Home Blog Pagina 1347

Biden si ritira e lancia Kamala Harris: “Mi guadagnerò nomination”

0

(Adnkronos) – Dopo settimane di pressioni, Joe Biden cede e annuncia ufficialmente il suo ritiro dalla corsa alla Casa Bianca: il presidente non sfiderà Donald Trump nelle elezioni del 5 novembre.Lo comunica attraverso una lettera pubblicata su X, lo stesso social sul quale – solo qualche decina di minuti più tardi – il presidente Usa lancia anche l'endorsement alla sua vice, Kamala Harris.  Una decisione presa a poco meno di un mese dal terribile flop nel faccia a faccia con Trump e "nel miglior interesse del mio partito e del Paese", ha assicurato Biden nella lettera indirizzata ai concittadini americani.

Tra una rivendicazione dei risultati raggiunti e ringraziamenti ad Harris, "a tutti coloro che hanno lavorato così duramente per vedermi rieletto" e al popolo Usa, Biden ha poi sottolineato come da ora – e fino al prossimo novembre – si dedicherà "esclusivamente" all'adempimento "dei miei doveri di Presidente per il resto del mio mandato". Quindi ecco arrivare l'endorsement alla vice: "La mia primissima decisione come candidato del partito nel 2020 è stata quella di scegliere Kamala Harris come mio vicepresidente.Ed è stata la migliore decisione che ho preso.

Oggi – ha spiegato – voglio offrire il mio pieno sostegno e il mio appoggio affinché Kamala sia il candidato del nostro partito quest’anno". Appoggiata dai principali donatori dem, da nomi di peso come quello dei Clinton e considerata – almeno al momento – l'unica candidata possibile per sostituire in corsa Biden, dal canto suo Kamala Harris ha detto di essere "onorata di avere l'appoggio del presidente" e di volersi "guadagnare e vincere la nomination" a soli 107 giorni alle elezioni. "Insieme combatteremo.E insieme vinceremo", la promessa. Secondo la Cnn, che cita proprie fonti ben informate, Harris avrebbe saputo solo ieri della decisione di Biden di ritirarsi e del sostegno del presidente nei suoi confronti.

I più stretti collaboratori del presidente Biden, tra cui Steve Ricchetti e Mike Donilon, sono invece stati informati della sua decisione di abbandonare la corsa presidenziale sabato sera.E a loro avrebbe chiesto di iniziare la stesura della lettera e di coordinare l'annuncio. Biden e Harris hanno parlato più volte ieri mattina prima dell'annuncio del presidente, ha poi affermato una fonte citata dall'emittente.

Il presidente, ancora in fase di recupero dalla diagnosi di Covid-19, è rimasto per tutto il fine settimana nella sua casa di Rehoboth Beach, nel Delaware, con la first lady Jill Biden. Se Biden punta tutto sulla sua vice, chi non crede nelle possibilità della 'pioniera' Harris è, prevedibilmente, lo sfidante Trump.Che, anzi, esulta.

Harris, ha detto il candidato repubblicano alla presidenza Usa alla Cnn, "sarà più facile da sconfiggere di quanto lo sarebbe stato Biden". Poi la stoccata all'ormai ex contendente in un post sul social Truth: "Biden è stato il peggior presidente in assoluto della storia degli Stati Uniti", un "corrotto", non era adatto a candidarsi alla presidenza'' e "non è mai stato" in grado di fare il presidente e che "ha ottenuto la carica solo con bugie e fake news", mentre "tutti quelli che lo circondavano, incluso il suo medico e i media, sapevano che non era in grado di essere presidente". Per Trump è quindi il momento di "rendere l'America di nuovo grande", elencando quelli che ha definito danni che Biden ha commesso con "milioni di persone che hanno attraversato il nostro confine, totalmente senza controlli, molte provenienti da prigioni, istituti psichiatrici e numeri record di terroristi.Soffriremo molto a causa della sua presidenza, ma rimedieremo molto rapidamente al danno che ha fatto". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

ACCADDE OGGI 22 Luglio: Santi, ricorrenze e cenni storici

0

ACCADDE OGGI 22 Luglio è l’almanacco del giorno per aiutarvi a ricordare i santi del giorno, informazioni, fatti, eventi e compleanni da ricordare. #accaddeoggi #almanacco #santi #ricorrenze #22Luglio

ACCADDE OGGI 22 Luglio: Santi, ricorrenze e cenni storici di oggi

Accadde oggi: l’aforisma del giorno

Un congedo opportuno lascia dietro una porta sempre aperta.
(Erri De Luca)

Nati il 22 luglio…
Johann Kaspar Zeuss (1806)
Gustav Hertz (1887)
Willem Dafoe (1955)

e morti…
Errico Malatesta (1932)
Giovanni Guareschi (1968)
Indro Montanelli (2001)

ACCADDE OGGI 22 Luglio…
776 a.C. – Olimpia (Grecia): alcuni storici ritengono siano iniziati in questo giorno i primi giochi olimpici antichi.
1209 – Crociata albigese: i crociati conquistano la città francese di Béziers e ne massacrano i ventimila abitanti, sia i catari che i cattolici che si erano rifiutati di consegnarli.
1587 – Colonia di Roanoke: Un secondo gruppo di coloni inglesi arriva sull’isola di Roanoke, al largo della Carolina del Nord, per rifondare la colonia abbandonata.
1927 – Roma: dall’unione di Fortitudo, Alba e Roman, nasce l’Associazione Sportiva Roma.
1942 – Olocausto: Inizia la deportazione sistematica degli Ebrei dal ghetto di Varsavia.

Ricorre oggi: i cristiani celebrano la memoria di Maria Maddalena e di san Cirillo di Antiochia; il Buddhismo celebra la festa di Asalha Puja.

