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I virus degli ‘antenati’ aiutano il cancro, lo studio

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(Adnkronos) – Sbirciando all'interno del genoma umano, tra i circa 20mila geni che costituiscono i mattoni della vita, ci si può imbattere anche in frammenti di Dna lasciati da virus che infettarono i nostri antenati primati decine di milioni di anni fa e che oggi potrebbero alimentare il cancro. Un nuovo studio rivela infatti che questi pezzetti di genoma virale antico potrebbero essere tutt'altro che innocui.Questi 'autostoppisti' del passato remoto che hanno viaggiato con noi fino ai giorni nostri, noti come retrovirus endogeni, sono stati per tanto tempo considerati Dna inerte o 'spazzatura', privi di qualsiasi capacità di causare danni.

Ma la ricerca che mette sotto accusa i 'virus antenati', condotta da un team della University of Colorado Boulder e pubblicata su 'Science Advances', dimostra che, quando risvegliati, possono svolgere un ruolo fondamentale nell'aiutare i tumori moderni a sopravvivere e prosperare.  Ma c'è anche il risvolto della medaglia: lo studio suggerisce infatti che silenziare alcuni retrovirus endogeni può far funzionare meglio i trattamenti anticancro.Il lavoro "mette in luce che le malattie di oggi possono essere significativamente influenzate da queste antiche infezioni virali, a cui fino a poco tempo fa pochissimi ricercatori prestavano attenzione", fa notare l'autore senior Edward Chuong, docente del BioFrontiers Institute dell'ateneo statunitense.

Secondo le ricerche, circa l'8% del genoma umano si ritiene sia costituito da retrovirus endogeni che si sono insinuati nelle cellule dei nostri antenati evolutivi, 'convincendo' gli ospiti a copiare e trasportare il loro materiale genetico.Nel tempo si sono infiltrati nello sperma, negli ovuli e negli embrioni, 'infornando' il loro Dna come un reperto fossile nelle generazioni a venire e plasmando l'evoluzione lungo il percorso. Anche se non possono più produrre virus funzionali, la ricerca ha dimostrato che i retrovirus endogeni possono agire come 'interruttori' che attivano i geni vicini.

Alcuni hanno contribuito allo sviluppo della placenta, pietra miliare nell'evoluzione umana, e alla risposta immunitaria ai virus moderni come il Covid. "Gli studi hanno dimostrato che questi retrovirus endogeni possono essere addomesticati a nostro vantaggio, ma non ce ne sono molti che dimostrano come potrebbero danneggiarci", dice Chuong.  Per esplorare il loro ruolo nel cancro, l'esperto, insieme al primo autore del lavoro Atma Ivancevic, ricercatore associato nel suo laboratorio, hanno analizzato i dati genomici di 21 tipi di cancro umano tratti da set di dati disponibili al pubblico.Risultato: hanno scoperto che uno specifico lignaggio di retrovirus endogeno noto come LTR10, che ha infettato alcuni primati circa 30 milioni di anni fa, ha mostrato livelli sorprendentemente elevati di attività in diversi tipi di cancro, tra cui quello al polmone e al colon.

Ulteriori analisi di tumori di decine di pazienti con cancro colorettale hanno rivelato che LTR10 era attivo in circa un terzo dei casi. Quando il team ha utilizzato lo strumento di editing genetico Crispr per tagliare o silenziare le sequenze in cui era presente, ha scoperto che anche geni critici noti per favorire lo sviluppo e la crescita del cancro risultavano inattivi. 
"Abbiamo visto che quando si silenzia questo retrovirus nelle cellule tumorali, si disattiva l'espressione dei geni nelle vicinanze", riporta Ivancevic.Esperimenti sui topi hanno prodotto risultati simili: quando un interruttore LTR10 veniva rimosso dalle cellule tumorali, anche i geni chiave che promuovevano il cancro, tra cui uno chiamato XRCC4, si disattivavano e i trattamenti per ridurre i tumori funzionavano meglio. "Sappiamo che le cellule tumorali esprimono molti geni che non dovrebbero essere accesi, ma nessuno sa davvero cosa li accenda", precisa Chuong.

E ora si scopre che "molti degli interruttori che li accendono derivano da questi antichi virus".In particolare, il retrovirus endogeno studiato sembra accendere i geni in un nota via cellulare, la via delle Map-chinasi, che viene riprogrammata negativamente in molti tumori.

I farmaci inibitori della Map-chinasi probabilmente funzionano, in parte, disattivando il passaggio del retrovirus endogeno, suggerisce lo studio. 
Gli autori notano che solo questa famiglia di retrovirus regola fino a 70 geni associati al cancro in questo 'pathway'.Diversi lignaggi probabilmente influenzano vie diverse che promuovono tumori diversi.

Chuong sospetta che con l'avanzare dell'età le difese genomiche delle persone si deteriorino, consentendo ai virus antichi di risvegliarsi e di contribuire anche ad altri problemi di salute. "Le origini di come le malattie si manifestano nella cellula sono sempre state un mistero", chiosa Chuong. "I retrovirus endogeni non sono tutta la storia, ma potrebbero esserne una parte importante". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Biden: “Considererei il ritiro in caso di un problema medico”

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(Adnkronos) –
Joe Biden pronto a considerare il ritiro dalla corsa per la Casa Bianca in caso di un "problema medico".E' quanto ha dichiarato il Presidente in un'intervista con Bet News, secondo quanto riporta il New York Times.

Alla domanda se ci fosse qualche ragione che lo possa spingere a ritirarsi dalla corsa, Biden ha risposto: "Se avessi qualche problema medico, se qualcuno, se un dottore venisse da me dicendomi che ho questo e quel problema".  Un'apertura rispetto a qualche giorno fa quando a una medesima domanda durante l'intervista con Abcnews, Biden aveva risposto che si sarebbe ritirato solo se glielo avesse chiesto "il Padreterno".  Nei confronti del Presidente continua sempre più stringente il pressing Dem. "La nostra nazione è ad un bivio: una seconda presidenza Trump minerebbe le vera fondamenta della nostra democrazia, ed io ho seri dubbi sul fatto che il presidente Biden possa battere Trump a novembre", ha detto oggi Adam Schiff, il deputato democratico che da presidente della commissione Intelligence è stato una delle figure chiave dei processi di impeachment contro Donald Trump, è diventato l'esponente più in vista del partito a chiedere pubblicamente a Joe Biden di fare un passo indietro.  In una dichiarazione al Los Angeles Times, Schiff, che loda Biden come "uno dei più efficaci presidenti della nostra storia", ricorda che la "scelta di ritirarsi può essere fatta solo dal presidente", ma ribadisce di credere che sia per lui arrivato il momento di "passare la torcia" in modo di "assicurare la sua eredità" permettendo ad un altro democratico di sconfiggere Trump.  L'intervento di Schiff ha una sua rilevanza non solo per il fatto che il democratico appare destinato a diventare un prossimo senatore della California.Ma anche perché è uno stretto alleato della ex Speaker Nancy Pelosi, che in queste settimane, ricorda Politico, sta in modo riservato alimentando le preoccupazioni tra i deputati dem sulla capacità di Biden di garantire la vittoria.  La presa di posizione di Schiff arriva poi nel giorno in cui sono stati diffusi sondaggi molto negativi per il presidente, come quello del New York Times che dà Trump vincente in tutti gli stati in bilico.

