di sviluppo preclinico del vaccino per i pazienti affetti da melanoma: in particolare, è stata completata una serie di attività fondamentali per introdurre per la prima volta in sperimentazione clinica un tipo di trattamento innovativo.

Il vaccino allo studio è attualmente in produzione”.E’ possibile moltiplicare i risultati della ricerca sul cancro targata Airc inserendo il codice fiscale 80051890152 nella dichiarazione dei redditi. La Fondazione è impegnata a informare il pubblico sui rischi e i benefici del sole anche in farmacia. “Grazie alla partnership con Federfarma nazionale, con cui con cui a marzo 2024 è stato siglato un Protocollo d’intesa di durata triennale, è stato avviato il progetto ‘Insieme per la prevenzione’ che prevede la diffusione di materiali informativi sulle abitudini e sui comportamenti più opportuni da adottare per ridurre il rischio di cancro.

In occasione dell’estate – conclude Airc – è stato anche realizzato un contenuto dedicato a come proteggersi dal sole, condiviso con circa 18mila farmacie associate a Federfarma, affinché” le ‘croci vedi’ “possano veicolare presso la cittadinanza corrette informazioni”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)