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Euro 2024, Spagna-Italia: le formazioni ufficiali

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(Adnkronos) – Sono state annunciate le formazioni di Spagna-Italia, match valido per la seconda giornata del gruppo B di Euro 2024, in campo alle 21 alla Veltins Arena di Gelsenkirchen.Spalletti conferma gli stessi 11 che hanno battuto l’Albania: Chiesa, Frattesi e Pellegrini alle spalle di Scamacca.

De La Fuente fa solo un cambio rispetto all’esordio, scegliendo Laporte in difesa (problemi muscolari per Nacho).In avanti c’è il tridente Yamal-Morata-Williams.

Questi gli 11 iniziali. 
ITALIA (4-2-3-1): Donnarumma; Di Lorenzo, Calafiori, Bastoni, Dimarco; Jorginho, Barella; Chiesa, Frattesi, Pellegrini; Scamacca.Ct.

Spalletti. 
SPAGNA (4-3-3): Unai Simon; Carvajal, LeNormand, Laporte, Cucurella; Pedri, Rodri, Fabian Ruiz; Yamal, Morata, Nico Williams.Ct.

De La Fuente.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lite Ramazzotti-Virzì, in esclusiva le denunce a confronto

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(Adnkronos) – Una battuta che sapeva di provocazione.Poi gli insulti e le minacce.

Così Micaela Ramazzotti ha raccontato la dinamica della lite con l’ex marito Paolo Virzì ai carabinieri della Stazione Aventino nella denuncia presentata ieri e che l’Adnkronos ha potuto visionare. Ramazzotti spiega: ero con mia figlia e il mio compagno, seduta in uno dei tavolini fuori del ristorante ‘Insalata ricca’ di piazza Albania, quando ho incrociato il mio ex marito, sua figlia Ottavia (35enne nata dalla relazione del regista con l’attrice Tiziana Cruciani, ndr) e nostro figlio piccolo. “Si sono avvicinati a noi e la figlia ha rivolto qualche battuta nei miei confronti.Ho chiesto a mio figlio di avvicinarsi a me – le parole dell’attrice – ma Ottavia e il padre glielo impedivano.

A quel punto la figlia ha iniziato a riprendere la scena e ad aggredirmi verbalmente.Il mio fidanzato si è interposto perché la situazione si stava scaldando, dato che il mio ex iniziava a minacciarmi e a insultarmi con parole come ‘m..da’…

fai schifo'”.  Quindi, riferisce ancora l’attrice, ho preso il telefono della figlia e l’ho lanciato per terra.Il mio ex marito cercava di aggredirmi e il mio fidanzato tentava di parare i colpi col suo braccio.

Nessun lancio di sedie, ma la stessa Micaela Ramazzotti ha sottolineato come la figlia dell’ex marito, nel tentativo di riprendersi il telefono mi ha graffiato il braccio.Per lei, che si è fatta refertare come tutti i protagonisti della vicenda, cinque giorni di prognosi per lievi escoriazioni.  “Martedì sera stavo passeggiando con i miei figli in cerca di un ristorante dove cenare, quando da uno dei tavolini siamo stati attirati dagli insulti della mia ex moglie.

Passando davanti al ristorante ‘L’Insalata Ricca’ in piazza Albania, ho visto mia figlia minore seduta a uno dei tavolini fuori con la madre e il compagno.Volevo salutare la bambina, quindi mi sono avvicinato con nostro figlio.

Immediatamente sono stato affrontato dal compagno della mia ex (il personal trainer Claudio Pallitto, ndr) che si è frapposto in modo aggressivo”.Questo invece il sunto della denuncia presentata da Paolo Virzì e dalla figlia Ottavia ai carabinieri della Stazione Aventino ieri pomeriggio e di cui l’Adnkronos ha potuto prendere visione.  Anche il regista conferma il filmato girato dalla figlia maggiore, ma per documentare l’aggressione che ha poi portato a graffi sulle braccia e strattonamenti vari.

Refertati con cinque giorni di prognosi anche il regista e sua figlia. (di Silvia Mancinelli)   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dal 1500 al ‘codice calore’ in pronto soccorso, il piano contro il caldo

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(Adnkronos) – Aumentano le temperature e il ministero della Salute si appresta ad emanare una circolare per prevenire gli effetti delle ondate di calore, indirizzata agli assessori alla Salute delle Regioni e delle Province autonome, come apprende l’Adnkronos Salute che ne anticipa i contenuti.Nel dettaglio “per fronteggiare al meglio gli effetti sulla salute” del caldo “in particolare per i soggetti vulnerabili” la circolare – firmata dal direttore generale della Prevenzione sanitaria, Francesco Vaia – invita ad “azioni organizzative che rafforzino ordinaria risposta alle richieste di assistenza sanitaria”.  Tra queste “è fortemente raccomandata l’attivazione del cosiddetto ‘codice calore'” ovvero la messa a punto “di un percorso assistenziale preferenziale differenziato nei pronto soccorso”.

Si raccomanda anche di “attivare gli ambulatori territoriali sette giorni su sette”, sulle 12 ore.Da potenziare, poi “il servizio di guardia medica”, mentre vanno riattivate le “Uscar per favorire l’assistenza domiciliare ed evitare l’accesso inappropriato al pronto soccorso”.

Importante potenziare anche il piano della comunicazione, “promuovendo la campagna predisposta dal ministero della Salute e dalle autorità regionali dandone la massima diffusione possibile”.  Il ministero della Salute riattiverà inoltre “il numero di pubblica utilità 1500 per fornire indicazioni e informazioni ai cittadini” e metterà a disposizione ogni giorno, sul proprio sito, “i bollettini sull’ondate di calore per 27 città italiane raccomandazioni per fronteggiare l’emergenza caldo”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

M5S, lo sfogo di Raggi dopo la bufera che ha scosso i vertici pentastellati

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(Adnkronos) – Mi sono limitata a porre dei temi, non era mia intenzione attaccare Giuseppe Conte nella sua persona e non ho insidiato la sua leadership, cosa a cui non sono interessata…Questo, apprende l’Adnkronos, il senso del ragionamento che l’ex sindaca di Roma Virginia Raggi avrebbe espresso in colloqui con persone a lei vicine negli ultimi giorni, dopo la bufera che ha scosso i vertici del Movimento 5 Stelle.

