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Il ‘ritorno’ di Di Battista, al Senato con 80mila firme pro-Palestina

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(Adnkronos) – Arriva in piazza Vidoni in abito scuro e cravatta, nonostante un caldo che non perdona, accolto al grido di ‘Palestina libera’.Alessandro Di Battista dà appuntamento con la sua associazione ‘Schierarsi’ a due passi dal Senato e sono in tanti a raggiungerlo, e tante le bandiere palestinesi che sventolano nell’aria.

Scalda subito il clima l’ex enfant prodige del M5S, ammesso ce ne fosse bisogno visti i 34 gradi all’ombra. “Sono fiero che in un momento di forte disaffezione politica, con più della metà degli aventi diritto che non vota, siamo riusciti come associazione culturale a raggiungere quota 80 mila firme – rivendica-.Sono uscito dal Parlamento nel 2018 e non ci ho mai più rimesso piede, lo faccio oggi con immenso orgoglio per chiedere con forza una legge che riconosca lo Stato della Palestina”. 
In piazza, tra gli scatoloni con le firme certificate e le bandiere, si aggira anche qualche ex volto del M5S: Barbara Lezzi, Elena Fattori, Michele Sodano, Fabrizio Trentacoste.

Assente Virginia Raggi, che tanti, stampa compresa, aspettavano: “È in ferie, fuori Roma”, spiega qualche attivista di ‘Schierarsi’, l’associazione culturale di ‘Dibba’ che ha visto anche lei, nei mesi scorsi, impegnata nella raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare oggi approdata a Palazzo Madama.Ma c’è anche chi non esclude che la sua assenza sia legata ad altro.

Ovvero al fatto che l’attivismo dell’ex sindaca di Roma nell’associazione di Di Battista -pubblicizzato anche in un post su Fb nel giorno delle europee – abbia sollevato malumori nel M5S inducendo alcuni a pensare di chiedere provvedimenti disciplinari contro di lei, come lo Statuto del Movimento prevede (art.18) verso chi aderisce ad associazioni di matrice politica diverse dal M5S.E non c’è dubbio che ‘Schierarsi’, nata come associazione culturale, abbia una forte impronta politica. E’ evidente nelle parole di Di Battista, che appare quello di sempre, pronto a dare battaglia con toni ‘barricadieri’.

Ormai fuori dal M5S, ne ha per tutti, per quei parlamentari che, “di fronte al genocidio in atto, “preferiscono voltarsi dall’altra parte”, per “l’ipocrita presidente La Russa, il peggio di tutti”, e soprattutto per Giorgia Meloni, “che tace di fronte a 16mila bambini assassinati.Dov’è la donna, la mamma, la cristiana?”, chiede rispolverando il ‘tormentone’ della leader di Fdi.  
Intorno a lui, con fotografi e cameramen che pressano, è tutta una richiesta di selfie e strette di mano.

Tanti giovani, “la meglio gioventù”, li ‘coccola’ Di Battista. “Abbiamo raccolto le firme, ora le consegnamo e poi partirà la fase due, un percorso di pressione nelle istituzioni”, promette.Il M5S la sosterrà? “Ci auguriamo che i parlamentari della Repubblica ci sostengano tutti”.

Il Movimento? “Una bellissima pagina del passato”, taglia corto, mentre tira dritto di fronte a chi gli chiede se Conte si indisporrà per l’iniziativa: “anche se fosse, non è un problema mio…”. Ma non è al Movimento che pensa, perché Di Battista picchia duro sul governo, in particolare sulla premier. “La conosco, il suo silenzio mi stupisce e la rende complice.Ha le mani sporche di sangue perché anche lei è politicamente coinvolta”, dice mentre attorno a lui scatta l’applauso.

Sono un centinaio le persone radunate in piazza Vidoni, con tanto di striscione con su scritto ‘L’Italia riconosca la Palestina, ora!’.Inizialmente -in barba al caldo torrido-, tutti vogliono seguire ‘Dibba’, accompagnarlo fino al Senato.

Ma la Polizia spiega che non è possibile.E così poco più di una decina di attivisti, con Di Battista e Lezzi in testa, si avviano con gli scatoloni carichi di 80mila firme -78mila per l’esattezza-, e un codazzo di fotografi e cameraman al seguito. “Oggi rientrerò in Parlamento – dice Di Battista – a nome dei cittadini indignati per quel che sta facendo il terrorismo di stato israeliano e per la risposta ipocrita e stomachevole da parte delle istituzioni italiane.

A cominciare da questo governo pavido, che tace di fronte ad una strage di bambini palestinesi.Quando Tajani e Meloni non sanno che dire tornano a spolverare la frase ‘due popoli due stati’: oltre ad essere politicamente vigliacchi, si dimostrano particolarmente ignoranti sulle questioni medio-orientali, sulla questione palestinese.

Dovrebbero studiare, oltre a tirare fuori un po’ di coscienza, posto che ne abbiano ancora una: lo Stato di Israele non è in discussione, ma lo è la sopravvivenza dei palestinesi.Ogni giorno vengono imputati gli arti di 10 bambini, mentre donne, piccoli e civili vengono massacrati…

Dov’è in tutto questo Meloni?”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tommasello (Unpli): “Catalogazione e censimento infiorate sono fondamentali”

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(Adnkronos) – “Come ha già affermato il presidente La Spina questa sarà la prima di una lunga serie di reti, che sono utilissime alla promozione dei beni immateriali promossi dalla Convenzione dell’Unesco del 2003.La presenza della fondazione è fondamentale, in quanto strumento scelto da Unpli per coordinare l’attività culturale sul tema delle reti.

Un lavoro importante e impegnativo.Col centro studi faremo un lavoro di catalogazione, censimento e di formazione per i volontari che opereranno il censimento di questi patrimoni. È un’attività importantissima, fondamentale per la valorizzazione e il mantenimento delle tradizioni della nostra meravigliosa nazione”.

Così vicepresidente Unpli Ferdinando Tommasello all’Adnkronos, in merito all’evento di presentazione della Rete nazionale delle Infiorate e delle Composizione di Arti effimere al Ministero della Cultura e in vista dell’Infiorata storica di Roma e delle Pro Loco d’Italia prevista domani nella capitale per la festa di San Pietro e Paolo: dal tardo pomeriggio del 28 giugno e per tutta la notte, infatti, maestri infioratori e volontari delle Pro Loco realizzeranno 12 opere sul selciato di Piazza Pio XII a Roma, esposte per tutta la giornata di festa patronale. Risalente al 1625, questa antica tradizione romana dell’Infiorata nel tempo si è persa, ma dal 2011, grazie a Pro Loco Roma Capitale e dal 2021 in collaborazione con Unpli-Unione Pro Loco d’Italia, che ha voluto estendere la partecipazione a tutte le Infiorate del territorio nazionale, è stata recuperata e portata a nuovo splendore.Le 12 opere realizzate saranno disponibili a fedeli e visitatori, che potranno ammirare nel viale antistante Piazza San Pietro la messa in posa di fiori, trucioli, frutta, zucchero, sale e sabbia in veri e propri quadri a cielo aperto.

Tutte le composizioni artistiche verranno concluse e inaugurate a partire dalle 9 del 29 giugno e resteranno visibili ai fedeli e ai passanti per tutta la giornata della festa patronale. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La Spina (Unpli): “Infiorate patrimonio che unisce Paese, domani a S. Pietro per festa patrono”

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(Adnkronos) – “La necessità è data dal fatto che tutte le Pro Loco in Italia organizzano le Infiorate.A qualsiasi titolo o direttamente, in collaborazione con altre organizzazioni, associazioni, maestri infioratori e Comuni.

Abbiamo pensato di metterle tutte assieme per creare una rete che potesse dare risposte concrete a questa tradizione per mantenersi, dato che ci sono sempre costi e difficoltà di realizzazione, anche se è fondamentale dare visibilità a quest’arte che abbellisce i luoghi ma che agisce in tutte le parti d’Italia”.Lo ha detto Antonino la Spina, presidente dell’Unione nazionale Pro Loco d’Italia, durante l’incontro di presentazione della Rete nazionale delle infiorate e delle composizioni di arti effimere tenutosi questa mattina nella Sala Spadolini del ministero della Cultura, e in vista dell’Infiorata storica di Roma e delle Pro Loco d’Italia prevista domani nella capitale per la festa di San Pietro e Paolo: dal tardo pomeriggio del 28 giugno e per tutta la notte, infatti, maestri infioratori e volontari delle Pro Loco realizzeranno 12 opere sul selciato di Piazza Pio XII a Roma, esposte per tutta la giornata di festa patronale. “Sono oltre 74 le realtà che aderiscono che coprono oltre l’80% delle infiorate italiane.

