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Il Napoli pareggia col Parma ma resta 1°: al Tardini finisce 0-0

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Non il risultato sperato alla vigilia, ma quello che va bene dopo quanto successo in campo, al Tardini e anche (o forse soprattutto) a San Siro.Tra Parma-Napoli finisce 0-0.

Un punto, lo stesso che ha conquistato l’Inter a San Siro contro la Lazio (2-2) che permette agli azzurri di mantenere un punto di vantaggio a una giornata dalla fine.Sarà, dunque, decisiva l’ultima giornata di campionato, con il Napoli che affronterà il Cagliari al Maradona, mentre l’Inter contro il Como di Fabregas.

Il racconto del match

Nonostante il Napoli resti ancora in testa alla classifica di campionato, la partita non è stata del tutto convincente da parte degli azzurri: nel primo tempo non tantissime occasioni da gol, con l’unico che forse realmente si mette in mostra che è Anguissa, che colpisce il palo.

Nella ripresa, invece, il Napoli prova a costruire un po’ di più e, dopo il palo di Anguissa, colpisce al traversa di Politano.L’azzurro, sulla destra, va sul fondo e crossa col destro.

La palla finisce verso la porta e colpisce la parte superiore della traversa.Al 96′ succede di tutto: Neres sterza sulla destra dell’area e va giù sul contatto con Lovik.

Doveri non ci pensa due volte e fischia calcio di rigore per il Napoli.Il check è lunghissimo e, alla fine, l’arbitro annulla il rigore per un fallo commesso da Simeone poco prima (da quel recupero di palla è poi nato il rigore per il Napoli).

Il tabellino

PARMA (3-5-2): Suzuki; Circati, Leoni (62′ Hainaut), Balogh; Delprato, Sohm, Keita, Hernani (76′ Bernabé), Valeri (84′ Lovik); Bonny (85′ Ondrejka), Pellegrino (85′ Djuric).

All.Chivu.

NAPOLI (4-4-2): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Olivera, Spinazzola (86′ Mazzocchi); Politano (80′ Ngonge), Anguissa, Gilmour (69′ Billing), McTominay; Lukaku (80′ Simeone), Raspadori (69′ Neres).

All.Conte.

Inter-Lazio, tensione tra le panchine. Espulsi Inzaghi e Baroni, cosa è successo

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(Adnkronos) –
Tensione durante Inter-Lazio.Nel big match andato in scena oggi, domenica 18 maggio, a San Siro, e terminato 2-2, ci sono stati momenti di nervosismo in campo ma soprattutto tra le due panchine, quasi venute a contatto nel finale.

I due allenatori, Simone Inzaghi e Marco Baroni, sono stati infatti espulsi dall'arbitro Chiffi.Ma cos'è successo? All'88' un tocco di braccio in area di Bisseck porta il direttore di gara a fermare il gioco e andare al monitor, su segnalazione del Var.

In quel momento Baroni, allenatore della Lazio, stava chiedendo a gran voce l'intervento proprio del Var, comportamento che non è piaciuto al tecnico dell'Inter Simone Inzaghi, che si è rivolto a brutto muso all'ex Lecce e Verona.Ne è nato un parapiglia generale, con i due che sono stati allontanati dai propri collaboratori per poi essere espulsi da Chiffi.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Usa-Ue, Meloni porta Vance e von der Leyen al tavolo: “Passo avanti per unità Occidente”

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(Adnkronos) –
A Roma si riaccende la macchina della diplomazia, ancora una volta sotto il segno del Papa.Se lo scorso mese i funerali di Francesco avevano fatto da sfondo a un incontro storico tra il presidente americano Donald Trump e quello ucraino Volodymyr Zelensky nella Basilica di San Pietro, è ora la cerimonia di intronizzazione di Papa Leone XIV a offrire un nuovo slancio a vertici e bilaterali di rilievo internazionale.

Questa volta, però, con la regia di Giorgia Meloni.La premier italiana porta a casa un risultato di peso, riuscendo a far sedere attorno allo stesso tavolo il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D.

Vance, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.  A Palazzo Chigi va così in scena un trilaterale che dà forma concreta a quell'incontro tra Stati Uniti e Unione europea tanto auspicato da Meloni, da mesi impegnata a tessere un dialogo tra le due sponde dell'Atlantico.Obiettivo: allentare le tensioni su dazi e politiche commerciali, inasprite dalle misure protezionistiche adottate dal tycoon. "Quando un mese fa sono stata ospite del presidente Trump a Washington avevo proposto un incontro tra Unione europea e Stati Uniti, sono molto orgogliosa di avere l'occasione oggi di ospitare due dei leader di Usa e Ue per iniziare un dialogo", dichiara Meloni aprendo l'incontro.

Nella sede del governo non c'è Trump, ma il suo numero due.Eppure, come fanno notare fonti vicine al dossier, poco importa: il trilaterale rappresenta un importante risultato diplomatico per la premier italiana ("il nostro lo abbiamo fatto, ora tocca a loro", ossia a Vance e Ursula).

Le dichiarazioni di benvenuto davanti alla stampa si svolgono nel cosiddetto salotto giallo, al primo piano di Palazzo Chigi, dove il presidente del Consiglio riceve capi di Stato e delegazioni.I tre leader sono seduti attorno a un tavolo bianco, alle cui spalle campeggiano le bandiere italiana, americana ed europea: una scenografia simbolica che rappresenta il ruolo di ponte che l'Italia tenta di giocare sullo scacchiere internazionale.  Meloni, non a caso, insiste sul valore strategico del dialogo transatlantico: "Noi sappiamo che ci sono molte questioni da discutere, sappiamo anche che ci sono dei problemi che vanno superati, sappiamo soprattutto quanto le nostre relazioni, le relazioni tra Europa e Stati Uniti siano fondamentali nell'ambito di un Occidente che vuole mantenere la sua unità, la sua forza, che deve essere ancora in grado di disegnare la rotta".  
Tra i temi sul tavolo, in primo piano i dazi: "Sappiamo quanto siano importanti le nostre relazioni commerciali e siamo qui ovviamente per discutere di tutto questo.