La consigliera capitolina, che siede nel Comitato di garanzia pentastellato, ha incontrato Beppe Grillo in occasione dell’ultima trasferta a Roma del garante M5S.E in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera il 17 giugno ha invocato un “ritorno alle origini” del Movimento, lamentando come la creatura fondata da Grillo e Casaleggio si sia “chiusa in se stessa”.  Raggi ha inoltre ribadito che gli “schemi destra-sinistra fanno parte del passato”, un punto su cui lo stesso Grillo è tornato a insistere nell’auto-intervista pubblicata sul suo blog: “Parlare di sinistra e destra è come parlare di ghibellini e guelfi”, le parole dell”Elevato’.  La linea del garante stride, però, con la convita collocazione del M5S di Conte nel campo progressista, peraltro ribadita dal leader nel corso della manifestazione in Piazza Santi Apostoli al fianco del Pd e delle altre forze di opposizione del centrosinistra.

Intanto non passano inosservate le ‘mosse’ di Alessandro Di Battista, ex parlamentare grillino molto vicino a Raggi e considerato ancora un punto di riferimento dalla galassia pentastellata ‘dura e pura’.Venerdì 28 giugno ‘Dibba’ consegnerà in Senato le firme raccolte per la legge che chiede il riconoscimento dello Stato di Palestina: l’appuntamento alle 13.00 in Piazza delle Cinque Lune.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

E’ morto Donald Sutherland, l’attore aveva 88 anni

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(Adnkronos) – L’attore canadese Donald Sutherland, interprete prodigioso diretto dai più grandi registi, indimenticabile Casanova per Federico Fellini e protagonista di “Novecento” di Bernardo Bertolucci accanto a Robert De Niro e Gérard Depardieu, è morto all’età di 88 anni oggi a Miami dopo una lunga malattia.L’annuncio della scomparsa è stato dato da Missy Davy della Creative Artists Agency che rappresentava l’attore a “The Hollywood Reporter”.  Nato Donald McNichol Sutherland a Saint John, New Brunswick (Canada), il 17 luglio 1934, dopo la laurea in ingegneria all’Università di Toronto nel 1956 si trasferì in Inghilterra per studiare recitazione presso la London Academy of Music and Dramatic Art.

L’esperienza maturata nei teatri londinesi, nei quali lavorò regolarmente fino al debutto cinematografico – avvenuto nel 1964 nel film horror italiano “Il castello dei morti vivi” di Herbert Wise (Luciano Ricci) e Warren Kiefer (Lorenzo Sabatini), in cui ebbe un doppio ruolo -, permise a Sutherland di affinare il suo stile interpretativo grazie a una notevole consapevolezza scenica.  Dopo aver lavorato in produzioni prevalentemente inglesi, Sutherland ottenne a Hollywood il primo ruolo di un certo prestigio in “Quella sporca dozzina” (1967) di Robert Aldrich in cui diede vita allo stravagante soldato Vernon Pinkley.Ottenne il successo con l’interpretazione di uno strampalato capitano, Benjamin Franklin “Occhio di Falco” Pierce, chirurgo in un ospedale da campo durante la guerra di Corea e sempre pronto a ogni tipo di scherzo, in “Mash” (1970) di Robert Altman, al fianco di Elliott Gould, con il quale formò un duo d’irresistibile comicità.

Sutherland ottenne così la possibilità di cimentarsi in ruoli diversi, con una ricchezza di offerte interpretative che ha poi segnato tutta la sua carriera.E’ stato un dubbioso e travagliato regista in crisi di identità in “Il mondo di Alex” (1970) di Paul Mazursky, uno scrupoloso e irreprensibile detective privato in “Una squillo per l’ispettore Klute” (1971) di Alan J.

Pakula, un Cristo onirico in “E Johnny prese il fucile” (1971) di Dalton Trumbo, fino all’incisiva interpretazione di un paranoico restauratore inglese con poteri soprannaturali nel thriller parapsicologico in “A Venezia… un dicembre rosso shocking” (1973) di Nicolas Roeg.Dopo aver ripristinato la coppia comica di “Mash” in “S.P.Y.S.” (1974) di Irvin Kershner, ancora al fianco dell’amico Gould, Sutherland raggiunse l’apice della sua carriera con tre ruoli: in “Il giorno della locusta” (1975) di John Schlesinger disegnò mirabilmente un omicida ucciso dalla folla dopo aver assassinato un ragazzino; in “Novecento” (1976) di Bertolucci delineò con grande maestria l’indimenticabile parte di Attila, feroce e turpe fascista di provincia nell’Italia di Mussolini; in “Il Casanova” (1976) Fellini (1976) ebbe il ruolo del celebre seduttore veneziano reso con ironica malinconia. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salvini: “Volevano fare fuori Lega? Qualcuno diceva tanti nemici tanto onore…”

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(Adnkronos) – “Se volevano farci fuori non gli è andata come pensavano, qualcuno in passato diceva tanti nemici tanto onore…”.Così il vicepremier e ministro Matteo Salvini, nel corso della presentazione del libro ‘Il verminaio’ di Bolloli-Cavallaro in corso a Roma, rispondendo alla domanda se la Lega è stata sotto attacco negli anni, dopo aver vinto le precedenti europee, nel 2019. Riferendosi poi agli accessi ai dossier all’interno della Dia, per opera del finanziere Striano, Salvini commenta: “Non è normalissimo che l’intelligence che deve garantire l’attività di governo, non si sia accorta, a ben pensare o altro, penando male, che per esempio c’erano accessi ai dati della mia ragazza.

Vuoi attaccare Salvini?Attacca Salvini, sono uomini senza onore.

Non intercettavano solo politici, ma dirigenti, medici, imprenditori”. “Il filone – continua – è quello, ambienti deviati di sinistra, giornalisti di sinistra, magistrati di sinistra e politica non deviata di sinistra, oggi è stata chiesta l’archiviazione di Armando Siri, perché i soldi che ha chiesto li ha chiesti come un normale cittadino li chiede in banca.Ma domani la notizia non uscirà sui giornali”.  “Poi c’è il filone fantasy dfella Russia, io sono andato in missione in Russia, come tanti altri, ho portato indietro Masha e Orso”, aggiunge. “Ma ci hanno associato con ‘Ndrangheta e ai clan di Latina, come nel caso di Durigon”, aggiunge. E ancora: “Pensate a quanto sta accadendo in Liguria dove è agli arresti domiciliari da mesi un governatore che in 9 anni ha cambiato il volto della sua regione”, dice riferendosi al caso Toti, parlando di “una vicenda relativa a intercettazioni di 4 anni prima, uscite solo ora, a ridosso del voto”. “Le prossime politiche ci sono nel 2027, si mettano l’animo in pace quelli del campo largo o larghissimo”, dice ancora.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Gay nei forni crematori” candidato sindaco Torre Annunziata si ritira dopo frase choc

