Home Blog Pagina 1427

Omofobia, meteorologo tv aggredito a Roma: “Fate schifo, siete malati”

0

(Adnkronos) – “Fr*cio di me*da, mezzo uomo, mi fate schifo tu e tutti coloro che sono come te, siete malati, state lontano da me perché portate solo malattie”.Queste le parole che si sarebbe sentito dire il giornalista romagnolo e meteorologo tv Luca Ciceroni da un cameriere durante una serata tra amici in un locale di Montesacro, a Roma.

A denunciarlo lo stesso giornalista attraverso i social.  “Vorrei segnalare un terribile gesto di omofobia che ha rovinato la quiete di una piacevole cena tra amici”, inizia così il lungo post di Luca Ciceroni che racconta di vivere nel quartiere dal 2005.Sabato sera era in compagnia di due amiche, quando poco prima di uscire dal locale, è stato, secondo il suo racconto, “vittima di un terribile gesto di omofobia da parte di uno dei camerieri, ma non solo, perché nonostante abbia cercato i titolari ed abbia interagito con la signora che si trovava alla cassa, l’atmosfera è degenerata rapidamente davanti all’incredulità di coloro che si trovavano a cena in quel posto nel quale non metterò mai più piede”. “Tutto è partito da un apprezzamento nei confronti del cameriere, il quale ha reagito affrontandomi in maniera pesante con insulti”, racconta il giornalista. “Ho semplicemente risposto che mi faceva pena lui, il suo orientamento politico palesemente di estrema destra.

A quel punto mi sono allontanato.Ho evitato lo scontro con il bulletto, ho fatto il giro lungo piazzale Adriatico e sono entrato dentro al locale dalla parte opposta per cercare i titolari convinto di ricevere scuse”. “Lui mi ha seguito – prosegue Ciceroni -, ha chiuso la porta sbattendola e ha iniziato a spingermi, insultarmi, sempre allo stesso modo: mi diceva hai paura vero?

Perché voi fr*ci siete dei codardi, mezzi uomini di me*da, malati e mi spingeva davanti alla titolare che si trovava alla cassa, che invece di intervenire facendolo ragionare lo ha appoggiato, senza insulti sì, ma facendo capire che anche il suo pensiero era lo stesso.Nel 2024 cose del genere non devono accadere”.  Con le amiche il giornalista è poi uscito dal locale ma, aggiunge, “ci hanno seguito due uomini dello staff che, come se non bastasse, mi hanno strattonato ed hanno supposto che io fossi ubriaco, ma si sbagliavano di grosso…

non è stata una bella situazione, mai mi era capitato di assistere ad una scena del genere.Questa cosa mi ha segnato.

Stiamo tornando indietro di mezzo secolo, per non dire oltre, scene di razzismo ed omofobia come queste risalgono ai periodi più tristi del passato del nostro Paese”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gaza, Netanyahu: “Israele vicino all’eliminazione di Hamas”

0

(Adnkronos) – Israele si sta avviando a concludere “la fase di eliminazione dell’esercito terroristico di Hamas”.Lo ha affermato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, parlando agli studenti del National Defense College, secondo quanto riferito dal Times of Israel. Netanyahu ha spiegato che le operazioni delle Idf continueranno per “colpire i resti” di Hamas e ha ribadito – alla presenza di studenti stranieri provenienti da Germania, Singapore, Giappone, Italia, Repubblica Ceca e Corea del Sud – che Israele raggiungerà tutti i suoi obiettivi di guerra. E mentre continua lo scambio di accuse tra ministri e funzionari della sicurezza, Netanyahu ha definito la scarcerazione del direttore dell’ospedale al-Shifa, Mohammad Abu Salmiya, “un grave errore e un fallimento dal punto di vista etico”. “Quest’uomo, sotto la cui responsabilità sono stati tenuti prigionieri e assassinati i nostri ostaggi, appartiene alla prigione”, ha sottolineato Netanyahu in una nota.

Secondo il premier, che ha chiesto un’indagine sulla scarcerazione di Abu Salmiya, la decisione è stata presa all’insaputa dei vertici politici e dei capi delle agenzie di sicurezza.Domani intanto è atteso un primo report del direttore dello Shin Bet, Ronen Bar.  “Sappiamo che ci sono tre cose che sono inaccettabili per il futuro di Gaza: un’occupazione israeliana, che continui la leadership di Hamas oppure il caos, l’anarchia e l’illegalità – che è ciò a cui stiamo assistendo oggi in gran parte di Gaza”, ha dichiarato il segretario di Stato americano, Antony Blinken, durante un intervento alla Brookings Institution. “Quando questo conflitto finirà, non potrà e non dovrà finire con un vuoto di potere a Gaza.

Deve finire in modo da garantire che ci siano piani chiari, coerenti e realizzabili per la governance, la sicurezza e la ricostruzione di Gaza”, ha aggiunto Blinken. Il segretario di Stato americano ha poi ammesso che la guerra in Libano può scoppiare anche se nessuna delle parti in causa la vuole.Sottolineando che Israele “ha effettivamente perso la sovranità nel quadrante settentrionale del Paese perché le persone non si sentono sicure nel tornare a casa”, Blinken ha ribadito la sua convinzione che lo Stato ebraico non vuole una guerra in Libano, ma ha ammesso che “potrebbero essere pronti a combatterne una se necessario – dal loro punto di vista – per proteggere i propri interessi. ” Secondo il segretario di Stato, anche Hezbollah in realtà non vuole la guerra né il Libano perché ne sarebbe la prima vittima. “Da un lato, nessuno vuole davvero una guerra.

Dall’altra parte, c’è uno slancio che potrebbe portare nella direzione che siamo determinati a provare ad arrestare”, ha concluso.  E’ stato individuato e distrutto a Rafah, nel sud di Gaza, quello che è ritenuto essere il più grande sito di produzione di razzi della Jihad islamica scoperto fino ad oggi nell’enclave palestinese.Lo hanno annunciato le Idf, sottolineando che le truppe della Brigata Commando, della 401ma Brigata Corazzata e dell’unità d’elite del genio militare Yahalom nelle scorse ore hanno fatto irruzione in un compound e in un sito sotterraneo nel quartiere nordoccidentale di Tel Sultan. I militari, secondo le Idf, hanno scoperto una struttura sotterranea utilizzata dalla Jihad islamica per produrre parti di razzi e razzi a lunga gittata.

Il sito negli ultimi anni è stato utilizzato per costruire centinaia di proiettili.Durante il blitz, sempre stando alle Idf, ci sono stati scontri sopra e sottoterra e diversi operativi del gruppo jihadista sono stati uccisi utilizzando droni e missili guidati.  
Israele intanto oggi è tornata a essere bersagliata dai razzi lanciati delle milizie palestinesi.

Dalla Striscia di Gaza, e in particolare da Khan Younis nel sud, ne sono stati lanciati almeno venti verso le comunità di confine.Come riferiscono le Forze di difesa israeliane alcuni sono stati abbattuti dalla contraerea, mentre altri sono caduti nel sud del Paese.

L’azione è stata rivendicata dalle Brigate al-Quds, braccio armato della Jihad Islamica.L’organizzazione era stata obiettivo ieri di un attacco israeliano che ha preso di mira la casa di un leader della cellula di Tulkarem in Cisgiordania.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Euro 2024, Francia-Belgio 1-0: Bleus ai quarti

0

(Adnkronos) – La Francia avanza ai quarti di finale di Euro 2024.Alla Merkur-Spiel Arena di Duesseldorf i ‘Bleus’ superano 1-0 il Belgio grazie ad un autogol di Vertonghen all’85’.