Io spero che la giornata di oggi possa essere un primo incontro e un nuovo inizio", afferma la premier.E ancora: "Per la materia commerciale voi sapete che la competenza in Europa è della Commissione, quindi il ruolo dell'Italia è soprattutto un ruolo legato alla necessità, alla voglia, di favorire il dialogo".

Le relazioni economiche tra Usa e Ue "valgono il 30% dell'intercambio mondiale", ricorda Meloni, rivendicando il ruolo dell'Italia come facilitatore di un dialogo "franco e aperto". Per quanto riguarda la crisi ucraina, ieri, a quanto apprende l'Adnkronos, Meloni ha avuto anche un colloquio telefonico con Donald Trump, anche in vista dell’annunciata telefonata tra il presidente Usa ed il leader russo Vladimir Putin.  Anche il vicepresidente americano J.D.Vance, accompagnato dal segretario di Stato Marco Rubio, evidenzia la portata dell'incontro, ringraziando l'Italia per l'accoglienza: "Una delle cose che Giorgia Meloni si è offerta di fare, e il presidente Trump ed io siamo felici di accettare, è quella di costruire ponti tra Usa e Europa".

Il vice di Trump ribadisce poi il valore dell'alleanza euroamericana, pur riconoscendo le divergenze: "Ho detto più volte che penso che l'Europa è un importante alleato degli Stati Uniti, i singoli Stati europei sono importanti alleati degli Stati Uniti, ovviamente abbiamo alcuni disaccordi come succede tra amici".Tra i temi divisivi cita il commercio, ma sottolinea anche che ci sono "molte cose su cui andiamo d'accordo e molte cose su cui possiamo lavorare insieme".

Infine, Vance esprime ottimismo: "Penso che avremo un grande colloquio e spero che sarà l'inizio di un negoziato commerciale a lungo termine".  Dal canto suo, von der Leyen rimarca l'importanza di "raggiungere un buon accordo per entrambe le parti" sul fronte commerciale, in particolare sui dazi.E spiega che i tecnici statunitensi e quelli della Commissione europea sono attivamente impegnati nell'analisi dei documenti, ricordando che "il diavolo si nasconde nei dettagli", a conferma della complessità del negoziato in corso.

Sul dossier ucraino, la presidente della Commissione ribadisce "il desiderio di una pace giusta e duratura", un obiettivo condiviso dai protagonisti del trilaterale.Rivolgendosi direttamente al vicepresidente americano, aggiunge: "So quanto lei sia impegnato a porre fine a questa guerra e la ringrazio per questo.

Quindi, ciò che è importante ora è certamente che si continui a insistere, che le cose si stiano muovendo in avanti.Credo che la prossima settimana sarà cruciale a questo proposito". Lo stesso Vance ha incontrato Zelensky a Villa Taverna, subito dopo la cerimonia di inizio pontificato di Papa Leone XIV.

Non manca, infine, un riferimento esplicito al tema della difesa, altra questione spinosa sul tappeto delle relazioni tra Usa e Ue.Von der Leyen riconosce: "So che gli Stati membri europei devono aumentare gli investimenti nella difesa".

E dunque rivendica come la Ue abbia consentito "l'utilizzo di fino a 800 miliardi di euro nei prossimi quattro anni per gli investimenti nella difesa", aggiungendo: "Sappiamo cosa significhi un'Europa forte, e anche una Nato forte.Quindi, faremo certamente il punto della situazione al vertice Nato" in programma a L'Aia il mese prossimo.   Al termine del colloquio, durato circa un'ora, Meloni affida a X il suo commento, manifestando piena soddisfazione.

La premier parla di un "confronto costruttivo", dicendosi "orgogliosa di questo passo in avanti per l'unità dell'Occidente".L'organizzazione del tavolo tra Stati Uniti e Unione europea contribuisce, almeno per un giorno, a relegare sullo sfondo le polemiche interne esplose dopo l'assenza della premier al summit dei "volenterosi" tenutosi venerdì scorso a Tirana, cui hanno preso parte anche Volodymyr Zelensky e Donald Trump (collegato da remoto).

Un'assenza che ha alimentato nuove tensioni tra Roma e Parigi, dopo le parole taglienti del presidente francese Emmanuel Macron, che aveva definito "fake news" le dichiarazioni di Meloni sull'ipotesi di invio di truppe europee in Ucraina.  In casa Fratelli d'Italia, l'incontro viene salutato come un "successo diplomatico straordinario" per la leader di via della Scrofa.Qualcuno arriva a evocare la "Pratica di Mare" di Meloni, ma per il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli si tratta di "qualcosa di più": nel vertice del 2002, dice all'Adnkronos l'esponente di Fratelli d'Italia, "Berlusconi suggellava un trionfo, con l'ex nemico, la Russia, che diventa 'partner' dell'Occidente.

Oggi Meloni evita la rottura disastrosa tra alleati di lunga data".  Nell'incontro trilaterale "i leader hanno avuto discussioni costruttive su molte questioni", si legge in una nota della Casa Bianca che sottolinea che tra le questioni affrontate vi è "l'obiettivo del presidente Trump di ribilanciare il commercio, il miglioramento della sicurezza della catene di approvvigionamento, l'aumento della cooperazione in materia di difesa, l'affrontare le comuni sfide dell'immigrazione e il mettere fine alla carneficina in Ucraina". (di Antonio Atte) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni Polonia, testa a testa Trzaskowski-Nawrocki: si va al ballottaggio

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(Adnkronos) – Il sindaco di Varsavia Rafał Trzaskowski ha ottenuto il 30,8% alle presidenziali polacche mentre il candidato dei conservatori del Pis, Karol Nawrocki è arrivato al 29,15.Si confermano quindi le previsioni che vedono i due al ballottaggio del prossimo primo giugno, anche se si prevedeva un vantaggio più accentuato per il sindaco europeista.  Nel primo commento dopo gli exit poll, lo stesso Trzaskowski ha ammesso che i risultati indicano "un testa a testa".

Ma a preoccupare il suo team è anche il fatto che il terzo posto negli exit poll è andato, con il 15,4%, a Slawomir Mentzen, libertario di destra che ha raccolto il voto di protesta.E al quarto posto, con il 6.2%, compare, a sorpresa, il candidato di estrema destra, Grzegorz Braun, sotto inchiesta per aver usato un estintore per spegnere un candelabro di Hanukkah nel Parlamento polacco.