O quello, ancora più preoccupante, realizzato da BlueLabs – società finanziata da donatori dem – che mostra come, dopo il disastroso dibattito di Atlanta, Biden abbia perso terreno in 14 stati, compresi i 5 che aveva strappato al tycoon nel 2020: Arizona, Georgia, Michigan, Pennsylvania e Wisconsin.Il presidente appare vulnerabile anche in Colorado, Minnesota, Maine, New Mexico, Virginia e New Hampshire. Infine, il dato che dovrebbe essere più allarmante per il team di Biden: il sondaggio trova che ben quattro democratici farebbero meglio del presidente nel duello con Trump negli stati chiave: il senatore dell'Arizona Mark Kelly, il governatore del Maryland Wes Moore, il governatore della Pennsylvania Josh Shapiro e la governatrice del Michigan Gretchen Whitmer. Ma prima di aprire all'ipotesi, condizionata allo stato di salute, per un passo indietro, il continuo pressing dei Democratici sabato ha fatto esplodere in Presidente durante una conference call. "Smettila con queste stupidaggini!", ha detto Joe Biden per zittire Jason Crow, un deputato democratico del Colorado, che stava cercando apertamente di spiegargli i dubbi che gli elettori hanno sulla sua capacità e forza di candidarsi ad un nuovo mandato.

Lo riporta la Cnn che rivela dettagli della call riservata che il presidente ha avuto con un gruppo di deputati dem.  A far esplodere la rabbia dell'81enne presidente sarebbe stato il fatto che Crow, un Army Ranger che ha servito due mandati in Afghanistan ed uno in Iraq, ha parlato anche di preoccupazioni sull'immagine di Biden a livello globale.Punto sul vivo, Biden ha detto a Crow che, pur avendo conquistato sul campo di battaglia una medaglia al valore, la Bronze star, lui "non aveva ricostruito la Nato", in riferimento al fatto che dopo l'aggressione russa all'Ucraina Biden è riuscito a rafforzare la coesione dell'Alleanza in difesa di Kiev.  Ma lo scambio è diventato ancora più animato quando Crow ha risposto al presidente, che affermava di avere il sostegno dei leader della Nato, che deve comprendere che gli elettori non la vedono in questo modo.

Ed è stato a questo punto che Biden è esploso – "smettila con queste stupidaggini" – dicendo al deputato dem di voltargli le spalle se desiderava farlo. Neanche a questo punto Crow ha taciuto, spiegando che lui non voleva abbandonare il presidente, come dimostrava il fatto che stesse partecipando alla conference call, parole che però hanno suscitato un'altra reazione stizzita da parte di Biden.Il deputato del Colorado non è stato l'unico a presentare i dubbi e preoccupazioni a Biden: anche la collega Chrissy Houlahan, eletta in Pennsylvania, ha ricordato al presidente che lei rappresenta un distretto cruciale per la conquista dello swing state, e si è detta preoccupata per la posizione del candidato democratico nei sondaggi locali.

Biden ha ribattuto dicendo di non credere a questi rilevamenti, con Houlahan che ha replicato spiegando di aver verificato direttamente questi risultati.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cessione As Roma, qual è il prezzo giusto per i Friedkin?

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(Adnkronos) – Il valore della Roma, così come di qualunque altra società nel calcio e fuori dal calcio, lo fa il mercato.Per definirlo si devono incontrare la domanda e l'offerta, la volontà di acquistare e quella di vendere, insieme alle rispettive valutazioni.

I Friedkin, che fanno gli imprenditori e fanno i loro calcoli, hanno fissato un prezzo sopra il quale non si possono rifiutare proposte.Quale può essere la cifra giusta?

Si è parlato più volte negli ultimi mesi di oltre un miliardo di euro.E' un valore plausibile e, soprattutto, c'è qualcuno pronto a investire una somma del genere per comprare la Roma?  Per capire se si sta parlando di una cifra fuori mercato, si può fare riferimento ad alcuni parametri che possono mettere dei punti fermi, perché arrivano da fonti autorevoli.

Fermandoci al valore della società, il club di Trigoria è fuori dai primi 30 club al mondo secondo Forbes.La classifica è guidata da Real Madrid, con 6,6 miliardi di dollari, e Manchester United, a 6,55 miliardi di dollari.

Tre le italiane: Juventus (2,05 mld), Milan (1,43 mld) e Inter (1 mld).Nel 2023, la Roma era al 27esimo posto con un valore di 724 milioni di dollari.

Dan Friedkin, e questo è un dato significativo, è accreditato da Forbes di un patrimonio da 6,4 mld di dollari.  L'altro fattore che va considerato è la liquidità del potenziale acquirente.Gira da mesi gira con insistenza il nome del Public Investment Fund (Pif) dell’Arabia Saudita.

L'interesse c'è e viene confermato da diverse fonti interpellate dall'Adnkronos.E' un gigante con un patrimonio che viene stimato oltre i 700 miliardi di dollari, derivante soprattutto dai proventi legati al petrolio, che ha dichiarato l'obiettivo di arrivare presto alla soglia dei mille miliardi.

La disponibilità finanziaria consente di fare qualsiasi tipo di operazione.Il nodo della questione è però sempre lo stesso, il prezzo giusto.

Perché anche i fondi arabi hanno smesso da tempo di investire solo per il gusto di impiegare il troppo denaro disponibile.Certo è che se si arrivasse a una valutazione generosa, e vicina alla soglia fissata dai Friedkin, l'operazione si potrebbe chiudere anche rapidamente.  Da ricordare, in questo senso, anche la struttura societaria della Roma.