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(Adnkronos) – “Gay nei forni crematori”: la frase choc gli costa il posto da professore universitario e decide di ritirarsi dal ballottaggio come sindaco. È accaduto a Carmine Alfano, candidato sindaco per il centrodestra a Torre Annunziata, in provincia di Napoli, uno dei Comuni che tornava al voto dopo due anni a causa dello scioglimento per infiltrazioni della camorra.  Nei giorni scorsi, l’Espresso aveva diffuso alcune registrazioni durante dialoghi con i tirocinanti di Urologia dell’Università di Salerno durante le quali Alfano avrebbe utilizzato termini dispregiativi e pesanti.Registrazioni che, stamattina, gli erano costate la revoca dell’incarico di professore dall’Ateneo salernitano.  Nel pomeriggio, Alfano ha convocato una conferenza stampa in cui ha annunciato la sua decisione di ritirarsi dal ballottaggio.

Resta in corsa, dunque, solo il candidato di centrosinistra Corrado Cuccurullo, in attesa del ballottaggio già virtualmente nuovo sindaco di Torre Annunziata.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caso Orlandi, De Priamo: “Commissione per ora non sentirà Agca. Pista Londra? Non sottovalutiamo nulla”

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(Adnkronos) – Avanti con un’indagine “a 360 gradi”.A due giorni dal 41esimo anniversario della scomparsa di Emanuela Orlandi, della quale si persero le tracce il 22 giugno 1983, il senatore Andrea De Priamo (FdI), presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori, in un’intervista all’Adnkronos, fa il punto sui lavori della Commissione di inchiesta, entrati ormai nel vivo, anticipando che per ora non c’è l’intenzione di ascoltare Alì Agca, l’attentatore di Papa Giovani Paolo II che aveva chiesto di essere sentito, ma che si procederà con le audizioni di avvocati e magistrati, tra i quali Giancarlo Capaldo.  “Questa Commissione non può fare audizioni su richiesta, non siamo un programma di intrattenimento o un quiz televisivo – osserva De Priamo – Abbiamo preso atto di un video e alcune comunicazioni stampa di Agca che facevano riferimento a un’audizione della Commissione, non abbiamo ricevuto nessuna richiesta formale di audizione, tuttavia andando oltre le formalità, abbiamo scritto al suo presunto procuratore segnalandogli che prima di prendere in considerazione una eventuale audizione era per noi presupposto indispensabile una relazione che motivasse l’utilità di questa audizione”. “Ci è stata data una risposta- ha precisato – che non fornisce nulla di interessante per l’audizione quindi per il momento non abbiamo intenzione di sentirlo perché non ci sono stati dati i minimi presupposti per un’utilità di questa audizione”.

Oltre ad Agca, riferisce De Priamo, “abbiamo ricevuto mail da alcuni personaggi”, ma verranno analizzate anche perché “questa vicenda ha prodotto innumerevoli di mitomani che si sono palesati per pubblicità”.Inoltre, attraverso alcuni consulenti, l’avvocato Biscotti ha espresso la volontà di proporre documentazione, della quale ha parlato che in un’intervista, relativa a un dossier sulle sparizioni di altre ragazze in quel periodo: “Noi lo attendiamo perché è noto che in quegli anni c’è anche la pista delle molte sparizioni”.  “Sentiremo magistrati ma anche avvocati delle parti che ci sono stati negli anni, proseguiremo con giornalisti e testimoni per noi importanti”, continua De Priamo assicurando che “la Commissione non sarà soggetta a nessun tipo di pressione dall’esterno, la nostra volontà è audire tutti coloro che a vario titolo possono avere qualcosa da dire sulla vicenda”.

Tra le persone che saranno ascoltate ci sarà dunque, riferisce, anche l’ex magistrato Giancarlo “Capaldo” mentre “sul fronte vaticano sentiremo sicuramente padre Lombardi che, all’epoca, era addetto alla sala stampa vaticana e sicuramente altre persone in una interlocuzione rispettosa dei rapporti internazionali”.Quanto a Francesca Immacolata Chaouqui, riguardo alla quale il fratello di Emanuela Pietro Orlandi ha consegnato delle chat, De Priamo precisa: “Su questo la Commissione non si è ancora pronunciata ma personalmente penso sarà inevitabile sentire anche lei quando sarà il momento opportuno”.

Inoltre potrebbero essere audite anche “persone che collaboravano con Gangi (l’ex agente segreto che si occupò del caso) e che sono in vita.Certamente ci sono anche dinamiche da chiarire sulla figura di Gangi, sul modo in cui è entrato in scena”.  “La Commissione ha avviato un’attività molto intensa.

Abbiamo cercato di creare il più possibile un clima di collaborazione istituzionale all’interno della Commissione anche in un momento politicamente abbastanza agitato nei rapporti tra maggioranza e opposizione.Quello che ho chiesto a tutti i commissari, fino ad oggi ricevendo un comportamento che va in questa direzione, è di costruire un quadro di massima unità perlomeno nell’indirizzo della Commissione, nel metodo di lavoro e nella condivisione delle scelte”, sottolinea il senatore. “Dopo 41 anni da una vicenda annosa, che come è noto ha ricevuto una serie di omissioni, piste sbagliate, piste che hanno intossicato tutte le indagini svolte, sarebbe sbagliatissimo che la Commissione iniziasse a dividersi sulla ricerca di una verità piuttosto che un’altra – aggiunge – Credo si debba avere un metodo di indagine a 360 gradi.

Ciò comporta un lavoro complesso perché ci sono migliaia e migliaia di pagine di atti da studiare e vedere ma a mio avviso una scelta diversa, prendere da subito un indirizzo preciso rispetto alle varie ipotesi, significherebbe ripetere gli errori fatti in passato e non porterebbe nulla di nuovo”.  Riguardo alla pista inglese, salita alla ribalta nuovamente nelle scorse settimane, e ai contatti tra Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, e un presunto ex Nar, De Priamo osserva: “Sono oggetto di una parte secretata dell’audizione quindi, per motivi di tutela dell’indagine, non posso entrare nei dettagli.Sicuramente non sottovalutiamo nulla, ma allo stesso tempo dobbiamo impegnarci tutti per lavorare su tesi che abbiano fondamenti adeguati e non siano facilmente smontabili”.  La Commissione è al lavoro su una serie di atti e documenti richiesti. “Rileviamo con grande piacere che dalla procura di Roma c’è stata grande correttezza nel far pervenire subito la documentazione sui fascicoli dei procedimenti precedenti”, ha spiegato.