Feste e ricorrenze

 Nazionali 
Swaziland – Compleanno dell’ex re Sobhuza II
 
Religiose
Cristianesimo:
San Cirillo di Antiochia, vescovo
San Filippo Evans, martire
San Gualtero, Venerato a Lodi
Santa Maria Maddalena
San Teofilo il Giovane, martire
 
Laiche  
Giorno dell’approssimazione di pi greco
Eventi 
776 a.C. – Olimpia (Grecia): alcuni storici ritengono siano iniziati in questo giorno i primi giochi olimpici
356 a.C. – nasce il grande condottiero macedone Alessandro Magno
838 – Battaglia di Anzen l’esercito dell’imperatore bizantino Teofilo subisce una grave sconfitta dalle truppe Abbasidi del generale Afshin.
1209 – Crociata albigese: i crociati conquistano la città francese di Béziers e massacrano ventimila persone, sia i catari che i cattolici che si erano rifiutati di consegnarli.
1298 – Battaglia di Falkirk – Edoardo I sconfigge l’esercito ribelle scozzese di William Wallace
1587 – Colonia di Roanoke: Un secondo gruppo di coloni inglesi arriva sull’isola di Roanoke, al largo della Carolina del Nord, per rifondare la colonia abbandonata
1739 – Nella battaglia di Grocka l’esercito ottomano sconfigge le forze austriache guidate dal feldmaresciallo George Olivier Wallis
1793 – Alexander Mackenzie raggiunge l’Oceano Pacifico, diventando il primo europeo a compiere un attraversamento transcontinentale a nord del Messico
1796 – Periti della Connecticut Land Company battezzano un’area dell’Ohio come Cleveland, in onore del Generale Moses Cleaveland, sovraintendente del gruppo
1802 – L’imperatore vietnamita Gia Long conquista la città di Hanoi
1812 – Guerra d’indipendenza spagnola: forze britanniche guidate da sir Arthur Wellesley (futuro Duca di Wellington) sconfiggono le truppe francesi nei pressi di Salamanca in Spagna
1864 – Guerra di secessione americana: Battaglia di Atlanta – A Bald Hill, fuori Atlanta (Georgia), il generale confederato John Bell Hood guida un fallimentare attacco alle truppe unioniste del generale William T. Sherman
1894 – Si svolge quella che è considerata la prima vera competizione automobilistica della storia, la Parigi-Rouen.
1898 – Lenin sposa Nadežda Krupskaja
1908 – Albert Fisher fonda la Fisher Body Company, per fabbricare carrozze e carrozzerie automobilistiche
1916 – A San Francisco, (California), una bomba esplode a Market Street, durante la parata del Preparedness Day, uccidendo 10 persone e ferendone 40
1927 – Roma: dall’unione di Fortitudo, Alba e Roman, nasce l’Associazione Sportiva Roma o AS Roma
1933 – Mussolini assume personalmente il ministero della guerra
1933 – Wiley Post diventa la prima persona a volare in solitaria attorno al globo, percorrendo 25.000 km in 7 giorni, 18 ore e 45 minuti
1934 – All’esterno del Biograph Theatre di Chicago, il “nemico pubblico n°1” John Dillinger viene ferito mortalmente da agenti dell’FBI
1937 – New Deal: Il senato statunitense rigetta la proposta del Presidente Franklin D. Roosevelt, di aggiungere altri giudici alla Corte Suprema degli Stati Uniti
1940 – Londra, il Ministro degli esteri lord Halifax risponde al discorso di Adolf Hitler: “Non smetteremo di combattere finché non avremo garantito la libertà per noi e per gli altri”
1942 – Olocausto: Inizia la deportazione sistematica degli Ebrei dal ghetto di Varsavia
1944 – Nella Strage del Duomo di San Miniato muoiono 55 civili.
1946 – Attentato del King David Hotel: L’Irgun fa esplodere una bomba nel King David Hotel di Gerusalemme, quartier generale dell’amministrazione civile e militare britannica, uccidendo 90 persone
1962 – Programma Mariner: La navetta spaziale Mariner 1 vola senza controllo a pochi minuti dal lancio e deve essere distrutta
1970 – Un attentato orchestrato dalla ‘Ndrangheta per conto dei neofascisti di Reggio Calabria fa deragliare la Freccia del Sud presso Gioia Tauro causando 6 morti e 50 feriti. L’attentato si inserisce nel quadro della strategia della tensione
1974 – Italia: con il primo Congresso, nasce il Partito di Unità Proletaria (PDUP)
1977 – Il leader cinese Deng Xiaoping ritorna al potere
1981 – Condanna all’ergastolo per Mehmet Ali Agca, l’attentatore di papa Giovanni Paolo II
1991
Il serial killer Jeffrey Dahmer viene arrestato dopo che i resti di 11 uomini e ragazzi vengono ritrovati nel suo appartamento di Milwaukee (Wisconsin)
1992 – Nei pressi di Medellín (Colombia), Pablo Escobar, il signore della droga, fugge dalla sua prigione di lusso, temendo l’estradizione negli Stati Uniti
2003
Dopoguerra iracheno: membri della 101ª divisione aviotrasportata statunitense, aiutati dalle Forze Speciali, attaccano un complesso di edifici in Iraq, uccidendo i figli di Saddam Hussein: Uday e Qusay, oltre a Mustapha Hussein, il figlio quattordicenne di Qusay, e una guardia del corpo.
Parigi, in fiamme la cima della Torre Eiffel per un corto circuito, migliaia i turisti allontanati
2004 – Pubblicato dalla Commissione Indipendente d’Indagine USA il rapporto sull’11 settembre 2001, che assolve i presidenti Bill Clinton e George W. Bush ma elenca una serie di falle nell’Intelligence sfruttate dai terroristi
2005 – Londra: la russa Yelena Isinbayeva è la prima donna della storia a valicare i 5 metri nel salto con l’asta
2011 – Norvegia: Attentati terroristici a Oslo, un’autobomba esplode nel centro città a poca distanza dagli uffici del Primo ministro provocando 8 morti, inoltre una sparatoria circa due ore dopo a Utøya, una piccola isola a 30 km dalla capitale, provoca 69 vittime

 

Biden si ritira, Tajani: “Usa amici dell’Italia con Trump o Harris”

0

(Adnkronos) –
Joe Biden ritira la candidatura per le elezioni Usa 2024 e cede il passo a Kamala Harris.Con ogni probabilità, sarà la vicepresidente a sfidare Donald Trump nel voto del 5 novembre.

L'Italia osserva la svolta a stelle e strisce ''Chiunque sarà il prossimo presidente Usa, sia Trump sia Harris, noi lavoreremo bene con lui.Abbiamo lavorato bene e stiamo ancora lavorando bene con l'amministrazione Biden.

Abbiamo sempre lavorato bene con gli Stati Uniti che sono un grande paese amico'', il commento del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al tg1. ''Credo che ora ci sarà una campagna elettorale che seguiremo con grande attenzione, convinti che gli Stati Uniti sapranno fare la scelta giusta.Io conosco Trump e Harris.

Ho conosciuto Trump quando ero presidente del Parlamento europeo e lui era presidente Usa.Ho parlato ultimamente con Harris al vertice sulla pace in Svizzera.

Naturalmente, per noi quel che conta è la relazione tra i due Paesi.C'è una storia talmente collegata, milioni di italiani hanno contribuito alla crescita degli Stati Uniti'', aggiunge Tajani. Con il ritiro di Biden ''non cambia nulla nei rapporti tra Italia e Stati Uniti.