La società italiana Neep Roma Holding SpA è proprietaria del club giallorosso con il 100% del capitale, in qualità di socio unico e, a sua volta, per intero detenuta dalla società statunitense Romulus and Remus Investments LLC, creata appositamente per questo scopo dal Gruppo Friedkin, al quale è riconducibile per intero. La sensazione è che andando sopra a un miliardo di euro, cifra che aumenterebbe il valore effettivo della Roma di più di 300 milioni, difficilmente i Friedkin possano decidere di rifiutare un'offerta per la Roma. (Di Fabio Insenga)  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, scontro tra 3 auto e uno scooter in via Tiburtina: un morto e un ferito

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(Adnkronos) – Un uomo è morto e un'altra persona è rimasta ferita in un incidete stradale avvenuto oggi, 17 luglio, a Roma sulla via Tiburtina, in prossimità del Grande Raccordo Anulare.  Lo scontro che ha visto coinvolte un’auto DR Evo, una Fiat Punto, una Volkswagen Polo e uno scooter Honda SH, è avvenuto intorno alle 15.Il cui conducente dello scooter, un italiano di 54 anni, è morto mentre la passeggera è stata trasportata in codice giallo presso il Policlinico Umberto I.  I conducenti delle tre auto coinvolte sono stati condotti presso il Policlinico Umberto I per gli accertamenti di rito.

In corso gli accertamenti degli agenti, per ricostruire l’esatta dinamica dell'incidente.    —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, approvata risoluzione al Parlamento Europeo: Lega e M5S votano contro

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(Adnkronos) – Il Parlamento Europeo ha approvato a maggioranza a Strasburgo, con 495 voti a favore, 137 contrari e 47 astenuti, una risoluzione sulla necessità di un sostegno continuo dell'Ue all'Ucraina, impegnata da quasi 2 anni e mezzo nella guerra contro la Russia.La risoluzione è stata presentata da Ppe, S&D, Verdi ed Ecr.

Voto contrario da Lega, M5S e Verdi Italiani. Nel testo proposto c'è un passaggio che "condanna" la recente visita a Mosca del premier ungherese Viktor Orban.Secondo la risoluzione proposta, il bombardamento dell'ospedale pediatrico Okhmatdyt a Kiev ha dimostrato "l'irrilevanza dei presunti sforzi di Orban", il quale è accusato di aver violato il principio di "leale cooperazione" tra Paesi Ue.

Tra l'altro, nel testo l'Aula "sostiene fermamente l'eliminazione delle restrizioni all'uso dei sistemi di armi occidentali forniti all'Ucraina contro obiettivi militari sul territorio russo". La Lega, il Movimento Cinque Stelle e i Verdi italiani hanno votato contro la risoluzione sulla necessità di sostenere l'Ucraina.Gli ex alleati nel governo gialloverde Conte uno si ritrovano oggi allineati, da sponde opposte, sulla contrarietà alla risoluzione approvata oggi a maggioranza a Strasburgo, insieme agli eurodeputati italiani dei Verdi Cristina Guarda, Leoluca Orlando e Benedetta Scuderi.  A favore gli eurodeputati italiani dell'Ecr (Fratelli d'Italia), quelli di Forza Italia e del Pd, tranne Cecilia Strada e Marco Tarquinio, che si sono astenuti.

Lucia Annunziata non ha partecipato al voto.A favore anche Sandro Gozi di Renew, che però è stato eletto in Francia.

Tra i gruppi politici, largamente a favore l'Ecr, il Ppe, Renew, l'S&D, i Verdi/Ale.  La Sinistra si è spaccata in tre: una parte, con la francese Manon Aubry, favorevole; un'altra parte, con i Cinquestelle, contrari; una terza parte, con Carola Rackete, si è astenuta.Largamente contrari, con sporadiche eccezioni, i Patrioti e l'Europa delle Nazioni Sovrane.  "Fratelli d’Italia ha votato a favore della risoluzione sul supporto all’Ucraina, ribadendo il proprio sostegno a Kiev e al popolo ucraino", ha detto il capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo Carlo Fidanza, spiegando che "quanto al paragrafo relativo alle iniziative del primo ministro ungherese Viktor Orban, pur avendole già giudicate in maniera critica nei giorni scorsi, abbiamo votato contro la prima parte che conteneva un attacco strumentale al governo ungherese, che nulla ha a che fare con le sorti dell’Ucraina.

Coerentemente con questa impostazione abbiamo sostenuto le parti riguardanti il piano di Pace di Kiev e l’auspicio che la stessa Ungheria sblocchi i finanziamenti in favore dell’Ucraina”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cuneo, bambina di 7 anni muore annegata nel lago del bioparco a Caraglio

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(Adnkronos) – Una bambina di 7 anni è morta nel pomeriggio al bioparco di Caraglio, nel Cuneese.La piccola, scomparsa nel pomeriggio è stata ritrovata dai sommozzatori dei vigili del fuoco in fondo al lago del bioparco, riportata in superficie a nulla sono valse le manovre di rianimazione, la piccola è deceduta.  Sono intervenute squadre da Cuneo, Torino e La Spezia, il soccorso alpino e la Guardia di Finanza, attivate per le ricerche.

Sono stati i sommozzatori di Cuneo a trovare la piccola in fondo al lago.La bambina sembra si trovasse in un centro estivo.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gragnano, prosegue la bonifica del torrente Vernotico

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Nuovi progressi nell’ambito dei lavori per il completamento della rete fognaria che Gori sta realizzando nel comune di Gragnano.

È stato eliminato, infatti, un altro scarico in ambiente che recapitava nel torrente Vernotico: si tratta dello scarico di via Ponte Trivione. Tale intervento, che consente di portare a depurazione i reflui di ulteriori 216 abitanti, fa seguito alla recente eliminazione dello scarico di Ponte Carmiano, ed è parte di un progetto complessivo dedicato alla città di Gragnano e finanziato dalla Regione Campania con 10,92 milioni di euro.

Avviati a settembre 2023, i lavori che vanno avanti a ritmo spedito in diverse zone della città sono finalizzati proprio all’eliminazione degli scarichi di acque reflue in ambiente, attraverso la realizzazione di scaricatori di piena e impianti di sollevamento, la posa di nuovi collettori e il potenziamento e la rifunzionalizzazione dei collettori esistenti.

L’obiettivo, infatti, è l’eliminazione di altri 18 scarichi nel torrente Vernotico: ciò permetterà di depurare i reflui di circa 17.698 abitanti, avanzando verso un futuro più sostenibile e rispettoso dell’ambiente, in linea con l’impegno che Gori, Ente Idrico Campano e Regione Campania stanno portando avanti grazie al programma Energie per il Sarno.

Anche i lavori a Gragnano, infatti, sono compresi nel piano di 44 interventi volti al completamento degli schemi fognari comunali e al potenziamento del servizio depurativo. Risanamento del fiume Sarno ma anche di torrenti e canali, per contribuire in maniera sempre più impattante al recupero della piena balneabilità del litorale stabiese e del golfo di Napoli.

Un traguardo sempre più vicino grazie ad un’altra opera a cura di Gori in dirittura d’arrivo: il completamento del collettore di Gragnano.