Metterle insieme vuol dire portare la propria esperienza per crescere in qualità e dare maggiore importanza a ogni luogo.Ciò porterà beneficio a tutto il sistema, creando nuove collaborazioni.

Grazie al ministero della Cultura, all’Anci, all’Istituto per il Patrimonio culturale Immateriale faremo ancora più rete e creeremo ancor più i presupposti per dare servizi e credibilità ai territori”, ha ricordato. “Oggi facciamo la teoria, domani la pratica.Grazie allo scenario strepitoso di Piazza San Pietro e di via della Conciliazione, metteremo i tappeti lungo quella via e daremo la possibilità a tantissimi borghi di presentarsi tramite quest’arte.

L’intuizione che dobbiamo ringraziare – ha sottolineato – è quella della Pro Loco di Roma, che rievoca una tradizione che affonda le radici addirittura nel 1600.Oggi l’evento unisce l’Italia attorno questo progetto, valorizzando il lavoro di messa a sistema e di rete.

Verranno presentate le varie tecniche, unitamente all’identità di ogni luogo.Sarà l’occasione per vivere la tradizione delle infiorate in tutte le parti d’Italia”.  Un’antica tradizione, quella dell’Infiorata, della cultura romana risalente al 1625, persa e recuperata a partire dal 2011 dalla Pro Loco Roma Capitale e dal 2021 in collaborazione con Unpli-Unione Pro Loco d’Italia, che ha voluto estendere la partecipazione a tutte le Infiorate del territorio nazionale.

Fedeli e visitatori potranno ammirare nel viale antistante Piazza San Pietro la messa in posa di fiori, trucioli, frutta, zucchero, sale e sabbia in veri e propri quadri a cielo aperto.Tutte le composizioni artistiche verranno concluse e inaugurate a partire dalle ore 9 del 29 giugno e resteranno visibili ai fedeli e ai passanti per tutta la giornata di festa.    —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Euro 2024, Italia all’esame di svizzero per volare ai quarti

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(Adnkronos) – Gli Azzurri sono attesi, domani alle ore 18 a Berlino, all’esame di svizzero per capire se le lezioni impartite durante la fase a gironi sono servite oppure saremo “rimandati” a casa dai rossocrociati.Sarà il confronto numero 62 tra Svizzera e Italia e il bilancio è nettamente in nostro favore visto che solo in otto occasioni, l’ultima 31 anni fa, siamo usciti sconfitti dal campo.

Sebbene la storia, per quanto importante, si azzeri al fischio d’inizio, gli esperti Sisal ritengono l’Italia, per questi ottavi di finale di Euro 2024, favorita a 2,45 contro il 3,30 della Svizzera mentre si scende a 2,90 per il pareggio.Bilancia che pende dalla parte azzurra anche per il passaggio ai quarti, 1,75 rispetto al 2,10 elvetico.

Non è escluso che la sfida possa proseguire oltre il novantesimo, ipotesi supplementari a 2,90 mentre si sale fino a 5,00 per una soluzione ai calci di rigore.Nei 15 confronti più recenti, solo in tre occasioni sono state segnate complessivamente più di tre reti: normale che l’Under, a 1,47, si faccia preferire di molto all’Over, offerto a 2,50.

Nell’ultimo Europeo, l’Italia chiuse la sfida con la Svizzera con la porta inviolata: un altro clean sheet di Donnarumma è dato a 2,45.I dettagli spesso fanno la differenza nelle gare da dentro o fuori: un gol dalla panchina, a 2,25; una chiamata del VAR, a 3,00, ma anche un calcio di rigore offerto a 2,75.  Se Donnarumma, e buona parte della difesa a cominciare da Calafiori, assente per squalifica, e Bastoni, sono stati i valori aggiunti nella fase a gironi, è normale che dagli ottavi in poi ci si aspetta un salto di qualità degli altri reparti.

A cominciare dall’attacco dove Gianluca Scamacca e Mateo Retegui, entrambi offerti a 4,00 per entrare nel tabellino dei marcatori, cercano la prima rete nella competizione.Ci proverà anche Federico Chiesa a essere protagonista, gol o assist a 2,70, mentre Davide Frattesi sogna di dare un dispiacere all’amico e compagno di squadra Sommer: la rete del centrocampista dell’Inter pagherebbe 6 volte la posta.

La Svizzera, che presenta una folta pattuglia di giocatori che militano in Serie A, ha in Breel Embolo, velocissima ala del Monaco, a segno a 4,50, e Dan Ndoye, esterno del Bologna protagonista anche lui con gol o assist a 3,50, i due giocatori di maggior peso offensivo. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’Italia cerca con la Svizzera il passaggio ai quarti di Euro 2024 con l’obiettivo di vendicare anche l’eliminazione dai mondiali

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L’Italia si prepara ad affrontare la Svizzera negli ottavi di finale di Euro 2024, una partita che si preannuncia ricca di emozioni e tensione. La sfida sarà ospitata all’Olympiastadion di Berlino domani, sabato 29 giugno alle ore 18:00.

Lo stadio di Berlino ricorda i fasti di 18 anni quando l’Italia di Lippi riuscì a laurearsi campione del mondo.

Precedenti tra Svizzera e Italia

L’avversario invece ricorda precedenti meno belli ed esaltanti: nel 2021 proprio la Svizzera pareggiando con l’Italia a Roma la condannò a non qualificarsi per i mondiali del 2022 (secondo mondiale consecutivo visto in tv dagli azzurri n.d.a.).

La Svizzera e l’Italia si sono affrontate 58 volte nella loro storia, con 28 vittorie per l’Italia, 18 per la Svizzera e 12 pareggi.

Pronostici:

La partita è molto equilibrata e difficile da pronosticare. L’Italia ha un leggero vantaggio sulla carta, ma la Svizzera ha dimostrato di essere una squadra molto solida e difficile da battere. Ha terminato la fase a girone al primo posto e questo la dice lunga sulle qualità espresse quest’anno.

Probabili formazioni per Svizzera – Italia

In attacco, Federico Chiesa è favorito per tornare titolare sulla fascia destra dopo la gara con la Croazia che lo ha visto entrare nel secondo tempo. Al suo fianco potrebbe esserci Gianluca Scamacca, con Davide Zaccagni pronto a subentrare a gara in corso.

In difesa, la squalifica di Matteo Calafiori apre un ballottaggio tra Armando Buongiorno e Riccardo Mancini, con Federico Gatti terza opzione.

A centrocampo, Jorginho sembra in vantaggio su Nicolò Fagioli per affiancare Nicolò Barella.

Per la Svizzera, il CT Murat Yakin dovrebbe confermare il consueto 3-4-2-1 con Yann Sommer in porta, difesa a tre composta da Schar, Akanji e Rodriguez, Moussa Ndoye e Granit Xhaka in mediana, Remo Freuler e Fabian Rieder sulle fasce, Aebischer e Ruben Vargas a supporto di Breel Embolo in attacco.

Formazione ipotizzata per la Svizzera:

Sommer; Schär, Akanji, Rodriguez; Ndoye, Xhaka, Freuler, Rieder; Aebischer, Embolo, Vargas. CT Yakin

Formazione ipotizzata per l’Italia:

Donnarumma; Darmian, Mancini, Bastoni; Di Lorenzo, Barella, Jorginho, Dimarco; Chiesa, Pellegrini; Scamacca.

Tuttavia, queste sono solo ipotesi e le scelte finali dei due commissari tecnici potrebbero sorprendere.

Non mancheranno sicuramente i colpi di scena in questa sfida tra Italia e Svizzera. Appuntamento a domani per scoprire chi si qualificherà per i quarti di finale di Euro 2024!

Bollette, Altroconsumo seleziona provider offerte più vantaggiose luce e gas

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(Adnkronos) – Entra nel vivo l’ottava edizione di Abbassa la Bolletta, il gruppo d’acquisto di Altroconsumo, che propone offerte di libero mercato che mirano ad essere economiche e consumer friendly, garantendo una verifica delle condizioni contrattuali per affinare la qualità dei fornitori selezionati.Condizioni essenziali per partecipare all’asta al ribasso erano una buona qualità del servizio, valutata da Altroconsumo, e la capacità di fornire energia elettrica al 100% da fonti rinnovabili.