La partita finale si preannuncia quindi serrata e incerta. In vista del ballottaggio Donald Tusk ha lanciato un appello: "Sta iniziando la partita decisiva.Lotta dura per ogni voto.

Queste due settimane decideranno il futuro della nostra Patria.Per questo nessun passo indietro".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inter-Lazio 2-2: la doppietta di Pedro frena il sorpasso scudetto di Inzaghi

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(Adnkronos) –
Pareggio tra Inter e
Lazio nella penultima giornata di Serie A.Oggi, domenica 18 maggio, il big match a San Siro è terminato 2-2 grazie ai gol, due per tempo, di Yann Aurel Bisseck e Denzel Dumfries per i nerazzurri a cui ha risposto la doppietta di Pedro.

Con questo pareggio la squadra di Inzaghi sale a 78 punti in classifica, ma rimane a -1 dal Napoli capolista.Quella di Baroni invece raggiunge quota 65, scavalcata dalla Roma e ora a -2 dal quarto posto occupato dalla Juventus.  Partita bloccata in avvio, con l'Inter che prova a girare il pallone e sfondare per vie centrali.

La Lazio, memore dei sei gol presi all'Olimpico, tiene le linee strette e riparte con velocità sfruttando la gamba di Nuno Tavares sulla sinistra, al rientro dall'infortunio, e di Isaksen sulla destra.L'obiettivo biancoceleste è togliere ritmo ai nerazzurri, così si legge la scelta di Vecino trequartista di 'contenimento', e colpire in contropiede.

Con il passare dei minuti sale la pressione della squadra d'Inzaghi.L'Inter fa salire i difensori per creare superiorità e protesta proprio per una leggera spinta di Rovella su Bisseck, troppo poco per concedere rigore.

La prima vera conclusione della partita la firma alla mezzora Dimarco.L'esterno dell'Inter riceve dal limite dell'area e calcia con il sinistro, trovando la parata di Mandas.

Nel momento di massima pressione nerazzurro, i biancocelesti sfiorano il gol con Isaksen, che riceve sulla sinistra e fa girare il destro, non trovando il palo lontano per centimetri.Passa un solo minuto ed è ancora il danese ad avere sui piedi l'occasione più grossa del match.

Isaksen riceve in profondità e scappa via ritrovandosi a tu per tu con Sommer, che lo mura con i piedi.Gol sbagliato, gol subito.

In pieno recupero, al 47', l'Inter trova il vantaggio su calcio d'angolo: su un pallone rimasto vacante in area si fionda Bisseck, che ha il tempo di controllare e calciare sotto la traversa infilando Mandas e chiudendo così il primo tempo. La Lazio prova a partire forte.Rovella amministra il gioco, Castellanos si muove e libera spazio in area per i centrocampisti, con Vecino che per poco non trova il pallone in area.

L'Inter si riorganizza a difesa del risultato ma non rinuncia ad attaccare, mentre la Lazio inizia ad innervosirsi.La partita si fa fisica, con tanti contrasti in mezzo al campo e cartellini che volano da una parte e dall'altra.

La Lazio prova a sfruttare le palle inattive, ma Gila non inquadra la porta di testa su corner.La squadra di Baroni continua a spingere e sfiora il pari al 70': Dia si ritrova solo davanti a Sommer, su un bellissimo assist in profondità di Castellanos, ma ancora una volta il portiere svizzero è decisivo e salva i suoi.

Al 72' però arriva il pareggio della Lazio.Pedro riceve in area da Vecino e mette in porta il pallone dell'1-1.

L'arbitro inizialmente annulla per fuorigioco, poi, richiamato dal Var, rettifica la sua decisione e assegna la rete ai biancocelesti.Il pari della Lazio però dura soltanto otto minuti.

All'80' Calhanoglu disegna un cross sul secondo palo da calcio di punizione, dove arriva Dumfries, che stacca più alto di tutti e riporta avanti i suoi.Nel finale arriva l'ennesimo episodio decisivo del match.

Bisseck tocca con il braccio il pallone in area, Chiffi lascia giocare ma viene richiamato dal Var e assegna calcio di rigore per la Lazio.Sul dischetto si presenta Pedro, che al 90' incrocia il destro e pareggia ancora i conti.

In pieno recupero Arnautovic ha una clamorosa occasione a porta spalancata, ma cicca il pallone e favorisce la parata di Mandas.Sempre all'attaccante nerazzurro viene annullato un gol, poco dopo, per fuorigioco.

Termina quindi 2-2 a San Siro.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Leone XIV inaugura il pontificato: “Una Chiesa unita per un mondo diviso”

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(Adnkronos) – Nel pieno di un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche, guerre, crisi ambientali e profonde fratture sociali, Papa Leone XIV ha dato inizio al suo ministero petrino con un messaggio che guarda lontano: unità, carità e missione.Nell'omelia pronunciata in Piazza San Pietro davanti a 200.000 fedeli e 156 delegazioni internazionali e 39 ecumeniche, Robert Francis Prevost ha indicato la rotta per un pontificato che si propone come guida spirituale in un mondo frammentato, ereditando la lezione pastorale e universale di Papa Francesco, scomparso solo poche settimane fa. 
Le prime parole di Leone XIV sono state cariche di memoria e gratitudine verso il predecessore.

La scomparsa di Papa Francesco, avvenuta a ridosso della Pasqua, ha lasciato una comunità ecclesiale scossa, "come pecore senza pastore".E proprio dalla luce della Risurrezione, ha detto il nuovo Papa, la Chiesa ha attinto la forza per affrontare questo passaggio epocale.

Il riferimento al Conclave – definito come un momento in cui lo Spirito ha "accordato i diversi strumenti musicali" – sottolinea la volontà di preservare l'unità nella diversità: un tema ricorrente nell'omelia e, con ogni probabilità, un filo conduttore del nuovo pontificato. Papa Leone XIV – il cui nome richiama esplicitamente Leone XIII, padre della dottrina sociale della Chiesa, regnante dal 1878 al 1903 – si è presentato con parole di grande umiltà: "Sono stato scelto senza alcun merito", ha detto, dichiarando di voler essere "servo della vostra fede e della vostra gioia".Una formula che richiama tanto San Paolo quanto le recenti stagioni sinodali volute da Francesco: una Chiesa "in uscita", che accompagna e ascolta, più che comandare. Il passaggio più denso teologicamente è stata l'interpretazione del dialogo tra Gesù e Pietro nel Vangelo di Giovanni, dove il verbo greco 'agapao' – l'amore gratuito di Dio – incontra la risposta umana più fragile, fatta di amicizia ('phileo'). È qui, dice Leone XIV, che nasce il vero primato di Pietro: non nel potere, ma nella capacità di "amare di più", fino al dono della vita. "La Chiesa di Roma presiede nella carità", ha ribadito il Papa, richiamando un'antica espressione della tradizione cristiana.