Un intervento che rappresenterà una svolta storica, poiché consentirà di portare a depurazione presso l’impianto di Foce Sarno i reflui provenienti dalle reti comunali di Gragnano, Casola di Napoli, Lettere, Santa Maria la Carità e Castellammare di Stabia, attivando un cambiamento ambientale atteso da anni.

Roma, commercianti via Ottaviano in pressing su Gualtieri: “Dopo il Covid rimorti n’artra volta”

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(Adnkronos) – Dopo la passerella istituzionale nel cantiere del sottopasso di piazza Pia per l'abbattimento del diaframma per collegare i due tunnel arriva il pressing dei commercianti di via Ottaviano, a Prati, infuriati per i disagi del cantiere che punta a pedonalizzare la strada.Giornata intensa per il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

In maniche di camicia e sotto la canicola che sta infiammando la capitale, Gualtieri ha cercato di ribattere alle lamentele. ''Dopo il Covid, siamo rimorti n'artra volta'', dice uno dei commercianti, mettendo l'accento sulla lunghezza dei tempi.  "Di solito – replica il sindaco – a Roma per questo tipo di lavori ci vuole il doppio del tempo, questo è uno dei lavori più rapidi della storia di questa città.Dà disagio?

Sì e mi dispiace ma avere un boulevard bellissimo vi ripagherà dieci volte il prezzo del disagio.Io sono commissario del Giubileo, ho tanti problemi, tanti cantieri che sono indietro ma questo non è indietro.

Se poi uno si vuole lamentare, si può lamentare di tutto''.Non solo, Gualtieri rilancia. ''Via Ottaviano era una cosa decorosa?'', chiede. ''Faceva schifo, la rifamo nova!''. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pier Silvio Berlusconi: “Malpensa? Forse inopportuno intitolarlo ora a mio padre”

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(Adnkronos) –
L’intitolazione dell’aeroporto di Malpensa a Silvio Berlusconi “è un tema che non mi appassiona.La premessa è che a noi fa piacere tutto ciò che viene intitolato a nostro padre perché se lo stramerita.

Le modalità non penso siano state proprio perfette, nei tempi e nei modi.Era opportuno farlo adesso o più avanti?

Non lo so”.Lo ha detto Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato di Mfe-Mediaset, durante la serata con la stampa. Noi figli non siamo stati informati di questa cosa se non a cose praticamente fatte.

Non siamo stati coinvolti e onestamente poco importa”.  “Le modalità non mi hanno fatto impazzire.Era chiaro che si sollevava polemica ma mi fa ancora più incavolare, rispetto alla polemica che era prevedibile, la polemica sulla polemica.

Sala che scrive a mia sorella sui social, a lui dico: di' se sei favorevole o no.Non rompere”.

Lo ha detto Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato di Mfe-Mediaset, conversando con alcuni giornalisti a margine della serata con la stampa a Cologno Monzese, in merito alle polemiche sollevate sull’intitolazione dell’aeroporto di Malpensa a Silvio Berlusconi e alle parole del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che in un post sui social si rivolgeva a Marina Berlusconi chiedendosi se non fosse stato meglio aspettare prima di dedicare lo scalo all’ex premier. “Puoi anche dire che sei contro per mille motivi ma non fare polemica sulla polemica.Pensasse a Milano – ha attaccato -.

Io vivo in Liguria ma tutte le volte che ci vado dico che è un disastro Milano, per traffico, delinquenza, buche.Se sono arrabbiato con la Lega?

Sala mi ha fatto molto più arrabbiare.Usa la dedica per fare politica”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Udine, Comune nega patrocinio per partita Italia-Israele: scoppia la polemica

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(Adnkronos) – Il Comune di Udine non ha accolto la richiesta di patrocinio arrivata dal presidente della Figc, Gabriele Gravina, per la partita di calcio Italia-Israele della Nations League prevista per il 14 ottobre prossimo allo stadio Friuli.Secondo quanto si apprende dal Comune, da regolamento il patrocinio può essere concesso per eventi a scopo di lucro solo se sono per ''beneficenza'' o se contribuiscono al ''prestigio della città''.

Essendo Israele un Paese in guerra, il sindaco ha ritenuto di non conferire il patrocinio anche perché questa scelta avrebbe rischiato di ''essere divisiva''.  
Luca Ciriani, ministro per i rapporti con il Parlamento, ritiene "sbagliata la decisione del sindaco di Udine". "Sport e politica – sottolinea – dovrebbero rimanere due elementi distinti, anche perché la Nazionale rappresenta gli israeliani tutti a prescindere dal giudizio che ognuno di noi può dare sul loro governo, che è e resta comunque una democrazia.Per quanto mi riguarda farò di tutto per essere presente allo stadio Friuli il giorno della partita, sia per tifare Italia, sia per rappresentare la vicinanza al popolo israeliano". "La decisione del Comune di Udine di non concedere il patrocinio per la partita Italia-Israele appare ipocrita e insensata – afferma il vicepresidente del Senato, il leghista Gian Marco Centinaio – Ospitare una partita della Nazionale di calcio è sempre un'occasione di prestigio per qualsiasi città, che ne ottiene un ritorno di immagine a livello internazionale.

Il sindaco De Toni farebbe prima a dire che la sua è una scelta puramente politica, una voluta presa di distanze da Israele, che rischia di alimentare quegli impulsi antisemiti che purtroppo stanno trovando sempre più spazio nella nostra società". "Ha fatto bene il presidente Massimiliano Fedriga a rendersi disponibile affinché sia la Regione ad accordare il patrocinio.Qui non si tratta di dare giudizi sulle scelte politiche e militari dell'attuale governo israeliano, stiamo parlando di un evento sportivo e come tale deve essere trattato", conclude. 
Walter Rizzetto, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia in Friuli Venezia Giulia e presidente della Commissione Lavoro alla Camera, trova "assurda e priva di logica la scelta del sindaco di Udine, Felice De Toni, e della sua giunta". "La politica non deve contaminare le decisioni relative ad iniziative sportive, lo sport unisce non divide – afferma in una nota – Questa partita sarà un’ottima occasione per lanciare un messaggio di pace affinché possano essere superate divisioni e contrasti.

Inoltre si svolgerà allo Stadio Friuli Bluenergy Stadium, impianto che è il nostro fiore all’occhiello.Ospitare questa partita è una grande opportunità per Udine e per tutto il territorio, spiace che l’amministrazione comunale abbia perso questa importante occasione.