Altroconsumo ha così selezionato, in base alla convenienza di prezzo, i 4 vincitori dell’edizione 2024 di Abbassa la bolletta per le diverse categorie previste.Si tratta rispettivamente di Octopus (energia elettrica – offerta a prezzo fisso); Dolomiti Energia (Energia elettrica – offerta a prezzo variabile); Iren Gase e Luce (Gas – offerta a prezzo fisso); Engie (Gas – offerta a prezzo variabile).

Tutti i consumatori interessati potranno aderire gratuitamente al gruppo d’acquisto e godere delle tariffe vantaggiose ed esclusive contrattate da Altroconsumo.Per i soci, poi, è previsto un ulteriore bonus di 16 o 32euro a seconda che si attivino una o 2 forniture, a patto di non essere già clienti del provider. Abbassa la Bolletta – ricorda l’associazione – comporta una serie di vantaggi esclusivi in quanto è conveniente e semplice.

Conveniente, perché con le offerte selezionate la stima della spesa annua è attualmente tra le più vantaggiose del mercato.Semplice, perché si adatta alle esigenze di ciascuno, consentendo di attivare e gestire tutto via web.  Le offerte, indipendenti le une dalle altre, si potranno sottoscrivere a seconda delle proprie preferenze e del risparmio (verificabile sulla piattaforma di registrazione) che permettono di ottenere; gli aderenti, quindi, potranno sottoscrivere, sia una fornitura per luce e una per gas, oppure solo una delle due e potranno scegliere tra prezzo fisso per 12 mesi e prezzo variabile, indicizzato al mercato all’ingrosso. L’offerta luce, inoltre, è anche monoraria, consentendo così una maggiore tranquillità nei consumi durante tutti i giorni della settimana e in tutte le fasce orarie.

Analizzando in dettaglio la convenienza delle offerte vincitrici, per la fornitura elettrica, le offerte che si sono aggiudicate quest’edizione di Abbassa al Bolletta offrono condizioni economiche molto competitive rispetto al resto del mercato. Considerando il consumo medio di una famiglia di 3 – 4 persone, pari a 2.700 kWh annui, le due offerte aggiudicatarie delle categorie “energia elettrica” si posizionano tra le prime cinque del mercato, a poca distanza dalla più economica.Per quanto riguarda il mercato del gas, considerando un consumo medio annuo di 1.400 metri cubi con riscaldamento autonomo, si nota l’ottima performance dell’offerta aggiudicataria della categoria “Gas – prezzo variabile”, che risulta in questo momento la più conveniente sul mercato. Nel dettaglio, l’offerta a prezzo fisso per energia elettrica registra un risparmio pari a 75 euro annui, calcolato rispetto alla media del mercato e considerando il consumo medio di una famiglia di 3-4 persone descritto in precedenza.

Con lo stesso criterio è stato valutato il risparmio dell’offerta vincitrice nella categoria Energia elettrica- prezzo variabile: l’ammontare, in questo caso, è pari a 95 euro annui. Per quanto riguarda le forniture di gas, l’offerta a prezzo fisso registra un risparmio di circa 25 euro l’anno rispetto alla media del mercato e considerando il consumo medio di un’abitazione con riscaldamento autonomo, pari a 1.400 metri cubi annui. È, infine, di circa 200 euro annui il risparmio medio registrato dall’offerta a prezzo variabile. Ognuno potrà scegliere secondo le proprie preferenze: con l’offerta a prezzo variabile il risparmio in questo momento è maggiore, ma si deve considerare la variabilità del prezzo della componente energia, che varia di mese in mese. È stabile, invece, la componente energia delle offerte a prezzo fisso, che, d’altra parte, in questo momento fornisce delle previsioni di risparmio inferiori.Allo stato attuale, quindi, sommando i risparmi ottenibili su entrambe le forniture, mediamente si può risparmiare fino a circa 300 euro all’anno sulle bollette di luce e gas. Abbassa la bolletta è un servizio sicuro poiché le condizioni generali di fornitura sono state verificate dagli esperti di Altroconsumo e il consumatore può sempre contare sull’assistenza dell’Organizzazione.

Inoltre, è sostenibile perché l’offerta luce è GREEN, garantita da fonti rinnovabili al 100%.La registrazione è gratuita e aperta a tutti (sia a chi è in regime di maggior tutela, sia a chi è già nel mercato libero): grazie all’inserimento dei propri dati di consumo è possibile verificare quanto si potrà effettivamente risparmiare in bolletta e, una volta valutate senza impegno le offerte, sarà possibile decidere se aderire al gruppo di acquisto, con il supporto costante di Altroconsumo.

Con la nuova edizione di Abbassa la Bolletta – che fino ad oggi ha permesso a più di 500.000 famiglie di risparmiare 250 euro in media all’anno – continua, dunque, l’impegno di Altroconsumo per la tutela dei consumatori e la difesa del potere di acquisto delle famiglie italiane.E per chi non trovasse l’offerta adatta ai propri consumi è sempre disponibile il comparatore di Altroconsumo. —facilitaliawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Teatro Parioli di Roma, Massimiliano Bruno nuovo direttore

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(Adnkronos) – E’ Massimiliano Bruno il nuovo direttore del Teatro Parioli di Roma. “Prendere in mano la direzione dello storico teatro romano significa fare un salto nel passato, ma contemporaneamente nel presente – ha dichiarato Bruno nella conferenza stampa di presentazione della nuova stagione teatrale -.Ho debuttato 25 anni fa proprio al Parioli con Paola Cortellesi e più volte sono stato ospite del Maurizio Costanzo Show.

Il mio legame con questo spazio è molto, molto forte”. “La mission del Parioli Costanzo è la commedia, mission che ho fatto mia anche nel mio percorso teatrale e cinematografico- ha aggiunto-.Il mio obiettivo oggi è portare i giovani a teatro”.

La stagione inaugura il 30 ottobre con ‘Buongiorno Papà’ di Massimiliano Bruno ed Edoardo Leo, protagonista Raoul Bova. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Estate, indagine YouTrend: “Cresce del 6% numero italiani in vacanza”

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(Adnkronos) –
Torna la voglia degli italiani di partire per le vacanze.Cresce del 6% il numero di quanti hanno deciso di andare in ferie quest’estate: il 68% è certo di fare una vacanza, contro il 62% dello scorso anno.

A sorpresa cala il mare dal 67% al 45% e ne beneficiano le altre destinazioni: città d’arte in crescita dal 6% al 19%, montagna dal 15% al 18%, laghi dal 3% all’8% e campagna dal 4% al 7%. È questo il primo dato che emerge dalla quinta edizione della ricerca sulle vacanze degli italiani condotta da ‘YouTrend’ per conto di Wonderful Italy, azienda leader in Italia nella gestione di case vacanza.  AUMENTANO ITALIANI CHE SCELGONO L’ESTERO – Nell’estate 2024 continua ad aumentare anche la quota di italiani che sceglie l’estero al posto dell’Italia.Nel 2022, primo anno post-pandemia, la percentuale era salita al 12% e nel 2023 ha segnato un ulteriore salto in avanti al 18%.

Quest’anno, addirittura, il 21% degli intervistati andrà in vacanza oltre confine.Anche chi resta in Italia torna a preferire le destinazioni più lontane rispetto al luogo di residenza.

Negli ultimi anni le destinazioni di prossimità erano state preferite come effetto della situazione economica in atto, si pensi al rincaro dei carburanti nell’estate 2022.Quest’anno, al contrario, sale dal 27% al 32% chi si sposterà fino a 500 km e dal 28% al 37% chi farà più di 500 km.  SU RINUNCIA ALLE FERIE PESANO PROBLEMI ECONOMICI – Sulla scelta di rinunciare alle ferie estive, invece, pesano i problemi economici, segnalati dal 13% degli intervistati, in calo rispetto al 2023, quando il 16% era rimasto a casa per ragioni economiche.

Dopo l’estate da record del 2021 con il 71% di italiani intenzionati a partire per le ferie estive, si erano infatti registrati due anni di progressiva flessione (65% nel 2022 e 62% nel 2023) dovuti essenzialmente allo scoppio del conflitto russo-ucraino e al conseguente rialzo dei prezzi spinto dal rincaro delle fonti di energia e dall’inflazione.Quest’anno il 66% degli intervistati ha dichiarato che il rincaro dei prezzi influisce sulla scelta di andare in vacanza, mentre nel 2023 era il 70%.

Altri fattori economici come l’aumento dei tassi di interesse su mutui e prestiti hanno ripercussioni per il 62% dei casi, in calo di 3 punti dall’anno scorso.Le preoccupazioni relative al lavoro e ai cambiamenti climatici pesano rispettivamente per il 33% e per il 31% delle persone.  “Questa ricerca, nata nel 2020 per analizzare gli effetti della pandemia sulle tendenze degli italiani in tema di vacanze, è arrivata alla quinta edizione e ogni anno fotografa un diverso trend.