I transalpini affronteranno venerdì 5 luglio ad Amburgo la vincente di Portogallo-Slovenia in campo stasera alle 21.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gruppo Cap: sensibili, resilienti e innovatori i pilastri della strategia sostenibile al 2033

0

(Adnkronos) – Impegnarsi nella decarbonizzazione e aumentare la quantità di rifiuti trattati secondo i principi dell’economia circolare; supportare i comuni nello sviluppo del drenaggio urbano sostenibile; aumentare il numero di impianti gestiti da remoto e quelli digitalizzati con l’applicazione dell’Intelligenza artificiale; creare un ecosistema virtuoso di responsabilità sociale d’impresa condivisa e diffusa, attraverso la sensibilizzazione dei fornitori.E poi, valorizzare le persone, abbattere il gender pay gap e promuovere la diversity inclusion, ma soprattutto ampliare le proprie attività attraverso la gestione del rischio idraulico, lo sviluppo di infrastrutture per incrementare la resilienza del territorio, la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Sono questi alcuni dei nuovi obiettivi che Gruppo Cap, la green utility che gestisce il servizio idrico della Città metropolitana di Milano, ha inserito nel suo nuovo piano di sostenibilità, un documento volto a guidare le scelte dell’azienda per i prossimi anni e che nasce dalla valutazione dei risultati raggiunti sinora, ma anche dall’analisi del contesto esterno, profondamente mutato rispetto al 2019, anno in cui la green utility ha pubblicato il suo primo piano. Il nuovo piano di sostenibilità è innanzitutto una strategia di sviluppo sostenibile, con una visione a lungo periodo, che guarda fino al 2033 e identifica le sfide del settore, i risultati già ottenuti e i prossimi obiettivi.Rappresenta il completamento del percorso di ridefinizione del modello di business, attraverso il quale Cap ha integrato la sostenibilità nell’attività industriale.

L’obiettivo è di garantire nel tempo la generazione del valore per gli shareholder, i collaboratori, gli stakeholder e il territorio, e porre le basi di un futuro più sostenibile per le prossime generazioni. “Ogni passo compiuto nel trasformare il nostro business rendendolo più sostenibile è stato fatto con approccio partecipativo, coinvolgendo le nostre persone, la comunità locale, tutti i partner, i collaboratori, i fornitori e i clienti -spiega il presidente di Gruppo Cap, Yuri Santagostino-.Oggi un dialogo approfondito con gli stakeholder è ancor più necessario, soprattutto alla luce del nuovo ruolo che stiamo assumendo come abilitatori alla transizione green dei territori.

Se l’obiettivo è dunque fare dell’acqua e dell’innovazione i pilastri su cui costruire processi di economia circolare, insieme al passaggio a modelli produttivi sostenibili, la partecipazione di tutti è fondamentale per una condivisione del valore prodotto, vera missione di una società interamente pubblica come Gruppo Cap”.  Per queste ragioni, avverte Santagostino, “l’aggiornamento del piano di sostenibilità nasce grazie al concorso di una pluralità di soggetti, che hanno tracciato insieme a noi la nuova rotta fino al 2033 e ai quali ci lega un dovere di trasparenza e credibilità.Con questo nuovo documento ci poniamo obiettivi più ambiziosi e ampliamo i nostri orizzonti.

Perché la sostenibilità non è una medaglia da appuntarsi sul petto, ma un processo continuo, faticoso ed entusiasmante che non ha mai fine, ma solo nuovi inizi”. In quest’epoca, caratterizzata da crisi climatica e instabilità sociopolitica ed economica, che hanno sgretolato convinzioni che sembravano radicate, Cap ha scelto di investire nella trasformazione del settore idrico e ambientale integrando la sostenibilità nel business, per diventare ciò che è oggi: la utility green capace di abilitare la transizione del territorio.La strategia di sostenibilità di Cap si articola attorno a 3 pilastri fondamentali che descrivono l’identità di Cap e delle sue persone: Sensibili, Resilienti e Innovatori.  Sensibili ai bisogni delle persone, per aumentare il benessere e la fiducia di comunità sempre più consapevoli ed esigenti.

Resilienti negli asset, nella governance e nella gestione per proteggere un bene essenziale per la vita.Innovatori nel mercato, per anticipare le normative e alimentare la capacità di fare rete. I tre pilastri sono a loro volta suddivisi in 9 macro-obiettivi, per un totale di 45 indicatori di performance.

In continuità con il documento sviluppato nel 2019, per costruire il nuovo piano di sostenibilità, Gruppo Cap ha adottato un approccio partecipativo e ha coinvolto i collaboratori, la comunità locale, i partner, i clienti e gli stakeholder.Il documento è quindi il frutto del lavoro corale del management di Cap, che ha tracciato una nuova rotta dopo l’attento ascolto di tutti gli attori della catena del valore.  Monitoraggio annuale dei Kpi, analisi dello scenario per l’aggiornamento di target e obiettivi, e infine analisi dei mutamenti del contesto interno dell’evoluzione dell’azienda: è sulla base di questi tre input che Gruppo Cap ha individuato i 3 driver di cambiamento: l’attualità, intesa come l’insieme di cambiamenti normativi e socio-ecologici che determinano la necessità di rivedere target e obiettivi, la coerenza, che ha imposto alla green utility di allineare la propria strategia al business e a tutti gli strumenti di governance e pianificazione strategica e, infine, la razionalizzazione secondo il metodo Smart, per il quale ogni target è Specifico, Misurabile, Assegnato, Realistico, Temporizzato. Inoltre, i tre pilastri -Sensibili, Resilienti e Innovatori- sono stati connessi a tre direttrici di business individuate dal nuovo piano industriale di Cap: il primo, l’innovazione del servizio idrico, cuore e il punto di partenza della strategia, che riguarda le innovazioni che connettono acqua, energia e rifiuti; il secondo, fondato sulle partnership per la transizione green, che proiettano Cap nella gestione regionale e nazionale degli impianti di economia circolare e di infrastrutture idriche resilienti; infine il più ambizioso, che apre a Cap i nuovi mercati per la sostenibilità mettendo a pieno frutto le sinergie territoriali e di sostenibilità. L’innalzamento della temperatura, la siccità e gli eventi meteorologici estremi hanno evidenziato l’importanza dell’acqua.

Quindi il comparto idrico deve ripensare le proprie strategie integrando i piani industriali con azioni di mitigazione e adattamento.Per Gruppo Cap questo si traduce nella necessità di allargare il perimetro delle attività ad ambiti contigui, come la gestione del rischio idraulico, la realizzazione di infrastrutture per aumentare la resilienza del territorio, la produzione di energia da fonti rinnovabili.

L’acqua si conferma quindi al centro della strategia industriale di Gruppo Cap. A cinque anni dall’elaborazione del primo piano di sostenibilità, è possibile confermare che la strategia adottata risulta credibile e che l’azienda ha costruito un percorso per raggiungere i propri obiettivi di sostenibilità integrandoli nella propria azione industriale.Gli impegni di sostenibilità si stanno traducendo in azioni concrete che generano impatti positivi.

Tra i principali successi, emergono i numerosi interventi di drenaggio urbano sostenibile e l’alto tasso di innovazione.Su questo fronte, Cap ha attivato progetti per circa 70 milioni di euro con l’obiettivo di rinnovare le infrastrutture.