Il sindaco De Toni si liberi da orpelli ideologici e pericolosi di parte della sua giunta di cui è evidentemente ostaggio e prenda coraggio anche al fine di evitare l’ennesima figuraccia che la città di Udine non merita”, conclude.  “La decisione del sindaco di Udine di non concedere il patrocinio del Comune alla partita di Nations League Italia-Israele lascia sgomenti”, dichiara Raffaela Paita, coordinatrice nazionale di Italia Viva. “Preoccupa il clima di ostilità nei confronti di Israele e i ripetuti episodi, ormai quasi quotidiani, di ghettizzazione.Il Comune di Udine torni indietro e conceda il patrocinio”, conclude Paita. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Riva del Garda, ritrovato nel lago il corpo del 19enne disperso ieri con la madre

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(Adnkronos) –
E' stato trovato nel lago a Riva del Garda il corpo del ragazzo ucraino di 19 anni scomparso da ieri insieme alla madre di 52, dopo che si erano immersi in acqua.  Dei due non si avevano più notizie da ieri mattina alle 11.20.A segnalare la scomparsa ai carabinieri il compagno della donna ieri sera dopo diversi tentativi di contattarli al telefono.

E' stato lo stesso uomo a trovare gli asciugamani e i vestiti di madre e figlio sulla riva.Dalla ricostruzione dei militari, che hanno visionato le telecamere, è emerso che madre e figlio sono entrati in acqua alle 11.17 senza più riemergere.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Agricoltura, Alleanza coop: “Prezzo finale biologico orienta i consumator”

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(Adnkronos) – I consumatori oggi comprano biologico di qualità ma il vero fattore di scelta è il prezzo. "In tema di mercato e consumi dei prodotti biologici, la questione del prezzo finale al consumatore sta assumendo una valenza crescente, dal momento che i consumatori cercano sempre più prodotti da filiera controllata e biologici, ma che abbiano prezzi competitivi".Parola del presidente del settore biologico Confcooperative Francesco Torriani, intervenuto oggi in rappresentanza di Alleanza Cooperative Agroalimentari all’iniziativa Appuntamento con 'bio', organizzata questa mattina da Ismea.  "Se da un lato vanno combattute le pratiche commerciali sleali che portano a remunerare il valore della materia prima in maniera da non coprire, in taluni casi neanche i costi di produzione, – sostiene Torriani – dall’altro lato non si può pensare di scaricare sul consumatore le inefficienze delle filiere produttive, ma occorre fare un salto di qualità nell’organizzazione della filiera al fine di provare a ridistribuire almeno parte del valore aggiunto che si intercetta con la vendita del prodotto finito verso la produzione primaria". "Se c’è una filiera produttiva davvero efficiente è quella che aggrega la produzione primaria e integrarla con le successive fasi di trasformazione e la commercializzazione del prodotto finito.

In tutto questo è evidente il ruolo strategico della cooperazione agroalimentare" conclude Torriani. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Coldiretti, leadership bio minacciata da invasione estero, import +40%

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(Adnkronos) – I record del bio italiano sono minacciati dall’aumento spropositato delle importazioni di prodotti biologici dall’estero, cresciute del 40% nel 2023, in controtendenza rispetto al dato dell’Unione Europea.Prodotti che non assicurano la stessa qualità e sicurezza di quelli nazionali ma che finiscono spesso per essere venduti come tricolori grazie alla mancanza di un’etichettatura d’origine riconoscibile.

E’ l’allarme lanciato da Coldiretti Bio in occasione della diffusione dei nuovi dati Ismea sull’agricoltura biologica che evidenziano una crescita del 4,5% della superficie coltivata, arrivata a coprire 2,46 milioni di ettari garantendo al nostro Paese la leadership in Europa. Gli arrivi di cibo biologico extra Ue in Italia – spiega Coldiretti – sono passati dai 177 milioni di chili del 2022 ai 248 milioni del 2023, secondo l’ultimo rapporto della Commissione Ue, mentre quelle totali nell’Unione Europea sono diminuite del 9%.Il nostro Paese ha così scavalcato la Francia salendo al quarto posto tra i maggiori importatori dietro Olanda, Germania e Belgio.

Il settore dove è stato più evidente l’aumento degli arrivi è quello dei cereali.Nel giro di un anno le importazioni di grano bio sono aumentate di oltre trenta volte da 1,5 milioni di chili a quasi 32 milioni di chili.

Aumenti record anche per gli ortaggi bio, cresciuti dell’84%.In crescita pure gli arrivi di olio d’oliva (+15%) con l’Italia che è oggi al primo posto tra i Paesi importatori.

Nel 2023 ne sono entrati nel nostro Paese oltre 24 milioni di chili, più della metà del totale importato in tutta l’Ue. "Per tutelare il lavoro delle oltre 84mila imprese che hanno scelto il metodo di produzione bio è dunque urgente fare ogni possibile sforzo per valorizzare il prodotto agricolo biologico nazionale – sottolinea Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Bio -, favorendo la creazione di filiere interamente made in Italy, dal campo fino alla tavola e rendendo operativo il marchio del biologico italiano, previsto dalla legge 23/2022, fortemente sostenuta da Coldiretti". "Ma è anche necessario che l’Unione – aggiunge la Gardoni – renda operativo al più presto il principio di conformità rispetto alle importazioni, ovvero stesse regole per il bio comunitario e quello dei Paesi terzi, poiché non è possibile accettare che entrino nel nostro Paese cibi coltivati secondo regole non consentite nella Ue.Fermare la concorrenza sleale delle importazioni a basso costo e valorizzare il vero prodotto tricolore sono le condizioni fondamentali per costruire filiere biologiche dal campo alla tavola". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lollobrigida: “Sostieniamo biologico per valorizzarlo sempre più sui mercati”

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(Adnkronos) – "La superficie bio sta crescendo in molte aree della nostra nazione, non solo nel Mezzogiorno che storicamente guida il comparto per superfici, ma anche in altre regioni dell'Italia centrale e settentrionale.Il Masaf sostiene gli agricoltori che hanno deciso di certificarsi al biologico e, in questi mesi di governo, sono stati concretizzati numerosi provvedimenti per promuovere la crescita di questa realtà".