A differenza delle ultime due estati, nel 2024 si registra un ritrovato ottimismo con più italiani pronti a partire e una minore preoccupazione per i temi economici, circostanza coerente con il tasso di inflazione sceso di 7 punti in due anni”, ha dichiarato Michele Ridolfo, Ceo e co-founder di Wonderful Italy. ALBERGHI E CASE VACANZE SISTEMAZIONI PREFERITE – Sempre ai vertici delle preferenze le sistemazioni in albergo e nelle case vacanza, quest’ultime preferite da 1 italiano su 3, al primo posto nella fascia under 35 e tra gli over 54 anni.Gli hotel resistono, invece, nella fascia 35-54 anni.

Chi preferisce le case vacanza lo fa soprattutto per avere i comfort di una vera casa (23%) e per i maggiori spazi a disposizione (21%).Stessa percentuale anche i motivi economici, seguiti dalla maggiore privacy (17%) e dalla disponibilità di una cucina (16%).  Visto il dibattito dell’ultimo anno sugli affitti brevi, Wonderful Italy e YouTrend hanno chiesto un parere su questa forma di alloggio direttamente ai turisti.

Alla domanda se gli affitti brevi portino un beneficio alle destinazioni scelte per le vacanze, il 65% degli intervistati ha risposto in modo affermativo.Il 22% non aveva un’idea precisa e solo il rimanente 13% ha espresso una opinione negativa.

Le motivazioni da parte di chi ha espresso parere positivo risiedono nella ricaduta economica per il territorio (63%), seguita dallo sfruttamento di seconde case che magari rimarrebbero inutilizzate (21%) e dalla pubblicità del territorio che deriva da un maggiore afflusso di turisti.Secondo Ridolfo, “i dati dimostrano che le case vacanza e gli alberghi si rivolgono a due mercati differenti.

Chi preferisce un albergo, difficilmente sceglie una casa.E viceversa.

La ricerca di quest’anno ribalta anche alcune convinzioni.Le case vacanze, tradizionalmente associate al target dei trentenni, guadagnano la prima posizione anche per i senior.

Ormai la casa vacanza non è più un’alternativa economica dell’albergo, ma costituisce un settore strutturato, attrattivo per tutte le fasce di età”. —turismowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Premio Tenco, la Crusca sta con Piotta: “Labile il confine tra italiano e romano”

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(Adnkronos) –
Stabilire i confini che separano il dialetto romano dall’italiano è difficile dal momento che il romanesco rispetto alla lingua italiana “si trova in una posizione di continuum, cioè non c’è un salto tra lingua e dialetto”.A parlare all’Adnkronos è il presidente dell’Accademia della Crusca, Paolo D’Achille, docente di Linguistica italiana all’Università Roma Tre, a proposito della querelle aperta dal rapper romano Piotta dopo che il suo album ‘Na notte infame’ è stato escluso dalla cinquina del premio Tenco perché “i testi dell’opera non sono scritti e cantati per oltre il 50% in alcun dialetto o lingua minoritaria”.

In questo caso – sostiene D’Achille, che nella sua attività di ricerca si è occupato dei dialetti e in particolare di quello romano pubblicando tra l’altro il ‘Vocabolario del romanesco contemporaneo’ insieme a Claudio Giovanardi – “darei ragione a Piotta.Il dialetto romano, infatti, ha delle strutture più vicine all’italiano e ha assunto una toscanizzazione nel Cinquecento”, sottolinea D’Achille che osserva: “Il Club Tenco ha utilizzato un criterio che, probabilmente, nel caso del romanesco andava temperato”. “Nel Belli – argomenta il presidente della Crusca – l’aspetto dialettale era dovuto alla grafia che lui dialettizzava molto.

In molte situazioni, ad esempio, la doppia ‘zeta’ come pronuncia era tipica anche dell’italiano.Bisogna vedere come vengono scritti i testi delle canzoni ma – ribadisce – darei ragione a Piotta, perchè stabilire la percentuale del romanesco e dell’italiano è molto difficile”.

Tanto più “perché molti elementi romani sono stati acquisiti dall’italiano.E’ difficile dire se una parola è romana perché anche l’italiano se ne è appropriato.

Troviamo la parola ‘ammazza’ anche nei dizionari italiani, però non c’è dubbio che sia una parola originariamente locale.I confini tra l’italiano e il romano sono molto esigui perché c’è un continuo passaggio dall’uno altro.

E’ soltanto nell’ambito dell’effettiva pronuncia che percepiamo la romanità”, conclude il linguista.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Monsignor Viganò accusato di scisma, nuovo j’accuse contro il Papa

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(Adnkronos) – Mons.Carlo Maria Viganò, l’ex nunzio in Usa accusato dal dicastero per la Dottrina della Fede di scisma, nel giorno in cui dovrebbe presentarsi per difendersi davanti all’ex Sant’Uffizio, in una lunghissima nota che è un j’accuse, torna a chiedere le dimissioni del Papa muovendo accuse durissime. “Ho deciso di rendere pubblica questa mia dichiarazione, alla quale unisco una denuncia dei miei accusatori, del loro ‘concilio’ e del loro ‘papa’.

Prego i Santi Apostoli Pietro e Paolo, che hanno consacrato la terra dell’Alma Urbe con il proprio sangue, di intercedere presso il trono della Maestà divina, affinché ottengano alla Santa Chiesa di essere finalmente liberata dall’assedio che la eclissa e dagli usurpatori che la umiliano, facendo della Domina gentium la serva del piano anticristico del Nuovo Ordine Mondiale”, scrive Viganò nel suo j’accuse.  L’ex nunzio, come ha spiegato all’Adnkronos il canonista don Davide Cito, sarà comunque giudicato, con un avvocato di ufficio, e rischia le dimissioni dallo stato clericale. “La mia non è una difesa personale, ma della Santa Chiesa di Cristo, nella quale sono stato costituito Vescovo e Successore degli Apostoli, con il preciso mandato di custodire il Deposito della Fede e di predicare la Parola, insistere opportune importune, riprendere, rimproverare, esortare con ogni pazienza e dottrina.Respingo con forza l’accusa di aver lacerato la veste del Salvatore e di essermi sottratto alla suprema Autorità del Vicario di Cristo: per separarmi dalla comunione ecclesiale con Jorge Mario Bergoglio, dovrei essere stato prima in comunione con lui, cosa che non è possibile dal momento che lo stesso Bergoglio – sostiene Viganò – non può esser considerato membro della Chiesa, a causa delle sue molteplici eresie e della sua manifesta alienità ed incompatibilità con il ruolo che invalidamente ed illecitamente ricopre”.  Viganò nel suo lungo j’accuse rispolvera argomentazioni che sostiene da tempo che lo hanno portato ad essere accusato di scisma.

Già nel 2018 pubblicò una lettera nella quale chiedeva le dimissioni del Papa accusandolo di avere coperto il cardinale Theodore Mc Carrick, colpevole di abusi su alcuni seminaristi.Scrive Viganò nella nota: “Affronto questa prova con la determinazione che mi viene dal sapere di non avere alcun motivo per considerarmi separato dalla comunione con la Santa Chiesa e col Papato che ho sempre servito con filiale devozione e fedeltà”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Unicamillus premiata con quota maggiore di fondi Pnrr per attività formative transnazionali

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(Adnkronos) – Dei fondi erogati dall’Unione Europea, che sono stati messi a bando dal Ministero dell’Università e della Ricerca, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, nell’ambito della Missione 4, Componente 1, Investimento 3.4 , sotto-investimento T4 ‘Iniziative Transnazionali in materia di istruzione’ – NextGenerationEU, UniCamillus ha ottenuto il sostegno più ampio nella misura di 1.264.954 euro e il progetto nel complesso è stato finanziato per 2.467.099,00 euro.  Al medesimo bando hanno partecipato, tra le altre, molte eccellenze accademiche italiane come la Scuola Normale Superiore di Pisa (565.666 euro), il Campus Biomedico di Roma (732.111 euro), la Ca’ Foscari di Venezia (309.470 euro), l’Università di Bologna (396.255 euro), l’Università Cattolica del Sacro Cuore (553.954 euro), che hanno presentato anch’esse ottimi progetti.Il programma, che coinvolge anche l’Università di Chieti-Pescara e l’Università di Foggia, prevede la creazione di corsi di Laurea in Infermieristica in Camerun, Fisioterapia e Ortopedia in Somalia e Psicologia in Etiopia. È incluso, inoltre, lo sviluppo di un Laboratorio ortopedico biorobotico a Roma, che rappresenterà un importante fattore di ulteriore sviluppo e attrattiva per i corsi di fisioterapia e per la specializzazione in ortopedia di UniCamillus. “Si tratta di un risultato straordinario – dichiara il Rettore, Gianni Profita – È senza dubbio un riconoscimento alla validità e alla qualità del lavoro che svolgiamo tutti i giorni in UniCamillus.