Verrà anche completata la mappatura in 3D di tutte le reti per simulare gli interventi in studio, così da minimizzare l’impatto sul suolo. Ci sono però anche obiettivi in cui è necessario impegnarsi di più o che vanno ridisegnati, per essere più sfidanti e in linea con i tempi, come quello relativo al consumo di acqua pro-capite e a quello dell’acqua del rubinetto rispetto all’uso dell’acqua in bottiglia che rappresenta un dato critico, nonostante le risorse impiegate in attività di sensibilizzazione.Nei prossimi anni sarà inoltre opportuno focalizzarsi sul tema della decarbonizzazione, sul quale Gruppo Cap ha definito i propri target in linea con le indicazioni di SBTi che ha confermato la solidità degli obiettivi dell’utility lombarda.

Per quanto riguarda, invece, la riduzione delle perdite idriche, Gruppo Cap è in linea con gli obiettivi prefissati ma non ha ancora raggiunto il target del 15% fissato per il 2033.Inoltre, la green utility guarda a best practice europee come la Germania, che già nel 2001 registrava una quota di perdite idriche del 7%. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Violenta turbolenza ferisce 30 passeggeri, atterraggio di emergenza per volo Air Europa

0

(Adnkronos) – Almeno 30 persone sono rimaste ferite a bordo di un aereo dell’Air Europa in volo da Madrid a Montevideo, in Paraguay, a causa di una violenta turbolenza incontrata questa mattina presto.L’aereo, un Boeing 787-9, è stato costretto ad effetture un atterraggio di emergenza a Natal, in Brasile.  A bordo del volo UX045 c’erano 325 passeggeri.

Come ha affermato un portavoce di Air Europa, la turbolenza è arrivata mentre era in volo sopra l’Atlantico quando stava per raggiungere la costa brasiliana.L’aereo è atterrato normalmente ed è stato accolto da una flotta di ambulanze.   I funzionari dell’aeroporto hanno dichiarato che alcuni passeggeri hanno avuto bisogno di assistenza medica e sono stati trasportati all’ospedale più vicino.

Un team medico locale ha dichiarato ai media brasiliani di aver prestato assistenza ad almeno 30 passeggeri di diverse nazionalità e che 10 di loro sono stati trasportati in ospedale. I pazienti avevano sbattuto la testa durante la turbolenza e riportato lesioni tra cui fratture craniche e tagli al viso, hanno aggiunto i medici. L’incidente si è verificato poche settimane dopo che un volo della Singapore Airlines è stato sottoposto a forti turbolenze in Myanmar, provocando decine di feriti e la morte di un cittadino britannico. Forti turbolenze sono rare, ma studi recenti hanno dimostrato che il cambiamento climatico potrebbe aumentarne il rischio .   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La Russia resta un problema per le banche, il caso Unicredit e la Bce

0

(Adnkronos) – La Russia resta un problema per le banche e anche per la Bce.E il caso Unicredit lo dimostra.

Non solo perché inevitabilmente pesano le perdite accumulate dopo l’invasione dell’Ucraina e le sanzioni occidentali contro Mosca, ma anche perché uscire completamente dalle attività consolidate negli anni è più complesso di quanto le stesse prescrizioni possano prevedere. La notizia è di oggi, UniCredit ha presentato un ricorso al Tribunale dell’Unione Europea per ottenere chiarezza circa gli obblighi stabiliti dalla Banca Centrale Europea (Bce) per la ulteriore riduzione dei rischi associati alle attività di UniCredit in Russia, svolte da società controllate tra cui UniCredit Bank Russia (‘Ao Bank’).Il problema, però, è sotto i riflettori da mesi e la decisione del gruppo bancario guidato da Andrea Orcel va letta con attenzione.  Dall’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022, si ricorda, UniCredit “ha adottato una serie di strategie per limitare drasticamente la propria attività nella Federazione Russa, con conseguente riduzione della propria esposizione transfrontaliera del 91% e della propria esposizione locale nel Paese del 65% fino a oggi; ulteriori sostanziali riduzioni saranno eseguite in linea con gli impegni del piano di azioni definito da UniCredit”.

Bene, ma tutto questo non basta.Perché l’uscita dalla Russia non è totale e difficilmente può esserlo senza ripercussioni che vanno considerate, non solo sul piano del conto economico ma anche sul piano giuridico-legale.  UniCredit, spiega la banca, “condivide con Bce l’importanza di ridurre la propria presenza in Russia, ma ha preoccupazioni circa le modalità di attuazione di tale riduzione identificate nella decisione della Bce, che vanno oltre l’attuale quadro normativo di riferimento”.

A tal riguardo, UniCredit ha intrattenuto “un dialogo costruttivo con Bce”.  E, allora, perché serve un ricorso?Perché si può dire semplificando, le attività bancarie non si riescono a spegnere come se si potesse azionare un interruttore e perché il rischio è che la banca possa finire nel mirino di nuove sanzioni, che potrebbero presto mettere nel mirino proprio quelle banche che continuano ad avere attività direttamente o indirettamente riconducibili a interessi e capitali russi. La banca di Piazza Gae Aulenti fa riferimento alle “circostanze senza precedenti e la complessità del contesto socioeconomico e geo-politico, la mancanza ad oggi di un quadro normativo univoco applicabile allo scenario attuale, e le possibili gravi conseguenze derivanti dall’attuazione della decisione che ha impatto non solo sulle attività in Russia ma anche su UniCredit S.p.A”.

Circostanze che “impongono che il consiglio di amministrazione di UniCredit ottenga certezza e chiarezza sugli obblighi e sulle azioni da intraprendere”.  Proprio a questa esigenza si lega il ricorso al Tribunale dell’Unione Europea così da dirimere ogni dubbio circa gli obblighi a cui UniCredit dovrà adempiere.La Bce è stata informata di tale intenzione con totale trasparenza e largo anticipo”. 
Cosa succede quindi ora?

La conclusione del procedimento, conclude Unicredit, “potrebbe richiedere diversi mesi, ma rappresenta una tappa obbligata per garantire la certezza del diritto sia per UniCredit sia per la Bce”.Nelle more del giudizio, UniCredit ha chiesto la sospensione provvisoria della decisione della Bce.

La banca “resta comunque impegnata ad attuare il proprio piano per una riduzione significativa della propria presenza in Russia, nel rispetto del contesto normativo, regolatorio e sanzionatorio.UniCredit rimane impegnata a mantenere un dialogo attivo e aperto al riguardo con Bce”. 
Perché si muove anche il governo? “La Bce deve tener conto della situazione nella quale operano le aziende italiane in Russia nel rispetto delle sanzioni Ue”, ha scritto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un tweet, sottolineando la sua condivisione “dei contenuti del ricorso Unicredit alla giustizia Ue”. “Decisioni affrettate rischiano solo di danneggiare imprese italiane ed europee. È quindi bene avere un quadro normativo certo”, ha precisato.  La questione è più complessa di un qualsiasi contenzioso tra una banca sistemica e la Bce e riguarda, nella sua totalità, il sistema delle sanzioni alla Russia e la sua applicazione. (Di Fabio Insenga) —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, Russo (Gruppo Cap): “Nel 2024-2025 investiremo 300 mln di euro”

0

(Adnkronos) – “Abbiamo aggiornato il piano industriale seguendo i trend di mercato e l’elemento di novità è la forte spinta verso gli investimenti che ci accompagnerà per tutto il periodo del Pnrr.Nel biennio 2024-2025 arriveremo ad investire 300 milioni di euro, pari a circa quello che di solito investiamo in tre anni.