Lo ha detto il ministro dell'Agricoltura e Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida, in un video messaggio commentando i dati del rapporto Bio in cifre di Ismea in collaborazione con il Ciheam Bari nell’ambito del programma Masaf “Dimecobio” e presentato a Bracciano in provincia di Roma.  Lollobrigida ha ricordato che nei mesi scorsi è stato avviato il Piano di azione nazionale per la produzione biologica che "rappresenta una strategia a 360 gradi, frutto di un lungo e articolato confronto con le associazioni, le regioni e le istituzioni e che contribuirà a dare un ulteriore impulso al settore anche rispetto agli obiettivi in ambito europeo.Contiamo che il biologico possa essere sempre più un modello in grado di tenere insieme la sostenibilità ambientale ma anche economica e sociale".  "Abbiamo previsto un apposito marchio, – ha proseguito il ministro – sottolineando come il made in Italy e il bio, sono una certificazione di qualità, sono elementi di forza che dobbiamo riuscire ancor di più a valorizzare sui mercati e stiamo investendo su questo". "Lavoriamo sempre più con gli istituti agrari per la valorizzazione dei giovani perché saranno loro a essere abilitati a svolgere sempre meglio l'attività di imprenditori agricoli e lavoriamo anche nelle scuole per una formazione dei ragazzi a riconoscere l'elemento della qualità" ha concluso Lollobrigida.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tour de France, 17esima tappa a Carapaz. Ancora uno scatto di Pogacar su Vingegaard ed Evenepoel

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(Adnkronos) – Richard Carapaz (EF) si aggiudica di potenza e in solitaria la tappa 17 del Tour de France.Frazione caratterizzata da una media folle di oltre 48 km/h tenuta fino all'inizio del primo dei tre Gpm di giornata, continue fughe di gruppo sempre rientrate, fino allo scatto di Simon Yates (Jayco AlUla) ai piedi del Col du Noyer – 7,5 km con pendenza media superiore all'8% – poi raggiunto e superato da Carapaz.

Yates chiude secondo a 38", terzo lo spagnolo Eric Mas (Movistar).  Il gruppo maglia gialla se la prende comoda e resta staccato dai primi di oltre 89 minuti.Anche in questa occasione Tadej Pogacar fornisce una prova di forza sui diretti concorrenti e stacca in salita sempre sul Noyer, viene ripreso in discesa da Vingegaard ed Evenepoel, quest'ultimo per una volta riesce a superarlo verso il traguardo ma non ci riesce Vingegaard che dello sloveno è il diretto concorrente: anche stavolta una minivolata di Pogacar lascia indietro il danese.

Il leader della Corsa Gialla è ora a 3'11" sul secondo, Evenepoel lima il distacco ma resta sempre a oltre 5 minuti (5'09").  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Musica, Pollice (Aiam): “1,9 milioni di spettatori nel 2023, lo spettacolo live aumenta Pil”

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(Adnkronos) – "Le attività musicali contribuiscono ad aumentare il Pil", e il 2023 ha registrato una crescita di pubblico rispetto all'anno precedente, con un totale di quasi 1 milione e 900mila spettatori negli spettacoli dal vivo, che hanno visto "un forte contributo dei privati" ma "esigue risorse Ue".Così in sintesi Francescantonio Pollice, presidente dell'Aiam, l’associazione che rappresenta società di concerti, festival, orchestre, enti di formazione e promozione musicale e le istituzioni impegnate nella diffusione della cultura musicale in Italia e nel mondo, alla presentazione, oggi a Roma, al ministero della Cultura, del rapporto annuale sulle attività musicali in Italia e all’estero, curato dall'Aiam.  "Il nuovo rapporto dell’Aiam rappresenta uno strumento per ragionare sul ruolo svolto in Italia dalle attività musicali – ha detto il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, aprendo i lavori, ai quali hanno partecipato Roberto Marti, presidente Commissione Cultura del Senato, Federico Mollicone, presidente Commissione Cultura Camera e Antonio Parente, Direttore generale Spettacolo del MiC, oltre a esponenti del mondo della cultura e delle istituzioni. "Con il Fondo nazionale dello spettacolo dal vivo, nel 2023, abbiamo supportato 800 operatori musicali.

Tra questi, 188 realtà private aderenti all'Aiam sono state finanziate con oltre 20 milioni di euro.Numeri che testimoniano l’importanza attribuita alla musica come motore di cultura e di coesione sociale".

E proprio l'aumento della capienza del Fondo nazionale spettacolo dal vivo (Fnsv) per fare in modo che raggiunga gradualmente l’1% del Pil è stato l’appello – supportato da numeri e risultati importanti raggiunti anche nel 2023 – che i 206 soci dell’Aiam, hanno avanzato allo Stato. "L’Italia è una superpotenza a livello culturale – ha sottolineato ancora Pollice – grazie alla ricchezza del suo patrimonio materiale e immateriale.Il talento dei nostri artisti e le capacità organizzative delle nostre associazioni rendono lo spettacolo dal vivo un vero e proprio business, ma per alzare ulteriormente l’asticella e soprattutto per non farci cadere è necessario uno sforzo significativo da parte del Governo, anche in questo momento di difficoltà legato alla crisi economica e alle guerre.

I contributi che riceviamo attraverso il Fnsv non sono assistenzialistici, ma lo strumento indispensabile per individuare altre risorse pubbliche e private utilizzate per promuovere la cultura musicali in tutto il territorio, generando attività virtuose in termini di oneri fiscali, previdenziali e contributivi e, più in generale, economici.La cultura che produciamo – ha aggiunto – è benzina per il Paese, capace di incrementare per ben tre volte l’investimento fatto dallo Stato su di noi". Ogni euro di investimento dello Stato attraverso il Fnsv – è emerso – si moltiplica per tre a vantaggio del lavoro musicale: a fronte di un contributo Fnsv di 20.540.583,81 euro le istituzioni Aiam hanno una spesa di costo del lavoro di 64.192.578,19 euro.

L’insieme dei soci Aiam versa allo Stato, per lavoro dipendente o assimilato, una somma pari al 76,23% dell’importo assegnato. "Per ogni euro che lo Stato eroga agli organismi aderenti all’associazione – ha spiegato Pollice – gli stessi restituiscono 76,23 centesimi.Senza tenere conto di tutti gli oneri fiscali, contributivi e previdenziali conseguenti al reddito derivante dal lavoro indiretto e l’indotto generato dallo svolgimento dell’attività dei soci Aiam (le spese per gli spostamenti, gli alloggi e la ristorazione per esempio), per cui il ritorno allo Stato è senz’altro superiore all’ammontare del Fondo assegnato.

Aumentare la capienza del Fnsv non è una banale scommessa – ha ribadito – ma un incremento certo e qualificato della crescita economica, sociale e culturale del nostro Paese”. Il rapporto spiega anche che per i soci Aiam accanto alle entrate provenienti dagli enti pubblici ci sono quelle dai privati e che la principale voce, tra queste entrate, è quella derivante dagli spettatori (in crescita rispetto all’anno passato, in totale quasi 1 milione e 900mila) che rappresenta su base nazionale rispetto al totale delle entrate da privati, il 46,18% pari a 16.463.941,20 euro equivalente all’80,15% del Fnsv assegnato alle istituzioni Aiam.La seconda voce per consistenza finanziaria è rappresentata dalle sponsorizzazioni e dai contributi privati pari al 22,68%, seguiti dalle erogazioni delle fondazioni bancarie e dell’Art Bonus.