E proprio questa carità, intesa come servizio e dono, è la chiave per interpretare il suo ruolo: non un "capo posto al di sopra degli altri", ma un fratello tra i fratelli, pastore che cammina con il popolo. Non è un messaggio puramente spirituale: è una visione ecclesiologica precisa, con implicazioni concrete sul piano della sinodalità, della corresponsabilità e dell'ecumenismo.Leone XIV ha parlato di una Chiesa composta da "pietre vive", da costruire insieme "nella convivenza delle diversità".

Una frase che suona come una conferma della strada aperta dai processi sinodali degli ultimi anni. Accanto alla riflessione sul ruolo del Papa, l'omelia ha lanciato un messaggio chiaramente rivolto al mondo: la Chiesa, ha detto Leone XIV, deve essere "lievito di unità e di pace" in una società attraversata da divisioni, disuguaglianze, violenze e sfruttamento ambientale.La denuncia è chiara: "Un paradigma economico che sfrutta la Terra ed emargina i poveri" non è compatibile con il Vangelo. Non è mancato l'appello al dialogo interreligioso e all'incontro con chi "coltiva l'inquietudine della ricerca di Dio".

L'obiettivo, ha spiegato Papa Prevost, è costruire "una sola famiglia umana", in cui l'unità non significa uniformità, ma riconciliazione tra le differenze. Nel finale, il richiamo all'enciclica "Rerum Novarum" di Leone XIII, promulgata il 15 maggio 1891, non è stato solo un omaggio storico: è una scelta d'identità.Il nuovo Papa ha ripreso una domanda del suo predecessore ottocentesco: "Se la carità di Dio prevalesse nel mondo, non cesserebbe forse ogni dissidio?".

La sua risposta sembra essere un sì convinto, e indica che il suo pontificato non si limiterà alla guida spirituale, ma avrà anche un'impronta fortemente sociale, protesa verso la giustizia, la pace e l'equità. L'inizio del ministero di Papa Leone XIV segna un passaggio delicato e decisivo nella storia recente della Chiesa cattolica.Dopo la stagione carismatica di Francesco, il nuovo pontefice sembra voler custodire quell'eredità per rilanciarla in una forma nuova: meno centrata sulla figura papale, più fondata sulla comunione, sulla corresponsabilità e sull'ascolto dello Spirito. 
"Questa è l'ora dell'amore", ha proclamato.

Se questa visione si tradurrà in scelte concrete – riforme, gesti, alleanze, intese – lo diranno i prossimi mesi.Ma fin dal primo giorno, Papa Leone XIV ha voluto chiarire che il suo pontificato non sarà una gestione del potere, bensì una testimonianza d'amore. (di Paolo Martini) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Parma-Napoli 0-0 e Inter-Lazio 2-2, azzurri vedono scudetto

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(Adnkronos) – Il Napoli pareggia 0-0 sul campo del Parma ma, complice il 2-2 tra Inter e Lazio, compie il passo decisivo per lo scudetto, ipotecato ad una giornata dalla fine del campionato.Gli azzurri comandano la classifica con 79 punti e una lunghezza di vantaggio sull'Inter.

Ai partenopei basterà battere il Cagliari già salvo domenica prossima, nella 38esima giornata in programma al Maradona.  La tensione si fa sentire per tutto il match.Il Napoli fatica a creare gioco, in mezzo al campo solo Anguissa sembra in grado di abbinare fiato e lucidità.

McTominay, in condizioni non perfette, non dà il solito apporto.Il Parma, che vede la salvezza ad un passo, pensa soprattutto a contenere ma non rinuncia a pungere con le iniziative di Bonny, che nella prima mezz'ora chiama Meret ad un paio di parate ordinarie. Il Napoli non trova sbocchi perché Lukaku non vince il duello fisico con Leoni, impeccabile fino a quando un infortunio non lo costringe ad uscire dopo un'ora.

Le chance degli azzurri sono legate ad iniziative individuali.Splendida quella di Anguissa che al 33' si inventa la conclusione per bucare Suzuki: il palo dice no.

Nella ripresa, il Napoli vorrebbe ma non può.La pressione non produce opportunità con palla in movimento.

Il gol diventa più di un'ipotesi quasi per caso: al 58' un tiro-cross di Politano bacia la parte alta della traversa. Il montante dà una mano a Suzuki anche al 72', quando il portiere devia la punizione di McTominay.Il finale è tutto nervi, come dimostrano le espulsioni dei due allenatori: rosso per Chivu e per Conte.

Sui titoli di coda, l'ultimo brivido.Neres viene steso in area emiliana, rigore.

Anzi, no.Doveri corre al Var, riavvolge il nastro e revoca il penalty al 99' per un fallo di Simeone.

Il Napoli non vince, l'Inter nemmeno: lo scudetto è quasi azzurro. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Biden è malato, ex presidente Usa ha cancro alla prostata aggressivo

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(Adnkronos) –
All’ex presidente degli Stati Uniti Joe Biden è stato diagnosticata una forma "aggressiva" di tumore alla prostata con metastasi ossee, come annunciato dal suo ufficio stampa.Biden, 82 anni, ha ricevuto la diagnosi venerdì.

L'ex presidente sta attualmente valutando insieme ai medici le opzioni di trattamento più adatte. "La scorsa settimana, il presidente Joe Biden è stato visitato per una nuova evidenza di un nodulo alla prostata, dopo un aumento dei sintomi urinari.Venerdì gli è stato diagnosticato un cancro alla prostata, caratterizzato da un valore di Gleason di 9 (Grado Gruppo 5) con metastasi ossee", si legge nel comunicato.