Il fatto che ci sia stato assegnato questo importante finanziamento è però anche un motivo di grande responsabilità, che ci sprona a portare avanti al meglio il nostro percorso di crescita a vocazione internazionale.Il merito principale va comunque al Prof.

Emiliano Maiani, Delegato alla Ricerca di UniCamillus, alla Prof.ssa Barbara Tavazzi, per il suo lavoro di revisione critica del progetto e ad Alessandra Pollio, Grant Officer del nostro Ateneo che ha supportato in modo puntuale le procedure necessarie a partecipare al bando e a raggiungere questo notevolissimo traguardo”. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Shock anafilattico, via libera Ema a primo spray nasale di adrenalina

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(Adnkronos) – Disco verde dell’Ema al primo spray nasale di adrenalina contro lo shock anafilattico potenzialmente mortale negli allergici gravi.Il Comitato per i medicinali a uso umano (Chmp) dell’Agenzia europea del farmaco ha raccomandato di concedere l’autorizzazione all’immissione in commercio (Aic) in Ue per Eurneffy* a base di epinefrina.

Un’alternativa alle formulazioni iniettabili per il trattamento di emergenza dell’anafilassi, la forma più pericolosa di reazione allergica.  Secondo l’Accademia europea di allergia e immunologia clinica (Eaaci) – ricorda l’Ema – l’allergia è la malattia cronica più diffusa in Europa, con 150 milioni di persone colpite nel 2015.Circa il 20% degli allergici più gravi vive ogni giorno nella paura di uno shock anafilattico fatale.

L’anafilassi può insorgere improvvisamente entro pochi minuti dall’esposizione a un allergene, il più delle volte contenuto nei cibi o nei farmaci, o veicolato da punture di insetti.Il ritardo nella diagnosi e nel trattamento può causare ostruzione delle vie aeree o collasso cardiovascolare, fino al decesso. 
La somministrazione di epinefrina, nota anche come adrenalina – illustra l’ente regolatorio Ue – diminuisce la reazione anafilattica.

Questa sostanza si lega a specifici recettori, detti adrenergici, riducendo nei vasi sanguigni l’allargamento e la permeabilità prodotti dall’istamina rilasciata durante la risposta a un allergene.L’adrenalina rilassa inoltre la muscolatura liscia dei polmoni.

Il trattamento, pertanto, migliora il flusso sanguigno e la respirazione.Sebbene gli autoiniettori di epinefrina abbiano dimostrato di essere altamente efficaci se utilizzati correttamente, a volte la terapia di emergenza viene ritardata o non somministrata per diversi fattori, dalla paura dell’ago alla scarsa trasportabilità, al timore che persone senza formazione medica possano praticare l’iniezione.

L’adrenalina spray nasale offre un ‘piano B’ più agevole: viene assorbita rapidamente dalla mucosa nasale, distribuendosi nell’organismo. Per ragioni etiche e pratiche – spiega l’Ema – non è stato possibile condurre studi clinici controllati sull’efficacia di Eurneffy in persone con una grave reazione allergica in corso, ma sono disponibili ampie informazioni sull’uso dell’adrenalina contro l’allergia grave e la sostanza rappresenta attualmente il trattamento standard per l’anafilassi.  
L’efficacia e la sicurezza di Eurneffy sono state valutate su 537 persone sane dai 19 ai 55 anni, arruolate in 14 trial clinici.Questi studi hanno confrontato Eurneffy con farmaci che prevedevano l’iniezione intramuscolare di epinefrina, analizzando la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca, nonché il modo in cui il principio attivo viene assorbito, modificato ed eliminato dall’organismo.

Gli effetti organici dell’adrenalina somministrata via spray nasale sono risultati paragonabili a quelli delle iniezioni tradizionali.Per Eurneffy non sono stati segnalati eventi avversi significativi; i più comuni erano simili a quelli sperimentati con le iniezioni (come nausea, mal di testa, irritazione della gola e vertigini), ma includevano anche disturbi nasali e naso che cola. Il Chmp ha raccomandato anche specifiche misure per scongiurare il rischio di un utilizzo inappropriato del dispositivo spray, fra cui video formativi e altri materiali educativi digitali rivolti a pazienti e operatori.

Per questi gruppi sarà disponibile anche un modello di Eurneffy a scopo didattico, che permette di simulare il corretto impiego dello spray.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Virus sinciziale, via libera Ema a vaccino a mRna per over 60

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(Adnkronos) – Via libera dell’Agenzia europea del farmaco Ema al primo vaccino a mRna mirato a un patogeno non Covid, diverso da Sars-CoV-2.Il Comitato tecnico per i medicinali a uso umano (Chmp) dell’ente regolatorio Ue ha dato l’ok a mResvia contro il virus respiratorio sinciziale (Rsv).

Il panel ha espresso parere positivo all’uso del vaccino negli adulti di età pari o superiore a 60 anni, per la prevenzione della malattia del tratto respiratorio inferiore e della malattia respiratoria acuta da Rsv.  Il virus respiratorio sinciziale – ricorda l’Ema – è un patogeno comune che solitamente dà sintomi lievi, simili al raffreddore, ma può comportare gravi conseguenze negli anziani.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Virus Chikungunya, Ue autorizza primo vaccino

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(Adnkronos) – La Commissione Europea ha autorizzato oggi il primo vaccino contro il virus della Chikungunya, malattia trasmessa da zanzare infette.Il vaccino Ixchiq, prodotto da Valneva, è destinato alle persone con almeno 18 anni di età.

La Chikungunya non è endemica nell’Ue, ma il cambiamento climatico ha causato un aumento della presenza di zanzare potenziali vettori del virus, in particolare la Aedes Albopictus e la Aedes Aegypti. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Luci e ombre nel mondo del calcio nel libro “Calcio, Politica e Potere” presentato al Circolo Nautico

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Castellammare di Stabia.Ieri sera, giovedì 27 giugno, presso il Circolo Nautico Stabia in Via Bonito è stato presentato il libro Calcio, Politica e Potere.

Il testo, di Valerio Mancini, Narcìs Pallarès-Domènech e Alessio Postiglione, si addentra nei meandri dello sport più popolare al mondo per capire come e perché gli Stati si servano del calcio per i loro interessi geopolitici.A moderare l’incontro, con gli autori Valerio Mancini e Narcìs Pallarès -Domènech, la prof.ssa Carmen Matarazzo e il dott.

Sergio Coppola.All’evento, organizzato dall’Associazione Achille Basile – Le Ali della Lettura, era presente anche il presidente della S.S.

Juve Stabia 1907 dott.Andrea Langella.

Dopo i saluti del dott.Antonio De Sinno, presidente del glorioso Circolo Nautico stabiese, gli autori hanno discusso dei più importanti temi trattati nel testo.

Può il calcio influenzare la vita dei popoli e degli Stati?Se sì, in che modo?

Catalizzando l’interesse delle masse, creando modelli da seguire, diventando strumento di aggregazione e di riscatto, ma anche di potere.Che il calcio sia un grande fenomeno globale, la cui forza è nella diffusione della pratica sportiva e nella capacità di generare imponenti flussi finanziari, è noto ai più.

Meno conosciuti sono i risvolti politici e sociali, che ne fanno uno dei più grandi strumenti di potere a livello mondiale.

Calcio Politica e Potere libro (1)

Il prof.Valerio Mancini, docente universitario, analista e politologo, ha affermato: “Il calcio anticipa delle dinamiche e la politica oggi segue le direzioni economiche.”

Nel suo discorso Mancini ha sottolineato quanto l’aspetto economico influenzi i campionati: le squadre meridionali in serie A sono pochissime rispetto a quelle del Nord.

“Perché i mondiali in Qatar?

Perché si parla di geoeconomia?La risposta è perché la globalizzazione ci ha portato ad un calcio sempre più orientato verso i nuovi Paesi emergenti.”

Il prof.

Mancini ha poi spiegato come il calcio possa diventare uno strumento di riscatto per alcuni Stati o un’opportunità di sviluppo per altri.