Del tutto residuale, infine, l’apporto di risorse Ue con 217mila euro di cui il 71,82% dei fondi vanno in Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte, il 22,08% in Sicilia e il 6,10% in Campania.  Queste le criticità e le diseguaglianze emerse da Rapporto: le attività musicali non sono diffuse su tutto il territorio nazionale, e non per una disomogeneità nella distribuzione dei fondi ma per la mancanza, in numerose regioni e città, di teatri, orchestre, società di concerti e attività di formazione e promozione (soprattutto al Sud e nelle isole).Persiste inoltre anche la sproporzione fra l’investimento statale in formazione e quello nella produzione, con il conseguente abbandono del settore da parte di tanti giovani musicisti che studiano e si formano, ma che, non trovando una occupazione, alla fine cambiano professione.

A fronte di ciò è costante l’impegno dell’Aiam nella formazione dei giovani.Lo scorso anno è stata istituita una borsa di studio per ricordare Giovanbattista Cutolo, noto come Giogiò, il musicista ucciso a Napoli che suonava il corno nell'Orchestra Scarlatti Camera Young di Napoli, socio Aiam.

In totale sono quasi 11mila i concerti promossi dai soci Aiam e i giovani sono i protagonisti dei 250 concerti organizzati in 134 città di 40 differenti stati in 5 Continenti.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Matteo Lovisa, Ruggero vicino alla Juve Stabia, Thiam in forse

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Matteo Lovisa, Direttore Sportivo della Juve Stabia, ospite di Radio Punto Nuovo, ha rilasciato alcune dichiarazioni circa le modalità e le scelte del calciomercato stabiese.La Juve Stabia in ritiro a Capracotta pare sia manchevole ancora di qualche calciatore.

A richiedere qualche informazione sono i colleghi di Radio Punto Nuovo, a rispondere è Matteo Lovisa : ” E’ stato bello ritrovarsi dopo ave vissuto un’annata importante tutti insieme.Ora septta un pò a me fare delle scelte, in maniera lucida nel rispetto di un gruppo per cui bisogna avere riconoscenza, verso chi ci ha dato tanto, ma aggiungendo elementi che possano dare una mano a noi e agli stessi calciatori.

Vedo un pò l’esempio dello scorso anno del Catanzaro che ha fatto un anno importante, la Reggiana ha fatto un campionato di metà classifica.Dipende da come si fanno le cose.

Conta magari meno il nome ma è importante l’impatto fisico a dispetto di ciò che chiede la nuova categoria!”

Juve Stabia una rosa giovane e di prospettiva

La Juve Stabia, pur dovendo affrontare il campionato di Serie B, non ha modificato la politica societaria.A rguardo, Matteo Lovisa dichiara: ” Cambia la categoria ma non cambia la politica societaria, sia per un livello economico sia per scelte personali.

Il giovane porta un contributo importante per il minutaggio anche se deve emergere.E’ una scelta proiettata anche per il budget.

Riusciremo a fare un buon campionato con i giovani che hanno voglia di emergere.Sono contento dei giovani arrivati, c’è soddisfazione anche scegliendo dei profili giovani.

Abbiamo fretta, c’è la rosa da completare. “

Ruggero e Thiam in arrivo in casa stabiese

Tra i riconfermati e i nuovi arrivi spiccano due nomi importanti.Di Ruggero la nsotra redazione aveva già anticipato la notizia: “Penso che per Ruggero siamo alle battute finali.

E’ un ragazzo che personalmente seguo da tempo ma non ero ancora riuscito a completare la trattativa.Penso a ore, a giorni.

Dobbiamo prendere giocatori potenzialmente utili che siano forti al di là dell’annata.Devono essere tecnicamnete pronti.

Thiam?E’ un ipotesi che stiamo valutando con la SPAL.

Stiamo facendo le nostre valutazioni.E’ un portiere che piace.

Non dobbiamo dare peso a ciò che fanno le altre.Faremo il nostro percorso al meglio delle nostre potenzialità.

Pensare agli altri ci fa perdere energie importanti.L’altro target che stiamo cercando è trovare calciatri con qualità ce si mettono in gioco per rilanciarsi, magari con un paio di annate sfortunate a cusa infortunii. 

Di Pagliuca dice: “Pagliuca?

E’ il suo forte il suo carattere che trasmette a tutto il gruppo.Ogni giorno dobbiamo essere bravi a metterci in discussione per affrontare una categoria importante come la B.

Per quello che mi dicono c’è fiducia per la partita del 4 agosto da giocare in casa nostra.Iniziare da dove abbiamo finito!”

Casal Lumbroso, le fiamme minacciano le case – Video

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(Adnkronos) – Case minacciate dalle fiamme nell'incendio scoppiato oggi, 17 luglio, a Roma nella zona di Casal Lumbroso.Il rogo è partito da alcune sterpaglie e gli abitanti sono stati evacuati.

Al lavoro squadre di vigili del fuoco per spegnere il fuoco.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La carica degli ex rivali: da Haley a DeSantis e Rubio, tutti sul carro di Donald Trump

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(Adnkronos) – "Il mio messaggio è chiaro: non devi essere d'accordo con Trump al 100% per votare per lui.Siamo d'accordo sulla necessità di mantenere l'America forte e sicura.

E siamo d'accordo che i democratici si sono spostati così a sinistra che stanno mettendo le nostre libertà in pericolo".Così Nikki Haley, l'avversaria del tycoon nelle primarie che ha resistito più a lungo insistendo sui rischi di una sua nuova presidenza, con il suo discorso alla convention di Milwaukee è l'ultima degli ex rivali a salire sul carro di Trump che appare sempre più destinato alla vittoria.  "Io sono qui questa sera perché abbiamo un Paese da salvare e un partito repubblicano unito è essenziale per farlo", ha aggiunto la repubblicana che Trump quando era presidente nominò ambasciatrice all'Onu e quando è stata la sua avversaria alle primarie soprannominò 'cervello di gallina'. "Per il bene della nostra nazione, dobbiamo andare con Donald Trump", ha concluso, rivolta in particolare agli elettori che hanno continuato a votare per lei anche dopo il suo ritiro dalle primarie, mentre l'ex presidente sorrideva soddisfatto dal suo palco dei Vip.  Per parlare di ex rivali, alla convention è intervenuto anche Ron DeSantis, che un anno fa sembrava destinato ad essere la nemesi del tycoon, ma poi la sua candidatura si è rivelata un flop e il governatore della Florida è stato costretto a ritirarsi. "Rimandiamo Joe Biden nel suo seminterrato e rimandiamo Donald Trump alla Casa Bianca", ha esordito il governatore italoamericano, riferendosi al fatto che nella campagna del 2020 i repubblicani prendevano in giro Biden perché aveva rispettato la quarantena durante l'epidemia del Covid.  "Abbiamo bisogno di una migliore classe politica, che sappia dirci la verità, anche se a volte arriva in forma di tweet aggressivi", ha detto ancora De Santis, con un chiaro riferimento alla comunicazione di Trump, che poi ha finito il suo intervento "Fight", combattete, la parola ripetuta più volte da Trump mentre veniva portato via, con il volto insanguinato, dopo essere stato colpito dal cecchino che ha attentato alla sua vita sabato scorso in Pennsylvania.  Bisogna notare che né Haley né DeSantis erano nel programma degli interventi della convention la prossima settimana, e sono stati inseriti dopo l'attacco di sabato, per enfatizzare il messaggio di unità del partito repubblicano.  Era invece stato invitato Marco Rubio, il senatore della Florida che anche è un ex rivale di Trump, ma nelle primarie del 2016, e che già dopo la vittoria elettorale di 8 anni fa si è avvicinato al tycoon, tanto che il repubblicano di origine cubana figurava nella rosa ristretta dei nomi tra i quali l'ex presidente ha scelto il candidato alla vice presidenza, D.J.