Era una decisione attesa.Non penso che questo cambio in corsa possa cambiare di molto l'esito delle elezioni, ma vedremo'', dice il ministro della Difesa, Guido Crosetto, al Tg1. "Biden, che il grande Trump ha definito 'il peggior presidente USA della storia', ha finalmente annunciato il ritiro alla corsa per la Casa Bianca, offrendo il suo sostegno alla sua vice Kamala Harris.

Che ne pensate?", il post su Fb del leader della Lega e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini. "L'Occidente rappresenta la democrazia nel mondo.Gli Usa sono garanti della libertà e della democrazia nel pianeta.

Biden è stato simbolo di debolezza nonostante la sua volontà di rimanere in campo.L'America visse anni fa momenti drammatici.

Mai come in questo momento vale, per il bene degli Usa, dell'Occidente, del mondo, della libertà e della democrazia, l’invocazione 'God bless America'.Il bene dell’America sarà il nostro bene'', dice il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri. "Il passo indietro annunciato dal Presidente degli Stati Uniti Joe Biden è un atto di responsabilità verso il suo Paese, i suoi concittadini e anche il suo partito", dice Così Giuseppe Conte, leader M5S. "Da ogni prospettiva – economia, lavoro, salari, investimenti, politica estera – quella di Biden è stata una grande presidenza.

Non aveva evidentemente la forza fisica per fare il bis e non avrebbe dovuto provarci, ma questo non cancella l’ottimo lavoro fatto", afferma il leader di Azione, Carlo Calenda.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni Usa, Rizzo (Atlantic Council): “Harris candidata, difficile altro nome”

0

(Adnkronos) – La domanda è: cosa succede ora che Joe Biden ha lasciato la corsa?L'Adnkronos ha contattato Rachel Rizzo, senior fellow dell'Atlantic Council, uno dei più importanti think tank americani, per discutere degli scenari per il Partito Democratico.

L'elemento fondamentale è l'immediato endorsement a Kamala Harris da parte del presidente uscente. "Sui giornali e a Washington si parla spesso di una brokered convention, cioè una riunione dei delegati del partito democratico in cui i giochi si riaprono completamente e nuovi candidati si sfidano per la nomination.Parlando con vari delegati, invece, credo che il partito punterà a una transizione 'ordinata': Kamala candidata alla presidenza, che sceglie un candidato vice tra i maschi bianchi e moderati del suo partito.

Come Roy Cooper, governatore della Carolina del Nord, Josh Shapiro, governatore della Pennsylvania, Andy Beshear, governatore del Kentucky.L'alternativa, un tutti contro tutti, sarebbe molto caotica e non darebbe un'immagine di unità del partito democratico". Nel partito, spiega Rizzo, aspettano le dichiarazioni di Biden che arriveranno più avanti nella settimana. "È stata una decisione storica per il presidente in carica.

Credo sia difficile che membri del partito, dopo il suo passo indietro, si mettano a contestare la scelta di Kamala".Si fanno vari nomi 'presidenziabili', tra cui Gavin Newsom e Gretchen Whitmer. "Queste figure stanno costruendo la loro immagine politica, magari per future corse presidenziali. È un momento in cui 'sangue nuovo' entra nell'agone politico.

Fare un balzo in avanti ma contro la Casa Bianca è una mossa azzardata.Devo ammettere che siamo in una situazione mai vista negli ultimi decenni, quindi sebbene la possibilità di una convention aperta sia bassa, non posso escluderla del tutto", prosegue l'esperta.

Bisogna poi considerare che al momento i fondi della campagna sono a nome del ticket Biden-Harris, e dunque eventuali candidati 'disobbedienti' non potrebbero sfruttare il tesoretto dei democratici ma dovrebbero iniziare a raccogliere milioni di dollari da soli.Non è escluso, ma non è facile.

In più, i delegati hanno votato per la coppia ma ora che Biden non è più candidato non sono tenuti a votare la sua vice.Sebbene non è facile cambiare cavallo in corsa. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Biden ritira candidatura, Putin osserva e aspetta: “Vediamo che succede”

0

(Adnkronos) –
Joe Biden si ritira dalle elezioni Usa 2024 e Vladimir Putin osserva, apparentemente con interesse relativo.Il terremoto istituzionale negli Stati Uniti, con il passo indietro del presidente che ritira la candidatura, ufficialmente non è argomento di primo piano per Mosca.

Il Cremlino monitorerà la situazione, ma considera prioritari non i risultati delle elezioni americane, ma il raggiungimento degli obiettivi del Distretto militare centrale, vale a dire nella guerra in Ucraina.E' la formula usata dal portavoce del presidente russo Dmitry Peskov al canale Shot Telegram. "Mancano ancora quattro mesi alle elezioni, e questo è un lungo periodo durante il quale molte cose possono cambiare.

Dobbiamo prestare attenzione e guardare cosa succederà dopo.La nostra priorità è raggiungere gli obiettivi del Distretto Militare Centrale non i risultati delle elezioni negli Stati Uniti", ha detto Peskov. Nelle ultime settimane, Mosca ha osservato gli sviluppi della campagna elettorale americana stigmatizzando le posizioni assunte da Biden nei confronti di Putin, definito un ''omicida'' dal presidente degli Stati Uniti nella conferenza successiva al vertice Nato di Washington.

Nella stessa giornata, Biden era incappato in una clamorosa gaffe presentando il presidente ucraino Volodymyr Zelensky come "Vladimir Putin": "Biden è un candidato filorusso", il commento ironico da Mosca. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mahmood incanta Fregene con un live a sorpresa – Video

0

(Adnkronos) – Mahmood ha sorpreso e incantato il litorale romano con un secret show a Fregene, nell'ambito dell'iniziativa "glo for music", volta a promuovere l'arte e la creatività in tutte le loro forme e declinazioni.All'ora del tramonto, la voce potente e l'energia di Mahmood hanno fatto scatenare la spiaggia di Fregene.

Il concerto a sorpresa si è aperto con “Rapide”, seguito da una serie di hit tra cui “Barrio”, “Overdose”, “Ra ta ta” e l’immancabile “Tuta Gold”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La ‘pioniera’ Kamala Harris, chi è la vice di Biden che potrebbe diventare presidente

0

(Adnkronos) – 'Pioneer'.Questo il nome in codice che Kamala Harris aveva scelto per il Secret Service, che ha incominciato a proteggerla durante la campagna elettorale per la vice presidenza Usa.