Tra il materiale acquisito dal ministero degli Affari Esteri, inoltre, è emersa una “corrispondenza diplomatica” e dall’analisi della documentazione “che abbiamo cominciato a reperire, emerge un’ampia collaborazione, diversamente da quanto spesso è stato riportato, tra Stato italiano e Santa Sede”, riferisce De Priamo. “Dai primi esami, per quanto mi riguarda, smentisce anche alcune ricostruzioni di un Vaticano reticente o indifferente rispetto a questa vicenda, ma al contrario mostra un quadro molto diverso – precisa De Priamo – Una forte preoccupazione e una volontà di collaborazione per risolvere il caso”.La corrispondenza, riferisce De Priamo, si riferisce soprattutto alla “fase iniziale, tra luglio e agosto dell’83”. “Sono soddisfatto di aver onorato, in questa prima fase, l’impegno che avevamo preso di dare pari dignità alle due vicende Orlandi e Gregori.

Non sarebbe per me ammissibile lasciare la vicenda di Mirella come un’appendice di quella di Emanuela e abbiamo iniziato in questo modo.Abbiamo audito, oltre alla sorella, il marito, l’amica Sonia De Vito, e proseguiremo anche con altre persone della cerchia di amicizie, gli avvocati e le parti processuali.

E’ un impegno morale verso Mirella che ognuno di noi vuole mantenere”, osserva ancora De Priamo. “E’ prematuro dire se i casi di Emanuela e Mirella siano collegati, ma la prima impressione è che il collegamento possa essere stato successivo e non all’origine delle due vicende, ma si tratta di impressioni che dovranno essere suffragate da tante indagini – aggiunge – Cerchiamo la verità sulle due vicende con umiltà perché in 41 anni ci si sono dedicati inquirenti di altissimo livello e non sono riusciti ad arrivare a un risultato”. “Dobbiamo cercare la verità ma prima ancora scoprire perché non si è raggiunta la verità e come si sono intossicate entrambe le indagini, quella di Emanuela più dell’altra – conclude – Magari in questo modo potremo dare un contributo eliminando dei rami secchi”.  “La sensazione, rispetto a quando ero meno addentro alla vicenda, che oggi posso avere, è quella che sia Mirella sia Emanuela possano essere state tratte in inganno da qualcuno di cui si fidavano nella loro scomparsa perché in entrambi i casi difficilmente sarebbero potute essere prelevate con la forza passando inosservate”, sottolinea De Priamo. “Per tutto il resto abbiamo lunghe indagini da compiere – ricorda – Nell’oggetto della legge e delle nostre indagini c’è anche inquadrare tutto il contesto che ha determinato l’allontanamento dalla verità: possono essere subentrati elementi di carattere geopolitico rispetto ai rapporti tra Stato e Vaticano o alle grandi vicende di quel periodo storico, la caduta del muro di Berlino, i rapporti tra Est e Ovest.Abbiamo anche questo impegno di contestualizzazione”. “Inoltre va segnalato che l’istruttoria parlamentare cade in un periodo in cui sono aperte due inchieste, quella di Roma e quella del Vaticano, ed è precisa volontà mia e della Commissione evitare qualsiasi forma di incomprensione e di contrapposizione”, prosegue.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vannucchi (UniFI): “Grazie ad Ail conosciamo impatto farmaci su pazienti Nmp”

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(Adnkronos) – “Dopo 55 anni di impegno per le malattie del sangue, comprese le neoplasie mieloproliferative croniche, dobbiamo dire che Ail ha contribuito in modo diverso all’avanzamento delle conoscenze, ma anche e soprattutto al trasferimento di queste conoscenze per la ottimale gestione dei pazienti.E mi ferisco in particolare al fatto che Ail ha contribuito a finanziare progetti che sono andati proprio nella direzione di migliorare le conoscenze e al tempo stesso di trasferirle.

Questo vuol dire che Ail ha finanziato progetti che hanno contribuito all’identificazione delle più comuni mutazioni del Dna che si manifestano in questi pazienti.Ail si sta impegnando, ovviamente non da sola, nel capire in grandi studi su numeri elevati di pazienti trattati in ‘real life’ qual è l’impatto di questi nuovi farmaci nei pazienti con neoplasie mieloproliferative croniche”.  Lo ha detto all’Adnkronos Salute Alessandro Maria Vannucchi, professore di ematologia all’Università degli Studi di Firenze, direttore della SOD complessa di Ematologia dell’azienda ospedaliera universitaria Careggi di Firenze e presidente della Società italiana di ematologia sperimentale in occasione della conferenza per i 55 anni di Ail, oggi a Roma. “Ail e Gemema – continua Vannucchi – stanno lavorando assieme ormai da anni per tessere e rafforzare una rete fra i diversi centri di ematologia sul territorio nazionale non solo per ottimizzare la gestione dei pazienti con queste malattie ma soprattutto per migliorare la diagnostica molecolare”. L’incontro per i 55 anni di Ail e di sostegno alla ricerca scientifica per la lotta ai tumori del sangue dal titolo ‘Tecnologie biomolecorali e terapie innovative sono le nuove sfide della ricerca in Ematologia’ è stata per gli esperti un’occasione per fare il punto sulle nuove terapie per le malattie del sangue, tra cui le neoplasie mieloproliferative croniche, che “sono una famiglia di malattie.

Le tre forme principali sono la trombocitemia essenziale, la policitemia vera e la mielofibrosi primaria – spiega Vannucchi – Parliamo di malattie croniche perché hanno una lunga sopravvivenza, ma molto diversa.Infatti, mentre la trombocitemia essenziale è una sopravvivenza che potrebbe essere considerata quasi simile a quella della popolazione normale, ancora oggi purtroppo la sopravvivenza mediana dei pazienti con mielofibrosi è attorno ai 6-7 anni.

Quindi questo rappresenta un bisogno clinico estremamente impellente”.  Negli “ultimi anni ci sono stati grandi progressi dal punto di vista dei farmaci che hanno fatto seguito alla scoperta di mutazioni, che hanno permesso di sviluppare degli inibitori selettivi, quelli che si chiamano i Jak inibitori, che sono attivi sul principale meccanismo alterato nelle cellule neoplastiche”.E di questi “farmaci ne abbiamo già due approvati in Italia, ce ne sono 4 approvati dalla statunitense Fda.