Vance.  Nel suo intervento, Rubio ha insistito sul pericolo corso sabato con tentato assassinio di Trump: "siamo stati portati sul precipizio di un abisso, e per volere di Dio ci è stato ricordato quello che veramente conta nelle nostre vite e nel Paese.Mettere gli americani al primo posto è quello che conta in queste elezioni".  Alla schiera dei critici convertiti in grandi sostenitori, appartiene anche il suo 'veep' Vance che ai tempi della prima campagna elettorale del tycoon nel 2016 non esitava a criticarlo apertamente. "Non posso sopportare Trump, sono un Never Trump, non mi è mai piaciuto", diceva allora poco più che 30enne reduce dell'Iraq laureato a Yale, in un'intervista ad agosto, pochi mesi dopo l'uscita del suo “Hillbilly Elegy: A Memoir of a Family and Culture in Crisis” e pochi mesi prima della vittoria elettorale di Trump.  In otto anni però tutto è cambiato.

Il suo libro, in cui Vance racconta la sua infanzia in un villaggio operaio dell'Ohio, con una famiglia che combatte con povertà e tossicodipendenza, è diventato un best seller, e un film, e soprattutto una lettura obbligata per chi voleva capire l'appeal dell'immobiliarista miliardario sugli elettori della classe operaia bianca che l'avevano mandato alla Casa Bianca.Vance è diventato un fervente sostenitore di Trump, schierandosi con lui nel 2020 nel denunciare i presunti brogli che avrebbero determinato la sua sconfitta elettorale.

E poi nel 2022, con la benedizione di Trump, ha vinto il seggio al Senato dell'Ohio.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Barilla, l’archivio storico si rinnova e punta sul digitale per conservare 60 mila documenti

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(Adnkronos) – Nel cuore della sede centrale del Gruppo Barilla di Parma, una rivoluzione silenziosa sta ottimizzando come viene conservata la memoria storica, le immagini dei marchi più iconici e le opere che in 147 anni delineano la storia dell’azienda.Con l'introduzione del nuovo sistema di scaffalature mobili su rotaia, cosiddetto compatto, l'Archivio Storico Barilla ha compiuto un passo avanti significativo verso l'innovazione e l'efficienza nella gestione del suo vasto patrimonio, che conta oltre 60.000 documenti, organizzati in 20 differenti tipologie e racchiusi in uno spazio di circa 200 mq, snodandosi per oltre un chilometro lineare. (VIDEO) Grazie alla progettazione su misura, gli scaffali mobili possono ospitare oltre 8.000 raccoglitori d'archivio, rendendo possibile una gestione molto più efficace dello spazio rispetto ai sistemi tradizionali.

Questo avanzato sistema è stato pensato specificamente per le esigenze dell'Archivio Storico e costruito su misura.Al suo interno, viene custodita una parte significativa del patrimonio dell'Archivio: tra i 60.000 documenti infatti, ci sono foto, video e pubblicità che ripercorrono la storia, l'attività economica, la strategia comunicativa e pubblicitaria dei marchi iconici come Barilla, Mulino Bianco, Pavesi, Pan di Stelle e Voiello.

La sezione su grafica e comunicazione pubblicitaria dell’Archivio raccoglie inoltre più di 150 manifesti dagli anni Venti del Novecento ad oggi, oggetti promozionali, tra cui anche l’ombrello d Mary Poppins dello spot Pan di Stelle, e oltre 3.500 filmati pubblicitari per tv e cinema. Ma non è solo la capacità a rendere unico questo sistema.Gli ambienti dell'archivio compatto sono dotati di tecnologie avanzate per la prevenzione degli incendi e il controllo di umidità e temperatura.

Queste misure garantiscono condizioni ottimali per la conservazione della documentazione cartacea, proteggendola dall'usura del tempo e dagli agenti esterni. Nato nel 1987 per volontà di Pietro Barilla, l’Archivio Storico raccoglie, conserva e valorizza il materiale storico relativo alla lunga vita dell’azienda e dei marchi di proprietà del Gruppo Barilla.Le funzioni primarie dell’Archivio Storico consistono nel recuperare la memoria del passato, conservare con i più corretti criteri i materiali e la documentazione e valorizzarli perché tornino a circolare nella cultura di Barilla e nella più vasta realtà sociale.

Per questo, il patrimonio oggi conservato nell’archivio compatto è gestito da un sistema informativo proprietario che permette la ricerca in tempo reale, attraverso un “thesaurus” di migliaia di parole chiave, di documenti dalle caratteristiche fisiche assai diverse: dai manoscritti agli stampati commerciali, dai gadget alle pellicole, dalle fotografie agli oggetti, dai periodici alle trafile della pasta. L’Archivio Storico Barilla inoltre persegue lo scambio e la diffusione di conoscenze ed esperienze con le comunità culturali, le imprese, le istituzioni ed il pubblico, oltre a svolgere attività di ricerca, formazione, sviluppo e approfondimento nel campo della storia d’impresa e condivide la mission di Museimpresa, l’associazione che riunisce le aziende italiane con archivi e musei d’impresa, di cui l’Archivio Storico Barilla è socio fondatore.  Proprio per questo, il patrimonio storico del Gruppo Barilla è anche una risorsa accessibile a tutti grazie al sito dell’Archivio Storico (www.archiviostoricobarilla.com) e grazie alla digitalizzazione del patrimonio conservato nella sede di Parma.L’Archivio storico Barilla è stato inoltre dichiarato dal Ministero della Cultura ‘sito di notevole interesse storico’ perché “racconta l’evoluzione del costume italiano”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)