E la sua vocazione di pioniera, dopo averla dimostrata come prima vice presidente donna alla Casa Bianca, l'ha confermato come prima candidata donna alla presidenza americana.In precedenza, è stata la prima donna di colore eletta procuratore distrettuale della California, poi prima donna attorney general, prima senatrice di origine indiana ed ora ad un passo dal diventare la prima donna presidente degli Stati Uniti.  
Nata a Berkley il 20 ottobre 1964, Kamala Devi Harris è figlia di due accademici, la ricercatrice indiana specializzata in oncologia, Shyamala Gopalan, e l'economista della Giamaica, Donald Harris, che erano uniti dalla passione per il movimento per i diritti civili.

E la piccola Kamala quando era ancora in passeggino ha partecipato a diverse manifestazioni nel leggendario campus della protesta Usa. 
Militante anche il nome che mamma Gopalan scelse per lei: Kamala significa loto ma è anche un altro nome per indicare la dea Hindu Lakshmi e la forza delle donne. "Una cultura che venera le dee produce donne forti", ha detto la madre di Harris in un'intervista nel 2004. Dopo il divorzio dei genitori, Kamala e la sorella Maya rimangono a Berkley con la madre e partecipano ai programmi di integrazione scolastica, andando ogni mattina in autobus dal loro quartiere a predominanza afroamericana in una scuola elementare di un distretto ricco di bianchi. Le bambine frequentano sia il tempio hindu che la chiesa battista afroamericana, che la denominazione a cui ora appartiene Harris. "Mia madre capiva molto bene che stava crescendo due figlie afroamericane", ha scritto nella sua autobiografia.Negli stessi anni visitano la famiglia in India che ha una grande influenza su di lei, in particolare il nonno, un alto funzionario del governo che aveva combattuto per l'indipendenza, e la nonna, un'attivista che viaggiava per le campagne indicane istruendo le contadine sul controllo delle nascite. Dopo le scuole superiori a Montreal, dove la madre aveva avuto un posto all'università, Kamala si laurea prima alla Howard University, il prestigioso Black college di Washington, e poi torna a San Francisco per la Law School.

Nel 1990 diventa avvocato ed entra nell'ufficio del procuratore di Oakland, concentrandosi sui crimini sessuali.A chi, anche all'interno della sua famiglia liberal, esprime scetticismo sulla sua scelta indicando la cattiva reputazione dei procuratori, replica che intende cambiare il sistema dall'interno.  
Negli anni trascorsi nell'ufficio del procuratore Harris si crea i contatti con gli ambienti politici e ricchi di San Francisco che nel 2003 appoggeranno l'avvio della sua formidabile carriera politica.

Durante i suoi primi tre anni come procuratore distrettuale il tasso delle condanne sale dal 52 al 67%, numeri che le hanno dato l'etichetta di procuratrice di ferro e che le hanno fatto guadagnare critiche e sospetti da parte del movimento Black Lives Matter.  Diventata poi attorney general, Harris diventa poi alleata della prima ora di Barack Obama ed una dei suoi fund raiser in California.E il presidente nel 2013 la definisce "il procuratore generale più affascinante del Paese", scusandosi poi per il tono sessista.  Anche alcune azioni di Harris come attorney general sono messe sotto accusa dal movimento di protesta contro la polizia: in particolare il fatto di non aver avviato un'inchiesta sull'uccisione di due afroamericani nel 2014 e 2015 e non aver sostenuto un progetto di legge per la nomina di un procuratore speciale per i casi di uso eccessivo della forza da parte della polizia. 
Nel 2014 si sposa con Doug Emhoff, un avvocato degli studios di Hollywood, che ha due figli adolescenti da un precedente matrimonio che ora la chiamano Momala.

Nelle elezioni del 2016, quelle della vittoria di Donald Trump, vince il suo seggio al Senato e la Harris diventa famosa a livello nazionale nel 2017 quando, da esperta procuratrice, mette alle corde l'allora ministro della Giustizia, Jeff Sessions, all'esordio dell'inchiesta del Russiagate. Nel suo primo discorso da vice presidente, aveva detto: ''Anche se sono la prima donna a ricoprire questo incarico, non sarò l'ultima.Qualunque bambina ci sta guardando stasera vede che questo è il Paese delle possibilità''.  Kamala Harris aveva scelto di vestirsi di bianco per il suo primo discorso da vice presidente eletta degli Stati Uniti, un omaggio alle suffragette e alla loro battaglia per il diritto di voto alle donne.

Solitamente vestita in blu o nero, Harris aveva scelto un abito bianco anche lo scorso gennaio, quando aveva prestato giuramento nel processo di impeachment del presidente Donald Trump. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Biden rinuncia alla corsa alla Casa Bianca, ipotesi ricorsi contro la decisione

0

(Adnkronos) – Dopo l'annuncio del ritiro di Joe Biden dalla corsa alla Casa Bianca, ci potrebbero essere ricorsi legali in alcuni Stati contro la decisione di rinunciare al ruolo di candidato alle presidenziali dei novembre.La previsione (e la minaccia) di Mike Johnson, lo Speaker repubblicano della Camera, era arrivata solo qualche ora prima dall'annuncio ufficiale del presidente Usa.

Sostituire in extremis il nome del candidato alla Casa Bianca sulle schede elettorali di tutti i 50 stati americani, aveva avvisato il repubblicano, non sarà facile.  "I democratici hanno un vero problema, ogni stato ha il suo sistema elettorale, questo è il nostro sistema costituzionale", ha detto, intervistato dalla Cnn, sottolineando che in qualche Stato ci potrebbe essere "una reale difficoltà" a cambiare il candidato.  "Biden è stato scelto dopo un lungo processo democratico in cui 14 milioni di persone hanno partecipato alle primarie – ha continuato lo Speaker – sarebbe molto interessante vedere se il cosiddetto partito della democrazia di riunisce dietro le quinte, spinge un bottone e mette qualcun altro nel ticket".Ora la previsione di Johnson si è avverata. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Biden ritira la candidatura, nel 1968 il passo indietro di Johnson

0

(Adnkronos) –
Joe Biden ritira la candidatura per le elezioni del 5 novembre 2024.Il presidente degli Stati Uniti, 81 anni, ufficializza il passo indietro.

Non sarà lui a sfidare Donald Trump nel voto in programma tra poco più di 3 mesi.Il passo indietro di Biden è un terremoto istituzionale ma non rappresenta un unicum nella storia degli Stati Uniti. Un altro inquilino della Casa Bianca ha, in tempi relativamente recenti, preso una decisione analoga e per certi versi ancor più sorprendente di quella ufficializzata da Biden oggi, 21 luglio 2024. Lyndon B.