Si tratta di farmaci capaci di migliorare i sintomi della malattia, di migliorare la qualità di vita e quindi hanno un impatto sicuramente positivo soprattutto per i pazienti”.Tuttavia, “quello che ancora manca, con certezza, è la capacità di questi farmaci di essere attivi alla radice della malattia, capaci di portare a guarigione.

Ecco, oggi la guarigione non è ottenibile con i farmaci, in alcuni pazienti con mielofibrosi si può ottenere con il trapianto di cellule staminali” conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Martelli (Umberto I): “In 4 anni rivoluzione terapie per linfoma non-Hodgkin”

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(Adnkronos) – “Negli ultimi quattro anni abbiamo avuto una rivoluzione nel trattamento del linfoma non-Hodgkin, in particolare nei linfomi ricaduti e recidivi, laddove il vecchio trattamento chemioterapico o trapiantologico dava scarsissimi risultati.Questi nuovi farmaci sono immunoterapie, con i quali in particolare si mira a riattivare i linfociti T del paziente stesso, portandoli a ingegnerizzare in determinati laboratori e poi a rinfonderli, oppure gli anticorpi cosidetti bispecifici, che mirano ad attivare gli stessi linfociti del paziente stesso con un indirizzo su un antigene particolare che hanno le cellule tumorali”.

Lo ha detto all’Adnkronos Salute Maurizio Martelli, professore di Ematologia Università degli Studi Sapienza di Roma e direttore Uoc Ematologia Aou Policlinico Umberto I di Roma in occasione della conferenza per i 55 anni di Ail, oggi a Roma.  “Con questi trattamenti noi abbiamo ottenuto dei risultati superiori a quelli che ottenevamo con la vecchia chemioterapia e con una migliore qualità di vita del paziente.Lei immagini una sola infusione o un’infusione di un anticorpo rispetto alla chemioterapia, al trapianto di midollo, al ricovero e alla caduta di capelli, è molto più importante” conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aids, in estate più rischi contagio da Hiv, da esperti consigli per proteggersi

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(Adnkronos) – “L’estate è la stagione più a rischio contagio da Hiv.Per questo è bene premunirsi per diminuire le probabilità di trasmissione del virus”.

Lo ha detto all’Adnkronos Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), in occasione della conferenza stampa “PrEP e Innovazione” che si è tenuta nell’ambito della 16esima edizione di Icar – Italian conference on Aids and antiviral research, in corso a Roma presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.  “Con le vacanze aumentano anche i rapporti sessuali occasionali, molte volte non protetti, che a loro volta aumentano il rischio contagio – sottolinea Andreoni – La prima cosa da fare prima di partire è una ‘scorta’ di profilattici”.Il profilattico è “l’unico strumento che consente di prevenire, non solo l’Hiv, ma anche le altre malattie sessualmente trasmissibili” ricorda Antonella Cingolani, copresidente Icar.  Inoltre, si raccomanda di fare un test dell’Hiv “prima di andare in vacanza per accertarsi di non avere il virus e quindi di non poterlo trasmessere ai partner sessuali” avverte Andreoni. “Si può anche ricorrere alla Profilassi Pre-Esposizione (PrEP), un trattamento orale che si può assumere ogni giorno o al bisogno e che protegge dall’Hiv – sottolinea Cingolani.

Al “rientro dalla vacanze è consigliabile ripetere il test dell’Hiv per assicurarsi di non esser stati contagiati, l’Hiv non va mai in ferie” conclude Andreoni.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aids, esperti: “Puntare su check-point per aumentare accesso a PrEP”

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(Adnkronos) – A un anno dalla rimborsabilità della Profilassi Pre-Esposizione (PrEP), che permette di evitare l’infezione, la forma orale attualmente disponibile presenta criticità diverse: i pochi centri di riferimento, la limitata erogazione sul territorio, i rischi legati all’aderenza e allo stigma.Un primo passo sarebbe quello di aumentare la presenza e la distribuzione omogenea dei check-point community based, centri gestiti dalle associazioni, in collaborazione con i Comuni e con le strutture sanitarie territoriali, dedicati alla prevenzione dell’Hiv e delle altre malattie sessualmente trasmesse.

Questa è una delle sfide emerse in occasione della conferenza stampa “PrEP e Innovazione” che si è tenuta nell’ambito della 16esima edizione di Icar – Italian conference on aids and antiviral research, in corso a Roma presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.  “I check-point community based in Italia sono una decina o poco meno, concentrati prevalentemente in alcune città e regioni – afferma Antonella Cingolani, copresidente Icar – Aumentare la presenza dei check-point significa poter raggiungere una più ampia fascia della popolazione che può trarre beneficio della PrEP.Da una parte bisogna dunque demedicalizzare la PrEP, in considerazione del fatto che si rivolge a persone sane, puntando sui checkpoint; dall’altra negli stessi checkpoint andrebbero inclusi gli infettivologi, il cui ruolo è certamente fondamentale”.

Concorda Daniele Calzavara, coordinatore di Milano Check Point.I checkpoint community based sono una cosa in più e non sono in contrapposizione con i centri ospedalieri”, chiarisce. “Sono la risposta territoriale per arrivare a più persone e per questo vanno favorito e sostenuti, anche economicamente, e non solo nelle grandi città”, aggiunge.

Serve dunque compiere un ulteriore salto rispetto alla sola approvazione della PrEP in Italia.  “A causa del ritardo accumulato e degli ostacoli che permangono nell’accesso alla PrEP, siamo ancora molto lontani dagli standard di altri Paesi europei” sottolinea Cingolani. “Attualmente vi sono ancora problemi di diverso tipo – commenta Massimo Farinella, copresidente Icar – Anzitutto, persistono i costi di monitoraggi, visite e controlli contestuali alla PrEP; vi è poi un problema di aderenza, di stigma e di scarso coinvolgimento del territorio, visto che è accessibile solo nelle farmacie ospedaliere.Pertanto, con la Long Acting PrEP – conclude – si potrebbero colmare alcune di queste lacune, completando così l’offerta di una strategia preventiva per combattere la diffusione dell’Hiv come già approvato a livello europeo”.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaci, Ce approva inibitore Il-17A e 17F per idrosadenite suppurativa

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(Adnkronos) – La Commissione europea ha approvato l’autorizzazione all’immissione in commercio di bimekizumab per il trattamento dell’idrosadenite suppurativa (Hs) attiva da moderata a grave, negli adulti con una risposta inadeguata alla terapia sistemica convenzionale.L’approvazione – informa Ucb in una nota – fa seguito al parere positivo emesso nel marzo 2024 dal Comitato per i medicinali per uso umano dell’Agenzia europea per i medicinali (Chmp).