Il dott.Narcìs Pallarès -Domènech, politologo e analista di geopoitica e sicurezza, nel suo intervento ha evidenziato, tra l’altro, quanto il calcio rappresenti un potente elemento di identità.

L’autore parte dal racconto di come Maradona è arrivato al Barcellona.Gli esuli catalani in Argentina, narra l’autore, hanno segnalato al Barcellona un fuoriclasse: Diego Armando Maradona.

“I dirigenti sono andati a conoscerlo e per questo il Barcellona è riuscito ad acquistare quello che già era il miglior calciatore del mondo.” – ha affermato.

“Grazie al fattore geopolitico, il tifoso che si sente parte di un club, anche se dall’altra parte del mondo, difende la sua cultura, la sua lingua, la sua identità.”

Di grande interesse anche la riflessione sulle nuove tendenze mondiali della pratica sportiva, come la crescita del calcio femminile, che rispecchia il ruolo crescente delle donne nella società, e dei grandi gruppi finanziari che investono in squadre di calcio straniere.

Il dott.Sergio Coppola ha chiesto poi al presidente della Juve Stabia se, in quello che è oggi il mondo del calcio, potrebbe esserci qualche nuovo Maradona.

Calcio Politica e Potere libro (1)

Il presidente della S.S.

Juve Stabia 1907 Andrea Langella

“Se c’è il rispetto delle regole e l’onestà sia professionale sia intellettuale, i “Maradona” possono esserci anche adesso.” – ha risposto il dott.Andrea Langella.

“In questo territorio ci sono tante opportunità. – ha continuato – Abbiamo un settore giovanile molto importante: 192 ragazzi, che partono dagli under 14, e una squadra di calcio femminile.”

“Abbiamo delle persone oneste, dei bravi professionisti che fanno il provino e il calciatore, se è bravo, passa, altrimenti no.” – ha sottolineato, evidenziando l’importanza della serietà professionale.

In evidenza nel discorso del patron Langella anche il fondamentale ruolo educativo svolto dalle scuole-calcio, che insegnano ai ragazzi il rispetto delle regole.Un nodo cruciale emerso nell’intervento è quello della riduzione degli introiti delle partite in diretta TV.

“Rischiamo una riduzione di 1 milione e 800mila euro” – ha sottolineato Langella – una cifra considerevole per una piccola società come la Juve Stabia.

Tra altri temi trattati la necessità di strutture sportive ben tenute ed attrattive, e di infrastrutture anche per intercettare investimenti da altri paesi.

“Siamo indietro rispetto agli altri stati europei.La politica è ancora scollegata dallo sport, – ha rilevato – il calcio italiano si sta sminuendo sempre più, mancano gli investimenti dall’estero”.

Per quanto riguarda la realtà locale, il dott.Langella si è detto fiducioso che i lavori allo stadio Romeo Menti vengano conclusi a breve: “Dovrebbero finire a fine luglio.”

In conclusione, si è parlato della sicurezza negli stadi e degli eccessi delle tifoserie.

“Dal primo giorno ho voluto il rispetto delle regole. – Ha affermato il dott.

Langella – Chi sbaglia deve pagare.”

“Abbiamo telecamere ovunque, perché lo stadio è la casa di tutti e qui emerge la cultura, l’immagine di Castellammare.E non si sono mai verificati episodi incresciosi.”

Calcio Politica e Potere libro (2)

Un incontro con l’autore dai molteplici spunti di riflessione su luci ed ombre del mondo del calcio, che sarà possibile approfondire nel libro “Calcio, politica e potere”, Edizioni Mondo Nuovo.

Incidente sul lavoro a Canicattì, operaio 21enne muore schiacciato da un muletto

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(Adnkronos) – Ancora un infortunio mortale oggi sul lavoro in Sicilia.Questa volta è successo a Canicattì, nell’agrigentino, dove è morto un operaio di 21 anni.

Secondo una prima ricostruzione il giovane sarebbe rimasto schiacciato da un muletto nel corso di una manovra.Sul posto i carabinieri, i vigili del fuoco e il personale del 118, ma anche i tecnici dell’Ispettorato al Lavoro.

La Procura di Agrigento ha aperto una inchiesta sulla morte del giovane.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Università Pegaso-SAE Institute-NABA, insieme per ‘Artificial Creativity’

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(Adnkronos) – Secondo una recente indagine di Goldman Sachs Research, entro il 2033 la crescita del prodotto interno lordo si aggirerà intorno al 7% grazie all’impatto positivo che l’Intelligenza Artificiale, sempre più integrata nella vita quotidiana, avrà sul sistema economico.La ricerca nell’IA sta proseguendo rapidamente, coinvolgendo sia le discipline ingegneristiche che umanistiche, ma anche quelle che riguardano l’arte, la cultura e l’autorialità. Da queste premesse prende il via oggi 28 giugno ‘Artificial Creativity: Looking at the Future of Digital Culture’, il convegno internazionale di 2 giorni promosso dall’Università Digitale Pegaso, in collaborazione con SAE Institute e NABA, Nuova Accademia di Belle Arti presso il campus SAE Institute di Milano.

Un’occasione per riflettere sul ruolo dell’Intelligenza Artificiale (IA) nella creatività umana che vedrà eminenti studiosi, ricercatori e professionisti del settore confrontarsi su temi cruciali legati all’impiego delle tecnologie nelle pratiche artistiche e culturali. Il programma prevede, in particolare, cinque panel tematici, ognuno focalizzato su un aspetto specifico del dibattito.Il primo, “Creative Narrative: Text, Hypertext and Digital Plots”, esplorerà le narrazioni creative nell’era digitale.

La seconda tavola rotonda, “Artificial Imaginary: Narratives, Culture and Counterculture about AI”, affronterà le narrazioni e le culture emergenti legate all’intelligenza artificiale.Il terzo panel, “Machine and Language: Models, Interaction Issues and Learning”, discuterà i modelli di linguaggio e le problematiche di interazione.

Il quarto, “Artificial Music: Limits, Opportunities and Perceptions”, si concentrerà, invece, sulla musica artificiale e le sue implicazioni.Infine, l’ultima sessione, “New Gaze Era: Digital Images, Visual Effects and Audiovisual Products”, analizzerà l’era delle immagini digitali e degli effetti visivi. “Sono fermamente convinto che l’integrazione tra scienze e discipline umanistiche sia fondamentale per affrontare con successo il cambiamento, in particolare dopo l’avvento dell’Intelligenza Artificiale”, ha dichiarato Pierpaolo Limone, Rettore dell’Università Digitale Pegaso. “Artificial Creativity rappresenta un’importante occasione di confronto tra esperti per riflettere su come mettere in connessione tecnologia e talento.

Questi temi sono tra quelli che il Centro di Ricerca in Digital Humanities dell’Università Pegaso si impegna a sviluppare attraverso progetti innovativi che promuovono una comprensione profonda delle implicazioni sociali, culturali ed etiche delle tecnologie digitali”, ha continuato.  Durante l’iniziativa, verranno anche presentati i risultati delle indagini condotte a maggio dal Centro di Ricerca in Digital Humanities dell’Università Digitale Pegaso, sotto la guida della prof.ssa Alessandra Micalizzi, psicologa, sociologa e dottoressa di ricerca in Comunicazione e Nuove tecnologie.Lo studio si è posto come obiettivo quello di ricostruire il percepito e le pratiche intorno all’uso dell’AI nelle produzioni creative.  Il gruppo di ricerca è composto dal prof.

Giuliano Cenati, dalla prof.ssa Anna Rinaldin, dalla prof.ssa Gilda Policastro, che afferiscono all’area umanistica, dal prof.Leonardo Galtieri, che copre l’area informatica, dalla dott.ssa Teresa Savoia, pedagogista sperimentale, da Fabio Pelagalli, Course Leader dei Bienni Specialistici dell’Area Communication and Graphic Design di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti e PhD Student in Learning Sciences and Digital Technologies insieme a Sara Selmi e Gaia Turconi, da Lara Balleri e Francesco Epifani, afferenti al dottorato in Digital Humanities di Pegaso, ed infine da Federico Ambruosi, specializzando al conservatorio di Milano e alumni di SAE Institute in produzione audio. Nella seconda giornata, la manifestazione sarà arricchita dalla presentazione di opere realizzate da artisti, visionari e studenti, frutto della sinergia tra creatività umana e intelligenza artificiale, e vedrà la partecipazione di autorevoli figure che illustreranno il processo di contaminazione tra tecnologia e arte. Tra i partecipanti saranno presenti: Giusy Caruso, docente presso l’Accademia di Anversa, Francesco D’Isa, filosofo, digital artist e docente presso LABA, Bruce Sterling, docente European Graduate School, organizzatore di Share Festival di Torino, Jasmina Tesanovic, attivista, artista, autrice e giornalista, Giorgio Vallortigara, professore ordinario dell’ Università di Trento e Lev Manovich, uno dei pensatori contemporanei più noti sul tema, in dialogo con Pierpaolo Limone, rettore dell’Università Pegaso. La conferenza “Artificial Creativity”, inoltre, si inserisce all’interno di un importante progetto di ricerca inter-accademica finanziato attraverso i fondi PNRR del MUR che vede la partecipazione di NABA come ente capofila, di SAE come partner di progetto e di Università Telematica Pegaso come partner associato: “P+ARTS.