Johnson il 31 marzo 1968 scioccò il Paese annunciando a sorpresa che non si sarebbe ricandidato alla Casa Bianca parlando dallo Studio Ovale. "Con i figli dell'America su campi di battaglia così lontani, con la sfida al futuro dell'America qui in patria, con le nostre speranze e le speranze del mondo in gioco ogni giorno, non credo che non dovrei dedicare un'ora o un giorno del mio tempo ad una causa personale o di partito o qualsiasi altro compito diverso da quelli del presidente in carica", disse Johnson nel discorso con cui originariamente doveva illustrare il piano per limitare le operazioni militari Usa in Vietnam.  "Per questo non cercherò e non accetterò la nomination del partito per un altro mandato da presidente", concluse il democratico che aveva giurato la prima volta da presidente il 22 novembre 1963 a bordo dell'Air Force One parcheggiato nell'aeroporto di Dallas, due ore e otto minuti l'assassinio di John F.Kennedy. Nel 1964 fu poi eletto a quello che fu quindi il suo primo mandato effettivo, lasciandogli la possibilità di candidarsi ad un secondo mandato nel 1968.

Cosa che Johnson, che era nato nel 1937 a Stonewall in Texas, rinunciò a fare quando non aveva neanche 60 anni.Morì poi, per un infarto improvviso, a 64 anni, quando ancora non aveva maturato i requisiti per il Social Security, la pensione che lui aveva rafforzato, e il Medicare, il servizio sanitario pubblico per gli anziani che lui aveva fatto diventare legge. A differenza di Biden, che ha vinto le primarie democratiche praticamente incontrasto, Johnson al momento in cui decise di rinunciare alla rielezioni, aveva diversi sfidanti nella corsa per la nomination, in un'America spaccata dalla guerra in Vietnam e le tensioni razziali.

E nonostante le grandi riforme sociali da lui varate, il presidente democratico era arrivato alle primarie con una popolarità in netto calo.Con una popolarità in netto calo Johnson all'inizio di marzo aveva vinto per un soffiò le primarie del New Hampshire contro il candidato anti-guerra Eugene McCarthy. Ma il segnale politico più allarmante per lui fu poi l'ingeresso, il 16 marzo, nella corsa per le primarie di Robert Kennedy, il fratello di Jfk contro il quale Johnson aveva già perso le primarie nel 1960, entrando poi come vice presidente nel suo ticket.

Uscito il presidente dalla corsa per la nomination, Bob Kennedy divenne il front runner delle primarie che avrebbe vinto se non fosse stato anche lui assassinato il 4 giugno, dopo aver vinto le primarie in California. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Biden si ritira, chi sfida Donald Trump? Cosa succede ora

0

(Adnkronos) –
Joe Biden ritira la candidatura per le elezioni del 5 novembre.Il presidente degli Stati Uniti non sfiderà Donald Trump per la Casa Bianca e non andrà a caccia del secondo mandato e ha espresso il proprio sostegno a Kamala Harris, attuale vicepresidente.

La decisione annunciata oggi 21 luglio lascia vuota la casella del candidato democratico: cosa succede ora?Chi sceglieranno i dem?

Qual è l'iter per indicare il nuovo candidato?  La vicepresidente Kamala Harris è la candidata principale per sostituire Biden.Nel partito, molti esponenti hanno già espresso parere favorevole alla sua discesa in campo come numero 1 del ticket.

La nomination di Harris, che nei sondaggi non ottiene risultati sensibilmente diversi rispetto a Biden, non è automatica.Il partito può scegliere un'altra figura, magari un governatore, e in ogni caso la nomination diventerebbe ufficiale solo con la convention.
 In quella sede, il voto dei delegati potrebbe premiare un altro nome.

L'ipotesi di una convention 'aperta', senza una chiara indicazione, sarebbe una situazione rara ma non unica: si è già verificata nel 1968.Ovviamente, questa ipotesi impegnerebbe il partito in una contesta interna che rischierebbe di pesare sul voto di novembre. Biden ha espresso un endorsement immediato per Harris – imitato a stretto giro da numerosi esponenti dem – ma la posizione del presidente non inciderà in maniera decisiva sulla nomination.

Il Comitato nazionale democratico potrebbe avviare una procedura all'inizio di agosto per indicare il ticket e arrivare quindi con due nomi a disposizione della convention, in programma dal 19 agosto.Non si può escludere, però, che in quella sede vadano in scena delle reali 'primarie'. Il presidente della convention democratica, Jaime Harrison, afferma che il partito "intraprenderà un processo trasparente e ordinato" per scegliere un candidato. "Il processo sarà regolato da norme e procedure stabilite dal partito.

I nostri delegati sono pronti ad affrontare con serietà le proprie responsabilità per consegnare in maniera fluida un candidato al popolo americano.A breve, il popolo americano sarà informato dal partito democratico sui prossimo passi e sull'iter per la nomination".  L'uscita di scena di Biden prima della nomination incide anche sulla gestione dei fondi raccolti sinora dal presidente.

Secondo il Washington Post, che cita pareri di legali e funzionari.Biden potrebbe cedere il controllo delle risorse a Harris, visto che il nome della vicepresidente compare nei documenti consegnati alla Commissione elettorale federale. Dall'area repubblicana, però, questa ipotesi viene definita puramente teorica: secondo Charlie Spies, un legale di primo piano, servirebbe una nomination formale prima di procedere al passaggio di consegne nella gestione dei finanziamenti.

Il partito democratico, inoltre, potrebbe scegliere un candidato diverso da Harris.In quel caso, la campagna di Biden potrebbe trasferire i fondi al Comitato nazionale democratico o ad un 'super comitato' che intende sostenere il nuovo ticket per la Casa Bianca. 
I principali finanziatori Dem hanno già espresso il loro sostegno a Kamala Harris, come riferisce la Cnn sulla base delle informazioni fornite da tre fonti.