L’approvazione della Ue è arrivata sulla base dei risultati di due studi di Fase 3, Be-Heard I e Be-Heard II, che hanno valutato l’efficacia e la sicurezza di bimekizumab nel trattamento dell’Hs da moderata a grave e rappresenta la prima approvazione regolatoria a livello mondiale per bimekizumab, un inibitore dell’Il17A e Il-17F, nel trattamento dell’idrosadenite suppurativa da moderata a grave, e la quarta indicazione approvata nell’Ue. “L’approvazione di bimekizumab da parte della Commissione europea – afferma Christos C.Zouboulis, presidente della European Hidradenitis Suppurativa Foundation (Ehsf) e direttore dei dipartimenti di Dermatologia, venereologia, allergologia e immunologia della Städtisches Klinikum Dessau, Brandenburg Medical School, Germania – è un avvenimento di eccezionale importanza per la comunità di pazienti con idrosadenite suppurativa nella Ue, soprattutto se si considera che le opzioni terapeutiche attualmente disponibili sono limitate.

Come comunità scientifica, ci impegniamo per migliorare la gestione di questa patologia.Bimekizumab offre una nuova e promettente opzione terapeutica per l’Hs da moderata a grave, supportata da evidenze di Studi di Fase 3, che hanno mostrato risposte clinicamente significative e sostenute per 48 settimane”. L’Hs è una malattia infiammatoria cronica e recidivante della pelle che si manifesta con noduli, ascessi drenanti e fistole con fuoriuscita di pus, che si riscontrano tipicamente sotto le ascelle, nell’inguine e nei glutei.

La patologia inizia tipicamente nella prima età adulta e colpisce circa l’1% della popolazione nella maggior parte dei Paesi presi in esame.La patologia è associata a significative co-morbilità e può avere effetti profondamente negativi sulla qualità della vita dei pazienti. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morte Satnam Singh, dura condanna di Meloni: “Atti disumani”

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(Adnkronos) –  Dura condanna della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla morte del bracciante di origine indiana Satnam Singh, che lunedì pomeriggio è rimasto coinvolto in un terribile incidente sul lavoro in un’azienda agricola a Latina.L’uomo, rimasto gravemente ferito, è stato abbandonato in strada ed è successivamente deceduto all’ospedale San Camillo di Roma.  “Sono atti disumani che non appartengono al popolo italiano, e mi auguro che questa barbarie venga duramente punita”, ha sottolineato la premier durante la riunione del Cdm dopo aver espresso il suo cordoglio e quello dell’intero governo per la tragica scomparsa e la sua vicinanza alla moglie, alla famiglia e ai cari di Satnam Singh.  Nel corso della riunione del Cdm la ministra del Lavoro Marina Calderone ha tenuto un’informativa e ha illustrato le iniziative svolte in questi 20 mesi per combattere lo sfruttamento sul lavoro.

Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi.  Calderone ha ricordato che il governo Meloni ha reintrodotto il reato di somministrazione illecita di manodopera, che punisce il somministratore e l’utilizzatore con la pena dell’arresto fino a un mese o l’ammenda di euro 60 per ciascun lavoratore coinvolto e per ciascun giorno di somministrazione.  I ministri Calderone e Lollobrigida, nel corso del Cdm, hanno inoltre annunciato la riunione che si terrà domani, venerdì 21 giugno, presso il ministero del Lavoro, e che vedrà la partecipazione delle rappresentanze sindacali e datoriali e dei soggetti pubblici competenti.La riunione, incentrata sul tema della sicurezza sul lavoro, come apprende l’Adnkronos si terrà alle 11,30. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Piatti sporchi ancora nel lavandino: padre accoltella a morte il figlio

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(Adnkronos) – Una banalissima discussione per i piatti sporchi, lasciati nel lavandino, è finita nel sangue.A riportare quanto accaduto a Marion nell’Indiana è FoxNews che racconta della lite tra il 59enne Timothy Ray Lisby e il figlio di 31 anni Christopher Allen.

Il giovane sarebbe stato aggredito prima con un cucchiaio e, poi, come ha raccontato l’amico che era con lui “con un oggetto affilato” nella casa mobile di famiglia.Il 31enne, nonostante l’intervento chirurgico d’urgenza, è deceduto all’Emergency Medical Services di Indianapolis. “E’ stato suo papà” ha detto il testimone tra le lacrime. “Ho visto tutto” ha assicurato, raccontando di come Chris fosse caduto a terra “in un mare di sangue per la ferita al petto”.

Per questo l’accusa nei confronti del padre, che in un primo momento era stato arrestato solo per aggressione, si è tramutata in omicidio.L’uomo dovrà comparire in aula domani.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vaticano, monsignor Viganò accusato di scisma: “Io come Lefebvre, schema si ripete”

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(Adnkronos) – “Cinquant’anni fa, in quello stesso Palazzo del Sant’Ufficio, l’arcivescovo Marcel Lefebvre fu convocato e accusato di scisma per aver respinto il Vaticano II.La sua difesa è mia; le sue parole sono mie; e le sue argomentazioni sono mie”.

Lo sottolinea monsignor Carlo Maria Viganò, l’ex nunzio in Usa, accusato di eresia dall’ex Sant’Uffizio.  “Argomenti – scrive – davanti ai quali le autorità romane non potevano condannarlo per eresia, dovendo invece aspettare che consacrasse i vescovi in modo da avere il pretesto di dichiararlo scismatico e poi revocare la sua scomunica quando era già morto.Lo schema si ripete anche dopo che mezzo secolo ha dimostrato la scelta profetica dell’arcivescovo Lefebvre”.  Parole durissime verso Bergoglio: “La Chiesa cattolica è stata lentamente ma inesorabilmente rilevata e a Bergoglio è stato affidato il compito di renderla un’agenzia filantropica, la ‘chiesa dell’umanità, dell’inclusione, dell’ambiente’, al servizio del Nuovo Ordine Mondiale.