La scala di Gleason, con valori da 2 a 10, definisce l'aggressività del tumore.Nei giorni scorsi, un portavoce dell'ex presidente aveva fatto riferimento ad esami dopo l'individuazione di un "piccolo nodulo". Secondo il comunicato, nonostante la gravità della malattia, il tumore sembra essere sensibile agli ormoni, il che permette una gestione efficace della condizione.

Biden e la sua famiglia sono impegnati a prendere decisioni informate sul percorso terapeutico da seguire nei prossimi mesi.Secondo la Cnn, Biden ha trascorso il weekend nella sua casa di Wilmington, in Delaware. Biden, durante l'estate 2024, ha rinunciato alla propria candidatura per le elezioni che sono andate in scena a novembre dello scorso anno.

I democratici hanno candidato Kamala Harris, sconfitta da Donald Trump.Nel corso del suo mandato presidenziale, Biden si è sottoposto a febbraio 2024 all'ultimo check up di routine al Walter Reed National Military Center, come previsto per ogni presidente.

Nel referto stilato dal dottor Kevin O’Connor non venivano evidenziati "nuovi motivi di preoccupazione" e Biden veniva definito "idoneo per il ruolo".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Treni, sciopero nazionale del personale Fs il 23 maggio: orario, chi si ferma

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(Adnkronos) – Sciopero nazionale venerdì 23 maggio nel settore dei treni.L'agitazione è stata proclamata dalle ore 1:00 alle ore 23:59 da alcune sigle sindacali autonome del personale del Gruppo Fs Italiane, Trenitalia, Trenitalia Tper.

Lo comunica le Ferrovie dello Stato in una nota.  Lo sciopero era inizialmente previsto per il 17 maggio, ma era stato revocato in seguito all’appello della Commissione di garanzia per non creare eccessivi disagi in occasione della prima messa di papa Leone XIV, che sarà domenica a Roma. Sono garantiti i servizi essenziali previsti in caso di sciopero nei giorni feriali dalle ore 6:00 alle ore 9:00 e dalle ore 18:00 alle ore 21:00.Gli elenchi dei servizi garantiti sono consultabili sull’Orario ufficiale Trenitalia e su www.trenitalia.com. I passeggeri che intendono rinunciare al viaggio possono chiedere il rimborso a partire dalla dichiarazione di sciopero: – fino all’ora di partenza del treno prenotato, per i treni Intercity e Frecce; – fino alle ore 24:00 del giorno antecedente lo sciopero stesso, per i treni Regionali; in alternativa possono riprogrammare il viaggio, a condizioni di trasporto simili, non appena possibile, secondo la disponibilità dei posti. Informazioni su collegamenti e servizi anche attraverso l’app Trenitalia, la sezione Infomobilità del sito trenitalia.com, il numero verde gratuito 800 89 20 21, oltre che nelle biglietterie e presso il personale di assistenza clienti.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Grande condottiero, romanista vero’: Ranieri, omaggio da brividi dell’Olimpico – Video

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(Adnkronos) – "Un grande condottiero, un romanista vero".Prima del fischio d'inizio di Roma-Milan, la Curva Sud dell'Olimpico ha omaggiato così il tecnico giallorosso Claudio Ranieri, all'ultima partita in casa della sua carriera in panchina.

Il settore più caldo del tifo romanista si è colorato con cartoncini gialli e rossi, che hanno creato la scritta "Claudio Ranieri" sulla parte sinistra.Sulla destra, invece, accanto allo stemma del club lo striscione per ringraziare il tecnico con poche parole.   " Un grande condottiero, un romanista vero".

A sottolineare, ancora una volta, il grande legame con il tecnico di Testaccio.Prima di un big match, quello contro il Milan, pesantissimo in ottica corsa Champions.

Ranieri ha risposto poi al ringraziamento del pubblico con un lungo applauso e occhi visibilmente commossi.Per lui, è arrivato anche un messaggio della tribuna Tevere: "Grazie per sempre, Claudio Ranieri".   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Verso la Storia: Inizia la Vendita dei Biglietti per Juve Stabia – Cremonese

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Castellammare di Stabia è in fermento per un evento storico. La S.S. Juve Stabia si prepara ad affrontare la Cremonese nella semifinale d’andata dei Play Off di Serie BKT, un traguardo mai raggiunto nei suoi 118 anni di storia. L’impresa di aver superato il Palermo con una vittoria per 1-0, grazie alla rete di Adorante, ha acceso l’entusiasmo di tutta la città, pronta a sostenere le Vespe in questo momento cruciale.

La società gialloblù ha comunicato che la vendita dei biglietti per questa importantissima sfida, in programma allo stadio “Romeo Menti” mercoledì 21 maggio alle ore 20:30, inizierà lunedì 19 maggio alle ore 10:00 e proseguirà fino all’inizio della partita.

Per questa speciale occasione, la S.S. Juve Stabia precisa che non saranno rilasciati accrediti o titoli di favore di alcun genere. Un segnale chiaro della grande attesa e dell’importanza della posta in palio.

Di seguito i prezzi dei tagliandi per i vari settori dello stadio:

  • Tribuna Roberto Fiore: Euro 100,00 + Euro 2,00 (diritti di prevendita) – Non è previsto il ridotto
  • Tribuna Monte Faito A e B: Euro 50,00 + Euro 2,00 (diritti di prevendita) – Ridotto under 16/donna: Euro 40,00 + Euro 2,00 (diritti di prevendita)
  • Tribuna Quisisana: Euro 30,00 + Euro 2,00 (diritti di prevendita) – Ridotto under 16/donna: Euro 25,00 + Euro 2,00 (diritti di prevendita)
  • Tribuna Varano: Euro 25,00 + Euro 2,00 (diritti di prevendita) – Ridotto under 16/donna: Euro 20,00 + Euro 2,00 (diritti di prevendita)
  • Curva Sud: Euro 20,00 + Euro 2,00 (diritti di prevendita) – Ridotto under 16/donna: Euro 15,00 + Euro 2,00 (diritti di prevendita)

I tifosi potranno acquistare i biglietti presso i seguenti punti vendita dislocati sul territorio:

  • Store Juve Stabia, c.so Garibaldi, 24
  • Bar Dolci Momenti, Via G. Cosenza 192
  • Bar Gialloblu, Viale Europa 101
  • Tabaccheria del Corso, Corso Vittorio Emanuele 11
  • Planet Davidos, C.so Alcide De Gasperi 114/116
  • Anca Caffè, Strada Panoramica 1b/1c
  • Movida Caffè, Via Napoli 297
  • Il Bar del Porto, via Bonito, 123
  • Napodos Caffè, via Regina Margherita, 196
  • Tabaccheria Muratori, via Napoli, 229

L’appello della società e dei giocatori è chiaro: riempiamo il “Romeo Menti”! In questo momento storico, il calore e il sostegno del pubblico stabiese possono rappresentare un’arma in più per le Vespe. Non perdiamo l’occasione di essere protagonisti di questa pagina indimenticabile del calcio castellammarese. L’appuntamento con la storia è fissato, ora tocca a noi colorare di gialloblu il nostro fortino!