Dovremo quindi fare un grande sforzo, ma siamo molto contenti perché questo ci permetterà di raggiungere obiettivi ambiziosi: essere un’eccellenza nazionale nell’ambito delle perdite idriche, riutilizzare le acque depurate, produrre energia elettrica e trattare i rifiuti attraverso le sinergie con i nostri depuratori.Gruppo Cap, quindi, si conferma un’azienda leader nel settore dell’economia circolare”.

Lo ha detto Alessandro Russo, amministratore delegato di Gruppo Cap, a margine dell’evento di presentazione del Piano industriale 2024-2028 e del Piano di Sostenibilità 2023-2033 di Gruppo Cap.  “Il 2022 è stato un anno neutro, perché abbiamo chiuso con un leggero utile, mentre il 2023, invece, è stato un anno fortemente positivo, in quanto abbiamo superato i 100 milioni di euro di Ebitda e abbiamo raggiunto un utile poco sotto i 20 milioni di euro.Questo ci permette di guardare alle sfide del futuro con una grande solidità e capacità di mettere a terra gli investimenti industriali”, conclude Russo. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, Santagostino (Gruppo Cap): “Nostri piani aggiornati secondo prospettiva cambiamenti climatici”

0

(Adnkronos) – “Quelli presentati oggi sono due piani che guardano al futuro e allo sviluppo della nostra azienda.In questi anni, Gruppo Cap, che si occupa del servizio idrico integrato nella città metropolitana di Milano, è stato colpito, come la quotidianità di tutti noi, dai cambiamenti climatici e in questo senso abbiamo adattato il piano di sostenibilità 2019 e il piano industriale, che aggiorniamo ogni anno, in base a questa prospettiva”.

Così Yuri Santagostino, presidente di Gruppo Cap, a margine dell’evento di presentazione del Piano industriale 2024-2028 e del Piano di Sostenibilità 2023-2033 di Gruppo Cap.  “Continua il cambiamento di pelle della nostra azienda.L’obiettivo è quello di non essere più un’utility che si occupa soltanto di acqua – spiega Santagostino – ma che fa sinergia anche con altri settori, come quello dell’ambiente e dell’energia, e avendo come ambito complessivo di sviluppo quello dell’economia circolare”.  Con particolari interventi Gruppo Cap si impegna nella riduzione delle emissioni e anche delle perdite della rete idrica: “Queste sono due delle sfide che abbiamo davanti – prosegue il presidente di Gruppo Cap – grazie al finanziamento del Pnrr di 42 milioni e un investimento complessivo di 96 milioni, ridurremo le perdite idriche da qui al 2026, portandole sotto il 17%, arrivando al 15% entro il 2033.

Ci siamo presi un grande impegno anche in termini di decarbonizzazione, con l’obiettivo di ridurre del 42% le emissioni di Scopo 1 e Scopo 2 e del 25% quelle della filiera”, conclude.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mosti con la Juve Stabia fino al 2026: esercitato l’obbligo di riscatto

0

Nicola Mosti, acquisto di gennaio 2024 insieme a Pierobon e Adorante, sarà un calciatore della Juve Stabia fino al 30 giugno 2026.Esercitato l’obbligo di riscatto previsto dal contratto per il trequartista prelevato dal Modena che ha firmato un nuovo accordo con la società stabiese fino al 30 giugno 2026.

Il comunicato della Juve Stabia sul riscatto obbligatorio per Nicola Mosti e sul nuovo accordo fino al 30 giugno 2026 per l’ex Modena.

“La S.S.

Juve Stabia 1907 comunica di aver esercitato il riscatto obbligatorio per l’acquisizione delle prestazioni sportive, a titolo definitivo, dal Modena FC, del centrocampista Nicola Mosti.

Mosti, classe ’98, ha sottoscritto un accordo fino al 30 giugno 2026.

S.S.Juve Stabia 1907″. 

Nicola Mosti è un centrocampista molto tecnico con particolari doti offensive che può essere impiegato come trequartista o anche come sottopunta.

Calciatore di grande qualità fa della velocità di primo controllo una delle caratteristiche importanti.La scorsa stagione è arrivato alla corte di Pagliuca in prestito dal Modena (proprietario del cartellino n.d.a.).

Con la maglia della Juve Stabia ha totalizzato 19 presenze, di cui 12 da titolare, realizzando 2 reti e fornendo 4 assist.Con la maglia della Virtus Entella, dove era in prestito nella prima parte di stagione, ha totalizzato 11 presenze, di cui 8 da titolare, realizzando 1 rete.

 

Sostenibilità, Falcone (Gruppo Cap): “2023 anno molto importante per Cap Evolution”

0

(Adnkronos) – “Il 2023 è stato un anno molto importante per Cap Evolution.Stiamo infatti mettendo a terra una serie di grandi progetti: il primo è quello di creare a Rozzano un grande impianto per il trattamento dei rifiuti liquidi urbani che, insieme a Canegrate e a San Giuliano Milanese, renderà possibile smaltire oltre 150mila tonnellate di rifiuti liquidi, trasformando ciò che è un rifiuto in gas e calore, chiudendo il cerchio dell’economia circolare”.

Sono le parole del direttore generale di Cap Evolution, Michele Falcone, a margine dell’evento di presentazione del Piano industriale 2024-2028 e del Piano di Sostenibilità 2023-2033 di Gruppo Cap.  “Stiamo andando avanti con progetti sul fotovoltaico, promuovendo le Cer (comunità energetiche rinnovabili), per arrivare al 2030 con oltre il 50% dell’energia necessaria a Gruppo Cap autoprodotta – spiega Falcone – Stiamo portando avanti il progetto di Sesto San Giovanni, dove non solo oggi è funzionante un impianto per lo smaltimento della forsu (frazione organica rifiuto solido urbano), ma proprio oggi è iniziato il progetto per l’impianto fanghi, che permetterà di termovalorizzare 65mila tonnellate di fanghi e trasformarne 20mila tonnellate in fertilizzanti”.  “Stiamo andando avanti con il progetto di Neotalia, con un piano industriale approvato di oltre 112 milioni di euro, che permetterà a un vecchio inceneritore di diventare un moderno termovalorizzatore che produrrà energia e calore, recupererà le ceneri e le scorie e le trasformerà in materia prima seconda”, conclude. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Adorante con la Juve Stabia fino al 2027: esercitato l’obbligo di riscatto

0

Andrea Adorante sarà un attaccante della Juve Stabia fino al 30 giugno 2027.La società stabiese ha comunicato di aver esercitato l’obbligo di riscatto per l’attaccante ex Triestina che era previsto in caso di promozione in Serie B delle Vespe ad una cifra prestabilita di 250.000 euro.

L’attaccante ha sottoscritto un accordo con le Vespe fino al 30 giugno 2027.

Il comunicato ufficiale della Juve Stabia sul riscatto obbligatorio per Adorante e sull’accordo fino al 2027.

“La S.S.Juve Stabia 1907 comunica di aver esercitato il riscatto obbligatorio per l’acquisizione delle prestazioni sportive, a titolo definitivo, dalla US Triestina Calcio, dell’attaccante Andrea Adorante.

Adorante, classe ’00, ha sottoscritto un accordo fino al 30 giugno 2027.

S.S.

Juve Stabia 1907″. 

Andrea Adorante è un attaccante centrale molto abile nel gioco aereo ma anche nella qualità di tiro essendo un ambidestro.Ha già fatto parte della rosa gialloblè dal 2 Gennaio 2024 ma in prestito dalla Triestina con obbligo di riscatto a prezzo stabilito in caso di promozione in serie B.