Ma questa non è la Chiesa cattolica: è la sua contraffazione”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Europee, Gualtieri: “Mancata proclamazione eletti non dipende da bug Roma, nostro scrutinio ok”

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(Adnkronos) –
“Sta passando l’idea che non siano stati ancora proclamati i nominativi e i voti ufficiali delle elezioni europee per colpa del Comune di Roma.Ma non è assolutamente così”.

A parlare all’Adnkronos è il sindaco della Capitale Roberto Gualtieri sul “caso” del complesso scrutinio delle elezioni europee a Roma. “Si sta facendo confusione.Ci sono due questioni ben distinte.

Una riguarda lo scrutinio dei voti che a Roma si è svolto regolarmente e i dati sono stati consegnati al Tribunale come sempre.Altra cosa è il problema che ha riguardato la comunicazione dei dati ufficiosi in via telematica per la consultazione pubblica sui siti web: un bug che ha coinvolto una settantina di sezioni e sul quale ormai non possiamo fare niente.

Se non accertare la causa e le responsabilità.Ma la seconda questione non ha inciso sul processo di proclamazione degli eletti e alla ufficializzazione delle preferenze”. Anzi, secondo Gualtieri la proclamazione quest’anno sarà più veloce delle altre volte: “Il 5 luglio c’è già una scadenza europea, quindi l’ufficialità degli eletti arriverà prima del solito”.

Il Campidoglio, a quanto ha appreso l’Adnkronos, proprio oggi ha deciso di chiedere formalmente al Viminale che venga aggiornato Eligendo (il sito delle elezioni) quando arriveranno i dati ufficiali per evitare che resti online il dato non completo.   ”Il ministro Crosetto conferma di non sapere che la proclamazione degli eletti viene fatta dalla Corte di Cassazione dopo aver ricevuto i materiali dagli Uffici elettorali dei Tribunali e non dai portali informativi di Roma Capitale o del Ministero degli Interni, che trattano unicamente dati ufficiosi.Sulla base di questa sua erronea convinzione continua ad ascrivere un presunto ritardo in tale proclamazione a Roma Capitale: cosa falsa”.

Lo dice all’Adnkronos Andrea Catarci, assessore alle Politiche del Personale di Roma Capitale, replicando al ministro della Difesa Guido Crosetto che oggi su X ha detto che ”non abbiamo ancora i nomi degli eletti italiani per colpa del Comune di Roma”, puntando il dito contro l’assessore ”responsabile politico di questo disastro”, reo di aver definito ”irritanti e infidi” il ministero della Difesa e quello dell’Interno. ”Lo ribadiamo ancora una volta per il Ministro: l’Ufficio elettorale del Tribunale di Roma si è regolarmente insediato martedì 11 giugno alle 14, trovando perfettamente idonea la documentazione predisposta da Roma Capitale e operando nei tempi e nei modi previsti dal proprio cronoprogramma”.Il fatto che sui portali di Eligendo e del Comune di Roma ci siano ancora dati parziale è dovuto al fatto che al ”Tribunale non tocca dare quei dati al Comune di Roma o al Ministero, dove hanno solo titolo informativo, ma li dà alla Corte di Cassazione che sta lavorando per fare la proclamazione ufficiale.

La differenza rispetto a quello che sarà il risultato ufficiale sarà legato a quei 78 verbali che il Tribunale ha regolarmente scrutinato da martedì 11.Dalle notizie che abbiamo da lunedì scorso l’ufficio circoscrizionale del Tribunale di Roma ha trasferito, più o meno in contemporanea con quelli di Milano e Napoli, i materiali alla Corte di Cassazione.

Ora si attende l’esito finale da parte della Cassazione”.  ”I disguidi di ordine tecnico-informatico – continua Catarci -, che Roma Capitale ha deciso immediatamente di verificare istituendo una Commissione ad hoc, avrebbero suggerito a tutti, e ancora di più ad importanti attori istituzionali, di astenersi dal rilascio di dichiarazioni intempestive.Davvero il silenzio sarebbe stato la scelta più opportuna”.

Tanto più, sottolinea Catarci, che ”Roma Capitale nei giorni immediatamente successivi è accorsa con uomini e mezzi informatici in aiuto del Ministero della Giustizia, e quindi del governo di cui fa parte lo stesso Crosetto, che a sua volta riscontrava problemi ai propri sistemi tecnologici.Parlare senza conoscere i fatti è sempre poco lungimirante.

Con questo ulteriore chiarimento auspichiamo di porre fine alle banali strumentalizzazioni di questi giorni”.   “Quello che è successo nella Capitale d’Italia in occasione delle elezioni europee è scandaloso.Ad oggi non abbiamo ancora i nomi degli eletti italiani in Europa”.

Interpellato dall’AdnKronos, Paolo Trancassini, deputato di Fratelli d’Italia punta il dito contro “l’ennesima figuraccia dell’amministrazione Pd, questa volta a livello europeo”.  “L’assessore Catarci -chiede il coordinatore FdI Lazio- invece che polemizzare con Crosetto e Piantedosi, dovrebbe scusarsi e dimettersi.Ancora una volta Roma è la capitale della disorganizzazione, dell’improvvisazione e dell’inefficienza”.  “Esprimo sconcerto e indignazione per la gestione del Comune di Roma nella proclamazione definitiva degli eletti del Parlamento Europeo, in netto ritardo come ha ribadito il ministro della Difesa Crosetto”.

Lo dice all’AdnKronos, Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia. “Non risolvono mai niente -accusa- .I lavori pubblici vanno a rilento, non tagliano manco più l’erba nei parchi.

La città è sporca e riescono pure a creare problemi nella proclamazione dei risultati elettorali”. “E poi l’assessore, ho letto, protesta pure se lo chiamano in causa”, dice con riferimento all’assessore capitolino a Personale e Anagrafe, Andrea Catarci, che ha puntato il dito contro un “sistema di voto medievale”, accusando poi il ministero della Difesa guidato da Crosetto (Fdi) di atteggiamenti “irritanti e infidi”. “Sono romano ma mi vergogno di questa amministrazione”, conclude Gasparri. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nozza (S.Raffaele): “PrEP prescritta a 11.600 persone concentrate in grandi città”

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(Adnkronos) – “La profilassi Pre-Esposizione (PrEP) è stata prescritta a circa 11.600 persone, concentrate in 62 tra centri clinici e check-point, prevalentemente in 2 regioni, 50% Lombardia e 18% il Lazio”.Lo ha detto Silvia Nozza, infettivologa dell’Ospedale San Raffaele di Milano, nella conferenza stampa ‘PrEP e Innovazione’ che si è tenuta nell’ambito della 16esima edizione di Icar – Italian conference on aids and antiviral research, in corso a Roma presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.  “Una prima analisi evidenzia che le persone attualmente in PrEP sono meno, circa 9.700.