Elezioni Romania, exit poll: Dan in vantaggio su Simion nelle presidenziali

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(Adnkronos) – Nicusor Dan verso la vittoria al secondo turno delle presidenziali in Romania.Conteggiati il 49.8% dei voti totali, il candidato europeista sarebbe davanti con il 50.4% contro il 49.6% dello sfidante del partito nazionalista George Simion.

Lo riporta il Guardian.  Secondo il primo exit poll realizzato da Avangarde per Tvr1 il sindaco di Bucarest è in testa con il 54,9%, mentre Simion è al 45,1%.Anche un secondo exit poll conferma il vantaggio del candidato europeista, con Dan al 54,1% e Simion al 45,9.  Un fattore in favore del sindaco di Bucarest è stata l'alta affluenza, che ha raggiunto il 65%.

Ma, sottolinea il Guardian, bisogna ricordare che al primo turno gli exit poll sottostimarono di 10 punti il risultato del leader di Aur che poi vinse con un ampio vantaggio.Inoltre, osserva ancora il sito del giornale britannico, gli exit poll "non sembrano tener conto nel voto cruciale della diaspora".   "Io sono il nuovo presidente e restituisco il potere ai romeni", afferma George Simion contestando l'affidabilità degli exit poll che danno il suo avversario Nicusor Dan nelle presidenziali in Romania in testa di almeno 9 punti, dichiarandosi già vincitore delle elezioni.

Il leader nazionalista ha infatti affermato che le sue stime gli danno almeno 400mila voti in più rispetto al sindaco di Bucarest.   "I romeni vogliono il dialogo, non l'odio", il primo commento di Nicusor Dan, subito dopo la diffusione degli exit poll.Il sindaco di Bucarest ha anche lodato, "l'impressionante forza" della società romena, riporta il Guardian.   Il governo romeno ha denunciato una "campagna virale di false informazioni" sui social network, in particolare su Telegram, con l’obiettivo di "influenzare il processo elettorale".

Secondo Bucarest, l’operazione "porta ancora una volta le caratteristiche di un’ingerenza russa".La dichiarazione è stata pubblicata su X dal portavoce del ministero degli Esteri romeno, in un momento di forte tensione mediatica legata al ballottaggio per le presidenziali tra l'ultraconservatore George Simion e il sindaco europeista di Budapest, Nicusor Dan.  Il comunicato arriva poche ore dopo le affermazioni del fondatore di Telegram, Pavel Durov, che aveva accusato – senza nominarla esplicitamente – la Francia di aver tentato di "silenziare le voci conservatrici" in Romania.

Parigi ha smentito con fermezza: "Si tratta di accuse infondate che respingiamo totalmente", ha dichiarato un portavoce del governo francese.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Serie A, oggi la 37ª giornata – Tutte le partite in diretta

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(Adnkronos) – Si gioca oggi, domenica 18 maggio, la 37ª giornata di Serie A, tutta in contemporanea.Alle 20:45 ci saranno 9 partite: Parma-Napoli, Cagliari-Venezia, Fiorentina-Bologna, Hellas Verona-Como, Inter-Lazio, Juventus-Udinese, Lecce-Torino, Monza-Empoli, Roma-Milan. 
SEGUI LE PARTITE IN DIRETTA
  Ecco dove vedere le partite della 37esima giornata di Serie A: Cagliari-Venezia, Hellas Verona-Como, Juventus-Udinese, Monza-Empoli, Parma-Napoli e Roma-Milan saranno visibili in esclusiva su Dazn.

Inter-Lazio, Lecce-Torino e Fiorentina-Bologna saranno visibili anche su Sky.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Regione Friuli Venezia Giulia, assessori Lega rimettono deleghe: “Crisi ormai aperta”

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(Adnkronos) –
Alla Regione del Friuli Venezia Giulia è crisi ormai aperta. "Abbiamo rimesso tutte le nostre deleghe nelle mani del Presidente, confermandogli piena fiducia e affinché possa decidere con la massima serenità il da farsi", ha annunciato, in una nota, il segretario della Lega del Friuli Venezia Giulia Marco Dreosto al termine di un vertice di maggioranza tra i segretari regionali delle forze politiche.  Questi, si legge nella nota, "hanno affrontato con preoccupazione la situazione venutasi a creare dopo le dichiarazioni del ministro Ciriani (sulla gestione del nuovo ospedale di Pordenone, ndr), che di fatto, hanno aperto un’irresponsabile crisi di maggioranza.Parole che rappresentano una forzatura rispetto all’equilibrio e all’autonomia della gestione regionale, mosse più da ambizioni politiche personali che da un reale interesse per il buon governo del territorio".  "La Lega – continua Dreosto – non ha mai usato la stampa per sollevare criticità: i problemi, quando ci sono, si affrontano nei luoghi istituzionali, con responsabilità, specie tra alleati.

Come primo partito della maggioranza, difendiamo la dignità del nostro ruolo e respingiamo esternazioni opache e strumentali che tentano di mettere in discussione l’operato del Presidente Fedriga e della sua Giunta, che continuano a godere di un ampio consenso tra i cittadini".  Dreosto precisa poi che Fedriga ha comunicato l’intenzione di confrontarsi con il segretario nazionale di Fratelli d’Italia prima di assumere ulteriori decisioni.   In merito alla crisi di maggioranza residente della Regione Massimiliano Fedriga, afferma: “Chiedo senso di responsabilità e non voglio entrare in questo dibattito che è lontano dall’interesse collettivo.Se l’interesse della mia regione è in primo piano, ci sono.