Con le Vespe ha totalizzato (fino al termine della Supercoppa) ben 13 reti in 20 partite di cui 17 da titolare.Con la maglia della Triestina invece nella stagione scorsa ha giocato 11 partite, di cui 2 da titolare, realizzando 4 reti.

La stagione in totale si è chiusa quindi con uno score di 31 partite, di cui 19 da titolare, e 17 reti all’attivo.

Il futuro del lavoro, Milano capitale mondiale della ricerca

0

(Adnkronos) – Milano diventa capitale mondiale della ricerca.Oltre 3000 studiosi in scienze economico-sociali provenienti da oltre 100 paesi si incontreranno per discutere insieme del futuro del lavoro in una società che oggi, a causa dei numerosi cambiamenti – siano essi tecnologici, sociali o ambientali – si trova ad un crocevia, che è al tempo stesso bivio e luogo di incontro.

Si intitola, infatti, “Crossroads for Organizations: Time, Space and People” la conferenza che si terrà presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, dal 4 al 6 luglio, promossa da Egos – European Group for Organisational Studies – l’associazione accademica di studi organizzativi, il campo di studi accademico multidisciplinare che si concentra su come le organizzazioni – dall’azienda, alla pubblica amministrazione, ai partiti politici – funzionano, sono gestite ed evolvono.Scopo dell’evento: promuovere una riflessione critica sulle idee e sugli approcci più recenti per confrontarsi sui risultati delle ultime ricerche sulle sfide del futuro.  
40esimo Egos Colloquium.

Arrivato al suo 40esimo anno, Egos Colloquium è una conferenza annuale che negli ultimi anni è stata ospitata dalle più prestigiose università europee e solo altre due volte in Italia.Milano – anch’essa crocevia europeo, capace di incarnare la complessità e l’opportunità dell’essere “tra mondi” – sarà la città che accoglierà questo evento che porta nel nostro Paese la più grande comunità di studiosi di studi organizzativi: dalle politiche per l’integrazione interculturale, all’importanza di una visione strategica a lungo termine in tempi di estrema incertezza, alle persone in quanto attori di cambiamento del lavoro e del mondo e le opportunità dell’intelligenza artificiale.  Tutte questioni tanto attuali, quanto aperte, che, proprio per questo, rischiano di essere guidate da interessi commerciali e politici con il rischio di incrementare le disuguaglianze sociali.

Ecco allora che il lavoro critico degli studiosi diventa necessario per riorientare il dibattito pubblico verso una seria considerazione delle responsabilità anche sociali delle organizzazioni, cercando soluzioni alternative che possano rispondere al meglio alle aspettative delle persone per un impatto positivo sulle loro vite.  
Crossroad.Il concetto di “Crossroad” è evocativo.

Esso può riferirsi a un’intersezione, che ha il potere di connettere persone che viaggiano da differenti luoghi e si muovono in direzioni diverse, ma anche al bivio, un momento cruciale in cui è necessario prendere decisioni importanti per il futuro. “Per i grandi temi presenti e futuri, proseguire per la stessa strada, lungo un percorso rettilineo, non è più fattibile e il viaggiatore deve cercare nuove direzioni per non rimanere bloccato.Una visione nuova e più inclusiva della tecnologia potrà emergere solo tenendo presenti gli effetti sociali nella progettazione del lavoro”, sottolinea la professoressa Barbara Quacquarelli dell’Università degli studi di Milano-Bicocca, responsabile della conferenza, coadiuvata nell’organizzazione dai colleghi Francesco Paoletti e Adriano Solidoro.  Le organizzazioni contemporanee, così come la società stessa, si trovano a un bivio nel tempo e nello spazio.

Nel tempo, perché le trasformazioni guidate dall’innovazione digitale, dai big data e dall’intelligenza artificiale richiedono nuove strategie d’azione per essere sfruttate appieno e in modo sostenibile; nello spazio, perché le organizzazioni devono occuparsi di governare le grandi sfide dell’umanità, come i cambiamenti climatici, le migrazioni, le pandemie, in un mondo sempre più interconnesso che richiede nuove forme di coordinamento per una cooperazione efficace, spesso a livello globale e tra istituzioni eterogenee. 
Le sessioni tematiche della conferenza.La presentazione di oltre mille risultati di ricerca in 3 giorni animerà il dibattito dell’EGOS Colloquium 2024.

Tra questi, l’indagine su disuguaglianze, privilegi ed emarginazione nelle organizzazioni, al fine di indagare in quali nuove forme, questi, si celino oggi nel mercato del lavoro, sotto la spinta della precarizzazione, della flessibilizzazione, della digitalizzazione e dell’automazione.La ricerca sui temi diversità, equità e inclusione si trova oggi a un bivio e può rimanere rilevante solo se riesce a produrre conoscenze che contribuiscano realmente a un cambiamento sociale.  Non solo disuguaglianze, però.

Anche la tecnologia sarà al centro del dibattito durante l’EGOS Colloquium: si discuterà infatti di “performatività post umana”, esplorando il ruolo delle tecnologie e di altri artefatti prodotti dall’uomo.Spazio anche all’IA e al rapporto con il lavoro di “conoscenza” per valutare la legittimità della conoscenza prodotta dalla macchina rispetto a quella umana.

Si affronterà poi il tema degli investimenti sostenibili, cioè strategie di investimento che tengono conto delle dimensioni ambientali, sociali e di governance (ESG) ma che, ad oggi, non vengono percepite ancora come portatrici di valore economico-finanziario.  “Esplorare l’intersezione tra innovazione, sostenibilità e tempo” sarà il tema di un panel dedicato ad analizzare lo scopo delle organizzazioni per il futuro: “operare per il bene comune”, innovando per creare futuri desiderabili.Non mancherà un focus sulla crisi ambientale per cercare di identificare ed esaminare sistemi alternativi di organizzazione della vita economica che possano supportare un futuro sostenibile, con un occhio alla “giustizia climatica”.  Ci sarà poi una discussione sulle Medical Humanities, cioè quel campo accademico in cui le scienze umane e sociali cercano di integrare gli sforzi degli scienziati e dei medici per fornire assistenza sanitaria e sociale.

Esplorare le idee sull’organizzazione al di là della gerarchia, con l’obiettivo di scoprire le possibilità e i limiti di nuove forme di organizzazione sarà il focus di un panel che analizzerà, tra le altre cose, il ruolo della democrazia come messa in discussione di identità, strutture di potere e presupposti culturali troppo spesso dati per scontati ma che, invece, necessitano di un’attenta indagine e di una messa in discussione.Come evidenziato dal prof.

Adriano Solidoro “Qual è il futuro del lavoro e come possiamo definire politiche che portino maggiori opportunità per tutti e non maggiori disuguaglianze?Rispondere a queste domande è uno degli obiettivi dell’Egos Colloquium”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tornano i ‘Cesaroni’, primi rumors sul cast

0

(Adnkronos) –
Il tanto atteso ritorno de ‘I Cesaroni’ è stato ufficialmente annunciato da Claudio Amendola.La notizia era già trapelata qualche mese fa da Antonello Fassari ma adesso c’è la conferma: le riprese inizieranno a novembre e i nuovi episodi saranno trasmessi entro il 2025.

Dopo l’annuncio di Amendola, anche Max Tortora ha condiviso la notizia sulla sua storia Instagram, facendo presupporre un suo ritorno sul set.Ma chi altro si unirà ad Amendola, Fassari e Tortora sul set romano della Garbatella?