Diversi donatori avevano contattato il team della vicepresidente Harris per farle sapere che sarebbero stati disposti a sostenerla se si fosse candidata. ''Se qualcosa cambia, noi siamo lì per te'', aveva detto uno dei principali donatori. Le donazioni più ingenti alla campagna per la rielezione di Biden si erano ridotte notevolmente nelle settimane successive al dibattito sulla Cnn con Trump e alla conseguente crisi di fiducia nel Partito Democratico. Secondo una fonte coinvolta nelle discussioni, i grandi donatori che avevano trattenuto gli assegni a causa delle preoccupazioni sulla candidatura di Biden hanno improvvisamente iniziato a contattare i loro consulenti, esprimendo la loro disponibilità a donare alla campagna.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Per Pogacar doppietta Giro-Tour, i precedenti

0

(Adnkronos) – Ancora un accostamento tra Tadej Pogacar e Marco Pantani, dopo il nuovo record dello sloveno sul Plateau de Beille nella 15a tappa del Tour che ha lasciato indietro quello del Pirata di Cesenatico di ben 4 minuti: la doppietta Giro-Tour nella stessa stagione.Pantani è stato l'ultimo a compiere l'impresa, nel 1998: e per 26 anni nessuno ci ha mai riprovato, sia per calcolo sia per l'obiettivo sforzo da mettere in campo.  Il primo a riuscirci è stato l'ineguagliabile mito del ciclismo sportivo, Fausto Coppi.

Era il 1949, ed era una prima assoluta, neanche i grandi campioni che lo avevano preceduto avevano completato il "giro della morte", si badi bene in tempi in cui le strade bianche erano la norma e non la piacevole quanto dura eccezione dei nostri tempi.Coppi era Coppi, e quindi non si fermò lì: il bis della doppietta arriva nel 1952.  Dopo l’Airone ci riuscirono, nell'ordine: Jacques Anquetil nel 1964, Eddy Merckx nel 1970, 1972 e 1974 e forse un obiettivo possibile del nuovo Cannibale Pogacar potrebbe essere quello di superare l'originale belga), Bernard Hinault nel 1982 e 1985, Stephen Roche nel 1987, Miguel Indurain nel 1992 e 1993.

Sette campioni che hanno segnato la loro epoca in centoquindici anni di storia, dodici volte in 106 occasioni nel quale questo sarebbe stato possibile.  
Un solo record ora potrebbe essere battuto, il triplete considerato impossibile da compiere, e mai tentato prima: Giro, Tour e Vuelta tutti nella stessa stagione.Pogacar ha negato di volerci provare, prima "al 100%" ma qualche giorno fa "al 99%": e, considerato la propensione del fuoriclasse sloveno a depistare con le sue dichiarazioni pre o post gara, una flebile speranza di vederlo anche nel giro spagnolo resta in campo.

Solo 7 grandi campioni hanno messo in bacheca i tre trofei ma nessuno nella stessa stagione: Anquetil, Gimondi, Merckx, Hinault, Contador, Nibali e Froome.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Biden si ritira, Trump: “Peggior presidente della storia”

0

(Adnkronos) – Joe Biden sarà ricordato come "il peggior presidente nella storia degli Stati Uniti".Donald Trump, candidato repubblicano alle elezioni per la Casa Bianca del 5 novembre, alla Cnn si esprime così subito dopo l'annuncio ufficiale di Biden.

Il presidente ha formalizzato il ritiro della propria candidatura e non andrà a caccia del secondo mandato nel voto di novembre. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Biden ritira la candidatura: “Stop nell’interesse degli Stati Uniti”

0

(Adnkronos) – Joe Biden, presidente degli Stati Uniti, annuncia ufficialmente il ritiro della candidatura per le elezioni in programma il 5 novembre 2024.Il presidente comunica la decisione con una lettera diffusa dal proprio profilo X: "È stato il più grande onore della mia vita servire come vostro Presidente.

E sebbene fosse mia intenzione ottenere la rielezione, credo – scrive – che sia nel miglior interesse del mio partito e del Paese che io mi ritiri e mi concentri esclusivamente sull’adempimento dei miei doveri di Presidente per il resto del mio mandato".  Biden, attualmente in isolamento per covid, cede sotto il pressing di un numero crescente di esponenti del partito democratico.Il passo indietro viene formalizzato a poco meno di un mese dal disastroso confronto televisivo con Donald Trump andato in onda il 27 giugno sulla Cnn.

Biden è stato protagonista di una prestazione estremamente negativa, che ha innescato dubbi e domande sulle capacità fisiche e cognitive del presidente.Le successive apparizioni pubbliche, compresa una conferenza successiva al vertice Nato a Washington, non hanno consentito a Biden di recuperare la fiducia dell'universo dem e dei finanziatori: oggi, la resa. "Miei cari concittadini americani".

Inizia così la lettera di Biden nella quale il presidente uscente annuncia lo stop alla corsa per la Casa Bianca. "Permettetemi – scrive – di esprimere il mio sincero apprezzamento al popolo americano per la fede e la fiducia che avete riposto in me.Oggi credo quello che ho sempre creduto: che non c'è niente che l'America non possa fare, quando lo facciamo insieme.

Dobbiamo solo ricordare che noi siamo gli Stati Uniti d’America". Il presidente esprime quindi "la mia più profonda gratitudine a tutti coloro che hanno lavorato così duramente per vedermi rieletto.Voglio ringraziare il Vicepresidente Kamala Harris per essere stato un partner straordinario in tutto questo lavoro". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pogacar vince il Tour de France, trionfa anche nella crono finale

0

(Adnkronos) –
Tadej Pogacar vince il Tour de France 2024 trionfando a Nizza nella crono finale di 33,7 km, 21esima e ultima tappa.Lo sloveno si è imposto in 45'24'' davanti a Jonas Vingegaard, secondo a +1'03'', e a Remco Evenepoel, terzo a +1'14".

Il corridore dell'Uae Team Emirates, vincitore in 6 frazioni, realizza la doppietta Giro-Tour nello stesso anno, dopo essersi aggiudicato la Corsa Rosa a maggio.L'ultimo a riuscire nell'impresa era stato Marco Pantani nel 1998.

Per Pogacar è arrivata la 84esima vittoria in carriera e la 17esima al Tour de France, mentre sono 58 le vittorie stagionali del team degli Emirati. Al secondo posto della classifica generale Vingegaard e terzo Evenepoel che si è aggiudicato anche la maglia bianca riservata al miglior giovane.Per quanto riguarda l'Italia decimo posto per Giulio Ciccone, mentre l'eritreo Biniam Girmay si è portato a casa la maglia verde della classifica a punti e l'ecuadoriano Richard Carapaz ha vinto la maglia a pois di miglior scalatore.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

F1, GP Ungheria: vince Piastri, ma è successo di tutto

0

Dire è successo di tutto sarebbe quasi come usare un eufemismo.A ogni modo, il GP d’Ungheria lo porta a casa la McLaren.

A vincere, però, non è stato Lando Norris ma Oscar Piastri.L’australiano ha infatti concluso al primo posto in classifica proprio davanti a Lando Norris.

A far discutere è stata però la modalità con la quale è arrivare la vittoria del pilota McLaren.Piastri è primo dopo aver superato Norris che, ancora una volta, non riesce in una buona partenza.