Altrimenti no.I giochetti politici che non mi hanno mai appassionato dobbiamo tenerli lontani e non devono prevalere sulla responsabilità che ci hanno dato i cittadini, peraltro con un consenso enorme.

Inoltre, l’ospedale di Pordenone non è in ritardo, perché è un ritardo su un anticipo dei tempi”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner, complimenti e sfida ad Alcaraz: “Per ora sei il più forte”

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(Adnkronos) –
Dopo la sconfitta, la nuova sfida.Jannik Sinner è stato battuto da Carlos Alcaraz nella finale degli Internazionali d'Italia 2025.

Il tennista azzurro ha perso oggi, domenica 18 maggio, in due set nell'ultimo atto del Masters 1000 di Roma e, durante la premiazione, si è voluto congratulare con lo spagnolo: "Parlo in italiano?Ok, capisci.

Bravo Carlos, complimenti a te e alla tua squadra.Avete fatto un grandissimo lavoro e sei il giocatore da battere a Parigi.

Sei il giocatore più forte sulla terra battuta e in questo momento sei il più forte".  "Vorrei ringraziare il mio team, abbiamo passato tre mesi affatto facili.Essere qui è già un risultato, ci siamo allenati tanto.

Il torneo è totalmente diverso, possiamo essere orgogliosi: abbiamo portato a casa un trofeo speciale, anche se volevamo quell'altro", ha detto Sinner, "questo è il torneo più speciale per me e per tutti gli italiani.Jasmine ha vinto singolare e doppio, io e Lorenzo (Musetti, ndr) abbiamo fatto la nostra parte nel torneo maschile: siamo un grandissimo gruppo".  "Un ringraziamento speciale ai miei amici che sono qui e alla mia famiglia, in particolare a mio fratello che invece di essere qui ha preferito andare a Imola per vedere la Formula 1", ha continuato Sinner ridendo, "per finire, grazie al pubblico straordinario: mi avete dato tanta energia e tanto coraggio, ho dato tutto quello che avevo oggi.

E' stato un buon test, è stato speciale". Sinner ha incassato anche i complimenti di Alcaraz: "Sei stato fuori tre mesi, non immagino quanto sia stato duro per te, la tua famiglia, il tuo team.Sei rientrato con una prestazione grandissima, arrivando fino alla finale: hai fatto qualcosa di fantastico.

Non mi stancherò mai di dire che persona splendida tu sia, con la tua dedizione al lavoro.Sei un esempio". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inter-Lazio, oggi il match in diretta

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(Adnkronos) – L'Inter oggi riceve la Lazio per inseguire lo scudetto.Nel match della 36esima giornata, in diretta tv e streaming, i nerazzurri hanno bisogno di una vittoria per insidiare il Napoli, capolista con una lunghezza di vantaggio.

La Lazio, quarta con 64 punti insieme alla Juventus, cerca la qualificazione alla prossima Champions League.  Inter-Lazio sarà visibile su Dazn, ma anche sui canali Sky Sport.Il match sarà disponibile anche in streaming sulla piattaforma Dazn, sull'app Sky Go e NOW.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Parma-Napoli, oggi il match in diretta

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(Adnkronos) – Il Napoli in campo a Parma oggi per un match con vista scudetto.Gli azzurri, primi in classifica con 78 punti e una lunghezza di vantaggio sull'Inter, oggi 18 maggio 2025 – in una gara in diretta tv e streaming – fanno visita agli emiliani, che hanno 32 punti e sono ad un passo dalla salvezza.   Parma-Napoli visibile in esclusiva su Dazn.

Per gli abbonati a Sky con Zona Dazn, partita disponibile anche al canale 214.La partità sarà visibile in streaming su Sky Go, Now e Dazn.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner, svanisce il sogno. Alcaraz re di Roma, vince gli Internazionali

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(Adnkronos) –
Jannik Sinner ha perso la finale degli Internazionali d'Italia 2025.Il tennista azzurro oggi, domenica 18 maggio, si è arreso a Carlos Alcaraz, che ha trionfato nel Masters 1000 di Roma in due set con il punteggio di 7-6 (5), 6-1.

Alcaraz vince così per la prima volta sulla terra del Foro, mentre il Centrale deve rimandare il sogno di vedere la vittoria di un tennista azzurro nel torneo di 'casa', con l'ultimo successo italiano, nel tabellone maschile, che rimane quello di Adriano Panatta nel 1976.   Ci sono giorni, che nessun appassionato di sport può perdersi.Partite, destinate a fare la storia.

Sinner-Alcaraz assomiglia tanto a quell'Italia-Germania Ovest passata alla storia come 'la partita del secolo'.Sport diversi, contesti diversi, certo.

Ma quella tra l'azzurro e lo spagnolo è una delle grandi rivalità del nostro tempo, con i protagonisti destinati a dominare il tennis per chissà quanti anni a venire.Come prima di loro era stato per Federer e Nadal, per Messi e Ronaldo, per Alì e Frezier.

Diversi in tutto, accomunati dal talento.Sinner-Alcaraz sembra una sfida tra due filosofie, più che tra due tennisti.

L'ordine che sfida il caos.Ma senza scomodare Nietzsche, in loro vive il dibattito che alimenta un'antitesi diventata, negli ultimi anni, costitutiva del calcio.

L'eterna lotta tra 'risultatisti' e 'giochisti', le scuole di Mourinho e Guardiola applicate al tennis.E poco importa chi sia più forte.

Il risultato, in giornate come queste, conta fino a un certo punto.Alla fine, a vincerci, è sempre lo spettacolo.

E soprattutto le emozioni che solo lo sport, come poche altre cose al mondo, sa regalare.  Tutti, sulle tribune arancioni 'carota' del Centrale, hanno la sensazione di star assistendo a un pezzo di storia.E quell'attesa, l'hype, come direbbe la Gen Z, si inizia a respirare ben prima di questo caldo pomeriggio romano.

Attraversa le strade del Foro e incontra gli sguardi di tutti quelli che in queste due settimane hanno urlato e tifato per Sinner.Che hanno voluto ricordargli che, nonostante tutto quello che ha passato, è sempre lui il numero uno.