Partnership for Artistic Research in Technology and Sustainability”.Nato con l’intento di costituire un consorzio multi-disciplinare per la ricerca artistica e focalizzato anche sulla costituzione di un framework di dottorato dedicato alle discipline AFAM – uno dei primi in Italia e altamente innovativo per la sua attenzione alle nuove tecnologie, in piena linea con gli ambiti di ricerca delle Digital Humanities – il progetto è dedicato alla creazione di un ecosistema artistico italiano di eccellenza basato sull’interdisciplinarità, internazionalizzazione e ricerca. «Il progetto ha l’obiettivo di garantire sostegno e finanziamenti e stabilire una metodologia di ricerca condivisa.

P+ARTS grazie a casi studio internazionali esporta buone pratiche e struttura un consorzio per la promozione della ricerca artistica attraverso la cooperazione tra le AFAM, la promozione dell’innovazione nell’arte e nella cultura e la ridefinizione del ruolo dell’artista nella società contemporanea», ha commentato Elisa Poli, Research Programme leader di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti e Coordinatrice scientifica di P+ARTS. P+ARTS è un progetto biennale dedicato alla creazione di un ecosistema artistico italiano di eccellenza basato sull’interdisciplinarità, internazionalizzazione e ricerca.Immaginato come vettore di unificazione tra discipline e aree geografiche, questo innovativo driver di trasformazione riunisce otto enti di Alta Formazione Artistica (NABA, Nuova Accademia di Belle Arti Fondazione Accademia Teatro alla Scala, Accademia di Belle Arti di Napoli, Conservatorio di Milano, Accademia di Belle Arti di Bari, Conservatorio di Matera, IAAD, SAE Institute) e due Università Pubbliche (Politecnico di Bari e Università di Bolzano). “SAE Institute ha voluto dare un forte contributo a questo evento non solo fornendone il contesto, ma soprattutto come attivatore del percorso di ricerca, confermando l’impegno di tutto il corpo docente nel valorizzare sperimentazioni e prospettive sorte all’interno del lavoro quotidiano con studentesse e studenti, anche in modo trasversale tra le diverse aree disciplinari. È significativo quindi sottolineare come alcune tra le proposte creative che verranno presentate durante il convegno stesso siano frutto di questo impegno congiunto da parte della nostra comunità accademica”, ha aggiunto Emiliano Alborghetti, direttore accademico. “Il nostro studio conferma che nelle narrazioni analizzate prevale una rappresentazione dell’AI umanizzata, efficiente, e a volte capace anche di provare i sentimenti: la competenza più umana tra tutte.

Questo contribuisce a collocare l’AI sullo stesso piano dell’uomo e non, come è accaduto per molte altre innovazioni, come semplice tecnologia o strumento.Dal nostro punto di vista la stessa denominazione crea un bias che, come comunità scientifica, dovremmo provare a colmare”, ha evidenziato, infine, Alessandra Micalizzi, professore associato in Comunicazione e Processi culturali. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nasce Indra Group, nuovo brand di Indra per rafforzare posizionamento del gruppo

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(Adnkronos) – Indra ha annunciato all’assemblea degli azionisti un nuovo modello di brand, volto a comunicare al mercato la trasformazione dell’azienda, che presenta anche una nuova narrazione strategica e un’immagine rinnovata, in linea con il piano strategico Leading the Future.Il Piano mira a consolidare l’azienda come multinazionale di riferimento nei settori della difesa, dell’aerospaziale e delle tecnologie digitali avanzate.

All’Assemblea è stato presentato il nuovo brand aziendale: Indra Group, che proietta lo spirito di un ecosistema di imprese, con un ruolo più istituzionale e corporate, che rafforza il posizionamento del gruppo come punto di riferimento nella Difesa e nella Tecnologia. Secondo Marc Murtra, Presidente di Indra, “questo brand porterà chiarezza e coerenza, rafforzando un ecosistema di marchi interconnessi e valorizzando i nostri quattro core business: Difesa, Traffico aereo, Spazio e Tecnologie dell’informazione”.La nuova strategia del marchio posiziona il Gruppo Indra all’avanguardia della tecnologia per guidare ogni giorno un futuro più sicuro e connesso, una missione che si riflette nel concetto strategico “Tech for the Future”. Inoltre, sono stati definiti i quattro valori aziendali: Innovazione: per guidare un futuro più sicuro e connesso, attraverso soluzioni all’avanguardia e un team di professionisti specializzati; Fiducia: per fornire soluzioni di qualità con l’obiettivo di costruire relazioni durature e di fiducia basate su solidità, impegno e affidabilità; Connessione: per attivare il potere della collaborazione, collegare idee e soluzioni adattandosi alle esigenze dei clienti; Anticipazione: per trasformare l’esperienza e la conoscenza in soluzioni, anticipando le esigenze del futuro per renderlo più sicuro e connesso. La nuova narrazione aziendale mira a rafforzare il posizionamento di Indra Group come punto di riferimento nel settore della difesa e della tecnologia grazie al suo ecosistema di aziende e imprese, anticipando il futuro attraverso soluzioni innovative, relazioni di fiducia, un fermo impegno per la sostenibilità e i migliori talenti. A livello commerciale, il nuovo modello rafforza i due principali marchi commerciali per sostenere i quattro business dell’azienda: il marchio Indra, punto di riferimento nei settori della Difesa, del Traffico Aereo e dello Spazio; il marchio Minsait, specializzato nella consulenza informatica e nei servizi di trasformazione digitale.

Attraverso il concetto strategico “Tech for the Future”, Indra Group fa riferimento alla “tecnologia che ci prepara al futuro” attivata attraverso i suoi due marchi: Indra e Minsait.Da un lato, Indra si concentra sull’asse della fiducia, attraverso la propria declinazione strategica: “Tech for Trust”.

Dall’altro, Minsait continua a rafforzare la sua capacità di fare la differenza e di generare un impatto positivo attraverso il concetto di “Tech for Impact”. José Vicente de los Mozos, CEO del Gruppo: “la nuova identità del marchio, allineata alla strategia di crescita dell’azienda, ribadisce il nostro impegno a lungo termine per la crescita, l’innovazione e l’eccellenza”.Un nuovo simbolo unifica il modello di brand, rappresentando la connessione tra tecnologia (apertura) e difesa (protezione) e costituisce un legame comune che unisce tutti i professionisti del gruppo sotto un ombrello grafico e una visione comune. Il nuovo modello di brand condivide un sistema grafico di precisione che, attraverso griglie visibili, nodi e linee caratteristiche dei visori e dei linguaggi di visualizzazione dei dati, trasmette ordine e tecnologia.

Questo sistema, insieme alla tipografia aziendale personalizzata e alle lettere maiuscole dei loghi, trasmette solidità, avanguardia e atemporalità.Il colore blu guida l’identità di Indra Group e di Indra in quanto gamma affidabile, profonda e vitale, mentre in Minsait il colore viola ci porta in un universo proprio che rafforza la propria leadership nel settore delle tecnologie digitali avanzate.

Il nuovo brand contribuirà a generare una differenziazione sostenibile sul mercato, a stimolare un senso di appartenenza e di orgoglio per i talenti e a garantire chiarezza e rilevanza per i principali destinatari.In definitiva, il nuovo brand attiva la missione del gruppo: guidare un futuro più sicuro e connesso. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fascicolo sanitario elettronico, conto alla rovescia per opporsi al pregresso: ecco come fare

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(Adnkronos) –
Fascicolo sanitario elettronico: conto alla rovescia per opporsi al caricamento dei propri dati e dei documenti clinici precedenti il 19 maggio 2020.Per dire no c’è tempo fino al 30 giugno.

Per incrementare l’alimentazione del Fse, l’articolo 11 del decreto legge n.34/2020 ha previsto che, a decorrere dalla data di pubblicazione del decreto (19 maggio 2020), il caricamento dei dati avvenga in maniera automatica, eliminando il “consenso all’alimentazione” previsto dalla normativa precedente.L’assistito può esercitare, però, il diritto di opporsi.