Molte persone sono state ‘perse’ per vari motivi, tra cui la scarsa aderenza.La Long Acting PrEP, che consiste in una singola iniezione ogni due mesi, rappresenta un’ottima strategia per raggiungere questa nicchia di persone”.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Euro 2024, Italia-Spagna: sulla carta non c’è partita secondo i valori di mercato

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(Adnkronos) – Sulla carta, non c’è partita tra Italia e Spagna.Il match chiave del girone di Euro 2024, secondo i valori di mercato, vede le Furie rosse ampiamente favorite.

Guardando le due rose, e ancora di più le due formazioni che dovrebbero scendere in campo, e incrociandole con i dati del sito specializzato transfermarkt.it, la distanza è consistente.La Spagna ha un valore complessivo della rosa pari a 965,50 mln di euro; l’Italia di ‘soli’ 705,50 mln.  Scorrendo la lista dei calciatori più quotati dell’Europeo, e scendendo in una graduatoria ovviamente guidata da Kylian Mbappé, si incontrano al sesto posto Rodri (120 mln), al dodicesimo Lamine Yamal (90 mln), Pedri è quindicesimo (80 mln).

Il primo degli italiani, ventesimo, è Nicolò Barella (80 mln), seguito da Alessandro Bastoni (70 mln), ventisettesimo.Poi ancora Spagna, con Nico Williams (60 mln), Mikel Merino (50 mln) e Martin Zubimendi (50 mln).  Al sessantottesimo posto, Federico Dimarco (50 mln) e poi ancora Spagna, con Mikel Oyarzabal (45 mln) e Alejandro Grimaldo (45 mln).

Tra i primi cento trovano spazio ancora Gigio Donnarumma (40 mln), Alex Baena (40 mln) e Robin Le Normand (40 mln), Federico Chiesa (35 mln) e Guglielmo Vicario (35 mln).  Il bilancio è di 10 giocatori tra i primi 100 per la Spagna e 6, ma con due portieri, per l’Italia.Il calcio, come è noto, non è però fatto solo di contenuti economici.

E il campo può sempre sovvertire i i valori espressi sulla carta.Come punta a fare la squadra di Luciano Spalletti, che ha un valore di mercato ‘personale’ molto più alto del suo collega spagnolo Luis de la Fuente.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aids, da congresso Icar appello ad Aifa per approvazione Long Acting Prep

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(Adnkronos) – La rimborsabilità della Profilassi Pre-Esposizione (PrEP) decretata da Aifa nel 2023, dopo un’attesa lunga sei anni, ha rappresentato un passo avanti importante nella prevenzione dell’Hiv, ma resta insufficiente.Oltre a nuove strategie di messa in atto, la comunità scientifica e la Community dei pazienti auspicano soprattutto l’approvazione da parte di Aifa della Long Acting PrEP, che permetterebbe una copertura preventiva nei confronti dell’HIV per due mesi.

Questi sono alcuni dei messaggi emersi dalla conferenza stampa “PrEP e Innovazione” che si è tenuta nell’ambito della 16esima edizione di Icar Italian conference on Aids and antiviral research, a Roma presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore fino domani.La Long Acting PrEP ha ricevuto il via libera dell’Ema, l’agenzia europea che regolamenta i farmaci, lo scorso ottobre.

A differenza della PrEP orale – riporta una nota – cioè una compressa assunta tutti i giorni o al bisogno, la Long Acting PrEP è iniettabile e offre una copertura di durata maggiore.  “La PrEP, in tutte le sue forme, orale e Long Acting, è un elemento chiave di sanità pubblica per la lotta alla diffusione dell’Hiv – afferma Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) – In particolare, la Long ActingPrEP è uno strumento di prevenzione dell’Hiv, riconosciuta anche dall’Oms per le persone a rischio sostanziale di infezione, che amplia l’offerta complessiva delle diverse modalità di prevenzione per un virus per cui non esiste un vaccino”.  Le sue potenzialità – si legge nella nota – sono state confermate da diversi studi italiani.In un’indagine diffusa su canali digitali specifici della popolazione Lgbtqia+, che ha raggiunto 1419 persone, solo il 27% di queste ha dichiarato di assumere PrEP orale, facendo così emergere un margine ampio in cui l’offerta preventiva di HIV ancora stenta a penetrare.

La ricerca ha inoltre evidenziato due caratteristiche dei rispondenti correlate all’interesse per la Long Acting PrEP: l’assunzione della PrEP orale e la conoscenza dell’equazione preventiva U=U (se l’HIV non è rilevabile, non è trasmissibile). Oggi, dunque, Long Acting PrEP nella popolazione Lgbtqia+ si associa a un profilo di persona ben informata e proattiva nella volontà di prevenire l’HIV.Una seconda indagine, svolta a marzo 2024 sugli utilizzatori di PrEP orale nel checkpoint di Milano, ha messo in evidenza come dei 419 rispondenti (98% maschi e 70% laureati) ben il 74,9% abbia mostrato interesse per la Long Acting PrEP.

Di questi, oltre la metà ha dichiarato di averne scarsa informazione.La stanchezza per l’assunzione delle compresse e anche per l’approvvigionamento delle stesse, così come il sentirsi dipendente da una compressa per fare attività sessuale in libertà sono gli aspetti che hanno caratterizzato gli interessati alla Long Acting PrEP in questa indagine.

Infine, una ricerca su 1056 utenti utilizzatori di PrEP orale di Milano, in centri in cui la community è presente, ha riscontrato che il 27,8% di persone potrebbe beneficiare della Long Acting PrEP a causa di problemi con la PrEP orale principalmente legati all’aderenza, ma anche alla tossicità.  “La rimborsabilità della PrEP è uno dei grandissimi risultati ottenuti in Italia nella lotta all’Hiv, anche se permangono rilevanti ostacoli di varia natura nell’accesso – conclude Andreoni – Ora però chiediamo alle istituzioni un’altrettanta sensibilità a comprendere l’importanza di mettere a disposizione della popolazione anche la Long Acting PrEP, la quale garantisce una copertura più lunga, e che può rivelarsi una strategia davvero innovativa contro l’Hiv”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)