A stupire è la scelta della McLaren che decide per ben due volte di far rientrare prima Norris ai box.Secondo undercut che premia il britannico che è davanti.

McLaren, però, assicura a Piastri che Norris avrebbe restituito la posizione.Tutto ciò, però, non arrivo fino agli ultimissimi giri, quando dopo tanti team radio alla fine Norris decide di restituire la posizione a Piastri.

Verstappen, quante difficoltà?

A ogni modo, è doppietta McLaren con Lewis Hamilton che centra la terza posizione davanti a Charles Leclerc.

Quarta la Ferrari con il monegasco, mentre Sainz chiude in sesta posizione.In mezzo c’è Max Verstappen.

Da rivedere la gara dell’olandese: mai in sintonia con la RB20 e soprattutto troppo irruento nel confrontarsi via radio con il team.A chiudere la top ten del GP Sergio Perez, George Russell, Yuki Tsunoda e Lance Stroll.

Sul fondo della griglia

Fuori, invece, dalla zona punti Alonso che centra l’undicesima posizione, seguito da Ricciardo e da Nico Hulkenberg.

Quattordicesimo Albon, mentre Magnussen è sedicesimo.Sul fondo, Bottas, Sargeant, Ocon e Zhou.

Con questa classifica, si archivia anche il fine settimana in Ungheria.Appuntamento tra sette giorni in Belgio, per l’ultima gara prima della pausa estiva.

Gp Ungheria, i messaggi ‘accesi’ tra il box McLaren e Norris: “Lascia passare Oscar”

0

(Adnkronos) – Lando Norris, arrivato secondo nel Gp di Ungheria dietro il compagno di squadra Oscar Piastri, è stato protagonista di una serie di accesi messaggi radio con il suo ingegnere di pista Will Joseph nelle fasi finali del Gran Premio.  Norris ha seguito il compagno di squadra della McLaren Oscar Piastri dopo una brutta fuga dalla pole position, ma un secondo pit-stop anticipato lo ha portato in testa.Ma gli è stato poi ordinato di cedere la prima posizione a Piastri, permettendo all'australiano di ottenere la sua prima vittoria in F1.

L'agenzia PA ha reso noti gli esuberanti scambi tra Norris e il muretto dei box della McLaren. L'ingegnere di pista di Piastri, Tom Stallard: "Ok, Oscar, una volta arrivato a Lando ci scambieremo le posizioni, ma vogliamo evitare che Lando debba rinunciare a molto tempo in gara".Joseph a Norris: "Abbiamo bisogno che tu risparmi più gomme, per favore.

E lascia passare Oscar".Joseph: "Ok, Lando, pensiamo ancora che tu stia usando troppo le gomme.

In Curva 4, Curva 11 e le posteriori alle uscite Curva 6, Curva 9.Oscar è 3,5 secondi dietro.

So che farai la cosa giusta".Joseph: "Ok, Lando, mancano 10 giri alla fine e pensiamo che entrambe le vetture stiano usando troppo le gomme.

Ricorda solo ogni singolo incontro della domenica mattina che abbiamo".Norris: "Sì, beh, digli di aggiornarsi, allora, per favore". Joseph: "Lando…, non riesce a recuperare.

Hai dimostrato il tuo punto e non importa".Norris: "Ho gomme molto più veloci e sotto nessuna pressione.

Avrei comunque provato l'undercut".Joseph: "Amico, abbiamo fatto i pit stop in questa sequenza per il bene della squadra".

Norris: "E sto lottando per un campionato del mondo, non è vero?".Joseph: "Sto cercando di proteggerti, amico.

Lo prometto, sto cercando di proteggerti".Joseph: "Ok, Lando, mancano cinque giri e il modo per vincere un campionato del mondo non è da soli. È con la squadra e avrai bisogno di Oscar e avrai bisogno della squadra".

Joseph: "Se ci fosse la safety car, la situazione sarebbe molto imbarazzante.Per favore, fatela adesso".

Norris si fa da parte per lasciare che Piastri prende il comando.Norris: "Non hai bisogno di dire niente". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gay aggrediti a Roma, la legale: “Ragazzi pentiti, ma non è stata omofobia”

0

(Adnkronos) – Si dicono "consapevoli e pentiti" i quattro giovani presunti autori dell'aggressione omofoba avvenuta nel quartiere dell'Eur, a Roma, ai danni di due ragazzi ma sottolineano di non essere "mai stati animati da intenti discriminatori o sentimenti omofobi".E’ quanto precisa il legale dei quattro giovani, l'avvocata Annamaria Altera, in una nota.

Il legale dei quattro giovani, che hanno depositato una memoria, spiega inoltre che "la lite è nata da un diverbio per motivi attinenti alla viabilità stradale e non per questioni discriminatorie". "Mai hanno proferito espressioni discriminatorie e/o omofobe; né sapevano che i due ragazzi fossero omosessuali.Occorre precisare – prosegue la nota – che, sebbene la lite sia nata da un diverbio per motivi attinenti alla viabilità stradale e non per questioni discriminatorie, i quattro ragazzi sono consapevoli e pentiti di aver avuto una reazione decisamente scomposta e sproporzionata alle provocazioni dei due ragazzi omosessuali".  I quattro giovani "non sono disponibili ad essere additati quali responsabili di fatti diversi da quelli realmente accaduti, come pretestuosamente ed artatamente propinati da taluno". "Questo è quanto spontaneamente riportato in data odierna dai quattro ragazzi alle autorità procedenti, alle quali hanno dichiarato la piena disponibilità ad essere sottoposti in qualsiasi momento ad interrogatorio, al fine di inquadrare esattamente la vicenda", conclude la legale.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Conte risponde a Meloni: “Non giustificare tuo fallimento in Ue attaccando M5S”

0

(Adnkronos) – "Cara Meloni, non puoi giustificare il tuo fallimento in Europa attaccando il M5S".Si intitola così il lungo post di Giuseppe Conte pubblicato sulla sua pagina Facebook, dove il leader Cinquestelle replica alla premier sulle nomine europee, a cominciare dal bis di Ursula von der Leyen.  ''Ieri, in una intervista al Corriere, Giorgia Meloni – scrive Conte – ha replicato alle critiche che noi del M5S le abbiamo mosso, insieme a quasi tutti gli analisti politici, sul fallimento da lei rimediato in Europa, con due obiezioni: 1.

il M5S non ha titolo per attaccarla perché entrambi abbiamo votato contro la von der Leyen; 2.la 'credibilità della predica si valuta sempre anche dall'autorevolezza del pulpito'''. "Quanto al primo punto – sottolinea Conte – io sono un leader di partito, lei il presidente del Consiglio italiano: non abbiamo giocato la stessa partita.

