Governo, passi significativi
Editoriali Politica

Governo, passi significativi: il “contratto” passa da 39 a 40 pagine (sic!)

Grandi passi ieri nella trattativa per un governo (magari icchio): il contratto di compravendita reciproca cresce ed ha aggiunto una pagina alle 39 di ieri. Ora sono diventate 40, ed hai detto niente!

Sembra incredibile, eppure ieri il Duo si è superato ed è riuscito ad aggiungere ancora una pagina alle 39 preesistenti. Ora sono 40. Evviva: grande cosa. Grande sfoggio di dialettica e Grande spreco di carta visto che, anche con la pagina aggiunta dopo un’intensa giornata di “lavoro”, sono riusciti ancora a nulla dire/scrivere – di veramente concreto – per la formazione di un governo (anche icchio) evidenziando così – sia pur senza volerlo – che per Governare e per la formazione di un Governo serve un programma, non un contratto, e serve una squadra ben precisa e coesa con idee chiare, non la nota della spesa fatto al mercato del loro reciproco comprarsi e vendersi per razzolare nel pollaio dei palazzi romani dove da 26 anni è stato inaugurato anche un fiorente mercato delle vacche.

Epperò. Epperò anche per stare in piazza a vendere o comprare, come anche a vendersi o comprarsi, non basta semplicemente mettersi a gridare: “venghino siore e siori, venghino. Non siamo qui su questa pubblica piazza per vendere come tutti hanno fatto ma per regalare ecc ecc ecc”. Bisogna anche averne formazione specifica, esperienza e cultura. Insomma, non basta credersi galli per non esser polli, come già ho avuto modo di scrivere ed annotare più volte ed in più occasioni, ed i “nostri” non mostrano di averne idea per cui continuano a far fumo senza dire niente di veramente serio ed utile.

Peggio ancora, con le loro parole – pur con ancora zero azioni – rinfocolano già malumori e problemi all’estero e in casa (Italia) dove – ad esempio – hanno già creato problemi in Borsa causando, con i loro attacchi e con le parole del responsabile economico del Carroccio, Borghi, che esprime l’intenzione di «cambiare la governance» dell’istituto di credito senese, il crollo dell’8% sul titolo della Banca Montepaschi, cosa che ha costretto il ministro Padoan a scendere in campo per lanciare un altro allarme annotando che quelle sono: «Parole gravi» che mettono i «risparmi a rischio».

Altri malumori vengono fuori dall’elenco della nota per il mercato stilata dal Duo. Nota chiaramente messa giù stile nota della massaia così tanto per ….. ma non finalizzata ad un’unica ricetta precisa. Semplice nota fatta tanto per poter mostrare, ai pantaloni – e cioè a noi -, che non vanno al mercato così, a caso, e fidando solo sulla memoria. E forse questa è l’unica cosa vera nell’assurdità di questa vicenda visto che, di fatto, di “memoria” proprio non ne hanno, ne possono averne: vuoi di esperti politici, men che meno di statisti.

Ed allora, ecco che continuano a girare attorno al problema di base continuando ad ignorare che, per partire e poi guidare, occorre un Governo; e che, per avere un Governo, occorre avere un Premier ed una squadra ben chiara, precisa e coesa di Ministri, Segretari, Sottosegretari e via a scendere. Questo occorre, non un contratto. E questo è quanto continuano a non concordare seguitando nel loro braccio di ferro per prevalere. Nel frattempo continuano a lanciare caramelle (avvelenate) ai pantaloni (cioè, ai popolani) che ancora aspettano che lorsignori mettano in moto il cervello – se cervello hanno – prima di mettere in movimento la bocca, sperando – finalmente – di veder poste in campo cose veramente serie e fattibili e non ancora slogan da campagna elettorale.

Ma forse loro sono già in campagna elettorale, solo che non ce lo hanno ancora detto.

Epperò, se così è, ci permettiamo di ricordare, soprattutto al “sudico” Di Maio (inteso come “uomo del Sud” in contrapposizione al “berbero nordico” Salvini) che, a scorrere la nota del contratto di reciproca compravendita stilato con Salvini(Berlusconi), ha già molto concesso al leghista ed alla sua idea di “governo a motrice nordica” o giù di lì: non oltre Firenze comunque, tanto per dare una caramella anche al piccolo Renzi.

Manca infatti il Sud, e non solo. Mancano anche le donne, e le diseguaglianze. Tre punti che avrebbero dovuto essere – e dovrebbero essere – i cavalli di battaglia dei Cinque Stelle ed invece ecco che , proprio su questi punti, lasciano correre dando corda alla nota spesa Leghista/Berlusconiana che – invece – mantiene ben aperto il suo occhio di riguardo a: carceri (è sempre bene premunirsi), nomadi (merce facilmente vendibile, soprattutto al nord), rimpatri dei clandestini (anche questa merce ben vendibile al nord) con anche un bel giro di vite sulla sicurezza (loro e a modo loro, ovviamente).

Qualcuno penserà e dirà: ma è impossibile! Di Maio è uomo del Sud, è lì che è andato a mungere, è da lì che ha tratto il latte per fare la sua formaggella da porre sulla tavola imbandita per un Governo, non può essersene dimenticato svendendo il tutto per prendersi una poltrona, sia pur quella di Presidente del Consiglio.

Eppure, invece, è così – o così appare essere – visto che i Cinque Stelle hanno dimenticato almeno tre “caselle” che era lecito aspettarsi fossero occupate da loro: Sud, condizione delle donne, diseguaglianze. Caselle che non trovano collocazione nemmeno nell’indice generale delle 39, pardon: ora 40, pagine della nota mercantile stilata, a questo punto, da Salvini (con non assurda dettatura del ghost) e inghiottita da Di Maio abbagliato dalla carota di una possibile bella poltrona di testa. In verità, in serata, è stata poi annunciata una toppa al buco Mezzogiorno ma, a quel punto, la frittata era già stata fatta per cui la toppa è stata anche peggio del buco visto che è servita a ben mostrare che nei sei giorni di discussione l’argomento Mezzogiorno non fosse stato nemmeno toccato e, con esso, tutto il corollario che porta con se:

  1. Caporalato
  2. Lavoro nero
  3. Lavoro povero
  4. False cooperative
  5. Emigrazione dei giovani e degli adulti

e ultimo punto, ma non ultima dolenza,

  • la Diseguaglianza tra Nord e Sud, tra ricchi e poveri, sfruttati e sfruttatori ….

tutto quanto, insomma, distingue l’essere Nord dall’essere Sud, insomma perpetrando e continuando, in questo, l’opera iniziata da Garibaldi a favore del Nord a danno, e depredazione, del Sud.

In conclusione, quella che ad ora è sul tavolo è semplicemente una nota spesa prettamente nordista nella quale, come su già indicato, non si è dimenticato di ben annotare:

  1. carceri,
  2. nomadi,
  3. rimpatri dei clandestini,
  4. giro di vite sulla sicurezza

glissando sulle piaghe del Sud appena su elencate per macro-categorie.

Per tutto il resto, che poi dovrebbe essere il punto di partenza, buio più assoluto per cui si continua a contare le beccate che i due polli/galletti si danno tra loro e ad attendere che luce sia fatta sul nome della nave su cui saliranno gli italiani, del suo comandante pro-tempore, dell’equipaggio e via di seguto, recitando ancora e sempre il mantra: io speriamo che me la cavo.

Stanislao Barretta

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