Al momento il resto del cast è avvolto nel mistero ma si torna a parlare della coppia Alice e Rudi, interpretati da Micol Olivieri e Niccolò Centioni, che dopo la partecipazione a Pechino Express non sono rimasti in buoni rapporti. Dopo l’annuncio del ritorno della serie, Niccolò Centioni ha condiviso sui social un video in cui fa una classifica dei personaggi dell’amata serie Mediaset da 1 a 10.Al decimo posto mette se stesso perché “non posso auto-commentarmi” mentre sul podio ci sono Ezio Masetti (Max Tortora), Eva Cudicini (Alessandra Mastronardi) e Giulio Cesaroni (Claudio Amendola). Va male al personaggio di Alice interpretato da Micol Olivieri.

Centioni, senza nessun commento verso la collega, la posiziona al nono posto.Questo gesto ha alimentato le speculazioni sul fatto che tra i due non sia tornato il sereno.

L’attore è quindi intervenuto con un nuovo video per chiarire: “Spiace che ogni volta si creino questi fraintendimenti.Ho solo fatto un video simpatico, perché l’hanno fatto in tanti e volevo farlo anch’io.

Ho giudicato in base alla simpatia, ovvero a quanto mi stanno simpatici personalmente i personaggi all’interno della serie, nulla contro gli interpreti, ovviamente.Ai giornali, quindi, mi raccomando fate i bravi”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Steve Bannon va in prigione, l’ex guru di Trump: “Sono prigioniero politico di Biden”

0

(Adnkronos) –
Steve Bannon si è consegnato alla prigione di Danbury, in Connecticut, dove l’ex stratega di Donald Trump dovrà scontare la condanna a quattro mesi di carcere per oltraggio al Congresso.La Corte Suprema degli Stati Uniti la scorsa settimana ha infatti rigettato l’ultimo ricorso contro la condanna presentato dal guru dell’estrema destra americana che si era rifiutato di testimoniare sul suo ruolo nell’assalto al Congresso di fronte alla commissione di inchiesta della Camera.  Bannon ha detto alla Nbcnews che il suo rilascio è fissato il prossimo 31 ottobre, quindi la settimana prima delle elezioni presidenziali.  
“Sono un prigioniero politico di Nancy Pelosi.

Sono un prigioniero politico di Merrick Garland, sono un prigioniero politico di Joe Biden e sul suo establishment corrotto”, ha detto Bannon ai giornalisti poco prima di consegnarsi alla prigione del Connecticut.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caterina Balivo, casa svaligiata: rubati gioielli e borse di valore

0

(Adnkronos) – Furto nella notte in casa della conduttrice Caterina Balivo in zona Parioli a Roma.Dai primi accertamenti sembra che alcune persone si siano introdotte in casa attraverso una finestra esterna del balcone al quarto piano del palazzo per poi bloccare la porta di ingresso dall’interno.

Hanno portato via borse di valore, Rolex e gioielli.Il valore del bottino è ancora da quantificare.

Indagano gli agenti del commissariato villa Glori.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Overbooking, come difendersi evitando di scendere dall’aereo senza indennizzo

0

(Adnkronos) – L’overbooking, ovvero quando i posti disponibili sull’aereo sono inferiori rispetto al numero di prenotazioni confermate e ai biglietti emessi per quel determinato volo, non è una pratica illecita, ma le compagnie aeree adottano questa strategia basandosi su statistiche che mostrano che una percentuale di passeggeri prenotati non si presenta all’imbarco (i cosiddetti ‘no-show’).In pratica, si permette alle compagnie di assicurarsi che l’aereo voli a piena capacità, riducendo così i posti vuoti e aumentando la redditività.

A dirlo l’Unione nazionale consumatori, Unc, ricordando che nei casi di overbooking la compagnia aerea, per prima cosa, deve verificare se vi siano dei volontari disposti a cedere il proprio posto in cambio di benefici da concordare.Questo è un aspetto molto importante perché chi ‘volontariamente’ decide di rinunciare al volo ha sicuramente diritto ad un volo successivo gratuito, ma sull’indennizzo può negoziare a seconda della situazione. Il Reg. (CE) n. 261/04 prevede che la compagnia, verificato a terra l’overbooking, deve riconoscere al passeggero cui viene negato l’imbarco tre seguenti diritti.  1) compensazione pecuniaria: l’ammontare (tra 250 e 600 euro) dipende dalla tratta aerea (intracomunitaria o extracomunitaria) e dalla distanza in Km percorsa.  2) Scelta tra: rimborso del prezzo del biglietto oppure imbarco su un volo alternativo quanto prima possibile o in una data successiva più conveniente per il passeggero.  3) assistenza: pasti e bevande (e hotel) in relazione alla durata dell’attesa. Nei casi di overbooking, la prima reazione per reclamare è immediata, non appena si scopre che si rischia di rimanere a terra.

L’aspetto importante è che tutto ciò dovrebbe avvenire in aeroporto e non una volta saliti in aereo: in quel caso, ovviamente, il potere contrattuale del consumatore aumenta, così come la compensazione pecuniaria.Nei casi di overbooking in cui la compagnia non ha fornito ai consumatori i diritti che gli spetterebbero, è possibile reclamare affidandosi allo Sportello turismo e viaggi dell’Unc.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gruppo Cap, investimenti per oltre 1 mld entro 2033

0

(Adnkronos) – Gruppo Cap, la green utility pubblica che gestisce il servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, presenta il nuovo Piano Industriale 2024-2028: in totale, considerando il periodo 2023 – 2033, gli investimenti sono circa 1 miliardo e 104 milioni di euro.Le risorse stanziate includono i finanziamenti ottenuti in ambito Pnrr.

Per il prossimo biennio, invece, gli investimenti ammontano a circa di 324,6 milioni di euro, pari a un valore medio di 162,3 milioni all’anno.Con il nuovo piano 24-28, Gruppo Cap conferma la centralità della politica di investimento all’interno della propria strategia, così come il proprio posizionamento tra i big player nello sviluppo dell’economia circolare in Italia.

L’obiettivo è innanzitutto integrare la gestione sostenibile dell’acqua con quella dei rifiuti, per incentivare il processo di decarbonizzazione alla base della rivoluzione verde e della transizione ecologica invocata dall’unione Europea. Il Piano Industriale prevede inoltre una riduzione di 50 milioni di euro del nuovo indebitamento già previsto nel Piano Industriale 2023, grazie al miglioramento dell’andamento finanziario rilevato nell’ultimo anno e di quello prospettico dei prossimi anni.Inoltre, dal 2024 al 2028 il nuovo programma guiderà CAP con l’obiettivo di migliorare le infrastrutture del servizio idrico integrato attraverso una spinta verso l’innovazione e la digitalizzazione delle reti. Il nostro Piano Industriale, sottolinea Alessandro Russo, Amministratore Delegato di Gruppo Cap, “ruota attorno a tre principali obiettivi: la gestione eccellente del servizio idrico, la riduzione delle inefficienze e l’espansione degli investimenti.

Nei prossimi anni ci focalizzeremo soprattutto sul Pnrr.Possiamo citare, ad esempio, il Pnrr Perdite Idriche, per la riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua, compresa la digitalizzazione e il monitoraggio delle reti, per il quale verranno investiti oltre 96 milioni di euro, oppure il progetto Città metropolitana Spugna, che ha come obiettivo la riqualificazione funzionale di spazi pubblici aperti in termini ecologici, fruitivi e di valore estetico attraverso la gestione sostenibile delle acque piovane, grazie a sistemi naturali volti a contrastare le isole di calore, a ridurre il consumo di suolo e a migliorare la qualità dell’aria.