Va fatto attraverso il servizio on line ‘Fse – Opposizione al pregresso’, spiega il ministero della Salute, che ha promosso una campagna per far conoscere il termine ultimo e spiegare la procedura.  Per chi non lo ha ancora fatto, l’opposizione al caricamento di dati e documenti clinici riferiti alle prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale prima del 19 maggio 2020 va effettuata attraverso il portale Sistema tessera sanitaria all’indirizzo www.sistemats.it.La scelta può essere revocata e nuovamente registrata nel Sistema tessera sanitaria più volte, fino al 30 giugno.

Il sistema selezionerà l’ultima indicazione caricata cronologicamente.Il mancato accesso al servizio on line “Fse – Opposizione al pregresso” o l’accesso al servizio senza registrare la propria opposizione – avverte il ministero – comporterà il caricamento automatico dei propri dati e i documenti sanitari disponibili e antecedenti al 19 maggio 2020 nel Fse.

Possono opporsi al pregresso i cittadini con assistenza sanitaria o stranieri temporaneamente presenti in Italia.   
.Si accede al servizio on line con gli strumenti di identità digitale: Spid, carta d’identità elettronica, carta nazionale dei servizi; oppure con tessera sanitaria e codice Stp (Straniero temporaneamente presente).

Le persone che non hanno la possibilità di accesso digitale, possono essere assistite da intermediari autorizzati presso la propria Asl o per il personale navigante o aeronavigante presso gli ambulatori Usmaf-Sasn del ministero della Salute.L’assistenza di intermediari autorizzati è gratuita.   E’ necessario accedere al sito Tessera sanitaria, selezionare il servizio on line “Fse – Opposizione al pregresso” e scegliere una delle tre modalità disponibili. Per i cittadini che non dispongono di identità digitale: è possibile opporsi accedendo al servizio disponibile nell’area libera del sito Tessera sanitaria, inserendo il codice fiscale, il numero della tessera sanitaria e la data di scadenza o, alternativamente, per cittadini in possesso di codice Stp, inserendo il codice Stp, la Regione e la data di rilascio del codice Per i cittadini che dispongono di identità digitale: è possibile opporsi accedendo al servizio disponibile nell’area riservata al cittadino del sito Tessera sanitaria utilizzando le proprie credenziali Spid, Cie o Ts/Cns Per gli operatori con autenticazione: il servizio consente ai cittadini, per mezzo di un intermediario (operatori autorizzati presso la propria Asl o, per il personale navigante o aeronavigante, presso gli ambulatori Usmaf-Sasn del ministero della Salute) di esprimere la volontà di opposizione al pregresso sul proprio Fascicolo sanitario elettronico. —salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Disastro Biden nel confronto con Trump, gli analisti: “Deve ritirarsi”

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(Adnkronos) – Dopo il disastro nel confronto con Trump in tv, il presidente Joe Biden dovrebbe fare un passo indietro e ritirarsi dalla corsa per la Casa Bianca.E’ impietosa l’analisi che Thomas Friedman, uno dei grandi columnist americani, vincitore di tre premi Pulitzer, fa sul New York Times del dibattito di stanotte tra il candidato democratico e il tycoon. In un editoriale intitolato “Il presidente Biden è mio amico.

Deve ritirarsi dalla corsa”, Friedman scrive che il dibattito “mi ha fatto piangere.Non riesco a ricordare un momento più straziante nella campagna presidenziale americana nella mia vita”. Ma Friedman non è solo.

Sono infatti diversi gli analisti politici statunitensi che hanno espresso preoccupazione per la pessima performance del presidente in vista delle elezioni di novembre.In molti hanno criticato Biden per le dichiarazioni confuse. Il commentatore politico della Cnn Van Jones, consigliere speciale dell’ex presidente Barack Obama, ha definito la performance di Biden “penosa”. “Sta facendo del suo meglio.

Ma stasera doveva affrontare la prova di riconquistare la fiducia del Paese e della base (democratica, ndr).E non è riuscito a superarla”, ha detto Jones. Un altro analista della Cnn, John King, ha aperto la discussione post-dibattito affermando che ora c’era “un panico profondo, ampio e molto aggressivo nel Partito Democratico” in seguito alla “scarsa” performance di Biden.

Di conseguenza, alcuni nel partito stavano “parlando” della possibilità di chiedere a Biden di “farsi da parte”, ha detto King. 
Biden, Trump e Stormy Daniels: “Hai fatto sesso con una pornostar” – Video
 Intanto Trump avrebbe vinto il dibattito tv, secondo quanto emerge intanto da un instant poll della Cnn condotto via messaggi di testo tra 565 elettori statunitensi registrati che hanno affermato di aver assistito al confronto in diretta tv.Le percentuali sono piuttosto nette.

Secondo il 67%, l’ex presidente ha avuto una performance migliore, mentre prima del dibattito il 55% dello stesso campione di intervistati aveva dichiarato di aspettarsi un vittoria di Trump nel confronto. Sempre secondo il sondaggio, il 57% ha affermato di non avere reale fiducia nella capacità di Biden di guidare il Paese ed il 44% ha sostenuto lo stesso di Trump.Solo il 36% di chi ha assistito al dibattito ha dichiarato di avere molta fiducia nella capacità dell’ex presidente di guidare il paese ed il 14% ha detto lo stesso di Biden. La performance del presidente Usa ha intanto fatto scattare campanelli d’allarme e panico nell’establishment democratico, portando alcuni esponenti a chiedersi se sia il candidato giusto in vista delle elezioni di novembre. “E’ sembrato un po’ disorientato. È diventato più forte man mano che il dibattito è andato avanti.

Ma a quel punto, penso che il panico già serpeggiasse”, ha affermato David Axelrod, già stratega delle campagne elettorali di Barak Obama e commentatore politico della Cnn.Axelrod ha anche dato voce a una conversazione avvenuta ieri sera tra molti democratici: “Si discuterà se debba continuare”. 
Biden-Trump, duello tv su età e golf – Video
 Fin dall’inizio del dibattito, il presidente è apparso in difficoltà con la voce.

Biden si è schiarito la gola e ha tossito più volte, una condizione che, secondo diverse fonti citate dalla Cnn, è stata causata da un raffreddore. Come non manca di sottolineare l’emittente, Biden spesso è rimasto con lo sguardo nel vuoto e a bocca aperta mentre Trump parlava.Di tanto in tanto ha faticato per concludere i suoi concetti, cedendo terreno su questioni come l’aborto su cui i democratici hanno un vantaggio. “È difficile sostenere che Biden debba essere il nostro candidato”, ha dichiarato un operativo del partito democratico che ha lavorato per campagne a tutti i livelli per oltre un decennio. “La questione principale che doveva dimostrare al popolo americano era che avesse l’energia e la resistenza.

E non l’ha fatto”, ha detto Kate Bedingfield, ex direttrice della comunicazione della Casa Bianca e al fianco di Biden dai tempi in cui era vice presidente. Ma non c’è solo Biden e nel mirino finiscono anche i due anchor della Cnn che hanno moderato il dibattito, Jake Tapper e Diana Bash.Entrambi hanno scelto di non fare fact-checking in diretta, quindi di non interrompere i candidati alla Casa Bianca quando citavano nei loro interventi fatti non corretti, aprendo il fianco a una valanga di critiche sui social.  “L’occasione di un dibattito presidenziale fra questi due candidati non è la situazione ideale per un esercizio di fact-checking”, aveva messo le mani avanti il direttore del desk politico di Cnn, David Challan, parlando con il Washington Post.

I due moderatori sono intervenuti poche volte, quasi solo per far osservare i limiti di tempo. “Il nostro compito questa sera è quello di facilitare un dibattito fra i due candidati”, ha esordito Tapper.  “L’assenza di un fact-checking in tempo reale è il grande flop di questo dibattito”, ha scritto Anthony Coley, commentatore di Nbc e Msnbc.In particolare, è stato criticato il silenzio dei moderatori quando Trump ha accusato Biden si essere favorevole all’aborto anche all’ottavo o nono mese di gravidanza, o perfino “dopo la nascita”. “Come è possibile che nessuno dei due moderatori abbia corretto questa castronata sull’aborto dopo la nascita?”, ha denunciato Kate Smith, responsabile della comunicazione di Planned Parenthood.

Lo stesso Biden ha denunciato Trump portatore dell’idea che “qualsiasi cosa dica sia automaticamente vera”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)