La ragione principale del nostro voto contrario alla von der Leyen è la sua pervicace postura bellicista e il fatto di avere tramutato la transizione ecologica in transizione militare.Questo giustifica il voto contrario del M5S non di FdI che la postura bellicista l’ha abbracciata finanche con soverchio entusiasmo". "Quanto al secondo punto -precisa l'ex premier- il nostro pulpito è quello di chi, nel 2019, trovandosi nella sua stessa posizione, tra l’alternativa di rimanere fuori dai giochi o subire passivamente l’accordo franco-tedesco, si è dato da fare ottenendo: A.

di far saltare il nome originariamente concordato (Timmermans), di schivare la soluzione offerta in seconda battuta (Verstager), per poi essere determinante nella scelta del nuovo commissario (Ursula von der Leyen) ritenendola l’indicazione migliore per il nostro interesse nazionale; B.di poter indirizzare il programma della nuova Commissione in direzione del Green Deal; C.

che al Commissario italiano fossero attribuite deleghe pesanti;D. ⁠di poter resistere a chi ci voleva imporre il Mes, per poi creare dal nulla la svolta di Next Generation Eu che ci ha consentito di portare in Italia 209 miliardi". "In questi due anni Meloni, in Europa, -avverte Conte- ha detto sì a tutto, accogliendo tutte le proposte della von der Leyen.Ha detto sì ai 13 miliardi di tagli l'anno imposti al nostro Paese, che colpiranno pesantemente sanità e istruzione.

Ha detto sì al Patto per l'immigrazione che ci lascia soli davanti ai flussi migratori.In cambio di cosa?

Cosa ha ottenuto di concreto per l’Italia?''. "Il fallimento della Meloni – attacca il leader M5S – è duplice: in Consiglio europeo è rimasta totalmente isolata e, poi, all’Europarlamento ha tentato di negoziare qualcosa sino all’ultimo per poi gettare la spugna ed essere costretta a votare contro.Ha fallito, prima, come Premier italiano e, dopo, come leader di partito.

Senza contare che a destra si ritrova in Europa superata dal ben più numeroso gruppo creato dai suoi “amici” Orban, Salvini, Le Pen, dal traditore Abascal e tanti altri ancora". "Ci preoccupa anche quello che succede con la Nato.Il Governo Meloni anche in questo caso aveva fatto tutti i compitini a casa.

Non ha mai fiatato con gli Alleati. È stato diligentissimo.Il premio?

Perdiamo anche il rappresentante speciale per il fianco Sud della Nato, quello di peso per i rapporti con i Paesi del Mediterraneo.Andrà alla Spagna, alla faccia dei nostri interessi nazionali!

Noi non esultiamo per tutti questi fallimenti.Né intendiamo fare polemiche fini a se stesse.

Piuttosto, siamo preoccupati per un'Italia che si ritrova confinata in panchina.Abbiamo il dovere di dirlo. È necessario tornare a contare", conclude Conte. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milano, autista Ncc aggredito a bastonate da tassista a Malpensa

0

(Adnkronos) – Un conducente Ncc è stato aggredito a bastonate da un tassista all'aeroporto di Milano-Malpensa.A raccontare l'episodio, avvenuto venerdì pomeriggio nei pressi del Terminal 1, è 'Il Giorno'.

All'origine ci sarebbero un "sorpasso azzardato e i gestacci a distanza tra una corsia e l’altra".  "È sceso dalla macchina armato di bastone e mi ha aggredito – ha riferito l'autista Ncc al quotidiano -.Sono riuscito a evitare le prime mazzate: sono un istruttore di arti marziali, so come difendermi.

Nel movimento, però, ho perso gli occhiali: appena mi sono chinato per raccoglierli, mi ha colpito alla testa.Mi sono alzato e gli ho detto 'sei matto'.

Poi ho visto il sangue che colava sul collo e sulla camicia".Quanto al bastone, aggiunge, "l’ha fatto sparire, l’avrà passato ai suoi colleghi.

Ne sono arrivati diversi: nessuno mi ha aiutato, alcuni mi hanno detto che mi avrebbero picchiato perché ero un Ncc".  Il tassista aggressore "non rischia conseguenze penali perché il ferito al momento non l’ha denunciato (è necessaria la querela di parte per lesioni con prognosi inferiore a 40 giorni, ndr); tuttavia, la commissione disciplinare potrebbe rifilargli un lungo stop" conclude l'articolo. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L.A. Water di Natasha Stefanenko a ‘Maredamare’ con la nuova collezione

0

(Adnkronos) – L’estate più calda di sempre ha bisogno di colori, di spazi, di allegria e tanto mare.Anche quest’anno L.A.

Water, la collezione di infradito gioiello di Natasha Stefanenko è pronta a soddisfare le infinite richieste di libertà e fantasia.Sull’onda del successo delle passate collezioni, L.A.Water ha presentato la sua nuova collezione p/e 2025 a Firenze, Fortezza da Basso a 'Maredamare' la Fiera internazionale di riferimento nel panorama europeo per il settore beachwear e resortwear, con oltre 250 collezioni per l’estate 2025 oltre alle nuove tendenze. Per L.A.Water una lunga ricerca per elaborare le nuove tendenze, con uno studio accurato di grafiche esclusive e l’utilizzo dei materiali più performanti.

I temi Damasco, con collier di diamanti luccicanti, Free Spirit, i nuovi temi ispirati al mondo libero e colorato 'boho-chic' insieme al Leopard, Snake e Butterfly, ispirato al magico mondo delle farfalle, rappresentano il cuore della collezione.Natasha rappresenta la voglia di vivere, di sorridere e di essere eleganti, anche quando il termometro segna 36 gradi all’ombra.

Il Team di Smart Trade spa, insieme a suo marito Luca Sabbioni e la bravissima Sara dell’ufficio stile hanno trasportato questo profumo nella nuova collezione, unendo il bello al confortevole, l’eleganza alla libertà.L.A.

Water si contraddistingue sempre per la ricchezza dei particolari senza rinunciare al confort.  La stessa Natasha Stefanenko è a Firenze per seguire promuovere la nuova collezione: "La nuova collezione è meravigliosa, piena di colori, tutto brilla, venite a trovarci".La showgirl poi andrà in vacanza in Brasile, patria delle infradito e fonte di ispirazione, dove ha scattato le ultime campagne fotografiche, ed ancora una volta unirà il riposo al lavoro. —modawebinfo@adnkronos.com (Web Info)