Il progetto, realizzato insieme alla Città metropolitana di Milano, si compone di 90 interventi di drenaggio urbano sostenibile e nature-based solutions del valore di circa 50 milioni di euro”. In linea con la propria strategia, Gruppo Cap, di recente ha fondato CAP Evolution, la nuova realtà che opera nei settori del Waste, Wastewater ed Energy.Cap Evolution gestisce i 40 impianti di depurazione del Gruppo,vere e proprie bioraffinerie che si occupano del trattamento delle acque reflue, ma anche nella valorizzazione degli scarti, ottenendo, in particolare dai fanghi, fertilizzanti, bioplastiche, cellulosa, minerali o biometano.

Per il 2024, Cap Evolution prevede ricavi pari a 77 milioni di euro, di cui 1,3 milioni derivanti dal trattamento di rifiuti liquidi e 3,8 milioni di euro da energia e biogas. Ogni anno, negli impianti gestiti da Cap Evolution vengono trattati 350 milioni di metri cubi di acque reflue di cui il 34% viene riutilizzato, e oltre 80mila tonnellate di fanghi di depurazione, dei quali circa 40mila vengono reimpiegati in agricoltura, altri 14mila usati come fertilizzanti e 30mila termovalorizzati per produrre energia.L’obiettivo è termovalorizzare fino a 65mila tonnellate e trasformarne 20mila in fertilizzanti.

Cap Evolution gestisce anche gli impianti fotovoltaici che forniscono agli asset di Gruppo Cap energia da fonti rinnovabili.Il piano industriale di Cap Evolution prevede di arrivare a sostenere il 50% dei consumi del Gruppo entro il 2030, attraverso la produzione da fotovoltaico e agrivoltaico e dall’integrazione con Neutalia, l’impianto di termovalorizzazione di Busto Arsizio partecipato da Cap. Il progetto di bilancio consolidato è stato approvato il 24 maggio dal Consiglio di amministrazione di Cap Holding S.p.A.

insieme alla Dichiarazione Consolidata di carattere non finanziario ai sensi del D.lgs. 254/2016.In dettaglio, il totale dei ricavi nel 2023 è pari a 413.524.007 euro, prevalentemente costituiti da ricavi per tariffe del servizio idrico, mentre l’utile netto è pari a 12.485.115 euro, l’attivo patrimoniale è pari a 1.401.628.193 euro. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gruppo Cap presenta il suo nuovo piano, l’acqua prima di tutto

0

(Adnkronos) – Impegnarsi nella decarbonizzazione e aumentare la quantità di rifiuti trattati secondo i principi dell’economia circolare; supportare i comuni nello sviluppo del drenaggio urbano sostenibile; aumentare il numero di impianti gestiti da remoto e quelli digitalizzati con l’applicazione dell’Intelligenza artificiale; creare un ecosistema virtuoso di responsabilità sociale d’impresa condivisa e diffusa, attraverso la sensibilizzazione dei fornitori; valorizzare le persone, abbattere il gender pay gap e promuovere la diversity inclusion.E, soprattutto, ampliare le proprie attività attraverso la gestione del rischio idraulico, lo sviluppo di infrastrutture per incrementare la resilienza del territorio, la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Sono alcuni dei nuovi obiettivi che Gruppo Cap, la green utility che gestisce il servizio idrico della Città metropolitana di Milano, ha inserito nel suo nuovo Piano di Sostenibilità, un documento volto a guidare le scelte dell’azienda per i prossimi anni e che nasce dalla valutazione dei risultati raggiunti sinora, ma anche dall’analisi del contesto esterno, profondamente mutato rispetto al 2019, anno in cui la green utility ha pubblicato il suo primo piano.   Il nuovo piano di sostenibilità è innanzitutto una strategia di sviluppo sostenibile, con una visione di lungo periodo, che guarda fino al 2033 e identifica le sfide del settore, i risultati già ottenuti e i prossimi obiettivi.Rappresenta il completamento del percorso di ridefinizione del modello di business, attraverso il quale Cap ha integrato la sostenibilità nell’attività industriale.

L’obiettivo è di garantire nel tempo la generazione del valore per gli shareholder, i collaboratori, gli stakeholder e il territorio, e porre le basi di un futuro più sostenibile per le prossime generazioni.  “Ogni passo compiuto nel trasformare il nostro business rendendolo più sostenibile è stato fatto con approccio partecipativo, coinvolgendo le nostre persone, la comunità locale, tutti i partner, i collaboratori, i fornitori e i clienti.Oggi un dialogo approfondito con gli stakeholder è ancor più necessario, soprattutto alla luce del nuovo ruolo che stiamo assumendo come abilitatori alla transizione green dei territori – spiega il presidente di Gruppo Cap, Yuri Santagostino – Se l’obiettivo è dunque fare dell’acqua e dell’innovazione i pilastri su cui costruire processi di economia circolare, insieme al passaggio a modelli produttivi sostenibili, la partecipazione di tutti è fondamentale per una condivisione del valore prodotto, vera missione di una società interamente pubblica come Gruppo Cap.

Per queste ragioni l’aggiornamento del Piano di Sostenibilità nasce grazie al concorso di una pluralità di soggetti, che hanno tracciato insieme a noi la nuova rotta fino al 2033 e ai quali ci lega un dovere di trasparenza e credibilità.Con questo nuovo documento ci poniamo obiettivi più ambiziosi e ampliamo i nostri orizzonti.

Perché la sostenibilità non è una medaglia da appuntarsi sul petto, ma un processo continuo, faticoso ed entusiasmante che non ha mai fine, ma solo nuovi inizi”.  La strategia di sostenibilità di Cap si articola attorno a 3 pilastri fondamentali che descrivono l’identità di Cap e delle sue persone: Sensibili, Resilienti e Innovatori.Sensibili ai bisogni delle persone, per aumentare il benessere e la fiducia di comunità sempre più consapevoli ed esigenti.

Resilienti negli asset, nella governance e nella gestione per proteggere un bene essenziale per la vita.Innovatori nel mercato, per anticipare le normative e alimentare la capacità di fare rete.

I tre pilastri sono a loro volta suddivisi in 9 macro-obiettivi, per un totale di 45 indicatori di performance.In continuità con il documento sviluppato nel 2019, per costruire il nuovo Piano di Sostenibilità, Gruppo Cap ha adottato un approccio partecipativo e ha coinvolto i collaboratori, la comunità locale, i partner, i clienti e gli stakeholder. Monitoraggio annuale dei Kpi, analisi dello scenario per l’aggiornamento di target e obiettivi, e infine analisi dei mutamenti del contesto interno dell’evoluzione dell’azienda: è sulla base di questi tre input che Gruppo Cap ha individuato i 3 driver di cambiamento.

L’attualità, intesa come l’insieme di cambiamenti normativi e socio-ecologici che determinano la necessità di rivedere target e obiettivi, la coerenza, che ha imposto alla green utility di allineare la propria strategia al business e a tutti gli strumenti di governance e pianificazione strategica e, infine, la razionalizzazione secondo il metodo Smart, per il quale ogni target è Specifico, Misurabile, Assegnato, Realistico, Temporizzato.Inoltre, i tre pilastri – Sensibili, Resilienti e Innovatori – sono stati connessi a tre direttrici di business individuate dal nuovo piano industriale di Cap: il primo, l’innovazione del servizio idrico, cuore e il punto di partenza della strategia, che riguarda le innovazioni che connettono acqua, energia e rifiuti; il secondo, fondato sulle partnership per la transizione green, che proiettano Cap nella gestione regionale e nazionale degli impianti di economia circolare e di infrastrutture idriche resilienti; infine il più ambizioso, che apre a Cap i nuovi mercati per la sostenibilità mettendo a pieno frutto le sinergie territoriali e di sostenibilità.  L’acqua si conferma al centro della strategia industriale di Gruppo Cap: l’innalzamento della temperatura, la siccità e gli eventi meteorologici estremi ne hanno evidenziato l’importanza.