E quando il completo nero di Jannik esce dal tunnel, il Centrale è pronto.L'intensità dell'urlo che lo accompagna in campo si era sentito solo contro Navone, al ritorno dopo i tre mesi di sospensione.

Alzi la mano chi, quel giorno, pensava che Sinner potesse arrivare fino a qui.E chi immaginava che di fronte a lui, alla prima finale dal suo rientro, potesse esserci il rivale di sempre.

Jannik aveva spiegato che, per poter avere una chance contro Alcaraz, avrebbe dovuto alzare ancora il livello.Ripartire dalla reazione con Paul e dimenticare quel primo set da incubo.  E così Sinner entra in campo deciso, il braccio fermo, lo sguardo freddo.

Rispolvera il servizio dei tempi migliori, si muove agile e veloce sulla linea di fondo, senza vesciche a rallentarne la corsa.Alcaraz invece prova a fare quello che gli riesce meglio.

Non dà punti di riferimento, alterna i suoi colpi per non mettere in ritmo il dritto dell'azzurro.Si conquista la prima palla break della partita, Jannik la annulla con il servizio.

I game passano, domina l'equilibrio.Lungolinea, palle corte, rovesci incrociati.

I due rischiano molto poco, non vogliono regalare chance all'avversario.Solamente Alcaraz, come da pronostico, si concede un pizzico di follia, con una corta che si prende gli applausi del Foro.

Ma lo spagnolo ogni tanto sbaglia.Un lusso che, con Sinner, non ci si può concedere.

Al dodicesimo game Jannik si prende due palle break, lo spagnolo si salva.Il tie break che ne segue è la normale conclusione di una battaglia che ha toccato ogni angolo di campo, per l'estasi del Centrale.

Alcaraz scappa subito sul 3-0 con due ace, Sinner insegue, firma cinque punti ma senza mai riuscire a piazzare nemmeno un mini break.Carlos chiude con una volée e si prende il primo set 7-6. La reazione di Sinner è rabbiosa, furente.

L'azzurro vola subito sullo 0-30, ma Alcaraz lo riprende e lancia un "vamos" che ammutolisce il Centrale.La pressione che Carlitos ha detto di aver sentito in passato, quella rivalità che a un certo punto era diventata ossessione, non sembra pesare più sulle sue spalle.

Lo spagnolo è su ogni pallina, limita gli errori e colpisce.Al secondo game conquista tre palle break, trasforma la prima.

Alcaraz è, semplicemente, perfetto.E mai come oggi Sinner appare vulnerabile, perso, solo.

Sbaglia di dritto, ha lo sguardo basso, il passo pesante.Gioca timido, impaurito, e Carlos lo infila ogni volta che può.

Quando Alcaraz firma il suo secondo break e il tabellone segna 4-0, sul Foro, è calato il gelo.Quel sogno di rivedere un azzurro sul trono di Roma, 49 anni dopo l'ultimo trionfo di Panatta, sembra svanito.

Il moto d'orgoglio di Sinner, sul finale di set, è troppo poco e troppo tardi.Jannik si arrende al suo rivale di sempre, che conquista il secondo set 6-1 e vince gli Internazionali d'Italia 2025.

Ma questo per Sinner è soltanto il primo capitolo della sua 'nuova' storia, l'ultimo di una rivalità ancora lontana dalla parola 'fine'. (di Simone Cesarei)  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giovanni Allevi, la scoperta della malattia: “Mi è crollato tutto, in bilico tra la vita e la morte”

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(Adnkronos) – "La mia anima è disperatamente aggrappata alla vita", così Giovanni Allevi parla della sua battaglia contro la malattia.Ospite oggi, domenica 18 maggio, a Verissimo, il pianista e compositore ha ricordato il giorno in cui ha scoperto di essere un malato oncologico.  
Giovanni Allevi ha fatto della sua malattia una lezione di musica: "Farò quattro concerti con orchestra e in questa occasione eseguirò una composizione che nasce sulla trasformazione in note delle 7 lettere della mia malattia, che si chiama proprio mieloma".  "Il 2 giugno del 2022 ero a Vienna – ha ricordato il compositore – avevo la febbre da diversi giorni ma soprattutto un terribile mal di schiena.

Così intenso, che durante quel concerto, io non riuscì ad alzarmi davanti al pubblico che stava applaudendo per me".Poi, due settimane dopo la diagnosi: "È bastata una diagnosi del sangue e una lastra per capire che quello non era solo un mal di schiena, ma il sintomo di una malattia grave che si era protratta in avanti, ossia il mieloma multiplo".  "Avevo metastasi ossee in tutto il corpo: al femore, al bacino, al cranio.

Mi è tremata la terra sotto ai piedi", ha aggiunto Giovanni Allevi.Il compositore ha parlato del percorso di chemioterapia, che ha definito un'esperienza "forte": "Ti troverai i capelli sul cuscino", mi avevano detto.

Un giorno, racconta Allevi, "mi svegliai con la testa che mi bruciava tantissimo.E mi caddero tutti i capelli, in una volta sola.

Ero calvo, ma non mi sono impressionato". Giovanni Allevi ricorda il momento più difficile vissuto durante il ricovero in ospedale: "Durante la degenza, dopo la chemioterapia, quando ero ancora sotto effetto di oppioidi, mi alzai una notte per andare in bagno e vidi la mia immagine riflessa nello specchio, mi sono spaventato perché ho visto lo sguardo completamente vuoto.Allora non sapevo ancora se le terapie avrebbero fatto effetto.

Vivevo in bilico tra la vita e la morte". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lecce, spara a moglie e poi si uccide: donna morta in ospedale

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(Adnkronos) – E' deceduta stamane all'ospedale 'Vito Fazzi' di Lecce, M.T.P., la donna di 82 anni, ferita gravemente venerdì dal marito di 85 anni, nella loro abitazione di Otranto con un colpo di pistola alla testa esploso a distanza ravvicinata.L'uomo, A.B.

si era poi tolto la vita subito dopo aver sparato alla moglie.La scoperta era stata fatta da una familiare.

La pistola era detenuta legalmente.Dalle prime ricostruzioni entrambi avevano gravi problemi di salute.

L'82enne era stata ricoverata in rianimazione in condizioni molto gravi ed era stata sottoposta a un intervento chirurgico.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)