Quindi il comparto idrico deve ripensare le proprie strategie integrando i piani industriali con azioni di mitigazione e adattamento.Per Gruppo Cap questo si traduce nella necessità di allargare il perimetro delle attività ad ambiti contigui, come la gestione del rischio idraulico, la realizzazione di infrastrutture per aumentare la resilienza del territorio, la produzione di energia da fonti rinnovabili.  I RISULTATI AL 2023 – Tra i principali successi, emergono i numerosi interventi di drenaggio urbano sostenibile e l’alto tasso di innovazione.

Su questo fronte, Cap ha attivato progetti per circa 70 milioni di euro con l’obiettivo di rinnovare le infrastrutture.Verrà anche completata la mappatura in 3D di tutte le reti per simulare gli interventi in studio, così da minimizzare l’impatto sul suolo.

Ci sono però anche obiettivi in cui è necessario impegnarsi di più o che vanno ridisegnati, per essere più sfidanti e in linea con i tempi, come quello relativo al consumo di acqua pro capite e a quello dell’acqua del rubinetto rispetto all’uso dell’acqua in bottiglia che rappresenta un dato critico, nonostante le risorse impiegate in attività di sensibilizzazione.Nei prossimi anni sarà inoltre opportuno focalizzarsi sul tema della decarbonizzazione, sul quale Gruppo Cap ha definito i propri target in linea con le indicazioni di Sbti che ha confermato la solidità degli obiettivi dell’utility lombarda.  Per quanto riguarda, invece, la riduzione delle perdite idriche, Gruppo Cap è in linea con gli obiettivi prefissati ma non ha ancora raggiunto il target del 15% fissato per il 2033.

Inoltre, la green utility guarda a best practice europee come la Germania, che già nel 2001 registrava una quota di perdite idriche del 7%.  I MACRO OBIETTIVI AL 2033: SENSIBILI – Acqua prelevata dall’ambiente (l/abitanti/giorno): 325,49.Cittadini che dichiarano di bere solo o quasi solo acqua del rubinetto (% cittadini da survey annuale): 70%.

Gender pay gap (Differenza retributiva oraria media per livello): ≤5% (obiettivo 2030)  RESILIENTI – Percentuale di riduzione della CO2: -25% (obiettivo 2030).Percentuale ricavi allineati alla tassonomia: 77% (obiettivo 2030).

Acqua drenata nel territorio servito (incremento % rispetto alla baseline): +28,6. INNOVATORI – Processi gestiti con integrazione intelligenza artificiale (n.processi): 21.

Fornitori con punteggio Esg maggiore o uguale a 70/94 nella valutazione Vendor Rating: 28%.Progetti di ricerca in collaborazione con enti di ricerca, università, player dell’innovazione e imprese di settore: 17. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gruppo Cap chiude 2023 con utile netto di 12,5 mln

0

(Adnkronos) – Gruppo Cap prosegue il suo percorso di sviluppo.La green utility pubblica che gestisce il servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano chiude il 2023 con un utile netto pari a 12,5 milioni di euro, in crescita rispetto al 2022 (5 milioni).

Aumenta anche l’Ebitda, che tocca i 110,6 milioni (+ 18,9% rispetto all’anno precedente), mentre i ricavi si attestano a 413,5 milioni di euro.C’è continuità anche sugli investimenti destinati allo sviluppo sostenibile del territorio servito, che anche nel 2023 hanno superato i 100 milioni di euro.

Si sono ridotti nettamente, invece, i costi, che passano dai 425 milioni del 2022 a 390 milioni del 2023.Questo dato è dovuto, oltre al calo del costo dell’energia elettrica (la cui crescita è stata esponenziale nel 2022), anche al consumo energetico complessivo che risulta inferiore del 2,01% rispetto all’anno precedente, frutto di interventi di efficientamento energetico, dell’incremento della produzione da fonte rinnovabile e degli efficientamenti in campo acquedottistico che hanno portato ad una notevole riduzione delle perdite idriche.

La performance registrata da Gruppo Cap nel 2023 è un’ulteriore conferma del trend positivo e costante, risultato di una strategia ben precisa; attraverso il Piano di Sostenibilità, infatti, Gruppo Cap ha fissato obiettivi chiari che hanno condotto l’azienda in un percorso di trasformazione da utility dell’acqua a green utility, facendola diventare oggi protagonista dello sviluppo dell’economia circolare in Italia. “La bontà della nostra strategia di sostenibilità – commenta Alessandro Russo, Amministratore Delegato di Gruppo Cap – è testimoniata dall’aumento dell’Ebidta che quest’anno supera i 110 milioni, e va oltre le aspettative.Ogni anno, mettiamo in campo cospicue risorse per l’innovazione tecnologica e digitale, per l’economia circolare, la ricerca e lo sviluppo, fino all’integrazione dei processi di governance industriale con la sostenibilità, perché ci permettono di proseguire nel nostro percorso di crescita, attraverso la riduzione delle emissioni e l’abbattimento dei costi per l’energia, ma anche generando impatti positivi sul territorio, sulla biodiversità, sulle comunità che serviamo.

Sensibili, Resilienti, Innovatori.Su questi tre pilastri si fonda la nostra strategia industriale che coincide con quella di sostenibilità, che negli anni ci ha consentito di trasformare i nostri impianti in autentiche piattaforme integrate per la produzione di bioenergia green.

Il processo di sviluppo è ambizioso, ma ci ha permesso di affrontare, e spesso anticipare, le complesse sfide della transizione digitale, energetica ed ecologica che caratterizza il contesto attuale.Non dobbiamo però dimenticare l’importanza e il valore di tutte le persone di Gruppo Cap, che grazie al loro impegno quotidiano, ci hanno permesso di crescere e innovare costantemente”.  Il progetto di bilancio consolidato è stato approvato il 24 maggio dal Consiglio di amministrazione di Cap Holding S.p.A.

insieme alla Dichiarazione Consolidata di carattere non finanziario ai sensi del D.lgs. 254/2016.In dettaglio, il totale dei ricavi nel 2023 è pari a 413.524.007 euro, prevalentemente costituiti da ricavi per tariffe del servizio idrico, mentre l’utile netto è pari a 12.485.115 euro, l’attivo patrimoniale è pari a 1.401.628.193 euro. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tour de France, Girmay vince terza tappa e Carapaz nuova maglia gialla

0

(Adnkronos) – Biniam Girmay vince oggi in volata la terza tappa del Tour de France, la Piacenza-Torino di 230 km.L’eritreo del team Intermarché-Wanty si impone davanti al colombiano Fernando Gaviria (Movistar) e al belga Arnaud De Lie (Lotto Dstny).

L’acuadoriano Richard Carapaz (EF Education-EasyPost) è la nuova maglia gialla di leader della corsa, strappata allo sloveno Tadej Pogacar.Domani quarta frazione, con partenza da Pinerolo e arrivo a Valloire dopo 139 km.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)